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Posts Tagged ‘medici senza frontiere’

Da 6 anni la Siria è intrappolata in un terribile conflitto che non risparmia nessuno

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

siriaDonne, uomini, bambini, anziani, la cui vita è distrutta dalla guerra. Il numero di morti, feriti e sfollati è drammatico.Strutture sanitarie sotto attacco, medici uccisi, feriti o fuggiti dal paese, persone che non vanno in ospedale per paura di essere colpite. Malattie che si possono prevenire o curare, ora portano alla morte. Siamo preoccupati perché a causa dell’intensificarsi del conflitto la maggior parte dei bambini non è stata vaccinata ed è a rischio per malattie come morbillo, rosolia, tetano o polmonite. Abbiamo riscontrato anche il ritorno di gravi malattie come la poliomielite ormai debellata da anni. C’è un disperato bisogno di cure mediche. Nonostante i limiti di accesso al paese, gestiamo direttamente 4 strutture sanitarie in Siria settentrionale e ne sosteniamo altre 150 in tutta la Siria. Tutto il nostro impegno è per fornire la migliore assistenza medica possibile: curiamo feriti di guerra e chi ha subito gravi traumi psicologici, assistiamo chi è affetto da malattie croniche e vacciniamo i bambini per prevenire la diffusione di epidemie.Le persone sono in condizioni estreme, lottano per sopravvivere. In questo dramma senza fine i Medici senza frontiere sono in prima linea.

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Raccolti 18mila euro a favore di Medici Senza Frontiere

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

micheli.jpgMacerata. Un altro sorprendente risultato. Il Macerata Opera Festival dopo la chiusura in bellezza, con il botteghino che ha registrato più di 1.200.000 euro con oltre 30mila presenze, regala un’altra buona notizia: il dato della donazione che sarà effettuata a favore di Medici Senza Frontiere (MSF), organizzazione medico-umanitaria indipendente premio Nobel nel 1999. Durante la stagione lirica 2016, dal titolo Mediterraneo, sono stati raccolti 17.906,30 euro, grazie ai donatori tra il pubblico, al charity sponsor Eurosuole di Germano Ercoli, e ad Hera Comm che ha favorito online la beneficenza con la prenotazione dei concerti gratuiti al Teatro Lauro Rossi del Mercoledì. “Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto – dichiara Germano Ercoli – e per aver partecipato a questa nobile causa”.
Importante, come è tradizione nell’ultimo triennio, la serata organizzata allo Sferisterio, dedicata alla solidarietà. Quest’anno, l’11 agosto, è andato in scena lo spettacolo, ideato dal direttore artistico Francesco Micheli, Medea, da Cherubini a Pasolini. La rappresentazione ha visto la partecipazione di Alexandra Deshorties, una delle principali interpreti dell’opera di Cherubini, nei panni della protagonista, alla sua prima apparizione su un palcoscenico italiano. Giasone è stato invece interpretato dall’attore Cesare Bocci, che si è esibito nell’Arena maceratese per la prima volta. L’attrice María Pilar Pérez Aspa ha letto degli estratti dalla tragedia di Euripide, mentre l’esecuzione musicale è stata affidata all’Orchestra Regionale delle Marche, diretta dal Maestro Francesco Ivan Ciampa.
Dalla toccante tragedia di Euripide la narrazione è arrivata fino a Medici Senza Frontiere. All’organizzazione medico-umanitaria indipendente impegnata in prima linea nel soccorso e nell’assistenza sanitaria delle popolazioni in fuga da guerre e povertà è andato parte del ricavato della serata e la donazione effettuata da Eurosuole di Germano Ercoli che, a conclusione della recita, è salito sul palco per consegnare una busta con un assegno. Alla raccolta a favore di Medici Senza Frontiere ha contribuito pure il pre opera, organizzato in piazza Mazzini da IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini con uno chef siriano e lo stellato Errico Recanati, e la vendita di uno dei bozzetti realizzati da Dante Ferretti, ispirato alla sua scenografia del film di Pasolini.La raccolta fondi va a sostegno della campagna #MILIONIDIPASSI che vuole ridare umanità al tema delle migrazioni forzate e racconta i passi di chi è costretto a fuggire, i passi degli operatori umanitari per assisterli e quelli che tutti possono fare per sostenere questa azione. Negli ultimi anni MSF ha aumentato i propri sforzi per le popolazioni in movimento, nei paesi di origine, nei paesi confinanti – dove si trova la maggioranza delle persone in fuga – e lungo tutto il percorso verso la salvezza. Oggi MSF offre assistenza medico-umanitaria a sfollati, rifugiati e richiedenti asilo in più di 30 Paesi. (foto: micheli)

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Bombe su un ospedale di Medici senza Frontiere in Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

Maria Pilar Perèz AspaMacerata. Un nuovo attacco contro un ospedale in Siria miete ancora vittime tra i medici e i pazienti. Un ospedale sostenuto da Medici Senza Frontiere (Msf), partner del Macerata Opera Festival, centro di riferimento specializzato in pediatria che forniva cure mediche essenziali a circa 70.000 persone nella città siriana di Millis, nella provincia di Idlib. Sabato 6 agosto è stato distrutto, quattro membri dello staff dell’ospedale e altre nove persone – tra cui cinque bambini e due donne – sono stati uccisi nei due attacchi aerei che hanno centrato direttamente l’ospedale e nei due attacchi che hanno colpito le vicinanze dell’edificio. Altri sei membri dello staff sono rimasti feriti.È sempre maggiore l’intensità del conflitto nella zona che ha distrutto la maggior parte dell’edificio: la sala operatoria, l’unità di terapia intensiva, il reparto di pediatria e circa l’80 per cento dei dispositivi medici, le ambulanze e il generatore.
Macerata Opera Festival esprime tutta la solidarietà al Partner Medici senza Frontiere per il grave attacco subito e fa appello al pubblico del Festival perché doni in questa ultima settimana a favore dell’organizzazione umanitaria Premio Nobel per la Pace. È possibile farlo liberamente in occasione di ogni serata e spettacolo del Festival, all’ingresso dello Sferisterio durante le Opere, e infine sarà possibile farlo giovedì 11 agosto partecipando allo spettacolo Medea, a favore di MSF. Per ogni biglietto acquistato saranno devoluti 2€ alla campagna Milioni di Passi. (foto: Maria Pilar Perèz Aspa)

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Migrazione, “Corsa a ostacoli verso l’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

medici senza frontiereMSF denuncia, in un rapporto diffuso oggi a livello internazionale, il catastrofico fallimento dell’Unione Europea nel rispondere ai bisogni umanitari di rifugiati, richiedenti asilo e migranti nel 2015 e presenta una fotografia drammatica, emersa dai progetti MSF per la migrazione, dell’impatto medico-umanitario delle politiche europee su migliaia di persone in fuga.“Non solo l’Unione Europea e i governi hanno fallito collettivamente nell’affrontare la crisi, ma con le loro barriere e la risposta caotica ai bisogni umanitari delle persone in fuga hanno di fatto peggiorato le condizioni di migliaia di uomini, donne e bambini già vulnerabili” ha dichiarato Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di MSF.Attraverso le testimonianze dirette di operatori e pazienti di MSF e i dati medici raccolti in decine di progetti, il rapporto “Corsa a ostacoli verso l’Europa” mostra le medici senza frontiere1conseguenze umanitarie delle decisioni europee e dimostra come le politiche di deterrenza abbiano costretto MSF e altre organizzazioni ad aumentare drasticamente le proprie attività nei punti di ingresso all’Europa.“Mai prima d’ora abbiamo dovuto avviare così tanti progetti in Europa o imbarcarci per salvare vite in mare. Mai prima d’ora abbiamo dovuto assistere così tanti disperati alle frontiere, curando le conseguenze fisiche e psicologiche dei drammatici viaggi, delle violenze subite e della mancanza di assistenza” ha detto la dott.sa Federica Zamatto, responsabile medico progetti migrazione MSF. “Nel 2016 i paesi europei devono fare un bilancio del costo umano delle loro decisioni, assumersi le loro responsabilità e imparare dagli errori commessi per mettere al centro i bisogni dei più vulnerabili.” (foto: medici senza frontiere)

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Afghanistan: Morte operatori umanitari

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2015

afghanistan“Tutti noi dell’UNICEF siamo scioccati e rattristati per la morte degli operatori umanitari di Medici Senza Frontiere e dei loro pazienti, dopo un attacco aereo su un ospedale nel nord dell’Afghanistan. “Ci uniamo alle famiglie, ai colleghi e agli amici di coloro che hanno perso la vita e che sono stati feriti, in lutto per la perdita di veri eroi dedicati a rendere il mondo un posto migliore. “Loro e gli operatori umanitari che rischiano la propria vita per gli altri in alcuni dei luoghi più pericolosi al mondo meritano la nostra grande ammirazione”.

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L’ospedale gonfiabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2013

Rispondere a un’emergenza umanitaria è una corsa contro il tempo. Le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) lo sperimentano direttamente ogni volta che nel mondo una catastrofe naturale o un conflitto armato mettono a rischio la vita di intere popolazioni. Uno degli strumenti più innovativi che MSF utilizza nelle emergenze è l’Ospedale gonfiabile, una struttura unica e immediatamente operativa. Per la prima volta l’organizzazione medico umanitaria lo presenta in Italia, con l’obiettivo di avvicinare al grande pubblico modalità di lavoro che fanno la differenza in contesti di estrema complessità. I visitatori – al fianco degli operatori umanitari – possono condividere l’esperienza di MSF nella lotta quotidiana per garantire cure mediche di qualità durante guerre e catastrofi naturali. “L’Ospedale gonfiabile di MSF nasce per dare una risposta concreta e soprattutto immediata”, dichiara Gabriele Eminente, Direttore generale di Medici Senza Frontiere Italia. “Lo proponiamo in Italia per far capire al pubblico che cosa vuol dire garantire cure mediche in contesti di emergenza come il terremoto ad Haiti o il conflitto in Siria. Proprio questi due scenari sono quelli proposti ai visitatori che, vestendo i panni dei nostri operatori umanitari, potranno immergersi nella realtà di MSF, un’organizzazione in grado di intervenire nelle emergenze umanitarie grazie alla propria capacità logistica, alla professionalità del proprio staff e all’esperienza maturata in oltre 40 anni di attività”. Cosa significa allestire un sistema di potabilizzazione e distribuzione dell’acqua? Cosa significa avere, poche ore dopo un terremoto, tutto il materiale necessario per allestire ospedali da campo ed effettuare interventi chirurgici? Cosa significa avere le persone formate per intervenire in un’emergenza? Quali sono le priorità mediche dopo una catastrofe naturale? A questi e altri interrogativi vuole dare risposta l’ospedale gonfiabile di MSF che toccherà varie città d’Italia. Creato per essere utilizzato in contesti di crisi, nell’immediato periodo post-emergenza, l’ospedale gonfiabile è composto da una serie di tende pneumatiche. L’assemblaggio di diverse tende permette, con un approccio modulare, di comporre un vero e proprio ospedale, provvisto di tutti i servizi, dal pronto soccorso alla sala operatoria alla farmacia, necessari al suo corretto funzionamento. Si tratta di una struttura pensata per essere completamente indipendente da fonti locali di energia e dal sistema idrico locale. E’ stato utilizzato per la prima volta da MSF nel terremoto del Pakistan del 2005, e poi con successo in altri contesti, tra cui il terremoto di Haiti del 2010 e ora nell’emergenza in Siria.

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Siria: ucciso un chirurgo di Medici Senza Frontiere

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2013

An MSF health worker examines a malnourished child

An MSF health worker examines a malnourished child (Photo credit: DFID – UK Department for International Development)

Bruxelles/Roma. Un chirurgo siriano che lavorava per l’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF), il dottor Muhammad Abyad, è stato ucciso nel nord della Siria. Il suo corpo è stato ritrovato il 3 settembre nella provincia di Aleppo. Aveva 28 anni.MSF desidera esprimere le sue più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici del dottor Abyad, che lavorava in un ospedale gestito da MSF nella provincia Aleppo che si occupa delle vittime del conflitto.Mentre le circostanze esatte della morte del dottor Abyad rimangono poco chiare, MSF condanna l’attacco contro un chirurgo che stava lavorando senza sosta per alleviare una situazione umanitaria disperata nella regione, mentre il suo paese era in guerra.In un momento così tragico, MSF desidera porre l’accento sull’obbligo di assicurare la protezione degli operatori umanitari. MSF è preoccupata che tali attacchi abbiano un impatto diretto sulla capacità delle organizzazioni umanitarie di fornire assistenza medica.
Le équipe di MSF, composte da personale internazionale e siriano, operano in sei ospedali e quattro centri sanitari nel nord della Siria. Tra giugno 2012 e luglio 2013, le équipe di MSF in Siria hanno effettuato oltre 66.000 visite mediche, 3.400 interventi chirurgici e assistito a 1.400 nascite.
Medici Senza Frontiere, nata nel 1971, è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie.

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Siria: sintomi neurotossici

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2013

Tre ospedali nel governatorato di Damasco supportati dall’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) hanno riferito di aver ricevuto circa 3.600 pazienti con sintomi neurotossici in meno di tre ore la mattina di mercoledì 21 agosto 2013. Di questi pazienti, 355 sono deceduti.Dal 2012, MSF ha costruito una forte e affidabile collaborazione con le reti di medici, ospedali e presidi sanitari nel governatorato di Damasco, e da allora fornisce loro farmaci, attrezzature mediche e supporto tecnico. A causa dei significativi rischi per la sicurezza, il personale di MSF non è stato in grado di accedere alle strutture.”Il personale medico che lavora in queste strutture ha fornito informazioni dettagliate ai medici di MSF riguardo un gran numero di pazienti giunti con sintomi quali convulsioni, eccesso di salivazione, pupille ristrette, visione offuscata e difficoltà respiratorie”, dichiara Bart Janssens, direttore delle operazioni di MSF.I pazienti sono stati curati con atropina fornita da MSF, un farmaco usato per trattare i sintomi neurotossici. MSF sta ora cercando di ricostituire le scorte delle strutture e fornire ulteriori attrezzature mediche e assistenza.“MSF non può né confermare scientificamente la causa di questi sintomi, né stabilire chi è responsabile per l’attacco”, prosegue Janssens. “Tuttavia, i sintomi dei pazienti, in aggiunta al quadro epidemiologico degli eventi -caratterizzato dal massiccio afflusso di pazienti in un breve lasso di tempo, dalla provenienza dei pazienti, e dalla contaminazione dei medici e del personale sanitario – indicano chiaramente l’esposizione di massa ad un agente neurotossico. Ciò costituirebbe una violazione del diritto internazionale umanitario, che vieta assolutamente l’uso di armi chimiche e biologiche”.Oltre alle 1.600 fiale di atropina fornite negli scorsi mesi, MSF ha inviato ulteriori 7.000 dosi alle strutture della zona. Il trattamento per i pazienti affetti da sintomi neurotossici è ora pienamente integrato nelle strategie mediche di MSF in tutta la Siria.“MSF auspica che venga dato immediato accesso ad ispettori indipendenti affinché si faccia chiarezza su quanto è avvenuto”, dichiara Christopher Stokes, direttore generale di MSF. “Quest’ultimo attacco e le successive necessità mediche sono in cima ad una situazione umanitaria già catastrofica, caratterizzata da estrema violenza, sfollamenti e la distruzione deliberata di strutture mediche. Nel caso di tali violazioni estreme del diritto umanitario, l’assistenza umanitaria non può rispondere in modo efficace e diventa priva di significato”.MSF fornisce assistenza medica in Siria attraverso due diversi approcci. Il personale internazionale e nazionale di MSF opera in sei ospedali e quattro centri sanitari completamente sotto il controllo diretto dell’organizzazione, nel nord della Siria. Nelle zone in cui MSF non può inviare le proprie équipe a causa dell’insicurezza e della mancanza di accesso, l’organizzazione ha ampliato un programma, di sostegno alle reti di medici siriani, a ospedali e postazioni mediche iniziato due anni fa, fornendo farmaci, attrezzature mediche, e consulenza tecnica. Attraverso questo programma, MSF ha supportato 27 ospedali e 56 presidi sanitari in tutta la Siria.Dal giugno 2012 fino alla fine di giugno 2013, le équipe di MSF hanno effettuato oltre 55.000 visite mediche, 2.800 interventi chirurgici e hanno assistito a 1.000 nascite all’interno della Siria. Nei paesi limitrofi, le équipe di MSF hanno effettuato più di 140.000 visite mediche ai rifugiati siriani.Medici Senza Frontiere, nata nel 1971, è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie. http://www.medicisenzafrontiere.it

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“Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 Mag 2012

Roma – Medici Senza Frontiere (MSF) pubblica oggi il rapporto “Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011” (Marsilio Editori) realizzato per l’ottavo anno in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia e con il contributo di importanti rappresentanti del mondo giornalistico e accademico, e lancia l’applicazione per iPhone e Android per accendere un riflettore sulle crisi dimenticate.Per il 2011, MSF ha deciso di porre l’attenzione su come i telegiornali italiani hanno trattato il tema della migrazione a seguito delle rivolte esplose in Tunisia, Egitto e Libia e su due fronti di crisi: le “crisi sanitarie”, malnutrizione in Somalia, HIV/AIDS e le malattie tropicali dimenticate; e le “crisi umanitarie” su cui i riflettori dei media italiani si sono accesi solo parzialmente Costa d’Avorio, Sudan e Sud Sudan, Bahrein Repubblica Democratica del Congo).Su richiesta di MSF, l’Osservatorio di Pavia ha analizzato lo spazio dedicato in un anno dalle edizioni serali – prime time dei TG Rai, Mediaset e La7 – alle crisi individuate da MSF. Nel 2011, i telegiornali hanno dedicato circa il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, a conflitti e a emergenze umanitarie e sanitarie, e tra questi spiccano naturalmente le rivolte della Primavera araba (Libia in primis) e il terremoto in Giappone. È proprio tale attenzione a spiegare l’incremento rispetto al 6% del 2009.Per la prima volta, MSF ha deciso di far monitorare come e quanto i TG italiani hanno raccontato l’arrivo in Italia dei migranti in fuga da Libia, Tunisia ed Egitto. Nel 2011, sono state dedicate 1.391 notizie al tema e seppur non si tratti di una crisi dimenticata, preoccupa il modo in cui è stata rappresentata. Dall’analisi degli sbarchi in alcune settimane campione, spicca come il termine emergenza sia il più diffuso per comunicare il contenuto della notizia, mentre le condizioni medico-sanitarie dei migranti non sono quasi mai il focus centrale della narrazione. “Il dato più sconcertante – dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore generale MSF Italia – è che in questi servizi è praticamente assente la voce dei migranti. I protagonisti a cui è data voce sono nel 65% dei casi i politici, fra Governo e amministrazioni locali. Alle testimonianze dei migranti è stato riservato solo il 14% dello spazio; il 12% alle comunità locali e il 10% alle realtà impegnate nella gestione del fenomeno – forze dell’ordine, esponenti religiosi, società civile, organizzazioni”. Nelle immagini utilizzate, inoltre, i bambini che approdano sulle coste italiane sono mostrati in video senza nasconderne il volto.In tempi di informazione globale, nel 2011 sono stati solo 5 i servizi dedicati al Congo (RDC), 10 alla Costa d’Avorio, 14 quelli sull’HIV/AIDS, zero quelli sulle malattie tropicali neglette (leishmaniosi viscerale/kala-azar, malattia del sonno, Chagas e ulcera di Buruli) che falcidiano la popolazione dei Paesi in via di sviluppo. Resta in ombra anche il Bahrein con solo 24 notizie. All’emergenza nutrizionale nel Corno d’Africa dedicate 41 notizie e 44 al Sudan. Il totale dello spazio dato a tutte queste crisi insieme resta comunque lontano dalle 413 notizie dedicate invece alle nozze reali di William e Kate. Il matrimonio di Alberto di Monaco si è invece guadagnato “solo” 91 servizi.Il Congo in realtà è totalmente scomparso, se si considera che le uniche 5 notizie dedicate, si occupano di incidenti aerei e di altri eventi e non delle violenze in corso o dell’AIDS che flagella il paese con un milione di contagiati. L’analisi mostra che di AIDS, in generale, si è parlato soprattutto in relazione ai viaggi del Pontefice e, a differenza di altri anni, nessuno dei TG dedica una notizia alla pandemia in occasione della Giornata Mondiale (1 dicembre). L’AIDS è ormai invisibile. E, altrettanto drammaticamente, si ignora la crisi finanziaria in cui versa il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria, che, se non affrontata, avrà effetti devastanti per i pazienti affetti da HIV/AIDS e tubercolosi multiresistente ai farmaci. La “nostra” influenza stagionale è stata invece abbondantemente coperta dai TG con 92 servizi.“Non siamo sicuri che le parole siano in grado di salvare vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio può uccidere. Per questa ragione continuiamo a stimolare i media a parlare delle crisi umanitarie. In questo nuovo rapporto, fra le varie crisi che hanno determinato la Primavera araba, abbiamo voluto accendere un riflettore sul Bahrein, crisi pressoché ignorata dai media, ma gravissima ed esemplare dal punto di vista della manipolazione dell’assistenza medica come strumento di identificazione e arresto dei dimostranti”, dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore generale di MSF Italia.Il caso del Bahrein è emblematico: in ben 7 servizi dei 24 totali, si parla del Paese solo in relazione al Gran Premio di Formula 1 e alla sua possibile cancellazione, come conseguenza dell’instabilità politica del paese. Ancora oggi in Bahrein, l’accesso alle cure è un problema, nonostante le riforme, e i pazienti continuano a evitare di rivolgersi agli ospedali pubblici per farsi curare, a causa della discriminazione percepita, delle molestie e dei maltrattamenti. MSF chiede di operare nuovamente in Bahrain dove da marzo non è più autorizzata a entrare.Ma è la condizione dei rifugiati dal Mali fuggiti in Burkina Faso, Mauritania e Niger la crisi su cui oggi MSF chiede di accendere un riflettore. “Il Burkina Faso è, dopo la Mauritania, il paese con il più alto numero di rifugiati in fuga dal Mali dove fornire assistenza medica è estremamente difficile e i rifugiati continuano ad arrivare di giorno in giorno mentre l’aiuto internazionale è lento e insufficiente. Chiediamo ai media italiani di accendere un riflettore su quest’area del tutto dimenticata, colpita pesantemente dalla siccità e dall’insicurezza alimentare”, aggiunge Kostas Moschochoritis. MSF si impegna da sempre per portare sotto i riflettori le crisi dimenticate, per questo, oltre al rapporto, lancia in questi giorni la nuova applicazione mobile gratuita per Android e iPhone “MSF – Senza mai restare a guardare” con l’obiettivo di aggiornare gli utenti sulle sfide e l’impegno di MSF in difesa delle popolazioni più vulnerabili. Rendere visibili le sofferenze di milioni di persone è da sempre parte del mandato di MSF e oggi anche le tecnologie di ultima generazione si prestano per dare loro voce. Crisi Dimenticate – i VIDEO di Medici Senza FrontiereAccendi un riflettore sulle crisi dimenticate. Condividi i video sui social networks!“Burkina Faso: i rifugiati dimenticati” >>“Sud Sudan: 90.000 rifugiati sudanesi in fuga dalla violenza” >>Il canale di MSF Italia su YouTube >>

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Salute pubblica e controlli medici

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 Mag 2012

Atene/Roma “La salute pubblica non può essere promossa attraverso controlli medici guidati dalla polizia creando allarmismo, parlando di ‘bombe a orologeria’ per la salute pubblica”, dichiara Reveka Papadopoulou, Direttore Generale di MSF Grecia. “La salute pubblica può essere effettivamente salvaguardata soltanto garantendo il reale accesso ai servizi sanitari pubblici, rispondendo ai bisogni medici di tutti i gruppi sociali – bambini, anziani, pazienti cronici di qualsiasi origine, persone senza assicurazione sanitaria – specialmente oggi che migliaia di nuclei familiari si trovano nell’indigenza e il sistema sanitario pubblico è in forte tensione a causa dei tagli al budget. Il coinvolgimento degli operatori sanitari pubblici in controlli di polizia è pericoloso e contrario all’etica medica”.L’emendamento del Decreto Presidenziale greco 114/2010 – incluso nella legge introdotta il 9 aprile, giorno dello scioglimento del Parlamento e dell’annuncio delle elezioni nazionali – prevede “controlli sanitari obbligatori delle persone che soffrono di malattie trasmissibili o appartengono a gruppi vulnerabili a tali malattie e prevede la loro detenzione in strutture sanitarie, definendo queste persone pericoli per la salute pubblica”.Secondo questa specifica legislazione “il rischio è fra le persone che hanno malattie trasmissibili o appartengono a gruppi ad esse vulnerabili, soprattutto a causa del paese di provenienza o dell’uso di sostanze illegali intravenose, o per il fatto di svolgere un lavoro legato al sesso, o a causa delle condizioni di vita che non rispettano le minime regole igieniche”. L’articolo specifica “controlli sanitari obbligatori”, quando in Grecia i migranti senza documenti hanno accesso al sistema sanitario solo “in casi di emergenza e fino a quando la loro salute si stabilizzi” (Articolo 84/Í.3386/2005).La salute pubblica è questione di responsabilità dello Stato. Tuttavia, attraverso questa specifica legislazione il Governo non solo non si assume le sue responsabilità, ma trasforma inoltre la ‘vittima’ in ‘colpevole’, come nei casi dei centri di detenzione per migranti. Secondo i dati medici raccolti nel corso degli interventi di MSF nelle strutture di detenzione di Evros nel 2011, più del 60% dei problemi medici sono riconducibili alle pessime condizioni di vita e di detenzione. Ciò è stato puntualmente evidenziato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie e dall’Organizzazione Mondiale sella Salute (OMS) che ha trovato i centri di detenzione inappropriati perché ci vivano delle persone.Le autorità greche hanno fino ad ora fallito nel rispondere ai bisogni dell’assistenza sanitaria pubblica attraverso dei programmi integrati.MSF chiede a tutte le autorità coinvolte di salvaguardare il libero accesso al sistema sanitario pubblico per coloro che ne hanno bisogno, obiettivo che non può essere raggiunto portando avanti controlli medici obbligatori in un contesto di operazioni di polizia.

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Sulla soglia dell’eternità

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Questo libro rappresenta il testamento spirituale di Xavier Emmanuelli uno dei fondatori di Medici Senza Frontiere, e ripercorre la sua esistenza dedicata agli ultimi e ai dimenticati, senza nascondere i propri errori e i difetti. Dal ricordo del padre, medico di famiglia, al suo lavoro nei reparti di medicina d’urgenza, ma soprattutto le incredibili avventure con “Medici senza Frontiere” e con il “SAMU social”, impegnato a dare assistenza ed aiutare secondo la filosofia della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, senza dimenticare gli eccessi dei media, la disumanità di certa medicina incurante delle reali necessità degli uomini. di Xavier Emmanuelli Edizioni San Paolo 144 pagine € 12,00

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Medici Senza Frontiere alla Fiera del Libro di Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 12 Mag 2009

Torino dal 14 al 18 maggio 2009 Medici Senza Frontiere (MSF) sarà presente alla XXII edizione della Fiera internazionale del Libro di Torino. In occasione del principale appuntamento dell’editoria italiana, MSF presenterà il libro “Mondi al limite” (Feltrinelli) realizzato con la collaborazione di nove scrittori. Mauro Covacich, Paolo Giordano, Sandrone Dazieri, Antonio Pascale e Domenico Starnone.  Grazie alla loro penna “Mondi al limite” racconta alcune delle crisi dimenticate in cui opera MSF: dalla Repubblica Democratica del Congo alla Cambogia, dalla Somalia alla Thailandia, dal Brasile alla Colombia, dal Pakistan all’Italia.  “Questo libro arriva dopo 37 anni di storia di Medici Senza Frontiere (MSF), 37 anni di azione medica umanitaria che fin dall’inizio abbiamo scelto di far raccontare, a volte denunciare, sempre da testimoni piuttosto che da testimonials. E pertanto abbiamo ritenuto che i migliori testimoni di quello che facciamo, di quello che vediamo, fossimo noi stessi o i nostri pazienti”, scrive Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia, nella prefazione. “Ma se giunti alla nostra età matura, per una volta avessimo osato di più? Se avessimo cercato di condividere l’esperienza ricorrendo ad un diverso genere di testimonianza?” “Abbiamo proposto i nostri territori d’azione, le nostre modalità di vivere e lavorare, i nostri uomini e le nostre donne, curanti e pazienti, come oggetto di storie. Abbiamo invitato degli scrittori, degli artisti, perché si lasciassero attraversare (o immergere) in prima persona, corpo e spirito, dai panorami, dai disagi, dal sudore, dalle zanzare, dal jet lag che ci sono abituali, e che mediante l’alchimia dei propri sentimenti, preferibilmente controversi, ne raccontassero. Le storie nate in questi campi aperti sono alcune delle possibilità del ventaglio che offre la realtà di quei territori, modalità, uomini e donne. Ogni autore ha scelto la forma e lo stile per dire di questo specifico incontro, ma nessuno di loro ci ha messo sulla luna, e soprattutto nessuno di loro ci ha affibbiato quella patente, ingannevole, dell’eroe, come fa ogni tanto qualcun altro, in buona fede o per calcolo. Il mondo, i mondi di MSF che abitano queste pagine, sono dunque mondi verosimili”, scrive Moschochoritis.
Medici Senza Frontiere (MSF) è la più grande organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico al mondo nata per offrire soccorso sanitario alle popolazioni in pericolo e testimoniare delle violazioni dei diritti dell’uomo cui assiste durante le sue missioni in oltre sessanta paesi. Nel 1999 è stata insignita del premio Nobel per la Pace.

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