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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘medici’

Scuotto: necessità di un intervento speciale del legislatore a tutela dei medici, delle compagnie assicurative e del Sistema Sanitario

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Lo dichiara ad Adnkronos Gaetano Scuotto, Avvocato Cassazionista, Fiduciario di alcune tra le principali Compagnia Assicurative e difensore Aziende Sanitarie e medici nel commentare il dibattito politico in corso in queste ore, ed a fronte delle probabili, e da più parti già proclamate, azioni risarcitorie nei confronti di medici e strutture. Scuotto è componente del Consiglio Direttivo della SSPL (Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali) Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, coautore del testo edito da Giuffrè “Responsabilità sanitaria e risk Management” di cui ha curato in esclusiva “La disciplina delle coperture assicurative delle strutture sanitarie e dei medici” e componente del comitato scientifico “Camera Arbitrale” istituita presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli per il quadriennio 2019-2022.
L’inadempimento qualificato che i reclamanti potranno ricondurre alla Struttura, fonderà sul presupposto che la struttura sanitaria non abbia approntato le giuste cautele, necessarie ad evitare la trasmissione del virus, come ad esempio la mancata attivazione delle obbligatorie e necessarie procedure preventive di isolamento del paziente.Richiamato il principio dell’inversione dell’onere della prova a carico della Struttura, quest’ultima sarà liberata qualora dimostri l’inevitabilità della diffusione del contagio, invocando il rispetto da parte del proprio personale delle linee guida, nonché delle buone prassi nella gestione dei ricoveri di pazienti con sintomi di malattie contagiose, e nello specifico di c.d. sintomi da Covid-19.Per capire la portata negativa che ne potrebbe derivare, basti far riferimento alla legge 210/92 che, prevedendo un indennizzo per i soggetti trasfusi con sangue infetto, ed auspicando nel contempo una tacitazione di ogni pretesa, si è trasformata in un sicuro punto di partenza delle successive azioni risarcitorie per danni di origine contrattuale (nei confronti delle strutture) ed extracontrattuale (nei confronti del Ministero competente), volte ad ottenere – salvo compensatio lucri cum damno, decurtato cioè l’importo ottenuto a titolo indennitario – una ben più elevata somma a titolo risarcitorio.Del resto non vi sarebbe motivo per non distinguere i due momenti: quello indennitario, che si realizza quando una determinata somma è versata, nei casi previsti dalla legge, laddove un comportamento autorizzato dall’ordinamento abbia comportato danni a terzi, e quello risarcitorio quando una determinata somma è versata da chiunque abbia subito, da altri, un danno ingiusto.Né tantomeno- conclude Scuotto- si può pensare ad una norma che vieti ad un soggetto danneggiato di intraprendere una specifica azione giudiziaria a tutela dei suoi diritti, perché profili di incostituzionalità emergerebbero in tutto il loro splendore.Auspicabile, quindi, sarebbe la costituzione di un fondo, distribuito su base regionale, a cui i soggetti portatori di interesse, possano accedere dopo un iter amministrativo snello e veloce: presentazione della domanda che verrà esaminata da una commissione regionale composta da 5 membri (Avvocato, Medico, alto Dirigente della Pubblica Amministrazione Regionale, Magistrato in pensione, nomina del Ministero della Salute). Tale commissione in caso di necessità, potrà anche chiedere la consulenza di un collegio medico legale (mutuando così quanto previsto per i giudizi di responsabilità sanitaria ex L. 24/17 – c.d. Gelli Bianco) composto da un medico legale e da uno specialista, e di un avvocato che si esprima in termini di nesso di eziologico.
Si potrebbe altresì prevedere per i soggetti infetti e poi guariti, una breve rivalutazione del periodo contributivo (pari approssimativamente ad un anno), tale da raggiungere anticipatamente l’età pensionabile.L’effetto auspicato porterebbe ad un contenimento delle azioni giudiziarie e conseguenti costi, nonché a preservare la tenuta delle coperture assicurative in essere per le strutture e per i medici.”

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Novo Nordisk continua il suo impegno per pazienti e medici

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, oltre alla fornitura dei farmaci, Novo Nordisk intensifica il supporto a medici e pazienti con i suoi programmi di assistenza (Patient support program) e sostegno alle persone con emofilia, diabete tipo 2, obesità e disturbi della crescita allo scopo di fornire un aiuto concreto anche in questo periodo difficile per tutti.Per le persone con emofilia è, infatti, attivo Enixe, il programma di supporto infermieristico e fisioterapico domiciliare. Lo scopo di questo programma è quello di migliorare la qualità di vita della persona, l’aderenza terapeutica e, allo stesso tempo, aiutare lo specialista e i centri a gestire la salute dei propri pazienti via web.Allo stesso modo, nei centri già aderenti, prosegue BethCare, il programma nato per dare un supporto motivazionale ed educazionale alle persone con diabete tipo 2 in trattamento con insulina basale, offrendo al contempo al diabetologo un sostegno per la gestione dei suoi assistiti attraverso una piattaforma digitale di monitoraggio delle attività dei propri pazienti.Per le persone con obesità, invece, grazie all’applicazione App&Opp e ad un team dedicato di professionisti, oltre al servizio che aiuta i pazienti giorno per giorno nel percorso di cura, si offre un ulteriore supporto motivazionale a sostegno dei pazienti, sgravando, anche in questo momento difficile, il medico da eventuali richieste di supporto aggiuntive.Infine, continua il GHD Patient Support Program, il servizio di addestramento infermieristico domiciliare per coloro che hanno disturbi della crescita e per i loro cargiver, allo scopo di educare pazienti e familiari a provvedere in modo autonomo alla somministrazione del farmaco e di offrire assistenza continuativa direttamente a casa ai pazienti che hanno difficoltà nel gestire autonomamente la terapia.
“Questi programmi sono strumenti che Novo Nordisk SpA, in collaborazione con partner specializzati nel settore, mette al servizio diretto dei pazienti e degli operatori sanitari per fare in modo che ogni singola persona possa intraprendere un viaggio il più personalizzato e specifico possibile, aumentando il coinvolgimento nel percorso di cura della sua malattia, al fine di raggiungere gli obiettivi terapeutici fissati” ha dichiarato Drago Vuina, General Manager Corporate Vice President di Novo Nordisk Italia. “In questo particolare momento abbiamo ritenuto necessario proseguire questi servizi per sostenere il più possibile i nostri pazienti e aiutare gli specialisti” ha aggiunto.

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Assunzione medici specializzandi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Milano. Appello all’assessore Gallera dal consigliere regionale pentastellato, Gregorio Mammì: “Mi segnalano da più province ma soprattutto in quella di Lodi, che corsisti MMG (Medici di Medicina Generale) sono rimasti fuori dal piano assunzioni, nonostante abbiano dato la loro disponibilità. Nell’ultima commissione sanità, settimana scorsa, ho segnalato la situazione all’assessore che mi ha assicurato che doveva essere solo un errore. Purtroppo, ad oggi, la situazione degli specializzandi MMG risulta bloccata. Inutile dire che è una situazione inaccettabile, perché sono risorse preziose in questo momento di emergenza. Il presidente del Consiglio ha previsto l’assunzione degli specializzandi e dei neolaureati. Scriverò formalmente all’assessore Gallera e al dirigente Luigi Cajazzo per sollecitare una risposta e una verifica immediata di questa.

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Formazione per i medici e gli infermieri russi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Il personale medico-infermieristico russo ha visitato in questi giorni l’ospedale bergamasco per conoscere i protocolli impiegati nella cura e nell’assistenza dei malati Covid, così da potersi integrare con le equipe già al lavoro e poter cominciare, al termine della formazione necessaria, a collaborare nella gestione dei pazienti, a rinforzo del personale medico e infermieristico ospedaliero. Da domani i 32 sanitari russi, 28 medici e 4 infermieri, riceveranno un training analogo a quello offerto al personale dell’ASST Papa Giovanni XXIII dall’inizio dell’emergenza, con l’ausilio di interpreti.Nella foto, una riunione tenutasi venerdì all’Ospedale di Bergamo fra la delegazione russa, i militari italiani e direzione strategica e operatori dell’azienda sociosanitaria.

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94 medici positivi nel Lazio e in italia 5280 operatori sanitari infetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“Nel Lazio in questo momento sono contagiati 94 medici: 84 a Roma, 6 a Latina, 2 a Viterbo e 2 a Frosinone. I dati pero’ sono sottostimati, perché non tutti i casi sono stati denunciati e molti stanno ‘sfuggendo’ al controllo perché’ non si fanno i tamponi”. Così il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire.”Tra questi medici – prosegue Magi – ci sono specialisti che lavorano negli ambulatori, in particolare, delle Asl Roma 1, Roma 2, Roma 3 e Roma 6″. A preoccupare “molto” Magi non sono solo i dati che riguardano la Capitale: “Dal 12 marzo ad oggi siamo passati da 1.116 a oltre 5.280 operatori sanitari infetti – prosegue – Questo vuol dire che in 12 giorni si e’ quadruplicatoin Italia il numero dei sanitari con Coronavirus, con una media di 400 operatori infetti al giorno e dei picchi giornalieri che hanno raggiunto quota 670”.
Il fenomeno, secondo il presidente dell’Omceo Roma, e’ dovuto “sia alla mancanza di protezioni (e mi chiedo come sia possibile che vedo passeggiare in strada persone con le mascherine FFP3 destinate al personale sanitario, quando i medici non le hanno e neppure le aziende) sia al fatto di non aver eseguito su queste persone tamponi nel momento giusto. Cosi’ ogni medico infettato, nei 14 giorni precedenti, ha avuto la probabilita’ di infettare i pazienti, perche’ lui stesso non era a conoscenza di essere infetto”.
Quello che propone Magi, quindi, e’ di fare i tamponi al personale sanitario. “Ho discusso di questo con l’assessore regionale alla Sanita’, Alessio D’Amato – fa sapere – e lui mi e’ sembrato favorevole a fare i tamponi su alcune categorie di operatori sanitari, come per esempio quelli che hanno avuto contatti quotidiani con pazienti risultati poi positivi al Coronavirus. Intanto stiamo aspettando la fine di questa settimana, quando credo si concludera’ la sperimentazione che sta portando avanti il Policlinico Gemelli di Roma per fornire un test rapido proprio agli operatori sanitari, chepotremmo poi estendere a tutti i colleghi. Ci siamo resi disponibili ad intervenire economicamente pur di tutelare i colleghi e ovviamente anche i pazienti”.Magi sottolinea poi la necessita’ “di dare la possibilita’ agli specialisti delle Asl di contattare i pazienti che non sono urgenti, per capire quali sono le loro necessita’, attraverso un triage telefonico. In un secondo momento si potra’ poi decidere se far andare, in totale sicurezza, o meno un paziente in ambulatorio per eseguire una visita oppure un esame diagnostico, se necessario”. Ci sono infatti pazienti che “non hanno piu’ le medicine – prosegue Magi – sto parlando di persone e anziani fragili, di pazienti cronici che non hanno la ricetta e che quindi non possono comprare le medicine e continuare la terapia, per esempio. Ma anche di tutti quei pazienti oncologici che si erano prenotati per fare una visita, magari da un anno, per controllare eventuali metastasi, e arrivato il giorno dell’appuntamento non abbiamo potuto farli entrare negli ambulatori. Non e’ una situazione facile, bisogna utilizzare sistemi di telemedicina, con piattaforme che ci permettano di fare anche dei video consulti”, conclude il presidente dei camici bianchi capitolini. (fonte: Agenzia DIRE)

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In Italia mancano medici per affrontare l’emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

In Italia si laureano circa 10.000 medici laureati ogni anno, ma ad accoglierli ci sono soltanto 7.000 contratti nelle scuole di specialità. Il numero ridotto di posti disponibili fa sì che molti neolaureati scelgano di trasferirsi nei Paesi Europei vicini, “regalando” all’estero l’ingente investimento per la loro formazione. Inoltre, la scelta delle specializzazioni mediche vede una netta preferenza per indirizzi che permettono sbocchi di carriera anche nel privato, come chirurgia plastica, oculistica o dermatologia, mentre raccolgono poche preferenze le specialità legate all’emergenza come “Medicina d’urgenza” o “Anestesia e rianimazione”, che assegnano ogni anno rispettivamente solo il 32,8% e il 40,2% delle borse disponibili.A ciò si aggiunge l’elemento più preoccupante: più della metà dei medici sarà presto in pensione, mentre la popolazione italiana è in rapido invecchiamento e cresce la domanda sanitaria. Tra gli specialisti, secondo le previsioni Anaao-Assomed nel 2025 le carenze più gravi saranno quelle di medici di emergenza-urgenza (entro 5 anni ne mancheranno all’appello 4180), seguiti da pediatri (3323), medici di medicina interna (1828), anestesisti-rianimatori e terapia intensiva (1395), chirurghi (1274). Sono alcune evidenze dell’analisi “le cifre dei profili medici in Italia e l’impatto del coronavirus” di Randstad Research, il centro di ricerca del Gruppo Randstad dedicato al lavoro del futuro, che ha messo sotto la lente la scarsa preparazione del nostro sistema sanitario ad affrontare l’emergenza, raccogliendo le diverse previsioni di Anaao (sindacato dei medici dirigenti), Fimmg (Federazione medici di medicina generale), OCSE e altre istituzioni sul fabbisogno professionale. L’analisi sottolinea la grave carenza di medici, evidente da anni e purtroppo inascoltata, che l’Italia è chiamata ad affrontare al più presto di fronte all’impatto del coronavirus.
Oggi – rileva Randstad Research – nel nostro Paese si contano quasi 4 dottori ogni 1000 abitanti. I medici iscritti all’ordine nel complesso sono 403.454, un numero superiore rispetto alla media europea, ma più della metà di loro ha superato 55 anni, per un’età media di 51, cresciuta di 3 anni nell’ultimo decennio. Si stima un’uscita media del 40-45% di medici per la pensione nel decennio 2014-2023. Secondo le previsioni Anaao entro il 2025 verranno a mancare circa 52.000 medici ospedalieri, di cui 16.500 specialisti. Entro il 2030 ne potrebbero mancare oltre 80.000 unità, divisi tra 34mila medici di base e 47mila ospedalieri. E la preoccupazione non riguarda solo i medici, ma anche gli infermieri che sono 5,8 ogni 1000 persone, dato visibilmente inferiore alla media europea, pari a 8,5.L’Italia è un Paese anziano, il quarto nell’OCSE per aspettativa di vita e il secondo in Europa, che avrà bisogno di cure crescenti. Ma la spesa sanitaria resta inferiore alla media: in Italia si spende oggi soltanto l’8,8% del PIL in Sanità (il 10% in meno della media europea), con un incremento di poco più di 2 punti percentuali rispetto al 1988, quando la vita durava in media sette anni in meno.
Randstad Research mette in guardia che il fabbisogno di medici non subirà inversioni di rotta a breve, grazie alle spinte del digitale e dell’ecosostenibilità. I più recenti dati Excelsior confermano la filiera “salute e benessere” al primo posto per i fabbisogni occupazionali da qui al 2023. Nello specifico il più elevato tasso annuo di fabbisogno (con una crescita tra il 4 e il 4,1% all’anno) sarà del comparto “sanità ed assistenza sociale, per cui si prevede tra il 2019 e il 2023 una richiesta di servizi di cura tra le 406.000 e le 415.000 unità.

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Ridurre il rischio per famiglie di medici e infermieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

“Mi sono confrontato con alcuni medici e infermieri che a Milano, come altrove, in questi giorni fanno turni massacranti per assistere i ricoverati per COVID19. Quando finiscono un turno corrono a casa, solo per dormire qualche ora, e poi rientrano in ospedale. A volte la loro casa è distante dall’Ospedale e stanchi e affaticati, devono percorrere molti chilometri e sprecare parte di quel poco tempo che hanno a disposizione per riposare” sottolinea Andrea Mascaretti capogruppo di FDI a Palazzo Marino “ma non è finita. Molti di loro a casa hanno genitori anziani e una famiglia che non vorrebbero esporre, in nessun caso, al rischio di contagio. Allora, si potrebbero posizionare all’interno dei parcheggi degli ospedali camper e roulotte da assegnare al personale per brevi momenti di riposo, un po’ di ristoro, per cambiarsi gli abiti ecc. La loro assegnazione a medici e infermieri, la pulizia e la disinfezione degli ambienti e il servizio tintoria sarebbero gestiti dagli Ospedali” propone Andrea Mascaretti “abbiamo già contattato alcuni rivenditori di camper e roulotte e ho ricevuto delle belle risposte: sarebbero disposti a metterli a disposizione di medici e infermieri per ringraziarli di quello che stanno facendo per tutti noi, e se non bastassero” conclude Mascaretti “potremmo avviare una raccolta fondi per noleggiarli”

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Su oltre 2.300 professionisti positivi a COVID-19 oltre l’80% (quasi 1.900) sono medici e infermieri

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

E, per tutti, le prospettive sono quelle di un rischio altissimo senza gli adeguati dispositivi di protezione personale e di un livello di stress per la carenza di organici che lascerà il segno anche dopo l’emergenza COVID-19.“Nessuno si tirerà mai indietro, è chiaro – affermano Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche – e la miglior testimonianza di questo la danno i cittadini con la loro gratitudine e gli stessi professionisti con l’impegno profuso nel salvare vite”.Medici e infermieri del Servizio sanitario nazionale, oltre 900mila professionisti in prima linea nella guerra a COVID-19, si uniscono per affrontare gli stessi problemi che entrambe le categorie professionali hanno in questo momento: dispositivi di protezione individuale non adeguati ai rischi e ai compiti – se non spesso del tutto assenti – e carenza di personale che costringe a turni ben oltre quelli fisicamente sopportabili. Senza ovviamente nemmeno che si possano rispettare le regole su riposi o alternanza: il personale non c’è.“Si devono ridefinire le priorità nella lotta al nuovo Coronavirus – dichiara Filippo Anelli – mettendo subito in sicurezza medici e infermieri, come strategia primaria di sanità pubblica. Sentiamo tutta la responsabilità di rappresentare categorie professionali alle quali non è stato garantito il diritto alla sicurezza. Una situazione inverosimile, indegna di una società civile, che mette in pericolo la salute pubblica. Chiediamo che si individuino i responsabili e che la fornitura dei DPI diventi una priorità del Governo, un tema di sicurezza nazionale, perché la salute dei nostri cittadini merita questo”.“È fondamentale– afferma Barbara Mangiacavalli – la fornitura di DPI consoni alla situazione, che permettano da un lato la protezione degli operatori per evitare le centinaia se non migliaia di situazioni di contagio tra loro, anche grave in alcuni casi fino al decesso, ma, dall’altro, soprattutto per garantire la sicurezza ai pazienti che altrimenti troverebbero proprio in chi li cura e li assiste una fonte probabile di contagio. Questo ovunque e, in particolare proprio nelle strutture che accolgono i più fragili, coloro i quali tengono alta la percentuale di mortalità, come RSA e Hospice, dove i fenomeni negativi si sommano e muoiono, specie nelle aree a maggior rischio, decine di persone anziane ogni giorno”.L’assenza di DPI forniti soprattutto agli ospedali e la carenza di personale lasciano scoperta o rendono pericolosa l’assistenza nelle strutture e sul territorio: “Si intervenga subito, oggi, non domani perché ogni ora persa è una battaglia persa contro COVID-19”, affermano i presidenti delle due Federazioni. Che annunciano: “Una mancata risposta da parte del Governo comporterà azioni forti di protesta”.

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Coronavirus: Personale militare già al lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

L’appello per avere in fretta altro personale sanitario è stato accolto e da oggi al Papa Giovanni XXIII hanno preso servizio 27 medici e 4 infermieri militari. Già alle 10 di questa mattina hanno partecipato alla formazione che ha già coinvolto quasi tremila persone all’Auditorium “Lucio Parenzan” dell’ospedale, il personale della Croce Rossa è arrivato questo pomeriggio.”Si sono concretizzati gli aiuti promessi ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ringrazio nuovamente per aver voluto capire meglio quale fosse la nostra situazione – ha commentato il direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Questo aiuto concreto ci rincuora, così come l’impegno del Presidente Attilio Fontana e dell’assessore Giulio Gallera per creare nuovi posti di terapia intensiva in Lombardia, tema delicato quanto il personale. Non possiamo ancora però abbassare la guardia: restiamo in emergenza, abbiamo spostato il superamento della soglia massima di sopportazione tra mercoledì e giovedì. Ci auguriamo che la pressione, intesa come persone che devono essere ricoverate, nel frattempo cali per effetto delle misure di contenimento, a cui invitiamo i cittadini a continuare ad attenersi”.Si concluderà entro questa sera l’intervento per incrementare del 10% la portata dell’ossigeno nell’impianto ospedaliero, che in questi giorni ha dovuto sopportare richieste ai massimi livelli per portata e velocità. In queste ore sono stati posizionati un evaporatore mobile e un’autocisterna-serbatoio di 30.000 litri di ossigeno liquido, che si aggiungono ai due serbatoi esistenti, che forniscono 40.000 litri e da cui partono i tubi di collegamento all’impianto. La cisterna sarà rifornita periodicamente e il nuovo impianto entrerà immediatamente in funzione alla chiusura del cantiere. La zona individuata è quella nord della pista ciclabile attorno all’area ospedaliera, tra torre 5 e 6. Questo è stato possibile anche grazie a Bergamo hospital parking, la società che gestisce i parcheggi intorno all’ospedale che ha messo a disposizione dieci posti auto per realizzare i lavori.L’intervento è stato valutato nel fine settimana dagli ingegneri della ditta fornitrice e costruttrice dell’impianto, Siad Spa, in collaborazione con l’Unità Tecnico e patrimoniale dell’ASST Papa Giovanni XXIII. I lavori, eseguiti da SIAD spa, hanno visto la collaborazione di Siram spa, che cura la manutenzione per l’ospedale, e la supervisione dei tecnici ospedalieri.

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Coronavirus: incentivi ai medici e norme straordinarie

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Soldi in più, norme straordinarie e incentivi ai medici. Così il Governo, con il maxi-decreto “Cura-Italia” che è stato approvato in Consiglio dei ministri, soccorre il Sistema sanitario nazionale allo stremo per l’emergenza coronavirus. Nel decreto sono previsti soldi in più, oltre 1,1 miliardi aggiuntivi per i fabbisogni sanitari e 1,5 miliardi direttamente per la Protezione civile) e il coinvolgimento di tutte le forze a disposizione sia pubbliche sia private, a partire dai medici e dai militari ma facendo ricorso anche a cliniche e alberghi. Ecco i principali contenuti del capitolo sanità, il primo del decreto che va dal potenziamento della distribuzione dei presidi sanitari, le mascherine, all’arruolamento di medici e infermieri militari, fino all’inevitabile aumento su base regionale dei posti letto in terapia intensiva.Ecco in sintesi le misure:
– CLINICHE PRIVATE COME OSPEDALI: le strutture sanitarie private, accreditate e non, devono mettere a disposizione il loro personale sanitario, i locali e le apparecchiature. Le prestazioni saranno remunerate dalle Regioni con una somma di denaro a titolo di indennità.
– ALBERGHI REQUISITI PER LE QUARANTENE: Il commissario a Capo della Protezione Civile può disporre la requisizione di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, necessari per fronteggiare l’emergenza. Il Prefetto può disporre la requisizione anche di alberghi per ospitare chi è in isolamento.
– MAXI-STRAORDINARI PER MEDICI E INFERMIERI: aumenta il valore orario delle prestazioni straordinarie svolte dal personale sanitario direttamente impiegato nella lotta al COVID-19. Lo stanziamento è di 15 milioni. E’ inoltre possibile mantenere in servizio il personale che ha raggiunto i requisiti per la pensione.
– REGIONI LIBERE DA REGOLE E TETTI: Regioni e province autonome potranno stipulare contratti per prestazioni sanitarie in deroga ai limiti di spesa. Possono inoltre attivare, in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza.
– CHIAMA PER MEDICI MILITARI: I presidi sanitari straordinari riguardano anche il servizio sanitario militare. Il personale medico e infermieristico militare cresce di 120 medici e 200 infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con una ferma eccezionale di un anno.
– PIU’ MASCHERINE: Sarà consentito produrle in deroga alle norme vigenti. Basterà un’autocertificazione delle aziende all’Istituto superiore di sanità in cui si garantiscano i requisiti di sicurezza. L’Iss avrà due giorni per dare il via libera. Sono confermati gli incentivi a fondo perduto alle imprese che già le producono e vengono stanziati 50 milioni da distribuire alle aziende per l’acquisto di guanti e mascherine da fornire ai lavoratori.
– PIU’ FONDI ALLE FORZE DELL’ORDINE: Il ministero dell’Interno stanzia 58 milioni per straordinari e le spese igienico-sanitarie e si calcolano “prudenzialmente in 4.000 unità il contingente delle Forze di Polizia” impiegate “nelle attività di ordine pubblico, controllo del territorio e pubblico soccorso riconnesse all’emergenza epidemiologica”.

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Coronavirus: medici che si ammalano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

“Stiamo scoppiando. Si stanno ammalando troppi medici, ormai sono in centinaia quelli contagiati in tutta Italia. In trincea combattono contro il Coronavirus soprattutto i pediatri di famiglia, che in Italia sono 7.500, e ognuno di loro vede nel suo ambulatorio oltre 800 bambini. Se si ammalano i pediatri di famiglia la ricaduta sul Paese sarà pesantissima”. A dirlo è Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che lancia un appello al ministro della Salute, Roberto Speranza: “Chiediamo un’attenzione particolare a chi è in prima linea ad assistere la popolazione sul territorio, attrezzando gli ambulatori pediatrici dei dispositivi necessari a proteggere loro stessi per difendere a cascata i cittadini più fragili”.
Di Mauro raccoglie l’SOS di migliaia di medici ambulatoriali da tutta Italia. “Dalla Lombardia, dove oltre 100 medici sono già stati contagiati, alla Campania, in cui la stessa sorte è toccata a decine di specialisti, in tanti- sottolinea il presidente della SIPPS – fanno sapere di sentirsi abbandonati, messi da parte, proprio perché lavorano nelle peggiori condizioni. C’è chi si procura i dispositivi di sicurezza in autonomia, ma questo non va bene”.
La SIPPS ringrazia tutti i pediatri per il loro lavoro, “con un occhio speciale a quelli di famiglia che sono i punti di riferimento sul territorio. Il decreto governativo ribadisce, infatti, che chi sta male non deve andare in ospedale, ma in presenza di un sintomo bisogna rivolgersi al medico di base o al pediatra di famiglia. Questo è un lavoro ad alto rischio e chiedo pertanto al ministro – ribadisce Di Mauro – di metterli nelle opportune condizioni di lavoro. Se si contagiano i medici finisce tutto”. Di Mauro conclude ricordando, infine, la perdita di Roberto Stella, “un medico di famiglia che ha assistito i suoi pazienti fino alla fine. Un grazie profondo va a lui e a tutti i medici di base e pediatri di famiglia che continuano con forza ad assistere i cittadini italiani. Proteggiamoli”.

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Lombardia: Medici ed operatori sanitari stremati

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Marco Degli Angeli, consigliere regionale pentastellato della Lombardia risponde così alle esternazioni dell’Assessore Gallera in risposta dell’articolo di denuncia di un medico Cremasco su Il Fatto Quotidiano : “Poco lucidi a causa dello stress? Medici e operatori, quelli non ammalati, stanno vivendo in prima linea sono stremati non irresponsabili! L’allarme lanciato dal dottor Galmozzi è tutt’altro che irresponsabile. L’assessore Gallera non può spostare l’attenzione sulla questione lazzaretto deve, invece, rispondere in modo concreto e veloce su come voglia rafforzare il presidio di Crema che è in forte affanno e denuncia carenza di terapia intensiva, anestesisti e personale medico, abbiamo OSS e infermieristico allo stremo, costretti a turni massacranti. Servono tempistiche. Ci dica subito quanti medici ed operatori arriveranno a Crema e Cremona, Casalmaggiore e Lodi dove gli ospedali sono sotto stress e quando la strumentazione necessaria. Non si può andare avanti con gli eroi al fronte. Fino ad ora i medici e operatori hanno retto, ma non possono resistere in modo stoico all’infinito. Oltre ai 2 milioni di nuovi fondi per l’ospedale di Crema servono subito medici, infermieri e OSS, servono ventilatori, materiale per evitare contagi e sarebbe opportuno anche un supporto psicologico. Non si possono tollerare turni da 12 ore senza riposi.”

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Coronavirus. Fazzolari (FdI): sbloccare subito le migliaia di medici e infermieri italo venezuelani già pronti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

“Per fronteggiare la carenza di personale sanitario, dovuta all’emergenza Coronavirus, si può attingere immediatamente ai moltissimi professionisti nell’ambito sanitario che si trovano in Italia provenienti dal Venezuela, a seguito della crisi economica del Paese, ma che non hanno al momento possibilità di esercitare per le lungaggini connesse al riconoscimento dei titoli conseguiti”. A lanciare la proposta è il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari il quale, già prima dello scoppio dell’emergenza Coronavirus, aveva presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri e della Sanità per sollecitare un intervento del governo.”L’emergenza dettata dal diffondersi del Coronavirus ne sta delineando un’altra riguardo le strutture ospedaliere. L’aumento dei casi e dei ricoveri, infatti, impone uno sforzo enorme in termini di strutture ospitanti ma anche di medici e infermieri. In particolare, riguardo l’esigenza di disporre di maggior personale si potrebbe rispondere attingendo dall’immigrazione di ritorno dei nostri connazionali venezuelani, i quali per gran parte hanno importanti professionalità nel campo medico. Parliamo di quasi mille medici e di un numero superiore di infermieri, che in questo momento sarebbero utilissimi. Purtroppo le lungaggini burocratiche, che richiedono la presentazione di una documentazione infinita e alle volte di difficile reperimento, non consentono a queste persone benchè aventi un passaporto italiano di vedersi riconosciuti in Italia i loro titoli professionali. Ecco, che la soluzione potrebbe essere un iter accelerato per il riconoscimento dei titoli attraverso la costituzione di una Commissione ad hoc, a cui sarebbe delegato il compito della valutazione professionale. Questo consentirebbe di abilitare immediatamente all’esercizio delle professioni medico-sanitarie chi ne ha diritto, destinandolo laddove ci sia più bisogno”, conclude il senatore Fazzolari.

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Coronavirus con medici “contagiati” e assistenza anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

“Accogliamo con preoccupazione la segnalazione, diffusa dall’Ordine dei Medici, di due dottoresse di medicina generale della zona rossa in Lombardia secondo cui i pazienti positivi al coronavirus e i malati oncologici e cronici non hanno la possibilità di essere visitati poiché gli stessi medici di famiglia sono in isolamento” dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Un appello, questo lanciato dalle due dottoresse della zona rossa, a cui si aggiungono i numeri preoccupanti riferiti dal Segretario Nazionale della Fimmg Silvestro Scotti: 17 medici di famiglia in quarantena, dato che si traduce in ben 30.000 pazienti al momento senza medico”
“Ci mettiamo nei panni degli anziani e dei malati confinati a casa, che hanno difficoltà a farsi assistere in un contesto che vede in campo anche buona parte del personale delle farmacie. Auspichiamo un immediato rafforzamento dei presidi medici nell’area interessata che consenta di farsi carico adeguatamente dei pazienti gravi, specie di quelli oncologici, anche dei non positivi”

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Necessaria assunzione straordinaria medici

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

“Di fronte alla straordinaria mobilitazione del personale medico e paramedico, e dei ricercatori, per l’assistenza dei soggetti sottoposti ad accertamenti, e al prevedibile aumento del contagio, è necessario valutare la possibilità di assumere personale sanitario. Già prima dell’esplosione dell’infezione gli ospedali si trovavano in carenza di organico, i pronto soccorso stracolmi, i posti letto insufficienti a fare da tappo… Oggi la situazione è sull’orlo del collasso e rischia di precipitare se di fronte all’emergenza coronavirus. Per fronteggiare questo nuovo pericolo non si possono e non si devono diminuire i livelli di assistenza per le altre patologie e tutti sanno che l’attuale sistema è appena sufficiente per la gestione dell’ordinarietà”. È quanto dichiara il vicepresidente dei Camera dei deputati Fabio Rampelli che ha annunciato di presentare un emendamento al decreto legge sul coronavirus per aprire alle assunzioni straordinarie di personale medico e paramedico.

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Da Raggi plauso a medici, ricercatori e personale dello Spallanzani, orgoglio di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

La Sindaca di Roma Virginia Raggi esprime grande soddisfazione per la notizia dell’isolamento del Coronavirus presso l’ospedale Spallanzani di Roma, una svolta fondamentale per tutti coloro che in questi giorni si stanno attivando per aiutare la Cina e limitare la diffusione del virus.Il plauso della Prima cittadina va ai medici, ai ricercatori e a tutto il personale di uno dei principali centri di ricerca al mondo – motivo d’orgoglio per l’Italia e anche per la città di Roma che lo ospita – che quotidianamente si impegnano in silenzio, lontano dai riflettori a sostegno della comunità.
L’Amministrazione capitolina sta operando in sinergia con il Ministero della Salute, la Regione Lazio, la Protezione Civile Nazionale e la Prefettura di Roma per fronteggiare le criticità. Per la Sindaca Raggi, il ministro Roberto Speranza e il capo del Dipartimento Protezione Civile Angelo Borrelli stanno facendo un lavoro eccezionale di cui essere fieri.

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Bolzano e medici di sola lingua tedesca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

“Fratelli d’Italia esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge della Provincia Autonomia di Bolzano che stabiliva la possibilità per gli ordini o i collegi professionali di iscrivere anche professionisti di sola lingua tedesca. Un risultato importante, arrivato grazie all’impegno di FDI: se non avessimo portato il caso in aula, oggi in Alto Adige avremmo pazienti di serie A e di serie B. Avremmo avuto da un lato medici che non parlano la lingua della loro nazione e, dall’altro, ancor più grave, pazienti che non avrebbero potuto confrontarsi con loro perché non ci sarebbe stata possibilità di dialogo e di comprensione. Certamente esistono problemi, anche pesanti, nella sanità e nella medicina delle aree di montagna, come dimostra anche la provincia di Belluno ma la soluzione non è certo la discriminazione degli italiani. Si apra un ragionamento e un confronto chiaro con le Università, piuttosto che proseguire in un cammino che porta solo a conflitti e tensioni”. Lo dichiara Luca de Carlo, deputato di Fratelli d’Italia.

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Contratti: Fp Cgil, firma definitiva per 130 mila medici e dirigenti Ssn

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Sottoscritto oggi definitivamente il nuovo contratto nazionale dei circa 130 mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Dopo l’intesa raggiunta il 24 luglio, le consultazioni e il via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri dello scorso 21 novembre, oggi sindacati e Aran hanno firmato in via definitiva il contratto. “Dopo 10 anni di attesa e molte difficoltà nella contrattazione – afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi – siamo riusciti a restituire un contratto a 130 mila professionisti che, con le poche risorse disponibili, ristruttura tutto il sistema degli incarichi, coniugando il riconoscimento delle carriere professionali all’offerta di salute per la cittadinanza”. Per Filippi, “ora sono fondamentali le risorse per il prossimo contratto, relativo al triennio 19/21, in discussione nella legge di Bilancio, ma soprattutto è indispensabile quel piano assunzionale straordinario che la Cgil richiede da mesi, necessario per salvare i servizi sanitari. Le soluzioni trovate nel Patto della salute appena sottoscritto, non sono sufficienti a colmare la grave emorragia di personale che abbiamo subito in questi anni”, conclude il dirigente sindacale.

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Medici ignoranti? Le accuse mediatiche di scarso aggiornamento accendono la discussione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

«Medici ignoranti? Un’accusa da rinviare al mittente senza se e senza ma». A parlare non è un medico ma il ministro della Salute Roberto Speranza, che istituzionalmente ha un ruolo “terzo” tra camici e cittadini. Alla presentazione del rapporto Pit Salute il Ministro commenta un servizio del settimanale Panorama dal titolo “i medici ignoranti danneggiano anche te” con i dati sulla formazione continua. Dati poco edificanti ma vecchi: nel triennio 2014-2016 era in regola con il fabbisogno dei crediti solo il 54% degli iscritti all’Albo, e in particolare le donne medico (60%). L’inchiesta conferma peraltro come altre professioni – infermieri, veterinari – avessero tassi di copertura del fabbisogno formativo ancora inferiori, pari a un terzo. A questo punto, la bordata. Visto che a dover verificare il raggiungimento dei crediti e a punire chi non si aggiorna ai sensi di legge sono gli Ordini, e che sono composti da medici che dovrebbero giudicare i loro colleghi, perché non creare un organismo indipendente preposto alla verifica dell’effettivo conseguimento dei crediti con potestà di punire chi non è in regola?In realtà, oltre alle sanzioni dall’avvertimento alla radiazione, il medico che non si aggiorna è più vulnerabile nei contenziosi per responsabilità, basati molto sull’uso di linee guida. E soprattutto, come spiega Massimo Tortorella, presidente del pool di avvocati Consulcesi, rischia la mancata copertura assicurativa. «Per alcuni tipi di polizza il diritto di rivalsa può essere esercitato nei confronti dell’assicurato qualora l’esercente la professione sanitaria non abbia regolarmente assolto l’obbligo formativo e di aggiornamento. Quanto riporta Panorama va a soffiare su quel clima di odio che si respira tra le corsie degli Ospedali di tutta Italia. Che sarebbe scoppiata la bomba dei crediti Ecm – aggiunge poi Tortorella – l’avevamo anticipato in una lettera chiusa al ministro della Salute Roberto Speranza e agli Ordini Professionali. Ora, mi auguro che arrivi un chiaro messaggio di rispettare l’obbligo formativo di tutti i Presidenti degli Ordini in vista della scadenza del triennio il 31 dicembre 2019». In Finanziaria, c’è da aggiungere, era stato prima proposto e poi stralciato un emendamento per conferire i compiti di controllo dei crediti- fin qui affidati al Consorzio gestione anagrafica professioni sanitarie – all’Agenas, agenzia del ministero della Salute al momento alle prese con la difficile successione al DG Nicola Bevere. In effetti, se non fosse che è l’Ordine l’ente preposto alla tutela del cittadino, il Ministero è uno dei possibili organismi “terzi” alternativi per dire la sua su come andrebbe giudicato chi non si aggiorna. Ma il ministro Speranza non ha esitazioni.«Abbiamo professionisti di grande qualità, i medici di questo paese sono purtroppo i peggio pagati in giro per l’Europa, guai ad avere un atteggiamento sbagliato verso di loro». Quanto alla formazione continua, «abbiamo una commissione ad hoc, e su questo dobbiamo continuare ad investire. Le sfide dell’informazione nel comparto salute sono per una sempre maggiore qualità, lavorerò su questo punto, sulla formazione di tutto il personale sanitario». In serata arriva la presa di posizione del presidente Fnomceo Filippo Anelli, diretto interessato alla provocazione. «Nel grande patto tra tutti gli attori della sanità – Ordini, Sindacati, imprese, Associazioni dei pazienti e dei cittadini – auspicato dal ministro Speranza per porre fine alla stagione dei tagli vogliamo esserci anche affinché si riconosca il ruolo delle professioni sanitarie a tutela del diritto alla salute. Crediamo nella qualità della Professione e dunque nella formazione, che ne è presupposto fondamentale. Non parliamo certo di ‘formazione a punti’, quella che si misura solo con i numeri, per adempiere a un obbligo formale, senza valutarne la coerenza con gli obiettivi professionali, ma di quel costante, quotidiano e prezioso aggiornamento delle competenze che ogni giorno consente ai medici di risolvere i problemi dei cittadini». (by Mauro Miserendino, Fonte: Doctor33)

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Sanità: Fp Cgil, bene via libera Cdm a contratto medici

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

“Una buona notizia, approvato finalmente dal Consiglio dei ministri il contratto nazionale dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale sottoscritto a luglio e che attendeva la bollinatura definitiva”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “È stato un percorso tortuoso, perché un contratto particolarmente positivo per i professionisti ha suscitato in questi mesi qualche difficoltà. Ma l’impegno del Governo e delle Regioni ha consentito di raggiungere il risultato sperato prima della fine dell’anno”. Inoltre, prosegue il dirigente sindacale, “dobbiamo riconoscere il grande lavoro del ministro della Salute, Roberto Speranza, del ministro della Pa, Fabiana Dadone, e del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, nel ridare un contratto in tempi rapidi a 130 mila professionisti. Ora attendiamo la convocazione per la sottoscrizione definitiva dopo la valutazione della Corte dei conti”, conclude Filippi.

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