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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘medicina di genere’

Medicina di genere: un investimento per il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 gennaio 2018

Ciliberto Appetecchia Boldrini LenziLa medicina di genere è la risposta a una più efficace gestione clinica delle malattie ed è potenzialmente in grado di produrre risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale. Le differenze di sesso, infatti, influiscono sull’insorgenza di molte malattie e sul loro decorso. Per ridurre il livello di errore medico, promuovere l’appropriatezza terapeutica, migliorare e personalizzare le terapie è quindi necessaria una migliore comprensione delle differenze biologiche tra maschi e femmine. Tutto questo è emerso oggi agli Istituti Regina Elena e San Gallicano di Roma durante l’incontro tra esperti nazionali sul tema. In Italia la medicina di genere comincia a diffondersi quale urgente necessità di una medicina personalizzata, proprio perché le importanti differenze biologiche e socio-culturali tra maschi e femmine influenzano il lavoro quotidiano del medico e di conseguenza dell’organizzazione sociosanitaria. Ad esempio nell’erogazione dei servizi sanitari, bisogna tenere conto del fatto che le donne, rispetto ai coetanei maschi, fanno più ricorso al medico di medicina generale e ai servizi di prevenzione, assumono più farmaci e gestiscono i problemi di salute della famiglia, rivestendo il ruolo di caregiver. Ma donne e uomini presentano differenze significative anche in termini di incidenza e progressione di molte malattie e risposta alle terapie. Le patologie del cuore, ad esempio, sono, in tutte le fasce di età, più frequenti nelle donne che negli uomini. Il 40% dei decessi femminili è dovuto a infarto e ictus. Le donne muoiono molto di più a causa delle malattie cardiovascolari che per tutti i tumori messi insieme, compreso il tumore del seno.“Anche l’osteoporosi – precisa Marialuisa Appetecchia Responsabile dell’Endocrinologia IRE e organizzatrice del convegno – è considerata una patologia tipica del sesso femminile, legata alla carenza di estrogeni dopo la menopausa. La malattia oncologica può indurre modificazioni del metabolismo osseo soprattutto a causa delle terapie antitumorali quali l’ormonoterapia e le chemioterapie con riduzione della resistenza ossea ed un conseguente aumento di fratture sia nella donna e non meno nell’uomo. Tuttavia la maggior parte dei farmaci per l’osteoporosi sono stati studiati solo sulle donne.In campo oncologico sono state descritte differenze di genere in molti tipi di tumori. Ma poco si sa sulla diversa reazione alle terapie antitumorali tra maschi e femmine e sul loro impatto nella gestione clinica della malattia. In generale però si può dire che alcuni chemio-terapici determinano una risposta migliore nelle donne che negli uomini. In altri casi, però, le donne risentono di una maggiore tossicità della terapia. Il fegato che, come si sa, ha un ruolo importante nel metabolismo dei farmaci, presenta differenze fisiologiche tra maschio e femmina. Le donne sono particolarmente sensibili al danno epatico provocato dai farmaci e sono più suscettibili alle reazioni avverse da terapie antitumorali. In più lo “smaltimento” del farmaco nelle donne – aggiunge Appetecchia – è influenzato da fattori come la menopausa, la gravidanza e le mestruazioni. La relazione tra tossicità dei farmaci anti cancro e influenze ormonali meriterebbe per questo di essere approfondita.” La Medicina di Genere ha un ruolo di rilievo anche nella valutazione del rischio sul lavoro. Infatti le soglie di esposizione a specifici rischi, chimico, fisico, biologico, ergonomico, e di sovraccarico muscolo-scheletrico, sono state finora elaborate in modalità “neutra” e sebbene siano molto cautelative, non rappresentano soglie universalmente valide, potendo variare in base al sesso, a fattori genetici e agli stili di vita. (foto: Ciliberto Appetecchia Boldrini Lenzi)

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Prima riunione del Tavolo permanente di lavoro e confronto sulla medicina di genere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

regione piemonteTorino. Si è riunito per la prima volta ufficialmente il Tavolo permanente di lavoro e confronto sulla medicina di genere al quale hanno partecipato Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Osservatorio cittadino sulla salute delle donne, Consigliera di parità regionale, Commissione regionale per le Pari Opportunità, Università di Torino – Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università di Torino – Dipartimento di Scienze Mediche, Ordine dei Medici, Fondazione Medicina a misura di donna, Cirsde, Organizzazioni sindacali.
Gli obiettivi che si pone il Tavolo permanente di lavoro e confronto sulla medicina di genere sono diversi: collaborare alla messa a sistema dell’ottica sanitaria di genere nella prospettiva del Piano regionale per la Prevenzione; favorire l’inserimento del tema medicina di genere nei fondamentali della Città della Salute; elaborare proposte e progetti a sostegno delle funzioni regionali di programmazione socio sanitaria; proporre e organizzare momenti formativi comuni, di attività di approfondimento e momenti di sensibilizzazione; contribuire alle azioni di comunicazione della regione Piemonte proponendo temi e argomenti da inserire sugli organi di informazione istituzionali; favorire la condivisione di un linguaggio comune rispetto a un approccio gender oriented; stimolare la condivisione delle esperienze nel rispetto della specificità di ogni componente; individuare linee progettuali e percorsi comuni; sostenere la continuità delle buone prassi; agevolare la creazione e il rafforzamento delle reti sociali, formali e informali.«Questa prima riunione é stata molto positiva e ha individuato come priorità di lavoro lo studio su come inserire la prospettiva di genere nel progetto della Nuova città della salute e nella prevenzione cardiovascolare. A queste due priorità si desidera accompagnare il tema della formazione in ambito sanitario così come la raccolta dei dati attenta al genere» – ha aggiunto Monica Cerutti, Assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte. «La medicina di genere rappresenta un obiettivo strategico per la sanità pubblica. In Piemonte negli ultimi anni si sono avviate alcune interessanti esperienze che intendiamo valorizzare. La costituzione del tavolo è un fatto positivo: puntiamo a rafforzare percorsi di ricerca, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione ed anche a sollecitare le istituzioni ad intraprendere in ambito regionale un percorso per il riconoscimento scientifico della disciplina, incentivando formazione e conoscenza» – ha dichiarato Antonio Saitta, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

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Differenze di genere nelle malattie gastro reumatologiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

artrite-reumatoide-grave-linfocitiRoma La Medicina di Genere non è la salute della donna o la salute dell’uomo, bensì una nuova dimensione della medicina che studia l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia, fisiopatologia e patologia umana. Lo stato di salute o di malattia può essere influenzato sia da aspetti sanitari legati al sesso (biologici) sia da aspetti socio-economici e culturali, cioè di genere. Infatti, se dal punto di vista biomedico è stato osservato che gli uomini e le donne presentano significative differenze riguardo l’insorgenza, la sintomatologia, la progressione, la risposta ai trattamenti e la prognosi di molte malattie, esistono anche fattori socio-economici e culturali che possono condizionare l’accesso alle cure per individui di sesso diverso.
“Recentemente”, spiega la Dottoressa Elena Ortona dell’ISS, “Agenzie ed Istituzioni internazionali quali FDA (Food and Drug Administration), WHO (World Health Organization) ed ONU hanno preso in considerazione questa nuova disciplina ed hanno consigliato di favorire lo sviluppo di nuove strategie preventive, diagnostiche, prognostiche e terapeutiche che tengano conto delle differenze tra uomini e donne in termini biologici, sanitari e sociopsicologici. Negli ultimi cinque anni sono stati pubblicati circa 5000 lavori clinici e di biologia sperimentale su riviste scientifiche. Sono nate alcune riviste scientifiche specialistiche (per es. “The Italian Journal of Gender Specific Medicine”, “Biology of Sex Differences”, etc.) ed interi Istituti specificamente dedicati alle differenze di genere (Berlin Institute of Gender in Medicine, Germany; Center for Gender Based Biology – UCLA, USA, etc.). Questo ha consentito alla stampa ed ai mass-media in generale di recepire il tema come innovativo e di interesse pubblico”. “In Italia”, prosegue la Dottoressa Ortona, “si è costituita un’importante rete di collaborazione per il sostegno della Medicina di Genere che vede coinvolti l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con la recente attivazione di un Centro di Riferimento per la Medicina di Genere, il Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere e il Gruppo Italiano su Salute e Genere (GISeG). C’è una convergenza di obiettivi e di azioni tra queste 3 istituzioni volti all’informazione della popolazione, alla ricerca scientifica e alla formazione degli attori nel mondo sanitario, in primis i medici”.
“Fondamentale a riguardo è la collaborazione con le Società Scientifiche e la possibile costituzione al loro interno di gruppi di studio sulle differenze di genere nelle differenti patologie. In particolare la Società Italiana di Gastro Reumatologia (SIGR), spiega il Presidente Bruzzese “ha avviato una collaborazione con l’ISS al fine di promuovere un’attività scientifica di genere nell’ambito delle malattie gastroreumatologiche. “C’è ancora molto da fare” continua Bruzzese “dal 1997 al 2000 otto farmaci sono stati ritirati dal commercio a causa di gravi effetti avversi a carico della popolazione femminile, così come sottolineato su The Lancet (vol. 388, 10 dicembre 2016): questo ha portato le agenzie regolatorie di molti paesi – NIH incluso – a prevedere specifici protocolli affinché negli studi siano presi in considerazione quote rappresentative di entrambi i sessi. Proposito sostenuto anche dalla European Association of Science Editors che ha raccomandato di riportare chiaramente i dati riferiti al sesso dei partecipanti dopo aver osservato che questo dato viene omesso in una percentuale tra il 22 e il 60% degli studi su animali. Tutto sommato il Revitalization Act è stato recepito solo nel 2001, la legge americana che impone una quota femminile nei trials, e che i risultati debbano essere analizzati separatamente per sesso perché emergano eventuali differenze nella tossicità, la sicurezza o eventi avversi. Raccomandazione non così ovvia se una review di 54 trial clinici randomizzati fatta su studi del 2016 ha sottolineato come la partecipazione femminile fosse del 40%circa ma il 57% degli studi non prevedesse alcuna analisi specifica sul sesso e il 10% ancora non dava alcuna informazione sulla proporzione tra maschi e femmine presa in esame. Insomma solo il 48% degli studi riportava una analisi differenziata per sesso”. (The Lancet vol. 388, 2016)

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La medicina di genere tra stile di vita, pubertà e terza età – Un meeting a Matera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

materaMatera dal 14 al 16 aprile 2016 (cerimonia di apertura si svolge il 14 aprile al Museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata (Palazzo Lanfranchi) – Piazzetta Giovanni Pascoli 1 a Matera, mentre il 15 e 16 aprile il meeting si terra a Palazzo Viceconte – Via San Potito 7, Matera) si svolge il meeting “Gender and life style: from puberty to elderly frailty” organizzato da Regione Basilicata, Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata, Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari, Dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università Sapienza di Roma e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Il meeting valuterà l’influenza dello stile di vita e dell’età sulle differenze di genere, l’inclusione delle donne negli studi clinici, gli aspetti di genere dell’anoressia e dell’obesità durante la pubertà, le diversità uomo-donna nel diabete e l’osteoporosi, le dipendenze da alcool e tabacco, che sono in rapida diffusione soprattutto tra le giovani donne. La conferenza inoltre sarà l’occasione per confrontare in una tavola rotonda l’approccio di genere della medicina in vari Paesi per disegnare la medicina di genere del futuro. Presidenti del meeting sono Flavia Franconi, Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Sassari, Andrea Lenzi, Medicina sperimentale dell’Università Sapienza di Roma, Luigi Milella, Facoltà di Farmacia dell’Università della Basilicata. Tra i relatori spiccano nomi prestigiosi tra cui Marianne Legato, Direttore della Fondazione per la Medicina di Genere alla Columbia University di New York, Karolina Kublickiene, Coordinatore del Centro per la Medicina di Genere alla Karolinska University di Stoccolma, Stefano Vella, Direttore del Dipartimento del Farmaco all’Istituto Superiore di Sanità.La partecipazione è aperta a tutti i medici, è gratuita e assegna crediti formativi ECM.

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Medicina di genere e salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 ottobre 2014

Ambientamento_CamerinoCamerino. Il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni dell’Università di Camerino organizza per il prossimo lunedì 6 ottobre il convegno sul tema “La medicina di genere e la promozione della salute”.La medicina di genere, una innovativa branca in ambito biomedico, ancora poco diffusa in Italia, indaga sulle relazioni tra l’appartenenza al genere sessuale e l’efficacia delle terapie farmacologiche e mediche. In questo contesto, il concetto di genere non si applica semplicemente ai caratteri sessuali degli individui e quindi a fattori anatomici e fisiologici, ma anche ai fattori ambientali, e cioè all’influenza che la società, la cultura, l’educazione e la psicologia possono avere sull’individuo, come uomo e donna.
Grazie alle indicazioni che provengono dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (e, in Italia, da Istituto Superiore di Sanità e AIFA), le ricerche in ambito medico e farmacologico si stanno sempre più orientando verso la soluzione delle problematiche mediche e farmacologiche in termini di genere, alfine di individuare soluzioni terapeutiche basate sulla consapevolezza della differenza di genere.“Abbiamo fortemente voluto organizzare questo convegno – ha dichiarato la prof.ssa Piera di Martino, Presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG) di Unicam – perché siamo fermamente convinte che la divulgazione delle tematiche di genere in un contesto scientifico ampio tra gli operatori del settore e chi si accinge alla pratica medica e farmacologica sia estremamente importante”.Il convegno si terrà a Camerino presso l’Aula Arangio Ruiz del Palazzo ducale a partire dalle ore 9.30 e sarà aperto dai saluti del Rettore Unicam Flavio Corradini, del Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui e della presidente del CUG Piera Di Martino. Interverranno poi in qualità di relatori alcuni dei massimi esperti sulla tematica della medicina di genere tra cui Giovannella Baggio dell’Università di Padova, Adriana Albini di Ondaosservatorio, l’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna, e Stefano Vella dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel pomeriggio invece parteciperanno in qualità di relatori Enrico Bordoni Direttore Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, Pierluigi Gigliucci Direttore dell’Area Vasta 3, Tiziana Sabetta dell’Università Cattolica di Roma, Celestino Bufarini dell’Ospedale di Torrette di Ancona, Silvia Casili e Claudia Santoni dell’Osservatorio di Genere di Macerata

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Salute e medicina di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Sempre più spesso si sente parlare di medicina di genere e di come donne e uomini debbano essere uguali anche nel diritto alla salute e di fronte ai servizi societari. Sempre più ci si deve rendere conto che la donna non è immune alle malattie che si è sempre ritenuto dovessero colpire prevalentemente l’uomo. Sempre più allarmante appare la constatazione delle significative differenze di genere nell’accesso alle cure e nello studio dei farmaci. Questi sono gli elementi che hanno aperto la tavola rotonda “Medicina di genere e implicazioni nella organizzazione sanitaria” tenutasi oggi all’Università di Padova durante il secondo Congresso Nazionale sulla Medicina di Genere. “La Medicina di Genere non è una nuova etichetta della medicina della donna” osserva Giovannella Baggio, Direttore U.O.C. Medicina Generale, Azienda Ospedaliera di Padova e Presidente del Congresso, Si avverte quindi il bisogno di una nuova specificità nell’approccio scientifico che si traduce in una ricerca biomedica sempre più capace di indagare la complessità biologica della differenza di sesso accanto alla necessaria attenzione alla differenza con cui i due generi sono interpretati nell’organizzazione sanitaria, per evitare diseguaglianze che ricadono sulla sofferenza dell’individuo e sui costi della sanità.
Il sistema ospedale è profondamente inserito nel tessuto del territorio e le inferenze reciproche consentono di modulare la continuità di cura nel rispetto della dimensione biologica e sociale della persona. L’ospedale rappresenta quindi un’area ove la valenza di genere può essere realizzata, ottimizzata e quindi misurata sulla reale efficienza del sistema. Ne consegue che l’ospedale si deve fare guida e garante dell’organizzazione propria e del territorio, perché dall’ospedale vengono proiettate sul territorio le sua forze ovvero le sue debolezze. In questa prospettiva la Medicina di Genere, proprio per le sue valenze trasversali e il suo forte impatto sulla riduzione delle diseguaglianze di approccio ai servizi, può costituire un supporto all’efficacia del percorso diagnostico, terapeutico e di trattamento del cittadino malato.
La medicina di genere si pone quindi come una grande sfida che può essere vinta solo favorendo lo sviluppo di un approccio multidisciplinare al problema, un approccio che integri competenze e attori diversi: medici, ricercatori ed esperti di economia, clinical governance, comunicazione, organizzazione sanitaria, educazione e formazione, e di vari settori dell’industria.

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