Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘medicina estetica’

Medicina estetica cura dell’anima. Anche in presenza di un tumore

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

La gestione di un paziente affetto da tumore dovrebbe essere affidata a un’équipe multidisciplinare più che al singolo specialista, non solo per la complessità intrinseca delle patologie neoplastiche ma anche per le implicazioni che le terapie antitumorali hanno per l’organismo nel suo complesso. Sono farmaci la cui gestione è problematica: è infatti necessario che abbiano un certo grado di tossicità affinché siano efficaci, ma questo determina una serie di effetti collaterali per il paziente, e questi vanno seguiti attentamente, poiché potrebbero essere degli indicatori di un superamento dei livelli di tossicità tollerabili dall’organismo. Di particolare interesse sono gli effetti collaterali che si manifestano a livello cutaneo. “La cute è un organo che ha la straordinaria capacità di interagire con l’ambiente esterno, ricevendo contemporaneamente informazioni dall’interno – spiega Marta Carlesimo, docente di dermatologia presso il dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Università ‘La Sapienza’, Roma, in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – Tutto ciò che accade all’interno di un organismo si può leggere sulla pelle, se si ha una preparazione adeguata. Nel paziente oncologico è importante controllare accuratamente lo stato della pelle, in modo da scorgere per tempo delle spie di tossicità che ci permettono di modulare l’approccio terapeutico, evitando conseguenze anche mortali”. A dimostrazione dell’importanza e al tempo stesso della complessità di questo compito, in Europa è stata creata la figura dell’onco-dermatologo, con competenze di dermatologia, farmacodinamica e farmacocinetica delle terapie antitumorali. “Gli effetti collaterali visibili a livello cutaneo sono tantissimi, sia nella chemioterapia che nella target therapy, e purtroppo nemmeno le terapie immunoncologiche di nuova generazione ne sono prive. I più comuni e immediatamente riconoscibili sono perdita di capelli, eritemi, rush cutanei e manifestazioni bollose. Non vanno mai sottovalutati o considerati banalmente come ‘conseguenze inevitabili’ della terapia, sono spie da tenere sotto lo stretto controllo di professionisti competenti”.
La cura della pelle insomma può essere determinante, e per questo motivo in una visione globale della presa in carico del paziente oncologico scende in campo la medicina estetica “Si sta aprendo un importante filone della medicina estetica che viene chiamato medicina estetica sociale – afferma il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – e prevede l’utilizzo di terapie di medicina estetica in pazienti che stanno affrontando terapie oncologiche oppure si trovano sotto dialisi. Abbiamo potuto constatare come anche la sola prescrizione cosmetica possa alleviare la condizione del paziente, evitando complicanze che potrebbero addirittura portare all’interruzione della terapia inoltre una volta superato il periodo della terapia (destabilizzante sia dal punto di vista fisico che mentale) è la ripresa della vita di tutti i giorni viene resa più semplice se si percepisce positivamente il proprio aspetto. Lo stato emotivo del paziente è infatti molto importante per reagire alla lotta che il suo fisico deve sostenere per raggiungere la guarigione”. Un tema di primo piano nell’ambito del Congresso SIME, in cui viene per altro approfondita una serie di iniziative che stanno avendo luogo presso l’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina. ”All’ospedale Fatebenefratelli è attivo ormai da anni un percorso di check up cutanei per i pazienti oncologici – spiega spiega Gloria Trocchi, specialista in Medicina Interna e vice presidente SIME – con i quali valutiamo (sia prima che durante il percorso terapeutico) parametri quali idratazione, produzione di sebo, reattività cutanea, presenza di ipercromie o meno. Questi check up sono parte fondamentale di progetti finalizzati al benessere del paziente oncologico, primo fra tutti ‘Care of me’. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione con la Fondazione ‘Le Cinque vie di Giorgio’ –– che vede coinvolto il Reparto di Oncologia insieme il Servizio di Medicina Estetica ed altri specialisti e professionisti. Vengono previsti check-up cutanei, manicure oncologica, make-up correttivo e corsi di autotrucco, yoga, meditazione, filosofia, scrittura creativa, musicoterapia e colorazione di mandala al fine di integrare il processo di cura con un percorso mirato al benessere e all’equilibrio corpo-mente della persona e per farlo”. (by Marta Carlesimo)

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La medicina estetica al tempo dei social

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Generazione Y, MTV Generation, Net Generation, EchoBoomers… sono tanti i nomi della generazione dei nati tra i primi anni ‘80 e la metà degli anni ’90 – sulle date precise c’è molto disaccordo tra sociologi – ma in questi ultimi anni sembra essersi cristallizzato il termine ‘Millennial’, a sottolineare che si tratta dell’ultima generazione i cui estremi ricadono interamente nel secondo millennio dell’era cristiana. I Millennials sono i primi ‘nativi digitali’, poiché erano bambini, tutt’al più ragazzi, durante grande rivoluzione tecnologica che ha portato i computer dai laboratori scientifici più avanzati ai salotti di casa, e che ha trasformato i telefoni fissi in cellulari. Cresciuto navigando in lungo e in largo sulle acque sconfinate del web, chi fa parte questa generazione è approdato molto naturalmente sui social network – non a caso Mark Zukerberg, fondatore di Facebook, è nato nel 1984 – dove ha sperimentato forme di comunicazione radicalmente diverse rispetto al passato, in cui è l’immagine che si sceglie di pubblicare online a farla da padrone. Con un profondo impatto a livello psicologico. “Il rapporto con i social ha alterato notevolmente la percezione di sé – afferma il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – questo ‘esercito del selfie’ vede degli inestetismi che non esistevano nemmeno fino a qualche tempo fa. Lo sguardo che i Millennial gettano su loro stessi è profondamente influenzato dalla fotocamera del cellulare, che restituisce loro un’immagine che non corrisponde alla realtà. Come medici estetici ci troviamo a dover spiegare che il difetto che ci viene mostrato in una foto è stato creato dalla prospettiva dell’inquadratura o dalla distorsione dovuta alla distanza focale dell’obiettivo, e che in realtà non esiste affatto. Non sono solo i tratti del volto ad essere alterati dalle fotocamere degli smartphone, tutto il corpo viene modificato da questo tipo di obiettivo”. D’altro canto, non è raro chi sui social sa sfruttare la propria ‘selfie face’ e in generale la propria immagine riesca a farne una vera e propria carriera – a dire il vero spesso solo temporanea – quindi sono in aumento le richieste di interventi mirati a ‘venire bene in foto’, più che all’apparire al meglio nella vita di tutti i giorni. Ma in fondo, anche quella sui social network è vita di tutti i giorni. Per la medicina estetica, la ‘selfie face’ non è l’unico risvolto negativo dei social network e forse non è nemmeno il più grave “Esistono colleghi che avviano molto rapidamente la propria carriera attraverso i social network – avverte Bartoletti – e sebbene a questi debba andare un plauso per la capacità di autopromozione e social media management (un grande pregio di questi tempi), bisogna ricordare che fare la gavetta è molto importante nel mestiere di medico, perché sono soprattutto l’esperienza e la pratica ad affinare tecnica e conoscenze. Chi, uscito dalla scuola di formazione (step imprescindibile per la formazione di un professionista) intraprende una carriera nella medicina estetica – prosegue – di norma impiega tempo a costruire una propria clientela, e lo fa con il passaparola dei pazienti soddisfatti. Se si cerca un medico estetico affidabile (ma il discorso vale anche per altri specialisti) è consigliabile diffidare dagli studi già affollati dopo pochi mesi di attività. A questi è meglio dare fiducia tra qualche anno!”. (by Andrea Sermonti)

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Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Emanuele BartolettiIl Sime taglia un nuovo, importante traguardo: quello di quest’anno è il 40°, e cade in un momento strategico per la crescita della società scientifica e per le iniziative a tutela dei pazienti e dei medici estetici. In questo quadro si inserisce la collaborazione assai stretta tra la Sime e CittadinanzAttiva. L’esigenza di questa nuova sinergia nasce da una domanda sempre maggiore di richiesta di trattamenti di medicina estetica e da una informazione e consapevolezza dei cittadini che si sottopongono a questo tipo di ‘interventi’ e dei rischi che ne potrebbero derivare. Con Cittadinanzattiva abbiamo quindi deciso di:
-attenzionare il tema della formazione, mossi anche dalla ulteriore preoccupazione che trattamenti di medicina estetica non vengono effettuati solo da medici, ma anche da soggetti altri, non deputati realizzare tale attività, quali le estetiste, le stesse pazienti;
-informare i cittadini a fare scelte consapevoli, fornendo tutte le informazioni necessarie per effettuare tali scelte, rischi inclusi;
-fornire gli strumenti di tutela da attivare;
– realizzare una survey per monitorare il livello di informazione e di consapevolezza dei cittadini che fanno ricorso alla medicina estetica;
– studiare una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema della medicina estetica;
– lavorare alla revisione congiunta del modulo del consenso informato come principale strumento di comunicazione da conoscere e divulgare;
– siglare un vero e proprio Protocollo di intesa tra le parti;
-implementare la partnership con altre attività da definire;
– coinvolgere alcune tra le principali testate femminili per sensibilizzare i cittadini sul tema della medicina estetica;
In quest’ottica è stato organizzato un incontro, magistralmente condotto da Rosanna Lambertucci, tra il pubblico e alcuni dirigenti della Sime – Gloria Trocchi, Domenico Centofanti, Nadia Fraone, Elisabetta Fulgione e il sottoscritto – per parlare di temi ‘caldi’ come la tutela dei pazienti, la sicurezza degli interventi, le nuove tecniche e le possibili complicanze. Il nostro impegno è sempre quello di non banalizzare la medicina estetica, privilegiando il termine ‘medicina’ piuttosto che ‘estetica’, per evitare che si rivolgano a persone e strutture non competenti, rischiando danni e complicanze.
Con queste premesse il 40° congresso Sime ha dedicato diversi approfondimenti scientifici e highlight considerati più importanti nel senso e nella qualità della vita, complice anche un notevole allungamento dell’aspettativa e una nuova longevità. Allo stesso modo, per venire incontro alle esigenze dei pazienti e della Società in costante mutamento, è cambiata la nostra disciplina.Nella sessione centrale del Congresso opinion leader stranieri di chiara fama e indiscussa esperienza si sono confrontati affrontando il tema sotto diversi punti: dalla costante attenzione del natural look, alla evoluzione della tecnica nel corso degli anni, dall’attenzione al differente approccio e iter terapeutico che il medico deve adottare in caso di paziente anziano e di quello giovane, di paziente femminile e di paziente maschile, fino ad arrivare all’analisi della Medicina Estetica in rapporto alla millenial generation e all’influenza dei social.
Nello specifico è stato affrontato il tema delle occhiaie, partendo dall’eziopatogenesi dell’inestetismo fino ad arrivare ai possibili approcci terapeutici che comprendono la cosmesi, i filler, il trattamento con laser, la supplementazione orale e la chirurgia estetica. Il trattamento delle dark circles è molto richiesto dai pazienti perché l’attenuazione delle stesse aiuta a migliorare lo sguardo, illuminando il terzo superiore del volto e donando un aspetto più sereno e riposato con un conseguente effetto antiaging importante.
Si è passati poi alla terapia fotodinamica e alla sua evoluzione in medicina estetica: si è partiti dalla presentazione della Fotodinamica classica, o PDT (Photo Dynamic Therapy), per arrivare alla Daylight in cui foto-sensibilizzanti classici vengono utilizzati con la luce solare. Affrontandoo poi la più moderna fotobiomodulazione. Si tratta di strumenti molto utili per il medico estetico nel trattamento specifico dell’acne ma anche dell’invecchiamento cutaneo.
Per l’Acne considerata una patologia multidisciplinare che non coinvolge solo i giovani, ma anche le pazienti in età più avanzata è stata dedicata una tavola rotonda con specialisti di diverse discipline per fornire i diversi punti di vista sulla patologia e sul suo trattamento.
Ma non finisce qui. Importanti opinion leader hanno illustrato le loro esperienze sul trattamento di aree anatomiche di cui raramente si discute nei Congressi di Medicina Estetica. Sono stati analizzati quei distretti anatomici che erroneamente suscitano meno interesse ma che spesso costituiscono un disagio importante per il paziente, quali i padiglioni auricolari, le ginocchia, le palpebre inferiori dismorfiche, l’area ombelicale ed altre ancora.
Tra le novità del Congresso SIME, si parla di Exposoma: l’insieme di fattori esterni a cui il nostro corpo è esposto per tutta la durata della vita, partendo già dal concepimento. Tra questi troviamo il sonno, l’alimentazione, lo stress, i campi elettromagnetici e le radiazioni. Attraverso l’apporto e il confronto multidisciplinare, si è cercato di fare il punto su come questi fattori influiscono sui nostri organi e quindi anche sulla nostra cute.
Oltre a questi argomenti, il Congresso SIME di quest’anno offre numerosi approfondimenti su temi specifici. Tra questi le sessioni dedicate a esercizio, nutrizione e forma fisica, argomento che sta riscontrando sempre maggiore interesse, all’approfondimento sull’universo dei cosmetici in medicina estetica, in cui si vorranno sfatare i falsi miti per scoprire la realtà dietro questi prodotti, al trattamento degli inestetismi secondari o iatrogeni, al confronto tra dieta mediterranea e orientale, all’analisi degli esami più idonei da prescrivere nell’ottica della medicina anti-aging, agli ormoni di maggiore attualità: DHEA e melatonina, alla terapia con vitamina A nella sua formulazione topica e in quella sistemica.Nutrizione e cervello è l’argomento della sessione congiunta ADI, ANSISA, SIO, SISDCA, SIME. Vi sono, inoltre, i consueti approfondimenti sulla PEFS e su tecniche e novità nei vari settori della medicina estetica, quali filler,peeling, biostimolazioni, laser ealtri ancora. Infine viene data ampia visibilità agli strumenti innovativi di marketing a supporto del medico estetico.

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40° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Roma Venerdì 17 maggio 2019 – ore 11.30 Sala Maggioni del ‘Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts’ (ex hotel Hilton) in via Cadlolo, 101. Tra i temi principali della conferenza stampa il focus del congresso – i millennial e la medicina estetica – le ultime novità e i progressi della disciplina – dalle occhiaie all’acne, dalle aree dimenticate (ginocchia e ombelico) ai danni del fumo e dell’alimentazione – l’abuso di filler, l’analisi degli errori e la gestione delle complicanze in medicina estetica.

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Medicina estetica: un appuntamento nella tradizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Roma. Il cronista della Fidest non manca l’occasione di presenziare quando, a Roma, con cadenza annuale si tiene il congresso nazionale dei duemila e oltre medici estetici provenienti da ogni parte del mondo. Nella storia della medicina romana l’appuntamento è diventato, nel corso degli anni, un fiore all’occhiello di una branca della medicina che cura il corpo, ma si alimenta del suo spirito. Lo fa con grazia e delicatezza e con un profondo rispetto per gli elementi che compongono il corpo umano e nel suo inevitabile declino fisico offre non una soluzione di eterna giovinezza ma l’uso di “tecniche sempre più sofisticate ed efficaci per rallentare il passare del tempo.” Lo fa in totale sicurezza sia nelle tecniche sia nei prodotti, senza correre il minimo rischio.” Ogni anno che passa sembra impossibile che vi possano essere novità di rilievo nel campo della medicina estetica eppure, sia pure a piccoli passi, si fanno avanti prodotti e metodiche sempre più efficaci e sicure per la correzione degli inestetismi e in tema di body conturing. “A questo riguardo”, ci tiene a precisare nel suo intervento il presidente della SIME “sono seguiti con molta attenzione anche i focus sui fattori di crescita piastrinici, sul confronto tra i diversi sistemi di trattamento della pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica (PEFS) e della cellulite, come anche il punto sulla cura della calvizie femminile piuttosto che delle diverse metodiche per affrontare la medicina estetica della terza età”. Un tema cui i medici della SIME tengono molto è quello della diagnostica in medicina estetica.
Si tratta di una serie d’indagini che consentono al medico di sviluppare una maggiore co-scienza critica nella scelta delle procedure di utilizzo. Presupposti indispensabili per qualsiasi tipo di trattamento sono la visita di medicina estetica con le dovute valutazioni e il chek-up della pelle”.
E s’insegue la bellezza a tutte le età. Non solo la sposa vuole essere al “top” il giorno del sì. Anche le mamme degli sposi sono sotto i riflettori: di fianco ai figli nel momento più importante e vogliono dunque apparire al meglio davanti a parenti e amici.
Per mandare indietro di qualche anno le lancette degli orologi, sempre di più si rivolgono al chirurgo plastico. Gli interventi più richiesti sono iniezioni di botulino, acido ialuronico e cicli di vitamine. (Redazione Fidest)

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Medicina estetica: Un omaggio alla bellezza femminile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Mi riferisco ad un aspetto della medicina che è quello della cura della bellezza, alla sua conservazione e all’età biologica. Lo faccio prendendo lo spunto da uno scritto del dottor Rosario Porzio, di alcuni anni fa, dove l’autore si chiedeva se la Muti potesse considerarsi giovane per sempre.
Non credo che l’abbia citata perché da vent’anni è un suo grande amico. Suppongo, invece, che, guardando quella donna, l’avesse fatto non solo per questo motivo ma anche con l’occhio clinico di medico. Per lui vi era, in qualche modo, la conferma che da quella donna potesse trarvi una sorta di mix di combinazioni genetiche che hanno permesso alla diva di apparire più giovane di circa quindici anni.
Non è stato, ovviamente, solo un giudizio di circostanza e sprovvisto di un supporto scientifico. Doveva essere ben consapevole dello studio dell’Università di Leicester e del King’s College di Londra in tandem con l’Università di Groningen in Olanda, pubblicata su ‘Nature Genetics’, dove si chiariva perché una persona può apparire più giovane di dieci/venti anni con un forte gap, quindi, tra l’invecchiamento biologico e l’invecchiamento cronologico. Il trucco è nel gene di Peter Pan, o meglio nelle varianti genetiche a livello del gene Terc, responsabile della lunghezza dei telomeri (parti terminali dei cromosomi). E la conclusione degli esperti era volta alla considerazione delle particolari varianti genetiche che si associavano ad una maggiore lunghezza dei telomeri che si traducevano in una minore predisposizione ad invecchiare velocemente.
Chi invece non ha tale dote genetica ha telomeri più corti e quindi dimostra un’età biologica uguale o maggiore rispetto a quella cronologica.
Questa ricerca, che ha scavato a fondo sui processi d’invecchiamento delle cellule, rappresenta l’inizio dello studio su farmaci che possano preservare cuore e cervello e in genere i nostri organi vitali, di là della giovinezza esteriore. Un viaggio quindi nelle possibilità di mantenere giovani e attivi i nostri organi interni.
Se la natura riesce a fare la sua parte, sia pure limitando la sua azione a pochi casi, la medicina non si è fatta trovare impreparata con due sue branche specialistiche: medicina e chirurgia estetica. (Riccardo Alfonso)

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Eleganza ‘a tutto tondo’ nella medicina estetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Anche quest’anno si rinnova uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale del panorama della Medicina Estetica: il Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME), giunto ormai alla sua 39esima edizione. Il titolo del Congresso, che si terrà come di consueto presso il ‘Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts’, è ‘L’eleganza in medicina estetica – il nuovo look della moderna tecnologia’. Il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Sime e del Congresso 2018, ci illustra il tema principale dell’evento – cosa si deve intendere con eleganza in medicina estetica – e ci dà qualche anticipazione sugli altri argomenti che verranno affrontati nel corso delle diverse sessioni del convegno.
Il congresso annuale della Sime ci ha abituati a temi di ampio respiro che permettono apprezzare le innumerevoli sfumature della medicina estetica. Quale sarà il tema di questa edizione?
Quest’anno il tema centrale del Congresso è l’eleganza in medicina estetica. Attenzione però, non stiamo parlando esclusivamente di ‘eleganza del risultato’, abbiamo declinato questo concetto attraverso ottiche diverse: eleganza nella selezione del paziente ad esempio, che si basa sulla sensibilità del medico nell’individuare le esigenze di un particolare individuo e che ha come conseguenza quella di ottenere il massimo risultato con il minimo intervento. C’è poi una eleganza dei movimenti medici, anche una semplice iniezione deve essere fatta bene, deve essere fatta in maniera cosciente. E poi, soprattutto, l’eleganza nella preparazione. Essere un medico estetico non significa buttarsi in un campo con lo scopo di ottenere ‘soldi facili’, bisogna affrontare un percorso formativo solido, perché si tratta di una disciplina medica molto delicata, molto importante e insolita, in cui i pazienti sono sani, devono rimanere sani ma comunque l’obiettivo è quello di farli stare meglio di quando sono arrivati. Solamente gestendo ogni aspetto della medicina estetica in modo elegante si arriva a quelle che viene considerata l’eleganza per antonomasia nel nostro ambito, quella del risultato.
Spesso la medicina estetica viene invece accusata di creare volti innaturali, non più armoniosi… insomma l’esatto contrario dell’eleganza! Perché avviene questo?
Molti nostri pazienti finiscono per sembrare uguali tra loro, se questo avviene è perché non hanno trovato un medico che sapesse dire loro di no. Prendiamo ad esempio i filler: l’Italia è il paese in cui si fanno più filler in assoluto, in rapporto alla popolazione, questo vuol dire che probabilmente ne facciamo più del necessario, indipendentemente dal bisogno di ‘riempire’ il volto dei pazienti. Con questo non intendo dire ‘basta ai filler!’, i filler sono molto utili ma vanno dosati e vanno finalizzati alla correzione dell’effettivo difetto del paziente nel rispetto della sua individualità. Il volto va studiato e dobbiamo utilizzare poco prodotto dove serve, non sparare nel mucchio, altrimenti ci riempiamo di “facce a luna piena”. Se si ripensa a quanto detto prima a proposito dei diversi tipi di eleganza in medicina estetica si capirà subito che assecondare richieste irragionevoli non è elegante da nessun punto di vista!
Ci può anticipare un argomento del Congresso che lei ritiene di particolare interesse scientifico?
Credo che gli spunti che verranno offerti durante la tavola rotonda dedicata alla ‘Analisi degli insuccessi’ saranno molto interessanti per tutti i partecipanti. Per insuccessi non intendiamo le complicanze – che possono capitare a chiunque ed essere frutto della sfortuna – ma proprio gli insuccessi! Errori medici, errori di valutazione, errori di scelta del prodotto, errori di comprensione psicologica del paziente… Ci metteremo un po’ a nudo e cercheremo di capire quali errori abbiamo fatto, perché abbiamo lasciato un paziente insoddisfatto oppure – perché no – cosa ha reso insoddisfatti noi medici a fronte di un apprezzamento del risultato da parte del paziente. Si ricordi che gli errori un po’ grossolani dei novizi possono capitare e hanno un peso relativo, ben altro conto è quel che capita medici con qualche esperienza in più, qui abbiamo qualcosa che va probabilmente studiato con più attenzione. Ci saranno dunque cinque opinion leader, tra cui il sottoscritto, che metteranno in piazza i propri insuccessi e cercheranno di analizzarli, e che poi durante la tavola rotonda vera e propria proveranno a svelare i meccanismi che hanno portato a queste scelte sbagliate per evitare che le facciano anche altri colleghi.

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Arriva la “punturina” che combatte il doppio mento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 ottobre 2017

medicina-esteticaÈ un farmaco a base di acido desossicolico l’ultima novità in medicina estetica. «Una soluzione che permette di evitare il ricorso alla chirurgia per i casi più diffusi», spiega Patrizia Gilardino chirurgo estetico. Un paio di sedute e poi sparisce. Non mira a garantire l’eterna giovinezza, ma ad alleggerire il profilo del volto. L’ultima novità in medicina estetica guarda al doppio mento: per combattere quello che è un cruccio per quasi un italiano su tre viene in soccorso l’acido desossicolico. «Parliamo di un farmaco iniettabile che elimina i depositi di grasso localizzati nella parte sotto al mento e in più ha sui tessuti un effetto tensore, simile a un mini lifting», premette Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano. «Belkyra, questo il nome, è una novità importante che arriva dopo anni di ricerca e che promette di rivoluzionare la chirurgia estetica quanto lo fece l’arrivo del botulino. È il primo farmaco approvato per l’intralipoterapia, ovvero lo scioglimento delle cellule di grasso tramite semplici punture. Un modellamento non chirurgico con cui, grazie a infiltrazioni calibrate in punti strategici, si elimina il grasso e si avranno pelle più tesa e sottomento più definito».
Il doppio mento non ha specifiche radici. Non è necessariamente legato al peso di una persona e neppure è per forza l’esito del normale processo di invecchiamento. «Non bisogna pensare solamente alle persone in sovrappeso perché sono diversi i fattori che possono dare adito al doppio mento», precisa Gilardino. «Di fatto è un inestetismo che può essere vissuto con disagio e che fa apparire il volto più appesantito e stanco».
Le soluzioni fino ad oggi non davano molte possibilità: «C’era la chirurgia: un intervento di liposuzione tradizionale abbinato al lifting, soluzione vista per lo più come possibilità estrema e per i casi più importanti. In alternativa vengono indicate delle ginnastiche mirate per rafforzare i muscoli della mascella. Tra questi due estremi non c’era nulla», osserva la dottoressa. «Belkyra ha colmato questa lacuna. È un farmaco sintetico che si basa sull’acido desossicolico, una sostanza naturale già presente nel nostro organismo che ha un’azione citolitica, cioè rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa, sciogliendo quindi il grasso, che si riassorbe nell’organismo – aggiunge -. A questo primo effetto ne segue poi un altro: la reazione infiammatoria localizzata produce del tessuto cicatriziale che ha un effetto ritraente, con un risultato che è simile a quello di un lifting. Già con due sedute, fatte a distanza di un mese l’una dall’altra, è possibile ottenere risultati significativi nella maggior parte dei casi. Per le situazioni più importanti però l’unica soluzione è la chirurgia».
Trattandosi di un farmaco, per il trattamento è indispensabile rivolgersi ad un medico esperto. Raccomanda Gilardino: «Per quanto efficace e abbastanza semplice nel suo funzionamento, richiede un protocollo di utilizzo molto preciso che varia da paziente a paziente. È bene affidarsi solamente a mani esperte». http://www.gilardinochirurgiaestetica.eu.Arriva la “punturina” che combatte il doppio mento
È un farmaco a base di acido desossicolico l’ultima novità in medicina estetica. «Una soluzione che permette di evitare il ricorso alla chirurgia per i casi più diffusi», spiega Patrizia Gilardino chirurgo estetico. Un paio di sedute e poi sparisce. Non mira a garantire l’eterna giovinezza, ma ad alleggerire il profilo del volto. L’ultima novità in medicina estetica guarda al doppio mento: per combattere quello che è un cruccio per quasi un italiano su tre viene in soccorso l’acido desossicolico. «Parliamo di un farmaco iniettabile che elimina i depositi di grasso localizzati nella parte sotto al mento e in più ha sui tessuti un effetto tensore, simile a un mini lifting», premette Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano. «Belkyra, questo il nome, è una novità importante che arriva dopo anni di ricerca e che promette di rivoluzionare la chirurgia estetica quanto lo fece l’arrivo del botulino. È il primo farmaco approvato per l’intralipoterapia, ovvero lo scioglimento delle cellule di grasso tramite semplici punture. Un modellamento non chirurgico con cui, grazie a infiltrazioni calibrate in punti strategici, si elimina il grasso e si avranno pelle più tesa e sottomento più definito».
Il doppio mento non ha specifiche radici. Non è necessariamente legato al peso di una persona e neppure è per forza l’esito del normale processo di invecchiamento. «Non bisogna pensare solamente alle persone in sovrappeso perché sono diversi i fattori che possono dare adito al doppio mento», precisa Gilardino. «Di fatto è un inestetismo che può essere vissuto con disagio e che fa apparire il volto più appesantito e stanco».
Le soluzioni fino ad oggi non davano molte possibilità: «C’era la chirurgia: un intervento di liposuzione tradizionale abbinato al lifting, soluzione vista per lo più come possibilità estrema e per i casi più importanti. In alternativa vengono indicate delle ginnastiche mirate per rafforzare i muscoli della mascella. Tra questi due estremi non c’era nulla», osserva la dottoressa. «Belkyra ha colmato questa lacuna. È un farmaco sintetico che si basa sull’acido desossicolico, una sostanza naturale già presente nel nostro organismo che ha un’azione citolitica, cioè rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa, sciogliendo quindi il grasso, che si riassorbe nell’organismo – aggiunge -. A questo primo effetto ne segue poi un altro: la reazione infiammatoria localizzata produce del tessuto cicatriziale che ha un effetto ritraente, con un risultato che è simile a quello di un lifting. Già con due sedute, fatte a distanza di un mese l’una dall’altra, è possibile ottenere risultati significativi nella maggior parte dei casi. Per le situazioni più importanti però l’unica soluzione è la chirurgia».
Trattandosi di un farmaco, per il trattamento è indispensabile rivolgersi ad un medico esperto. Raccomanda Gilardino: «Per quanto efficace e abbastanza semplice nel suo funzionamento, richiede un protocollo di utilizzo molto preciso che varia da paziente a paziente. È bene affidarsi solamente a mani esperte». http://www.gilardinochirurgiaestetica.eu.

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Cellulite, la medicina estetica cambia approccio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

patrizia giardinoAddio bacchetta magica. Quando si parla di cellulite, la medicina estetica cambia approccio: non più focalizzato sul solo problema, ma più ampio, volto a considerare tutta la persona. Nasce così il “coaching anti cellulite”, un percorso guidato dove i trattamenti singoli lasciano il campo a quelli combinati e gli stili di vita giocano un ruolo importante. «Per contrastare l’inestetismo che interessa otto donne su dieci si scardinano alcuni vecchi paradigmi», premette Patrizia Gilardino chirurgo estetico di Milano. «Un cambio di approccio che va in due direzioni: innanzitutto, si valorizzano i trattamenti estetici combinandone più di uno alla volta. In questo modo i benefici che si ottengono in termini di risultati sono decisamente superiori e più duraturi. In secondo luogo, si va a guardare tutta la persona. La cellulite è infatti nella maggior parte dei casi il frutto di errate abitudini e non può essere combattuta semplicemente con qualche seduta. Occorre una visione più ampia che partendo dal benessere del paziente approdi al risultato estetico».Individuare il problema per arrivare alla soluzione, quindi. «Pur essendo legata a fattori genetici, la cellulite dipende spesso dalla ritenzione idrica, una non equilibrata alimentazione e poco movimento», prosegue Gilardino. Esistono dei trattamenti specifici che possono se non risolverla del tutto, quantomeno attenuarla. «Tenendo come base la carbossiterapia, è possibile abbinarvi la mesoterapia o le onde d’urto». Spiega la specialista: «Nel primo caso l’anidride carbonica, utilizzata per stimolare la rigenerazione cellulare, potenzia gli effetti di una mesoterapia, trattamento questo che riduce la ritenzione idrica, drena i tessuti dalle scorie e migliora la circolazione. Nel secondo, le onde d’urto agiscono direttamente sul metabolismo cellulare con un effetto rigenerativo importante. La modulabilità del trattamento consente di intervenire non solamente in presenza di cellulite ma anche con piccoli accumuli di grasso grazie alle onde planari. L’uso combinato con la carbossiterapia permette un’azione in profondità sia per combattere la cellulite sia per restituire alla pelle una maggiore tonicità».Il processo però non può fare a meno di guardare anche agli stili di vita. «Per essere veramente efficaci, i trattamenti necessitano che la paziente segua un percorso ben preciso dove un’alimentazione ben bilanciata e l’attività fisica rappresentano i cardini͙. Conclude Gilardino: «È un vero e proprio “coaching anti cellulite” dove il medico accompagna la paziente nel tempo con consigli su stili di vita, trattamenti ed eventuali integratori cui ricorrere per mantenersi al meglio nel tempo». (Patrizia Gilardino http://www.gilardinochirurgiaestetica.eu) (foto: patrizia giardino)

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Ora anche l’ipnosi entra a far parte dell’armamentario del medico estetico

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

IMG_0476IMG_0466L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza in cui la persona non perde la lucidità o il libero arbitrio. E’ uno stato di coscienza ‘monoidea’, chi è in questo stato che non è veglia e non è sonno, concentra tutte le sue risorse mentali e/o fisiche in un’unica direzione. La radiofrequenza, eseguita a dosaggi di 60 MJ con testina a 24 aghi, può dare risultati molto soddisfacenti ma è dolorosa; per questo è spesso necessario eseguirla in sedazione più o meno cosciente, in sala operatoria, facendo lievitare i costi e soprattutto la morbilità di tali metodiche. Le infiltrazioni di anestetico locale inoltre possono disperdere l’effetto della radiofrequenza e ne riducono l’effetto. Oltre a livello del viso e collo, interno braccia e coscia, le radiofrequenze vengono ormai utilizzate anche per lievi ptosi mammarie, associate a lipofilling delle zone sotto-areolari. In un incontro pre-trattamento la paziente viene sottoposta ad un test di ipnotizzabilità ed un’induzione con ancoraggio. Durante la trance viene testata l’abilità del paziente di ottenere anestesia/ipoestesia. In questo stato il paziente distrae la propria mente concentrandola in altra attività, che è la immaginazione, attraverso la quale ‘trascura’ ciò che sta avvenendo durante l’azione del medico.
Milton Erikson, colui che ha standardizzato l’ipnosi cosiddetta moderna, afferma che il dolore è somma di tre fattori: 33 per cento del dolore presente 33 per cento del ricordo di dolori passati 33 per cento della previsione di dolori futuri. Con l’ipnosi è possibile eliminare le ultime due voci, con un innegabile vantaggio. Superato il test si induce la trance ipnotica nel paziente con tecniche della cosiddetta ipnosi medica rapida. Una volta raggiunto un soddisfacente risultato, il paziente viene ancorato. Tale metodica altri non è che posizionare un ‘segnalibro’ (abitualmente unire il pollice e l’indice della mano sinistra) che permette di ritornare autonomamente, se lo vuole e solo se lo vuole, nella trance ipnotica, ogni volta meglio, ogni volta più profondamente, ogni volta più velocemente. Il tutto in meno di tre minuti. L’ipnosi non necessita di una quantità di tempo pregiudizievole alla nostra gestione dei tempi dedicati al singolo paziente nello studio medico: due o tre minuti possono essere sufficienti. Ottiene un grado di ipoestesia/analgesia (a seconda delle abilità del paziente) soddisfacenti da un punto di vista pratico. La gestione autonoma dell’ipnosi evita la dipendenza dall’ipnologo e permette al paziente di usufruire della metodica anche per dormire senza l’ausilio di farmaci e gli altri effetti collaterali descritti in precedenza. Va però detto che se il paziente non usufruisce dell’ancoraggio per un tempo sufficientemente lungo, lo perde e necessita di essere re-indotto e ri-ancorato. “Da molti anni l’ipnosi ha interessato molti anestesisti come supporto della loro attività – ricorda il presidente Sime Emanuele Bartoletti – Si tratta di un’esperienza che permette al paziente di ridurre al minimo la somministrazione farmaceutica per la sedazione e quindi ridurre al minimo anche i possibili eventi avversi”.

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Cellulite? Impara a depurarti!

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

celluliteL’invecchiamento del corpo è caratterizzato soprattutto dalla diminuzione dell’ossigeno nelle cellule, con minore produzione di energia nei mitocondri e maggiore stasi di sostanze tossiche nel tessuto connettivo, il nostro mare interno dove avvengono tutte le reazioni principali del nostro organismo, sede di importanti cellule staminali dedicate alla funzioni del tessuto adipose, della cute e degli scambi metabolici. Con il passare degli anni, tutte queste situazioni provocano reazioni e alterazioni infiammatorie e degenerative, favorendo artrosi, sovrappeso, lipodistrofia, dolore, alterazione delle varie mucose, sindrome metabolica (diabete, epatosi e dislipemia), patologie vascolari, tumorali e degenerative cerebrali (Alzheimer, Parkinson, etc). Anche i cosiddetti inestetismi, come rughe, cellulite, capillari e cedimenti tessutali, sono segni di un progressivo inquinamento delle nostre cellule e possono essere utilizzati come campanelli d’allarme. In particolare la cosiddetta cellulite è oggi considerate una patologia estetica evolutiva degenerative del tessuto connettivo e della matrice. Tutte queste alterazioni possono essere in gran parte controllate con periodici momenti di disintossicazione e di depurazione, come una macchina che periodicamente viene lavata e controllata. “Da sempre tutte le donne pensano di averla – precisa il presidente della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime) Emanuele Bartoletti – anche perchè le donne chiamano cellulite tutto quello che non amano delle proprie gambe. Quest’anno finalmente sulla cellulite abbiamo presentato i risultati di una serie di ricerche e studi molto approfonditi: finalmente abbiamo fatto un punto preciso, e tratto considerazioni scientifiche importanti sull’inquadramento di questa patologia molto comune, ma su cui ancora non c’è una convergenza di opinione sia da un punto di vista di origine clinica che dal punto di vista del trattamento. Che è la cosa più importante”.“Imparare a mantenere sano il nostro corpo è il dovere primario di ciascuno di noi, per prevenire quelle malattie che dovranno essereo poi curate, con un danno alla nostra qualità di vita ed un costo per la società. – cosi afferma Pier Antonio Bacci, già professore a contratto di Chirurgia Estetica nell’Università di Siena e direttore del Centro di documentaizone in Flebologia e Patoogie Estetiche di Arezzo – La medicina moderna mette sempre più in evidenza l’importanza della visita clinica e della diagnosi quanto più precoce, della giusta alimentazione, del movimento e dello stile di vita, con lo studio della postura e stress ossidativo. Soffermandosi soprattutto sui vari momenti di depurazione e di iniziale alterazione dei tessuti. La cellulite è proprio un sintomo che l’organismo utilizza per dire Help me – Aiutami perché qualcosa comincia a non funzionare. Per questo, dei periodici periodi di un semplice schema deacidificante permette di far respirare gli organi, di restituire ossigeno ed energia alle cellule, di ridurre dolore del fibroedema e lipodistrofia, riducendo le degenerazioni e le patologie dolorose muscolari e articolari, infine – continua Pier Antonio Bacci, storico esperto di cellulite e gambe gonfie – rallentando anche gli inestetismi cellulitici ed i processi d’invecchiamento, per mantenere più a lungo possibile la gioventù del nostro organismo.
Al Congresso SIME di questo anno Lei ha presentato una ricerca su 1200 casi che lo hanno lasciato preoccupato, perchè?
“Io vivo oggi una giornata di felicità perché, ormai alcuni anni fa pubblicai dei libri dove si ipotizzava la cosiddetta cellulite come evolutive alterazioni del tessuto connettivo e quindi dell’operativa delle nostre cellule staminali. Su queste basi proposi nel 2015 uno schema deacidificante che, basato sul riposo parziale degli organi, avesse la capacità di migliorare le alterazioni dei tessuti e di quell terreno cellulitico da trattare con tecniche di medicina rigenerativa, come microinnesti connettivali, biostimolanti ed energia luminosa, quindi rigenerare è la parola d’ordine. Le esperienze di questi anni – continua il Bacci – sono state positive ed oggi, importanti ricercatori come il professor Sbarbati ed il dottor Manzo hanno dimostrato la reale presenza di cellule staminali alterate, conclusion che rendono omaggio alle mie ipotesi ed alle mie proposte teraoeutiche, ma soprattutto rendono omaggio all’intuizione del nostro vero Maestro, il compianto professor Carlo Alberto Bartoletti, che già quaranta anni fa ci diceva che la medicina estetica altro non è che un percorso di salute, finalizzato al mantenimento dello stato di benessere e di bellezza del corpo e della mente. Io credo che il messaggio di recupero della gestione della propria salute da parte di ciascuno di noi sia il vero messaggio che noi dobbiamo oggi dare, senza vendere niente perché questo è il primo e migliore inizio di trattamento che, d’ora in poi dovrà essere soprattutto una strategia di medicina rigenerativa”.
Ma cosa lo ha preoccupato nella ricerca presentata?
“Fra tutti i dati ottenuti quello che più mi ha spaventato il trauma psicologico che subisce la maggior oarte di donne con la cellulite, che sono disposte a tutto pur di risolvere il problema che, come è dimostrato, si può risolvere solo con il contributo del paziente: periodica depurazione, movimento e giuste metodiche dopo una precisa diagnosi”.
Cosa è il suo protocollo Vartam?
“E’ un percorso per la cura di celluoite, lipoedema e lipodistrofia doloroa che inizia con uno schema depurativo alimentare di riposo degli organi associate a piacevoli passeggiate, continua con una precisa diagnosi e l’utilizzazione di qualche seduta di medicina rigenerativa, con microinnesti connettivali e energia luminosa che permettono nuove attività a mirocondri e cellule in un terreno quanto più armonico e fertile: I semi germogliano sempre sul terreno adatto”.

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Premio giornalistico “SIME – Carlo A. Bartoletti”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Bartoletti Carlo A.La Società Italiana di Medicina Estetica SIME bandisce il 1° Premio giornalistico ‘SIME – Carlo Alberto Bartoletti’ con lo scopo di riconoscere e stimolare la corretta divulgazione scientifica di tematiche riguardanti la medicina estetica. Il Premio vuole essere un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con competenza, rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie.Il riconoscimento, dell’ammontare di euro 1.500 per ciascuna delle categorie individuate:
Agenzie di stampa e carta stampata
Radio-Televisioni
Web e servizi on line
verrà assegnato da una giuria composta dall’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Medicina Estetica SIME e da due giornalisti e verrà consegnato nel corso del XXXIX° Congresso SIME 2018 a Roma.
Art. 1 Il Premio è destinato al miglior elaborato di taglio giornalistico (pubblicato su testate giornalistiche cartacee, web, audio o video) che affronti tematiche relative alla ricerca e all’innovazione e alla corretta gestione nel campo della Medicina Estetica.
IMG_0464Art.2 La partecipazione al Premio è gratuita e riservata a giornalisti iscritti all’Ordine Nazionale o autori che pubblichino su testate regolarmente registrate al Tribunale di competenza.
Art.3 Possono concorrere al Premio gli autori di servizi in lingua italiana consegnati alla Segreteria del Premio e pubblicati da quotidiani, agenzie di stampa, settimanali, periodici, riviste specializzate, testate online, servizi radio-televisivi, pubblicati, trasmessi o diffusi prima del 30 marzo 2018.
Art.4 Saranno presi in considerazione i contenuti pubblicati su testate giornalistiche regolarmente registrate. Sono esclusi dalla partecipazione i giornalisti membri della Giuria, i loro familiari e tutte le persone che abbiano legami contrattuali con l’organizzazione.
Art.5 Le opere in concorso (non più di tre per ogni autore) dovranno pervenire, così come di seguito specificato, entro e non oltre il 30 marzo 2018, presso: dottoressa Vittoria Intrabartolo – Segreteria organizzativa Premio giornalistico ‘SIME – Carlo A. Bartoletti’ – via Monte Zebio, 28 – 00195 Roma (RM)

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Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

emanuele bartolettiRoma Congress Centre Rome Cavalieri Walford Astoria Hotels & Resort cia Cadlolo 101. Ha preso il via il 38esimo congresso della Società Italiana di Medicina Estetica, quest’anno puntato sulle strategie d’intervento per garantire una terza età con un fisico al passo con una buona salute. “Sta nascendo un vero e proprio ‘movimento culturale’ – sottolinea il presidente Sime Emanuele Bartoletti – che parte da un presupposto molto semplice: non si possono curare pazienti di 70 anni con gli stessi interventi che si praticano a 40”. Ecco allora l’utilizzo di tecniche totalmente nuove e sperimentazioni di nuovi farmaci e sostanze che hanno un’indicazioner specifica per il paziente adulto. “E’ ovvio che la biostimolazione praticata ad una settantenne non potrà avere le medesime caratteristiche di quella per una giovane trentenne – precisa Bartoletti – perchè il derma a quell’età reagisce in maniera molto diversa da quella di una giovane, come anche l’attività fisica consigliata ad una ragazza è ben diversa da quella di una signora over 65”. Il congresso Sime è ormai un punto di riferimento a livello internazionale per la comunità della medicina estetica, che cosa gli ha conferito questa centralità?
Sicuramente la qualità dei partecipanti e il respiro internazionale sono fattori importanti, riguardo a quest’ultimo punto ci tengo a sottolineare che il congresso sarà “bilingue” come gli anni scorsi – si parlerà cioè inglese e italiano – e addirittura durante una sessione di lavoro ci dovremo avvalere di traduzioni in russo. Questo ci ha portato quest’anno a ricevere un gran numero di abstract, 511: un numero record mai raggiunto. Ma il vero punto credo sia un altro: nel 99 per cento dei casi i medici estetici lavorano da soli nel proprio ambulatorio o nel proprio studio per cui il confronto con l’esterno non è molto frequente nè facile. Il nostro congresso è un’occasione per raccontare la propria esperienza e confrontarla con quella di altri. Secondo me è un momento fondamentale per la crescita clinica e professionale di tutti i medici estetici di un certo livello.
Il titolo ‘La nuova età del benessere – il progresso della medicina estetica rigenerativa’ allude al tema principale del congresso, ovvero la gestione del paziente in età avanzata in medicina estetica. Perché è stato scelto questo argomento?
Perché si prende atto di un cambiamento: l’aspettativa media di vita è in aumento e si fortunatamente si invecchia sempre meglio in salute, quindi è giusto voler curare anche il benessere psicofisico, attualmente tutti noi abbiamo pazienti di 83/84 anni che vengono regolarmente per cui è ovvio che imparare a gestirli è una cosa estremamente interessante. Tuttavia è ovvio che non si possano trattare pazienti di 70 anni come si trattano quelli di 40, per cui si sta creando un vero e proprio movimento culturale nuovo attorno alla medicina estetica eche indaga nuove tecniche, nuovi farmaci, e delle nuove sostanze che possono essere utilizzate: la biostimolazione che si può fare in un paziente di 30 anni non avrà le stesse caratteristiche di quelle che si può fare in un paziente di 70 anni perché il derma avrà una capacità di reazione completamente diverse rispetto a quelle che ha un cellulite-centro-medicina-estetica-roma-centroderma giovane. Durante la ricchissima sessione dedicata alla terza età, si prenderanno in esame sia le modalità d’invecchiamento cerebrale che le modalità di invecchiamento ormonale quindi quello che si può fare per prevenirle e correggerle. Si terrà conto delle specificità di genere e, per quanto riguarda la donna, si parlerà di post menopausa, un periodo della vita con caratteristiche ben precise anche da un punto di vista sessuale, ambito nel quale la medicina – non solo estetica ma anche funzionale -offre numerose soluzione per continuare ad avere un’attività sessuale sana e soddisfacente il più a lungo possibile. Ovviamente l’altro punto fondamentale del congresso è la medicina rigenerativa che come tutti gli anni ci riserva delle belle sorprese, ad esempio scoprendo nuove potenzialità delle cellule staminali, del tessuto adiposo o delle piastrine. Quest’anno inoltre ci sarà un corso precongressuale di medicina rigenerativa che avrà come ospite d’onore Guy Magalon che è un opinion leader sulla medicina rigenerativa a livello mondiale. Ma non si parlerà solo di questo…
Quali sono gli altri argomenti?
Ci sono le sedute istituzionali, dove si potranno ascoltare opinion leader riconosciuti in tutto il mondo dibattere su temi importanti in medicina estetica, ad esempio ‘come ottenere il massimo risultato con il minimo trattamento’ raggiungendo quindi risultati più naturali con meno effetti collaterali e complicanze. Poi abbiamo una sessione molto interessante sulla cellulite, sulla quale sono state recentemente fatte nuove ricerche scientifiche che forse ci consentiranno un migliore inquadramento di questa patologia, che è molto comune ma su cui ancora non c’è convergenza di opinione soprattutto per quanto riguarda i trattamenti. Ci sarà poi una sessione sulla staffetta medico-chirurgica che servirà a tracciare un percorso che va dalla prevenzione fino alla correzione chirugica, e poi dopo ancora fino alla medicina estetica per consentire al paziente di arrivare a 80/90 anni in condizioni perfette. Avremo quindi una sessione fondamentale sul rilassamento della cute, che soprattutto a livello del corpo è un argomento molto trattato in medicina estetica ma attualmente ben pochi sono i rimedi che sono stati trovati, e la più parte lascia il tempo che trova. Forse una strada percorribile è quella delle metodiche combinate, sempre però facendo la massima attenzione al benessere del paziente. Si affronteranno inoltre le complicanze dovute alla medicina estetica Verranno poi presentate le novità: nuovi filler, una sostanza in grado di ridurre il grasso sottomentaliero con semplici iniezioni e sulle nuove applicazioni della tossina botulinica, farmaco dalle fortissime potenzialità che ogni 3/4 mesi si rivela adatto per nuove e inaspettate indicazioni terapeutiche. Ma gli argomenti non sono finiti: si discuterà della rimozione dei tatuaggi, delle peculiarità della medicina estetica maschile – troppo poco considerate purtroppo, tant’è che spesso in giro si vedono veri e propri disastri dovuti a trattamenti non idonei e tarati sulle caratteristiche anatomiche femminili – fino ad arrivare alla medicina estetica sociale che s’inserisce nei reparti di oncologia, in modo da migliorare la sopportazione di terapie spesso molto aggressive da parte dei pazienti. Sarà poi presentato da Raimondo Cagiano de Azevedo dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e da Cinzia Castagnaro dell’Università telematica ‘Guglielmo Marconi’ nell’ambito del Congresso un lavoro sui nuovi cicli della vita in Italia, un’opera che fornirà numerosi dati estremamente interessanti per capire i cambiamenti della popolazione italiana dal 1931 ad oggi.

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Novità in medicina estetica: con le onde d’urto pelle più tonica e via cellulite e cuscinetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

patrizia gilardino.jpgRingiovanire con le onde d’urto. È questa l’ultima novità nel campo della medicina estetica. «Parliamo di un trattamento completo in grado di contrastare cellulite e piccoli accumuli di grasso, ma anche e soprattutto di restituire alla pelle un tono più giovane», premette Patrizia Gilardino chirurgo estetico di Milano. «Un trattamento che praticamente non ha controindicazioni e i cui risultati sono visibili fin da subito».Già utilizzate per combattere i calcoli nelle vie urinarie e conosciute per la loro capacità di contrastare i piccoli accumuli di grasso, le onde d’urto hanno trovato un ampio utilizzo nel ringiovanimento della pelle grazie alla capacità di rigenerazione cellulare che sono in grado di attivare. «Agendo direttamente sul metabolismo cellulare infatti hanno un effetto rigenerativo importante – spiega la dottoressa -. Questo sia quando si tratta di intervenire su cellulite e piccoli accumuli di grasso, sia quando si vuole restituire alla pelle una maggiore tonicità. Si ottiene così un effetto antiage». Aggiunge: «Rispetto a trattamenti simili, le onde d’urto hanno il vantaggio di non essere invasive, azzerando praticamente la comparsa di eventuali effetti collaterali. Ma soprattutto sono applicabili su quasi tutto il corpo, volto compreso, portando a risultati che sono visibili fin da subito».Il trattamento si basa sull’utilizzo di un manipolo che veicola queste onde. «Utilizziamo le onde planari quando si tratta di intervenire sui cuscinetti di grasso e sulla cellulite; le onde radiali sono invece specifiche per tonificare: dall’interno coscia all’addome, dalle braccia fino al viso. L’intensità viene modulata a seconda della situazione e del risultato che si vuole ottenere. In ogni caso il trattamento è indolore, al di là del fastidio della vibrazione che la paziente può percepire, può comparire al termine del trattamento un leggero rossore destinato a scomparire nell’arco di pochissimo tempo.Infatti anche i tempi vengono accorciati. «Una situazione non eccessivamente grave con piccole concentrazioni grasso o delle lievi lassità della pelle può arrivare a richiedere tra le quattro e le sei sedute, da fare a distanza di una settimana l’una dall’altra. Non così per altri trattamenti che richiedono una costanza maggiore e un impegno, anche economico, più elevato. Ovviamente, situazioni più compromesse necessitano più sedute e quindi un periodo più lungo di trattamento». Per una seduta, la cui durata è di circa 20-30 minuti, il costo parte dai 100 euro.
Patrizia Gilardino – profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all’Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all’Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione al Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, al Centro Dermatologico Europeo, nel proprio studio di via Colonna a Milano e nello studio di via Colombo 44 a Piacenza. È membro della Società di verifica e controllo di qualità e della Società americana di chirurgia plastica. È socio Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) ed è iscritta all’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) (foto: patrizia gilardino)

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Nasce renaissance per il rinascimento della medicina estetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

medicina-estetica“Renaissance rappresenta il presente ed il futuro dell’eccellenza laser italiana – afferma l’Ing. Paolo Salvadeo, Direttore Generale di El.En. SpA a cui DEKA e Quanta System appartengono. Ispirati dagli stessi valori del Rinascimento fiorentino, il nostro obiettivo è diventare artefici di una potente rinascita attraverso sistemi laser d’avanguardia, con cui migliorare la qualità di vita delle persone, creando al contempo opportunità, nuovi posti di lavoro ed un circolo virtuoso per dare spinta, anche partendo dal nostro settore, al rilancio economico del paese. Per farlo abbiamo unito le forze sul campo, i migliori prodotti di entrambe le aziende, mettendo a fuoco l’esperienza trentennale di due importanti realtà leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di laser per applicazioni nei settori medicale ed estetico. DEKA e Quanta System, dopo aver conquistato separatamente importanti fette di mercato, hanno deciso di unirsi e dare vita ad un colosso con cui conquistare una vera leadership sul mercato italiano”. Il direttore commerciale di Renaissance, Lapo Cirri, ha dichiarato, al lancio del nuovo progetto, avvenuto il 16 gennaio a Firenze: “Siamo orgogliosissimi di questa operazione. Renaissance è una risposta fortissima a una precisa domanda che si è manifestata negli ultimi anni da parte del mercato. La tendenza in corso vede infatti crescere sempre di più la spesa degli italiani per la cura di sé.Secondo i più recenti dati di Cosmetica Italia, nel 2015 gli italiani hanno speso oltre 9,7 miliardi di euro in prodotti per la bellezza. Un trend confermato anche dal fatto che l’Italia è il settimo paese al mondo per numero di trattamenti medico-estetici effettuati con apparecchiature elettromedicali: secondo l’International Society of Aesthetic Plastic Surgery Isaps nel 2015 sono stati eseguiti quasi 280 mila trattamenti di Medicina Estetica contro 139 mila interventi di chirurgia estetica”. Termina Cirri affermando: “Renaissance è un’opportunità unica che vogliamo sfruttare ora, più che mai, creando forti sinergie all’interno di El.En., un gruppo che tra le altre cose, oggi capitalizza circa 450 Milioni di Euro”.
DEKA nasce nel 1991 come spin-off della società El.En. affermandosi subito tra le aziende leader nella progettazione, produzione e nella commercializzazione di laser per applicazioni dermatologiche, di medicina estetica e chirurgiche (anche in campo oncologico).
Quanta System è un’azienda nata nel 1985, con sede a Samarate (Va). Dal 2004, appartenente al gruppo El.En., Quanta è tra le prime aziende al mondo nella produzione di laser e piattaforme fotoniche uniche per tre settori scientifici: medicina estetica, chirurgia e arte. Negli ultimi 20 anni si è affermata come leader nello sviluppo e nella produzione di una vasta gamma di sistemi Laser per la Dermatologia, la Medicina Estetica e la Chirurgia.

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Bellezza, i 7 trend 2017 per la medicina estetica e la chirurgia plastica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

bassa_bove_rausoTante novità nelle tecnologie, nei materiali e nelle formulazioni attendono le pazienti che nel 2017 opteranno per un intervento di chirurgia plastica o un trattamento di medicina estetica. Il macro-trend del “no”agli eccessi e dei trattamenti poco invasivi, continuerà a lungo perché nelle mani dei medici stanno arrivando strumenti sempre più sofisticati, da utilizzare con un approccio integrato, con una programmazione di diversi trattamenti nel tempo, per ottenere e mantenere un risultato fresco e naturale. Parola di Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, chirurghi plastici del surgery network ChirurgiadellaBellezza, con sedi in Lombardia, Lazio, Campania e Puglia. «Nell’anno che verrà ci saranno alcune new entry, alcuni ritorni e un consolidamento di diversi trattamenti viso e corpo–dicono Bove e Rauso–. La mano di un buon chirurgo sarà fondamentale per sfruttare tutte le potenzialità di queste nuove tecniche». Ecco quindi i 7 trend per il 2017.
Arriverà finalmente in Italia Belkyra, l’iniezione sciogli grasso che sta andando fortissimo negli Stati Uniti (dove è commercializzato con il nome di Kybella). «Una novità importante che arriva dopo anni di ricerca –spiegano Rauso e Bove–. Se manterrà le promesse, avrà un impatto paragonabile a quello della tossina botulinica in campo estetico. Per ora l’approvazione riguarda solo il grasso del sottomento, ma è probabile che, dopo gli opportuni studi scientifici, sarà estesa anche ad altre zone». Come funziona? «Belkyra è un farmaco sintetico che simula il comportamento di un’altra sostanza naturale presente nell’organismo, l’acido desossicolico, che degrada il grasso che viene ingerito nel nostro corpo. Il farmaco svolge un’azione citolitica, cioè rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa. Il risultato è quindi quello di “sciogliere” il grasso che si riassorbe nell’organismo, lasciando la pelle più tesa e il sottomento più definito» spiegano sempre Bove e Rauso.
Novità e ritorni nel mondo dei filler. Mini-invasivi e molto utilizzati nei trattamenti viso, per spianare le rughe o dare volume alle labbra, i nuovi filler sono formulati per essere più duraturi, naturali e anche meno dolorosi. «Radiesse, uno dei migliori filler a base di idrossiapatite di calcio disponibili, arriva in una nuova formulazione contenente lidocaina, un anestetico locale per minimizzare il dolore durante il trattamento –annunciano i chirurghi–. Si consolida inoltre l’uso dell’acido ialuronico, in particolare per naso e occhiaie: è un filler morbido perfetto per trattare queste zone ottenendo risultati paragonabili a quelli che si avrebbero con un intervento chirurgico».
Si ampliano gli usi per il botulino. La tossina botulinica impiegata per uso estetico ha sempre avuto indicazioni mediche precise in Italia, inizialmente solo per le rughe glabellari (quelle che compaiono fra gli occhi, alla radice del naso); pochissimi anni fa c’è stata l’estensione al trattamento delle “zampe di gallina”, ma solo nel 2016 il Bocouture (una delle tre marche di botulino autorizzate in Italia), ha ottenuto anche l’autorizzazione anche per la fronte, il cui utilizzo sarà così “on label”, sebbene fosse già effettuato con ottimi risultati nella sua forma “off label” –spiegano Bove e Rauso–.E in generale si stanno ampliando le vari applicazioni della tossina, come con il Microbotulino, che rinfresca viso, collo e decolleté agendo anche sulle rughe più piccole».
Tornano i peeling per migliorare l’aspetto della pelle. Se negli anni scorsi si era assistito a un sorpasso da parte dei laser, adesso la tendenza sembra essersi invertita a giudizio di Bove e Rauso: «Si riscontra in particolare un aumento dell’uso dei peeling per il trattamento del crono aging nonché delle macchie cutanee; tuttavia l’avvertenza è quella di affidarsi sempre a un chirurgo estetico esperto per questi trattamenti, in quanto l’utilizzo improprio di questi acidi può portare a complicanze catastrofiche».
La carbossiterapia dà il meglio di sé con un approccio integrato. Usata per la biostimolazione facciale e il trattamento della cellulite, la carbossiterapia è uno step importante nel programmare nel tempo gli interventi per ringiovanire e il mantenimento dei risultati. «Per i trattamenti viso, in particolare per eliminare le occhiaie scure, la carbossiterapia si può associare con ottimi risultati all’acido ialuronico –spiegano Bove e Rauso–. Per rimodellare il corpo e trattare la cellulite, la carbossiterapia è straordinaria se abbinata alla dieta e alla stimolazione tissutale con la tecnica vacum ed apparecchiature elettromedicali dedicate».
Ultrasuoni focalizzati per il lifting non chirurgico. Il collo e il terzo inferiore del volto sono zone sulle quali è difficile lavorare. «A venire in aiuto delle pazienti ci sono le tecniche a base di ultrasuoni focalizzati –affermano Rauso e Bove–: questi sfruttano il calore per produrre coaguli a diverse profondità, determinate in modo molto preciso per intervenire solo dove serve. Il calore causa una contrazione del collagene che si traduce nel rimodellamento, sollevamento e rassodamento dei tessuti, con risultati che durano a lungo». Un trattamento che lavora in profondità e che dà risultati eccellenti se combinato anche con trattamenti “di superficie” come peeling e biostimolazione con acido ialuronico.
Per il seno tornano le protesi tonde, ma con gel ergonomici e micro o nano testurizzate. «Al successo delle protesi anatomiche si affianca il ritorno delle “vecchie” protesi tonde, ma in una veste nuova –rivelano Rauso e Bove–: sono realizzate con gel più ergonomici, che si ridispongono in base alla posizione del corpo. L’utilizzo di questi gel rende non più necessaria una testurizzazione importante, e le protesi tonde micro o nano testurizzate danno meno problemi di contrattura capsulare e sieromi, perché viene minimizzato lo sfregamento della protesi con i tessuti». Chirurgo e paziente hanno così una possibilità di scelta sempre più ampia per individuare la soluzione più adatta, in termini di risultato ricercato e compatibilità con lo stile di vita. «Le protesi anatomiche, modellate su forme più naturali, sono sempre molto apprezzate –spiegano Rauso e Bove–. Ma anche le classiche protesi tonde si sono evolute e si rivelano consigliabili per chi fa una vita molto attiva. I minimi problemi di sfregamento le rendono adatte alle pazienti che fanno sport: una categoria di donne che è sempre in aumento».
ChirurgiadellaBellezza (www.chirurgiadellabellezza.it) è un surgery network che si occupa di Medicina e Chirurgia Estetica in Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. L’équipe, guidata dai chirurghi plastici Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, è composta da anestesisti, infermieri e personal assistant. Gli standard che garantisce sono elevatissimi in tutte le città in cui opera. La filosofia di ChirurgiadellaBellezza si basa non solo sulla ricerca di risultati armonici e naturali, ma anche sull’assistenza costante al paziente prima, dopo e durante l’intervento. (foto: bassa_Bove_Rauso)

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Master in Medicina estetica

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

parma universitàParma università. Pubblicato il bando (http://www.unipr.it/node/13966) del master universitario di II livello in Medicina Estetica per l’a.a. 2016-17. Il master, giunto alla quinta edizione, è diretto dal prof. Edoardo Raposio, direttore della Sezione di Chirurgia Plastica del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Ateneo.Il Master si rivolge ai laureati in Medicina e Chirurgia con il fine di fornire una rigorosa impostazione scientifica affiancata da un’adeguata applicazione pratica per una crescita professionale altamente qualificata nell’ambito della Medicina Estetica (filler, laser, tossina botulinica, ecc.).Nelle passate edizioni si è sempre riscontrato un notevole interesse di partecipazione, con iscritti anche al di fuori dell’Italia; il titolo ottenuto al termine del Master è l’unico ad essere riconosciuto in questo specifico settore. Il Master inizierà a fine gennaio 2017 e terminerà con la discussione della tesi a gennaio 2018.

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Bartoletti: “Medicina estetica è sempre meno aggressiva”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Rome Cavalieri Waldorf Astoria’Oltre 2.500 partecipanti previsti, 460 abstract di relatori provenienti da 20 paesi non solo europei e oltre 100 aziende espositrici. Numeri da congresso ‘monstre’ quelli del 37° congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) che si tiene al ‘Rome Cavalieri Waldorf Astoria’ dal 13 al 15 maggio 2016, che quest’anno comprenderà anche l’11° European congress of Aesthetic Medicine e l’11° congresso dell’Accademia Italiana di Medicina Anti Aging (AIMAA). “Uno sforzo organizzativo enorme quanto l’attesa dei risultati che emergeranno dal confronto internazionale – sottolinea il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – una soddisfazione grande che gratifica tutti noi medici estetici”. Molti, ovviamente, i temi che verranno affrontati al congresso, e molte anche le novità su cui si confronteranno gli esperti. A partire dai nuovi ‘Boxing ring’ in cui due esperti si confronteranno su temi ‘caldi: uno su ‘Biostimolazione con sostanze esogene (acido ialuronico e PDRN) versus biostimolazione autologa (cellule staminali derivate da grasso e plasma arricchito in piastrine)’ e un altro sulla crescente richiesta di ‘sollevamento’ degli zigomi di questi ultimi anni ‘Filler versus fili: quando usare i primi e quando i secondi?’ Ma vediamo quali sono i temi più interessanti e importanti del congresso, secondo il presidente Emanuele Bartoletti.
I peeling. Sono una metodologia storica sempre più utilizzata in medicina estetica. La ricerca scientifica ha realizzato una serie di prodotti molto interessanti: il vantaggio è quello di riuscire ad ottenere con i nuovi metodi gli stessi risultati che una volta si ottenevano con peeling molto più aggressivi. La minor ‘aggressività’ si basa sull’interazione di diverse sostanze: si abbassa la percentuale dei vari elementi caustici che la compongono – ovviamente stiamo sempre parlando di soft peeling, non di interventi ‘importanti’ – e però l’effetto migliora rispetto al passato. L’acido glicolico ha un’efficacia minore se utilizzato da solo anziché insieme ad altri acidi. Mantenendo sempre la sicurezza. Anche il peeling al fenolo – oggetto di una sessione al congresso – è importante perché fatto in sala operatoria, e le rughe… le cancella bene! E’ sicuramente un impegno fisico importante per il paziente, ma i risultati sono migliori di qualsiasi laser (anche ablativo). I risultati su rughe e macchie sono veramente eccezionali: senza dimenticare che essendo un poco più aggressivo può dare qualche effetto collaterale anche ‘importante’. E per questo è necessario che venga utilizzato solo da persone esperte.
La tossina botulinica non segue più le zone fisse di infiltrazione ma tiene conto del fatto che ogni viso ha ‘esigenze’ diverse: non esistono due pazienti che corrugano la fronte nello stesso modo. Opinion leader internazionali si confrontano su ‘massimo risultato con il minimo utilizzo di materiali’, perché oggi studiando i punti delle iniezioni e le quantità di prodotti si possono ottenere grandi risultati con l’utilizzo di minor quantità di ‘materiali’. Le ultime indicazioni degli esperti estetici dicono che è meglio utilizzare meno tossina e più di frequente (anche se mai ripetere il trattamento prima dei 4 mesi) piuttosto che in grandi quantità per far durare di più il risultato con effetti però paralizzanti e risultati poco naturali. Molto probabilmente dal congresso partirà la richiesta di una vera e propria ‘consensus conference’ per fissare delle linee guida condivise.
Verranno presentati i risultati – a dire il vero ‘ottimi’ – sul miglioramento del tono cutaneo in questi distretti ottenuti con fili di biostimolazione, fili di sospensione e sostanze come l’acido polilattico o l’idrossiapatite di calcio debitamente diluite rispetto a quelle che si usano sul viso, per ottenere una produzione di collagene in grado di riportare un vero ‘ricompattamento’ cutaneo.
La cute delle palpebre è molto delicata e interessa sia la chirurgia che la medicina estetica. Ovviamente in questo campo l’acido ialuronico la fa da padrone, ma oggi ci sono acidi ialuronici specificamente indicati per questa regione. L’area di più difficile trattamento è quella delle occhiaie, e debbo dire che ad oggi i risultati migliori a livello delle occhiaie si ottengono con infiltrazioni di cellule staminali di tessuto adiposo associate a plasma arricchito di piastrine. E’ cosa diversa dal lipofilling che si faceva una volta, troppo ‘grossolano’ per correggere una zona con pelle molto delicata e adesa all’osso sottosante e, qualche volta, pigmentata. Il plasma arricchito riesce addirittura a migliorare la pigmentazione cutanea, e le cellule staminali di tessuto adiposo riescono a migliorare l’ispessimento del tessuto delle occhiaie, senza rischio di effetti collaterali indesiderati. Al massimo il trattamento va ripetuto un’altra volta in tempi più brevi del previsto. Si va avanti in maniera progressiva con le nuove scoperte della medicina rigenerativa.
Sia il prelievo di tessuto adiposo che il suo reinnesto sono sempre meno ‘chirurgici’, perché le metodologie sono studiate per essere sempre meno invasive. Oggi riusciamo a fare il riempimento delle zone identificate di una paziente in maniera talmente poco invasiva che poterebbe quasi andare a cena fuori la sera stessa! Mentre in chirurgia plastica ricostruttiva l’utilizzo delle cellule staminali è rimasto un poco ‘bloccato’ – anche perché non ancora previste dai DRG ospedalieri – in medicina estetica il loro utilizzo è molto più avanzato perché riesce a dare risultati ottimi. E s’intravede un futuro radioso all’orizzonte, soprattutto perché la vera medicina estetica è orientata al ‘mantenere’ più che al ‘modificare’.
Grazie al grande sforzo informativo della stampa e alla nostro capillare aggiornamento ai medici oggi tutti hanno capito che l’utilizzo dei filler permanenti è assolutamente da evitare. Stiamo trattando i casi di complicanze da filler permanenti già utilizzati qualche anno fa, perché ormai di nuovi casi se ne vedono pochi.
L’ambulatorio delle complicanze strutturato all’ospedale Fatebenefratelli dell’isola Tiberina di Roma fornisce al paziente un approccio diagnostico completo: addirittura ora abbiamo un ecografista ultrastrutturale. Un poco sono i medici che di fronte ad una complicanza inviano il paziente a questo ambulatorio, un poco sono i pazienti stessi che vi si rivolgono direttamente. Ormai c’è una media di un nuovo paziente al giorno, e si cominciano a vedere complicanze da filler riassorbibili. L’unica sostanza che ha un antidoto è l’acido ialuronico – la ialuronidasi – che se iniettata in loco lo scioglie istantaneamente. E questo lo rende molto più facile da utilizzare e ‘tranquillo’. Le complicanze non sono solo noduli e granulomi, ma anche iniezione intravascolare con necrosi cutanea: e con l’acido ialuronico posso sempre intervenire, mentre con altri prodotti ho sicuramente più problemi.
Le ultime novità. In testa a tutto ci sono i nuovi filler – l’agarosio, importante alternativa all’acido ialuronico – e il collagene come biostimolazione, pratica che invece fino ad oggi è stata fatta solo con acido ialuronico. Questa trasformazione di un prodotto che si usa in chirurgia plastica per la cura delle ferite trasformato in iniettabile per la biostimolazione è una novità importante, con studi molto ben fatti: un esempio di come dovrebbero presentarsi i nuovi prodotti. La nostra società scientifica chiede sempre che le aziende facciano delle sperimentazioni cliniche importanti prima della messa in commercio dei prodotti.

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Corso di perfezionamento per medici di medicina estetica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

cellulite-centro-medicina-estetica-roma-centroPer la prima volta in Italia arriva un corso di perfezionamento, istituito dall’Università degli Studi dell’Insubria in collaborazione con Quanta System, che permette a medici specializzati in medicina estetica, di apprendere nuovi utilizzi delle più avveniristiche tecniche laser Dalle Guerre Stellari ai banchi dell’università, per imparare a diventare emuli dei protagonisti della nota saga di George Lucas e con cui permettere a medici specializzati in medicina estetica di risolvere anche i casi più difficili e delicati grazie alla più avveniristica tecnologia laser. Tutto questo è possibile con il primo corso di perfezionamento sulle tecnologie laser realizzato in Italia dal Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Morfologiche dell’Università degli Studi dell’Insubria in collaborazione con Quanta System, azienda italiana con sede a Solbiate Olona, appartenente al gruppo El.En. (Segmento Star di Borsa Italiana – ELN.MI), tra i più importanti produttori mondiali di laser medicali, industriali e scientifici.

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