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Posts Tagged ‘medicina rigenerativa’

Medicina rigenerativa applicata all’odontoiatria

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2020

Gemona del Friuli (Udine), 4 febbraio 2020 – La medicina rigenerativa, una nuovissima frontiera per Odontosalute, il network di presìdi odontoiatrici fondato a Gemona del Friuli (Udine). Si tratta di una nuova metodologia legata alla tendenza odierna: utilizzare i propri tessuti per curare. Se a un paziente, per esempio, viene diagnosticata la mancanza di tessuto osseo per impianti, il metodo PRF aiuta la ricostruzione ossea con le cellule derivanti dal medesimo organismo.«Guardiamo avanti – sottolinea il dottor Fabio Boscolo, fondatore dell’azienda e oggi amministratore delegato – perché segue con attenzione quanto offre la medicina rigenerativa. Grazie all’utilizzo di cellule prelevate dall’individuo e coltivate in laboratorio, è possibile ripristinare dal punto di vista strutturale e funzionale i tessuti danneggiati». Fondamentali, anche in ambito odontoiatrico, sono le cellule staminali: «Quelle della polpa dentale – precisa Boscolo – possono essere facilmente prelevate, processate e oggetto di crioconservazione, tanto nei denti decidui da latte quanto post estrazione di un dente sano adulto, in particolare di quelli del giudizio. Se privi di carie e infezioni, sono un prezioso “serbatoio” di cellule staminali mesenchimali simili a quelle rinvenibili nei denti da latte di un bambino. La loro conservazione potrebbe consentire in futuro di curare malattie parodontali e di rigenerare la polpa dentaria. Alcuni studi – aggiunge il fondatore di Odontosalute – hanno dimostrato che le staminali sanno riparare il tessuto periodontale, rigenerare un osso a seguito di un danno osteo-necrotico, recuperare lesioni cutanee, epatiche, neuronali, del tessuto muscolo-scheletrico e dei vasi sanguigni. Ciò vuol dire anche una qualità della vita molto più elevata per i pazienti che si sottopongono a trattamenti utilizzando questo sistema».Odontosalute, che ha mantenuto la sua sede legale a Gemona del Friuli (Udine), realtà panaeuropea che genera un fatturato di circa 40 milioni di euro. Dal 2017 nella compagine societaria ha fatto il suo ingresso Colosseum Dental Group, società controllata dalla svizzera Jacobs Holding AG, detenuta a sua volta dalla Jacobs Foundation. Una realtà, quella della nuova proprietà, con un giro di affari superiore a 250 milioni di euro e che gestisce oltre 150 cliniche in Norvegia, Svezia, Regno Unito, Svizzera, Italia e Danimarca.

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Medicina rigenerativa: si possono far crescere i reni?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Se fosse possibile la prima conseguenza sarebbe quella di contribuire a ridurre il carico sul welfare delle malattie renali, riducendo la pressione sulle liste dei trapianti di rene e per evitare trattamenti invasivi come la dialisi. Gli scienziati australiani sembrano convinti che questa soluzione è fattibile tanto che sono stati incrementati gli investimenti pubblici per la ricerca e non solo riguardo ai reni ma anche per altri organi del corpo umano. Si sostiene che “Nel 20° secolo, i progressi nell’immunizzazione erano una forza trainante per migliorare il benessere umano”, mentre “Nel 21° secolo, la nuova frontiera per la medicina sarà quella biologica, rigenerativa e genomica”. Senza dubbio un’iniezione di fiducia per il nostro futuro prossimo venturo per l’ingegneria genetica e non solo. (Servizio Fidest)

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Osteoartrite: una nuova medicina rigenerativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

osteoartriteL’osteoartrite è un processo degenerativo che interessa circa il 15% della popolazione mondiale e colpisce prevalentemente individui in età adulta oppure giovani che sollecitano in modo eccessivo le articolazioni come gli sportivi professionisti e gli obesi. L’artrosi all’anca e al ginocchio è considerata l’undicesima causa globale di disabilità in quanto il dolore articolare determina un handicap che condiziona le attività quotidiane dell’individuo con serie ripercussioni nell’ambito socio sanitario. Dati confermati da una recente metanalisi pubblicata su Plos One che ha preso in esame diversi studi clinici, che vanno tutti nella stessa direzione e confermano un miglioramento nei sintomi percepiti e misurati con tecniche di imaging diagnostico, con valori incoraggianti: miglioramento del 44% dei sintomi a 6 mesi, e 59% a 12 mesi (secondo la scala IKDC che prende in esame le attività svolte senza dolore, il numero di giorni con dolore nelle ultime 4 settimane, la severità dello stesso e la rigidità e il gonfiore). I trattamenti fino ad oggi utilizzati, come antinfiammatori (FANS), iniezioni intra-articolari di centrifugati di grasso, di gel piastrinico e acido ialuronico sono riusciti in minima parte a contrastare la sintomatologia, ma non certo ad intervenire nel processo degenerativo del tessuto cartilagineo. L’assunzione di farmaci, inoltre, ha portato un aumento delle patologie a carico dell’apparato gastrointestinale e cardiaco. L’osteoartrite è quindi di un problema di natura degenerativa che vede nella medicina rigenerativa, e quindi nelle cellule staminali, l’unico approccio sostenibile. Nello specifico, le cellule staminali che hanno la capacità di differenziarsi in condrociti sono quelle mesenchimali, la cui fonte elettiva è il tessuto adiposo perché è facile da prelevare ed è sempre disponibile.La capacità di differenziarsi in condrociti rende rigenerativa la terapia con le cellule staminali perché, una volta iniettate nei pressi della lesione, si differenziano in nuove cellule che rimpiazzano quelle obsolete o danneggiate rinnovando i tessuti.La svolta in questa direzione è stata segnata dalla pubblicazione del report dello studio ADIPOA, durato 54 mesi e finanziato dall’Unione Europea, con 12 centri europei di ortopedia riuniti in un consorzio coordinato dal Centro Universitario di Montpellier. Questo studio multicentrico, oltre a confermare la sicurezza e l’efficacia dell’uso di cellule staminali derivate dal tessuto adiposo ed espanse, nel trattamento dell’osteoartrite del ginocchio, ha anche definito il dosaggio ideale per una singola iniezione intra-articolare.Questo studio ha affermato indirettamente che l’uso del grasso in osteoartrite è privo di risultato a meno che non si proceda all’isolamento e coltura delle cellule staminali mesenchimali in esso contenute.Bioscience Institute, presso la cell factory di San Marino e Dubai, segue lo stesso protocollo di coltura usato nel corso dello studio ADIPOA e prevede un mini prelievo di grasso da circa 20 ml per ottenere circa 100 milioni di ADSC, divise in 10 provette da 10 milioni di cellule ciascuna, per altrettanti trattamenti da effettuarsi sullo stesso paziente (autologo). Disporre di 100 milioni di cellule crioconservate permette anche la ripetizione dei trattamenti nel tempo senza doversi sottoporre nuovamente al prelievo di grasso. La procedura beneficia quindi di tutte le evidenze di sicurezza ed efficacia che sono state espresse dallo studio finanziato dalla UE. A differenza delle colture di condrociti, utilizzate per due decadi ed indicate per persone giovani, le cellule staminali sono idonee a trattare con successo anche persone tra 80 e 90 anni.
L’osteoartrite è l’espressione del progressivo processo degenerativo che affligge le cartilagini e quindi, indirettamente, le articolazioni e loro funzionalità. I sintomi classici come dolore, rigidità articolare, tensione muscolare e instabilità, inducono il paziente all’immobilità nel tentativo di evitare il dolore con la conseguenza di produrre uno stato depressivo peggiorativo del quadro generale.
La progressione della malattia segue uno sviluppo parallelo all’invecchiamento dei condrociti, cellule che compongono la cartilagine e che si rigenerano difficilmente dopo i 50 anni oppure a seguito di danni da traumi. (foto: osteoartrite)

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Medicina rigenerativa: scienziati australiani sarebbero in grado di “crescere” i reni per i pazienti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2013

Federal Labor leader Kevin Rudd

Federal Labor leader Kevin Rudd (Photo credit: Wikipedia)

L’Australia si sta dimostrando un Paese da prendere da esempio per gli investimenti pubblici in ricerca. L’ultima notizia che Giovanni D’AGATA, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene opportuno riportare in tal senso per dimostrare come siano importante gli investimenti in ricerca per una nazione che punta allo sviluppo ed anche alla salute dei propri cittadini è quella apparsa in data di ieri secondo cui alcuni scienziati sarebbero in grado di far “crescere” i reni per pazienti a seguito di un piano del primo ministro Kevin Rudd per sviluppare la medicina rigenerativa in Australia.
Il premier Rudd illustrerà prossimamente a Brisbane, infatti, il suo piano affinchè ’Australia possa svolgere un ruolo di primo piano nella nuova frontiera della sanità e delle cure sanitarie nello sviluppo e nella commercializzazione della medicina rigenerativa, che sostiene o rigenera le cellule umane, tessuti o organi, dove annuncerà un fondo di investimento di ben 250 milioni di dollari australiani per incentivar scoperte nel campo della ricerca medica che possano partire dal laboratorio per arrivare al paziente. Il fondo di investimento includerà altri $ 125milioni che arriveranno dal settore privato. Nel caso dell’ “ingegneria” dei reni completamente generati per i pazienti, contribuirebbe a ridurre il carico sul welfare delle malattie renali, riducendo la pressione sulle liste dei trapianti di rene e per evitare trattamenti invasivi come la dialisi. Basti pensare che i costi stimati per il trattamento delle malattie renali allo stadio terminale nel decennio 2009-2020 è stimato in circa 12 miliardi di dollari australiani. Lo stesso Rudd ha sottolineato come “ Nel 20° secolo, i progressi nella immunizzazione erano una forza trainante per migliorare il benessere umano”, mentre “Nel 21° secolo, la nuova frontiera per la medicina sarà quella biologica, rigenerativa e genomica”.Mentre in Italia, peraltro si dibatte ampiamente e si perde prezioso tempo sui trattamenti a base di cellule staminali e si tagliano i fondi alla ricerca in Australia il premier incoraggia con uno sforzo economica pubblico notevole a sostegno della scienza e delle necessità degli scienziati con una visione a lungo termine perché convinto degli effetti positivi a lungo periodo sulla popolazione residente.

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Medicina rigenerativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Nuove prospettive si aprono per il futuro della medicina rigenerativa dei tessuti, grazie alla messa a punto di nuovi sistemi di coltura cellulare, capaci di influenzare specifici aspetti del comportamento delle cellule e riprodurli in laboratorio. Una strada sulla quale sono incamminati diversi team di ricerca nel mondo, che registra un passo avanti grazie ai ricercatori del progetto NanoScale, promosso da un consorzio multidisciplinare coordinato dal prof. Vincent Torre della SISSA di Trieste e costituito da cinque centri europei di eccellenza (SISSA, IOM-CNR – insediato in AREA Science Park -, ENS – Ecole Normale Supérieure di Parigi, NMI -Naturwissenschaftliches und Medizinisches Institut di Reutlingen e DTU – Technical University Denmark di Copenaghen) e da piccole imprese high-tech italiane e tedesche (Glance Vision Srl, Multi Channel Systems Gmbh, Promoscience srl di AREA Science Park ).
Partito nel 2008 e oggi in fase conclusiva, il progetto, finanziato dalla Commissione Europea con circa 3 milioni di euro, si è concentrato sull’influenza di substrati con geometrie definite a livello nanometrico sulla differenziazione in vitro di neuroni e la formazione di reti neurali, eventi e reazioni che avvengono alla scala di 1 Angstrom, ovvero un decimillesimo di micron. Grazie a una serie di nuovi nanodispositivi che integrano in un singolo chip molteplici funzioni proprie dell’attività di laboratorio (i cosiddetti Lab-On-Chip), nati dalla collaborazione tra scienziati e imprese industriali, si è riusciti a ottenere una migliore mappatura delle interazioni tra cellule e substrati. Gli esperimenti realizzati hanno dimostrato, in particolare, che, grazie all’uso di substrati con strutture a nanopillars (nanopilastri), si registra una maggiore e più rapida differenziazione delle cellule staminali in cellule neuronali rispetto a quanto avviene con substrati tradizionali.
Il dato saliente è che con questa tecnica è possibile ottenere la differenziazione cellulare in laboratorio senza l’utilizzo di agenti biochimici stimolanti, che comportano un rischio di proliferazione incontrollata, dunque di tumore, abbastanza elevato. E’ bene sottolineare che non si tratta di risultati definitivi, poiché restano ancora da chiarire pienamente i meccanismi genetici che influiscono sullo sviluppo cellulare indotto. Tuttavia, i diversi approcci tecnologici e metodologici ideati e sviluppati per gli esperimenti di NanoScale già prefigurano interessanti applicazioni in altri ambiti di ricerca. È per esempio il caso delle tecniche di nanofabbricazione (X-Ray litography e nanoimprinting) usate per imprimere specifiche ‘nanotrame’ sui substrati, nonché delle tecniche di nanoelettronica e microfluidica usate per la loro integrazione all’interno di un unico dispositivo. Questo know-how potrebbe portare alla produzione di vetrini con layout preconfigurati per favorire lo sviluppo di reti neuronali. Ancora più interessante potrebbe essere l’utilizzo di queste tecniche per creare arrays di microelettrodi per esperimenti di elettrofisiologia con una sorta di rivestimento superficiale permanente, capace di indirizzare i fenomeni cellulari descritti. A questi si aggiungono nuovi dispositivi di imaging 3D che consentono di vedere le interazioni tra cellule e substrati, oltre che innovativi modelli di analisi statistica della motilità cellulare. Questi metodi, oltre ad essere in fase di implementazione su una nuova piattaforma software open-source, sono stati già adottati da tre nuovi progetti di ricerca destinati a generare nuove conoscenze a partire dai risultati di NanoScale. (vincent)

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Spettacolo danza moderna

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Ancona 14 Luglio presso la Mole Vanvitelliana alle ore 21.30, all’interno del programma di eventi “Amo la mole”, dopo i successi ottenuti a Berlino, e nell’ambito del Progetto Europeo ISWA il Professor Franco Rustichelli ha prodotto insieme alla coreografa professionista Jadi Carboni lo spettacolo di danza moderna dal titolo “On the way to immortality” che sarà presentata ad Parigi e Mosca. La coreografia è ispirata dalle straordinarie potenzialità offerte dalle cellule staminali nel campo della medicina rigenerativa, per le loro grandi potenzialità e per la loro capacità di trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula fino alla rigenerazione di tessuti ed organi. Nella coreografia verrà presentata tra l’altro, la formazione delle molecole attraverso il gioco di aggregazione di atomi e quindi, attraverso dei movimenti stocastici, la formazione delle cellule staminali. Queste in una prima fase subiscono il processo di proliferazione (aumento di numero) ed in una seconda fase quello di differenziazione (trasformazione in cellule di tipo diverso) fino alla fase rigenerativa. Segue apoteosi finale.
Il Progetto Europeo ISWA, coordinato dall’Università Politecnica delle Marche, nella persona di Franco Rustichelli, ha lo scopo di utilizzare l’arte per comunicare emozioni collegate alla comprensione della natura e stimolare il pubblico a creare iniziative artistiche capaci di dimostrare le similitudini dei processi creativi associati alle produzioni artistiche e alle conoscenze scientifiche.

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Corso estivo facoltà bioetica

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Roma, 27 giugno 2011, alle 10.00 Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in via degli Aldobrandeschi 190. Il tema del corso, che si svolgerà dal 27 giugno al 9 luglio 2011, sarà “La bioetica quarant’anni dopo: tra l’esperienza del passato e le sfide future”. L’obiettivo è quello di ripercorrere la storia della bioetica attraverso le sue trasformazioni e il suo sviluppo nella società occidentale, fino alla sua dimensione ormai globale. Tra i vari temi che saranno trattati: la bioetica e i diritti umani, la nascita e lo sviluppo della biogiuridica, la biopolitica, la medicina rigenerativa, bioterrorismo e biosicurezza, l’interdisciplinarietà della bioetica, la bioetica nelle religioni, fede e ragione nella bioetica, il rapporto tra bioetica e deontologia medica, bioetica e mass media, bioetica e psicologia. Il corso si rivolge a tutte le persone interessate al mondo della bioetica, operatori nel campo della salute, docenti e laureati di tutte le professioni. Il programma completo si può leggere sul sito dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum:www.upra.org

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“Una riserva di staminali per tutti”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2011

Bologna 23 maggio 2011 ore 19.00-20.15 Hotel Savoia Regency via Pilastro 2. Grazie alla crioconservazione del grasso corporeo un piccolo prelievo di tessuto adiposo oggi vuol dire mettere in banca una riserva di giovinezza e salute per il futuro Ne parleranno il Prof. Stefano Grossi ed il chirurgo plastico Alessandro Gennai all’incontro organizzato da Cryo-Save La possibilità di prelevare cellule staminali adulte dal tessuto adiposo con un prelievo semplice e indolore apre nuove frontiere nei campi della medicina rigenerativa ed estetica. «Queste cellule sono una vera e propria riserva di giovinezza, ma anche, e soprattutto, una riserva di salute, perché le cellule staminali mesenchimali offrono la prospettiva di curare, in futuro, numerose patologie» spiegaAlessandro Gennai, socio dell’European Academy of Facial Plastic Surgery (Eafps) e fra i primi chirurghi in Italia ad appoggiarsi a una “banca delle staminali” e che interverrà all’incontro formativo organizzato da Cryo-Save Italia sulla conservazione delle cellule staminali. Nella chirurgia plastica, la tecnica di utilizzo del grasso è ben nota: «Da tempo si può asportare il grasso nelle zone dove ce n’è in eccesso per poi iniettarlo dove serve volume, in un’ottica di rimodellamento del corpo. Ma, mentre un tempo era necessario eseguire prelievo e innesto del grasso nello stesso intervento, adesso il tessuto adiposo può essere conservato e riutilizzato nel momento più opportuno, per futuri lipofilling e per trattamenti antiaging periodici», anticipa Gennai.

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Per riparare cuore e tessuti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Roma Campidoglio, 9 dicembre, ore 12, Sala dell’Arazzo si terrà la conferenza stampa ufficiale del Convegno che si terrà dal 9 all’11 dicembre 2009 concernente la First International Conference Regenerative Surgery. Interverranno Carlo Umberto Casciani, Presidente Onorario del Congresso, Valerio Cervelli, Presidente del Congresso, Achille Gaspari, Ordinario di Chirurgia Generale e direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche Facoltà di Medicina e Chirurgia “Tor Vergata”, Roma, Adolfo Panfili, Delegato del Sindaco Alemanno ai rapporti con le strutture sanitarie del territorio, Sergio Marchi, Assessore alla Mobilità del Comune di Roma. La medicina rigenerativa rappresenta una nuova disciplina, in forte espansione. Si basa sulla rigenerazione di tessuti ed organi danneggiati come possibile alternativa alla loro sostituzione. Come? Con l’utilizzo di cellule staminali adulte prelevate dall’organismo con una liposuzione e poi reimpiantate. Metodiche già in uso, reali ed applicate anche nel nostro Paese, in alcune strutture di eccellenza, fra cui Tor Vergata. E proprio a Roma, a Monte Porzio Catone. Un appuntamento scientifico di altissimo livello, a cui parteciperanno i massimi esperti mondiali, che vuole sottolineare il ruolo di leadership che l’Italia, in particolare la capitale, ricopre.

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