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La ripartenza della medicina estetica ha una data certa: il congresso di Agorà

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Milano, dal 15 al 17 ottobre. La Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico, uno degli appuntamenti di punta del settore, sta per aprire le sue porte a Milano in tutta sicurezza negli spazi di MICo. Sotto i riflettori ci saranno le ultime novità per ringiovanire volto e occhi senza bisturi, con risultati naturali, grazie agli iniettabili di nuova generazione, i filler “dinamici”. A presentare gli ultimi sviluppi in questo campo è Teoxane, l’azienda di Ginevra specializzata negli iniettabili a base di acido ialuronico, che presenta tre novità: una tecnica multi-layer “lift & contour” per il volto che combina due diversi filler, iniettati a due differentiprofondità; un protocollo per la ridensificazione dinamica che combina un biorivitallizzante con complesso dermo-ristrutturante e un filler; e un trattamento avanzato per l’area perioculare con un filler specifico per la correzione delle occhiaie.L’invecchiamento del viso si traduce a livello estetico in una perdita di armonizzazione dei volumi, che avviene a livello di diversi comparti adiposi. «La tecnica multi-layer consiste in un duplice trattamento – spiega la Dott.ssa Paola Molinari medico chirurgo – con due diversi filler iniettati a due diverse profondità, dalla doppia azione: sollevare (lift) e ridefinire (contour)».A livello pre-periosteo, nell’area di zigomi, mento e mandibola, si utilizza quindi il filler statico UltraDeep, che porta alla formazione di “piloni strutturali” di acido ialuronico a sostegno del tessuto. Nei comparti superficiali, a livello, dell’ipoderma, si interviene con il filler dinamico RHA 4, che rimodella le aree estese (malare e temporale) e i contorni del viso, per armonizzare i volumi superficiali e potenziare l’effetto lifting». La professionalità del medico è importantissima, perché deve rispettare l’architettura anatomica del viso e seguire un preciso ordine: prima la ricostruzione strutturale profonda che solleva il tessuto, quindi la correzione delle imperfezioni restanti. «Questa procedura – sottolinea il Prof. Giuseppe Sito, chirurgo estetico – amplifica e armonizza i risultati in un contesto dinamico, inoltre riduce le quantità di gel utilizzate e le possibili complicanze: il prodotto iniettato nei diversi comparti adiposi non migra, né si diffonde». Come funziona la bioridensificazione dinamica del volto – L’aging cutaneo è la somma di una quota genetica di invecchiamento (cronoaging) e di una legata invece, alle abitudini e agli stress esterni a cui è sottoposta la pelle (fotoaging). Come funziona il trattamento avanzato delle occhiaie – L’aspetto stanco e affaticato dello sguardo, dovuto soprattutto alle occhiaie, è una preoccupazione comune fra le donne dopo i trent’anni. «La chiave sta nella sua particolare visco-elasticità – spiega il Prof. Giuseppe Sito – che consente al gel di diffondersi al meglio e senza comprimere i fragili tessuti in cui viene iniettato, riducendo notevolmente il rischio di edemi. I risultati sono visibili immediatamente dopo l’iniezione e hanno una durata media stimata di 9-12 mesi»

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L’accademia di medicina di Torino riprende le sue riunioni periodiche

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Torino il 30 settembre alle ore 17.30, dopo una lunga pausa imposta dalla pandemia, l’Accademia riprende le sue riunioni periodiche di aggiornamento scientifico aperte a tutti, nell’aula magna di via Po 18, con possibilità di seguire a distanza la conferenza collegandosi al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it. “Le terapie cellulari” è il tema dell’incontro che, introdotto da Giovanni Camussi, professore di nefrologia dell’Università di Torino, verrà sviluppato da Benedetto Bruno, responsabile dell’Unità di trapianto di midollo del Reparto di Ematologia delle Molinette e da Franca Fagioli, Professoressa di Pediatria dell’Università di Torino e Direttore del Laboratorio del Centro Trapianti di Cellule staminali e Terapia Cellulare dell’Ospedale Regina Margherita. L’argomento trattato è molto innovativo in quanto le terapie cellulari si sono dimostrate in grado di offrire ottime opportunità terapeutiche in molti tumori, soprattutto del sangue, utilizzando preparazioni di cellule o di tessuti che, opportunamente manipolati in laboratorio, hanno mostrato una straordinaria efficacia.

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Luigi Notarangelo Visiting Professor al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Parma. Luigi Daniele Notarangelo, attualmente a capo del Laboratory of Clinical Immunology and Microbiology del National Institute of Health-NIH di Washington, riconosciuto internazionalmente come uno dei più importanti centri per la ricerca biomedica a livello mondiale, sarà Visiting Professor al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.
Notarangelo è tra i 20 Visiting Professor di elevata qualificazione scientifica, provenienti da 15 Paesi di 3 continenti, che l’Ateneo di Parma ha selezionato per tenere lezioni, sostenere l’attività di ricerca dei dottorandi e rafforzare le partnership e i progetti scientifici in corso, nel secondo semestre dell’anno accademico 2020-2021.Al Dipartimento di Medicina e Chirurgia Luigi Notarangelo terrà il corso Inborn Errors of Immunity-IEI. Con questa definizione si individuano un gruppo eterogeno di malattie genetiche che colpiscono lo sviluppo e/o il funzionamento del sistema immunitario. Nel corso verranno descritte le diverse forme di IEI, con un focus particolare sui difetti molecolari e cellulari, sulle manifestazioni cliniche, sui risultati delle ricerche di laboratorio e infine sui trattamenti proposti.Notarangelo, nato in Italia e laureato in Medicina all’Università di Pavia nel 1980, ha contribuito a scoprire le basi di diverse forme di Immunodeficienza Primaria ed è autore di più di 500 pubblicazioni scientifiche, la maggior parte delle quali hanno un focus sulla caratterizzazione delle basi molecolari e cellulari delle immunodeficienze primarie e sullo sviluppo di nuovi approcci terapeutici per queste malattie. Le sue pubblicazioni sono apparse su numerose riviste scientifiche internazionali, tra le quali Nature, Science, The Lancet, The New England Journal of Medicine, Nature Immunology, Journal of Clinical Investigation, JAMA, Blood, The Journal of Allergy and Clinical Immunology.

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Ad Alberobello quattro giorni di “Transizioni” tra medicina, etica e diritto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Alberobello (Ba) Trullo Sovrano da giovedì 10 a domenica 13 settembre. Gli incontri si svolgeranno ad Alberobello (BA) nello spazio antistante il Trullo Sovrano, casa museo risalente al XVIII secolo, a partire dalle ore 19.30. L’è gratuito e si potrà accedere iscrivendosi all’indirizzo: infotransizioni@gmail.com. Ad anticipare e per presentare “Transizioni”, martedì 8 settembre alle ore 19.00, nella terrazza Belvedere, tra i luoghi più suggestivi di Alberobello, si terrà la conferenza stampa con la presenza di alcuni dei relatori e delle autorità istituzionali. Le nuove frontiere della medicina e del diritto”, è un progetto ideato dall’avvocato Michele Ficco, con il coordinamento scientifico del Prof. Giorgio Assennato e del Prof. Nicola Colaianni, Avv. Claudia Sportelli, Avv. Stefano Maria Sisto e organizzato da Rosario Sportelli.Questa importante quattro giorni di riflessione nasce dall’idea di realizzare una serie di incontri di approfondimento su tematiche attuali di bioetica legate ai cambiamenti sociali, culturali, tecnologici e ambientali, al fine di favorire la promozione di una corretta informazione, che vada oltre i messaggi della comunicazione mass mediale, su questioni che inevitabilmente hanno grande impatto nelle nostre vite.L’importanza degli argomenti e la possibilità di approfondire aspetti, che non sempre sono di facile accessibilità, ha portato all’individuazione di aree tematiche che saranno alla base dei singoli incontri e alla scelta di esperti del settore e di testimoni che, con il loro contributo, aiuteranno a capire le conseguenze dei cambianti in atto e ad acquisire le conoscenze necessarie per vivere da cittadini responsabili le sfide etiche del nostro tempo. Tra le tematiche individuate “innovazione tecnologica, diritto e scienza”, “ambiente e tutela della salute”, “i trattamenti di fine vita” e “prevenzione e vaccinazione ai tempi del Covid-19”.
“Transizioni – Le nuove frontiere della medicina e del diritto” è stata realizzata grazie al sostegno del Comune di Alberobello, dell’Ordine degli Avvocati di Bari e dello sponsor unico Woom Italia, ente accreditato della Regione Puglia che si occupa di formazione, servizi per il lavoro e le aziende. L’evento è inoltre patrocinato dalla Regione Puglia, dall’Università degli Studi di Bari, dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bari, dalla Asl Bari e dall’Ordine degli Avvocati di Bari che ha accreditato gli incontri ai fini della formazione dei suoi iscritti.
Per garantire una maggiore fruizione sarà possibile seguire l’evento in diretta su Facebook, dalla pagina dedicata all’evento e in cross-posting su quelle dei partner.

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Coronavirus: Rafforzare medicina del territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

“In meno di quattro mesi il Coronavirus ha causato circa 35mila morti nel nostro Paese e oltre 800mila nel mondo. Il decesso di oltre 170 nostri colleghi medici, insufficientemente informati e protetti, è stato un dramma nel dramma che non deve più ripetersi”. Lo dichiara Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che evidenzia i tre fondamentali interventi necessari da attuare contro una recrudescenza della pandemia, elaborati in seguito all’analisi del ‘Documento del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità’ dell’11 agosto sugli elementi di preparazione e risposta al Covid-19 nella stagione autunno-invernale e del ‘Rapporto ISS Covid-19’ del 21 agosto sulle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS CoV 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia.Per arrivare preparati a una possibile recrudescenza del virus nei mesi autunnali, Ernesto Burgio, membro del gruppo di specialisti sul COVID-19 della SIPPS, evidenzia tre punti fondamentali:
1) DISPOSITIVI DIAGNOSTICI- “Bisognerà preparare nei prossimi mesi un numero adeguato di tamponi (almeno 30 milioni) con la possibilità di ottenere il risultato in 24/48 ore massimo. Sarà importantissimo – consiglia l’esperto – anche validare i test rapidi perché, se si confermasse una buona accuratezza, sarebbe possibile abbattere i costi e i tempi dei controlli”.
2) CORRIDOI ALTERNATIVI- “Predisporre percorsi obbligatori con aree sanitarie (deputate al Triage) esterne al sistema sanitario stesso e gestite da operatori adeguatamente protetti, informati e formati. Solo in questo modo si eviterà che il virus torni a diffondersi nelle strutture sanitarie pubbliche, private e nelle residenze sanitarie per anziani e disabili. Per questo è necessario gestire il caso sospetto in teleassistenza e telefonicamente fino al risultato del tampone. In caso di necessità di visita immediata – aggiunge Burgio – questa dovrà essere demandata alle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziali) o ad altro personale sanitario dedicato e formato. Per i casi moderato-gravi, avere la disponibilità di reparti e di ospedali COVID, anche se a oggi non utilizzati. Per le aree in cui non ci fossero reparti COVID, potrebbero essere facilmente adattati, con costi non esorbitanti, gli ospedali militari presenti in ogni provincia e regione e totalmente sottoutilizzati”.
3) DISPOSITIVI DI PROTEZIONE EFFICACI – “Dovranno essere distribuiti a tutti gli operatori sanitari. In particolare – fanno presente Di Mauro e Burgio – saranno necessari dispositivi sanitari di massima sicurezza per gli operatori di prima linea (solo inviando i primi possibili casi e i loro contatti nelle aree deputate al triage si eviterà la riattivazione delle catene di contagio e il diffondersi di casi con carica virale alta)”.
L’ultimo consiglio per una strategia efficace di contenimento dei contagi viene da Maria Carmen Verga, segretario nazionale SIPPS: “È urgente investire, quanto necessario, in prevenzione, protezione e messa in sicurezza dell’intero Sistema Sanitario, passaggio indispensabile per un ritorno della società, e in particolare della scuola, a condizioni di relativa normalità”.

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“Covid-19. Lezioni di medicina”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

E’ il titolo della 6° edizione del Festival della Scienza Medica di Bologna, che quest’anno si terrà in streaming e sarà interamente dedicato al tema pandemia, per discuterne sotto diversi profili, da quello più strettamente medico-scientifico alle ricadute sociali ed economiche, nonché per quanto riguarda le percezioni culturali dell’emergenza sanitaria.
Il Festival 2020, che ogni anno riunisce a Bologna scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel e i più riconosciuti esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, sarà interamente online allo scopo di prevenire possibili effetti della pandemia nel corso della stagione autunnale. Tutti gli eventi saranno trasmessi con cadenza settimanale dal 2 al 17 ottobre. Convegni, incontri e lezioni magistrali in live streaming faranno un provvisorio bilancio sul piano medico-sanitario, così come scientifico, economico, sociale, politico, per trarre dalla discussione indicazioni utili a migliorare i rapporti tra Scienza Medica e Società. Tra gli ospiti del Festival 2020 alcune delle più autorevoli voci in campo medico-scientifico, diventate note al grande pubblico anche per la loro inevitabile esposizione mediatica durante i mesi più critici della pandemia, a cominciare da Bruce Beutler, Premio Nobel per la Medicina nel 2011 per le sue scoperte sull’immunità contro i microbi e sul modo in cui l’organismo si difende naturalmente dagli attacchi esterni attraverso il sistema immunitario.Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, interverrà nell’evento di apertura di venerdì 2 ottobre alle ore 18; di Infettivologia e Clinica di Covid-19 parlerà Pierluigi Viale, infettivologo, Direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, che ha lanciato nel capoluogo emiliano un programma di ricerca per individuare precocemente i positivi perfino scovandoli nelle abitazioni. Al Festival anche Andrea Crisanti, Professore di Microbiologia all’Università di Padova e già docente di Parassitologia Molecolare all’Imperial College di Londra, che illustrerà l’esperimento di Vò Euganeo, epicentro del primo focolaio italiano, dove la popolazione del paese veneto è stata isolata e sottoposta a controlli periodici per tracciare la circolazione del virus: un esperimento che è diventato un modello per adeguare gli algoritmi matematici e trarre indicazioni per il contenimento e l’eliminazione dei contagi. Rino Rappuoli, Professore di Vaccines Research presso lo stesso Imperial College, spiegherà lo stato dell’arte della vaccinologia, quali strategie sono state utilizzate per sviluppare dei vaccini contro Covid-19 e quali avanzamenti per scienza dei vaccini ci possiamo aspettare dall’esperienza in corso. E ancora l’epidemiologo Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, che ricostruirà l’evoluzione epidemiologica di Covid-19 in Italia: la sua è la prospettiva più completa in quanto ha guidato la raccolta e l’analisi dei dati sulla circolazione del virus e sull’impatto delle misure adottate dal governo per ridurre i contagi e mettere sotto controllo l’epidemia. Il Festival sarà un’occasione per opportunamente ascoltare una voce poco allineata come quella di John Ioannidis, epidemiologo statunitense che ha anche attirato critiche a seguito delle sue osservazioni sui numeri ufficiali della pandemia, a suo avviso non del tutto credibili e responsabili di una percezione falsata della gravità della situazione: il suo intervento tratterà di “Modelli e prove”.

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“Narrarsi ai tempi del Covid-19”: parte il nuovo progetto di medicina narrativa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Il distanziamento sociale non è una condizione del tutto nuova per i malati di Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), spesso costretti a non uscire di casa per la fatica a respirare o a rallentare il passo quando camminano. Ma la pandemia ha portato con sé nuove paure, legate soprattutto al timore di contrarre una patologia grave che può affliggere anche i polmoni come il Covid-19, in una situazione di preesistente declino della capacità respiratoria dovuto alla malattia di base.Con l’obiettivo di comprendere i vissuti delle persone affette da BPCO ai tempi del Covid-19 e le ricadute della malattia a livello psico-fisico e relazionale, è partito il nuovo progetto di medicina narrativa “Narrarsi ai tempi del Covid-19”, realizzato da Fondazione ISTUD in collaborazione con Chiesi Italia, la filiale italiana del gruppo Chiesi, azienda impegnata nella ricerca scientifica, principalmente nell’area delle malattie respiratorie. Un invito a raccontare le esperienze personali legate a BPCO e Covid-19 dal punto di vista dei pazienti, ma anche di chi si prende cura di loro, familiari e professionisti sanitari (pneumologi e medici di medicina generale).Il progetto prevede di raccogliere online (www.medicinanarrativa.eu/narrarsi-covid-19) 150 narrazioni, analizzarle e documentare in un report conclusivo i principali dati qualitativi espressi dalla diretta voce dei protagonisti, anche al fine di capire quali azioni possono essere implementate per aiutarli al meglio in questa situazione di stravolgimento delle certezze quotidiane.Nella realizzazione della ricerca partecipano professionisti provenienti dalle società scientifiche impegnate nel campo della pneumologia (AIPO, SIP) e della medicina generale (SIMG, FIMMG). Il progetto è inoltre sostenuto dalle Associazioni dei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche (Associazione Italiana Pazienti BPCO, FederAsma e Allergie ODV).
Il lancio dell’iniziativa si accompagna alla pubblicazione del Manuale “BPCO istruzioni per l’uso”, creato appositamente per le persone con BPCO e per i loro familiari, con l’intento di fornire un insieme di buone pratiche per la corretta gestione della BPCO (a partire da stili di vita e assunzione regolare della terapia), informazioni utili e scientificamente validate sul Covid-19 e suggerimenti per convivere con questa nuova “normalità” in maniera più sicura, tutelando la propria salute e quella dei propri cari. Il Manuale, di facile consultazione e arricchito di immagini ispirate alla quotidianità, affronta anche gli aspetti psicologici, spesso trascurati, che si accompagnano al vivere quotidiano con una malattia respiratoria cronica.Il Manuale potrà essere scaricato dal sito http://www.medicinanarrativa.eu/manuale-bpco-covid, dai siti delle Associazioni pazienti – http://www.pazientibpco.it e http://www.federasmaeallergie.org/sitoFA/ – e dai siti di tutte le Associazioni che desidereranno metterlo a disposizione. L’obiettivo è che il Manuale possa raggiungere tutte le persone con BPCO e i loro nuclei familiari.La pubblicazione è realizzata con il patrocinio delle Associazioni dei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, Associazione Italiana Pazienti BPCO e FederAsma e Allergie ODV.“Siamo entusiasti di aver collaborato a questo nuovo progetto di medicina narrativa rivolto ai pazienti affetti da BPCO, ma anche ai loro familiari e alla classe medica, parimenti coinvolti nell’esperienza della malattia durante la pandemia, che conferma il nostro impegno nell’area respiratoria – dichiara Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia. Un impegno che parte dalla ricerca, per offrire terapie più efficaci e modalità di somministrazione semplificate per favorire l’aderenza alla terapia, e si affianca all’ascolto costante dei bisogni dei pazienti, tra i quali la corretta informazione rappresenta un elemento di cruciale importanza per affrontare e gestire al meglio la BPCO nella quotidianità, anche ai tempi del Coronavirus”.“È impensabile continuare ad utilizzare i dati delle narrazioni raccolti prima del Covid-19, elemento turbativo che ha sconvolto e traumatizzato le vite dei cittadini, dei pazienti e dei professionisti sanitari” – spiega Maria Giulia Marini, Direttore dell’Innovazione Area Sanità e Salute ISTUD. A maggior ragione questo vale per le persone con BPCO che, prima dell’“Era Covid”, venivano incentivate ad una vita attiva fuori casa e a cui ora vien chiesto di proteggersi rimanendo a casa il più possibile e delegando ad altri le commissioni quotidiane. È importante invece arrivare ad un punto di equilibrio tra la protezione di sé all’aria aperta, dove peraltro c’è minor rischio infettivo, e lo stare dentro le mura domestiche. Ma saranno loro, i pazienti e i loro congiunti, che ci racconteranno come hanno vissuto il lockdown e la riapertura, ed i medici che ci diranno come hanno fronteggiato l’emergenza e riorganizzato i loro luoghi di cura. Da questa ricerca cerchiamo tutte le buone pratiche che possano mettere al sicuro le persone con BPCO rendendole comunque serene nella loro vita di tutti i giorni”.

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Medicina territoriale, Usca senza lavoro. Ecco cosa non funziona

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Scudo legale Covid, cresce pressing per introdurlo. L’avvocato: serve ad aziende e manager più che ai medici. Sono state uno dei principali cambiamenti nella medicina territoriale italiana dopo 42 anni. Sono entrate nelle case dei pazienti sospetti Covid a fare i tamponi e a trarre indicazioni per i dipartimenti di prevenzione Asl e i medici di famiglia. Infine, sono state oggetto nel decreto rilancio, di un finanziamento complessivo da oltre 1 miliardo. Oggi le Unità speciali di continuità assistenziale, le “Usca”, sono un po’ in sofferenza. Non solo perché ogni regione ne ha deciso le componenti in modo differente (chi soli medici di medicina generale, chi di varia estrazione, chi medici più infermieri) ma perché con l’attenuarsi della pandemia lavorano poco. In attesa di sapere se lo stato di emergenza sarà prolungato, il decreto rilancio ha aggiunto il carico da novanta: nelle Usca composte anche da infermieri questi ultimi hanno la chance di essere assunti come “infermieri di famiglia e comunità” nel distretto Asl; il collega medico, se non è in alto nelle graduatorie della medicina generale, rischia di sentirsi dire “arrivederci e grazie”. O al più, può far valere il periodo lavorato entro il 31 dicembre di quest’anno per ammonticchiare i 3 anni di ingaggio nel servizio sanitario utili a farlo accedere ai concorsi per la stabilizzazione. D’altra parte, dove il virus non corre le Asl iniziano a fare i conti e qualche manager potrebbe pensare di star buttando via quattrini, i medici Usca – che dovrebbero essere due per turno in una sede ogni 50 mila abitanti operativa 7 giorni su 7 – prendono per legge 40 euro/ora per 24 ore settimanali massime, e possono portare a casa 3600 euro lordi al mese. Esperienza da chiudere come una parentesi? «Nelle Marche, non mi pare proprio che i colleghi Usca siano inoperosi», ribatte Massimo Magi segretario Fimmg Marche, uno dei primi a lavorare a questo istituto, nella fattispecie comprensivo di medici ed infermieri. «Pur nel calo di diffusione del virus, stanno praticando i tamponi a tempo pieno, finalmente a un numero ampio di soggetti, e lavorano spesso al di sopra delle proprie possibilità, anche su cittadini extracomunitari e provenienti da fuori area Schengen. Visto l’andamento della crisi nel mondo, non mi sentirei di dire che l’esperienza sia sul punto di terminare. Bisogna vedere che cosa succederà a ottobre, con la riapertura delle scuole». Il vero problema «è che le Usca sono esterne alla medicina generale, non sono articolazioni delle nostre aggregazioni funzionali territoriali come invece dovrebbero essere. In alcune regioni sono state pensate come addentellato del Servizio di igiene e prevenzione dell’Asl o dell’ospedale. Il decreto 34 (rilancio) ne parla un po’ con la logica dei sylos, favorendo la frammentazione dell’assistenza territoriale. Diventa problematico rivendicarne una collaborazione stretta, non mediata, con l’assistenza primaria. Tra l’altro – aggiunge Magi – alle Usca sono stati assegnati non solo medici tirocinanti del corso di formazione in medicina generale, ma pure neolaureati con obiettivi personali vari. Il reale “movente” dell’Usca, in un contesto di scarsità dei presidi territoriali, sembra essere stato quello di concentrare i DPI in nuclei operativi da destinare all’assistenza domiciliare dei pazienti Covid e dei contatti stretti, mentre in parallelo procedevano continuità assistenziale ed assistenza primaria per il resto della popolazione. Ora il contesto è in parte cambiato e si evidenzia come solo nel contatto con la medicina generale e nella rete territoriale queste risorse siano impiegate in modo ottimale. Nelle Marche abbiamo molti medici del tirocinio e qualche medico “senior” che li coordina e fa da raccordo con l’assistenza primaria. Abbiamo il polso dei focolai del virus e possiamo gestire l’apprendimento pratico dei colleghi del triennio, assegnando crediti per la pratica. In altre regioni, talora, la scelta dei team non è stata altrettanto accurata, o si è addentellata l’Usca al Sisp dell’Asl, o si è creato un meccanismo “diffuso”, come nel Lazio, dove ogni singolo medico di assistenza primaria può indirizzare l’Usca. In ogni caso non si può pensare di potenziare il territorio con logiche della dipendenza, e con medici che vogliono diventare ospedalieri e sono ingaggiati per stare a contatto con dipendenti e non con i convenzionati. Questa è la logica da rigettare, se in autunno vorremo controllare l’evoluzione della pandemia le reti territoriali devono funzionare in accordo tra loro». (by Mauro Miserendino – fonte doctor33)

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Primo master in medicina ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

Grazie alla partnership tra la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e l’Università degli Studi Niccolò Cusano – leader nella didattica telematica – partirà il 1° agosto 2020 il primo Master di II livello in “Medicina Ambientale”, novità assoluta nel panorama formativo nazionale, aperto non solo a medici ma anche a laureati in discipline scientifiche, ingegneristiche, statistiche, economiche, giuridiche e umanistiche.“La Medicina Ambientale è una visione interdisciplinare delle conoscenze e dei saperi che mira a definire i determinanti ambientali della salute umana in funzione della prevenzione primaria di numerose malattie o condizioni che possono riconoscere cause o concause negli ambienti di vita o di lavoro” – spiega il professore Alessandro Miani, Presidente SIMA -. L’ambiente può essere un fattore di rischio e incidere sulla nostra salute in modo decisivo. Questo accade perché l’uomo ha un impatto (drastico) sulla natura: disboscamento, scarichi industriali, uso indiscriminato di pesticidi, ecc. La medicina ambientale ha il compito di identificare e studiare i fattori di rischio ambientali per la salute umana in chiave preventiva, ricercando soluzioni proprio nell’ambiente e attuando protocolli di intervento specifici e interdisciplinari”.
Il Master avrà inizio il 1° agosto 2020 e si svolgerà in modalità e-learning con piattaforma accessibile 24h/24h in modo da consentire un approccio flessibile allo studio. In piattaforma lo studente avrà accesso a lezioni video, materiale didattico, eventuali test di verifica predisposti dal docente. Il corso sarà inoltre arricchito da seminari in presenza/webinar, dove saranno affrontati differenti case studies di attualità, presentando problematiche e possibili soluzioni basate sull’innovazione tecnologica e la sostenibilità.Per iscriversi è necessario aver conseguito un titolo di Laurea quadriennale, quinquennale, specialistica o magistrale in una delle seguenti facoltà universitarie: Medicina e Chirurgia, Biologia, Biotecnologie, Farmacia, CTF, Economia, Filosofia, Giurisprudenza, Informatica, Ingegneria, Psicologia, Scienze della Comunicazione, Scienze Politiche, Sociologia.
Qualora si possieda un titolo di Laurea diverso – sempre quadriennale, quinquennale, specialistica o magistrale – è possibile iscriversi al Master dimostrando di avere almeno 3 anni di qualificata attività amministrativa in Aziende Sanitarie o Enti pubblici di media o grande dimensione. L’iscrizione al Master è, ad ogni modo, incompatibile con altre iscrizioni a Corsi di laurea, Master, Corsi di perfezionamento, Scuole di specializzazione e Dottorati.

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“Obbligatorio finanziare la medicina territoriale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

“A quanto leggo sui piccoli focolai scoppiati nel mantovano l’ATS è intervenuta tempestivamente e sta facendo il possibile per circoscriverli. Al momento le notizie sembrano rassicuranti.Più in generale questi casi, indicano che è assolutamente necessario ritornare a investire e finanziare la medicina territoriale. Lavorare in ambito locale con controlli diffusi, l’informazione della popolazione e lo screening sanitario di massa può limitare un virus che purtroppo è ancora attivo e presenteLa Regione Lombardia, che sulla medicina del territorio si è mossa in ritardo, ha l’obbligo di continuare a mantenere altissima l’attenzione e va diffusa la consapevolezza e la necessità di ampliare il numero di tamponi e i controlli. Più volte ho chiesto, con atti formali, interrogazioni e sollecitazioni scritte, di potenziare a Mantova le USCA, le unità di continuità assistenziale che entrano in gioco proprio per lo screening della popolazione. Mi auguro di essere ascoltato: gli strumenti di difesa e prevenzione devono essere rafforzati; non è il momento di abbassare la guardia”, così Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del M5S Lombardia, sui focolai COVID nei macelli di Mantova.

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Lombardia: potenziare medicina del territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Mettere subito gli ambulatori specialistici territoriali della Lombardia in condizione di riaprire e riprendere la loro normale attività di presa in carico di pazienti cronici e di attività diagnostica, anche attraverso un aumento delle ore degli specialisti convenzionati interni del territorio. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19 nella Regione Lombardia” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità all’Assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.«Le norme che devono garantire il mantenimento delle norme di sicurezza complicheranno ulteriormente le liste d’attesa, quindi occorre aumentare l’offerta della specialistica dove possibile e incentivare nei controlli l’uso della medicina e del teleconsulto. Anche quella di aumentare le ore degli specialisti ove possibile rappresenta una soluzione possibile» dichiara Antonio Magi, Segretario Generale SUMAI Assoprof.Tra le maggiori criticità denunciate dal Board, quelle delle prime diagnosi ferme per tre mesi, che nel caso di molte patologie sono la finestra di opportunità per un’efficace presa in carico del paziente, come nel caso della reumatologia. Nell’ambito della BPCO e dell’asma si è riscontrato un significativo calo dell’aderenza alla terapia. Rallentata anche l’oftalmologia, che in Lombardia vede effettuare 250mila interventi di cataratta ogni anno.Tra le proposte chiave dei medici il rafforzamento del numero di specialisti convenzionati interni negli ambulatori e l’aumento delle ore di incarico per quelli già in servizio e la valorizzazione del lavoro multidisciplinare, e della telemedicina e del telemonitoraggio che può essere uno strumento importante. Il Board ha chiesto un rafforzamento del rapporto tra centri ospedalieri, poliambulatori specialistici territoriali e medicina generale, ovvero di puntare sull’integrazione e il ricongiungimento del dato tra medicina del territorio (medicina generale e specialistica ambulatoriale) e specialistica ospedaliera. Si chiede di investire risorse economiche nell’ampliare gli organici sia dei medici di medicina generale che degli ospedalieri, di ricondurre i diabetologi nei loro reparti, di emanare linee guida uniformi nel territorio lombardo sul teleconsulto che pure non deve sostituire il rapporto medico-paziente.In merito alle linee guida sulle RSA emanate dalla regione Lombardia i pazienti chiedono «un’accelerazione, affinché gli ospiti delle strutture possano tornare a rivedere al più presto i loro familiari. Le RSA devono riprendere in sicurezza la loro funzione essenziale di risposta ai bisogni di LTC, continuando a dare un sostegno concreto non solo alla popolazione anziana non autosufficiente della Lombardia ma anche alle famiglie» prosegue Messina.Oggi il tema di come gestire le liste d’attesa è in cima alle tante nostre priorità. Sarà necessario sburocratizzare la sanità, valorizzare la telemedicina e concentrare gli sforzi nel preservare e tutelare i più fragili. Saranno inoltre presto necessarie vaccinazioni massive per gli over 65 e a tal fine i centri anziani potrebbero essere un luogo di elezione per campagne di vaccinazioni ampie, oltre alle tradizionali sedi già coinvolte. Senior Italia potrebbe avere un ruolo in questa misura di sanità pubblica assieme al mondo medico-scientifico che lavora al suo fianco.»

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Accademia di Medicina di Torino e la gestione della pandemia da COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

L’Accademia di Medicina di Torino venne chiamata più volte nella sua secolare storia a fungere da consulente per i temi sanitari e di salute pubblica dello Stato, ed anche in occasione della pandemia da coronavirus, evento drammatico che ha sorpreso i sistemi sanitari di tutto il mondo, si è interrogata su quale potesse essere il suo modesto contributo. A tal fine, è stato richiesto ai Colleghi di manifestare liberamente opinioni, proposte, criticità e progetti, dalla sintesi dei quali, pubblicati sul sito dell’Accademia
(www.accademiadimedicina.unito.it) è scaturito questo documento, articolato in 10 punti che si vuole indirizzare con pacatezza, trasparenza e spirito costruttivo agli operatori sanitari, agli amministratori pubblici ed all’opinione pubblica, con l’auspicio sia di contribuire a contrastare con maggiore efficacia future e non improbabili pandemie, sia di suggerire provvedimenti atti a migliorare il livello del SSN che in questa occasione ha mostrato evidenti criticità.
1) Il rispetto delle norme igienico-comportamentali Non c’è dubbio che tutti i cittadini debbano abituarsi a rispettare, anche in futuro, le norme igienico-comportamentali necessarie per ostacolare la diffusione delle infezioni (prevenzione primaria), consistenti nell’evitare quanto più possibile di frequentare luoghi affollati, nell’igiene personale, nella frequente sanificazione delle
mani e nel distanziamento sociale, ma anche nell’osservare scrupolosamente le indicazioni sull’isolamento sociale e sulla quarantena (prevenzione secondaria), ricordando che le mascherine rappresentano l’integrazione necessaria (e non accessoria) utile a tutti (non solo al contagiato per non contagiare)
2) Dovrebbe essere attribuita una maggiore importanza all’adozione di stili di vita virtuosi, ed in particolare ai benefici della corretta alimentazione, dell’attività fisica sistematica e dell’astensione dal fumo, che sono gli elementi fondamentali per il mantenimento della salute.
3) Il possibile ruolo protettivo della vitamina D sull’infezione da COVID-19, avanzato nel documento diffuso dall’Accademia di Medicina e dall’Università di Torino e redatto allo scopo di stimolare i ricercatori ad approfondire questo specifico aspetto di prevenzione, ha riscossoun’ampia risonanza internazionale ed ha innescato un ampio dibattito scientifico.
4) La necessità di percorsi condivisi E’ stata distintamente percepita la carenza di chiare e formali indicazioni in ordine alla gestione diagnostica e terapeutica della pandemia: sarebbe stato auspicabile venissero emanati specifici protocolli, sia di carattere generale, sia in relazione a particolari condizioni (la gravidanza, il trattamento dialitico, la malnutrizione, l’età avanzata, la demenza, la trombofilia, la presenza di neoplasie, il genere dei pazienti, considerando la netta prevalenza dei maschi, ecc), conformemente a quanto suggerito dalle Società scientifiche, volti a salvaguardare i cittadini dai rischi dell’infezione; in particolare, dobbiamo richiamare l’attenzione:
a) Sull’inderogabilità di attivare una rete di laboratori qualificati ed efficienti, in grado di effettuare un numero adeguato di tamponi e di test sierologici, soprattutto nelle categorie a rischio
b) Sull’estrema necessità di fornire indicazioni terapeutiche condivise, ricordando che la complessità della malattia richiede l’apporto culturale ed operativo, oltre che di virologi, epidemiologi e pneumologi, anche di altri specialisti (internisti, geriatri, esperti di coagulazione,cardiologi, nefrologi, reumatologi, immunologi, psicologi ecc): la rapidità con cui la pandemia si è sviluppata e le lacunose e tardive informazioni che sono pervenute dai Paesi in cui essa si era in un primo tempo manifestata, non hanno consentito di far giungere ai medici in prima linea precise indicazioni terapeutiche, che si sono dapprima limitate al supporto ventilatorio, per poi consigliare l’uso di farmaci di scarsa o dubbia efficacia come l’idrossiclorochina, ma anche di antivirali e di eparina a dosaggi variabili, senza una sostanziale evidenza scientifica, in quanto dedotte da studi condotti su pochi pazienti, eterogenei per età e in diversi stadi di malattia.
5) La rivalutazione della Medicina territoriale Un punto di estrema criticità è certamente quello della gestione della medicina territoriale, che avrebbe dovuto fungere da efficace filtro in questa drammatica circostanza, coordinando meglio il cruciale ruolo dei Medici di Medicina Generale con le strutture ospedaliere, che peraltro hanno retto bene alla poderosa onda d’urto.
6) La politica e la gestione della Sanità Al di là di eventuali singole responsabilità che gli organi competenti avranno modo di accertare, e degli errori che possono essere stati commessi,certamente in buona fede, dobbiamo auspicare che subentri nella politica e in tutti i gestori della sanità pubblica la consapevolezza di delineare strategie che vadano oltre l’emergenza e che si
concretizzino in atti programmatori e gestionali duraturi nel tempo, con attenzione non solo allesingole patologie, ma al malato nella sua complessità, abdicando al mito del risparmio sulle risorse.
7) Gestione malaccorta della pandemia In generale, si è percepita in molte realtà una gestione approssimativa della pandemia: i richiami agli operatori a non indossare le mascherine per non allarmare i pazienti, la primitiva indicazione ai pazienti di non ricoverarsi in ospedale, la scarsa disponibilità di dispositivi di protezione, l’inopinata norma di non eseguire riscontri autoptici,
l’insufficiente numero di tamponi, sono solo alcuni dei fattori che hanno favorito la diffusione del contagio.
8) Un punto critico consiste nella necessità di sburocratizzare il sistema abolendo norme anacronistiche e spesso punitive per i pazienti, non di rado costretti a faticosi ed inutili percorsi amministrativi.
9) Un problema molto importante è quello della gestione delle informazioni che le Istituzioni hanno fornito all’opinione pubblica, non di rado frastornata da notizie contraddittorie, carenti, scoordinate e senza garanzia delle fonti. La trasparenza degli
obiettivi può consentire ai cittadini di condividere o dissentire consapevolmente, senza affidarsi a suggerimenti improvvisati che spesso alimentano false e pericolose illusioni.
a) La crisi attuale è stata innescata da una malattia infettiva, ma può essere considerata la conseguenza di politiche socio sanitarie perseguite negli ultimi decenni che non hanno sufficientemente valorizzato il territorio.
b) Sia necessario un maggiore rispetto ed un più adeguato controllo delle norme in tema di sicurezza sul lavoro
c) La focalizzazione prevalente della programmazione sanitaria sul contenimento delle spesa ha determinato la necessità di investire ora grandi risorse nell’emergenza e ha provocato danni e costi di portata enorme all’economia generale del Paese.
d) Va rivisto il modello di assistenza delle malattie croniche, ponendo il paziente veramente al centro di processi utili al mantenimento della sua salute, con maggiore attenzione alla prevenzione delle malattie, al rispetto dei criteri di equità e di universalità, e non considerandolo oggetto di un sistema che ha prodotto consumismo sanitario con prestazioni diagnostiche o terapie non sempre appropriate
e) Occorre rivalutare e sostenere la ricerca scientifica in campo medico, vera risorsa per il Paese.
by Giancarlo Isaia Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino (testo proposto in sintesi, quello integrale è accessibile tramite Accademia Medicina UniTo)

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Meno docenti per i corsi di laurea in Scienze Infermieristiche

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Fa discutere la decisione del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, attraverso il D.M. 82/2020, di ridurre il corpo insegnante deputato alla formazione della professione infermieristica: il decreto riduce il numero minimo di docenti dei corsi di laurea in Scienze Infermieristiche da 5 a 3, mentre per i docenti a tempo indeterminato si passerebbe da 3 a 1. La doppia disposizione, che pone una deroga al D.M. 7 gennaio 2019 in materia di docenti di riferimento dei corsi di studio universitari, produrrebbe l’effetto di eliminare dei docenti infermieri per fare subentrare dei medici ospedalieri. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende come si possa chiedere a dei professionisti non specializzati di potersi sostituire chi, come gli infermieri, detiene le massime conoscenze e competenze in materia, peraltro in alta percentuale dopo avere conseguito una laurea magistrale e non di rado il dottorato di ricerca”. Fioccano le polemiche per la parte del D.M. 82/2020 che dà “la possibilità, per gli Atenei, di compensare la riduzione di docenti universitari di riferimento di cui al comma 1, con l’individuazione di almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica”. Se passasse questa operazione, in un colpo solo si andrebbe a ledere l’autonomia delle scienze infermieristiche e di chi è titolato a trasmettere la professione a chi si avvicina a essa. Invece di valorizzare i docenti universitari infermieri, in possesso di laurea magistrale, spesso anche di dottorato di ricerca e abilitazione scientifica nazionale, dando loro l’opportunità di insegnare in corsi di studio accreditati per l’accesso ala professione Infermieristica, si intende in questo modo approvare una norma sbagliata in partenza: si promuove la conoscenza globale a discapito di quella specifica.

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Al lavoro per i test di medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

Quest’anno saranno 13.500 i posti disponibili per le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle università pubbliche italiane (+ 17% rispetto allo scorso anno), ma si stima che il 1°settembre, data fissata dal MIUR, si presenteranno al test ben 70mila future matricole. Il numero di esclusi è altissimo e per questo molti aspiranti medici guardano all’estero, dove le università offrono percorsi didattici basati in gran parte sulla pratica, lo studio in lingua inglese, il confronto con modalità didattiche innovative e maggiori opportunità di carriera. L’esperienza internazionale fa anche spiccare il volo alle carriere: in media la retribuzione lievita del 40%, le prospettive di occupazione sono maggiori e il mercato di riferimento è più stimolante.Questo è ciò che sostiene Medicor Tutor a fronte di 6 anni di attività in Italia a fianco di più di 1.000 studenti che hanno scelto di studiare Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia presso università di prim’ordine in Europa.

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Dai ricchi più ricchi ai poveri più poveri, dalla medicina al sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

Finché ci faremo condizionare da queste posizioni divergenti, non si potrà assicurare al genere umano, nonostante i progressi della medicina, un avvenire sicuro e, ovviamente, in buona salute. È un aspetto che, per quanto mi appare ovvio e persino superfluo doverlo ribattere, va di continuo sottolineato proprio perché una larga fetta della classe dirigente dei paesi più evoluti si lascia facilmente sedurre dalle sirene dei facili profitti e sovente si finge d’ignorare che qualcuno alla fine debba pagarne il prezzo in vite umane. L’assistenza sanitaria, e la prevenzione che si collega, dovrebbe, per contro, avere la precedenza, su ogni altro progetto umano. Non vi è dubbio, infatti, che il mantenimento dello stato di salute in condizioni ottimali resti la risposta più adeguata per assicurare alle future generazioni un avvenire più tranquillo. È una scelta di campo ovvia per quanto diamo l’impressione che non sia del tutto scontata con i nostri comportamenti contraddittori. Il pianeta terra ha molte risorse ed anche una grande capacità di recupero ma occorre tempo perché le ferite che le provochiamo possano rimarginarsi. Prudenza vorrebbe che non ci lasciassimo sedurre del “tutto e subito” e coltivassimo il nostro campicello dei desideri cum grano salis.
Sull’origine della vita sulla terra e sul destino che potrà esserci, in un futuro più o meno lontano, noi possiamo formulare solo delle ipotesi e non di sicuro delle certezze. Tra queste formulazioni vi potrà essere quella che è la più plausibile per il nostro punto di vista e per le conoscenze scientifiche che disponiamo, ma non è detto che questo punto di vantaggio costituisca un titolo per porre fine la disputa e appagarci. Tutt’altro.
Analisi e psicanalisi, psicosintesi e sinderesi, ritrovano i nostri atti distribuiti non soltanto lungo il pentagramma classico attraverso cui si modula, per varie frequenze, la moralità; trovano note, elementi, frammenti al di qua e di là dalle righe.
Scopriamo in tal modo che la nostra libertà reale subisce una serie di vincoli, tanto più complessi quanto più scendiamo nei livelli della corporeità o della natura cosmo logicamente intesa. Nel medesimo tempo scopriamo che la nostra libertà si fa tanto più consapevole quanto più ci avviciniamo alle alte frequenze dello spirito: come disse Aurelio Agostino in quel suo famoso aforisma “ama et fac quod vis”. Dobbiamo, quindi, credere per ritagliarci un futuro migliore e sapere da esso trarre il giusto insegnamento che ci fa distinguere il caduco dall’eterno. Molte speranze sono state riposte associando il progresso ottenuto, in questi ultimi anni, alla svolta temporale che ci offre il giro di boa del ventesimo secolo introducendoci nel ventunesimo. Non si tratta, ovviamente, di una questione per la quale gli esseri umani potevano soprassedere nel secolo decorso, ma è reso urgente nell’attuale. Il problema che si prospetta è un altro.
Noi, troppo a lungo, abbiamo esitato nel riservare l’attenzione necessaria alla tutela della salute individuale e collettiva. L’errore più grave è che abbiamo alterato la scala dei valori, dando priorità ai succedanei, e non a quelli veri e autentici. Ci siamo avvitati intorno alle logiche del consumismo e ai suoi apparentamenti più coinvolgenti, ma anche più precari. Abbiamo trasformato l’essere umano in una macchina per fare soldi, per ottenere una posizione di prestigio nel mondo, per avere successo, per dominare e abbiamo, nonostante tutto, fatto finta di non accorgerci che è stato pagato un prezzo che, per quanto riguarda i diretti interessati, non si è rivelato subito ma che si è espresso con maggiore rapidità ed anche visibilità in quella parte dei nostri simili che abbiamo considerato, con non poca arroganza, dei perdenti. La salute è stata uno dei punti più deboli del nostro modello di società. Si è arrivati al punto da non volerla assicurare a chi non ha la possibilità di pagarla lautamente. Pensiamo al sistema sanitario esistente negli U.S.A. (Riccardo Alfonso)

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Lettera Accademia medicina Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Riceviamo e pubblichiamo: “L’Accademia di Medicina di Torino è stata chiamata più volte nella sua secolare storia a fungere da “consulente” per i temi sanitari e di salute pubblica dello Stato, integrata di fatto nel Consiglio Superiore di Sanità, istituito da Carlo Alberto nel 1847. Questa attribuzione di organo consulente venne conservata con la proclamazione del Regno d’Italia fino alla promulgazione della “Legge Ricasoli” sulla riorganizzazione amministrativa dello Stato (20 marzo 1865): in particolare, i Soci della Società Medico Chirurgica, nel 1835 diedero vita ad una pubblicazione intitolata “Effemeridi del Cholera morbus”, dedicata esclusivamente a notizie, provvedimenti, disposizioni e studi sull’epidemia che aveva investito l’Europa. Sulle pagine del Giornale dell’Accademia è possibile trovare traccia delle discussioni, dei suggerimenti e delle acquisizioni scientifiche fatte durante le diverse epidemie che hanno colpito il nostro Paese, ad eccezione della epidemia di spagnola del 1918-20, di cui non si poteva parlare, neppure in ambito scientifico, per la specifica censura imposta dal Governo. Anche in questa occasione l’Accademia di Medicina si è interrogata su quale potesse essere oggi il suo modesto contributo per superare nel nostro Paese una situazione che, se non efficacemente gestita, rischia di rivoluzionare la nostra civiltà: a tal fine, abbiamo attivato una pagina del nostro sito web (http://www.accademiadimedicina.unito.it/) nella quale è possibile a tutti (non solo ai Soci dell’Accademia) pubblicare il proprio contributo, mediante il quale esternare liberamente opinioni, proposte, progetti, idee, ma anche commenti a contributi di altri Colleghi, in modo di innescare un dibattito la cui sintesi potrà in seguito dar luogo ad un documento dell’Accademia da consegnare con spirito costruttivo alle autorità pubbliche. I contributi, che si richiede siano firmati e non eccessivamente lunghi (massimo 3500 caratteri spazi inclusi), dovranno essere inviati, fino al 15 maggio 2020, alla segreteria dell’Accademia di Medicina e, con il consenso degli Autori potranno essere pubblicati, insieme al documento finale, a futura memoria, sul nostro Giornale Da Giancarlo Isaia. (n.r. Da giornalisti noi offriamo il nostro contributo con i seguenti link di recente pubblicazione da parte della Fidest. (La fidest è per altro editore di numerosi testi sulla medicina editi da Amazon). Riteniamo che non ci sarà possibile, negli anni a venire, liberarci dalle pandemie virali e proprio per questo motivo l’attenzione della medicina dovrà essere rivolta, sempre più, alle ricerche virologiche e ad una adeguata filiera organizzativa sanitaria per ridurre il più possibile i rischi per la nostra salute nella sua globalità partendo dalle nostre fragilità. Ma va anche posto l’accento sulla necessità che l’opinione pubblica mondiale ne abbia la consapevolezza e l’economia e la produzione industriale nel metterla in conto nelle sue logiche evolutive e di profitto):
https://fidest.wordpress.com/2020/03/27/la-diversa-dimensione-umana-nelleta-del-declino-psico-fisico/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/02/la-qualita-della-vita-la-clonazione/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/15/generare-cellule-staminali-dal-dna/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/15/curare-le-malattie-e-la-variabile-economica/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/15/non-si-muore-solo-di-vecchiaia/
https://fidest.wordpress.com/2020/04/18/virus-batteri-nemici-invisibili/
https://fidest.wordpress.com/2020/03/17/il-virus-che-uccide-di-preferenza-gli-anziani/
https://fidest.wordpress.com/2020/03/17/la-teoria-genetica-dellinvecchiamento/

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“Fratelli d’Italia ritiene utile una modifica del “numero chiuso” alla facoltà di medicina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Più che la sua abrogazione che in questo momento non porterebbe a breve termine nessun vantaggio per contrastare le difficoltà attuali della gestione dell’epidemia da COVID-19. Per tale emergenza sarà più utile una modifica della legge sulla formazione specialistica, già presentata come emendamento al decreto cura Italia. Per quanto riguarda il numero chiuso per medicina invece, ribadiamo con forza che va modificato, affinché divenga più equo e meritocratico, e sia elastico di anno in anno a seconda delle esigenze comunicate dal Ministero della Salute. Anche su questo tema, sono state presentate e stiamo per presentare concrete proposte di legge. Per il prossimo anno accademico, se proprio necessario, sarà opportuno potenziare il sistema dell’effettuazione dei test “da remoto” implementando però le norme di sicurezza che garantiscano la serietà della prova”. Lo dichiara Paola Frassinetti Vicepresidente della Commissione Cultura ed Istruzione della Camera e responsabile settore Università di FdI.

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Premio “100 Eccellenze Italiane” nel settore della Medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione “Insieme contro il Cancro” e Direttore Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma, ha ricevuto il premio “100 Eccellenze Italiane” nel settore della Medicina. Il prestigioso riconoscimento, giunto alla quinta edizione e organizzato dall’Associazione LIBER, è stato conferito ieri a Roma nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. La finalità di “100 Eccellenze Italiane” è di premiare 100 protagonisti della migliore Italia, in virtù del prezioso contributo recato alla crescita del nostro Paese. Personaggi, aziende ed enti che, con il loro lavoro, contribuiscono e hanno contribuito a valorizzare l’Italia in tutto il mondo. “Sono orgoglioso di questo premio e ringrazio il Comitato d’Onore per avermi scelto fra i 100 protagonisti – spiega il prof. Cognetti -. Nel 2019, in Italia, sono stimati 371.000 nuovi casi di cancro. Per sconfiggere i tumori serve l’impegno di tutti. Non solo dei clinici e della scienza, ma anche delle Istituzioni, dell’industria, dei media, della cultura e di mondi che, a un’analisi superficiale, possono sembrare estranei come quelli dello sport, del cinema e dello spettacolo. Tutti i cittadini possono e devono offrire il proprio contributo, partendo dal rispetto di regole molto semplici come non fumare, seguire una dieta corretta e praticare con costanza attività fisica. Perché grazie agli stili di vita sani, agli screening e a terapie sempre più efficaci aumenta il numero di italiani che vincono il cancro”. “Si sono registrati in questi ultimi anni incredibili progressi nelle tecniche di diagnosi, nelle chirurgie sempre più limitate e conservative, nei trattamenti di radioterapia mirati sempre più precisi e meno gravati da effetti collaterali o conseguenze dannose a breve e medio termine – continua il prof. Cognetti -. Anche le terapie mediche, sia somministrate nella fase iniziale della malattia che a pazienti in uno stadio più avanzato, hanno contribuito a ridurre le recidive della malattia e hanno aumentato i tempi di sopravvivenza anche dei pazienti con metastasi a distanza, favorendo in molti casi una stabilizzazione e cronicizzazione della malattia. E, negli ultimi anni, la svolta è stata rappresentata dalle terapie mirate e dall’immuno-oncologia, che stanno cambiando positivamente la storia naturale e l’evoluzione di molti tumori”. “Questo prestigioso riconoscimento – conclude il prof. Cognetti – sancisce anche il valore delle campagne di prevenzione che la Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ promuove per sensibilizzare i cittadini sugli stili di vita sani. Il 40% dei casi di tumore può infatti essere evitato seguendo semplici regole come non fumare, seguire una dieta corretta e praticare con costanza attività fisica”.
Fra i premiati anche il Gen. Giuseppe Zaffarana (Comandante Generale della Guardia di Finanza), il Gen. Salvatore Faina (Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano), il Gen. Luciano Carta (Direttore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna – AISE), il Prof. Silvio Brusaferro (Presidente Istituto Superiore Sanità), il Prof. Luigi Ambrosio (Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa), l’Ing. Giorgio Saccoccia (Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana ASI), il Prof. Franco Carlo Coppi, (Professore Emerito di Diritto Penale presso l’università “La Sapienza”) e il Prof. Guido Saracco, (Rettore del Politecnico di Torino) e Claudia Gerini (attrice).A presiedere il Comitato d’Onore e la Giuria il Dott. Aldo Carosi, Vice Presidente vicario della Corte Costituzionale.

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Il binomio medicina-musica si attua al Brass con il concerto Extra Series del gruppo Sergio Filosto

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Palermo giovedì 28 novembre ore 21.30 – Real Teatro Santa Cecilia Sergio Filosto, noto medico oncologo palermitano inizia a parlare del jazz e del suo ritorno in scena dopo ben 40 anni sul palco del Brass. Era il 28 aprile 1979 quando Filosto si esibì con il Terranova Jazz Trio nella famosa Cantina di Via Duca della Verdura, e dopo quattro decenni la passione per la musica jazz, ereditata dal padre socio fondatore del Brass, continua più che mai ad essere presente. Aggiunge il medico palermitano che per lui “il jazz è vita, aiuta, dà forza interiore perché permette di spaziare, di essere in una dimensione in armonia con tutto ciò che circonda”. La storia di Sergio Filosto non è l’unica come medico che si dedica nei momenti liberi a suonare. Esistono celebri esempi di medici che sono stati anche grandi musicisti: Theodor Billroth, grande chirurgo tedesco, fondatore della moderna chirurgia addominale, era un musicista di talento, stimato da Johannes Brahms. Medico e compositore fu il russo Alexander Borodin, amico sia di Mendeleev che di Musorgskij, così come il padre della semeiotica percussoria del torace, l’austriaco Joseph Leopold Auenbrugger, fu anche un violinista dotato di straordinario orecchio musicale. Tornando indietro nel tempo, nella “Domus del Chirurgo”, splendida testimonianza della vita di un medico del III secolo, di recente portata alla luce a Rimini, è stata trovata, accanto alla sala degli strumenti chirurgici, una stanza, cosiddetta di Orfeo, destinata alla musica, a testimonianza della convivenza delle due arti. La passione dei medici per la pratica dell’arte della musica è ancora ai nostri tempi così diffusa da aver stimolato la creazione di vere e proprie orchestre sinfoniche formate da medici. Ed ancora ricordiamo gli italiani Enzo Jannacci e Mimmo Locasciulli o l’americano David Soldier noto professore presso la Columbia University Medical Center nei dipartimenti di psichiatria, neurologia e farmacologia. Un binomio perfetto quello della medicina e della musica che proprio a Palermo vedrà protagonista Sergio Filosto con il suo quartetto composto da amici di vecchio data a cui si aggiunge come special guest, un noto nome del mondo jazz, Diego Spitaleri.
L’acquisto del biglietto è possibile online sul sito http://www.bluetickets.it o tramite i due punti di prevendita, uno presso il Real Teatro Santa Cecilia (Piazza Santa Cecilia n. 5 – 90133 Palermo – 091\ 88 75 201, 091 88 75 119, dal martedì al sabato a partire dalle 9.30 sino alle 12.30, ed un altro presso Santa Maria dello Spasimo (Via dello Spasimo, n. 15 – 90133 Palermo dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 15.30 alle 19.30. Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860, 334.7391972.

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Medicina di genere e Medicina di precisione

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Roma, 27 novembre ore 11.30 Palazzo Theodoli Bianchelli – Sala Conferenze – Piazza Parlamento 19 Onda presenta il libro bianco, realizzato grazie al supporto di Farmindustria, dedicato quest’anno alla Medicina di genere e alla Medicina di precisione. La Medicina di genere si basa sulle diversità tra donna e uomo che influenzano lo stato di salute, la diagnosi, la cura oltre che l’attitudine alla prevenzione. La presa di coscienza delle differenze tra i generi nell’ambito della salute ha ottenuto un nuovo importante risultato con il Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere, uno dei presupposti della Medicina di precisione che tiene conto delle peculiarità, genetiche e non solo, di ogni persona. Nasce così la possibilità di una medicina su misura grazie anche a terapie personalizzate, più rispondenti alle specifiche esigenze del singolo paziente, quindi più efficaci e sostenibili. Intervengono:
On. Rossana Boldi, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, On. Fabiola Bologna, Capogruppo della Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, Sen. Paola Boldrini e Sen. Maria Rizzotti, Membro Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica, Alessandra Carè, Responsabile Centro di riferimento per la medicina di genere, Istituto Superiore di Sanità, Roma Francesca Merzagora, Presidente Onda Raffaella Michieli, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Venezia Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria.

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