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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘medicina’

Medicina estetica, boom di millennials che richiedono trattamenti per il viso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

“L’utilizzo della tossina botulinica in questi dieci anni è aumentato enormemente ed ha coinvolto fasce di pazienti che non ci saremmo mai aspettati. Di recente è comparso il fenomeno di giovanissimi che intendono eseguire il trattamento con botox. Sono millennials che lo scelgono anche per le rughe mimiche e prevenire quindi l’invecchiamento. Si tratta di una fascia ampia che va dai 20 ai 42 anni: persone molto diverse, ma tra loro ci sono anche molto ragazzi. Un fenomeno crescente tra loro soprattutto negli ultimi 5 anni, studiato anche dalla letteratura scientifica. Anche da un punto di vista etico”. Lo spiega Monica Renga, medico estetico in occasione dell’evento per i primi 10 anni di Aiteb, l’Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino. Un’iniziativa, ieri e oggi con il V congresso nazionale presso il Palacongressi di Rimini, intitolata “Il futuro della Tossina Botulinica”. Decine di medici riuniti per un appuntamento dedicato ad approfondire le tendenze del settore, strumenti e innovazioni. “I giovani sono molto concentrati sulla salute e su ciò che risulta un appagamento personale. Sono digitali nativi – aggiunge Renga – e raggiungono in modo rapido le informazioni. Si fanno un’idea dei canoni di bellezza attraverso i social e capiscono immediatamente se sul loro viso c’è qualcosa che ritengono non funzionare e che possa essere migliorato. Secondo alcune statistiche americane, i trattamenti più richiesti sono con tossina botulinica, poi fillers (volumizzanti) e a seguire quelli di qualità cutanea. Vengono scelti in particolari trattamenti per le rughe, il terzo superiore, tra le sopracciglia, zampe di gallina e la parte più bassa del viso”. “Il nostro compito è di educare questi giovani pazienti anche verso la naturalezza e a una bellezza – conclude la dottoressa – che lasci spazio alla mimica dei muscoli, faccia vedere le emozioni, la gioia e il sorriso vero. Educhiamo i millennials a eseguire il trattamento se lo desiderano ma sempre consigliando, personalizzando in funzione dell’età e delle caratteristiche anatomiche”.

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Medicina estetica, Teoxane festeggia 10 anni in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2022

Per l’azienda, fondata a Ginevra nel 2003 e diventata in breve tempo punto di riferimento a livello mondiale per filler iniettabili a base di acido ialuronico utilizzati in medicina estetica, sono stati 10 anni di costante crescita, che l’hanno portata a tagliare il traguardo di 1,8 milioni di siringhe vendute, con una gamma di prodotti innovativi in continua evoluzione e una sempre più ampia collaborazione con i migliori medici estetici del nostro Paese. Oggi infatti sono oltre 40 i medici che, in qualità di Trainer, portano avanti l’attività formativa della Teoxane Academy Italy partecipando a corsi, congressi, workshop e live treatment focalizzati sull’uso dei filler dinamici per ottenere risultati sempre più apprezzati dai pazienti italiani. La struttura italiana di Teoxane conta oggi più di 40 collaboratori tra personale di sede e addetti alla vendita. Sono molti i prodotti che Teoxane ha lanciato con successo nel nostro Paese, dove sono adottati da un grandissimo numero di medici estetici per la loro qualità e sicurezza clinicamente testate. TEOSYAL® REDENSITY (Acido ialuronico resiliente con formula brevettata) è la gamma che comprende Redensity 1, beauty booster ridensificante e antiaging, e Redensity 2, il primo e unico prodotto progettato specificamente per il trattamento del tear trough. La parola chiave è dinamicità, per preservare l’espressività del volto: ecco allora anche la linea TEOSYAL® RHA DYNAMIC AESTHETICS, a base di gel HA resiliente con tecnologia cross-linking che si adatta ai movimenti del viso, e RHA® KISS, il gel morbido e dinamico specifico per la ridefinizione delle labbra. Apprezzatissima anche la gamma TEOXANE Cosmeceuticals, studiata per completare i trattamenti professionali con una skincare di altissimo livello. Teoxane Italia – I Teoxane Laboratories sono stati fondati a Ginevra, nel 2003, da Madame Valérie Taupin e sono tra le principali realtà al mondo specializzate nell’ideazione e nella produzione di filler dermici e cosmeceutici a base di acido ialuronico. Teoxane è presente in più di 90 paesi.

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Silvio Garattini e Rita Banzi: Una medicina che penalizza le donne

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

Collana ATTUALITÀ E STORIA Formato 14 x 21 cm Numero pagine 272 Prezzo copertina € 20,00. Alla nostra conoscenza, ormai approfondita, delle differenze tra organismo e fisiologia maschili e femminili, non corrisponde un’adeguata attenzione da parte della ricerca medica e farmacologica. Esse dovrebbero mettere in campo strategie nuove perché le donne ricevano adeguata attenzione e adeguate cure. Insomma: i protocolli di cura e la produzione dei farmaci sono tutti orientati alla miglior prevenzione e terapia possibile… per i maschi. La nostra è una medicina che discrimina l’universo femminile, con conseguenze anche gravi sulla protezione del benessere e della salute delle donne. In questo libro, Silvio Garattini e una ricca squadra di esperti illuminano questo problema, spiegano quali sono i pericolosi limiti di una “medicina al maschile” e offrono piste di soluzione per un’ingiustizia che è ormai diventata una sfida, scientifica, culturale e politica.Tra i temi trattati: le differenze anatomiche e fisiologiche tra maschi e femmine; maschi e femmine si ammalano diversamente; differenze di genere nel consumo di farmaci e nelle risorse sanitarie; differenze di genere e ricerca farmacologica; differenze di genere nella tossicità dei farmaci e delle sostanze contaminanti; differenze ed effetto dell’età per le donne pre- e postmenopusa, pre- e postpubertà, gravidanza e allattamento; differenze di genere nel pronto soccorso e nella terapia intensiva; differenze di genere nelle malattie mentali; differenze di genere nella prevenzione, nello screening, negli approcci diagnostici e nell’attenzione alla salute…

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Progetto d’avanguardia nell’ambito della medicina personalizzata in ambito oncologico

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2022

Parma Il programma di ricerca e assistenza clinica Chemogenomica funzionale per il futuro delle terapie personalizzate nelle neoplasie maligne, coordinato dall’Università di Parma, è stato selezionato dal Ministero della Salute nell’ambito della traiettoria “Medicina rigenerativa, predittiva e personalizzata” del Piano Operativo Salute (POS). Responsabile scientifico del progetto, del valore complessivo di 3.693.646,57 euro, è il docente dell’Università di Parma Giovanni Roti. Partner l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, l’Ematologia e il Centro di Trapianto di Midollo Osseo dell’Università di Perugia, l’Unità Operativa di Ematologia a indirizzo oncologico dell’AO Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo e il consorzio Cineca. Si tratta di un vero programma clinico sperimentale d’avanguardia, che integrando le attività del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma si propone di superare i correnti limiti della medicina personalizzata in ambito oncologico, e in particolare nelle malattie ematologiche neoplastiche. L’idea pioneristica nata e condotta dal laboratorio di Ematologia Traslazionale e Chemogenomica “THEC” del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, con a capo il prof. Roti, è quella di associare a una caratterizzazione genomica una caratterizzazione funzionale, ovvero testare le cellule tumorali delle persone affette da patologie neoplastiche con una “libreria” di farmaci per individuare quelli potenzialmente più efficaci, e successivamente capire il motivo della sensibilità e della resistenza a un farmaco attraverso l’integrazione di tecniche genomiche e proteomiche. Le attività coinvolgeranno numerosi docenti e professionisti di ambiti diversi di Università e Azienda Ospedaliero-Universitaria, che porteranno ciascuno il proprio contributo. Il progetto rappresenta inoltre un modello di sinergia vincente nella collaborazione tra Università di Parma e Azienda Ospedaliero-Universitaria, non solo a livello scientifico e clinico ma anche a livello di organizzazione e gestione degli aspetti amministrativi, economici e logistici legati alla presentazione e gestione di progetti congiunti tra le due realtà. Il coordinamento di questi aspetti è stato condotto dalla dirigente dell’Università di Parma Barbara Panciroli con il fondamentale supporto di Davide Molena (Università di Parma) e Rossella Zucchelli (Azienda Ospedaliero-Universitaria).

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Il futuro della medicina di laboratorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Una grande conquista ottenuta dalla Medicina di Laboratorio è sicuramente la realizzazione di un test molecolare per valutare la risposta T cellulare nei pazienti che hanno avuto contatto con il virus del Sars-Cov-2. È un test rapido e di biologia molecolare che verrà offerto in questi giorni a chi lo vorrà eseguire e sarà molto importante anche per valutare le nuove vaccinazioni. Questo test porta la firma di Synlab Italia e Maurizio Ferrari, Chief Medical Officer Synlab Italia, lo ha anticipato alla Midsummer School di Tivoli. “Synlab Italia ha partecipato ad una ricerca con il Mount Sinai Hospital di New York e un gruppo di Singapore per la messa a punto di un test molecolare per valutare la risposta T cellulare nei pazienti che hanno avuto contatto con il virus del Sars-Cov-2. È un test rapido e di biologia molecolare che verrà offerto in questi giorni a chi lo vorrà eseguire e sarà molto importante anche per valutare le nuove vaccinazioni. Questo test permette non solo, come quelli classici, di misurare la quantità di anticorpi che la persona ha prodotto dopo la vaccinazione o dopo il contatto con il virus, ma fornisce anche informazioni sulla immunità cellulare, che è molto importante e che ha una memoria più lunga rispetto a quella anticorpale. Quindi sicuramente, questo test porterà un beneficio nella comprensione anche dell’evoluzione di questo tipo di pandemia”. “Tutto ciò ha portato a nuovi approcci diagnostici con definizione sempre più precisa delle patologie, ha permesso anche di avere marcatori prognostici e anche di guidare nuovi approcci terapeutici per arrivare ad una “terapia personalizzata”. “Il paziente vuole che venga fatta la diagnosi sempre più precisa, più rapida e che definisca in modo sempre più preciso di quale malattia è affetto. Siccome sappiano che l’eterogeneità delle malattie è estrema più avremo dati che ci permettono di chiarire la patologia da cui è affetta una persona, tanto più questa persona potrà fare anche terapie più mirate, terapie personalizzate, terapie che funzioneranno sempre più con una diminuzione degli effetti collaterali. Quindi una migliore vita per i pazienti”. “La medicina sarà sempre più integrata, ci saranno dati clinici, dati di laboratorio, ci saranno anche i dati dell’imaging che, valutati congiuntamente con sistemi computerizzati molto performanti, permetteranno di migliorare la diagnosi e quindi la salute delle persone. È chiaro che avremo bisogno di un’informatica sempre più efficiente e sempre più potente. Inoltre, aggiungo che anche il modo di ricevere i dati cambierà, li vedremo online e sui nostri telefonini. In conclusione si può affermare che la Medicina di Laboratorio avrà un futuro brillante e contribuirà a migliorare lo stato di salute dei pazienti”.

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Accademia di Medicina di Torino bando per ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

La Fondazione per l’Osteoporosi Onlus con il supporto dell’azienda FGP Srl, leader in Italia nella progettazione e nella produzione di ausili per l’ortopedia e la riabilitazione, lancia un bando biennale (2022-2023) per due borse di studio del valore di 5.000 euro ciascuna, rivolte a giovani ricercatori e ricercatrici di età inferiore ai 35 anni che abbiano prodotto studi innovativi riconosciuti a livello internazionale in materia di osteoporosi. Il primo bando prende avvio oggi, il secondo verrà promosso nel 2023, ed entrambi si inseriscono nell’ambito della partnership siglata tra la Onlus nazionale presieduta dal Prof. Giancarlo Isaia e l’azienda scaligera FGP. Due eccellenze italiane che per il prossimo biennio hanno attivato una sinergia a partire dall’assegnazione di bandi di ricerca con l’obiettivo di sostenere l’attività scientifica e di sensibilizzazione sull’osteoporosi, malattia ad alto impatto sociale, che interessa milioni di persone e in particolar modo le donne, con numeri in continua crescita. Un tema caro all’azienda veronese FGP, che da oltre vent’anni anni investe in attività di ricerca e sviluppo per la progettazione di supporti ortopedici evoluti a sostegno dei pazienti con osteoporosi, nati dal confronto con gli specialisti e oggetto di numerosi studi clinici.I candidati dovranno far pervenire la domanda di partecipazione alla sede della Fondazione per l’Osteoporosi Onlus (via Po 18, Torino) entro il 10 settembre 2022, corredata di un sintetico curriculum vitae, dalla copia, in formato elettronico, del lavoro che intendono sottoporre al giudizio della commissione esaminatrice e dalle indicazioni sulle modalità di attribuzione del finanziamento. A tal fine è necessario segnalare gli estremi (nome, indirizzo, ragione sociale, Partita Iva o Codice Fiscale) dell’ente di appartenenza o di riferimento (Università, Ente di ricerca, Azienda Sanitaria ecc.). La commissione, nominata dalla Fondazione, procederà alla selezione degli elaborati premiando l’originalità del lavoro, la traslazionalità dei dati ottenuti dallo studio e la levatura scientifica del candidato o del gruppo di ricerca e privilegiando studi che posseggano caratteristiche tali da poter essere utilizzati nella pratica clinica dei medici e degli specialisti in osteoporosi. Le candidature dovranno pervenire al seguente indirizzo: osteoporosi@fondazioneosteoporosi.org. Si allega il bando che potrà essere consultato sui siti http://www.fondazioneosteoporosi.it e http://www.fgpsrl.it.

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Medicina: In ricordo di Maria Velleda Farnè

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

Torino Il 18 luglio dalle ore 17.30 alle ore 19, nel Palazzo del Rettorato (Sala blu, piano terra) in via Verdi 8, l’Università di Torino ricorda a 170 anni dalla nascita, Maria Velleda Farnè (1852-1905), prima donna a conseguire la laurea a Torino nel 1878 in Medicina e chirurgia. Sarà possibile seguire l’incontro anche in streaming su http://www.unito.it/media. I saluti istituzionali saranno a cura di Laura Nay del Centro di Studi per la Storia dell’Università di Torino, Eva Desana, Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere, Giancarlo Isaia dell’Accademia di Medicina di Torino, Tiziana Borsatti dell’ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino. Con Paola Novaria intervengono Alessandro Bargoni, Accademia di Medicina di Torino, e Barbara Curli, Università di Torino, Dipartimento di Cultura, Politiche e Società. Un recente articolo di Paola Novaria («Annali di storia delle Università italiane» 1/2022) ha ricostruito la biografia di Maria Velleda Farnè, restituendole un volto e una voce. Prendendo le mosse dalle origini famigliari, lo studio ne segue le tracce tra Bologna, dove nasce nel 1852, Torino, città della formazione liceale e universitaria, e Roma, dove si trasferisce poiché nominata nel 1881 medichessa onoraria della regina Margherita di Savoia. Trascorre nella capitale il resto della breve esistenza, pubblicando anche due articoli in tema di igiene e abbigliamento femminile. Non contrae matrimonio e deve fronteggiare, dalla fine degli anni Novanta, un progressivo impoverimento. Si spegne precocemente nel novembre del 1905 in casa di parenti, in una dimora destinata alla villeggiatura estiva sulle colline non distanti da Torino. L’incontro ha il patrocinio dell’Accademia di Medicina di Torino.

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Medicina personalizzata: un progetto europeo da 7 milioni di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2022

La ricerca è finanziata dalla Commissione Europea con quasi 7 milioni di euro e coinvolge oltre all’Italia, enti di ricerca e aziende di Croazia, Francia, Grecia e Spagna.Lo studio alla base di HERVCOV è incentrato sulla proteina HERV-W-ENV, una molecola attivata durante l’infezione da SARS-CoV-2, presente a livelli elevati nel sangue di pazienti gravi di COVID-19 ed associata ai disturbi chiamati “Long-COVID”.La proteina HERV-W-ENV deriva da sequenze di retrovirus endogeni umani (Human Endogenous RetroVirus – HERV) originate da infezioni avvenute nell’uomo milioni di anni fa e che attualmente costituiscono l’8% del genoma umano. Sebbene la maggior parte delle sequenze degli HERV sia stata silenziata da meccanismi evolutivi, alcune copie possono essere attivate da stimoli diversi, come le infezioni virali, e produrre proteine retrovirali patogene tra cui HERV-W ENV. Questa proteina è nota per contribuire all’insorgenza e alla progressione di diverse malattie infiammatorie e neurologiche, e durante la pandemia di COVID-19 è stata osservata la sua attivazione nei pazienti affetti da SARS-CoV-2, in particolar modo in associazione alle forme gravi. Nuove informazioni per ottenere una medicina sempre più predittiva e personalizzata. È lo scopo di HERVCOV, il progetto di ricerca che riunisce ricercatori di 5 diversi Paesi dell’UE, tra cui l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e ha come oggetto di studio una proteina scoperta nelle infezioni gravi di COVID-19. La ricerca è finanziata dalla Commissione Europea con quasi 7 milioni di euro e coinvolge oltre all’Italia, enti di ricerca e aziende di Croazia, Francia, Grecia e Spagna. Lo studio alla base di HERVCOV è incentrato sulla proteina HERV-W-ENV, una molecola attivata durante l’infezione da SARS-CoV-2, presente a livelli elevati nel sangue di pazienti gravi di COVID-19 ed associata ai disturbi chiamati “Long-COVID”.La proteina HERV-W-ENV deriva da sequenze di retrovirus endogeni umani (Human Endogenous RetroVirus – HERV) originate da infezioni avvenute nell’uomo milioni di anni fa e che attualmente costituiscono l’8% del genoma umano. Sebbene la maggior parte delle sequenze degli HERV sia stata silenziata da meccanismi evolutivi, alcune copie possono essere attivate da stimoli diversi, come le infezioni virali, e produrre proteine retrovirali patogene tra cui HERV-W ENV. Questa proteina è nota per contribuire all’insorgenza e alla progressione di diverse malattie infiammatorie e neurologiche, e durante la pandemia di COVID-19 è stata osservata la sua attivazione nei pazienti affetti da SARS-CoV-2, in particolar modo in associazione alle forme graviPer l’Università di Roma “Tor Vergata” lo studio sarà supervisionato dalla dott.ssa Claudia Matteucci, ricercatrice della Cattedra di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale, e realizzato in collaborazione con il Policlinico Tor Vergata, in particolare con la prof.ssa Loredana Sarmati della Clinica di Malattie Infettive. Al fianco dell’Università di “Tor Vergata” ci sarà l’Associazione Frascati Scienza, ideatrice di molti format per la divulgazione scientifica, che si occuperà di coordinare le azioni di comunicazione per tutti i Paesi coinvolti. l progetto HERVCOV potrebbe offrire importanti informazioni su altre malattie studiando le risposte dell’ospite in diversi contesti. Grazie a questi studi, nel prossimo futuro si potrà garantire una maggiore conoscenza dei fattori di rischio, dell’interpretazione dei sintomi, della progressione di diverse malattie e degli esiti clinici in relazione alle caratteristiche della persona, con risvolti nell’ambito del sistema sanitario. Questo porterà a una nuova consapevolezza nei confronti della propria salute e una revisione del rapporto col medico: anche il supporto medico decisionale sarà stabilito in base a studi personalizzati sul paziente.

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I grandi nomi della medicina italiana riuniti a Tropea

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2022

Tropea Calabria, dal 18 al 22 maggio, parleranno di salute e sana alimentazione. Le ultime ricerche mostrano che, a causa della pandemia, sono quasi 23 milioni gli italiani aumentati di peso, che rischiano disturbi cardiovascolari e metabolici, tumori e diabete. Il problema riguarda in modo preoccupante i più piccoli: l’Italia è uno dei paesi europei con il più alto tasso di obesità infantile. L’ultimo report di ‘OKkio alla Salute’ del Ministero della Salute mostra che, su un campione di 50mila bambini di terza elementare, il 20% è in sovrappeso e il 9% è obeso. Inoltre, un terzo dei piccoli nella fascia d’età 6-9 anni è obeso o in sovrappeso, per un totale di circa 100mila, con una prevalenza dei maschi (21%) sulle femmine (14%). Per sensibilizzare all’importanza dei corretti stili di vita sia per gli adulti che per i bimbi, durante la cinque giorni si svolgeranno numerose tavole rotonde che vedranno protagonisti gli opinion leader più influenti del settore medico. Il tema di questa edizione del Festival è ‘prevenzione’: per questo ci si concentrerà su quanto mangiare bene possa essere d’aiuto nel mantenimento del benessere e nel tenere alla larga numerosi disturbi. Sarà un evento unico nel suo genere, in grado di coniugare gli interventi più importanti con il divertimento: non mancheranno, infatti, personaggi di spicco del mondo dello spettacolo e dello sport, tornei di beach volley, passeggiate alla scoperta delle bellezze della città, musica e premiazioni alle personalità che si sono maggiormente distinte nel loro settore. Gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming sul sito festivaldei5colori.it e sugli account Facebook e Instagram, per poter essere seguiti da ogni parte d’Italia. Tra i presenti, Nino Frassica, Luca Ward e Simone Perrotta. L’idea della kermesse è dell’Associazione Pancrazio, formata da giovani studenti di medicina, farmacia e biologia per dare vita a iniziative nel campo della salute e del benessere.

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Medicina: Si chiamano ‘incidentalomi’

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2022

Sono delle formazioni, quasi sempre benigne (adenomi), scoperte per caso a livello dei surreni (le piccole ghiandole endocrine a forma di berretto frigio, appoggiate sopra i reni), in occasione di un’ecografia o di una TAC addome effettuate per altri motivi. Scoperte tutt’altro che rare, visto che si riscontrano nel 3% dei 50enni e nel 10% delle persone over 70. Nella metà dei casi, in questi pazienti le analisi ormonali rivelano delle alterazioni del cortisolo (cioè un modesto aumento dei livelli e soprattutto la mancata ‘soppressione’ dopo test al desametasone), che non determinano però evidenti ricadute cliniche (si parla di sindrome di Cushing subclinica). Dato che solo una minoranza di questi pazienti svilupperà nel tempo una sindrome di Cushing conclamata, al momento le linee guida sugli incidentalomi surrenalici della European Society of Endocrinology e ENSAT 2016 raccomandano solo di stratificare questi pazienti in base ai risultati del test al desametasone*. Finora, non erano del tutto note le implicazioni di queste modeste alterazioni del cortisolo sulla prognosi dei pazienti. Per questo, il professor Massimo Terzolo, socio della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e ordinario di Medicina Interna all’Università di Torino, insieme ad un gruppo di ricercatori internazionali, ha deciso di effettuare uno studio di coorte, internazionale, multicentrico, per cercare una risposta a questa domanda. Sono state incluse in questa grande analisi retrospettiva, oltre 3.600 persone con adenomi surrenalici, seguite per almeno 3 anni, in 28 centri di 15 paesi. I risultati hanno evidenziato che le alterazioni di secrezione del cortisolo (definite come cortisolo non sopprimibile al test al desametasone, cioè a secrezione ‘autonoma’, svincolata dal controllo ipofisario) correlano con un’aumentata mortalità. Questo è il primo studio ad aver evidenziato che questo rischio varia a seconda dell’età e del sesso del paziente; in caso di adenoma surrenalico con secrezione autonoma del cortisolo, infatti, le donne giovani (sotto i 65 anni) hanno un rischio di mortalità (soprattutto da cause cardio-vascolari) aumentato del 439 per cento rispetto ai pazienti con adenoma non funzionante (che non produce cioè ormoni); nessun aumento del rischio di mortalità è stato invece riscontrato nei maschi over 65. Lo studio ha evidenziato anche che la prevalenza di malattie cardio-metaboliche (ipertensione, diabete, dislipidemia, eventi cardiovascolari maggiori) aumenta in maniera proporzionale al grado di ‘autonomia’ della secrezione del cortisolo, che si osserva più di frequente nelle donne e nei portatori di adenomi bilaterali. “Con tutte le cautele del caso – afferma il professor Terzolo – questo studio sembra suggerire che le donne con meno di 65 anni sono quelle che più potrebbero trarre beneficio da una normalizzazione del cortisolo, ottenuta con terapia medica o chirurgica; la parola finale su questo punto spetta tuttavia agli studio caso-controllo randomizzati, i soli in grado di indicare con sicurezza se un intervento terapeutico sia in grado di mitigare tanto il rischio di patologie cardio-metaboliche, quanto quello di mortalità in questa popolazione di donne under 65 con incidentalomi surrenalici a produzione autonoma di cortisolo. In attesa di questi studi sembra invece ragionevole continuare a mantenere un atteggiamento di tipo conservativo (cioè nessun intervento chirurgico) nei maschi over 65”. “Questo studio, condotto presso un prestigioso centro di Medicina Interna che da decenni si dedica allo studio delle ripercussioni cliniche delle patologie surrenaliche su diversi organi e apparati – commenta il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) – costituisce un importante avanzamento delle conoscenze sugli effetti a lungo termine dell’incidentaloma surrenalico, una condizione clinica considerata finora relativamente benigna. Uno degli aspetti più interessati dello studio è quello che mostra come questa condizione possa rientrare nell’ambito della medicina di genere in quanto è stato osservato che le donne con età inferiore ai 65 anni risultano esposte al più altro rischio di eventi fatali, indicando così che questo gruppo potrebbe trarre il massimo beneficio dalla normalizzazione della secrezione di cortisolo mediante terapia farmacologica o chirurgica”. Lo studio pubblicato su Lancet Diabetes & Endocrinology è stato finanziato dall’AIRC e dall’Università di Torino, oltre che dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (l’Associazione tedesca per la ricerca, un’importante organizzazione pubblica che finanzia progetti di ricerca).

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Accademia Medicina Torino: Corso ECM Infection control

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2022

Torino. Si svolgerà il 13 maggio dalle ore 14 alle ore 18 on line sul tema “Infection control & antibiotico resistenza”. Dopo il saluto istituzionale del Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino, Prof. Giancarlo Isaia, introdurranno i lavori Giovanni Di Perri, Direttore della Struttura Complessa Malattie Infettive, Ospedale Amedeo di Savoia, Francesco Giuseppe De Rosa, del Dipartimento di Scienze Mediche e Carla Zotti, del Dipartimento di Igiene e Sanità pubblica. Successivamente interverrà Cristina Costa, Microbiologia, concentrandosi su “Epidemiologia dell’antibiotico resistenza: pre e post Covid”. Seguirà la presentazione dell’esperienza torinese (e-Covid) a cura di Andrea Calcagno, Dipartimento di Scienze Mediche, e dell’esperienza piemontese (CORACLE) di Silvia Corcione, sempre del Dipartimento di Scienze Mediche. Tommaso Lupia, Struttura Complessa Malattie Infettive dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, interverrà sul tema “Infezioni batteriche e fungine come complicanze dell’infezione da Sars-Cov-2”. “Strategie di infection control nella gestione delle infezioni nosocomiali” rappresenteranno il focus della relazione di Nour Shbaklo, PhD in Infection Control, Dipartimento di Scienze Mediche. Costanza Vicentini, Dipartimento di Scienze della Sanità pubblica e pediatrica, risponderà alla questione: “Infection control durante il Covid: troppo o troppo poco?”. Infine, Francesco De Rosa illustrerà “Programmi di antimicrobial stewardship”. Il termine “antimicrobial stewardship” si riferisce ad una serie di interventi coordinati, che hanno lo scopo di promuovere l’uso appropriato degli antimicrobici e che indirizzano nella scelta ottimale del farmaco, della dose, della durata della terapia e della via di somministrazione.Concluderà l’incontro una tavola rotonda sul tema dell’impatto del Covid nei programmi di “stewardship” che coinvolgerà Di Perri, Zotti, De Rosa, Silvio Borré (Malattie infettive, Vercelli), Guido Chichino (Malattie infettive, Alessandria) e Valerio Del Bono (Malattie infettive, Cuneo).

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«Salute e lavoro: enormi opportunità professionali dalla combinazione tra medicina e tecnologia»

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

«I servizi che migliorano le prestazioni sanitarie sono legati da un elemento imprescindibile: quello umano. Che chiama in causa – oltre ai medici, ai pazienti e a chi gestisce e amministra il sistema – anche nuove figure professionali, gli esperti del settore “health-tech”, che hanno il compito di creare nuovi strumenti digitali che aiutano medici e operatori sanitari a lavorare meglio, migliorando così la vita del paziente. Per le nuove generazioni si aprono spazi enormi, con tantissime opportunità da cogliere». Così Stefano Massaro, CEO di Cerba HealthCare Italia, nel suo intervento “Costruire un ecosistema della salute” a Wired Health 2022, l’evento dedicato al presente e al futuro della salute che si è svolto ieri, 15 marzo, a BASE Milano, organizzato da Wired assieme a Humanitas.Il CEO della più grande realtà italiana nella diagnostica e medicina di laboratorio, interrogato sulle tendenze più importanti nell’ambito del legame sempre più stretto tra medicina e tecnologie digitali, non ha dubbi: «Nel nuovo ecosistema della salute il medico è una figura centrale, ma non la sola. Attorno ci sono anche gli sviluppatori di tecnologie. E la responsabilità di una realtà come la nostra sta in una parola chiave: disintermediazione. Vuol dire che noi investiamo direttamente in questo settore, per portarci in casa le competenze che servono e focalizzare la creazione di valore sull’interesse del paziente. Io sono fermamente convinto che qualsiasi istituzione sanitaria, pubblica o privata, debba investire sui propri esperti dell’infrastruttura, e non affidarsi a soluzioni e intermediari esterni, che non fanno altro che erodere la propria fetta di valore nella filiera».Molti sono i problemi che pesano su questo passaggio, a partire dalla peculiarità italiana dell’estrema frammentazione di regolamenti a livello locale, che frena uno sviluppo tecnologico coordinato e sistematico, a partire da una gestione avanzata dei dati del paziente. Tuttavia, secondo il CEO di Cerba HealthCare a livello culturale siamo pronti, e la digital transformation si conferma uno scenario pieno di opportunità per le nuove generazioni: per i giovani che hanno scelto un percorso di studi nel campo dell’IT, la sanità è uno degli ambiti più promettenti. Esperti di AI, realtà virtuale, Internet of Things, Data Analyst, Data Scientist, specialisti in cybersecurity, CRM ed ERP specialist… «Ai ragazzi, disorientati in questi tempi prima di pandemia e ora di guerra, dico che occorre tornare a pensare al futuro, che è nello studio delle materie STEM» conclude Massaro. Alle istituzioni sanitarie, come Cerba HealthCare, rimane il compito di coltivare quelle competenze che permettono di innovare continuamente e di creare un ecosistema della salute realmente al servizio del paziente.

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Medicina territoriale: che cosa cambia nel post Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2022

Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) può essere una grande opportunità per le cure domiciliari e territoriali, ma occorra partire dall’ascolto dei territori. Nasce da questi presupporti il Talk Web “LA NUOVA GESTIONE DELLA MEDICINA TERRITORIALE NEL POST-COVID” promosso da Motore Sanità, che ha riunito professionisti sanitari, parlamentari e rappresentanti regionali, proprio per dare voce alle nuove proposte, capire le criticità e, soprattutto, capire da quale punto partire per riformare la medicina territoriale. “Già prima del Covid la nostra sanità aveva dei limiti: il ritardo nell’adeguare il nostro Servizio Sanitario Nazionale a un mutato contesto demografico ed epidemiologico sia dei professionisti sia dei cittadini; la mancata digitalizzazione della sanità; la crescita progressiva delle diseguaglianze nell’accesso ai Livelli essenziali di assistenza”, evidenzia l’On. Fabiola Bologna, Segretario XII Commissione Affari Sociali e Sanità Camera dei Deputati. “Siamo per lo più un Paese che invecchia e quindi “esplodono” le patologie croniche, si moltiplica la pressione sui servizi sociosanitari, quando la risposta non si trova sui territori rimbalza sugli ospedali, senza contare le grandi differenze regionali nell’organizzazione sanitaria. A tutto questo manca personale sanitario. Per cui con il PNRR noi vogliamo cambiare strada e i nostri obiettivi sono: prossimità, innovazione, uguaglianza, interventi sulla rete territoriale che ammoderna tecnologicamente, messa in sicurezza degli ospedali, investimenti sulla formazione, investimenti sulla ricerca, trasferimento tecnologico. Le Case della Comunità rappresentano il cuore della nostra nuova rete territoriale e la riforma prevede che realizzazione di una Casa della Comunità hub ogni 40-40mila abitanti, con assistenza medica di 24 ore, 7 giorni su 7. Siamo insomma di fronte a un’importante rivoluzione in ambito sanitario e la mia domanda è: i medici di medicina generale sono pronti?”. “La medicina generale sta chiedendo da 30anni una riorganizzazione del modello. Il problema è che questo modello è stato proposto rispetto alle strutture, non ai professionisti”, replica Gerardo Medea, Responsabile nazionale della ricerca SIMG. “Parliamo prima di funzioni, di compiti, di come possiamo aiutare con una migliore organizzazione la medicina generale. Se i COT (Centrale Operativa Territoriale), le cure di prossimità, gli specialisti, gli esami di primo livello fossero già stati organizzati all’interno di qualsivoglia struttura – come la Casa di Comunità – noi avremmo recuperato già da un pezzo il ritardo sulla gestione dei cronici”.

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Test di Medicina e Odontoiatria

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

Il MUR, Ministero dell’Università e della Ricerca, ha reso note le date dei test di ammissione ai corsi di laurea per l’anno accademico 2022/2023 ad accesso programmato nazionale per le facoltà di Medicina e Odontoiatria, Veterinaria, Professioni Sanitarie Triennali e specialistiche e IMAT, attraverso un decreto pubblicato lunedì 7 marzo.Il calendario dei test d’ingresso 2022 prenderà il via il prossimo 6 settembre con Medicina e Odontoiatria e terminerà il 23 settembre con il test di ammissione ai corsi di laurea magistrale di Professioni Sanitarie. Nei prossimi mesi il MUR pubblicherà il bando test Medicina e Odontoiatria 2022, contenente il numero di posti disponibili per le facoltà di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria.Lievi modifiche per la prova di quest’anno, come anticipato qualche settimana fa dalla Ministra dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa: annunciato un ridimensionamento della parte di domande di cultura generale che verrà però confermato dal prossimo bando del MUR, mentre restano quelle di ragionamento logico e il resto sarà disciplinare. Si tratta dell’ultimo anno del cosiddetto “concorsone”: come anticipato sempre dalla Ministra, dal 2023 la prova potrà essere sostenuta più volte all’anno – al momento si ipotizzano due tentativi ma non è ancora confermato – a partire dalla quarta superiore.

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L’evoluzione della medicina di laboratorio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2022

“La Medicina di Laboratorio è una disciplina composita che si applica alla prevenzione, alla diagnosi, alla prognosi, al monitoraggio della terapia e che condiziona in modo sostanziale l’outcome del paziente se applicata al paziente giusto, al tempo giusto, con la metodica giusta”, spiega Sergio Bernardini, Professore di Biochimica clinica e Biochimica molecolare dell’Università Tor Vergata di Roma, nel corso della Winter School 2022 di Pollenzo, organizzata da Motore Sanità, in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, evento di alto profilo in ambito sanitario, promosso e divulgato da Mondosanità e da Dentro la Salute. “È un settore di grande efficienza ed efficacia: il 70% delle decisioni cliniche si basano sulle informazioni di laboratorio, a fronte di un’incidenza sul budget dell’azienda sanitaria del 2-4%”, continua Bernardini. “La Medicina di Laboratorio spesso è percepita come una serie di strumentazioni che producono dati, viceversa richiede alta specializzazione sia per i medici, sia per i biologi e i chimici e rappresenta, nei fatti, la semeiotica dei fluidi corporei e quindi una dimensione internistica. Con un utile netto di circa 1 euro a test. Nelle ultime decadi, la medicina di laboratorio ha vissuto cambiamenti sostanziali e lo scenario nel quale opera è in continua evoluzione con la caduta delle barriere tra le diverse discipline e l’avvento delle cosiddette Omiche, cioè di tecnologie di indagine che tornano a vedere il paziente in modo olistico trascendendo dalla singola via metabolica e dai singoli analiti, ma piuttosto ragionando su pattern e profili”, prosegue Bernardini. “Questa evoluzione è alla base della Medicina di Precisione o personalizzata, che si avvale dell’acronimo SMART (Speed, Metrics, Automation, Remote and Technologies). D’alta parte le analisi di laboratorio non sono effettuate solamente nei tradizionali laboratori clinici, ma sempre più in ambiti decentrati come avviene per analisi al letto del malato (near-patient testing), a domicilio (home testing), nelle farmacie, nelle ambulanze ed in contesti di urgenza-emergenza, grazie allo sviluppo di tecnologie efficienti per il point-of care testing (POCT) che permettono la rapida diagnosi di molte condizioni cliniche, incluse malattie infettive e genetiche”. Quanto ai prossimi obiettivi e le prossime sfide, il Professor Bernardini non ha dubbi: “La Medicina di Laboratorio accompagna già oggi in diverse realtà il “nuovo” paziente nato dalla trasformazione digitale che conduce in senso stretto alla tele-patologia, usando nuovi approcci per l’accesso on line e per risposte più informative, dirette e “virtuali”. Il percorso segnato dalla futura “casa come primo luogo di cura” deve vedere i professionisti della Medicina di Laboratorio attori principali nella costruzione del previsto modello condiviso per il potenziamento dell’assistenza domiciliare tramite la tele-assistenza, il tele-consulto, il tele-monitoraggio e la tele-refertazione. Non solo. La Medicina di Laboratorio ha la necessità che sia costruito, nell’ottica di una efficace programmazione sanitaria, un moderno percorso formativo per le varie figure professionali, dai tecnici di laboratorio ai biologi, chimici, medici fino agli informatici, sempre più indispensabili nella costruzione di un moderno modello di Medicina di Laboratorio”.

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Medicina personalizzata e di precisione in oncologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2022

L’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) marcia spedito nella continua implementazione di modelli di medicina personalizzata e di precisione in oncologia. Tutto parte dall’esplorazione del genoma: dal 2016 effettuiamo analisi molecolari di sequenziamento dei tumori, grazie al Next Generation Sequencing (NGS), per valutare simultaneamente la presenza di un numero elevatissimo di alterazioni genomiche, un lavoro impensabile fino a pochi anni fa. Ognuna di queste alterazioni (e ve ne sono centinaia) può essere bersaglio di terapie mirate, più efficaci e meglio tollerate dai pazienti. L’obiettivo è associare in maniera puntuale un farmaco specifico al profilo molecolare unico del tumore di ogni paziente. Solo nel 2021, si sono effettuati 1715 test su tessuti tumorali per identificare terapie bersaglio, e circa 500 test NGS su globuli bianchi al fine di definire predisposizione a malattie neoplastiche su base eredo-familiare. L’utilizzo di varie soluzioni NGS, l’expertise per disegnare soluzioni anche per tumori rari e disegnate su singolo paziente ha avuto uno speciale riconoscimento dal Consorzio Europeo ICPerMed quale miglior ricerca in medicina di precisione in Europa per l’anno 2019. Nel 2018 è stato istituito il Molecular Tumor Board, tra i primi in Italia e in aggiunta lo studio delle biopsie liquide e le biobanche fanno si che riguardo la medicina di precisione, per noi l’oggi è già domani. L’Istituto dispone di una varietà di soluzioni NGS cosiddette ‘tumore agnostiche’, cioè pannelli genici che offrono l’opportunità di associare a ogni alterazione genomica il farmaco giusto in ogni tumore, e dell’expertise per disegnare soluzioni globali di sequenziamento ‘dedicate’ a singole patologie e singoli pazienti con particolare attenzione a tumori rari, patologie orfane, soggetti giovani e condizioni patologiche ‘anomale’.

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Accademia di medicina di Torino: La depressione dell’anziano

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2022

Martedì 8 febbraio alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “La depressione nell’anziano”. L’incontro verrà introdotto da Francesco Scaroina, Primario emerito di Medicina Generale e Segretario generale dell’Accademia. I relatori saranno Vincenzo Villari, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale e della Struttura Complessa Psichiatria e socio dell’Accademia e Gianluca Isaia, Geriatra presso l’Ospedale Molinette di Torino e prossimo Presidente della Società di Geriatria e Gerontologia Piemonte Valle d’Aosta. Entrambi prestano servizio preso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. Il dott. Villari tratterà il tema della depressione come uno dei principali problemi di sanità pubblica e una delle condizioni cliniche con cui più frequentemente devono confrontarsi sia i Medici di medicina generale sia gli specialisti. Tale malattia, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come prima causa di disabilità a livello mondiale, riguarda circa 3 milioni di italiani, di cui circa 1 milione soffre della forma più grave, la depressione maggiore. Nel complesso il 15-20% delle persone va incontro a uno stato depressivo nel corso della vita con una differenza di genere significativa (il tasso di depressione femminile è quasi doppio rispetto a quello maschile). Importante anche l’impatto dell’età e della salute generale (aumento considerevole della depressione negli anziani e negli ammalati cronici).Il dott. Isaia focalizzerà l’attenzione sulla prescrizione di ansiolitici e antidepressivi che ha subito un incremento significativo negli ultimi dieci anni e sui principali destinatari di tali farmaci, gli over sessantacinquenni. Questa fetta di popolazione è spesso caratterizzata da altre numerose problematiche sanitarie e sociali che favoriscono l’insorgenza di deflessione timica, ma non sempre l’approccio farmacologico risulta efficace. In particolare, ad esempio, le persone affette da deficit cognitivi lievi o moderati sembrano rispondere meno alla terapia antidepressiva. Inoltre, gli over sessantacinquenni sono anche coloro che assumono un numero consistentemente maggiore di farmaci per altre patologie differenti da quelle strettamente legate all’umore. Se poi consideriamo che tanto più è elevato il numero di farmaci prescritti ad una persona, tanto maggiore sarà la probabilità che questa persona non assuma tutti i farmaci, è facile dedurre come la prescrizione di un antidepressivo o un ansiolitico debba essere ponderata più che in altre fasce di età. Il medico deve dunque valutare singolarmente ogni terapia in relazione al beneficio atteso e all’aderenza terapeutica prevista Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green Pass, sia collegandosi da remoto al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Accademia di medicina di Torino: “L’eradicazione del virus dell’Epatite C”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2022

Martedì 18 gennaio alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “L’eradicazione del virus dell’Epatite C”. L’incontro verrà introdotto da Mario Rizzetto, Professore Onorario di Gastroenterologia, Università di Torino e socio dell’Accademia. Il relatore sarà Alessia Ciancio, Professore Associato di Gastroenterologia, Dipartimento di Scienze Mediche, Ospedale Molinette di Torino. L’infezione da HCV è nella maggior parte dei casi asintomatica e troppo spesso molte persone scoprono l’infezione HCV quando la malattia è già in stato di fibrosi avanzato o in cirrosi. Dal 2015, grazie all’arrivo dei farmaci innovativi ad azione diretta (DAA), l’epatite C può essere sconfitta. Questi farmaci non curano solo la malattia, ma bloccano la trasmissione del virus e risultano efficaci anche nel curare le manifestazioni extraepatiche HCV-correlate, come il diabete, la sindrome metabolica e alcuni tipi di linfomi. Poiché la malattia è asintomatica, spesso i soggetti portatori del virus non sanno di essere malati. La sfida adesso è intercettare il sommerso. Questa strategia è stata promossa dal recente decreto Milleproroghe (Legge N. 8/2020) che ha stanziato 71,5 milioni di euro per lo screening gratuito per il biennio 2020-2021, per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di sconfiggere l’epatite C entro il 2030. Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green Pass, sia collegandosi da remoto al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Accademia di Medicina di Torino: ultima riunione scientifica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

Torino Giovedì 16 dicembre alle ore 21.15, preceduta dalla seduta privata dei soci Ordinari, Emeriti e Corrispondenti, l’Accademia di Medicina di Torino terrà la sua ultima riunione scientifica dell’anno in corso, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “Descrizione e commenti al Premio Nobel per la Medicina 2021”. L’incontro verrà introdotto da Alessandro Comandone, già Presidente dell’Accademia di Medicina e Primario di Oncologia dell’ASL Città di Torino. Il relatore sarà Alessandro Vercelli, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, Vice Rettore dell’Università di Torino e socio dell’Accademia di Medicina.La sensibilità ci permette di esplorare lo spazio circostante e il nostro mondo interno. Attraverso i neuroni dei gangli sensitivi queste informazioni vengono trasmesse al nostro sistema nervoso centrale per modificare di conseguenza i nostri comportamenti. A livello dei terminali nervosi e dei recettori periferici, proteine canale rispondono al caldo/freddo e allo stiramento modificando la permeabilità agli ioni così determinando un segnale elettrico. Nel 2021 il premio Nobel per la fisiologia e medicina è stato assegnato a David Julius e Ardem Patapoutian che con i loro collaboratori hanno identificato queste proteine, correlate alle sensazioni dolorifiche. Quando succhiamo una pastiglia alla menta, o mangiamo un cibo piccante, diciamo spontaneamente che, rispettivamente, l’alito è fresco, e la lingua brucia. Si tratta di sostanze naturali, che si legano a questi recettori scatenando sensazioni tipiche di uno stimolo fisico. Partendo dalle proteine recettoriali, e dalle molecole naturali che interagiscono con loro, i due premi Nobel hanno aperto la strada a nuove terapie farmacologiche del dolore e alla comprensione di patologie dell’uomo in cui le proteine sono geneticamente modificate. Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green Pass, sia collegandosi da remoto al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Accademia di Medicina di Torino: Presentazione del nuovo testo di Mario Nano

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Torino venerdì 10 dicembre alle ore 17, l’Accademia di Medicina di Torino organizza la presentazione del nuovo testo di Mario Nano, Professore di Chirurgia Generale e membro dell’Accademia, dal titolo “La Chirurgia in Piemonte. Storia di una Scienza e di una Regione” (Edizioni Minerva Medica, 2021). Il testo verrà commentato da Bruno Gambarotta e da Mario Nano. Modera il Presidente dell’Accademia di Medicina, Giancarlo Isaia. «Il libro presenta via via figure di chirurghi che con le loro osservazioni e i loro studi hanno determinato progressi e innovazioni della disciplina. I fatti che presenta interessano sia lo specialista sia il lettore appassionato di storia, o anche semplicemente il lettore curioso. Il grande numero di personaggi e la parcellizzazione delle loro vicende, di fatti circostanziati, di avvenimenti che coinvolgono le istituzioni ospedaliere e universitarie si trasformano in infinite tessere di un mosaico che va componendosi, col procedere della lettura, in un grande disegno compiuto vivido nei dettagli quanto nell’insieme. La lettura del testo è agevolata anche da una ricca documentazione iconografica» (dalla prefazione di Stefano Geuna, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino). Con riferimento alle recenti normative di sicurezza, si potrà intervenire in presenza solo se muniti di green pass e previa prenotazione (accademiadimedicina.unito.it oppure telefonando al n. 011/6709607).

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