Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘medico’

Reumatologia e i rapporti tra medico e paziente

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

In Italia il Coronavirus ha compromesso l’assistenza ordinaria ai pazienti colpiti da malattie reumatologiche. Il 62% infatti non è riuscito a mantenere i contatti con lo specialista durante le fasi più acute della pandemia, nemmeno attraverso la telemedicina. Di questi il 27% dichiara che il medico non sia stato reperibile in quei mesi difficili. Per il 41% l’ospedale non ha messo a disposizione strumenti digitali per la telemedicina. Per otto malati su dieci le nuove tecnologie dovrebbero favorire i contatti non solo con lo specialista di riferimento ma anche con altri professionisti (per esempio il ginecologo, il cardiologo o l’ortopedico). Forti lacune sono evidenziate anche per altri aspetti della gestione della patologia. Per esempio il 91% dei pazienti non utilizza nessun strumento digitale per la somministrazione di farmaci. E nove su dieci auspicano un dialogo costante con il reumatologo anche per affrontare eventuali comorbidità collegate alla malattia. E’ quanto emerge da un sondaggio on line svolto su oltre 200 malati dall’ANMAR Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici) in collaborazione con l’Osservatorio CAPIRE. I risultati dell’indagine sono stati presentati, nei giorni scorsi, nel webinar “Il territorio e la reumatologia” realizzato con il supporto non condizionato di UCB. All’evento on line hanno partecipato rappresentati dei pazienti, medici specialisti e istituzioni. “L’indagine che abbiamo condotto apre interrogativi importanti e ribadisce alcune preoccupazioni che abbiamo denunciato fin dall’inizio della pandemia – sottolinea Silvia Tonolo Presidente ANMAR Onlus -. La lontananza, non solo fisica, di molti pazienti dal proprio specialista può avere determinato problemi di mancata aderenza alla terapia e quindi la continuità di cura. Lo stesso vale per gli esami diagnostici che spesso non sono stati eseguiti. Possono esserci stati dei fenomeni di riacutizzazione delle forme più gravi di artrite o di altre malattie. Da mesi stiamo ricevendo da malati e caregiver questo genere di segnalazioni. In quasi l’intero territorio nazionale il Covid-19 ha interrotto l’assistenza sanitaria reumatologica, soprattutto nell’autunno-inverno del 2020 e in questi ultimi mesi. La digitalizzazione della sanità e il ricorso a tecnologie di telemedicina risultano ancora deficitarie anche a causa di una scarsa conoscenza da parte sia dei malati che dei medici. Le potenzialità di questi mezzi sono evidenti e tuttavia solo l’11% dei pazienti continua ad usarli regolarmente a distanza di due anni dall’inizio della pandemia. E’ evidente che sia necessario non solo un’implementazione della telemedicina ma anche un’opera di alfabetizzazione per renderne più frequente il ricorso”. Il sondaggio dell’ANMAR evidenzia inoltre alcune perplessità circa il nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede lo spostamento dell’assistenza sanitaria dall’ ospedale al territorio. Il 30% degli intervistati si dichiara sfavorevole a questo passaggio e di questi il 48% sostiene di sentirsi meglio seguito in ospedale. Il 19% invece ritiene che i medici del territorio non sia sufficientemente preparati nel gestire patologie spesso complesse.

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Il medico di Famiglia è la chiave di volta della campagna vaccinale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

“È il medico di medicina generale, il medico di famiglia la chiave di volta per portare al vaccino gran parte degli oltre 7 milioni e mezzo di italiani che non hanno ancora voluto provvedere ad effettuare la pima dose, questi rappresentano un grave problema specialmente con la nuova variante e con la stagione del picco influenzale”.A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, segretario della Commissione Sanità nel corso di Mattino Cinque.”Si parla tanto di medicina di prossimità, ma sino ad oggi la figura che è stata all’inizio trascurata e oggi ancora sottoutilizzata, è proprio quella del medico di medicinale generale – continua il senatore Zaffini. E dire che è colui che conosce la storia sanitaria di tutti i componenti del nucleo familiare, che può effettuare una valutazione complessiva sul soggetto fragile, e che può fare una valutazione generale sul soggetto guarito dal Covid alle prese probabilmente con i problemi del “long COVID” e quindi valutare l’opportunità o meno di effettuare la vaccinazione. E’ ovvio che si tratta di una categoria che deve essere coinvolta maggiormente e messa anche in condizione di effettuare le valutazioni che gli sono richieste attraverso un percorso di formazione accelerata. Altra circostanza è, poi, quella di prevedere delle premialità in virtù del grado di coinvolgimento che saranno in grado di fornire e dei risultati ottenuti”.”Ogni medico di Famiglia ha tra i suoi assistiti un numero rilevante di non vaccinati, mediamente 70/100, e questi devono essere individuati, seguiti, bisogna incontrarli presso il loro domicilio, e chiaramente devono essere vaccinati. Su questi soggetti deve essere fatta una valutazione sanitaria complessiva che solo il medico di medicina generale può effettuare, ovviamente adeguatamente supportato da tutte le strutture specialistiche necessarie e, come detto, da un percorso di formazione accelerato”.

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E’ uscito in libreria “Il medico che ascolta. Sul sentiero dell’anima”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

Saggio del dottor Gianni Squillante che, attraverso la ricerca e l’ascolto dell’altro, segue un percorso tra psicoanalisi, filosofia e medicina “alternativa”. Un buon discepolo di Jung segue il suo consiglio di non essere junghiani, ma di sviluppare ulteriormente quello che è stato il suo lavoro. Da questa premessa nasce questo saggio, che si apre alle infinite vie dell’animo umano e ai molteplici e complementari sentieri che il Medico in ascolto percorre per raggiungerlo e prendersene cura. È così che l’agopuntura, la medicina, quella omeopatica e quella tradizionale, la terapia psicoanalitica, costituiscono il mezzo che conduce il paziente in profondità, e, quando necessario, sulla strada della guarigione. Gianni Erminio Squillante (Monteleone Sabino 1949) si è laureato all’età di 25 anni in medicina e chirurgia a Roma. Uomo di grande curiosità culturale e vero divoratore di libri, è poco conosciuto dal grande pubblico dei lettori a causa della sporadica attività pubblicistica, da sempre limitata dall’intensa attività professionale. Si ricordano comunque le sue collaborazioni, in qualità di co-fondatore, ai Quaderni Dalla parte dell’uomo dal 1981 al 1989, La medicina del confine, libro pubblicato nel 1992 e I racconti dell’Anima, raccolta che fonde, con straordinaria originalità, prosa e poesia nel narrare le vicende del quotidiano. Nel 1996 riceve un premio dall’Associazione “Il Tempo Ritrovato” per una breve raccolta di poesie. Nel 2005 pubblica i quattro volumi del saggio “Sentieri non opere”.La sua esperienza come terapeuta, medico omeopata, agopuntore lo porta oggi a pubblicare questo saggioOggi in seguito ad anni di esperienza come terapeuta, medico omeopata, agopuntore e studioso pubblica per Terre Sommerse questo saggio.

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“Il medico che ascolta sul sentiero dell’anima” nuova opera di Gianni Squillante

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

E’ uscito in libreria “Il medico che ascolta. Sul sentiero dell’anima”, saggio del dottor Gianni Squillante che, attraverso la ricerca e l’ascolto dell’altro, segue un percorso tra psicoanalisi, filosofia e medicina “alternativa”. Un buon discepolo di Jung segue il suo consiglio di non essere junghiani, ma di sviluppare ulteriormente quello che è stato il suo lavoro. Da questa premessa nasce questo saggio, che si apre alle infinite vie dell’animo umano e ai molteplici e complementari sentieri che il Medico in ascolto percorre per raggiungerlo e prendersene cura. È così che l’agopuntura, la medicina, quella omeopatica e quella tradizionale, la terapia psicoanalitica, costituiscono il mezzo che conduce il paziente in profondità, e, quando necessario, sulla strada della guarigione. Gianni Erminio Squillante (Monteleone Sabino 1949) si è laureato all’età di 25 anni in medicina e chirurgia a Roma. Ben presto attratto dall’approccio sostanzialmente diverso e più coinvolgente delle medicine cosiddette “alternative”, studia e si specializza in omeopatia ed agopuntura presso l’Istituto di Medicina Omeopatica di Roma, dove inizia la sua attività di terapeuta, tutta dedita non a curare le “malattie”, ma a curare i “malati”, conformemente alla visione che pone l’uomo, nella sua inscindibile interezza di soma e psiche, al centro della sua sfera di interesse. Uomo di grande curiosità culturale e vero divoratore di libri, è poco conosciuto dal grande pubblico dei lettori a causa della sporadica attività pubblicistica, da sempre limitata dall’intensa attività professionale. Si ricordano comunque le sue collaborazioni, in qualità di co-fondatore, ai Quaderni Dalla parte dell’uomo dal 1981 al 1989, La medicina del confine, libro pubblicato nel 1992 e I racconti dell’Anima, raccolta che fonde, con straordinaria originalità, prosa e poesia nel narrare le vicende del quotidiano. Nel 1996 riceve un premio dall’Associazione “Il Tempo Ritrovato” per una breve raccolta di poesie. Nel 2005 pubblica i quattro volumi del saggio “Sentieri non opere”.La sua esperienza come terapeuta, medico omeopata, agopuntore lo porta oggi a pubblicare questo saggio.

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Scuola: Medico scolastico?

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2021

Tutti sanno che la scuola rappresenta un’organizzazione particolarmente complessa a legami deboli nel cui interno sono presenti delle vere e proprie comunità. Come avviene per tutte le organizzazioni complesse, per governarle è necessario avere delle risorse umane altamente competenti e specializzate.Avere a disposizione una figura come quella del medico scolastico non solo sarebbe auspicabile, ma sarebbe buono averla oggi in stabile pianta organica nella prevenzione sanitaria nelle scuole. Una figura, quella del Medico scolastico, che va assolutamente recuperata e ripristinata. Presente soprattutto negli anni ‘80 e ‘90 nell’ambito dei programmi di prevenzione sul territorio nazionale in carico alle Unità Sanitarie Locali – A.S.L.Secondo i dirigenti scolastici Udir, oggi, potrebbe essere utile ragionare sulla presenza stabile da dedicare interamente nella prevenzione della salute dei nostri studenti. Sarebbe perfetto avere nell’abito scolastico anche altri specialisti, quali lo psicologo scolastico, l’assistente sociale e l’infermiere. Un vero e proprio team, un presidio sanitario scolastico utile a prescindere dall’emergenza pandemica SARS-CoV-2.Avere a scuola l’aiuto del medico scolastico è diventato ormai un’esigenza, a prescindere dall’emergenza pandemica SARS-CoV-2 avvertita da tutti gli operatori – dichiara Dario Tumminelli, dirigente scolastico Udir – Ripristinare la figura del medico scolastico non solo è auspicabile, oggi con l’emergenza pandemica diventa un’esigenza fondamentale se non prioritaria. Il recupero della medicina scolastica significherebbe non solo migliorare ciò che è stato buono in passato, un servizio che ha dato pieno supporto alla crescita di intere generazioni. Sarebbe importante avere dei veri e propri presidi sanitari scolastici all’interno delle nostre scuole, un team di esperti composto da diverse figure specializzate e complementari”, ha concluso Tumminelli.

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Figura del “medico di riferimento” per gli iscritti AIRE

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

“Ho presentato una interrogazione al Ministro Speranza per chiedere l’impegno del Ministro a riconoscere il diritto di accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale agli iscritti AIRE, quando si trovano in Italia, ed istituire in ogni ASL la figura del “medico di riferimento” per gli italiani all’estero. In un momento in cui la pandemia da covid-19 è ancora in corso ritengo importante che le Istituzioni sappiano tutelare adeguatamente tutti i cittadini italiani sul piano della salute e quindi garantire anche agli italiani all’estero l’accesso alle cure mediche di base.” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Vaccini anti-Covid dal medico di famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Da febbraio 43 mila medici di famiglia potrebbero essere in grado di fare 500 mila vaccini al giorno e in due mesi potrebbero arrivare a vaccinare tra 8 e 16 milioni di italiani contro il Covid-19. Le dichiarazioni del segretario Fimmg Silvestro Scotti sono sospese alla disponibilità di dosi ovviamente. Le regioni sono più prudenti, visto il ritardo di 6-8 settimane “certificato” dal viceministro della salute Pierpaolo Sileri che la riduzione delle consegne causerà alla campagna vaccinale. Oltre a dare disponibilità, i medici di famiglia Fimmg offrono una piattaforma realizzata con Cittadinanzattiva con un algoritmo che, in base alla storia clinica del paziente, età, anamnesi, indica le persone a cui dare priorità dacché arriveranno le dosi e in teoria, sempre che il compito non sia rilevato dalle regioni, consente di prenotare la vaccinazione. Governo e regioni si dicono pronti a vedere le carte della categoria. Il presidente della conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini, annuncia un incontro imminente con i sindacati, per accelerare le convenzioni locali con la medicina generale. Per l’Emilia Romagna, da lui governata, Bonaccini vorrebbe triplicare da marzo il ritmo attuale di inoculazioni, complice la disponibilità di vaccino Astra Zeneca. Intanto sono stati siglati accordi in Lombardia, Piemonte e presto ci saranno Veneto e Trentino. (Da uno stralcio dell’articolo di Mauro Miserendino scritto per Doctor33)

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Le prime 10 patologie per cui gli italiani hanno cercato un medico nel 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Non solo coronavirus. Nell’annus horribilis, segnato dalla pandemia mondiale che ha fagocitato pensieri e preoccupazioni, gli italiani non hanno smesso di soffrire di altre patologie e si sono rivolti al web per cercare i medici in grado di curarle. dottori.it, portale leader in Italia per la prenotazione di visite specialistiche, che offre a medici e pazienti la possibilità di effettuare le visite online direttamente dal sito e dall’app, ha analizzato le ricerche effettuate in tutto il 2020 e ha stilato la lista delle 10 patologie più ricorrenti fra chi ha cercato un dottore sul web. Al primo posto ci sono i disturbi della colonna vertebrale: indubbiamente legati alle posture scorrette assunte durante le numerose ore passate al pc lavorando da casa, i mal di schiena hanno segnato per molti questo 2020. A seguire ci sono le ricerche di coloro che hanno provato a trovare una cura per la fibromialgia: questa sindrome ha sintomi poco riconoscibili e coinvolge più organi e apparati rendendo la diagnosi molto difficile. Si tratta di una forma reumatica extra-articolare caratterizzata non solo da dolore muscolo-scheletrico, ma anche da profondo affaticamento e indolenzimento, che può essere localizzato o diffuso in tutto il corpo, senza limiti per intensità e diffusione. Al terzo posto i dolori che riguardano il ginocchio. L’integrità di questa articolazione non è minacciata soltanto dall’intensa attività sportiva o da lavori pesanti, ma anche dall’eccessiva sedentarietà che, in questi ultimi mesi, si è rivelata deleteria per molti. L’infiammazione della cervicale: è sicuramente uno dei disturbi più conosciuti e invalidanti per chi svolge lavori sedentari. Può essere inserita, a pieno titolo, tra quei disturbi causati dallo stile di vita imposto dalla pandemia. A causare la cervicalgia può essere non solo una postura errata ma anche stress, ansia e scarso esercizio fisico. Al quinto posto delle patologie più frequenti fra chi ha cercato un medico online si trova l’ernia inguinale, all’origine della quale c’è una debolezza della parete addominale. Questa debolezza può essere congenita e può essere accentuata da uno scarso tono muscolare. Se è vero che anatomicamente gli uomini sono più predisposti, questa può colpire comunque anche donne e bambini. Al sesto posto troviamo un disturbo che riguarda soprattutto le donne: si tratta delle vene varicose. Anche le gambe hanno sofferto molto la “nuova normalità” e la conseguente sedentarietà, provocando spesso una sensazione di affaticamento e pressione. Non a caso questo disturbo è fra i più cercati dagli utenti intenzionati a prenotare un controllo medico-specialistico. L’endometriosi: si tratta di una malattia femminile, determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero. Questa anomalia determina nel corpo un’infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali. Anch’essa difficilmente diagnosticabile, solo negli ultimi anni è diventata oggetto di ricerca scientifica. Alterazioni strutturali e cromatiche delle unghie: costituiscono il primo segno di eventuali condizioni patologiche di altre parti del corpo. Discromie, fragilità o microfratture nascondono spesso un’alterazione delle funzionalità metaboliche dell’organismo. Ecco perché quando si notano cambiamenti nell’aspetto o nel colore delle proprie unghie è sempre bene rivolgersi al medico. L’acufene, anche detto fischio nell’orecchio, è propriamente un sintomo causato da una condizione come la perdita uditiva o una lesione all’orecchio. Si tratta di un disturbo molto invalidante e un mancato trattamento può provocare anche altre reazioni come stress, ira, problemi di concentrazione, isolamento e depressione. Per queste ragioni è indispensabile rivolgersi ad uno specialista per contenere i sintomi fin dal primo segnale. Chiude la classifica dei dieci disturbi più frequenti uno di quelli che rientra tra gli effetti collaterali della pandemia, l’acne. L’uso della mascherina, lo stress e anche l’alimentazione disordinata sono state tra le cause principali dell’aumento di ricerche per trovare una cura a questo disturbo antiestetico. Gli specialisti più cercati e quelli più attivi nelle televisite. Nel 2020 più della metà degli utenti del portale sono state donne (57,8%), concentrate per lo più nelle grandi metropoli, con Roma, Milano e Torino in testa. Analizzando i dati del traffico del portale, lo specialista più cercato si conferma il ginecologo, che raccoglie oltre il 10% delle ricerche; a seguire si trovano dermatologi (9,3%) e oculisti (6,7%). A sfruttare maggiormente la nuova funzionalità della telemedicina, sono stati dermatologi, psicologi e neurologi, che insieme hanno effettuato oltre il 30% delle visite a distanza ai pazienti.

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Un nuovo poliambulatorio medico è stato inaugurato a Qallawiyah

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

SHAMA Si trova nel Sud del Libano ed è stato allestito, dai militari del contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata al confine con Israele. La struttura è stata interessata da un importante intervento di ristrutturazione che ha riguardato il rifacimento della copertura, del prospetto principale, dell’impianto elettrico e idrico-fognario. I lavori, eseguiti nel rispetto delle normative vigenti in Libano in materia di tutela, sicurezza e salute dei lavoratori, hanno interessato una superficie di circa 160 metri quadrati in cui è stata completata la riorganizzazione funzionale degli spazi interni mediante la realizzazione di un ampio ingresso principale che funge anche da sala d’attesa, di un’ala destinata ad ospitare i pazienti e di locali ad uso del personale medico e infermieristico. Il presidio ospedaliero è dotato di tutti i servizi sanitari primari e garantirà un’adeguata assistenza medica ai 2.000 residenti del villaggio e a piu’ di 3.500 abitanti dei paesi limitrofi. Il progetto, finanziato con fondi del ministero della Difesa italiano, rientra nel piano di sviluppo del settore sanitario portato avanti dai “caschi blu” del contingente nazionale in stretto coordinamento con le autorità locali, facendo ricorso a manodopera del posto, con positive ricadute economiche sul territorio. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il sindaco di Qallawiyah, Mansur Ilayan, e il generale Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil, al quale sono andati i ringraziamenti a nome dell’intera comunità per la vicinanza e la consueta attenzione dei “caschi blu” italiani al soddisfacimento delle esigenze di carattere sanitario dell’Unione delle municipalità di Al-Qalaa. L’assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Ltc. Marco MELE Joint Task Force – Lebanon Sector West http://www.conlabrigatasassari.sardinia.it

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Scuola: termoscanner e medico sono fondamentali

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

“Il governo fa bene a fidarsi dei cittadini ma, come leggiamo in questi giorni sui giornali, ci sono anche situazioni dove non tutti rispettano le regole: ragazzi a scuola con la febbre o sintomatici e scuole costrette a chiudere. Per evitare che si interrompa l’attivita’ scolastica, e’ importante avere dei termoscanner all’entrata che misurino la febbre e magari anche persone che si rendano conto se lo studente ha altri sintomi. E’ una questione di sicurezza, perche’ se il contagio si diffonde poi non c’e’ altra soluzione che richiudere gli istituti”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, il presidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia, Antonio Magi, in merito alla decisione del Tar che ha respinto la richiesta del governo di sospendere l’ordinanza del Piemonte che impone alle scuole la verifica della temperatura agli studenti. “In questo momento la sicurezza e’ fondamentale. Purtroppo stiamo assistendo a una risalita dei casi all’interno delle famiglie, che e’ il risultato di cio’ che abbiamo visto quest’estate” ha aggiunto Magi, secondo il quale e’ necessario istituire anche la figura del medico scolastico. “Nella Regione Lazio e’ stato presentato un disegno di legge, so che altre Regioni ci stanno lavorando- ha spiegato- E’ fondamentale avere negli istituti la figura di un medico non soltanto per le necessita’ dell’epidemia, ma anche per fornire un’educazione sanitaria agli studenti. Una persona che non deve dare voti, ma sia di sostegno e di conforto ai ragazzi. Spesso i ragazzi hanno timore a esternare i loro dubbi, ma sapendo che c’e’ un medico, tenuto al segreto professionale, potrebbero avere piu’ facilita’ ad aprirsi”. Infine, sull’arrivo a breve dei test salivari, Magi ha sottolineato: “Se funzionassero sarebbero l’ideale. La cosa importante e’ proprio questa: che siano affidabili”. fonte «Agenzia DIRE»

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No al medico scolastico

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

“Abbiamo abbandonato la figura del medico scolastico con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, oltre 40 anni fa. Non torniamo indietro e soprattutto non creiamo confusione di ruoli a scapito di bambini e genitori. Dentro quelle classi ci sono i nostri pazienti ed è impensabile affidare ad altre figure professionali non specialistiche, compiti che si collocano tra le nostre responsabilità. Non c’è bisogno di un altro medico. Piuttosto, come indicato nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gestione dei contagi nelle scuole, occorre che i Dipartimenti di Prevenzione individuino figure di raccordo, come gli Infermieri di Comunità”. Questa la posizione della FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, espressa dal Presidente Paolo Biasci in un incontro col Ministro della Salute, Roberto Speranza.“Quanto alla prevenzione – afferma Biasci – siamo disposti a dare il nostro contributo nella Scuola con Attività Territoriali che peraltro il nostro Accordo Collettivo Nazionale già contempla e ci stiamo impegnando a partecipare attivamente alla Campagna di Vaccinazione per l’Influenza. Il Pediatra di Famiglia è in grado di assolvere questi compiti senza che si debbano “inventare” novità rispetto a quanto già previsto: spetta alle Regioni coinvolgerci. Il SSN deve sfruttare al meglio le risorse di cui dispone, soprattutto se specialistiche, che hanno già dimostrato di essere efficaci nella gestione dell’emergenza, ma anche nella semplificazione della vita quotidiana di bambini, famiglie e mondo della Scuola. E le famiglie ci apprezzano anche per questo”. “Facciamo tesoro del rapporto fiduciario che abbiamo costruito nel tempo e da lì ripartiamo – conclude Biasci – consapevoli che la scuola non solo garantisce la didattica, ma è anche ambito di apprendimento della socialità e della convivenza, luogo dove con bambini e adolescenti devono lavorare in sicurezza educatori, insegnanti e personale. Con un doveroso senso di responsabilità da parte di tutti, dobbiamo dare a questo equilibrio una solida sostenibilità. Come Pediatri di Famiglia siamo pronti a fare la nostra parte”.

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Memorie di un giovane medico di Michail Bulgakov

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Traduzione dal russo di Serena Prina Euro 15,00 / 208 pagine, Neri Pozza editore. Dalla penna dell’autore de Il maestro e Margherita, nove racconti che, con finissima ironia e altrettanto pathos, raccontano le avventure di un giovane e inesperto medico inviato in uno sperduto villaggio russo all’alba della Rivoluzione d’ottobre. Memorie di un giovane medico è fortemente autobiografico: Bulgakov si laureò in medicina e fu dirigente d’un ospedale di campagna, prima di dedicarsi alla scrittura.
Sullo sfondo dell’inverno del 1917, un anno di travagli e privazioni, il protagonista di queste intense pagine si troverà ad affrontare una serie di ostili pazienti, per lo più poveri contadini, vittime di paure e superstizioni e restii a lasciarsi curare.

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Coronavirus: Medico di famiglia e gestione emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

In questi giorni che stiamo cercando di fronteggiare l’emergenza sanitaria, esiste solo un consiglio da seguire, che si è trasformato in un hastag, #Io resto a casa. Più facile a dirsi che a farsi. Non sempre rimanere a casa è possibile e non facciamo riferimento alle comprovate esigenze lavorative. Ma ad un’esigenza molto più primaria, molto più basica. Pensiamo ad un soggetto, magari immunodepresso, che ha bisogno di rinnovare la ricetta per andare in farmacia a ritirare un farmaco salvavita. Essendo un soggetto immunodepresso dovrebbe evitare quanto più possibile i contatti con l’esterno. Ed invece, almeno per il momento, questo soggetto deve recarsi dal proprio medico curante, attendere in fila con altre persone, che vogliamo sperare siano dal medico per reali ed improrogabili necessità e che non siano infette, prendere la ricetta e poi riattendere in coda fuori dalla farmacia. Tutto questo, che apprendiamo da alcune segnalazioni giunte in Aduc, è assurdo. Come si fa a garantire di rimanere a casa e a limitare la diffusione del contagio se poi si lasciano tante persone a rischio in coda per andare dal medico di famiglia? Non sarebbe forse opportuno emanare delle linee guida a cui tutti i medici devono attenersi? Non sarebbe opportuno tutelare effettivamente le persone immunodepresse o anziane? Non sarebbe opportuno garantire, almeno per le categorie più a rischio, che il medico di base possa ricevere le richieste telefonicamente? In modo che queste siano trasmesse sul fascicolo sanitario, o in altra modalità, in modo che la farmacia a cui ci si rivolge possa vederle e successivamente consegnarle a domicilio? Comprendiamo che non tutti abbiano la tessera sanitaria attiva ma potrebbero essere effettuate anche altre scelte.Del tipo: si telefona al medico curante, questo prepara la ricetta che verrà consegnata, su appuntamento, al paziente che poi, sempre su appuntamento, si recherà in farmacia.
Si potrebbe semplicemente dedicare delle giornate ed orari alle persone che sono immunodepresse oppure anziane.
Se si vuole garantire la salute delle persone maggiormente a rischio occorre risolvere questa problematica. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

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Coronavirus: Bollettino medico numero 17

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Roma – Spallanzani: 16 febbraio 2020. Il Giovane italiano proveniente dalla città di Wuhan, preso in carico dal nostro Istituto nella mattinata di ieri, continua ad essere in buone condizioni di salute. Il tampone naso-faringeo effettuato nella giornata di ieri, 15 febbraio, è risultato negativo per la ricerca del nuovo coronavirus e di altri eventuali agenti patogeni. Il ragazzo continua ad essere sereno e di ottimo umore.
I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di infezione da nuovo coronavirus, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche sono in miglioramento. La prognosi resta invariata.
Le condizioni di salute del cittadino proveniente dalla Cecchignola, caso confermato di infezione da nuovo coronavirus, sono ottime. Continua ad essere ricoverato in osservazione.
Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 68 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 59, risultati negativi al test, sono stati dimessi.
Dieci pazienti sono tuttora ricoverati: 3 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola) 6 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato.  Un solo paziente rimane comunque ricoverato per altri motivi clinici. In caso di evoluzioni del quadro clinico, verranno dati immediati aggiornamenti.

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Spallanzani: Bollettino medico numero 16

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Roma 15 febbraio 2020. Oggi, alle ore 9 circa, è arrivato presso il nostro Istituto il Giovane italiano proveniente dalla città di Wuhan. Le sue condizioni di salute sono buone. Presenta febbricola e non manifesta altra sintomatologia. E’ stato effettuato un tampone naso-faringeo per la ricerca del nuovo coronavirus e di altri eventuali agenti patogeni. Il ragazzo appare assolutamente sereno e di ottimo umore. I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di infezione da nuovo coronavirus, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche sono stabili con parametri emodinamici migliorati. La prognosi resta riservata. Le condizioni di salute del cittadino italiano di ritorno dalla città di Wuhan e proveniente dalla Cecchignola, caso confermato di infezione da nuovo coronavirus,sono ottime. Continua ad essere ricoverato in osservazione. Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 68 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 59, risultati negativi al test, sono stati dimessi.Dieci pazienti sono tutt’ora ricoverati:3 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva ed il giovaneproveniente dal sito della Cecchignola) 6 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di
risultato Un solo paziente rimane comunque ricoverato per altri motivi clinici. In caso di evoluzioni del quadro clinico, verranno dati immediati aggiornamenti. (by Salvatore Curiale Science communicator)

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Diceva Paracelso che i pazienti dovrebbero essere i libri del medico

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

E nel terzo millennio i medici hanno imparato a leggerli. Merito di quella che viene chiamata ‘medicina di precisione’ e che oggi entra di diritto anche nei reparti di reumatologia. Le malattie gastro-reumatologiche colpiscono circa un milione di persone in Italia hanno indotto la SIGR a credere nel progetto di creare un Registro Nazionale Spondiloartriti Enteropatiche.
Si tratta di un ambizioso e complesso progetto, che ha visto finora la partecipazione attiva di 16 Centri di gastroenterologia e reumatologia sul territorio nazionale” sottolinea il Dottor Andrea Picchianti Diamanti, ricercatore universitario al Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, “Sapienza” Università di Roma – permette ndo di ottenere quella che è, ad oggi, la più ampia casistica italiana di pazienti affetti da Spondiliti Anchilosanti enteropatiche”. La raccolta dei dati avviene tramite una piattaforma online dedicata di semplice utilizzo, in cui ogni centro ha inserito le principali caratteristiche cliniche di ogni singolo paziente tra cui: la tipologia di SpA enteropatica, la severità della malattia, la diagnostica per immagini (risonanza magnetica, ecografia articolare, radiografia), le comorbidità e il regime terapeutico. I preziosi dati epidemiologici scaturiti da questa popolazione potranno ampliare la conoscenza delle Spondiloartriti (Spa) enteropatiche nella speranza di migliorarne il percorso diagnostico/terapeutico attraverso la gestione multidisciplinare di questi pazienti e favorire l’approccio di ‘patient profiling’”.Ad oggi, l’incidenza di spondiloartriti e artrite reumatoide si attesta intorno allo 0,5% della popolazione e per le malattie infiammatorie croniche intestinali intorno allo 0,3%-0,5%.Sono patologie infiammatorie che possono interessare le articolazioni e la colonna vertebrale, frequentemente associate alle malattie infiammatorie croniche intestinali (M.I.C.I.),come colite ulcerosa o il Morbo di Crohn e la sovrapposizione di queste due patologie nello stesso paziente viene appunto definita SpA enteropatica. “Si tratta di malattie croniche di forte impatto sociale che colpiscono spesso persone giovani in piena età lavorativa con costi diretti e indiretti rilevanti e una alta quota di disabilità” specifica il Professor Bruno Laganà, Presidente della SIGR. “In ambito sanitario si sta affermando un concetto di medicina cucito sulle differenze individuali, che tiene conto della variabilità genetica, dell’ambiente, delle caratteristiche del microbioma e dello stile di vita delle singole persone. Il minuzioso processo di individuazione di terapie e cure in modo così personalizzato prende il nome di ‘medicina di precisione’. Motivata dall’esplosione dei dati legati agli studi di biologia molecolare, che hanno evidenziato la forte variabilità tra individui, la medicina di precisione è destinata all’ampliamento della tassonomia delle patologie, perché tiene conto delle singole peculiarità”. Il primo articolo presente nella banca dati NCBI che cita la medicina di precisione risale al 1952, ma l’interesse è esploso negli anni 2000 , precisamente nel 2014, quando si è registrato un aumento del 66% delle pubblicazioni scientifiche inerenti all’argomento. In una ricerca su Arthritis & Rheumatology Richard Pope e Deborah Winter, autori di spicco della Nord-Ovest University hanno sottolineato: “Abbiamo tanti diversi farmaci biologici, ma c’è nessuna motivazione per usare un farmaco anzichè un altro”, ha detto Perlman. “Sprechiamo 2,5 miliardi di dollari l’anno in una terapia inefficace e i pazienti passano attraverso 12 settimane di terapia a cui non rispondono”.Nella medicina “personalizzata” si cerca di riconoscere e colpire specifici bersagli molecolari mentre la ricerca medica e farmacologica si concentra su bio- marcatori in grado di prevedere la risposta terapeutica in sottogruppi di pazienti con specifici profili genetici.Questo approccio promette di migliorare l’efficacia e la sicurezza dei nuovi trattamenti limitandone gli effetti collaterali e risparmiando ai pazienti l’esposizione a farmaci che hanno scarse probabilità di successo.

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La squadra vincente è infermiere-medico di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

I medici di famiglia lo hanno detto chiaro: la figura professionale che, oltre al medico, può meglio intervenire nel miglioramento dell’aderenza terapeutica (in questo caso nel campo cardiovascolare) è l’infermiere che lavora con il medico di medicina generale (score 4-5 dal 69,0% dei medici che ne hanno disponibilità).Il dato emerge dall’analisi condotta dal CREA dell’Università di Tor Vergata di Roma assieme al Centro studi Fimmg, Federazione medici di medicina generale e ha avuto come oggetto i problemi di aderenza alle terapie in campo cardiovascolare.Obiettivo primario dello studio è stato quello di analizzare le principali criticità connesse alla aderenza alle terapie farmaceutiche, mediante l’implementazione di una survey condotta, a livello nazionale, sui medici di medicina generale (Mmg). L’attenzione si è focalizzata sull’ambito cardiovascolare, sebbene per completezza si siano indagate alcune questioni anche in modo più generale.I punti chiave dell’analisi sono stati
L’aderenza ha una natura multidimensionale e fortemente comportamentale.
Il problema dell’aderenza appare particolarmente significativo in presenza di una popolazione anziana che spesso presenta numerose comorbilità e, quindi, schemi di terapia particolarmente complessi. Da una meta-analisi effettuata emerge con chiarezza come la semplificazione (in termini di minori somministrazioni giornaliere) incrementi significativamente l’aderenza al trattamento.
Da una survey rivolta ai Mmg emerge che: la fissazione di obiettivi di aderenza a livello regionale o di ASL è fortemente disomogenea
Gli elementi che per i Mmg maggiormente condizionano l’aderenza sono: la presenza di disturbi cognitivi/psichiatrici, la complessità della terapia, una scarsa consapevolezza della malattia, la comorbilità, il livello culturale
Il timore di effetti collaterali o la loro insorgenza condizionano il paziente nella non aderenza
Il software gestionale e la disponibilità di un infermiere assieme al medico sono ritenuti i migliori supporti per monitorare l’aderenza.
Il software gestionale ambulatoriale per la verifica dell’aderenza terapeutica viene considerato dai medici il miglior supporto per monitorare l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti; segue la disponibilità di un infermiere, che è la figura ritenuta più importante oltre il medico per l’empowerment dei pazienti.

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Un americano su quattro prende Asa, spesso senza raccomandazione del medico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Negli Stati Uniti, circa un quarto degli adulti assume farmaci a base di acido acetilsalicilico (Asa) ogni giorno per prevenire le malattie cardiache. Questa conclusione è frutto di uno studio, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, che ha analizzato i dati di 14.000 individui con più di 40 anni che hanno compilato un sondaggio nazionale nel 2017. I risultati mostrano che, tra coloro che hanno riportato l’uso del farmaco per la prevenzione primaria, il 23% non lo fa a seguito di una raccomandazione di un medico. Inoltre, il farmaco viene preso dal 45% degli anziani con età superiore ai 70 anni. Le analisi hanno anche rivelato che lo utilizza circa il 28% delle persone che hanno precedente sofferto di ulcera peptica. Come sottolineato dagli autori dello studio, guidati da Colin O’Brien, del Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School a Boston, l’uso di Asa nella prevenzione primaria è stato discusso nelle linee guida del 2019 dell’American Heart Association and American College of Cardiology. Il farmaco non viene raccomandato negli anziani con più di 70 anni, mentre la sua assunzione può essere presa in considerazione negli adulti di mezza età (40-70 anni) se sono ad alto rischio cardiovascolare, a patto che non ne abbiano uno aumentato di sanguinamento. «Alla luce degli studi e delle linee guida recenti, i nostri risultati mostrano l’enorme necessità degli operatori sanitari di informarsi sull’uso continuo di Asa e consigliare i pazienti sull’equilibrio tra benefici e danni, in particolare gli anziani e coloro con precedente ulcera peptica» concludono gli autori. (fonte: doctor33)

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Il futuro dell’assistenza è nelle micro-équipe tra medico e infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Il futuro del Servizio sanitario nazionale e quello di un’assistenza a misura di cittadino, è nella multi-professionalità: ogni figura, ogni professionista della salute in questo gioca un ruolo essenziale e importantissimo perché il castello della salute sia stabile e indistruttibile e abbia come suo apice gli assistiti e il loro assoluto benessere.
In questo ogni professionista è una carta importante, senza la quale il castello inesorabilmente crolla.
Il vero male sta nella mancanza di una educazione sanitaria tale da far capire alle persone che si devono affidare con fiducia a chi è formato per assisterli, senza autodiagnosi e ‘assistenza fai-da-te’, per evitare pericolosi errori che portano a diagnosi ritardate, a un’assistenza spesso incompleta e a un ricorso improprio al pronto soccorso. Si dovrebbe quindi dare più spazio a educazione sanitaria e prevenzione e in questo ormai da anni gli infermieri sono in prima linea e offrono la loro professionalità e la loro vicinanza continua con i cittadini”.
“Poi, seconda evidenza importantissima – ricorda la presidente FNOPI – su cui la nostra Federazione ha puntato con forza negli ultimi mesi, è la realizzazione omogenea su tutto il territorio nazionale dell’infermiere di famiglia e comunità, presente oggi sia nelle bozze del Patto per la Salute in discussione con le Regioni e che deve essere portato al più presto al termine, sia anche in alcuni disegni di legge presentati in Parlamento che non si devono perdere nelle pieghe della crisi. L’infermiere di famiglia è un vero e proprio welfare manager dove il medico di famiglia è il clinical manager dei pazienti perché dopo la giusta diagnosi e la scelta della migliore terapia il paziente ha assoluta necessità di essere seguito, guidato e aiutato nei suoi bisogni di salute con un approccio proattivo e trasversale, prerogative queste della professione infermieristica”.
“L’infermiere di famiglia a fianco al medico di famiglia – spiega – realizza con questo vere e proprie micro-équipe sul territorio che sono davvero a fianco del paziente, ciascuno con il suo ruolo nel rispetto delle singole professionalità”.
“Ora le azioni da compiere con urgenza – conclude Mangiacavalli – sono quella di sistematizzare sia l’attività del medico di famiglia, come sta avvenendo nella revisione della convenzione nazionale, sia l’istituzione dell’infermiere di famiglia, che nelle Regioni benchmark ha già dimostrato, come anche illustrato ampiamente a Rimini proprio dalle stesse Regioni, la sua importanza e la sua efficacia, ottenendo risultati eccellenti in un nuovo modello di assistenza che per la mutata epidemiologia della popolazione, sempre più anziana e caratterizzata da patologie croniche, tutti sanno essere quello del futuro”.

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Ipertesi, terapia da rimodulare in estate ma sempre col medico

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

By Paola Baroni Se la temperatura passa in poche ore da 26 a 37 gradi, chi soffre di ipertensione, oltre ad avere ben presente alcuni principali accorgimenti, deve anche prendere particolari precauzioni. La dottoressa Grazia Panigada, direttore Area Medicina della Asl Toscana centro, ricorda un’importante precauzione che ogni paziente iperteso deve tenere ben presente non solo in previsione dell’allerta meteo di domani ma anche durante tutto il periodo estivo: non sospendere terapie in corso se non in accordo con i medici. “Qualora ce ne fosse bisogno e sempre sotto controllo medico – spiega Panigada – andrebbe ridotta la terapia antipertensiva, riducendo il dosaggio dei farmaci stessi e in caso di politerapia, eliminando alcune molecole, in particolar modo i diuretici. In alcuni casi nei pazienti con ipertensione notturna, se necessario ma sempre sotto controllo medico, andrebbe spostata l’assunzione delle medicine alla sera anziché di giorno”. Per la notte Panigada ricorda che dormire con le gambe sollevate su di un cuscino, è una buona abitudine perché il caldo estivo, rallentando la circolazione favorisce il ristagno di liquidi negli arti inferiori causando abbassamenti di pressione. E la mattina è buona regola per chi soffre di ipertensione evitare di alzarsi velocemente dal letto. “Bisogna abituarsi a passare dalla posizione sdraiata a quella seduta – precisa la dottoressa – e dopo qualche istante, alla posizione eretta”.Punti fermi anche per gli ipertesi rimangono gli inviti a bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) per reidratarsi e contrastare la perdita dei liquidi e dei sali minerali con la sudorazione; a non esporsi direttamente ai raggi solari coprendosi il capo o riparandosi con l’ombrellone se al mare, e di non praticare sport o sforzi fisici nelle ore più calde della giornata (in particolare fra le 12.00 e le 17.00) per prevenire l’insolazione ed il colpo di calore; vestirsi in modo leggero per facilitare la termoregolazione; bagnarsi spesso con acqua fresca le mani, i polsi, le caviglie, i piedi, il viso, ed il collo; prediligere frutta e verdura di stagione (ricchi in acqua e potassio come le albicocche, i pomodori, i cetrioli, l’anguria, il melone e le banane), alimenti come latticini e frutta secca (ricchi di acqua, calcio, potassio e magnesio), preferire il consumo di pesce alle carni; eliminare gli alcolici, perché peggiorano la termoregolazione, aumentando la sudorazione che favorisce la disidratazione. (fonte: AUSL TOSCANA CENTRO)

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