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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘medio oriente’

“Panoramica delle crisi del mediterraneo e del Medio Oriente”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

Si terrà giovedi 16 maggio, presso il “ Circolo Ufficiali della Marina”, a Roma, il convegno “ Panoramica delle crisi del mediterraneo e del Medio Oriente”, organizzato dall’ associazione Omega, in collaborazione con l’ ordine dei giornalisti, per fare il punto sulla situazione geopolitica del Mediterraneo nel 2019. Tra i relatori, oltre alla presenza del presidente di Omega, ammiraglio Enrico Larosa, ci saranno Laura Mirakian, Foad Aodi, Luigi Maccagnani, Riccardo Redaelli, Foad Aodi, Carlo Marsili, Luca Attanasio, Nicola Lofoco, Andrea Dessi, Nicola Pedde, Alessia Malcangi, Mario Boffo, Andrea Plebani, Giuseppe Dentice, Yves Duriex. Il dibattito sarà moderato dal prof. Germano Dottori. “ Il convegno è stato organizzato per fare il punto della situazione geopolitica nel mediterraneo e nel medio oriente. Avremo relatori di alto profilo. Parleremo sia delle crisi roventi, quelle oggi piu’ critiche, di quelle silenti, che non sono ancora vere crisi , ma che potrebbero esplodere da un momento all’altro e di una crisi negata”, ha affermato l’ammiraglio Enrico Larosa. Foad Aodi, presidente della “Comunità del Mondo Arabo in Italia”, dell’ “Associazione Medici Stranieri in Italia” e del movimento “Uniti per Unire” si è detto “ Molto lieto dell’ evento” aggiungendo che “ Tramite le nostre associazioni siamo in costante contatto con tutte le zone di crisi dell’ area mediorientale, in particolare con la Siria, lo Yemen e la Libia. L’emergenza sanitaria è all’ordine del giorno, non solo per la mancanza di medicine e strumenti sanitari, ma anche per la carenza di medici che rende il lavoro negli ospedali sempre più problematico. I problemi sono ancora tantissimi, dalla violenza sulle donne, dallo carenza di cibo e dallo sfruttamento dei minori. In Libia sono stati reclutati circa 1.600 minorenni nelle varie milizie che sono in guerra tra di loro, mentre in Siria la popolazione ha bisogno di urgenti aiuti umanitari”. A tutti i giornalisti partecipanti saranno erogati 6 crediti formativi, e l’inizio dei lavori è previsto per le ore 14.

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Rauti (FdI): Pace in Medio Oriente passa per processo pacificazione libanese

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Si è conclusa la visita istituzionale di due giorni in Libano della senatrice Isabella Rauti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Difesa. Nel corso della missione la senatrice Rauti ha visitato nel Sud del Libano il Quartier Generale di UNIFIL, la Missione della Forza multinazionale di pace che coinvolge oltre 10mila militari provenienti da 43 Paesi, ed ha incontrato il Comandante Generale D. Stefano Del Col. La senatrice nell’occasione ha salutato il contingente italiano (circa un migliaio di militari) del Joint Task Force Lebanon di stanza a Shama, alla presenza del Comandante del Sector West Generale B.Abagnara ed ha raggiunto l’avanposto della base di ItalBatt ad Al Mansouri, in prossimità del Confine e del “T-wall”. In particolare, il Focus della visita sono state le attività svolte dalla Missione Militare Bilaterale italiana in Libano (MIBIL) che la senatrice ha seguito ad AsSamayah e nella sede, a Beirut, della Guardia Presidenziale. La MIBIL, infatti, dal 2015 svolge attività formative ed addestrative delle Forze Armate libanesi (LAF) e delle Forze di Sicurezza e della Guardia deputata alla difesa del Presidente della Repubblica libanese Michel Aoun e della sua famiglia.”Attualmente il Libano attraversa una drammatica crisi economica aggravata dalla situazione di stallo politico che si trascina dalle elezioni del maggio scorso senza trovare una soluzione governativa. Il debito pubblico, la gestione di oltre un milione di profughi siriani, le criticità lungo la “Blue Line” ed i rischi di infiltrazioni terroristiche nel Nord-Est, rendono particolarmente delicata la situazione e strategico il ruolo delle Missioni di PeaceKeeping. Favorire la stabilizzazione del Libano, infatti, significa favorire la pace nell’intero Medio Oriente con tutte le ricadute geopolitiche che questo comporta sul resto del mondo” dichiara la senatrice Isabella Rauti.

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Ma chi vuole la pace in Medio Oriente?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Scrive Ugo Volli: “Si potrebbe fare la storia del conflitto arabo-israeliano usando solo i rifiuti arabi (o meglio della sua parte “militante” islamista o vicina alle dittature fasciste e comuniste) di fare la pace. Si potrebbe incominciare con l’accordo firmato il 3 gennaio 1919 fra Chaim Weizmann, leader dell’organizzazione sionista mondiale e l’emiro Faysal re della Siria e fratello del re di Giordania, in cui gli arabi accettavano la dichiarazione Balfour in cambio del riconoscimento della loro indipendenza. L’accordo non ebbe seguito, per l’opposizione britannica e della parte araba intransigente. In effetti Faysal fu probabilmente avvelenato qualche anno dopo, nel mandato gli inglesi dettero potere al nemico suo e degli ebrei Amin Huseini, nominandolo Muftì di Gerusalemme. Anche suo figlio Abdallah, re di Giordania, che trattava con il neonato stato di Israele, fu ucciso sulla spianata del tempio di Gerusalemme da un cugino del Muftì: due occasione d’accordo perse.
Nel 1936, su istigazione del Muftì, il Mandato di Palestina fu agitato da una grande rivolta araba contro gli inglesi e soprattutto contro gli ebrei. Gli inglesi crearono la Commissione Peel, per trovare una soluzioneal conflitto La Commissione Peel, propose di creare due stati indipendenti: uno per gli ebrei e uno per gli arabi: la prima “soluzione a due stati”. La spartizione proposta da Peel era fortemente sbilanciata a favore degli arabi, che avrebbero avuto l’80% del territorio conteso mentre agli ebrei sarebbe dovuto bastare il restante 20%. Nonostante le dimensioni minuscole dello stato che veniva loro proposto, Il comitato sionista votò a favore dell’offerta. Gli arabi invece rifiutarono, e ricominciarono i pogrom.
Subito dopo la guerra mondiale ci fu un’altro rifiuto arabo, il più noto: di fronte al fallimento del mandato britannico, l’assemblea generale dell’Onu aveva votato nel ‘47 (col voto contrario degli stati arabi e l’astensione inglese) una spartizione anch’essa assai favorevole agli arabi. Ma anche questa volta essi rifiutarono e iniziarono una “guerra di sterminio” contro il neonato stato ebraico. Nel ‘49, avendo perso la guerra, rifiutarono di fare la pace e accettarono al massimo degli accordi armistiziali. Lo stesso avvenne di nuovo del ‘67, dopo la guerra dei sei giorni con la risoluzione dei “tre no” presa nel vertice dei paesi arabi a Khartoum il 1 settembre, tre mesi dopo la fine della guerra: “no peace with Israel, no recognition of Israel, no negotiations with it”. (n.r. Che dire se non che per fare la pace bisogna essere in due e che i problemi non si risolvono rinviandoli poiché si corre il rischio di renderli irrisolvibili alzando il livello della contesa? Il dubbio atroce che ci attraversa è che possiamo essere già arrivati a questo livello di rapporti) (fonte: https://www.facebook.com/FocusOnIsrael)

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Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Milano Sabato 26 maggio dalle 11 alle 12 alla Galleria d’Arte Moderna di Milano (GAM) Villa Reale, Via Palestro 16 presentata da GAM, il Museo Solomon R. Guggenheim di New York e UBS sarà possibile visitare la mostra accompagnati da uno degli architetti di AOUMM, lo studio di architettura che si è occupato degli allestimenti legati all’esposizione nella sua sede milanese.
Sempre sabato, alle ore 17.30, avrà inoltre luogo, presso la Sala da Ballo di GAM, la conferenza “Dagli spazi pubblici alle istituzioni culturali: in che modo l’architettura facilita l’integrazione sociale e lo scambio tra culture nel contesto urbano?” Riunendo diversi professionisti nell’ambito dell’urbanistica e dell’architettura, l’incontro esplorerà la creazione di spazi culturali al fine di superare barriere fisiche e concettuali. Analizzando diversi modelli di smart cities, i relatori discuteranno Milano come caso di studio per le pratiche di scambio e valorizzazione culturale. Interverranno Luca Astorri dello studio di architettura AOUMM, Elena Granata, professore di Urbanistica presso il Politecnico di Milano e Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano.
Domenica 27 maggio alle ore 10.30 e domenica 3 giugno alle ore 10.30: Paesaggi Emotivi. Un percorso multi-sensoriale per tutta la famiglia Visita in mostra + laboratorio per famiglie con bambini di 6-11 anni – durata 90’ Con l’aiuto di materiali appositi, i visitatori useranno i propri sensi per esplorare alcune delle opere e scoprire che non sempre ciò che ci appare “estraneo” e lontano lo è così tanto.
Sabato 2 giugno dalle 11 alle 12 sarà invece possibile incontrare personalmente uno dei 13 artisti in mostra, Ali Cherri, che guiderà il pubblico in un esclusivo tour dell’esposizione (in lingua inglese).Continuano inoltre anche nelle ultime settimane di apertura le visite guidate e i workshop per il pubblico, famiglie e scolaresche, organizzati in collaborazione con Ad Maiora, per offrire un’interpretazione interattiva dei temi della mostra. Nello specifico sono previsti i seguenti appuntamenti (da prenotare sul sito admaiora.education):
Domenica 3 giugno – ore 14:00: visita guidata alla mostra
Sabato 16 giugno ore 16.30: SpostaMenti. Idee e persone in movimento.Percorso tematico in mostra per adulti – durata 60’Un viaggio non lineare, attraverso un puzzle di diverse epoche, materiali, tecniche, idee, luoghi, uno spostamento fisico e intellettuale al termine del quale ci chiederemo se, anche nella nostra testa, qualcosa è cambiato. Tutti i dettagli per le modalità di partecipazione e prenotazione dei vari eventi sono disponibili su gam-milano.com

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Papa Francesco a Bari con capi delle Chiese del Medio Oriente

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

La Comunità di Sant’Egidio si rallegra ed esprime vivo apprezzamento per la notizia che Papa Francesco si recherà a Bari, il prossimo 7 luglio, insieme ai capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente per riflettere e pregare per la situazione drammatica della regione. Si tratta di un’iniziativa di pace particolarmente opportuna in un tempo difficile, che ha visto tanta sofferenza a causa dell’inasprimento della guerra in Siria. Numerosi saranno i frutti che scaturiranno dalla testimonianza di amicizia e unità tra i leader delle diverse confessioni cristiane, in un tempo di violenza diffusa. Ma sarà anche l’occasione per tutti di mostrare solidarietà alle antiche Chiese del Medio Oriente, la cui vita è segnata dalla sofferenza e i cui fedeli sono troppo spesso costretti all’emigrazione.

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Da Casacalenda ai 5.000 chilometri in Medio Oriente: è un libro il viaggio di Giovanni Di Pompeo negli anni ’70

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

viaggioRoma giovedì 15 giugno 2017, dalle ore 18,30, presso la Libreria del viaggiatore in via del Pellegrino 94 (Campo de’ Fiori) l’autore, Giovanni Di Pompeo, sarà intervistato dal giornalista Giampiero Castellotti. Un evento in collaborazione con l’associazione “Forche Caudine”, che si avvicina alle sue trecento attività promosse in 29 anni di vita.
Un ricordo indelebile, anche perché un viaggio del genere non capita a tutti. Un’esperienza certamente da raccontare, perché unica nel suo genere e oggi irripetibile. Uno spaccato di gioventù di cui lasciare traccia alle nuove generazioni. Specie oggi. Perché l’affascinante Medio Oriente deve riconquistare una sua “normalità”.
Nasce da queste considerazioni il libro “5000 chilometri in Medio Oriente” di Giovanni Di Pompeo, una testimonianza sotto forma di diario di un viaggio di molti anni fa, quando l’autore e un amico – con l’adrenalina tipica di giovani degli anni Settanta, con l’irrefrenabile bisogno di conoscere e di misurarsi con il resto del mondo, solcarono con una vecchia Giulia Alfa Romeo targata Campobasso numerosi territori dove oggi nessuno si sognerebbe di andare. Una macchina targata Campobasso non a caso. L’autore, per quanto sia nato a Roma e viva in Toscana da molti anni, è legatissimo alle sue origini molisane di Casacalenda, grazie alle quali ha potuto esibire lungo ben cinquemila chilometri orientale la targa CB. Un viaggio in Libano, Siria, Iraq, Iran, Turchia. Un tuffo nell’Oriente più vero e affascinante e un ritorno in Occidente ripartendo proprio dalla Turchia, il Paese che è la perfetta simbiosi dei due continenti. Due protagonisti in un reportage nella “normalità” di Paesi oggi sconvolti dalle guerre, dalle ostilità, dagli squilibri.

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Costruire la fiducia in Medio Oriente: Presidente israeliano chiede aiuto al PE

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2016

israele spiagge2“La leadership israeliana eletta è stata ed è a sostegno di due stati e di soluzioni per due popoli”, ha dichiarato mercoledì in Plenaria il Presidente dello Stato di Israele, Reuven Rivlin. Tuttavia, “in questo momento, un accordo permanente di pace tra noi e i palestinesi non può essere raggiunto”, ha aggiunto, invitando l’UE ad agevolare la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra le parti.Il presidente Rivlin ha sottolineato che le circostanze politiche e regionali che dovrebbero consentire a Israele e Palestina di raggiungere un accordo permanente “non riescono a materializzarsi”, indicando, tra i vari motivi di insuccesso, una totale mancanza di fiducia tra le leadership e la gente.Ha poi chiesto ai deputati di “aiutarci ad avanzare” nel processo di ricostruzione della fiducia e negli investimenti in joint-venture israelo-palestinesi, nello sviluppo dell’economia palestinese e nell’educazione. Ha inoltre riconosciuto gli sforzi del Parlamento europeo nel portare le due parti insieme e nell’accogliere il Presidente israeliano e quello palestinese nel corso della stessa sessione plenaria.Il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha osservato che la regione del Medio Oriente ha visto guerre e atti di terrorismo, e che porre fine alla violenza è il primo passo verso la stabilità. Ha poi sottolineato che il Parlamento europeo ha votato l’anno scorso a favore di una soluzione a due Stati, sulla base dei confini del 1967 e con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati.

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“L’Islam contro l’Islam”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2015

L'Islam contro l'IslamScrive l’editore: “da noi  è stato pubblicato nel 2013. Il testo, che in Francia ha ottenuto il PRIX du Livre, si ritiene assolutamente necessario per intendere una minima parte di ciò che sta succedendo oggi in Medio Oriente e in Europa, sia nelle nostre librerie nascosto e messo di costa nella sezione saggi in modo tale che finora del testo non se ne siano vendute neppure le 1000 copie della iniziale tiratura? Se le librerie non lo espongono, si sappia che può essere ordinato nelle librerie online e sul nostro sito.Sottolineiamo questo non per arricchirci con qualche copia venduta a un prezzo risibile, ma come servizio pubblico che si costituisce con informazione e cultura. Non certo quella vuota e parolaia dei talk show che continuano a difendere una politica dissennata nel rapporto con Il mondo Islamico, il suo risveglio e tutte le conseguenze come immigrazione incontrollata e demenziale gestione dell’invasione. (foto: L’Islam contro l’Islam)

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I viaggiatori del Medio Oriente sono quelli che hanno speso di più per soggiornare in hotel in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2013

I viaggiatori del Medio Oriente sono quelli che hanno speso di più per soggiornare in Italia nella prima metà del 2013. Secondo l’Hotel Price Index, analisi dei prezzi effettivamente pagati dai viaggiatori negli hotel di tutto il mondo realizzata da Hotels.com, i mediorientali hanno speso in media €186 per una notte in hotel nel nostro Paese, il 12% in più rispetto ai primi sei mesi del 2012.Al secondo posto si trovano gli Americani, con una spesa media di €152 (+1%), mentre il terzo gradino del podio è occupato dagli Australiani, che hanno pagato mediamente €148 per camera a notte, con un aumento del 2% rispetto alla prima metà del 2012.I viaggiatori che invece hanno speso di meno per una notte in un hotel italiano nei primi sei mesi del 2013 sono i Lituani, con una media di €74 per camera e un calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2012. Anche i Polacchi hanno soggiornato nel Belpaese a prezzi convenienti: in seguito ad un calo del 9%, i viaggiatori provenienti da Varsavia e dintorni hanno speso in media €81 a notte. Il terzo posto tra coloro che hanno soggiornato in Italia spendendo di meno è occupato dai Greci, che hanno pagato un prezzo medio di €85 per camera a notte (-5%).
Gli abitanti di Taiwan sono i viaggiatori che hanno speso di più rispetto allo stesso periodo del 2012 per soggiornare in Italia, con un aumento del 13% e una media di €125 per camera a notte (rispetto ai €111 pagati nella prima metà del 2012). I viaggiatori che invece hanno visto ridursi maggiormente i prezzi pagati per dormire in hotel nel nostro Paese sono, con un calo del 9%, i Giapponesi, che hanno speso in media €142 a notte, e i Turchi, con una spesa media di €118 per camera a notte.

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Medio oriente: mercati di sbocco

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Two definitions of the Arabian Peninsula. The ...

Image via Wikipedia

Verona. Sono i paesi che da est ad ovest si affacciano sulla sponda sud del Mediterraneo e la Penisola Araba ad emergere nel settore marmo-lapideo sia come produttori di materiale grezzo e lavorato sia come consumatori: Turchia, Iran, Siria, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Oman ad est del Canale di Suez ma anche di Egitto, Libia, Tunisia ed Algeria ad ovest, sono tra le 60 nazioni presenti alla 46^ edizione di Marmomacc, rassegna leader mondiale in programma a Veronafiere fino a sabato 24 settembre (www.marmomacc.com).
La Turchia, oramai stabilmente al terzo posto fra i produttori mondiali di lapideo grezzo con circa 10 milioni di tonnellate (l’8,9% della produzione mondiale), dopo Cina e India, è presente a Marmomacc con quasi 100 aziende espositrici e rappresenta un ottimo mercato per i macchinari italiani: il giro d’affari nel 2010 ha raggiunto i 30 milioni di dollari.
Se Siria- e Libano, tradizionalmente legato economicamente a Damasco- risentono delle turbolenze politiche di questo periodo, i Paesi della Penisola Arabica continuano ad essere buoni mercati di sbocco per i prodotti finiti, in particolare Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Questi ultimi, ad esempio, hanno segnato nel 2010 un Pil in crescita del 2,6% e si confermano al sesto posto fra i clienti italiani del settore con acquisti per circa 50 milioni di euro. Un discorso a parte merita l’Oman, il cui Ambasciatore del Sultanato era presente ieri all’inaugurazione, che sta emergendo come paese esportatore di lavorati soprattutto verso i vicini Arabia Saudita ed Emirati, ma anche verso il Qatar e paesi asiatici.
L’Egitto, tradizionalmente uno dei principali produttori e trasformatori dell’area mediterranea conta su oltre 700 cave operative e una capacità di produzione superiore ai 5 milioni di blocchi di marmo e granito e si colloca tra i primi dieci produttori mondiali. L’investimento totale nell’industria marmo-lapidea è di circa 2 miliardi di dollari ed è uno dei principali acquirenti di tecnologie italiane del settore con un valore che nel 2009 ( per il 2010 non sono disponibili stime) ha toccato i 23 milioni di euro. Per Paolo Beltrami di Onemedit, delegato di Marmomacc nell’area, le prospettive sono complessivamente positive, ovviamente con una parentesi proprio per la Libia e la Siria dove la situazione politica non è ancora chiara. In Tunisia ed in Egitto sono previste in brevissimo tempo elezioni che definiranno l’assetto dei due paesi. Tunisi ha confermato la fiscalità agevolata per gli investitori e le aziende straniere. Inoltre in tutti i paesi dell’area i dati strutturali sono rimasti invariati: questo vuol dire che per i prossimi anni ci si attende una crescita del Pil significativa ed uno sviluppo dell’industria delle costruzioni importante. Tutti i Paesi sono presenti come espositori a Marmomacc sia con imprese che con rappresentanze istituzionali: Veronafiere conferma la propria attenzione a questi mercati collaborando insieme a Confindustria Marmomacchine alla realizzazione di Saudi Stone Tech 2011, la fiera internazionale sulle tecnologie e i macchinari del settore lapideo che si terrà dal 16 al 19 ottobre prossimi a Riyadh in Arabia Saudita. L’obiettivo è lo sviluppo di sinergie mirate a supportare le aziende del settore del marmo e della pietra naturale e delle relative tecnologie, sia alla manifestazione Marmomacc sia a fiere estere.

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L’Iraq del dopo Saddam

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Roma 1 giugno alle ore 11.00, presso la sede radicale di via di Torre Argentina 76, con Bakhtiar Amin, ex Ministro per i Diritti Umani, e Safia Al-Souhail, parlamentare, due amici e compagni che da tantissimi anni si battono per lo Stato di diritto e i diritti umani in Iraq. In un periodo in cui il Medio Oriente e il Nord Africa tornano d’attualita’ grazie al cosiddetto “risveglio arabo”, ci sembra utile far luce su come procede il difficile percorso verso la democrazia del primo dei Paesi della regione ad essere uscito dal totalitarismo. A quasi dieci anni di distanza dalla fine del regime di Saddam Hussein, mentre i principi della democrazia sono riusciti a fare breccia nella politica irachena, la riforma delle istituzioni e il ritorno a una societa’ civile autenticamente democratica dove tutte le sue componenti trovino espressione, sono nodi ancora da sciogliere. Chi ne paga il prezzo piu’ alto in termini di esclusione dal dibattito politico e culturale e’ la meta’ della popolazione del Paese, quella femminile.

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Uno sguardo al Medio oriente

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

Roma, da sabato 16 a mercoledì 20 aprile 2011 Accademia di Francia a Roma Villa Medici Viale Trinità dei Monti, 1 presenta la prima edizione di CineMondo, rassegna cinematografica che volge lo sguardo ai paesi del Medio Oriente – in particolare per questa occasione al Libano, Siria, Israele e territori palestinesi – mostrando film e documentari in anteprima e in proiezione speciale, premiati dalla critica internazionale per la loro forza espressiva e originalità; film fantasma, presentati in molti festival, a Venezia, Berlino, Cannes, ecc. e che difficilmente troveranno una distribuzione in Italia. In collaborazione con il Festival Internazionale del Documentario di Marsiglia – che da oltre 20 anni programma, con coraggio e grande originalità, una panoramica dell’attuale produzione documentaria del mondo – la rassegna sarà una vetrina sul cinema più recente e inedito di alcuni paesi del Medio Oriente, in un dialogo permanente e forte con le generazioni di registi e autori del passato. Registi del presente, come Monika Borgmann, Hala Alabdalla, Mohammad Ali Atassi o ancora Raed Andoni e Avi Mograbi saranno protagonisti di questa edizione e mostreranno fino a che punto il cinema sia diventato un linguaggio artistico di vitale rilevanza, anche e soprattutto in un panorama storico e culturale in continua e violenta evoluzione. La rassegna si aprirà sabato 16 aprile con un omaggio speciale al grande regista siriano Omar Amiralay, recentemente scomparso, tra i più influenti cineasti del mondo arabo. (uno sguardo al medio oriente)

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Cibo e disordini in medio oriente

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Gli eventi di queste ultime settimane in Medio Oriente sono un campanello d’allarme sul  ruolo cruciale che svolge la sicurezza alimentare nel sedare la rabbia popolare e rafforzare la stabilità.
Nella regione, la protesta delle popolazioni nasce da fattori differenti ma ha in comune la crescente preoccupazione per l’aumento dei generi alimentari e per l’accesso al cibo.  In molte manifestazioni, i dimostranti sventolavano fette di pane o innalzavano cartelli di protesta contro l’aumento del prezzo delle lenticchie. Si tratta di alimenti base e se la gente pensa che siano fuori dalla sua portata, a causa del prezzo, ciò non può che aggiungere  una ragione di forte ansia sociale al sentimento generale di esclusione, risentimento e disperazione. I disordini e le proteste in Medio Oriente coincidono con una nuova fase di aumento generalizzato dei prezzi alimentari. A gennaio, l’Indice dei prezzi alimentari della FAO ha registrato un nuovo picco storico, con un aumento protrattosi su sette mesi consecutivi  che ha sorpassato il picco della crisi dei prezzi alimentari del  2007-2008. Questa pressione al rialzo aggiunge ulteriori tensioni  a un sistema calibrato con attenzione per garantire che nei paesi ci sia sufficiente cibo per sfamare la popolazione e che funzioni un sistema di sovvenzioni per assicurare che il cibo sia venduto a un prezzo accessibile ai poveri e a quanti sono più vulnerabili.  Stiamo entrando in una fase di volatilità alimentare e di irregolarità nei rifornimenti.  Si tratta di un problema serio a livello planetario:  l’epoca che viviamo ci deve spingere ad affrontare con la massima attenzione il tema degli approvvigionamenti alimentari. Ci conforta sapere che tali temi saranno al centro dell’agenda del G20 di quest’anno,  insieme ai modi in cui affrontare possibili reazioni – come il divieto di esportazione, che non dovrebbe ripercuotersi sul lavoro umanitario – e all’importanza di creare riserve di cibo in prossimità delle aree di potenziale insicurezza alimentare. Quando si tratta di cibo, il confine tra stabilità e caos si assottiglia pericolosamente. E’ ancora troppo presto per quantificare il ruolo dell’aumento dei generi alimentari nell’attuale ondata di malcontento. Sappiamo, però, come durante la crisi dei prezzi alimentari del 2008, il prezzo del cibo sia stato un fattore scatenante di rivolte e proteste antigovernative. La volatilità dei mercati può rapidamente far scendere le popolazioni in strada e tutti noi dovremmo prestare attenzione a questo.

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The Economist: This week

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

Questa settimana segnalo nella sezione Leaders:
–  L’editoriale sul pericolo di una guerra in Medio Oriente: Please, not again – Without boldness from Barack Obama there is a real risk of war in the Middle East
–   L’ analisi  sull’economia  americana:  Prooceed with caution – America’s economy looks set for a good year. But Investors should beware the treacherous path beyond 2011
Mentre nella sezione Europe:
–  L’ editoriale su Putin e il processo Khodorkovsky: Doing things the putin way – The system, constructed by Vladimir Putin, that put Milkhail Khodorkovsky in prison keeps him there
–  L’editoriale su Guido Westerwelle, leader dell’FDP in Germania:  Feeling unwelle – The leader of a junior coalition partner comes under pressure to quit
–  La rubrica Charlemagne: Baltic bet – Why fiscally prudent Estonia wants to join the troubled euro
Could 2011 see a war in the Middle East? Most people think of Iran. Less noticed is the frantic arms race between Israel and Hizbullah, Iran’s ally in Lebanon, which now has as many as 50,000 rockets. The peace process is in disarray. We argue that Barack Obama should change tack. He should abandon the failed strategy of leaving it to the Israelis and Palestinians to come up with an agreement – and lay out an American plan. That is not just the best way to bring a proper peace; it could also avert a more serious conflict. Methane on Mars A new twist in the search for life
India’s folly in Kashmir Its current complacency could cost it dear  Beware: retiring baby boomers ahead They could change American politics; they will certainly make its budget harder to fix
Love at first byte The business of online datingChina’s e-commerce king Jack Ma and the Middle Kingdom’s middle-class consumers  (Beatrice Mozzi) (The Economist)

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Dal Medio Oriente a Pavia per studiare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Pavia 4 ottobre alle ore 11 al collegio Santa Caterina ci sarà l’apertura del corso alla presenza del Magnifico Rettore prof. Angiolino Stella del Sindaco di Pavia Ing. Alessandro Cattaneo e del Vescovo di Pavia Mons. Giovanni Giudici. In particolare gli studenti sono 20 Libanesi e 14 Palestinesi per un programma di cooperazione allo sviluppo che coinvolge sei università e il Ministero Affari Esteri.
Il programma “Palestina” riguarda 14 giovani, provenienti dalle sette università del West Bank, purtroppo non è stato possibile avere giovani da Gaza. L’Università degli Studi di Siena, l’Università degli Studi di Bologna, l’Università degli studi di Roma la Sapienza, l’Università di Palermo, l’Università di Pavia e il Politecnico di Milano nell’ambito delle attività di cooperazione allo sviluppo supportate dalla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri hanno organizzato in piena sinergia un corso multidisciplinare per 14 studenti di differente estrazione culturale provenienti dalle principali università della Palestina.
Il programma Libano coinvolge 20 giovani (che provengono da due università: la Nazionale, e l’Università del S. Spirito) che seguono un master in “Cooperazione Pace e Sviluppo”, un programma di due anni le cui lezioni si tengono parte in Libano e parte in Italia. Questo programma vede la partecipazione solo di Pavia, La Sapienza e Palermo è finanziato dalla Cooperazione Italiana in Libano ed è coordinato dal Ministero degli Affari Esteri e de La Sapienza.
Il MAE ha approvato recentemente un programma molto grande – coordinato proprio dall Università di pavia – a favore delle sette università palestinesi e che coinvolge anche una decina di università italiane. Si tratta di un programma di alta formazione su 3 anni, attivo dal 2011.
Dal 4 al 10 ottobre 2010, sotto il coordinamento del prof. Marco Missaglia gli studenti – i cui curricula spaziano dalla finanza all’ingegneria elettronica, dall’economia aziendale all’architettura, dalla geografia alle discipline infermieristiche – avranno cicli di lezioni che riguardano le tematiche dell’economia dello sviluppo con particolare attenzione ai temi di interesse per il Medio Oriente ed il bacino del Mediterraneo.
Martedì 5 ottobre alle ore 15.30, sempre al Santa Caterina, si terrà un incontro con le associazioni che si occupano di cooperazione a Pavia coordinato dall’Assessore Marco Galandra e che vedrà la Partecipazione di Mons. Vescovo. Il giorno 7 ottobre il Dott. Adriano Gasperi dello IUSS illustrerà le tematiche e le problematiche dell’EXPO 2015.

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Sinodo vescovi Medio Oriente

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Roma dal 10 al 24 di ottobre si terrà per la prima volta un’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente. Con un Sinodo dedicato alla regione il Medio Oriente diventa a pieno titolo un’area a sé, con un’attenzione e un’importanza specifica.  Gerusalemme è la Città Santa delle tre grandi religioni abramitiche. I media ne parlano quasi esclusivamente in rapporto al conflitto israelo-palestinese ma cosa significa essere “cristiani” a Gerusalemme? Sudbury lo racconta attraverso interviste a sedici capi delle chiese cristiane.  Nella prima parte l’Autore delinea il contesto nel quale operano le chiese cristiane in Terra Santa, fornendo un breve quadro introduttivo storico e ambientale. I capitoli seguenti invece sono dedicati alle singole chiese: cattolica, ortodossa e protestante, con le interviste ai maggiori esponenti delle varie congregazioni precedute da qualche spiegazione sulle rispettive denominazioni.  Cosa pensano i cristiani di Gerusalemme? Quali sono i loro problemi quotidiani? Come si sviluppa il loro essere minoranza in una terra contesa? A che punto è il dialogo ecumenico al loro interno? Queste sono le domande poste ai più importanti e noti rappresentanti delle varie denominazioni cristiane a Gerusalemme. Dieci domande per ogni congregazione, a prescindere dalla consistenza e forza numerica di ognuna di esse, poiché – come lo stesso Sudbury sottolinea –ogni denominazione, a prescindere dalla forza concreta sul territorio è custode di una uguale forza spirituale di fede ed è degna di uguale rispetto. Cristiani a Gerusalemme esce in concomitanza con il primo sinodo dei vescovi in Medio Oriente e vuol essere uno strumento per capire la realtà complessa e vivace delle chiese cristiane in Terra Santa per dare testimonianza del loro coraggio e di tutto il lavoro che in condizioni ambientali ostili, stanno compiendo e potranno ancora compiere.

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Tre colori: Narrare il Medio Oriente

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Ravenna fino al 7/7/2010 via Mazzini, 83 Mirada mostra sulla trilogia teatrale curata da Ponte Radio a Jenin (Palestina), Berlino (Germania), Alfonsine (Italia) e Tiro (Libano) con le immagini realizzate durante il progetto da Virginia Paradinas, Roberto Beretta e Roberta Virgilio, i manifesti Nero, Rosso e Bianco di Valentina Del Bianco, la mappa del Mediterraneo di Riccardo Clementi, le tavole originali di Samir Harb, disegnatore palestinese già ospite di Komikazen.  Attraverso gli scatti dei tre fotografi sarà possibile ripercorrere visivamente le tappe di questa avventura umana ed artistica che vedrà il debutto in prima internazionale a Ravenna il 4 luglio in piazza S. Francesco della Trilogia quasi dantesca Nero Rosso Bianco con tutti i giovani attori (dai 9 ai 15 anni, palestinesi, libanesi, turco tedeschi, italiani) coinvolti nel progetto. Il progetto non solo ha permesso di sperimentare una modalità di lavoro innovativa che parte dall’andare al luogo ed ascoltare, ma ha anche ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la menzione della critica alla Biennale di Venezia 2009 per Nero come migliore spettacolo italiano per «la semplicità dei mezzi utilizzati rispetto all’efficacia della resa scenica; l’attinenza all’attualità; la dimensione etica e politica; il valore laboratoriale, progettuale e di scambio culturale implicati nello spettacolo». L’occasione della mostra, che rimarrà visitabile fino al 7 luglio, diviene un momento prezioso di confronto e discussione sul tema dell’attivismo artistico, sulla costruzione di un immaginario diverso legato all’incontro con l’altro e sulla nostra rappresentazione/narrazione del Medio Oriente. Alle 21 interverranno Cle’ment Delage, curatore artistico e giovane ricercatore francese, Alessandro Taddei autore della Trilogia quasi dantesca, Enrico Caravita per Ponte Radio, Samir Harb, disegnatore e architetto palestinese che ha collaborato con il progetto, Elettra Stamboulis, Assessore del Comune di Ravenna. (tre colori)

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