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PGIM Fixed Income: post FED Meeting – Short-Term Pain, Long-Term Gain

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

A cura di Robert Tipp, Portfolio Manager del fondo PGIM Absolute Return. Nell’ultima riunione il FOMC ha aumentato il tasso sui Fed Funds di 75 punti base e ha innalzato in modo significativo il percorso previsto per il tasso ufficiale nei prossimi anni. Le reazioni del mercato erano prevedibili visto l’esito aggressivo: aumento dei tassi a breve, calo dei prezzi delle azioni e ampliamento degli spread del credito. Tuttavia, la Fed potrebbe essere vicina alla fine del ciclo di rialzo e anche i tassi a lungo termine, che sono scesi dopo la riunione, potrebbero essere vicini al picco. Le quattro implicazioni per i mercati Punto 1: I tassi a lungo termine sono vicini al “picco” del ciclo? Nonostante il drammatico ri-prezzamento della parte finale della curva nelle ultime settimane, che è proseguito fino a mercoledì 21 settembre– per esempio, il Treasury a 2 anni, è salito di oltre 100 pb negli ultimi due mesi – l’obbligazionario a lungo termine sta a malapena toccando nuovi massimi di rendimento rispetto a metà giugno. In effetti, i rendimenti dei Treasury a lungo termine sono scesi. Punto 2: Valvola di sfogo: Tassi a breve termine. Nonostante i rialzi dei tassi di mercoledì 21 settembre, resta il fatto che l’economia non ha ancora cambiato chiaramente rotta, con un’inflazione che si mantiene criticamente alta a causa di una domanda superiore all’offerta. Finché questa tensione economica permane, il tasso sui Fed Funds e i rendimenti dei Treasury a breve termine fungeranno da valvola di sfogo, e le aspettative sui tassi potrebbero non essere ancora superiori a quelle attuali. Punto 3: Percorso accidentato, ma forse non letale per i prodotti di rischio… Nonostante la debolezza di mercoledì 21 settembre, a questo punto i prezzi delle azioni sono al di sopra e gli spread creditizi al di sotto dei loro livelli peggiori di giugno, il che suggerisce che, per quanto riguarda i mercati, le probabilità di un hard landing non sembrano essere più elevate di quanto non fossero a giugno, il che riflette un piccolo voto di fiducia da parte dei mercati, nonostante il percorso verso tassi d’interesse più elevati e l’inflazione ostinata. Di conseguenza, il bicchiere delle prospettive per la propensione al rischio dovrebbe essere mezzo vuoto o mezzo pieno a seconda dell’evoluzione dell’inflazione. Punto 4: Il percorso del dollaro si conferma al rialzo. Mentre in gran parte del mondo si discute delle basi dell’elevata inflazione e dell’aumento dei tassi a breve termine, per quanto riguarda le valute, la situazione degli Stati Uniti sembra meno grave o migliore di quella del resto del mondo. Per concludere la Fed ha evidenziato la propria determinazione a ridurre l’inflazione, continuando a spostare verso l’alto la traiettoria prevista per il tasso sui Fed funds in risposta alle rilevazioni più elevate. Tuttavia, il mercato continua a confidare nella capacità della Fed di stabilizzare l’inflazione e i rendimenti a lungo termine, e a meno che non si verifichi un altro aumento delle aspettative sui tassi a breve, potrebbero già trovarsi nella “zona di picco” per questo ciclo. Per quanto riguarda la propensione al rischio, sebbene sia le azioni che i prodotti a spread siano rimasti deboli dopo la riunione di mercoledì 21 settembre, stazionano comunque a livelli migliori rispetto ai livelli peggiori toccati a giugno, suggerendo che, in assenza di una Fed ancora più falco e/o di un peggioramento del contesto dei fondamentali, la propensione al rischio potrebbe essere incanalata in un processo di stabilizzazione.

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PIMCO: Commento in seguito al meeting della FED

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2022

A cura di Tiffany Wilding, US Economist di PIMCO. Come ampiamente previsto, la Federal Reserve ha aumentato il tasso d’interesse target di 75 punti base, portando il punto medio dell’intervallo di riferimento al 2,35%, appena al di sotto della stima sulla neutralità nel lungo periodo.Nel corso della conferenza stampa, il presidente Powell ha anche affermato che una politica monetaria “modestamente restrittiva” è giustificata dagli attuali fondamentali economici, tra cui l’inflazione elevata, e ha accennato al fatto che a settembre potrebbe essere necessaria un altro aggiustamento di rilievo al tasso sui Fed Funds per garantire che la politica monetaria sia restrittiva.Il mercato dei Treasury ha registrato un’impennata in risposta alla dichiarazione e ai commenti di Powell, suggerendo che i mercati stavano prezzando il rischio di un’azione più aggressiva alla luce delle recenti sorprese sull’inflazione.In effetti, l’inflazione in gran parte del mondo è stata più persistente di quanto previsto da molti banchieri centrali. Ciò ha sollevato il timore che possa essere necessaria una recessione – e non solo un periodo di crescita inferiore al trend – per ripristinare la stabilità dei prezzi. Ciò sembra particolarmente vero negli Stati Uniti, dove, sebbene l’inflazione complessiva probabilmente si ridurrà nei prossimi mesi a causa del recente calo dei prezzi globali del petrolio e dell’agricoltura, l’inflazione dei salari e del mercato degli affitti – due aree in cui le tendenze dei prezzi tendono a essere più persistenti – hanno effettivamente accelerato (per esempio, si veda il Wage Growth Tracker della Fed di Atlanta).Sebbene vi sia incertezza circa l’esatto livello del tasso dei Fed Funds coerente con le indicazioni “modestamente restrittive” fornite dal presidente Powell, è chiaro che i membri del FOMC non ritengono di averlo ancora raggiunto, e potrebbe essere più vicino al picco del 4% del 2023 previsto dalla stima media inclusa nel SEP pubblicato a giugno.

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PIMCO: Pre-meeting BCE

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2022

A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO Nel corso della riunione di politica monetaria di giugno, la BCE si è espressa a favore di un rialzo iniziale dei tassi di 25 punti base a luglio, seguito da un rialzo potenzialmente più consistente a settembre, che porrebbe fine a otto anni di tassi negativi nell’eurozona. L’attuale valutazione di mercato di un ciclo dei tassi di interesse di 175 punti base suggerisce quindi un territorio ampiamente neutrale per la BCE, con un picco del tasso di riferimento dell’1,25% all’inizio del 2023. La maggioranza del Consiglio direttivo è probabilmente ancora favorevole al concetto di normalizzazione graduale della politica monetaria; tuttavia, eventuali ulteriori sorprese al rialzo dell’inflazione potrebbero far oscillare il pendolo verso manovre più aggressive sui tassi e stimolare discussioni sulla normalizzazione dei bilanci. Riteniamo che la BCE aumenterà tutti i tassi di interesse dello stesso livello, mantenendo invariato il corridoio tra il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento, poiché un inasprimento di tale corridoio limiterebbe l’insieme di incentivi incorporato nelle operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) e scoraggerebbe l’attività del mercato monetario in senso più ampio. Ciononostante, in un contesto di abbondanti riserve in eccesso, il tasso sui depositi rimane l’unico tasso di riferimento per i mercati monetari, una situazione destinata a perdurare data l’enorme quantità di liquidità in eccesso nel sistema e la mancanza di piani in essere di liquidazione dei bilanci. Una liquidazione passiva delle TLTRO vedrebbe il bilancio della BCE ridursi di circa il 25% nei prossimi 2 anni e mezzo, senza spingere la liquidità in eccesso al di sotto della soglia richiesta per mantenere i tassi del mercato monetario ancorati al tasso sui depositi.La questione importante sarà quale quadro di riferimento la BCE deciderà di utilizzare per esprimere tale giudizio e quali saranno i requisiti di condizionalità. Un rapido ampliamento degli spread non può essere spiegato in modo adeguato dai fondamentali macroeconomici, che tendono a muoversi lentamente. E mentre la velocità delle oscillazioni degli spread potrebbe talvolta fornire una giustificazione meno discutibile per un intervento, un ampliamento più graduale degli spread o movimenti sfavorevoli dovuti a eventi politici interni sono meno semplici da affrontare. Non crediamo che la BCE divulgherà molti dettagli sul proprio processo decisionale e non ci aspettiamo di certo che comunichi i massimali degli spread o le stime del fair value degli spread dei vari Paesi. La BCE ha annunciato che le disposizioni speciali dovute alla pandemia applicabili nell’ambito di TLTRO III termineranno a giugno. Mentre all’inizio dell’anno la scadenza anticipata del finanziamento di 50 punti base aveva fatto prevedere rimborsi anticipati di TLTRO potenzialmente consistenti, l’aggressivo riprezzamento dei tassi di riferimento della BCE ha successivamente cambiato le carte in tavola per le banche. Dato che il tasso applicato ai prestiti TLTRO dopo il mese giugno 2022 è pari al tasso medio dei depositi presso la banca centrale durante l’intera durata dell’operazione, le banche sono ancora incentivate a mantenere la propria liquidità TLTRO, poiché il tasso di prestito sarebbe inferiore al tasso applicato ai depositi della banca centrale in caso di rialzo dei tassi. Dei 2,1 mila miliardi di euro di TLTRO in circolazione, pensiamo che i prestiti per l’arbitraggio ammontino a circa la metà di tale importo, mentre il resto è stato preso in prestito per i finanziamenti. Per quanto ingenti possano essere i rimborsi anticipati, riteniamo che non provocheranno un sostanziale inasprimento delle condizioni di liquidità, purché siano in gran parte limitati all’ammontare dei prestiti contratti per l’arbitraggio del tasso sui depositi, dato che tali fondi sono rimasti inattivi presso le varie banche centrali nazionali e non sono mai circolati sui mercati monetari. Non ci aspettiamo quindi che i rimborsi TLTRO abbiano un impatto sostanziale sullo Euro short-term rate (€STR), in quanto i depositi overnight non garantiti delle istituzioni finanziarie che non hanno accesso alla deposit facility della BCE non dovrebbero essere influenzati ampiamente da un simile calo delle riserve bancarie. Analogamente, la pressione sul fixing dell’Euribor deriverebbe principalmente dalla sostituzione da parte delle banche dei finanziamenti della banca centrale con finanziamenti non garantiti sul mercato. Tuttavia, i rimborsi TLTRO probabilmente libereranno un po’ di collaterale, compresi i titoli di Stato prelevati dal pool di garanzie delle banche centrali nazionali e messi a disposizione del mercato dei pronti contro termine. Potremmo quindi assistere a una modesta pressione al ribasso sui tassi repo in caso di significativi rimborsi TLTRO, ma nulla di rilevante, poiché prevediamo anche che la domanda di garanzie di alta qualità rimanga solida. Con uno scenario di tassi non negativi sempre più prossimo a concretizzarsi, una configurazione invariata dei tiering sembra un’ipotesi di base ragionevole, piuttosto che una modifica tardiva del coefficiente. Una volta lasciati alle spalle i tassi di riferimento negativi, riteniamo improbabile che la BCE riveda tale politica in futuro e che piuttosto si adoperi per l’accomodamento attraverso acquisti netti di attività, disposizioni di liquidità favorevoli alle banche e varie tipologie di forward guidance. (Abstract) http://www.verinieassociati.com

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Commento post meeting BCE

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2022

A cura di Antonella Manganelli, AD e Responsabile Investimenti di Payden&Rygel Italia. La BCE oggi ha annunciato un rialzo di 50 punti base, al di sopra dei 25 punti base attesi. Anche il tono della banca centrale è risultato più rialzista del previsto: Christine Lagarde ha reiterato come il mandato della BCE sia uno solo, ovvero il contenimento dell’inflazione, facendo intendere l’accettazione da parte dell’Istituzione del fatto che l’abbassamento dei prezzi possa avvenire anche a costo di un impatto negativo sulla crescita. Poco consolante poi l’annuncio sullo strumento anti-frammentazione, che purtroppo non è risultato né dettagliato né convincente quanto sperato. In aggiunta, quanto comunicato è suonato abbastanza complesso nell’ipotesi di un’eventuale implementazione. E l’immediata reazione del mercato non ha mancato di mostrare proprio questo scetticismo: l’Euro non si è apprezzato, gli spread si sono allargati. Guardando al prossimo futuro, anche alla luce degli eventi politici del nostro Paese di questa settimana, è diventato molto probabile che al mercato venga voglia di testare le intenzioni della BCE, e quel livello di spread di 250 punti base che finora sembrava un tetto. Pertanto, crediamo che per adesso il rischio per spread e rendimenti a scadenza dei governativi italiani sia purtroppo al rialzo; allo stesso tempo, l’inversione di tendenza potrebbe essere molto veloce se la BCE dovesse decidere di agire più velocemente di quanto adesso non sembri. In altre parole, l’unica certezza per ora sembra restare la volatilità.Con oltre 146 miliardi di dollari in gestione, Payden & Rygel è leader nella gestione del risparmio gestito e annovera tra i suoi clienti banche centrali, fondi pensione, imprese di assicurazione, università, banche private e fondazioni di varia natura. Società di gestione indipendente e non quotata, Payden & Rygel ha sede a Los Angeles con uffici a Boston e hub di gestione a Londra e a Milano.

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PIMCO: Commento in vista del meeting della FED

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2022

A cura di Allison Boxer, US Economist di PIMCO. Questa settimana la Fed rilascerà una nuova dichiarazione, una sintesi delle proiezioni economiche (SEP) e un dot plot. I dati di venerdì sono stati forieri di diverse cattive notizie per la Fed e sono risultati coerenti con le nostre aspettative che la prossima riunione sarà all’insegna dei falchi. Ci aspettiamo un aggiornamento significativo delle proiezioni sui tassi di interesse e che il presidente Powell appaia molto più risoluto a fare tutto il necessario per combattere l’inflazione rispetto alla riunione di maggio. La nostra previsione di base è che la Fed aumenti i tassi di 50 pb questa settimana e cerchi di preparare il terreno per la possibilità di un rialzo di 75 pb a luglio; ma, se il mercato prezza un rischio maggiore di 75 pb nei prossimi giorni, pensiamo che questo darà alla Fed l’opportunità di essere più aggressiva mercoledì. Ci aspettiamo che il presidente Powell sfrutti la conferenza stampa per lasciare intendere che rialzi più consistenti sono di nuovo sul tavolo e che non rallenteranno a settembre. In prospettiva, un’inflazione più vischiosa si sta traducendo in un front loading della politica della Fed ancora più aggressivo che crea un serio rischio di eccessivo irrigidimento e, in ultima analisi, un maggiore rischio di ribasso per le nostre prospettive di crescita che sono già in fase di stallo.

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PIMCO: Commento in reazione al meeting della FED

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

A cura di Allison Boxer, US Economist di PIMCO. Una riunione storica del FOMC ha portato a un rialzo dei tassi di 75 punti base e a una revisione del dot plot che suggerisce che l’aggressivo inasprimento della politica monetaria continuerà probabilmente nelle prossime riunioni. Le revisioni delle previsioni di crescita e del tasso di disoccupazione contenute nel Summary of Economic Projections (SEP) lasciano intendere che la Fed sta iniziando a riconoscere che un percorso più rapido di inasprimento della politica monetaria andrà a scapito di una crescita più lenta e di un aumento della disoccupazione. La Fed prevede ora una crescita del PIL statunitense pari all’1,7% nel 2022 e nel 2023, in netto calo rispetto al 2,8% e al 2,2% rispettivamente. Anche la disoccupazione dovrebbe salire rispetto ai livelli attuali. Il dot plot mostra che la Fed è unanime nel ritenere che il tasso sui fondi debba superare le stime di neutralità entro la fine dell’anno. Ma solo pochi membri si aspettano che i tassi raggiungano un picco significativamente superiore a quello già prezzato dai mercati.

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Commento post meeting BCE

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2022

A cura di Antonella Manganelli, AD e Responsabile Investimenti di Payden&Rygel Italia. Riunione che ha sicuramente sorpreso sul lato rialzista, quella di oggi. I punti principali coperti sono stati tre: la revisione delle previsioni sui dati macroeconomici; le indicazioni sulla politica monetaria a breve termine; e il commento sulla frammentazione del continente, ovvero la differente situazione tra Europa periferica e centrale. Sui dati macroeconomici, la BCE ha svelato nuove previsioni, con revisioni al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita, quindi un quadro macroeconomico sicuramente meno rassicurante. Da qui, il commento sulla politica monetaria, che ha confermato il termine del programma di acquisto di titoli sul mercato secondario a giugno, ma che soprattutto ha confermato un rialzo dei tassi di 25 punti base a luglio e che, addirittura, non ne ha escluso un secondo da ben 50 punti base a settembre. A preoccupare il mercato è stata poi la mancata rassicurazione sulla sostenibilità del debito per i Paesi dell’Europa periferica, rispetto alla quale il problema inflazione è sembrato essere prominente per la Banca Centrale. Il mercato ha reagito con un notevole incremento dei rendimenti a scadenza dei governativi europei, e un allargamento degli spread, ovvero dei differenziali tra governativi periferici e area centrale dell’Europa.Con oltre 146 miliardi di dollari in gestione, Payden & Rygel è leader nella gestione del risparmio gestito e annovera tra i suoi clienti banche centrali, fondi pensione, imprese di assicurazione, università, banche private e fondazioni di varia natura. Società di gestione indipendente e non quotata, Payden & Rygel ha sede a Los Angeles con uffici a Boston e hub di gestione a Londra e a Milano.

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Annual meeting of the American Society for Clinical Oncology

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2022

Lo studio osservazionale retrospettivo RALU valuta la sicurezza e i risultati clinici del trattamento sequenziale con radio-223 dicloruro seguito da lutezio-177-PSMA (177Lu-PSMA) nel trattamento degli uomini con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione. In questa prima analisi ad interim dei dati di 49 pazienti, la sequenza terapeutica radio-223/177Lu-PSMA è stata ben tollerata. I pazienti trattati con 177Lu-PSMA mostravano una sopravvivenza globale (OS) mediana di 12,6 mesi dall’inizio della terapia. Lo studio RALU ha valutato i pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione trattati con almeno una dose di radio-223 e almeno una di 177Lu-PSMA in sequenza. I dati sono stati raccolti da alcuni centri della Germania, e l’età media dei pazienti era di 72 anni (57-83). Radio-223 dicloruro è una terapia alfa mirata (TαT) approvata che ha dimostrato di prolungare la vita dei pazienti con mCRPC con metastasi ossee sintomatiche senza metastasi viscerali. La terapia ha inoltre mostrato di offrire benefici significativi di qualità di vita, con un profilo di sicurezza paragonabile a placebo. Radio-223 dicloruro è l’unico trattamento per gli uomini con mCRPC con un punteggio di 5 su 5 della Magnitude of Clinical Benefit scale (MCBS) della European Society for Medical Oncology (ESMO), un sistema utilizzato per misurare il valore dei trattamenti antitumorali e supportare un migliore processo decisionale. Il radio-223 dicloruro è autorizzato per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) con metastasi ossee. Radio-223 dicloruro è la prima e unica terapia alfa mirata approvata che ha dimostrato di prolungare la vita degli uomini con mCRPC con metastasi ossee e la prima terapia mirata con radioligando (TRT) approvata per il tumore della prostata. Con un’esperienza clinica real-word di più di 7 anni, radio-223 dicloruro ha mostrato risultati di sopravvivenza consistenti negli studi real-world (RWE). A livello globale sono stati trattati più di 85.000 uomini dal momento del suo primo utilizzo. Il farmaco è stato approvato in più di 50 Paesi ed è attualmente in fase di ulteriore valutazione in un ampio programma di sviluppo clinico nel tumore della prostata.

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Il multilateralismo al centro del meeting dei BRICS

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi Lo scorso 19 maggio i ministri degli Esteri dei Paesi BRICS si sono incontrati, in via telematica, per discutere della situazione strategica globale e per promuovere il loro processo di cooperazione e d’integrazione. Si tratta di un evento degno di grande attenzione da parte dell’Occidente e in particolare dell’Unione europea. E’ opportuno sempre ricordare che i BRICS rappresentano più del 40% della popolazione mondiale e ben il 20% del Pil del pianeta. Ovviamente la guerra in Ucraina è stata affrontata. Al punto 11 della Dichiarazione finale si afferma: ”I ministri hanno ricordato le loro posizioni nazionali sulla situazione in Ucraina espresse nelle sedi appropriate, segnatamente il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’Assemblea Generale dell’Onu. Essi sostengono i negoziati tra Russia e Ucraina. Hanno anche discusso le loro preoccupazioni per la situazione umanitaria in Ucraina e dintorni ed hanno espresso il loro sostegno agli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite, delle agenzie Onu e del Comitato Internazione della Croce Rossa per fornire aiuti umanitari in conformità con la risoluzione 46/182 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.”. Importanza grande ha assunto la sessione separata del gruppo “BRICS Plus”, che ha incluso l‘Argentina, l’Egitto, l’Indonesia, il Kazakistan, la Nigeria, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, il Senegal e la Tailandia in rappresentanza dei Paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo. E’ in considerazione un possibile allargamento dei BRICS. Se ne discuterà a giugno in Cina al 14° summit annuale, dedicato a una “Nuova era di sviluppo globale”. Il presidente cinese Xi Jinping, definendo la situazione attuale di grande “turbolenza e trasformazione”, ha chiesto un rafforzamento della cooperazione, della solidarietà e della pace attraverso la Global Security Initiative per una “sicurezza comune” da affiancare alla sua Global Development Initiative (Gdi). Egli ha rilevato che lo scontro tra blocchi contrapposti e la persistente mentalità della guerra fredda dovrebbero essere abbandonati a favore della costruzione di una comunità globale di “sicurezza per tutti”. E’opportuno ricordare che la Gdi è stata valutata positivamente da più di 100 Paesi e da molte organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite. La Dichiarazione fa del multilateralismo l’idea portante della politica dei BRICS. Ribadisce il ruolo guida del G20 nella governance economica globale e sottolinea che esso “deve rimanere intatto per fronteggiare le attuali sfide globali.”. Evidentemente l’aggettivo “intatto” indica la volontà di avere anche la Russia nei meeting del G20, che, dopo l’Indonesia, nei prossimi tre anni saranno presieduti rispettivamente dall’India, dal Brasile e dal Sud Africa. Un certo disappunto è stato manifestato nei confronti dei Paesi ricchi che nella pandemia Covid non hanno dato una giusta attenzione ai bisogni dei Paesi in via di sviluppo. In sintesi, di là del dramma della guerra, nel mondo ci sono segnali per realizzare iniziative miranti a un nuovo ordine mondiale. Per esempio, l’ex presidente brasiliano Lula Da Silva, candidato alle elezioni di ottobre, propone esplicitamente la creazione di una nuova valuta, il Sur, da usare nel commercio latinoamericano per non continuare a dipendere dal dollaro. A marzo diverse società cinesi hanno acquistato carbone russo pagando in yuan. E’ il primo acquisto di merci russe pagate in valuta cinese dopo che la Russia è stata sanzionata dai Paesi occidentali. Crediamo che sia il momento non solo di valutare meglio gli interessi dell’Unione europea ma anche di accentuare il ruolo di maggiore autonomia per contribuire a realizzare un assetto multipolare. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Il multilateralismo al centro del meeting dei BRICS

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Maggio 2022

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Lo scorso 19 maggio i ministri degli Esteri dei Paesi BRICS si sono incontrati, in via telematica, per discutere della situazione strategica globale e per promuovere il loro processo di cooperazione e d’integrazione. Si tratta di un evento degno di grande attenzione da parte dell’Occidente e in particolare dell’Unione europea. E’ opportuno sempre ricordare che i BRICS rappresentano più del 40% della popolazione mondiale e ben il 20% del Pil del pianeta. Ovviamente la guerra in Ucraina è stata affrontata. Al punto 11 della Dichiarazione finale si afferma: ”I ministri hanno ricordato le loro posizioni nazionali sulla situazione in Ucraina espresse nelle sedi appropriate, segnatamente il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’Assemblea Generale dell’Onu. Essi sostengono i negoziati tra Russia e Ucraina. Hanno anche discusso le loro preoccupazioni per la situazione umanitaria in Ucraina e dintorni ed hanno espresso il loro sostegno agli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite, delle agenzie Onu e del Comitato Internazione della Croce Rossa per fornire aiuti umanitari in conformità con la risoluzione 46/182 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.”. Importanza grande ha assunto la sessione separata del gruppo “BRICS Plus”, che ha incluso l‘Argentina, l’Egitto, l’Indonesia, il Kazakistan, la Nigeria, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, il Senegal e la Tailandia in rappresentanza dei Paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo. E’ in considerazione un possibile allargamento dei BRICS. Se ne discuterà a giugno in Cina al 14° summit annuale, dedicato a una “Nuova era di sviluppo globale”. Il presidente cinese Xi Jinping, definendo la situazione attuale di grande “turbolenza e trasformazione”, ha chiesto un rafforzamento della cooperazione, della solidarietà e della pace attraverso la Global Security Initiative per una “sicurezza comune” da affiancare alla sua Global Development Initiative (Gdi). Egli ha rilevato che lo scontro tra blocchi contrapposti e la persistente mentalità della guerra fredda dovrebbero essere abbandonati a favore della costruzione di una comunità globale di “sicurezza per tutti”. E’opportuno ricordare che la Gdi è stata valutata positivamente da più di 100 Paesi e da molte organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite. La Dichiarazione fa del multilateralismo l’idea portante della politica dei BRICS. Ribadisce il ruolo guida del G20 nella governance economica globale e sottolinea che esso “deve rimanere intatto per fronteggiare le attuali sfide globali.”. Evidentemente l’aggettivo “intatto” indica la volontà di avere anche la Russia nei meeting del G20, che, dopo l’Indonesia, nei prossimi tre anni saranno presieduti rispettivamente dall’India, dal Brasile e dal Sud Africa. Un certo disappunto è stato manifestato nei confronti dei Paesi ricchi che nella pandemia Covid non hanno dato una giusta attenzione ai bisogni dei Paesi in via di sviluppo. In sintesi, di là del dramma della guerra, nel mondo ci sono segnali per realizzare iniziative miranti a un nuovo ordine mondiale. Per esempio, l’ex presidente brasiliano Lula Da Silva, candidato alle elezioni di ottobre, propone esplicitamente la creazione di una nuova valuta, il Sur, da usare nel commercio latinoamericano per non continuare a dipendere dal dollaro. A marzo diverse società cinesi hanno acquistato carbone russo pagando in yuan. E’ il primo acquisto di merci russe pagate in valuta cinese dopo che la Russia è stata sanzionata dai Paesi occidentali. Crediamo che sia il momento non solo di valutare meglio gli interessi dell’Unione europea ma anche di accentuare il ruolo di maggiore autonomia per contribuire a realizzare un assetto multipolare.

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PIMCO: Reazione al meeting della FED

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Maggio 2022

A cura di Allison Boxer, US Economist di PIMCO. La Federal Reserve è riuscita a varare il più grande rialzo dei tassi dal 2000 e allo stesso tempo sorprendere le aspettative del mercato con una certa dose di atteggiamento da “colomba”. La notizia principale della conferenza stampa è stata la respinta di Powell circa l’ipotesi di un rialzo di 75 punti base che i mercati avevano iniziato a prezzare. Se la dichiarazione si è concentrata esclusivamente sui rischi di inflazione e Powell ha sottolineato che la Fed è assolutamente concentrata sul riportare l’inflazione al target, ha anche riconosciuto che l’istituto centrale statunitense dovrà essere agile nel destreggiarsi con i dati in arrivo. Il che è coerente con la nostra visione che prevede la continuazione di un ritmo “spedito” di rialzi dei tassi mentre la Fed sfrutterà l’estate per invertire rapidamente i tagli dell’era pandemica, ma alla fine dovrà essere “agile” nel governare i rischi al ribasso per la crescita.

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Commento al meeting BCE

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

A cura di Fabio Castaldi, Investment manager di Pictet Asset Management. Dopo il “pivot” hawkish della FED e di Bank of England, il timore diffuso sui mercati era di una simile “giravolta” della stessa Banca Centrale Europea. Nonostante un “policy statement” quasi inalterato rispetto a quello della riunione di dicembre, durante la conferenza stampa, la presidente Lagarda è parsa molto meno cauta segnalando l’unanime preoccupazione del direttorio rispetto alle dinamiche inflazionistiche in atto e un ottimismo di fondo circa la riaccelerazione della crescita europea, superata la fase di rallentamento del primo trimestre dovuta prevalentemente all’ondata “Omicron” in atto. Pur ribadendo la necessita’ di rispettare la sequenza di un eventuale rimozione dello stimolo monetario, ovvero la “chiusura” dei programmi di acquisto prima di eventuali rialzi dei tassi d’interesse, la presidente Lagarde non ha voluto escludere – come aveva invece fatto in occasione della riunione di dicembre – la possibilità di rialzi nel 2022. L’attesa si sposta ora alla riunione di marzo allorché, sulla base di dati ulteriori sulla dinamica dei prezzi, la banca centrale europea pubblicherà proiezioni aggiornate su crescita e inflazione. Per rispettare la sequenza indicata, segnalando in quella occasione l’accelerazione del “tapering” degli acquisti di titoli di stato, la BCE aprirebbe la strada a possibili rialzi dei tassi d’interesse entro fine dell’anno in corso. I mercati obbligazionari si sono affrettati a prezzare tale eventualità e i futures sui tassi a breve europei prezzano ora quasi 0,50% di rialzi della BCE entro la fine del 2022.

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‘Future’ exhibition, artists: Meeting with the artists

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2021

Rome Saturday 11 December hours 5-7 pm Via Raffaele Cadorna 28 Visitabile da lunedì a venerdì 11-17 Incontro con gli artisti sabato 11 dicembre ore 17-19. Curator Cristina Madini.For the ‘Future’ exhibition, artists from all countries have shared their reflections on how they imagine could transform the world. Nothing more than art can create enchantment, vision, dreams and utopia.It is well known that utopias nourished and continue to nourish artists today, but what exactly does it mean and because it is so important for each of us today to believe in vision and strive to achieve utopias.We are short-sighted, we are used to seeing too closely, we satisfy immediate desires, thus limiting that discussion around themes, concerning the great ambitions, visions, utopias that in the past have allowed human progress. In fact, however, it would be necessary to reflect deeply on the still open scourge of world hunger, on social disparities, on great migrations, on climate change and the consequent new geographies, on the pollution of the land and the sea, to reflect on the level of freedoms, that are taking different forms in our world.We have before our eyes enormous challenges that seem to remain out of the public discussion and too often from the daily discussion of each of us, while these challenges could be precisely to generate opportunities for a revolution of the gaze to propose new ideas, new companies, new visions in a planetary ever-changing geography.Certainly, that’s a generalization, but the artists, through sensitivity, create and communicate what is no longer traceable on the planet: ideas.The prerogative of art isn’t solving the problems, but the artists are capable of highlighting, interpreting and simplifying them to generate new visions, approaches and ideas. Artists can focus on the relationship between man and planet, show human or war tragedies, raise environmental issues through their works. The exhibition organized by Rossocinabro is sponsored by AMACI (Association of Italian Contemporary Art Museums) on the 2021 Day Contemporary which provides for the extraordinary opening of Museums and Galleries on Saturday 11 December.The exhibition will be open until December 30th without reservation, changes due to new government measures will be communicated in real time on our website http://www.rossocinabro.com

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PIMCO: BCE, commento post meeting

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

A cura di Konstantin Veit, Senior Portfolio Manager European Rates di PIMCO. La nuova strategia della BCE sottolinea l’impegno a mantenere una posizione di politica monetaria persistentemente accomodante al limite inferiore effettivo, e l’inflazione a medio termine dovrebbe attualmente rimanere ben al di sotto dell’obiettivo. Sull’onda dell’aggressivo repricing globale del front-end, il mercato aveva anticipato il primo rialzo dei tassi della BCE già a luglio 2022 prima della riunione, il che implicherebbe la fine di tutti gli acquisti netti di asset entro il secondo trimestre del prossimo anno. Nonostante il presidente Lagarde abbia sottolineato che queste aspettative del mercato non sono in linea con le nuove indicazioni sui tassi e le proiezioni sull’inflazione della BCE, il mercato non ha materialmente rivisto le aspettative per il primo rialzo dei tassi dopo la riunione di oggi. Questo probabilmente indica che i mercati si interrogano sulla determinazione e l’impegno della BCE nella nuova strategia di politica monetaria, data la lunga storia di undershooting del precedente obiettivo di stabilità dei prezzi. Il presidente non ha anticipato le delibere della riunione di dicembre, a parte dichiarare che il PEPP finirà probabilmente a marzo 2022, cosa che era stata ampiamente prevista. A dicembre ci aspettiamo che la BCE annunci la fine del PEPP, che indichi acquisti netti totali di asset ben al di sopra dell’attuale tasso di esecuzione dell’APP nel secondo trimestre del prossimo anno, che mantenga la rivalutazione trimestrale delle quantità di acquisto e che annunci ulteriori operazioni di rifinanziamento a lungo termine mirate.

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Commento al meeting BCE di oggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

A cura di Fabio Castaldi, Investment manager di Pictet Asset Management. Nonostante nessuna decisione operativa fosse oggi attesa da parte della BCE, l’appuntamento era di particolare rilevanza alla luce dell’aggressivo re-pricing da parte dei mercati obbligazionari del sentiero di rialzo, osservato nelle ultime settimane, dei tassi di riferimento delle banche centrali: per la BCE sono ora prezzati 2 rialzi entro la fine del 2022 ed ulteriori 3 per la fine del 2023. La presidente Lagarde ha colto l’occasione per ribadire sia la tesi della transitorietà della fiammata inflazionistica in atto – seppure protratta nel tempo al di là delle previsioni iniziali – sia la necessità da parte della politica monetaria di sostenere una ripresa ancora non convincente, come evidenziato dal rallentamento dagli indicatori di attività (PMI) dell’area Euro nelle settimane recenti. Il “push back” sul pricing dei mercati non è parso, però, totalmente convincente, con qualche elemento di contraddizione durante il Q&A. I mercati obbligazionari restano impostati al ribasso con perdite amplificate sui titoli di stato periferici (BTP in testa), i più vulnerabili in questo scenario e nel contesto della conclusione a fine marzo – pre-annunciata oggi dalla presidente Lagarde – del Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP). Sarà importante, per i mercati periferici, che in occasione della riunione del 16 dicembre, la BCE sia in grado di annunciare continuità agli acquisti sui bond periferici ricalibrando adeguatamente gli acquisti sotto il programma dell’APP, onde evitare un indesiderato allargamento degli spread.

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Il meeting Bce e le prospettive dei mercati finanziari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2021

A cura di Giuseppe Zaffiro Puopolo, Portfolio Manager di Moneyfarm. La politica monetaria espansiva della BCE a partire dal marzo 2020 è stata caratterizzata da un forte e inusuale consensus da parte dei suoi membri. Di recente il dibattito pare essersi riacceso, con Holzmann e Weidmann che spingono per un rallentamento dello stimolo della Banca Centrale Europea e la fine del suo programma obbligazionario di emergenza pandemica nel marzo 2022. Il dato sull’inflazione europea al 3% YoY, al di sopra delle aspettative degli analisti e del target della stessa BCE, sembra portare acqua alla narrativa dei falchi, così come il tasso di disoccupazione che sta gradualmente rientrando ai livelli visti pre-pandemia (seppur con le usuali differenze tra gli Stati membri). Nei precedenti meeting, tuttavia, la Bce ha mostrato molta cautela nelle proprie affermazioni e volontà di agire in maniera graduale con il miglioramento dello scenario macroeconomico. A nostro avviso, la riduzione del ritmo di acquisti è inevitabile, ma la Banca Centrale ha mostrato tutte le intenzioni di procedere con cautela e di non voler sorprendere i mercati finanziari. Al momento sembra quindi poco probabile che il PEPP possa essere interrotto bruscamente a marzo 2022 senza compensare parte di quegli acquisti con altri interventi di sostegno monetario. In questo scenario, le prospettive del mercato obbligazionario per i prossimi mesi non sembrano brillanti ma neppure catastrofiche. A nostro avviso è rilevante osservare quanto è accaduto negli Stati Uniti dopo l’annuncio della FED di voler rallentare il ritmo di acquisto dei Titoli entro fine 2021. I mercati obbligazionari non hanno sofferto, con lo yield a lungo termine americano che ha addirittura mostrato una lieve flessione. Riteniamo che lo scenario possa essere simile in Europa, soprattutto se la BCE gestirà in modo efficace la comunicazione nei prossimi mesi, preparando gli investitori alle scelte programmate in termini di politica monetaria.

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Commento sul pre-meeting della BCE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2021

A cura di Konstantin Veit, Senior Portfolio Manager European Rates di PIMCO. La BCE si riunisce giovedì. Attualmente la BCE acquista 80 miliardi di euro al mese nell’ambito del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) più 20 miliardi di euro al mese nell’ambito dei regolari programmi di acquisto di asset (APP) e in questa riunione il Consiglio direttivo rivedrà l’andamento dell’acquisto del PEPP a fronte di una nuova serie di proiezioni macroeconomiche trimestrali. Se la BCE probabilmente segnalerà un ritmo di acquisto del PEPP un po’ più basso nel trimestre successivo sulla base di rendimenti più bassi e di un miglioramento dei dati sull’attività, le continue preoccupazioni sull’evoluzione della pandemia e una prospettiva di inflazione a medio termine ancora debole rendono improbabile una riduzione più materiale del sostegno ai flussi.Continuiamo ad aspettarci un nuovo andamento per gli acquisti nell’ambito del PEPP di 60 miliardi di euro al mese, in linea con il ritmo di acquisto di inizio anno e con la nostra opinione secondo cui la BCE ridurrà nel tempo il ritmo degli acquisti mensili netti di asset, dagli attuali 100 miliardi di euro al mese a 60 miliardi di euro al mese nel 2° trimestre 2022. Non ci aspettiamo una significativa revisione al rialzo delle previsioni sull’inflazione IACP dell’1,4% per il 2023, e per maggiori dettagli sul futuro del PEPP oltre la sua prima data di conclusione a marzo 2022 dovremo probabilmente attendere la riunione di dicembre.Il sostegno persistente della BCE rimane un vento di coda per gli asset di rischio, ma le valutazioni attuali offrono poco spazio per una compressione significativa degli spread. Inoltre, i rischi per le prospettive macroeconomiche rimangono elevati e un regime di forte dominio fiscale sfuggente.L’attuale prassi di condurre una valutazione congiunta completa dello stato prevalente delle condizioni di finanziamento rispetto alle prospettive di inflazione nelle riunioni in cui sono disponibili nuove proiezioni rende il meeting di settembre uno dei più rilevanti, poiché il risultato di tale valutazione caratterizzerà il ritmo di acquisto del PEPP nel trimestre successivo. Per quanto riguarda la crescita, anche se è probabile che la BCE riconosca i continui rischi derivanti dalla variante delta, alla luce del miglioramento dei dati sull’attività è probabile una revisione al rialzo delle proiezioni di crescita a breve termine della BCE e probabilmente l’istituto di Francoforte continuerà a considerare i rischi per le prospettive economiche come ampiamente bilanciati. Per quanto riguarda l’inflazione, il verbale della riunione di luglio ha accennato a rischi al rialzo rispetto alle proiezioni di giugno, in particolare per quanto riguarda il breve termine. Per quanto una valutazione in base ai prezzi di mercato probabilmente vedrà una revisione al rialzo delle previsioni per il 2021 e il 2022, riteniamo improbabile che le aspettative per la fine dell’orizzonte di previsione vengano alterate in modo significativo. La proiezione dell’inflazione IACP più rilevante per il 2023 rimarrà invariata all’1,4% o vedrà un lieve aumento all’1,5%. Al momento, l’inflazione dell’area dell’euro è guidata quasi interamente dagli effetti di base dei prezzi dell’energia e non c’è stato alcun segno di una ripresa sostenuta delle pressioni sui prezzi sottostanti. Anche una piccola revisione al rialzo vedrebbe la BCE continuare a stimare un sostanziale undershoot rispetto all’obiettivo di stabilità dei prezzi nell’orizzonte di riferimento della politica. A dicembre la BCE pubblicherà le proiezioni economiche inaugurali del 2024, che probabilmente serviranno a caratterizzare la decisione sulla configurazione della politica di acquisto di asset nel 2022.Prospettive nel medio periodo. Attualmente la BCE acquista 80 miliardi di euro al mese nell’ambito del PEPP e 20 miliardi di euro al mese nell’ambito dell’APP. Una volta che gli effetti legati alla pandemia sul trend dell’inflazione saranno sufficientemente neutralizzati attraverso misure politiche temporanee come il PEPP e le disposizioni in materia di liquidità controllata, riteniamo che gli strumenti di acquisto di attività ordinarie torneranno alla ribalta per mettere a punto la politica monetaria post-pandemia a partire dal 2022, mentre i tagli dei tassi di interesse rimarranno in secondo piano. A nostro avviso, i risultati della revisione della strategia istituzionalizzano il recente passaggio della BCE dall’intensità alla durata del sostegno di politica monetaria, che si riflette in un focus sulla persistenza dell’azione di politica monetaria vicino al limite minimo dei tassi di interesse. Ciò che conta per la politica monetaria è l’ammontare totale degli acquisti di asset, mentre la divisione tra i programmi è in gran parte una decisione politica. Ci aspettiamo che il PEPP giunga al termine l’anno prossimo, potenzialmente già a marzo 2022, e che l’APP venga aumentato da 20 a 60 miliardi di euro al mese in cambio, dato che i progressi verso l’obiettivo del 2% di inflazione a medio termine rimangono scarsi. Ci aspetteremmo anche che la BCE mantenga la prassi delle periodiche valutazioni congiunte delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione per determinare le quantità di acquisto di asset, e che enfatizzi le flessibilità dell’APP esistenti, in particolare in relazione a un meccanismo di trasmissione indebolito che dovrebbe dissipare le preoccupazioni sulla capacità e volontà di deviare dal capital key, se necessario. Crediamo che la nuova strategia sia sostanzialmente una vecchia politica e rafforzi la chiara volontà di mantenere più a lungo l’attuale impostazione di politica monetaria invece di allentare le proprie politiche in modo aggressivo. La BCE prevede attualmente un’inflazione IACP dell’1,4% per il 2023, e spostando il suo obiettivo di inflazione a medio termine a un simmetrico 2%, la BCE spinge al seguente quesito: come potrà raggiungere questo obiettivo più ambizioso da un punto di partenza così basso, utilizzando gli stessi vecchi strumenti? E in effetti, la revisione della strategia non ha interessato metodi o impostazioni specifiche per raggiungere il nuovo obiettivo del 2%. Fissare un obiettivo di inflazione più alto da solo, senza alterare il policy mix, non aiuta molto a dissipare i dubbi sul fatto che la BCE possa raggiungere o meno il suo nuovo obiettivo. Riteniamo che la nuova forward guidance sui tassi di interesse serva principalmente a evitare gli errori del passato, a tenere il Consiglio direttivo al palo e a evitare un irrigidimento prematuro (APT) della politica monetaria. Crediamo che la nuova forward guidance sui tassi di interesse implichi che la BCE dovrebbe ora prevedere l’inflazione al 2% per i due anni successivi all’anno in corso, e probabilmente l’inflazione core al di sopra dell’1,6% e con una tendenza all’aumento, prima di considerare un aumento dei tassi di interesse. Mentre l’APT della BCE ha lo scopo di rassicurare i mercati che la BCE rimarrà paziente e non ripeterà gli errori “hawkish” del 2008 e del 2011, questa strategia difensiva suggerisce inoltre che non ci sarà alcun serio tentativo di chiudere il profondo divario tra l’obiettivo di inflazione e l’inflazione prevista. Come la Banca del Giappone, la BCE è ora fermamente concentrata di più sulla stabilità e sostenibilità delle sue misure di politica monetaria e molto meno sul raggiungimento dell’obiettivo di inflazione in un orizzonte ragionevole.

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L’Università Cattolica al Meeting di Rimini

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Fiera di Rimini da venerdì 20 a mercoledì 25 agosto. La manifestazione culturale, che sarà inaugurata venerdì 20 agosto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prevede un calendario ricco di tavole rotonde, confronti, dibattiti, mostre tutti in presenza ma trasmessi anche in diretta su più canali digitali e in più lingue. La ricerca scientifica, insieme con l’istruzione, costituisce uno dei pilastri del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Quali sono, dunque, gli strumenti a disposizione? Quali sono le aspettative? Come raggiungere obiettivi rilevanti nei tempi previsti dal PNRR? Come promuovere il trasferimento tecnologico per trasformare la ricerca in innovazione e valore per la società? Nell’anno del Centenario il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli parteciperà a un dibattito martedì 24 agosto con Maria Chiara Carrozza, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano. A introdurre l’incontro “Università e ricerca nell’epoca del cambiamento” Davide Prosperi, docente di Biochimica all’Università di Milano-Bicocca (Auditorium Intesa Sanpaolo D1, ore 17.00). L’Università Cattolica dà il suo contributo scientifico al Meeting con due mostre. La prima, “Vivere senza paura nell’età dell’incertezza”, mette a fuoco l’irriducibilità dell’umano, e ha tra i suoi curatori la docente di Filosofia morale nella facoltà di Scienze della formazione Alessandra Gerolin. Il tema sarà ripreso nell’omonimo dialogo di venerdì 24 agosto (Auditorium Intesa Sanpaolo D1, ore 15.00) tra Julián Carrón, docente di Teologia all’Università Cattolica e presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, Charles Taylor, professore emerito di Filosofia alla McGill University di Montreal e vincitore Premio Ratzinger 2019, Rowan Williams, professore emerito di Pensiero Cristiano Contemporaneo alla University of Cambridge, già arcivescovo di Canterbury. Moderati dalla giornalista Monica Maggioni, i tre relatori rifletteranno sull’incertezza del presente e sul fenomeno della secolarizzazione.La seconda mostra, “L’alleanza scuola lavoro. Non è mai troppo tardi”, è promossa tra gli altri dalla Fondazione Costruiamo il Futuro, il cui comitato scientifico è presieduto da Lorenzo Ornaghi, già rettore dell’Università Cattolica, e curata dal giornalista Ubaldo Casotto. Il percorso, articolato in dieci pannelli, illustra attraverso immagini storiche l’importanza che l’educazione e la formazione hanno avuto per il rilancio del nostro Paese, declinando concretamente il concetto di investimento nel capitale umano.Un’ulteriore iniziativa che coinvolge l’Università Cattolica è il dibattito intitolato “Covid-19, il ruolo centrale della ricerca scientifica: la sfida del vaccino e di una terapia efficace”, che si terrà venerdì 20 agosto con la partecipazione di Walter Ricciardi, presidente della World Federation of Public Health Associations e professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della sede di Roma. Con lui dialogheranno Stefano Bertuzzi, Chief Executive Officer at American Society for Microbiology (ASM), e Skhumbuzo Ngozwana, CEO and President Kiara Health. Modera Riccardo Zagaria, amministratore delegato di DOC Generici (Auditorium Intesa Sanpaolo D1, ore 19.00). L’Università Cattolica sarà presente al Meeting di Rimini anche con uno stand istituzionale dedicato alle celebrazioni del Centenario. Uno spazio fisico dove, grazie all’aiuto di studenti Unicatt, sarà possibile raccogliere materiale informativo sia sull’offerta formativa 2021/2022 sia sulla vita universitaria nei cinque campus dell’Ateneo: Milano, Brescia, Cremona, Piacenza, Roma. Nello stand saranno distribuiti gadget dedicati alla Cattolica e proiettati filmati e video che raccontano tutte le iniziative finora organizzate per celebrare il suo primo secolo di storia.

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Commento post meeting BCE

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm.Per il meeting di oggi, gli analisti si aspettavano generalmente di non vedere alcun cambiamento nella politica monetaria, né per quanto riguarda il PEPP, né tanto meno per quanto riguarda un aumento dei tassi d’interesse. I mercati erano focalizzati più sul tono delle dichiarazioni della Lagarde, che su azioni concrete, ricercando qualche segnale di cambiamento dell’entità degli acquisti da giugno in poi. Certo, nella mattinata abbiamo assistito a un minimo nervosismo, con i tassi delle obbligazioni Europee che sono saliti marginalmente fino alle 15:00, per poi ritornare a scendere sotto i livelli di ieri dopo l’intervento della Lagarde, che ha confermato le aspettative non attuando alcun cambiamento sostanziale, utilizzando una retorica accomodante e confermando che la politica monetaria europea sarà slegata da quella americana. Rispetto alla Fed, la Bce mantiene un approccio più intransigente rispetto al vincolo di inflazione del 2%, anche perché il target è molto più lontano, dato che le aspettative negli USA per il 2021 vedono un CPI al 2.6%, mentre in Europa i valori sono più contenuti (1.6%) in linea con la crescita depressa dell’ultimo decennio. Questo per adesso non basta a raffreddare i mercati, che comunque vedono la traiettoria dei prezzi ancora ampiamente sotto controllo, ma potrebbe creare una fonte di ambiguità sul medio-lungo termine, specialmente se si dovesse accendere in UE una dinamica di ripresa simile a quella vista negli Stati Uniti”. Infatti, i miglioramenti sul fronte economico e la distribuzione dei vaccini potrebbero portare i tassi d’interesse europei a salire prima del previsto, comportando alcune sfide, non solo per l’obbligazionario, impattato per via diretta dalle decisioni della BCE, ma anche per l’azionario, le cui valutazioni si basano su una crescita degli utili spinta anche da una politica monetaria espansiva. Una rivalutazione della ripresa economica inciderà principalmente sulla parte medio-lungo della curva, la cui pendenza è già aumentata in maniera sostanziale rispetto a tre mesi fa, ma ci aspettiamo che il percorso di normalizzazione rimanga graduale e attinente alle condizioni di mercato.

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62° Meeting annuale della American Society of Hematology (ASH)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2020

Stockley Park (Regno Unito) Kite, società del gruppo Gilead, ha annunciato i dati di follow-up a quattro anni dello studio registrativo ZUMA-1 condotto con axicabtagene ciloleucel in pazienti adulti con linfoma a grandi cellule B (LBCL, large B cell lymphoma) recidivante/refrattario. Tra i pazienti trattati con axicabtagene ciloleucel (analisi intent-to-treat modificata, n = 101), con un follow-up minimo di quattro anni dopo una singola infusione di axicabtagene ciloleucel (follow-up mediano di 51,1 mesi), la stima col metodo Kaplan-Meier del tasso di sopravvivenza globale (OS, overall survival) a quattro anni è stata del 44%. I dati sono stati presentati oggi al 62° meeting ed esposizione annuale della American Society of Hematology (ASH) (abstract #1187).1 Tra i 111 pazienti arruolati nelle coorti dello studio clinico di fase II ZUMA-1, axicabtagene ciloleucel è stato somministrato a 101 soggetti con LBCL recidivante/refrattario, e il tempo mediano dalla leucaferesi alla risposta completa (CR, complete response) è stato inferiore a due mesi. Non sono state segnalate neoplasie secondarie correlate ad axicabtagene ciloleucel.

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