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Posts Tagged ‘memoria’

Escursioni della memoria, la tappa del 4 settembre al rifugio “Non si vede”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2022

Ad inizio settembre si concludono per l’anno 2022 le escursioni della memoria organizzate dal Comitato Resistenza Colle del Lys in collaborazione con la Città metropolitana di Torino nell’ambito del piano tematico Pa.C.E., di cui la Città metropolitana di Torino è partner, finanziato dal programma transfrontaliero Alcotra Italia Francia.Domenica 4 settembre con partenza alle h 9.30 dall’Ecomuseo della Resistenza Colle del Lys (1310 m) l’itineraio conduce a 1634 m di quota ad un riparo attrezzato sotto roccia dei pastori transumanti, che offrì rifugio ad una ventina di partigiani della 17^ brigata Garibaldi “Felice Cima” durante il rastrellamento nazifascista del 2 luglio 1944. Ribattezzato ‘Non si vede’ perché indistinguibile dal basso, ospitò per due settimane i giovani ribelli che sopravvissero grazie ad un compagno, buon camminatore e conoscitore del territorio, che portò con due muli i viveri necessari dai magazzini celati a monte di Valdellatorre.Fin quasi alla Liberazione, il ‘Non si vede’ venne presidiato dai partigiani ed utilizzato come deposito di armi, cibo e materiali.L’escursione sarà accompagnata da una guida naturalistica dell’associazione Studio ArteNa- Arte e Natura e da uno storico del Comitato Resistenza Colle del Lys. Difficoltà EE (per escursionisti esperti). Tempo di percorrenza (a/r) 3 ore e 30’Le iscrizioni sono aperte e la prenotazione è obbligatoria: Comitato Resistenza Colle del Lys

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Nino Caruso. “Forme della memoria e dello spazio”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2022

Faenza. Continua fino al 9 ottobre al MIC – Museo Internazionale della Ceramica la mostra “Nino Caruso. Forme della memoria e dello spazio” Ogni martedì di luglio visite guidate gratuite. Si tratta di un’ampia antologica che racconta 50 anni di carriera attraverso un centinaio di opere a documentare l’intensa attività di questo protagonista della ceramica, più noto all’estero che in Italia.Caruso ebbe un’attività artistica ed espositiva ricchissima che affiancò a quella didattica ed editoriale. Caruso è l’autore dei più importanti manuali di ceramica – tradotti in tutto il mondo – e i suoi interventi pubblici sono disseminati tra la Galerie Les Champs di Parigi e la Chiesa Evangelica a Savona, il Giappone, presso l’Ospedale di Tokai e City Hall, e il Portogallo, presso La Rotunda, a Coimbra. Come le sue sculture si trovano alla stazione ferroviaria di Gijon, in Spagna a alla stazione della metropolitana di Marsiglia.

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Una giornata in memoria di Giorgio Bert

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Torino Il 28 maggio dalle 9,30 alle 17, a Torino, nei locali di Tool Box in via Agostino da Montefeltro 3, amici, allievi e compagni del suo viaggio intellettuale ricorderanno insieme Giorgio Bert. Giorgio Bert, medico torinese, è morto il 29 gennaio 2022 all’età di 88 anni. Medico, immunologo e ricercatore negli anni ’60, ha poi orientato la sua attività all’ambito della medicina sociale, che lo ha visto fra i protagonisti di un’epoca in cui i diritti del malato venivano finalmente portati in primo piano, e in cui si sviluppava l’impegno nei confronti della protezione della salute dei cittadini e dei lavoratori. Ha diretto insieme a Giulio Maccacaro la collana Medicina e potere di Feltrinelli, ha collaborato a riviste storiche come Sapere, Epidemiologia a prevenzione, SE Scienza Esperienza. Il suo lavoro e il suo impegno hanno contribuito alla elaborazione della legge di riforma sanitaria del 1978. Nel 1983 ha fondato con la sua compagna Silvana Quadrino l’Istituto CHANGE di Torino, impegnato per sviluppare e diffondere una “ecologia della comunicazione” in ambito sanitario, educativo, sociale. Quella nuova avventura lo ha portato a sviluppare il tema della medicina narrativa, di cui è considerato uno dei fondatori in Italia. Amici e allievi ricordano la sua profonda cultura e il suo impegno intellettuale, che non si è arrestato neppure negli ultimi mesi della sua vita. Lo ricorderanno nella giornata del 28 maggio 2022 dal titolo “Non chiamatemi maestro”: perché, diceva, i maestri creano seguaci e imitatori; io voglio che il mio pensiero produca contestatori e innovatori. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Accademia di Medicina di Torino. La registrazione video sarà in seguito disponibile sul sito http://www.istitutochange.it.

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Deficit di memoria e funzione cerebrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Uno studio ha valutato, per la prima volta, gli effetti di una combinazione di estratto etanolico di salvia, rosmarino e melissa (Salvia officinalis L., Rosmarinus officinalis L. e Melissa officinalis L.; SRM), quali erbe medicinali tradizionali europee, sull’aspetto mnemonico del richiamo verbale in soggetti sani normali al fine di valutare l’efficacia clinica dei medicinali tradizionali a base di erbe per la memoria e la funzione cerebrale. Per lo studio pilota in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, sono stati selezionati, 44 soggetti sani normali (età media 61 +/- 9,26 anni SD; m/f 6/38). Il protocollo ha previsto la somministrazione dell’estratto fitoterapico etanolico SRM per 2. Il test di richiamo immediato e ritardato delle parole è stato utilizzato per valutare la memoria dopo l’assunzione di SRM o dopo assunzione di placebo (estratto di etanolo di Myrrhis odorata (L.) Scop.). Inoltre l’analisi è stata eseguita con soggetti divisi in sottogruppi più giovani e più anziani (età media /= 63 anni n = 19: SRM n = 13, Placebo n = 6). Nel complesso, non ci sono state differenze significative tra il gruppo di trattamento e il gruppo placebo, tuttavia, l’analisi dei sottogruppi ha mostrato miglioramenti significativi nel richiamo ritardato delle parole nel gruppo di età inferiore a 63 anni (p <0,0123) con la dimensione dell'effetto di Cohen d = 0,92. Non sono stati osservati effetti avversi.Gli autori hanno quindi concluso che la preparazione orale di SRM alla dose selezionata e per il periodo di somministrazione è più efficace di un placebo nella memoria episodica verbale in soggetti sani di età inferiore ai 63 anni. L'integrazione a breve e lungo termine con l'estratto di SRM merita un'indagine più approfondita come trattamento aggiuntivo per i pazienti con malattia di Alzheimer e nella popolazione che invecchia in generale. Il disegno dello studio ha dimostrato un semplice protocollo di prova economicamente vantaggioso per testare l'efficacia dei medicinali a base di erbe sulla memoria episodica verbale, con studi futuri che includono una valutazione cognitiva più ampia. (fonte: Farmacista33)

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“La memoria della luce”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2022

E’ un’opera di 362 pagine che approfondisce il passato, il presente e il futuro del Centro di Cinematografia e Cineteca del Club Alpino Italiano. Il libro è edito dal CAI. La storia della Cineteca si delinea attraverso il materiale contenuto negli archivi del Centro di Cinematografia, nato nel 1946 come Commissione Cinematografica Centrale a Torino e poi trasferita nel 1951 a Milano: verbali, documenti vari, immagini di film e fotografie selezionate da Pamela Lainati che ha curato l’apparato archivistico e fotografico del volume. Nel tempo la Cineteca ha iniziato a custodire un patrimonio storico composto da film, documenti e materiali di produzione a partire dalle cineprese che sono gli strumenti fondamentali del cinema ad alta quota e rappresentano la principale chiave di lettura per poter comprendere l’evoluzione del cinema di montagna. Nel volume hanno un ruolo di primo piano anche alpinisti e autori del calibro di Fosco Maraini, Gianni Rusconi, Riccardo Cassin e Reinhold Messner. Scritti e materiali personali sono stati selezionati e raccolti nel lavoro di documentazione alla base dell’opera.L’obiettivo è quello di mettere in relazione il materiale d’archivio con le grandi imprese alpinistiche. “Volevo che questo doppio filo fosse compreso e apprezzato anche da chi non è un addetto ai lavori”, continua Massena. Il volume è disponibile in libreria e sul CAI Store al prezzo di 35 euro, 31 euro per i soci e 27 euro per le Sezioni. Venerdì 6 maggio, il libro verrà presentato in occasione della 70esima edizione del Trento Film Festival. Saranno presenti, oltre all’autore, il Presidente generale Torti, il Presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca Angelo Schena, la regista Lia Giovanazzi e la curatrice del volume Pamela Lainati. Modera il direttore di Montagne360 Luca Calzolari.

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Preservare la memoria con la stimolazione elettromagnetica

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

L’IRCCS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, sotto la responsabilità della dott.ssa Michela Pievani, attiva NEST4AD, uno studio di stimolazione non-invasiva per preservare la memoria. Lo studio si rivolge a persone di almeno 60 anni senza deficit cognitivi e mira a testare se la tecnica di neuromodulazione rTMS (stimolazione magnetica transcranica ripetuta) possa modulare, mediante l’applicazione di ripetuti impulsi magnetici, la comunicazione tra le aree della rete neuronale chiamata DMN (default mode network), la quale è associata alla memoria episodica ed autobiografica. Numerosi studi hanno osservato come nelle persone con diagnosi di Alzheimer questa rete abbia una ridotta connettività, causa delle difficoltà di memoria caratteristiche della malattia. Tale ridotta interconnessione è risultata essere presente anche in persone senza deficit cognitivi, ma con un aumentato rischio di sviluppare deficit cognitivi a causa di fattori di predisposizione come la presenza dell’allele e4 dell’Apolipoproteina E (APOE). Le persone in linea con i criteri previsti dal protocollo di studio verranno assegnati, in modo casuale, ad uno dei due gruppi sperimentali: stimolazione attiva (rTMS reale) o placebo (rTMS sham). Il protocollo di studio include 4 sessioni di rTMS, nonché 2 valutazioni neuropsicologiche, 2 esami di risonanza magnetica e 2 esami neurofisiologici (TMS-EEG) che saranno effettuati prima delle sessioni di rTMS e al loro termine. La valutazione neuropsicologica sarà ripetuta anche dopo due mesi dall’intervento.

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Tornano le escursioni della memoria sui sentieri della Resistenza

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Tornano anche quest’estate per il secondo anno le escursioni della memoria, sabati e domeniche nella natura e nella storia della Resistenti, quattro momenti di trekking organizzati dall’Ecomuseo del Colle del Lys con Città metropolitana di Torino in collaborazione con la Casa del Parco naturale del Colle del Lys. La prima tappa è in programma domenica 13 giugno h 10 ed è dedicata ad approfondire l’importanza del sostegno offerto alla Resistenza militare dai civili con le storie di un parroco, un imprenditore, un docente universitario, un’allevatrice di bestiame.L’itinerario parte e rientra all’anello del Colle del Lys attraversando Colle della Frai, borgata Suppo, frazione Mompellato, Casalpina e borgata Bertolera per un tempo di percorrenza di 2 ore e 30’L’escursione sarà accompagnata dallo storico Marco Sguayzer per l’Ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys e da una guida escursionistica dell’associazione Studio ArteNa – Arte e Natura Il calendario del trekking proseguirà sabato 3 luglio, domenica 25 luglio e domenica 22 agosto. Le escursioni della memoria fanno parte delle azioni del piano integrato tematico Pa.C.E. finanziato dal programma transfrontaliero Alcotra Italia Francia nel quale la Città metropolitana è impegnata per mettere in rete i sentieri resistenti. La prenotazione è obbligatoria al Comitato della Resistenza Colle del Lys

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Dopo il Covid? Possibili perdite di memoria e stanchezza mentale

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

I pazienti che hanno superato il Covid-19 spesso, a distanza di tempo dalla guarigione e dalla dimissione dall’ospedale, lamentano rallentamento, stanchezza mentale, mancanza di lucidità e fatica nelle attività quotidiane come lavorare, guidare la macchina o fare la spesa. Un recente studio pubblicato sulla rivista Brain Sciences riporta la valutazione delle funzioni cognitive a distanza di 5 mesi dalla dimissione dall’ospedale in un gruppo di 38 pazienti precedentemente ospedalizzati tra i 22 ed i 74 anni, senza disturbi della memoria o dell’attenzione prima del ricovero. La ricerca coordinata da Roberta Ferrucci, che ha visto la collaborazione del Centro “Aldo Ravelli” del dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Milano, dell’ASST Santi Paolo e Carlo e dell’IRCCS Istituto Auxologico di Milano, documenta che 6 pazienti su 10 guariti dal Covid-19 hanno un rallentamento mentale e ottundimento e 2 su 10 riportano oggettive difficoltà di memoria. Questi disturbi non sono associati a depressione ma sono correlati alla gravità della relativa insufficienza respiratoria durante la fase acuta della malattia. Le alterazioni osservate si riscontrano anche in soggetti giovani. II professor Alberto Priori, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Milano presso il Polo Universitario Ospedale San Paolo, commenta: “Questo è uno studio importante che dimostra per la prima volta che i disturbi di memoria e il rallentamento dei processi mentali osservati, in più della metà dei nostri pazienti, persistono anche mesi dopo la dimissione. Queste alterazioni possono, nei casi più gravi, anche interferire con l’attività lavorativa, particolarmente per chi ha un ruolo che richiede decisioni rapide, come gli stessi medici o gli infermieri. Il meccanismo per cui il virus altera le funzioni cognitive è complesso. L’interessamento del sistema nervoso origina sia da una diretta invasione da parte del virus, sia indirettamente attraverso l’attivazione dell’infiammazione e della risposta sistemica all’infezione”.“La necessità di seguire attentamente i pazienti che hanno presentato anche manifestazioni moderate di COVID-19 – conclude il professor Vincenzo Silani, direttore della Clinica Neurologica dell’ Università di Milano presso l’ IRCCS Istituto Auxologico Italinao – viene ulteriormente sottolineata da questo importante lavoro: per questo abbiamo insieme avviato anche un largo studio nazionale volto a raccogliere sotto l‘egida della Società Italiana di Neurologia (SIN) una ampia popolazione di pazienti colpiti da neuroCOVID-19 nell’ intento di seguirne le complicanze tardive, con particolare riferimento alle malattie neurodegenerative”.

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Settimana della memoria: Marco Brinzi “Senza Tregua”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

Roma Domenica 31 gennaio alle ore 18, Villa Doria Pamphilj Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a, a conclusione della settimana della Memoria per le vittime dell’Olocausto, il palcoscenico del Teatro Villa Pamphilj ospiterà un incontro, trasmesso sui canali web social, con Marco Brinzi – l’attore che proprio in quella data avrebbe dovuto esibirsi dal vivo in un reading de La Tregua di Primo Levi – con Elisabetta Bolondi, critica letteraria e con Nina Quarenghi dell’Istituto di Storia della Resistenza di Roma. A moderare la conversazione sarà Massimiliano Frascà del Teatro Villa Pamphilj. L’incontro ha lo scopo di proporre un dialogo tra i vari elementi: quelli storiografici in quella immane tragedia, quelli letterari nel romanzo di Levi e quelli dell’elaborazione artistica nel lavoro dell’attore, per cercare una relazione tra queste forme di testimonianza, differenti per forma e metodo ma accomunate dalla stessa urgenza di continuare a vivere, studiare, creare, anche attraverso la Memoria.
Marco Brinzi. Diplomatosi alla Scuola di teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano prosegue il suo percorso attoriale diretto da registi quali: M. Castri, S. Sinigaglia, V. Cruciani, C. Masella, G. Rouviere, R. Carseen, C. Pezzoli, A. Finocchiaro oltre che dal lituano Oskaras Koršunovas e dal britannico Declan Donnellan. Per la televisione è stato Massimo Lorenzon nella serie Sky 1992 e coprotagonista nel film Rai Limbo, tratto dal romanzo di Melania Mazzucco. Nel 2016 ha recitato nell’ultimo film dei Fratelli Taviani Una questione privata tratto dall’omonimo libro di Beppe Fenoglio, mentre nel 2018 è in Il testimone invisibile, diretto da Stefano Mordini, prodotto da Warner Bros Italia. Protagonista del monologo Autobiografia di un picchiatore fascista, ispirato al libro di Giulio Salierno (edizioni MinimumFax) dal 2019. Brinzi porta in scena anche lavori indipendenti di teatro civile attraverso spettacoli quali: Ich War da_ io ero la, che racconta la strage nazista del 1944 a Sant’Anna di Stazzema ed il reading teatrale La Tregua tratto dal romanzo di Primo Levi. Nel 2020 è nel film TV per la Rai dedicato a Chiara Lubich diretto da Giacomo Campiotti.

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Covid-19, la memoria immunitaria dura almeno sei mesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

L’immunità mediata dalle cellule B in risposta all’infezione da Sars-CoV-2 può persistere per almeno sei mesi. È quanto si sostiene in uno studio pubblicato su Nature. «Si è visto che l’infezione è associata allo sviluppo di livelli variabili di anticorpi con attività neutralizzante in modelli animali» spiega Michel Nussenzweig, della Rockefeller University di New York, e dello Howard Hughes Medical Institute di Baltimora, Stati Uniti, autore senior del lavoro. I ricercatori affermano che è noto che i livelli di anticorpi diminuiscono con il tempo, ma sottolineano che finora non erano state esaminate la natura e la qualità delle cellule B della memoria immunitaria, deputate a produrre anticorpi in caso di reinfezione. Per approfondire l’argomento hanno valutato la risposta della memoria umorale in una coorte di 87 individui a 1,3 e 6,2 mesi dopo l’infezione. L’analisi dei dati ha mostrato che i titoli anticorpali IgM e IgG anti-Sars-CoV-2 spike recector binding domain (Rbd) diminuiscono in modo significativo, e che l’attività neutralizzante nel plasma diminuisce di cinque volte nei test. Ma gli esperti hanno anche osservato che il numero di cellule B della memoria specifiche per Rbd rimane invariato nel tempo. Non solo, gli autori affermano anche che le cellule B della memoria hanno mostrato un turnover clonale all’ultima valutazione temporale, e che gli anticorpi espressi erano caratterizzati da maggiore ipermutazione somatica, maggiore potenza e resistenza alle mutazioni dell’Rbd.
Quest’ultimo dato è indicativo di un’evoluzione continua della risposta umorale, ed è una buona notizia per quanto riguarda le varianti della malattia. È stata portata avanti anche un’analisi con immunofluorescenza o Pcr su 14 biopsie intestinali prese da individui asintomatici quattro mesi dopo l’insorgenza di Covid-19, e questa ha mostrato la persistenza degli acidi nucleici Sars-CoV-2 e l’immunoreattività nell’intestino tenue di sette persone. «La risposta delle cellule B della memoria immunitaria a Sars-CoV-2 è stata in evoluzione nel periodo tra 1,3 e 6,2 mesi dopo l’infezione, e questa evoluzione è secondo noi coerente con una persistenza dell’antigene» concludono gli esperti. (Fonte Farmacista33)

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La Shoah e la Memoria: ricordare per capirne l’unicità

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

By Ugo Volli. Come sempre, nel periodo intorno al 27 gennaio, i vecchi e nuovi media si riempiono di rievocazioni della Shoah, di spiegazioni ma anche di discussioni, che quest’anno sono state particolarmente accese. E’ un effetto positivo della Giornata della Memoria: per non essere solo un’occasione rituale priva di impatto pedagogico, il ricordo del genocidio dev’essere confrontato con l’attualità e visto secondo ottiche diverse. Vi sono altre date per il ricordo puramente rituale e religioso che il popolo ebraico si è dato, dal digiuno del 10 del mese di Tevet (quest’anno è stato il 25 dicembre), istituito inizialmente per ricordare l’inizio dell’assedio di Gerusalemme da parte dei Babilonesi, a Yom ha Shoah, stabilito dallo Stato di Israele (quest’anno sarà l’8 aprile). Il 27 gennaio, che ricorda la liberazione del campo di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, è una data civile e pedagogica, adottata dall’Onu e prima dall’Unione Europea, rivolta non tanto agli ebrei quanto a tutti i cittadini. Per fa sì che sia davvero un mezzo di ricordo efficace, è importante che sia utilizzata per far capire che cos’è stato il genocidio degli ebrei e dunque anche discutere sulle sue cause, sulle complicità, su ciò che vi si connette oggi.Ma quest’anno il dibattito ho preso una strana piega. In diversi ambienti, da chi promuove il Giardino dei Giusti a Milano, ma anche da alcune forze politiche in Svizzera e da ambienti in vario modo di sinistra, è arrivata insistente la proposta di modificare il senso della Giornata della Memoria dal ricordo della Shoah a una celebrazione universale delle vittime della violenza e dell’oppressione. In questa spinta universalista si è arrivati a parlare addirittura dell’opportunità di usare il 27 gennaio per il lutto delle vittime della pandemia di Covid. Si tratta evidentemente di una sciocchezza. Ricordare le sofferenze e le stragi subite da varie popolazioni, in particolare quelle provocate dall’oppressione, dal razzismo, dalla violenza politica è naturalmente giusto. La schiavitù dei neri, l’espropriazione delle tribù amerindie, il costo umano dell’imperialismo britannico in India e di quello belga nell’Africa centrale, le persecuzioni dei Rom e dei gay, i veri e propri genocidi dei Tutsi e dei cristiani in terra ottomana, in particolare degli Armeni, meritano la nostra attenzione e la nostra memoria. E’ certamente giusto anche, su un altro piano, ricordare le vittime di disastri collettivi, come i terremoti o il Covid e portarne il lutto collettivo. Mettere assieme tutte queste memorie in un’unica occasione cerimoniale è però un po’ come riassorbire il ricordo dei nostri cari scomparsi in un’unica giornata uguale per tutti, oppure nel verso opposto festeggiare tutti i compleanni in un unico giorno arbitrario, per esempio quello in cui è nato Einstein, il presidente della Repubblica o Ronaldinho. I ricordi messi assieme non si sommano, ma al contrario si elidono e perdono rilevanza. La memoria è sempre identità, distinzione. La morale di una giornata universale dei crimini collettivi sarebbe estremamente generica: l’umanità è spesso ingiusta e violenta, bisogna cercare di non caderci e di “restare umani”. Se poi ci si mettono anche i disastri naturali, non c’è nessun insegnamento da trarre, solo la consapevolezza che il mondo può essere terribile e che la nostra condizione è la fragilità e la mortalità: siamo polvere e polvere torneremo. Verità morale e religiosa, ma storicamente irrilevante. Il solo modo per trarre un insegnamento chiaro dal ricordo è distinguere, capire l’unicità di ogni evento, studiarne le cause per cercare di rimuoverle e di impedire la ripetizione del crimine.Questo vale in particolare per la Shoah. Tutti coloro che conoscono un po’ la storia sanno che non si tratta di una violenza o di una strage fra le tante che purtroppo costellano la storia dell’umanità. La Shoah è un genocidio, cioè il tentativo organizzato di eliminare completamente un popolo. Crimini così terribili sono piuttosto rari, anche se nella storia è accaduto non di rado che nazioni fossero travolte da guerre e distruzioni, scomparendo – ma per lo più come risultato non programmato di guerre e invasioni che miravano a sconfiggerli, a sottrarre loro il territorio, a costringerli al lavoro per gli oppressori. La differenza è l’intenzionalità, il progetto criminale, la volontà di annichilire completamente un popolo, che nel caso della Shoah si è esteso anche a donne e bambini, sulla base di un’impostazione razziale che non c’era per esempio nell’altro terribile genocidio commesso da uno stato europeo nel Novecento, quello commesso dalla Turchia di cui furono vittime principali gli armeni. In questo caso molte donne non furono sterminate, ma usate come schiave sessuali da parte dei carnefici: un crimine orrendo, che mostra però una differenza fondamentale. Il progetto del genocidio armeno era di eliminare politicamente e culturalmente il popolo armeno e la sua identità, non di sterminarne ogni singolo essere umano appartenente a quel popolo, come fu il caso della Shoah. Anche i neonati e coloro che non avevano più nessun legame con l’ebraismo, essendo convertiti da generazioni, furono sterminati, perché portatore del “sangue” che si voleva distruggere. La caccia si estese all’estero, in tutto il mondo. Né la cittadinanza, né la religione fecero schermo a una volontà di distruzione bestialmente biologica, del tutto indifferente alla dimensione umana delle vittime. L’altro aspetto per cui la Shoah è unica è la dimensione moderna e industriale del genocidio (che in verità riguarda soprattutto la sua fase più matura, perché prima di Auschwitz e dei campi di sterminio, vi fu un periodo abbastanza lungo di stragi programmate ma eseguite “artigianalmente” vicino agli insediamenti ebraici, con armi individuali). Questo dev’essere ricordato, senza confonderlo con altre stragi, altri crimini.
La Shoah è unica per la sua dimensione, per la determinazione razziale delle vittime, per l’organizzazione. Ma non è un fenomeno isolato nella storia ebraica, non è affatto l’invenzione di un “pazzo” al vertice dello stato tedesco, seguito da burocrati “banali” e “senza pensiero” (questa è in estrema sintesi l’analisi sbagliata di Hannah Arendt, che è diventata luogo comune). La Shoah è invece il culmine di un odio per gli ebrei che spesso è diventato sanguinosissimo. L’inizio di questo processo è individuato dalla Bibbia nel momento stesso in cui si formò il popolo ebraico, 3500 anni fa in Egitto, quando il Faraone decise di uccidere i neonati ebrei per evitare che gli ebrei diventassero troppo numerosi. E poi, fra numerosi altri episodi, ci fu la deportazione babilonese, che fece scomparire tutta la popolazione del Nord di Israele, il tentativo di assimilazione forzata da parte dei sovrani ellenisti, le terribili rappresaglie romane per le rivolte. Infine venne tutta la lunga storia dell’antigiudaismo cristiano, con stragi, imprigionamenti nei ghetti, roghi di libri e di uomini. Alcuni episodi di questa storia, come le stragi dei crociati in Renania, quelle dei Cosacchi in Polonia e in Ucraina, le espulsioni da Spagna e Portogallo furono quasi altrettanto traumatiche della Shoah. A fianco vi è stata la storia, anch’essa lunghissima dell’antigiudaismo islamico, che inizia con le stragi di Maometto, i ripetuti pogrom della Spagna musulmana, dell’Africa del Nord, dello Yemen e della Mesopotamia e dura fino a oggi, almeno a livello del terrorismo e della propaganda.Una memoria corretta sulla Shoah include la consapevolezza del suo legame con l’antisemitismo precedente: senza le pagine terribili di Lutero, del Corano, di molti padri della Chiesa, anche di intellettuali laici illuminati come Voltaire e Kant, senza l’esempio dei roghi dell’inquisizione e delle stragi di Medina, Hitler non avrebbe avuto i suoi modelli e le SS la larga complicità di cui hanno goduto. Per questa ragione il rischio che il genocidio degli ebrei sia di nuovo tentato dipende dall’antisemitismo attuale, che ha per lo più la forma di odio per Israele. Questo va spiegato il 27 gennaio e anche tutti gli altri giorni dell’anno – dato che il pericolo della violenza contro gli ebrei è tornato drammaticamente attuale.Naturalmente questa specificità non è quella del genocidio armeno, che ha altre radici, né dell’odio contro gay e Rom, né dello schiavismo dei neri. Tutte queste storie hanno le loro cause, che vanno individuate con cura e combattute. Ma non sarebbe giusto né produttivo annegare la Shoah in queste storie, e neppure sussumere queste sotto l’etichetta della Shoah. Gli armeni, per esempio, hanno il 24 aprile come data di inizio del loro genocidio, sono oggi ancora sotto attacco culturale e fisico da parte del panturchismo di Erdogan e dei suoi alleati, le cui ragioni sono soprattutto geopolitiche, derivano dalla volontà di fare pulizia etnica di uno spazio “turanico” e musulmano dal Mediterraneo fino alla Cina. Non sarebbe sensato farne una variante della Shoah, né avrebbe senso ricomprendere nella Shoah una memoria così diversa, anche si i crimini dei due genocidi sono altrettanto immensi e incommensurabili.Insomma discutere sulla Shoah è giusto e opportuno. Ma non per negarla: i negazionisti non hanno diritto di parola su questo tema perché non avanzano problemi storici ma sono complici del crimine, come chiunque aiuti a occultare le tracce di un delitto, magari per avere la libertà di ripeterlo. E neppure per confonderla con tutti i mali del mondo. Certo, chi oggi propone una giornata universale di ricordo di tutte le vittime non è un negazionista, non vuole esserlo e non va considerato come tale. Ma, al di là delle buone intenzioni, l’universalismo del male occulta le dinamiche storiche vere e impedisce la comprensione del processo profondo (l’odio per gli ebrei, la negazione dei loro diritti, compresa l’autodeterminazione politica e religiosa”) di cui la Shoah fu la manifestazione più terribile e atroce. (fonte: https://www.progettodreyfus.com/shoah-memoria-giornata/

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Giorno della Memoria: dal 25 al 30 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2021

Sei appuntamenti per non dimenticare. Sei iniziative online per celebrare il Giorno della Memoria. L’osteria sociale La Tela di Rescaldina in collaborazione con l’Ecoistituto della Valle del Ticino, l’ANPI di Rescaldina e il Comune, per tutta la settimana dal 25 al 30 gennaio organizza una serie di appuntamenti per parlare, riflettere e non dimenticare la Shoa.Tutti gli appuntamenti si svolgono in diretta sulla pagina Facebook de La Tela; inizio alle 21, escluso l’appuntamento di venerdì 29 gennaio che ha inizio alle 18. La rassegna si apre lunedì 25 gennaio con l’incontro di presentazione “Il dovere della memoria”. Intervengono il giornalista di SempioneNews Gigi Marinoni, Maria Grazia Pierini dell’ANPI di Rescaldina, Oreste Magni dell’Ecoistituto Valle del Ticino e Giovanni Arzuffi della cooperativa La Tela. Durante la serata sono previsti i contributi di Nora Picetti che leggerà un brano tratto dal libro di Liliana Segre e del gruppo musicale I Numantini che eseguirà alcune canzoni in tema.
Martedì 26 gennaio, viene proposto il video “Liliana Segre: una bambina di 13 anni ad Auschwitz”, la registrazione dell’intervento di Segre alla Camera del Lavoro di Milano nel 2010 davanti a 600 studenti.
Mercoledì 27 gennaio è in programma “Tre donne nell’infermo dei lager” realizzato sotto la regia e direzione artistica di Roberto Curatolo e Gianni Zuretti, sui testi di Roberto Curatolo e Katia Pezzoni e con interpreti: Katia Pezzoni, Federica Toti e Silvia Sartorio. È la riduzione teatrale da testimonianze dirette e dal libro “L’erba non cresceva ad Auschwitz” di Mimma Paulesu Quercioli Adalgisa, operaia della Bassetti, Zita sarta ebrea italo-ungherese e Loredana operaia della Caproni. La drammatica storia di tre giovani donne, dai 18 ai 25 anni, deportate ad Auschwitz. Le tre giovani raccontano in prima persona le loro tragiche giornate nell’inferno di Auschwitz e dei successivi campi in cui furono trasferite. Le accomuna un identico destino: l’ingiusta deportazione, l’orrore di quanto vissuto in quei lunghi mesi, l’essersi miracolosamente salvate, l’amarezza di un difficile ritorno.
Giovedì 28 gennaio, viene proposta “21656 HINE”, la storia di Angelo Bertani, partigiano di Villa Cortese, raccontata da Giovanni Iuliani in un monologo di Roberto Bianchi accompagnato alla fisarmonica da Giovanni Arzuffi.
Venerdì 29 gennaio, in programma il film di animazione “La stella di Andrea e Tati” tratto dalla storia vera di Andra e Tatiana Bucci, due sorelle di 4 e 6 anni che nel 1944 vennero deportate nel campo di concentramento di Auschwitz insieme alla madre, la nonna, la zia e il cuginetto. Le due bambine si salvarono solamente perché vennero erroneamente scambiate per gemelle. Regia di Rosalba Vitellaro e Alessandro Belli prodotto da Larcadarte e dal Miur.
Sabato 30 gennaio, “Il treno della memoria” ovvero la cronaca del viaggio di 600 studenti al campo di sterminio di Auschwitz e Birkenau avvenuto nel gennaio 2010.La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in ATI dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. È ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale. Facebook: https://www.facebook.com/osterialatela/

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Firmato decreto sul Fondo in memoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Non posso che esprimere grande soddisfazione per la firma che oggi è stata apposta sul decreto istitutivo del Fondo in memoria di Antonio Megalizzi e del collega Bartosz Orent Niedzielski per sostenere e promuovere l’attività delle radio universitarie”, è il commento di Alessia Rotta presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. “Dalla mia proposta di legge di un anno fa ad oggi, abbiamo svolto un assiduo lavoro parlamentare che ha coinvolto molte altre forze politiche. Quella proposta di legge è diventata un emendamento alla legge di bilancio con cui il fondo è stato finanziato con un milione di euro. E ora questo provvedimento è alla firma della Corte dei Conti per rendere il fondo pienamente operativo. Da oggi, i servizi di trasmissione radiofonica universitaria, i laboratori didattici e le iniziative di formazione all’interno delle università per giornalisti, tecnici e operatori non graveranno più solo sulle università ma potranno contare su questo fondamentale riconoscimento economico da parte dello Stato che afferma un principio a mio avviso sacrosanto: le emittenti radiofoniche universitarie sono un bene pubblico che lo Stato deve tutelare, sostenere e promuovere. Sono parte integrante delle università e dell’informazione”. “Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno di tutto il mondo delle radio universitarie. Nell’arco di dodici mesi, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, abbiamo raggiunto questo grande risultato. Ancora più significativo per il fatto di essere arrivato proprio ora, nei giorni in cui si celebra la memoria e il ricordo di Antonio Megalizzi. Perché celebrarne la memoria significa investire per le cose in cui Antonio credeva, per le battaglie culturali, per la passione per il suo lavoro, per l’impegno civico. E anche per l’Europa solidale e unita, come quella che sta provando a nascere sulle macerie lasciate dal Covid. Continueremo a lavorare per finanziare ancora il fondo e per far diventare questa una esperienza strutturale al servizio delle comunità universitarie e della libera informazione”.

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Rastrellamento ebrei a Roma: Restauriamo la memoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

Roma Venerdì 16 ottobre alle ore 17,30 presso Caffè Nemorense nella ricorrenza del “sabato nero”, il giorno del Rastrellamento degli ebrei a Roma si svolge il ricordo di Ugo Forno. Saranno presenti: Felice Cipriani, storico della memoria e autore del libro “Ugo Forno. Il partigiano bambino”, Francesca Del Bello, Presidente Municipio II, Lello Dell’Ariccia, Presidente Progetto Memoria, Fabrizio Forno, nipote di Ugo Forno, Luciana Romoli, Staffetta partigiana, Valerio Strinati, Sezione Anpi Musu- Regard Municipio II.

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«In memoria di Paolo»

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Trapani. «Anche quest’anno, come di consueto, si terrà il prossimo 19 luglio la tradizionale manifestazione dal titolo «In memoria di Paolo» organizzata dal «Centro Studi Dino Grammatico – Istituto per la Cultura della Legalità». L’edizione 2020 sarà, a seguito delle limitazioni imposte dalle normative sul Covid-19, del tutto innovativa, poiché si tratterà di una «Maratona Digitale» (ovvero di una diretta sulla pagina http://www.facebook.com/csdinogrammatico/) che vedrà la partecipazione, a partire dalle 16.58 (ora esatta dell’attentato di Via D’Amelio) ed attraverso dei video-messaggi, di personalità di assoluto rilievo impegnate nel contrasto alla mafia. Hanno, infatti, raccolto l’invito importanti personalità (Magistrati, rappresentanti delle Istituzioni, vittime di mafia, giornalisti, etc..) impegnate quotidianamente nel contrasto a «cosa nostra». Il fine dell’evento è sempre quello di mantenere ancora viva, soprattutto nei più giovani, la lungimirante azione di contrasto alla mafia di Paolo Borsellino, figura di riferimento delle attività culturali portate avanti dal «Centro Studi Dino Grammatico». Per il celebre magistrato, infatti, «se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo». Tra i partners della manifestazione si annoverano, infine, l’ISSPE di Palermo, l’AICS, e l’Associazione Antiracket e Usura di Trapani».

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Memoria dei 2024 caduti per la libertà nelle Valli di Susa, Lanzo, Sangone e Chisone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Domenica 5 luglio, con le dovute prudenze, al Colle del Lys si onorerà a partire dalle 10 del mattino la memoria dei 2024 caduti per la libertà nelle Valli di Susa, Lanzo, Sangone e Chisone. Finalmente, la commemorazione non sarà affidata solo alle maratone web di video e documenti sulla Resistenza, che comunque hanno aiutato gli italiani a celebrare degnamente il 25 Aprile e il 2 Giugno. La commemorazione sarà ancora una volta l’occasione per una riflessione sulle cause dell’ultimo conflitto mondiale, sulla liberazione del continente dalle dittature, sull’importanza e sul ruolo dell’Unione Europea, sulle nuove identità, sui valori costituzionali e sul senso della cittadinanza europea.
Per 24 anni giovani provenienti da numerosi paesi del Vecchio Continente si sono incontrati a cavallo tra le Valli di Lanzo e di Susa, in occasione della manifestazione “Eurolys” organizzata dal Comitato Colle del Lys, con il patrocinio della Comunità europea, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e con la collaborazione di numerosi Comuni del territorio metropolitano. L’esperienza di incontro, conoscenza e confronto tra decine di giovani europei dai 16 ai 25 anni quest’anno non sarà possibile, a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, ma questo non significa che il Comitato Colle del Lys abbia rinunciato alla commemorazione delle vicende della guerra di Liberazione che ebbero come teatro luoghi cari alla memoria di ogni sincero democratico.

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Jan-Philipp Sendker: La memoria del cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

A Kalaw, una cittadina sperduta sulle montagne del Myanmar, in Birmania, vivono Bo Bo e suo zio, U Ba. Bo Bo è un bambino con un dono insolito: può leggere i sentimenti delle persone nei loro occhi. Un dono a volte scomodo, poiché spesso gli occhi della gente raccontano più di quel che lui vorrebbe sapere. Il padre di Bo Bo si reca a fargli visita una volta all’anno. Di sua madre, Julia, il ragazzino conserva pochi stentati ricordi. Che viva a Yangon e non se la passi molto bene è tutto ciò che Bo Bo sa di lei. Ma non sa spiegarsi per quale motivo lui viva a Kalaw con lo zio, e non con i suoi genitori. Se è vero che tutte le storie parlano d’amore, come U Ba ama sostenere, perché in quegli anni lo zio, consumato cantastorie, non gli ha mai raccontato l’unica storia che a Bo Bo interessa davvero ascoltare, ovvero la sua storia? Una sera, Bo Bo trova un plico di fogli accanto alla vecchia macchina da scrivere di U Ba. In quelle pagine si parla della storia d’amore dei suoi genitori e, davanti alla determinazione del ragazzino, U Ba comprende che non può più rimandare il momento della verità. È così che, dalla voce di U Ba, Bo Bo apprende della newyorkese Julia, scesa da un aereo già pronto a decollare per stare con un uomo che conosce appena, Thar Thar. Del loro travolgente amore e della misteriosa malattia che la ha costretta a rinunciare al loro bambino. Sarà per dare una risposta alle domande che U Ba non è riuscito a soddisfare che Bo Bo si metterà in viaggio, sulle tracce dei suoi genitori. Le atmosfere incantate della Birmania fanno da sfondo a una storia intima, delicata, poetica, degna conclusione della magica trilogia iniziata con L’arte di ascoltare i battiti del cuore e proseguita con Gli accordi del cuore.
Collana: le Tavole d’Oro Pagine: 320 Tradotto da: Metella Paterlini e Roberta Scarabelli Prezzo cartaceo: €18,00 Prezzo ebook: €9,99 Neri Pozza Editore
Jan-Philipp Sendker è nato nel 1960 ad Amburgo, ha vissuto negli Stati Uniti dal 1990 al 1995 e dal 1995 al 1999 è stato corrispondente in Asia per Stern. Dopo un secondo soggiorno negli Stati Uniti è tornato in Germania, dove lavora come giornalista per Stern. Vive a Berlino con la sua famiglia. Con Neri Pozza ha pubblicato L’arte di ascoltare i battiti del cuore, Gli accordi del cuore, Il sussurro delle ombre, Gli scherzi del Dragone e Alla fine della notte.

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Etica della memoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

La memoria non appassiona solo gli storici: le discipline umanistiche e le scienze sociali, ma anche la psicologia, la psicobiologia e le neuroscienze ne hanno fatto un ambito di indagine privilegiato. Steve Ramirez, neuroscienziato dell’Università di Boston, spiega come sia possibile oggi manipolare la memoria in laboratorio, identificando i ricordi negativi, per esempio in casi di disturbo da stress post-traumatico, legandoli invece a eventi positivi (The Brink). Andrea Lavazza – studioso di scienze cognitive, membro della Società Italiana di Neuroetica e autore di Manipolare la memoria – si domanda però quali siano le implicazioni filosofiche, bioetiche e anche “politiche” di queste sperimentazioni. “Non è la memoria la condizione della nostra identità personale?”, si chiede. “Rimuovere a piacimento quello che non sopportiamo più del nostro passato non finirà con il renderci individui più felici, ma anche meno saggi?”. Lo scopo di questa e altre ricerche, precisa Lavazza, non è la manipolazione, ma solo la conoscenza dei meccanismi biologici. Tuttavia, in un’era in cui la possibilità di ibridare l’umano con l’artificiale si fa sempre più concreta ed estesa, la riflessione sulla natura e l’etica della memoria diventa necessaria.Nessuna amnesia – Se la manipolazione scientifica della memoria appare ancora lontana, la manipolazione politica è invece ricorrente. I politici che conoscono il significato della memoria sono ben consapevoli del suo potenziale critico e sono molto diligenti nello sviluppare politiche di controllo della memoria, spiega il filosofo Federico Orsini. Un eclatante esempio, nei mesi scorsi, sono state le affermazioni del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che avrebbe dato istruzioni al Ministero della Difesa perché le forze armate commemorassero come giorno della salvezza dal comunismo la data del colpo militare del 31 marzo 1964, conosciuto in Brasile come giorno della menzogna, quello che dette inizio a 21 anni di dittatura. Paolo Mieli nel suo ultimo libro Le verità nascoste. Trenta casi di manipolazione della storia (Rizzoli) parla proprio di “fake history”, da Tarquinio il Superbo fino alle dicerie dei giorni nostri su Carola Rackete (Il Sole 24 Ore). Quello che non possiamo permetterci, allora, sono le amnesie, specialmente quelle indotte e interessate scrive Paolo Fallai sul Corriere. Perché come ha scritto la filosofa tedesca Hannah Arendt, “il suddito ideale del totalitarismo non è il nazista convinto ma l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione, tra vero e falso, non esiste più”.
(fonte: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli)

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Memoria e identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

«Anche oggi qualcuno non vuole guardare e anche adesso qualcuno dice che non è vero», ha detto la senatrice a vita Liliana Segre nel discorso tenuto al Parlamento europeo in occasione della cerimonia per la Giornata della memoria, per ricordare il 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz (Corriere). A vent’anni dalla nascita della Giornata della memoria, è tempo di bilanci, scrive David Bidussa. Non solo per capire il posto che questo giorno occupa nella sensibilità pubblica, ma anche per interrogarsi sulle date memoriali che consentirebbero di tratteggiare un’identità europea in continua costruzione. Ed è il caso di chiederselo proprio in un momento in cui c’è chi propone di azzerare il passato che lo disturba, senza ricordarsi che la storia va raccontata “a parti intere”. E in un momento in cui aumentano gli italiani che negano la Shoah, passati – secondo il Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes – dal 2,7% del 2004 al 15,6% di oggi (Il Sole 24 Ore). Contro una certa deriva demagogica e le ostentazioni xenofobe e sovraniste che proliferano nel vecchio continente, l’editore Donzelli, nella nota introduttiva al Calendario civile europeo a cura di Angelo Bolaffi e Guido Crainz, spiega invece come la storia insegni che le identità sono costruzioni collettive che si aggregano e si scompongono nel tempo. Per comprendere la nostra identità europea e combattere i nazionalismi, allora, l’invito è tornare a studiare la storia, dopo anni e anni di “appannamento civile”. (fonte: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli)

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Giornata della memoria a Torino e crimini di guerra

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

Torino. Che il pregiudizio antisraeliano ed antiebraico sia insito anche in alcune amministrazioni comunali è ormai cosa nota, ma le modalità di espressione del proprio pregiudizio antisraeliano non finiranno mai di stupirci: prova ne sia quanto accaduto ieri, 27 Gennaio, a Torino, quando durante le celebrazioni per la Giornata della Memoria per ricordare la Shoah il presidente del Consiglio comunale Francesco Sicari ha pensato bene di citare i presunti «crimini di guerra nei territori palestinesi» lasciando perplessi molti esponenti politici in Sala Rossa. Non tutti si sarebbero aspettati un passaggio sulla questione medio orientale nella giornata dedicata alla Shoah. «Francamente – ha commentato l’assessore regionale Fabrizio Ricca – ritengo inopportune le parole proferite da Sicari che in un giorno di commemorazione come questo ha deciso di attaccare lo Stato di Israele parlando non della persecuzione degli ebrei ma di presunti ‘crimini di guerra’ commessi da Israele stesso».L’esponente MoVimento 5 Stelle ha prima posto l’accento sulla «continua crescita dell’antisemitismo» in Europa e solo in seguito ha auspicato la possibilità di accertare i «crimini di guerra nei territori palestinesi», ricordando altresì che la procuratrice capo della Corte penale internazionale Fatou Bensouda «ha annunciato di avere aperto un’inchiesta sulla questione, convinta che crimini di guerra siano stati o vengano commessi in Cisgiordania, in particolare a Gerusalemme est, e nella Striscia di Gaza».Il problema, però, al di là delle facili strumentalizzazioni, sta proprio nella fonte cui attinge Sicari. La Corte Penale Internazionale, infatti, non ha ancora aperto neanche un’inchiesta, ma è in una fase preliminare in cui sta valutando la propria competenza ad aprire le indagini. Molti sono i dubbi sulla correttezza formale di una ipotetica indagine.
Sulla questione è intervenuto anche il Prof. Ugo Volli: «Sul piano sostanziale è chiaro che nelle operazioni a Gaza e in Cisgiordania, Israele esercita la propria autodifesa contro un terrorismo particolarmente efferato e non contrastato dalle organizzazioni politiche che gestiscono quel territorio e anzi ne sono promotrici e finanziatrici».Tanto basta per capire quanto la questione sia complessa e quanto le parole di Sicari oggi risultino inopportune soprattutto nel giorno in cui dovrebbe essere chiaro che per commemorare lo sterminio degli ebrei di ieri vanno difesi quelli di oggi. A partire da quello stato, Israele, governato da un sistema democratico, peraltro unico in quella parte del mondo. E questo senza sottrarsi a una discussione sulla questione mediorientale, da affrontare però non raccattando qua e là in rete qualche informazione alla rinfusa.(Thanks to Lo Spiffero & Corriere della Sera)

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