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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘memoria’

Un pellegrinaggio della memoria

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

Roma Domenica 21 ottobre 2018, alle ore 18.30 dopo l’intervento di don Marco Gnavi, parroco di Santa Maria in Trastevere, una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal quartiere ebraico furono condotti al Collegio militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz-Birkenau, fino al Portico di Ottavia. Interverranno alla fine della marcia: Angelo De Donatis, cardinale vicario per la diocesi di Roma
Riccardo Di Segni, rabbino Capo di Roma
Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma
Virginia Raggi, Sindaca di Roma
Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio
Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio
Quest’anno si celebra il 75° anniversario del 16 ottobre 1943, quando, durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. La Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, ricordano questo tragico momento della vita della città con un “pellegrinaggio della memoria”. In un messaggio per il settantacinquesimo della deportazione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è così espresso: “Il sacrificio, la tribolazione, il martirio di tanti innocenti, è un monito permanente alla nostra civiltà, che si è ricostruita promettendo solennemente “mai più” e, tuttavia, ogni giorno è chiamata a operare per svuotare i depositi di intolleranza, per frenare le tentazioni di sopraffazione, per affermare il principio dell’eguaglianza delle persone e del rispetto delle convinzioni di ciascuno».
Il ricordo del 16 ottobre 1943 è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma e dell’Italia in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – studenti delle scuole e università romane – e di immigrati “nuovi italiani”, insieme a cittadini di ogni età e credo religioso.

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3 ottobre 2018: Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

Sono passati cinque anni dalla tragedia del 3 ottobre del 2013, quando al largo dell’isola di Lampedusa 368 migranti persero la vita in uno dei più tragici naufragi avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni, ma nel mar Mediterraneo si continua a morire. Da gennaio 2014 al 20 settembre scorso sono stati oltre 17mila i migranti che hanno perso la vita o che risultano dispersi nelle acque del Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo ricorda Fondazione ISMU in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si celebra il 3 ottobre. Nonostante nel corso dell’ultimo biennio ci sia stato un considerevole calo degli sbarchi di migranti sulle coste europee rispetto agli anni passati, dovuto soprattutto agli accordi con la Turchia prima e con la Libia successivamente, il tasso di mortalità è aumentato.Infatti, le traversate sono sempre più pericolose e le operazioni di ricerca e soccorso in mare ad opera delle navi delle Ong hanno subito diverse restrizioni di tipo legale e logistico.Secondo le stime dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati, più di 1.600 migranti hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nei primi nove mesi del 2018, 21 persone ogni mille sbarcati.In particolare, nei primi tre mesi del 2018 il tasso di mortalità tra coloro che partono dalla Libia diretti in Italia è salito a un morto ogni 14 persone, rispetto a un decesso ogni 29 persone nello stesso periodo del 2017.

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L’eroe e il carnefice, lo spirito ed il corpo

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

(Da un saggio di Riccardo Alfonso) Lo sgomento del principe Arjuna davanti alla prospettiva d’impugnare le armi per uccidere i propri simili in battaglia è allontanato dal dio Krsna che gli appare in sogno e lo esorta a combattere. L’esortazione a tuffarsi nella lotta e ad uccidere senza patemi d’animo è data secondo il principio che tutto è eterno. La lama del giustiziere non distrugge l’immutabile. Può apparire come una implicita esortazione all’omicidio. Noi dunque siamo attraversati da due mondi: quello visibile dei corpi e perituro, e quello invisibile, immanifesto. E’ la stessa divisione del reale affermata da Platone e dall’intera tradizione filosofica dell’occidente e raccolta dal cristianesimo. Dovremmo arguire che l’uccisione è nella natura delle cose, ma significa proprio questo? Vivere vuol dire fare violenza agli altri? No di certo. Occorre cancellare questo falso dalla nostra memoria e partire dal presupposto che non esistono nemici da combattere e da uccidere, in tutte le possibili battaglie della vita: dalle guerre dichiarate, ai conflitti locali, alle contese private. Se non rendiamo universale tale precetto è difficile poter capire che debbano esistere delle eccezioni e che la violenza e il delitto possano avere eroi che osannano il loro trionfo con l’uccisione del nemico.

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Murale Vuoti di Memoria

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Roma 20 settembre 2018 ore 10.30/13.30 | Metro A Porta Furba verrà inaugurato, alla presenza dell’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale Linda Meleo, il Murale Vuoti di Memoria.
Il Progetto artistico, voluto e patrocinato dal Municipio VII di Roma, è realizzato negli ambienti della stazione della Metro A Porta Furba – Quadraro, grazie al contributo dell’artista Ugo Spagnuolo e a cura dell’Associazione Porto d’Arte e Takeawaygallery, ed è la prima iniziativa di Arte Urbana creata con l’ausilio dei cittadini e degli abitanti del posto. La finalità dell’operazione, che ha visto l’allestimento di un murale di oltre 400 mq, era quella di riqualificare uno spazio comune inteso come non luogo, semplice passaggio, grazie a un’opera pubblica e relazionale. Diciotto personaggi significativi del quartiere sono stati immortalati in dimensioni monumentali nella quotidianità di un gesto altamente simbolico: la chiusura di alcune bottiglie che nell’opera diventano conserve-documenti da riempire attraverso la propria storia. Il dipinto è inoltre concepito per essere completato, nel tempo, da chi sul Quadraro insiste e vi è legato, persone che l’artista ha incontrato da febbraio 2018 effettuando laboratori in collaborazione con il Liceo Artistico G.C. Argan di Roma ed il Liceo Artistico A. Frammartino di Monterotondo e nelle sedi più varie. Centinaia di sagome di bottiglie sono colmate quindi dai loro ricordi, trasformando così una stazione della metropolitana in un palcoscenico rivelatore di memoria, privata o collettiva, storica o intima, ove recuperare immagini, reminiscenze, identità. Il murale è finanziato grazie alla liberalità di privati e aziende che si sono attivati nel tempo. Alle sponsorizzazioni di alcune importanti realtà economiche locali, prima fra tutte l’Harley Rock Crew seguita da De Quintili Panificio & Pasticceria, Elettrica Morlacco e Carlo Carra, si è unito, per quanto concerne i colori utilizzati, Sigma Coatings, attività che da anni supporta attivamente la riqualificazione dei luoghi del quartiere.

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Memoria Festival!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 maggio 2018

Mirandola. Dal 7 al 10 giugno a Mirandola sarà di nuovo Memoria Festival! La manifestazione, organizzata dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore e sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura, torna con la seconda edizione e riapre l’orizzonte della memoria proiettando la riflessione verso la storia, la narrativa e le arti, grazie a un programma ricco di suggestioni e articolato in incontri, conferenze, tavole rotonde, concerti, spettacoli, proiezioni, laboratori, mostre e giochi. Tra le piazze, le vie, i portici, i giardini e i palazzi della città, numerosi saranno gli appuntamenti con i protagonisti italiani della cultura, del pensiero e dello spettacolo e, tra una conversazione e una lectio, una mostra e un gioco antico, il pubblico non potrà fare a meno di lasciarsi coinvolgere da note e scene sui vari palcoscenici, ripercorrendo gli echi di una sezione in particolare del Festival: La memoria in musica e teatro.
Si comincia giovedì 7 giugno salendo sul palco per seguire il monologo dell’attore e formatore Enzo Valeri Peruta su Paradiso buio. Cent’anni di passioni dello spettatore cinematografico (ore 21.30, Parco della Memoria, Piazza Matteotti): quando si varca la soglia di una sala al cinema è un po’ come entrare in un’altra dimensione, dove è l’oscurità a illuminare la luce dello schermo e proprio grazie a quel buio avviene la fusione dello spettatore con la storia. Dalla magia della settima arte si passa al potere della musica per la vita, con un appuntamento all’incrocio fra concerto e intervista: in Memorie musicali. Come Bach mi ha salvato la vita (ore 22, Area della Musica, Piazza Marconi) Ramin Bahrami dialoga al pianoforte con il critico musicale Sandro Cappelletto, ripercorrendo lo spartito di quello che per lui è stato un autentico destino. Cresciuto nell’Iran degli ayatollah, dove la musica era proibita, già da bambino sognava di incontrare Bach e, giovanissimo, si è trovato a coprire il frastuono delle bombe della guerra Iran-Iraq proprio con le musica del compositore tedesco. E oggi ne è uno dei maggiori interpreti contemporanei.“I peccati” di Gioacchino Rossini sono invece al centro del palcoscenico in Piazza Marconi venerdì 8, alle 22: la soprano Cinzia Forte insieme al pianista Marco Scolastra e a Sandro Cappelletto, metteranno in scena in prima esecuzione assoluta, in brani de Vieillesse, della vecchiaia, che rappresentano l’ultimo periodo creativo del compositore pesarese. E un’armonia fatta di teatro e cinema è quella che anima l’appuntamento di sabato 9 (ore 18.30, Parco della Memoria, Piazza Matteotti) con il drammaturgo e scrittore Giuliano Scabia: in prima assoluta, viene proiettato a Mirandola Le Diable et son Ange di Jean-Marie Richard su Il Diavolo e il suo Angelo (1979/1986), di Giuliano Scabia. La pellicola, girata a Parigi nel 1983, documenta l’azione durata quattro giorni attraverso le banlieues con salita finale alla Tour Eiffel. Giuliano Scabia, introduce la proiezione leggendo Ma io insistetti per stare volando ancora un poco, seconda lettera a Dorothea. Sempre sabato 9, il pubblico potrà immergersi in una delle forme più antiche di memoria fra le genti, quella narrata dalle note, e nessuno potrà resistere al richiamo dei ritmi travolgenti di Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana (ore 22. Area della Musica, Piazza Marconi), che inviteranno a riconnettersi con la Memoria della Tradizione danzando sulle note di tarantelle, tammuriate, pizziche e saltarelli. Musicista ed etnomusicologo, Sparagna svelerà l’eredità segreta di usi e costumi popolari racchiusi nella musica tradizionale.Domenica 10 la rappresentazione teatrale incontra la storia e l’impegno civico per la comunità, grazie al duo Vito e Saverio Mazzoni e alla performance teatrale Il canale degli spiriti benigni (ore 21.30, Parco della Memoria, Piazza Matteotti; con il sostegno del Consorzio della Bonifica Burana): novità teatrale di Maurizio Garuti, la pièce rievoca infatti la lunga lotta che nella Bassa ha opposto uomini e acqua, a partire dal canale Foscaglio, antesignano delle opere di bonifica che hanno reso vivibile e ospitale la pianura tra Bologna, Ferrara e Modena. Chiude in bellezza il Memoria Festival, domenica 10 giugno, Nicola Piovani con il suo concerto La musica è pericolosa. Percorsi di ricordi musicali (Area della Musica, Piazza Marconi, ore 22; con il sostegno di CPL Concordia Group), titolo che rievoca ciò che una volta Federico Fellini disse allo stesso Piovani: “La musica è pericolosa”. Il compositore Premio Oscar dirige e suona al pianoforte, seguito da Marina Cesari (sax/clarinetto), Pasquale Filastò (violoncello/chitarra), Ivan Gambini (batteria/percussioni) e Marco Loddo (contrabbasso), Rossano Baldini (tastiere).

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In scena “La sentinella, un’ora di memoria”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Palermo 23 maggio alle 21, nella chiesa di San Giovanni Decollato, nell’omonima piazza accanto la questura, andrà in scena “La sentinella, un’ora di memoria”, di e con Roberto Greco.
Un monologo, la cui esecuzione sarà supportata da contributi video, audio, rumoristica e musica, che parte proprio da quel 23 maggio per tracciare un racconto che, tra eventi pubblici e ricordi personali, accompagna il pubblico lungo un percorso che parte dal primo inconsapevole agente di scorta, la guardia penitenziaria Antonio Lo Russo – che il 5 marzo 1971 guidava l’auto con a bordo il procuratore Pietro Scaglione e che fu ucciso con lui – e che arriva sino agli agenti morti nelle stragi di Capaci e via d’Amelio.Il modello narrativo proposto integra immagini, suoni e parole per fornire un racconto, non convenzionale, di un importante momento della storia del nostro Paese e del ruolo della Polizia di Stato nel contrasto ai fenomeni criminali e a quello mafioso in particolare, senza dimenticare il lato umano dei protagonisti.
L’orazione civile inizierà con la proiezione del film breve La sentinella. Interpretato da Giuseppe Zeno e Francesca Beggio, con la fotografia di Daniele Botteselle, il film vuole andare oltre il modello tradizionale di narrazione, per raccontare la vita di un poliziotto che lavora nel Servizio Scorte. Racconta il vuoto che una morte genera e lo fa attraverso il racconto del quotidiano che verrà, irrimediabilmente, stravolto. La sentinella racconta una storia intima, familiare, eccezionale nella sua semplicità. La storia di una famiglia in cui la morte è parte del gioco, ma non è elemento sufficiente per vivere drammaticamente ogni minuto della propria vita, tanto da ritrovarsi a viverla come evento inatteso, quando questa entrerà, con prepotenza nel loro quotidiano.«La scrittura per me – spiega l’autore e interprete dell’orazione Roberto Greco – è un tentativo disperato di preservare la memoria. Come ha detto Isabel Allende “I ricordi, nel tempo, strappano dentro di noi l’abito della nostra personalità, e rischiamo di rimanere laceri, scoperti. Così scrivere mi consente di rimanere integra e di non perdere pezzi lungo il cammino”. Dopo anni di scrittura ho deciso di iniziare a raccontare, attraverso la mia voce, le memorie di quanti hanno vissuto in prima persona eventi significativi della nostra storia».L’orazione è organizzata dall’Associazione Cassaro Alto e dall’associazione culturale La Stanza dei Balocchi. Quest’ultima, è anche la produttrice dell’appuntamento. L’ingresso è gratuito.

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Il Giorno della Memoria. Diciamo no alla riduzione dell’ebraismo ad elemento museale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

olocaustoL’antisemita di sinistra non manca di ricordare come la Shoah sia detestabile, ma ne approfitta subito per aggiungere che il popolo ebraico non ha saputo trarne una lezione visto il modo in cui tratterebbe i suoi vicini di casa. L’antisemita di destra minimizza le responsabilità degli italiani, inserisce in un contesto più ampio la tragedia e si domanda del perché sia giusto questo ‘tributo obbligatorio’ agli ebrei – rei in qualche modo di averla sfruttata economicamente – che con il loro atteggiamento piagnone tengono in scacco l’opinione pubblica.Altri, pensando di far bene, in questi giorni provano a ricordarci come non esistano “morti di Serie A e serie B” e si fanno promotori di messaggi che comprendano anche “le altri stragi dimenticate”, dallo sterminio dei pellirossa all’Amazzonia passando per il Ruanda e l’Ucraina.I miei correligionari partecipano, com’è giusto, alle cerimonie pubbliche, ma molti scelgono di tacere, mentre i media martellano rilanciando le storie delle nostre famiglie sullo sfondo di commentatori che credendo di fare riflessioni originali sul difficile tema non si rendono conto di essere offensivi. Più che una giornata di riflessione per gli ebrei o sugli ebrei (‘con’ sarebbe impossibile viste le esigue dimensioni della nostre comunità e il numero di richieste), sembra quasi di assistere alla ricorrenza perfetta per lavarsi la coscienza svolgendo il compitino in una delle innumerevoli cerimonie pubbliche – senza ebrei – o farne un uso strumentale per rovesciare addirittura accuse più o meno dirette verso Israele e l’ebraismo.In nessuna cerimonia pubblica ho mai sentito fare – invece che arditi parallelismi con i terribili eccidi del XX secolo in Bangladesh – il collegamento più naturale: quello tra il nazismo e le minacce che oggi subiscono gli ebrei nel mondo. Mi riferisco alla fobia verso Israele, alle discriminazioni e boicottaggi verso la nazione ebraica, all’esodo delle comunità francesi e alla paura nelle città di tutta Europa a girare con la kippah in testa. Quando qualcuno azzarda certi paragoni, si fa subito avanti chi pensa che la deriva antisemita sia sovrastimata, e rimugina l’idea che gli ebrei siano sempre vittime di paranoie.Ma perché ampliare ad altre tragedie lo spettro del ricordo è sbagliato? Prima di tutto perché la Giornata della Memoria è già dedicata a tutte le vittime delle leggi razziali, a quelli che hanno protetto i perseguitati, ai Sinti, ai Rom, agli omosessuali, ai disabili, ai perseguitati politici e alle altre minoranze religiose. Poi perché si rischia di perdere il focus sulla vicenda principale. Che senso avrebbe nella Giornata della Donna ricordare anche l’eccidio dei Curdi perché “anche loro hanno tanto sofferto”? Ricordare tutti significa non avere memoria di nessuno.Sempre più spesso capita di vedere giovani che nei campi di sterminio si fanno ritrarre sorridenti davanti ai forni crematori o si fanno selfie sghignazzando di fronte a monumenti e baracche. La loro partecipazione emotiva al dramma della Shoah è pari a quella degli adulti alle cerimonie pubbliche, noia e distacco. I giovani si esprimono semplicemente coi loro strumenti.Oggi olocausto1che i sopravvissuti purtroppo non sono quasi più disponibili, bisogna mettere da parte le banalità e recuperare il coraggio e le competenze per coinvolgere i ragazzi e i loro formatori. Parlare alle nuove generazioni è una sfida difficile, perché gli strumenti ai quali sono abituati contemplano contesti sempre più realistici e ottenere la loro attenzione è complicato. Per questo il lavoro non dev’essere fatto per ampliare o sostituire i temi della Giornata, ma per aggiornare la nostra capacità di trasmissione degli stessi contenuti. Per ogni anno di ritardo ci assumiamo una responsabilità che ricade su tutti, perché a relativizzazione della Shoah come dramma unico nella storia umana, l’estensione del ricordo ad altre categorie, la mancanza di collegamento con il mondo reale e le strumentalizzazione politica stanno completamente demolendo il senso delle celebrazioni legate alla Memoria.Se non vogliamo rischiare di cancellare questa ricorrenza in un prossimo futuro dobbiamo combattere la deriva di banalizzazione, spettacolarizzazione e strumentalizzazione della Shoah in favore di un anniversario più discreto, con nuovi strumenti di sensibilizzazione e trasmissione dei contenuti da usare come mezzo per interpretare il presente.Associare l’ebraismo, una religione viva e vitale più che mai, esclusivamente ad immagini sbiadite del terribile passato è detestabile. Noi non siamo (solo) il popolo della Memoria, ma anche quello del rinnovamento e del progresso. Questa riduzione dell’ebraismo ad elemento museale ignorando il filo che lega la vita delle comunità scomparse a quelle di oggi in Israele ed in Europa è uno degli elementi davvero indispensabili se si vuole scongiurare il ritorno del passato e restituire dignità alle vittime che si sono spese affinché il loro popolo sopravvivesse alla catastrofe. (Alex Zarfati) [Foto: olocausto – l’immagine è presa da Yolocaust, progetto fotografico di Shahak Shapira, che si propone di «indagare sulla cultura della commemorazione»]

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Memorie attive nella scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

deportatiBologna Sabato 27 gennaio 2018 IC1 – Dozza, Via De Carolis 23 Memorie attive nella scuola Ore 9-10: Incontro delle classi terze con esponenti dell’Anpi, saluto della Comunità ebraica bolognese, interventi delle Comunità Rom e Sinti con letture musiche Klezmer e Zigane a cura di Salvatore Panu (fisarmonica) e Lionel Raducan (fisarmonica)
Ore 10.30-11 : Musiche e canzoni tratte e riadattate da testi poetici della poeta Mehr degli Jenische ‘zingari bianchi’ svizzeri
Officina poetica di Daniela Coelli e Fabio Turchetti (presenta associazione Otramadrid)
Sono invitati i genitori.
Mostra Porrajmos: lo sterminio dimenticato degli zingari
Bologna Sabato 27 gennaio 2018, dalle 18 alle 24 Casa del Popolo Venti Pietre, via Marzabotto, 2  Memorie attive di stermini dimenticati
Ore 18 Franca Mariani (ANPI Quartiere Porto) e Liana Michelini (ANPI Quartiere Lame)
Brunella Guida (Casa del popolo Venti Pietre)
Salvatore Panu (fisarmonica, intermezzi musicali)
Pino De March (coordina e presenta progetto memorie attive di stermini dimenticati) Milan Javanovic e Lionel Raducan (mediatori interculturali di AMIRS associazione rom e sinti)
Elisa Duca (memorie del porrajmos e dell’antiziganismo)
Renato Busarello (persecuzioni e stermini di soggettività dai differenti orientamenti sessuali)
L’inferno di Treblinka di Vassilij Grossman (Letture di Dada Lupa – Musica klezmer Salvatore Panu – fisarmonica)
Concerto di Lionel Raducan – fisarmonicista e presidente dell’AMIRS ed Aghiran – maestro di ballate rom
Giorgio Simbola e il piccolo concerto di musiche gipsy e swing
Presentazione mostra fotografica a cura del CESP sul Porrajmos
La nascita del biliardino durante la guerra civile spagnola (Frequenze partigiane: rubrica radiofonica – live)
“Mio angelo di cenere” – musiche e canzoni tratte da concerto Jenische – progetto poetessa rom svizzera Marinella Mehr
Fabio Turchetti – fisarmonica, Daniela Coelli – voce, Luca Congedo – flauto, Luca Garlaschelli – contrabbasso

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Campidoglio, al via “Memoria genera Futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

shoah-iRoma. Oltre 100 appuntamenti dal 18 gennaio al 18 marzo per ricordare e confrontarsi insieme sullo sterminio nei campi di concentramento nazisti: dai teatri, agli spazi culturali fino ai luoghi simbolo della memoria e alle biblioteche diffuse nel territorio della città. Tutto questo è la seconda edizione di Memoria genera Futuro.Il progetto di coordinamento è frutto della collaborazione tra l’Assessorato alla Crescita culturale, l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale e i rispettivi Dipartimenti, i Municipi, la Comunità Ebraica di Roma, la Fondazione Museo della Shoah, il Museo Ebraico di Roma, UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l’Istituzione Biblioteche di Roma, il Teatro di Roma, l’Azienda Speciale Palaexpo, la Fondazione Musica per Roma, la Fondazione Teatro dell’Opera, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Fondazione Cinema per Roma, la Fondazione Romaeuropa, la Casa del Cinema, la Casa della Memoria e della Storia e le associazioni ivi residenti (ANPI, ANED, ANEI, ANPC, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo Gianni Bosio). Si ringrazia per la collaborazione l’Istituto Luce e l’Archivio Nazionale del cinema della Resistenza (ANCR).
ghetto-historicallyQuest’anno ricorrono 80 anni dalla promulgazione nel 1938 delle Leggi Razziali. Le norme infami volute dal fascismo con la complicità di Vittorio Emanuele III giunsero dopo 16 anni di regime durante cui libertà personali e collettive vennero cancellate con l’accompagnamento di una lunga e intensa campagna razzista e antisemita, di cui furono protagonisti tristemente anche intellettuali e scienziati. “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione” così Piero Calamandrei racconta le radici della Costituzione Repubblicana.
In Memoria genera Futuro 2018 sono diversi gli appuntamenti che parlano del 1938. Dal “Processo” che vede imputato Re Vittorio Emanuele III all’Auditorium Parco della Musica questa sera, 18 gennaio, (e in onda su Rai Storia il 27 gennaio alle 21:15), alla mostra “1938 La Storia” della Fondazione Museo della Shoah alla Casina dei Vallati, passando per “La notte scura”, mostra di George de Canino alla Casa della Memoria, nella quale attraverso l’arte contemporanea si ricorda la propaganda fascista, fino al seminario su “Leggi razziali e sport” alla Casa della Memoria, alla proiezione del film “Concorrenza sleale” alla Biblioteca Elsa Morante. Diversi gli spettacoli teatrali come “Ridere rende liberi” al Tetro di Villa Torlonia e “Tante facce nella memoria” al Teatro India, come tanti i concerti previsti. Si va dall’opera per bambini “Brundibar” al Teatro Nazionale e al Palladium, al teatro musicale elsa morante“Anna e Zef” dell’Accademia Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica. Grande presenza nel programma della seconda edizione di Memoria genera Futuro del cinema come “Il viaggio di Fanny” alla Casa del Cinema e il progetto “In memoriam” curato da Mario Sesti alla Casa della Memoria. Tra le conferenze “Gli ebrei di Libia a Roma” all’Opificio della Fondazione Romaeuropa e alla Casa della memoria l’incontro “Giusti di ieri e Giusti di oggi”. Tra le molte iniziative dedicate ai giovani, il Municipio V organizza una passeggiata tra le pietre d’inciampo e al centro sociale anziani “Michele Testa” il reading musicale “La storia della Shoah raccontata attraverso i ricordi dei nonni”. Inoltre i ragazzi del Progetto “Testimoni dei Testimoni” si recheranno in 18 Centri Anziani per condividere il lavoro che stanno svolgendo in merito al tema della Memoria. Tra le tante mostre al Mattatoio (Ex Macro Testaccio) l’esposizione di Mauro Maugliani “Étoiles filantes” a cura dell’Assessorato alla Cultura della Comunità Ebraica di Roma, ASCER e Azienda Speciale Palaexpo. Tra i tantissimi appuntamenti nelle Biblioteche di Roma che propongono proiezioni cinematografiche, incontri e mostre alla Biblioteca Longhena letture a cura dei ragazzi delle scuole dal libro “Le valige di Auschwitz” e alla Biblioteca Pier Paolo Pasolini l’incontro con la scrittrice Lia Tagliacozzo. Il programma dettagliato con tutte le iniziative su http://www.comune.roma.it.
ll 25 gennaio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, Roma Capitale, Sky Sport e Comunità Ebraica di Roma, presenteranno in anteprima il documentario di Sky Sport “1938 – Lo sport italiano contro gli ebrei”. Saranno presenti tra gli altri la Sindaca Raggi, il Vicesindaco Bergamo, l’Assessore Baldassarre, la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Dureghello e il giornalista Matteo Marani, autore dell’inchiesta che andrà in onda sabato 27 gennaio.

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Arte, storia, memoria 1938-2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

de caninoROMA, giovedì 25 gennaio 2018, ore 17.30 (25 gennaio – 1 febbraio 2018) Galleria d’arte La Nica – Viale Mazzini 1 si inaugurerà la mostra del maestro Georges de Canino dal titolo Kaddish – Arte, storia, memoria – 1938-2018 presso la Galleria d’arte La Nica nello spazio espositivo dell’Associazione Plus Arte Puls di Viale Mazzini 1. In occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio, la direttrice Maria Vittoria Marchetta e le curatrici Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio hanno voluto realizzare una mostra volta a commemorare la Shoah. Il progetto iniziale si è concretizzato in una personale dell’artista Georges de Canino, nella quale vengono presentate al pubblico 30 opere inedite. Trattasi in particolare di riporti fotografici su tela con interventi di acrilico e matita, che voluti fortemente senza telaio dall’artista saranno esposti direttamente sulle pareti dello spazio espositivo. Il catalogo della mostra a cura di Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio ed edito da Grafiche Turato Edizioni, con testi di importanti esponenti istituzionali del mondo ebraico e della società civile, sarà disponibile in galleria. (foto: de canino)

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La memoria di San Francesco a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

San Francesco in meditazione (Carpineto Romano) - 1Roma martedì 19 dicembre 2017, ore 17.00 Chiesa di S. Francesco a Ripa – Piazza S. Francesco d’Assisi, 88 si parlerà della memoria di San Francesco a Roma Saluto Luigi Recchia, Ministro provinciale dei Frati Minori Interventi: Andrea Celli, Direttore Ufficio giuridico del Vicariato di Roma
Leonardo Nardella, Segretario regionale del MiBACT per il Lazio
Antonio Lampis, Direttore Generale Musei del MiBACT
Pier Giorgio Allegroni, Direttore Agenzia del Demanio Roma Capitale
Fabrizio Parrulli, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Stefano De Caro, Direttore Generale dell’ICCROM coordinamento

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Memoria della deportazione degli ebrei di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

auschwitz-ii-birkenau-4Roma Domenica 15 ottobre 2017, alle ore 18.30 Una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal quartiere ebraico furono condotti al Collegio militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz-Birkenau fino al Portico di Ottavia.
Il 16 ottobre 1943, durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. A 74 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, ricordano questo tragico momento della vita della città con un “pellegrinaggio della memoria”.
Il ricordo del 16 ottobre 1943 è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma, in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – studenti delle scuole e università romane – e di immigrati “nuovi italiani”, insieme a cittadini di ogni età. La marcia silenziosa per le vie di Trastevere e del quartiere ebraico sarà accompagnata da alcuni cartelli con i nomi dei campi di concentramento nazisti e si concluderà presso il Tempio maggiore di Roma con gli interventi di alcune personalità.

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Anna Romanello: “Sibari – I Luoghi della Memoria”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

Sibari anna romanellloCorigliano Calabro (CS) 2 settembre 2017 ore 19.30 Castello Ducale Festival Corigliano Calabro Fotografia 2017. L’artista-performer Anna Romanello sarà ospite, con il progetto “Sibari – I luoghi della memoria”, al Festival Corigliano Calabro Fotografia 2017.
Il festival quest’anno vede anche la partecipazione della nota giornalista reporter Monika Bulaj con il lavoro “Volti, cieli, mare” e del fotografo Rino Barillari con il progetto “Dalla Calabria a via Veneto”.
ll giorno 31 agosto alle ore 21.00 verrà presentato il progetto del collettivo noMade “Radio noMade in Arberia”, allestimento e performance sul tema della migrazione quale fenomeno che crea ponti tra culture e comunità diverse.
“(…) La Sibari che Anna ritrova è una Sibari ferita. La ricerca di corrispondenze è sempre un po’ personale ma assai più coinvolgente, complessiva, di un’antropologia sociale che pensa al passato storico, per assumere anche il tono di una denuncia accorata. E’ così che i cretti formatisi nel fango dopo l’allagamento degli scavi di Sibari nel gennaio del 2013 sono diventati il simbolo di uno sgretolamento culturale e civile, il segno di ferite diffuse in un patrimonio archeologico di rara bellezza. I cretti fotografati e sovrastampati con xilografie della Romanello non hanno la serena spettacolarità dei cretti di Alberto Burri, che pure citano. Sono, piuttosto, “incisioni” naturali drammatiche, che non potevano passare inosservate alla sensibilità di un’artista, che dell’incisione ha fatto la sua tecnica espressiva preferita; ma un conto è incidere la lastra di zinco e di legno per dare vita ad una matrice calcografica e ad un’opera d’arte, altra cosa è la tragicità della natura che, lasciata senza controllo umano, cancella la stessa storia dell’uomo.
Gli scavi di Sibari sono il segno di una coscienza infelice, che invece di riportare alla luce i resti sepolti del passato fa riemergere i fantasmi della distruzione. Le crepe nel terreno sono crepe dell’anima, che si ribella e opera col ritocco fotografico una segnalazione visiva. L’artista nell’inserire le proprie opere dentro il Museo della Sibaritide tenta una sublimazione del presente con il linguaggio problematico dell’arte contemporanea, che all’incrocio col passato, aggiunge una premurosa rianimazione. Le immagini restituiscono una realtà cruda, che riemerge dalle profondità del tempo e preconizza, con l’ottimismo dell’arte, una nuova rinascita.” (Tonino Sicoli) (foto: Sibari)

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La “memoria” degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

travaglioGiorni fa mi ha colpito un passaggio del discorso del giornalista Travaglio tenuto ad “Otto e mezzo” nel rispondere alla conduttrice Lilli Gruber riguardo la possibilità che gli italiani, dopo l’attuale buriana, si ritrovino con la riedizione del personaggio Berlusconi mondato dalla “cattiva fama” di questo governo e con la possibilità di promettere meno tasse e più prosperità per il popolo degli elettori. Non vi è dubbio che in tema di “memoria” i timori di Travaglio mi sembrano validi. Non è la prima volta che mi stupisco come il voto degli italiani abbia mostrato quasi indifferenza nei riguardi dei torti subiti, delle promesse mancate, delle umiliazioni subite. Qui non si è trattato tanto di “memoria lontana”, ma di “breve” anzi “brevissima” e, quindi, ancora più grave e preoccupante. Allora dissi che mi sarei aspettato un vero e proprio crollo di consensi con il Pd, Forza Italia, Lega et similia. Ciò non è accaduto, purtroppo. Un’astensione che mi sarei prefigurata riconvertibile su nuovi modelli di governance politica fondata su altre basi e che avrebbe potuto scaricarsi in un voto o per i partiti minori e più contrari ai protagonisti dell’attuale inciucio o con un movimento che avesse come obiettivo la formazione di una classe politica nuova di zecca. Tutto questo non è avvenuto e mi chiedo, a questo punto, se è solo una questione di memoria. Allora pensai agli italiani “gnoccoloni”. Ora, in alternativa, spero che sia ancora valida l’ipotesi supportata da Grillo con il Movimento cinque stelle per fare in modo che anche gli “gnoccoloni” si rinsaviscono. (Riccardo Alfonso)

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Stadio Roma: Montuori, entro 15 maggio memoria giunta per nuova delibera

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

stadio-roma“I proponenti hanno presentato la proposta di variazione del precedente progetto sullo stadio di Tor di Valle rispetto agli indirizzi che abbiamo dato come Amministrazione: dalla riduzione delle cubature all’eliminazione delle tre torri fino alla realizzazione di edifici con alti standard energetici e basso impatto ambientale, e tra le opere pubbliche il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, l’unificazione della Via Ostiense-Via del Mare dal Grande Raccordo Anulare a viale Marconi e l’intervento sul Fosso di Vallerano per superare il rischio idrogeologico. Entro il 15 maggio approveremo in Giunta una memoria che servirà per costruire la nuova delibera integrativa da sottoporre all’Assemblea capitolina”. Così in una nota l’Assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale Luca Montuori. “La memoria conterrà il perimetro delle opere di interesse pubblico, i volumi e le tipologie costruttive. Sempre nel provvedimento sarà esplicitato il termine entro cui gli uffici dovranno elaborare la nuova delibera. La deadline è fissata al 30 giugno”, conclude.

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Con la memoria e con l’impegno. Per Lea Garofalo e tutte le vittime innocenti delle mafie

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

Roma Martedì 21 Marzo 2017, ore 9:30 Scuola di Lettere Filosofia e Lingue, Aula Magna Via Ostiense 234/236 si aprirà il programma dell’iniziativa Con la memoria e con l’impegno. Per Lea Garofalo e tutte le vittime innocenti delle mafie.

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Omaggio alla memoria di Sharon Jones

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

sharonjonesTorino 5 febbraio ore 18 cinema Massimo sala uno via Montebello 22 della musica omaggio alla memoria di Sharon Jones con la proiezione di Miss Sharon Jones! di Barbara Kopple. Il 18 novembre ci ha lasciati, dopo una lunga battaglia contro il cancro, la grandissima cantante nera Sharon Jones. L’anno scorso Miss Sharon Jones!, il documentario che le aveva dedicato la bravissima documentarista americana Barbara Kopple, aveva vinto il premio per il miglior lungometraggio al Festival SeeYouSound. A ideale conclusione della terza edizione della manifestazione, SeeYouSound e il Museo ripropongono il film nell’ambito di un evento molto speciale, il cui incasso sarà interamente devoluto alla Fondazione F.A.R.O. Onlus, che si occupa di assistenza domiciliare ai malati terminali. La proiezione sarà preceduta da uno showcase della band Me & Mrs. Winehouse, che eseguirà alcuni brani dei The Dap-Kings. Il film è preceduto da uno showcase della band Me & Mrs. Winehouse. Ingresso 5.00 euro. (foto: SharonJones)

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Giorno della Memoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

porta nuova milanoMilano 24 gennaio 2017, ore 18 Casa della Memoria – via Federico Confalonieri, 14 MM 5 Isola Giorno della Memoria. Anna Scandella Aliyah Bet – Sciesopoli: il ritorno alla vita di 800 Bambini sopravvissuti alla Shoah Presentazione di Bruno Maida – Introduzione e cura di Marco Cavallarin Unicopli, 2017. L’autrice ne discute con Diego Bertocchi, Marco Cavallarin, Filippo Del Corno, Bruno Maida e Marzio Zanantoni
Interviene Giovanni Bloisi, ciclista della memoria. 800 bambini ebrei, orfani, scampati miracolosamente alla Shoah, devastati nel corpo e nella mente, hanno ritrovato il sorriso e la gioia di vivere a Sciesopoli, vecchia colonia montana di Selvino, sulle Prealpi bergamasche. La storia di Sciesopoli Ebraica e dei Bambini di Selvino rischiava di finire dimenticata. Questo libro illustrato di Anna Scandella, destinato ad adolescenti e ad adulti, racconta questa pagina straordinaria di umanità e di accoglienza, unica nell’Europa del dopoguerra.
Anna Scandella è nata a Songavazzo, Bergamo, nel 1993. Lavora come illustratrice e graphic designer in uno studio grafico a Manchester, UK, dove vive con il suo coniglio Tikka. Nel 2015 si è laureata alla scuola di Grafica presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Da sempre interessata alle vicende del popolo ebraico, ha approfondito e curato il progetto di comunicazione per il 70° anniversario di Sciesopoli Ebraica come tesi di laurea.

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Manifestazioni nel giorno della memoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

anpiMilano Sabato 14 gennaio 2017 in piazza Fontana a partire dalle ore 16,00. A distanza di settantadue anni dalla Liberazione dal nazifascismo assistiamo, in Europa, al preoccupante diffondersi di movimenti neofascisti, xenofobi e razzisti. Il rifiuto dello straniero, la chiusura delle frontiere mentali prima ancora che geografiche caratterizzano questi gravissimi fenomeni. Negli ultimi mesi a Milano e in Lombardia dobbiamo registrare il reiterarsi di manifestazioni e iniziative di tipo dichiaratamente fascista, in aperta contrapposizione ai principi della Costituzione repubblicana e alle leggi Scelba e Mancino. In questo quadro si colloca la preannunciata manifestazione nazionale neofascista di Forza Nuova, particolarmente preoccupante perché, oltre a offendere Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza, è previsto proprio a ridosso del Giorno della Memoria. Milano, città multietnica e antifascista vuole dare una risposta forte, pacifica e unitaria ai troppo frequenti episodi e manifestazioni di antisemitismo, xenofobia e razzismo che si svolgono in città e nei comuni dell’area metropolitana. Importanti, sotto questo profilo, sono state la decisa presa di posizione di tutte le forze democratiche e antifasciste e del Sindaco di Milano. (foto: anpi)

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Memorie d’inciampo a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

memorie-dinciampoRoma mercoledì 11 e giovedì 12 gennaio 2017 Inaugurazione: mercoledì 11 gennaio 2017 ore 16.00 Istituto Svedese di Studi Classici via Omero, 14 si rinnova l’appuntamento con Memorie d’Inciampo a Roma, giunto alla sua ottava edizione. L’artista tedesco Gunter Demnig installerà 24 nuove Stolpersteine (pietre d’inciampo) nei marciapiedi antistanti le abitazioni di alcuni deportati razziali e politici.
Posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica il progetto, organizzato dall’associazione Arteinmemoria, ha il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania di Roma ed è promosso dal Museo Storico della Liberazione, dalla Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane di Italia, dall’ ANED (Associazione Nazionale ex Deportati) ANEI (Associazione Nazionale ex Internati), Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)e IRSIFAR (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza).Il progetto, curato da Adachiara Zevi, si avvale di un comitato scientifico composto da Anna Maria Casavola, Annabella Gioia, Elisa Guida, Antonio Parisella, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia, Michele Sarfatti e di un comitato organizzativo composto da Marina Levi Fiorentino, Annabella Gioia, Bice Migliau, Eugenio Iafrate, Sandra Terracina.
L’ottava edizione di Memorie d’inciampo a Roma ha, inoltre, il patrocinio dei sei municipi in cui verranno collocate le nuove 24 pietre d’inciampo: Municipio I, Municipio II, Municipio V, Municipio VIII, Municipio XII, Municipio XIII. Sommate a quelle delle sette edizioni precedenti, raggiungeranno il numero totale di 260.
Gli Stolpersteine, sono un progetto artistico animato da ragioni etiche, storiche e politiche.
L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista è invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili. Con un segno concreto e tangibile ma discreto e antimonumentale, a conferma che la memoria deve costituire parte integrante della nostra vita quotidiana. Sceglie dunque il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10 cm.). Li distingue solo la superficie superiore, perché di ottone lucente.Su di essa sono incisi: nome e cognome del/lla deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.Il giorno e l’ora della collocazione delle pietre è annunciata agli inquilini da una lettera del Municipio in cui si spiega che il progetto vuole “ricordare abitanti del quartiere uccisi e perseguitati dai fascisti e dai nazisti, deportati, vittime del criminale programma di eutanasia o oggetto di persecuzione perché omosessuali”.L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.
I primi Stolpersteine sono stati installati a Colonia nel 1995; da allora questa straordinaria mappa della memoria europea si è estesa sino a includere oltre 60.000 pietre. Invitato per la prima volta in Italia nel 2010, Gunter Demnig ha consentito al nostro paese di entrare a far parte di questo grande circuito internazionale della memoria.Gli Stolpersteine sono finanziati da sottoscrizioni private; il costo di ognuno, compresa l’installazione, è di 120 euro.
Presso la Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia è attivo uno “sportello” (casadellamemoria@bibliotechediroma.it / tel. 06/45460501) curato da Liliana Bilello ed Elisa Guida. A loro possono rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di uno Stolpersteine davanti alla sua abitazione. (foto: memorie d’inciampo)

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