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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘memoria’

Governo. Di Maio, la memoria, la conoscenza e Radio Radicale

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“La verità ti fa male”, è il titolo di una canzone di Caterina Caselli degli anni ’60.Il titolo della canzone potremmo attribuirlo al capo politico del M5s, Luigi Di Maio, perché dalle elezioni politiche a quelle europee, il M5s ha perso 6 milioni di voti, nell’Umbria è passato dal 27,5 per cento del 2018, al 14,6 per cento delle europee e al 7,4 per cento delle regionali di domenica scorsa; il NO all’Ilva, al Tap, al Tav e alla Gronda, opere sulle quali il M5s ha condotto la campagna elettorale per le politiche, raggiungendo quasi il 33% dei consensi, si è trasformato in un SI, nel tempo che si impiega a voltare una pagina. Insomma, una verità amara.In tale situazione, il Di Maio non trova di meglio che scagliarsi contro i fondi per la convenzione con Radio Radicale. Una porcata dice, lanciando una campagna sul blog che invita a scegliere tra i fondi a Radio Radicale o ai terremotati.Insomma, si utilizza una tragedia per nascondere le proprie incapacità politiche e il tradimento di quanto promesso agli elettori. In analogia, Di Maio dovrebbe invitare i cittadini a scegliere se destinare i 4 milioni complessivi, dovuti dagli eletti penta stellati a favore della piattaforma Rousseau o, invece, a donarli per la cura dei bambini oncologici. Che miseria!Evidentemente, il capo politico non è al corrente (non ci meraviglia) che il totale di spesa programmata, per le aree colpite da terremoto, si attesta a 40,58 miliardi, e che lo stanziamento per la convenzione con Radio Radicale ne rappresenta lo 0,00. Urge, invece, che il ministro Di Maio si metta al lavoro per far utilizzare, presto e bene, i fondi già disposizione per i terremotati, visto che molti comuni aspettano ancora interventi risolutivi dopo il terremoto e proprio Radio Radicale ha più volte segnalato i problemi del dissesto e del rischio sismico.Radio radicale svolge da 43 anni un servizio pubblico di interesse generale, come riconosciuto anche dall’Autorità per le Comunicazioni.Trasmette le sedute parlamentari e le attività di altre istituzioni, del Governo, del Consiglio superiore della magistratura, della Consulta e le attività dei partiti, compreso quello del M5s, dei sindacati e delle associazioni. Conserva la memoria storica informatizzata della vita politica italiana dell’ultimo quarantennio. E’ come una grande biblioteca, dove ogni cittadino può attingere liberamente perché ha il diritto alla conoscenza.Ecco, è la memoria che porta alla conoscenza che Di Maio vorrebbe cancellare. E’ il “vaffa” alla consapevolezza, alla comprensione, alla preparazione e alla competenza. Mala tempora currunt sed peiora parantur. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Strage Vergarolla: Rojc (Pd) Italia ha debito di memoria

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

“La Repubblica italiana ha un grande debito di memoria e di pietà nei confronti delle vittime di Vergarolla, e solo da poco si sta colmando un vuoto di conoscenza e di consapevolezza storica. Questo anniversario non sia silenziato dalle contingenze della politica, i morti del nostro confine orientale non siano ricordati a fasi alterne e a loro vada sempre l’onore delle Istituzioni”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, in occasione dell’anniversario della Strage di Vergarolla a Pola, dove il 18 agosto 1946 un’esplosione uccise 63 civili e centinaia tra donne, giovani, bambini, tutti italiani, rimasero feriti mentre si trovavano in riva al mare per assistere alle gare natatorie della Coppa Scarioni organizzata dalla società “Pietas Julia”. Per la senatrice “alla politica non spetta sostituirsi al lavoro degli storici né all’opera di chi svolge rigorosa divulgazione. Ma certamente è compito della politica indicare mete collettive, adoperarsi per la tutela di un patrimonio memoriale, chiedere sempre maggiore chiarezza e nettezza dei fatti”.”Sulle nostre terre – aggiunge Rojc – abbiamo vissuto l’anteprima della Guerra fredda, la violenza dell’ideologia e la strumentalizzazione politica delle contrapposizioni etniche. Davanti alla lapide che ricorda i caduti di Vergarolla si deponga un rinnovato impegno di verità e di rispettosa riconciliazione”.

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Nissoli (FI): La memoria di Marcinelle ci aiuti a capire l’importanza dell’emigrazione nella storia dell’Italia!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

“Domani ricorre l’anniversario della tragedia di Marcinelle, in Belgio. In quella tragedia mineraria del 1956 persero la vita duecentosessantadue minatori, tra cui centotrentasei italiani.La data di quella tragedia è diventata, dal 2001, la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” per ricordare e onorare l’importanza del lavoro che gli italiani hanno svolto e svolgono nel mondo.Marcinelle, oggi, quindi, rappresenta un simbolo, un luogo della memoria per tutti coloro che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro, lontani da casa, e deve essere parte del nostro patrimonio culturale, assieme a Monongah, per farci comprendere i vari aspetti dell’emigrazione italiana nel mondo e le difficoltà incontrate dai nostri connazionali.Un simbolo che ci ricorda l’importanza dell’emigrazione affinché sappiamo inserirla pienamente nelle politiche elaborate per promuovere il nostro Sistema Paese e affinché sappiamo porre in essere politiche del lavoro sempre rispettose della dignità delle persone, di cui la sicurezza è premessa fondamentale.”Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald alla vigilia della “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.

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Vittorio Sgarbi ricorda Franco Zeffirelli

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

“Con Zeffirelli non muore un grande regista (e probabilmente i critici faticheranno a trovargli il posto giusto) ma un artista che ha interpretato il suo compito d’illustratore e narratore al centro e con l’orgoglio della grande tradizione italiana, felice di esserne epigono piuttosto che velleitario innovatore. Il suo peso nel cinema e nel teatro è esattamente come quello di un pittore eluso ed evitato, per quanto popolarissimo, come Pietro Annigoni.Entrambi hanno pagato di essere bravi, mentre le avanguardie ideologiche distruggevano le forme e la memoria della tradizione. Zeffirelli è stato il custode della storia e dell’arte italiana, preferendosi epigono che dissacratore.Ha preferito essere l’ultimo dei classici piuttosto che l’ultimo degli avanguardisti.Ha raccontato, semplicemente: come Giorgio Bassani, come Vasco Pratolini, come Tomasi di Lampedusa. Oggi senza di lui la storia è orfana, senza tutela”

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È uscito nelle librerie Valentina, romanzo di Raffaele Gaetano

Posted by fidest press agency su domenica, 5 Mag 2019

E’ ispirato ad una drammatica e autentica storia d’amore e di vita. Al libro è accompagnato un album di cinque canzoni scritte ed interpretate dallo stesso autore.Ispirata a una storia vera la trama ci riporta nel 1982 restituendoci il colore di quegli anni: la Nazionale di calcio di Bearzot ma anche l’attentato al Generale Dalla Chiesa e sua moglie Emanuela Setti Carraro.Marco, un ragazzo di Milano, da un po’ di tempo soffre di un disturbo che turba la sua esistenza. È vittima di un sogno ricorrente piuttosto angosciante e decide di affidarsi alle cure di uno psicoanalista per risolvere il suo problema. Durante le sedute terapeutiche dovrà tornare indietro con la memoria e raccontare le esperienze vissute nell’anno in cui svolse il servizio militare nella città di Palermo. È proprio in quell’anno che Marco conosce Valentina, una bellissima ragazza dagli occhi azzurro ghiaccio e se ne innamora perdutamente. Tra i due nasce una tormentata storia d’amore.
Valentina è sfuggente, scompare e riappare più volte nella vita di Marco, giurando sempre di provare per lui un amore immenso. Presto Marco scoprirà che dietro quei suoi strani comportamenti, si nasconde una dura verità: Valentina è una tossica e si fa di eroina.
L’ingenuità di Marco e la sua totale inesperienza riguardo la tossicodipendenza lo inducono a fidarsi di lei e a credere di poterla aiutare a smettere di bucarsi, ma i suoi tentativi si riveleranno inutili e quella storia d’amore si trasformerà per lui in un vero incubo.
Valentina userà l’inganno e le bugie allo scopo di estorcergli del denaro e procurarsi la droga. Marco ne è cosciente, ma accecato dal sentimento profondo che prova per quella ragazza, continua a frequentarla esponendosi a molti pericoli, rischiando in più occasioni di finire in guai seri.Alla morte del padre Marco è costretto a tornare nella sua Milano per prendersi cura della sua famiglia perdendo così definitivamente i contatti con Valentina.Per lui inizia una nuova vita, ha un lavoro, continua a gestire la tipografia che un tempo era del padre e si innamora di Serena, la ragazza che conosce fin da quando erano piccoli.Sembra che tutto funzioni perfettamente, a parte quel disturbo che continua a rendere le sue notti insonni.
Il Dottore, dopo aver ascoltato il suo racconto, capisce che per risolvere il problema, Marco dovrà necessariamente rispondere a quella domanda rimasta latente nel suo subconscio; cosa ne è stato di Valentina dopo che le loro strade si sono definitivamente divise?
Ma per farlo Marco dovrà nuovamente recarsi a Palermo per cercare Valentina o comunque tentare di avere sue notizie.
Qui apprende dalla nuova inquilina della casa in cui abitava Valentina che purtroppo lei è morta di Aids nel 1988.Quella donna consegna a Marco una lettera intestata a lui che anni prima aveva trovato in un vecchio mobile appartenuto a Valentina, fu proprio lei a scriverla ma non riuscì mai a spedirla.In quella lettera Marco trova finalmente le risposte che stava cercando e riesce a liberarsi da quel sogno che stava rendendo la sua vita un incubo.Questa volta sembra che la vita di Marco abbia veramente preso una buona strada e decide di sposare Serena. Ma ancora una volta, la sua felicità viene funestata da un nuovo grosso problema; scopre infatti che Serena fa uso di cocaina.
Sembra quasi una maledizione, due grandi amori accomunati dallo stesso male.
Marco è deluso, sente di non poter più vivere accanto a Serena e decide di interrompere la loro storia, ma in un momento di riflessione Marco sente una voce, è Valentina che gli parla e lo convince a tornare da Serena.
Grazie a quel prezioso consiglio, Marco e Serena riusciranno a vivere un futuro pieno di amore e di felicità.Il libro tratta un argomento decisamente drammatico, ma lo fa in modo che la lettura risulti anche piacevole; numerosi sono infatti le vicende divertenti che si intrecciano sapientemente alla trama del libro, ma per capirlo bisogna soltanto leggerlo.

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Mostra “Arte in memoria 10”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Ostia fino a domenica 28 aprile 2019 è stata prorogata la mostra “Arte in memoria 10” che si tiene al Parco Archeologico di Ostia Antica Viale dei Romagnoli 717 a cura di Adachiara Zevi e organizzata dall’Associazione Culturale arteinmemoria.
La mostra promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali – Parco Archeologico di Ostia antica, si avvale del patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, e ha il sostegno di: Forum austriaco di cultura, Istituto polacco di Roma, American Academy in Rome, Ferrovie dello Stato e Fondazione FS italiane.Gli artisti invitati alla decima edizione sono: Ruth Beraha (Milano, 1986), Norbert Hinterberger (Altmünster, Austria, 1949), Zbigniew Libera (Pabianice, Polonia, 1959), Karyn Olivier (Trinidad e Tobago, 1968) che, così come i 46 artisti che hanno esposto nelle 9 edizioni precedenti, creeranno un lavoro appositamente per il luogo sul tema della memoria. Si tratta di grandi installazioni collocate negli spazi della Sinagoga: la lunghissima rotaia di Libera a fianco del cancello; il grande muro-lavagna di Olivier lungo la cancellata che separa la Sinagoga dalla strada ad alta percorrenza; la grande buca dove è caduto Golia colpito da Davide di Beraha; l’anomalo capitello poggiato da Hinterberger in prossimità delle quattro alte colonne all’ingresso della Sinagoga. Il progetto di Karyn Olivier è stato reso possibile grazie al Fellows’ Project Fund dell’American Academy in Rome.Orario ingresso agli Scavi di Ostia: dal martedì alla domenica dalle ore 8.30. ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15; lunedì chiuso Ingresso agli Scavi di Ostia: intero € 10; ridotto €5

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Marina Di Guardo: La memoria dei corpi (Mondadori)

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Torino Giovedì 11 aprile, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Marina Di Guardo: La memoria dei corpi (Mondadori) Con Gabriella Bardaro, cultural promoter. In collaborazione con gruppo di lettura I lettori di strada. Un nuovo sorprendente thriller, un meccanismo a orologeria dalle tinte rosso scuro di Basic Instinct, un tuffo nei luoghi oscuri che si annidano in ognuno di noi. È La memoria dei corpi (Mondadori) di Marina Di Guardo, scrittrice novarese di nascita e cremonese di adozione, celebre anche per essere la madre della nota influencer Chiara Ferragni, al Circolo dei lettori giovedì 11 aprile, ore 21 con la cultural promoter Gabriella Bardaro, in collaborazione con gruppo di lettura I lettori di strada.Giorgio Saveri non ha nemmeno quarant’anni ma sulle spalle ha accumulato abbastanza delusioni da ritirarsi a vivere nella magione di famiglia, una lussuosa e antica villa sulle colline piacentine ricca di opere d’arte. Unico contatto con il mondo è Agnese, la domestica che l’ha cresciuto al posto della vera madre, una donna algida morta molti anni prima in un incidente stradale, e del padre dispotico, che fino al giorno del suo suicidio non ha mai perso occasione di denigrarlo pubblicamente. Tutto cambia la notte in cui Giorgio si imbatte nella fascinosa Giulia, che ha il dono di capirlo come mai nessun’altra persona prima ma che di sé racconta poco, e che lo imbriglia in una relazione ambigua e ad alto tasso erotico. Quando però Agnese scompare nel nulla, Giorgio non ci sta, e inizia a indagare. Presto, il cerchio intorno alle bugie di Giulia si stringe, ma lei non è l’unica a nascondere segreti.Marina Di Guardo, novarese di nascita e cremonese di adozione, ha pubblicato per Nulla Die i romanzi L’inganno della seduzione e Non mi spezzi le ali; per Feltrinelli, nella collana digitale Zoom, il thriller Bambole gemelle e per Delos Books il racconto horror Frozen bodies.

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Helmut Böttiger: Ci diciamo l’oscuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

«Ci diciamo l’oscuro / ci amiamo l’un l’altra come papavero e memoria». Nel 1948, a Vienna, Paul Celan dedica questi versi a Ingeborg Bachmann. Il componimento, Corona, celebra il fatale incontro di due anime che parlano la stessa lingua, la lingua «oscura» della poesia, e che si uniscono come il papavero e la memoria, l’oblio e il ricordo.Nella primavera di quell’anno i due poeti si ritrovano a Vienna per vie e ragioni molto diverse. Morti i genitori in un campo di concentramento in Ucraina ed entrata Czernowitz, la sua città natale, a far parte dell’Unione Sovietica, il ventisettenne Celan ripara dapprima a Bucarest e poi, dopo una lunga e pericolosa fuga a piedi durata intere settimane, nella capitale austriaca.
Occupata da quattro potenze straniere, nel 1948 Vienna è la città delle spie, della criminalità politica ed economica, dei grandi spacciatori e dei piccoli trafficanti. È la città anche degli ebrei scampati alla deportazione, sradicati che, come Celan, hanno perso la propria Heimat, il luogo natio.
Ingeborg Bachmann è a Vienna per una Heimatlosigkeit di tutt’altra specie. Ha solo ventidue anni, ma nella capitale austriaca – raggiunta a diciotto anni per studiarvi e sfuggire a quella Carinzia e a quel padre che hanno accolto con entusiasmo il nazismo – è già una promettente giovane autrice. I due poeti trascorrono sei settimane insieme. Un incontro esplosivo che lascia tracce indelebili nell’esistenza dell’uno e dell’altra. Un incontro, tuttavia, segnato anche da sentimenti di incertezza e di insicurezza.
A Vienna, Celan si scontra ovunque con segnali che testimoniano il perdurare dell’antisemitismo e dell’ideologia nazista. La capitale austriaca non può essere perciò la sua Heimat. Fugge a Parigi, dove però i fantasmi e gli incubi della Shoah continuano a perseguitarlo. Ingeborg Bachmann, dal canto suo, va incontro a un destino tragico dopo la fine della sua relazione con Max Frisch.
Helmut Böttiger ricostruisce la storia dei due poeti dal loro primo incontro fino agli anni della loro «catastrofe parallela», i primi anni Settanta. La storia di un amore struggente che troverà il suo epilogo nelle parole contenute in Malina, l’ultimo libro della Bachmann pubblicato dopo la sua morte: «La mia vita finisce perché lui è annegato nel fiume durante la deportazione, era la mia vita».Traduzione di Alessandra LuiseEuro 17,00 273 pagine Neri Pozza editore.

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Presentazione del libro d’artista Posta privata di Paolo Icaro

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Roma venerdì 22 febbraio ore 18.00 Sala delle Colonne, ingresso libero Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Viale delle Belle Arti, 131 Orari: dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.45) Chiuso il lunedì Biglietti: intero 10 €, ridotto 5 €. Intervengono: Claudia Gioia, Francesco Nucci e Riccardo Venturi. Sarà presente l’artistaPresentazione, in collaborazione con la Fondazione VOLUME!, del libro d’artista realizzato da Paolo Icaro. Foto di repertorio, disegni, appunti privati che, senza essere stati modificati, compongono una raccolta di materiali che offre una finestra sull’archivio personale dell’artista. Anche in questo progetto, come in tutto il percorso artistico di Icaro, la componente autobiografica e la memoria sono i soggetti principali della sua riflessione, sempre in relazione con le potenzialità e il vissuto dei materiali.

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Renata Segre: La memoria nella tradizione ebraica

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Parma. Memoria come necessità, e come monito per costruire il futuro. Tutto esaurito al Palazzo del Governatore per l’appuntamento coordinato dall’Università di Parma in occasione del Giorno della Memoria 2019. Relatrice la storica Renata Segre, che ha proposto una riflessione su La memoria nella tradizione ebraica all’interno dei Seminari di Europa organizzati dall’Università con il Comune e numerosi partner istituzionali.“Accoglienza, condivisione, accettazione dell’altro: parole d’ordine fondamentali, tanto più per un’Università”, ha detto in apertura il Rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei, introdotto dal coordinatore dei Seminari di Europa Alessandro Pagliara, docente di Storia Romana al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC. “Appuntamenti come quello di oggi sono fondamentali – ha proseguito il Rettore – proprio per fare in modo che il non dimenticarsi del passato sia uno stimolo per un futuro migliore per tutti noi”.“Siamo qui per vivere un sentimento di Europa aperta, tollerante, multiculturale, tra l’altro in un momento in cui non si può dare nulla per scontato”, ha aggiunto l’Assessore alla Cultura del Comune Michele Guerra. “La cosa più importante è che dimenticare significa assolvere”, ha osservato il Presidente della Comunità Ebraica di Parma e Soragna Riccardo Joshua Moretti.La professoressa Renata Segre, introdotta da Elena Bonora, Docente di Storia moderna e Coordinatrice dell’Unità di Storia del DUSIC dell’Università di Parma, ha proposto una relazione incentrata sulla memoria partendo dalla Shoah e puntando su alcune parole chiave della tradizione ebraica.Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Rita Messori, Delegata alla Ricerca nazionale e Terza Missione del DUSIC, e Davide Astori, Docente di Sanscrito e di Linguistica generale al DUSIC.

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Campidoglio: “Memoria genera Futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Roma il prossimo 25 gennaio al Palazzo delle Esposizioni la mostra, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma, l’Assessorato alla Cultura e Archivio Storico e l’Assessorato alle Scuole, con l’organizzazione e la produzione sono dell’Azienda Speciale Palaexpo e l’allestimento a cura di Studio Azzurro. Il 26 gennaio aprirà al pubblico e il 27, Giorno della Memoria, l’ingresso sarà gratuito.
A corollario oltre 170 appuntamenti fino al 28 febbraio per ricordare e confrontarsi insieme sulla Shoah e sulla Memoria: dalle Biblioteche ai teatri, dalle scuole ai Municipi, fino ai luoghi simbolo della memoria della città. Tutto questo è la terza edizione di Memoria genera Futuro. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Assessorato alla Crescita culturale, l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale e i rispettivi Dipartimenti e Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, i Municipi, la Comunità Ebraica di Roma, la Fondazione Museo della Shoah, UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il Centro Ebraico Italiano – Il Pitigliani l’Istituzione Biblioteche di Roma, il Teatro di Roma, l’Azienda Speciale Palaexpo, la Fondazione Musica per Roma, la Fondazione Teatro dell’Opera, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Fondazione Cinema per Roma, la Casa del Cinema, e le associazioni della Casa della Memoria e della Storia (ANPI, ANED, ANEI, ANPC, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo Gianni Bosio).
In Memoria genera Futuro 2019 tutta la comunità cittadina è invitata a partecipare agli oltre 170 eventi per ricordare e riflettere sul tema della Memoria, delle leggi razziali, della Shoah con film e documentari, musica, mostre, letture, testimonianze, laboratori, incontri e spettacoli teatrali. A 100 anni dall’anniversario della nascita di PRIMO LEVI, tra i diversi appuntamenti, il Teatro India e la Casa della Memoria e della Storia ricordano lo scrittore di Se questo è un uomo e La Tregua con un recital il 23 e il 24 gennaio all’India e un incontro il 21 a Trastevere, inoltre sempre il 21 nella Biblioteca Valle Aurelia sarà proiettato ad ingresso gratuito il film di Davide Ferrario La strada di Levi.
Prosegue anche quest’anno una riflessione significativa sulle LEGGI RAZZIALI: dalla mostra organizzata dalle Biblioteche e la Comunità di Sant’Egidio, Prendi la tua cartella e vattene da scuola. Le leggi razziali del 1938 commentate dai bambini della periferia di Roma, itinerante in diverse Biblioteche, alla proiezione di film e documentari come Concorrenza sleale alla Biblioteca Casa del parco il 17 gennaio e 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani il 30 gennaio alla Casa della Memoria e della Storia. Tra le attività previste anche laboratori per le scuole sul tema delle leggi razziali: il 23 gennaio alla Casa della Memoria e della Storia Gli ebrei italiani dalle leggi antiebraiche alle deportazioni e il 24 Le note tragiche del jazz: dalla censura delle leggi razziali ai campi di concentramento. Da non perdere la mostra alla Casa della Memoria e della Storia ad ingresso libero Don’t kill – 1938 di Fabrizio Dusi.
Dedicati ai GIUSTI l’incontro alla Biblioteca Centro culturale Aldo Fabrizi il 24 gennaio dal titolo Budapest 1944-1945. L’incredibile storia dei Giusti, a seguire la proiezione del docufilmGiusto tra le Nazioni dedicato a Perlasca e la presentazione del libro La scuola dei Giusti nascostialla Casina dei Vallati – Fondazione Museo della Shoah il 18 febbraio.
Tra i molti appuntamenti dedicati alla DEPORTAZIONE E AI CAMPI DI STERMINIO lo spettacolo teatrale VIAGGIOADAUSCHWITZ a/r il 31 gennaio al Centro ebraico italiano – Il Pitigliani e la proiezione del film dedicata alle scuole di animazione La stella di Andra e Tati il 24 poi 30, 31 gennaio e 1 febbraio alla Biblioteca Basaglia, il 31 gennaio alla Biblioteca Rodari. Il 27 e 28 gennaio al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena AUSCHWITZ spettacolo per ragazzi di Fabrizio Pallara e della Compagnia Mamarogi.
Diversi appuntamenti pensati per i BAMBINI: dall’opera per piccoli Brundibár dal 22 al 27 gennaio al Teatro Nazionale alle letture di Storie per ricordare alla Biblioteca centro culturale Aldo Fabrizi il 28 gennaio. Ancora il 29 gennaio alla Biblioteca Casa dei Bimbi letture in ricordo della Shoah e il 30 alla Biblioteca Gianni Rodari lettura per ragazzi del libro Il mestolo di Adele.
Con la MUSICA di Gabriele Coen e di Francesco Poeti si rievoca il mondo musicale ebraico il 26 gennaio alla Biblioteca Sandro Onofri e lo stesso, con replica il 27 gennaio, al Teatro di Villa Torlonia Andrea Satta con le musiche dei Têtes de Bois propone lo spettacolo La fisarmonia verde. Domenica 27 gennaio Costruire la memoria, letture di testimonianze di sopravvissuti ai lager con un concerto di giovani musicisti del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma alla Casa della Memoria e della Storia. Questi sono tutti appuntamenti ad ingresso gratuito.
Il 27 gennaio al MACRO ASILO tra gli altri appuntamenti in programma per il Giorno della Memoria la lectio magistralis di Sandro Scarrocchia Il memoriale italiano di Auschwitz e la crisi della cultura di tutela e la performance di Nicoletta Braga PRO-MEMORIA.
Aperte ai cittadini gli incontri alla Casa della Cultura di via Casilina, al Municipio V: il 25 gennaio in programma Una colazione musicale con il partigiano, il 27 un incontro conferenza sul tema donne e giovani e bambini nella Shoah e proiezione del film 1938 – Diversi di Giorgio Treves. Mentre il 29 gennaio sempre in via Casilina l’iniziativa Pagine e note di Memoria, un appuntamento intergenerazionale sulla Shoah, con i ragazzi degli istituti superiori, gli iscritti dei centri anziani e il Coro Matto. Il 25 gennaio al Liceo Caetani i ragazzi e le ragazze delle scuole del I Municipio propongono La memoria è già futuro racconto della Shoah con musica e parole, mentre il 6 febbraio nel Municipio IV e in collaborazione con il II Municipio, al Teatro dell’Istituto Comprensivo Angelica Balabanoff, si tiene un convegno sul tema delle leggi razziali, con gli alunni partecipanti al Progetto sulla Memoria.Il programma dettagliato con tutte le iniziative su http://www.comune.roma.it e http://www.bibliotechediroma.it.

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Terremoti tra memoria e prevenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Roma. Domenica 20 gennaio, dalle 10.00 alle 18.00, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) aprirà al pubblico le porte della sua sede romana in Via di Vigna Murata 605 per parlare di terremoti, memoria e prevenzione, oltre ad aprire la propria sala sismica e i laboratori dove si studiano gli eventi sismici, i vulcani e l’ambientAttraverso visite guidate, incontri con i ricercatori e percorsi didattici, l’INGV invita la cittadinanza a conoscere da vicino le attività di ricerca e di servizio dell’Ente per condividere la costante attenzione dell’Istituto verso il territorio e la mitigazione dei rischi naturali.
Dalle 11.00 alle 13.00 si svolgerà una Tavola Rotonda sul tema della giornata e dalle 14.30 alle 18.00 si terranno una serie di seminari sulle ricerche svolte presso l’INGV.
Il Presidente dell’INGV Carlo Doglioni, il Consigliere della Regione Lazio, già Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, il Direttore Italo Giulivo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e referenti del volontariato e degli ordini professionali animeranno la Tavola Rotonda. L’evento intende ricordare in particolare il terremoto del 13 gennaio 1915 della Marsica, con oltre 30.000 vittime e danni vastissimi nell’Italia centrale, rappresentando uno degli eventi sismici più distruttivi della storia d’Italia. La manifestazione si associa alla Legge della Regione Lazio che ha istituito la “Giornata regionale dell’alfabetizzazione sismica” (L.R. 18 dicembre 2018, n. 12), finalizzata alla sensibilizzazione virtuosa della società civile.

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Il lungo iter processuale della causa di diffamazione del Sommo Pontefice Pio XII

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

di Alberto De Marco.  Robert Katz, Carlo Ponti, George Cosmatos, furono citati al giudizio direttissimo al Tribunale di Roma per rispondere: Robert Katz di diffamazione mediante offesa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato commessa col mezzo della stampa (art. 595, 597 c.p. art. 13legge 8 febbraio 1948 n. 47) per avere nel suo libro “Morte a Roma” stampato a Roma nel 1967 ed in successive edizioni fino al 1973, offeso la memoria del Sommo Pontefice Pio XII, attribuendogli di non avere fatto quanto avrebbe dovuto e potuto fare per cercare di impedire l’eccidio delle Fosse Ardeatine, perpetrato dai militari tedeschi il 24 marzo 1944; Robert Katz, Carlo Ponti, George Cosmatos, di concorso in diffamazione mediante offesa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato commessa col mezzo della cinematografia (art. 110, 595, 597 c.p.) per avere previo accordo, nella rispettiva qualità: Robert Katz di sceneggiatore; Carlo Ponti di produttore; George Cosmatos di regista; del film “Rappresaglia”, tratto dal libro “Morte a Roma” e proiettato dal principio di ottobre del 1973 in poi in varie città d’Italia, offeso la memoria del Sommo Pontefice Pio XII, attribuendogli in varie sequenze il fatto determinato indicato nel precedente capo di imputazione. Con la sentenza del 27 novembre 1975, gli imputati furono dichiarati colpevoli dei reati loro ascritti, unificati nella continuazione nei confronti di Robert Katz e condannati con i benefici di legge, alla pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione, 500.000 lire di multa per Robert Katz, e di 6 mesi di reclusione ciascuno per Carlo Ponti e George Cosmatos, nonché tutti al risarcimento in forma generica del danno in favore della querelante, costituitasi parte civile, Elena Rossignani, nipote del defunto Pontefice. Con la sentenza del 1 luglio 1978, la Corte d’Appello di Roma, in riforma della decisione del Tribunale, assolse Robert Katz dal primo reato, trattandosi di persona non punibile per avere agito nell’esercizio di un diritto, e lo stesso Robert Katz, nonché Carlo Ponti e George Cosmatos, dalla seconda imputazione con la formula “perché il fatto non costituisce reato” per mancanza di dolo. Il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, a questa sentenza propose ricorso alla Suprema Corte di Cassazione, che l’accolse​ con la sentenza del 19 ottobre 1979, con la quale annullò la decisione impugnata, con rinvio ad altra sezione della stessa Corte d’Appello relativamente all’imputazione di diffamazione commessa col mezzo della stampa; e senza rinvio con riguardo all’altra imputazione per essere il reato estinto per amnistia, ferme rimanendo le statuizioni concernenti gli interessi civili. La Corte Suprema di Cassazione precisò che non è precluso al Giudice indagare sui fatti costituenti oggetto della ricerca storiografica, quando si tratta di individuare la volontà dell’autore, nel confronto tra l’opera scritta e la reputazione altrui; e riconobbe i vizi della motivazione, per mancanza o contraddittorietà, sulla esatta individuazione delle finalità attribuite al Pontefice, sulla forma usata, e sulla stessa qualificazione culturale, come ricerca storiografica dell’opera di Robert Katz. Con la sentenza del 2 luglio 1981, pronunciata in sede di rinvio, la Corte d’Appello di Roma, ha confermato la decisione del Tribunale di Roma, con riguardo all’imputazione residua ascritta a Robert Katz, determinando la pena in 1 anno ed 1 mese di reclusione e quattrocentomila lire di multa per effetto della già dichiarata estinzione dell’altro reato. La Corte d’Appello di Roma, ha stabilito con la sua decisione che le accuse dell’imputato non scaturivano da interpretazione, sia pure soggettiva, di fatti e comportamenti obiettivamente accertati, ma dalla intenzionale creazione di falsi presupposti, di fatto e soggettivi, dolosamente intesi a sostenere le accuse stesse; ed ha ritenuto che nella formulazione dei giudizi erano stati travalicati i limiti di forma, con parole inutilmente sarcastiche e dispregiative. A seguito della suddetta sentenza, l’imputato ricorre alla Suprema Corte di Cassazione ed il suo difensore chiede l’annullamento della stessa. Il lungo iter processuale si conclude con la sentenza del 29 settembre 1983 della Suprema Corte di Cassazione, per la quale l’imputato è tenuto, secondo soccombenza, al rimborso delle spese in favore della parte civile, liquidate nella misura indicata nel dispositivo. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata in ordine al reato didiffamazione aggravata commesso con l’edizione italiana del 1967 del libro “Morte a Roma”, perché estinto per amnistia, ferme le statuizioni concernenti gli interessi civili. Rigetta nel resto il ricorso e condanna Robert Katz, al rimborso delle spese in favore della parte civile, Elena Rossignani, che liquida in lire 450.000, di cui lire 430.000 per onorari di difesa. Nonostante le evidenti responsabilità degli imputati, la causa di​ diffamazione, intrapresa dagli eredi di Pio XII, ha avuto una sconcertante conclusione. E’ un esempio emblematico, purtroppo sempre attuale dei limiti della giustizia umana.

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Shoah: Viaggio della Memoria 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Momenti di confronto intergenerazionale, riflessioni sui luoghi della Memoria, spazio per proporre ed elaborare. Sono gli elementi chiave che hanno caratterizzato il viaggio per ricordare l’Olocausto, quest’anno allargato per la prima volta anche ad Amburgo, oltre Cracovia (Ghetto Nazista creato dai tedeschi nel marzo del 1941 e del quartiere ebraico “Kazimierz”), e ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Nella città tedesca, presso il campo di Neuengamme, persero la vita 20 bambini dopo essere stati sottoposti ad esperimenti medici.Il viaggio è stato organizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e con la Fondazione Museo a beneficio dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Hanno partecipato 29 Istituti scolastici per un totale di 155 tra studenti e docenti.
Gli studenti e le studentesse sono stati accompagnati dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme ai sopravvissuti ai campi di concentramento Sami Modiano e Tatiana Bucci, allo storico Marcello Pezzetti, all’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre, alla presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, al presidente della Fondazione Museo Shoah Mario Venezia e auna delegazione della S.S. Lazio.
Sami Modiano e Tatiana Bucci hanno ricostruito i tragici avvenimenti vissuti in prima persona nei campi di sterminio. Un filo conduttore ha attraversato le giornate del viaggio: la necessità di costruire una memoria condivisa e di valorizzare la funzione della testimonianza diretta, architrave su cui sviluppare una conoscenza della storia che sappia coniugare un approccio scientifico e la forza del racconto orale. Il viaggio costituisce la tappa di un ampio percorso che prevede numerose iniziative nel corso di tutto l’anno scolastico. E’ ampia e articolata la parte dedicata al tema ‘Storia e Memoria’ nell’ambito della mappa dei 78 progetti educativi a disposizione delle scuole per integrare l’attività didattica. Per esempio nelle scuole secondarie di II grado è stato pensato il progetto ‘Roma ricorda, leggi razziali, Shoah, Resistenza, liberazione’ che prevede anche un “rapporto diretto” dei ragazzi con i testimoni.

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Libro: Luoghi della memoria ebraica di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Milano Mercoledì 7 novembre 2018, ore 18 Casa della memoria via Federico Confalonieri 14 Francesca Costantini presenta i Luoghi della memoria ebraica di Milano con la premessa di Massimo Castoldi e l’introduzione di Liliana Picciotto Mimesis, 2016.L’Autrice ne discute con
Marco Cavallarin (AnpiLibri) e Gadi Luzzatto Voghera (CDEC).
Molti luoghi di Milano raccontano la storia della persecuzione antiebraica in Italia, che ha avuto origine e si è sviluppata diversi anni prima che il nostro paese venisse invaso dalle armate tedesche. Alcuni di questi luoghi furono teatro di una vera e propria resistenza contro la violenza discriminatoria delle leggi del 1938, definite dal governo fascista di Mussolini leggi “per la difesa della razza”, che violavano la dignità di uomini, donne e bambini, privandoli dei diritti più elementari. Nella scuola ebraica, nella mensa dei bambini, nell’ambulatorio medico, dietro a dei portoni, dove oggi non c’è nemmeno una targa per ricordare, si sono vissuti atti di coraggio ed eroismo di straordinaria umanità. E quando, dopo l’8 settembre del 1943, ebbe inizio anche in Italia lo sterminio nazista e il ministro degli interni della Repubblica Sociale Italiana emanò l’ordine di arresto per tutti gli ebrei residenti nel nostro paese, il carcere di San Vittore e i sotterranei della Stazione Centrale di Milano furono tra i luoghi dove si manifestò con maggiore intensità la tragedia della Shoah italiana. In quei sotterranei è stato creato il Memoriale della Shoah di Milano.Francesca Costantini, docente di filosofia e storia, ha partecipato a diversi seminari di formazione sulla Shoah, fra cui Yad Vashem e Memorial de la Shoah di Parigi. Collabora con la Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) al progetto “Scuola Memoria”. Ha pubblicato, tra l’altro, L’indagine sociologica del CDEC sugli esiti educativi del viaggio ad Auschwitz, in E. Bissaca e B. Maida (a cura di), Noi non andiamo in massa, andiamo insieme, Milano 2015; L’histoire des Juifs à l’époque fasciste dans les manuels scolaires des Premier et Second cycles en Italie in «Revue d’histoire de la Shoah», La Shoah en Italie, a cura di Laura Fontana e Georges Bensoussan, II vol., 2017. In collaborazione con il CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.

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Viaggio della Memoria 2018 ad Auschwitz, Birkenau

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Roma Per non dimenticare l’orrore dell’Olocausto Roma Capitale organizza il “Viaggio della Memoria” nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. E quest’anno si aggiunge anche la tappa ad Amburgoin Germania, per ricordare la tragedia di 20 bambini, tra cui Sergio De Simone, uccisi nel campo di Neuengamme dopo essere stati sottoposti ad esperimenti medici.Il viaggio è organizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e con la Fondazione Museo della Shoah per promuovere e stimolare percorsi di riflessione e di studio a beneficio dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Parteciperanno 29 Istituti scolastici per un totale di 155 tra studenti e docenti.Ad accompagnare gli studenti e le studentesse delle scuole romane sarà la Sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme ai sopravvissuti ai campi di concentramento Sami Modiano e Tatiana Bucci. Al Viaggio della Memoria saranno presenti anche l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre, la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, il presidente della Fondazione Museo Shoah Mario Venezia, una rappresentanza dell’Assemblea capitolina. Novità di quest’anno sarà lapresenza di una delegazione della S.S. Lazio. L’anno scorso la Sindaca Raggi, dopo che alcune tifoserie avevano oltraggiato l’immagine di Anna Frank, invitò al Viaggio della Memoria il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi e il responsabile Dipartimento Junior dell’AIC e campione del mondo con la Nazionale nel 2006 Simone Perrotta.Il viaggio si compone di diverse fasi di approfondimento:
– visita a Cracovia, del Ghetto Nazista creato dai tedeschi nel marzo del 1941 e del quartiere ebraico “Kazimierz” in cui nel XV secolo dal centro della città fu trasferita la comunità ebraica e dove vissero nei secoli successivi gli ebrei. All’interno della Sinagoga Temple è previsto un primo momento di riflessione della Sindaca e dell’Assessore con tutta la delegazione.
– visita dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Sia a Birkenau che ad Auschwitz sono previsti due importanti momenti commemorativi.
– visita ad Amburgo al campo di concentramento di Neuengamme, dove furono portati da Auschwitz 20 bambini tra cui Sergio De Simone, cugino delle sorelle Bucci. A seguire la visita alla scuola amburghese di Bullenhuser Damm, dove furono atrocemente uccisi.
– Incontri collegiali con la Sindaca, l’Assessora Baldassarre, i Testimoni e i ragazzi.

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Un pellegrinaggio della memoria

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

Roma Domenica 21 ottobre 2018, alle ore 18.30 dopo l’intervento di don Marco Gnavi, parroco di Santa Maria in Trastevere, una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal quartiere ebraico furono condotti al Collegio militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz-Birkenau, fino al Portico di Ottavia. Interverranno alla fine della marcia: Angelo De Donatis, cardinale vicario per la diocesi di Roma
Riccardo Di Segni, rabbino Capo di Roma
Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma
Virginia Raggi, Sindaca di Roma
Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio
Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio
Quest’anno si celebra il 75° anniversario del 16 ottobre 1943, quando, durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. La Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, ricordano questo tragico momento della vita della città con un “pellegrinaggio della memoria”. In un messaggio per il settantacinquesimo della deportazione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è così espresso: “Il sacrificio, la tribolazione, il martirio di tanti innocenti, è un monito permanente alla nostra civiltà, che si è ricostruita promettendo solennemente “mai più” e, tuttavia, ogni giorno è chiamata a operare per svuotare i depositi di intolleranza, per frenare le tentazioni di sopraffazione, per affermare il principio dell’eguaglianza delle persone e del rispetto delle convinzioni di ciascuno».
Il ricordo del 16 ottobre 1943 è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma e dell’Italia in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – studenti delle scuole e università romane – e di immigrati “nuovi italiani”, insieme a cittadini di ogni età e credo religioso.

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3 ottobre 2018: Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

Sono passati cinque anni dalla tragedia del 3 ottobre del 2013, quando al largo dell’isola di Lampedusa 368 migranti persero la vita in uno dei più tragici naufragi avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni, ma nel mar Mediterraneo si continua a morire. Da gennaio 2014 al 20 settembre scorso sono stati oltre 17mila i migranti che hanno perso la vita o che risultano dispersi nelle acque del Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo ricorda Fondazione ISMU in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si celebra il 3 ottobre. Nonostante nel corso dell’ultimo biennio ci sia stato un considerevole calo degli sbarchi di migranti sulle coste europee rispetto agli anni passati, dovuto soprattutto agli accordi con la Turchia prima e con la Libia successivamente, il tasso di mortalità è aumentato.Infatti, le traversate sono sempre più pericolose e le operazioni di ricerca e soccorso in mare ad opera delle navi delle Ong hanno subito diverse restrizioni di tipo legale e logistico.Secondo le stime dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati, più di 1.600 migranti hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nei primi nove mesi del 2018, 21 persone ogni mille sbarcati.In particolare, nei primi tre mesi del 2018 il tasso di mortalità tra coloro che partono dalla Libia diretti in Italia è salito a un morto ogni 14 persone, rispetto a un decesso ogni 29 persone nello stesso periodo del 2017.

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L’eroe e il carnefice, lo spirito ed il corpo

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

(Da un saggio di Riccardo Alfonso) Lo sgomento del principe Arjuna davanti alla prospettiva d’impugnare le armi per uccidere i propri simili in battaglia è allontanato dal dio Krsna che gli appare in sogno e lo esorta a combattere. L’esortazione a tuffarsi nella lotta e ad uccidere senza patemi d’animo è data secondo il principio che tutto è eterno. La lama del giustiziere non distrugge l’immutabile. Può apparire come una implicita esortazione all’omicidio. Noi dunque siamo attraversati da due mondi: quello visibile dei corpi e perituro, e quello invisibile, immanifesto. E’ la stessa divisione del reale affermata da Platone e dall’intera tradizione filosofica dell’occidente e raccolta dal cristianesimo. Dovremmo arguire che l’uccisione è nella natura delle cose, ma significa proprio questo? Vivere vuol dire fare violenza agli altri? No di certo. Occorre cancellare questo falso dalla nostra memoria e partire dal presupposto che non esistono nemici da combattere e da uccidere, in tutte le possibili battaglie della vita: dalle guerre dichiarate, ai conflitti locali, alle contese private. Se non rendiamo universale tale precetto è difficile poter capire che debbano esistere delle eccezioni e che la violenza e il delitto possano avere eroi che osannano il loro trionfo con l’uccisione del nemico.

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Murale Vuoti di Memoria

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Roma 20 settembre 2018 ore 10.30/13.30 | Metro A Porta Furba verrà inaugurato, alla presenza dell’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale Linda Meleo, il Murale Vuoti di Memoria.
Il Progetto artistico, voluto e patrocinato dal Municipio VII di Roma, è realizzato negli ambienti della stazione della Metro A Porta Furba – Quadraro, grazie al contributo dell’artista Ugo Spagnuolo e a cura dell’Associazione Porto d’Arte e Takeawaygallery, ed è la prima iniziativa di Arte Urbana creata con l’ausilio dei cittadini e degli abitanti del posto. La finalità dell’operazione, che ha visto l’allestimento di un murale di oltre 400 mq, era quella di riqualificare uno spazio comune inteso come non luogo, semplice passaggio, grazie a un’opera pubblica e relazionale. Diciotto personaggi significativi del quartiere sono stati immortalati in dimensioni monumentali nella quotidianità di un gesto altamente simbolico: la chiusura di alcune bottiglie che nell’opera diventano conserve-documenti da riempire attraverso la propria storia. Il dipinto è inoltre concepito per essere completato, nel tempo, da chi sul Quadraro insiste e vi è legato, persone che l’artista ha incontrato da febbraio 2018 effettuando laboratori in collaborazione con il Liceo Artistico G.C. Argan di Roma ed il Liceo Artistico A. Frammartino di Monterotondo e nelle sedi più varie. Centinaia di sagome di bottiglie sono colmate quindi dai loro ricordi, trasformando così una stazione della metropolitana in un palcoscenico rivelatore di memoria, privata o collettiva, storica o intima, ove recuperare immagini, reminiscenze, identità. Il murale è finanziato grazie alla liberalità di privati e aziende che si sono attivati nel tempo. Alle sponsorizzazioni di alcune importanti realtà economiche locali, prima fra tutte l’Harley Rock Crew seguita da De Quintili Panificio & Pasticceria, Elettrica Morlacco e Carlo Carra, si è unito, per quanto concerne i colori utilizzati, Sigma Coatings, attività che da anni supporta attivamente la riqualificazione dei luoghi del quartiere.

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