Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘memoriale’

Dalla Shoah il primo “memoriale del bene”: a Nonantola

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2016

gruppo dei ragazzi ebreiVenerdì 17 a domenica 19 giugno a Nonantola si svolge il convegno internazionale “Davanti a Villa Emma. La costruzione di un luogo per la memoria dei ragazzi ebrei salvati a Nonantola”, aperto a tutti ma rivolto in particolare ad architetti e artisti: in tre giorni una ventina di studiosi dall’Italia, dall’Inghilterra, dalla Germania e da Israele – storici, docenti, ricercatori – ripercorrono la vicenda e tracciano le coordinate storiche per la costruzione di un memoriale che abbia elementi distintivi e per certi versi unici, come la storia che andrà a raccontare. Infatti i 73 ragazzi ebrei accolti dalla popolazione locale conobbero a Villa Emma una parentesi di quiete e di condivisione con i cittadini: si impegnarono in corsi scolastici, musicali, e nell’addestramento a lavori agricoli e artigianali, in cui vennero coinvolti contadini e persone di Nonantola. Dopo l’8 settembre ’43, con l’occupazione tedesca dell’Italia, si rese necessaria un’operazione di soccorso che li mettesse al riparo dal pericolo di cattura: i nonantolani scelsero allora di rischiare e, nonostante le difficoltà, tutti raggiunsero la Svizzera. A guerra finita, la maggior parte dei ragazzi s’imbarcherà da Barcellona per la Palestina.Quello di Nonantola non sarà quindi un “sito del trauma” per commemorare vittime o ripercorrere vicende tragiche, ma un memoriale dedicato a una storia a lieto fine, nutrita di accoglienza, solidarietà, salvezza. Un punto d’incontro per gli abitanti del luogo, per i passanti, per i visitatori, per chi viene da vicino e da lontano; per ragazzi che vogliano conoscere, oggi, la storia dei giovani ebrei arrivati a Villa Emma, dopo fughe e peripezie, nel pieno della seconda guerra mondiale. Un punto d’incontro per chi voglia riflettere sui viaggi di bambini e ragazzi che oggi toccano le nostre sponde, varcano frontiere, bussano alla nostra porta e che possono arricchire la comunità che li accoglie.
Venerdì 17 giugno alle 15.30, presso il Cinema Teatro Troisi di Nonantola, aprono il convegno Federica Nannetti, sindaco di Nonantola, Massimo Mezzetti, Assessore regionale alla Cultura e Giuseppe Boschini dell’Assemblea Legislativa Regionale: dopo una ricerca durata tre anni la Fondazione Villa Emma vuole presentare i risultati e discutere le tante linee di lettura e di interpretazione di questa vicenda, fornendo spunti per la progettazione. Le parole e le idee di questo convegno saranno le prime “pietre” su cui sorgerà l’edificio, futuro luogo di memoria: successivamente al convegno, in autunno, verrà pubblicato un bando di concorso che fisserà norme e criteri per i partecipanti.Il convegno “Davanti a Villa Emma” è organizzato da Fondazione Villa Emma in collaborazione con il Comune di Nonantola, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la Fondazione Mario del Monte. L’iniziativa è patrocinata dall’Unione Comunità Ebraiche Italiane, dalla Federazione Ordini Architetti dell’Emilia-Romagna, dall’Ordine degli Architetti e dalla Fondazione Architetti della Provincia di Modena. Per gli iscritti all’Ordine degli Archietti è previsto il riconoscimento di crediti formativi permanenti (CFP).
A Villa Emma vissero, per oltre un anno, fino a 73 ragazzi ebrei fuggiti dalla Germania, dall’Austria, dalla Jugoslavia e, in un caso, dalla Polonia per sottrarsi alle persecuzioni dei nazisti e dei fascisti croati, gli Ustascia. Nell’aprile del 1941 i ragazzi, diretti in Palestina, erano stati sorpresi a Zagabria dall’arrivo delle truppe tedesche. Dopo l’inizio della persecuzione degli ebrei in Croazia quarantadue ragazzi si rifugiarono nella Slovenia meridionale, annessa dall’Italia, dove trovarono alloggio in un castello di caccia a Lesno Brdo, vicino Lubiana, ricevendo aiuto dall’organizzazione assistenziale degli ebrei italiani, la Delasem. Fu poi la stessa Delasem che affittò Villa Emma di Nonantola per consentire ai ragazzi di trovarvi accoglienza quando i fatti bellici in Slovenia costrinsero il gruppo ad un nuovo trasferimento. Nell’aprile del 1943 si aggiunsero al gruppo altri trentatré ragazzi e ragazze provenienti da Spalato, fuggiti dai territori sotto occupazione tedesca. L’8 settembre, nell’imminenza dell’occupazione tedesca, essendo in pericolo di vita, i più piccoli del gruppo vennero accolti nel seminario adiacente alla villa. I più grandi trovarono rifugio presso famiglie, sempre nelle vicinanze di Villa Emma. Temendo sistematici rastrellamenti tedeschi, con i ragazzi divisi in tre gruppi, tra il 6 ed 17 ottobre del 1943 fu attuata la fuga in Svizzera, guadando di notte il fiume Tresa, nei pressi del confine di ponte Tresa. Ci fu un’iniziale incertezza, poi il governo svizzero concesse ai ragazzi il permesso di soggiorno e, dopo un temporaneo internamento, vennero per la maggior parte accolti in un istituto sionista a Bex, nella vallata del Rodano. Nel 1945 raggiunsero finalmente la Palestina. Nella foto: il gruppo dei ragazzi ebrei davanti a Villa Emma.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Memoriale dell’Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme tra i 25 musei migliori al mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

Memoriale dell’OlocaustoIl Museo dell’Olocausto Yad Vashem , istituito per salvaguardare la memoria del passato e del suo impatto sulle generazioni future, è stato fondato nel 1953 ed è un centro di documentazione, ricerca, educazione e commemorazione dell’Olocausto. Lo Yad Vashem si sviluppa su una superficie di 4.200 mq, la maggior parte dei quali si trova sottoterra. Sia a livello multidisciplinare che interdisciplinare, presenta la storia della Shoah dal punto di vista ebraico, enfatizzando le esperienze delle vittime a livello individuale, attraverso reperti originali, testimonianze di sopravvissuti e beni personali. Il Museo, diviso in sale, si sviluppa lungo 180 metri e racconta gli orrori dell’Olocausto attraverso diversi step, che conducono alla sala finale, la Hall of Names, un deposito dove trovano spazio le testimonianze di milioni di vittime, a memoria di coloro che non ce l’hanno fatta. Il Memoriale dell’Olocausto Yed Vashem non è un museo come tutti gli altri. Non è un luogo facile da visitare, ma è sicuramente un indirizzo da non perdere per i turisti in visita a Gerusalemme. Ed è proprio per queste sue caratteristiche uniche che i visitatori che l’hanno già vissuto, lo hanno votato tra i migliori 25 al mondo. (photo: Memoriale dell’Olocausto)

Posted in Estero/world news, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il libro di Gotor

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2011

Roma 26 – ore 17,30 presso la Galleria “Ex Roma Club Monti” in via Baccina, 66 – Rino Formica, Alfredo Reichlin e Luigi Zanda presenteranno il libro di Miguel Gotor “Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano”, Einaudi 2011.
Il dibattito verrà introdotto da Lisa Roscioni e sarà coordinato da Guido Moltedo. Sarà presente l’autore.

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Veritas odium parit

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Editoriale fidest. La verità genera odio. Lo affermava Terenzio per bocca dei suoi guitti. Credo che già ai suoi tempi questa pratica non fosse molto gradita perché la verità è una goccia capace nel tempo di scavare la pietra: gutta cavat lapidem. Questa riflessione la traggo dopo alla notizia di questi giorni sull’agenda rossa di Borsellino, la sua sottrazione e l’impossibilità di “materializzare”, secondo la Cassazione, colui, o coloro in concorso, che l’hanno sottratta dopo che la strage fece scempio del magistrato e della sua scorta. Ci troviamo, quindi, a un bivio: come si può mettere a “nudo la verità” se essa di per sé genera odio e, quindi, diventa quell’amaro calice che tutti cercano d’allontanare dalla loro bocca? Di certo sappiamo che vi sono stati dei morti e, se vogliamo, due sono stati gli eccellenti “dossier”, se aggiungiamo all’agenda rossa il memoriale di Moro. Sono due pezzi di una storia italiana che non possiamo documentare con le “carte in mano” perché esse sono svanite nel nulla sebbene, riguardo il memoriale Moro, la tecnica è stata un’altra: il memoriale è comparso ma l’autenticità è stata messa ampiamente in dubbio. Ma cosa poteva generare tante preoccupazioni? Perché si spinge il cronista a fare della fantapolitica? A dover forse dire la verità, così per caso, per una fortunata combinazione, ma senza prove, come se fosse un racconto di fantascienza? Ma cos’è, in definitiva, la verità? Perché la temiamo tanto da generare odio nei confronti di chi la manifesta? Questa domanda la posi molti anni fa a un giornalista, un certo Mino Pecorelli, alcuni giorni prima che fosse ucciso. Lui era sotto l’occhio del ciclone per i suoi “dossier” di denuncia delle malefatte di stato. Mi guardò e mi sorrise. Mi diede anche una risposta indiretta chiedendomi se ritenevo che si potesse governare senza compromessi, senza dover cedere ad un genere di interessi incrociati che non ti fanno più riconoscere il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto, in nome, per gli ingenui, di una giustizia superiore o per i più smaliziati di un intrallazzo della peggiore specie?  Ma oggi so che esiste una verità quella che genera l’odio che spinge a premere il grilletto della lupara ma anche la calunnia e il ben oliato marchingegno della disinformazione. A questo punto la verità diventa impalpabile. Aleggia intorno a noi ma è come una pallina di mercurio: più cerchiamo di catturarla, più ci sfugge. Eppure sappiamo che è lì e che potremmo prenderla. Forse un giorno ci riusciremo ma sarà una storia dei posteri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »