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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Plasmare la complessità, autismo tra mente e corpo

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Roma 6 aprile Aula Gerin de La Sapienza in Viale Regina Elena 336 dalle 8.30 alle 16.30 plasticità cerebrale e autismo sarà il connubio al centro dell’evento organizzato a Roma dall’Università degli studi La Sapienza, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) e l’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma), in occasione della giornata mondiale che ricorre ogni anno il 2 aprile. “Un postulato sicuro sull’autismo è la complessità- spiega Rosaria Ferrara, presidente Oisma- perché sia la mente che il corpo sono due dimensioni ugualmente e completamente prese dal disturbo”. Su questo tema, si confronteranno “esperti provenienti da tutta Italia, ma anche i genitori. Plasmare la complessità significa guardare al futuro- spiega la psicologa- chiedersi cosa potranno fare questi bambini quando saranno giovani e poi adulti. Il convegno si pone l’obiettivo di lanciare lo sguardo lontano, e lo fa coinvolgendo i genitori”. Ferrara porterà alla giornata di studio il caso clinico di un ragazzino che rientra nello spettro autistico livello 1, che in passato veniva definito Asperger. “Osserveremo l’evoluzione dello stesso soggetto da due punti di vista completamente differenti: quello del terapeuta e quello della mamma. Voglio mostrare come si è evoluto questo sguardo e come è stata affrontata la sfida dell’autismo dal nucleo familiare”, aggiunge la ricercatrice.
La definizione dell’autismo si avvicina a quella di personalità autistica. “Le persone autistiche rimangono autistiche a vita, ma l’autismo si plasma. C’è un continuo adattamento e cambiamento tra la persona e l’ambiente- precisa la presidente dell’Oisma- per questo motivo la famiglia e la scuola si devono aprire all’autismo. La sfida di noi terapeuti è quella dell’autonomia dei ragazzi, per renderli il più autonomi possibile rispetto a ciò che sarà il loro futuro”. In aiuto delle famiglie, il 6 aprile l’Oisma presenterà una mappatura delle strutture più accreditate sul territorio nazionale.
Numerosi, dunque, gli esperti che prenderanno parte alla giornata di studio: Nicola Purgato, responsabile della comunità educativa riabilitativa Antenna 112 di Venezia (Mestre); Chiara Mangiarotti della Fondazione Martin Egge; Gianni Carbone, docente di Economia de La Sapienza, che approfondirà gli aspetti della disability management e le misure da prendere per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani con autismo; Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO; Rosaria Ferrara; Enrico Nonnis, neuropsichiatra infantile e direttore dell’Unità Complessa di Salute mentale dell’età evolutiva della Asl Roma 3. Tante e diverse le professionalità perché l’autismo è una questione complessa, che richiede più sguardi. Ci sarà, infine, l’attrice Sabrina Paravicini con il figlio Nino, asperger, per presentare il loro film ‘Be kind’.
L’ingresso è libero e sarà possibile ricevere un attestato di partecipazione.

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Futuro e benessere della mente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Roma, 24 novembre 2018 ore 8. Pontificia Università Lateranense, Aula Magna, Piazza di S. Giovanni in Laterano, 4. A distanza di un anno dal primo incontro “Chiesa italiana e salute mentale”, il tavolo per la salute mentale organizzato dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute si riunisce di nuovo per dibattere un tema centrale: il futuro e il benessere della mente.Dedicare un convegno al futuro e al benessere della mente permette di confrontarsi non solo sui diversi linguaggi e contesti in cui “educare alla felicità”, dal lavoro alla scuola, dalla famiglia al web, ma anche di sviluppare e condividere nuove risorse per operare nel campo della salute mentale con fiducia, speranza e ottimismo.
Tra i partecipanti: Benedetto Farina; Vincenzo Buonomo (Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense) on. Giulia Grillo (Ministro della Salute (inv.); Giuseppe Nicolò; Gualtiero Bassetti; Daniele La Barbera; Antonio Vita; Stefano Vicari; Tonino Cantelmi; Carmine Arice; Alberto Siracusano; Paolo Girardi; Francesco Montenegro; Mariangela Lanfredi; Alessandra Laudato; Vincenzo Bassi; Luigi Janiri; Maria Beatrice Toro; Fortunato Di Noto e Michele Ribolsi. L’incontro è rivolto a tutti coloro interessati alla psicologia e al benessere, al mondo delle associazioni e degli istituti cattolici oltre ai professionisti che operano nel campo della salute mentale, psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, tecnici della riabilitazione psichiatrica.

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La mia mente sembra essersi “illuminata d’immenso”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Sono le parole del famoso verso di Ungaretti aprendo la finestra al primo sole mattutino. Svegliarsi dopo un sonno profondo, appagati dal ritrovato riposo, pone la mente nella posizione ideale nel mettere le cose in una sorta di sintonia creativa con quelle che ancora non sono: arte, natura e armonia con la scrittura. E’ forse così che nasce la cultura dominante e a portare a fondo una certa visione del mondo. E’ la visione di Nietzsche, teorico del superuomo, e la visione di Heidegger teorico della morte dell’uomo. E’ come imprimermi nella mente la locuzione latina “Cogito ergo sum” (penso dunque sono) richiamata da Cartesio per esprimere la certezza che l’uomo ha di se stesso poiché soggetto pensante.
Io sono sveglio, la vita scorre intorno a me, c’è chi accanto mi sorride e mi parla dolcemente, il pendolo segna l’ora, i rumori della casa si fanno sentire con l’acqua del rubinetto che scorre per chi si sta lavando, del frigorifero il cui motore si mette in moto con un brontolio e ancora il cigolio di una porta che si apre e la televisione che entra in funzione per comunicarci le notizie dell’ultima ora.Ma questi due aspetti per essere compresi vanno analizzati meglio. Incominciamo con il dire che le cosiddette “megalopoli”, una parola coniata da Gottmann, un geografo che ai problemi dell’urbanesimo ha dedicato l’intera vita ed è l’autore di un libro “La città invincibile” (editore Calogero Muscarà) , non sono più il frutto della rivoluzione industriale che è degenerata nelle black Countries inglesi. Oggi si presentano in modo diverso perché accolgono non solo la grande metropoli, che si identificano nell’organismo forte dell’insieme, ma anche la città media e la città piccola e persino il villaggio. Sono delle “entità legate – per il geografo Eugenio Turri – ad una molteplicità di funzioni dentro un quadro unitario che sembra richiamare il sinecismo greco. Nel loro tessuto ciascuna di esse non contiene solo edificazioni senza respiro, ma anche spazi verdi, parchi e tutte quelle differenti infrastrutture per la produzione, lo studio, lo sport, il tempo libero, che consideriamo gli imprescindibili servizi del moderno vivere urbano. Megalopoli come spazio dell’uomo e per l’uomo e in altre parole: il suo spazio di massima umanizzazione, tutto predisposto per i suoi molteplici bisogni.”
E sempre per Turri “Il fatto stesso che la megalopoli sia costruita di città piccole e grandi sta a testimoniare che essa tende di per sé a rifuggire dalla grande inumana concentrazione. Essa ha il suo punto focale nelle cities, nei centri fitti di grattacieli, dove la contiguità è indispensabile per quelle attività quaternarie, direttive, transnazionali, internazionalizzanti, che stanno al vertice dell’organismo megalopolitano. “Tutte queste considerazioni vogliono dire una sola cosa per noi. Stiamo portandoci, un poco alla volta, ad una seconda trasformazione delle megalopoli dopo quella succedutasi all’era della rivoluzione industriale. La stessa fuga dei cittadini verso le aree verdi denota la nostra incapacità di pervenire ad una riformulazione delle aree urbane, densamente popolate, in tempi brevi. Una tendenza che è invece considerata da qualcuno come un primo tentativo di rarefazione da parte degli uomini alla concentrazione. In pratica essa è in atto ma si verifica dentro l’area delle megalopoli come per dire che il criterio della urbanizzazione non va rinnegato ma ciò che si chiede in più è uno spazio maggiore nel rapporto uomo-ambiente. Oggi le distanze possono essere ricoperte agevolmente e in minor tempo rispetto al passato con i nuovi mezzi di comunicazione e questo facilita la creazione di trame urbane continue. Oggi lo sono già le aree periferiche alle grandi città o le distanze che rientrano in una fascia di 35/60 km dal suo centro storico. Pensiamo ad esempio a Parigi con i suoi treni a grande velocità per raggiungere la “banlieue” che si allunga rispetto al centro della capitale francese di almeno 40/50 Km. e forse più.
Un altro criterio di sviluppo delle “megalopoli” è quello legato alla “ecumenopoli” immaginata da Doxiadis con la definitiva trasformazione della terra in città dell’uomo ovvero la definitiva sistemazione dell’antroposfera dentro la biosfera. Un criterio che immagina una massiva presenza dell’uomo e non quella, di certo, di un contenimento o riduzione della sua presenza numerica. Per altri l’immagine di riferimento, come nei primi racconti di Marco Polo a Kublai Kan, è quella dataci da Italo Calvino nelle sue Città invisibili, “All’uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio di una città”. Una città, dunque, immaginata come rifugio e conforto dalle asprezze della vita primitiva tant’è che se ci soffermiamo sui numeri della precedente tabella notiamo che le metropoli che crescono di più sono proprio quelle dei paesi sottosviluppati o in via di industrializzazione come la Cina. Per tutti questi Paesi la vita “rurale” è ai limiti della sopravvivenza. Ma questa “tendenza” sembra invece affievolirsi negli altri grandi aggregati umani. Lo dimostra l’incessante flusso di persone che sceglie il pendolarismo. Pare di notare che da una parte la città è vista come un miraggio da toccare e godere e dall’altra vi è chi fugge da essa come da un inferno. Probabilmente è un fatto soggettivo. Dipende per lo più dal come la città viene percepita e, a sua volta, dalla sua capacità di offrire dei servizi validi e ben distribuiti. Resta, infatti, un dato oggettivo. Le grandi aree metropolitane non possono affrontare i fenomeni di “gigantismo” senza dotarsi di efficienti strutture dove lo spazio dell’uomo deve rendersi più a sua misura e non essere soffocato dalle costruzioni, dal traffico, dalle carenze dei servizi ed in primo luogo dei trasporti. Nello stesso tempo è impensabile che le grandi città debbano farsi carico delle conseguenze dell’incremento demografico mondiale che, a nostro avviso, ha già superato la linea di guardia. Lo dimostrano gli slums a ridosso dei grattacieli, i ghetti con la povertà spinta sino alla miseria e all’abiezione e la stabile presenza dell’accattone all’angolo di strada sia nei quartieri residenziali che in quelli popolari. Per non parlare della minicriminalità, delle micro rivolte sociali e via dicendo. Così mentre il discorso sulle possibili trasformazioni delle nostre megalopoli diventa “accademico” noi, con più realismo ci stiamo appuntando quelli che sono già i nuovi segnali che provengono dall’uso che facciamo di tali insediamenti urbani, dai rischi oltre che dai vantaggi che presentano per capire le strade possibili da percorrere e che l’uomo, forse inconsapevolmente, sta tracciando per incamminarvisi per raggiungere un futuro prossimo o remoto che sia e che oggi purtroppo riusciamo solo a mescolare confusamente. (Riccardo Alfonso)

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La ricerca non ha limiti se sgomberiamo la mente dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

L’umiltà si è smarrita anche nell’approccio nella conoscenza nel campo delle ricerche parapsicologiche. Questi studi, che hanno origini lontane, restano d’attualità e presagiscono e anticipano svolte successive dell’interpretazione parapsicologica. Direi che sono anche indubbiamente anticipatori di posizioni della più avanzata contemporanea antropologia culturale. Sono la conseguenza di una meditata ricerca nell’ambito di quella sfera di eventi che escono dall’usueta normalità della nostra cultura per entrare in un’altra normalità, ma di altri livelli.
Sono quelli che le discipline scientifiche contemporanee, come la recente fisica e la psicologia del profondo hanno dimostrato esistere al di là dello spazio e del tempo.
Vi sono quindi multilivelli di normalità che vanno tenuti parimenti in considerazione e rispettati per ciò che sono e rappresentano anche se la parapsicologia può essere considerata a pieno titolo una scienza di “confine”, ma non per questo va ghettizzata. Da essa partono continue indicazioni, lo si voglia o no, e che rimandano ad “altro” e questo altro si ciba, checché si dica, delle sue verità.
Non dimentichiamo che noi restiamo sempre alla ricerca di una risposta ai nostri interrogativi morali ed esistenziali e indagare sui possibili sbocchi fa parte della nostra natura, a prescindere. La scienza, del resto, ci ha già condotto per mano tra gli infiniti spazi del creato e del microcosmo e dove la stessa mente umana non avrebbe potuto nemmeno concepirlo un secolo prima. Esistono, infatti, delle certezze matematiche dalle quali non si possono disattendere. E’ il caso degli iperspazi. Essi costituiscono una delle teorie più elevate ed astratte della matematica tanto che al loro apparire furono considerati come semplice fantascienza. Tuttavia, per evitare equivoci, va anche ricordato che la scienza non è in grado di affrontare la totalità del pensiero ma solo delle astrazioni di essa.
Ma in ogni caso tutte le volte che la scienza modifica le sue frontiere deve, nello stesso tempo, revisionare i suoi principi e, così facendo, tutto il pensiero dell’uomo nel suo insieme è sottoposto ad accurate mutazioni.
Ma solo in tale misura le conoscenze si scambiano utili informazioni e si evolvono pur nel rispetto delle singole autonomie. In questa fattispecie il mondo scientifico deve essere considerato come un sistema in perenne evoluzione da cui emergono – per Charles Singer – “degli esemplari di valore e precisamente quegli esemplari che furono così risolutamente respinti dai filosofi materialisti della precedente generazione. Per nostra fortuna quel tipo di filosofo che si permetteva di ignorare le grandi conclusioni a cui è arrivata la scienza, sta ora per scomparire.” (Riccardo Alfonso)

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L’ozono “cura” la mente? Ricerca a Brescia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 gennaio 2018

alzheimer-cervelloBrescia. Sono migliaia le scoperte scientifiche che scaturiscono dall’osservazione di fenomeni apparentemente casuali e comunque imprevisti: si spera di raggiungere lo stesso risultato all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, dove si è scoperto che l’uso dell’ossigeno-ozono terapia, ampiamente utilizzata in ortopedia ma anche in altre condizioni, produce risposte di miglioramento delle funzioni cognitive nel paziente anziano affetto da Malattia di Alzheimer o da altre forme di demenza. Studi preliminari hanno infatti dimostrato che in cellule neuronali trattate con ossigeno-ozono vengono attivati specifiche funzioni cellulari coinvolte nei processi della mente (infiammazione e processi ossidativi). In questi giorni prenderà il via il progetto “Cognitive frailty and oxygen-ozone therapy: integrated approach to identify biological and neuropsychological markers” (in italiano “Fragilità cognitiva e terapia dell’ossigeno-ozono: un approccio integrato per l’identificazione di marcatori biologici e neuropsicologici”) affidato alla Geriatra Dott.ssa Cristina Geroldi, ai ricercatori Dott. Cristian Bonvicini, Catia Scassellati ed al Dott. Antonio Galoforo, quest’ultimo pioniere di questa terapia non soltanto in Italia ma anche in Africa, impegno nel terzo mondo che gli ha meritato vari riconoscimenti.Il progetto, finanziato interamente dal Ministero della Salute, ha un valore di 386mila euro, di cui metà dell’importo sarà utilizzato come borse di studio per finanziare l’attività di giovani ricercatori all’interno del progetto, il restante per acquisire materiali di laboratorio necessari per condurre gli esperimenti previsti.All’IRCCS e in molte altre realtà sanitarie sono anni che l’ossigeno-ozono terapia viene utilizzata per favorire la riabilitazione motoria dell’anziano e la sua validità scientifica è ormai riconosciuta tanto da essere sovvenzionata dal Servizio Sanitario Lombardo. “Nella pratica clinica si è visto che il paziente anziano “fragile”, oltre a migliorare sul piano più strettamente articolare e quindi motorio, presenta miglioramenti vistosi anche sul piano comportamentale e sul difficile ri-equilibrio del ritmo sonno-veglia: noi partiremo proprio da lì” spiega il Dott. Bonvicini. In pratica, da un’intuizione si studierà se ma soprattutto come l’ozono agisca sui neuroni di questi pazienti. Il dott. Bonvicini lavora all’IRCCS da ormai 18 anni e questa è per lui, e non solo per lui, una ricerca importante: “Si parla molto di cervelli in fuga, ma le opportunità esistono anche qui in Italia, dove abbiamo istituzioni che sono competitive con quelle estere, ti permettono di lavorare bene con materiali e contatti idonei e all’avanguardia, di aggiornarti e di inseguire obiettivi ambiziosi” ci racconta il ricercatore, ammettendo che “bisogna però essere motivati da una forte passione, perché altrimenti vieni attratto sicuramente dagli stipendi di altri Paesi che in ambito scientifico sono circa il doppio”.La ricerca si avvarrà delle competenze professionali di diverse Unità dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, quali Unità Alzheimer, Unità di Genetica e Laboratorio di Marcatori Molecolari, Unità di Neuropsicologia, nonché della collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa. Nello specifico, si useranno diverse analisi (trascrittomica, immunoproteomica, metabolomica, lipidomica e bioinformatica) con le quali “cercheremo di identificare marcatori biologici e neuropsicologici/comportamentali che possano distinguere pazienti trattati con ossigeno-ozono e soggetti non trattati, per approfondire i meccanismi molecolari su cui agisce la terapia e soprattutto identificare target terapeutici mirati per la cura di questi pazienti. Mi chiede quale sarà il nostro premio? Scoprire, capire, conoscere. E vedere la gente soffrire di meno” sintetizza il ricercatore bresciano.

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La mia mente sembra essersi “illuminata d’immenso”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

Giuseppe-UngarettiE’ ciò che accade se riprendo le parole del famoso verso di Ungaretti aprendo la finestra al primo sole mattutino. Svegliarsi dopo un sonno profondo, appagati dal ritrovato riposo, pone la mente nella posizione ideale nel mettere le cose in una sorta di sintonia creativa con quelle che ancora non sono: arte, natura e armonia con la scrittura. E’ forse così che nasce la cultura dominante e a portare a fondo una certa visione del mondo.
E’ la visione di Nietzsche, teorico del superuomo, e la visione di Heidegger teorico della morte dell’uomo.
E’ come imprimermi nella mente la locuzione latina “Cogito ergo sum” (penso dunque sono) richiamata da Cartesio per esprimere la certezza che l’uomo ha di se stesso poiché soggetto pensante.
Io sono sveglio, la vita scorre intorno a me, c’è chi accanto mi sorride e mi parla dolcemente, il pendolo segna l’ora, i rumori della casa si fanno sentire con l’acqua del rubinetto che scorre per chi si sta lavando, del frigorifero il cui motore si mette in moto con un brontolio e ancora il cigolio di una porta che si apre e la televisione che entra in funzione per comunicarci le notizie dell’ultima ora. Vorrei che questi pensieri mi accompagnino lungo i giorni che puntellano questo nuovo anno.
Illuminiamoci d’immenso e buttiamo alle ortiche i cattivi pensieri e il solito tran tran della vita. (redazione Fidest)

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La follia: Il male che sconvolge la mente

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

la follia(SCIENZA E VITA Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition. Nel momento in cui mi accingo ad affrontare quest’aspetto della vita umana non intendo trattarlo dal punto vista medico-scientifico o analizzandola sotto la lente d’ingrandimento del psicologo. Mi limito ad una riflessione tipica del cronista che nel riportare un certo evento si trova nelle stesse condizioni del suo lettore davanti a comportamenti incomprensibili se non di ardua lettura.
Penso, ad esempio, a una madre che uccide il figlio salvo poi davanti all’inquirente dichiararsi innocente e lo afferma con tanta sincerità, a dispetto delle prove schiaccianti che provano il contrario, da lasciarci perplessi tanto da ingenerare interrogativi più inquietanti sullo stesso delitto che le risultanze investigative hanno fatto emergere.
In un mio libro “Il pendolo” ho affrontato il tema del serial killer e constatato che i suoi atti criminali si compiono con freddezza e determinazione come se il concetto di morale si fosse capovolto e concepisse il male come un bene. Ma è propio così?
In un altro, ancora, mi sono soffermato sulla figura de “L’Antropofago” analizzandone il comportamento e cercando di darvi una motivazione scatenante.
In altri miei lavori, infine, mi sono dilungato a tratteggiare la figura di taluni personaggi della storia che è più vicina ai miei tempi cercando di capire cosa possa frullare nella mente di un dittatore come ad esempio Hitler e lo stesso Stalin che mandarono a morte sicura milioni di persone in quei mattatoi che conosciamo meglio come lager e gulag. Benché questi campi fossero stati pensati per la generalità dei criminali, Il Gulag è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici in quella che fu l’Unione Sovietica.
E poi che genere di spiegazione può essere data di fronte a un inspiegabile delitto di un marito anziano che dopo 30-40 anni di convivenza uccide improvvisamente la moglie? Di solito è classificato come un raptus. Ma cosa lo ha scatenato? Lo stesso riguarda un delitto dove la violenza si trasforma in barbaria e non si capisce il perchè chi delinque non si limita a rubare o a scippare la sua vittima ma l’aggredisce con brutalità e continua anche dopo che è entrato in possesso del denaro o dei gioielli. Spesso si tratta di una forma di violenza che genera nelle vittime, e anche in chi viene a conoscenza di tali fatti, timori e reazioni sovente eccessivi e irrazionali. Sul fondo resta sempre un perché inappagato che ora nel mio libro cerco di darne una spiegazione.

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Neuroscienze e i nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne le fragilità

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

cervelloMilano 19 maggio 2017 a partire dalle 8.00 presso il Centro Servizi Bezzi in via Massaua 6, conferenza internazionale “Storie biologiche e storie relazionali”. “I grandi progressi tecnologici degli ultimi 25 anni nel campo del neuroimaging e della neurobiologia hanno prodotto una veloce crescita delle neuroscienze, che oggi studiano sperimentalmente ogni aspetto della vita mentale. In connessione con queste conquiste, la psicoterapia psicoanalitica dell’età evolutiva ha sviluppato nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne fragilità e distorsioni” spiega Sara Micotti psicoterapeuta dell’età evolutiva, Direttore Scientifico del Settore Psicoterapia del Centro Benedetta D’Intino Onlus. “Storie biologiche e storie relazionali è un’importante occasione di scambio interprofessionale e interistituzionale per condividere competenze e confrontarsi su situazioni cliniche e tecniche di intervento per la presa in carico precoce di bambini piccoli e famiglie a rischio”.Interverranno alcuni dei massimi esperti a livello mondiale sui temi trattati e un panel di relatori e contributor che animeranno un ricco programma di seminari a tema.
Tra gli ospiti:
Mark Solms, Presidente della Società di Neuropsicoanalisi (NPSA) che terrà una relazione magistrale introduttiva.
Yoram Yovell della University of Haifa (Chair of Neuropsychology)
Katerina Fotopoulou dello University College London
Antonino Ferro e Anna Nicolò, Past President e Presidente della Società Psicoanalitica Italiana (SPI)

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Workshop ‘La mente che medita’

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2017

Roma Venerdì 3 Febbraio 2017, ore 9:00 Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo , Aula 2 Via Ostiense 234 Aula 2, piano terra il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo (via Ostiense 234,) si terrà il workshop La mente che medita con relazioni di Riccardo Chiaradonna, Stefano Canali, Elio Guarisco, Costantino Albino.

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La follia: Il male che sconvolge la mente

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2016

la folliadi Riccardo Alfonso. Nel momento in cui mi accingo ad affrontare quest’aspetto della vita umana non intendo trattarlo dal punto vista medico-scientifico o analizzandola sotto la lente d’ingrandimento del psicologo. Mi limito ad una riflessione tipica del cronista che nel riportare un certo evento si trova nelle stesse condizioni del suo lettore davanti a comportamenti incomprensibili se non di ardua lettura.
Penso, ad esempio, a una madre che uccide il figlio salvo poi davanti all’inquirente dichiararsi in¬nocente e lo afferma con tanta sincerità, a dispetto delle prove schiaccianti che provano il contrario, da lasciarci perplessi tanto da ingenerare interrogativi più inquietanti dello stesso delitto che le risultanze investigative hanno fatto emergere.
In un altro mio libro “Il pendolo” ho affrontato il tema del serial killer e constatato che i suoi atti cri¬minali si compiono con freddezza e determinazione come se il concetto di morale si fosse capovolto e concepisse il male come un bene.
In un altro mio libro, ancora, “L’Antropofago” ho analizzato la figura di chi si ciba uccidendo i suoi simili e per poi convenire che tutto ruota intorno a questa realtà dentro e fuori il nostro corpo.
In altri miei lavori, infine, mi sono dilungato a tratteggiare la figura di taluni personaggi della storia che è più vicina ai miei tempi cercando di capire cosa possa frullare nella mente di un dittatore come ad esempio Hitler e lo stesso Stalin che mandarono a morte sicura milioni di persone in quei mattatoi che conosciamo meglio come lager o gulag, campi di lavoro correttivi. Benché questi campi, ma mi riferisco, nello specifico, a quelli russi, fossero stati pensati per la generalità dei criminali, il sistema dei Gulag è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici in quella che fu l’Unione Sovietica, ma resta un “vizietto” che anche oggi si pratica per gli avversari dell’attuale regime, in auge nella Federazione russa. E’ stata una sofferenza inflitta solo perché appartenevano a una razza diversa, avevano osato criticare il loro “padrone” o praticavano un’altra professione religiosa o militavano in partiti politici oppositori del tiranno. Editore: Fidest agenzia stampa Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: la follia)

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“Il chirurgo per l’uomo, la mente. Le mani, il cuore”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2015

porto antico genovaGenova dal 24 al 26 giugno 1200 chirurghi prenderanno parte al congresso organizzato da Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani). Il filo conduttore del congresso sarà la chirurgia mini-invasiva applicata alle diverse patologie . Un tema importante e innovativo, che significa, per il paziente, minore dolore postoperatorio, minor richio di complicanze aggiuntive, minore degenza in ospedale e precoce ritorno a casa ed alla propria attività. Anche migliore risultato estetico (preservazione dell’immagine corporea). Per il sistema sanitario: minori costi per degenze, farmaci, stop dell’attività lavorativa, ottimizzazione delle risorse per migliore utilizzo dei posti letto ospedalieri, quindi un più rapido turn-over.
Saranno discusse le ultime novità sulle protesi biologiche derivanti da tessuti animali, che danno risultati straordinari in termini di ripristino delle perdite di sostanza della parete e di assenza di reazioni di rigetto. Un’intera sessione verrà dedicata ad una Consensus Conference internazionale proprio sulla validazione delle applicazioni di questi materiali sull’uomo.
Ci saranno sessioni dedicate alla chirurgia dei linfonodi, che sempre più deve rispondere a criteri di radicalità nei suoi diversi campi di applicazione: mammella, patologia oncologica addominale. Grande rilievo il settore dei melanomi che richiedono un trattamento sempre più integrato e applicato al singolo caso, ed in cui le tecniche mini-invasive consentono di effettuare interventi radicali rispettando l’integrità del paziente e consentendo guarigioni più rapide. Spazio anche per la chirurgia bariatrica, cioè la chirurgia che mira a contrastare l’obesità patologica con interventi di tipo restrittivo della cavità gastrica.
Una sessione della Scuola ACOI di chirurgia robotica si occuperà di esporre e fare il punto sulle novità tecnologiche e sulle applicazioni presenti e future della chirurgia robotica con l’utilizzo del robot Da Vinci: i dati che abbiamo a disposizione a livello italiano ed internazionale ci dicono che la diffusione sul territorio di queste attrezzature altamente tecnologiche sta aumentando, così come lo skill degli operatori e che a questo corrisponde un incremento delle applicazioni e del numero e della tipologia degli interventi che si possono giovare dei vantaggi offerti dalla precisione e dalla duttilità degli strumenti gestiti dal chirurgo per il tramite delle “braccia” robotiche. Infine, alle diverse sessioni del congresso parteciperà la Fondazione chirurgo e cittadino, nata proprio per iniziativa di soci dell’ACOI, che ha lo scopo di creare un “ponte”tra chirurghi e cittadini utenti , con iniziative che mirano a far conoscere l’opera del chirurgo, con tutte le sue implicazioni umane, professionali e legali, e ristabilire un clima di fiducia , di condivisione e collaborazione tra coloro che curano e coloro che necessitano delle cure al di là di facili criticismi e per abolire incomprensioni che nascono da mancata conoscenza.

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“Accendi la mente, spegni i pregiudizi”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

Graziano DelrioRoma dal 16 al 22 marzo. Tre street artisti selezionati da INWARD, l’Osservatorio internazionale sulla Creatività Urbana che ha coordinato il Tavolo tecnico Nazionale sulla Creatività Urbana istituito dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si faranno interpreti delle tre giornate commemorative internazionali in tre diverse città italiane (al Nord, al Centro e al Sud Italia), come a distendere sul paese un dipinto ideale, unico, condiviso, fortemente partecipato dalle comunità locali. Sarà questa una delle più avvincenti attività della campagna nazionale “Accendi la mente, spegni i pregiudizi” promossa dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e dal MIUR nell’ambito della “XI Settimana d’azione contro il razzismo” La campagna è stata presentata questa mattina a Roma nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega all’integrazione, Franca Biondelli, e il Presidente dell’ANCI, Piero Fassino.
Alla conferenza hanno partecipato anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato italiane, Michele Elia, e il Presidente di Atac, Roberto Grappelli, che hanno dato la loro disponibilità per veicolare la campagna di sensibilizzazione in modo capillare su treni, bus e nelle stazioni, da sempre simbolo dell’incontro fra culture e persone di origini diverse. Tra gli aderenti alla campagna, l’Associazione Italiana Calciatori di cui era testimoniale Simone Perrotta.I tre street artisti, coordinati da INWARD, prima di mettersi all’opera su superfici di grandi dimensioni per aumentare l’impatto del proprio messaggio, entreranno in dialogo con le associazioni territoriali la cui missione è fortemente centrata sul tema di turno, facendole partecipi del progetto artistico.

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IBM: entro cinque anni i computer leggeranno la mente

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

IBM desktop 2

Image by Jiri Brozovsky via Flickr

In futuro si dirà addio alle password. Presto si potrà andare al bancomat e prelevare denaro semplicemente dicendo il proprio nome o guardando una telecamera La lettura del pensiero non è più solo fantascienza: la IBM, ovvero il gigante informatico che ha dato vita a diverse rivoluzioni tecnologiche, ha in programma di progettare un computer in grado di leggere la mente umana. È quanto emerge dalla lista “5in5”, il rapporto che la IBM pubblica annualmente e che Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta, per annunciare le grandi innovazioni tecnologiche che metterà in cantiere nei prossimi cinque anni. Da Houdini passando per Skywalker di Guerre Stellari a X-Men, la lettura del pensiero ha sempre affascinato intere generazioni e ora i ricercatori della IBM stanno studiando come collegare la mente di una persona a dispositivi come portatili o smartphone. Se si riuscirà nell’intento, basterà il solo pensiero per chiamare una persona, dicono alla IBM. Inoltre, secondo le previsioni dell’azienda, in futuro si dirà addio alle password, che saranno rimpiazzate da dati biometrici ottenuti tramite la scansione della retina ed il riconoscimento vocale. “La nostra mappatura biologica – dicono gli esperti della Ibm – è unica per ognuno di noi ed è la chiave per salvaguardare i nostri dati. Presto si potrà andare al bancomat e prelevare denaro semplicemente dicendo il proprio nome o guardando una telecamera”.

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Corpo e mente

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Empoli 22 marzo, a partire dalle ore 16, si parlerà delle disfunzioni che affliggono il cervello e delle interazioni fra corpo e mente, nei locali del Palazzo della Esposizioni, in piazza Guido Guerra a Empoli. Queste tematiche potranno essere approfondite con Giuseppe Lombardo e Leonello Guidi, direttori delle unità operative di medicina generale e di neurologia dell’Asl 11. Il 29 marzo prossimo, invece, saranno le novità in ambito oncologico ed il rischio trombotico gli argomenti trattati nel corso dell’incontro informativo gratuito dedicato alla salute. Il ciclo di appuntamenti con l’informazione sanitaria è organizzato dall’Associazione dei Cittadini per la Salute in collaborazione con Astro (Associazione per il sostegno terapeutico e riabilitativo in oncologia), il Delfino Azzurro, Avis e Asl 11.

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In viaggio: al centro della mente

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Milano 24 febbraio 2011 – ore 11,30 Piazza Duca D’Aosta presso truck “IN VIAGGIO” La campagna prevede una serie di incontri nelle principali piazze di 10 città italiane, dal 24 febbraio al 29 aprile 2011, a bordo di un mezzo speciale, il truck “IN VIAGGIO”. Si tratta di momenti di dibattito e formazione per specialisti e rappresentanti del management sanitario, oltre ad iniziative rivolte al pubblico, come la mostra “Outsider Art”, per far conoscere le opere di artisti che hanno sperimentato la sofferenza di un disturbo psichico, destinate altrimenti a rimanere fuori dai canali consueti dell’arte “ufficiale”. Tra i temi affrontati, oltre ad un quadro epidemiologico a carattere nazionale e regionale, l’evoluzione dei rimedi terapeutici, l’importanza dell’inclusione sociale, la lotta allo stigma, l’accesso alle cure, i percorsi per itrattamenti riabilitativi, gli aspetti economici delle terapie e dei trattamenti. Interverranno:• Professor Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Salute Mentale Ospedale Fatebenefratelli di Milano;• Professor Massimo Rabboni, Direttore Unità Strutturale Complessa Psichiatria 2, Ospedali Riuniti di Bergamo;• Professor Massimo Clerici, Direttore Dipartimento Salute Mentale, Ospedale San Gerardo di Monza;• Professor Federico Spandonaro, farmaco-economista presso l’Università Tor Vergata di Roma;• Professor Giorgio Cerati, Direttore Dipartimento Salute Mentale, Azienda Ospedaliera di Legnano;• Dottoressa Margherita Peroni, Presidente Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Lombardia;• Dottoressa Anna Gardiner, Direttore Progetto Sviluppo Cure Territoriali dell’Assessorato alla Salute del Comune di Milano;• Dottoressa Daniela Rosi, curatrice della Mostra Outsider Art.

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Il cervello e la mente

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2011

E’ un tema affascinante. Gli spunti mi sono stati offerti sia leggendo i due libri, del 1748, del teologo mancato Julien Offroi De La M “L’homme plante” e “L’home machine” sia le riflessioni di Alan Turing del 1930 sia gli studi nel 1948 sulla cibernetica di Wiener e sull’informatica di Shennon. Il tutto, mi è parso di capire, è stato un osanna agli attributi del cervello e molto meno all’uomo come pensiero. Ma questo versante della conoscenza non escluse il passo doppio compiuto dalle nuove frontiere dell’anatomia, della fisiologia, della scienza biologica sulla funzionalità degli apparati, degli organi, dei tessuti e delle cellule e della chimica. Quando abbiamo in mano la chimica e la fisica abbiamo in mano la cellula e il neurone e in dendriti e le sinapsi e il cervello. Per il premio della medicina John Eccles “il filo che lega la mente al mondo si avvale della nuova scienza fisica che verrebbe in tal modo in soccorso della biologia.” Ma quest’ultima non è stata da meno. Ha varcato la soglia del mondo cellulare passando dal fluido citoplasmatico alle isolette dei ribosomi e per giungere al nucleo cerebrale centrale. Dobbiamo alla fine convenire che come oggi abbiamo una biologia molecolare, domani avremo una biologia atomica, corpuscolare e ondulatoria o fotonica che ci condurrà verso una conoscenza più approfondita dei rapporti tra cervello e mente e le loro interazioni. Oggi dall’analisi strutturale e funzionale del cervello umano compiuta da Eccles sono state individuate molteplici serie di lamine che svolgono determinate funzioni e la tendenza finale dei dendriti a confluire verso una struttura unificata finale, pur mantenendosi accolti in fasci distinti. Le unità specializzate della corteccia che ne derivano, assumono la funzione specifica di recettore, con il titolo di dendrone. Ogni dendrone è dotato di qualcosa come centomila spine sinaptiche. Ma si va oltre il livello dei neuroni e dendroni con i moduloni. Quest’ultimo è considerato una specie di linea di confine oltre la quale si presenta una nuova interpretazione dell’attività cerebrale secondo moduli. Da qui parte, secondo Eccles, il nuovo orizzonte specifico della mente che ha chiamato psicone, Ogni psicone è connesso ad un preciso dendrone. Quaranta milioni sarebbero i psiconi. Da tutta questa meccanica di funzioni il cervello offre alla mente l’opportunità di elaborare concetti, esprimere pensieri, offrire conoscenza e intuito nella ricerca. Ma se si sa come si forma il pensiero quale potrà essere la scintilla che ha dato il via al tutto? Il mistero resta nei laboratori tra alambicchi e provette. (fonte: L’ultima frontiera di Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il cervello e la mente

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Parma 26 ottobre, alle ore 11, presso l’Aula Canuto della Facoltà di Medicina e Chirurgia (Via Gramsci 14). conferenza divulgativa “Il cervello e la mente”, organizzata nell’ambito della XX Settimana della Cultura Scientifica dal Museo Dipartimentale di Anatomia Umana, Farmacologia e Scienze Medico Forensi (MAFS) dell’Università di Parma.  Presiederà l’incontro Sua Eminenza Padre Giovanni Cavalcoli, Accademico Pontificio, Ordinario di Metafisica e Teologia presso la Facoltà Teologica della Studium Domenicano di Bologna, Officiale della Segreteria Pontificia di Stato a Roma di Sua Santità Giovanni Paolo II. L’evento si colloca nell’ambito della vocazione didattica, scientifica e divulgativa del Museo Dipartimentale di Anatomia Umana, Farmacologia e
Scienze Medico Forensi (MAFS) dell’Ateneo, sviluppandosi in linea con le raccomandazioni del MIUR sul ruolo di promozione culturale svolto dai Musei Universitari Scientifici. La giornata verte sui fondamenti della ricerca biomedica in ambito antropologico, in particolare sul rapporto mente-cervello e sulle sue implicazioni bioetiche. Verranno affrontate tematiche inerenti la
metodologia di ricerca razionale nel campo dell’interazione mente-cervello, i principi logici fondanti della connessione psico-neurale e le differenti modalità antropologiche ad oggi sviluppatesi per interpretare questa relazione. Le possibili ricadute bioetiche di queste considerazioni saranno inserite nei temi correnti del moderno dibattito scientifico sul rapporto mente-cervello. L’obiettivo è fornire rilievo al ruolo che le scienze biomediche e in particolare la ricerca sul cervello e sui fondamenti della mente occupano nella formazione del medico.

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Creazione e amore

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

Lettera al direttore. Riguardo al premio Nobel per la medicina, assegnato a Robert Edwards, per aver messo a punto la tecnica della fecondazione in provetta, padre Gonzalo Miranda, docente di bioetica all’Università Pontificia “Regina Apstolorum” a Roma, ha detto, fra l’altro: “I figli devono essere il risultato di un atto d’amore e non di un atto medico”. Frase di effetto. Ma è evidente che il professore ha in mente l’amore che unisce gli sposi, e non l’amore verso la creatura desiderata. Quando si afferma che la creazione dell’uomo da parte di Dio è un atto d’amore, non si allude ovviamente (e come potrebbe essere?) all’amore di cui parla padre Miranda, bensì all’amore traboccante di Dio. Ora, desiderare di mettere al mondo un bambino, la decisione di procreare, è un atto d’amore, un atto d’amore verso la creatura non ancora concepita, e poiché siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio, si può sicuramente affermare che si tratta di un amore somigliante all’atto della Creazione. Il bambino concepito grazie alla tecnica della fecondazione in vitro, non è dunque il risultato (che brutto termine!) di un atto medico (semplice strumento), bensì, e in modo particolare, il frutto (che bel termine!) dell’amore verso la creatura intensamente desiderata. In modo particolare, dicevo, poiché a differenza degli altri bambini è sempre voluto. (Francesca Ribeiro)

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Festival della Mente – settima edizione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Sarzana 3-4-5 settembre 2010 Il primo Festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e dal Comune di Sarzana, chiama a raccolta scienziati, scrittori, artisti, musicisti, psicoanalisti, neuroscienziati, filosofi, storici, attori, italiani e stranieri, che hanno avviato riflessioni originali sulla natura e sulle caratteristiche di una delle più apprezzate tra le capacità umane. Il Festival della Mente è un festival di approfondimento culturale con un programma di oltre 70 eventi che avranno luogo nel centro storico della città di Sarzana: tre giornate di conferenze, letture, spettacoli e performance, workshop, ed una sezione di laboratori dedicati a bambini e ragazzi. Ad aprire il programma della settima edizione il 3 settembre alle 17.30 sarà Salvatore Settis con una lectio magistralis intitolata “Paesaggio come bene comune, bellezza e potere”. Gli altri protagonisti del Festival saranno: i disegnatori Francesco Altan e Sergio Staino; gli Avion Travel con il concerto MusicalMente, appositamente realizzato per il festival; il pianista e direttore d’orchestra Antonio Ballista con un concerto sul tema del divertimento in musica; lo scrittore irlandese John Banville con il critico Ranieri Polese sul tema della bellezza in letteratura; lo storico Alessandro Barbero che proporrà una trilogia di incontri sull’Unità d’Italia; il genetista Edoardo Boncinelli che chiuderà le tre giornate del festival sugli spalti della fortezza con incontri dedicati alle tre età della mente; il critico d’arte Achille Bonito Oliva; lo scrittore Gianni Celati con l’italianista Nunzia Palmieri in una performance teatral-letteraria; lo scrittore e attore Vincenzo Cerami in uno spettacolo – racconto; lo scrittore Javier Cercas con il giornalista Aldo Cazzullo sul rapporto tra realtà e letteratura; il sociologo e politologo Ilvo Diamanti sulla costruzione sociale e mediale dell’insicurezza; lo storico dell’arte e filosofo George Didi-Huberman sui mostri dell’immaginazione; il filosofo teoretico Maurizio Ferraris sull’iPad come metafora dell’anima umana; il grecista Giulio Guidorizzi su mito e follia; il cognitivista Paolo Legrenzi sul rapporto fra stupidità e creatività; l’attrice e regista Licia Maglietta e l’attrice Nicoletta Maragno con due monologhi da Alan Bennett; il poeta Valerio Magrelli in un reading su poesia e cronaca; Gianvito
Martino su staminali, uso e manutenzione del cervello; il filosofo Salvatore Natoli “sull’agire responsabile”; il linguista Alberto Nocentini sulla etimologia come enciclopedia della mente; la psicanalista Lella Ravasi Bellocchio sull’identità e realizzazione femminile; lo scrittore e viaggiatore Paolo Rumiz; lo scrittore spagnolo Enrique Vila-Matas con lo scrittore Andrea Bajani in un dialogo sull’apocalisse della letteratura; la trilogia dedicata a Freud, Jung e Lacan, realizzata dallo psicanalista freudiano Stefano Bolognini, lo psicanalista junghiano Luigi Zoja e lo psicanalista lacaniano Massimo Recalcati. Non mancherà la sezione approfonditaMente, una serie di lezioni-laboratorio a numero chiuso dove si crea un rapporto più stretto ed efficace tra pubblico e relatore e che registra ogni anno il tutto esaurito. I temi di questa edizione sono: la ricerca dell’impossibile, condotto dalla scrittrice Laura Bosio, sulla mistica femminile; perché crediamo alle storie, con il filosofo e critico cinematografico Roberto Escobar e il cognitivista Paolo Legrenzi; l’identità tra arte e scienza, con la neuroscienziata Ludovica Lumer; il rapporto fra mente e tecnologia, con il teorico dell’informazione Giuseppe O. Longo; Alessandro Robecchi sui meccanismi della satira; i libri che fanno la storia, con il saggista e drammaturgo Luca Scarlini

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