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Insetti e grilli nel menu delle feste?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Cibo buono e di qualità. È questo binomio che da sempre rappresenta l’Italia a tavola, con la sua inconfondibile cucina ricca di varietà e tradizioni gastronomiche regionali che hanno saputo, e sanno tuttora, conquistare i palati più esigenti dovunque nel mondo. E se pasta e pizza non potranno essere mai davvero sostituiti nella nostra alimentazione, gli italiani cominciano tuttavia a confrontarsi anche con il novel food, che porta sulle nostre tavole nuovi alimenti, tra cui insetti e aracnidi come cavallette, grilli, coleotteri, bruchi e scorpioni.Gli insetti, ad esempio, sono alimenti ecosostenibili e ricchi di proteine e sono sempre più considerati come il vero cibo del futuro. Ma se al posto del tradizionale cappone natalizio, e dell’immancabile duo lenticchie-cotechino della notte di San Silvestro, gli italiani trovassero un menu a base di insetti? Rentokil Initial, azienda leader mondiale in disinfestazione e derattizzazione e in servizi per l’igiene, ha commissionato una ricerca a Doxa proprio per indagare il sentimento degli italiani rispetto all’entomofagia.Dall’indagine è emerso che oltre il 40% degli italiani ritiene che gli insetti possano essere uno dei cibi del futuro e sono in particolare i giovani tra i 18 e i 34 anni a dimostrare maggiore apertura (49%) contro il 63% degli over 55 che pensa che gli insetti non saranno mai accettati come alimenti in Italia.

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Cambia il menu dei vacanzieri

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2010

Nei lidi piu’ rinomati dell’estate italiana va in pensione il pranzo sotto l’ombrellone a base di pasta al forno e panino con la cotoletta, piatti emblema della gita al mare della domenica. Dalla Versilia alla Costa Smeralda, da Ostia a Rimini, infatti, l’ultima tendenza e’ il “Brunch da spiaggia”, che spopola nei piu’ noti locali della movida estiva (63%). Numerose le varianti: dal buffet a base di frutta e piatti estivi e colorati (68%), a brunch a tema (23%) a base di cibi, balli e spettacoli dedicati ogni giorno ad una nazione diversa, sino ai giochi (27%), come ad esempio quello intramontabile della mela, e agli immancabili balli di gruppo (42%). Ma cosa rende unico il brunch in versione estiva? In primis la sua anima internazionale (41%) che cattura la curiosita’ e l’interesse gastronomico dei turisti stranieri (49%), e la facilità di accontentare tutti i gusti (38%), potendo contare su una varieta’ infinita di combinazioni (35%). Ma a fare a la differenza e’ soprattutto la combinazione di musica (48%), spazi all’aperto e in riva al mare (65%) e il clima di relax della vacanza (57%): tutti elementi che rendono il brunch un’ottima soluzione per stare in compagnia (53%) tra un bagno in mare e una partita di beach volley sulla spiaggia.
E’ quanto emerge da un monitoraggio promosso da Nescafe’, condotto su 120 proprietari e gestori di alcuni dei locali estivi piu’ prestigiosi d’Italia, selezionati in base alle segnalazioni di guide, articoli giornalistici, riviste e siti dedicati al divertimento “out of home”.
Il brunch e’ nato negli Stati Uniti intorno agli anni ’70, grazie a Nescafè che ne e’ stato ideatore e portavoce della tendenza nel Belpaese. In pochi anni e’ diventato un fenomeno di costume trasversale, conquistando centinaia di locali e di italiani, soprattutto nei mesi invernali, e adesso arriva anche nelle spiagge piu’ belle dello Stivale. Nelle versioni da spiaggia, il buffet indossa i colori dell’estate grazie a frutta, insalatone, pesce e pasta fredda (68%). Inoltre, offre una gran varieta’ di bevande analcoliche e alcoliche (55%) e si preparano granite per ogni gusto (47%). A renderlo unico, in primis, la sua anima internazionale (47%), che concede ai turisti l’opportunità di gustare il meglio delle ricette “made in Italy” (49%) dopo una giornata di sole e mare.
Ma a rendere unico e diverso il “brunch in spiaggia” sono anche le iniziative organizzate dai locali. Ad esempio, i tipici balli di gruppo (42%), con i maestri di ballo che tra un sorso e l’altro di caffe’ coinvolgono la clientela a realizzare divertenti coreografie.

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Gli alimenti più odiati dagli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Mag 2010

Le persone hanno indicato un alimento che non avrebbero assolutamente voluto nella loro dieta, e i risultati hanno visto prevalere, in questa classifica al negativo, i molluschi, poco graditi da quasi il 10%  degli italiani. Brutti tempi anche per il passato di verdure: il 9,2% ha eliminato dalla lista degli ingredienti il minestrone. Ma sono le verdure in genere a non riscuotere proprio le simpatie dei consumatori: oltre alla minestra di verdure, gli italiani non vogliono vedere in tavola le verdure lesse (7%) o le verdure grigliate o in padella (4,3%): complessivamente, un italiano su cinque esclude in modo categorico dal proprio menù qualcosa che abbia a che fare con le verdure. Per fortuna, l’insalata va meglio (è esclusa solo dall’1,8%). Il pesce è poco apprezzato dal 5,6% e i legumi non vengono in alcun modo consumati dal 4,8%. Il latte (ma si sa, qui non è una semplice questione di gusto: c’è chi ha un’intolleranza vera) viene escluso dal 5,2%, e lo yogurt dal 4%. Stessa percentuale (4%) di chi non mangia mai (o forse non digerisce proprio) le uova.  Ma ecco i più amati, a cominciare dagli affettati (non sopportati solo dal 3,9%), i formaggi (nella black list solo per il 2,9%) e le carni bianche (2,4%), per arrivare alla pasta (solo l’1% dice no), il riso, il pane e la frutta, alimenti consumati da più del 99% degli italiani.  Ecco infine come è composto il campione di 10.000 utenti che hanno richiesto una dieta personalizzata, con lo specifico scopo di perdere peso  (95% degli utenti) o di aumentarlo (5% degli utenti). Mediamente, il campione si considera in sovrappeso di 10 kg. Il 26% delle diete richieste sono finalizzate a perdere fino a 4 kg, il 37% tra 4 e 8 kg, il 23% tra 8 e 13 kg.  Solo il 14% degli utenti si considera in un sovrappeso superiore ai 13 kg. La maggioranza degli utenti registrati è nella fascia di età tra i 35 e i 49 anni (74%) mentre solo l’8% degli iscritti ha più di 50 anni e il 17% è nella fascia di età tra i 12 e i 20 anni.  Il sito http://www.melarossa.it,  realizzato con la supervisione scientifica della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, è in grado di elaborare diete con un data base di 435 diverse diete settimanali, per un totale di 3045 menù giornalieri, sulla base delle indicazioni fornite dai LARN (Livelli di assunzione Raccomandata di Energia e Nutrienti per la Popolazione Italiana, prodotto dall’Istituto Nazionale di Ricerca su Alimenti e Nutrizione, in collaborazione con la Società di Nutrizione Umana), dando quindi anche una adeguata rilevanza alla qualità degli acidi grassi (limitando l’apporto di acidi grassi saturi) e del rapporto tra proteine animali e vegetali. Ogni singola giornata presenta una dieta equilibrata nell’apporto dei macronutrienti (carboidrati grassi e proteine) e fornisce un corretto apporto di tutti i principali micronutrienti (vitamine idrosolubili, liposolubili e sali minerali).

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Truffe nei ristoranti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

Adiconsum: un decalogo per evitare i raggiri Bisogna difendersi, ma anche denunciare, i raggiri dei ristoratori privi di etica e di professionalità. L’Adiconsum chiede inoltre verifiche costanti delle autorità competenti in materia di igiene dei pubblici esercizi, come ristoranti e bar. Bastano poche regole per difendersi, continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum, per evitare raggiri e vere e proprie truffe. 1.   Il ristoratore ha l’obbligo di esporre il menù con i relativi prezzi delle singole portate. Prima di entrare nel locale è bene, quindi, accertarsi dei reali costi. 2.   Chiedere sempre il menù, anche quando il ristoratore non lo consegna e fa offerte verbali dei piatti del giorno, e verificare se le offerte sono presenti in menù con i relativi prezzi. 3.   Accertarsi che ogni portata abbia accanto il prezzo. 4.   Servizio, coperto, pane, o altri costi, possono essere decisi liberamente dal ristoratore, però devono essere riportati nel menù (fanno eccezione i ristoranti del Lazio, dove una legge regionale ne vieta l’addebito), in modo che il cliente abbia contezza del costo reale dell’intero pasto. 5.   Prestare attenzione ai cibi surgelati: devono essere sempre indicati sul menù (come indicazione è sufficiente anche un asterisco, seguito dalla dicitura “prodotto surgelato”).  6.   Verificare i costi del vino: i ricarichi possono essere davvero “salati”. Se si vuole scegliere un vino “impegnativo” farsi consegnare la “Carta dei vini” per consultarne il costo. 7.   A fine pasto farsi consegnare sempre la ricevuta fiscale e verificare se i prezzi in essa contenuti corrispondono a quelli riportati nel menù, compresi eventuali costi riferiti a servizio, coperto, pane, ecc.. 8.   Conservare sempre la ricevuta fiscale, prova tangibile di eventuali raggiri. 9.   La mancia non è mai obbligatoria. 10.In caso di contestazione della ricevuta, chiamare i vigili. Adiconsum ricorda inoltre, che il ristoratore è responsabile degli oggetti lasciati in custodia dal cliente e ne risponde in caso di furto. Non ne è invece responsabile se l’oggetto non gli viene consegnato (es. cellulare poggiato sul tavolo). Ricordiamo inoltre che il ristoratore non può rifiutare la consumazione di una sola portata, anziché un intero pasto.

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