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Posts Tagged ‘mercato digitale’

Difendere mercato digitale e creatività italiana da predatori internazionali del mercato

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Pur complimentandoci con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il Presidente Cardani per il lavoro svolto, riteniamo sia urgente e necessario difendere il mercato digitale nazionale dai grandi predatori del mercato.
Per questo stiamo presentando un testo di legge che istituisce un identificativo elettronico fiscale – un IP fiscale – delle grandi piattaforme di streaming in ambito radio e tv che operano in Italia.
È di vitale importanza affrontare la questione della protezione dei titolari dei diritti d’autore, danneggiati dalla sempre più inarrestabile diffusione della musica sulle piattaforme di condivisione video, che generano ricavi per l’industria discografica di gran lunga inferiori, provocando l’aumento del cosiddetto divario di valore, ossia la mancata corrispondenza tra il valore che i servizi di caricamento degli utenti, come YouTube, ottiene dalla musica, e il ricavo restituito a coloro che investono nei contenuti e li creano, ricavi su cui nemmeno beneficia lo Stato italiano.Il gettito fiscale generato seppur indirettamente permetterebbe di istituire un fondo nazionale a sostegno del circuito radio tv e piattaforme nazionali.Riteniamo, inoltre, che il lancio in Italia di prodotti per le nostre infrastrutture strategiche in tecnologia 5G possa aprire scenari di rischio per la nostra sicurezza nazionale e la privacy dei cittadini, come rilevato anche dal Copasir e dai nostri servizi di sicurezza.Le telecomunicazioni sono un settore chiave per il sistema Paese e il fare predatorio di alcuni gruppi industriali, con dirette connessioni a Stati non democratici, potrebbe portare a gradi elevati di vulnerabilità delle nostre reti.La digitalizzazione degli spettri frequenziali –ovvero l’affiancamento delle reti DAB a quelle FM per la trasmissione radiofonica- non dovrà avere impatti negativi per i principali attori sul tema, come il comparto industriale automobilistico e i piccoli operatori. Grazie a un ordine del giorno accolto, a firma mia e di FDI, sará convocato al Ministero dello Sviluppo Economico i principali stakeholder, come i consorzi e i rappresentanti dell’automotive, al fine di sintetizzare le posizioni.Auspichiamo che la direttiva sul diritto d’autore approvata nella scorsa legislatura del Parlamento Europeo venga recepita in Italia con una cornice giuridica che possa difendere la creatività italiana contro i predatori internazionali del mercato creativo, secondo la “preferenza nazionale”.Una menzione all’Agcom che, di fronte l’eventuale chiusura di Radio Radicale, ha rimarcato come l’emittente svolga un servizio di interesse pubblico, dando solidità e sostanza all’azione parlamentare.” È quanto dichiara Federico Mollicone, deputato FDI capogruppo in commissione Cultura, responsabile innovazione del partito e componente della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

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Il mercato digitale in Italia vale il 3,7% del PIL

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

A dichiararlo è la neocostituita Federazione del Digitale, l’organismo fortemente voluto da Netcomm e IAB Italia e che si pone l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale nel Paese, generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese.La costituzione della Federazione nasce dallo studio dell’industria digitale, un settore in continua crescita sia in termini economici che occupazionali. Secondo una recente ricerca congiunta IAB Italia e EY, in Italia il valore del digitale a perimetro ristretto, considerando cioè solo gli investimenti in attività del tutto digitali, ammonta a 65 miliardi di euro, in aumento dell’11,6% rispetto al 2017 e del 22% rispetto al 2016. In questo clima di forte crescita Netcomm, il Consorzio del commercio digitale italiano, e IAB Italia, il charter italiano dell’Interactive Advertising Bureau, hanno costituito la Federazione del Digitale con Roberto Liscia nel ruolo di Presidente e Carlo Noseda di Vice Presidente.La presentazione della neocostituita Federazione del Digitale è avvenuta questo pomeriggio a Milano durante la seconda edizione della Milano Digital Week. In questa occasione sono stati illustrati i risultati dell’impatto economico del digitale in Italia, nonché dell’evoluzione dell’occupazione e delle competenze professionali stimolate dalla trasformazione digitale in corso.Il digitale in Italia è un settore che registra una crescita dell’11,6% anno su anno. E-commerce e online advertising sono i due comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita, che genera un incremento anche nell’occupazione: il numero di lavoratori del settore è passato dai 253.000 del 2017 ai 285.000 del 2018 (+12,7% anno su anno).Secondo la ricerca svolta da PageGroup, il mercato digitale degli ultimi anni ha offerto nuove opportunità professionali a migliaia di persone distribuite in settori differenti. In particolare, PMI e grandi gruppi multinazionali incrementano costantemente le assunzioni nell’advertising, settore che registra la maggiore crescita (61% del totale degli inserimenti digitali), seguito da e-commerce (21%) e brand (19%).
Netcomm e IAB Italia danno vita a una federazione di associazioni con l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale in Italia generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese. Sostenibilità, etica, cittadini e imprese costituiscono il nucleo intorno al quale si svilupperanno le attività e le riflessioni della Federazione.

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Al Parlamento Europeo un evento su startup e Mercato Unico Digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

digital single marketSi è tenuto al Parlamento europeo a Bruxelles un evento sulle startup e il Mercato unico digitale, organizzato dall’eurodeputato spezzino del PD Brando Benifei in collaborazione con la deputata tedesca Julia Reda, del partito dei Pirati, e di Eva Maydell, bulgara del Partito popolare.
All’evento hanno partecipato i rappresentanti di varie startup europee, con l’obiettivo di creare un’occasione di confronto con i parlamentari, impegnati in questi mesi con vari dossier legislativi legati al Mercato unico digitale, sui temi che hanno maggiori ricadute per le “giovani” imprese. Dal diritto di copyright alla regolamentazione delle piattaforme online, dalla normativa sui Big Data all’internazionalizzazione digitale delle imprese, dalla rimozione dei geo blocchi fino alla incubazione guidata (dall’idea al mercato) dei social innovators, il ricco tavolo di lavoro organizzato ha permesso agli Eurodeputati di conoscerne meglio il punto di vista e le aspettative degli startupper e scambiare spunti di riflessione preziosi per il lavoro parlamentare.
In particolare, Benifei ha invitato la startup spezzina BrandLand, creata da dei ragazzi che hanno avuto l’idea di fornire tramite un’app per smartphone una piattaforma di e-commerce che aggrega i prodotti dei creatori locali e indipendenti nel settore della moda. Piccole realtà di eccellenza che, altrimenti, non avrebbero la possibilità e gli strumenti per vendere i propri prodotti anche a un mercato più ampio.
“E’ un onore per noi poter portare una realtà spezzina in Europa, crediamo nella valorizzazione della creatività europea, che ha un enorme potenziale in tutto il mondo, e vogliamo farlo al meglio”. Lo dichiara Alessandro Foce, tra i fondatori di BrandLand. “Grazie a questa opportunità siamo riusciti a raggiungere un pubblico maggiore di quanto abbiamo avuto finora”.
L’evento, infatti, è stato anche un’occasione per operatori innovativi in vari settori, dall’informazione e al giornalismo alla musica e alla moda, per incontrarsi e parlare delle loro esperienze e trovare possibili sinergie e nuove idee e modalità di cooperazione anche con aziende più tradizionali esistenti sul mercato.
“Sono contento di aver potuto portare in Parlamento una giovane e dinamica realtà spezzina che sta avendo un ottimo riscontro di utenti, valorizzando i creatori locali. E’ sempre fondamentale per noi parlamentari ascoltare i protagonisti dei settori interessati dal nostro intervento legislativo”. Lo dichiara Brando Benifei a margine dell’iniziativa. “Ad esempio, le proposte della Commissione europea in termini di diritto d’autore, attualmente in discussione, pongono diversi problemi che possono mettere seriamente in difficoltà varie startup europee e su cui, grazie ai molti elementi che abbiamo raccolto in questi mesi e anche con l’evento di oggi, possiamo lavorare per migliorarne l’impatto in direzione di una maggiore attenzione all’innovazione e al potenziale di crescita che le startup portano, bilanciandone al contempo gli interessi con quelli dei consumatori, la cui protezione rimane comunque altrettanto importante”. (photo: digital single market)

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Data Protection Officer, vacilla la norma

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

sanità-digitaleUno dei principali obiettivi del nuovo Regolamento UE 2016/679, è quello di creare il giusto clima di fiducia tra i cittadini per far decollare il mercato digitale nell’Unione Europea, un’economia da 272 milioni di euro che può continuare a crescere solo se gli utenti si sentono a loro agio mentre fanno acquisti in Internet, senza doversi preoccupare che i loro dati personali potrebbero essere trattati illecitamente o utilizzati per commettere frodi a loro danno.E se da una parte la nuova normativa comunitaria sulla privacy inizia a preoccupare le imprese, che si dovranno adeguare entro il 25 maggio 2018 per non rischiare multe fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo, sul fronte del mercato del lavoro ci sono invece prospettive positive, derivanti dalla crescente necessità di esperti della materia e dall’obbligo di nomina di un “data protection officer” per tutte le pubbliche amministrazioni e per le imprese che trattano su larga scala dati sensibili o altri dati che presentano rischi specifici, oppure se nelle attività principali vengono effettuati trattamenti che richiedono il controllo regolare e sistematico degli interessati, come avviene spesso nelle attività di e-commerce in cui gli utenti vengono profilati online per proporre loro prodotti e servizi in base ai loro gusti e alle loro preferenze.
Un contesto che, secondo le stime dell’Osservatorio di Federprivacy, nei prossimi 12 mesi potrà richiedere fino a 45mila esperti solo in Italia. Numeri importanti, quelli di un’emergente categoria professionale che necessiterebbe però di più trasparenza nel mercato con standard e parametri di riferimento che sono in cantiere da un anno e mezzo con una specifica norma UNI arrivata ora a conclusione del suo iter, ma i cui contenuti non convincono la principale associazione di riferimento del settore:
“Quello della norma tecnica sarebbe stato lo strumento ideale a disposizione degli stakeholder per definire i requisiti che devono possedere i professionisti della privacy per poter essere riconosciuti dal mercato, ovviamente a condizione imprescindibile che tali regole fossero allineate alle prescrizioni del Regolamento UE e alle recenti Linee Guida del Working Party Art.29, nelle quali è stato precisato che il data protection officer deve avere in particolare una conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia, talvolta anche più elevata in base alla complessità o alla mole dei trattamenti effettuati – spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi – Da parte nostra, abbiamo segnalato in tutte le sedi la necessità di disegnare un profilo adeguato del DPO, ma ora dobbiamo con rammarico constatare che il progetto finale di norma vede un profilo professionale stravolto rispetto ai dettati dell’UE, generico per quanto riguarda le conoscenze giuridiche della normativa, e con molte altre conoscenze invece informatiche, riconducibili più a quelle di un security manager che a quelle richieste a un data protection officer. Allo stato attuale – conclude Bernardi – questa norma non risponde ne’ alle prescrizioni di legge, ne’ alle esigenze di mercato, e per questo rischia di essere solo fuorviante per le imprese che sono alla ricerca del professionista giusto a cui conferire l’incarico.”
Il documento in questione, (Cod. Progetto E14D00036), è stato messo ora all’inchiesta pubblica finale, e tutte le parti interessate possono esprimere i loro commenti fino al 25 marzo 2017, quando UNI tirerà le somme per verificare se ci siano i presupposti perché la norma sul data protection officer possa venire alla luce oppure no.Certo è, che per spingere sul mercato digitale l’Unione Europea ha varato una riforma sulla protezione dei dati personali egualmente vigente in tutti gli Stati membri, e altrettanto evidente è che la norma così com’è allo stato attuale devia da quella direzione, e rischia di far mancare alle imprese le giuste professionalità, con il pericolo di ingenerare confusione nel mercato delle professioni.Imprese e pubbliche amministrazioni, devono perciò vigilare attentamente per non incorrere in pesanti sanzioni, perché è in gioco la loro organizzazione e la capacità di rispettare la normativa sulla circolazione e protezione dei dati, senza dimenticare infine che è indispensabile evitare di offuscare i diritti fondamentali che sono riconosciuti per legge ai cittadini.

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PE: le proposte sul mercato unico digitale sono un passo nella giusta direzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2016

mercato digitaleNel dibattito di mercoledì con il vicepresidente della Commissione e commissario per il mercato unico digitale, Andrus Ansip, i deputati hanno accolto con favore le nuove iniziative volte a consentire ai consumatori e alle aziende di acquistare e vendere prodotti e servizi online più facilmente in tutta l’UE. Il Parlamento deciderà congiuntamente e in condizioni paritarie con il Consiglio dei Ministri sulle proposte legislative del mercato unico digitale. Il pacchetto per migliorare l’e-commerce in Europa, presentato dalla Commissione a mezzogiorno, include alcune proposte sul geo-blocking ingiustificato, sulla consegna transfrontaliera dei pacchi e sull’applicazione dei diritti dei consumatori oltre le frontiere nazionali. La Commissione ha inoltre presentato una proposta per aggiornare la direttiva sui servizi di media audiovisivi dell’UE e una comunicazione sulle piattaforme online.Nel corso del dibattito, i deputati hanno ribadito la volontà di assicurarsi che tutti i cittadini beneficeranno del pacchetto sul mercato unico digitale presentato dalla Commissione il 25 maggio, lodando la scelta di non adottare un approccio “one-size-fits-all” per le piattaforme online e chiedendo una maggiore trasparenza nel mercato delle consegne pacchi.Alcuni deputati hanno affermato che la proposta sul geo-blocking avrebbe potuto essere più ambiziosa, facendo riferimento in particolari ai problemi legati al copyright. Altri hanno sottolineato che su questo aspetto c’è ancora molto da fare.

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Gli italiani e il viaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

mercato digitaleIl mercato digitale del turismo vale 9,5 miliardi. Questa è una della evidenze tratte dall’analisi condotta dal Politecnico di Milano nel suo Osservatorio di Digital Innovation, volto ad analizzare le dinamiche di diffusione e il ruolo che le soluzioni digitali possono svolgere a supporto del Turismo. La ricerca è stata sviluppata in collaborazione con importanti aziende del mondo del turismo on e off line, tra cui, Venere.com – noto partale di accomodation online. Nel 2015 si stima che gli acquisti per il turismo e viaggi in Italia, supereranno i 51 miliardi di euro: si registra infatti una crescita del 3% rispetto al 2014, generata soprattutto dai canali digitali. Nel settore travel, l’online è infatti la parte che cresce maggiormente (+11% vs 2014) e rappresenta oltre il 19% del mercato complessivo del turismo.Se si guarda ai canali attraverso i quali i consumatori effettuano gli acquisti emerge che sempre più italiani scelgono le OTA (online travel agency) per la prenotazione delle strutture alberghiere, segnando un +14% vs il 2014. I trasporti hanno un ruolo ancora dominante nel mercato digitale, ma sono le strutture ricettive a crescere con un tasso maggiore.Il ruolo centrale delle OTA emerge anche dall’indagine Doxa su oltre 1.000 utenti rappresentativi della popolazione internet italiana dalla quale nasce il profilo del Turista digitale italiano: particolarmente attivo su internet in tutte le macro-fasi del viaggio: dalla ricerca delle informazioni pre viaggio (88%) alla prenotazione di una sistemazione (82%) dall’acquisto su internet di qualche attività da fare durante (44%) all’esecuzione di attività digitali post viaggio (61%).

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