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Posts Tagged ‘mercato globale’

Xiaomi l’inarrestabile: per la prima volta al secondo posto nel mercato globale degli smartphone

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

Canalys ha presentato il suo nuovo rapporto sul mercato globale degli smartphone relativo al secondo trimestre 2021 in cui Xiaomi conquista il secondo gradino del podio con una quota di mercato pari al 17% e con una crescita dell’83% rispetto all’anno precedente, superando Apple.Secondo Canalys, Xiaomi sta trasformando il proprio modello di business da challenger a leader, con iniziative come il consolidamento dei partner di canale e una gestione più attenta nell’open market. Canalys ha commentato che il nuovo obiettivo di Xiaomi è quello di sorpassare Samsung diventando il più grande vendor del mondo.In una lettera a tutti i dipendenti, Lei Jun, Founder, Chairman e CEO di Xiaomi, ha sottolineato che diventare il numero 2 al mondo è una pietra miliare nella storia di Xiaomi. Dopo cinque anni di self-improvement in condizioni estremamente difficili, le capacità dei prodotti Xiaomi sono state migliorate in modo significativo – hanno aperto la strada al segmento di mercato premium e aumentato il la sua quota di mercato. Xiaomi rafforzerà continuamente il proprio core e consoliderà il suo posto come secondo brand di smartphone.

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Willis Towers Watson: nessun segno di ripresa sul mercato M&A globale

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2019

Il mercato M&A globale ha registrato la sua seconda peggiore performance da quando, nel 2008, sono cominciate le rilevazioni del Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM) di Willis Towers Watson, in collaborazione con la Cass Business School.In base all’andamento dei titoli azionari, gli acquirenti non sono riusciti ad incrementare il valore delle operazioni per otto trimestri consecutivi, registrando una performance negativa sul Global Index[1] del 6,4% negli ultimi tre mesi e del 4,6% nell’ultimo anno, riguardo alle operazioni del valore di oltre 100 milioni di dollari.L’Asia-Pacifico è l’unica regione al mondo ad aver registrato una performance positiva nel terzo trimestre del 2019, con i suoi operatori che hanno superato dello 0,8% l’indice locale, concludendo una serie di dieci trimestri negativi consecutivi.Gli acquirenti europei hanno invece interrotto una serie di nove trimestri consecutivi di risultati positivi, per una performance al di sotto dell’indice regionale del 6,7%. Gli sforzi del continente sono stati inevitabilmente influenzati dal peggior risultato del terzo trimestre mai ottenuto dagli acquirenti britannici, un calo del 20% (sulla base di sole sette operazioni completate).Allo stesso tempo le società nordamericane hanno faticato a incrementare il valore delle loro operazioni per l’ottavo trimestre consecutivo, registrando la peggiore performance tra tutte le regioni, con un andamento negativo del 6,9%.Per il quarto anno consecutivo si prevede un calo del volume annuale di transazioni, anche se si è verificato un leggero aumento nel terzo trimestre del 2019 rispetto a quello precedente, a causa di un incremento delle operazioni in Nord America e Asia-Pacifico. Il 59% degli accordi conclusi dall’inizio dell’anno non sono riusciti ad incrementare il valore delle operazioni.”Mentre il volume delle transazioni continua la tendenza annuale al ribasso, le difficili condizioni e l’intensificarsi della concorrenza per un gruppo sempre più ristretto di destinatari aumentano ulteriormente la posta in gioco per i CEO, sotto la pressione di azionisti sempre più esigenti” ha commentato Andrea Scaffidi, Head of Retirement Willis Towers Watson Italia. “Nonostante le operazioni di successo facili siano poche e isolate, la nostra ricerca mostra che due operazioni su cinque riescono a superare la volatilità del mercato, le valutazioni in calo e le incertezze macroeconomiche e politiche per superare il benchmark”.

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La filiera dell’automotive di fronte alle sfide del mercato globale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

E’ stata presentata alla Borsa Italiana: Cambio di marcia – La filiera dell’automotive di fronte alle sfide del mercato globale, il primo studio sulla filiera italiana realizzato da Cassa Depositi e Prestiti, SACE SIMEST e ANFIA, in collaborazione con AlixPartners. Al convegno parteciperanno diversi protagonisti del settore: car makers, OEM, fornitori, banche, consulenti e attori del Sistema Paese.Al centro della pubblicazione le nuove sfide del settore, un’analisi dei bilanci dei 50 top player italiani e una panoramica delle soluzioni del Gruppo CDP per la filiera, comparto che contribuisce al 5,6% del PIL e impiega il 7% della manodopera di tutta l’industria manifatturiera nazionale.
È uno scenario in profondo mutamento, quello che sta affrontando il settore dell’automotive a livello globale. Mentre il baricentro di produzione e consumi si sposta sempre più verso Est e con l’incognita dei dazi USA a pesare sugli scenari di breve termine, una vera e propria rivoluzione tecnologica sta investendo i diversi ambiti di quest’industria, con impatti non solo sui produttori e sulle grandi case automobilistiche, ma anche sui fornitori e tutta la filiera, alle prese con piani di investimenti sfidanti, processi di aggregazione, fusioni e acquisizioni che stanno cambiando il volto dell’intero comparto.
È in questo contesto di grande complessità che nasce Bilancio a 4Ruote, il primo studio sul settore dell’automotive e la sua filiera italiana – una galassia di circa 5.700 imprese, molte delle quali PMI, che da sola contribuisce al 5,6% del PIL nazionale, dando occupazione al 7% degli addetti di tutta l’industria manifatturiera – realizzato da Cassa depositi e prestiti, SACE SIMEST e ANFIA, in collaborazione con AlixPartners.
“L’automotive rappresenta una parte rilevante del patrimonio industriale del Paese, con importanti riflessi sull’economia nazionale anche in termini di indotto – afferma Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cassa depositi e prestiti – Con il nuovo Piano Industriale Cassa depositi e prestiti si rivolge per la prima volta a tutte le imprese, dalle grandi alle piccole, e grazie ad un’offerta integrata e capillare di prodotti sarà in grado di offrire un supporto concreto anche alle numerose PMI che fanno parte, in modo sia diretto che indiretto, della filiera di produzione degli autoveicoli”.
“L’Italia e l’Europa continuano a rappresentare un’eccellenza nel mondo globale dell’auto, dei componenti e dei servizi collegati – ha commentato Dario Duse, Managing Director di AlixPartners –. Quelle che all’inizio erano viste come sfide annunciate, prima tra tutte il C.A.S.E. (connettività, guida (sempre più) autonomia, condivisione e soprattutto elettrificazione), stanno diventando sempre più realtà. L’industria e la filiera, dopo alcuni anni positivi, hanno la necessità di gestire i cambiamenti importanti attraverso una maggiore apertura a tecnologie, industrie e logiche d’investimento che non appartenevano all’industria di alcuni anni fa. Per vincere le competizioni future serve la capacità di innovare, di “contaminarsi” positivamente per sviluppare e integrare nuovi modelli di business e tecnologie in un contesto dove aspetti economici, politici e – soprattutto per l’Europa – regolamentari sulle emissioni rappresentano sfide importanti”.

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Il mercato globale dei farmaci biologici supererà i 300 miliardi di dollari entro il 2022

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Secondo una recente analisi di Frost & Sullivan intitolata Global Biologics Market—Companies-to-Action le principali aziende farmaceutiche, tra cui Roche, Amgen, Sanofi, AbbVie, Novo Nordisk, si stanno concentrando sempre più sui farmaci biologici in seguito alla crescente richiesta di terapie innovative e all’aumento dei “patent cliff” (le scadenze dei brevetti). Frost & Sullivan prevede che la terapia cellulare e genica mostrerà un notevole potenziale, specialmente nel segmento delle malattie rare. Le aziende farmaceutiche, come Amgen, Sanofi e Pfizer, stanno investendo in molecole nelle prime fasi dello sviluppo clinico in questa terapia. Se approvate, queste molecole potrebbero dare impulso al mercato della medicina rigenerativa con un aumento di quasi il 7%, superando così la soglia dei 10 miliardi di dollari.La nuova analisi di Frost & Sullivan fornisce un profilo dettagliato delle 10 principali aziende biofarmaceutiche a livello globale, inclusi i primi 5 prodotti e pipeline per fase di sviluppo. Lo studio inoltre prevede che il mercato supererà i 300 miliardi di dollari entro il 2022 con un tasso di crescita annuo (CAGR) di quasi il 10%.
“Per far fronte alla crescente richiesta di terapie nuove e avanzate, le aziende adottano modelli di business ibridi oppure realizzano partnership o acquisizioni al fine di conseguire competenze tecnologiche e terapeutiche specifiche” afferma Aarti Chitale, Senior Research Analyst del gruppo Transformational Health di Frost & Sullivan. “Di conseguenza, le aziende farmaceutiche virtuali stanno venendo alla ribalta grazie alla collaborazione con i grandi operatori farmaceutici e alla fornitura, a questi partner, di servizi specifici in termini di scoperta, sviluppo o produzione di farmaci.” Gli imperativi strategici per le aziende mondiali produttrici di farmaci biologici includono:Concentrarsi sulle richieste non ancora soddisfatte investendo nei segmenti più promettenti, tra cui l’oncologia, i disturbi neurologici, le malattie infettive, il diabete e l’immunologia, che hanno mostrato un elevato grado di accettabilità tra le varie regioni.
Cogliere le opportunità di investimento creando partnership con gli operatori di nicchia.
Intraprendere collaborazioni strategiche: le aziende farmaceutiche di piccole e medie dimensioni si stanno concentrando sulla scoperta e lo sviluppo di farmaci biologici attraverso la collaborazione con grandi produttori di farmaci di marca e di generici, organizzazioni di sviluppo e produzione a contratto (CDMO) e organizzazioni di ricerca a contratto (CRO).
Adottare le nuove tecnologie di sviluppo e produzione, compresi i progressi nei test bioanalitici.“Parallelamente alle collaborazioni con il mondo industriale e con la ricerca universitaria, le aziende si stanno concentrando sulle partnership con gli operatori IT, come IBM Watson Health e GE Healthcare Life Sciences, che forniscono soluzioni tecnologicamente avanzate per lo svolgimento di studi clinici e il supporto di complessi processi di produzione dei farmaci” osserva Chitale. “Mentre queste collaborazioni dovrebbero ridurre alcune difficoltà di produzione e creare modelli di business integrati, i costi di produzione più elevati potrebbero influenzare il prezzo di queste molecole e conseguentemente il rispettivo tasso di adozione, specialmente nei mercati emergenti con servizi di rimborso inadeguati.”

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Mercato globale dei giochi on-line

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2011

Sebbene con meno dell’uno per cento della popolazione mondiale, l’Italia rappresenta il 23% del mercato globale dei giochi on-line. Lo sostiene il portale NetBetCasino.it che sottolinea come i giocatori italiani su Internet siano in continuo aumento.

American layout roulette wheel.

Image via Wikipedia

Roulette, Black Jack, Caribbean Poker: il settore dei giochi on-line sta vivendo la fase centrale del nuovo corso dopo il debutto, avvenuto il 18 luglio scorso, che ha segnato l’apertura di un mercato che si sta prospettando estremamente produttivo, con un giro d’affari stimato in 10 miliardi di euro annui. A fare da traino sono soprattutto tre regioni: Lombardia (15%), Lazio (13%) e Campania (12%).E in questo nuovo contesto BPG, società proprietaria del portale http://www.NetBetCasino.it, dopo aver superato la fase di collaudo rispettando tutte le normative e le regole imposte dall’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato, l’autorità italiana che regolamenta il mondo del gioco, si conferma tra le aziende leader in Italia nel gambling on-line.«Il comparto dei giochi on-line rappresenta il 25% del totale della net economy italiana, con un giro d’affari stimato in 10 miliardi di euro annui» commenta Kenny Ibgui, amministratore delegato di BPG.Il comparto dei casinò on line continua dunque a crescere e secondo le stime di NetBetCasino.it vale 10 miliardi di euro annui, con un giro d’affari di 1.500 milioni in Lombardia, 1.300 milioni nel Lazio, 1.200 milioni in Campania, 700 milioni in Emilia Romagna e 500 milioni in Veneto.Ma a crescere in Italia è l’intero comparto dei giochi e non solo quelli on-line. Basti considerare che nei primi cinque mesi del 2011 le entrate relative al settore dei giochi pubblici, pari a un totale di 30 miliardi di euro, hanno evidenziato un incremento di 4,7 miliardi rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (+ 18,6%).

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L’oro dell’Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Maggio 2011

I diritti umani nel mondo non hanno più una tutela. Le minoranze e gli individui vulnerabili sono stritolati da una macchina che produce business e specula sulla povertà, sulla guerra, sulle rivoluzioni. Il vero e più feroce dittatore è questo sistema in cui tutto è in vendita, purché generi profitto e potere. Anche la vita umana, anche il futuro del mondo. L’Africa è quotidianamente torturata un po’ dal mondo “democratico”, un po’ da se stessa. Anche i poveri e i disperati, come carne da macello, fanno parte di questo mercato globale. Su di loro fioriscono organizzazioni, progetti, raccolte fondi. E quando non rientrano in questi meccanismi perversi, si ritrovano sul mercato degli schiavi, su quello della prostituzione, su quello – atroce – degli organi umani. L’uomo è lupo per l’uomo, ma i moderni alchimisti sanno come trasformare carne, sangue e lacrime in oro. Chi si oppone a questo inferno sulla tera, viene aggredito, screditato, crocifisso, perché il macchinario delle guerre e delle crisi non deve mai fermarsi e ogni ingranaggio deve costringere l’altro a funzionare. C’è oro per tutti, dai presidenti graditi alla “comunità internazionale” ai solerti funzionari, dai paladini della democrazia alle ong “per i diritti umani”, fino a chi fa il “lavoro sporco”: faccendieri, trafficanti, mafiosi. C’è oro per tutti, meno che per i profughi, i perseguitati, i senzaterra: inconsapevole, dolente “materia prima” dell’industria delle crisi umanitarie (Roberto Malini)

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Fiat e le sue “radici italiane”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

“E’ tempo di ricomporre fratture e divisioni, ma soprattutto di credere negli investimenti su Mirafiori”.  Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta commentando positivamente il sì al referendum aggiunge: “abbiamo bisogno che partano subito gli investimenti su Mirafiori, lo  stabilimento simbolicamente più importante per la Fiat, per garantire lo sviluppo che i dipendenti hanno indicato con il loro voto. Certo, un voto sofferto, ma importante per indicare a Marchionne che la Fiat del mercato globale può e deve puntare sulle sue radici italiane”.

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Diritti e impresa nel sud del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2010

Milano 26 Maggio, dalle ore 12.00 alle ore 14.00 , presso l’Università Bocconi di Milano in via Sarfatti 25 Al termine della tavola rotonda sarà inaugurata la mostra fotografica sulla campagna di Oxfam International e Ucodep Per Tutti. Salute Acqua Istruzione, parte della campagna globale For All di Oxfam International. Intervengono:  Giorgio Fiorentini Responsabile scientifico Master in Management delle Imprese Sociali, Non Profit e Cooperative, SDA Bocconi  Paolo Magri Direttore ISPI Istituto per gli Studi di Politica Internazionale  Prisca Peroni Responsabile Relazioni Esterne, San Pellegrino/Nestlé  Francesco Petrelli Presidente Ucodep  Carlo Viviani Dirigente Dipartimento per le Politiche comunitarie, Presidenza del Consiglio. Nel mercato globale il rispetto dei diritti umani parte dal sud del mondo. Dove manodopera a basso costo realizza i prodotti di largo consumo destinati ai paesi industrializzati. Dalle maquiladoras del Messico all’industria tessile indiana, la domanda è sempre la stessa: è possibile coniugare business e giustizia sociale nei Paesi in via di sviluppo? Il tema trascende la condizione dei lavoratori per abbracciare l’impatto sull’ambiente e sulla società in cui operano le grandi imprese, in un percorso a ritroso lungo l’intera filiera della produzione. In questa tavola rotonda, rappresentanti del mondo accademico e delle istituzioni si confrontano con esponenti del terzo settore e delle imprese nel tentativo di elaborare un approccio condiviso di responsabilità sociale.

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