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Posts Tagged ‘mercato immobiliare’

“Rapporto 2019 sul mercato immobiliare di Roma e del Lazio”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Roma 6 novembre presso la Sala Convegni Sidief (Via degli Scialoja, 20) dalle 10.00 alle 12.30 A cura di Scenari Immobiliari e Casa.it.Il Rapporto sarà presentato da Mario Breglia (Scenari Immobiliari) e Luca Rossetto (Casa.it), e commentato da Alessandra Albani (ITS Controlli Tecnici), Elia Federici (Ares 2002), Martina Gentili (GSSI), Massimo Livi (Jones Lang Lasalle), Ilaria Maggiorotti (RFI), Barbara Mezzaroma (Impreme), Andrea Rasori (BNL Gruppo BNP Paribas), Michele Stella (Torre Sgr), Vincenzo Zubbo (Colliers International)

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Gli studenti fuori sede spingono il mercato immobiliare nei quartieri universitari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

Sono tanti gli studenti che si stanno preparando al nuovo anno accademico e che hanno scelto altre città per i propri studi. In base agli ultimi dati dell’Anagrafe Nazionale Studenti del Miur, nel 2016/2017 gli studenti fuori sede erano più di 400mila. Un esercito che, secondo l’analisi del Centro Studi di Abitare Co. – società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare -, contribuisce a dare una spinta al mercato immobiliare nei quartieri vicini alle facoltà delle principali città metropolitane italiane e delle piccole città universitarie. A livello generale, durante il primo semestre del 2018, in prossimità dei quartieri universitari, la domanda per l’acquisto di un’abitazione è aumentata in maniera più marcata (+5,2% sul 2017) rispetto a quella registrata nelle altre zone (+4,6%). Una spinta che arriva sia da chi preferisce acquistare l’immobile al proprio figlio studente, avendone la possibilità economica, sia da chi vuole investire potendo contare su un bacino ampio di potenziali affittuari e su di una rendita più elevata. Contestualmente, a settembre 2018, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in queste zone cresce del +2,2% il prezzo medio di vendita di un’abitazione usata in buone condizioni (€2.400 a mq) – contro +1,3% degli altri quartieri – con prezzi variabili che si attestano in un ampio range compreso fra i €1.400 a mq di Ferrara sino ad un valore top di €5.100 a Roma nel quartiere Nomentano, vicino alla Sapienza.
Aumenta anche la domanda di abitazioni in affitto del +4,3% (nelle altre zone è del +3,7%), mentre i prezzi medi per un bilocale, che si attestano a circa €800 al mese, sono cresciuti rispetto allo scorso anno del +5,8%, a fronte di un incremento medio registrato negli altri quartieri del +4,6%.
Quanto costa acquistare un’abitazione usata (in buone condizioni) nei pressi delle principali università? Considerando esclusivamente i quartieri universitari delle città metropolitane, a settembre 2018 la più cara è Roma, con un prezzo medio di €4.100 a mq (+1,8% sul 2017): Tor Vergata risulta il quartiere più economico (€2.800 a mq), mentre i prezzi aumentano nettamente nelle zone di Nomentano (€5.100 a mq), Flaminio (€4.800), San Lorenzo (€4.200) e Garbatella (€ 3.800).
Subito dopo Roma si colloca Milano, dove bisogna prevedere in queste zone una media di €3.700 a mq (+2,2%), con prezzi che variano da €2.200 della zona Bovisa a €6.700 della centralissima Sant’Ambrogio. Per il quartiere Bocconi sono necessari €3.300, mentre in Bicocca il prezzo medio è di circa €2.300.
Al terzo posto si posiziona Firenze, con un valore medio di €2.650 a mq (+2,2%): per chi decide di acquistare nel quartiere Gavinana, il prezzo di €2.300 è sicuramente più conveniente rispetto ai quartieri di Rifredi (€2.700) e Campo di Marte (€2.900).
Proseguendo, i bolognesi devono invece prevedere in media circa €2.600 (+2,1%), ma salgono fino a €3.300 se ci si avvicina al quartiere di San Donato. Nelle zone di Marco Polo e San Vitale sono “sufficienti” rispettivamente €2.200 ed €2.400.
Per acquistare un’abitazione nella città barese, il prezzo medio è di €2.400 a mq (+2,1%), con valori che variano da €1.900 di San Paolo fino a toccare €2.500 di Poggiofranco ed €2.700 di Murat.
A Genova e Napoli, rispettivamente con una media di circa €2.300 a mq (+1,7%) ed €2.150 (+2,1%), i prezzi iniziano a essere più contenuti rispetto alle altre città metropolitane. In particolare, nella città ligure Castelletto è il quartiere più caro (€2.700), mentre nelle altre zone a San Fruttuoso servono €1.500, a Portoria €2.300, a San Martino € 2.500 e nel Centro Storico €2.600. Nella città partenopea, invece, la zona più costosa è il Porto (€2.800), seguita da Corso Umberto (€2.400). Più economiche Foria (€1.500) e San Pietro Martire (€1.900).
Torino, con €1.800 (+1,4%), chiude la classifica delle città metropolitane: qui si va da €1.300 di Vanchiglia a €2.700 di Crocetta, mentre a Santa Rita servono €1.500 e nella zona di San Paolo €1.800.Analizzando, invece, le piccole città universitarie, non tenendo conto dei quartieri per le dimensioni più contenute del territorio, si vede come Pisa in media sia la città più cara, con €2.800 a mq (+2,7%), seguita da Padova (€2.400), Urbino (€1.900) e Trieste (€1.800). La più economica in assoluto è Ferrara (€1.400). (Roberto Grattagliano) (fonte: Centro Studi di Abitare Co.)

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Nuova realtà crowdfunding in Italia per il mercato immobiliare

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Si affaccia sul mercato degli investimenti immobiliari Concrete (Concrete Investing), la piattaforma professionale autorizzata da Consob, specializzata nella raccolta di capitali destinati ad investimenti in progetti immobiliari in aree di primario interesse, che da una parte permette agli investitori di visionare, valutare e investire in selezionate operazioni immobiliari in modo rapido e trasparente e con l’aspettativa di interessanti ritorni sull’investimento, e dall’altra agli sviluppatori immobiliari di ampliare e diversificare le fonti per la realizzazione dei propri progetti.Elemento distintivo di Concrete è coinvolgere sia investitori professionali che sviluppatori qualificati, utilizzare una narrativa vicina al club deal per la comunicazione e identificare proposte di alta qualità grazie a un Comitato di Valutazione ad hoc che effettuerà attività di screening, oltre che di due diligence. In più Concrete si presenta al mercato con una offerta strutturata per gli sviluppatori e gli investitori, in modo da poter garantire di seguire i progetti dall’inizio alla fine, valorizzando tutti gli aspetti.Il modello di business di Concrete intende focalizzarsi principalmente su progetti di sviluppo, che, grazie alla loro struttura (acquisto – sviluppo – exit) si sposano col crowdfunding, senza però escludere operazioni diverse ma con ben definito valore potenziale. L’obiettivo è proporre campagne con orizzonti temporali e tipologie diverse in grado di permettere all’investitore una reale diversificazione. Concrete si occuperà di raccogliere gli ordini di investimento e gestire i flussi oltre che dello screening, della valutazione e della gestione amministrativa dell’investimento, anche tramite partner selezionati.Concrete si rivolge sia agli investitori che agli sviluppatori immobiliari professionali andando a creare una piattaforma che agevolerà l’investimento, la realizzazione di progetti immobiliari e la successiva monetizzazione assicurando un processo di investimento online, riservato, rapido e soprattutto fortemente attento alla trasparenza. Concrete si concentrerà su progetti immobiliari con destinazione residenziale ma anche turistico-ricettiva, commerciale e direzionale. Rappresenta un nuovo strumento di investimento che si affaccia nel panorama degli asset-class immobiliari e si caratterizza per essere fortemente innovativo in quanto beneficia anche dei canali online del marketing e della comunicazione. Oltre ad avere ottenuto l’autorizzazione Consob, Concrete può contare su partner d’eccezione che completano il suo ecosistema. Si tratta di Banca Sella, che svolgerà il ruolo di intermediario finanziario attraverso la nuova piattaforma di open banking Fabrick, Be Trust, una società fiduciaria indipendente e Osborne Clarke che ha supportato la società nel processo autorizzativo e si occuperà del supporto a tutte le procedure di compliance. Elemento differenziante dalle altre realtà di crowdfunding immobiliare, infatti, è il coinvolgimento di una fiduciaria, approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico; questa soluzione garantisce di avere un unico interlocutore per lo sviluppatore, privacy per gli investitori, una gestione altamente professionale delle quote sottoscritte, un’entità che agisce come sostituto d’imposta, e soprattutto facilita lo scambio di quote senza l’intervento di figure terze, favorendo la creazione di un mercato secondario a vantaggio degli investitori.”Siamo estremamente orgogliosi di poter annunciare un progetto italiano che punta fortemente all’innovazione. Abbiamo già riscontrato forte interesse da parte sia degli investitori che degli sviluppatori e stiamo già lavorando sulla presentazione dei primi progetti” dichiara Lorenzo Pedotti, CEO di Concrete. “Il mercato sta cambiando profondamente e sviluppare modelli di project financing innovativo accreditato da un ente così attenta come Consob, anche in un settore storicamente tradizionalista come quello immobiliare, crediamo possa essere la leva vincente sia per gli investitori che per gli sviluppatori” conclude Pedotti.

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Mercato immobiliare: prezzi in risalita

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Nel primo semestre 2018 i prezzi del mattone lasciano intravedere chiari segnali di ripresa soltanto nei grandi centri urbani, dove i valori sono aumentati dello 0,4%. Questa è la maggiore evidenza dell’Osservatorio di Immobiliare.it sull’andamento del mercato immobiliare italiano nei primi sei mesi dell’anno.Se a livello nazionale l’oscillazione dei prezzi richiesti è stata pari allo 0,4% in negativo, soffrono ancora di più i piccoli centri, dove la perdita è stata dello 0,8%.Resta il Nord l’area dove il calo dei valori è meno consistente (-0,2% nel semestre), ma lasciano ben sperare le variazioni di Centro e Sud, sempre in negativo ma sotto la soglia del -1%. A fronte di queste variazioni, per comprare un immobile in Italia, a giugno 2018, il prezzo medio è stato pari a 1.892 euro al metro quadro. Il Sud è l’unica area dove i valori medi, pari a 1.581 euro/mq, sono inferiori a quelli nazionali. Resta il Centro Italia la zona più cara per un acquisto immobiliare, con una media di 2.271 euro/mq, mentre a Nord il prezzo si è fermato a 1.914 euro/mq.Tra i capoluoghi di regione, balza immediatamente all’occhio il salto dei prezzi richiesti a Bologna. Qui i valori sono cresciuti del 3,7% in sei mesi e del 6% in un anno. Segue il boom di Firenze, dove nel primo semestre 2018 i prezzi sono aumentati del 3%. Bene anche Napoli, Aosta e Venezia.Il rovescio della medaglia, con mercati ancora in forte sofferenza, è visibile in particolar modo in capoluoghi come Campobasso, dove la perdita semestrale ha superato il 6%, e ad Ancona e Potenza, in cui in sei mesi i prezzi degli immobili sono scesi di circa il 4%.

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Mercato Immobiliare USA: boom di vendite a marzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

mercato usaMarzo ha aperto la stagione dedicata all’acquisto della casa, con record di vendite e diminuzione dell’offerta, come affermato dal National Housing Report di RE/MAX che ha analizzato 53 città degli Stati Uniti.Il mese scorso le vendite sono state del 6,6% più alte rispetto al mese di marzo degli ultimi nove anni. Trentotto delle 53 città analizzate hanno registrato un aumento su base annua.Nel frattempo, l’offerta mensile è crollata in meno di tre mesi per la prima volta nella storia del report; questo indica un mercato a favore dei venditori.L’offerta attiva continua a diminuire di circa il 17% di anno in anno. Come risultato, il prezzo mediano di vendita è di $225,000 – record di marzo – che segna un aumento dell’11% rispetto all’anno scorso. Questo è stato il 12esimo mese consecutivo di crescita.Gli immobili continuano ad essere venduti in modo veloce, con una media di 64 giorni sul mercato rispetto ai 68 di febbraio e ai 71 di marzo 2016.
“Prevediamo un piccolo miglioramento delle vendite quest’anno e marzo ha superato sicuramente le nostre aspettative” dichiara Dave Liniger, Amministratore delegato RE/MAX e Presidente del consiglio di amministrazione “non ci aspettiamo una serrata offerta che calmi alcuni mercati fino al momento in cui la costruzione di nuovi immobili ritorni al “passo” giusto. Fino a quel momento, i venditori si godranno il momento e gli acquirenti dovranno lavorare duramente con i loro agenti per ottenere la giusta casa.”
mercato usa1Nelle 53 aree metropolitane coinvolte nell’indagine condotta da RE/MAX a marzo 2017, il numero medio degli immobili venduti è aumentato del 6,6% rispetto allo scorso anno. 53 delle 38 aree analizzate hanno visto un aumento delle vendite e sedici di queste con aumento percentuale a doppia cifra. Le città con l’aumento maggiore sono state Richmond, VA +23,3%, Wilmington/Dover, DE +22,6%, Trenton, NJ +19,7%, Las Vegas, NV +15,3% e Chicago, IL +14,8%.
A marzo 2017, il prezzo mediano di vendita degli immobili venduti nelle aree analizzate è stato di $225.000, maggiore del 7,1% rispetto al mese scorso e maggiore dell’11,0% rispetto a marzo 2016. Delle 53 aree, solo quattro hanno visto un aumento. Quindici di queste hanno registrato un aumento percentuale a doppia cifra. Gli aumenti maggiori si sono verificati a Manchester, NH +15,9%, Orlando, FL +13,7%, Charlotte, NC +13,3%, Trenton, NJ +12,8% and Nashville, TN +12,8%.
A marzo la media dei giorni sul mercato delle case vendute è stata di 64 giorni, quattro giorni in meno rispetto alla media registrata a febbraio 2017 e minore di sette rispetto allo scorso anno a marzo. I tre mercati con la più bassa offerta di immobili sono San Francisco, CA e Omaha con 27. Si continua a registrare un maggior numero di giorni sul mercato ad Augusta, ME con 159, e Burlington, VT con 118. Con numero di giorni sul mercato si intende il numero medio di giorni che intercorre dalla presa dell’incarico alla firma del contratto. Il numero degli immobili in vendita a marzo 2017 è aumentato dell’1,2% rispetto a febbraio e diminuito del 17% del rispetto a marzo 2016. Basata sul tasso di immobili in vendita a marzo, l’offerta mensile di immobili è stata di 2.7, rispetto a febbraio in cui ammontava a 3.6 e all’anno scorso in cui era a 3.2. Un’offerta di immobili a 6.0 rappresenta un mercato in equilibrio tra acquirenti e venditori.
Burlington, VT è stata l’unica città che ha toccato il 6.3; un’offerta minore di 6.0 che viene tipicamente considerata adeguata per “un mercato di venditori”, al rialzo. Le città con l’offerta più bassa sono state Seattle, WA a 0.9, San Francisco, CA e Denver, CO a 1.0. (foto: mercato usa)

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Ad aprile il mercato immobiliare USA registra un aumento del numero di vendita e dei prezzi degli immobili

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Mag 2016

soldCon l’inizio della stagione dedicata all’acquisto di case, aprile ha segnato un aumento delle vendite del 7,5% rispetto a marzo e del 3,2% rispetto al mese di aprile dello scorso anno, rientrando così nell’aumento medio del 4,3% registrato in questi primi mesi del 2016.Il prezzo mediano di vendita ad aprile è stato di $215.000, con un aumento significativo del 5,4% rispetto all’anno scorso e del 7,5% rispetto al mese di marzo.Ad aprile l’offerta di case in vendita rimane contenuta in molte città del Paese, registrando una diminuzione del 15,2% rispetto allo scorso anno. Nel mese di aprile, l’offerta mensile nazionale di case in vendita è stata di 3.2, in diminuzione dal 3.7 di marzo. “Anche se l’offerta di case è rimasta contenuta, aprile ha visto una maggiore richiesta di immobili rispetto allo scorso anno. Gli acquirenti realizzano che i tassi di interesse sono veramente bassi e la possibilità di ottenimento di un mutuo sembra aumentare e migliorare insieme a tutta l’economia. L’aumento dei prezzi è al livello che ancora permette a chi decide di comprare per la prima volta di essere parte integrante del mercato, e dall’altra parte, i venditori possono sentirsi a proprio agio nella vendita”, dichiara Dave Liniger, RE/MAX AD, Presidente e Co-fondatore.“Il continuo aumento del valore degli immobili è piuttosto sostenuto e mostra un’economia migliorata. Siamo sempre alla ricerca di rialzi che siano simili alla crescita inflazionistica evitando però quegli aumenti che potrebbero portare paure. Ora siamo in quella fase che porta segnali positivi per molti proprietari di immobili”, ha aggiunto Bob Walters, Chief Economist Quicken Loans. (photo: sold)

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La generazione social vuole una casa pratica, a misura d’abitante, di design e con zona living

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

CasafotovoltaicaHanno tra i 18 e i 34 anni, sono sempre connessi, twittano e condividono fotografie ed emozioni sui social network, hanno una concezione della casa “mordi e fuggi” e sono alla perenne ricerca di relazioni e nuove sfide: si chiamano Millennials e sono i nuovi protagonisti del mercato immobiliare. Cosa cercano e dove cercano? Qual è la loro casa ideale?
Casa.it (www.casa.it) ha tracciato una fotografia scoprendo che la voglia di rendersi indipendenti è sempre più forte: nell’ultimo anno è cresciuta del +8,3% la domanda di affitto e del +4,3% quella di acquisto da parte di giovani. Le città preferite? Come conferma anche il rapporto ‘Vita da Millennials’ del Censis, le città preferite in cui cercar casa sono quelle che si caratterizzano per maggior dinamicità dal punto di vista lavorativo e in cui si concentrano la maggior parte delle start-up innovative. Oltre a Milano – che nell’immaginario collettivo rimane sinonimo di vitalità, energia, innovazione e propensione alla crescita – i Millennials guardano anche a Torino, Bologna e Roma.
In città si sa, gli appartamenti sono più piccoli, ma questo non preoccupa i Millennials. Secondo l’analisi di Casa.it, ben quattro su dieci si orientano su tagli piccoli come i bilocali, un chiaro segnale dell’approccio pratico ed essenziale dei Millennials, che cercano abitazioni con spazi progettati sulla base delle necessità di chi vive la casa. La casa ideale deve essere funzionale e preferibilmente di design: nessuno oggetto superfluo e nessuno spazio inutilizzato. “Dalle ricerche spariscono quasi del tutto solai e cantine, e anche il garage: soprattutto nelle grandi città, i più giovani si spostano con la bicicletta, usano i trasporti pubblici o il car sharing – spiega Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi Casa.it. – È una generazione in movimento che non teme di dover fare qualche scala con i sacchetti della spesa: l’ascensore non è più una priorità fra le caratteristiche dell’immobile ricercato”.
La casa è un luogo di condivisione dove ritrovarsi con gli amici e coltivare i propri interessi. Nell’ 80% delle richieste l’elemento che non può mancare è la zona living con cucina a vista, uno spazio ampio dove poter vivere appieno la convivialità di un pranzo o di una cena. La cucina si fonde con la sala da pranzo, ma non perde la sua centralità. Cucinare diventa un evento social, da condividere con le persone più care. “Come emerge anche dal rapporto Censis – prosegue Ghisolfi – questi giovanissimi sono dei Foodies, amano cucinare perché li rilassa e li diverte, e amano tutto ciò che è fatto in casa”
Comportamento dei Millennials nelle quattro città più innovative: Milano, Torino, Bologna e Roma. Se nell’affitto i Millennials che cercano casa a Milano, Torino, Bologna e Roma si orientano prevalentemente su bilocali, a prescindere dall’età, quando si parla di acquisto gli orientamenti cambiano. In questa categoria sono compresi, infatti, sia giovani studenti sia lavoratori che, superato lo scoglio della prima occupazione, sono alla ricerca della soluzione abitativa definitiva. I giovani tra i 18 e i 24 anni che vogliono acquistare casa, spesso con l’aiuto di mamma e papà, puntano ai bilocali, mentre chi è più cresciuto (25-34 anni) e decide di compiere questo passo cerca trilocali, con una camera in più, che in attesa di allargare la famiglia viene adibita a studio.

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Andamento del mercato immobiliare USA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2016

vendite immobiliSecondo un’indagine condotta da RE/MAX, network immobiliare internazionale in franchising, le vendite di immobili nel mese di gennaio sono state del 6,3% maggiori rispetto a quelle dello stesso periodo lo scorso anno, eguagliando l’aumento su base annua registrato in dicembre. Allo stesso tempo, le tendenze stagionali previste hanno registrato il 31,7% di vendite in meno a gennaio rispetto a dicembre. Dal mese di gennaio 2009, il calo medio delle vendite di dicembre era del 27,6%. Negli ultimi 12 mesi la media dell’incremento nelle vendite su base annua è stata del 5,6% e solo due mesi, novembre e ottobre, hanno registrato un calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il prezzo mediano di tutte le case vendute a gennaio è stato di $200.714, pari ad un incremento del 6.7% rispetto a gennaio 2015. L’offerta di case in vendita rimane molto ristretta in molte metropoli in tutto il paese, mostrando una diminuzione del 14,7% rispetto allo scorso anno. Nel mese di gennaio, la media nazionale di mesi sul mercato è stata di 4.6, inferiore al 5.2 dello scorso anno. Nelle 52 aree metropolitane coinvolte nell’indagine RE/MAX a gennaio, il numero medio di immobili venduti è stato del 6,3% maggiore rispetto allo scorso anno, ma del 31,7% inferiore rispetto al mese precedente. Le vendite di gennaio sono solitamente inferiori rispetto a dicembre e da gennaio 2009 la media di diminuzione è stata del 27,6%. Le vendite di gennaio sono sembrate particolarmente forti nel nord est, in città come Boston, Philadelphia, Trenton, Manchester e Burlington. A dicembre, 38 delle 52 aree metropolitane intervistate hanno registrato vendite maggiori su base annua, 13 delle quali con aumenti a doppia cifra: Trenton, NJ +31.3%, Burlington, VT +30.9%, Manchester, NH +27.0%, Boston, MA +22.1%, Philadelphia, PA +16.8%, and Minneapolis, MN +16.2%.
Il prezzo mediano di vendita di tutte le case vendute nel mese di gennaio è stato di $200.714, inferiore del 2,3% rispetto a dicembre. Su base annua, il prezzo mediano di vendita è ora salito per 48 mesi consecutivi, ma l’incremento di gennaio del 6,7% è inferiore alla media del 7,6% per ciascun mese nel 2015. Una scarsa offerta di immobili continua a fare pressione sui prezzi, nonostante il loro incremento si stia moderando negli ultimi mesi. Tra le 52 aree metropolitane intervistate a gennaio, 49 hanno registrato prezzi maggiori rispetto allo scorso anno, con 15 percentuali a doppia cifra, che includono Tampa, FL +19.4%, Nashville, TN +16.1%, Trenton, NJ +15.2%, Orlando, FL +14.6%, Des Moines, IA +13.9% and Denver, CO +12.9%. (foto: vendite immobili)

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Mercato immobiliare del territorio in provincia di Varese

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2012

Varese skyline

Varese skyline (Photo credit: Steve Webel)

Crollano le case di piccole dimensioni. Resistono invece le abitazioni medio-grandi. Non solo: a fronte di zone che risentono più della crisi, emergono nuove aree dove le compravendite sono in crescita. Questo il quadro che emerge dai dati dell’Agenzia del Territorio sulla provincia di Varese. Possiamo parlare di una fotografia a “due facce” per il mercato immobiliare? «Il dato di partenza resta di una forte crisi, anche se possiamo osservare delle nicchie dove il mercato sostanzialmente sembra tenere», risponde Carmelo Candore, notaio con studio ad Arcisate, tra i maggiori della provincia varesina.
«Il 2011 è stato un anno in cui le vendite immobiliari sono calate notevolmente. I dati parlano di una diminuzione del 6,15 per cento, passando dalle 10.703 abitazioni vendute nel 2010 alle 10.042 dell’anno scorso. In particolare, sui 141 Comuni della provincia risulta che quasi uno su due (52%) ha subito un calo delle compravendite, mentre meno di un terzo (31%) ha avuto un incremento». Possiamo parlare quindi di una fase di calo non generalizzata? «Contrariamente a quanto si possa ipotizzare in un periodo di crisi, la fascia di abitazioni medio-grandi ha subito una contrazione inferiore rispetto al taglio piccolo. Per i monolocali, le contrattazioni sono diminuite di quasi l’8 per cento, mentre per i bilocali il calo è del 12 per cento. Le abitazioni composte da tre, quattro o cinque locali hanno avuto un decremento minimo, intorno all’1 per cento, rimanendo sostanzialmente stabili», prosegue il notaio. Le motivazioni di un andamento così differente potrebbero essere molte: da una crisi che ha colpito e colpisce prevalentemente i redditi medio bassi, ma anche ad una crisi che costringe ad abbassare i prezzi in particolare sulle case più grandi. «Resta un fatto: a Varese c’è una grande attenzione e un forte attaccamento al bene-casa. Basta pensare che, secondo le ultime statistiche, quasi il 90 per cento delle famiglie è proprietario della propria abitazione», commenta il notaio.
La zona che ha risentito maggiormente del calo è quella del basso Varesotto. Andando a vedere il numero delle transazioni di compravendita infatti emerge un calo forte sui principali centri urbani. Continua Candore: «Significativa è il dato di una città come Saronno che è passata dalle 441 unità vendute nel 2010 alle 338 del 2011 con un decremento del 23 per cento, oppure di Caronno Pertusella che è passata dalle 424 alle 302 con una diminuzione complessiva 29 per cento». Sembrano tenere meglio, anche se il segno resta negativo, città come Busto Arsizio (-10%) e Gallarate (-13%). Per trovare dei segni positivi occorre spostarsi verso Varese. «Qui, sempre stando ai dati dell’Agenzia del Territorio siamo passati dalle 844 abitazioni vendute nel 2010 alle 890 del 2011, con un incremento del 5 per cento», continua il notaio. «Un vero e proprio “asse d’oro” sembra essere la tratta che passa per Varese, Malnate (+28%), Tradate (+36%) e Fagnano Olona (+15%). In generale le zone vicine alla Svizzera, data la forte presenza di frontalieri, riescono a contenere meglio la dilagante crisi economica, riuscendo in alcuni casi a raggiungere risultati positivi, con le dovute eccezioni come Luino che in un anno ha perso circa l’11 per cento delle vendite». Il 2012 sta dando segnali di ripresa? «Difficile per il momento avere un quadro certo – risponde Candore – Nei primi quattro mesi dell’anno continua il trend negativo; anzi nel complesso, non intravvedendo alcuna ripresa sostanziale, la crisi del mercato della casa sembrerebbe ancora più marcata».

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Gli italiani e il mercato immobiliare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Il 54% di loro crede sia il momento giusto per comprare casa. Questo emerge dall’elaborazione dell’Indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori (www.immobiliare.it/fiducia-consumatori), che da oggi e periodicamente tasterà il polso degli Italiani in merito alla loro percezione circa l’andamento del mercato immobiliare. I dati, ottenuti intervistando oltre 5.000 persone su tutto il territorio nazionale, se da un lato rilevano un certo ottimismo rispetto a quello che accadrà ai prezzi degli immobili nel prossimo anno (il 43% del campione pensa si manterranno stabili e il 29% addirittura che diminuiranno) e al fatto che, conseguentemente, possa essere un buon momento per comprare casa, dall’altro rilevano una certa sfiducia circa l’opportunità di vendere casa. Il 61% del campione pensa non sia il momento adatto per farlo. La consistenza del campione intervistato ha permesso di avere un interessante quadro delle differenze regionali: Emilia Romagna (59,4%),Toscana (59,3%) e Lombardia (59%) sono le regioni che guardano con maggiore ottimismo al mercato immobiliare, con valori superiori alla media.

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Mercato immobiliare Usa

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2011

Per la prima volta in 6 mesi, nei 54 mercati presi come  riferimento dell’analisi immobiliare condotta dallo studio RE/MAX National Housing Report, si è  registrato un aumento delle vendite, rispetto ad un anno fa. La differenza anno su anno delle vendite è aumentata per tre mesi consecutivi, registrando a gennaio 2011 un aumento dello 0,7% nel numero di vendite rispetto a Gennaio dell’anno prima. Il  trend è stato indirizzato da diverse città in cui il tasso di crescita è stato addirittura a due cifre. Il  prezzo di vendita delle case, che si è mostrato relativamente stabile, è stato del 4,6% più basso  rispetto a gennaio 2010. Il numero di case in vendita ha continuato a seguire un trend in discesa, e ora è più basso del 5,6% rispetto a gennaio dell’anno scorso.  Le transazioni sono scese del 28,5% da dicembre, un dato che è quasi equivalente alla storica  inversione tra dicembre a gennaio. Il confronto anno su anno nel numero di transazioni è  migliorato per tre mesi, -30%, -25% e -5% fino ad arrivare a registrare a gennaio un positivo 0,7% di aumento rispetto allo stesso mese di un anno fa. Ventisette mercati, inclusi alcuni che furono  pesantemente colpiti durante la crisi, hanno vissuto un’eccezionale crescita del tasso di vendita   durante l’anno: Miami, FL +29.5%, Tampa, FL +21.8%, Richmond, VA +20.5%, New Orleans, LA +  16.9%  e Phoenix, AZ + 16.5%. Se i prezzi di vendita su base mensile sono rimasti per tre mesi per lo più immutati, a gennaio i  prezzi sono scesi del 6,6% rispetto a dicembre e del 4,6 da gennaio 2010; ciò rappresenta  il  decremento su base annua più ampio registrato dal maggio 2010. Da rilevare che 17 aree  metropolitane hanno registrato un aumento nei prezzi di vendita. Alcune città chiave con aumento  dei prezzi sono state: Jackson, MS +20.9%, Indianapolis, IN +9.4%, Pittsburgh, PA +9.1%, Tulsa, OK  +5.9% e Washington, DC +3.3%.Con sede a Denver nel Colorado (USA), RE/MAX, LLC tramite la formula franchising, è oggi il più diffuso network di  franchising immobiliare internazionale con 7 mila agenzie affiliate ed quasi 100 mila consulenti immobiliari in 84 Paesi  nel mondo. Fondata nel 1973 da Dave e Gail Liniger, RE/MAX è stata la prima organizzazione immobiliare ad  introdurre e sviluppare con successo la formula di  massima remunerazione a favore dei tradizionali funzionari, in RE/MAX riqualificati come Consulenti Immobiliari, all’interno di un’agenzia. Una concezione che ha rivoluzionato  l’intero settore. In Italia RE/MAX si è conquistata un posto di leadership, tra i Paesi dove è presente il network a livello internazionale,  per la crescita annuale del network di agenzie affiliate sul territorio nazionale. RE/MAX Italia conta oggi una rete di  circa 200 agenzie affiliate su tutto il territorio  nazionale ed oltre 1.400 consulenti immobiliari.  RE/MAX Italia  è  capitanata direttamente dal Presidente e Amministratore Delegato Dario Castiglia, da 26 anni nel settore immobiliare.

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Il mercato immobiliare nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

Le principali location d’affari del mondo hanno registrato una caduta della domanda di spazi ad uso uffici senza precedenti, che ha contribuito per la prima volta alla caduta dei canoni di locazione aggregata a livello globale dal  2003. Cushman & Wakefield, società di consulenza immobiliare globale, nella nuova edizione del rapporto Office  Space Across the World afferma che nel 2009 si è registrata un’improvvisa e generale caduta della domanda di spazi  ad uso uffici a livello mondiale con una conseguente caduta del canoni di locazione prime per la prima volta.  Tuttavia le previsioni per il 2010 sono più positive. Con la ripresa delle principali economie la domanda di spazi  ad uso uffici da parte di multinazionali e corporate dovrebbe riprendere con una conseguente diminuzione della  disponibilità di spazi. In alcune città, come Londra e Parigi, si è già registrato un timido un aumento dei canoni di  locazione; ma in alcune location i livelli più bassi dei canoni si avrà a metà anno. La seconda metà del 2010  dovrebbe quindi essere un semestre di ripresa e di cauto ottimismo sia per i proprietari sia per i conduttori.  La caduta più significativa dei canoni ha colpito tutte le città chiave del continente asiatico con Singapore, Hong  Kong e Tokyo che hanno rispettivamente registrato una diminuzione del -45%, -35% e -21%. Ho Chi Minh, in  Vietnam ha subito la diminuzione più significativa con un -53% Kyev, in Ucraina e Dublino in Irlanda sono state le città europee che hanno maggiormente subito la crisi dei  canoni registrando una diminuzione rispettivamente di oltre il -50% e –38%, che alla fine dell’anno ha portato  alla cancellazione del valore dei canoni prime degli spazi ad uso uffici. Anche i mercati che in passato si erano  dimostrati più flessibili e reattivi hanno subito la crisi, tra questi Londra West End con un -25% e il distretto  degli affari di Varsavia con un -24%.  Nelle Americhe nel corso del 2009 i canoni a livello globale sono diminuiti mediamente del -7%. Negli Stati Uniti  Boston, San Francisco, Seattle e New York hanno registrato la contrazione più forte con rispettivamente -26%, -24%, -23% e -23%. Il Sud America ha dimostrato una maggior capacità di recupero con Santiago, in Cile, che ha avuto un incremento dei canoni del 28% anche se si tratta di un mercato piccolo e caratterizzato da una limitata  disponibilità di uffici di Grado A. Buenos Aires, in Argentina, ha avuto la caduta più grave in Sud America con  un -14% mentre la nazione con l’economia più florida, il Brasile, ha contenuto la diminuzione a -8%.  I canoni di locazione prime degli spazi ad uso uffici sono un parametro chiave per misurare la forza del mercato  degli spazi ad uso uffici e dell’attività dello sviluppo a livello mondiale. La crisi economica globale, il collasso a la contrazione delle istituzioni finanziarie e la conseguente incertezza nel mondo degli affari sono il motivo del  forte calo della domanda di nuovi spazi ad uso uffici. Se gli sviluppatori sono stati generalmente pronti a reagire  alla crisi e hanno posticipato lo sviluppo di nuovi edifici, la disponibilità di spazi in locazione è aumentata perché  le aziende, per ridurre i costi, hanno rilasciato e sub-affittato gli spazi in eccesso.  Nella classifica delle location ad uso uffici più costose al mondo le prime tre posizioni sono occupate dalle stesse città con Tokyo che sale dal secondo al 1° posto con un costo di occupazione – comprensivo di canone di locazione, tasse e servizi – pari a € 1.441 m²/anno. Londra West End sale dal terzo al 2° posto con un costo di occupazione di € 1.220 m²/anno ed Hong Kong che scende al 3° posto con un costo di occupazione di € 1.207 m²/anno. I maggiori scalatori della classifica sono stati Rio de Janeiro, in Brasile che dal ventitreesimo posto è salita al 13° con una lieve diminuzione dei canoni e l’apprezzamento del Real Brasiliano rispetto all’Euro, Seul nella Corea del Sud e Sydney in Australia che sono salite rispettivamente dalla ventisettesima alla 14° e dalla ventottesima alla 15° con una crescita dei canoni prime. Non tutti i mercati sono stati ugualmente colpiti allo stesso modo dalla crisi globale; Santiago, in Cile, haregistrato un incremento dei canoni per spazi ad uso uffici pari al 28% grazie alla scarsa disponibilità di spazio di qualità ed una buon livello di domanda. Incrementi minori si sono avuti anche città ubicate in regioni diverse come Giacarta in Indonesia, Miami negli USA, Cape Town in Sud Africa; quest’ultima città ospiterà il Campionato Mondiale di Calcio 2010, evento che ha determinato la crescita della domanda a breve periodo di spazi ad uso ufficio e il conseguente aumento dei canoni di locazione.

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I russi cercano casa in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Il mondo ci invidia, da sempre, la bellezza delle nostre città d’arte e dei nostri paesaggi. Gli stranieri visitano il nostro Paese e poi decidono di tornarci e, ora, anche di comprarci casa. A confermarlo è la crescita del 15% della ricerca di immobili italiani da parte di acquirenti stranieri che Immobiliare.it, portale leader del mercato immobiliare online italiano, ha rilevato nell’ultimo anno.   La maggior parte delle ricerche internazionali provengono dal Regno Unito e dalla Germania (rispettivamente 24% e 21% del totale) e se gli inglesi sognano un casale in Toscana (29% dei casi) e cercano soprattutto immobili tra i 300.000 e 500.000 euro (76%), i tedeschi sono più parsimoniosi e l’obiettivo della loro ricerca è un bilocale (35% delle preferenze) in Emilia Romagna per una cifra compresa tra i 200.000 ai 300.000 euro  (47% dei casi).  “Storicamente”-  spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it,  – “è stata la Toscana ad attirare l’interesse degli acquirenti stranieri, ma negli ultimi anni abbiamo visto un’attenzione sempre maggiore anche per altre zone del nostro Paese, soprattutto Puglia (+ 31%), Sicilia (+ 16%) e Umbria (+8%).” A mostrare un notevole interesse per l’Italia sono stati anche i Francesi con il 17% delle richieste di immobili italiani, per lo più bilocali (55% dei casi) in Liguria.   Fra le richieste provenienti dall’estero è davvero interessante il caso della Russia che detiene lo scettro di Regina del lusso. Predilige mete esclusive, ama la città di Roma e sceglie la Sardegna come destinazione turistica. La ricerca più frequente fatta dai russi è quella di una villa nell’isola con un prezzo a partire dai 900.000 euro.  Gli stranieri che navigano su http://www.immobiliare.it rappresentano ormai quasi il 10% del traffico che si registra sul sito ed è proprio pensando a questi utenti che oggi il sito è l’unico consultabile in otto lingue; oltre alle versioni già disponibili in inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese è ora possibile leggere gli annunci anche in Russo e Greco. In fine, grazie ad una partnership esclusiva con il network EdenWay, i principali portali europei del settore (in rappresentanza di 15 nazioni) replicheranno sulle loro pagine gli annunci già presenti su Immobiliare.it.

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Il mercato immobiliare tiene il passo

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Mag 2009

E’ quanto emerge da un’indagine condotta sulla piazza milanese da Re/Max Italia, il più diffuso network di franchising immobiliare internazionale presente in Italia dal 1996.  Si tratta però di una tenuta circoscritta che riguarda gli immobili localizzati all’interno della Cerchia dei Bastioni identificati, in questo caso, come una sorta di ‘linea di confine’.  Le richieste di immobili nel cuore di Milano registrano un andamento policentrico: da una parte i tagli di piccole-medie dimensioni (fino ai 70 mq) e dall’altra gli immobili con dimensioni dai 130 metri quadri in su.  Oltre la Cerchia dei Bastioni il mercato immobiliare registra un trend differente con un’offerta di immobili in forte aumento, una domanda in frenata e prezzi in sensibile discesa.  A soffrire di più sono le zone periferiche della città. Qui i prezzi hanno subito una brusca frenata ed il costo al metro quadro, in media, è sui 2 mila e 500 euro, con un deciso aumento dell’offerta di immobili sul mercato ed una contrazione netta della domanda. Colpite, ma in minor misura, anche le zone semicentrali, dove il valore al metro quadro degli immobili è sceso e si attesta, in media, intorno ai 3 mila e 800 euro.  Tiene invece il mercato immobiliare di lusso nel cuore di Milano dove i prezzi oscillano dai 7 mila ai 10 mila euro al metro quadro.  In base a dati raccolti ed analisi condotte da Re/Max Italia – specializzato nel ramo degli immobili di pregio, tanto da avere un apposito brand ‘The Re/Max Collection’ che tratta immobili a partire da 1 milione di euro in su – emerge che nel primo trimestre del 2009 c’è stato un aumento della domanda di immobili di lusso come investimento, favorito dalla “fuga” dai mercati finanziari. Dall’indagine condotta emerge che cresce la domanda di immobili nel cuore del centro milanese, in particolare nell’area del quadrilatero della moda e nelle zone immediatamente limitrofe, oltre che nell’area di prossimità che gravita all’interno della Cerchia dei Bastioni.

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