Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘mercato lavoro’

Mercato del lavoro e aspettativa di vita

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

L’aspettativa di vita è in crescita in tutto il mondo e, di conseguenza, la carriera lavorativa delle persone è destinata a durare più a lungo. Il classico percorso professionale in cui il dipendente inizia a lavorare subito dopo aver terminato gli studi per andare in pensione a circa 65 anni è ormai superato. Nel prossimo futuro, i lavoratori si indirizzeranno sempre di più verso un nuovo concetto di lavoro, più flessibile, che permetta di esplorare diverse aree professionali, approcciando più carriere parallele. Secondo quanto emerge dall’ultima edizione dell’Hays Journal, le aziende dovranno adattarsi sempre di più al percorso professionale dei dipendenti che non sarà più lineare, ma “multifase”.I cambiamenti lavorativi richiederanno ai professionisti di riqualificare o migliorare le proprie competenze, per questo la formazione continua diventerà parte integrante del percorso professionale di qualsiasi lavoratore. L’istruzione non si fermerà nel momento in cui si comincia a lavorare, bensì sarà necessario continuare ad aggiornarsi durante tutto il proprio percorso professionale.Secondo gli esperti Hays, la carriera “multifase” diventerà la norma nel prossimo futuro e le aziende non dovranno farsi cogliere impreparate, assicurandosi di avere sempre a disposizione talenti e skill necessari per essere competitive sul mercato. Per adattarsi a questi nuovi modelli di carriera, imprese e organizzazioni dovranno:
1. Garantire la flessibilità. La maggior parte degli attuali contratti di lavoro non garantisce molta flessibilità ai dipendenti che, sempre di più, vorrebbero poter gestire in modo più autonomo i propri orari di lavoro, dedicandosi ad altre attività, oltre alla propria occupazione principale. Offrire una maggiore flessibilità ai dipendenti permetterà alle aziende di mantenere a bordo i professionisti più qualificati.
2. Investire sulle competenze. Le imprese dovrebbero incoraggiare i propri dipendenti a migliorare le proprie competenze e, addirittura, a riqualificarsi per soddisfare il proprio desiderio di acquisire nuove skill, assumere un ruolo diverso in azienda e dare slancio alla propria carriera. In questo modo, le imprese avranno a disposizione lavoratori più qualificati, in grado di ricoprire diverse posizioni in azienda.
3. Creare una cultura del cambiamento. Sono le aziende per prime a dover incoraggiare i dipendenti alla crescita e al cambiamento, mostrando loro tutte le possibilità di carriera disponibili all’interno dell’organizzazione. Se l’azienda è in grado di supportare i dipendenti che desiderano acquisire nuove competenze ed esplorare diverse aree di interesse, è più probabile che riuscirà a fidelizzare le risorse maggiormente qualificate, trattenendole in azienda più a lungo.
4. Istituire programmi di “returnship”, training e smart working. Con l’evoluzione dei percorsi professionali, il mercato del lavoro non potrà più essere rigido, bensì dovrà sapersi adattare alle mutate esigenze dei lavoratori. Ad esempio, molti professionisti sono costretti a lasciare il lavoro o ad assentarsi per lunghi periodi per esigenze familiari o personali (maternità, accudire figli piccoli o parenti anziani). Le imprese dovrebbero istituire programmi di “returnship”, ovvero offrire nuove opportunità di carriera a quei professionisti qualificati che hanno sperimentato gap occupazionali e che quindi si sono allontanati per un po’ dal mondo del lavoro. In questo modo l’azienda potrebbe acquisire competenze preziose e il professionista potrebbe rimettersi in gioco professionalmente.
Inoltre, può essere utile avviare programmi di training rivolti ai dipendenti senior che desiderano riqualificarsi professionalmente. Considerato il progressivo aumento dell’età pensionabile, infatti, saranno sempre di più i professionisti alla ricerca di nuove opportunità di carriera anche in età avanzata.Infine, lo smart working dovrà essere una soluzione sempre più utilizzata dalle aziende che desiderano mantenere all’interno del proprio organico dipendenti di talento che faticano a essere presenti in ufficio a causa di impegni familiari e personali.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“C’è poco da essere allegri con il quadro del mercato del lavoro descritto da Istat e Banca d’Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

banca-ditaliaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “C’è poco da essere allegri con il quadro del mercato del lavoro descritto oggi da Istat e Banca d’Italia.Il balzo dell’occupazione registrato dai dati odierni è quasi interamente da attribuire al posticipo dell’età pensionabile, visto che la crescita degli occupati avviene nella fascia di età ultra cinquantenne mentre le classi centrali, quelle con più carichi familiari, perdono occupati, in un anno oltre 120mila, e i giovani sono sostanzialmente in una situazione invariata. Anzi, mentre diminuisce il tasso di disoccupazione complessivo, il loro tasso di disoccupazione rimane fermo al 34 per cento, un valore assolutamente insopportabile.Peraltro, è bene ricordare che mentre noi festeggiamo un tasso di disoccupazione all’11 per cento, in Germania è stato raggiunto il livello record del 5,7 per cento. D’altra parte il Governatore della Banca d’Italia ci ricorda che ‘alla fine del 2016 meno del 60 per cento delle persone tra i 20 e i 67 anni aveva un impiego; era occupata appena una donna su due. Tra i giovani con meno di 30 anni, circa un quarto, un terzo nel Mezzogiorno, non aveva un lavoro né era impegnato in un percorso formativo. Sono valori lontani da quelli di gran parte degli altri paesi europei’.Considerazioni che suonano una bocciatura del Jobs Act. Serve, dunque, una nuova ricetta di politica economica, fondata sui principi di crescita, produttività, attacco al debito pubblico, semplificazione, liberalizzazioni”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Donne e riforma della previdenza. Lo studio di genere

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

Occhio al governo Monti...

Image by Cau Napoli via Flickr

Roma 14 Dicembre 2011 alle ore 12 nell’ambito di un seminario di studio sul mercato del lavoro femminile organizzato dall’Ufficio Nazionale della Consigliera di parità, all’Hotel RADISSON BLU Via Filippo Turati 42 si terra’ la presentazione del primo studio ”Donne e riforma della previdenza”.La situazione italiana : numeri, statistiche, prospettive. A cura di Servidori-Coccia-Mundo-Orrù Fotografando, nel saggio, l’universo delle pensioni “al femminile” il lavoro fornisce una rappresentazione nitida dei problemi da affrontare nel nostro Paese. Per la prima volta il metodo auspicato e indicato dalla Commissione europea, di monitoraggio e studio dei dati disaggregati per genere maschio-femmina per grandi voci di politiche del welfare, è stato realizzato grazie all’impegno dell’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del servizio attuariale di Inps. Impegno che ha ratificato una forte alleanza delle persone che in questi ambiti e funzioni hanno il compito di studiare i processi e fornire importanti contributi statistici alle istituzioni. Nel lavoro si approfondisce l’analisi per genere dei dati provenienti dal Casellario centrale dei pensionati, archivio amministrativo gestito dall’Inps, in cui sono raccolte le informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, pubblici e privati; si analizzano dettagliatamente le norme che sono applicate in materia di prestazioni, compreso uno spaccato approfondito dei dati riferiti al gap pensionistico uomo/donna ed alcune riflessioni sul sistema di protezione sociale per le lavoratrici. Per ultimo si rappresentano le novità introdotte dal Governo Monti in materia. L’obiettivo è quello di illustrare le diversità di genere tra le varie forme previdenziali, evidenziando le peculiarità che contraddistinguono tutt’ora i due sessi sia in termini di prestazioni ricevute che di importi riscossi. Naturalmente il lavoro getta lo sguardo oltre la situazione attuale prefigurando gli scenari di impatto del sistema,con relativa simulata condizione che si viene a determinare. Nel corso della presentazione sara’ distribuito il testo integrale. (Alessandra Servidori)

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mercato del lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Il 42% dei lavoratori dipendenti ritiene il proprio impiego poco o per niente sicuro, sia per gli scarsi segnali di ripresa che provengono dal mondo economico sia per il rischio di non vedersi rinnovare i contratti con cui sono attualmente impiegati. La preoccupazione aumenta per le donne e per i lavoratori “giovani”. Nell’ultimo anno la percezione di insicurezza lavorativa si è amplificata per oltre il 60% dei lavoratori ed in sei aziende su dieci si è verificata una riduzione di “lavoro” in termini di taglio degli straordinari, riduzione di permessi/ferie ed in certi casi anche di riduzione del personale. Rispetto al 2009, il prolungarsi della crisi economica rende più difficile la possibilità di trovare una nuova occupazione, aumentando la percezione di un mercato del lavoro chiuso. Sono questi gli elementi principali emersi da un’indagine di Panel Data ( http://www.paneldata.it ), l’istituto di sondaggi di Padova, su un campione di 800 lavoratori italiani.
Il perpetuarsi della crisi economica continua a riflettersi sul lavoro. Le opinioni dei lavoratori intervistati sono un’ulteriore campanello d’allarme: ben il 42% sente instabile il posto di lavoro che ricopre. Questa insicurezza sembra aver investito tutto il mondo lavorativo: se nel 2009 il 31,6% degli intervistati riteneva il proprio lavoro molto sicuro, oggi questa percentuale si è ridotta al 12,0%. A percepire una situazione di maggiore instabilità sono i giovani (18-34 anni) e le donne. Le motivazioni di chi sente poco o per niente sicuro il proprio posto di lavoro risiedono essenzialmente nella constatazione che l’azienda in cui sono impiegati opera in un mercato/settore che ancora stenta a ripartire (42,3%), a cui si aggiunge un 35% di occupati che temono che non possa venire confermato il contratto a termine con cui attualmente sono impiegatii.
Nell’ultimo anno le preoccupazioni lavorative sono aumentate per il 64% degli intervistati, risultato che non sorprende visto che in 6 aziende su 10 si è verificata una qualche riduzione del “lavoro”. Viene segnalata la riduzione o interruzione degli straordinari o il ricorso alla cassa integrazione in quasi il 60% dei casi, circa uno su quattro degli intervistati ha aderito alla richiesta da parte dei datori di lavoro di utilizzare permessi o ferie a causa di flessioni nei volumi di lavoro, ed in oltre il 20% dei casi vi è stata una riduzione del personale (licenziamenti 2,6%, scadenza contratto 17,9%).
Il mercato del lavoro risulta nel complesso bloccato: l’89,6% degli intervistati ritiene che oggi incontrerebbe molte o abbastanza difficoltà a trovare una nuova collocazione lavorativa, percentuale aumentata di oltre il 15% rispetto al 2009. Le difficoltà diventano più consistenti nel caso degli over 54 e dei lavoratori maschi. L’indagine fotografa dunque un sentimento di forte preoccupazione tra i lavoratori – evidenziano i ricercatori di Panel Data – che sentono poco sicuro il loro posto di lavoro a causa di una ripresa economica che stenta a ripartire e di una mancanza di misure che consentano di sbloccare un mercato del lavoro che allo stato attuale non offre molte prospettive per il futuro.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“L’Europa si costruisce anche attraverso le imprese”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Firenze dal 23 al 25 giugno (a Palazzo Pitti), primo Forum. Il Circolo EHRD aprirà i lavori attorno ad alcune delle problematiche più urgenti che sollecitano l’Europa: I giovani e il mercato del lavoro; Responsabilità sociale delle imprese; Dialogo sociale in Europa; i modelli europei e la mondializzazione; La funzione RH nel 21° secolo. E’ su questo principio che Joachim Sauer, Direttore delle Risorse Umane di Airbus, Yves Baru, ex Direttore delle Risorse Umane di Thales, hanno fondato il Circolo Europeo dei Direttori delle Risorse Umane (EHRD), un “action tank” europeo che riunisce un centinaio di Direttori delle risorse umane di grandi società I Direttori delle risorse umane sono degli attori importanti nei processi di crescita e sviluppo sociale. Le problematiche che sono chiamati ad affrontare, ma anche la prossimità quotidiana con i differenti attori della società (imprese, lavoratori, politici, organizzazioni), li mettono al centro di dibattiti suscettibili di innescare delle riforme sociali e societarie.
Fra gli speaker della conferenza, in rappresentanza dell’Italia, Roberto Maglione, DRH di Finmeccanica, Gian Paolo Naef, DRH di Cevalogistics e il Prof. Tito Boeri

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mercato del lavoro italiano per il 2011

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Secondo le “Previsioni d’impiego 2011” elaborate da CareerBuilder.it, i primi segni della ripresa economica hanno fatto emergere un cauto ottimismo da parte degli imprenditori italiani riguardo la possibilità di nuove assunzioni per l’anno appena iniziato. Mentre la maggioranza dei datori di lavoro intervistati (67%) descrive la propria situazione economica come “in ripresa” o “stabile”, il 33% riporta un “declino” del proprio business oppure “incertezza”. Il 46% degli imprenditori intervistati pianifica di assumere nuovi dipendenti nel 2011 con contratti full-time, part-time, di consulenza, di lavoro temporaneo o di stage. Lo studio è stato condotto da Shape the Future, per conto di CareerBuilder.it, nel periodo dal 17 novembre al 17 dicembre, e ha coinvolto 112 business leader italiani in rappresentanza di tutti i principali settori industriali.
Le aziende italiane si stanno focalizzando sulle aree che hanno un forte impatto sul fatturato. Creare nuove efficienze, innovare per sviluppare ulteriori possibilità d’introito, espandere il portafoglio clienti e la fedeltà degli stessi sono tra gli obiettivi principali delle aziende. Ecco il dettaglio delle aree in cui le aziende cercheranno maggiormente nuove posizioni:
– Vendita (22%)
–      Customer service (22%)
–      Amministrazione (19%)
–      Ingegneria (17%)
–      Creatività/design (9%)
–      IT (9%)
–      Creatività/design (9%)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il mercato del lavoro visto da un liberale

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Bologna 26 gennaio alle ore 20.00 via Belle Arti, 8 Centro Studi “Lucio Colletti” ONLUS, presso la consueta sede di Casa dell’Angelo di via San Mamolo 24, la Scuola del Pensiero Liberale 2010 di Bologna ospiterà la lezione di Tomaso Freddi dedicata a Il mercato del lavoro visto da un liberale. Ingegnere e manager, Tomaso Freddi è un esperto di organizzazione aziendale e di gestione delle risorse umane. E’ attualmente presidente del Gruppo Margotta, un’azienda specializzata in consulenza e soluzioni gestionali e informatiche per le imprese, e di Lavoropiù SPA, una delle maggiori agenzie per il lavoro italiane. Grande conoscitore degli aspetti economici e politici del mercato del lavoro, ha sempre affiancato alla sua attività professionale un’intensa attività culturale, animando diversi circoli di discussione, come il club Alexis di Bologna. Il suo ultimo libro, Per cambiare. Pensieri in libertà (Leonardo Facco Editore, 2007) raccoglie alcuni dei suoi più significativi contributi degli ultimi anni, tutti dedicati a un’analisi dei maggiori problemi dell’Italia, e di Bologna in particolare, da un punto di vista liberale. (Tommaso Freddi)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Bologna 26 gennaio, Ore 20 (Casa dell’Angelo, via San Mamolo 24) Conversazione dell’ingegner Tomaso Freddi, presidente del Gruppo Margotta (un’azienda specializzata in consulenza e soluzioni gestionali e informatiche per le imprese) e di Lavoropiù SPA (una tra le maggiori agenzie per il lavoro italiane) sul tema: “Il mercato del lavoro visto da un liberale”, organizzata da la Scuola del Pensiero Liberale 2010 (fonte: j.buongiorno impresa)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le donne e il mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

In conclusione dell’anno che ci lasciamo alle spalle è utile fare il punto su alcuni dati che hanno coinvolto il mercato del lavoro femminile e impostare così per priorità  il lavoro per il prossimo anno. Per quanto riguarda i monitoraggi e le analisi statistiche in ottica di genere fornite dall’archivio Inps –Coordinamento generale statistico attuariale – la CIG primo semestre 2009 in Italia  ha registrato  per il Nord Ovest una integrazione salariale ordinaria dei lavoratori beneficiari per i maschi del 77%, per le femmine  il 23%,per il Nord Est  rispettivamente ancora del  77%, e 23 % ,Centro maschi 81%, femmine 19%, Mezzogiorno  maschi 89%,femmine 11%- Totale Maschi 80% Femmine 20% Per quanto riguarda la GIGS primo semestre. Nord Ovest 61% maschi, femmine 39%-Nord Est 66% maschi ,34% donne –Centro 66% maschi,34% donne Mezzogiorno 70% maschi ,30% femmine Totale maschi 65% donne 35%. In quanto ai beneficiari di disoccupazione non agricola ordinaria ed edile: NORD OVEST maschi 49% femmine 51%-Nord Est maschi 46%  femmine 54% -CENTRO maschi 48% femmine 52%-Mezzogiorno maschi 63% femmine 37% -Totale maschi 54% donne 46% E’ da notare bene che è il sud che registra il maggiore numero di maschi invertendo la percentuale nazionale territoriale che vede maggiori beneficiarie le donne nelle altre aree- La mobilità beneficiari invece per area geografica: Nord Ovest maschi 55% femmine 45%-Nord Est 54% maschi, 46% donne-Centro 60% maschi 40% donne-Mezzogiorno 66%  maschi 34% donne   – Totale maschi 60% donne 40% -beneficiari disoccupazione non agricola con requisiti ridotti :Nord Ovest maschi 38% femmine 62%-Nord Est maschi 35% femmine 65%-Centro maschi 38% femmine 62%-Mezzogiorno maschi 55% femmine 45%  totale maschi 46% femmine 54% Totale maschi 46% femmine 54% In questo caso  nonostante il sud la percentuale di beneficiarie  maggiore sono  le donne. Il Rapporto Cnel sul mercato del lavoro 2008/ 2009  ricorda che gli occupati sono aumentati dello 0,8%  pari a circa 183 mila nuovi posti di lavoro e a sostenere la crescita del tasso di occupazione è stata la componente femminile il cui incremento registrato è stato del 1,9%. In attesa che si completino le rilevazioni statistiche per l’anno in corso, rileviamo che la grande crisi avrà una maggiore incidenza sulla occupazione maschile – e i relativi tassi di disoccupazione – e che la componente femminile sarà meno penalizzata almeno con riferimento alle regioni del Centro-Nord. Per le donne il tasso di occupazione è, infatti, del 57 per cento nel Nord, mantenendosi inferiore di 4.3 punti al Centro e di ben 26.3 punti percentuali nel Sud e nelle Isole. (Alessandra Servidori-Consigliera Nazionale di parità) (in sintesi)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un mercato del lavoro atipico

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2009

Roma 14 maggio 2009 Corso Italia 25, presso la sede Cgil (Sala Santi) è indetto un convegno sulla condizione del lavoro in Italia. Sarà congiuntamente presentato il libro  Un mercato del lavoro atipico: storia ed effetti della flessibilità in Italia a cura di Giovanna Altieri, edito dalla Casa EDIESSE. Negli ultimi decenni il mercato del lavoro italiano è stato caratterizzato da profondi mutamenti economici e sociali. Al decremento delle carriere lavorative che garantivano nel tempo stabilità  e ampie protezioni di welfare si contrappongono le cosi dette carriere “atipiche” caratterizzate da discontinuità, incertezza e rischi crescenti di una riduzione degli standard lavorativi. Pur essendo stato avviato un processo di abbattimento delle rigidità (presunte ed effettive) del mercato del lavoro italiano, gli effetti positivi della flessibilità del lavoro, tanto declamata da coloro che ne hanno sostenuto la sua necessità, per una piena  occupazione, non si evidenziano. Pare, al contrario, sempre più emergere l’altro volto del fenomeno, ossia quello della precarietà del lavoro e il “furto del futuro”  di intere generazioni E’ a partire da queste riflessioni che  Ires, NIdiL Cgil, Cgil e Ediesse hanno organizzato questo convegno. Vi partecipano Filomena Trizio, Segretaria generale NIdiL Cgil introdurrà i lavori. Giovanna Altieri, Direttore Ires Cgil presenterà la relazione dal titolo: “Gli effetti della flessibilità nel mercato del lavoro”. Previsti gli interventi di: Ivan Guizzardi, Presidente Alai Cisl; Carmerlo Prestileo, Segretario generale Uil Cpo; Gianni Bocchieri Presidenza Assolavoro. Seguirà una tavola rotonda con: Tito Boeri Ordinario di Economia del lavoro – Università Bocconi, Milano; Paolo Leon Ordinario di Economia pubblica – Università Roma Tre; Luigi Mariucci Ordinario di Diritto del lavoro – Università Ca’ Foscari, Venezia; Fulvio Fammoni Segretario confederale Cgil.

Posted in Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Stage: formazione o pia illusione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

Isfol e Repubblica degli Stagisti lanciano il primo questionario online per far uscire dall’ombra gli stagisti italiani. Lo stage riesce davvero ad aprire le porte del mercato del lavoro? Serve per completare la formazione? Chi sono gli stagisti italiani? Quanti anni hanno, che studi hanno fatto? Cosa si aspettano – e cosa ottengono – dallo stage? Cambierà qualcosa con la crisi? Ogni anno in Italia vengono attivati almeno 300mila stage. In alcuni casi sono organizzati “a regola d’arte”, con tutor presenti e progetti formativi seri e adeguati, e possono aprire le porte del mercato del lavoro; in altri casi, purtroppo, gli stagisti vengono utilizzati solo a fini lavorativi, senza l’obbligo di corrispondere una retribuzione.  Ma rare – e soprattutto parziali – sono le ricerche, le statistiche e i rapporti su chi siano questi stagisti, su come siano preparati gli stage, su quale sia la percentuale degli stage che si trasformano in veri contratti di lavoro.  L’Isfol, ad esempio, fotografa da oltre 10 anni lo stato dell’arte dei tirocini promossi dai Centri per l’Impiego destinati a persone in cerca di lavoro. Nel 1998/99 i tirocini attivati dai CPI erano quasi 15.000 con una percentuale di coloro che trovavano un lavoro dopo la fine del percorso del 46,4%, dieci anni dopo, nel 2007, il numero dei tirocini realizzati sale a quota 52.700 con una percentuale di esiti positivi del 26,5%. Ne emerge un dato significativo: da una parte l’aumento del numero degli stage e dall’altra la diminuzione di quanti, a seguito di questa esperienza formativa, riescono a trovare anche soltanto una collaborazione.  I dati dell’indagine Excelsior di Unioncamere, nell’ultima rilevazione che analizza i fabbisogni professionali delle imprese italiane, parlano di 256mila stage attivati nel 2007, con una percentuale di assunzione successiva allo stage pari al 12,9%. Da notare che quest’ultimo dato non riporta solo le assunzioni effettivamente attuate, ma anche il solo potenziale interesse ad assumere espresso delle imprese.  Un risultato simile è quello rilevato da Almalaurea: dall’indagine CAWI “La qualità dei tirocini formativi previsti dai corsi di laurea” emerge che nel 2006 il 12,8% dei laureati che hanno fatto un tirocinio è rimasto a lavorare nella stessa azienda. Questa percentuale sale al 21,3% se vengono presi in considerazione solo i laureati quinquennali, chiaramente più interessati all’inserimento lavorativo al termine dello stage.  Dal Rapporto annuale “Condizione occupazionale dei laureati” (ed. 2008, condotta sui laureati del 2007) di Almalaurea si evince, inoltre, che, aver fatto uno stage durante o dopo l’università incrementa, in generale, del 6% la possibilità di trovare lavoro.
Isfol: Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, è un ente pubblico di ricerca che svolge e promuove attività di studio, sperimentazione, documentazione, valutazione, informazione e consulenza per lo sviluppo della formazione professionale, delle politiche sociali e del lavoro. Alla tematica dello stage ha dedicato vari manuali: la prima pubblicazione, nel 1999, si intitolava Lo stage e il tirocinio nei percorsi scolastici e formativi – Guida alla progettazione. Nel 2006 è stato pubblicato il Manuale di orientamento per il tirocinante in cerca di lavoro, cui nel 2008 ha fatto seguito Progetta il tuo stage in Europa.
Repubblica degli Stagisti: testata giornalistica online, nata nel 2007 in forma di blog, dedicata agli stagisti e più in generale al mercato del lavoro per i giovani. Punto di riferimento per gli stagisti italiani, porta avanti inchieste e approfondimenti con interviste a professori universitari, parlamentari, stagisti ed ex stagisti. Di recente ha promosso la Carta dei diritti dello stagista, un elenco di nove punti che caratterizzano uno stage di qualità. Il direttore responsabile è Eleonora Voltolina, giornalista professionista.

Posted in Università/University, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Fondo di globalizzazione anche contro la crisi economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

Il Parlamento ha adottato un regolamento volto a ampliare temporaneamente il campo d’azione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione estendendolo, ai licenziamenti dovuti all’impatto della crisi finanziaria ed economica. Riduce inoltre da 1.000 a 500 il numero di esuberi minimo per poter chiedere il sostegno del Fondo. Il finanziamento UE sale al 65% dei costi stimati per le domande presentate tra il 1° maggio e fine dicembre 2011.   Istituito nel dicembre 2006 per durare fino al 2013, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha l’obiettivo di offrire un efficace aiuto ai lavoratori in esubero a causa della globalizzazione. La sua dotazione annuale massima è pari a 500 milioni di euro e tale importo è destinato a sostenere finanziariamente misure di politica attiva del mercato del lavoro, quali, ad esempio, l’accompagnamento nella ricerca di un posto di lavoro o le indennità di formazione o di mobilità.   Con questa modifica, il FEG potrà fornire un sostegno anche ai lavoratori in esubero a causa della crisi finanziaria ed economica mondiale purché gli Stati membri che ne richiedono l’intervento dimostrino che vi è un nesso diretto e dimostrabile tra questi esuberi e la crisi globale. Questa deroga ai principi generali del Fondo si applicherà alle domande pervenute entro il 31 dicembre 2011 (contro il 2010 proposto dalla Commissione).  Per quanto riguarda i criteri di intervento, il FEG potrà fornire un contributo finanziario per l’esubero di almeno 500 dipendenti (contro gli attuali 1.000) di un’impresa nell’arco di 4 mesi in uno Stato membro, compresi i lavoratori in esubero dei fornitori o dei produttori a valle di tale impresa, o per l’esubero di almeno 500 dipendenti, nell’arco di 9 mesi, in particolare in piccole e medie imprese, in una regione o in due regioni contigue. Nei mercati del lavoro di piccole dimensioni o in circostanze eccezionali, potrà inoltre essere considerata ammissibile una richiesta di contributo del FEG anche se le condizioni citate  Il tasso di intervento massimo per le domande trasmesse entro il 31 dicembre 2011 è aumentato dall’attuale 50% al 65% dei costi stimati (la Commissione aveva proposto il 75%).

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »