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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘mercato’

Web tax, Mollicone (FdI): “Governo non tutela il mercato digitale italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Il governo non tassa le multinazionali del digitale adeguatamente con la web tax e non tutela il mercato digitale italiano specificando che la tassazione debba essere applicata esclusivamente sui ricavi da servizi digitali, ma in compenso sembrerebbe intenzionato ad aumentare le tasse sul circuito degli operatori radio e tv, come apprendiamo dal Sole24Ore. Lo riteniamo inaccettabile e, se così dovesse essere, daremo battaglia alla Camera per la difesa della sovranità digitale italiana. ” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato FDI capogruppo in commissione Cultura ed Editoria, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e responsabile Innovazione del partito.

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Il Black Friday diventa solidale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Venerdì 29 Novembre, per ogni acquisto effettuato nella sezione imperdibili, il sito eCommerce donerà 1€ a favore di Make-A-Wish Italia Onlus. Il venerdì nero di eBay.it si veste dei colori della solidarietà con lo scopo di provare ad esaudire un numero più alto possibile di sogni di bambini in difficoltà. L’eCommerce presenta una nuova iniziativa di beneficenza #eBayDonaPerTe: durante la giornata del Black Friday, per ogni oggetto acquistato all’interno della pagina Imperdibili, eBay donerà 1€ a favore di Make-A-Wish Italia Onlus, un’organizzazione non profit che realizza i desideri di bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, affetti da gravi patologie per portar loro gioia, forza e speranza.Le persone che vorranno supportare l’iniziativa, grazie alla collaborazione tra eBay e The Walt Disney Company Italia, avranno anche a disposizione una selezione di prodotti Disney e Star Wars presenti all’interno della pagina dedicata al Black Friday su eBay.it. La partnership nata ad inizio anno si rinnova così con un video che anticipa l’arrivo del Black Friday e poi con un secondo video nel mese di dicembre, in occasione dell’uscita di “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”, ultimo film della popolarissima saga stellare.eBay ha voluto cogliere l’opportunità del Black Friday per dare un valore aggiunto alla scelta d’acquisto dei consumatori, durante uno dei momenti diventati fra i “più caldi” in termini di shopping. Lo confermano i dati interni di eBay che durante l’ultimo quadriennio (2014 – 2018) hanno visto aumentare gli acquisti proprio in queste 24 ore del 60%. Un appuntamento entrato a far parte della vita degli italiani, basti pensare che tra il Black Friday e il Cyber Monday passati ben il 64% degli intervistati* ha dichiarato di aver già fatto acquisti, un atteggiamento che coinvolge anche i consumatori più maturi. Sono infatti 1 su 2 coloro che, fra i 55 e i 64 anni, hanno comprato in occasione delle promozioni*.E anche per il 2019 il trend non sembra cambiare: il 56% degli italiani conferma la sua intenzione di effettuare acquisti durante queste giornate speciali. Si stima quindi il coinvolgimento di oltre 20,5 milioni di italiani pronti a spendere oltre 2 miliardi e 380 milioni di euro, per una media di 116€ a persona. Quali sono le categorie più gettonate per gli acquisti del Black Friday? Dall’indagine emerge come sia elettronica, indicata dal 62% dei rispondenti, seguita da abbigliamento, scarpe e accessori (43%), articoli per casa e giardino (14%) e Fai Da Te (12%).

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Il mercato degli affitti brevi e medi in Italia continua a crescere

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

E a offrire grandi opportunità ai proprietari di casa. Nei primi 10 mesi del 2019, Sweetguest ha registrato un incremento del numero di ospiti accolti del +70% e delle notti prenotate del +50% rispetto al 2018, e ha esteso il servizio di gestione in 13 città e destinazioni turistiche italiane. Ogni casa ha caratteristiche uniche e distintive, che la rendono ideale per esigenze diverse. Secondo le ultime analisi condotte da Sweetguest, gli appartamenti di taglio grande come triplo, quadri e pentalocali, con più posti letto, due bagni e servizi, capaci di accogliere famiglie e piccoli gruppi, offrono le migliori opportunità di rendita e occupazione durante le festività come il Natale e il Capodanno e in occasione di grandi eventi come concerti, fiere e manifestazioni sportive. Un altro fattore determinante della resa dell’appartamento è la sua ubicazione, che deve essere quanto più possibile vicino al centro, alle zone d’interesse, ai mezzi di trasporto pubblici e ai servizi.

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Competitività e investimenti esteri: più o meno regole di mercato in Europa?

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Milano Politecnico di Milano – 28 ottobre ore 17.15 Aula Magna Carassa e Dadda (edificio BL.28) via Lambruschini 4 “Competitività, crescita e investimenti esteri: più o meno regole di mercato in Europa?” è il tema della Lectio magistralis che il professor Sergio Mariotti, docente di Economia e Politica industriale al Politecnico di Milano. La Lectio, ispirata a una ricerca svolta presso la School of Management del Politecnico di Milano, argomenta come la normativa antitrust a tutela della concorrenza sia un importante fattore di attrazione degli investimenti esteri e di crescita per i Paesi che la applicano con maggiore efficacia e rigore.
Da qui, un ulteriore interrogativo: nel prefigurarsi di un nuovo ordine economico mondiale, sono necessari interventi che rafforzino e rilassino le regole di mercato al fine di un rafforzamento competitivo dell’industria europea? Il dibattito politico sollevato dalla recente bocciatura della fusione Alstom-Siemens da parte della Commissione Europea, infatti, ha posto il problema con grande evidenza. Ne discuteranno studiosi e rappresentanti delle istituzioni. I lavori seguono questo percorso:
17.15 – Introducono i lavori Alessandro Perego, Direttore Dipartimento di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano
Paola Garrone, Professore ordinario di Business and industrial economics, Politecnico di Milanomeaza
Lectio Magistralis, Sergio Mariotti
18.15 – Tavola Rotonda
Umberto Bertelé, Professore emerito di Strategia di impresa, Politecnico di Milano
Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche industriali, Confindustria
Fabrizio Onida, Professore emerito di Economia internazionale, Università Bocconi; già Presidente ICE (Istituto Commercio Estero)
Pippo Ranci Ortigosa, Professore fuori ruolo di Politica economica, Università Cattolica; già Presidente Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas Tommaso Valletti, Professore di economia, Imperial College Business School; Capo economista uscente DG Concorrenza, Commissione Europea
19.15 – Conclusioni Luca Grilli, Professore ordinario di Business and industrial economics, Politecnico di Milano.

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Verifone Italia rafforza la presenza sul mercato italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Lo fa con l’introduzione di un nuovo team manageriale e uno staff di figure professionali per consolidare ed ampliare il business dei sistemi di pagamento sul territorio nazionale. A guidare la sede italiana è Federico Fanello, nuovo Managing Director di Verifone Italia, manager che ha iniziato la sua esperienza professionale nella comunicazione e nel marketing acquisendo in seguito un’ottima esperienza internazionale nel settore dei pagamenti ricoprendo ruoli di rilevante responsabilità per alcuni dei principali player, quali PayPal e SafeCharge, per l’area EMEA. Al suo fianco, nel ruolo di Head of Sales, entra nel Gruppo Fabrizio Grassi, con pluriennale esperienza nel settore bancario e dei sistemi di pagamento, dove ha ricoperto cariche di responsabile commerciale in aziende come CartaSi (ora NEXI) e Ingenico.In uno scenario nazionale che continua a segnare una crescita importante delle operazioni di pagamento effettuate tramite POS (+15,8% rispetto all’anno precedente*dati Banca d’Italia) e che si prevede possa vivere un’ulteriore accelerazione con l’attuazione definitiva della direttiva europea PSD2, il terminale POS diventa sempre più smart e multifunzionale, pronto per essere personalizzato con applicazioni verticali e adattato alle diverse aspettative dei merchant e dei consumatori finali.
“La nuova linea di terminali Verifone Engage va proprio in questa direzione – afferma Federico Fanello, Managing Director di Verifone Italia – Nativamente predisposti per essere dispositivi evoluti, oltre ai più comuni metodi di pagamento, i POS sviluppati da Verifone aprono ai più comuni servizi a valore aggiunto come gli Alternative Payments Method (Alipay e WeChat), la gestione dei token per riconoscimento automatico del cliente, gift card e programmi loyalty, wallet, ricariche telefoniche, validazione e dematerializzazione dei buoni pasto cartacei, coupon per promozioni e altro ancora. Grazie ai continui investimenti nel settore di ricerca e sviluppo, alle funzionalità hardware legate al POS, Verifone offre un pacchetto completo di soluzioni e servizi in Cloud in grado aprire a molteplici possibilità di incremento delle revenue e alla riduzione del total cost of ownership del terminale. Con l’obiettivo di offrire una payment experience allo stato dell’arte, Verifone si pone come Partner Simple, Global, Innovative”. Verifone Italia trae la propria forza dal Gruppo di cui fa parte. Nata nel 1981, Verifone è uno dei maggiori leader mondiali operanti nel mercato dei sistemi di pagamento, gestendo oltre 30 milioni di terminali di pagamento in più di 150 nazioni nel mondo. L’acquisizione effettuata da Francisco Partners nel corso del 2018, ha permesso di accelerare un processo di riorganizzazione a livello mondiale, con soluzioni a valore aggiunto, a vantaggio dei propri Partners, siano essi Financial Institutions o operatori del mondo Retail. (fonte: agenzia newscast.it)

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Produttori mondiali del marmo e leggera flessione sul mercato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Si mantiene positivo il grado di fiducia dei produttori mondiali di marmo, nonostante la leggera flessione sui mercati registrata nel 2018. In una scala da 1 a 9 infatti la soddisfazione si attesta su un punteggio di 6,6, dato che sale leggermente (6,8) nella previsione sul breve e lungo periodo. È quanto emerge dall’Industry Data, il termometro semestrale che a Marmomac, in corso a Veronafiere fino a domani, ha analizzato il sentiment di un campione internazionale di oltre 400 aziende, selezionate tra gli espositori della manifestazione. Nella geografia della fiducia, i produttori del settore con maggior soddisfazione sono quelli dell’America Latina (voto 7,3), seguiti da quelli nordamericani (7,2), mentre le imprese italiane si attestano su un voto più che sufficiente che diventa discreto (6,6) nel lungo periodo. Sul fronte dell’accessibilità ai mercati internazionali, Australia e Germania (7,6) sono i Paesi buyer più virtuosi in termini di correttezza, burocrazia e trasparenza, davanti a Regno Unito (7,3), Benelux (7) e Italia (6,9).
Tra le insufficienze, Arabia Saudita, Indonesia, Egitto, Brasile e Corea del Sud. Per il futuro il settore residenziale rimane il più promettente nel 42% dei casi, seguito dalle strutture ricettive (19%) e dalle infrastrutture pubbliche (17,2). Il dato cambia per l’Italia, con il residenziale (37,8%) che perde quota a vantaggio del turismo (24,8%). Il business del lusso è infine percepito come molto importante per le imprese latino-americane (8) e asiatiche (7,1).Marmomac rappresenta il più importante salone internazionale dedicato alla filiera del marmo, alle tecnologie di lavorazione, applicazioni di design e formazione. In questi giorni sono presenti in fiera 1.650 aziende da 61 Paesi, di cui il 64% estere, mentre sono attesi 68mila operatori e buyer da 150 nazioni.
Complessivamente, nel 2018 il valore dell’interscambio legato al settore lapideo ha superato i 18 miliardi di euro. Secondo il 30° Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo di Carlo Montani, l’impiego pro-capite di marmo nel mondo è passato quest’anno a 266 metri quadrati ogni mille persone, segnando una crescita di oltre il 127% sui 117 metri quadrati del 2001. Per il centro studi di Confindustria Marmomacchine, in Italia il valore totale della produzione di materiali e tecnologie è stata pari a 4 miliardi di euro nel 2018, con una super-propensione all’export che vale il 73,2% del fatturato e un saldo commerciale attivo di oltre 2,6 miliardi di euro.

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Il mercato degli integratori cavalca l’onda del benessere

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

“Al giorno d’oggi è fondamentale, e talvolta diventa un’esigenza, che alimentazione e stile di vita siano strettamente correlati tra loro. È dimostrato come una dieta varia ed equilibrata e un adeguato livello di attività fisica garantiscano una condizione di salute e benessere. È proprio qui che entrano in scena gli integratori alimentari, perché contribuiscono a migliorare lo stato nutrizionale e aiutano a mantenere una buona condizione fisica a tutte le età, stimolando le funzioni fisiologiche dell’organismo”. Parla la dott.ssa Camilla Pizzoni, Direttore Scientifico Laboratori Pool Pharma, azienda leader in Italia per lo studio e lo sviluppo di integratori alimentari, 100% made in Italy, venduti in oltre 9.000 Farmacie spalmate su tutto il territorio nazionale. “Tra gli integratori più amati e acquistati dai nostri consumatori, sempre più alle prese con vite frenetiche e sintomi psicosomatici, troviamo, al primo posto, i sali minerali e i multivitaminici come per esempio MG.K VIS, marchio icona di Pool Pharma. Al secondo posto, Kilocal, per la linea e a seguire Trio Digeracid, per la digestione. Ricerca e innovazione ci consentono di migliorare costantemente il contenuto dei prodotti per garantire sicurezza ed elevati standard qualitativi. Puntiamo da sempre su questo aspetto, specialmente oggi in un mercato molto competitivo, dove anche i big del food o dello sport producono integratori». Commenta Camilla Pizzoni, che è anche Direttore Tecnico dell’Osservatorio Pool Pharma. “Attraverso le scelte dei nostri clienti percepiamo il trend in forte crescita del concetto di auto medicazione. Assieme all’evoluzione della ricerca, nel nostro settore, è aumentata la conoscenza dei rimedi più utili a migliorare lo stile di vita e le abitudini alimentari. Gli italiani sono stati sempre attenti alla salute, si aggiunga il moltiplicarsi di formule e canali di vendita incluso l’e-commerce e poi la gdo. Per quanto ci riguarda abbiamo subito scelto le farmacie e in seguito anche le parafarmacie come canale prediletto. La competizione è altissima, per questo abbiamo deciso di investire sulla formazione diretta con i farmacisti che sono spesso i punti di riferimento riconosciuti dai consumatori per quanto riguarda la scelta dei prodotti. Il progetto di formazione a sostegno delle farmacie con cui collaboriamo si chiama ‘‘Farmacia 6 top’’ e consiste in un’operazione di affiancamento da parte di esperti sul punto vendita. Servono a coadiuvare la scelta del prodotto più adatto o semplicemente a fare formazione del personale per un paio d’ore al giorno sui temi degli integratori che non sono tutti uguali se pensiamo che solo i sali di magnesio hanno diverse formulazioni.
Pool Pharma, fondata da Giorgio Pizzoni, attuale presidente, fin dal 1990, è entrata in un mercato in costante crescita confermandosi in un comparto dinamico e vivace che comprende quello che continua a essere il principale canale distributivo: la Farmacia. Non è un caso che il claim sia da sempre “Da Pool Pharma in Farmacia”. In questi ultimi due anni il mercato ha registrato un aumento globale del +4% per un valore complessivo che supera i 3,2 mld di euro in Italia e conta 32 milioni di consumatori*. “Pool Pharma nasce con l’idea di aiutare gli italiani alla scelta e al consumo degli integratori alimentari offrendo prodotti utili alle esigenze nutrizionali e agli stili di vita dell’individuo”. – Conclude la dott.ssa Pizzoni. *(Fonte Federsalus dalla ricerca “Il valore sociale dell’integratore alimentare” realizzata dal Censis).

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Mostra-mercato florovivaistica “La Conserva della Neve”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Roma dal 20 al 22 settembre nella nuova, eccezionale location del Museo Orto Botanico di Roma, che si trova all’ interno dei Giardini di Palazzo Corsini alla Lungara. Arriveranno oltre 100 espositori da tutto il mondo, si terranno presentazioni di libri e verranno organizzati minicorsi di assaggio e giochi con lo scopo di far conoscere a bambini e adulti il mondo dell’olio. Le segnalo, in particolare, il progetto Mediterranea, vivaio che riqualifica professionalmente un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo, che proporrà, in collaborazione con il Clivo Bistrot, centrifughe fresche con frutta e ortaggi di propria produzione, tè marocchino alla menta e un aperitivo mediterraneo con le erbe aromatiche. Anche quest’anno ci sarà il Garden Tutor, che aiuterà il pubblico a curare le malattie delle piante. Da non perdere, inoltre, i workshop sulla potatura degli alberi ornamentali, da frutto e olivi.

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Bisogni del paese e mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Treviso il 25-26 settembre Hotel Maggior Consiglio e il 27 settembre Auditorium CIOFS-FP Veneto – Conegliano si terrà La XXXI edizione del Seminario Europa su formazione professionale e lavoro ideato e organizzato dal CIOFS-FP (FP (Centro Opere Femminili Salesiani per la formazione Professionale) avrà come tema chiave il LAVORO QUALIFICATO e BISOGNI DEL PAESE E MERCATO DEL LAVORO.
Tre giorni in cui dare rilievo ad un traguardo appena raggiunto il rinnovo del repertorio delle qualifiche professioni: il CIOFS-FP insieme alle associazioni di categoria FORMA e CONFAP ha a lungo collaborato e spronato gli enti per sbloccare l’impasse per cui il nostro paese dal 2011 non riusciva ad aggiornare l’atlante dei mestieri. Tradotto in termini pratici, se le imprese corrono e sviluppano nuove esigenze e necessitano quindi di figure professionali adeguate e preparate, la lista e il riconoscimento di modalità e competenze, di fatto vietava l’avvio di corsi riconosciuti e finanziati per lavori utili e molto ricercati. Un paradosso. Dopo un iter di 2 anni lo scorso 1 agosto, la IX Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni ha presentato una proposta alla conferenza Stato-Regioni ed è stata approvata.
Sarà ora possibile progettare, in vista dell’anno 2020-21, corsi affini alle richieste dei distretti produttivi dal manifatturiero al terziario, si approfondirà il tema con il contributo di Confindustria, Confartigianato, Compagnia di Sanpaolo, INAPP e Ministero del Lavoro. Il confronto sarà approfondito nella seconda giornata di lavori con esempi pratici virtuosi di ITS con ANPAL Servizi (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), Confindustria e Confartigianato.
Il 27 settembre a Conegliano, anche attraverso un position paper, la presidente del CIOFS-FP Manuela Robazza, la presidente di FORMA, Paola Vacchina enunceranno le richieste proposte alle istituzioni rappresentate da Mimmo Parisi, Presidente ANPAL, Paola Nicastro, Direttore Generale INAPP
e i rappresentati delle regioni Toscana, Veneto, Liguria, Piemonte, Lazio, Sicilia, Puglia, Lombardia.

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Cresce il mercato immobiliare residenziale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Anche nel I trimestre 2019 il mercato immobiliare residenziale (nuovo e usato) nelle otto principali città metropolitane italiane ha registrato una crescita del +8,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato confermato anche dall’analisi sui primi sei mesi dell’anno: secondo le stime di Abitare Co., nelle città metropolitane le vendite di nuove abitazioni nel I semestre 2019 sono aumentate del +4,2% rispetto al I semestre 2018, i prezzi medi hanno registrato un incremento del +2,6% (€ 4.230), i tempi di vendita sono pari a 4,9 mesi e l’offerta è cresciuta del +1,6%. Le nuove abitazioni rappresentano, così, il 12,3% dell’offerta totale presente sul mercato residenziale, ma con quote che vanno dal 5,3% di Palermo al 22,3% della più dinamica Milano. Chi acquista un immobile nuovo, cosa cerca? Nelle grandi città, al di là dell’abitazione in sé, si fa più attenzione alle soluzioni abitative su misura, personalizzabili, con servizi innovativi, che vanno dal personal architect alla conciergerie, agli spazi condivisi come la storage room, la SPA e l’area fitness, oltre alle zone dedicate al coworking.Sono questi alcuni risultati emersi dall’analisi del Centro Studi di Abitare Co. – società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze – che ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare delle nuove abitazioni nelle principali città metropolitane italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Firenze, Bologna e Palermo).Tra le singole città metropolitane, secondo l’analisi di Abitare Co., nel I sem. 2019 la più dinamica è Milano, con un incremento delle vendite di nuove abitazioni del +8,3%, seguita da Bologna (+7,5%), Roma (+5,7%), Genova (+3,8%), Napoli (+3,5%). Le vendite crescono, seppur con valori più contenuti, anche a Torino (+1,6%), Palermo (+1,4%) e Firenze (+1,4%).Ma a crescere non sono solo le vendite, ma anche i prezzi che stanno dando segnali di risveglio in tutte le città metropolitane (in media +2,6% sul I sem. 2018), con Bologna (+4,8%) e Milano (+4,5%) le città più vivaci.Il prezzo medio al mq per acquistare un’abitazione nuova è di €4.230: le città più care sono Milano con €5.250 (+4,5% sul I sem. 2019) e Roma con €5.150 (+2,2%); seguono Firenze con €4.850 (+1,1%), Torino con €4.550 (+2,4%), Napoli con €3.900 (+2,6%), Bologna con €3.850 (+4,8%), Genova con €3.350 (+1,5%) e Palermo con €2.950 (+1,3%).Per quanto riguarda l’offerta (in media +2,6% sul I sem. 2018), nel 2018 il tasso di crescita maggiore si evidenzia ancora una volta a Milano (+3,2%), città in cui si registra anche il peso maggiore delle nuove abitazioni sul totale di quelle presenti sul mercato residenziale (22,3%). A Roma l’incidenza sul totale è del 17,2%, a Bologna del 14%, a Torino del 13,1%, a Firenze del 10,2%, a Napoli del 9,8%, a Genova del 6,6% e a Palermo, fanalino di coda, del 5,3%.Per vendere un’abitazione sono necessari in media 4,9 mesi, ma si va dai 3,5 mesi di Milano ai 7,1 di Genova.

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Droghe e mercato 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Quando si pensa allo spaccio e all’acquisto di droghe illegali, l’immagine è quella del più o meno bieco spacciatore all’angolo di una strada, un po’ dismesso e nel buio, che scambia la merce col timoroso acquirente che si guarda intorno per controllare che nessuno sia testimone e magari pronto alla fuga. Non solo. Poi ci sono quelli “più moderni” che acquistano online (non proprio nel dark web…) e che, ben dissimulata e anonimicizzata, la merce gli arriva a casa. Ma per meglio capire cosa sia oggi la vendita di droghe illegali, degna di una qualche fiction cinematografica, c’è quella smantellata dall’alba di oggi dalla Polizia di Palermo. “H24 Evolution”. E’ il nome dell’operazione che a partire dal quartiere della Zisa del capoluogo siciliano ha provveduto a questo smantellamento di una azienda criminale che, con servizio di centralino 24 ore su 24, era in grado di soddisfare con consegna a domicilio le domande che gli arrivano da ogni parte della città, e se qualche “rider” ad ore un po’ proibitive (4 di mattino) si rifiutava di farlo, veniva redarguito se non proprio allontanato dal servizio; stesso rischio per chi aveva livelli di produzione considerati al di sotto della soglia minima aziendale. L’operazione di polizia ha portato a 16 arresti. Questo è quanto ottenuto dalla Polizia dopo indagini che hanno richiesto tempo. Ci viene anche da immaginare che, visto che i sequestri di droghe illegali aumentano e aumentano anche i consumatori, questi sequestri di spacciatori organizzati rappresentano solo una piccola parte del mercato del settore. Quanto finisce nelle manette delle autorità è solo la punta di un iceberg… neanche destinato a liquefarsi visto che l’effetto riscaldamento climatico (maggiore attenzione e successi delle forze di polizia) in questo ambito ha un effetto contrario rispetto ai monoliti del Polo Nord.
Non è difficile immaginare che a questi artigiani con il call center H24 ce ne siano altri con app digitali e, magari, con ampi poteri di distribuzione al dettaglio rispetto ad una città di medie dimensioni come Palermo.
Alcune leggi base dell’economia di mercato (legale o meno che sia) sono valide in entrambe le direzioni; cioé: la domanda fa il mercato, il mercato fa la domanda. Non si sa dove finisce uno e inizia l’altro, e viceversa. Ma nel mercato legale ci sono alcune regole che impediscono che un attore possa fare male all’altro, nonchè che gli attori non facciano male a consumatori e utenti. Nel nostro mercato illegale non è invece così. Ecco alcune domande e risposte tipiche: la troppa droga in circolazione fa male e quindi – secondo i sostenitori dell’attuale regime proibizionista – è colpa di chi non impedisce che queste quantità circolino: più polizia e più pene sono necessari. Oppure la tanta droga che circola è colpa di coloro che, consumatori di queste sostanze per svariate ragioni più o meno personali, fanno alzare la domanda, e quindi – sempre secondo i fautori dell’attuale regime proibizionista – è colpa di genitori, scuola, informazione, costumi troppo permissivi: non dobbiamo essere permissivi.
Ma in regime proibizionista risposte come queste, e anche più in generale, non esistono e non hanno senso. Né per chi offre né per chi consuma. E lo stesso non valgono per chi governa e amministra. Si potrà solo continuare ad essere in un continuo sbattersi in faccia ognuno le proprie presunte responsabilità. In questo regime mancano quelli che culturalmente vengono chiamati “paletti”, ché il regime proibizionista ha senso di esistere proprio perché i “paletti” non ci sono. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Riforma del mercato dei diritti d’autore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

“Non possiamo che essere d’accordo con le dichiarazioni del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli relativamente all’importanza della tutela del diritto d’autore” – dichiara Davide d’Atri, AD di Soundreef S.p.A. “È questo il momento per fare i primi decisivi passi verso una riforma organica del settore e recepire a pieno la Direttiva Barnier. Soundreef è disponibile sin da subito a un confronto – così come avvenuto per gli altri paesi dell’Unione Europea – con il Ministro, al fine di costruire insieme – anche con SIAE – la riforma che il mercato aspetta ormai da molti anni. Il mercato dei diritti d’autore oggi vale oltre 700 mln di euro, una riforma chiara e completa avrebbe effetti positivi sugli operatori, gli artisti e, indubbiamente, sul giro d’affari.”

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Università e mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

Roma 6 giugno 2019 ore 9,00 Piazzale Aldo 5 Moro, Aula Magna L’obiettivo del Convegno è quello di accompagnare i principali stakeholder del sistema universitario nella riflessione su nuovi percorsi per migliorare la qualità della formazione superiore e l’accesso ai mercati del lavoro dei laureati, tenendo conto delle trasformazioni strutturali in atto, del quadro di incertezza sistemica e di “coopetizione” internazionale.Dopo i saluti istituzionali saranno presentati i due Rapporti annuali di AlmaLaurea, giunti alla loro XXI edizione, che quest’anno hanno coinvolto i laureati di 75 Università italiane.Il Rapporto sul Profilo dei laureati si basa su un’indagine che coinvolge oltre 270 mila laureati del 2018 e restituisce una fotografia analitica delle loro principali caratteristiche.Il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati si basa su un’indagine che riguarda oltre 630 mila laureati ed esamina la posizione raggiunta nei mercati del lavoro di Italia, Europa e resto del mondo dai laureati nel 2017, 2015 e 2013, intervistati rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.Alla presentazione delle Indagini seguiranno tre tavole rotonde che approfondiranno rispettivamente i temi: “Verso un modello di università europea: la dimensione del placement universitario”; “Verso nuove connessioni tra università e industria: l’università italiana e lo scenario internazionale”; “Strategie di orientamento e manutenzione dei percorsi formativi per alimentare il successo occupazionale dei laureati”. Le conclusioni saranno affidate al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Riso, mercato fermo ma prezzi più alti rispetto al 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 14 Mag 2019

Dopo i rialzi in avvio d’anno, a partire da marzo i prezzi dei risi scambiati nel mercato italiano hanno registrato una fase di stagnazione, evidente soprattutto per i risi da risotto, in particolare Arborio e Carnaroli. I prezzi restano però più alti rispetto allo scorso anno per la maggior parte dei risi. Spicca, tra i risi a grana Tonda, il Selenio, il cui prezzo medio ad aprile ha messo a segno una crescita superiore al 70% su base annua. Di fatto, i prezzi attuali del Selenio si attestano ai massimi da inizio 2009. Tra i classici risi da risotto, aumento consistente anche per l’Arborio-Volano (+45% su base annua), per il S. Andrea (+39%) e per il Carnaroli (+32%). Più contenuto, tra i risi Indica, l’aumento anno su anno per il Thaibonnet, pari ad un +8%. Sono alcuni dei dati contenuti nell’analisi trimestrale sul mercato risicolo compiuta dalla Camera di Commercio di Pavia in collaborazione con BMTI.Sul fronte del commercio con l’estero, intanto, il forte aumento delle importazioni italiane di riso registrato negli anni scorsi ha mostrato una netta battuta d’arresto nel 2018. Nel complesso, infatti, l’import di prodotti risicoli ha accusato un calo del 19,3% in volume (da 223mila a 180mila tonnellate) e del 10,5% in valore (da 147 a 132 milioni di euro). Particolarmente accentuata è stata la contrazione dell’import di risone e riso semigreggio, i cui volumi sono calati rispettivamente del -32,3% e -34,2% rispetto al 2017. In controtendenza gli arrivi di riso lavorato e semilavorato, in crescita del +6,3% su base annuale.Flessione che nel 2018 ha riguardato anche l’export, sebbene meno ampia rispetto alla riduzione dell’import. Le quantità spedite all’estero, dopo la crescita del +13% nel 2017, hanno accusato nel 2018 una contrazione del 4,9% in volume (da 750mila a 714mila tonnellate) e del 2,5% in valore (da 533 a 520 milioni di euro). Si conferma ampiamente positivo, invece, il saldo della bilancia commerciale, attestato sui 388 milioni di euro, in crescita dello 0,6% rispetto al 2017.

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Duff & Phelps cresce in Italia e consolida la leadership sul mercato

Posted by fidest press agency su martedì, 7 Mag 2019

Duff & Phelps, la società di consulenza che opera a livello globale all’insegna del “protect, restore and maximize value” per i propri clienti, rafforza la propria presenza e offerta nel nostro Paese attraverso la creazione di una divisione dedicata al Transfer Pricing.Con il lancio di questa nuova practice, Duff & Phelps si pone l’obiettivo di intercettare la crescente domanda di servizi di consulenza economica specializzata da parte di multinazionali basate in Italia e di studi legali internazionali, fornendo assistenza e supporto nel design, nella documentazione e nella difesa delle politiche di determinazione dei prezzi intercompany, nei procedimenti di risoluzione delle controversie (MAPs) e in quelli di ruling/APA in materia di transfer pricing, Patent box e di valorizzazione delle merci in dogana. Un’offerta che si colloca strategicamente in un’importante fase di cambiamento delle Amministrazioni finanziarie, che stanno oggi evolvendo verso un approccio maggiormente collaborativo e basato sul risk assessment preventivo.La practice è guidata da Enrico De Angelis, nel ruolo di Managing Director. Enrico vanta un’esperienza quasi ventennale nella consulenza orientata ad assistere multinazionali di diverse dimensioni e settori industriali nel design e nell’implementazione delle policy di transfer pricing, maturata in società di consulenza internazionali e in boutique economiche. De Angelis è inoltre un opinion leader riconosciuto nel settore del transfer pricing e del valore in dogana delle merci, autore di numerosi articoli sul tema e spesso invitato in qualità di relatore a conferenze italiane e internazionali.L’attività di Transfer Pricing si inserisce in modo strategico nel portafoglio di Duff & Phelps in Italia, che può già contare sulle operazioni consolidate in ambito di Business Valuation, Real Estate Advisory, Fixed Asset Valuation e sui servizi di Kroll, la divisione di Duff & Phelps leader nelle investigazioni e nella cybersecurity.

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Mercato del lavoro: il gap tra domanda e offerta continua a crescere, soprattutto al Nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Milano. In piena rivoluzione digitale sono molte le aziende, soprattutto quelle di medie e di grandi dimensioni, che hanno difficoltà crescenti nel reperire sul mercato i talenti di cui hanno necessità. A spiegarlo è chi si occupa quotidianamente di recruiting di profili specializzati, conoscendo molto bene, in prima persona, quanto il gap tra domanda e offerta si stia allargando sempre più .”Operai specializzati, dirigenti, ingegneri elettronici, analisti, agenti assicurativi, insegnanti di lingue straniere: sono molte le figure professionali ricercate che vengono trovate con sempre maggiore difficoltà”, commenta Carola Adami, CEO di Adami & Associati, società di ricerca e selezione di personale qualificato.
Ma cosa manca ai candidati? «A mancare in molti casi è l’esperienza, creando così un circolo vizioso. Ma tante volte i recruiter si trovano di fronte a una generalizzata assenza di competenze specialistiche, nonché alla mancanza di soft skills fondamentali, come per esempio il problem solving o le abilità di comunicazione» aggiunge Adami.L’impressione dei cacciatori di teste viene confermata da i numeri, a partire da quelli relativi al Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere. Stando a questa indagine, infatti, nel 2018 la domanda non ha incontrato l’offerta in oltre il 26% dei casi, con un aumento di ben 5 punti rispetto all’anno precedente. Il gap si rivela particolarmente marcato nel Settentrione, un dato motivato prima di tutto dalla maggiore richiesta di profili specializzati.
Le aziende lombarde, per esempio, durante lo scorso anno hanno incontrato notevoli difficoltà nel coprire i 28% dei posti lavorativi offerti. Guardando invece al Nord-Est, il mancato soddisfacimento dei prerequisiti fondamentali ha portato a lasciare scoperto circa un posto su 3, rallentando in modo significativo lo sviluppo delle imprese. Anche nel Meridione, del resto, il disallineamento tra domanda e offerta si è fatto sentire, con le imprese sicule, pugliese e campane che hanno lamentato difficoltà nell’individuare un lavoratore su 5.«La mancanza di esperienza finisce per colpire soprattutto i candidati più giovani: le imprese ricercano continuamente profili under 30, i quali però, molto spesso, non vantano le competenze necessarie» spiega l’head hunter Adami. Il gap del resto si allarga drasticamente per quanto riguarda determinate figure specialistiche: la forbice evidenziata dal Rapporto Excelsior 2018 arriva al 62% nel caso di specialisti in scienze chimiche, fisiche e informatiche. Come ha spiegato lo stesso presidente di Unioncamere Carlo Sangalli, «lo sviluppo tecnologico sta incidendo anche sulle competenze richieste ai lavoratori: in futuro a oltre 9 profili su 10 sarà associata la richiesta di competenze digitali».«Questo trend è destinato a continuare e persino ad aumentare nei prossimi anni» ha precisato Carola Adami «poiché le imprese continueranno a ricercare sempre più profili specializzati, con competenze molto elevate. Il mondo del lavoro sta cambiando, e con esso non può che mutare profondamente anche il capitale umano delle aziende. Poter contare sul giusto mix di competenze, per le imprese, è assolutamente fondamentale, a qualunque livello: per questo motivo è necessario affinare la tecniche di ricerca del personale specializzato nonché, dall’altra parte, puntare sulla formazione».

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Il mercato dei servizi finanziari è pronto per l’hybrid cloud

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Nutanix, Inc. (NASDAQ: NTNX), leader nell’enterprise cloud computing, annuncia i risultati della ricerca Enterprise Cloud Index per i servizi finanziari. La ricerca è stata realizzata valutando i piani specifici di adozione di cloud privati, ibridi e pubblici da parte del mercato finance. Secondo lo studio, il settore finanziario supera altri settori nell’adozione del cloud ibrido con una penetrazione attuale del 21% rispetto alla media globale del 18,5%.Le società di servizi finanziari si trovano ad affrontare sfide importanti a causa dell’esigenza di snellire le IT operations allo stesso tempo offrire un’esperienza diversificata ai propri clienti, sfruttando le nuove tecnologie come ad esempio la blockchain. Questa rivoluzione FinTech, combinata ai crescenti oneri di conformità normativa, privacy dei dati e problematiche di sicurezza, sta spingendo i CIO a trasformare radicalmente le fondamenta tecnologiche dei propri Istituti. Lo studio Nutanix evidenzia proprio come il settore dei servizi finanziari stia adottando il cloud computing per indirizzare tale esigenza.Dai risultati dell’indagine emerge, inoltre, che gran parte delle organizzazioni finanziarie sta ancora affrontando con fatica il processo di modernizzazione di architetture e processi IT ormai obsoleti, con una conseguente inefficacia operativa e una potenziale vulnerabilità a subire violazioni dei dati. Il report evidenzia, infatti, che i servizi finanziari si appoggiano a data center più tradizionali rispetto ad altri settori, con una penetrazione del 46%. Nonostante la loro evoluzione sul fronte del cloud ibrido, le organizzazioni finanziarie hanno livelli di utilizzo del cloud privato inferiori a qualsiasi altro settore, con una penetrazione del 29% rispetto alla media del 33%.Come altri settori, anche quello dei servizi finanziari cita la sicurezza e la conformità come elementi chiave nel valutare dove eseguire i carichi di lavoro. Quasi tutti gli intervistati hanno indicato che prestazioni, gestione e TCO sono fattori critici nel processo decisionale. Tuttavia, oltre il 25% degli intervistati ha citato questi stessi fattori come una sfida nell’adozione del cloud pubblico. In altre parole, come spesso accade con le nuove soluzioni IT, i criteri di scelta più importanti sono anche i più difficili da raggiungere. Ciò potrebbe spiegare, in parte, la disparità tra l’elevato desiderio di adottare il cloud ibrido e gli attuali livelli di penetrazione relativamente bassi, pari ad appena il 21% nel settore dei servizi finanziari.La prospettiva ottimistica rispetto all’adozione del cloud ibrido a livello globale e in tutti i settori, rispecchia un panorama IT sempre più automatizzato e sufficientemente flessibile da lasciare alle aziende la scelta se acquistare, creare o noleggiare le proprie risorse di infrastruttura IT in base a requisiti applicativi in rapida trasformazione.

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PE: un mercato UE dell’elettricità più pulito e più favorevole per i consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. Oggi i deputati europei hanno approvato delle nuove regole per creare un mercato europeo dell’elettricità più pulito, più competitivo e in grado di affrontare più efficacemente le emergenze.Il Parlamento ha adottato in via definitiva quattro nuove legislazioni sul mercato elettrico UE, concordate informalmente con i ministri UE alla fine del 2018, concludendo così il percorso legislativo del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei.L’accordo sul “mercato interno dell’elettricità” (regolamento) è stato approvato con 544 voti favorevoli, 76 contrari e 40 astensioni.L’accordo sulle “norme comuni per il mercato interno dell’elettricità” (direttiva) è stato approvato con 551 voti favorevoli, 72 contrari e 37 astensioni. I consumatori trarranno notevoli vantaggi dalle nuove norme, poiché avranno accesso a contatori intelligenti e a prezzi dinamici. Disporranno inoltre della possibilità di cambiare fornitore senza costi, entro un periodo massimo di tre settimane (24 ore entro il 2026).Gli Stati membri potranno anche regolamentare, temporaneamente e a specifiche condizioni, i prezzi per assistere e proteggere le famiglie povere o vulnerabili. Tuttavia, i sistemi di sicurezza sociale dovrebbero essere lo strumento principale per affrontare la povertà energetica.Uno dei principali obiettivi delle nuove norme è quello di consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile attraverso le frontiere dell’UE. In tal modo si vogliono sostenere gli sforzi per il conseguimento dell’obiettivo vincolante dell’UE, che fissa la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% del consumo finale lordo entro il 2030.Le norme UE consentono attualmente alle autorità nazionali di pagare le centrali elettriche a combustibili fossili per un periodo di tempo limitato in caso di picco della domanda, grazie ad un meccanismo noto come ‘regolazione della capacità’. Le nuove norme introdurranno limiti più stringenti per gli Stati membri che sovvenzionano le centrali elettriche, per evitare che le centrali più inquinanti in Europa ricevano aiuti di Stato.Le misure si applicheranno a tutte le nuove centrali elettriche, a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento e a quelle esistenti a partire dal 2025. Le nuove norme non incideranno sui contratti di capacità conclusi prima del 31 dicembre 2019.Dopo la votazione, il relatore sul mercato interno dell’elettricità, Jerzy Buzek (PPE, PL), ha dichiarato: “La riforma del mercato UE dell’elettricità dovrebbe renderlo più competitivo, al di là delle frontiere dell’UE, e sostenere la trasformazione verso un’elettricità più pulita. Dà più potere ai consumatori e protegge i più poveri di energia. È un bene per l’ambiente e per il portafoglio.”Maggiori informazioni sulle nuove regole del mercato dell’elettricità sono disponibili nel comunicato stampa dopo l’accordo con gli Stati membri.

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Il mercato dei mini-bond continua a rafforzarsi

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

Anche nel 2018 infatti è cresciuto il numero delle emissioni, benché si sia ridotto il controvalore raccolto, a causa della diminuzione del valore medio dei collocamenti. Sono i risultati a cui è giunto il 5° Report italiano sui mini-bond redatto dall’omonimo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano e presentato oggi.
Dal novembre 2012 allo scorso dicembre sono salite a 746 in totale le emissioni di mini-bond (in gran parte obbligazioni) effettuate dalle imprese del campione, per un valore di 25,2 miliardi di euro 4,6 considerando solo quelle fatte da PMI, 4,9 analizzando le 636 sotto i 50 milioni. Il 2018 ha contribuito con 198 emissioni, in aumento rispetto alle 170 del 2017, ma con un controvalore di 4,3 miliardi di euro che risulta in calo (era di 5,5) a causa del valore medio delle emissioni, sceso al minimo storico: 22,40 milioni di euro (contro 45) nel secondo semestre, 20,85 nel primo.
Sotto la taglia dei 50 milioni troviamo 159 emissioni, pari a 1,3 miliardi di euro. La raccolta effettuata dalle sole PMI si è dimezzata – 668 milioni contro 1,4 miliardi – mentre le emittenti sono aumentate: 176 (di cui ben 123 “debuttanti”) rispetto alle 137 del 2017. A fine 2018 il mercato ExtraMOT PRO gestito da Borsa Italiana, il listino più ‘adatto’ per i mini-bond italiani, ha raggiunto i 207 titoli quotati, il valore più alto mai visto.
I mini-bond – intesi come titoli di debito emessi da società italiane non finanziarie, in particolare società di capitale o cooperative di importo inferiore a 500 milioni di euro non quotate su listini aperti agli investitori retail – si confermano comunque come una fonte di finanziamento alternativa e complementare al credito bancario, soprattutto in preparazione a successive operazioni con investitori istituzionali più complesse come il private equity o la quotazione in Borsa.
La ricerca ha identificato 498 imprese italiane, di cui 260 PMI, che dal 2012 al 31 dicembre 2018 avevano collocato mini-bond (a fine 2017 erano 326). L’ultimo anno ha contribuito con 176 emittenti, di cui 123 affacciatesi sul mercato per la prima volta e 42 con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro prima del collocamento, mentre la fascia più numerosa ha ricavi compresi fra 100 e 500 milioni. Più che raddoppiate le Srl, da 21 a 45.
Per quanto riguarda il settore di attività, si conferma la netta supremazia del comparto manifatturiero (41%), pur con un aumento nei segmenti meno rappresentati in passato. La collocazione geografica evidenzia come sempre una netta prevalenza delle regioni del Nord: domina la Lombardia con ben 50 emittenti (il 28% su scala nazionale), crescono il Piemonte e le regioni del Sud, scende il Trentino-Alto Adige.
Il 54% delle emissioni totali è sotto la soglia dei 5 milioni di euro e nel 2018 la percentuale è salita addirittura al 60%. Fra tutti i mini-bond, il 44% è stato quotato su ExtraMOT PRO, ma nel 2018 la percentuale è scesa al 27%. Cresce il numero di emissioni quotate all’estero (12%). La durata media del 2018 è 5,2 anni, in leggero aumento rispetto ai 4,9 anni del 2017. Il 50,5% prevede il rimborso del titolo alla scadenza (bullet), ma nelle emissioni a lungo termine e in quelle sotto i 50 milioni è relativamente più frequente la modalità amortizing, con un rimborso graduale fino alla scadenza. La cedola in genere è fissa (valore medio 5,1%, mediano 5%), ma nel 2018 è aumentata la frequenza di quella variabile. Per la prima volta si riscontra un lieve aumento del tasso di interesse (5% di media contro 4,83%).
I mini-bond del campione sono associati a un rating da agenzie autorizzate nel 30% dei casi (di cui il 17% ‘pubblico’, distribuito quasi equamente fra investment grade e speculative grade mentre il 13% è unsolicited o undisclosed). Il ricorso al rating è calato ancora nel 2018 (solo il 22% delle emissioni l’ha ottenuto) ed è riscontrato soprattutto fra le grandi imprese e per le emissioni sopra i 50 milioni. La presenza di una garanzia sul rimborso del capitale, a dare maggiore sicurezza agli investitori, è sensibilmente aumentata nel 2018: 38% dei casi nel 2018 rispetto al 29% dell’intero campione.
(By Stefania Vicentini – ufficio stampa School of Management Politecnico di Milano in abstract)

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Le performance del mercato immobiliare di Roma e Milano

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Registrano risultati molto diversi fra loro. Secondo il focus di Immobiliare.it sui quartieri delle due metropoli, tutte le zone del capoluogo meneghino sono coinvolte dal trend di aumento dei prezzi, mentre nella Capitale, durante l’ultimo anno, in una zona su tre i valori risultano ancora in stallo o addirittura in calo.Dati alla mano, una casa vista Duomo batte per valore un’abitazione con affaccio sul Colosseo: all’ombra della Madonnina la spesa media al metro quadro da mettere in conto è di 9.184 euro mentre al centro di Roma la cifra si ferma a 7.865 euro/mq.I quartieri che, rispetto a un anno fa, hanno visto crescere maggiormente i prezzi degli immobili sono stati Città Studi a Milano (+20%, con una media di quasi 5.000 euro al metro quadro) e Colli Albani-Appio Latino a Roma (+13%, con prezzi medi di poco superiori a 4.000 euro).Di contro, nel capoluogo lombardo la zona con i valori immobiliari più bassi è quella periferica di Baggio-Bisceglie-Olmi, dove il costo medio al metro quadro è pari a 2.286 euro. A Roma, invece, l’area più economica in cui comprare casa è quella di Lunghezza-Castelverde (1.680 euro/mq).

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