Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘mercato’

Come sta andando il mercato del libro di varia a 20 giorni dal Natale?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

L’Associazione Italiana Editori (AIE), in una anteprima del programma professionale di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre, presenterà il prossimo 2 dicembre la consueta analisi periodica del mercato realizzata in collaborazione con NielsenIQ.L’appuntamento sarà trasmesso sul sito di AIE (www.aie.it) e sulla pagina Facebook di Più libri più liberi a partire dalle 11.00: verranno presentati gli ultimi dati disponibili che saranno confrontati con quelli riferiti allo scorso ottobre, quando la previsione di chiusura per fine anno si attestava tra un +11% e un +16%.Interverranno il presidente di AIE Ricardo Franco Levi e il responsabile dell’Ufficio studi, Giovanni Peresson.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nervosismo del mercato obbligazionario a seguito della riconferma di Jerome Powell alla guida della FED

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

A cura di Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM (Italia) SGR. La riconferma di Jerome Powell, alla guida della FED per il suo secondo mandato, sembrava ormai scontata. Il Presidente Biden aveva la necessità di dimostrarsi più conciliante nei confronti dei Repubblicani per trovare un accordo sull’approvazione al Senato del ’Build Back Better’, ovvero il maxi piano da 1750 miliardi di dollari su welfare, istruzione e clima. Anche per questa ragione la scelta è ricaduta su Powell, nominato la prima volta a febbraio del 2018 da Trump, mentre Lael Brainard, più vicina alla linea politica democratica, è stata per il momento designata alla vicepresidenza. Eppure, i mercati finanziari hanno reagito in modo netto e improvviso: rialzo del dollaro, aumento dei tassi di interesse sia sulla parte lunga sia su quella a breve, e debolezza dei titoli tecnologici più sensibili al rialzo dei tassi. Il ragionamento ex post è che Powell viene considerato dal mercato più falco della Brainard e il mercato sta scommettendo su un’accelerazione del tapering che potrebbe essere comunicato nella prossima riunione Fed di dicembre. Nelle stesse ore, al di là dell’oceano, il membro del Comitato Esecutivo della BCE Isabel Schnabel ha dichiarato che il rischio sui prezzi è orientato verso l’alto. L’inflazione effettivamente continua a mordere, mostrando una “transitorietà” più prolungata rispetto a quanto originariamente prospettato dalla Banche Centrali. Il nervosismo sta aumentando soprattutto in Germania, dove anche il quotidiano Bild Zeitung, recentemente, ha attaccato la politica della BCE ritenuta eccessivamente espansiva, non idonea a tutelare i risparmiatori tedeschi.A nostro avviso però la reazione dei mercati è, come spesso accade in questi casi, eccessiva e, per certi versi, umorale. Non dobbiamo infatti dimenticare che in Europa, in questo momento, è in corso una nuova ondata pandemica. Per quanto non riteniamo che avrà le stesse conseguenze delle precedenti, come evidenziato nella Musa dei Mercati della scorsa settimana (“Onda Anomala”), in questo momento è ancora da valutarne l’impatto, passibile di spostare in avanti qualunque scelta monetaria di ordine più restrittivo. Come mostrato ad esempio dall’indicatore IFO di sentiment, un indebolimento è in corso da qualche mese e potrebbe proseguire in maniera anche più marcata nel caso la pandemia stentasse ad arretrare. Negli Stati Uniti, inoltre, il faro di politica monetaria rimane la “piena occupazione” e, allo stato attuale, questo obiettivo è ancora lontano qualche milione di posti di lavoro.Di conseguenza, pur riconoscendo gli eventi e i rischi sopra esposti, pensiamo che in qualche misura l’attuale debolezza sui listini possa rientrare progressivamente, anche se una fase correttiva è del tutto fisiologica dopo un movimento al rialzo così impetuoso e prolungato.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mercato elettrico: elettrificazione dei consumi e diffusione delle rinnovabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

La diffusione delle energie rinnovabili, la riduzione del parco di generazione termoelettrica e l’elettrificazione dei consumi sono i tre fattori principali che hanno caratterizzato negli ultimi anni l’evoluzione del sistema elettrico in Italia, promuovendone la progressiva decarbonizzazione. Tuttavia, l’elettrificazione dei consumi (utilizzo del vettore elettrico invece di altri vettori energetici) e le installazioni di impianti a fonte rinnovabile crescono con tassi insufficienti per il raggiungimento degli obiettivi nazionali al 2030, benché gli scenari evolutivi e le politiche energetiche disegnino una prospettiva in ascesa, a partire dall’immatricolazione di 100.000 auto elettriche nei primi nove mesi del 2021, tanto da raddoppiare il parco circolante rispetto alla fine del 2020. A dirlo è l’Electricity Market Report dell’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano. Le cifre insomma non sono esaltanti, tuttavia si respira un clima di fiducia. Il sistema elettrico infatti sta attraversando una repentina evoluzione in seguito all’effetto delle politiche di decarbonizzazione, tuttavia il raggiungimento della neutralità climatica al 2050 (e la riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030 del 55% rispetto ai livelli del 1990, come delineato nel pacchetto Fit for 55) richiede un’importante accelerazione rispetto ai tassi registrati negli ultimi anni: al 2030 le fonti rinnovabili dovrebbero coprire il 40% del mix energetico europeo, l’efficienza energetica sul consumo di energia finale dovrebbe salire al 36% (e al 39% quella sul consumo di energia primaria), ogni anno andrebbe riqualificato almeno il 3% della superficie complessiva degli edifici pubblici e le emissioni delle nuove auto andrebbero ridotte del 55% rispetto ai livelli del 2021, per poi diventare il 100% entro il 2035, quando sarà vietata la vendita di nuove auto termiche. A febbraio 2021 sono state approvate le proposte di modifica al Regolamento sulle modalità per la creazione, qualificazione e gestione di UVAM sul Mercato dei servizi di dispacciamento, tra cui l’introduzione del test di affidabilità, che ha incontrato il favore degli operatori perché in grado di far emergere le risorse dotate di flessibilità reale a discapito di quelle che sarebbero in difficoltà nell’assolvere correttamente gli ordini di dispacciamento ricevuti. Inoltre, con l’approvazione della nuova Procedura per l’approvvigionamento a termine, dal 1° maggio 2021 le aste si svolgono secondo nuove regole. I risultati delle aste mostrano che, anche con il nuovo regolamento, vi è una saturazione quasi totale dei contingenti nelle due Aree di assegnazione, peraltro con primi medi assegnati notevolmente inferiori alle basi d’asta. A inizio agosto 2021 vi erano 272 UVAM abilitate (173 con contrattualizzazione a termine), il 10,6% in più rispetto alle 246 di luglio 2020. Il 61% delle UVAM è composto da un unico POD, in linea con lo scorso anno, il 18% da 2 POD (50 in tutto), ma si assiste alle prime abilitazioni di UVAM con un ampio numero di POD aggregati: 4 ne hanno tra 10 e 100, e 3 più di 100 (riferite in particolare a impianti di storage elettrochimico, 765 in totale, abbinati a impianti fotovoltaici in ambito domestico). Complessivamente, il numero di POD coinvolti è di 1274, quasi il triplo rispetto a luglio 2020.Nel 2020 è stata avviata in Italia la fase pilota di recepimento della Renewable Energy Directive 2018/2001 (RED II), introducendo per la prima volta nella legislazione italiana le definizioni di «Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente» e di «Comunità di Energia Rinnovabile» (REC). Nel Rapporto si analizza un campione di casi reali di comunità energetiche e gruppi di autoconsumatori collettivi nati in Italia nel corso degli ultimi mesi.Nel complesso sono state valutate 33 iniziative – 21 comunità energetiche rinnovabili e 12 gruppi di autoconsumo collettivo – caratterizzate da una potenza media degli impianti di produzione di circa 32 kW per autoconsumo collettivo e di circa 48 kW per comunità energetiche rinnovabili. Sono emersi tre cluster principali che si stanno sviluppando nel mercato delle comunità energetiche: il Cluster 1 (“Enti pubblici e terzo settore”) è il più diffuso e si basa sulla relazione diretta tra cittadini ed ente pubblico locale, che funge da catalizzatore dell’iniziativa, e sulla possibilità di beneficiare di finanziamenti a fondo perduto o agevolati. Queste iniziative nascono per mitigare la povertà energetica e generare valore economico sul territorio, e sono anche un possibile strumento di riqualificazione di edilizia popolare. Gli impianti vengono posizionati su edifici pubblici e connessi fisicamente alle utenze dell’ente. Le risultanze economiche che emergono dai business case analizzati sono interessanti, soprattutto per i player energy, perché non si esauriscono con l’investimento in nuovi impianti di generazione rinnovabili diffusi e con la rinnovata spinta sul mercato residenziale, fermo da anni ai soli utenti che vivono in edifici monofamiliari: oltre a consumare, accumulare e vendere l’energia autoprodotta, questi nuovi soggetti possono offrire servizi ancillari e di flessibilità, sfruttare altre forme di energia da fonti rinnovabili finalizzate all’utilizzo da parte dei membri, promuovere interventi integrati di domotica ed efficienza energetica, offrire la ricarica dei veicoli elettrici, assumere il ruolo di società di vendita al dettaglio, ed infine, solo per le Comunità Energetiche di Cittadini, distribuire e fornire energia elettrica ed essere aggregatore. (abstract E&S Group PoliMi, Electricity Market Report21)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il mercato immobiliare torna a crescere

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2021

A fronte di un deciso recupero delle compravendite residenziali (+73% nel II trimestre dell’anno) e dei prezzi al metro quadro (+1,7% per i nuovi immobili nel terzo trimestre 2021 e +2,6% per quelli usati) nel mese di ottobre si registra una ulteriore crescita dell’importo medio dei mutui richiesti (+6,8%), che con 142.345 Euro tocca il valore più elevato in assoluto degli ultimi 10 anni.Malgrado questo, la dinamica del comparto fa segnare una nuova flessione (-16% rispetto al mese di ottobre 2020), in linea con il trend del trimestre precedente, malgrado la costante crescita (+2,6 punti percentuali) delle istruttorie presentate dagli under 35, che oggi arrivano a piegare una quota record del 30% del totale. È questo il quadro che emerge dall’analisi delle richieste registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF. Nel complesso, le richieste tra 100.000 e 150.000 euro rappresentano la soluzione preferita dagli italiani (circa 30% del totale) – un dato sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo del 2020. Al secondo posto (con il 25,6%) permane la classe di importo tra 150.000 e 300.000 euro, mentre valori al di sotto dei 100.000 euro caratterizzano 4 richieste su 10. Nello specifico con il 30% delle richieste complessive, è il dato più alto degli ultimi 10 anni, favorito dalle misure adottate dal governo nazionale con il decreto Sostegni bis. Nello specifico, la classe tra i 18 e i 24 anni è arrivata al 2,7% rispetto al 2,2% di un anno fa, e quella tra i 25 e i 24 anni, che spiega il 27,3% del totale contro il 25,2% di ottobre 2020. La classe di età che spiega la quota maggioritaria delle richieste di mutuo rimane comunque quella compresa tra i 35 e i 44 anni, con il 32,7%% del totale. Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata si conferma il trend degli scorsi mesi che vede la classe compresa tra i 26 e i 30 anni sempre più in cima alle preferenze delle famiglie italiane, con il 27,6% del totale (+4,4%). Cresce anche (+1,1% vs 2020) la classe di durata tra i 20 e i 25 anni, che assorbe il 24,1% delle richieste totali. In generale, quasi 8 richieste su 10 presentano piani di rimborso superiori ai 15 anni, a conferma dell’atteggiamento tradizionalmente prudente delle famiglie italiane, che tendono a spalmare la restituzione del finanziamento su un orizzonte temporale sufficientemente lungo nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso delle rate sul bilancio familiare.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fixed Income – Criteri ESG: l’approccio del mercato monetario

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

A cura di David Gorgone, Client Portfolio Manager per il team Money Market di Pictet Asset Management. Adottare fattori ambientali, sociali e di governance (Environmental, Social, Governance – ESG) per ridurre il rischio e aumentare i rendimenti potenziali è diventata una prassi sempre più comune tra i fondi azionari e obbligazionari. Tuttavia, è raro che gli investitori prendano in considerazione l’idea di estendere questo approccio a investimenti di breve termine, come i fondi del mercato monetario. A prima vista può sembrare una cosa sensata: i rischi e le opportunità associati a tendenze come il cambiamento climatico sono, per loro natura, di lungo termine. Ciò significa che è difficile coglierne l’importanza in investimenti con scadenze pari o inferiori a 13 mesi. Se però si scava più a fondo, la rilevanza dei criteri ESG in quest’area chiave del mercato finanziario diventa chiara.Per prima cosa, prendiamo in considerazione il ruolo giocato dai fondi del mercato monetario. Progettati per essere investimenti sicuri, simili alla liquidità, i fondi del mercato monetario cercano di evitare rischi. Nei mercati monetari, i rischi maggiori da identificare sono quelli finanziari, ma anche i rischi non finanziari fanno parte dell’analisi del rischio di credito. La storia mostra, ad esempio, che errori di governance tra gli emittenti di titoli a breve termine hanno causato gravi perdite a quei fondi del mercato monetario che non hanno controllato il rischio in misura sufficiente. La governance, tuttavia, non è l’unico rischio non finanziario di cui i fondi del mercato monetario devono tenere conto.Le ricerche dimostrano che, in generale, le aziende che prestano molta attenzione alla sostenibilità e alle questioni ambientali beneficiano di un costo del capitale inferiore rispetto alle altre.2 Concentrandosi su società con un solido profilo ESG ed evitando quelle invece con caratteristiche deboli, i fondi del mercato monetario possono svolgere la loro parte anche in questo sforzo comune, lasciando un segno tangibile.Gli investitori adottano questa visione sempre più spesso. Un numero crescente di loro comprende quanto sia importante applicare i principi ESG all’intero portafoglio, compresi gli investimenti a breve termine, in quanto riconoscono il ruolo fondamentale che svolgono all’interno del sistema finanziario. Crescendo il numero di emittenti attenti ai criteri ESG che offrono titoli più sicuri, chi investe in fondi del mercato monetario gestiti in modo sostenibile non è costretto a scendere a compromessi su rendimento, diversificazione e liquidità del proprio portafoglio. In altre parole, i fondi del mercato monetario possono contribuire alla costruzione di un’economia sostenibile senza mettere a rischio le loro caratteristiche fondamentali. Naturalmente, esistono anche limitazioni. Nel complesso, riteniamo che i criteri ESG rappresentino un complemento naturale al nostro processo d’investimento conservativo. Oltre a escludere gli investimenti che non soddisfano i nostri criteri ESG e a premiare, in termini di allocazione, gli emittenti con un buon rating, manteniamo sempre il focus sulla liquidità e sulla diversificazione che ha sempre contraddistinto il nostro approccio al mercato monetario. (abstract) come sopra

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

PIMCO: Il mercato degli uffici in un mondo post-COVID

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

A cura di John Murray Managing Director e Gestore, immobili commerciali di PIMCO. La pandemia ha messo il turbo ai movimenti dell’e-commerce e del lavoro da casa, rimodellando i mercati e creando vincitori e vinti in tutti i settori immobiliari commerciali. I volumi globali delle transazioni nel primo trimestre sono scesi rispettivamente del 26% e del 27% negli Stati Uniti e in Europa, e del 12% in Asia. Ciò non è sorprendente, data la pandemia. Le proprietà multifamiliari, tuttavia, hanno tenuto incredibilmente bene negli Stati Uniti e in Europa. In Europa, l’importo in dollari delle transazioni multifamiliari è salito del 66% nel primo trimestre del 2021 rispetto all’anno precedente, con due dei maggiori affari del primo trimestre in proprietà residenziali. In Asia, il settore industriale, principalmente la logistica, ha avuto la migliore performance, con volumi in aumento del 5% rispetto allo scorso anno e del 22% rispetto al 2019. Il multifamiliare è stato il settore più performante in termini di volumi di transazioni nel primo trimestre negli Stati Uniti. I volumi sono scesi solo del 12% nel multifamiliare; questo si confronta bene con la vendita al dettaglio, in calo del 42%, gli uffici, in calo del 36%, e l’industriale/logistica, in calo del 41%.Al contrario, riteniamo che il settore retail sia tra i perdenti nel lungo termine. I proprietari di negozi al dettaglio stanno soffrendo insieme ai loro inquilini, e non pensiamo che i piani d’aiuto saranno sufficienti a salvare molte di queste attività in difficoltà. Infatti, la sofferenza sembra destinata ad aumentare nel 2022. Molti inquilini non torneranno mentre negli Stati Uniti, molti se ne andranno quando i fondi del Paycheck Protection Program (PPP) si esauriranno. Ad aggiungere ulteriore pressione c’è un muro di scadenze di prestiti in scadenza, anche per i centri commerciali statunitensi e un’ondata di fondi core che cercano di ridurre l’esposizione al dettaglio. Dal nostro punto di vista, la vendita al dettaglio non è più un asset centrale nel portafoglio. Ci aspettiamo di vedere opportunità per proprietà che vengono riconvertite, ma solo a prezzi molto più bassi rispetto ai precedenti valori di vendita al dettaglio. Il settore industriale è stato il grande vincitore, con una domanda istituzionale a livelli record, sostenuta da venti secolari di e-commerce. Molti datori di lavoro in tutto il mondo stanno annunciando programmi di ritorno negli uffici, per questo non sorprende che i volumi globali di leasing siano scesi di circa 30%. Negli Stati Uniti, sono ancora più bassi, del 45% nel primo trimestre. Più della metà di questi leasing (56%) sono rinnovi. Recenti indagini mostrano che la maggior parte delle aziende, in particolare i grandi datori di lavoro, stanno aspettando fino alla fine dell’anno per decidere se tornare in ufficio a tempo pieno. Questi sondaggi hanno mostrato che tre aziende su quattro si aspettano che circa il 20% dei loro dipendenti lavorerà da casa due giorni a settimana. È interessante notare che più della metà delle aziende intervistate prevedono di aumentare la quantità di spazio per persona di ben il 20% per motivi di salute e igiene, e per accogliere stili di lavoro più collaborativi. Guardando alle prospettive per gli uffici troviamo che i livelli di occupazione e di affitto delle città di tutto il mondo, si allineano ampiamente alla densità della popolazione, piuttosto che al prodotto interno lordo (PIL) pro capite, come molti supporrebbero. A sua volta, le città a più alta densità tendono ad avere uffici open space che possono ospitare più persone nello stesso spazio. L’Asia ha le città a più alta densità del mondo. Le persone sono già tornate al lavoro e abbiamo visto il settore degli uffici performare molto bene. Gli Stati Uniti potrebbero avere i risultati più diversi degli spazi per uffici post-pandemia. I dati nelle grandi città come New York e San Francisco sono offuscati dallo spostamento temporaneo dei lavoratori in periferia. Stiamo assistendo a un numero limitato di inadempienze degli inquilini. Tuttavia, ci sono altre tendenze rilevanti negli Stati Uniti. Una è una migrazione di aziende da città con tasse più alte a città con tasse più basse come Austin e Dallas. Non pensiamo che sarà un cataclisma per le grandi città, ma certamente guida la crescita della domanda per quei mercati relativamente piccoli a bassa tassazione. Inoltre, alcuni mercati hanno la loro serie di fattori di occupazione che possono compensare le tendenze del lavoro a domicilio. La Silicon Valley ne è un esempio. Tra le prossime tendenze stimiamo che molti grandi affittuari vorranno essere net carbon neutral entro il 2030. Se vogliono onorare questo impegno, le città in cui si trasferiranno saranno quelle con un trasporto pubblico efficiente. Inoltre, il raggiungimento della neutralità delle emissioni di carbonio limiterà lo stile dei beni per uffici che alcuni di loro possono occupare. Quindi pensiamo che gli asset principali nelle città gateway globali andranno bene, ma gli asset in località secondarie potrebbero soffrire molto del telelavoro. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mercato energia pulita in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2021

È urgente che l’Italia definisca la propria strategia nazionale per l’idrogeno, indicando con precisione gli obiettivi che intende raggiungere e i percorsi per traguardarli, nella scia della Strategia Europea e come già fatto dai principali Paesi membri. E per ottimizzare lo sviluppo del mercato, che al momento si può definire “primordiale”, è necessario creare nuovi sistemi di incentivazione, sia per i produttori che per gli utilizzatori finali, e avviare progetti pilota per valutare in concreto le differenti opzioni sia dal punto di vista della produzione che del trasporto, che dell’uso dell’idrogeno. Senza dimenticare di riprendere con decisione gli investimenti nelle energie rinnovabili alla base della produzione di idrogeno verde, l’unica che rispetti appieno il livello di emissioni consentite dalla normativa europea. È la conclusione a cui giunge l’Hydrogen Innovation Report 2021, il primo che l’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano dedica alla produzione di idrogeno dal punto di vista delle tecnologie, delle emissioni di CO2, dei modelli di business e della loro sostenibilità economica, tema di grande attualità che si inserisce nell’ampio dibattito sulla necessità di accelerare in tutto il mondo il processo di neutralità carbonica. “Gli obiettivi per il settore dell’idrogeno dovrebbero essere integrati nella roadmap di decarbonizzazione prevista dal Fit for 55 – spiega Davide Chiaroni, vicedirettore dell’E&S Group – così da pianificare lo sviluppo aggregato delle fonti di energia rinnovabile necessario a raggiungere questi risultati. Senza l’ottimizzazione degli iter autorizzativi per permettere una crescita vera delle rinnovabili, in Italia non sarà possibile sviluppare un mercato dell’idrogeno ‘pulito’. Una nota decisamente positiva, però, viene dagli importanti investimenti stanziati all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza: 3,7 miliardi di euro, di cui 2 per l’uso di idrogeno in settori difficili da decarbonizzare”.sono diversi tipi di elettrolizzatori, alcuni già sul mercato e altri in fase di sviluppo: gli elettrolizzatori alcalini (AEL) sono utilizzati già da molti anni in alcuni comparti industriali come la produzione del cloro-soda e hanno dimostrato una notevole affidabilità, funzionano per 60.000-100.000 ore e utilizzano materie prime non costose, ma non possono operare a bassi carichi e hanno un elevato footprint; in alternativa, gli elettrolizzatori a membrana polimerica (PEM) hanno un design molto più compatto, possono essere operativi a bassi e alti carichi e hanno una vita utile sufficientemente elevata, attorno alle 50.000-80.000 ore, ma richiedono materiali molto costosi come platino e iridio per i catalizzatori. L’iridio in particolare, l’elemento chimico meno presente sulla crosta terrestre, si teme possa diventare un collo di bottiglia: oggi il suo costo è salito del 400% rispetto al 2015-2020 proprio per l’importanza che ricopre nella produzione dell’idrogeno. Entrambi questi elettrolizzatori operano a bassa temperatura, attorno ai 70-80 gradi, e risentono di una efficienza non molto elevata, circa 60 kWh per kg di H2. L’elettrolizzatore a ossidi solidi (SOEC) opera invece ad alta temperatura, 700 gradi, con una maggiore efficienza di produzione dell’idrogeno – e questo è interessante in particolare per quei settori che hanno vapore ad alta temperatura all’interno dei loro processi – ma risente ancora di un livello di maturità tecnologica relativamente basso. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il mercato del lavoro è in forte ripresa

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

E le offerte di lavoro gestite da Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, nel trimestre giugno-agosto sono cresciute del 45% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 58% rispetto al 2019. L’IT è il settore con più opportunità – soprattutto per web developer, back end developer, cloud specialist, mobile developer e security specialist – insieme all’edilizia e ai trasporti, ma è forte anche la richiesta di magazzinieri, operai metalmeccanici, commerciali, amministrativi, addetti marketing e specialisti delle risorse umane. Per aiutare le imprese a sostenere la ripresa del mercato del lavoro e facilitare l’incontro fra domanda e offerta di opportunità professionali, Randstad organizza un recruiting day in oltre 200 città sull’intero territorio nazionale. L’appuntamento è martedì 28 settembre, dalle 09.00 alle 17.30: Randstad accoglierà i candidati in cerca di un impiego all’interno delle sue filiali, dove potranno sostenere un colloquio con un recruiter esperto e ricevere una valutazione dei propri punti di forza e di debolezza, valutare e candidarsi alle offerte di lavoro in linea con il proprio profilo e apprendere come prepararsi e affrontare un colloquio in azienda. “Le offerte di lavoro gestite dalle nostre filiali sono cresciute non soltanto rispetto allo scorso anno, ma anche nel confronto col 2019, prima che scoppiasse l’emergenza – commenta Elena Parpaiola, Amministratore Delegato Randstad Italia Spa -. È il segnale che il mercato del lavoro è in ripresa e presenta molte opportunità interessanti in tutte le zone del paese e in diversi settori. Il nostro impegno è sostenerne la crescita facilitando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro in tutti quei territori dove ci sono aziende che vorrebbero assumere ma non trovano il personale di cui hanno bisogno e candidati che cercano occasioni per entrare o ricollocarsi nel mercato”. Per partecipare al recruiting day è necessario prenotare il proprio colloquio via mail o chiamando la filiale della località più vicina che aderisce all’iniziativa. Il colloquio si svolgerà nel rispetto della normativa sanitaria vigente e al momento non è previsto obbligo di Green Pass, i posti sono limitati alla massima disponibilità dei recruiter. A questo link la ricerca delle filiali aderenti tramite codice postale: https://bit.ly/recruitingday28settembre2021

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Ma secondo una fonte citata dal Financial Times, un altro fattore potrebbe aver giocato un ruolo in questa trattativa: “Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato e hanno messo in campo il solito argomento farmaceutico: i vaccini funzionano, quindi ne aumentiamo il ‘valore’. .”Questo potere di mercato (un’azienda può fissare un prezzo più alto del suo costo di produzione perché gli acquirenti non hanno scelta) è particolarmente visibile se prendiamo l’esempio dell’Italia (e non solo), dove la stragrande maggioranza di vaccinazioni avvengono con il Pfizer. Una situazione di monopolio a cui, se aggiungiamo le minori vaccinazioni di Moderna, Astrazeneca e Janssen è comunque un oligopolio che non può escludere accordi fra le varie aziende per aumentare insieme i prezzi (come è già avvenuto per Pfizer e Moderna).Alle informazioni sull’aumento del prezzo di Pfizer, un rappresentante della commissione, citato da Reuters, aveva spiegato che il costo avrebbe tenuto conto delle varianti.Ma poche settimane prima due dirigenti di Pfizer avevano annunciato in una conferenza con gli investitori che un aumento dei prezzi era possibile, ma per ragioni finanziarie: “Se si guarda a come vengono determinati domanda e prezzi attuali, è chiaro che non sono è da quelle che definirei normali condizioni di mercato o normali forze di mercato… Sono determinati dalla situazione pandemica in cui ci troviamo e dalla necessità che i governi ottengano dosi da vari fornitori di vaccini”, aveva detto il direttore finanziario del gruppo, Frank D’Amelio.“[Ma] le normali forze di mercato alla fine riprenderanno il controllo. Fattori come l’efficacia, la possibilità di richiamo della vaccinazione e l’utilità clinica diventeranno molto importanti. E francamente, la vediamo come un’opportunità, in termini di domanda e prezzo, visto il profilo del nostro vaccino”, concluse, citando una “significativa possibilità” di aumentare il prezzo per dose.Per capire meglio il contesto, è bene ricordare che l’Unione Europea aveva pagato meno di altri (come Uk, Usa o Israele) per i primi ordini di vaccini.Ci sembra evidente che le aziende (Pfizer come le altre, in testa) hanno a cuore prima di tutto il capitale dei propri azionisti. E che “l’appetito vien mangiando”. La salvezza dell’umanità? In fondo a destra. Aspettiamo le conseguenti iniziative dell’Ue, in ritardo visto che questo appetito era noto da marzo, oltre che insito nel nostro sistema economico capitalistico. Vincenzo Donvito, Aduc

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Intermonte insieme a OMER S.p.A. nella quotazione sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

OMER S.p.A., società attiva nel settore della componentistica e arredi interni per mezzi di trasporto ferroviario, si è quotata oggi sul Mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa italiana S.p.A. Intermonte – investment bank indipendente specializzata in intermediazione istituzionale, ricerca, capital markets, M&A e advisory sul mercato italiano – ha assistito OMER nell’ambito del collocamento istituzionale in qualità di Sole Global Coordinator e Specialista.Il collocamento istituzionale rivolto esclusivamente a investitori qualificati italiani ed istituzionali esteri è stato chiuso con successo con complessive n. 7.475.000 azioni. La domanda complessiva è principalmente pervenuta da primari investitori istituzionali long only, prevalentemente esteri con un’ampia diversificazione geografica. Il controvalore complessivo dell’offerta, comprensiva di greenshoe, è stato pari a €25,4 milioni di euro. Il flottante nel caso di integrale esercizio della greenshoe è pari a circa il 26% e la capitalizzazione di mercato all’IPO è pari a circa €98 milioni.Intermonte attraverso il proprio team di investment banking e di intermediazione ha contribuito al successo dell’operazione grazie alla propria capacità di aprire e mantenere un dialogo costruttivo con gli investitori, confermandosi un solido punto di riferimento nel mercato italiano delle operazioni ordinarie e straordinarie. Con l’operazione di OMER, Intermonte si conferma uno dei partner più apprezzati del mercato.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

800 milioni di € per incentivare l’inserimento dei lavoratori disoccupati nel mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 878 milioni di € per incentivare i datori di lavoro a integrare i lavoratori disoccupati nel mercato del lavoro nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime, approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, mira a ridurre il costo del lavoro sostenuto dai datori di lavoro privati in relazione a lavoratori neoassunti precedentemente disoccupati. L’aiuto consisterà in un’esenzione dal pagamento dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro, per un periodo massimo di 6 mesi, per i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato firmati tra il 1º luglio 2021 e il 31 ottobre 2021. I beneficiari possono ricevere aiuti fino a 3 000 EUR per ciascun lavoratore assunto. Per essere ammissibili, i datori di lavoro non devono aver licenziato dipendenti nei 6 mesi precedenti l’assunzione. La Commissione ha constatato che il regime è conforme alle condizioni stabilite nel quadro di riferimento temporaneo. In particolare, l’aiuto i) non supererà l’importo di 1,8 milioni di € per impresa e ii) sarà concesso entro il 31 ottobre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.63721 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il mercato del Private Equity è tornato ai livelli pre-Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Nel primo semestre 2021, il settore del Private Equity è tornato ai livelli pre-Covid, mentre cresce significativamente la fiducia degli operatori, spinta dall’accelerazione delle campagne vaccinali a livello globale. Il numero delle operazioni (79) supera quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (48) e addirittura quelle registrate nello stesso periodo del 2019 (78), mentre quasi 9 operatori su 10 si attendono una forte ripresa, con il Deloitte Private Equity Confidence Index, costruito sulla base dei dati raccolti nelle PE Survey condotte dalla prima edizione ad oggi, che ha raggiunto il valore più alto (134) dal 2011. Dall’analisi delle aspettative degli operatori sulle variabili critiche che influenzeranno il mercato del PE durante il secondo semestre del 2021, emerge un sentiment in miglioramento: il 60% degli operatori non crede che gli impatti della crisi legata al COVID-19 sul mercato perdureranno più di 12 mesi. Il trend di ripresa del settore è confermato dal basso numero di opportunità di investimento abbandonate a causa del COVID-19 negli ultimi 6 mesi. Anche le aspettative riguardo lo scenario macroeconomico migliorano: circa 9 intervistati su 10 si attendono un miglioramento (vs 59,3% di sei mesi fa). La ripresa del ciclo economico avrà anche un riflesso sui multipli di mercato, che secondo il 90,2% degli intervistati aumenteranno. Secondo la survey di Deloitte Private, aumenta l’interesse per le operazioni di expansion capital (33,3% del totale), mentre si riduce la quota di chi predilige operazioni di LBO/Replacement (dal 53,7% al 35,6%). I settori su cui gli operatori prevedono di focalizzarsi maggiormente nei prossimi sei mesi sono Manufacturing, Food & Wine e IT, ma emerge una crescente attenzione anche verso Life Sciences & Healthcare e Industrial Products. Si mantiene alto il numero di preferenze per gli investimenti in quote di maggioranza (77,8%). Con il fine di ridurre l’incertezza legata agli scenari futuri ed il rischio che il business subisca impatti più gravi di quanto stimato, la maggior parte degli operatori ha introdotto più frequentemente nella struttura delle operazioni meccanismi di deferred consideration. Un altro strumento ricorrente è stato quello del preferred equity. Confermato infine il ruolo centrale delle banche commerciali nel financing a supporto delle operazioni d’investimento, con circa l’80% degli operatori di PE che indicano il Senior Debt da queste erogato come lo strumento di debito maggiormente utilizzato sia nel semestre in corso che nel prossimo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il mercato taroccato: I falsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Esiste una produzione industriale mondiale fondata sui “falsi” e i guadagni che ne ricavano sono enormi perché si rivolge a un settore dove i potenziali acquirenti hanno una minore disponibilità di risorse e tendono al risparmio ma al tempo stesso non vogliono rinunciare a taluni beni. In una trasmissione televisiva è stato fatto un esempio illuminante. Sono state mostrate due penne stilografiche di valore. L’originale costa 50 euro e la falsa 40 (ma imitata alla perfezione). La prima per produrla occorrono 35 euro mentre per la seconda cinque. L’acquirente per risparmiare dieci euro permette alla filiera dal fabbricante al commerciante di guadagnare 35 euro contro i quindici dell’originale. È solo un esempio ma che potremmo fare con i tantissimi prodotti, falsi e originali, che hanno invaso i nostri mercati e ci riferiamo non solo all’Italia ma un po’ ovunque nel mondo. È un giro d’affari che ora adotta una tecnica di vendita più raffinata e lucrosa. Prima si riconoscevano i “falsi” dal prezzo. La differenza era enorme. Ora è stato corretto il tiro. Se riprendiamo l’esempio precedente sappiamo che lo stesso prodotto (la penna stilografica) era venduta al mercato del falso intorno alle 10 euro. Il basso prezzo aveva insospettivo molti acquirenti e da qui lo stratagemma di far apparire il falso come un originale “scontato”. E se i guadagni aumentano, il giro d’affari diventa più allettante e la corruzione dilaga. Per porvi riparo occorrono più controlli e più consapevolezza per i consumatori che se si può risparmiare con un falso con qualche fronzolo il danno maggiore proviene da quei beni che possono incidere sulla salute e sul nostro benessere: pensiamo ai medicinali, ai prodotti di bellezza, ai giocattoli, agli alimenti. Non solo. Il falso finisce con il danneggiare la nostra economia. Penso al mercato degli occhiali da sole. L’Italia deteneva un primato che oggi è venuto meno e centinaia di piccoli ma efficienti laboratori sono stati costretti alla chiusura. Lo stesso dicasi per l’industria calzaturiera e non sono le sole a soffrirne, lo è anche l’agricoltura nel suo complesso e l’artigianato. D’altra parte, non posso pensare che da solo il consumatore sia in grado salvaguardarsi se non interviene, da una parte, il legislatore con norme più severe e, dall’altra, un sistema di controlli più potenziato in uomini e tecnologie. Inoltre il lassismo di questi ultimi anni ha provocato un danno diretto, con la chiusura delle nostre imprese, e riflesso (compreso il danno salute) di svariati miliardi di euro e questa emorragia deve essere assolutamente fermata. E questo risvolto negativo è diventato un vero e proprio buco nero ora che siamo nel pieno di una crisi pandemica e dove i problemi occupazionali e la salute delle imprese sono un valore che non si può disperdere. Non si deve in specie ora che siamo reduci dalla crisi pandemica e dal rischio che possa ulteriormente prolungarsi. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cresce il mercato del libro nei primi sei mesi dell’anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Secondo l’analisi dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati NielsenIQ, nel periodo di riferimento (4 gennaio-20 giugno) sono stati venduti nei canali trade (ovvero nelle librerie, online e fisiche, e nella grande distribuzione, esclusa la scolastica) ben 15 milioni di copie di libri a stampa in più (+44%) rispetto al 2020. Ancor più significativa è la crescita rispetto al 2019 (al netto quindi degli effetti della pandemia): si sono venduti 11milioni di copie di libri in più (+31%). Tali vendite hanno generato per la filiera oltre 207 milioni di euro in più rispetto al 2020 (+42%) e 156 milioni in più rispetto al 2019 (+28%), portando il mercato del libro di questi primi sei mesi a un valore complessivo di 698milioni di euro.Al buon risultato ha contributo in particolare la 18App – nei primi due mesi del 2021 sono stati spesi 75 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente, che hanno determinato una dinamica ancor più positiva nel primo trimestre – e una maggiore propensione alla lettura e all’acquisto: dichiara di leggere più di prima il 31% dei lettori e di comprare più di prima il 25% degli acquirenti, mentre solo il 13% dichiara di leggere o acquistare meno. Per quanto riguarda i canali di vendita, le librerie (indipendenti e di catena) crescono, raggiungendo quota 332,9milioni di euro, superando così le difficoltà del 2020 e facendo meglio anche rispetto al 2019 (313,6 milioni). Si conferma il boom dell’online che raggiunge quota 327,9milioni di euro nel 2021 (il 47% del mercato) rispetto ai 184,6 milioni del 2019 e quindi non erode vendite ai canali concorrenti ma consente al mercato di fare uno scatto in avanti. Più difficile la situazione della grande distribuzione organizzata. Per quanto riguarda i generi dei libri venduti, sono in crescita uniforme tutti i settori con alcuni picchi, tra cui i libri su giochi e tempo libero, che hanno quadruplicato le vendite (+302%), i fumetti, che le hanno triplicate (+214%), mentre le hanno quasi raddoppiate l’attualità politica (+99%), la critica letteraria trainata dai libri su Dante (+94%) e biografie e autobiografie (+85%).Il prezzo medio di copertina si attesta a 14,68 euro ed è in calo dell’1,6% rispetto al 2020 e del 2% rispetto al 2019.La top ten dei libri più venduti nel semestre (vedi allegato), fatta di un mix di novità, long seller e generi molto diversi tra loro, testimonia la vitalità e l’importanza delle scelte editoriali nella selezione dei titoli da pubblicare e promuovere. Si muove tutto il mercato, non solo i bestseller – I 50 titoli più venduti pesano sul totale del mercato solo per il 7,7% a valore di copertina e per il 6,9% a prezzo di copertina: segno di una prevalenza di vendite diffuse su un gran numero di titoli.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La crescita del mercato digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

“Il 2020 è stato un anno del tutto eccezionale. Un anno che per la sua portata trasformativa, per gli impatti sulle persone e sulle imprese ha condensato in 12 mesi cambiamenti che avvengono in almeno 5 anni. Nel complesso, il mercato digitale ha tenuto, facendo registrare una performance migliore rispetto all’economia nel suo complesso. Ora, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si aprono nuovi scenari. Nonostante le incertezze, è lecito guardare con ottimismo ai prossimi mesi e anni. La pandemia ha aperto nuove prospettive al di là dell’emergenza e la normalità sta prendendo nuove forme”. Così Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, a commento della 52ma edizione del rapporto annuale “Il Digitale in Italia 2021” Vol. 1 realizzata in collaborazione con NetConsulting cube e presentata quest’oggi a Milano. L’andamento del mercato digitale nel 2020 è stato migliore rispetto a quello dell’economia nel suo complesso. A fine 2020 la spesa in beni e servizi digitali ha registrato un calo dello 0,6%, per un valore complessivo di 71,5 miliardi di euro. Sul fronte dei comparti tecnologici, la diminuzione più rilevante ha riguardato le componenti più tradizionali del mercato, come i servizi di rete (-6,4%) e la componente software (-2,3%). In controtendenza la spesa in dispositivi e sistemi (+1,3%), il mercato dei servizi ICT (+3,3%), i contenuti e la pubblicità digitale (+3,6). Si conferma inoltre la dinamica a due velocità già osservata negli scorsi anni, con la componente tradizionale del mercato ICT in calo (-1,9%) e quella dei Digital Enablers, che continua ad agire da motore del mercato (+7,1%).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mercato degli investimenti media per l’anno in corso

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

UNA – Aziende della Comunicazione Unite presenta oggi un nuovo aggiornamento dei dati elaborati dal Centro Studi UNA relativi al mercato degli investimenti media per l’anno in corso. Una rilevazione particolarmente importante che si iscrive in un periodo di forte cambiamento e che fornisce al mercato spunti utili per pianificare e guidare i brand nelle comunicazioni dei prossimi mesi. Previsioni ottimistiche e in crescita che prevedono la chiusura di questi 12 mesi a +9,2% – circa due punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile 2021 – con un fatturato che supererà gli 8,5 miliardi di euro.Ad eccezione della stampa che continua ad attestarsi su valori negativi, con i periodici (-4,2%) che si posizionano in coda ai quotidiani che lentamente si attestano su valori più neutrali (-0,4%), tutti gli altri mezzi manifestano segnali di crescita. Ad esplicitare il maggior potenziale rispetto ai dati di aprile il digitale (+11,8%), la TV (+8,5%), la radio (+9,3%) e l’OOH (7,7%) oltre al cinema (+35,3%) – complice una migliorata situazione sanitaria e l’abbattimento di numerose restrizioni sociali. Secondo i più recenti dati, il mercato nel 2021 dovrebbe raggiungere quasi il valore del 2019. A livello di mezzi la preponderanza delle quote continua ad essere di appannaggio della TV (44%) con il digital che cresce velocemente (43%) – 5 punti percentuali in più rispetto a due anni fa.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Un mercato del lavoro da ricostruire

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

di Giuseppe Bianchi I periodici sondaggi indicano due priorità condivise dagli italiani: la tutela della salute e la tutela dell’occupazione. La prima si sta allentando con i risultati del piano vaccinario, mentre la seconda è tuttora carica di tensioni sociali. È noto che nel periodo dell’emergenza sanitaria il nostro Governo è ricorso alla misura straordinaria del divieto dei licenziamenti nell’intento di tutelare l’occupazione in un momento di forte rallentamento della produzione.Il nodo critico è che queste istituzioni pubbliche, distribuite per competenze tra Stato e Regioni, per lo più non funzionano. Un esempio attuale è fornito dalla multinazionale USA Whirlpool che nel maggio del 2019 ha comunicato la decisione di chiudere lo stabilimento di Napoli prevedendo 350 licenziamenti. Sindacati ed Enti Locali hanno consumato due anni nel chiedere la revoca di tale decisione che contraddiceva precedenti impegni sottoscritti dalla stessa impresa, sostenendo nel frattempo i redditi dei lavoratori con gli ammortizzatori sociali. Questa opera di persuasione non è andata a buon fine ed ora i licenziamenti sono alla porta. Va detto che si tratta di lavoratori con buona professionalità e con un’età media di 42 anni. In questo lungo intervallo di tempo è stata offerta qualche alternativa di lavoro a questi lavoratori spendendo la loro esperienza, capacità professionale, disponibilità lavorativa? Nessuna. Si è guadagnato tempo nell’attesa che il problema si risolvesse da solo. Una situazione che spiega l’atteggiamento del Sindacato di farsi scudo del divieto dei licenziamenti.Ma a questo punto si pone una domanda: in presenza di casi analoghi di esuberi del personale o di riconversioni professionali (destinati a moltiplicarsi nel futuro) non c’è una corresponsabilità di imprese e sindacati nel trovare soluzioni che conciliano ristrutturazioni aziendali e tutele del lavoro? Missione, da sempre, del Sindacato è quella di realizzare la tutela del lavoro nelle aziende e nel mercato del lavoro a sostegno dell’occupazione, così come il mondo delle imprese ha sempre favorito una rete di protezione sociale per agevolare la competitività produttiva.Non va peraltro dimenticato che le parti sociali hanno dato vita ad un mercato dei capitali costituito da fondi settoriali che riguardano pensione, salute, formazione, integrazione dei redditi e riallocazione dei lavoratori. C’è la strumentazione degli Enti Bilaterali e dei Fondi di Solidarietà che, per quanto limitata ad alcuni settori (credito, agricoltura ed altri) indica la capacità di dar vita a forme di welfare privato collettivo. Se si vuole arginare la prospettiva velleitaria di uno Stato Provvidenziale le parti sociali devono recuperare un ruolo nelle politiche del lavoro, peraltro svolto nel passato, perchè l’attuale stato sociale è inadeguato per gestire le profonde trasformazioni che si prospettano nelle strutture occupazionali e nelle organizzazioni del lavoro a livello di impresa. Governo e parti sociali devono recuperare una capacità di cooperazione lungo un asse di obiettivi condivisi facendo pace con una storia di reciproca sfiducia e di divisioni per ridare vitalità ad un sistema di relazioni industriali frustrato da anni di bassa crescita e di stagnazione della produttività e bassi salari. (abstract) fonte: (https://www.facebook.com/QuaderniISRIL/ e sul sito http://www.isril.it)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mercato dei prestiti finalizzati

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Younited Credit, la fintech company leader in Europa che gestisce una piattaforma digitale di credito al consumo e unica realtà del settore ad avere licenza bancaria, rafforza la presenza nel mercato dei prestiti finalizzati con la partnership con R-Store, Apple Premium Reseller.Younited Credit stipula una nuova alleanza, che si inquadra nella strategia di espansione del suo canale Business to Business grazie a collaborazioni con realtà italiane che presidiano il territorio.Younited ha sviluppato per R-Store una soluzione innovativa, che consente ai clienti di questi rivenditori autorizzati, di acquistare un dispositivo Apple anche a tasso zero (Tan 0% Taeg 0%) e pagarlo a rate scegliendo tra le durate possibili. Terminato il periodo di rateizzazione concordato, il cliente ha la possibilità di scegliere tra due alternative: la permuta, ossia la sostituzione del dispositivo con uno nuovo prodotto Apple prolungando il finanziamento, oppure il saldo dell’importo mancante, finalizzando l’acquisto.Stefano Piscitelli, Direttore Generale di Younited Credit Italia ha commentato la partnership dichiarando quanto segue: “L’accordo con R-Store rafforza la posizione di Younited nel percorso strategico per diventare il partner di riferimento dei Reseller Apple a livello nazionale ed internazionale, per soddisfare ogni esigenza nel campo dei prestiti finalizzati sia per i clienti che per i rivenditori italiani come già avvenuto in Francia. Il nostro prodotto è il migliore in Europa in termini di UX, come rivela il posizionamento di Younited Credit su varie piattaforme, come Trustpilot. Penso questo sia stato un elemento fondamentale per i partner che ci hanno scelto, alla ricerca di una realtà solida e affidabile”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mercato del tabacco nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 Maggio 2021

Anche per il 2021 British American Tobacco (BAT) Italia sceglie l’agricoltura italiana. In occasione dell’evento “Acquisto di tabacco e filiera sostenibile: l’impegno di BAT per il settore tabacchicolo italiano”, organizzato da BAT e ITALTAB in collaborazione con Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani, alla presenza anche del Sottosegretario per le politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, l’azienda ha annunciato l’acquisto di 7.000 tonnellate dei migliori tabacchi lavorati in Italia, provenienti da Veneto, Campania, Toscana e Umbria, per un investimento totale di 20 milioni di euro.Quello tra BAT e la tabacchicoltura italiana è un rapporto consolidato, alimentato costantemente nel corso degli ultimi quindici anni. A fornire le 7.000 tonnellate di tabacco durante tutto il 2021 sarà infatti ancora una volta l’Organizzazione di Produttori di Tabacco ITALTAB, che riunisce in tutto il Paese oltre 400 aziende che operano su una superficie complessiva di circa 3.000 ettari e coinvolgono nel processo produttivo oltre 10.000 lavoratori.Negli ultimi 10 anni, BAT Italia ha investito oltre 200 milioni di euro nella tabacchicoltura italiana e contribuisce ogni anno all’Erario con oltre 3 miliardi di euro di accise. Un impegno importante verso il Paese, che si traduce nella volontà di continuare a contribuire al primato dell’Italia come primo Paese produttore di tabacco nell’Unione europea (quota pari a circa il 30% e volumi complessivi intorno a 50.000 tonnellate l’anno).“Dare serenità economica ai produttori agricoli – ha evidenziato il Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio – è una delle priorità del Mipaaf. L’accordo che viene presentato oggi è fondamentale per garantire programmazione per i coltivatori di tabacco, soprattutto in un momento come questo. Il Ministero è stato e sarà vicino al settore con tutti gli strumenti politico-istituzionali a sua disposizione, per portare avanti contratti di filiera e di aggregazione che possano mettere in sicurezza i comparti produttivi del nostro Paese. Tutto questo si traduce in investimenti sul territorio e in sviluppo del settore, che viene così messo nelle condizioni di diventare sempre più sostenibile, innovativo e al passo con i tempi”.“Con questo importante investimento, che avrà un impatto positivo sulle aziende e gli agricoltori di tutto il territorio nazionale, vogliamo testimoniare ancora una volta, e ancor più oggi in questo difficile momento storico, il nostro impegno verso l’Italia e la filiera tabacchicola italiana. Questo impegno rispecchia il nostro proposito “A Better Tomorrow”: contribuire ad un futuro migliore per i consumatori e le comunità in cui operiamo, da costruire anche attraverso un’agricoltura più sostenibile, basata su occupazione di qualità, tutela dell’ambiente e innovazione. In quest’ottica prossimamente metteremo in cantiere anche attività sperimentali orientate all’innovazione tecnologica, da realizzare insieme agli stakeholder del settore, con l’obiettivo di rendere la filiera tabacchicola sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale”, ha dichiarato Roberta Palazzetti, Presidente e Amministratore delegato di BAT Italia e Area Director Sud Europa. “Nella transizione del settore verso una maggiore sostenibilità e solidità un ruolo fondamentale lo hanno naturalmente anche le Istituzioni, a cui chiediamo una maggiore attenzione rispetto al tema dell’equità e omogeneità fiscale tra le diverse categorie di prodotti del tabacco; obiettivo fondamentale da perseguire tenendo in considerazione le evidenze scientifiche sull’effettivo rischio ridotto riconosciute dalle autorità sanitarie, la tenuta del gettito erariale da tabacchi e gli svantaggi competitivi tra filiere tabacchicole che l’attuale disomogeneità determina”.“Anche quest’anno, grazie all’impegno di BAT Italia avremo l’opportunità di vendere la totalità della nostra produzione, assicurando così il sostegno economico agli oltre 10.000 lavoratori che si impegnano ogni giorno per realizzare un prodotto di alta qualità”, ha commentato Vincenzo Argo, Presidente di ITALTAB. “Rinnoviamo, tuttavia, il nostro appello alle Istituzioni nazionali e locali sulla necessità di una strategia a lungo termine che incentivi gli investimenti delle Manifatture, così da garantire una maggiore stabilità per tutta la filiera”.Soddisfazione per l’impegno e la volontà di BAT di continuare ad investire in Italia è stata espressa anche dalle organizzazioni degli agricoltori.“Si tratta di un’opportunità per le imprese tabacchicole per mantenere la produzione e l’occupazione. Il tabacco in Italia è coltivato da circa 2.000 aziende che impiegano 50.000 addetti, su una superficie di oltre 14.000 ettari in quattro aree geografiche. È parte importante dell’economia locale e oggi anche dell’eccellenza tecnologica del Paese. Per dare slancio alla filiera occorrono scelte politiche adeguate, interventi fiscali più snelli ed equilibrati per salvaguardare tutta la trasformazione tabacchicola e consentire nuovi investimenti”, ha dichiarato Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Economia US “on fire”? Ecco come ci posizioniamo sul mercato bond

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

A cura di Vittorio Fontanesi, Portfolio Manager mercati obbligazionari AcomeA SGR. Dopo la risalita dei tassi americani alla fine di febbraio, nelle ultime settimane i rendimenti dei Treasury hanno vissuto una fase di stallo, facilitando le performance dei vari segmenti del mercato obbligazionario.In questo contesto, il focus del mercato si concentra prevalentemente sulle dinamiche di ripresa del ciclo, favorito dai progressi delle campagne vaccinali, e sugli stimoli monetari e fiscali intrapresi rispettivamente da banche centrali e governi.Dalla seconda metà del 2020, Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha introdotto formalmente il regime di average inflation targeting, alzando l’asticella per un cambio della sua politica espansiva anche di fronte ad un periodo di inflazione più elevato rispetto al target. L’approccio dovish della Fed ha mantenuto saldo l’ottimismo degli investitori circa le prospettive di liquidità sul mercato, favorendo chiaramente la ripresa dei prezzi degli asset rischiosi.Chiaramente, alla luce del vigore mostrato dai dati economici USA e dei timori sul surriscaldamento dell’economia, nei prossimi mesi potremmo andare incontro ad un dibattito sul tapering, cioè di riduzione seppur graduale del ritmo di acquisti di titoli da parte della Fed, come indicato dai recenti commenti di Kaplan, membro hawkish della Fed.L’attività economica statunitense sembra, infatti, destinata a ripartire rapidamente quest’anno, alimentata dalle riaperture settoriali e dagli stimoli fiscali intrapresi dall’amministrazione Biden. Gli ultimi dati economici testimoniano una forte propensione al consumo da parte delle famiglie, migliori prospettive occupazionali e una maggiore fiducia delle imprese. Con ogni probabilità già alla fine di quest’anno gli Stati Uniti potranno tornare sulla traiettoria del potenziale di crescita pre-pandemico.Un trend che, invece, stenta ancora a decollare in Europa, dove non soltanto la pandemia ha rallentato l’attività economica del primo trimestre dell’anno, ma anche le prospettive di inflazione a medio termine sono decisamente più basse rispetto agli Stati Uniti. In Europa servono ancora degli step per portare avanti piani fiscali pro-crescita e di ampio respiro, che siano indipendenti dalle conseguenze della pandemia. Il Recovery Fund sarà in questo senso un importante banco di prova per consolidare in futuro politiche fiscali condivise a livello di Unione.L’Europa rimane un’area dove preferiamo non assumere esposizioni, considerando la presenza di rendimenti molto bassi o addirittura negativi su alcune parti delle curve periferiche.Preferiamo, dunque, in questa fase ampliare il nostro raggio d’investimento nelle obbligazioni emergenti in dollari, prendendo esposizione su alcune storie corporate high yield asiatiche, come ad esempio società cinesi del settore real estate o a partecipazione statale, che mostrano occasioni di rendimento molto attraenti unite a dinamiche macro di contenimento del debito e, complessivamente, una minore sensibilità ai tassi americani.Per quanto riguarda le obbligazioni emergenti espresse in valuta forte, i nostri sovrappesi si concentrano su emittenti quasi-sovrani di Messico e Sud Africa, che possono continuare a godere di condizioni di supporto dai rispettivi governi.Un’altra area del mercato emergente su cui mostriamo dei sovrappesi è quella delle obbligazioni in valuta locale di Paesi che vivono situazioni di rischio prettamente idiosincratiche.A nostro avviso, gli asset locali di Peru, Brasile e Russia mostrano in questa fase valutazioni relativamente a sconto rispetto ai loro fondamentali e offrono interessanti opportunità di ripresa, a patto di saper tollerare l’intrinseca volatilità di queste aree.Sempre sui bond emergenti in valuta locale, continuiamo a mostrare una sovraesposizione alla curva sudafricana per via di rendimenti particolarmente interessanti sulle scadenze più lunghe.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »