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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 55

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Libri: il mercato nel 2017 segna la ripresa: +5,8%

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

libriIl 2017 segna l’anno della ripresa per il mercato del libro. E si chiude con un risultato importante per il settore nel suo complesso (libri di carta, ebook e audiolibri e stima di Amazon): +5,8% sull’anno precedente, pari a 1,485miliardi di euro nei canali trade (librerie, librerie on line e grande distribuzione organizzata). È questo il principale dato dell’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato del libro 2017, che sarà presentata dal presidente di AIE Ricardo Franco Levi domani, 26 gennaio, nella giornata conclusiva del XXXV Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri in programma a Venezia. Il risultato, per la prima volta dopo 7 anni, è positivo anche a copie, pari a 88,6milioni (al netto di quelle vendute da Amazon), +1,2% sull’anno precedente.Cresce anche il mercato e-book e audiolibri, che ha ottenuto quota 64milioni di euro nel 2017 (+3,2% sul 2016).
Dove si comperano i libri? In libreria prima di tutto, ma avanza in modo importante l’e-commerce, in difficoltà il supermercato – Le librerie fisiche, indipendenti o di catena, restano il canale principale per l’acquisto di libri di varia nuovi, tanto da intercettare quasi tre quarti degli acquisti (il 69,6% per la precisione). Diminuiscono gli acquisti in librerie indipendenti (che pesano il 25,2%) e di catena (44,4%) a vantaggio dell’e-commerce, che nel 2017 ha fatto un vero e proprio balzo in avanti (oggi pesa il 21,3% dei libri venduti, era il 16,5% nel 2016). Proseguono le difficoltà per la grande distribuzione organizzata, che oggi pesa per il 9,1% del totale (solo lo scorso anno era il 10,7%).
Nel 2017 gli editori hanno pubblicato 66.757 titoli: la Narrativa (italiana e straniera) oggi conta 19.860 titoli, nel 1980 si fermava a 1.087 titoli. I libri per bambini, oggi stimati in 9.923 (erano 6.457 lo scorso anno), costituiscono un numero più che decuplicato rispetto a 17 anni fa.
L’Istat, nella sua indagine quinquennale, inserendo nelle sue indagini la lettura di narrativa di genere, guide e manuali (per la casa, collaterali, etc ), evidenziava come i lettori fossero il 59,4% della popolazione italiana. Ben di più di quel 40,5% che la stessa Istat ha stimato nella sua ultima analisi annuale, che esclude una quota importante di libri dal perimetro considerato. Questo dato del 59,4% trova conferma nell’Osservatorio AIE sui comportamenti di lettura (sui 15 – 75enni) che registra oggi come i lettori negli ultimi 12 mesi (anche solo in parte) di romanzi, saggi, gialli, fantasy, manuali e guide abbiano raggiunto quota 62%. I comportamenti di lettura si fanno infatti oggi sempre più articolati: legge libri di carta il 62% degli italiani, ma legge anche ebook il 27% e legge audiolibri l’11%. Considerate tutte queste modalità, legge il 65% popolazione italiana con più di 15 anni.

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Report annuale richiesta stranieri immobili italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 gennaio 2018

mercato-immobiliareUn più 23,68% rispetto all’anno scorso di richieste in arrivo dall’estero per immobili italiani. Il mercato degli stranieri sta crescendo enormemente, dal 2012 (anno del primo report ufficiale di Gate-Away.com) a oggi il numero delle richieste è quadruplicato.Prime in classifica tra le regioni con più istanze sono la Toscana, la Lombardia, la Liguria e la Puglia. A seguire Sardegna, Sicilia e Abruzzo. Chiudono la top ten Piemonte – che ha registrato un +40.99% rispetto all’anno scorso – Umbria e Marche. “Oggi possiamo confermare che non c’è più la regione preferita dagli stranieri – commenta Simone Rossi generale manager di Gate-Away, il portale dedicato agli stranieri che desiderano comprare una seconda casa in Italia – infatti se il 38% delle richieste è per le prime 3 regioni, il 62% si spalma per tutte le altre 17. Tutta l’Italia, da cima a fondo, ha un enorme potenziale di attrattività per questo mercato, molti stranieri stanno già scoprendo nuove zone dove poter trovare la loro casa dei sogni”. Questo è il risultato del report annuale del 2017 di Gate-away.com, che monitora richieste provenienti da 150. Dall’analisi dell’andamento emerge anche l’aumento consistente delle preferenze degli stranieri per regioni come Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige che, seppur non rientrano nelle migliori 10, hanno rilevato una crescita rispettivamente del 69.01% e del 68.83% rispetto al 2016.Il valore medio dell’immobile che sognano di acquistare gli stranieri è di 411,056 euro e dai dati di Gate-Away è evidente l’aumento del 49.14% (rispetto al 2016) della fascia di prezzo che oscilla tra i 500 mila euro e oltre 1 milione.Il compratore tipo è un uomo di età compresa tra i 55 e i 64 anni, con elevato titolo di studio che cerca mediamente proprietà indipendenti e pronte per essere abitate. Le richieste al portale arrivano soprattutto dala Germania (+34.04), Stati Uniti e Gran Bretagna, ma tutti i paesi sono in costante crescita. “Come per le regioni- continua Rossi – non c’è più la nazionalità che compra: il 43,91% delle richieste è per i primi 3 paesi in classifica ma il 56% proviene da altri 152 paesi. Ciò dimostra che l’Italia tutta ha un’attrattiva riconosciuta a livello mondiale”. Si pensi al Canada ha visto una crescita del 52.91%, entrando nella classifica dei primi 10 del portale. Gate-Away.com evidenzia dati interessanti anche sulla crescita dei paesi richiedenti i quali, nonostante le posizioni basse nella classifica, regalano sempre delle sorprese: si pensi all’India che attesta la sua escalation al +133.33%, al +127.24 % di Israele e addirittura al +140. 58 % della Turchia. “Riguardo la Turchia- precisa Rossi – circa un terzo delle richieste proviene dai turchi, le altre da persone di nazionalità diverse. Sono principalmente di tedeschi, americani e britannici, che vivono lì ma che cercano una casa in Italia, confermando il fatto che, nella situazione geopolitica instabile che stiamo vivendo, l’Italia rappresenta un porto considerato stabile e affidabile per investire e trasferirsi”.Grazie alle campagne informative e le attività formative sempre più player del settore immobiliare in Italia si rendono conto delle grandi opportunità offerte da questo mercato, che non è alternativo ma complementare a quello locale.“Lo abbiamo verificato – conclude Rossi – con le presenze di agenti immobiliari che stanno iscrivendo al nostro tour di seminari in Italia. Un esempio molto virtuoso è la Sicilia, che solo pochi anni fa risiedeva nelle ultime posizioni del ranking delle regioni e nel 2017 si è attestata al 6 posto”.

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Legge di bilancio o mercato delle vacche?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

camera deputatiDichiarazione congiunta degli onorevoli Alberto Giorgetti, Lorena Milanato, Rocco Palese e Stefania Prestigiacomo, deputati di Forza Italia:“Destano grande preoccupazione le assurde e inaccettabili modalità con le quali stanno proseguendo i lavori in Commissione Bilancio alla Camera dei deputati in merito all’esame della cosiddetta manovra. Stiamo assistendo, sempre più sconcertati, ad una situazione di caos totale.Continua l’assalto alla diligenza, continuano le mance e le marchette, con l’approvazione irresponsabile di emendamenti legati solo ed esclusivamente ad interessi particolari, a vantaggio, di volta in volta, di specifiche categorie. Un vero e proprio mercato delle vacche.Governo e maggioranza continuano ad istruire nuovi fascicoli, su temi non esaminati sino ad ora, prolungando i lavori in modo indeterminato. Si prosegue stravolgendo i principi della legge di bilancio, attraverso l’inserimento di contenuti assolutamente eterogenei e non rispondenti alle caratteristiche previste dalla legge di contabilità e di finanza pubblica. All’interno del testo continuano ad essere infilati interventi ordinamentali, microsettoriali e inadeguati a fornire un quadro complessivo di finanza pubblica coerente, così come richiesto dalla disciplina vigente.Pertanto si stanno minando le fondamenta dei conti pubblici, con enorme danno per il Paese e per i cittadini italiani, lasciando in eredità al prossimo governo una situazione grave. Di tutto questo si dovranno assumere le responsabilità Gentiloni, Renzi, il ministro Padoan e il Partito democratico”.

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Il vino siciliano della Cantine Tornatore fa “novanta” e più

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 dicembre 2017

PRESA DEL TRIMARCHISA 2PRESA DEL TRIMARCHISAHa ottenuto grandi punteggi nei principali media internazionali. La realtà vitivinicola etnea di Castiglione di Sicilia – che sarà distribuita dal 2018 nel mercato statunitense – ha ottenuto risultati più che soddisfacenti con punteggi che superano i 90 punti nei media internazionali più noti del campo del vinoÈ il caso della Top Hundred 2017 della rivista Wine Enthusiast, dove l’Etna bianco della cantina Tornatore annata 2016 ha guadagnato il sessantesimo posto, con punteggio di 93/100 tra 23 mila vini degustati e i migliori 100 d’Italia, con l’Etna rosso Trimarchisa 2015 al 70esimo posto.
Su JamesSuckling.com, altro sito di riferimento internazionale del mondo del vino, il cru di Etna rosso Trimarchisa 2015 ha ottenuto 95/100. Seguono Pietrarizzo Etna rosso 2015 e Pietrarizzo Etna bianco 2016, entrambi con 93/100 e Etna rosso 2015 con 90/100. Un vero record per la più grande realtà vitivinicola etnea. Non solo un obiettivo raggiunto, ma un risultato che premia il lavoro costante di tutta la famiglia Tornatore e della mano enologica di Vincenzo Bambina. (foto: presa del trimarchisa)

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Il mercato del libro di carta conferma la sua ripresa

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

libriNei primi dieci mesi dell’anno registra nei canali trade (librerie, online con l’esclusione di Amazon e grande distribuzione) una crescita del fatturato del +1,5%, passando a 913,6milioni di euro (+13,4milioni rispetto allo scorso anno), rispetto allo stesso periodo del 2016.
E’ atteso per il periodo di Natale anche il recupero sul dato delle copie di libri venduti, -1% nei primi dieci mesi del 2017. Sono questi i primi dati dell’indagine, realizzata da Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE), sul mercato del libro e sulla piccola e media editoria in Italia che sarà presentata nell’ambito dell’incontro, organizzato da AIE in collaborazione con Aldus e Nielsen, Essere piccolo in un mondo sempre più grande, in programma il 6 dicembre alle 15.30 nella Aldus Room a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino al 12 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola. Le cifre saranno anche la base del confronto tra Alessandro Gallenzi (Alma Books Ltd), Renata Gorgani (Il Castoro), Petra Kavčič (BeletrinaAcademic Press), Monica Manzotti (Nielsen) e Urpu Strellman (Helsinki Literary Agency), introdotti da Gregorio Pellegrino (Effatà, Consiglio Piccoli editori AIE) su come la piccola e media editoria indipendente si sta muovendo in altri mercati europei.
Cambiamento è parola chiave anche per le librerie, sia italiane che straniere, indipendenti e di catena. Nell’incontro Quando le librerie cambiano il volto in programma sempre il 6 dicembre alle 16.30 nell’Aldus Room si parlerà di come le librerie possono trovare delle forme innovative per avviare la loro attività, per stare sul mercato e anche per valorizzare la produzione dei piccoli e medi editori. Ne discuteranno Mariana Marenghi (Il Covo della ladra, Milano), Rosario Marotta (Libreria La Scugnizzeria, Scampia-Napoli), Giovanni Peresson (AIE) e Barbara Pieralice (Libreria Nuova Europa), introdotti da Lorenzo Armando (Lexis Compagnia editoriale in Torino, Consiglio Piccoli editori AIE).
E come dovranno cambiare le politiche distributive e la qualità del servizio per una piccola e media editoria? La ricerca comune – di editori, distributori, promotori, librerie – di una maggiore efficienza rappresenta l’inevitabile percorso da seguire. Il tema verrà affrontato in un incontro/workshop Dalle condizioni commerciali alla ricerca dell’efficienza distributiva in programma il 6 dicembre alle 17.30 al quale parteciperanno Angela Di Biaso (Messaggerie), Cristina Giussani (Libreria Mare di Carta) e Diego Guida (Presidente Piccoli editori AIE).

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I protagonisti del mercato immobiliare italiano e l’edizione 2017 dei “Real Estate Awards”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

casaSesto San Giovanni (MI) Grand Hotel Villa Torretta si parte il 30 novembre alle 14 con la prima tavola rotonda. Presenti, il noto consulente di marketing Rudy Bandiera, con Luca Rosetto (CEO casa.it), Carlo Giordano (CEO immobiliare.it), Angelo Semerano (CEO Gestim), Massimiliano Pochetti (Presidente Casashare) e Simone Rossi (AD gateaway.com).
Alle 16 un’altra tavola rotonda, con la presenza del senatore Vincenzo Gibiino, Presidente dell’Osservatorio Parlamentare per il Mercato Immobiliare insieme con i presidenti delle 3 associazioni di categoria italiane, Paolo Bellini (ANAMA), Gian Battista Baccarini (Fiaip) e Santino Taverna (FIMAA), unitamente a Silvia Spronelli (Presidente SoloAffitti), Alberto Cogliati (Direttore Commerciale Engel & Völkers), Dario Castiglia (Presidente RE/MAX Italia), Roberto Barbato (Presidente REPLAT).
Seguirà l’intervista a Matteo Stifanelli, Country Manager di Airbnb Italia, con cui si parlerà di short rent (affitti brevi), grande opportunità per gli agenti immobiliari italiani e nuovo segmento di mercato.A seguire, alle 18, le premiazioni vere e proprie che assegneranno gli Oscar dell’immobiliare italiano.
Il giorno seguente, dalle 9, una serie di keynote con i protagonisti del marketing e della consulenza (anche motivazionale) immobiliare italiana: si parte ancora con Rudy Bandiera, che focalizzerà il proprio intervento sull’importanza del Personal Branding. Poi Fabrizio Cotza, il cosiddetto “formatore sovversivo”, fautore di un nuovo approccio alla gestione aziendale.Veronica Gentili (Glisco) parlerà di Facebook e dei social media come strumenti di marketing per il real estate.Altri nomi in programma: Tiziano Benvenuti (“The great Listing Agent”), Mirko Saini (“Linkedin per il settore immobiliare”) e Alessio Beltrami (“Content Marketing Italia”).All’evento parteciperanno le più importanti organizzazioni italiane nel campo immobiliare: casa.it, immobiliare.it, Intesa San Paolo Casa, ReMax Italia, Replat, Realisti.co, Coldwell Banker, SoloAffitti, Agim, OPISAS, SoloCase, CambioCasa, WeAgentz, FRIMM, Agent Pricing, GESTIMM, GETRIX, CasaShare, Engel & Völkers, Gateaway, realisti.co, Wiki Casa, Halldis, Total Render.
“Il real estate italiano si dà convegno al nostro evento – dichiara Diego Caponigro, Organizzatore dell’evento, Presidente OID e CEO di ReGold.it – in cui cerchiamo di fare il punto sulla situazione attuale, individuando peraltro nuovi segmenti di business e scenari per il prossimo futuro. L’agenda degli interventi è molto ricca, con tantissime eccellenze italiane e internazionali e con la presenza di nomi di carattere istituzionale e politico. Il culmine è rappresentato dalle premiazioni di chi maggiormente, tra gli operatori, le organizzazioni e i professionisti, si è distinto durante il 2017”.
http://www.realestateawards.it/

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L’evoluzione del mercato della moda: incontri formativi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

bolognaBologna venerdì 10 novembre nella sala congressi del Centergross di Bologna, darà voce ai protagonisti: grandi personalità del mondo imprenditoriale tessile, del giornalismo e delle istituzioni offriranno chiavi di lettura per interpretare il presente e immaginare insieme il futuro. Centergross, il più grande distretto tessile europeo, diventa il fulcro di una narrazione che abbraccia tutti i fattori di successo: la riconosciuta abilità manifatturiera, il capitale creativo, il modello economico delle imprese di famiglia, i fenomeni che rendono unico il panorama della moda italiana. In programma due seminari:
– MARKET MONITOR Scenari internazionali per il mercato della moda italiana” dalle 11.00 alle 13.00
– BUSINESS DEVELOPMENT Aziende che fanno scuola: il Centergross in 6 casi di studio” dalle 15.00 alle 17.00
I corsi sono aperti al pubblico. Il primo corso punta ad evidenziare le strategie più promettenti per promuovere il settore, in una triplice prospettiva: espansione commerciale, valorizzazione dell’unicità italiana e penetrazione nei mercati.Alberto Scaccioni, Ceo EMI – Ente Moda Italia, partirà dalle piccole medie imprese del Paese e dalla loro promozione, anche attraverso le più importanti manifestazioni internazionali, soffermandosi su nuovi trend come il ritorno al wholesale a scapito del retail.Stefania Gamberini, Responsabile Politiche per il mercato e Internazionalizzazione CNA Emilia-Romagna, esplorerà, attraverso progetti e best practices, “la fabbrica del bello”, ovvero come il sistema moda italiano sia impegnato a giocare da protagonista la partita sui mercati internazionali. Infine, Ruben Sacerdoti, Responsabile Servizio Sportello Regionale per l’Internazionalizzazione delle imprese, racconterà la sfida delle politiche industriali di oggi nella Fashion Valley dell’Emilia Romagna: promuovere l’essenza della creatività traducendola in innovazione concreta e sviluppo dei territori.Il secondo corso, introdotto da Enrico Sangiorgi, Prorettore per la Didattica dell’Università degli Studi di Bologna, è una brillante presentazione di case history, a partire da alcune delle aziende più affermate di Centergross: Kontatto, Berna, Scout, Rinascimento, Souvenir Clubbing, Imperial, i cui titolari racconteranno la propria storia.Con loro Mariachiara Colucci, Professoressa Associata di Economia e Gestione delle Imprese, Dipartimento di Scienze Aziendali, che sta coordinando un nuovo progetto: una collana editoriale che punta a indagare il ruolo di creatività e innovazione. L’analisi dei sei casi di studio suggerisce come adattarsi dinamicamente ai cambiamenti del settore senza perdere la capacità di imprimere sul mercato la propria impronta unica e riconoscibile.
Durante la pausa pranzo fra i due seminari, i partecipanti sono invitati a una visita guidata all’interno di Centergross, 1milione di mq con 400.000 mq di aree espositive di oltre 500 aziende diverse.

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Farmacie italiane, un mercato da 25 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

farmaciaRidurre il debito delle farmacie grazie a check-up finanziario e a nuovo ruolo di Credifarma, ottimizzazione delle risorse di Promofarma per avere un sistema omogeneo di gestione aziendale e di digitalizzazione di tutte le farmacie, inclusione di tutti i soggetti della filiera distributiva, nuovi servizi a standard omogenei che garantiscano la competitività e la sostenibilità economica delle farmacie (Ecg, Holter cardiaci e pressori, diagnosi in tempo reale, screening, aderenza terapeutica). Queste le quattro direttrici della strategia organizzativa e di marketing della “Rete di protezione”, progetto di aggregazione nazionale, col cappello di Federfarma nazionale e Federfarma Servizi, che sarà definito e presentato fra 16 settimane all’assemblea nazionale del sindacato. È quanto è emerso nel corso dell’assemblea dei titolari svoltasi a Palermo, che tra le altre cose, ha esaminato le criticità della legge 124 che «espone la proprietà delle farmacie, un mercato che vale 25 miliardi di euro, all’aggressione di società di capitali». Nel corso dell’evento, Roberto Tobia, tesoriere nazionale e presidente di Federfarma Palermo, ha sottolineato come i titolari vengano «tempestati da telefonate, pressioni e offerte da parte di presunti rappresentanti di fondi d’investimento e società di capitali». E ha lanciato un appello: «Aspettate questi quattro mesi necessari a costruire la “Rete di protezione”, resistete alla tentazione di vendere, significherebbe svendere la farmacia e la vostra professionalità». E ha aggiunto: «Lo scenario peggiore che apre la legge 124 è una farmacia posseduta al 100% da non farmacisti e, come lavoratore dipendente, un farmacista con l’incarico di direttore, verosimilmente costretto, esattamente come avviene nei punti vendita delle catene, a eseguire le indicazioni della proprietà sul sostenere un farmaco rispetto ad un altro». È fondamentale, ha detto Marco Cossolo presidente nazionale di Federfarma, «dimostrare alle istituzioni la reale capacità delle farmacie di fornire servizi utili per il Ssn» e creare «una nuova cultura. Ci opponiamo ai capitali che creeranno concentrazioni di farmacie. Il farmacista che vuole restare indipendente ha una sola via: aderire alla Rete nazionale di protezione. Ciò gli consentirà di tornare al banco per seguire esclusivamente il rapporto col cliente sapendo che alle questioni organizzative e burocratiche ci pensa alle sue spalle un sistema nazionale capace di farlo bene in una logica manageriale che garantisca il posizionamento strategico della farmacia nel mercato senza svilirne la libertà, i valori e la centralità della salute del paziente». E l’impatto della legge 124 rischi di ricadere anche sulle farmacie rurali: «Se da un lato non saranno oggetto d’attenzione dei capitali speculativi perché non redditizie» ha osservato Silvia Pagliacci, presidente nazionale del Sunifar «dall’altro vedranno i propri clienti attratti e fagocitati dalla concorrenza delle promozioni lanciate dalle concentrazioni di farmacie nei grandi centri abitati. Di questo passo saremo costretti a consegnare le chiavi ai sindaci». (Simona Zazzetta) (fonte farmacista33)

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Osservatorio InfoJobs sul mercato del lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

opportunita-lavoroIl mercato del lavoro in Italia prosegue il suo trend di crescita anche nel primo semestre 2017. Secondo l’Osservatorio InfoJobs sul Mercato del Lavoro in Italia, rispetto ai primi sei mesi del 2016, le offerte di lavoro totali sono cresciute del 16,4%. In particolare, secondo lo studio della piattaforma di recruiting online n. 1 in Italia, il settore lavorativo maggiormente richiesto rimane quello della Consulenza manageriale, che raddoppia le posizioni aperte rispetto ai primi sei mesi del 2016 e arriva a rappresentare il 27% delle offerte di lavoro in Italia. Il podio viene completato dalle professioni legate al mondo dell’ICT, in crescita del 21,1% e con una quota del 16,2% sul totale e delle Telecomunicazioni, che registrano un aumento degli annunci del 4,1% rispetto al primo semestre dello scorso anno, totalizzando il 10,8% dell’offerta nazionale. Seguono quindi Commercio, distribuzione e GDO, con l’8,5% delle offerte, e PR e eventi che, dopo un difficile 2016, vede aumentare le posizioni aperte del 22,7% e raggiungere una quota del 4,8% del totale. Scorrendo la graduatoria troviamo quindi Servizi ambientali (3,7%), in forte crescita rispetto allo scorso anno (+50,8%), Ricerca e Servizi finanziari (entrambi al 2,6% del totale degli annunci sulla piattaforma). Chiudono la Top 10 Hotellerie e ristorazione (1,9%), in calo rispetto al periodo gennaio-giugno 2016, e Marketing e pubblicità (1,8%).
Analizzando le categorie più richieste, al primo posto si conferma Manifatturiero, produzione e qualità con una quota del 20,2% del totale e un aumento delle offerte del +3,3% rispetto alla prima metà del 2016. Crescono le offerte per le Vendite (+8,5%), che rappresentano il 10,9% degli annunci, mentre al terzo posto si trova la categoria Amministrazione, contabilità e segreteria, che cresce del 14,7% e raggiunge una quota del 9,0%. Buona performance di Commercio, distribuzione e GDO, che registra una crescita del 21,5%, mentre accusano un calo del 5,3% le posizione aperte per la categoria ICT e Telecomunicazioni (7,1% del totale delle offerte).
Per quanto riguarda il candidato “ideale”, dall’Osservatorio InfoJobs emerge un profilo giovane con un significativo livello di istruzione e una buona esperienza lavorativa pregressa. Il 40,5% dei candidati ha infatti tra 26 e 35 anni, mentre il 30,6% ha un’età compresa tra 36 e 45 anni. Gli over 45 rappresentato il 14,4% di chi cerca lavoro, mentre gli under 26 anni rappresentano il 9,7% del totale. Analizzando il livello di istruzione, il 43,5% ha conseguito il diploma di maturità seguiti dal 23% con la laurea e il 4,2% in possesso di un Master. Il 25,8% dei candidati lavora da più di 10 anni, il 21,3% ha tra 5 e 10 anni di esperienza lavorativa e il 20,2% tra 3 e 5 anni.
Venendo alle regioni più attive, anche nel primo semestre 2017, la Lombardia si conferma in testa alla classifica nazionale con il 33,2% delle offerte (in crescita del 16,5% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno). Al secondo posto a livello nazionale si trova l’Emilia-Romagna, che sale al 15,4% del totale e registra un aumento delle offerte del 26,7% rispetto al periodo gennaio-giugno 2016. Al terzo posto si conferma il Veneto, con una quota del 12,6% del totale (+11,3%). Chiudono la Top 5 il Piemonte (7,6%) che grazie ad una crescita del +12,6% supera il Lazio, al quinto posto insieme alla Toscana (7,3% del totale nazionale).

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Mercato Residenziale USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

miamiL’Osservatorio Immobiliare Digitale (OID) presenta il Report sul mercato residenziale degli USA, realizzato in collaborazione con Opisas, società internazionale specializzata nella vendita ed intermediazione di investimenti immobiliari all’estero.Le vendite di giugno 2017 hanno fatto registrare un incremento dell’1.7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.Degno di nota anche l’aumento del prezzo mediano di vendita degli immobili: +7.5% (sempre giugno 2017 su stesso mese 2016).
Il Report, oltre a presentare un novero di dati interessanti e inediti, analizza anche la portata degli investimenti stranieri negli USA, in fortissima crescita, trainati dalla Cina. Presente anche l’Italia, al decimo posto.“L’analisi del mercato residenziale statunitense – dichiara Diego Caponigro, Presidente OID e CEO di ReGold.it – è un importante insight per la valutazione e lo studio della situazione economica globale. Il Report si focalizza infatti anche sul costante e crescente interesse da parte degli investitori internazionali per questo mercato”.“Siamo molto orgogliosi – aggiunge Christian Calusa, CEO e Founder di Opisas – che OID ci abbia chiesto di collaborare a questo Report. La certificazione riconosciuta ad OPISAS (e attribuita da OID) sul processo di acquisto sul mercato immobiliare americano è un riconoscimento che ci riempie di soddisfazione. Sono molto orgoglioso dei traguardi che OPISAS ha raggiunto negli ultimi anni all’estero, dove ormai collaboriamo con diverse associazioni di categoria che ci considerano un partner serio ed affidabile per i propri associati.” Il Report COMPLETO è disponibile in free download a questo indirizzo: https://drive.google.com/open?id=0B7H7pdiw5tpaWGc2WFp5a0NsdHc

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Il mercato taroccato: I falsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

pennaEsiste una produzione industriale mondiale fondata sui “falsi” e i guadagni che ne ricavano sono enormi perché si rivolge a un settore dove i potenziali acquirenti hanno una minore disponibilità di risorse e tendono al risparmio ma al tempo stesso non vogliono rinunciare a taluni beni.
In una trasmissione televisiva è stato fatto un esempio illuminante. Sono state mostrate due penne stilografiche di valore.
L’originale costa 50 euro e la falsa 40 (ma imitata alla perfezione). La prima per produrla occorrono 35 euro mentre per la seconda cinque. L’acquirente per risparmiare dieci euro permette alla filiera dal fabbricante al commerciante di guadagnare 35 euro contro i quindici dell’originale. E’ solo un esempio ma che potremmo fare con i tantissimi prodotti, falsi e originali, che hanno invaso i nostri mercati e ci riferiamo non solo all’Italia ma un po’ ovunque nel mondo. E’ un giro d’affari che ora adotta una tecnica di vendita più raffinata e lucrosa.
Prima si riconoscevano i “falsi” dal prezzo. La differenza era enorme. Ora è stato corretto il tiro. Se riprendiamo l’esempio precedente sappiamo che lo stesso prodotto (la penna stilografica) era venduta al mercato del falso intorno alle 10 euro. Il basso prezzo aveva insospettivo molti acquirenti e da qui lo stratagemma di far apparire il falso come un originale “scontato”. E se i guadagni aumentano, il giro d’affari diventa più allettante e la corruzione dilaga.
Per porvi riparo occorrono più controlli e più consapevolezza per i consumatori che se si può risparmiare con un falso con qualche fronzolo il danno maggiore proviene da quei beni che possono incidere sulla salute e sul nostro benessere: pensiamo ai medicinali, ai prodotti di bellezza, ai giocattoli, agli alimenti. Non solo. Il falso finisce con il danneggiare la nostra economia. Penso al mercato degli occhiali da sole. L’Italia deteneva un primato che oggi è venuto meno e centinaia di piccoli ma efficienti laboratori sono stati costretti alla chiusura. Lo stesso dicasi per l’industria calzaturiera e non sono le sole a soffrirne, lo è anche l’agricoltura nel suo complesso e l’artigianato. D’altra parte non posso pensare che da solo il consumatore possa salvaguardarsi se non interviene, da una parte, il legislatore con norme più severe e, dall’altra, un sistema di controlli più potenziato in uomini e tecnologie. D’altra parte il lassismo di questi ultimi anni ha provocato un danno diretto, con la chiusura delle nostre imprese, e riflesso (compreso il danno salute) di svariati miliardi di euro e questa emorragia deve essere assolutamente fermata. (Riccardo Alfonso)

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Nel padiglione di Unioncamere Puglia il “mercato dell’innovazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

bariBari.  “Nella prossima edizione della Fiera del Levante – dal 9 al 17 settembre – Unioncamere Puglia trasformerà il proprio padiglione (n. 107) in una esposizione-mercato riservata a 15 pmi pugliesi che hanno sviluppato prodotti o servizi innovativi, destinati soprattutto ad un pubblico consumer”.Ad annunciare l’iniziativa, che Unioncamere Puglia promuove in qualità di partner della rete EEN – Enterprise Europe Network – la più grande rete Europea di servizi per aiutare le piccole e medie imprese a migliorare la loro competitività, sviluppare il loro potenziale di innovazione e confrontarsi in una dimensione internazionale – è il presidente Alessandro Ambrosi. Trammite avviso pubblico ( disponibile su http://www.unioncamerepuglia.it/Bandi/ insieme al modulo di adesione) saranno selezionate 15 piccole imprese con sede legale o produttiva in Puglia che avranno a disposizione opportuni spazi allestiti per presentare e promuovere i propri prodotti e servizi durante la manifestazione.”L’obiettivo è – spiega Ambrosi – renderle “testimonial” di un percorso che possa divenire esemplare per altre. La Fiera costituirà per loro un vero e proprio test di mercato, anche internazionale. Anche perché oltre all’esposizione intendiamo organizzare incontri con le rappresentanze istituzionali e commerciali dei Paesi ospitati in questa campionaria – si prevedono più di dieci desk di Paesi stranieri per l’assistenza e l’informazione alle imprese – per presentare e promuovere i vari prodotti o servizi”.Possono aderire all’iniziativa le aziende che abbiano messo a punto in tempi recenti, comunque non prima del 10 settembre 2016, prodotti innovativi. Saranno valutati sia prodotti o servizi completamente nuovi nella struttura e nei contenuti, sia prodotti o servizi differenziati da un nuovo piano di marketing, da una nuova strategia di mercato, dall’introduzione di un processo o di una materia prima nuova, da una nuova funzione d’uso di un prodotto tradizionale, ecc.” Le aziende che intendano partecipare alla selezione dovranno presentare una breve relazione (non più di 1500 battute) in cui descrivano il prodotto o servizio che intendono presentare, sottolineando gli elementi innovativi e di cambiamento che hanno messo in atto e come intendano presentarli nella esposizione.

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Droghe, il Governo e i misteriosi silenzi intorno un mercato da 14 miliardi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

droga cannabis-vicino“La relazione annuale al Parlamento sulle droghe compilata dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio è stata pubblicata sul sito il 1 agosto nel totale disinteresse e silenzio della politica” dichiarano Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, l’associazione che si batte per le libertà civili e Marco Perduca, coordinatore di Legalizziamo.it.
Centoquarantatre pagine in cui, tra le altre cose, si calcola che il mercato degli stupefacenti in Italia sia quantificabile in 14 miliardi di euro, praticamente il valore di una ‘manovrina’. La spesa per sostanze è ripartita tra Cocaina, 43%, Cannabis, 28,2%, Eroina, 16,2% e altre sostanze sintetiche 12.7%. Da quanto emerge, i prezzi della merce si abbassano e la purezza aumenta. “Di fronte a questo potenziale economico, è indispensabile aprire un dibattito pubblico, politico e istituzionale ma il Governo invia la relazione al Parlamento quando questo chiude per la pausa estiva e lo fa senza neanche una conferenza stampa per presentarlo né, tanto meno, annuncia risposte alla diffida che con Antigone, Forum Droghe, la LILA e la Società della Ragione abbiamo inviato il 31 luglio al Presidente Gentiloni per chiedere la convocazione della Triennale (ma assente dal 2009) Conferenza Nazionale sulle Droghe dove il contenuto della Relazione dovrebbe esser discusso istituzionalmente”.“Possibile che i Presidenti Grasso e Boldrini non abbiano nulla da dire rispetto a questa mancanza di rispetto del Parlamento e delle sue prerogative di ‘cane da guardia’ dell’operato del Governo?” concludono Gallo e Perduca.
La relazione al parlamento presenta anche dati circa l’entrata nel circuito penale e i numeri dei consumatori problematici: 32.992 sono le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria, in aumento rispetto agli anni precedenti. Quasi due terzi dei denunciati sono maschi tra i 20 e i 39 anni. La maggior parte delle denunce è associata ai derivati della cannabis, seguono quelle per cocaina ed eroina (entrambe in aumento), mentre quelle per droghe sintetiche (1,2%) sono in diminuzione. Sono invece 9.959 i soggetti condannati per reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e/o associazione finalizzata al traffico di queste (artt.73 e/o 74 DPR 309/90).
Il 34,1% della popolazione carceraria è costituita dai detenuti per reati droga-correlati (artt.73 e/o 74 DPR 309/90) in controtendenza rispetto al 2014. Sono diminuiti anche i nuovi ingressi per art.73 DPR 309/90, il 50% dei quali rappresentato da stranieri; sul totale dei detenuti per reati droga correlati, tale percentuale scende al 39%.I minori in carico ai Servizi Sociali della Giustizia Minorile per reati droga correlati sono stati il 18,1% dei 21.848 soggetti in carico; 63 hanno usufruito delle misure alternative. Rispetto ai 1.141 ingressi in Istituti Penali, quelli per reati droga correlati sono il 13,7%; i minori collocati in Comunità sono stati 87.

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La Fed promette rialzi e il mercato non le crede. Effetti dello scollamento su macro e portafogli

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

_DSC6153.JPGA cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management. Pare proprio che le banche centrali navighino a vista, almeno agli occhi del mercato che non comprende il modus operandi o, peggio ancora, lo ignora. A nostro giudizio, come minimo, possiamo dire che la loro funzione di reazione all’economia sia difficile da decifrare.
Abbiamo avuto un’ondata di liquidità che ha garantito una proroga della repressione finanziaria nel primo trimestre 2017 – 450 miliardi di dollari trasferiti dal conto disponibilità del Tesoro presso la Fed al mercato (Banche private) ed altre fonti internazionali. L’orientamento prevalente rimane tuttavia (anzi, a maggior ragione) per un riassorbimento di tale liquidità (tapering dei reinvestimenti in titoli e rialzi dei tassi) il che non agevola le decisioni di investimento.
Pictet ha elaborato tre spiegazioni possibili dello scollamento tra previsioni delle banche centrali, ad esempio quelle della Fed che segnala 7 rialzi di 25pb in 2 anni, e aspettative del mercato (che ne prezza 2).
La prima spiegazione è che non siano cambiate le previsioni mediane, ma sia diminuita l’incertezza autorizzando toni più aggressivi. Curiosamente però, l’ultimo rialzo dei tassi a metà giugno da parte della Fed è stato accompagnato da una flessione dell’inflazione core che Yellen ha definito di natura temporanea e non significativa, attribuendola al dumping nei prezzi della telefonia mobile e delle prescrizioni mediche. Di fatto la Fed ha quindi definito un nuovo indice d’inflazione super core: non considerando i piani tariffari dei cellulari ed alcuni farmaci, questo indice arriva all’1,7% anziché l’1,4% dell’inflazione core tradizionale e potrebbe giustificare il tono aggressivo della Fed in giugno. A onor del vero, Yellen ha poi decisamente ammorbidito i toni nel suo intervento al Congresso del 12-13 luglio. A giugno si è visto un curioso allineamento nella comunicazione delle maggiori banche centrali, da Bce a BoE alla banca canadese, con Draghi che passa da un easing bias, coerente con rischi deflazionistici, a timori di pressioni reflazionistiche. Le possibilità sono due: o la Fed ha ragione a trascurare l’attuale flessione dell’inflazione, oppure siamo in prossimità di un errore di policy, come sembrano suggerire i mercati del reddito fisso.
La seconda possibile spiegazione del comportamento divergente della Fed rispetto al mercato è che la Fed tenga conto delle condizioni finanziarie complessive dell’economia (Financial Conditions Index, FCI). Queste non dipendono solo dai Fed Funds rates ma sono funzione anche dei rendimenti sui corporate bond, oltre che del cost of equity. Questi ultimi sono fattori delicati che incorporano fattori di mercato al di fuori dal controllo della Fed e che instaurano meccanismi complessi da gestire, soprattutto in presenza di un governatore come Janet Yellen che agli occhi del mercato sta perdendo autorevolezza (e credibilità) se non altro perché in scadenza (febbraio 2018). Questa situazione crea una rottura nel buon funzionamento del rapporto tra Fed e mercato.
La terza spiegazione è la più accettabile: la banca centrale potrebbe anticipare variazioni plausibili in tema di regolamentazione finanziaria. In particolare sul tema Dodd-Frank e, al suo interno, la Volcker rule. Tale norma ha operato la distinzione tra attività di lending e trading e fissato i fattori limitativi dell’attività di lending legati alle restrizioni di capitale e leva, con la conseguente inibizione dei moltiplicatori monetari. La rimozione di queste norme libererebbe circa 200 mld di dollari di capitale di vigilanza delle banche USA, il quale a sua volta potrebbe tradursi in una maggiore creazione di credito fino a 1 trn di dollari. La pressione politica intorno al tema è fortissima. Il comportamento della Fed potrebbe essere perciò una reazione a questa consapevolezza: l’eventuale effetto espansivo della rimozione delle norme in questione, dovrebbe essere contrastato. A quanto sembra la Fed vuole farlo agendo sui tassi e non affrettando la contrazione del bilancio (tapering dei reinvestimenti) che sembra indirizzato verso una tabella di marcia lenta e prevedibile (ma dopo il cambio al vertice Fed sarà ancora così?). Gli scenari possibili, partendo da queste spiegazioni, sono quattro. In tutti per i bond il quadro non è roseo, mentre c’è uno spazio per le azioni che però va declinato in modo attento dal punto di vista regionale e settoriale.
Il primo è che il miglioramento macro coerente con le azioni di policy prospettate si verificherà. Questo è l’unico caso in cui siamo ottimisti sulle azioni, soprattutto sui settori ciclici, e negativi sui bond che devono scontare la correzione di quello che prezzano, ovvero l’errore di policy, più il miglioramento macro. Si perde tanto sulla parte a lungo mentre e sugli indicizzati all’inflazione si può essere premiati.
Il secondo scenario è che la Fed stia dialogando con il mercato per condurlo a valutazioni più caute (maggiori premi di rischio): questa ipotesi, in assenza di miglioramenti macro, è al massimo neutrale o negativa per le azioni e un po’ meno negativa che nel primo caso per i bond. Il settore It sarebbe vulnerabile mentre per le Banche sarebbe un contesto migliore per via del rialzo dei tassi. Sulla componente bond ristabilire premi al rischio vuol dire ristabilirne anche sul credito e quindi i perdenti saranno proprio sullo spread di credito.
La terza ipotesi è che effettivamente la Fed sappia qualcosa in più di noi sul fronte regolamentare. Dal punto di vista delle implicazioni di mercato, questa è una situazione intermedia ai primi due scenari esaminati: la conseguenza è un posizionamento neutrale per le azioni e negativo per i bond. La rimozione della Dodd Frank comporta uno stimolo monetario indiretto, scenario che per le azioni è neutrale e per le banche è festa, mentre è negativo per la curva rendimenti e neutrale per gli indicizzati.
L’ultimo scenario (residuale) è un errore di politica monetaria (restrizione ingiustificata) e questo si scarica negativamente sulle azioni ed è l’unico caso in cui i bond non perdono terreno, avendo già incorporato questa idea nei prezzi. I cicli già cheap diventano ancora più a buon mercato. In questo scenario deflazionistico, la parte lunga della curva tenderà a guadagnare di fronte a una possibile recessione con inflazione bassa. (foto: Andrea Delitala)

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Il mercato del software metrologico assisterà ad una forte crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

manufacturingOra che Manufacturing 4.0 e Internet delle cose industriali (IIoT) accelerano l’automazione e l’adozione della metrologia in linea, il mercato del software metrologico assisterà ad una forte crescita. L’utilizzo da parte dei produttori di bracci e sensori robotici e l’attenzione posta su velocità, precisione e informazioni di utilità pratica tratte dalla crescente quantità di dati evidenziano ulteriormente il ruolo crescente di questo tipo di software. Poiché le nuove tecnologie, l’ispezione senza contatto e l’analisi dei Big Data guidano la crescita del software metrologico, la sua applicazione si sta spostando dalla semplice ispezione all’analisi e al reverse engineering. Nonostante sia i fornitori di soluzioni che i rivenditori di software offrano software di metrologia, i primi restano il canale di vendita dominante, poiché principalmente gli ultimi o vendono loro dei prodotti o collaborano con essi.
“Analysis of the Global Metrology Software Market, Forecast to 2021”, il nuovo studio del programma Test & Measurement Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che il mercato del software metrologico per i servizi di ispezione, analisi e reverse engineering raggiungerà quota 526,6 milioni di dollari nel 2021. Lo studio esplora il potenziale del mercato nei settori automobilistico, aerospaziale, della produzione elettronica e altri, tra cui fabbricazione dei metalli, macchinari pesanti, officine meccaniche e dispositivi medici in Nord America, Europa, Asia-Pacifico e nel resto del mondo (Africa, America Latina, Medio Oriente e Russia). Le molteplici tendenze e sviluppi che guidano il mercato globale della metrologia sono:
Fabbriche intelligenti e nuove applicazioni nell’ambito della produzione di additivi e del reverse engineering
Continuo sviluppo di nanotecnologia avanzata, elettronica flessibile, materiali intelligenti e manifattura “green”
Domanda di scanner 3D e ottici nei settori automobilistico e aerospaziale
Forte base installata in Nord America e in Europa
Spostamento della produzione verso le economie emergenti della regione APAC, come India e Cina
Integrazione di sistemi multi-sensore nelle macchine di misura a coordinate (CMM) esistenti per fornire flessibilità operativa e generare informazioni approfondite sui dati
“Poiché l’automazione delle fabbriche sarà guidata dagli integratori di sistema, i fornitori di soluzioni di metrologia devono stabilire partenariati con gli integratori di sistema per potenziare la crescita”, aggiunge Ravi. “Inoltre, il modello SaaS dev’essere un’opzione per il futuro, poiché i clienti e i produttori preferiscono un modello di pagamento scalabile e commisurato all’uso (pay-and-scale, pay-per-use).”

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Cresce il mercato digitale italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

mercato digitaleNel 2016, il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti) è cresciuto dell’1,8% raggiungendo i 66.100 milioni di euro. Nel primo trimestre dell’anno in corso la crescita ha accelerato, toccando il 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e avvalorando le previsioni di crescita per il triennio 2017-2019 (+2,3% a 67.652 milioni di euro nel 2017; + 2,6% a 69.432 milioni di euro nel 2018 e +2,9% a 71.453 milioni di euro del 2019). In uno scenario che conferma una ritrovata vitalità, grazie al ruolo trainante delle componenti più innovative e ad un generale salto di consapevolezza sulle potenzialità del digitale compiuto dal Paese, permangono però criticità cui occorre dare rapida risposta. La prima riguarda il passo della ripresa che, per quanto buono, non basta ancora a colmare il ritardo accumulato e a coinvolgere le tante PMI che animano il nostro tessuto produttivo. La seconda riguarda il gap di specialisti digitali, che rischia di condizionare gli investimenti delle aziende e l’effetto delle politiche di stimolo all’innovazione. Sono queste le principali evidenze del rapporto “Il digitale in Italia 2017”, condotto in collaborazione con NetConsulting cube e Nextvalue e presentato oggi alla stampa a Milano e Roma. “Sino a due anni fa, il nostro paese, per carenza di investimenti in innovazione, correva il rischio di rimanere ai margini dello sviluppo digitale, protagonista dei principali trend dell’economia globale. Oggi possiamo dire che questo scenario si sta sempre più allontanando grazie all’inversione di tendenza degli investimenti in tecnologia che registriamo da due anni a questa parte e che, secondo le nostre stime, continuerà a manifestarsi per almeno i prossimi tre anni” – ha affermato il presidente di Assinform Agostino Santoni – “L’impatto dell’innovazione digitale sul business è sempre più rilevante in tutti settori dell’economia italiana. Cloud, Iot, Big data, Mobile Business, Cybersecurity stanno trainando il cambiamento dei modi di produzione, di interazione con clienti e fornitori in filiere sempre più integrate. Stanno cambiando i prodotti e lo scenario competitivo, che vede l’ingresso nei mercati di nuovi operatori e piattaforme digitali che abilitano nuovi servizi”.Lo studio Assinform non lascia dubbi al riguardo. Il Mercato Digitale Italiano si è rimesso in moto, promettendo tassi di crescita in costante miglioramento almeno sino 2019 sulla spinta dei processi di trasformazione digitale in tutti i principali settori. I tassi di crescita medio annui stimati tra il 2016 e il 2019 sono del 4,4% ogni anno nell’industria (dai 7.044 milioni di euro, +2,4%, del 2016), del 4% nelle banche (dai 6.813 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,5% nelle Utility (dai 1.576 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,2% nelle Assicurazioni (dai 1.800 milioni di euro, +3,7%, del 2016), del 3,6% nei Trasporti (dai 2.209 milioni di euro, +2,5%, del 2016), del 4,7% nella Distribuzione (dai 3.991 milioni di euro, +3,5%, dei 2016). Tutte dinamiche incoraggianti, che tuttavia trovano meno riscontro nella PA, in cui la spesa in digitale è attesa calare con un tasso di crescita medio annuo di poco meno del 2%, ad eccezione della Sanità, che invece promette un tasso medio annuo di crescita del 3% circa (dai 1.450 milioni di euro, +1,6%, del 2016). Dal punto di vista territoriale aumenta la polarizzazione nel Nord Ovest che contribuisce al 38,3% della spesa digitale complessiva del Paese con una crescita del 2,3% nel 2016.
Quello delle competenze digitali, secondo lo Studio Assinform, è un tema di portata strategica. Per il 2016-2018, è stimato un fabbisogno di 85.000 nuovi specialisti, 65.000 dei quali per soggetti di primo impiego, più della metà dei quali laureati e per fabbisogni che possono essere soddisfatti solo in parte. Già ora si manifestano forti criticità per i profili di Data Scientist, Business Analyst, Project Manager, il Security Analyst e altri ancora, necessari per i progetti di Trasformazione Digitale.
Sul fronte della strategia per la Crescita Digitale del Paese si registrano progressi importanti in particolare del sistema PagoPA (15.601 PA aderenti e 11.332 attive) e di quello della Fatturazione Elettronica per la PA, oramai generalizzate e best practice europea. Ma molto resta ancora da fare per accelerare sulla diffusione di SpID (con servizi in crescita, ma a fronte di solo 1,5 milioni di identità digitali rilasciate) e dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione. Altro cantiere promettente è il programma Industria 4.0, che incentiva con iper e super ammortamenti le componenti sistemistiche e digitali della nuova automazione industriale, e che già ha cominciato a incidere considerevolmente su un mercato che a fine 2016 ha raggiunto 1.831 milioni di euro (+18,2%). Secondo un’indagine condotta da Assinform presso i fornitori ICT nel primo trimestre del 2017 la domanda di prodotti e soluzioni digitali 4.0 è cresciuta tra il 10% e il 20% e manterrà una dinamica sostenuta per l’intero anno.

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Rai e Fazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

fabio fazioSi fa un gran parlare del contratto milionario di Fabio Fazio con la RAI. Una bella cifra: 11,2 milioni di euro per 4 anni, vale a dire 233 mila euro al mese, lordi si intende. Per un confronto informiamo che la paga del Presidente del Consiglio dei Ministri, è di circa 9 mila euro mensili, sempre lordi.
Non ci spaventano i milioni di euro pagati a Fazio, così come non ci spaventano i contratti plurimilionari di calciatori o di attori. Non siamo invidiosi degli stipendi altrui (tipico riflesso italiota). E’ il mercato bellezza, si potrebbe dire, parafrasando una nota battuta cinematografica.
Quel che ci turba è il mancato rispetto di una legge, proposta dal PD, e approvata a larghissima maggioranza, che prevedeva il “limite massimo retributivo di 240 mila euro agli amministratori, al personale dipendente e ai consulenti del soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale”.
Come si è arrivati al contratto multimilionario per Fazio et altri? Semplice, considerando la loro attività come artistica.
Vorremmo dire alla presidente del Consiglio di Amministrazione della RAI, Monica Maggioni, che non abbiamo l’anello al naso (ci perdoni l’espressione artistica).
Ai responsabili del PD, che hanno la maggioranza parlamentare e che governano, vorremmo suggerire che, se si vuole impostare l’attività contrattualistica della RAI in termini di concorrenza e mercato, basta abrogare o modificare la norma che abbiamo sopra riportato, senza ricorrere a furbizie. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Mercato dei prodotti tipici agroalimentari

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

ciliegeTorino. Domenica 4 giugno tornerà a Torino l’appuntamento mensile con il Mercato dei prodotti tipici agroalimentari del “Paniere”, che nel 2017 si è spostato da piazza Statuto a piazza CLN. I prodotti proposti nel mercato del “Paniere” sono tutti rigorosamente di stagione o conservati secondo metodi naturali e tradizionali. La prima domenica di giugno i consumatori torinesi e i turisti che visitano il centro città potranno finalmente trovare in piazza CLN le Ciliegie di Pecetto, nel pieno della raccolta. Ci saranno anche le Antiche mele piemontesi, le farine e i prodotti da forno confezionati con gli Antichi mais piemontesi, i Canestrelli della Valle di Susa, i grissini Rubatà, il miele delle vallate alpine, la Menta di Pancalieri, i Giandujotti, il Sarass del Fèn, la Toma di Lanzo, il Genepy delle vallate alpine, i vini Doc del Canavese, i Nocciolini di Chivasso, il Salame di Giôra e il Salame di Turgia. Le Ciliegie di Pecetto sono frutti appartenenti a due specie botaniche: il Prunus avium varietà Juliana, a polpa tenera, in italiano ciliegie propriamente dette, in piemontese “cirese” o “cerese”; il Prunus avium varietà Duracina, a polpa consistente, in italiano Duroni, in piemontese “Graffioni”. Nelle colline del Torinese e del Chierese, per le favorevoli caratteristiche del suolo e del clima della zona, si sono diffuse vecchie varietà o cloni, che si sono affermati localmente e sono coltivati secondo tecniche frutticole ecosostenibili e biologiche. In particolare si sono affermate negli anni varietà caratteristiche per il sapore, il colore o la resistenza allo spacco. Le principali sono: “Galucia”, durone di colore rosso scuro, grosso e rotondo, con picciolo lungo e polpa croccante; “Galuciu”, durone con buccia di colore rosso scuro e polpa consistente; “Graffione di Pecetto” o “Grafiun d’la Spirit” o
“Graffione Bianco”, durone bianco di ottima consistenza, adatto alla conservazione sotto spirito; “Martini”, frutto cuoriforme, appiattito da una parte, di colore rosso brillante, polpa croccante, sapore molto dolce; “Mollana”, ciliegia resistente allo spacco, con polpa molle e non troppo dolce; “Vigevano”, ciliegia di colore rosso vivo; “Vittona della spiga”, a frutto cuoriforme, di sapore molto dolce; “Vittona”, tenera, dolce, con buccia di colore scuro e polpa di scarsa consistenza. (foto: ciliege)

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Guida autonoma: Il mercato si focalizza su intelligenza artificiale e cloud cognitivo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

auto futuroLa crescente preferenza dei consumatori per le tecnologie che aumentano la convenienza e le opzioni di utilizzo dell’automobile “as a service” hanno contribuito a far raddoppiare la diffusione di veicoli con funzionalità di guida automatica nel 2016. Guardando al futuro, gli investimenti su larga scala delle case produttrici (OEM) raffineranno ulteriormente l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle soluzioni tecnologiche basate sul cloud cognitivo, rendendo possibile la guida autonoma di livello 4/5 entro i prossimi cinque anni. Le soluzioni di guida automatica installate a posteriori e l’implementazione di queste tecnologie nelle piattaforme di mobilità condivisa (taxi) assisteranno ad una forte crescita. Global Autonomous Driving Market Outlook, 2017, la recente analisi del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che il mercato globale dei veicoli autonomi raggiungerà quota 83 miliardi di dollari entro il 2025. Lo studio esamina le principali tendenze del mercato della guida automatica, tra cui sviluppi come il crescente utilizzo di sistemi di assistenza al conducente, nuove soluzioni, taxi robot, cloud cognitivo e l’adozione di sistemi LiDAR meccanici per il miglioramento della percezione visiva.
“Con l’introduzione dei taxi a guida automatica per sostenere i modelli di business per la mobilità condivisa, l’ingresso commerciale dei veicoli di livello 4 è previsto entro il 2020”, afferma Anirudh Venkitaraman, analista del gruppo per la Mobilità. “Nei mercati di Europa e Nord America, l’introduzione dell’automazione di livello 3 entro il 2018, guidata dagli aggiornamenti over-the-air di Tesla, rafforzerà i tassi di adozione iniziali per questa tecnologia. Le offerte pilota di Audi, BMW e Mercedes-Benz seguiranno a breve distanza, portando il prodotto nel mercato premium.” “Le preoccupazioni relative alla legislazione, ai problemi di affidabilità del sistema e alle infrastrutture incompatibili limitano le opportunità per le case produttrici interessate alla guida automatizzata”, osserva Venkitaraman. “Tuttavia, il percorso che porta dalle automobili guidate da esseri umani alle automobili completamente autonome è una progressione e i veicoli pionieristici semi-automatici saranno una tappa importante verso l’ottenimento di veicoli automatizzati di livello 5.”Per ora, l’innovazione rapida delle start-up e dei leader tecnologici nell’ambito delle tecnologie dei veicoli automatizzati porterà le case automobilistiche, i fornitori tecnologici e le aziende fortemente innovative a collaborare, acquisire o aggiornare i propri team di ricerca e sviluppo per restare competitivi.

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Italia: Lo stato del mercato del lavoro è ormai preoccupante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

infortuni-lavoroLe riforme del governo Renzi-Gentiloni sono fallimentari. Sono stati sprecati anni buoni e buttate al vento risorse significative, almeno 20 miliardi di euro. Oggi l’Istat certifica tutto ciò. Nessun nuovo posto di lavoro nell’ultimo mese, anzi 7mila occupati in meno, e occupati sostanzialmente agli stessi livelli dall’inizio dell’anno. Tasso di disoccupazione nuovamente in crescita (11,7%) e 41mila disoccupati in più rispetto al mese precedente, ritornando sostanzialmente ai livelli di inizio dell’anno. Tasso di disoccupazione giovanile oltre il 34 per cento, mentre in Europa è sotto il 20 per cenPreoccupante è, poi, l’aumento della disoccupazione nella fascia ultra cinquantenni, che finora aveva consentito di mascherare tutta la criticità del mercato del lavoro.E se si somma tutto questo ai non certo confortanti dati sull’occupazione giovanile fornita dal programma Garanzia Giovani, emerge come il bluff del governo Renzi diventi un flop del governo Gentiloni.A quelli che sostengono che le riforme hanno effetto e gioiscono sul dato della diminuzione frazionale della disoccupazione giovanile, facciamo notare che in Europa questa è sotto il 20 per cento, mentre la disoccupazione complessiva è all’8 per cento (nella zona euro al 9,5 per cento), con un divario che invece di ridursi si amplia sempre più”. E’ quanto dichiara l’on.le Renato Brunetta.

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