Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘merce’

Vu cumprà?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

spiaggia di GozzanoAnni fa fu introdotta una pesante sanzione amministrativa a carico di chi vendeva merce sulle spiagge. Ci chiediamo che fine ha fatto se continuiamo ad assistere alla processione di piccoli venditori e i loro traffici. Allora Primo Mastrantoni, segretario Aduc scriveva: “Attenzione agli acquisti multe salate”. “Salvo che il fatto costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza”. E proseguiva: “Proprio in questo periodo i litorali sono pieni di “vu cumpra” che offrono una quantità di merce impressionante: dai CD alle borse, dai tappeti agli asciugamani, dai vestiti agli occhiali, ecc. L’ignaro cittadino non sa che nel momento in cui acquista un prodotto contraffatto, o che induce qualcuno a farlo, è passibile di una multa pesantissima: fino a 10mila euro! Attenzione quindi agli acquisti di prodotti contraffatti: la vacanza rovinata è dietro l’angolo! (n.r. Quanto abbiamo scritto ci offre l’occasione per un’altra evidenza: è che di leggi in Italia ve ne sono sin troppe e i nostri politicanti non smettono il vizietto di legiferare. Ma chi le fa rispettare? E se si chi realmente paga il conto se non lo sprovveduto cittadino che cade nella rete come i semafori truccati e i divieti di transito posti da un giorno all’altro per alcune strade provocando, nel caso che ci è stato segnalato a Roma, ben duecentomila multe. Per non parlare dell’amico poliziotto che ci confidava di non provarci nemmeno a fermare e a portare di nuovo in commissariato uno scippatore o un borsaiolo. Rischia di ritrovarselo il giorno dopo in libertà che lo beffeggia e se osa nuovamente intervenire rischia una denuncia per abuso di autorità o per reati connessi. E un poliziotto “screditato” e una giustizia lenta e farraginosa è destabilizzante per la stessa tenuta della democrazia.)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il lavoro non è una merce

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

Fra le tante considerazioni che in queste settimane si sono succedute intorno al tema della modifica dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori ve n’è una che individua la causa principale della non crescita, nell’impossibilità che hanno le imprese di licenziare. Si tratta di una affermazione che suscita non poche perplessità sia sul piano del merito economico che di quello dell’etica sociale soprattutto se si considera che è una lettura che va per la maggiore negli influenti ambienti politici e economici che condizionano la politica italiana. Infatti, il pensiero espresso, che appare comunque in perfetta sintonia con l’imperante ideologia “liberista” dei “cosiddetti mercati” pretende, tramite una sorta di “apriorismo economico”, di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo economico, senza confrontarsi con la realtà. Purtroppo non si può dimenticare che i frutti di questa ideologia, senza regole e controlli, li abbiamo pagati a caro prezzo in questi anni dal momento che è stata proprio questa totale “deregulation” a condurre le economie di mezzo mondo sull’orlo del baratro aprendo una crisi di cui si stenta a trovare una via d’uscita. Per chi ha vissuto e vive da vicino la realtà ed i problemi del mondo delle imprese sono ben altri e più urgenti, rispetto alla “libertà di licenziare” gli ostacoli che impediscono ad un investitore di rischiare in proprio per avviare un’impresa. Il primo ostacolo che pesa come un macigno sulla vita di tutto il Paese quindi anche sulle imprese, è un sistema fiscale che fa acqua da tutte le parti, dove l’elusione e l’evasione sono di proporzioni gigantesche (100 miliardi di euro l’anno) e dove sono i “furbi”a farla da padrone.
Il secondo ostacolo consiste nella presenza di una macchina pubblica e amministrativa complicata, obsoleta, molto costosa (perché spesso vi si annidano gravi inefficienze e privilegi enormi) che rende la vita difficile a chi vuole avviare o condurre una attività economica e che spesso mette in gravi crisi di liquidità specie le piccole medie imprese fornitrici degli Enti Pubblici praticando tempi di pagamento assurdi.
Il terzo ostacolo è costituito dai tempi biblici di una giustizia civile cui compete di assicurare un corretto funzionamento dei contratti e delle cause che possono nascere nel corso della vita economica, che non ha eguali fra i Paesi del mondo sviluppato (siamo agli ultimi posti di tutte le graduatorie).
Il quarto ostacolo nasce dalla perdurante corruzione, che spesso purtroppo coinvolge gli uomini pubblici, e che rappresenta un pesante onere-economico ma anche operativo per le imprese che credono di potersi confrontare con un mercato governato da regole certe di economicità e qualità mentre spesso devono fare i conti con forzature che lo rendono iniquo e poco trasparente. Il quinto ostacolo sono l’inadeguatezza, la carenza ed in certe aree l’arretratezza delle infrastrutture quali strade, ferrovie, reti informatiche che spesso influenzano i costi della gestione o alimentano le inefficienze produttive. La somma combinata di questi fattori è la determinante principale di un costo del lavoro retribuzione lorda + contributi previdenziali e sociali) altissimo, che sta alla base della minor produttività e competitività del fattore lavoro nel nostro Paese. Ma non è tutto. I fattori di cui sopra sono anche quelli che rendono il salario netto che i lavoratori percepiscono (retribuzione lorda – imposte sul reddito), quindi ciò che finisce effettivamente nelle loro tasche per vivere, tra i più bassi d’Europa, con evidenti ripercussioni sulla domanda globale e sull’impoverimento di quel ceto medio il cui benessere molti economisti ritengano sia il principale motore dei consumi (e quindi della crescita).
Alle perplessità di tipo economico che accompagnano una eventuale “liberalizzazione dei licenziamenti” si aggiungono pesanti perplessità di ordine etico-sociale che non possono essere sottovalutate da chi, prima fra tutti la politica, ha il dovere di orientare e guidare le scelte fondanti di una moderna convivenza civile. Già nel 1991, dopo il fallimento del collettivismo marxista, Giovanni Paolo II (nella enciclica “Centesimus Annus”) aveva messo in guardia nei confronti del rischio di un’idolatria del mercato che ignora l’esistenza di beni (come il lavoro), che, per loro natura, non sono né possono essere semplici merci. Più recentemente Benedetto XVI, nella sua enciclica “Caritas in Veritate” osserva che l’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona.
Credo pertanto che prima (o contestualmente) di por mano ad un giusto ed equilibrato ammodernamento del mercato del lavoro (ed a qualche aggiustamento dell’art. 18) sarebbe essenziale produrre riforme necessarie per rimuovere i pesanti macigni che da decenni gravano sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. (Riccardo Biella) (Fonte: rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.
autore Riccardo Biella)

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tessere sconto fasulle

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Ancora sanzioni dall’Antitrust per le aziende venete delle tessere sconto fasulle. Imprese che tramite telefonate ingannevoli e visite a domicilio, fanno credere di regalare tessere fedeltà gratuite e invece fanno firmare contratti a partire da 2mila euro, per l’acquisto ‘inconsapevole’ di tovaglie, lenzuola ed altri casalinghi. In questa tornata sono state sanzionate 5 aziende, per un totale di 135mila euro. I venditori porta a porta riescono nell’obiettivo grazie ad una balla ricorrente: stiamo aprendo un centro commerciale vicino al tuo Comune, ti regaliamo una tessera sconto.
Da anni queste aziende fanno danni in tutto il Nord Italia, e purtroppo cambiando nome e marchio commerciale, riescono ancora ad accalappiare contratti. Le responsabilità sono molteplici, a cominciare dai consumatori, che non leggono i contratti e firmano anche quando i moduli loro sottoposti sono confusi (è quelli dalle società delle tessere sconto sono un coacervo di parole ambigue). Responsabilità vanno anche a chi potrebbe agire su un piano diverso rispetto all’Antitrust (che sanziona le condotte commerciali scorrette): la magistratura. Nel 2008 avevamo denunciato una di queste società, alla Procura di Firenze, che in seguito trasmette gli atti a Venezia (per competenza territoriale). Solo dopo mesi e mesi, con molta fatica veniamo a sapere che il procedimento era stato archiviato. Eppure nell’odierno provvedimento Antitrust vengono riproposte le memorie della Camera di commercio di Padova, da tempo attiva per tentare (con i propri strumenti) di porre termine alle vendite truffaldine. Secondo quanto riportato nei pareri “si tratterebbe, ove effettivamente dimostrato, di un modus operandi, illecito e truffaldino, penalmente rilevante […]”. Il modo di fare delle aziende porta a porta venete, quindi, è collegabile ad un modus operandi, illecito e truffaldino, penalmente rilevante, tali elementi -per quel che ne sappiamo- non ha comportato effetti penali. Sottolineiamo questo aspetto perché -come rilevabile dalle tantissime segnalazioni pervenuteci – spesso la firma del contratto viene imposta con violenza e minacce verbali (materia prima per una giustizia all’altezza del proprio compito). Di seguito le aziende sanzionate con i vari nomi utilizzati: – Italia a Casa S.r.l., sanzione di 20.000 €. – Idea S.r.l. (sanzione di 30.000 €), originariamente denominata New Trade S.r.l. operante con i marchi Home e New Trade. In seguito New Trade ha cambiato proprietà ed il nuovo socio ha modificato la denominazione in Idea S.r.l. e la sede legale (via Santa Chiara, 10, Selvazzano Dentro, PD), mantenendo immutate la partita IVA e il numero di registro REA. – Signor Loris Scattolin, titolare dell’impresa individuale New Company (sanzione di 10.000 €). Operante con i marchi commerciali “Casa Arredo” e “Linea Casa”. – Jolly S.r.l. (sanzione di 25.000 €), operante con i marchi Jolly, Andromeda, Ciao, Calypso, Nuvola, Teorema, Casa Viva. – Class S.r.l. Sanzione di 50.000 €). Originariamente denominata Style S.r.l. In data 6 settembre 2010 la società ha modificato la propria denominazione sociale in Class S.r.l. e la propria sede legale (via A. Manzoni, 3/C, Rubano, PD), mantenendo immutati, invece, la partita Iva e l’amministratore legale, che risulta anche socio unico della società stessa (di seguito, la Società). Come difendersi. Il decreto legislativo 206/2005 permette il diritto di recesso (art.64), senza penale entro 10 giorni, che decorrono dal momento della prima firma, oppure dal momento della consegna della merce.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cultura in TV

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2010

“In un’economia di libero mercato si chiudono le trasmissioni con bassi ascolti e, di conseguenza, improduttive per un’azienda. Considerati gli ottimi ascolti della trasmissione “Parla con me”, è del tutto evidente che non ci sono i presupposti per una cancellazione né tantomeno per una riduzione della sua messa in onda. La trasmissione della Dandini non fa solo satira, che per definizione indugia sul potere, ma riesce a vendere una merce rara, ormai in via di estinzione nella tv italiana, la cultura, merce rara da proteggere” lo dichiara l’on. Fabio Evangelisti, vicepresidente del gruppo IdV alla Camera. “Già la Rai, per colpa di una certa censura gretta e sciocca al servizio del Re, ha perso l’ottima Daria Bignardi, costretta a dimettersi dopo essere stata sostituita con Paperino, relegandola nella notte e regalandola di fatto alla concorrenza. Fare lo stesso errore con la Dandini sarebbe davvero imperdonabile”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Moda, marginalità, merce, malattia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Bologna 23/4/2010 9.00-13.00 Aula Magna Università Via Zamboni, 34 Moda, marginalità, merce, malattia:  i paradigmi delle dipendenze Apertura lavori Luigi Guerra Preside Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Bologna Interventi Raimondo Maria Pavarin Percezione del danno, comportamenti protettivi, significati: fenomenologia del consumo di sostanze psicoattive John Marsden Risk and harms of new synthetic stimulants: are there distinct sub-groups? Alessandro Dionigi Modelli d’intervento per nuovi consumatori Riccardo Gatti  Droga e prevenzione: la vita in mondi paralleli Domenico Berardi  Uso di sostanze e disturbi psichici: nuove evidenze. Nel primo pomeriggio workshop su nuove tecnologie e informazione, modera Mario Cipressi: –  Ulrik Solberg, Il monitoraggio del fenomeno sostanze legali sul Web –  Diana Candio, Strategie di comunicazione per la prevenzione dell’uso di droghe: strumenti, obiettivi e applicazioni   – Manuela Fabbri, L’informazione e la comunicazione come strumenti di empowerment, – Andrea Ascari, Formare e costruire reti con la Rete. Altro tema: La droga come merce, modera Umberto Nizzoli: con Vincenzo Marino, Il Marketing preventivo  Fabio Bernardi, L’evoluzione dei mercati: da Bologna agli scenari internazionali,  Roberta Biolcati, Il “consumo per il consumo” tra questione individuale e problema sociale,  Giuseppe di Pino, Contesto, domanda e offerta di droghe: problematicità per i consumatori e spazio per i servizi. Per i Nuovi modelli per nuovi servizi, modera Daniele Gambini: Augusto Consoli, Il progetto WEB. CO. Care  Edoardo Polidori, Ho 58 anni: il nuovo lo posso intuire ma devo ammettere che non lo so disegnare Paolo Fioravanti, Programma Conoscenza: un approccio psico-educativo al problema Michele Gazzola, I servizi per i consumatori: il progetto Kriptos  Massimo Borgioni, Tossicodipendenza in carcere: il gruppo d’incontro come approccio psicoterapeutico con gli utenti reclusi. Andrea Ascari, Ceis Formazione Centro studi D. Ottenberg; Domenico Berardi, Istituto di Psichiatria P. Ottonello, Università degli studi di Bologna; Fabio Bernardi, Capo squadra mobile, polizia di Bologna; Roberta Biolcati, Facoltà di Scienze della formazione, Università di Bologna; Massimo Borgioni, Ser.T. RMS Distretto F1 Civitavecchia, Asl Roma F; Diana Candio, Dipartimento Dipendenze, Azienda ULSS 20, Verona; Mario Cipressi, Presidente Cea regione Emilia-Romagna; Augusto Consoli, Direttore dipartimento medicina delle dipendenze, Asl Torino2; Elia Del Borrello, Responsabile Laboratorio di tossicologia forense, Università degli studi di Bologna; Alessandro Dionigi, Coop sociale “Il Pettirosso”, Consorzio Gruppo Ceis; Giuseppe Di Pino, UOC lavoro di strada e interventi a bassa soglia, attività riduzione del danno, comune di Venezia; Manuela Fabbri, Facoltà scienze della formazione, Università degli studi di Bologna; Anna Maria Ferrari, Primario Pronto soccorso, Ausl Reggio Emilia; Paolo Fioravanti Ceis Firenze; Daniele Gambini, Direttore area dipartimentale Sert, Dsm – Dp, Ausl Bologna; Riccardo Gatti, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze della A.S.L. Città di Milano; Michele Gazzola, Ceis Treviso;   Luigi Guerra, Preside Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Bologna; Fabio Lugoboni, Responsabile UOS Medicina delle Dipendenze, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, Verona; Vincenzo Marino, Direttore dipartimento dipendenze, Asl Varese; John Marsden, National Addiction Centre, Maudsley Hospital, London; Paolo Mezzelani, Università degli studi di Verona; Umberto Nizzoli, Cesaf; Raimondo Maria Pavarin, Responsabile UOS Osservatorio epidemiologico dipendenze patologiche, DSM-DP, Ausl Bologna; Edoardo Polidori, Direttore Sert, Ausl Forlì; Ulrik Solberg, European monitoring center for drugs and drug addiction, Lisboa; Ilaria Tarricone, Istituto di psichiatria P. Ottonello,Università degli studi di Bologna

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La malasanità americana

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2010

La lettera della compagnia di assicurazioni Anthem Blue Cross annunciava a mio figlio che il costo della sua polizza aumenterebbe del trentanove per cento fra due mesi. Tutto normale per le compagnie che sono guidate solo dal guadagno. In un periodo economico poco promettente quando la disoccupazione si aggira sul dieci per cento, ci sono sempre quelli che prosperano. Le compagnie di assicurazioni aumentano i prezzi senza controlli e il governo americano continua ad essere bloccato senza riuscire a creare un sistema di sanità che offra copertura a tutti e allo stesso tempo controlli la cupidigia delle corporation. Dopo quasi un anno di discussioni e un disegno di legge approvato dalla Camera e uno meno buono dal Senato, si continua ad essere alla mercé delle ditte di assicurazione. Mio figlio ha poca scelta e dovrà quindi pagare l’aumento o rischiare la bancarotta in caso di malattie serie. I politici statali e federali sono stati scioccati dalla notizia dell’aumento. L’amministrazione di Barack Obama ha iniziato un’investigazione per cercare di vedere se l’aumento è legale. Steve Poizner, il commissioner dell’assicurazione della California, ha anche lui iniziato un’inchiesta al livello statale. Sembra che l’aumento sia stato rimandato di qualche mese. Ciò che sciocca di più è il fatto che i profitti delle compagnie di assicurazioni hanno raggiunto cifre oscene nel 2009. Uno studio del gruppo Healthcare for America ha rilevato che le cinque aziende di assicurazioni più grandi hanno generato profitti del 56% nel 2009. Fra di queste Cigna ha avuto un aumento del 346% di profitti mentre allo stesso tempo aveva ridotto il numero di assicurati del 5,5 %. Wellpoint che include Anthem fra le sue filiali ha generato un aumento del 91% dal 2008 mentre allo stesso tempo ha ridotto il numero di assicurati del 3%. In effetti, queste compagnie non rinnovano l’assicurazione a coloro i quali gli causano spese ingenti e si concentrano invece sui clienti che pagano e non rappresentano un rischio al loro portafoglio. Fanno il loro mestiere che è quello di guadagnare quattrini ai loro investitori. Tutto legale. Tutto parte del sistema capitalista. Chi non vuole comprare l’assicurazione può farne senza. Se i dirigenti delle corporation fanno il loro mestiere, i politici invece non fanno il loro. Si sa che i legislatori repubblicani vedono poco di male quando le aziende di assicurazione aumentano i prezzi perché accettano volentieri il sistema di offerta e richiesta senza pochi o nessun controllo. I democratici però che sempre dicono di difendere  i più poveri rimangono bloccati dalle regole del governo. Il Senato americano, nonostante abbia passato il disegno di legge per riformare la sanità, continua ad operare con la necessità della supermaggioranza di 60 voti per approvare disegni di legge. In effetti, ciò dà alla minoranza, in questi tempi il Partito Repubblicano, il potere di bloccare leggi che non siano piacevoli alle aziende alle cui il Gop è legato ideologicamente. I democratici però con la loro maggioranza hanno nelle mani lo strumento legale di approvare leggi schivando il filibuster. Si tratta del processo chiamato “reconciliation” che solo richiede 51 voti al Senato invece di 60 per approvare leggi. La reconciliation si applica solo a leggi che hanno a che fare con questioni di bilancio. La mggior parte del disegno di legge sulla riforma della sanità ha infatti implicazioni sul bilancio. I democratici quindi potrebbero agire. Obama però continua ad insistere che vuole trattare di governare in modo bipartisan e spera che i repubblicani alla fine comincino a cooperare. Nel frattempo dopo quasi un anno di dibattiti sulla sanità le corporation continuano a fare quello che vogliono. Brian Sassi, il direttore delle polizze individuali della Anthem, ha spiegato che il 39% riflette l’aumento massimo possibile ma ciò non tocca la maggioranza dei loro assicurati. L’aumento massimo è infatti quello che ha ricevuto mio figlio. Non è l’unico. Sassi ha anche dichiarato che i clienti come mio figlio sono molto importanti per la sua azienda. È vero. Senza di loro i profitti della Anthem svanirebbero. (Domenico Maceri)

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Proroga sfratto dogane di Roma 1

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Abbiamo appreso dal Consigliere Capitolino Maurizio Berruti che la pubblica amministrazione Romana si appresta a chiedere alla proprietà degli immobili dei locali dove risiede la Dogana Roma 1 siti a Roma in scalo San Lorenzo, una proroga dello sfratto  di sei mesi. Le motivazioni addotte sono quelle di tutelare gli interessi pubblici che orbitano nei servizi doganali, in attesa di trovare una sede appropriata per la movimentazione delle merci. Questa richiesta del Comune di Roma è un ulteriore importante passo per far rimanere a disposizione della città, la rilevante struttura doganale. Infatti a seguito dello sfratto, la Direzione Regionale delle Dogane aveva predisposto il trasferimento da via Scalo San Lorenzo centro della città, all’estrema periferia ovest della Capitale. Questa soluzione oltre a comportare un notevole disagio per gli utenti, andava a collocare il servizio in un’area che già vedeva tre importanti poli doganali Ciampino, Pomezia e Fiumicino. Questa proroga consentirà che fino a quando non sarà operativa una nuova sezione nella città di Roma che possa completare “l’Ufficio delle Dogane di Roma 1” di Via del Commercio, non venga trasferita la Dogana di S. Lorenzo. Questo permetterà il naturale proseguimento delle attività doganali in tutti i suoi aspetti operativi. Dobbiamo prendere atto con soddisfazione, che il Comune di Roma si sta comportando diligentemente a tutela degli interessi pubblici della economia della Capitale e di tutti i lavoratori interessati.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Spiagge. Multe per gli acquisti da venditori occasionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

“Salvo che il fatto costituisca reato, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualita’ o per la condizione di chi le offre o per l’entita’ del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta’ intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza (Decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, comma 7. Convertito in legge n.80/2005”). Proprio in questo periodo i litorali sono pieni di venditori occasionali (i cosiddetti “vu’ cumpra”) che offrono una quantità di merce impressionante: dai CD alle borse, dai tappeti agli asciugamani, dai vestiti agli occhiali, ecc. L’ignaro cittadino non sa che nel momento in cui acquista un prodotto contraffatto, o che induce qualcuno a farlo, è passibile di una multa pesantissima: fino a 10mila euro! Attenzione quindi agli acquisti di prodotti contraffatti: la vacanza rovinata è dietro l’angolo!

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’economia della quale non si parlerà al G8

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

di Rosario Amico Roxas in sintesi. L’economia occidentale è, da tempo, caratterizzata dal sistema economico capitalistico, che ha profondamente inciso sul sistema sociale, infatti, unitamente ai caratteri prettamente economici come la mobilità dei capitali, la proprietà privata dei mezzi di produzione, la ricerca del profitto individuale, ha provocato la distinzione tra capitalisti e prestatori d’opera. La più chiara descrizione di tale spaccatura tra le classi fu di Antonio Labriola, che identificò la storia del capitalismo proprio con la formazione delle classe salariata, più precisamente con la trasformazione del lavoratore indipendente in lavoratore legato al circuito economico produttivo, in cui protagonista era il detentore del capitale-denaro; nessuna considerazione veniva data al capitale-lavoro, che si trasformava in merce da vendere e/o acquistare.  Il capitalismo occidentale ha inciso sulla fisionomia dell’intera società; iniziato con la rivoluzione industriale, ha intensificato il proprio potere incidendo anche sui sistemi economici. Le innovazioni tecniche, l’introduzione delle macchine nel ciclo produttivo, a discapito della manodopera, hanno modificato strutturalmente il precedente sistema economico chiuso, caratterizzato dalla produzione artigiana, dove i lavoratori erano anche proprietari dei mezzi di produzione. Il capitalismo ha cancellato tutte le attività indipendenti, dando vita alla nuova classe dei salariati; ciò è avvenuto con profonde modificazioni dell’intera struttura sociale. L’industrializzazione, spinta al suo massimo produttivo, ha capovolto i criteri dei consumi, arrivando al consumismo  più esasperato; mentre prima l’industria produceva ciò che veniva richiesto e consumato, oggi il capitalismo spinto costringe a consumare sempre di più per poter continuare a produrre, per questo motivo necessita di sempre nuovi  mercati, ai quali imporre i propri prodotti, questo processo di accaparramento dei mercati è stato battezzato  globalizzazione dei mercati, che troppo spesso viene imposta con la forza e che sarà il motivo per scontri bellici  sempre più cruenti, specie se non si prendono nella dovuta e giusta considerazione  nazioni con modesto tenore di  vita, con una popolazione smisurata, con costi di manodopera irrisori, con grandissima capacità tecnica, come la  Cina, in grado di immettere nei mercati  i medesimi prodotti a prezzi con cui il mondo occidentale non potrà mai  competere.  Ogni anno le università della Cina formano 800.000 ingegneri (è questo il termine con il quale indicano  tecnici laureati nelle più svariate discipline, dove occorre tecnologia avanzata). Intuendo il tipo di evoluzione  cui sarebbe giunto il capitalismo, già alla fine dell’800 fu elaborata una ipotesi di lavoro, nella strutturazione  della produzione della società, la cui finalità era di creare un’alternativa al sistema capitalistico; ne fu  ispiratrice la prima lettera enciclica a carattere sociale, la Rerum Novarum. Fu il Cooperativismo, che vide la sua  affermazione nell’Inghilterra del XIX secolo.  Esso proponeva la libera associazione di quanti volessero sottrarsi  ai vincoli troppo severi del capitalismo, che diventava sempre più monopolistico, per poter meglio soddisfare le loro esigenze economiche, mettendo insieme le loro risorse. Il Cooperativismo risponde alle esigenze di  organizzazione produttiva e distributiva e di creazione di una confermata coscienza nazionale e sociale, specie  negli Stati di recente indipendenza, che stanno avviando programmi che li identificano come nazioni in via di  sviluppo.  La Cina sta rappresentando il boomerang per l’Occidente, perché è proprio la globalizzazione dei mercati  che consente loro di rappresentare la più agguerrita concorrente del mondo produttivo occidentale, che non ha saputo  prepararsi in tempo a questa invasione economica. La contrapposizione non è solamente economica, ma diventa  contrapposizione culturale, sociale e politica, dove non c’è spazio per un dialogo costruttivo; i sindacati  cercheranno di farsi mediatori fra le parti, ma senza cercare di rimuovere le ragioni di fondo delle divergenze;  eserciteranno il ruolo di mediatori e oppositori, ma solo per ottenere migliori condizioni di lavoro della classe  dominata, ma non tenteranno nemmeno di affrontare il cuore del problema, che sta nella identificazione del concetto  di capitale. L’equilibrio sostanziale tra capitale/denaro e capitale/lavoro, creando una sinergia d’azione, avrebbe  vanificato il ruolo degli intermediari. Il capitalista porta con sé il concetto di conquista di sempre nuovi mercati  e quindi l’esigenza della globalizzazione di tali mercati, dove può meglio riuscire a imporre le sue peculiarità  speculative; il cooperativismo stimola l’integrazione fra i popoli nell’ottica di una comune crescita della parte apportatrice di tecnologia e nuovi mercati e della parte che conferisce manodopera a basso costo e nuove potenzialità di mercato. L’integrazione fra popoli promuove, così, l’internazionalizzazione del sistema cooperativistico, in un rapporto di reciproca interdipendenza, infatti possiamo anche affermare che l’internazionalizzazione del sistema cooperativistico porta alla esigenza dell’integrazione dei popoli.
Questo concetto può essere condotto anche ad estreme conseguenze, perché la tipologia operativa del capitalismo e del capitalista è indirizzata a sempre nuovi e maggiori guadagni immediati nella logica del pragmatismo, a qualunque costo e in qualunque maniera, mentre il cooperativismo, privilegiando i rapporti umani nella integrazione fra i popoli, promuove una maggiore attenzione agli aspetti legati alla solidarietà umana. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your and my opinions, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Ratzinger: un pontefice di parte?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2009

Rosario Amico Roxas ha scritto un lungo articolo per rilevare, a suo avviso, le “preoccupanti contraddizioni di Benedetto XVI” quando ha dato al mondo il clamoroso annuncio del ritrovamento di quelle che potrebbero essere le spoglie mortali di San Paolo”. Afferma, in proposito, Roxas: “Si è servito della dottrina per eseguire uno slalom gigante intorno alle parole, uno di quegli slalom in cui si è ampiamente specializzato per confondere le menti. Utilizzando la “Lettera agli Efesini” di Paolo, ha sferrato un attacco ad un politico, che peraltro ha preso le distanze dalla competizione politica ed elettorale. Un attacco che non riesce a mimetizzare l’assurdità di una implicita difesa di quell’altro politico per il quale la chiesa non ha speso una sola parola di condanna per la dissennata gestione della sua vita e di quella altrui, valutata come merce di scambio, come oggetto di piacere, come abuso di autorità”. L’omelia diventa una esaltazione delle apparenze propagandate dai nuovi esponenti del cristianesimo dei politici, del cristianesimo degli apostati, alternativo e negatore del  vero e solo “cristianesimo dei cristiani” “Quindi, per Roxas, la laicità dello Stato sarebbe un vento momentaneo o una corrente temporale”. “Ma perché – incalza Roxas – Benedetto XVI si è servito del concetto “fede adulta” e per quali ragioni comprendiamo benissimo che il bersaglio preso di mira era proprio Romano Prodi, il cui ricordo, in politica e nell’etica della  politica, rimane un  metro di paragone sotto  il quale  il nuovo  pupillo di Ratzinger è  destinato a soccombere, travolto dalle  più contrastanti  contraddizioni con il dettato del cristianesimo?  Ma a Ratzinger piace l’indirizzo attuale della politica, mentre vira pericolosamente verso l’autoritarismo di un solo uomo; gli piace perché vorrebbe ripristinare l’autoritarismo religioso, secondo i tipi dell’Inquisizione, di cui è  il massimo interprete, e vorrebbe esserne anche il restauratore. Dimentica, o finge di dimenticare che fu proprio Romano Prodi il miglior interprete della Sociologia del Nuovo Umanesimo, che Giovanni Paolo II impresse nella Centesimus Annus, quell’enciclica mai digerita da Ratzinger, perché diseredava dal seno della chiesa la condanna ratzingeriana elaborata contro la teologia della Liberazione. Ormai è documentata la distanza siderale esistente tra l’evoluzione del Magistero sociale della Chiesa  è la contorta dottrina di papa Ratzinger. La dottrina sociale della Chiesa, pur nella sua evoluzione lenta, ma costante, era rimasta nel limbo delle discussioni dottrinali, anche se, con la Populorum Progressio, aveva scosso molte coscienze; con Giovanni Paolo II e la Centesimus Annus è diventata patrimonio di idee e giudizi ai quali poter fare riferimento, a prescindere dalle distinzioni di religione, di nazionalità, perché parlò un linguaggio concreto e universale, programmando per la Chiesa un ruolo da protagonista nella società del terzo millennio. Protagonista unitamente agli altri, ai diversi, alle altre culture e alle altre religioni. Ciò è assente nella cultura nazisteggiante di Ratzinger”. “La lezione di Giovanni Paolo II – osserva Roxas – fu ben compresa, invece, proprio dal prof. Romano Prodi, allora ex-presidente  dell ‘IRI, rientrato all’insegnamento universitario. Il professore-manager fornì una lunga e dettagliata interpretazione della C. A., ma non come cristiano obbediente alla parola del Pontefice, ma come tecnico capace di valutare la proiezione che l’Enciclica avrebbe avuto in ordine allo sviluppo del Magistero sociale della Chiesa. Tutti i quotidiani italiani e molti stranieri riportarono i giudizi di Romano Prodi che mettevano chiarezza nei rapporti tra la sociologia della Chiesa e l’economia sociale del mondo occidentale; riporto alcune parti significative, tratte dal Corriere della Sera del 3 maggio del 1991, pag. 3: “E’ l’Enciclica più aperta all’Occidente e al mercato della storia: superato il comunismo c’è il timore di un capitalismo troppo aggressivo.  La Centesimus Annus afferma la necessità di intervenire contro i monopoli, di non pregiudicare le libertà economiche e il commercio internazionale”. “Da qui –conclude Roxas – l’attacco odierno rivolto alle menti pensanti, nell’ingenua considerazione di potere guidare tali  menti come un branco di pecore, o secondo un redivivo autoritarismo religioso. La fede adulta non è quella che intende Ratzinger e che erroneamente attribuisce a Paolo; la fede adulta è quella che si pone dignitosamente al cospetto di Dio. La pretesa “umiltà dell’obbedienza” è quella che ha prodotto le “radici cristiane dell’Europa”, quelle radici che hanno prodotto i frutti più tossici per le coscienze”. (Rosario Amico Roxas – testo dell’autore riprodotto in sintesi)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »