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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

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Intesa tra Borsa Merci Telematica e Repubblica Araba d’Egitto

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

intesaCairo. La Borsa Merci Telematica Italiana ha firmato oggi un Protocollo d’Intesa con il Ministero della Fornitura e del Commercio Interno della Repubblica Araba d’Egitto per collaborare alla costruzione di un polo logistico dei cereali a Damietta.Il Governo egiziano sta pianificando la costruzione di un Hub Logistico dei Cereali a Damietta che diventerà un polo internazionale di riferimento. Il Progetto, che rappresenta una priorità per il Governo d’Egitto, comprenderà anche la realizzazione di Borse merci nel Paese, partendo dal modello italiano.La firma del protocollo è avvenuta al Cairo alla presenza del Ministro egiziano Khaled Hanafi, del Direttore della Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) S.c.p.a. Annibale Feroldi, dell’Ambasciatore italiano presso la Repubblica Araba d’Egitto Maurizio Massari, del Presidente della Camera di Commercio Italiana per l’Egitto Giancarlo Cifarelli, del Presidente della Federazione delle Camere di Commercio Egiziane Ahmed El Wakil e del Segretario Generale della Federazione egiziana delle Camere di Commercio Alaa Ezz.BMTI supporterà il Ministero egiziano nella realizzazione della Borsa Merci e nella predisposizione della relativa regolamentazione – ha dichiarato Annibale Feroldi, direttore di BMTI S.c.p.a. – Metteremo a disposizione le nostre conoscenze e l’esperienza maturata finora nell’ambito dello sviluppo e della trasparenza dei mercati agroalimentari fornendo consulenza e assistenza sui metodi di rilevazione, analisi e diffusione dei prezzi, sui sistemi di accesso al mercato in forma aggregata, nonché sulle norme di commercializzazione”.L’evento per la firma del protocollo è stato organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per l’Egitto che ha concretizzato l’incontro del 24 novembre 2014 a Roma tra il Presidente e il Direttore di BMTI con il Ministro della Fornitura egiziano. La Camera di Commercio Italiana per l’Egitto anche in qualità di rappresentante del sistema camerale italiano in Egitto, sta seguendo da vicino il tema della realizzazione di Borse merci nel Paese.Il protocollo si inserisce in un quadro più ampio di rapporti che Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) ha istaurato con l’Egitto per favorire la cooperazione tecnica ed economica fra i due Paesi con l’obiettivo di migliorare la trasparenza e lo sviluppo dei mercati agroalimentari attraverso la realizzazione di borse merci in Egitto. Tra le iniziative in essere anche il progetto europeo EUROMED INVEST, di cui BMTI è partner, che lo scorso 20 ottobre ha portato alla realizzazione di un Programma di mentoring tra Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) e cinque organizzazioni egiziane (Federazione egiziana delle Camere di commercio, Camera di Commercio di Alessandria, Camera di Commercio Tedesco-Araba, Confederazione delle associazioni imprenditoriali euro-egiziane e Autorità di sviluppo per il commercio interno del Ministero della fornitura egiziano).L’idea di realizzare un mercato internazionale online viene, infatti, dalla realtà ormai consolidata della Borsa Merci Telematica Italiana, nata su iniziativa del sistema camerale italiano per ammodernare i servizi a supporto della commercializzazione dei prodotti agroalimentari e per dare trasparenza al meccanismo di formazione dei prezzi. La BMTI, istituita ufficialmente nel 2006 con il Decreto n.174 del Ministro delle politiche agricole, è il mercato telematico regolamentato dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari, ittici e dei servizi logistici realizzato attraverso una piattaforma telematica unica a livello nazionale accessibile da postazioni remote.Alla base della contrattazione dei prodotti nella BMTI c’è la “regolamentazione” che ne norma tutti gli aspetti: dalle modalità generali di funzionamento, ai requisiti che gli operatori ed i SAI devono possedere per accedere alle contrattazioni, agli elementi qualificanti le caratteristiche dei prodotti, alla struttura del contratto di compravendita, fino alle modalità di gestione degli eventuali contenziosi.La Camera di Commercio Italiana per l’Egitto organizzerà nella prima metà del 2016 un workshop operativo per presentare alle aziende egiziane il funzionamento della piattaforma della Borsa Merci Telematica Italiana. (foto: intesa)

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Logistica e mobilità delle merci

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

sorrentoSorrento 20 e il 21 novembre prossimi si svolgerà la quinta edizione del Sorrento Meeting, l’evento internazionale organizzato dall’Obi, l’Osservatorio Banche-Imprese di Economia e Finanza, in collaborazione con Assologistica, Confitarma, Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, Fondazione Mezzogiorno Tirrenico, e con il sostegno del Comune di Sorrento. Il meeting vedrà la partecipazione di rappresentanti a livello internazionale del mondo imprenditoriale, istituzionale, politico ed accademico. Apriranno i lavori l’economista statunitense James Galbraith e l’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub. Tra gli altri ospiti del Sorrento Meeting 2015, l’imprenditore Issad Rebrab, patron del primo gruppo privato algerino, Cevital, e proprietario delle acciaierie Lucchini di Piombino, Rashed Al Balooshi, ceo di Abu Dhabi Securities Exchange e Fadi Chamas di Arqaam Capital Investment. Il fitto programma prevede tavole rotonde alla quali prenderanno parte, tra gli altri, Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, interessata dal Masterplan per il Sud, il piano di sviluppo e programmazione lanciato dal Governo Renzi lo scorso agosto, Federico Golla, ad di Siemens Italia e i rappresentanti dei principali porti del Mediterraneo e dell’Italia meridionale – da Tangeri a Malta, dal Pireo a Suez – oltre agli interventi dei vertici di Assaeroporti, Trenitalia, Unioncamere, Svimez e Assoporti. Tema dell’edizione 2015 sarà anche la nuova governance delle Autorità Portuali Italiane e l’offerta logistica del Mediterraneo nel contesto europeo. Durante i lavori sarà presentato, dalla Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, lo studio strategico sullo sviluppo della logistica del Mezzogiorno a cura del Gruppo C-log dell’Università Liuc di Milano.
“L’intento del Sorrento Meeting 2015 – spiega Antonio Corvino, direttore generale dell’Obi – è quello di dare vita ad uno spazio di discussione, coinvolgendo i principali porti europei e mediterranei, compresi quelli italiani e in particolare quelli del Mezzogiorno, oltre che i rappresentanti delle compagnie che gestiscono i grandi flussi da e per l’Estremo Oriente e il Mediterraneo e i maggiori soggetti della logistica”.

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Trasferimento fisico delle merci

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

“L’internazionalizzazione è un’operazione spesso complessa e avventurosa in termini di rischi per l’impresa. Molti sono collegati al linguaggio. Con questa iniziativa la Camera di Commercio di Bari attraverso la propria aziende speciale Aicai e Ubi Banca Carime ha voluto offrire agli imprenditori una giornata di studio per una interpretazione uniforme, costante ed autentica dei termini commerciali che riguardano il trasferimento fisico delle merci nei contratti internazionali di compravendita. Occorrono punti fermi, prassi e normative comuni e una sfera di responsabilità condivise per evitare interpretazioni soggettive e quindi inevitabili conflittualità, che non fanno bene agli affari”.Lo ha dichiarato stamani alla Camera di Commercio di Bari il presidente Alessandro Ambrosi, aprendo il convegno “Le Regole Incoterms 2010 e i mercati internazionali”, organizzato da Ubi Banca Carime e dall’Aicai, azienda speciale dell’ente camerale barese.
E’ noto, difatti, che in una transazione internazionale di beni, oltre al venditore e al compratore (le parti che pongono in essere la transazione) sono normalmente coinvolti a diverso titolo il trasportatore, l’autorità doganale (per le vendite extra-UE), la compagnia assicurativa. Al venditore e al compratore spetta far fronte agli obblighi verso questi soggetti, vale a dire gli obblighi di copertura dei costi di trasporto, di assicurazione e sdoganamento delle merci. Gli Incoterms definiscono in maniera univoca le diverse possibilità di ripartizione di questi obblighi tra venditore e compratore. In sede contrattuale, venditore e compratore devono quindi concordare l’adozione di uno degli Incoterms in vigore. L’adozione di uno degli Incoterms vincola quindi le due parti a far fede alla ripartizione dei costi in esso prevista.Dagli anni Trenta ad oggi (furono creati nel 1936 dalla Camera di Commercio Internazionale di Parigi ndr) gli Incoterms hanno conosciuto molte evoluzioni. (L’emanazione e gli aggiornamenti periodici di queste regole denominate Incoterms avviene a cura della Camera di Commercio Internazionale (International Chamber of Commerce – ICC ndr).

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Tracciabilità delle merci nel III Millennio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Roma 23 marzo alle 14.30 nella Sala delle Colonne (via Poli,19), si terrà il convegno sul tema “Tracciabilita’ delle merci nell’Era del III Millennio”, promosso dal Copit (Comitato di Parlamentari per Innovazione Tecnologica e lo Sviluppo Sostenibile) presieduto dall’On. MarioTassone che, in accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, il Ministero dell’Interno e il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, propone un confronto tra parlamentari e istituzioni sul tema della tracciabilità e della logistica delle merci di vario genere, della sua capacità di ricostruire la storia di beni e servizi, della sicurezza e trasporto delle merci pericolose e del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi.   Interverranno all’incontro, moderato da Giorgio Lodi, esperto di comunicazione, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, quello dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, il Presidente alla Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, il sottosegretario al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Bartolomeo Giachino, il Presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani, Paolo Uggè, il Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Beni Ambientali del Senato, Antonio D’Alì e l’assessore alle Politiche della Mobilità e del Trasporto Pubblico locale della Regione Lazio, Francesco Lollobrigida.

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Convenzione tra Cribis D&B e Borsa Merci

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

È stata sottoscritta una convenzione tra CRIBIS D&B, società specializzata nelle business information nata dall’acquisizione da parte di CRIF della filiale italiana di Dun & Bradstreet, e Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI), la borsa telematica dei prodotti agricoli, agroalimentari ed ittici, parte del sistema delle Camere di Commercio dal 2000. La convenzione, che avrà validità fino al 2015, permetterà agli operatori accreditati BMTI di accedere all’Ecosistema CRIBIS D&B, il patrimonio unico di informazioni su tutte le imprese in Italia e all’estero. Per BMTI il fine della convenzione non è soltanto quello di avvalersi direttamente dei servizi offerti da CRIBIS D&B ma anche estendere ai propri Associati questa opportunità, a condizioni particolarmente vantaggiose. Per BMTI rappresenterà, infatti, l’occasione per ampliare la propria offerta di servizi agli operatori accreditati, incoraggiandoli all’utilizzo delle business information per valutare la rischiosità delle loro relazioni commerciali. L’accordo non si limiterà però alla semplice vendita di servizi a condizioni agevolate ma sancisce anche una partnership per la partecipazione congiunta ad eventi prestigiosi sino al 2015. Si tratta di un riferimento temporale non casuale in quanto sarà proprio il 2015 l’anno in cui si terrà l’Expo di Milano, evento nel quale BMTI sarà affiancata da CRIBIS D&B nella realizzazione della Borsa Agroalimentare Telematica Mondiale, progetto cardine, per l’appunto, dell’Expo 2015. http://www.cribisdnb.com
La Borsa Merci Telematica Italiana BMTI è stata istituita ufficialmente dal D.M. n. 174 del 6 aprile 2006, ha l’obiettivo di assicurare efficienza e razionalità ai mercati determinando, in tempi rapidi e in modo trasparente, i quantitativi scambiati ed i prezzi realizzati. Grazie alla BMTI, la Borsa non si muove più su rilevazioni e stime di prezzi, ma su prezzi reali, determinati dall’asta continua tra domanda e offerta. La Borsa Merci Telematica Italiana elabora, infatti, ogni settimana un listino contenente le quotazioni dei prodotti agricoli ed agroalimentari scambiati all’interno della piattaforma telematica di contrattazione. http://www.bmti.it

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Trasporto merci in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

La fotografia del trasporto merci del primo semestre del 2010 rilevata dal Centro Studi Confetra (Confederazione Generale Italiana dei trasporti e della Logistica) conferma una ripresa a 2 velocità: intensa nei traffici intercontinentali (Asia e Sud America in testa) e più timida nei traffici europei. Questa dicotomia si riflette sull’andamento delle singole modalità: volano infatti il traffico aereo (+15% in volume e +25% in fatturato) e quello marittimo (+13% con +15% di fatturato). Recupera invece solo parzialmente i volumi persi nel 2009 il trasporto su strada a carico completo +2% il traffico nazionale e +7% quello internazionale, ma con una sostanziale stagnazione del fatturato che dimostra la permanenza di un eccesso di offerta rispetto alla domanda. Situazione simmetrica nel trasporto stradale di collettame, dove il nazionale aumenta dell’8% e l’internazionale rimane sui valori depressi del 2009, anche qui con effetti negativi sul fatturato. Nel dettaglio i transiti di mezzi pesanti lungo i principali valichi alpini segnano significativi valori positivi, ma recuperano meno di un terzo di quel -20% registrato nei primi mesi del 2009: Fréjus +8,7%, Monte Bianco +7,5%, Brennero +1,6%. Nel traffico aereo il polo milanese Linate/Malpensa segna un +33,1% cui risponde con un +28,3% il polo romano di Ciampino/Fiumicino. I dati sul traffico marittimo di container sono decisamente buoni per quanto riguarda i porti di destinazione (Genova +16,2%, La Spezia +18,1%, Trieste +9%, Livorno +5,6%) mentre continua il declino del transhipment (Taranto -16,7%, Gioia Tauro –17%). Il traffico ferroviario infine recupera un lusinghiero +8,6% rispetto al primo semestre del 2009, anche se rimane molto lontano dai volumi del 2008.

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Rilascio dei certificati d’origine delle merci

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Nuove norme per il rilascio dei certificati d’origine delle merci destinate all’estero: sono raccolte nella circolare (datata 26 agosto 2009) diffusa dal Ministero dello Sviluppo economico d’intesa con l’Unioncamere nazionale. Su questa tematica si svilupperà un incontro d’approfondimento, rivolto a tutte le imprese interessate, che si svolgerà in Cciaa – Sala Valduga – il 1° marzo, a partire dalle 14.30. Le recenti disposizioni prevedono alcune agevolazioni per le imprese: consentono infatti all’esportatore di autocertificare, attraverso la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, l’origine della merce diretta all’estero. In pratica, l’impresa – che si avvale della dichiarazione sostitutiva d’atto notorio – non è tenuta, per ottenere il rilascio del certificato d’origine, a esibire le fatture di acquisto e le dichiarazioni dei fornitori, documentazione normalmente richiesta dagli uffici del commercio estero. Il legale rappresentante dell’impresa quindi dichiara l’origine delle merci consultando, all’occorrenza, alcune guide e note informative disponibili sul sito http://www.ud.camcom.it, come a esempio la nota informativa “origine non preferenziale” nella sezione approfondimenti della pagina web dedicata alle attività del commercio estero. Poiché le tematiche sono particolarmente complesse, l’impresa può rivolgersi ai funzionari della Cciaa per richiedere assistenza e consulenza nella compilazione dei formulari che, tra l’altro, sono in distribuzione da inizio anno. Se da un lato la nuova modalità semplifica ulteriormente l’iter burocratico, dall’altro accentua la responsabilità dell’esportatore nell’informare i terzi sulla reale origine dei prodotti. Lunedì, dunque, dopo l’introduzione a cura del segretario generale della Cciaa Fabiano Zuiani, si susseguiranno gli interventi di Antonio Bellin della Camera di Commercio di Vicenza (L’origine delle merci: norme doganali relative alla definizione dell’origine non preferenziale e preferenziale delle merci. Le nuove norme per il rilascio dei certificati di origine non preferenziale); Maria Cappello, dell’Ufficio Commercio Estero della Cciaa di Udine (Istruzioni per il rilascio dei certificati di origine non preferenziale) e Sabrina Pontoni del Registro Imprese della Cciaa di Udine  (Richiesta dei certificati di origine on-line).

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Crisi Filiera Carta

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

La Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione costituita da ACIMGA (produttori di macchine grafiche), AIE (editori di libri), ANES (editoria periodica specializzata), ARGI (distributori di macchine, sistemi e prodotti per il settore grafico), ASIG (stampatori  di giornali), ASSOCARTA (produttori di carta), ASSOGRAFICI  (industrie grafiche, cartotecniche e trasformatrici) e FIEG (editori di quotidiani e di periodici) rappresenta oggi il 5% dell’occupazione manifatturiera complessiva italiana. Un settore rilevante sotto il profilo economico e sociale nei campi del benessere collettivo e della cultura. Parte fondamentale del “Made in Italy”, ha una forte connotazione ambientale avendo riciclato solo nel 2008 5,5 milioni di tonnellate di carta che sono diventati nuovi prodotti e merci. Nel biennio 2008-2009, a causa della profonda crisi che ha investito il mondo industriale, il quadro economico nel quale opera la Filiera si è drammaticamente aggravato e deteriorato: in un anno il fatturato è passato da più di 40 milioni del 2008 a  35 del 2009. Tuttavia, per alcuni settori della Filiera si registrano cali di fatturato sino al 30% e le crisi aziendali del settore sono ormai quotidiane. Solo il settore carta nel corso dell’anno ha perso 1,5 milioni di tonnellate di capacità produttiva rispetto al 2008. Un dato reso ancora più drammatico dal crollo degli investimenti pubblicitari su carta stampata. Gli aggiornamenti a fine ottobre dell’ultimo osservatorio stampa FCP (Federazione Concessionarie Pubblicità) evidenziano per il complesso della pubblicità su stampa un calo ormai stabile del 23%, con un -30% per i periodici, -18% per i quotidiani a pagamento e -29% per la free press. Pesanti i riflessi sui livelli occupazionali ridotti di ben 5800 unità rispetto al 2008. Massiccio il ricorso alla Cassa integrazione, triplicata rispetto ad un anno prima (14,6 milioni di ore negli 11 mesi 2009 contro 5,4 milioni di ore dello stesso periodo 2008). I dati appaiono particolarmente significativi se si considera che, la stessa Filiera, nel periodo 2000-2007 si era caratterizzata per stabilità e continuità, con un tasso di crescita tra i più elevati nel sistema manifatturiero italiano, influendo positivamente sia sui livelli occupazionali sia sulla mitigazione del rischio d’impresa.

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Trasporto di merci pericolose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2009

Università degli Studi di Genova ed Eni hanno presentato presso la sede della Facoltà di Ingegneria di Genova il nuovo modello di telecontrollo e sicurezza nel trasporto di merci pericolose realizzato congiuntamente dal Dipartimento di Informatica Sistemistica e Telematica dell’Università di Genova (DIST) ed Eni, in sinergia con la Facoltà di Ingegneria di Genova. Al termine della presentazione, inoltre, DIST, Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova ed Eni hanno firmato il protocollo per la costituzione di un laboratorio congiunto (Laboratorio Congiunto DELab) che proseguirà nell’implementazione e diffusione del nuovo modello e approfondirà la ricerca tecnologica volta a migliorare la sicurezza nel trasporto delle merci pericolose.  Il nuovo sistema, risultato di un programma di ricerca avviato congiuntamente da DIST ed Eni nel 2002, è destinato a diventare un punto di riferimento di eccellenza nell’ambito della logistica secondaria. Si tratta di un modello complesso, basato su un sistema di sensori installato sul veicolo che consente di visualizzare telemetrie, allarmi ed eventi relativi al trasporto su un terminale in remoto, consentendo di gestire, monitorare, controllare e misurare in modo completo i dettagli del trasporto. Il sistema, che comprende anche strumenti multimediali per la formazione del personale, è installato su 300 delle circa 1.500 autobotti che trasportano prodotti petroliferi verso le stazioni di servizio Eni, con l’obiettivo di raggiungere il monitoraggio dell’intera flotta.  Il Laboratorio DELab avrà l’obiettivo di sviluppare ulteriormente e con nuove applicazioni il telecontrollo degli automezzi e quindi il monitoraggio a 360° di tutto il processo di logistica e trasporto delle merci pericolose, grazie ai modelli di previsione del rischio formulati e testati dai ricercatori del DIST in sinergia con Eni.  La preside della Facoltà  di Ingegneria dell’Università degli Studi di Genova, Prof.ssa Paola Girdinio, ha creduto e investito molto su questi obiettivi.  Ancora per molti anni i prodotti petroliferi rappresenteranno la principale fonte energetica per l’autotrazione. Questa iniziativa di DIST, Facoltà di Ingegneria dell’Univeristà di Genova ed Eni per aumentare la sicurezza nel trasporto e nella distribuzione di tali prodotti rappresenta quindi un contributo importante per la costruzione di un futuro di energia sostenibile. Questo progetto ha un’importante valenza scientifica e tecnologica, ed è una testimonianza di come la sperimentazione e la ricerca condotte in ambito universitario diventino acceleratori di innovazione se supportate dal mondo dell’impresa.

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La distribuzione delle merci in Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

Milano, Dal prossimo 15 Ottobre entra in vigore un provvedimento della Regione Lombardia che istituisce il divieto di circolazione per gli autocarri di tipo ” Euro 2″, esteso su tutto il territorio regionale, escluse solo le autostrade, e operativo tutti i giorni feriali dalle 07,30 alle 19,30. Si tratta di autoveicoli con un’ anzianità di servizio recente, nell’ordine dei sette/otto anni; automezzi che, specie se impiegati per la distribuzione in ambito locale e quindi con percorrenze limitate, hanno una funzionalità di impiego di livello ancora elevato.Per quanto riguarda il settore dell’autotrasporto, ma anche i comparti del commercio, dei servizi e delle attività artigianali in genere, siamo in presenza di un provvedimento che va ad interferire pesantemente sull’operatività di decine di migliaia di imprese, soprattutto di medie e piccole dimensioni, che rappresentano, come noto, la spina dorsale dell’economia del territorio lombardo, già messe a dura prova dalla perdurante crisi economica.  Si tratta di uno scenario decisamente negativo, soprattutto per due aspetti distinti ma ugualmente importanti: da un lato è facilmente prevedibile una marcata ulteriore riduzione occupazionale per le imprese dei settori interessati; dall’altro vi saranno inevitabili conseguenze per l’approvvigionamento delle merci e dei servizi, sia per le attività economiche che per i privati cittadini, posto che non esistono, di fatto, alternative praticabili al trasporto professionale su strada. Gli autotrasportatori, così come le altre categorie professionali, sono consapevoli delle priorità legate all’emergenza ambientale, ma ritengono che il problema debba essere affrontato in maniera adeguata, attraverso provvedimenti strutturali e realmente efficaci, non solo ed esclusivamente con la consueta politica dei divieti, di forte impatto verso l’opinione pubblica, ma scarsamente efficace nei risultati prefissati e fortemente penalizzante per le categorie produttive fondamentali per l’economia di una Regione quale la Lombardia, specie nell’attuale congiuntura.  Le organizzazioni del settore ribadiscono, pertanto, la loro forte preoccupazione per le pesanti ricadute di questa decisione e rinnovano con forza la richiesta già avanzata al Presidente Formigoni e alle Forze Politiche Regionali, sull’estrema necessità di un rinvio del blocco della circolazione di questi veicoli, almeno fintanto che non sarà possibile, a livello operativo e sostenibile sotto l’aspetto economico  dotare questi veicoli degli appositi dispositivi – cosiddetti filtri anti particolato – atti a ridurre le emissioni inquinanti. (Marco Colombo)

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L’Arquati riparte

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

All’indomani della firma dell’accordo per la cessione dell’Arquati c’è fiducia per il futuro della storica azienda di Sala Baganza. Già da domani i nuovi proprietari, Stefano Calza e Carlo Fagioli, si metteranno al lavoro per stabilire un piano di rilancio e ristrutturazione. Le buone premesse ci sono tutte: la cordata locale ha garantito la continuità produttiva e occupazionale. A rilevare l’azienda Stefano Calza, titolare della Uniongas di Fidenza, e Carlo Faglioli, figlio di Gianfranco fondatore del gruppo Fagioli Spa di Sant’Ilario d’Enza, che ha acquisito nel 2006 la Aliani autotrasporti di Fidenza, società diventata leader nel settore di merci pericolose in cisterna che ha individuato nel trasporto eccezionale il settore nel quale crescere e riversare la propria esperienza. Due forti realtà imprenditoriali attive nel territorio parmense che opereranno per preservare l’integrità dello stabilimento che produce tendaggi. Gli ottanta dipendenti, rientrati al lavoro, il 24 agosto, dopo la pausa estiva, intravedono ora la fine delle loro preoccupazioni.

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La circolazione urbana ed extraurbana

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Editoriale fidest Il traffico delle città, sulle autostrade, statali e di collegamento tra i piccoli comuni sta diventando caotico e rischia di vanificare quanto cercano di pianificare i percorsi dei pendolari e delle merci con servizi ferroviari, lacunari, marittimi e aerei sempre più veloci. E’ la logica dell’imbuto. Ci è sempre una parte più stretta dove i grandi flussi s’ingorgano. In questo caso è la mobilità cittadina che si rileva con maggiore evidenza e anche drammaticità nelle metropoli. Non solo. Vi sono aree più critiche delle altre come il centro storico dove tra auto parcheggiate, strade strette e maggiore flusso di persone tra chi vi lavoro e chi vi accede per turismo il caos è totale. Come porvi riparo? La situazione ideale sarebbe quella più drastica: vietare la circolazione delle auto, obbligare la consegna delle merci nelle ore notturne, escludere ogni forma di parcheggio dalle auto alle moto ad esclusione delle bici. Ma se proprio ci tocca mediare con risposte più elastiche e anche più realistiche, dati i tempi, riteniamo che si possa incominciare con l’imporre il maggior rispetto per le aree dove vi è divieto di sosta e ancor più se vi parcheggiano auto in seconda fila. Va rivisto, nel contempo, tutto il settore per valutare l’opportunità o meno di consentire che taluni tratti stradali abbiano il divieto sosta o meno. Tutto questo ha un valore se i controlli sono continui e con personale adeguato ovvero capace di coprire l’intera area con la loro presenza, in specie nelle ore di punta, o, in alternativa, adottare le telecamere di sorveglianza collegate con la centrale di polizia urbana. Se ora ci caliamo a descrivere qualche situazione locale lo facciamo soprattutto per rilevare l’entità del fenomeno e i possibili rimedi. Parliamo, ad esempio, del centro storico di Roma. Statistiche alla mano ci informano che nel centro storico, di là dei residenti, per altro sempre di meno, la movimentazione si aggira sulle trecentomila unità giornaliere tra turisti e coloro che vi si recano per lavoro. Se escludiamo i turisti poiché l’interesse prevalente è quello di averli sempre di più e non il contrario, restano i “pendolari”. Come dovremmo fare per ridurli anche perché costoro, al contrario dei turisti, vi arrivano non solo con i mezzi pubblici ma anche con quelli privati tra auto e moto. In proposito ricordiamo che vi fu già molti anni fa uno studio per decentrare gli uffici pubblici in periferia ma da allora ad oggi si è fatto ben poco. Spostare i centri direzionali in periferia come si paventava un tempo potremmo ridurre del 50% l’afflusso dei pendolari. Oggi senza spostare i “palazzi” potremmo farlo, sia pure in misura minore, diciamo intorno al 15%, con l’homeworking. In questo modo potremmo anche ottenere un altro risultato che è quello di “restringere” i palazzi che oggi sembrano a corto di spazio per la pletora di dipendenti. Nello stesso tempo dovremmo dare una svolta significativa ai mezzi pubblici sia intensificando le corse sia facilitandone il percorso con il divieto assoluto di parcheggio, in specie nelle strade strette, ai mezzi privati. E facendo fare un po’ di conti ai patiti delle auto e delle moto: se prendi il mezzo pubblico non spendi più di tanto e alla convenienza economica puoi aggiungere il fattore tempo non più lungo di quello proprio. Altre soluzioni potrebbero essere suggerite ma diventa un discorso tra sordi in specie tra chi ci sente bene ma preferisce far finta di non sentire perché gli sta bene che i problemi della circolazione non si risolvano. La ragione? E’ ben evidente. Lasciamo al lettore intuirla. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Gli operatori del trasporto merci verso lo sciopero?

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2009

Si innalza lo stato di tensione che si registra tra gli operatori del trasporto merci. L’ultima conferma in ordine di tempo arriva da Verona dove l’Unatras ha riunito gli imprenditori del Nord Est. “A distanza di un anno gran parte delle risorse concordate con il Governo, anche se allocate nel bilancio dello Stato, non sono ancora entrate nella disponibilità delle nostre imprese”, hanno denunciato i presenti. Ciò che risulta preoccupante sono la superficialità, il disinteresse e il pressapochismo con i quali si stanno affrontando gli aspetti legati alla sicurezza e alle parti normative. La Consulta del trasporto è ferma da tre anni, l’autorità di controllo non si è costituita, i controlli su strada sono diminuiti e nelle modifiche del codice della strada il Governo non opera per prevedere controlli obbligatori anche per i committenti, neppure nei casi di incidenti con feriti gravi o decessi. A fronte di questa situazione la richiesta di effettuare nelle prime settimane di luglio il fermo dei servizi diviene sempre più forte. Anche da Verona, come in altre città italiane la richiesta di fermo è stata riproposta. Il 9 giugno il Governo incontrerà le associazioni del trasporto; la speranza è che vi siano provvedimenti concreti e tempi certi. Il 19 giugno a Roma è prevista infatti l’ultima verifica con la categoria. Se le risposte saranno giudicate insoddisfacenti l’Unatras non esiterà ad attivare la procedura di urgenza per l’attuazione del fermo dei servizi di trasporto

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Merci: politica fallimentare delle ferrovie

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

“Se esiste una realtà che non può accusare altri settori dell’economia nazionale di aver ricevuto finanziamenti pubblici queste sono le Ferrovie dello Stato” afferma l’ex Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti On.le Paolo Uggè, Presidente della Federazione degli Autotrasportatori Italiani, in merito alle dichiarazioni fatte dall’a.d. di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti a margine della conferenza sul corridoio ferroviario Rotterdam-Genova. “Prendo atto – continua Uggè – “che l’Ingegner Moretti prosegue nella sua politica di colpevolizzione dell’autotrasporto per nascondere il reale fallimento del trasporto merci su ferrovia.” “Nonostante le ingenti risorse ricevute se le Ferrovie non sono state in grado di acquisire una quota significativa di mercato nel trasporto merci le ragioni possono solo essere ricercate nell’inefficienza di un impresa che non è in grado di garantire la puntualità dei treni, la messa a disposizione di locomotori con la potenza necessaria e l’impossibilità oggettiva, derivante dalla scarsa flessibilità, di poter assicurare le consegne in tempo reale sulla quale si regge la filiera della produzione.. “L’amministratore delegato di F.S. ha già sostenuto durante un’ audizione al Senato questa ridicola tesi che ho provveduto a smentire con dati incontestabili” – aggiunge Uggè. “Allora aveva dichiarato che i costi sostenuti dalle imprese italiane di trasporto sono tra i più contenuti di quelli a livello europeo, a causa gli “aiuti” concessi dal governo italiano. I dati diffusi da organismi preposti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti smentiscono però le tesi dell’Ingegner Moretti.” Probabilmente per non dover giustificare i tagli apportati al traffico merci, attraverso riduzioni e  soppressioni, come i treni merci che collegavano  la Sicilia con il resto del Paese, Moretti sceglie di sparare nel mucchio. Se veramente si volesse favorire il trasporto ferroviario le F.S. potrebbero unirsi alle associazioni dell’autotrasporto che da tempo chiedono, inascoltate, quei controlli mirati sui mezzi pesanti per far sì che le normative sulla sicurezza vengano rispettate, soprattutto quelle che riguardano i tempi di guida e di riposo e del sovraccarico. Ma probabilmente l’obiettivo è un altro: tentare di nascondere quelle pesanti lacune che senza gli ingenti aiuti pubblici le Ferrovie non sono in grado di eliminare.

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Armi, occasioni da perdere

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

L’Editrice Missionaria Italiana presenta il secondo annuario sul mercato delle armi leggere in Italia prodotto dal centro di documentazione OPAL. Una questione, quella del finanziamento alle armi, civili o militari, che riguarda direttamente il funzionamento e la salute della nostra democrazia: le armi leggere sono diventate il grande combustibile che alimenta genocidi e crimini contro l’umanità e che ogni giorno fa più di mille morti nelle principali metropoli del pianeta. In media, sul prelievo fiscale di una famiglia italiana di 4 persone, circa 1300 euro l’anno sono destinati a spese militari e quindi ad alimentare il grande e complesso mercato delle armi nel quale il nostro Paese è tra i primi dieci al mondo. Nel 2007 ha esportato ufficialmente in 71 paesi, ma naturalmente questi dati non tengono conto di tutto il volume di merci e affari, spesso legati al contrabbando, che rende i numeri ancora più grandi ed espressivi. Questo annuario dell’OPAL, oltre a riportare dati aggiornati su tale mercato e a fissare le responsabilità italiane in questo settore specifico del commercio internazionale, apre un dibattito che sempre più deve uscire dalla clandestinità e diventare pubblico: non solo per il volume di affari che muove e per i rapporti che crea, ma anche e soprattutto perché si riferisce al tipo di società e di mondo che si vuole o si cerca di costruire. Molto più che in altri settori dell’economia, è importante che su questo argomento ognuno esprima il suo parere e, con conoscenza di causa, possa dire quanto e come le armi devono trovare spazio nel mondo di oggi.

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