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Posts Tagged ‘meridionalista’

Anniversario della morte di Andrea Finocchiaro Aprile

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

Palermo, 15 gennaio 2011 47° anniversario della morte di Andrea Finocchiaro Aprile, leader carismatico dell’indipendentismo siciliano. Morì a Palermo, nella casa della figlia Antonella e del genero Ing. Frasca Polara, il 15 gennaio del 1964.  La sua militanza nel Sicilianismo, prima come Meridionalista, poi come Separatista, ebbe inizio nel periodo del regime fascista. Andrea rischiò la fucilazione, proprio perchè continuava a fare un’attività sostanzialmente Anti-Fascista ed Anti-Unitaria. Fu grazie a lui che gli Alleati (che erano sbarcati in Sicilia, com’è noto, il 10 luglio del 1943) trovarono un interlocutore capace di rappresentare con coraggio, ma anche con grande competenza, le esigenze della popolazione siciliana, stremata dai bombardamenti e dalle conseguenze di una lunga guerra che aveva portato morte, fame, disperazione e distruzioni in tutta la Sicilia. Andrea Finocchiaro Aprile formulò proposte e programmi. Sollecitò il rilascio dei prigionieri siciliani. Era, peraltro, referenziato da un passato di Deputato e di Sottosegretario del Governo NittiI. Aveva insegnato nelle Università di Siena, di Camerino e di Ferrara. Negli anni fra il 1943 ed il 1946, Grazie alla sua lungimiranza, cercò di internazionalizzare la Questione Siciliana ed indirizzò due Memorandum, che ancora oggi fanno testo, rispettivamente alla Conferenza di San Francisco (31 marzo 1945), dalla quale sarebbe scaturito, dopo qualche mese, il passaggio dalla Società delle Nazioni alla Organizzazione delle Nazioni Unite (O.N.U.). Ed alla Conferenza, che si svolgeva a Londra,  dei Ministri degli Esteri delle Potenze che avevano vinto la Seconda Guerra Mondiale ed alla quale partecipavano anche i Ministri degli Esteri degli Stati Alleati delle prime (settembre 1945).
Fu il protagonista principale del Pactum che portò alla prima stesura ufficiosa dello Statuto Speciale di Autonomia. Un Pactum, fra il Popolo Siciliano in armi e lo Stato Italiano, che cercava una via di uscita dalla guerriglia, che dilagava in crescendo in Sicilia, con la emanazione di uno Statuto concordato che avrebbe dovuto fare della Sicilia una “Regione Confederata” dello Stato Italiano. Come ebbe a dire Attilio Castrogiovanni: la Sicilia sarebbe diventata un “Semi-Stato”. Non fu così, perchè lo Statuto non fu mai applicato integralmente e perchè l’Autonomia e la Regione stessa furono “Usate” (e lo sono ancora oggi), senza soluzione di continuità, come Strumenti del clientelismo e del colonialismo, praticati, l’uno e l’altro, dalla classe politica, dai Partiti e dai politici siciliani (pochissime le eccezioni). Strumenti che sarebbero stati usati soprattutto per pugnalare alle spalle l’Indipendentismo Siciliano (quello vero). Nonostante il suo Movimento fosse dilaniato dalla scissione interna (che poi sarebbe sfociata nella formazione del “Movimento per l’Indipendenza della Sicilia Democratico e Repubblicano” di Antonino Varvaro), Finocchiaro Aprile, il 2 giugno del 1946, riuscì a portare alla Costituente quattro Deputati (sè stesso, Antonino Varvaro, Attilio Castrogiovanni e Concetto Gallo). Era stato un risultato dignitoso, ma era un campanello d’allarme dal quale si deduceva che quasi un milione di Separatisti avevano abbandonato il Movimento Indipendentista.
Nel 1948 Andrea Finocchiaro Aprile rinunziò alla nomina a Senatore di diritto (che gli sarebbe spettata), per affrontare in prima persona una difficile campagna elettorale che lo avrebbe visto sonoramente sconfitto, anche per la crisi nella quale era caduto il suo Movimento. Il vecchio Leader ebbe una delusione ed un dolore dai quali non si sarebbe mai ripreso. Abbandonò il suo Partito ma non gli Ideali che ne avevano ispirato la costituzione nell’ormai lontano 1943.
Andrea Finocchiaro Aprile fu poi nominato Giudice dell’Alta Corte per la Regione Siciliana. Ed anche in questa veste brillò per la straordinaria competenza giuridico-costituzionale e per la difesa ad oltranza dei diritti violati del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. E’ appena il caso di ricordare che A.F.A., e dietro di lui altri Indipendentisti Siciliani, furono i primi (e gli unici) a parlare di Unione Europea e di collaborazione permanente fra i Popoli del Mediterraneo. Fino al 1° gennaio del 1948, infatti, il Codice Penale Italiano considerava reato, punito con la fucilazione, ogni tentativo di fare aderire l’Italia ad Organismi sovranazionali. Non aggiungiamo altro, ma puntualizziamo che abbiamo aperto (e non concluso) la Rivisitazione della figura e delle opere del Leader separatista, che era nato a Lercara Friddi il 26 giugno 1888. Il Segretario Politico Fns (Giuseppe Scianò)

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La Sicilia agli elettori siciliani

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

“Il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo si trova oggi in pieno scompiglio e senza una concreta maggioranza che lo sostenga. Un progetto politico da sempre debole e confuso sembra giunto ormai alla fine in queste convulse ore di vita politica e istituzionale siciliana”. “E’ arrivato il momento – sostiene il Deputato Scilipoti (IdV) – che le forze politiche pulite, interessate unicamente al bene della Sicilia e dei siciliani, si facciano catalizzatori della parte migliore della società isolana e delle sue migliori intelligenze, per lavorare insieme con l’obiettivo della rinascita culturale, sociale ed economica della bellissima terra di Sicilia”. Scilipoti (IdV) auspica che questo avvenga sotto l’indirizzo che da tempo si sta tracciando, a conferma e dimostrazione di un impegno meridionalista che si sta qualificando sempre più per la sua luminosità e chiarezza d’intenti. Il fine ultimo è e deve essere il riscatto dell’intero Mezzogiorno, ormai da troppo tempo atteso”.

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Simplicio scrive a Roxas: Meridionalismo mediterraneo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

Caro Rosario, il Mediterraneo mi ha sempre messo un po’ di soggezione. Penso al suo carico di storia, d’imprese ma anche di traffici e di raid pirateschi lungo le sue coste. E l’Italia, con il suo stivale vi è dentro quasi per intero. Noi abbiamo respirato la civiltà degli altri e abbiamo cercato di propagare la nostra e ci sentiamo, probabilmente, più vicini di quanto non si possa dire, in un primo momento, a tutti i paesi rivieraschi della costa africana ed asiatica. Anni fa sposai la causa di un meridionalista che sosteneva la necessità che il meridione d’Italia, diciamo dalla cintola in giù ovvero dalla capitale, riservasse una maggiore attenzione ai rapporti commerciali e di buon vicinato con un’area che è stata da sempre a nol legata da interessi comuni. Egli sosteneva, inoltre, che questa mission si poteva assegnare con più efficacia e determinazione alle regioni del Sud d’Italia in quanto sono le sole che continuano a sentire forte questo richiamo. La sua voce, per non dire la mia che era ben poca cosa, cadde nel nulla. Oggi che si parla tanto di regionalismo e si carica persino di una venatura nazionalista di tipo leghista, per intenderci, e passa per essere il nume tutelare degli interessi locali, dei suoi commerci, della sua evoluzione economica e finanziaria perché non possiamo riprodurre una similare condizione per uscire dalla logica di un potere centrale che guarda il meridione d’Italia ancora con gli occhi di Napoleone III, della regina Vittoria e del nostrano Camillo nonché conte Cavour? Cosa ci manca per far scattare questa molla che sappiamo bene è compressa da interessi estranei e che attende solo che sia liberata? Quali passi sarebbero opportuni per avviare concretamente la ripresa di un rapporto e che misura dovrebbe svilupparsi perché la proposta che fu del meridionalista degli anni settanta non cada nuovamente nell’oblio e diventi, invece, un sentimento diffuso e di popolo e faccia soprattutto breccia nel mondo economico e imprenditoriale del meridione? (Simplicio)

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