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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘mes’

Governo e Mes: come utilizzarlo. Due esempi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

“Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. E’ il Manzoni ne “I Promessi Sposi”.Il buon senso nasce dall’esperienza e quindi è figlio della conoscenza della realtà (metodo scientifico); il senso comune nasce dalla ignoranza e dalla paura, opportunamente istillata dagli interessati di turno.
I fondi del Mes, 36 miliardi, dei quali abbiamo illustrato la convenienza finanziaria, devono essere utilizzati per fini sanitari, ma trovano l’opposizione di alcune forze politiche (M5S, Lega e FdI).Vediamo un paio di esempi di utilizzo del Mes.
1) A inizio della pandemia da Coronavirus, l’Italia aveva circa 5.000 reparti di terapia intensiva, la Germania, invece, ne aveva 28 mila e, anche per questo motivo, la Germania ha un quarto dei morti dell’Italia. I fondi del Mes possono essere utilizzati per aumentare i reparti di terapia intensiva, senza sottrarre le strutture ospedaliere alle prestazioni ordinarie. Negli ultimi mesi sono stati trasformati interi reparti ospedalieri in aree a terapia intensiva; questo ha determinato una carenza di offerta di medicina e chirurgia.
2) L’ospedale “Forlanini” di Roma, fu inaugurato nel 1934 proprio per la cura delle malattie respiratorie. Fu concepito come cittadella autosufficiente: dall’approvvigionamento idrico al fabbisogno alimentare, dai trasporti interni al funzionamento energetico, il tutto, in una struttura urbanistica dotata di viali alberati e illuminati, chiese, campi di bocce, biliardi, cinema, teatri, centrale termica, scuole per bambini, emittente radiofonica, barbiere, parrucchiere e refettori. Ora è chiuso. Potrebbe essere riaperto e diventare un centro per le malattie infettive, in generale, e respiratore in particolare. Si libererebbero reparti ospedalieri che in questi mesi sono stati trasformati in terapie intensive, così da riconsegnarli alla cittadinanza per la normale assistenza sanitaria.Tutto questo si può fare con i fondi del Mes. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Mes: I fondi europei controversi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

«Sui quotidiani, da Prodi in poi, decine di personalità chiedono a gran voce che l’Italia acceda al fondo salva stati perché, dicono, sarebbe folle rinunciare a questi soldi (prestati) che l’Europa ci vuole così gentilmente offrire. Ora, la domanda sorge spontanea: ma se prendere questi soldi è così utile e vantaggioso, perché la Grecia, il Portogallo, la Spagna e la Francia – cioè le nazioni più esposte insieme all’Italia – hanno dichiarato che non accederanno ai fondi del Mes? Secondo voi sono tutti stupidi, o magari le cose non stanno come raccontano Prodi e co.?». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Mes: Serracchiani, non chiudere porta a 36 miliardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

“Ci pensi mille volte chi sta dicendo che l’Italia può permettersi di chiudere la porta ai 36 miliardi del Mes. Non si mettano ragioni ideologiche o tattiche di partito davanti alle considerazioni concrete sull’utilità di quella massa di risorse. Pensiamo a cosa conviene al nostro Paese non a quello che dicono altri, e decidiamo in piena libertà”. Lo afferma la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani. “A chi alimenta i sospetti – aggiunge Serracchiani – va ricordato che i rischi di rinunciare al Mes sono molto superiori a quelli di un’esibizione di sovranismo finanziario che non ci possiamo permettere. Temo che anche qui qualcuno lavori per fomentare crisi sociale e poi trarne profitto”.

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Stati Uniti d’Europa. Mes: prima di parlare attivare il cervello

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Ci riferiamo alle polemiche relative al Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità, per l’attivazione del quale era stata paventata la Troika, una missione di controllo, l’aggiustamento macroeconomico, la Grecia, la povertà, le condizioni capestro, ecc. Nulla di tutto questo, come chiarito dalla Commissione europea. Dal Mes possono arrivare 36 miliardi che ci servono come il pane. Dovranno essere utilizzati per la sanità, direttamente e indirettamente, per l’emergenza da Coronavirus. E’ un prestito e come tale dovrà essere restituito, ma le condizioni sono vantaggiose: l’interesse si avvicina allo zero!Per capire: se abbiamo bisogno di un prestito, un mutuo, e una banca A ci chiede un tasso di interesse dello 0,3%, mentre la banca B ci chiede un interesse dell’1,8%, quale banca sceglieremmo? La banca A, diremmo in coro.C’è qualcuno, al governo come all’opposizione, che paventava l’ipotesi di prestiti, ovvero acquisti di titoli pubblici, perenni, cioè mai restituibili e a tasso zero. Costoro dovrebbero tornare sui banchi di scuola, quelli della prima elementare però, e farsi spiegare la differenza tra la lettera A e B.In verità, la polemica è partitica, vale a dire che alcune formazioni politiche da sempre osteggiano l’Europa.A costoro, rivolgiamo la domanda da prima elementare: premesso che il valore delle nostre esportazioni in Europa vale 311 miliardi di euro, mentre quella verso la Cina vale 13 miliardi e quelle verso la Russia vale 8 miliardi, chi terresti più stretta: l’Europa, la Cina o la Russia?
Qualcuno dice, e diceva, la Cina (Di Maio) e la Russia (Salvini).Alla mente sovviene Alessandro Manzoni che, ne “I Promessi Sposi”, nel capitolo che descrive la peste a Milano nel 1630, scriveva: “Si potrebbe però, tanto nelle cose piccole, come nelle grandi, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e così storto, prendendo il metodo proposto da tanto tempo, d’osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare.” Vale per molti dei nostri governanti, passati e presenti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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“Il Mes è una trappola per topi”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

“L’intruso insegue la fetta di parmigiano e nel momento in cui l’addenta scatta la tagliola. Questo è il Mes che ci vuole rifilare l’Europa ed è inutile girarci attorno perché le condizionalità ci sono, per l’emergenza corona virus sono più leggere, ma ci sono. È lo strumento in sé che non funziona, pensato per interventi su nazioni in crisi e non sull’intero continente fermo per disgrazia sanitaria. Il Mes potrebbe avere un senso se fosse un organismo democratico e senza immunità per i suoi amministratori, se intervenisse affiancandosi alle nazioni senza pensare di profittarne per togliergli l’indipendenza economico finanziaria. Se non fosse l’unico strumento finanziario a disposizione, ma fosse affiancato da una banca pubblica pagatrice di ultima istanza sul modello della Federal Reserve statunitense, cosa che non è la Bce. Invece allo stato attuale il Mes non è neppure affiancato dagli eurobond come leva di garanzia. Ti avvicini al Mes, appunto, e rischi che scatti la tagliola di un trattato che doveva avere all’atto del varo importanti meccanismi correttivi e, invece, è stato perfino peggiorato nella versione attuale”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo alla trasmissione ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio1.

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Europa. Mes e quelli che cadono dal pero: Conte, Di Maio, Salvini e Meloni

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

L’argomento del contendere è il Meccanismo europeo di Stabilità (Mes) che tutti costoro hanno contribuito a varare.Vediamo.
Anno 2010-2011. Governo Berlusconi. Sostenuto da PdL e Lega. Giorgia Meloni è ministro, Matteo Salvini è deputato europeo.
Il Consiglio europeo (in rappresentanza dell’Italia c’è il ministro Tremonti) decide di varare un pacchetto di misure per preservare la stabilità finanziaria in Europa: è il Fondo europeo di stabilità finanziaria, precursore del Meccanismo europeo di stabilità (Mes).
Anno 2012. Governo Monti. Il Parlamento ratifica il Meccanismo europeo di Stabilità.
Anno 2018. Nel programma elettorale del M5S è scritto che si impegnerà a smantellare il Mes.
Anno 2018. Il Consiglio europeo decide la riforma del Mes.
Anno 2019. Governo Conte1. Sostenuto da M5S e Lega. Il Governo sottoscrive la riforma del Mes.
Anno 2020. Governo Conte2. I ministri della Economia europei (per l’Italia il ministro Gualtieri) raggiungono un accordo per l’utilizzo del Mes.
Si prevede “come unico requisito di accesso alla linea di credito… l’utilizzo delle risorse per finanziare i costi direttamente o indirettamente relativi alla Sanità, alle cure e alla prevenzione dovuti al Covid-19”. Non sono previste, quindi, condizionalità. Comunque, non è obbligatorio ricorrere al Mes.Oggi, tutti sono contrari al Meccanismo europeo di Stabilità.Una domanda sorge spontanea: dove erano, in questi anni, Di Maio, Salvini, Meloni e Conte? Sull’albero del pero? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Coronavirus: CasaPound, ‘contro il Mes pronti alla piazza’

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Roma “Conte dice che il Mes è uno strumento inadeguato per affrontare la crisi coronavirus, ma di questo governo non ci fidiamo, conosciamo bene le sue manovre diversive. Siamo pronti a violare la quarantena e a portare decine di italiani a manifestare sotto il Parlamento se il Meccanismo europeo di stabilità – sia pure nella sua forma ‘light’ – dovesse avere il via libera”. Lo afferma Simone Di Stefano di CasaPound. “Non consentiremo a questa Europa, con la complicità di un governo fantoccio, di ipotecare il futuro della nostra Nazione e dei nostri figli – aggiunge Di Stefano – L’Italia ha bisogno di garantire lo stipendio ai lavoratori, il credito alle imprese e i soldi alle famiglie ora, e senza dover svendere il proprio patrimonio o indebitarsi con nessuno. Il nostro appello è alle opposizioni: questo definitivo scippo di sovranità non ci può vedere rimanere inerti, neppure in tempi di pandemia. Se il nostro timore dovesse tramutarsi in realtà, le forze che oggi rappresentano la maggioranza degli italiani non possono non reagire: smettano di prestarsi a tavoli fasulli e scendano in piazza con noi contro quello che si prospetta come l’ennesimo tradimento dell’esecutivo”.

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“No agli Eurobond e sì al Mes”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Esattamente il contrario di quanto declamato per giorni dal Presidente del consiglio Conte.Vince l’Olanda e perde l’Italia. Ora togliamo davvero le bandiere dell’Ue e prepariamoci a fare da soli. E Conte si dimetta”. E’ quanto scrive su Twitter Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Dichiarazioni inopportune del presidente del Mes al Financial Times

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

“Desta sorpresa l’intervista che il presidente del Mes, caso curioso della stessa nazionalità di Frau Merkel, ha rilasciato al Financial Times. Il suo è un ruolo tecnico e non politico, delicato, perfino rischioso, e quindi dovrebbe vincolato alla riservatezza.
I vertici del Mes devono tacere, sono esecutori di un mandato non sono eletti da nessuno e rappresentano solo se stessi.Le dichiarazioni rilasciate da Reglingt tuttavia tradiscono tutti i limiti dell’Ue. L’attivazione del Mes infatti può funzionare per crisi stratificate e pluriennali, mentre risulta totalmente intempestivo e quindi inefficace per quelle crisi improvvise che hanno bisogno di interventi immediati. È il caso dell’attuale pandemia da coronavirus.Pensare di poterla affrontare con le condizionalità e la farraginosità del Mes è offensivo oltreché ridicolo. L’Ue deve dotarsi di strumenti straordinari per consentire risposte efficaci e dimostrare di essere un organismo vitale e solidale. Ma in nessun caso il presidente del Mes può avere una visibilità pubblica.Anche se è tedesco ed è gradito alla Germania, non è Angela Merkel”.È quanto dichiara il vicepresidente della camera dei deputati Fabio Rampelli.

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La Germania vuole imporci il MES

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“La Merkel ha appena fatto sapere che non è disposta a concedere l’accesso al Fondo “ammazza Stati” senza condizionalità, svelando – qualora ce ne fosse bisogno – qual è il vero piano della Germania: approfittare dell’emergenza coronavirus per commissariare l’Italia, imporre il rigore tedesco alla nostra economia ed espropriare le sue aziende e i suoi asset strategici. L’emergenza Covid-19 sta mostrando a tutto il mondo il vero volto della UE a trazione tedesca. Spero che sia chiaro il messaggio a tutti gli europeisti di casa nostra: è ora che prendano definitivamente atto anche loro della situazione. A questo punto non rimane che andare all’Eurogruppo e pretendere immediatamente la restituzione dei soldi che l’Italia ha versato al MES. Abbiamo un’emergenza sanitaria e una crisi economica da affrontare: il Governo italiano alzi la testa e risponda oggi stesso alla cancelliera tedesca».È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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de Bertoldi (FdI): su Mes in atto golpe a spalle italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

“E’ in atto un vero e proprio golpe alle spalle dei cittadini italiani isolati e rinchiusi nelle proprie abitazioni per l’emergenza Coronavirus. E soprattutto alle spalle di un Parlamento, che non si riunisce per il pericolo contagio. Sarebbe un vero attentato alla democrazia se il presidente Conte supportasse la riforma del Mes, approfittando del dramma che sta bloccando l’intero Paese. Fratelli d’Italia non è disposta a farsi irretire dalle lusinghe europee che, con la promessa di lasciarci indebitare, vogliono chiudere una riforma capestro per la libertà politica ed economica dell’Italia e per la nostra stessa sovranità. Bruxelles ci permetterebbe ora di indebitarci, garantendo attraverso il ‘quantitative easing’ lo spread, ma tace sui limiti e sulle condizioni. In sostanza rischieremmo di trovarci tra pochi mesi, ad emergenza finita, con il richiamo all’ordine, e quindi con i vincoli di Maastricht che, causa del nuovo indebitamento e del conseguente peggioramento dell’indice debito/Pil, ci farebbe precipitare sotto il giogo franco–tedesco alla pari della Grecia. Fratelli d’Italia non lo permetterà e rilancia lo strumento della-moneta fiscale come unico principale antidoto all’emergenza economica, potendo attuare una politica espansiva e generatrice di liquidità per gli Italiani senza inficiare il debito pubblico, e così penalizzare la nostra posizione finanziaria. Gualtieri venga immediatamente in Commissione Finanze e Tesoro al senato, come gli è stato richiesto, a riferire puntualmente sui rapporti del Governo con la Commissione Europea in tema Mef”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Il Mes e le riforme della finanza

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Pur essendo intervenuti più volte negli anni passati su molti argomenti relativi alla finanza, alle banche a al debito anche a livello internazionale, nella scorse settimane, invece, abbiamo volutamente deciso di astenerci da ogni commento sulla questione del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità detto anche fondo salva stati. La ragione è stata quella di non essere ingoiati nei giochi elettorali dei vari attori in campo. La questione, però, è di grande importanza e merita di essere affrontata senza clamori e artifizi mediatici.
Il MES è operativo dal 2012. In discussione è la sua riforma. Forse se ne è parlato troppo superficialmente. Il primo aspetto della riforma è la possibilità che il Mes possa affiancare il Fondo di risoluzione unico per le banche in caso di una qualche grave crisi bancaria.
Dal 2015, il Fondo è lo strumento operativo del Comitato di risoluzione unico (SRB, l’acronimo in inglese) dell’Unione bancaria europea. E’ costituito dai capitali provenienti dal sistema bancario europeo, non dagli Stati. Il suo compito è garantire la ristrutturazione ordinata delle banche in seria difficoltà e ridurne l’impatto negativo sull’economia reale e sulle finanze pubbliche. Oggi lo SRB vanta attivi superiori a 22 miliardi di euro. La Banca Popolare di Vicenza e la Veneto Banca non ne hanno potuto beneficiare perché si è ritenuto che “il loro fallimento non avrebbe rappresentato una minaccia alla stabilità finanziaria”. Nella riforma si prevede che il Fondo possa chiedere aiuto al Mes in caso di mancanza delle risorse necessarie per affrontare eventuali situazioni di grave emergenza, come avvenne negli Usa nel 2008 con la bancarotta della Lehman Brothers. La stabilità del sistema bancario è nell’interesse di tutti gli europei, non solo della Germania. Certo, alcune banche tedesche e francesi sono considerate too big to fail e quindi sistemiche. Non è questo il caso della Popolare di Bari che dovrebbe essere di esclusiva pertinenza del governo e del sistema bancario italiano.
Un altro aspetto della riforma riguarda l’assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà per l’eccessivo debito pubblico. Il Mes potrà dare il suo sostegno a condizione che il debito e la capacità di rimborso siano sostenibili. A questo proposito le valutazioni saranno compiute dalla Commissione europea di concerto con la Bce e il Mes e, ove possibile, insieme al Fmi. Il Mes può decidere una ristrutturazione parziale del debito. Non vi è, però, nessuna ristrutturazione automatica. Per una votazione d’urgenza si richiede la maggioranza di 85% dei voti e l’80% dei voti per procedure a maggioranza qualificata. La quota dell’Italia è del 17,9%. E’ quasi un potere di veto, quindi.
Si ricordi comunque che il Paese che si rivolge al Mes per accedere ai crediti precauzionali deve soddisfare tre condizioni: un disavanzo pubblico inferiore al 3% del pil, un debito pubblico inferiore al 60% del pil oppure dimostrare che nei due anni precedenti la richiesta, era già impegnato a ridurre la parte eccedente il menzionato 60% a un tasso medio di un ventesimo l’anno. Per l’Italia ciò vorrebbe dire una riduzione del debito eccedente pari a 3,5% annuo. Qualora questi requisiti non fossero rispettati, è prevista una certa discrezionalità per l’erogazione di una linea di credito a condizioni rafforzate, sempre che vi siano una situazione economica e finanziaria solida e un debito pubblico sostenibile. Una lettura attenta della riforma del Mes induce in ogni caso a delle riflessioni. Prima di tutto, gli interventi previsti sono di fatto delle “misure tampone” a fronte di una crisi conclamata. Per cui non tanto il Mes, ma l’Europa e i governi interessati dovrebbero preventivamente intervenire per correggere le cause delle distorsioni finanziarie. Per quanto riguarda il settore bancario, il maggiore fattore di rischio è sicuramente la crescita esagerata, esponenziale, dei prodotti finanziari derivati, in particolare degli over the counter (otc). Infatti, l’ultimo rapporto dell’Esma, l’autorità europea per la vigilanza sui mercati finanziari, evidenzia che a fine 2018 il mercato europeo dei derivati aveva un valore nozionale di 735mila miliardi di euro (con un aumento dell’11% in un anno!), di cui 90% otc. La preoccupazione riguarda soprattutto le banche europee too big to fail. A cominciare dalla Deutsche Bank che avrebbe in pancia derivati per un valore nozionale di ben 43.500 miliardi di euro. A questo proposito, non è più rinviabile la separazione tra le banche d’investimento e quelle commerciali. Le autorità europee dovrebbero vietare a quest’ultime le operazioni speculative, elevare i depositi di garanzia per le operazioni rischiose e, comunque, limitare le vendite allo scoperto. A nostro avviso il vero nodo delle economie europee più fragili è quello di ridurre il rapporto debito/pil e promuovere la crescita attraverso una politica d’investimenti e di sostegno, anche da parte dell’Europa, alle produzioni e ai commerci. Perciò sembra strano che si preveda che il Mes possa accedere ai mercati di capitale con l’emissione di titoli e obbligazioni per proteggere il sistema bancario e i Paesi con una difficile situazione debitoria. Non si comprende, però, perché le istituzioni europee, con gli stessi strumenti e nelle dimensioni necessarie, non garantiscono nuovi crediti e capitali per gli investimenti, le infrastrutture, la ricerca e l’innovazione. Da troppo tempo si parla di euro bond per la crescita ma manca l’effettiva volontà di realizzarli. Perché? (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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“I criteri per accedere al Mes devono essere modificati”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Fermo restando che, secondo quanto sostengono tutti, l’Italia non avrà bisogno di accedere al fondo perché il suo debito è sostenibile, dobbiamo chiedere che nei trattati europei sia inserito il parametro del debito privato. Questo dato, assieme a quello pubblico, costituisce la garanzia della solidità dell’Italia e misurerà in qualunque nazione la sostenibilità del debito. Un debito pubblico basso senza risparmio privato è più rischioso di un debito pubblico alto con adeguato risparmio privato in grado di coprirlo. Se il Mes riconosce e soccorre il debito delle banche private, significa che di fatto lo contempla e quindi non può non considerare il risparmio privato delle singole nazioni. Allora non è più rinviabile l’inclusione di questo elemento nei trattati europei. Una modifica in tal senso consentirebbe una più idonea valutazione da parte dell’Europa dello stato di salute della nostra economia, ben oltre il nero debito pubblico.Ci troveremmo in una graduatoria completamente diversa, ai primi posti, avendo un’economia privata tra le più floride d’Europa. Conte non si faccia intimidire e porti a casa risultati concreti per gli italiani, non vada a fare il cerimoniere di Merkel e Macron”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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“Il presidente del Consiglio Conte ha affermato che il Mes non è modificabile”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

“La risoluzione del centrodestra chiede invece di modificarlo finché siamo in tempo. Si vuole far credere che o si accetta il Mes come è, oppure si finisce col fare la parte di coloro che vogliono minare le fondamenta dell’Unione Europea. La verità è esattamente il contrario, il fondo salva Stati costringe l’Italia ad un esborso di 125 miliardi di euro, pari a cinque nostre manovre finanziarie, soldi con i quali si potrebbero fare cose utili per la nostra Nazione. Se dovesse arrivare il giorno in cui l’Italia dovrà ricorrere di stabilità europea vorrebbe dire che saremmo arrivati al capolinea della nostra economia. Il vero problema dell’Europa sono le banche a rischio per i derivati, chiediamo quindi con forza che il Mes venga modificato e adesso la palla passa al M5S, se non vogliono tradire le aspettative del popolo italiano”.

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Mes. Urso (FdI): da salva-Stati ad ammazza Stati

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

“Questo è un trattato ammazza-Stati, che servirà soltanto a salvare le banche tedesche, pregiudicando la nostra posizione all’interno del contesto europeo”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, nel corso del suo intervento in Senato replicando all’informativa del presidente del Consiglio sulle modifiche al trattato sul meccanismo europeo di stabilità.”Il presidente Conte, continua il senatore di FdI, ha pregiudicato l’interesse nazionale, aderendo a un trattato senza che il Parlamento fosse messo nelle condizioni di esprimere un atto di indirizzo; come peraltro stabilito dal Senato e dalla Camera lo scorso 21 giugno. Un via libera a questo trattato che è avvenuto nel processo di transizione da una maggioranza a un’altra, da una che aveva espresso la propria contrarietà ad un’altra da sempre più avvezza a frequentare i circoli burocratici che il Parlamento. Come conferma il comportamento del ministro Gualtieri che alla Camera abbandona l’Aula mentre parla la nostra leader Giorgia Meloni e qui al Senato mi attacca pesantemente, perchè ‘colpevole’ di aver riportato i commenti di autorevoli esponenti economici, come Cottarelli, Visco e Patuelli, tutti contrari a questo trattato”. “Gli attacchi giunti oggi ci fanno piacere, significa che questa maggioranza ci considera suoi avversari in quanto schierati a difesa dell’interesse nazionale contro quei feroci banchieri francesi e tedeschi, che adesso grazie al M5S e al Pd la faranno da padroni”, conclude il senatore Urso.

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