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Posts Tagged ‘messa’

Prima esecuzione moderna a Roma della Messa “L’Homme Armé”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Roma domenica 12 gennaio 2020 alle 19.30 durante la solenne funzione liturgica nella chiesa Chiesa di Santa Maria dell’Anima (Via dell’Anima 65) e sarà la Cappella Musicale di Santa Maria dell’Anima diretta da Flavio Colusso a interpreta questo raro e prezioso capolavoro scritto per dodici voci divise in tre cori.Carissimi, nato a Marino nel 1605 e morto a Roma nel 1674, compose questa messa utilizzando la celebre Chanson de l’homme armé, che ha fornito il materiale tematico per una grande quantità di messe polifoniche composte da musicisti francesi, fiamminghi e italiani, Palestrina compreso. Ultima in ordine di tempo fu quella di Carissimi, che costituisce un unicum nel periodo barocco. La composizione di una messa su L’homme armé, come scrive Maria Caraci, era «diventata per molti musicisti giunti alla piena maturità del proprio stile un autentico banco di prova che sancisce l’affermazione di una forte personalità musicale, capace di sostenere il confronto con la grande tradizione del passato».Il programma comprende anche l’esecuzione di due mottetti di Carissimi: Diffusa est gratia a quattro voci e O ignis sancte per due soprani e basso continuo.L’esecuzione di questa messa coincide con la ricorrenza della morte di Carissimi e dà il via alle “Giornate carissimiane” del 2020, che proseguiranno nel corso dell’anno con concerti, incontri di studio, edizioni e funzioni liturgiche.La Cappella Musicale di Santa Maria dell’Anima è formata da solisti vocali e strumentali di fama internazionale e cura il servizio liturgico-musicale della omonima Chiesa della comunità cattolica di lingua tedesca in Roma, sotto la direzione del suo Maestro di cappella, il compositore e direttore Flavio Colusso. Si esibisce in produzioni concertistiche in Italia e all’estero ed è impegnata in numerose iniziative culturali curate da Musicaimmagine come l’integrale degli Oratori di Antonio Draghi (Rimini 1634 – Wien 1700) insieme all’Ensemble Seicentonovecento.

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Una messa in ricordo di Aldo Moro

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 Maggio 2018

Roma mercoledì 9 maggio, alle ore 19, ci sarà nella chiesa romana di san Gregorio al Celio una Messa nel quarantesimo anniversario della morte cruenta di Aldo Moro, “questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico”, come lo definì la Chiesa nell’omelia funebre del papa di allora.
Questa è una notizia utile a chi potrà partecipare alla celebrazione. Ma è notizia anche che si faccia memoria di Moro in un evento ecclesiale e non in un contesto politico, o mediatico, o investigativo, come accade per lo più oggi quando “il caso Moro” viene rievocato come se si fosse trattato solo di una vicenda politica da storici o da iniziati, o di una trama di 007 e di Servizi Segreti buona per giallisti o dietrologi. L’evento ecclesiale, che si compie nel sacrificio della Messa, dice che in quella apicale vicenda della storia italiana del Novecento fu in gioco qualcosa di più grande e durevole, in cui tutta la società fu implicata, e anche eminenti uomini di Chiesa, come è facile ricordare solo che si pensi alla supplica di Paolo VI agli uomini delle Brigate Rosse o all’offerta di consegnarsi al posto di Moro, come vittime sostitutive, di vescovi come Luigi Bettazzi, Clemente Riva e Alberto Ablondi, o alla liturgia alternativa celebrata dopo la morte con la famiglia Moro da preti come Italo Mancini e Padre David Maria Turoldo.
Ciò che fu in gioco in quei 55 giorni sul piano politico fu che l’Italia potesse avere un suo ruolo specifico per imprimere una svolta positiva alla storia d’Europa e del mondo che stava per uscire dalla guerra fredda verso l’alternativa tra l’avvio di un mondo pacifico e nuovo o la ricaduta nella violenza predatrice del vecchio (ciò che poi in effetti avvenne). Cessò di battere con la liquidazione di Moro il cuore vivo della democrazia italiana, cessò l’ipotesi di una politica capace di grandi disegni e meritevole di grandi dedizioni. È avvilente oggi guardare all’arco di questi quarant’anni, a partire dalle lettere di Moro piene di pensiero e severe giudici del potere, scritte dal buio di una segregazione ma cariche di un progetto di futuro, per giungere fino alle vanterie di un suo lontano successore prive di pensiero e avide di potere, proferite alle luci di un varietà televisivo e distruttrici di ogni progetto utile a rendere possibile un futuro.
Ma al di là della tragedia politica, ciò che fu in gioco nella vicenda Moro fu la riproposizione della falsa ideologia del sacrificio, veleno e farmaco, su cui fin dall’antico furono fondate culture, istituzioni, ragion di Stato e guerre e che sembrava, con la Pasqua cristiana e con il ripudio costituzionale della violenza e della guerra, licenziata per sempre. Tanto meno essa doveva essere riprodotta in un Paese cattolico governato da un partito cristiano. Invece fu subito abbracciata (senza nemmeno deliberazione del Consiglio dei ministri!) l’idea, detta “fermezza”, che la vita di Moro valesse la salvezza della Repubblica: meglio che tredici brigatisti restassero in carcere (tale era il prezzo dello scambio) piuttosto che fosse fatta salva la vita e la prospettiva politica di Moro; meglio che “un uomo solo muoia per tutto il popolo”, come aveva detto Caifa e come fu di nuovo convenuto allora. Perciò scrisse Moro in una delle sue lettere, cancellate dal potere come “non sue”: “muoio, se così desidera il mio partito, nella pienezza della mia fede cristiana e nell’amore immenso per una famiglia esemplare che io adoro e spero di vigilare dall’alto dei cieli”. E lo stesso Cossiga, ministro dell’Interno del tempo, ammise vent’anni dopo, declinando “per coerenza” l’invito a partecipare in Parlamento a una commemorazione dello statista ucciso, che la decisione politica presa dal governo inevitabilmente avrebbe portato all’uccisione di Aldo Moro, ciò di cui egli era stato “drammaticamente consapevole”.
La pretesa salvifica del sacrificio sta nel concentrare su una vittima, personale o collettiva, isolata dall’insieme sociale, tutta la violenza, in modo che la sua soppressione venga identificata da tutti col venir meno del male sociale di cui essa è considerata colpevole o causa, così che la violenza sia placata e la società ritrovi sicurezza. Ma perché il meccanismo sacrificale funzioni occorre che non sia svelato, che non se ne denunci l’arbitrarietà, che la vittima sia in qualche modo consenziente ammettendo la sua colpa. Ma quando l’innocente grida la sua innocenza e invoca la verità, il meccanismo si rompe. La posta in gioco in quei 55 giorni, largamente complice la stampa, fu il formarsi di questa unanimità di consenso, che trovò il suo ostacolo maggiore proprio nella resistenza della vittima che lottò, non per sé ma per tutti, rivendicando la sua innocenza e mostrando con altissima dottrina una via politica di uscita non violenta dalla crisi. Così egli ruppe il congegno vittimario e ne impedì l’esaltazione mistificatrice. Il sacrificio infatti non salva nessuno e finisce per perdere gli stessi sacrificatori, come è dimostrato dagli esiti di tutte le guerre e degli altri olocausti.
Non a caso dei partiti che furono gli autori delle fermissime scelte di allora non ne è rimasto neppur uno. Se invece è rimasta una memoria che è promessa di vita, è proprio la strenua lezione di Moro, politica e pubblica, che nega il valore salvifico della violenza e rivendica l’inesauribile possibilità della politica e del diritto.

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Messa in memoria del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Chiesa di Santa Maria della ScalaRoma 15 settembre 2017 alle ore 10 presso la Chiesa di Santa Maria della Scala, Piazza della Scala 23, si celebrerà una Santa Messa Solenne di ringraziamento in occasione della morte del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân. Il 4 maggio scorso, il Santo Padre ha firmato il Decreto che riconosce le virtù eroiche del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân e ne autorizza la venerabilità. Pochi come lui, nel nostro tempo, sono stati davvero eroici, soprattutto nella virtù della speranza. I tredici anni in carcere, in condizioni durissime, lo hanno reso, infatti, “testimone della speranza”, tema al quale ha dedicato numerosi pensieri e scritti che sono diventati best seller in tutto il mondo.

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Celebrata la Santa Messa di Natale: fotogallery dell’evento

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

messa-di-natale1messa-di-natale2Pontedassio (Im) La solenne funzione presieduta da Don Matteo Boschetti e da Padre Floriano Strappazzon. In Provincia di Imperia, a Pontedassio e Villa Guardia, si è celebrata la Santa Messa di Natale. La solenne funzione, con la partecipazione di una moltitudine di fedeli, è stata presieduta da Don Matteo Boschetti e da Padre Floriano Strappazzon, un prete originario di Chiusavecchia-Borgoratto che dal 1965 vive in Madagascar ed impegnato nell’aiuto dei popoli di quella terra. Dopo oltre cinquanta anni ha celebrato la sua prima Santa Messa in Italia. (n.r. riportiamo quanto ci ha inviato Christian Flammia, con messa-di-natale4annessa fotogallery dell’evento, per simboleggiare un evento che si celebra in tutte le parti del mondo e che è diventato non solo un simbolo della cristianità ma è anche un messaggio di pace e di solidarietà in questa nostra società dove l’egoismo e la cattiveria sembrano fare la parte del leone. Lo facciamo in nome di quella maggioranza silenziosa e paziente che sembra piegarsi ma non spezzarsi davanti al vento delle perversità. Lo facciamo richiamandoci a una piccola chiesa in un piccolo paese perché come Betlemme rappresenta il cuore pulsante di quelle comunità che più delle altre sa conservare il rispetto e l’amore per la tradizione e quanto da essa vi proviene per ricaricare le energie, la forza e la determinazione ben augurante per il futuro. Buon Natale a a tutti voi e a tutti noi).

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The American Pope di Milone e Messa

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

Perugia_museo_archeologico_01Perugia Giovedì 14 luglio alle 17.00 nella sala del Dottorato, Logge della cattedrale di San Lorenzo in Piazza 4 novembre, a Perugia si terrà la presentazione del volume realizzato da Massimo Milone direttore Rai Vaticano e Paolo Messa consigliere di amministrazione Rai e direttore del Centro Studi americani. La manifestazione è stata organizzata dall’Ainc associazione italiana notai cattolici e dal suo presidente Roberto Dante Coliandro che aprirà l’evento insieme a Don Pippo Costa, direttore della Libreria editrice Vaticana.
Presiede il dibattito il cardinale Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia. Discutono del libro Marco Impagliazzo, presidente della comunità di Sant’Egidio e Antonio Palazzo accademico dei Lincei. Saranno presenti gli autori, modera Marco Galletti delegato regionale Ainc.

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Sturzo: messa suffragio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Luigi Sturzo

Image via Wikipedia

Roma, 5 ottobre 2011, alle ore 18,30, presso la Chiesa di Sant’Agostino i avrà luogo la celebrazione di una Santa Messa in suffragio di don Luigi Sturzo. Presiederà la Santa Messa S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI.
“Don Luigi Sturzo nacque a Caltagirone il 26 novembre 1871 da Felice e Caterina Boscarelli: il padre faceva parte della nobile famiglia dei Baroni d’Altobrando e la madre faceva parte di una famiglia borghese calatina. Nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano (del quale divenne segretario politico fino al 1923) e il 18 gennaio 1919 si compie ciò che a molti è apparso l’evento politico più significativo dall’unità d’Italia: dall’albergo Santa Chiara di Roma, don Sturzo lancia “l’Appello ai Liberi e Forti”, carta istitutiva del Partito Popolare Italiano”. E’ morto a Roma l’8 agosto 1959. (fonte wikipedia)

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Roma: agenda vice sindaco

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Roma 1 novembre 2010 Vicesindaco Cutrufo Ore 16: Piazzale del Verano (ingresso Cimitero Monumentale del Verano) Il vicesindaco, Mauro Cutrufo, partecipa alla celebrazione della Santa Messa in suffragio dei defunti della città di Roma da parte di S. E. Cardinale Vicario Agostino Vallini.

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La Messa di Franz Schubert

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2009

Padova 25 novembre 2009 in occasione della festività di Santa Caterina, presso la chiesa a lei dedicata, sarà eseguita la Messa D 167 di Franz Schubert, per soli coro e orchestra all’interno della liturgia.  Le musiche saranno eseguite dall’Orchestra Bottega Tartiniana, diretta da Giovanni Battista Rigon, con Piero Toso violino principale, insieme al Coro Iris Ensemble di Marina Malavasi, e ai solisti Anna Corvino soprano, Dionigi d’Ostuni tenore e Luca Tittoto basso. L’appuntamento è mercoledì 25 novembre 2009 alle ore 19.00, presso la Chiesa di Santa Caterina (via Cesare Battisti) di Padova.  La Messa in sol maggiore D 167 per soprano, tenore, basso, coro a quattro voci miste e orchestra di Franz Schubert, rappresenta un esempio della produzione giovanile del musicista austriaco, intima e ricca di pathos. Stando all’autografo, essa sarebbe stata completata in soli sei giorni, tra il 2 e il 7 marzo del 1815. Così come altre musiche sacre risalenti allo stesso periodo, fu probabilmente composta per rispondere ad una richiesta della parrocchia di Lichtenthal, sobborgo di Vienna dove Schubert era nato. Sulla base del recente ritrovamento di alcune parti manoscritte riconducibili a Schubert stesso, l’esecuzione proposta si avvale dell’aggiunta delle parti di trombe e timpani all’originale orchestrale per soli archi.
Chi è Caterina d’Alessandria? Questa è la Caterina inafferrabile, senza notizie sicure della vita e della morte. Ed è la Caterina onnipresente in Europa, per la diffusione del suo culto, che ha poi influito anche sulla letteratura popolare e sul folclore. Parlano di lei alcuni testi redatti tra il VI e il X secolo, cioè tardivi rispetto all’anno 305, indicato come quello della sua morte. Ed ecco come emerge la sua figura da questi racconti pieni di particolari fantasiosi. Caterina è una bella diciottenne cristiana, figlia di nobili e vive ad Alessandria d’Egitto. Qui, nel 305, arriva Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria (che si proclamerà “Augusto”, cioè imperatore, nel 307, morendo suicida nel 313). Per l’occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane. Un atto obbligatorio per tutti i sudditi, e quindi anche per i cristiani, ancora perseguitati. Caterina si presenta a Massimino, invitandolo a riconoscere invece Gesù Cristo come redentore dell’umanità, e rifiutando il sacrificio. La sua festa annuale è vista principalmente come la festa dei giovani. In Francia, Caterina diviene la patrona degli studenti di teologia e la titolare di molte confraternite femminili; e, in particolare, la protettrice delle apprendiste sarte, che da lei prenderanno il nome destinato a durare a lungo anche in Italia: “Caterinette”.

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