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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Fosber sulla cresta dell’onda in Messico

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2019

Lucca. Fosber, gruppo internazionale con sede a Lucca, leader nella fornitura di linee ondulatrici per la produzione di cartone, ha esportato un macchinario del valore di 4,5 milioni di euro in Messico con il supporto di SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP. L’operazione è stata finalizzata tramite il portale sacesimest.it, consentendo all’azienda di proteggere le sue vendite all’estero dai rischi connessi a eventi di natura politica e commerciale, con tempistiche brevi e processi semplificati.Fosber, nata nel 1978 dall’iniziativa di un gruppo di imprenditori di Lucca, è oggi un key player nella progettazione, produzione e installazione di linee e macchinari per il cartone ondulato, esportati in tutto il mondo. Fosber si concentra inoltre su sistemi software che garantiscono massime prestazioni e miglior qualità. Infatti eccellenza, innovazione e affidabilità dei prodotti sono il marchio di fabbrica del gruppo che, oltre all’Headquarters italiano, ha filiali strategiche negli Stati Uniti e in Cina.
SACE SIMEST si conferma un partner strategico sui mercati internazionali per il Gruppo Fosber, che negli ultimi anni ha assicurato le vendite in Messico e Spagna di altri tre macchinari per il cartone ondulato, per un valore complessivo di 7,5 milioni di euro. In Toscana, un’area ad alta densità industriale e culla di prodotti e settori d’eccellenza che hanno contribuito a rendere il Made in Italy famoso nel mondo, nel 2018 SACE SIMEST ha mobilitato circa 450 milioni di euro a supporto di export e internazionalizzazione di oltre 1000 imprese.Il Messico rappresenta il primo mercato per l’Italia in America Latina. Dopo un periodo di forte espansione, l’export italiano ha registrato una frenata nel 2018, ma è atteso nuovamente in crescita nel 2019 (+4%) e nel triennio successivo (+5,6% in media annua, nel 2020-2022), trainato in particolare dai settori agroalimentare, mezzi di trasporto e meccanica strumentale. Per l’economia messicana, scampato al momento il pericolo di una guerra commerciale con gli Stati Uniti, sarà di importanza capitale mantenere buoni rapporti con l’importante vicino, arrivando in tempi brevi alla ratifica del nuovo trattato di libero scambio USMCA (comprendente anche il Canada) in sostituzione del vigente NAFTA.

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Progetto di collaborazione commerciale fra Italia e Messico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

L’on. Nissoli è intervenuta alla conferenza stampa sui rapporti economici Italia Messico in cui sono state presentate le possibilità di investimento in Messico da parte delle imprese italiane. Un evento promosso da Patrizio Baroni, consigliere, nonché vicepresidente onorario con delega al turismo, commercio estero e relazioni pubbliche, della locale Camera di Commercio – la Canaco Servytur di Playa del Carmen. Patrizio Baroni ha avviato un progetto per agevolare le imprese italiane che vogliono entrare nel mercato messicano, anche in stretta collaborazione con la Segretaria dello Sviluppo Economico dello Stato del Quintana Roo, M.ta Rosa Lozano, che è coordinatrice di tutte le Segreterie di economia degli Stati del Sud-Sud/Est del Messico. Inoltre, sono intervenuti alla conferenza il Ministro Jorge Luis Hidalgo, addetto commerciale dell’Ambasciata del Messico, e l’Avv. Maria Grazia Galeotti, in rappresentanza della P&B Network.L’on. Nissoli, nel suo intervento, ha detto che: ”i nostri concittadini, residenti all’estero, possono rappresentare un valore aggiunto, se non la chiave di volta, per la costruzione di una rete, dinamica, di rappresentanza della nostra italianità, nel senso più ampio del termine, anche sotto gli aspetti commerciali. Mi domando spesso se l’evoluzione sociale e, con essa, quella economico-commerciale non si sviluppi, oggi, ad una velocità tanto elevata che la politica non riesce a sostenere. Questi Italiani, con la I maiuscola, hanno costruito fortune, realtà imprenditoriali ma, soprattutto, una rete di relazioni internazionali che, laddove le vogliamo condividere, sono indispensabili per il nostro “Sistema Paese”. Indispensabili per l’evoluzione dei mercati di cui parlavo poc’anzi, indispensabili per la conoscenza che questi concittadini hanno dei diversi Paesi, delle loro economie e delle realtà istituzionali. …… Abbiamo un’altra Italia, fuori dalla penisola, e sarebbe una follia non poter contare su questa rete. Questa è la mia visione. Non cittadini da aiutare, certo, talvolta è necessario anche quello, ma cittadini su cui contare! …. sono molti i cittadini italiani, residenti all’estero, che possono garantirci questo interfaccia, motivati dalla voglia di fare tutto ciò che è possibile perché l’Italia continui ad essere un grande Paese”.

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Bambini migranti e rifugiati: rapporto “Sradicati in America Centrale e Messico”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

68.409 bambini migranti sono stati detenuti in Messico fra il 2016 e aprile 2018, il 91% dei quali sono stati espulsi verso l’America Centrale. Circa 96.216 migranti dall’America centro-settentrionale, fra cui 24.189 donne e bambini sono stati rimpatriati dal Messico e dagli Stati Uniti fra gennaio e giugno di quest’anno; oltre il 90% è stato espulso dal Messico: questi i principali dati del nuovo rapporto (serie Child Alert) dell’ UNICEF “Sradicati in America Centrale e Messico – Bambini migranti e rifugiati affrontano un circolo vizioso di difficoltà e pericoli” (“Uprooted in Central America and Mexico”), che esamina le diverse sfide e pericoli che affrontano i bambini e le famiglie migranti e rifugiate durante il difficile processo di migrazione e rimpatrio.Secondo il rapporto dell’UNICEF, estrema violenza, povertà e mancanza di opportunità non sono soltanto cause delle migrazioni irregolari di bambini dall’America centro-settentrionale (El Salvador, Guatemala e Honduras) e dal Messico, ma anche conseguenze delle espulsioni dal Messico e dagli Stati Uniti. L’UNICEF ha invitato i governi a lavorare insieme per attuare delle soluzioni che aiutino a ridurre le cause scatenanti delle migrazioni irregolari e forzate ed a tutelare il benessere dei bambini rifugiati e migranti durante il viaggio.Più nello specifico, i risultati del rapporto includono:
Povertà – El Salvador, Guatemala e Honduras sono fra i paesi più poveri dell’emisfero occidentale, con, rispettivamente, il 44, il 68 e il 74% dei bambini che vivono in povertà. I bambini e le famiglie povere spesso chiedono dei prestiti per finanziare la loro migrazione irregolare verso gli Stati Uniti, lasciandoli in una situazione finanziaria ancor più precaria quando sono fermati e rimandati indietro senza denaro e si trovano impossibilitati a ripagare i loro prestiti. Questa pressione economica può lasciare i bambini e le famiglie senza casa o senza le risorse necessarie per pagare i beni di prima necessità.
Violenza – La violenza delle gang è pervasiva in molte comunità dell’America centro-settentrionale, con bambini presi come obiettivo di reclutamento, abusi e persino omicidio. Fra il 2008 e il 2016 in Honduras, per esempio, circa un bambino ogni giorno è stato vittima di omicidio. Analogamente, a El Salvador, 365 bambini sono stati uccisi nel 2017, mentre l’anno scorso in Guatemala sono stati segnalati 942 casi di morti violente di bambini. I bambini e le famiglie che migrano a causa di minacce di violenza possono essere esposti a un rischio ancora maggiore se sono costretti a ritornare, senza nessun supporto o protezione, nelle comunità in cui erano precedentemente in pericolo. Molti rimpatriati finiscono per diventare sfollati interni perché per loro è insicuro tornare a casa.
Stigmatizzazione – I bambini e le famiglie rimpatriate affrontano la stigmatizzazione all’interno delle comunità a causa del loro tentativo fallito di arrivare in Messico o negli Stati Uniti. Questo può rendere ancora più difficile per i bambini rimpatriati reintegrarsi a scuola e per gli adulti trovare un lavoro.
Separazione e detenzione – La separazione familiare e la detenzione da parte delle autorità competenti in materia di migrazione, sono esperienze fortemente traumatizzanti che possono pregiudicare lo sviluppo a lungo termine del bambino. Tenere le famiglie unite e supportare
alternative alla detenzione sono misure fondamentali per assicurare il superiore interesse dei bambini migranti e rifugiati.
Il rapporto evidenzia inoltre una serie di raccomandazioni per tenere i bambini rifugiati e migranti al sicuro e ridurre i fattori che spingono le famiglie e i bambini a lasciare le loro case in cerca di sicurezza o un di futuro con maggiori speranze attraverso rotte migratorie irregolari e pericolose. I programmi supportati dall’UNICEF in America centro-settentrionale e Messico stanno facendo la differenza, ma mentre molti giovani migranti, rifugiati e rimpatriati ne stanno traendo beneficio, queste iniziative dovrebbero essere allargate in maniera esponenziale per rispondere a tutte le sfide che affrontano i bambini a rischio della regione.

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INGV: Terremoto M8.0 al largo del Messico

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

terremoto2017terremoto2017bUn terremoto di magnitudo 8.0 è avvenuto questa mattina, 8 settembre alle 6:49 italiane, al largo delle coste pacifiche del Messico.I dati ricevuti in tempo reale nella sala di monitoraggio sismico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno permesso di localizzare l’evento: epicentro in mare, vicino alla costa di Chiapas, Mexico, con coordinate geografiche (lat, lon) 15.13, -93.69 a una profondità di 72 km.
Sismogramma del terremoto di magnitudo 8.0 avvenuto questa mattina, 8 settembre 2017 alle ore 6:49 italiane, al largo delle coste pacifiche del Messico. Stazione BRMO (Bormio, SO) della Rete Sismica Nazionale.Il terremoto si è verificato in una regione sismicamente molto attiva, dove i terremoti sono frequenti a causa dello scorrimento della placca oceanica di Cocos, sotto le placche del Nord America e dei Caraibi.Sismicità della regione centroamericana. I terremoti come quello odierno avvengono per il movimento della placca di Cocos che si inflette e scivola al di sotto della placca nordamericana e di quella caraibica. Gli epicentri in rosso rappresentano i terremoti più superficiali, mentre quelli in verde, che avvengono all’interno del Messico e del Guatemala, sono più terremoto2017aprofondi. A causa della elevata magnitudo e delle caratteristiche del terremoto, pochi minuti dopo l’evento è stato lanciata l’allerta tsunami per il Messico e per gli stati confinanti. In effetti sono state poi rilevate delle onde di tsunami alle stazioni mareografiche messicane. La figura sotto mostra le oscillazioni del livello del mare misurato dal mareografo di Salina Cruz, dove si sono rilevate variazioni di circa 1 metro rispetto al livello medio del mare.Oscillazioni del livello del mare misurate alla stazione mareografica di Salina Cruz, Mexico. L’onda lunga è dovuta alla marea. Si può notare l’arrivo dell’onda di tsunami intorno alle ore 05:15 con un periodo dell’onda di circa 35 minuti. L’oscillazione di lungo periodo ben visibile prima dell’arrivo dello tsunami è dovuta alla marea.Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV, responsabile per il monitoraggio degli tsunami sismo-indotti nel Mediterraneo, analizza i dati sismici e del livello del mare in tutto il mondo. Pur non inviando le relative allerte agli organismi internazionali per eventi fuori dalla regione mediterranea, effettua ugualmente le analisi a scala globale a scopo di esercitazione. (foto: terremoto2017) (fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

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Il Messico ha dato il benvenuto alla cifra record di 35 milioni di turisti da tutto il mondo nel 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

PrintCITTÀ DEL MESSICO /PRNewswire/ — L’Ente per il Turismo Messicano ha annunciato oggi la cifra record di 35 milioni di visitatori da tutto il mondo che si sono recati in Messico nel 2016, che rappresentano una crescita del 9 percento rispetto al 2015. Questa crescita è più del doppio della media globale del settore, che di recente ha fatto registrare il 3,9 percento da parte del World Tourism Organization (UNWTO) a gennaio 2017. Inoltre, la spesa per il turismo da parte dei visitatori internazionale è cresciuta anche più rapidamente, al 10,4 percento, evidenziando la forza del richiamo esercitato dal Messico sui viaggiatori di lusso, l’interesse nei confronti di visite con più destinazioni, e la domanda di gastronomia messicana, e di prodotti artigianali insieme all’offerta di prodotti per lo shopping.”La rapida e sostenuta crescita del Messico mette in luce l’incredibile qualità e la diversità dell’offerta turistica e il duro lavoro per il settore del turismo, sia a livello internazionale e nazionale. Gli oltre 9 milioni di messicani che operano nel settore del turismo e dell’ospitalità hanno come missione quella di garantire che i visitatori abbiano esperienze incredibili,” ha commentato Lourdes Berho, Amministratore Delegato dell’Ente del Turismo messicano. “Sono già in preparazione i programmi che dovranno garantire che il 2017 si sviluppi a partire da questi successi e che il Messico continui a dare il benvenuto a tutti i visitatori e a costruire motivazioni per farli tornare di nuovo.”La famosa ospitalità messicana fa sentire tutti i visitatori a casa.
Fedele al famoso adagio messicano ‘mi casa es tu casa’ (la mia casa è la tua casa), i viaggiatori da tutto il mondo hanno riconosciuto che il Messico è uno dei luoghi più accogliente e cordiale da visitare nel 2016. Infatti gli studi per tracciare i consumatori interni dell’Ente per il Turismo messicano hanno mostrato che più del 94 percento dei visitatori ha segnalato un’esperienza che “ha superato le loro aspettative” e l’86 percento ha detto che vorrebbero “tornare di nuovo” nei sei mesi successivi, e che rappresenta uno dei punteggi più alti del settore. (foto. messico)

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Usa: Trump e il confine con il Messico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2016

trumpNel corso della campagna elettorale per la presidenza degli USA, il candidato Donald Trump, sosteneva la necessità di costruire un muro sul confine messicano per evitare l’afflusso di clandestini latinoamericani o ispanici, che dir si voglia: 200 km di muro per un costo stimato in 10 miliardi di dollari.
Non so chi se l’e’ bevuta perche’, a dire il vero, il muro o rete c’era gia’ e risale al 1994, quando era presidente Bill Clinton. Fu, anche, proposta una legge (1) sul controllo e sulla sicurezza delle frontiere dal presidente George Bush, che fu approvata dal Senato USA, con il voto favorevole dell’allora senatore Barack Obama. Il neo eletto Trump, sempre in campagna elettorale, promise l’espulsione di 12 milioni di immigrati, oggi ridotti a 2-3 milioni, cioe’ quanti ne furono mandati via sotto la presidenza Obama. Il motivo e’ evidente: chi fa il lavoro che gli americani non vogliono fare? Gli ispanici, che conviene tenersi, salvo i malviventi.
Un po’ di informazione sarebbe necessaria ma, soprattutto, sarebbe indispensabile, per noi italiani, avere informazioni (ahi, ahi!), su quanto promesso dal candidato Trump e quanto fara’ il presidente Trump, per ricordare che alle parole dovrebbero corrispondere i fatti (speriamo di no). (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Imprese con la Cciaa in Messico e Texas

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2016

messicomessico1Messico e Texas: una doppia tappa, contigua, per la Camera di Commercio di Udine, che accompagna una delegazione di cinque imprese friulane nelle loro attività di internazionalizzazione, presentando l’economia del Fvg alle principali istituzioni, anche economiche, locali. L’arrivo a Mexico City ha visto come prima tappa l’incontro con Andrea Bertossi, Giovanni Candolini e Giovanni Paoletti, tre giovani friulani che lo scorso febbraio hanno fondato il locale Fogolâr Furlan. Una dozzina di affiliati all’avvio, che aumentano sempre più: si tratta della nuova generazione di Fogolârs di primo “espatrio”, reti di professionisti che sono un ponte anche con le nostre imprese.
Il via ufficiale alla missione è stato quello in ambasciata italiana e gli incontri ufficiali che hanno fatto da corollario all’attività delle imprese: le tre del vino (Scarbolo, Castellargo e Cantina di Cormons) si sono preparate per la prima Borsa vini organizzata dall’Ice in Messico, tra seminari, degustazioni e presentazioni con un pubblico selezionato di clientela internazionale specializzata e giornalisti. Cantina di Cormons parteciperà anche all’analoga iniziativa, sempre la prima di questo tipo, organizzata dall’Ice a Bogotà in Colombia. Proprio l’istituzione della Borsa Vini è stata decisiva affinché la Camera di Commercio organizzasse la missione multitappe in quest’area, vista la grande potenzialità del mercato messicano e sudamericano per i nostri vini: una testa di ponte importantissima per aprire il canale della collaborazione economica anche su altri fronti.
Nel frattempo le imprese dell’arredo (Blifase e Sedilcurvi) hanno portato avanti gli incontri bilaterali con controparti locali, che continueranno poi in Texas nei prossimi giorni, nella tappa di Houston. Il mercato texano è particolarmente favorevole per le imprese dell’arredo, che hanno ottime opportunità suscitate dal grande interesse verso il prodotto made in Italy. E si tratta di un mercato, a differenza di altri, negli States, non ancora “saturo” di prodotto italiano, dunque con potenzialità più che interessanti.
L’interscambio commerciale tra Friuli Venezia Giulia e Messico, per quanto riguarda l’export, dopo alcuni anni negativi, è cresciuto fortemente negli ultimi due, pur essendo in 31esima posizione. La crescita è stata nel 2014-2015 addirittura del 52% ed è del 32% il dato provvisorio 2015-2016. Esportiamo verso il Messico soprattutto macchinari per impieghi generali e per impieghi speciali (23,5% e 13% dell’export), quindi articoli da coltelleria e ferramenta (7,7%) e mobili (7,6%). (foto: messico)

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Il vescovo del Chiapas (EMI) di Alberto Vitali

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

VescovoChiapas12-18 febbraio 2016 In occasione della visita pastorale di papa Francesco in Messico EMI ricorda la figura di mons. «Tatic» Samuel Ruiz García vescovo e pastore con «l’odore delle pecore» indomito difensore dei diritti dei popoli indigeni del Chiapas Tatic (padre), di questo titolo onorifico era stato «insignito» dai nativi chiapanechi del Messico mons. Samuel Ruiz García (1924-2011). Conosciuto anche come El caminante «per quella sua indomita disponibilità alle scarpinate per raggiungere tutte e ciascuna delle persone che gli erano state affidate», don Samuel è ancora oggi una delle figure più amate e rispettate della Chiesa messicana, per il suo strenuo impegno in difesa dei diritti dei popoli indigeni. Una figura che l’Editrice Missionaria Italiana vuole ricordare in occasione della visita pastorale di papa Francesco in Messico, in programma dal 12 al 18 febbraio.La biografia Il vescovo del Chiapas. Vita di Samuel Ruiz detto Tatic (Editrice Missionaria Italiana), scritta da Alberto Vitali, sacerdote italiano che lo ha conosciuto da vicino, ne ripercorre la vita e l’impegno sociale, inquadrandoli nella tenace e per lungo tempo silenziosa resistenza degli indios del Chiapas fin dai tempi della conquista.
Figlio del Concilio Vaticano II e delle Conferenze di Medellín e Puebla, nel 1960 don Samuel succede idealmente a fra Bartolomé de la Casas alla guida della diocesi di San Cristóbal de las Casas, dove il 15 febbraio papa Francesco celebrerà la Santa Messa con le comunità indigene. L’«incontro» del presule messicano con il mondo indigeno, come sottolinea Vitali, non avvenne tuttavia in modo repentino e folgorante. Fu piuttosto frutto di una lunga e maturata «conversione», che tradusse la sua «opzione per i poveri» in una cura pastorale intesa «non solamente come preoccupazione per i nativi, ma come incarnazione della nostra presenza nel loro mondo», che guidasse «la nostra aspirazione ecclesiale di progredire verso il sorgere di una chiesa autoctona», e a offrire concretamente sostegno economico e appoggio legale ai più poveri della terra. Un impegno concreto che nel 1994 lo vide protagonista e mediatore dei negoziati tra il subcomandante Marcos, leader rivoluzionario dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, e il governo messicano.Il suo indomito impegno pastorale e sociale lo portò ad essere accusato di «vicinanza» a certe idee politiche di sinistra, ma nemmeno tali accuse riuscirono a farlo desistere dal portare avanti la sua missione, e dalle quali, riporta Vitali, don Samuel si difese affermando che «occuparsi del 75% dei fedeli, distribuito nelle comunità rurali, senza disattendere il 25% urbanizzato, non mi sembra sia esclusivismo ma unificazione, come oggi si può vedere, perché finalmente tutti sono rappresentati».
Alberto Vitali è prete della diocesi di Milano. Dopo un decennio nella pastorale giovanile, dal 1999 ha rivestito diversi incarichi in Pax Christi Italia, di cui è stato consigliere nazionale; dal 2009 è segretario del Centro Studi Economico-Sociali per la Pace dello stesso movimento. È membro del Consiglio Internazionale del Sicsal, la rete internazionale dei Comitati Óscar Romero di solidarietà con i popoli dell’America Latina. Dal 2014 è responsabile dell’Ufficio per la pastorale dei migranti e Cappellano vicario della Cappellania generale dei migranti della diocesi di Milano. È autore di Óscar A. Romero. Pastore di agnelli e lupi (Paoline, 2010) e di Gesù, il messia della pace (Paoline, 2012). Alberto Vitali, Il vescovo del Chiapas. Vita di Samuel Ruiz detto Tatic, Editrice Missionaria Italiana, Collana Pietre angolari, pp. 176, euro 12,00 (foto: VescovoChiapas)

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SACE e Gruppo Intesa Sanpaolo: € 6 milioni per l’espansione in Messico di OLSA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

Banca europea per gli investimentiNell’ambito dell’operazione, SACE ha garantito un finanziamento da 6 milioni di euro erogato da Mediocredito Italiano, il polo per la finanza d’impresa del Gruppo Intesa Sanpaolo, per l’acquisto di macchinari e attrezzature industriali necessari allo sviluppo dell’operatività della controllata Olsa Sistemas de lluminacion Automotriz con l’obiettivo di incrementare l’attività produttiva e sviluppare maggiori volumi di vendita in Messico. “La nostra società, nel suo percorso di crescita e consolidamento internazionale ormai definito – ha commentato il Dr Massimo Bravin, CEO del Gruppo Olsa – ha trovato, nella partnership con SACE e Intesa Sanpaolo, un ottimo supporto che ci permette di concretizzare l’espansione e lo sviluppo nel mercato messicano, così come già successo per quello cinese.”
Fondato nel 1947 a Rivoli in Piemonte, oggi il gruppo Olsa conta cinque filiali all’estero e oltre 2.600 dipendenti, e opera soprattutto fuori dai confini italiani in particolare in Europa, Stati Uniti, Brasile e Messico, dove ha rapporti con le principali case automobilistiche quali FIAT, AUDI, Volkswagen, BMW, Renault, Ford, Mercedes e Nissan.
Il Messico, grande mercato di riferimento anche come hub per il continente americano, è tra le destinazioni a maggior potenziale per le aziende italiane, con previsioni di crescita del nostro export a un tasso medio annuo del 5,8% nel 2016-2018 e le migliori opportunità per il segmento della componentistica automotive, secondo le previsioni di SACE.

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Golfo Messico: marea nera

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

I recenti disastri ambientali nel Golfo del Messico e nel porto di Dalian in Cina hanno evidenziato la gravità degli effetti di una fuoriuscita di petrolio greggio di incredibile vastità e le difficoltà che derivano nel fronteggiare un evento di questa portata. Con effetti sulla popolazione locale in termini di malattie respiratorie, patologie della pelle e di aumento statistico di tumori e aborti, le catastrofi in mare rappresentano un vero e proprio problema per le sorti dell’uomo e di numerosi animali. Il petrolio, infatti,  essendo più leggero dell’acqua, forma in superficie uno strato compatto che porta il soffocamento della vita nell’ecosistema acquatico oltre che la tendenza a formare depositi bituminosi su tutto ciò che incontra. Attualmente la soluzione che viene utilizzata è quella di prodotti disperdenti che abbassano la tensione superficiale dello stato oleoso e disperdere le macchie in piccole particelle. Queste miscele però contengono solventi e derivati di idrocarburi, come il butossietanolo, dannosissimo  per l’uomo, per la riproduzione e per l’ambiente. Un eminente esperto di biologia marina quale Richard Charter scrive: “I solventi hanno componenti chimiche tossiche che possono rivelarsi per certi versi peggiori del petrolio”. Disperdere il petrolio è considerato uno dei modi migliori di proteggere gli uccelli ed evitare che l’olio si depositi, ma i solventi contengono tossine capaci di uccidere i pesci e di conseguenza tutto l’ecosistema dell’area. Può capitare però che nel mondo, in Italia, ci sia un ricercatore, un’azienda a vocazione ambientalista che sia riuscita dopo 40 anni di studio ad inventare una soluzione composta da estratti vegetali capaci di disperdere il petrolio solubilizzando il manto oleoso. In questo modo, grazie al moto delle onde e alla vastità dell’oceano, quella che era una chiazza circoscritta diventa un inquinante disperso in concentrazione minima, così riducendo al minimo l’impatto ambientale. Questo prodotto si chiama Maggiordomo Ecoremover. Nato dall’esperienza dei prodotti de “Il Maggiordomo”, l’Ecoremover è un innovativo prodotto disinquinante presentato come rimedio ai danni provocati all’ecosistema dalla fuoriuscita del petrolio in mare perché emulsiona e disgrega senza essere infiammabile. Adatto per dissolvere petrolio, greggio, graffiti, gasolio, oli, catrame, solventi, vernici, inchiostri e colle, il prodotto si differenzia da quelli della stessa famiglia per l’aspetto della sicurezza per l’uomo e per l’ambiente, poiché la soluzione è biodegradabile e ipoallergenica così come in linea con la normativa Europea 67/548/EEC e succ. Questo significa che può essere utilizzato come detergente sicuro e rispettoso del ph della pelle degli uomini e degli animali, che attualmente a causa della mancanza di un prodotto sicuro ed efficace non vengono più ripuliti dal petrolio. Disponibile sugli scaffali dei supermercati italiani, il Maggiordomo Ecoremover non richiede particolare stoccaggio e l’utilizzo di guanti ed altri dispositivi. La miscela formata da estratti vegetali non è pericolosa ai sensi del Regolamento CE 1272/2008. L’azienda che lo produce dagli inizi di settembre ha aperto le sue porte a tutti coloro, associazioni ambientaliste e giornalisti in special modo, che vogliono provare il prodotto per testarne la veridicità e l’efficacia oltre a rendersi disponibili a fornire un campione del prodotto per eventuali prove.

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Buen Vivir in Messico

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Dal 17 al 30 settembre il Movimento di Liberazione Nazionale del Messico, l’Assemblea Nazionale di Vittime Ambientali, i Sindacati messicani degli Elettricisti e dei Maestri, le università UNAM e UACM di Città del Messico, il centro studi economico sociali CASIFOP, il Movimento Urbano Popolare, le comunità in resistenza degli stati di Morelos, Michoacan, Jalisco, Mexico e altre realtà sociali del paese organizzano in diverse città una serie di iniziative per presentare l’edizione latinoamericana del libro Buen Vivir – per una nuova democrazia della Terra, alla presenza dell’autore Giuseppe De Marzo. Il libro, edito in Italia dalla Ediesse, è stato tradotto in America Latina dalla casa editrice boliviana Plural. Il giro prenderà il via dal bicenterario dell’indipendenza e toccherà 12 città costituendo, a soli tre mesi dall’appuntamento con la Conferenza delle Parti ONU sul Clima (che si terrà a dicembre a Cancun) occasione di incontro e scambio con i movimenti sociali messicani per discutere delle proposte, delle mobilitazioni e delle attività che la società civile porterà avanti durante le giornate del Cop16. A Cancun sarà presente una delegazione della Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale – Rigas che raggruppa oltre 60 tra organizzazioni sociali, sindacati, movimenti e comitati territoriali italiani.

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