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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Sicurezza scuole: – Crollano ancora tetti e controsoffitti

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

A Messina viene giù un altro tetto e il sindaco dispone la chiusura di diversi plessi: nel capoluogo siciliano, diventano 35 gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, con 12 mila alunni a rischio lezione. Tragedia sfiorata a Campoleone, dove cede il controsoffitto di una scuola primaria. Per il sindacato la situazione rimane da allarme rosso: poiché appena il 5 % degli edifici in muratura ed il 15 % in cemento armato sono stati costruiti dopo il 1982, serve un immediato adeguamento delle strutture e degli impianti, sia per la prevenzione incendi che per la vulnerabilità sismica. Nel frattempo, Udir mette a disposizione dei propri iscritti due modelli di diffida per tutelare i dirigenti scolastici. Nei prossimi giorni sarà reso noto il calendario dei nuovi incontri formativi proprio sulla sicurezza delle istituzioni scolastiche.Un altro anno scolastico ha preso il via e il grave problema della sicurezza edilizia degli oltre 40 mila edifici scolastici italiani rimane purtroppo nella sua interezza: è di queste ore la notizia del cedimento di un tetto e a Messina, dove il sindaco ha disposto la chiusura di diversi plessi che non garantiscono l’incolumità degli studenti e del personale. Diventano 35, così, gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, finché non saranno in regola, con 12 mila alunni che a questo punto che rischiano di non iniziare le lezioni. Anche a Campoleone, vicino Latina, crolla il controsoffitto di una scuola primaria: i tecnici dicono che staremmo a parlare di una tragedia, se solo il cedimento fosse avvenuto a scuole iniziate, considerando che i pannelli con parte della struttura che li doveva contenere sono caduti anche dentro una classe.Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha cercato di minimizzare i rischi che corrono ogni giorno la maggior parte degli otto milioni di alunni e del milione e 200 mila lavoratori – tra docenti, Ata e dirigenti scolastici – che operano nei nostri istituti: dopo avere ammesso che per molte scuole la certificazione è carente, Bussetti ha annunciato un’operazione trasparenza, da realizzare entro la fine di questo mese. Si è poi detto pronto a confrontarsi con l’Anci (associazione dei Comuni italiani), evitando però “allarmismi e chiusure preventive”.“La competenza è dei proprietari degli immobili quindi per la maggior parte dei casi Comuni e Province – ha dichiarato il Ministro -. Noi abbiamo un monitoraggio nazionale preciso e sappiamo che per molti edifici la certificazione è ancora carente. Evitiamo allarmismi e chiusure preventive. Ci sarà un’operazione trasparenza: a settembre tutti potranno consultare online i dati e avere una fotografia delle condizioni degli edifici scolastici, dal punto di vista sismico, anti incendio e cosi via. Sto facendo di tutto – ha aggiunto – per accelerare e semplificare, mettendo intanto a disposizione le risorse per i certificati di vulnerabilità sismica, che andranno predisposti entro fine 2018. Dobbiamo fare uno sforzo comune perché l’edilizia scolastica richiede l’impegno di ciascuno. Ne parlerò senz’altro con il presidente Antonio Decaro, che ho già incontrato. Ma intanto iniziamo a lavorare. Lo stiamo già facendo: con un Accordo quadro che porteremo a inizio settembre in Conferenza unificata semplificheremo le modalità di spesa, evitando la moltiplicazione di decreti di riparto“.Dopo avr ricordato, nei giorni scorsi, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, che la metà delle scuole italiane ha più di 50 anni, 2 su 10 risultano chiuse o in ristrutturazione e lo Stato utilizza meno del 10% dei fondi stanziati, Udir replica alle parole di Ministro. E ribadisce che quasi la metà degli edifici scolastici italiani è sprovvisto di tutte le certificazioni sull’edificio scolastico.

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Messina si colora di gioventù e s’infiamma di carità

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

locandinaSarà la Città dello Stretto la sede della XV edizione del Meeting dell’M2g, il Movimento giovanile guanelliano. La invaderanno numerosi, da tutto il Centro – Sud e anche più su: duecento giovani tra i 14 e ai 30 anni, o poco più, provenienti da Agrigento, San Ferdinando, San Giovanni in Fiore, Laureana di Borrello, Bari, Alberobello, Napoli, Ferentino, Roma, Firenze e Como. Saranno accompagnati da religiosi, religiose e animatori laici. Lo slogan dell’evento che si svolgerà dal 22 al 25 aprile 2017 è “Chiamati… in tutti i sensi”.
Ad ospitare l’appuntamento saranno la parrocchia messinese Santissimo Salvatore, opera Don Guanella e l’oratorio San Luigi Guanella di Fondo Fucile, ma la sferzata di freschezza e di allegria dell’M2G è destinata, sin dal suo essere pensata, a non rimanere confinata al momento e al luogo dello svolgimento. I laboratori previsti, ad esempio, sono stati progettati come itineranti per la splendida Messina e raggiungeranno alcuni luoghi nei quali la carità è scelta concreta e vissuta nella quotidianità.Ricco il programma (cfr. allegato) che coinvolgerà anche l’arcivescovo mons. Giovanni Accolla e darà ai partecipanti spazio e tempo per la preghiera e la riflessione sia personale che comunitaria, per ascoltare alcune testimonianze, ma anche per cantare, ballare, confrontarsi. Ce ne sarà, insomma, per “… tutti i sensi”.
il concerto rock dei “Reale”, la band di christian music che coniuga ottime produzioni musicali, live travolgenti e fede, proponendo testi esplicitamente cristiani con sonorità, appunto, rock. L’esibizione a Messina, attesissima, domenica 23 p.v., destinata ai giovani dell’M2G e a quanti non si lasceranno scappare l’occasione, s’inserisce nel “Serpenti e Colombe tour” (foto: locandina).

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Agrogeneration: feeding the Planet

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2016

messinaMessina. dal 18 al 20 luglio a Messina e dal 21 al 22 luglio a Catania,si riuniranno studenti, agricoltori, imprese, artigiani e giovani startupper per fare fronte con soluzioni innovative alle opportunità, ma anche alle sfide dell’alimentazione globale.
In particolare Il CREA parteciperà fattivamente ai lavori del 21 luglio, presso il Monastero dei Benedettini, sede dell’Università di Catania, dove si svolgeranno 6 workshop inerenti i diversi aspetti culturali e tecnologici del nostro rapporto con l’agricoltura attraverso due principali filoni di discussione: “Agroscience” e “Agrocoolture”. Dieci tavoli di co-progettazione, a cui parteciperanno oltre 300 esperti, avranno poi il compito di approfondire le dimensioni dello sviluppo intorno a dieci principali temi di discussione: Generazione 3.0; Generazione Dop; Generazione mediterranea; Generazione frodi zero; Generazione Europa; Generazione Fame Zero; Generazione SprecoZero; Generazione Impatto zero; Generazione Expo; Generazione in rete. Il giorno 22 luglio si terrà la cerimonia conclusiva con esperti ed autorità. Interverranno il Commissario Salvatore Parlato e i Commissari delegati Alessandra Gentile e Michele Pisante.

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Alluvione a Messina. Non abbiamo parole

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Editoriale fidest. Di proposito non ci siamo associati ai “ragazzi del coro” nel riportare le dichiarazioni che a tutti i livelli i rappresentanti delle istituzioni hanno rilasciato ai media e dove hanno fatto sfoggio di una retorica di cui sono stati da sempre maestri. In queste ore di dolore, di rabbia per una tragedia che, se non si poteva evitare, di certo si poteva contenere se invece di giocare alla politica i nostri amministratori avessero dato la precedenza alle opere di contenimento e concesso qualche licenza di costruzione in meno. Persino, da ciò che apprendiamo dalla lettura dei lanci di agenzia, il sottosegretario Bertolaso dichiara che è molto difficile gestire i soccorsi in mezzo ad un mare di fango e di detriti di varia natura. Non ci sentiamo di prendercela solo con l’attuale governo. Questo è il frutto di decenni di abusi, di corruzioni, di intrallazzi. E’ il grosso nodo che oggi giunge al pettine e ci auguriamo che possa essere l’ultimo, anche se temiamo che il fondo non sia stato ancora toccato. Che dire di più? Non vogliamo aggiungere altra rabbia a quella che già chi ci legge ha in corpo e che si aggiunge ai tanti che oggi guardano le loro strade trasformate in un mare di fango e le loro case diroccate e la montagna che si è letteralmente sbriciolata e che si poteva contenere se gli interventi, dopo i danni che aveva provocato due anni fa, fossero stati tempestivi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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