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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘metabolism’

E’ italiana la presidenza della prestigiosa Società Europea di Endocrinologi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Andrea GiustinaIl professor Andrea Giustina, Full Professor of Endocrinology and Metabolism all’Università Vita e Salute San Raffaele e attuale Presidente di GIOSEG (Glucocorticoid induced osteoporosis skeletal endocrinology group) è stato eletto con il 65% dei voti a favore. Il Prof. Giustina sarà in carica per il prossimo quadriennio dapprima come Presidente eletto (verrà proclamato al prossimo Congresso Europeo di Endocrinologia che si terrà a Lisbona dal 20 al 23 maggio 2017) e successivamente come Presidente dal 2019 al 2021.Tra i principali obiettivi della Presidenza Giustina pone il rafforzamento della presenza italiana nell’ambito dei programmi di ricerca europei lavorando a sempre più stretto contatto con le Istituzioni nazionali e continentali , lo sviluppo di iniziative dedicate ai giovani endocrinologi per facilitarne la mobilità in Europa aumentando anche l’attrattività’ italiana per ricercatori che dall’estero vogliano crescere presso le Istituzioni di eccellenza del Paese ed infine la promozione di un vero core curriculum pan-europeo che superi le storiche disparità tra le differenti nazioni.
La Società Europea di Endocrinologia è stata creata per promuovere la ricerca di pubblica utilità, l’educazione e la pratica clinica in endocrinologia, per l’organizzazione di conferenze, corsi di formazione e pubblicazioni, e sensibilizzare l’opinione pubblica, di concerto con i legislatori nazionali e internazionali su tutte le tematiche in campo endocrino e metabolico .Le principali attività includono l’organizzazione dell’annuale Congresso Europeo di Endocrinologia oramai punto di riferimento e di incontro imprescindibile per gli endocrinologi europei. ESE organizza anche una serie di laurea. ESE ha cinque riviste ufficiali; European Journal of Endocrinology , Journal of Endocrinology , Journal of Molecular Endocrinology , Cancer endocrino-correlati e di un interdisciplinare Open Access Journal, Endocrine Connections , lanciato nel 2012. Tra di loro le riviste coprono l’intero spettro di endocrinologia e aiuto per aumentare il profilo di europei endocrinologia.La Società Europea di Endocrinologia è stata registrata presso la Charity Commission il 7 aprile 2008, il numero di registrazione di beneficenza 1.123.492.

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La visita diabetologica è un vero ‘salvavita’

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

ospedale bergamoRiccione. Un lavoro effettuato in collaborazione tra l’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, la Regione Lombardia e la Diabetologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, appena pubblicato sulla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease, suggerisce che la visita diabetologica è un vero e proprio ‘salvavita’. Le persone assistite dal diabetologo presentano infatti una mortalità ridotta del 29 per cento rispetto ai diabetici non seguiti presso i centri diabetologici. La ricerca si è focalizzata sulle complicanze cardiovascolari in rapporto alle prescrizioni dei farmaci nelle persone con e senza diabete nell’anno 2002 e nell’anno 2012, rilevando una riduzione delle malattie cardiovascolari e della mortalità nell’arco di questo decennio, in concomitanza con un aumento delle prescrizioni di farmaci che agiscono sui fattori di rischio cardiovascolare (anti-ipertensivi, ipolipidemizzanti, anti-aggreganti piastrinici) e con l’introduzione di nuovi farmaci antidiabete.
“Nel lavoro – afferma il professor Enzo Bonora, presidente della Fondazione ‘Diabete Ricerca’ – emerge inoltre chiaro e forte un messaggio che dovrebbe essere portato all’attenzione di chi ha la malattia, di chi assiste le persone con diabete e di chi alloca le risorse per l’assistenza diabetologica: la visita diabetologica è un vero e proprio ‘salvavita’. Nello studio, che ha coinvolto quasi 2 milioni di cittadini di età fra 45 e 84 anni negli anni 2002 e 2012, di cui circa 150 mila con diabete, assistiti da 7 ASL lombarde (Brescia, Lecco, Mantova, Milano, Varese, Sondrio, Valcamonica), il rischio di morire per qualsiasi causa era ridotto del 29 per cento in presenza di assistenza diabetologica. Una percentuale di riduzione che assomiglia a quella osservata grazie all’impiego di alcuni dei farmaci che oggi consideriamo ‘salvavita’ come statine, ACE inibitori o sartani”.
Nel 2012 i casi di morte per tutte le cause fra le 183.286 persone con diabete sono stati 6.075, con tassi più che tripli rispetto ai non diabetici (3.3 per cento rispetto a 0.9 per cento). Fra i diabetici assistiti nelle strutture diabetologiche, cheerano 80.692 (pari al 44 per cento del totale), a fronte di circa 2.650 morti attesi se il tasso fosse stato identico in chi frequentava e in chi non frequentava le strutture specialistiche, si sono osservati circa 500 morti in meno, dopo aver tenuto conto delle differenze di sesso ed età. “Estrapolando il dato all’intera Italia, dove è attiva da molti anni una fitta rete di strutture specialistiche – prosegue Bonora – si potrebbero evitare circa 10 mila morti l’anno tra i circa 1,8 milioni di assistiti nelle strutture diabetologiche italiane. Un numero di cui non si può non tenere conto nel momento delle scelte alternative: vado o non vado al centro di diabetologia?; mando o non mando il mio paziente dal diabetologo?; mantengo e magari potenzio le strutture diabetologiche italiane o le rimpiazzo con altri tipi di assistenza”. “Il Piano Nazionale della Malattia Diabetica del Ministro della Salute – afferma il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia – ha consolidato il modello italiano di cura della malattia che consta, oltre che dei medici di famiglia, di una rete capillare di centri specialistici diffusi su tutto il territorio nazionale, basati su competenze multi-professionali (diabetologo, infermiere, dietista, talora psicologo e/o podologo, e secondo necessità cardiologo, nefrologo, neurologo, oculista) e che forniscono con regolarità consulenze per circa il 50 per cento delle persone con diabete, prevalentemente, ma non esclusivamente, quelle con malattia più complessa e/o complicata. Per effetto di questa rete l’Italia è il Paese occidentale con il più basso livello medio di HbA1c e i più bassi tassi di complicanze croniche e di eccesso di mortalità nelle persone con diabete. (foto: ospedale bergamo, laboratorio)

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Virtù nascoste degli aminoacidi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2016

aminoacidsiNel 2010, con uno studio pubblicato sull’autorevole Cell Metabolism, si era dimostrato un ‘elisir di lunga vita’, oggi si propone, in un nuovo lavoro pubblicato online sulla rivista internazionale di ricerca Antioxidants and Redox Signaling, come soluzione per un problema sicuramente rilevante e frequente in chi quotidianamente prende una categoria di farmaci – le statine – che tanta parte hanno nella prevenzione delle malattie cardiovascolari in chi ha colesterolo elevato o altri fattori di rischio.Stiamo parlando degli aminoacidi, o meglio di “una miscela di aminoacidi arricchita in aminoacidi a catena ramificata, cioè leucina – il più importante per le sintesi proteiche -, isoleucina e valina”, spiega Enzo Nisoli, del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università degli Studi di Milano, che ha coordinato i tre gruppi di ricerca coinvolti nei due studi. “Si tratta di un mix di sostanze fondamentali per l’organismo che, somministrato ai topi di laboratorio con la dieta giornaliera, aveva dimostrato la capacità di allungare la sopravvivenza media di circa il 12%. Oggi, nello stesso tipo di animale, la miscela si è mostrata protettiva nei confronti di un rilevante effetto collaterale che si può manifestare in chi prende le statine. Infatti, secondo molti studi, fino al 10 o addirittura al 20% di chi utilizza questa categoria di farmaci può sviluppare una qualche forma di danno muscolare o miopatia. Tali condizioni si possono manifestare con dolori e crampi muscolari o affaticamento, anche se molte volte rimangono asintomatiche”, prosegue Nisoli. Lo studio, condotto utilizzando una miscela che ha la stessa composizione di un integratore alimentare già disponibile in farmacia – Aminotrofic, che contiene 11 aminoacidi cosiddetti essenziali, perché non sintetizzabili dall’organismo, e quindi ottenibili solo con l’alimentazione – “ha evidenziato che questa miscela evita le alterazioni strutturali e funzionali delle cellule muscolari negli animali trattati con la rosuvastatina”, aggiunge Giuseppe D’Antona, Direttore del Centro di Medicina dello Sport di Voghera dell’Università degli Studi di Pavia e coautore del lavoro. La questione non è di poco conto, se si considera che nel mondo, ogni giorno, sono più di 400 milioni le persone che fanno uso di statine. “Ma potrebbero aumentare di molto – dice ancora Nisoli – perché le ultime linee guida americane per il trattamento dell’ipercolesterolemia – elaborate nel 2013 dall’American College of Cardiology e dall’American Heart Association – anche se tuttora oggetto di ampio dibattito nella comunità scientifica, tendono ad allargare la platea di persone che potrebbe trarre beneficio dall’impiego di statine. Tanto è vero che un editoriale di JAMA, già un paio di anni fa, ipotizzava il raggiungimento in pochi anni del miliardo di utilizzatori, sulla base di queste indicazioni.” “Certo, i nostri sono studi condotti sull’animale, ma rappresentano sicuramente un’importante indicazione per la prevenzione di una complicanza che costringe spesso chi ha bisogno di assumere le statine a dover sospendere la terapia”, sostiene Nisoli. Gli studi clinici nell’uomo, svolti con questa miscela di aminoacidi, dimostrano una notevole efficacia nel migliorare i deficit muscolari nei pazienti anziani o in quelli affetti da sarcopenia, cioè con ridotta massa e funzione dei muscoli, o ancora in soggetti con problemi respiratori cronici, che spesso si accompagnano a diminuita capacità all’esercizio fisico. “Il nostro impegno adesso – conclude Nisoli – sarà quello di estendere gli studi anche alle persone che assumono le statine. Ma fin da ora ci sembra di poter dire che la supplementazione con specifiche miscele di aminoacidi sia efficace per migliorare la fitness muscolare, soprattutto degli anziani”.

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Accera, inc. launches neuera pharmaceuticals, inc.

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Accera, Inc., a biotechnology company delivering breakthrough therapies in central nervous system (CNS) diseases, announced today the formation of Neuera Pharmaceuticals, Inc., a drug development company. The new company  will focus on the discovery and development of proprietary small molecule  drugs for acute and chronic neurological conditions where the mechanism of  defective energy metabolism or hypometabolism is involved. Neuera Pharmaceuticals will operate as a wholly owned subsidiary and will be spun out of Accera as a stand-alone company after the completion of a  US$12 million series A financing round. Existing Accera investors have  already committed to participate in the capital raise. Some of Accera’s management and staff will join the newly formed company, and the current  small molecule pipeline at Accera including the preclinical compounds,  AC-0523 and AC-8632, have been transferred to Neuera. In addition to in-house  development of small molecules, Neuera Pharmaceuticals is actively pursuing  the license or acquisition of late clinical-stage products for CNS diseases  or conditions that complement the hypometabolism platform. Numerous peer-reviewed articles have documented hypometabolism as a physiological hallmark of Alzheimer’s disease. Defective metabolism of glucose has been shown to precede the onset of symptoms or diagnosis of AD and worsens as the disease progresses. Axona was developed as a substitute for glucose when it cannot be metabolized by neurons in the brain.
Accera, Inc. is a privately held commercial-stage biotechnology company that developed and now markets Axona in the US. Axona is a prescription-only medical food intended for the clinical dietary management of the metabolic processes associated with mild-to-moderate Alzheimer’s disease. In clinical trials, Axona has been shown to safely improve cognitive function and memory in AD patients. Axona addresses the hypometabolism or defective metabolism of glucose that occurs in those areas of the brain that are involved in Alzheimer’s disease. Accera engages in research, development and commercialization of other clinical applications for Axona. http://www.about-axona.com.
Neuera Pharmaceuticals, Inc. is a wholly owned subsidiary of Accera, Inc. engaged in the discovery and development of small molecule drugs for the treatment of neurodegenerative diseases and other neurological conditions. Through its proprietary scientific platform for hypometabolism, Neuera is developing drugs for Parkinson’s disease, Huntington’s disease, and other neurological conditions such as epilepsy and traumatic brain injury. http://www.accerapharma.com.

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