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Posts Tagged ‘metano’

Inchiesta Reuters impianti metano in Lombardia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

La Lombardia sta soffocando. La Politica deve impegnarsi immediatamente per trovare il modo di controllare e ridurre le emissioni di metano, un gas climalterante, 80 volte più potente della Co2”. A denunciare il fatto è Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5s Lombardia. Un assist a quanto il consigliere pentastellato denuncia, arriva da un’Ong americana: la Clean Air Task Force. L’Organizzazione ha usato delle telecamere agli infrarossi scoprendo pesanti fuoriuscite dagli impianti di petrolio e gas in tutta Europa, compresi quelli lombardi.In Lombardia ci sono 5 impianti di gas attivi: sono 3 in provincia di Cremona (Sergano, Ripalta cremasca, Bordolano) e 2 in provincia di Milano (Brugherio e Settala), a questi si aggiunge quello nel Lodigiano a Cornegliano Laudense. “È da inizio legislatura – spiega Degli Angeli – che sollecitiamo l’assessorato regionale per richiedere azioni di tutela e a salvaguardia del benessere ambientale”. Il consigliere Degli Angeli ha già compiuto diverse azioni politiche: nel luglio 2018 ha depositato l’ Odg 33, approvato poi dalla Giunta, con l’obiettivo di promuovere il monitoraggio ambientale. Il 20 novembre 2020, a distanza di oltre due anni, ha depositato l’interrogazione 2898 per comprendere a che punto sia lo stato attuativo dell’Odg. Commenta Degli Angeli: “La Lombardia è un vero e proprio hub del gas e, purtroppo, ci sono massicce quantità di perdite di metano documentate non solo in Lombardia, ma in tutta Italia. Sono seriamente preoccupato: da quanto si può evincere dai documenti autorizzativi per alcuni siti di stoccaggio, in Lombardia ci sono perdite fisiologiche di circa l’uno per mille del gas movimentato”. Numeri alla mano, si tratta di milioni di metri cubi. “Non è certo un caso – sottolinea Degli Angeli – che le attività di stoccaggio di gas siano considerate a rischio di incidente rilevante (RIR) e sottostanno alla cosiddetta normativa Seveso. Il metano ha infatti un effetto serra che è 80 volte più potente del anidride carbonica ed è responsabile di almeno il 25% del riscaldamento globale: È assurdo che il Governo Draghi non scelgano di contrastare questo fenomeno”. Conclude Degli Angeli: “Considerando come l’impatto del metano sia devastante per la salute dei cittadini e dell’ambiente e considerando le risposte e le azioni poco convincenti messe in campo finora, riporterò la questione in consiglio Regionale. Non demordo”.

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Emissione naturale geologica di metano in atmosfera

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Uno studio innovativo recentemente pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” di Nature, ha determinato la quantità di metano emessa da una singola manifestazione di gas naturale, una delle più grandi del pianeta, denominata Lusi, in Indonesia. L’indagine, che si basa sull’integrazione dei dati acquisiti sul terreno con dati satellitari, suggerirebbe che alcune stime delle emissioni globali di metano geologico basate sul carbonio-14 (radiocarbonio) sono sottostimate.Le emissioni geologiche di gas dai bacini sedimentari petroliferi rappresentano una componente naturale del budget atmosferico di metano.Tuttavia, la quantità globale di metano geologico rilasciata in atmosfera è oggetto di vari studi, alcuni in contrasto tra loro. Infatti, mentre le stime di tipo statistico, basate sui flussi misurati sul terreno, suggeriscono una emissione globale di circa 50 milioni di tonnellate di metano all’anno, altre stime, basate su analisi del radiocarbonio (carbonio-14) in carote di ghiaccio dell’era preindustriale, suggeriscono valori molto più bassi, tra 0,1 e 5,4 milioni di tonnellate all’anno. Lo studio ora pubblicato è stato condotto dal Center for Earth Evolution and Dynamics (CEED) dell’Università di Oslo (Norvegia) in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con il Netherlands Institute for Space Research di Utrecht (SRON) e con l’agenzia indonesiana Pusat Pengendalian Lumpur Sidoarjo (PPLS).I ricercatori hanno analizzato la spettacolare manifestazione di emissione di gas metano che si è sviluppata nel 2006 sull’isola di Giava, in Indonesia. L’area, soprannominata Lusi, ha continuato da allora ad emettere acqua, petrolio, gas e fango, con eruzioni in grado di espellere fino a 180.000 m3 di fango al giorno e pennacchi di vapore che raggiungono diverse decine di metri di altezza.
Lusi è un fenomeno geologico alimentato dalle elevate pressioni dei fluidi nelle rocce sedimentarie e dalle alte temperature derivanti dall’interazione con il vicino complesso vulcanico di Arjuno-Welirang. Si tratta, quindi, della manifestazione superficiale di un sistema ibrido sedimentario-idrotermale. Il gas che fuoriesce, ricco di anidride carbonica (CO2) e metano (CH4), viene espulso in atmosfera da due crateri centrali e da migliaia di punti di emissione minori (satellite seeps) che coprono un’area di 7,5 km2. Fino ad ora, la quantità di gas effettivamente rilasciata in atmosfera da questo sito era sconosciuta.
I risultati ottenuti dai ricercatori suggeriscono che la quantità di gas metano emessa da Lusi è proporzionalmente coerente con il livello di flusso di metano (il cosiddetto “fattore di emissione”) tipicamente rilasciato da altre manifestazioni simili di gas naturale terrestre come, ad esempio, i vulcani di fango. Ciò significa che se le misurazioni provenienti da questi siti venissero combinate a livello mondiale, le stime globali arriverebbero a indicare una emissione di metano geologico più vicina a quella definita con criteri statistici, basate sui flussi misurati sul terreno (dell’ordine di 50 milioni di tonnellate di metano all’anno), piuttosto che quella, praticamente irrisoria, basata sulle valutazioni effettuate con il radiocarbonio nelle carote di ghiaccio.

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Strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi la strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano. Dopo il biossido di carbonio, il metano è il secondo più importante agente dei cambiamenti climatici. È anche un potente inquinante atmosferico locale che causa gravi problemi di salute. La lotta contro le emissioni di metano è pertanto essenziale per conseguire gli obiettivi climatici per il 2030, la neutralità climatica entro il 2050 e per contribuire all’ambizione della Commissione di azzerare l’inquinamento. La strategia definisce misure per ridurre le emissioni di metano in Europa e a livello internazionale: contiene interventi legislativi e non legislativi nei settori dell’energia, dell’agricoltura e dei rifiuti, che insieme rappresentano circa il 95 % delle emissioni di metano associate all’attività umana nel mondo. La Commissione collaborerà con i partner internazionali dell’UE e con l’industria per conseguire riduzioni delle emissioni lungo la catena di approvvigionamento. Una delle priorità della strategia è migliorare la misurazione e la comunicazione delle emissioni di metano. Attualmente il livello di monitoraggio varia secondo i settori e gli Stati membri e nell’intera comunità internazionale. Oltre alle misure a livello dell’UE volte a rafforzare le norme in materia di misurazione, verifica e comunicazione, la Commissione sosterrà la creazione di un osservatorio internazionale delle emissioni di metano in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, la Coalizione per il clima e l’aria pulita e l’Agenzia internazionale per l’energia. Il programma satellitare Copernicus dell’UE migliorerà la sorveglianza e contribuirà a individuare i super emettitori mondiali e le principali perdite di metano.Per ridurre le emissioni di metano nel settore dell’energia si proporrà l’obbligo di migliorare il rilevamento e la riparazione delle perdite nelle infrastrutture del gas e si valuterà l’opportunità di legiferare per vietare le pratiche di routine di combustione in torcia e di rilascio in atmosfera. La Commissione avvierà un dialogo con i partner internazionali ed esaminerà l’eventualità di norme, obiettivi o incentivi per le importazioni di energia nell’UE, con i relativi strumenti di esecuzione.La Commissione migliorerà la comunicazione delle emissioni prodotte dall’agricoltura attraverso una migliore raccolta di dati e promuoverà opportunità di riduzione delle emissioni con il sostegno della politica agricola comune. L’accento sarà posto principalmente sulla condivisione delle migliori pratiche nelle tecnologie innovative di riduzione del metano, diete animali e gestione della riproduzione. Contribuiranno anche la ricerca mirata sulla tecnologia, soluzioni basate sulla natura e cambiamenti alimentari. I rifiuti umani e agricoli organici non riciclabili possono essere usati per produrre biogas, biomateriali e prodotti biochimici, in modo da generare flussi di reddito supplementari nelle zone rurali ed evitare nel contempo le emissioni di metano. La raccolta di questi rifiuti sarà pertanto ulteriormente incentivata.Nel settore dei rifiuti la Commissione valuterà l’opportunità di ulteriori azioni per migliorare la gestione dei gas di discarica, sfruttandone il potenziale di consumo energetico riducendo nel contempo le emissioni, e riesaminerà la legislazione pertinente sulle discariche nel 2024. Ridurre al minimo lo smaltimento dei rifiuti biodegradabili nelle discariche è fondamentale per evitare la formazione di metano. La Commissione valuterà la possibilità di proporre ulteriori ricerche sui rifiuti nelle tecnologie del biometano. Riesaminerà inoltre il regolamento sulla condivisione degli sforzi e valuterà la possibilità di estendere il campo di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali ai settori che emettono metano non ancora inclusi.

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Passare al metano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

Conviene sempre di più in specie ora con la “verde” attorno agli 1,55 euro. Il risparmio si fa sempre più sostanzioso: con un auto compatta circa 100 euro al mese per chi fa 18 mila chilometri l’anno, e di più per percorrenze superiori. Con il gasolio sopra a 1,4 euro per litro, anche le city car diesel perdono il primato del risparmio: con il metano a una Fiat Panda bastano 3,7 Euro per fare 100 km, mentre con il gasolio ne servono più di 6,5. Lo conferma Gas Natural Vendita, società italiana della multinazionale dell’energia Gas Natural Fenosa, che ha evidenziato come i continui rincari alla pompa favoriscano sempre più chi va a metano. E questo soprattutto in Italia, ove la minor spesa per acquistare il carburante vede vincere nettamente il metano. “Il vantaggio del metano sulla benzina è sempre più forte – ha dichiarato  Carlos Escolies, Amministratore Delegato di Gas NaturalVendita – Oggi, bastano 15 mila chilometri per risparmiare 1000 euro, e con  una percorrenza annua di  18 mila  chilometri e un’auto compatta  se ne risparmiano 100 al mese:  come avere un aumento

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Eolico 2009: installati 37.466 MW

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2010

Diecimila centosessantatre megawatt di potenza elettrica sono stati installati in Europa nel corso del 2009. Questo è il risultato a consuntivo del settore eolico nello scorso anno, che significa (a livello di potenza, non di produzione) l’equivalente di dieci centrali termoelettriche di grande potenza (1.000 MW). A guidare il mercato sono sempre Germania e Spagna, con 1.917 e 2.459 MW rispettivamente. Terza al fotofinish l’Italia che “eroicamente” (viste le difficoltà di allacciamento alla rete di alta tensione italiana), ha installato 1.114 MW. Questi dati confermano il buon periodo per l’eolico che anche nel 2009 a livello europeo è stata la fonte di generazione elettrica maggiormente installata. In altre parole su un totale di quasi 26 mila nuovi MW, il 39% è stato eolico, seguito dal metano (26%) e dal fotovoltaico (16%). I megawatt relativi a nuovi impianti ad olio combustibile, per avere un confronto, sono stati solo 573 e 493 (1,7%) l’incremento del nucleare (a fronte di 1.300 megawatt dimessi). Questi dati indicano che le fonti rinnovabili costituiscono più della metà delle nuove installazioni (61%). Risultati positivi anche oltreoceano perché i dati dell’American Wind Energy Association (AWEA) indicano che negli Stati Uniti grazie ad un trimestre finale record sono stati installati 9.922 MW di eolico. Ma a battere tutti, anche in questo campo, è stata la Cina che ha messo in piedi 13 mila MW, raddoppiando praticamente in un anno la sua potenza installata e balzando in cima alla classifica mondiale. Il segretario generale dell’associazione di categoria delle industrie del settore delle rinnovabili, Li Junfeng, ha dichiarato che col tasso di crescita del 2009 il target non ufficiale di 150 mila MW da installare entro il 2020 sarà raggiunto anticipatamente. In Asia, dietro alla Cina muove i primi passi l’India con un installato di 1.270 MW. Grazie ai nuovi 37.466 MW, a inizio 2010 risultano pertanto installati nel mondo 157.899 MW.

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Incentivi gpl e metano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

San Lazzaro di Savena dal 14 dicembre è aperto il bando di partecipazione per l’assegnazione di incentivi ai residenti nel comune di San Lazzaro di Savena per la conversione a metano o a GPL degli autoveicoli alimentati a benzina (pre-euro, euro 1, euro 2, euro 3, euro 4 e successivi). Il contributo è di 500 euro per le auto convertite dall’1-12-2009 in poi. E’ concessa l’erogazione di un solo contributo per ogni persona fisica o giuridica a seguito dell’avvenuta trasformazione dell’impianto. Il contributo non è cumulabile con analoghi incentivi pubblici e potrà essere riconosciuto solo fino ad esaurimento del fondo. Il Comune, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, ha aderito al VII Accordo Regionale di Qualità dell’Aria 2008-2009, che ha come finalità l’incentivazione all’uso di veicoli eco-compatibili, nel rispetto dell’ambiente, per la riduzione delle sostanze inquinanti emesse in atmosfera. Per questo l’Amministrazione Regionale ha concesso al Comune di San Lazzaro di Savena un contributo di 55.056 euro da destinare alle persone fisiche e giuridiche residenti per la conversione a metano o GPL di un’auto alimentata a benzina. La domanda va presentata a partire dal 14 dicembre 2009:  consegnandola direttamente agli sportelli dell’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle 13, il giovedì dalle ore 8 alle 18; per posta raccomandata A/R indirizzandola all’ Ufficio Ambiente, piazza Bracci n.1 – 40068 San Lazzaro di Savena. Le domande presentate prima di questa data non saranno prese in considerazione.

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Le auto ecologiche nel Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

Delle 3.794.549 autovetture che circolano attualmente nel Lazio solo 119.190 (3,14%) sono ecologiche cioè a metano, Gpl o elettriche. La stragrande maggioranza (96,86%) delle auto in circolazione sulle strade laziali è infatti costituita da auto a benzina (58,07%) ed a gasolio (38,79%). Questi dati emergono da un’analisi condotta dall’Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) su dati Aci. L’analisi contiene anche la graduatoria per densità di auto ecologiche delle singole province laziali. In testa alla classifica Rieti (4,97%), seguono nell’ordine Latina (4,94%), Frosinone (4,74%), Viterbo (3,12%) e la capitale Roma (2,66%) che chiude la graduatoria delle province del Lazio.

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Nuovo catalizzatore per la combustione del metano

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

É possibile grazie a un nuovo catalizzatore scoperto da un team di ricercatori della Sissa di Trieste, dell’Università degli Studi di Udine e del Centro di simulazione numerica Democritos, in collaborazione con l’Istituto delle tecniche energetiche dell’Università della Catalogna, a Barcellona.  Sulla rivista Angewandte Chemie International Edition  i ricercatori hanno pubblicato uno studio che descrive la sintesi e i processi di funzionamento di un nuovo catalizzatore per la combustione del metano, in grado di favorire un uso più pulito ed efficiente delle risorse energetiche. Per la cui attivazione è necessario un minor contenuto di metallo prezioso, con conseguente beneficio economico.  I catalizzatori in genere sono realizzati da un supporto in materiale ossido resistente al calore e da materiale attivo cataliticamente come il platino, il rodio o altri metalli preziosi. “I nuovi catalizzatori più attivi – precisa Fabris – sono quelli in cui anche il materiale ossido entra in gioco nel processo di trasformazione chimica: il nostro funziona come una spugna di ossigeno, partecipa cioé attivamente alla reazione immagazzinando o rilasciando ossigeno reattivo, che può essere direttamente coinvolto nei processi ossidativi per la trasformazione, per esempio, di un inquinante quale il monossido di carbonio in anidride carbonica. Così facendo vengono risolti due problemi importanti: il costo e l’efficienza. Riducendo la quantità del metallo presente nel catalizzatore si riducono i costi. Comprendendo a livello atomico come inserire in modo specifico gli atomi di metallo all’interno dell’ossido, il catalizzatore diventa più efficiente e resta attivo più a lungo” L’analisi microscopica ha permesso di ricondurre l’attività chimica alla formazione di nanostrutture ordinate che non soffrono della deattivazione quando esposte ad alta temperatura, consentendo così di intervenire positivamente sul punto che limita l’attuale tecnologia. L’importanza del lavoro è stata sottolineata dagli editori della rivista, che lo hanno selezionato e incluso nella categoria speciale dei contributi particolarmente significativi (Hot Paper) in un campo di altissimo interesse e in rapido sviluppo. Angew. Chem. Int. Ed. è la rivista con il più alto impact factor nelle scienze chimiche, seconda, in questo campo, solo a Science o Nature.  La ricerca è stata realizzata grazie a un contributo del Miur (progetto PRIN) e della Regione Friuli Venezia Giulia.

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