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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘metodo’

Scuola: Primaria, per il ministro Fioramonti bisogna cambiare metodo. Anief apprezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Cambiare la didattica della scuola fino a 11 anni coinvolgendo di più e obbligando di meno: chiedere ad un bambino di 8 anni di stare seduto quattro ore non è il massimo. A dirlo, in un’intervista a La Stampa, è stato il ministro dell’Istruzione, il quale fa riferimento ad una scuola ideale come “luogo dove si possa imparare con serenità e metodi interattivi”, perché “le nuove generazioni dimostrano che si apprende meglio coinvolgendo e non obbligando”.Il presidente Anief Marcello Pacifico raccoglie la sfida, chiede un confronto sul tema e rilancia: si ritorni ai moduli nella scuola primaria, come ai docenti specialisti di lingua inglese. Nel primo ciclo è poi giunta l’ora dell’educazione motoria come disciplina curricolare e dire basta ai progetti di attività fisica a pagamento. In tutti i corsi scolastici è bene anche che si ripristini l’organico Ata tagliato negli ultimi dieci anni: parliamo di oltre 50 mila posti. Come serve un piano straordinario per l’assunzione delle maestre con diploma e laurea magistrale e la conferma dei ruoli assegnati con riserva dopo il superamento dell’anno di prova, come ha chiesto e continuerà a chiedere Anief con emendamenti ad hoc nella Legge di Bilancio 2020 e al decreto salva-precari. Da anni si parla di migliorare la didattica, ma poi non si fa nulla di concreto. Per il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti è importante mettere mano anche al metodo e all’approccio alle discipline, cercando, a partire dalla primaria, di trovare le modalità di coinvolgere il più possibile gli allievi, senza modi troppo coercitivi.

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Sandplay Therapy, il metodo analitico più diffuso al mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Mag 2015

DoraKalff2Roma 16-17 maggio convegno IdO con esperti Aisp e Isst nell’Aula magna dell’I. C. Regina Elena, in via Puglie 4 dalle 9 alle 18. La Sandplay therapy un approccio di tipo analitico che fa parte della psicologia del profondo junghiana. Ideata negli anni ’50 da Dora Kalff, analista svizzera, si è diffuso in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Brasile, Canada, Israele, Europa, Giappone, Svizzera, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Sudafrica e Taiwan. Forse, tra tutti gli approcci psicoanalitici, la Sandplay therapy è il più utilizzato per la sua facilita di applicazione sia in età evolutiva che in età adulta. A gestirlo sarà Carla Cioffi, neuropsichiatra infantile, socio-didatta dell’Associazione per la ricerca in psicologia analitica (Arpa), associata dell’Associazione internazionale per la psicologia analitica (Iaap), socio didatta dell’Associazione italiana per la Sandplay therapy (Aispt) e associata della Società internazionale di schema therapy (Isst).
Il gioco della sabbia è nato come lavoro psicoterapeutico con i bambini. “Propone per l’appunto un gioco- afferma Cioffi- un metodo non verbale che li aiuta ad esprimersi attraverso un percorso di immagini.I terapeuti della sabbia -dice il medico- osservano il processo psicologico e trasformativo dei pazienti tramite le immagini che si susseguono sulla sabbia e in cui appaiono rappresentati non solo i loro traumi ma anche le loro possibilità di guarigione. Sulla sabbia agiscono due sinergie: il conscio e l’inconscio, che insieme creano immagini, sviluppano associazioni e risvegliano ricordi”.
La terapeuta supporta minori con difficoltà di tipo emotivo-comportamentale “Hanno un’intelligenza indenne ma con un funzionamento alterato. Gli adolescenti che vedo- prosegue l’analista- hanno problematiche importanti e sono spesso bloccati nella loro crescita evolutiva, possono presentare disturbi alimentari, di attenzione o di comportamento”.
La Sandplay Therapy non può essere esercitata da tutti. “Per praticarla bisogna essere psicoterapeuti e aver seguito un percorso di analisi personale e con le sabbie”. Sabato 16 maggio Cioffi inquadrerà questo approccio analitico da un punto vista storico culturale, nell’evoluzione della Psicologia analitica del Novecento, per passare poi agli aspetti teorici e alle applicazioni pratiche della metodologia. Inoltre, l’esponente dell’Aisp presenterà il caso clinico di un bambino di 8 anni attraverso la lettura di 7 sabbie.
Nel pomeriggio ci sarà Eva Pattis Zoja, analista junghiana per l’infanzia (Cipa/Iaap) terapeuta anch’ella della Sandplay therapy (aispt/isst) e fondatrice della International association of expressive sandwork (Iaes), che presenterà il ‘Sandwork espressivo: una proposta terapeutica in situazioni di abbandono e violenza’.
Il Sandwork è stato ideato dalla stessa Pattis Zoja come supporto psicologico da applicare nelle situazioni di emergenza, guerra, catastrofi naturali e degrado sociale in genere. Al seminario IdO la fondatrice dell’Iaes mostrerà il lavoro svolto in situazioni di estrema difficoltà umana e psicologica.
La due giorni di formazione terminerà domenica 17 maggio, e nel corso della giornata verranno proiettati video e immagini sulla Sandplay Therapy per stimolare e attivare un vero e proprio laboratorio esperienziale con i presenti.
L’Aisp è associata all’Isst, presente in tutto il mondo. “Ci sono esperti di Sandplay Therapy- conclude Cioffi- che da tanti anni girano il mondo per portare la formazione alla Sandplay therapy anche nei paesi emergenti e far uscire la pratica clinica da un approccio esclusivo dei paesi culturalmente più avanzati”

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Regno Unito: disabilità uditive

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 gennaio 2015

colettiIl Professor Colletti dona l’udito a una piccola paziente inglese con un’operazione mai realizzata prima d‘ora. I costi sono rimborsati dal sistema sanitario britannico, che ha riconosciuto il “Metodo Colletti” Il Professor Vittorio Colletti, insieme alla sua equipe, ha realizzato con successo presso una struttura milanese un intervento su una bambina inglese affetta sin dalla nascita da sordità a entrambi gli orecchi. Ora può sentire per la prima volta grazie a un impianto tronco-encefalico bilaterale. L’intervento bilaterale sequenziale, realizzato per la prima volta al mondo su una piccola paziente, ha avuto una durata di quattro ore e ha dato esito positivo. Colletti, luminare nel campo dell’otorinolaringoiatria e padre dell’orecchio bionico troncoencefalico nei bambini, ha al suo attivo oltre 107 interventi su soggetti in età evolutiva con questa tecnica di sua invenzione, che ha donato l’udito a piccoli pazienti provenienti da tutto il mondo.
Il “Metodo Colletti” ha come obiettivo primario rendere l’intervento il meno invasivo possibile, miniaturizzando la strumentazione chirurgica, riducendo il trauma e la degenza in ospedale. Si tratta di un’operazione unica nel suo genere, volta a posizionare un innovativo impianto uditivo direttamente nel tronco cerebrale; il “Metodo Colletti” è l’unico in grado di restituire l’udito ai bambini nati con disabilità uditive gravi, come ad esempio quelle che colpiscono i piccoli pazienti nati senza chiocciola o nervo acustico, elemento anatomico che connette l’orecchio al cervello. L’impianto consiste in un processore del linguaggio, esterno e in un ricevitore -stimolatore interno in silicone con elettrodi di superficie in titanio-iridio.Questo delicato intervento comporta l’apertura della scatola cranica, l’individuazione della prima stazione anatomica del sistema nervoso uditivo centrale e l’inserimento all’interno di questa sede di un impianto che attraverso i suoi 12 elettrodi è in grado fare supplire all’assenza completa della coclea e/o del nervo uditivo. Una volta inserito l’impianto, viene eseguita una serie di verifiche elettrofisiologiche, che consente di confermare il corretto posizionamento della matrice impiantata per la stimolazione selettiva delle vie uditive in assenza di interferenze su altre funzioni nervose vitali del paziente.Grazie a questo intervento il paziente è in grado di inserirsi per la prima volta nel mondo dei suoni. Potrà trarre vantaggio da un percorso riabilitativo logopedico mirato che lo aiuterà gradualmente a scoprire i rumori e i suoni dell’ambiente che lo circonda, a sviluppare specifiche abilità percettive, con la maturazione delle necessarie competenze fono-articolatorie, comunicativo-linguistiche e cognitive, così da renderlo un soggetto in grado di ascoltare e di esprimersi attraverso il linguaggio verbale.Considerata la complessità dell’intervento chirurgico, fino ad oggi l’intervento era eseguito solo monolateralmente. Grazie all’esperienza chirurgica del Prof. Colletti, maturata in 15 anni di chirurgia bionica uditiva troncoencefalica nei bambini (il più piccolo è stato operato all’età di otto mesi), l’intervento è stato reso il meno invasivo possibile, riducendo le possibili complicanze operatorie e consentendo così la possibilità di un intervento bilaterale. A questo riguardo, la letteratura audiologica ha fornito da tempo ampia documentazione sulla necessità e sui vantaggi dell’applicazione di un sussidio protesico bilaterale quali l’ascolto nel rumore e la localizzazione della fonte sonora con conseguenti importanti benefici durante il periodo critico di acquisizione del linguaggio. Al riconoscimento del “Metodo Colletti” da parte della FDA (Food and Drug Administration) l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici ed in generale della salute negli Stati Uniti, che ha autorizzato questo tipo di interventi in centri selezionati degli USA, segue oggi quello del sistema sanitario britannico che rimborsa i costi degli interventi per i piccoli pazienti del Regno Unito.

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Sanità: Governo clinico

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

“Apprendiamo con soddisfazione -ha dichiarato il Segretario Nazionale Ugl Medici Ruggero Di Biagi- che il DDL sul “governo clinico” e’ di nuovo in campo. E che il Relatore on.le Di Virgilio e’ intenzionato a portarlo avanti con la XII Commissione della Camera, accogliendo tutti gli elementi migliorativi possibili. Condividiamo pienamente non solo il metodo -ha continuato Di Biagi- ma anche e sopratutto il merito del provvedimento, che ha tra i suoi punti piu’ qualificanti, all’art. 2, l’innalzamento del Collegio di Direzione a Organo della ASL, insieme con il Direttore Generale. Questo articolo del DDL, che viene giustamente subito dopo i Principi Generali, introduce finalmente una piu’ forte e qualificata Partecipazione dei sanitari -finora di fatto esclusi- con la rappresentanza delle categorie professionali dell’Azienda, nella pianificazione e gestione dell’ Azienda. Finalmente i medici, gli infermieri, i lavoratori delle Asl avranno maggiore partecipazione alla direzione delle AA.SS.LL.. Rivolgo un forte appello -ha concluso il Segretario Ugl Medici Di Biagi- alle OO.SS. affinche sostengano l’iter del provvedimento, anche con proposte migliorative.

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Abolizione della Pena di morte in Tunisia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

La Tunisia ha abolito la Pena di morte. È il primo paese del Nord Africa a prendere questa decisione. Il nuovo corso tunisino inizia con un significativo gesto di apertura e di promozione dei diritti umani. La Comunità di Sant’Egidio, da molti anni impegnata nella battaglia per l’abolizione della pena di morte nel mondo e nel continente africano, saluta la storica decisione del nuovo Governo tunisino come un importante gesto di apertura e di difesa e promozione dei diritti umani.  Si tratta di un passaggio storico in quell’area del continente africano e indica un metodo: la necessità di prevenire divisioni e di favorire un vero e profondo processo di riconciliazione nazionale devono fare a meno dalla pena di morte e rispettare la vita, anche dell’avversario e di chi si ritiene colpevole di un crimine. E’ la base per la fine della violenza, anche a livello della società civile. La Comunità di Sant’Egidio si augura che l’esempio della Tunisia, come quello del Togo e del Gabon che in Africa, grazie anche al lavoro della Comunità, hanno ultimamente abolito la pena capitale, possa incoraggiare altri paesi africani sulla via dell’abolizione della pena capitale, ed avviare l’Africa a divenire il secondo continente, dopo l’’Europa, senza la pena di morte. Il Consiglio dei ministri tunisino ha approvato il 4 febbraio 2011 una serie di convenzioni internazionali e di protocolli non vincolanti riguardanti, in particolare, l’abolizione della pena di morte, la lotta contro la tortura e la protezione delle persone contro le scomparse forzate.  Attualmente in Tunisia i condannati a morte per impiccagione sono 130, tra cui quattro donne. L’ultima sentenza è stata eseguita nel mese di ottobre del 1991. Le condanne a morte vengono tramutate nell’ ergastolo duro.

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Metodo Montessori o parcheggio per bambini?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Roma. I docenti e i genitori del VII Circolo didattico Montessori di Roma (Via di Santa Maria Goretti-Villa Paganini-Via dei Marsi), riuniti in assemblea straordinaria, annunciano azioni di mobilitazione per evidenziare come si stiano facendo sentire presantemente gli effetti dei tagli della “riforma” Gelmini-Tremonti. Lo storico Circolo montessoriano della Capitale lancia un forte grido d’allarme, perché le riduzioni di organico e di risorse stanno già mettendo a rischio la specificità di scuola di metodo, svuotando il significato del tempo pieno e aggredendo pilastri formativi come le contemporaneità dei docenti, l’integrazione scolastica e l’ampliamento dell’offerta rispetto ai programmi ministeriali (comprese le uscite e i campi scuola).
Per questo l’assemblea straordinaria del VII Circolo Montessori di Roma ha deciso di organizzare a breve (si è proposto tra il 25 e il 29 ottobre) una settimana di “Sciopero bianco”, senza interrompere il normale orario di scuola, ma con la partecipazione attiva dei genitori nell’assicurare i servizi di vigilanza ai piani, di pulizia dei locali e di svolgimento di attività didattiche alternative durante la giornata. Sarà poi rilanciato il coordinamento con altre scuole per far ripartire la mobilitazione a livello cittadino, verranno costituiti gruppi tematici genitori-docenti per approfondire la situazione e si studierà la predisposizione di un’azione colllettiva in sede giudiziaria tra familiari dei bambini con disabilità.
La proposta metodologica della scuola si basa sull’educazione all’autonomia, sull’aiutare a far da soli. Pertanto è necessario che sia garantita un’attenzione specifica per ogni studente, nel pieno rispetto delle capacità e dei tempi di apprendimento. La formula del tempo pieno, proposta didattica di 8 ore di scuola, comprendente anche il tempo del pranzo, occasione educativa fondamentale nel metodo Montessori, implica spazi adeguati, classi di studenti non numerosi, due insegnanti in contemporaneità, collaboratori scolastici in numero sufficiente a garantire una possibilità di movimento autonomo degli studenti per lo studio e per un’applicazione concreta individuale della proposta di vita quotidiana insita nel metodo Montessori, a partire dalla Casa dei bambini.

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Il centro-destra che spara fango

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

“Ci risiamo. Quando si è difficoltà nei confronti di questo o di quel referente politico si tirano dal cappello a mo’ di coniglio vita morte e miracoli del malcapitato nella speranza di trovarci qualcosa di appetibile per la stampa forcaiola. Lo chiamano metodo Boffo, io lo definirei “disarmante ignoranza” e credo che questo sia il primo male dal combattere nello scenario politico italiano anche sul fronte degli italiani nel mondo”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà per l’Italia. “Qualche autorevole collega della compagine dei parlamentari eletti all’estero – spiega Di Biagio – si è dilettato nel rovesciare sulla mia persona un po’ di deliranti calunnie nella patetica speranza di carpire qualche attimo di gloria o – ancora peggio ad immaginarsi – nel vano tentativo di farsi strada nella piacevole dinamica dell’attribuzione delle poltrone di quello che rimane del Popolo della Libertà”. “Ecco cosa non mi piace del PdL – rilancia – la tendenza ad incriminare chi non la pensa come il leader, chi non segue a testa bassa la corrente e, a quanto noto, molti piediellini hanno fatto di questa tendenza un credo indifferibile”. “Voglio ricordare ai colleghi, e segnatamente ai seguaci del “metodo Boffo”, – conclude – che il rispetto politico non si guadagna gettando valanghe di fango contro quelli che credono in un progetto politico più vero e più rispondente alle istanze della società civile, ma lo si guadagna facendo politica. E se non abbiamo capito questo la rinascita del Paese è ancora in alto mare”.

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Stress da lavoro: un metodo per misurarlo

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

In Italia il 27% dei lavoratori, uno su 4, soffre di stress legato alla propria attività lavorativa, causa di oltre la metà delle giornate di lavoro perse in un anno. È un valore superiore alla media registrata in Europa, dove la condizione di stress interessa circa il 22% dei lavoratori, pari ad un costo economico di circa 20 miliardi di euro all’anno per perdita di giorni di lavoro e costi sanitari. Valutare il rischio di stress collegato al lavoro significa analizzare la probabilità che possano esistere rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, esattamente come per qualunque tipo di rischio associato a un’attività lavorativa. Con una particolarità: lo stress non è percepito in modo uguale da tutti e quindi la presenza di fattori di rischio non necessariamente è causa di stress per i lavoratori. Valutare i fattori oggettivi significa analizzare situazioni e processi organizzativi che possono essere correlati con situazioni di disagio, come l’esistenza di sistemi di turnazione o la ripetitività delle mansioni. In questo step è anche necessario considerare fenomeni come l’assenteismo, il turn over e i giorni di sciopero, che possono essere spia di situazioni di malessere diffuso. Nella valutazione soggettiva si dovrà invece considerare la percezione soggettiva che tutti i lavoratori hanno di questi elementi, raccogliendo i dati in forma anonima, tramite interviste, questionari o focus group.  In questo modo sarà possibile capire se eventuali fattori oggettivi di stress siano effettivamente causa di situazioni di disagio all’interno dell’azienda. In questo caso i datori di lavoro dovrebbero attivarsi per eliminare o ridurre i fattori oggettivi di stress, ottimizzando i flussi o procedure. Se questo non è possibile, si potrà procedere a una riorganizzazione interna delle risorse oppure all’introduzione di strumenti per la riduzione della percezione dello stress da parte dei propri dipendenti. Se le probabilità di rischio dovessero risultare irrilevanti è comunque consigliabile promuovere azioni orientate alla prevenzione e alla promozione della salute psico-sociale per evitare che il problema si presenti in futuro.

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Diabete: conoscere per imparare a gestirlo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Arriva anche in Italia un corso pratico rivolto ai malati per migliorare l’auto-gestione del diabete. Si svolgerà ai primi di luglio sull’esempio del Mastering your diabetes del Diabetes reasearch institute (Dri) di Miami. Lezioni ed esercitazioni, per imparare a gestire la malattia nella sua quotidianità, si terranno in contemporanea a Milano all’ospedale Niguarda, e a Palermo presso l’Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione), grazie a due istituzioni non profit, la Fondazione italiana diabete e l’associazione Insieme per il diabete, collegate al Dri Network. Il corso, pratico e interattivo, è basato sull’analisi dei profili glicemici e sul metodo della conta dei carboidrati che ha l’obiettivo di ridurre il rischio di complicanze legate a questa malattia cronica, potenzialmente debilitante e, spesso, fatale. (fonte farmacista33)

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Il “metodo a semaforo”: deputati divisi

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Strasburgo Parlamento europeo 16/6/2010 (attività legislativa dal 14/6 al 18/6)  Avendolo già respinto in precedenza in commissione parlamentare, i deputati si sono divisi circa il possibile utilizzo del cosiddetto “metodo a semaforo” che permettere al consumatore di costatare rapidamente i valori nutrizionali più rilevanti. Considerato da alcuni come un sistema troppo approssimativo, da altri invece è valutato come uno strumento molto effica- ce per promuovere una sana alimentazione. Il metodo indicherebbe con simboli colorati di verde, ambra e rosso la quantità relativa di energia, di grassi, di zucchero, etc. contenuta nel prodotto alimentare.

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Lavori pubblici: tra sicurezza e prezzo

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

Dal 2008 ad oggi, la Provincia di Torino ha affidato attraverso 139 gare pubbliche lavori per oltre 68 milioni di euro: per il 64% di questi, cioè per 89 appalti, i lavori per oltre 15 milioni sono stati affidati con gare il cui importo era fino a mezzo milione di euro. Qualche esempio: quasi tutti gli interventi di manutenzione straordinaria nelle scuole superiori oppure lavori stradali di ripristino un po’ su tutta la rete dei 3.300 km di strade provinciali. D’ora in avanti, i lavori per opere pubbliche con importo a base di gara fino al mezzo milione non saranno più affidati dalla Provincia a ditte scelte con il metodo del massimo ribasso: “A febbraio – spiega il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta – avevamo firmato in Prefettura un protocollo d’intesa per la sicurezza e la regolarità nei cantieri edili che impegnava gli Enti pubblici ad eliminare dalle gare le ditte che applicano il massimo ribasso. La Provincia di Torino ha già approvato una delibera che modifica le nostre regole: escludendo le ditte che operano il massimo ribasso, avremo modo di escludere chi risparmia sulla sicurezza dei lavoratori nel settore dei lavori pubblici, ma anche di contrastare la grande crisi che continua a colpire soprattutto l’attività delle piccole e medie imprese edili del nostro territorio”. La contrazione degli investimenti in opere pubbliche e l’allarme costante sul fronte della sicurezza dei lavoratori sono dunque gli elementi che stanno alla base della scelta della Provincia di Torino: “ripensare le procedure delle nostre gare pubbliche – aggiunge Saitta – significa semplificazione, snellimento ed accelerazione dei tempi, ma anche riduzione della eccessiva competitività fra aziende spinte ad eccessivi ribassi a tutto discapito della sicurezza e della qualità delle opere pubbliche realizzate. Abbiamo anche tenuto conto di ripetute richieste formulate non solo dagli imprenditori edili, richieste di cui si è fatto interprete autorevole il Collegio dei Costruttori, ma anche dalle restanti forze economiche e sindacali”. Nelle gare fino a 500mila euro, dunque, la Provincia torna al criterio dell’esclusione automatica delle offerte anomale  “E’ una sperimentazione – aggiunge Saitta – e tra qualche mese, se i risultati saranno positivi, estenderemo le nuove regole a tutte le gare del nostro Ente, arrivando quindi all’80% dei nostri appalti”.

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La tua voce può cambiarti la vita

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Roma 24 Settembre,  ore 21,00 Libreria Bibli via dei Fienaroli, 28 (Trastevere) Presentazione del libro.  Far innamorare la persona che ci piace, ottenere un aumento di stipendio, farci ascoltare con interesse nell’assemblea di condominio o in una riunione di lavoro, ispirare fiducia a qualcuno appena conosciuto, far fare i compiti ai nostri figli senza arrabbiarci: missioni impossibili?  Se lo sono è perché non sappiamo comunicare nel modo corretto. La voce ha un potere straordinario perché parla direttamente all’inconscio. In un attimo può generare empatia e complicità, ma può anche rovinare tutto se usata male. Questo libro “riprogramma” la nostra voce con FourVoiceColors®, il primo rivoluzionario metodo – sperimentato con successo da migliaia di persone – per migliorare l’espressività e il modo in cui parliamo. L’autore, doppiatore e voice coach, insegna in maniera semplice e con effetti immediatamente apprezzabili a usare la voce per creare fin dal primo istante di un incontro un’impressione positiva e dare avvio a un rapporto felice. Scopriremo come comunicare le quattro emozioni fondamentali (simpatia, fiducia, autorevolezza, passione) e come evitare di trasmettere le due emozioni negative (apatia e rabbia), per toccare il cuore degli altri ed esprimere il meglio di noi.  Ciro Imparato, doppiatore da oltre vent’anni, è formatore e voice coach e tiene corsi seguitissimi. Unendo lo studio della voce alla psicologia, nel 2005 ha inventato il Metodo FourVoiceColors® per migliorare la voce e la capacità comunicativa in ambito sia professionale (negoziazione, medicina, vendita, public speaking) sia personale (relazioni di coppia, rapporto con i figli, interazioni con amici e conoscenti). http://www.lavoce.net

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L’avversario da “battere”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Editoriale fidest. L’Ufficio politico del PMLI ci ha fatto pervenire un comunicato che riprendiamo commentandolo poiché riteniamo che vada affrontato con un certo ragionamento. Il Pmli parte dal presupposto che l’attuale governo continua a “nascondere la vera identità e a spostare la lotta politica su temi secondari o parziali”. Il primo interrogativo è: quale identità questo governo intende nascondere? Quella, ci dicono i responsabili del Pmli di “restauratori, del fascismo sotto nuove forme, nuovi metodi e nuovi vessilli applicando il “piano di rinascita democratica” della P2”. Cosa spinge questo movimento ad una così grave affermazione? Al fatto che “Sistematicamente e progressivamente assoggetta al governo le istituzioni e cancella le libertà democratiche-borghesi e i diritti sociali, sindacali e civili. Querelando “La Repubblica”, attaccando tramite il suo killer principale Feltri e “Il Giornale” di famiglia il direttore dell'”Avvenire” e proponendosi di normalizzare anche Rai 3, vuol mettere la mordacchia ai media”. In effetti anche tra i più moderati si avverte un certo disagio per un interventismo politico e istituzionale dell’esecutivo che va spesso sopra le righe della convivenza civile e del buon governo. Ma ciò che non deve sfuggirci è che il depositario del male non giace in questo o in un altro governo, ma nel sistema che lo genera. Che modello di società abbiamo ricavato sposando la causa capitalista? Che il consumismo sta diventando la prima regola di vita e che per essere in tono con tale andazzo è necessario avere i mezzi economici e che questi, essendo le risorse limitate, si devono trovare anche a costo di sottrarle agli altri. Nasce in questo modo una cultura disumanizzante. Lontana dalla solidarietà, dalla ricerca del bene comune. Dovremmo, a questo punto, prefigurare un modello di società diversa, alternativa, appagante, ma per farlo non riteniamo sia giusto il percorso che si richiama, anche se potrebbe andare di là delle intenzioni dei proponenti, ad una lotta strumentale, fatta ad personam. E’ questo, a mio avviso, il vero punto centrale. L’opinione pubblica oggi è disorientata e questo atteggiamento non si cancella con gli attacchi strumentali a Berlusconi o al suo partito o ai suoi alleati considerando i consensi elettorali che ha ottenuto, ma con il proporre una alternativa dove alla base non vi siano altri interessi che quelli di una società dove si possano ristabilire i valori e che essi sappiano essere condivisi senza generare divisioni sui particolari perché la libertà, la giustizia, la democrazia non hanno tante facce ma sono indivisibili. Esserne conseguenti, a mio avviso, è l’unico modo per togliere il fieno dalla mangiatoia dell’opportunista di turno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Barriera intestinale contro obesità e diabete

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2009

Si chiama EndoBarrier il dispositivo sviluppato da GI Dynamics of Lexington in Massachusetts, sperimentato con successo su 150 soggetti per il trattamento dell’obesità. Il metodo, illustrato da Lee Kaplan sulla rivista Obesity, consiste nell’applicazione di un rivestimento interno al canale intestinale che riduce l’assorbimento. Non richiede chirurgia invasiva dal momento che si inserisce e si rimuove con procedura endoscopica per via gastrointestinale. Il metodo oltre a risolvere l’obesità, analogamente al bendaggio gastrico, si è dimostrato efficace anche nella gestione del diabete di tipo 2.

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Vacanze low coast

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

“Il mondo dei low coast è un’abitudine che c’è già da qualche anno e bisogna fare attenzione poiché a fronte di un prezzo modico, ci potrebbero essere delle sorprese rilevanti ” .Così Roberto Soldà, vicepresidente del movimento Italia dei Diritti, manifesta il proprio scetticismo riguardo l’aumento di persone che utilizzano i famosi pacchetti low coast, per alleggerire le spese delle attuali vacanze estive. Infatti sono molte oramai le persone che si organizzano autonomamente senza ricorrere all’ausilio delle agenzie di viaggi ma semplicemente navigando su internet. Grazie a questo metodo già 300000 persone hanno lasciato la Capitale e più del doppio la lasceranno la settimana prossima. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude: “E’ necessario passare al vaglio scrupolosamente qualsiasi proposta ricevuta poiché le truffe sono sempre dietro l’angolo”.

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A Isola del Cinema approda Japanitaly

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Roma il 7 alle 20.00 e il 13 luglio 2009 l’Isola Tiberina ospiterà “Japanitaly” due serate straordinarie, promosse dall’Ambasciata del Giappone, dall’Istituto Giapponese di Cultura, da Romics (Festival del Fumetto) e da Fuji Television, interamente dedicate al Giappone  alla presenza dell’ambasciatore Hiroyasu Ando, di autorità italiane e giapponesi. L’apertura ufficiale è alla presenza del Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno, del Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, On. Stefania Craxi, del Presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma, On. Federico Mollicone. Seguirà l’anteprima nazionale del film Musashi: il Sogno dell’Ultimo Samurai di Mizuho Nishikubo (che sarà presente  sull’Isola). La pellicola è incentrata su uno dei più importanti spadaccini nella storia del Giappone, Miyamoto Musashi appunto, divenuto famoso per essere stato il primo a ideare un metodo di combattimento a due spade dando vita allo stile Hyoho niten ichi-ryu, e per aver scritto Il libro dei cinque anelli, un testo paragonato, per le sue intuizioni su tattica e strategia, a L’Arte della della guerra di Sun Tzu. La “serata cultura pop” made in Japan sarà impreziosita inoltre da diversi eventi legati alla cultura nipponica, spazio alla degustazione con “Non Solo Sushi”, presentato da JRO, con un mix di suggestioni, atmosfera e grande cucina. Sotto il cielo capitolino andrà in scena l’autentica cucina giapponese, rigorosamente accompagnata dal sake. Da non perdere l’esecuzione musicale di Anime Songs italiane e giapponesi realizzate da una band romana, i Mr. Magoo e gli straordinari “messaggi di luce” realizzati dalle due artiste giapponesi, Motoso Ishii e Akari-Lisa Ishii, sui ponti dell’Isola Tiberina, il divertente “Cosplay Show” con una piccola sfilata di cosplayers italiani tra i quali i due vincitori del festival Romics di ritorno dal Giappone e la presentazione della Harajuku Fashion/Kaway/Loligoth, con le ambasciatrici del Kawaii, Misako Oaoki e Yu Rimura,  e l’intervento del prof. Takamasa Sakurai sulla Japanese Pop Culture. Lunedì 13 luglio  ancora una serata speciale con l’anteprima mondiale del film interamente girato in Italia, Amalfi, diretto da Hiroshi Nishitani e realizzato in occasione dei 50 anni della Fuji Television.

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Rifiuti: Alemanno, d’accordo con presidente Berlusconi

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Roma Campidoglio. “Questa volta in tema di smaltimento dei rifiuti sono perfettamente d’accordo con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel Lazio manca almeno un inceneritore che sostituisca in prospettiva il conferimento in discarica. Ma fino adesso non siamo riusciti a trovare una disponibilità della Regione Lazio in questo senso”. E’ quanto dichiara in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “La settimana prossima – continua Alemanno – incontrerò di nuovo Marrazzo e questo sarà un tema all’ordine del giorno. Abbiamo bisogno di un inceneritore in più oltre quello di Albano per poter chiudere finalmente la discarica di Malagrotta che è la più grande d’Europa. Non possiamo basarci principalmente sul conferimento in discarica che è il metodo più vecchio e negativo per l’ambiente che esiste per lo smaltimento dei rifiuti”.

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Apnea nel sonno: EMGdi per diagnosi differenziale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

L’elettromiografia diaframmatica (EMGdi) distingue accuratamente gli eventi apnoici nel sonno di natura ostruttiva da quelli di origine centrale. Benché a questo fine l’EMGdi sia simile alla pressione esofagea, essa può offrire ulteriori informazioni sul centro neurale della respirazione e non è influenzata dal flusso aereo o dalle variazioni del volume polmonare. La polisonnografia tradizionale non va più considerata come lo standard per la diagnosi dell’apnea nel sonno di origine centrale: ognuno di questi casi va verificato ulteriormente tramite pressione esofagea ed EMGdi, soprattutto se la diagnosi non è certa. L’EMGdi può anche essere considerata come un potente strumento per valutare l’efficacia di qualsiasi nuovo apparecchio o metodo terapeutico riguardante l’apnea centrale nel sonno. (Chest 2009; 135: 1133-41)

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