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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘mezzogiorno’

Prima edizione di MECSPE BARI

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Bari uanti sono i giovani in cerca di lavoro che lasciano il Mezzogiorno? Gli ultimi dati forniti dal Rapporto Svimez 2019 su “L’economia e la società del Mezzogiorno” evidenziano che tra il 2002 e il 2017 sono state oltre 2 milioni le persone ad emigrare dal sud Italia e isole, di cui 66.557 appartenenti alle giovani generazioni (50,4% giovani, di cui il 33% laureati). Un quadro a cui l’indagine di Excelsior Unioncamere e ANPAL risponde a livello generale mostrando sì la riduzione del numero di opportunità lavorative nei primi mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, ma facendo emergere altresì che in alcuni settori industriali, tra cui la meccatronica e il manifatturiero, gli sbocchi professionali sono in netta controtendenza. Posti di lavoro, in ambiti fondamentali per la crescita e la competitività del territorio, che gli imprenditori faticano a reperire per una mancanza di specializzazione. La parola chiave, dunque, per colmare questo divario fra domanda e offerta lavorativa, sembra essere sempre di più una tra tutte: formazione. Di questo e delle opportunità che le aziende possono offrire oggi grazie all’introduzione sempre più massiccia delle nuove tecnologie si parlerà a MECSPE Bari, la prima edizione organizzata da Senaf per i giovani e le imprese manifatturiere del Centro e Sud Italia e del bacino del Mediterraneo, che si terrà dal 28 al 30 novembre, presso la Nuova Fiera del Levante.Un evento che oltrepassa i tradizionali confini geografici e di trasmissione dell’esperienza maturata da Senaf nelle 18 manifestazioni precedenti di MECSPE a Fiere di Parma, e che mira da quest’anno a diventare il punto di riferimento anche per una nuova area del Paese per quanto riguarda lo sviluppo delle tematiche di innovazione e 4.0, avvalendosi di un network di partner qualificati e di patrocini che includono il Comune di Bari, la Camera di Commercio di Bari, Confindustria Bari-Bat e il Cluster Fabbrica Intelligente.
La fiera, inoltre, sarà arricchita dalla presenza di Associazioni provenienti da tutta Italia, che collaborano alla realizzazione di iniziative e aree tematiche, tra cui il Villaggio Ascomut (Associazione Italiana Macchine Tecnologie e Utensili), il Villaggio AIdAM (Associazione Italiana di Automazione Meccatronica) e il Villaggio Confartigianato. Presenti tra i partner anche AIAD (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), AITeM (Associazione Italiana Tecnologie Manifatturiere), Cdo Meccanica (Associazione Compagnia delle Opere), CETMA (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie Design e Materiali),CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), CNOSFAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale), UN.I.O.N. (Unione Italiana Organismi Notificati e Abilitati). Dall’Italia all’estero, non mancheranno infine anche il confronto internazionale con i buyer e le attività promosse insieme alle delegazioni provenienti da Paesi europei ed extraeuropei, come Albania, Algeria, Grecia, Marocco, Polonia, Russia, Turchia, Tunisia.

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Formazione: Fondi Europei, dall’UE al Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

L’Anief segue in questi giorni lo svolgimento dei tavoli di confronto per la preparazione della Politica di Coesione Europea 2021‐2027. Ai tavoli sono invitati a partecipare i rappresentanti di tutte le amministrazioni regionali e delle province autonome, le amministrazioni centrali, i rappresentanti dei sindacati e delle imprese. Si stanno svolgendo a Roma in questi giorni i tavoli di confronto partenariale con la finalità di definire le modalità di gestione dei Fondi europei e mettere in luce le specifiche sfide che l’Italia deve continuare ad affrontare. I temi al centro del confronto per “Un’Europa più sociale” sono l’istruzione e la formazione, l’inclusione e la protezione sociale, l’occupazione. Tra gli obiettivi del tavolo di confronto emergono le questioni della parità di accesso all’istruzione e alla formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro.
Nella distribuzione delle risorse per realizzare gli obiettivi di istruzione, inclusione e formazione c’è una netta preponderanza del Mezzogiorno che si vede assegnato il 63% delle risorse a fronte del 34% del Centronord rispetto a un totale di 24,3 miliardi, programmato per il 2014-2020. La maggior parte di queste risorse nell’intervallo 2014-2020 è stata impiegata a sostegno dell’occupazione. Anche per la programmazione del periodo 2021-2027 l’occupazione registra il primato, seguono l’inclusione e l’istruzione. Nell’ambito dell’istruzione i risultati che le politiche di coesione intendono raggiungere sono di grande attualità. Si punta a investire nella formazione per competenze, nell’apprendimento permanente ma anche innalzare il livello di istruzione della popolazione adulta e a qualificare l’offerta dell’istruzione. Centrale è anche la lotta alla dispersione scolastica che richiede uno sforzo sinergico con le politiche regionali per la formazione professionale. Ricordiamo che il tasso di abbandono scolastico tra gli studenti italiani è tra i peggiori d’Europa, l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è aumentata negli ultimi 2 anni attestandosi, nel 2018, al 14,5%. Per realizzarle questi obiettivi occorrono interventi sugli allievi, sugli insegnanti oltre che sull’edilizia scolastica. Quest’ultimo è un tema di grande rilievo sia per le questioni di sicurezza sia perché è provata la relazione tra il rinnovamento degli edifici scolastici e una più lunga permanenza degli allievi nei contesti formativi. L’auspicio dei rappresentanti delle politiche di coesione e quello dell’Anief è che la politica nazionale sia altrettanto sensibile alle questioni emergenti e disponibile a un confronto sulle iniziative promosse.

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Convention del Mezzogiorno alla Camera di Commercio di Napoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Napoli Venerdì 14 settembre, ore 14.30 Camera di Commercio di Napoli Piazza Bovio 32. Sempre accanto a chi è in prima linea, in difesa del lavoro, dell’Ambiente e della legalità. Istanze al centro dell’operato di Confartigianato Imprese che fanno da filo rosso del convegno “La legalità, la normalità e il buon senso.” vedrà la partecipazione del Presidente Nazionale, Giorgio Merletti e del Vice Presidente con delega al Mezzogiorno, Filippo Ribisi. Terza tappa, dopo L’Aquila e Bari della Convention del Mezzogiorno che si concluderà il 4 e il 5 ottobre a Palermo; un appuntamento biennale ormai tradizionale, durante il quale l’intero sistema federale si confronta sulle politiche di sviluppo nelle aree meridionali del Paese, con focus specifici; dopo la fragilità del patrimonio immobiliare e le infrastrutture materiali e digitali, a Napoli si svilupperà il tema della legalità, come valore fondamentale sul quale innestare le attività imprenditoriali e costruire la sicurezza di un territorio. Dopo i saluti istituzionali di Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Napoli, di Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli, di Enrico Inferrera Presidente di Confartigianato Imprese Napoli e di Giampaolo Palazzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati (ANAP) di Confartigianato, i lavori entreranno nel vivo con interventi di molto diversificati tra loro. Dal rispetto delle regole attraverso la Matematica, con Giorgio Bolondi, docente di Didattica della Matematica alla Libera Università di Bolzano, al Decalogo del Buon Senso per le piccole e medie imprese, con il Vicepresidente Ribisi; dai racconti dell’esperienza sul territorio di Giuseppe Lombardo, Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, alla costruzione della legalità a partire dalle nuove generazioni con Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani e alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli. Roberto Montà, Presidente dell’Associazione “Avviso Pubblico”, la rete nazionale degli enti antimafia, che parlerà del Territorio come Bene Comune e Fabio Menicacci, Segretario ANAP Confartigianato, il quale approfondirà la questione delle PMI quali presidi di legalità, introdurranno il capitolo delle testimonianze dai territori, alle quali si uniranno le voci di Ciro Corona, operatore sociale e mediatore per i beni confiscati e la sociologa della Cooperativa ERA Virginia Capuano, che affronteranno, rispettivamente, la gestione di un bene confiscato alla Camorra e Il recupero delle persone nell’area del disagio. Temi sui quali Confartigianato Imprese Napoli è impegnata da tempo, come dimostrano il progetto MIB-Match Innovation Business, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli Federico II, che vede coinvolti gli studenti nella realizzazione di servizi e prodotti innovativi per le imprese, e il supporto alla Energy Total Capital società napoletana attiva nel settore delle energie rinnovabili, che propone a privati, imprese e pubbliche amministrazioni, soluzioni tecnologiche e finanziarie, in collaborazione con alcuni dei più importanti fondi d’investimento europei. Le conclusioni saranno affidate al Presidente Merletti.

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L’Italia è divisa: si certo ma…

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Non come lasciava intendere Bossi ai tempi della Lega prima maniera. E’ divisa non certo per aree geografiche ma tra le aree del benessere e quelle del malessere. Da una parte vi sono milioni di italiani, e sono la maggioranza assoluta del paese che ingrossano le file dei disoccupati, di cassa integrati, dei precari, dei pensionati, delle famiglie monoreddito, delle retribuzioni modeste. Dall’altra tutti gli altri e sono una minoranza. Insieme si trovano indifferentemente al sud, al centro o al nord del paese. Si trovano a essere governati da chi non comprende gli affanni della maggioranza e privilegia quelli della minoranza. Ecco perché i governi che noi concorriamo ad esprimere con il voto diventano poco rappresentativi di queste istanze della società civile in quanto non garantiscono obiettività di giudizio e azione politica conseguente. Una scelta che poteva essere non rilevante in tempi di vacche grasse, ma ora che siamo passati alle magre ogni fuscello diventa un tronco. Ora più che in passato si pensa a quanto male è stato fatto da chi ha beneficiato delle pubbliche elargizioni per sfruttare la parte più debole del paese. E’ stato fatto con la cassa del Mezzogiorno che prometteva stanziamenti a fondo perduto per gli industriali del nord che hanno incassato ma sono ritornati ai loro paesi d’origine senza però restituire ciò che era stato loro dato per l’industrializzazione del meridione. E ancora quando il nord si è sbarazzato dei rifiuti tossici inquinando intere aree del sud. Ora ci dicono che se il paese è in crisi la colpa è del meridione. E’ un modo di ragionare che tenta semplicemente un diversivo. A questo punto non si può rigirare la pizza a proprio piacimento. Le aree geografiche dell’Italia per quanto sta accadendo non c’entrano. C’entra invece un aspetto trasversale che coinvolge tutto il paese. E’ quello della povertà, dei privilegi di casta e che hanno trasformato in Italia un terreno di conquista per loschi affari o per indebiti arricchimenti a spese dei più deboli. (Riccardo Alfonso)

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Possibile perdita fondi comunitaria per il Mezzogiorno d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

European Commission“Arriva direttamente dall’Ue l’allarme che abbiamo lanciato nei giorni scorsi in un question time alla Camera sul rischio che, qualora non vengano modificati i criteri di ripartizione dei fondi europei, dal 2020 in poi l’Italia, e quindi il Mezzogiorno, avrebbero oltre 40 miliardi in meno. Una serie di concause, dalla Brexit all’ingresso di Paesi più poveri di noi, lascerebbero l’Italia a bocca asciutta se i fondi fossero nuovamente ripartiti in base al solo reddito pro capite . È la stessa Commissione Ue, peraltro, ad ipotizzare la modifica dei criteri, inserendo anche disoccupazione, fragilità dei territori, migrazione. In tal modo i fondi destinati all’Italia potrebbero addirittura aumentare di circa 10 miliardi. Una questione che il Governo, anche rispondendo in Aula alla mia interrogazione, ha mostrato di sottovalutare e di ritenere prematura, quando invece è vitale iniziare subito a trattare in sede europea per ottenere la modifica di quei criteri. E che la questione sia vitale per il Mezzogiorno, lo conferma anche l’ultima Legge di Stabilità, dove per il Sud, ancora una volta, il Governo non prevede nulla se non fondi comunitari e quote di cofinanziamento. Se i criteri di assegnazione di quei fondi non saranno modificati, questo Governo si assumerà l’enorme responsabilità di decretare la morte del Sud a partire dal 2020”. Lo afferma in una nota il Deputato di Forza Italia, Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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Decreto Mezzogiorno: un bluff per il Sud

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

mezzogiorno italia‘Il numero, la qualità e la quantità di modifiche apportate al DL 91/2017 sulle “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno” in sede di conversione in legge avrebbero richiesto un confronto autentico che ancora una volta ci è stato negato dal Governo che ha blindato il testo’- così Amedeo Laboccetta, deputato napoletano e vice coordinatore campano di Forza Italia.
‘Le otto regioni del Sud che registrano le maggiori sofferenze, avrebbero meritato più rispetto anche in tema di interlocuzione con il Governo. In pochi giorni, nel decreto legge sono stati introdotti e trattati temi di grande rilevanza: rifiuti, imballaggi, trasporto pubblico locale, contrasto agli incendi boschivi, modifiche al codice penale sulle estorsioni, edilizia scolastica e giudiziaria, formazione, marginalità sociale, immigrazione, autostrade ed ancora altro. Il decreto ha talmente ampliato la sua portata da essere stravolto’.- continua Laboccetta.
‘Potrebbero esserci molte ricadute positive per il Sud ma le preoccupazioni sono tante e non mi riferisco solo al sospetto tempismo di questo documento che nasce a fine legislatura. La misura “il resto del Sud” potrebbe essere definita “il resto di niente” perché prevede solo uno spolvero di spiccioli a giovani imprenditori del Sud, ripercorrendo una strada già tracciata molti anni fa da Sviluppo Italia. Cambiano i nomi ma la sostanza resta la stessa e ci vorranno anni per recuperare i fondi assegnati e non spesi o mal gestiti. Lo spazio improvvisamente garantito alle “associazioni ed agli enti del terzo settore” apre a più di un sospetto, in un momento in cui la Corte dei Conti si interroga sulle interferenze di questi enti con i sindacati e la politica’- aggiunge il deputato. ‘Il più rilevante degli interventi è quello dell’istituzione di Zone Economiche Speciali, le ZES, la cui efficacia resta comunque ancorata ai decreti attuativi che saranno successivamente emanati dal Governo. Quello che invece lascia pesantemente perplessi è che l’istituzione delle ZES, esclude sostanzialmente una reale interlocuzione con il territorio, marginalizzando le Regioni ed escludendo, di fatto, tutte le parti sociali e la politica locale. Una deriva che già si è sostanziata con la riforma dei porti che poco o nulla ha cambiato ma certamente ha concentrato nelle mani di quindici soggetti, i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, una parte importante dello sviluppo del nostro Paese. Quindici persone di diretta emanazione del Governo che hanno messo le mani sul 14% del PIL del Paese, perché tanto pesa la logistica in Italia. Questa stessa deriva è estesa oggi alle ZES conferendo a pochi soggetti un potere straordinario, anche per concordare soluzioni che potrebbero non essere nell’interesse di tutti. Una delle più importanti ZES verrà istituita a ridosso del porto di Napoli, nell’area orientale, un’area estesa oltre 800 ettari classificata come sito di bonifica di interesse nazionale a causa della presenza di pericolosi depositi costieri che andavano delocalizzati sin dal 2004, come previsto dagli strumenti urbanistici approvati dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania. Ma convenienze di varia natura hanno portato a trascurare il problema, pur essendo l’area orientale di Napoli una polveriera in caso di possibili attentati terroristici ed un posto densamente popolato ove si concentra un’elevata casistica di patologie tumorali. Ma di questo nessuno parla perché ci sono altre convenienze. Da napoletano penso che l’area di Napoli Est avrebbe potuto essere la grande occasione per la rinascita della città. Ma così non è. Ed ora le ZES, per come è configurata la governance, potrebbero rivelarsi un altro regalo ai titolari dei depositi costieri’- conclude Laboccetta.

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Dl Sud: solo marchette

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

mezzogiorno italia“Il decreto cosiddetto Mezzogiorno, sul quale il governo Renzi-Gentiloni ha posto l’ennesima fiducia, è costituto da una serie di marchette che nulla hanno a che vedere con una strategia seria e sostenibile per il rilancio del Sud del Paese”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “L’articolo 2, in teoria, servirebbe a favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura nelle regioni del Mezzogiorno. Ciò avviene estendendo la misura ‘Resto al Sud’ alle imprese agricole, mediante una specifica destinazione di 50 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e creando così le condizioni per erogare un novero più ampio di servizi a favore dei consorziati, anche di natura creditizia. Si evidenzia, però, una evidente estraneità di materia di intervento nei confronti dei consorzi e soprattutto si continuano a proporre interventi spot sui consorzi agrari, senza un disegno organico di riordino del settore destinatario da sempre di notevoli risorse pubbliche. Tutto questo avviene a discapito della libera concorrenza e senza alcun vantaggio per lo sviluppo e la crescita delle aziende agricole.
L’articolo 12, al comma 8-bis, autorizza la concessione alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia di un contributo straordinario di 4 milioni di euro per il 2017 e di un contributo ordinario di 250 mila euro annui a decorrere dal 2018, finalizzato al pagamento degli emolumenti dei docenti di alcuni corsi di perfezionamento.L’articolo 16-octies prevede una serie di modifiche ad una norma della legge di stabilità per il 2015 che ha attribuito ai soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990 nella provincia di Catania, Ragusa e Siracusa, che avevano versato imposte per il triennio 1990-1992 per un imposto superiore al dovuto del 10 per cento, il diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, purché avessero presentato apposita istanza entro il 1° marzo 2010. L’articolo 16-novies autorizza, inoltre, la spesa di €350.000 euro per l’anno 2017 per consentire lo svolgimento delle celebrazioni della figura di Antonio Gramsci, in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla sua morte.Si segnala, infine, l’assurda disomogeneità del provvedimento: si passa dalle Zone economiche speciali (ZES), ad interventi di legge che riguardano l’ILVA , alla materia dei tonni e alla formazione delle classi scolastiche.Si tratta di questioni opportune che devono essere ricomprese in provvedimenti specifici, mentre il governo continua ad intervenire con decreti-legge di emergenza con contenuti fortemente disomogenei”.

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Mezzogiorno d’Italia: Il governo favorisce le compagnie assicurative

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

palazzo chigi“Il Governo, complice una maggioranza di centrosinistra solo a parole solidale con gli automobilisti e cittadini del Mezzogiorno, favorisce le compagnie assicurative. Quando alla Camera si lavorò sul testo correggendolo, vi era già il sospetto che tutto sarebbe stato inutile e che al Senato sarebbe intervenuta una manina con il correttivo per fare la cortesia alle compagnie assicurative che lucrano sulla differente atteggiamento territoriale, e sulle differenti condizioni che all’interno dello Stato italiano si determinano. Questa differenza pesa a prescindere dal singolo cittadino e dal suo comportamento responsabile nell’arco di 5-10 anni. È evidente che vi è una responsabilità del Parlamento che alimenta queste differenze intollerabili. Oggi, si è consumata l’ ennesima porcheria ai danni degli automobilisti virtuosi e si è fatto l’ ennesimo regalo alle compagnie assicurative. Da quanto esiste la RcAuto gli automobilisti meridionali, anche quelli disciplinati, sono costretti comunque a pagare premi esorbitanti”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Marcello Taglialatela, responsabile del partito per le politiche per il Mezzogiorno intervenendo in aula sul ddl concorrenza.

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L’aumento del credito di imposta fino al 45% non risolve i problemi del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

agricolturaPosticipa ancora una volta la ricerca delle vere soluzioni da percorrere. Come Ufficio di Coordinamento Confeuro ribadiamo la necessità di strutturare un piano di rilancio del Meridione che passi prima di tutto dallo sviluppo del comparto agroalimentare.
Nel Sud Italia si registrano oggi forti storture all’interno della filiera agricola e numerosi sprechi ingiustificati che ricadono pesantemente sui prezzi dei prodotti e sul reddito agricolo. E’ da questi elementi da correggere, e quindi da una visione di crescita futura, che bisogna ripartire se si vuole agevolare la rinascita del Meridione.
Purtroppo però l’agricoltura continua ad essere vista come una sorta di cimelio antico da preservare, ma non è affatto così, anzi, rappresenta perfettamente i valori e le fondamenta di una società sostenibile e civile alla quale bisognerebbe ispirarsi per il domani.

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La logistica penalizza l’ortofrutta del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2016

siracusaSiracusa Seminario il 20 gennaio 2017. Fare arrivare un camion con 20 tonnellate di ortofrutta in partenza da Catania fino a Milano (1.350 km scarsi) costa di più che trasportare un container con lo stesso carico da Genova a Shanghai (oltre 11 mila km) e di più del trasporto dello stesso carico dal Nord Italia alla Germania. Il Mezzogiorno concentra oltre il 60% della produzione ortofrutticola italiana ma è penalizzato non solo nel costo dei trasporti ma più in generale nella organizzazione logistica. Che cosa si può fare?
A questa domanda cercherà di rispondere il seminario sulla ‘Logistica dei Prodotti Freschi nel Sud Italia e nel Mediterraneo’ che aprirà a Siracusa la quinta edizione dell’evento ‘I Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana’ in calendario per il prossimo 20 gennaio nel centro storico della città siciliana. Andrea Bardi, general manager della Fondazione ITL (Institute for Transport and Logistics) di Bologna interverrà su ‘Criticità e prospettive della logistica dei prodotti freschi nel Sud’. Guido Grimaldi, top manager del Gruppo Grimaldi di Napoli, illustrerà ‘L’esperienza delle autostrade del mare e la loro ricaduta nei trasporti e nella logistica dell’ortofrutta’. Riccardo Martini, general manager della Tramaco di Ravenna, approfondirà il tema delle ‘Spedizioni di ortofrutta dal Sud Italia all’Europa nel contesto del Mediterraneo’. Seguirà una tavola rotonda, moderata da Lorenzo Frassoldati, direttore del Corriere Ortofrutticolo, con interventi di Marco Salvi, presidente FruitImprese, Fabio Massimo Pallottini, presidente Italmercati, Gennaro Velardo, presidente dell’Unione Nazionale Italia Ortofrutta, Ilenio Bastoni, direttore generale Apofruit e Aurelio Pannitteri, presidente della OP Rosaria. Il seminario si inserisce in un programma triennale di analisi sull’ortofrutta nel Mezzogiorno, nato dalla collaborazione tra Italia Ortofrutta e Corriere Ortofrutticolo, battezzato ‘L’ortofrutta riparte dal Sud’, avviato un anno fa a Matera con un approfondimento sull’aggregazione della produzione.
Questo programma arricchisce di contenuti un evento di rilievo per i vertici imprenditoriali e associativi del comparto ortofrutticolo nazionale. ‘Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana’ infatti segna l’inizio di un nuovo anno di impegni e sfide per il settore ortofrutticolo del nostro Paese alla vigilia dell’appuntamento internazionale di Fruit Logistica e gode della partnership del CSO, di Fruitimprese e di Italia Ortofrutta (main sponsor dell’evento). Dopo il seminario sulla logistica, previsto per la mattina del 20 gennaio, seguirà nel pomeriggio la presentazione di alcuni prodotti che rappresentano le ‘nuove frontiere’ della Sicilia Ortofrutticola, all’insegna della novità assoluta (la frutta tropicale) o della riscoperta (il melograno) in funzione anche della valorizzazione del territorio (il fico d’India). I seminari si svolgeranno a Palazzo Vermexio, nella storica piazza del Duomo di Siracusa, e saranno seguiti dalla cerimonia di premiazione, appunto, degli 11 ‘Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana’ nell’anno 2016 tra i quali sarà scelto, in una serata esclusiva nel vicino Palazzo Beneventano, l’Oscar della Frutta 2017. Nato come momento conviviale e celebrativo promosso dalla redazione della rivista di settore Corriere Ortofrutticolo, ‘Protagonisti’ sta diventando la Cernobbio dell’ortofrutta italiana. Le precedenti edizioni si sono svolte, sempre nella terza settimana di gennaio, a Villa Serego Alighieri in Valpolicella (2013), al Resort Monte del Re di Dozza (2014), alla Cantina Rotari di Mezzocorona (2015), alla Casa Cava di Matera (2016).

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“Un ‘Piano Marshall’ per il rilancio del Mezzogiorno”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2015

ministero sviluppo economico“I dati oggi presentati dalla Svimez evidenziano la particolare gravità in cui si trovano le aree meridionali e la necessità da parte del Governo di attivare un vero e proprio ‘Piano Marshall’ per il Sud”. Questo è il commento del presidente e amministratore di Italia Lavoro Paolo Reboani ai dati contenuti nel ‘Rapporto 2015 sull’economia del Mezzogiorno’ della Svimez. “Come dice il presidente del Consiglio, occorre cambiare verso – prosegue Reboani. “E lo dobbiamo fare riguardo alle politiche del Mezzogiorno, perché quello che è descritto è tutto vero; ma quello che più è agghiacciante è che le risorse finanziarie per questi territori ci sono e sono anche notevoli. Siamo noi che non le sappiamo spendere. Occorre una nuova agenda per lo sviluppo che metta insieme politiche per le infrastrutture, politiche per la sicurezza, politiche per lo sviluppo, politiche del lavoro. Occorre creare le condizioni per maggiori investimenti e per l’arrivo di capitali. È necessario fare delle robuste azioni di reindustrializzazione. Il Sud è la naturale piattaforma per il protagonismo dell’Italia verso i mercati del Mediterraneo, dell’Africa, dell’Oriente. Occorre una nuova capacità di governo e di coordinamento a livello centrale, un grande coraggio dei governi regionali, una capacità delle imprese di investire”.
“È necessario, dunque – conclude il presidente dell’agenzia del Ministero del Lavoro per le politiche attive – che ci si adoperi per una più coerente stagione di politiche. I dati sull’occupazione sono preoccupanti. Vi è il vero rischio di una generazione perduta in quelle aree del Paese. Le politiche attive diventano la chiave perciò per riportare al lavoro le persone e per offrire una speranza a tanti giovani e donne. Italia Lavoro intensificherà gli interventi in queste aree dell’Italia per migliorare la transizione dalla scuola al lavoro, per immettere i giovani nelle imprese del made in Italy, per contribuire a creare una rete di attori pubblici e privati del mercato del lavoro, per dare il suo contributo a risolvere le crisi industriali. È una missione che ci è stata affidata e che metteremo al centro dei nostri programmi nei prossimi anni”.

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Rilancio Mezzogiorno e lotta criminalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2011

“Il rilancio del Mezzogiorno deve necessariamente partire da una lotta senza quartiere al crimine organizzato” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia della neoformazione del gruppo misto alla Camera “Noi per il partito del Sud”. “Ogni discorso che interessi il Sud Italia – prosegue il deputato campano – deve prendere in considerazione la necessità di una lotta dura e decisa contro le organizzazioni criminali. Una guerra da battersi su diversi piani, da quello culturale a quello economico e sociale. Del resto il raggio d’azione dei moderni clan è così ampio che riguarda l’intera penisola con diramazioni a livello globale. Certo il sud Italia risente in modo particolare della presenza di questo buco nero dell’economia, ed ogni giorno milioni di euro scompaiono nell’indotto criminale andando ad arricchire la malavita. Proprio in questi giorni gli uomini dell’Arma stanno conducendo con successo una complessa e articolata operazione contro il clan dei Casalesi. La lotta alle associazioni criminali di stampo mafioso è uno dei punti della politica che “Noi per il partito del Sud” vuole portare avanti per il bene dell’Italia e dei territori meridionali in particolare. Ringraziando l’Arma per il prezioso lavoro chiediamo al Governo di continuare il lavoro e sostenere il più possibile le operazioni di tale natura”

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Il Mezzogiorno e le due Europe

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Molti autorevoli consulenti e terapeuti si sono avvicendati in questi ultimi anni al capezzale del malato di riguardo che per la circostanza si chiama Mezzogiorno. Da tutto ciò emerge una riflessione ed è che se non vogliamo che l’ammalato diventi incurabile, non dovremmo limitarci solo a inviare e sollecitare inviti al coraggio, a rinunciare al mito dello Stato Provvidenza, a fare tutto da sé, per superare quelle rigidità strutturali, che frenano l’avvento della flessibilità e della competitività nel mercato. Tutto questo è lodevole pensarlo se ci rifacciamo ai vecchi toccasana degli investimenti pubblici per sostenere una occupazione virtuosa, in nome di un nuovo Keynesismo. E nemmeno i modelli luccicanti, in questo caso, possono essere omologati per il Mezzogiorno che possono essere ora la Spagna, ora il Gallese ed ora gli U.S.A, il Canada e l’Australia, ecc. Per avere competitività occorre anche e prioritariamente un ambiente sicuro, ricettivo alla modernità, capace di governare le risorse, occorre una cultura locale, una vocazione alla impresa, soprattutto occorrono le infrastrutture, a cominciare da quelle formative e specialistiche, che garantiscono i presupposti di una valida competitività, anche tecnologica nel mercato. E soprattutto possiamo averlo con le speculazioni che svuotano il risparmio del Sud? Certo, mitica è diventata la speranza del posto fisso, ma mitica è anche quella competitività, che non ha alle spalle una forte consapevolezza dei mezzi e delle condizioni per razionalizzarla e realizzarla nel proprio ambiente. A chi spetta, ci chiediamo a questo punto, dare questa consapevolezza? Considerata la situazione l’interrogativo non solo è d’obbligo mentre la risposta resta, ovviamente, ancora in lista d’attesa.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’Italia è divisa? Si certo ma…

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2011

Non come lascia intendere Bossi. E’ divisa non certo per aree geografiche ma tra le aree del benessere e quelle del malessere. Da una parte vi sono milioni di italiani, e sono la maggioranza assoluta del paese che ingrossano le file dei disoccupati, di cassa integrati, dei precari, dei pensionati, delle famiglie monoreddito, delle retribuzioni modeste. Dall’altra tutti gli altri e sono una minoranza. Insieme si trovano indifferentemente al sud, al centro o al nord del paese. Si trovano ad essere governati da chi non comprende gli affanni della maggioranza e privilegia quelli della minoranza. Ecco perché questo governo non è rappresentativo, non garantisce obiettività di giudizio e di azione politica. Una scelta che poteva essere non rilevante in tempi di vacche grasse, ma ora che siamo passati alle magre ogni fuscello diventa un tronco. Ora più che in passato si pensa a quanto male è stato fatto da chi ha beneficiato delle pubbliche elargizioni per sfruttare la parte più debole del paese. E’ stato fatto con la cassa del Mezzogiorno che prometteva stanziamenti a fondo perduto per gli industriali del nord che hanno incassato ma sono ritornati ai loro paesi d’origine senza però restituire ciò che era stato loro dato per l’industrializzazione del meridione. E ancora allorchè il nord si è sbarazzato dei rifiuti tossici inquinando intere aree del sud. Ora ci dicono che se il paese è in crisi la colpa è del meridione. E’ un modo di ragionare che tenta semplicemente un diversivo. A questo punto non si può rigirare la pizza a proprio piacimento. Le aree geografiche dell’Italia per quanto sta accadendo non c’entrano. C’entra invece un aspetto trasversale a tutto il paese. E’ quello della povertà, dei privilegi di casta e che hanno trasformato in Italia un terreno di conquista per loschi affari o per indebiti arricchimenti a spese della parte più debole del Paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Un incontro per rilanciare il Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Di Miriam Giangiacomo – Recuperare l’identità del Mezzogiorno. E’ questo uno degli argomenti che verranno trattati sabato 26 febbraio durante l’incontro organizzato da Formula Sud a Reggio Calabria. Il presidente della fondazione, Amedeo Canale, dà a Clandestinoweb qualche anticipazione. Tutto pronto per l’incontro di sabato. Come si svolgerà e di cosa si parlera’? “La nostra fondazione che ha svolto in passato varie e importanti attività che riguardano tematiche legate al mezzogiorno d’Italia, e per ‘Mezzogiorno’ intendo dal Lazio in giu’, al punto che siamo ormai diventati una sorta di punto di riferimento. Siamo convinti che in questo momento storico ci sia la necessita’ di recuperare l’identità del Mezzogiorno, di riuscire a raggranellarla partendo dalla nostra storia, che ci ha visto trattati male negli ultimi 150 anni. Fermo restando l’imprescindibilità dell’Unità d’Italia, credo che dobbiamo recuperare alcuni momenti di riflessione attuale per affrontare il futuro. Il Mezzogiorno si troverà presto di fronte a una grande sfida e ritengo che la modifica dell’impostazione statale basata sul federalismo veda il sud andare a rimorchio. Noi miriamo a dare contenuti a coloro che dovranno affrontere i prossimi anni, partendo dal semplice cittadino per arrivare a parlare delle classi dirigenti. L’incontro di sabato consisterà in un grande dialogo tra alcuni autori che scrivono di sud e gli editori delle principali testate giornalistiche calabresi e non solo. In un’ampia sala che conta 800 posti offriremo a chi parteciperà all’incontro questi importanti contenuti”. In questa occasione nasce anche la collaborazione con ‘Rubbettino’. Come avverra’? “Rubbettino è una casa editrice che si sta dimostrando attenta alle tematiche attuali, soprattutto a quelle del Mezzogiorno. Sta effettuando una crescita editoriale importante in termini di autori e argomenti trattati. La collaborazione con loro nasce nel momento in cui c’è l’incontro tra due realtà importanti calabresi che insieme forniscono un contributo di confronto sulle tematiche del territorio su cui entrambe operano. Posso preannunciare che Rubbettino potrebbe rappresentare un punto di riferimento per alcune iniziative editoriali che abbiamo in cantiere”. Quindi un incontro che avrà al centro l’attualità e la politica del nostro Paese, con un occhio di riguardo per il Mezzogiorno…”Si’, perche’ ritengo che in questo periodo la politica stia dimostrando poco coraggio ed eccedendo in pragmatismo. Non c’è alcun ideale alla base della politica e dei partiti, che pensano ancora di agitare il vessilo della questione meridionale, ma in realtà non hanno le idee chiare per risolvere il problema. I partiti si stanno svuotando di idee e contenuti, si tenta quindi di riempire una parte di questo vuoto sperando che finalmente la politica volga la sua attenzione verso chi offre questi contenuti. In un momento in cui si sta verificando il passaggio da un’era all’altra, mi auguro che qualcuno si renda conto che la strada dei contenuti è sempre vincente rispetto agli slogan ripetuti ossessivamente”.

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Arte, Cultura e Sviluppo del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Caserta 12/11/2010 15,30, presso il Complesso Monumentale di San Leucio di Caserta, seconda edizione di  “Arte, Cultura e Sviluppo del Mezzogiorno”, la manifestazione organizzata dall’associazione ‘2033 Progetto Sud’ in collaborazione con la Confapi Caserta. L’iniziativa, in programma fino al 14 novembre, oltre ad ospitare una vetrina delle Eccellenze del Mezzogiorno, promuove un ciclo di incontri con industriali, economisti, meridionalisti e istituzioni locali al fine di individuare strumenti di sostegno all’occupazione e all’economia del Sud.
Al dibattito, incentrato sul rilancio della compagine produttiva del Sud, interverranno, tra gli altri: Nicodemo Petterruti, Sindaco di Caserta e Michele Di Filippo, Presidente Confapi Caserta.
L’evento ospiterà inoltre una mostra fotografica curata da Anna Serrato e Angelo Moscarino; anche la scultura e la pittura sono protagoniste con le esposizioni delle opere degli artisti Michelangelo Cice, Nicola Erboso, Giovanni Ferrenti, Gabriella Pucciarelli e Mario Rossetti.
Con la Biennale del libro d’artista, Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma presentano una serie di opere realizzate con tecniche miste che si susseguono sotto forma di libro e che il visitatore può sfogliare, partecipando così ad un’esperienza sensoriale oltre che visiva.  La mostra ospita ben 150 opere di artisti provenienti da tutto il mondo, nomi noti nel panorama artistico come Xante Battaglia, titolare della prima Cattedra di Pittura all’Accademia delle Belle Arti di Brera, Jinleng Yeoh, direttore della Pinacoteca Nazionale della Malesia, Ruggero Maggi, direttore del Milan Art Center, Emilio Pellegrino caposcuola del Cosmolismo Artistico Pittorico e moltissimi altri artisti emergenti.

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Il patrimonio museale del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Roma, 10 novembre 2010, alle ore 10.00 Piazza Venezia, 11  presso la sala G. Imperatori dell’Associazione Civita Durante il convegno saranno presentati i risultati del “Progetto pilota Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno” ideato per potenziare la qualità dell’offerta museale attraverso interventi strutturali che possano garantire il miglior equilibrio possibile tra tutela, conservazione, promozione ed economicità. Nel Mezzogiorno si concentra una parte significativa del patrimonio museale italiano che, pur essendo da tutti riconosciuto come unico, non fornisce tutto il contributo che potrebbe dare allo sviluppo e subisce le conseguenze negative delle condizioni spesso arretrate e difficili delle aree in cui si trova. Con questa consapevolezza il MiBAC e il DPS hanno promosso un programma per la valorizzazione di un gruppo selezionato di istituti museali ed aree archeologiche: il “Progetto pilota Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno”, che oggi è giunto alla conclusione della progettazione dei primi interventi previsti. Attuato da Invitalia, il programma punta a rafforzare la competitività dei territori con l’obiettivo di migliorare, non solo la capacità di offerta dei musei e dei siti archeologici locali, ma anche i servizi e le attività imprenditoriali connessi alla loro fruizione.

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Arte, cultura, sviluppo Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

Si è tenuta questa mattina, nella sede della Confartigianato di Napoli, la conferenza stampa di presentazione di “Arte, Cultura e Sviluppo del Mezzogiorno”, la manifestazione organizzata dall’Associazione ‘2033 Progetto Sud’ che si svolgerà il 12-13 e 14 novembre a Caserta, presso il Complesso Monumentale di San Leucio. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio del Comune di Caserta in collaborazione con la Confapi Caserta, l’associazione delle piccole e medie imprese, punta a far emergere e confluire in un luogo di incontro privilegiato, le proposte di risanamento alla situazione di crescente degrado che sta attraversando il Sud. In programma, tre giorni di mostre, spettacoli e dibattiti sul tema ‘Sviluppo del Mezzogiorno e riqualificazione territoriale’ con autorevoli interlocutori istituzionali, rappresentanti del mondo economico, imprenditoriale e dell’associazionismo al fine di individuare soluzioni concrete che imprimano nuovo vigore allo sviluppo del Meridione e contribuiscano a rilanciare l’immagine del Sud nel mondo. Nel corso delle giornate, suddivise in aree tematiche dedicate all’economia, all’arte e alla cultura, verranno presentate alcune iniziative elaborate per promuovere il meridione, ridurre gli sprechi e incoraggiare il sistema produttivo locale. “Arte, Cultura e Sviluppo del Mezzogiorno”, rappresenta un momento importante di riflessione ed un’opportunità concreta per riavvicinare il Sud agli standard del resto del Paese e dell’Europa Occidentale.

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Il domani del mezzogiorno

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Siracusa 2 ottobre a partire dalle ore 14.30.presso il Castello Maniace Da dove cominciare per il rilancio del Mezzogiorno? Quali i problemi di oggi e le potenzialità sulle quali far leva per lo sviluppo di domani? Quali i cambiamenti necessari? Gli interventi governativi auspicati? E quale il valore del capitale umano?  Sono 988 le aziende sparse su tutto il territorio nazionale – 544 al Centro-Nord e 444 al Sud, appartenenti a differenti comparti industriali – che hanno voluto dar voce al proprio “sentire” rispetto alla situazione economica del Mezzogiorno oggi e domani, aderendo all’indagine ideata a condotta dall’ufficio studi di Manpower “Economia e prospettive per il Sud Italia” volta a comprendere l’attuale scenario, indagare le attese e le possibili evoluzioni, rilevare i fattori che ostacolano la crescita, proporre soluzioni credibili e nuovi modelli di sviluppo.
In un contesto di ripresa ancora incerto – il 22% delle aziende prevede un fatturato in crescita nel prossimo anno, il 35% ancora contrazione e la maggioranza uno scenario di sostanziale stabilità – le imprese coinvolte nell’indagine individuano con estrema lucidità i settori sui quali puntare per un deciso rilancio del Mezzogiorno: al primo posto il turismo, indicato dal 47,8% (dal 53,4% al Sud) seguito dal comparto energetico che si attesta al 22% (25,9% al Centro-Nord). Nell’analisi dei fattori che frenano lo sviluppo del sistema socio-economico del Sud, emerge su tutti la mancanza di una strategia di crescita focalizzata sui settori trainanti, denunciata da oltre il 27% delle aziende (34% al Sud), mentre una eccessiva mentalità assistenzialista è indicata come ostacolo allo sviluppo dal 23,5%. Per il 13,9% la criticità risiede invece in un sistema di infrastrutture e logistica non all’altezza.
Quali allora i cambiamenti imprescindibili per favorire rinnovamento e crescita nel Mezzogiorno? Aziende del Sud e del Centro-Nord sono concordi nel richiedere un deciso intervento da parte dei Governi Locali nel definire e attuare politiche di sviluppo mirate ed efficaci, indicato come prioritario da quasi il 40%. A seguire, nuovamente in causa le infrastrutture per le quali il 14,6% delle imprese richiede un urgente adeguamento a livello europeo, mentre l’esigenza di una nuova generazione imprenditoriale è indicata dal 13% (14,2% Sud e 11,9% Centro-Nord).
Quali le regioni più virtuose nella ricerca e attuazione di nuovi modelli e strumenti per un solido rilancio dell’economia dell’area? Su tutte, la Puglia. Il 28% delle aziende partecipanti all’indagine definisce infatti “buono” il percorso di sviluppo intrapreso dalla regione, mentre il 4,1% esprime un giudizio “decisamente buono”. Segue a distanza la Basilicata (“buono” per il 10,9%). Fanalino di coda, la Calabria, per la quale prevalgono percezioni negative.
In uno scenario occupazionale sostanzialmente stabile (il 63% delle aziende non prevede assunzioni, mentre si equivalgono aumento e riduzione rispettivamente al 16% e al 17/%) i candidati più appetibili per le aziende che assumono sembrano essere quelli in possesso di caratteristiche ben precise: la flessibilità, votata dal 67% delle imprese, la motivazione all’apprendimento per il 60% e l’orientamento ai risultati per il 52,2%. Nell’unanimità delle prime tre posizioni indicate sia dal Sud che dal Centro-Nord, è interessante notare come invece al quarto posto si collochi lo spirito di cooperazione per le aziende del Mezzogiorno mentre per il Nord la capacità di lavorare sotto pressione. Per la stragrande maggioranza (70% delle imprese) emerge indistintamente l’imprescindibile importanza del processo di recruiting

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Pd: Enrico Letta lancia sudcamp

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2010

Dal 23 al 25 settembre la tre-giorni della sua Associazione TrecentoSessanta. Si parte ad Ebolicon Mons. Superbo, vicepresidente della CEI, Umberto Ambrosoli e lo scrittore Carofiglio. Performance in musica di Rocco Papaleo. L’evento è stato organizzato dall’Associazione TrecentoSessanta per discutere di Mezzogiorno e federalismo fuori dai luoghi comuni e senza gli alibi tipici di quel «meridionalismo da struzzi» di cui tanto si discute in questi mesi. “Sotto, a chi tocca” recita il claim della manifestazione che verrà  declinato in numerose sessioni di riflessione in seduta plenaria e in 6 laboratori di approfondimento tematico, i SudLab, dedicati ai temi del federalismo, della pubblica amministrazione e della legalità, del welfare e della formazione, delle politiche agricole, dell’ambiente e dei beni culturali. http://www.associazione360.it

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