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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘michelangelo’

Lorenzo Puglisi: Davanti a Michelangelo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Firenze 20.09.2020 – 01.11.2020 Inaugurazione 19.09.2020 ore 11.30 Basilica di Santo Spirito Piazza santo spirito 30 Crocifissione, umanità, mistero. Si inaugura sabato 19 settembre, alle ore 11.30 nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, la mostra “Lorenzo Puglisi Davanti a Michelangelo. Crocifissione, umanità, mistero”. Organizzata da Francesca Sacchi Tommasi di Etra studio in collaborazione con ArtCom Project, la mostra propone l’esposizione del dipinto di Puglisi raffigurante la Crocifissione a fianco del famoso Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo Buonarroti, nella Sagrestia della Basilica fiorentina. La mostra resterà visibile fino al prossimo 1° novembre 2020.Oltre l’autore del dipinto, al vernissage introdotto dal saluto di Padre Giuseppe Pagano (Priore di Santo Spirito) interverranno il Cardinale Giuseppe Betori Arcivescovo di Firenze, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi e il poeta Davide Rondoni che leggerà una poesia composta per l’occasione.
In una delle più significative basiliche fiorentine, l’essenzialità nella pittura sarà a confronto con la «carnosità e morbidezza» della scultura, come scriveva Giorgio Vasari. Nell’ambito delle celebrazioni per i 20 anni dal rientro del Crocifisso di Michelangelo nel complesso monumentale di Santo Spirito di Firenze, la comunità agostiniana accoglierà la presenza della Crocifissione di Lorenzo Puglisi, proprio a fianco del Crocifisso di Santo Spirito del Buonarroti.
Il Crocifisso ligneo che Michelangelo Buonarroti scolpì tra il 1493 e il 1494 «a compiacenza del priore», cioè per ringraziarlo dell’ospitalità e dell’opportunità di studiare anatomia, per secoli era rimasto nel «nascondimento», nel senso che se ne erano perdute le tracce. Tuttavia la sua esistenza era testimoniata dagli scritti di Vasari e fu proprio questo che spinse la studiosa Margrit Lisner ad approfondire le sue ricerche che, grazie all’accoglienza dell’agostiniano padre Guido Balestri, permisero il ritrovamento del Cristo nudo e la sua attribuzione a Michelangelo.
Dal 1962, anno della sua riscoperta, fino a oggi, il Crocifisso ha vissuto una lunga storia che lo ha condotto a Casa Buonarroti, dove vi è rimasto fino al dicembre del 2000, quando gli Agostiniani, dopo tanti tentativi, riuscirono a ricondurlo “a casa”.Nella Basilica di Santo Spirito, tuttavia, a causa di trasformazioni architettoniche non fu possibile rimetterlo nell’originale collocazione – occupata dall’altare del Caccini – così fu scelta la Cappella Barbadori della Sacrestia di Giuliano da Sangallo. Aperta: lunedì/sabato ore 10-12.45 e 15-17.45; domenica ore 11.30-13.15 e 15-17.45; mercoledì chiuso Ingresso: 2 euro

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Giangiacomo Schiavi: Il mistero della notte, una diagnosi per Michelangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana le Onde, uscita prevista: 25 giugno. Ispirato dalla figura del grande oncologo Gianni Bonadonna, pioniere con Umberto Veronesi delle cure antitumorali in Italia e nel mondo, Giangiacomo Schiavi traccia un’indagine appassionante sull’enigma di una statua che nasconde un segreto: la storia di una lotta in nome della vita, delle donne e di una medicina più umana.
Un medico di fama internazionale, alla vigilia di un convegno di studi che chiude una carriera luminosa, decide di affrontare la sfida che lo appassiona da decenni. Da quando ha visto la statua della Notte di Michelangelo nelle Tombe Medicee a Firenze: quella donna disegnata nel marmo presenta un’anomalia, un seno asimmetrico, forse malato, che restituisce alla figura un aspetto inconsueto per la perfezione del maestro del Rinascimento.
In una lunga notte tra sogni e ricordi, il medico tira le fila della sua ossessione: con il rigore dello scienziato e l’intuito dell’investigatore, passa in rassegna le testimonianze raccolte in una intera vita da psicologi, critici d’arte, chirurghi, filosofi, per arrivare a scoprire la natura di quella traccia lasciata da Michelangelo sul corpo, altrimenti perfetto, della sua modella. In libreria dal 2 luglio

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Mostra: Michelangelo a colori

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Roma Giovedì 10 ottobre 2019, alle ore 11.00, a Palazzo Barberini, sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, si terrà l’anteprima stampa della mostra Michelangelo a colori.
Introduce Flaminia Gennari Santori, Direttrice Gallerie Nazionali di Arte Antica Interviene Yuri Primarosa, coordinatore scientifico della mostra. Segue la visita guidata con i curatori Francesca Parrilla e Massimo Pirondini. Il coordinamento scientifico è di Yuri Primarosa. La mostra, attraverso l’esposizione delle riproduzioni di una serie di disegni di Michelangelo e una selezione di dipinti di alcuni dei suoi più importanti seguaci, intende mettere a fuoco quanto le idee del maestro toscano siano state principale fonte d’ispirazione per molti artisti durante il XVI secolo.

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Da oggi le opere di Michelangelo e Raffaello sono esposte insieme nella stessa sala agli Uffizi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Firenze Piazzale degli Uffizi, 6. Il nuovo allestimento è introdotto da una lectio magistralis di Antonio Paolucci, già Soprintendente ai Beni Artistici e Storici, e Ministro per i Beni culturali e ambientali, e Direttore dei Musei Vaticani. Nella grande sala numero 41 del corridoio di ponente, che fino all’ottobre 2016 ha ospitato i dipinti di Sandro Botticelli riallestiti in nuovi spazi, è nato ora un nuovo allestimento volto a far sentire la diversità delle voci artistiche e gli scambi tra Raffaello e Michelangelo, che dal 1504 al 1508 erano contemporaneamente a Firenze. Insieme all’adiacente Sala di Leonardo, che aprirà tra poche settimane, la nuova sala che riunisce i capolavori di Raffaello e Michelangelo celebra il periodo davvero unico nella storia dell’umanità, quando in città, nel giro di un pugno di anni, i più grandi artisti del mondo crearono le opere iconiche che oggi fanno parte dell’idea universale del Rinascimento in Italia. La fioritura delle arti durante la prima Repubblica Fiorentina del gonfaloniere Piero Soderini (1498-1512) fu infatti polifonica, dominata dalla concorrenza tra numerosi protagonisti di un mecenatismo illuminato, e pertanto la nuova installazione riporta alla luce il ruolo di committenti privati, come i Doni – oltre al Papa, gli unici committenti che riuscirono a strappare capolavori sia a Michelangelo, sia a Raffaello – e i Nasi, per i quali l’Urbinate dipinse la Madonna del Cardellino. Questo capolavoro, insieme alle altre opere del maestro, viene dunque riabilitato dalla postazione nell’angusto corridoio del primo piano dove è stato esposto per sei anni, dal giugno 2012, e salendo di nuovo al piano alto della galleria, si riunisce al Tondo Doni di Michelangelo, dipinto all’incirca nello stesso periodo. Al Tondo si affiancano i due ritratti di Maddalena e Agnolo Doni di Raffaello, giunti da Palazzo Pitti: in questo modo si ricostituisce il nesso storico tra opere volute da uno stesso committente e originariamente ospitate nello stesso palazzo, e si documenta inoltre la reazione dell’Urbinate a Leonardo da Vinci, le cui opere saranno esposte a breve nella vicina sala 35. Allo stesso tempo, il supposto Ritratto di Perugino attribuito a Raffaello da gran parte della critica, è spostato nella sala 27 per lo stesso principio di dialogo ideale tra opere e artisti, che sono evocati anche nelle loro sembianze, per farli sentire più presenti durante la visita.
Ne esce avvantaggiata anche la Galleria Palatina, il più importante nucleo di opere di Raffaello al mondo: invece di 11 in futuro ospiterà addiritura 12 opere dell’Urbinate. Grazie infatti al trasferimento dagli Uffizi del Ritratto di giovane con la mela (forse Francesco Maria della Rovere), a Palazzo Pitti viene ad essere documentata anche la ritrattistica dell’ultimo periodo dell’artista a Urbino, rafforzando così il concetto all’origine della trasformazione della Sala del Saturno in uno spazio dedicato al Sanzio, che documenti lo sviluppo artistico del pittore attraverso tutte le fasi della sua biografia. Questo aspetto viene vieppiù approfondito grazie alla ricollocazione, sempre nella Sala di Saturno, della Testa di Maria Maddalena di Pietro Perugino (1494), maestro di Raffaello. Anche il magnifico Ritratto di Leone X è destinato a tornare a Palazzo Pitti – da dove fu tolto solo negli anni ’50 del Novecento – dopo il suo restauro attualmente in corso all’Opificio delle Pietre Dure. Sarà dunque un rientro in grande stile, e un ricongiungimento con l’altro grande ritratto papale di Raffaello, Giulio II, che dagli Uffizi si trasferisce alla Galleria Palatina e che sarà possibile ammirare fin da subito, nella parete già occupata da un cinquecentesco Ritratto di scultore destinato al nuovo allestimento degli autoritratti e ritratti di artisti agli Uffizi (dove sarà anche l’Autoritratto del Sanzio).
Con i nuovi allestimenti e spostamenti si opera una rivoluzione al contrario, perché si torna di fatto alle origini e si ristabiliscono alcuni importanti assetti collezionistici: agli Uffizi i coniugi Doni possono dunque di nuovo guardare, almeno in effige, il Tondo di Michelangelo che avevano commissionato (e lautamente pagato), probabilmente per la nascita della figlia Maria. Per questo privilegio ritrovato, Palazzo Pitti ne risulta risarcito di molti capolavori, e di importanti restituzioni tra i quali anche la Natività del grande manierista Francesco Salviati, che era stata trasferita agli Uffizi negli anni Cinquanta del Novecento. Tutto il progetto del restauro e della risistemazione della sala di Raffaello e Michelangelo è stato generosamente offerto dagli Amici degli Uffizi e dai Friends of the Uffizi Galleries, le uniche associazioni senza fini di lucro interamente dedicate al sostegno, alla tutela e alla valorizzazione delle Gallerie degli Uffizi.

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Il terzo paradiso di Michelangelo Pistoletto: ad Ancona l’arte sfida l’odio

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

Ad Ancona dal 4 all’8 aprile 2018, il festival art+b=love(?) è dedicato alla capacità dell’arte di stimolare lo sviluppo economico e sociale dei territori, adotta il “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto come simbolo di uguaglianza e cittadinanza contro ogni forma di intolleranza, ad appena due mesi dalla strage aggravata da razzismo avvenuta a Macerata.
La performance artistica si svolgerà sabato 7 aprile 2018, a partire dalle ore 16, presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, alla presenza del Coordinatore degli Ambasciatori del Terzo Paradiso Francesco Saverio Teruzzi, come tramite di un messaggio culturale: un’azione per sensibilizzare la società a farsi promotrice di un cambiamento culturale, stimolando la capacità di rispondere al razzismo e all’intolleranza attraverso gli strumenti della legalità, del dialogo
sociale e del lavoro.
«“Terzo Paradiso” – ha affermato Pistoletto – significa il passaggio a uno stadio inedito della civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. A tale fine occorre innanzi tutto ri-formare i principi e i comportamenti etici che guidano la vita comune».
«Nella convinzione che il lavoro, cioè le imprese, – dichiarano Cesare Biasini Selvaggi e Federico Bomba, direttori del festival – già da molti anni stiano dando prova di essere uno dei luoghi chiave per agevolare l’integrazione tra culture diverse, vogliamo coinvolgere in questa
straordinaria performance le aziende che hanno già fatto proprio questo valore, rendendo protagonisti dell’opera i dipendenti stranieri, risorsa fondamentale per la crescita economica e sociale dei territori».
L’opera “Terzo Paradiso” è composta da tre cerchi consecutivi, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito. I cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie; quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo
della nuova umanità. Le aziende potranno contribuire a comporre il simbolo del “Terzo Paradiso” di Pistoletto inviando alla Mole di Ancona, in rappresentanza, un proprio dipendente straniero che depositerà un oggetto emblematico dell’azienda stessa, della sua attività. Ogni azienda partecipante diventerà così testimonial di quanto il simbolo rappresenta, dei suoi valori di integrità e integrazione.

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Michelangelo: amore e morte

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 Maggio 2017

michelangelo1Arriva al cinema dal 19 al 21 giugno il nuovo docu-film di David Bickerstaff, già regista di Vincent Van Gogh – Un nuovo modo di vedere, che ci guida attraverso la vita e le opere del gigante del Rinascimento. Uomo dall’energia straripante, ossessionato dall’arte, a tratti selvatico, complesso, fragile, assolutamente geniale. Michelangelo Buonarroti (1475-1564), figlio del podestà Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, fu uno dei giganti che attraversarono la magnifica stagione del Rinascimento italiano. La sua esistenza tormentata e burrascosa e il suo eccezionale talento ne fecero uno degli artisti più amati di tutti i tempi, autore di capolavori come il David, la Pietà, Mosè, la Cappella Medicea, la volta della Sistina e il Giudizio Universale, la Pietà Rondanini. Scultore, pittore, architetto e poeta, l’artista nato a Caprese nel 1475 sarà il protagonista dell’ultimo docu-film, con eccezionali immagini in alta definizione, della stagione 2017 della Grande Arte al Cinema. Michelangelo. Amore e morte, che arriverà nelle sale per tre giorni, solo il 19, 20 e 21 giugno (elenco cinema a breve su http://www.nexodigital.it), propone infatti un viaggio cinematografico d’eccezione attraverso le opere, i musei e i luoghi fondamentali della vita del Buonarroti: Firenze naturalmente, e poi Roma e la Città del Vaticano.Diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky il docu film si snoda attorno a una delle figure più carismatiche ed enigmatiche del Rinascimento, esplorandone i rapporti con i contemporanei e l’eredità artistica che ha lasciato dietro di sé. Ripercorrendo la biografia di Vasari, si comincia con l’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio e l’incontro con Lorenzo il Magnifico nel Giardino di San Marco, una sorta Accademia ante litteram dove i giovani talenti studiavano le opere e le tecniche artistiche, copiando giorno dopo giorno le collezioni di arte antica dei Medici; seguono lo studio attento del corpo umano, di cui ci racconta il professore di anatomia Peter Abrahams, e la relazione complessa con i vari, eccezionali artisti fiorentini dell’epoca. Il film invita gli spettatori ad esaminare intimamente le opere e il processo artistico di Michelangelo: dalle cave di Carrara da cui ha attinto i suoi marmi, come ci racconta Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli, sino ai segreti dei lavori di più recente attribuzione.
Il percorso si snoda infatti dalle opere più antiche, come i rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia conservati a Casa Buonarroti, cui ci introduce il direttore Alessandro Cecchi, per passare poi ad analizzare il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, mostrando la cura con cui l’artista, ancora giovanissimo, riesce a descrivere l’anatomia del Cristo. Il documentario ci guida quindi alla scoperta dei grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli michelangeloUffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery, dalla volta della Cappella Sistina al Giudizio Universale, e approfondisce il delicato e appassionato tema del non finito che caratterizza molte delle opere dell’artista.Il regista propone inoltre un excursus al Victoria and Albert Museum di Londra dove Holly Trusted, Curatrice del Dipartimento Sculture del museo, ci accompagna nell’Italian Cast Court, ora ribattezzata Weston Cast Court, dove spicca la copia in gesso del David di Michelangelo, realizzata da Clemente Papi nel 1850 e destinata alla formazione di studenti d’arte. Tra gli altri luoghi del film anche il Dipartimento delle arti figurative occidentali dell’Ermitage (di cui conosciamo il responsabile Sergej Androsov), dove si trova il Ragazzo accovacciato in marmo, attribuito a Michelangelo solo in epoca recente.
Michelangelo. Amore e morte offre inoltre la straordinaria possibilità di conoscere i bronzi Rothschild, nudi virili in bronzo che cavalcano due pantere. Appartenute ai banchieri Rothschild, le due sculture sono state attribuite al maestro e sarebbero gli unici bronzi michelangioleschi sopravvissuti ai secoli come ci spiega Victoria Avery, Conservatrice di Arte Applicate del Museo Fitzwilliam di Cambridge.Tra le testimonianze raccolte dal regista ci sono inoltre quelle dei critici d’arte Martin Gayford, Jonathan Jones, Jennifer Sliwka e Cristina Acidini, quella del delegato per i dipartimenti scientifici ed i laboratori di restauro dei Musei Vaticani, Professore Arnold Nesselrath, e quella dell’artista Tania Kovats. (foto: michelangelo)

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Le Piace Brahms?

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

cappella-sistinaRoma 12 febbraio, ore 11.00 Teatro Sala Umberto, Via della Mercede, 50 a 120 anni dalla sua morte, Johannes Brahms verrà ricordato e omaggiato con “Le piace Brahms?”. Roma, è la città che il musicista amò e che fu per lui fonte d’ispirazione e rifugio (“pensa ad essere solo nella Cappella Sistina, a raggiungere nel pensiero i profeti di Michelangelo, uomo, Dio, mondo, tutto in uno solo!” scriveva il compagno di viaggio Billroth in una lettera a Eduard Hanslick). Un concerto unico, nella cornice perfetta di una delle sale storiche di Roma, che proprio pochi anni prima della morte del grande musicista, nel 1882, nacque per ospitare concerti e operette. Tre grandi artiste di calibro internazionale (Katia Castelli, mezzosoprano, Ilona Bàlint alla viola ed Edina Bak al pianoforte) daranno vita ad alcuni indimenticabili capitoli della musica di Brahms, raccontando attraverso le note la storia di un grande artista e del suo rapporto con la bellezza e la poesia, con splendidi brani tratti dal repertorio liederistico dell’autore, trascrizioni dalle Danze Ungheresi e la celebre e sempre amata Sonata Op. 120 n°2. Per molti un “anti-Wagner”, nella musica da camera e nei lieder che saranno protagonisti al Sala Umberto, Brahms mostrò più che altrove la sua ispirazione poetica, la dimensione del rapporto umano, la ricerca di un movimento nuovo e più libero, il superamento di una corazza difensiva e le sue audaci innovazioni. Contenuti presenti anche nella splendida sonata, la seconda dell’op. 120, in questo caso eseguita dalla viola, ma prevista anche per clarinetto. Al Teatro Sala Umberto, verranno eseguiti anche due lieder tratti dalla raccolta di quattro Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di un compagno di viaggio) di Gustav Mahler, il grande compositore boemo nato nel 1860 e, da giovane esordiente, puntigliosamente criticato da Brahms, furono inizialmente destinati a voce e orchestra, quest’ultima qui evocata dal sapiente uso del pedale del pianoforte, e nacquero da un amore infelice dell’autore per un’ affascinante cantante. Costo del biglietto: intero platea 18,00 €, intero galleria 12,00 €, ridotto platea 14,50 €, ridotto galleria 9,50 €, Bibliocard, Cral dopo lavoro e over 65, under 25, 5 €

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Possibile attribuzione a Michelangelo del dipinto Crucifixio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2016

CrucifixioDurante una recente conferenza stampa il Prof. Lionello Puppi, uno dei più grandi esperti mondiali di Arte, ha esposto alla mostra di Treviso, dedicata alla figura del celebre pittore El Greco, un dipinto “Crucifixio”, sostenendo che la tesi di una possibile attribuzione a Michelangelo. Il Prof. Vittorio Sgarbi dopo l’annuncio del Prof. Puppi ha mostrato scetticismo, dichiarando di “Non vedere la mano del Grandissimo in quel dipinto”. Chiediamo al Prof. Puppi, per la nostra rubrica culturale “Artisti sulle vie del Giubileo” una replica.
Qual è la sua replica al giudizio del Prof. Sgarbi, il quale sostiene che l’opera “Crucifixio” non è di Michelangelo, come lei ha affermato recentemente?
“Posso soltanto fare un’osservazione: prima di esprimere un giudizio Sgarbi dovrebbe visionare l’opera. Non mi risulta che, al momento, il Prof. Sgarbi l’abbia vista e, probabilmente, giudica basandosi sulla foto che è stata pubblicata nelle varie riviste. E’ un parere che, comunque, rispetto anche se non posso accettare giudizi frettolosi basati semplicemente sulla visione di una fotografia. Mi rammarico che Sgarbi parli prima di vedere l’opera di persona. Ho esposto l’opera alla mostra di Treviso su El Greco perché fosse possibile sia agli specialisti sia al pubblico dare un giudizio e una valutazione.
Per quali motivi lei ritiene che il dipinto in questione si possa attribuire a Michelangelo?
“In parte sono prove documentali e diagnostiche unite ad una somma di ragioni che mi hanno portato a questa conclusione. Non la pongo come verità assoluta ma come proposta di studio. D’altronde se ne parla nelle corrispondenze epistolari tra Michelangelo e Vittorio Colonna. Auspico che gli studiosi possano venire a studiare l’opera e giudicarla direttamente”.
Vuole aggiungere qualcosa?
“Ribadisco solo l’invito al Prof. Sgarbi. Nessuna polemica in merito ma un invito al dialogo”.
Sono ormai diversi mesi che la mostra “El Greco in Italia. Metamorfosi di un genio” è aperta al pubblico. Un primo bilancio?
“Grande soddisfazione per il buon afflusso di persone . Questa mostra nasce da tanti anni di lavoro, presenta delle novità molto consistenti come l’attività di El Greco durante la sua permanenza in Italia. La mostra acquista una valenza particolare proprio nell’anno del Giubileo perché, così, l’Italia si allinea alle grandi mostre di arte internazionale”. (fonte:portale.lombardinelmondo.org) foto: Crucifixio)

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D’après Michelangelo.La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

D’après MichelangeloMilano. Castello Sforzesco Antico Ospedale Spagnolo 30 settembre – 10 gennaio 2016 ANTEPRIMA STAMPA 29 settembre ore 12.00 Sala Weil Weiss – Castello Sforzesco, Milano. Il ricco programma di iniziative ed eventi di ExpoinCittà destinato ad animare la vita culturale milanese per tutto il semestre dell’Esposizione Universale, si arricchisce di un nuovo appuntamento al Castello Sforzesco.
Da mercoledì 30 settembre sarà possibile ammirare la mostra “D’après Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento” nelle nuove sale espositive dell’Antico Ospedale Spagnolo, adiacenti al Museo della Pietà Rondanini da poco inaugurato.
Disegni, alcuni originali del grande genio del Cinquecento, dipinti, incisioni, preziosi oggetti d’arte permetteranno di conoscere un aspetto più intimo del maestro, riguardante la sfera della sua vita privata e delle sue amicizie: un piccolo nucleo compatto, per i quali è stata coniata la definizione di “fogli d’omaggio”.Tra gli anni Venti e Quaranta del Cinquecento, mentre Michelangelo attende alle committenze medicee (Sagrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze) e a quelle pontificie (il Giudizio Universale della Sistina), il maestro intreccia importanti relazioni di amicizia con esponenti della nobiltà romana, siglate anche attraverso il dono di elaboratissime composizioni grafiche a matita. Non semplici disegni di studio (o non solo), bensì opere d’arte a tutti gli effetti in sé compiute.Questa produzione grafica rappresenta un vertice dell’attività michelangiolesca non soltanto per l’elevato grado di finitezza formale, ma anche per la complessità iconografica dei soggetti proposti, di tematica classica e mitologica nei doni per Tommaso Cavalieri, e di argomento sacro e devozionale in quelli per Vittoria Colonna.L’aspetto che questa mostra intende documentare è l’apparente, affascinante contrasto tra l’originaria destinazione privata di tali disegni, quasi “frammenti” di un intimo dialogo con gli amici, e la straordinaria, immediata fortuna che essi incontrarono presso gli artisti e i collezionisti del tempo.È interessante riflettere sulla evidente modernità di questo fenomeno, nel quale il disegno originale michelangiolesco, opera d’arte perfettamente autonoma e consapevole, diventa un modello – una sorta di brand contemporaneo, ricercato e “di moda” – largamente copiato, imitato e replicato in una serie di oggetti che, su diversi livelli e con tecniche artistiche differenti, si distinguono per la loro preziosità e il loro valore privato.”Il polo michelangiolesco del Castello Sforzesco, che trova il suo cuore nel nuovo Museo dedicato alla Pietà Rondanini, si arricchisce nell’autunno di ExpoinCittà di una nuova, raffinata esposizione dedicata al genio fiorentino, che inaugura i nuovi spazi espositivi dell’Antico Ospedale Spagnolo – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Una dimostrazione di come qualsiasi investimento in cultura e in progetti di condivisione della nostra straordinaria storia dell’arte generi sempre nuova bellezza e nuova conoscenza, offrendo ai milanesi e ai visitatori della nostra Città, sempre più numerosi e provenienti da tutto il mondo in questa estate di Expo Milano 2015, occasioni preziose per approfondire aspetti inediti della nostra identità culturale”.L’itinerario della mostra si articola in tre sezioni, attraverso una sequenza ordinata per cronologia e tematiche.La prima affronta il nucleo più antico di “fogli d’omaggio”: destinatario è il gentiluomo fiorentino Gherardo Perini “che ricevette in dono tre bellissimi disegni raffiguranti “teste divine”, tra cui la notissima Furia, una testa classica di vaga eco leonardesca nella deformazione prodotta dal grido e la cosiddetta Zenobia, immagine di seducente bellezza femminile. Appartiene a questo gruppo di “teste divine” anche la Cleopatra, disegno donato dal Buonarroti all’amico romano Tommaso Cavalieri.La seconda sezione della mostra è infatti dedicata interamente ai soggetti mitologici che il maestro ideò negli anni Trenta proprio per il giovane Tommaso, a siglare un rapporto di amicizia e stima esclusive. Se il Supplizio di Tizio simboleggia il tormento di un amore vincolato alla dimensione terrena, il volo di Ganimede verso il cielo, abbandonato fra le ali di Giove, rappresenta invece tutta la bellezza di un’elevazione intima e spirituale. La rassegna tenta di documentare in modo completo la fortuna vastissima che proprio questo soggetto incontrò, ispirando numerose versioni grafiche e svariate derivazioni nelle arti decorative ed incisorie, sino ad arrivare ad autonome rielaborazioni pittoriche, come la splendida Battaglia di Montemurlo dipinta da Battista Franco. Infine la Caduta di Fetonte, composizione ricercatissima nei circoli culturali a lui contemporanei, come attestato dalle fonti rinascimentali e dalle numerose repliche in disegni, stampe, cristalli, placchette e cammei.Nella terza parte della mostra l’attenzione si focalizza sui disegni per Vittoria Colonna, Marchesa di Pescara, con cui Michelangelo condivise un “comune sentire religioso e spirituale”, fino alla morte di lei nel 1547. È emblematica, in questo senso, la cosiddetta Madonna del Silenzio, che deve il nome al gesto compiuto da un San Giovannino che discende dal dio egizio Orus. L’opera, misteriosa in alcuni dettagli iconografici, è ben rivelatrice del clima di parziale clandestinità nel quale avvenivano gli incontri spirituali fra il maestro e la Marchesa. Ancor più nota e imitata è la rappresentazione della Crocifissione in cui, recuperando un artificio medievale, Michelangelo vi raffigura Cristo vivo sulla croce, in dialogo con il Padre. Infine, il maestro riscrive totalmente il significato della Pietà, scardinando l’impianto che lui stesso aveva adottato nella famosa Pietà Vaticana: ora si pone in primo piano il sacrificio di Cristo. La fortuna di quest’immagine va ben oltre i limiti cronologici del Cinquecento e capillare è la sua penetrazione nel territorio nazionale attraverso dipinti, disegni, ma soprattutto oggetti di oreficeria liturgica.
Delle oltre ottanta opere in mostra una parte proviene dagli istituti che hanno sede all’interno del Castello, soprattutto materiali a stampa e librari dalla Raccolta Bertarelli e dalla Biblioteca Trivulziana. Numerosi sono i prestiti concessi dalle maggiori raccolte italiane, principalmente i Musei Fiorentini e Casa Buonarroti, le Galleria dell’Accademia di Venezia, i Musei di Bergamo, Bologna, Napoli, Palermo, Roma, oltre a diversi Gabinetti di Stampe, collezioni private e alla Biblioteca Apostolica Vaticana.
Un apporto fondamentale giunge infine dalle maggiori collezioni d’Europa e Stati Uniti, offrendo l’occasione di ammirare opere mai esposte prima in Italia, provenienti da Amsterdam, Budapest, Cracovia, Écouen, Lipsia, Londra, Madrid, Oxford, Parigi, Rotterdam, Vienna, Zagabria, e, per gli Stati Uniti, New York e Washinghton. Una agile guida, edita da Marsilio, accompagnerà il visitatore lungo il percorso della mostra. E’ in preparazione, sempre da Marsilio, il catalogo scientifico che documenta il lavoro di ricerca svolto dai curatori in occasione della mostra: un volume di grande formato, con oltre 600 illustrazioni, arricchito da un DVD. (foto: D’après Michelangelo)

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Michelangelo: His Poetry and His World

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 novembre 2014

michelangelo_poesie_bisToronto Wednesday, November 19, 2014 – 6:30pm – 8:30pm Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron Street Free admission . On the occasion of the exhibition Michelangelo: Quest for Genius, which features 30 drawings from Casa Buonarroti in Florence, held at the Art Gallery of Ontario (October 18–January 11), the Istituto Italiano di Cultura presents Michelangelo: His Poetry and His World, a talk by Sarah Rolfe Prodan (University of Toronto). In addition to being an artistic genius, Michelangelo was a determined and distinctive poet. The verses he left behind include spontaneously scribbled fragments near drawings and on the reverse of letters as well as more laboriously developed compositions, written and re-written multiple times and in different conceptual directions. Ranging broadly from highly expressive and entertaining ludic pieces, through philosophically profound and technologically precise reflections on art and artistic creation, to some of the most complex and compelling spiritual poetry and amorous verses in the Italian language, Michelangelo’s writings were put to music by two of the foremost composers of his day. Since the public first received his poetry in this way, it has been seen as a personal diary, on the one hand, and as a serious literary corpus on the other. Through an examination of Michelangelo’s poetic activity – his verses, the pages on which they were composed, and their fortune– this talk will shed light on the artist, his work and his world. The present talk aims to complement the AGO exhibit Michelangelo: Quest for Genius (October 18 – January 11), which features 30 drawings from the Casa Buonarroti in Florence that together highlight the artist’s genius and his creative process. In concurrence the Istituto Italiano di Cultura presents the photographic exhibition Michelangelo through the lens of Aurelio Amendola (October 1 – January 12).
Sarah Rolfe Prodan is a post-doctoral Research Fellow at the Centre for Reformation and Renaissance Studies at Victoria University in the University of Toronto, where she has designed and taught cultural history courses for the Renaissance Studies Program and lectured on Italian language and literature. Her research interests include Michelangelo, spirituality and the intersection of literature and art in the Italian religious culture of the fifteenth and sixteenth centuries. She is the author of Michelangelo’s Christian Mysticism: Spirituality, Poetry and Art in Sixteenth-Century Italy (Cambridge University Press, 2014), which won the 2013 Modern Language Association’s Scaglione Publication Award for a manuscript in Italian literary studies.

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Aurelio Amendola will be in attendance

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 ottobre 2014

6michelangelo_amendola_bisArt Gallery of Ontario (October 18 – January 11) Opening reception: Wednesday, October 1, 2014 – 6:30pm – 8:30pm Aurelio Amendola will be in attendance. Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron Street, Toronto Free admission
The 36 black-and-white photographs of Aurelio Amendola capture in unexpected ways the sensuality and tragic force emanating from the statues carved by Michelangelo. His lens seems to coincide and overlap with the sculptor’s eye at the moment of observing the different angles of the marble surface. From the Dying Slave of the Louvre, to the statues of Sagrestia Nuova of San Lorenzo, to the Pietà Rondanini of Milano, to the Crouching Boy of St. Petersburg, Amendola offers a sophisticated and unexpectedly new vision of Michelangelo’s works, by being able to capture every little sign left by the artist in creating his work.
Over his long career as art photographer, Pistoia native Aurelio Amendola has developed a special sensibility for the world of sculpture, by documenting the works of Jacopo Della Quercia, Michelangelo and Donatello, and by illustrating single works and monuments such as the Pistoiese pulpit of Giovanni Pisano, the Robbiano Frieze at the Ospedale del Ceppo, also in Pistoia, Santa Maria della Spina and the Battistero in Pisa, St. Peter’s in the Vatican. This last work, the first of a series dedicated to the great themes of Italian art visited according to the photographer’s personal outlook, presents a completely new iconography, calibrated on the “taglio”: by taking advantage of a rare occasion of a contact without restraint with Bernini monuments, Amendola is able to capture the most unexpected and detailed point of view. This becomes his artistic style in many of his subsequent works. In 1994 his book Un occhio su Michelangelo – dedicated to the Medici Chapel in San Lorenzo, Florence – won the “Premio Oscar Goldoni.” In 1995 an exhibition on this same theme was organized in Milan at the Palazzo Reale by the City’s Administration. In 1997 he was awarded the “Cino da Pistoia,” a prestigious career prize. In 2014, 23 of his large-format photographs of Michelangelo’s sculptures have been exhibited at the Medici Chapels in Florence to commemorate 450 years of the great Renaissance artist’s death. On the occasion the publishing house UTET Grandi Opere-FMR published the precious limited-edition volume Michelangelo, la dotta mano, featuring 83 photographs of Aurelio Amendola. Contemporary art represents the opposite pole of great interest for Amendola, who through the years has been able to collect a true gallery of portraits, comprising the most renowned masters of the twentieth century like De Chirico, Lichtenstein, Pomodoro, Schifano, Kosuth, Warhol, to name but a few. This collection, which is daily refreshed with unaltered passion, updating the names and the most cutting-edge artistic trends, acquires special cultural and human value thanks to the long friendships between the photographer and the artists. To Amendola’s work we owe the many monographs dedicated to the most famous contemporary sculptors and painters, including Mario Marini, Burri, Manzù, Fabbri, Ceroli, Vangi, Kounellis. At the Fondazione Pomodoro there are some of the most symbolic portrait pictures of the Maestro from Pistoia on view. In 2007 he was the first artist to have an exhibition at the Hermitage Museum in St. Petersburg. In May 2014 the Triennale of Milano dedicated to him a retrospective In atelier – Aurelio Amendola: fotografie 1970 – 2014.

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Le pietà di Michelangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Lussemburgo Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura (15, rue St Ulric – Grund) Dal 15 ottobre al 5 novembre 2010 Fotografate da Luciana Majoni  Il progetto è stato curato da Franca Falletti, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze e da Roberta Alberotanza, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura del Lussemburgo. Contestualmente, verrà  anche inaugurata la Biblioteca dell’Istituto Italiano Cultura.  Franca Falletti e Luciana Majoni, il 14 ottobre, alle ore 19,00 terranno una conferenza su “Michelangelo e il tema della Pietà” al Musée National d’Histoire e d’Art (Marché-aux-poissons, Luxembourg). Il colloquio analizzerà il particolarissimo tema iconografico e le sue strette varianti (Deposizione dalla croce, Ecce Homo) dal medievo alla controriforma.Un esaustivo catalogo con testi di Roberta Alberotanza, Franca Falletti, AnnaMaria Amonaci e Maria Letizia Strocchi è stato edito per l’occasione. La mostra, assolutamente inedita, presentata in anteprima mondiale per l’Istituto Italiano di Cultura del Lussemburgo, indaga e analizza la tematica fondamentale dell’opera del Buonarroti: la Pietà, attraverso 14 immagini, realizzate dalla fotografa Luciana Majoni, che già aveva curato una sezione della mostra del David nel 2008. Le foto saranno affiancate dagli studi che, durante i lavori di restauro della Pietà Rondanini, hanno messo a confronto l’opera con la Pietà del Vaticano e la Pietà Bandinelli. Luciana Majoni si diploma all’Accademia di Belle arti di Firenze nel 1976 e vive tutti i fermenti artistici di quegli anni che contribuisco alla sua formazione. Dopo questa fase, caratterizzata da una fotografia concettuale, evolve il lavoro con immagini già postmoderne. In seguito, per un intero decennio, si consacra alla fotografia delle opere conservate nei musei, e affascinata da tali capolavori cerca, attraverso l’obiettivo, di animarne la bellezza e ammorbidire i toni. I lavori più recenti si concentrano soprattutto sui ritratti. Orario apertura: dalle 16 alle 18, lunedì/ venerdì

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La vita di Michelangelo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Siena fino al 14 novembre 2010, Complesso Museale Santa Maria della Scala si terrà una mostra rara, singolare e raffinata che attraverso carte autografe di Michelangelo – lettere, poesie, carte di cantiere e altri documenti – riesce a percorrere tutta la vita del grande artista, ponendo inoltre l’accento sulla presenza e l’operato di Michelangelo a Siena.  Queste straordinarie testimonianze autografe provengono dall’Archivio Buonarroti, di proprietà della Fondazione Casa Buonarroti, che raccoglie le carte di famiglia ed è, per quanto riguarda Michelangelo, tanto vario e cronologicamente completo da rendere possibile un vero e proprio ritratto biografico.
La mostra, a cura di Lucilla Bardeschi Ciulich, nota studiosa della grafia michelangiolesca, e di Pina Ragionieri, direttrice della Fondazione Casa Buonarroti, è realizzata su progetto scientifico della Fondazione stessa, e per la sede di Siena si avvale della consulenza scientifica di Gabriele Fattorini. È organizzata dall’Associazione Culturale Metamorfosi e da Vernice Progetti Culturali, con il contributo del Comune di Siena e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30. Biglietto intero: € 6.00. Ridotto: (per gruppi, ultra sessantacinquenni e convenzioni): € 3.00. Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili e accompagnatori, funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il biglietto della mostra dà diritto alla riduzione di euro 0,50 per la visita al Duomo di Siena. (federighi, Michelangelo)

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La vita di Michelangelo

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Maggio 2010

Napoli fino all’8/8/2010 Piazza Museo Nazionale, 19 Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Carte, poesie, lettere e disegni autografi del Maestro Mostra su progetto scientifico della Fondazione Casa Buonarroti  a cura di Lucilla Bardeschi Ciulich e Pina Ragionieri  In un’area acquistata nel 1508 da Michelangelo, la Casa Buonarroti quale ancor oggi ci appare e’ l’esito del lungo lavoro di un davvero memore pronipote, Michelangelo Buonarroti il Giovane, che in circa trent’anni, tra il 1612 e il 1643, seppe trarre da una modesta proprietà immobiliare la casa “onorevole” in Firenze alla quale a lungo e invano aveva aspirato il suo grande avo. Uomo di lettere e di corte, amico e protettore di artisti e scienziati al di là dell’effettivo rilievo sociale della sua figura, Michelangelo il Giovane ebbe anche spiccata passione di collezionista; e fu un assiduo conservatore delle memorie e delle carte familiari, con un naturale e specialissimo riguardo per tutto quanto si riferisse al sommo artista dal quale discendeva: caratteristiche che dopo di lui rimasero piu’ o meno una tradizione di famiglia. E’ questo il principale motivo per cui, nonostante le vicissitudini a volte drammatiche attraversate nei secoli, la Casa Buonarroti conserva tuttora la documentazione senza dubbio piu’ ricca su Michelangelo. Qui si conservano l’Archivio Buonarroti, di proprietà della Casa, che contiene il fondo piu’ importante di carte autografe dell’artista, e anche la collezione piu’ cospicua al mondo di disegni autografi di Michelangelo.(michelangelo)

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The Young Archer

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

michelangeloNew York until 2/1/2010, 1000 Fifth Avenue Metropolitan Museum of Art Ve’lez Blanco Patio, 1st floorThe Metropolitan Museum of Art will present the marble sculpture Young Archer, attributed to Michelangelo Buonarroti (Florence 1475- Rome 1564), in its Ve’lez Blanco patio beginning November 3, 2009. The fragmentary marble figure of a nude youth, which is missing arms and lower legs, was retained previously in the Fifth Avenue mansion that has housed the Cultural Services office of the French Embassy for decades. The sculpture will be on view at the Metropolitan Museum for ten years as a special loan from the French Republic, Ministry of Foreign and European Affairs.  The Young Archer first entered the United States after it was obtained by architect Stanford White for the Manhattan residence of Mr. and Mrs. Payne Whitney at 972 Fifth Avenue. For decades, the mansion has been the New York office of the Cultural Services of the French Embassy, which displayed the marble boy in the entrance hall above a fountain designed by White. Although visible from the sidewalk, the statue remained unremarked until 1990 when it was observed by Metropolitan Museum Curator James David Draper, the first scholar to publish its whereabouts.  The exhibition will include illustrated text panels outlining the Young Archer’s history and indicating various scholarly schools of thought so that viewers can make up their minds accordingly.  This special presentation is organized by James David Draper, Henry R. Kravis Curator for the Metropolitan Museum’s Department of European Sculpture and Decorative Arts. (Michelangelo)

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Michelangelo architetto a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

incisioneRoma fino al 7/2/2010 piazza del Campidoglio, 1 Musei Capitolini La mostra presenta i progetti romani del Maestro tracciandone un profilo esauriente in relazione alle molteplici e prestigiose committenze locali, dagli anni della giovinezza, caratterizzati dalla passione per l’arte classica, alle straordinarie invenzioni della vecchiaia. Diciassette sezioni e 105 opere grazie alle quali e’ possibile tracciare un profilo di Michelangelo architetto a Roma attraverso i due principali momenti in cui l’artista visse nella città tra 1505 e 1516 e dal 1534 fino alla morte nel 1564  Un evento straordinario che traccerà il profilo di -Michelangelo Architetto-, attraverso una straordinaria Mostra organizzata della Fondazione Casa Buonarroti, curata da Mauro Mussolin, storico dell’architettura, e Pina Ragionieri direttrice della Fondazione Casa Buonarroti, ai Musei Capitolini di Roma dal 6 ottobre al 21 febbraio.  Magistralmente suddivisa in diciassette sezioni spiegheranno la vita dell’artista in due momenti principali e fondamentali tra il 1505 al 1516 al 1534 fino alla sua morte nel 1564. Il cuore della mostra (catalogo Silvana Editoriale a cura di Mauro Mussolin, con la collaborazione di Clara Altavista) e’ proprio lo straordinario nucleo di oltre trenta disegni autografi dell’artista relativi a opere romane di proprietà di Casa Buonarroti, il cui apporto comprende anche pregevoli stampe e due ritratti di Michelangelo.  Ai disegni autografi del Maestro si alterneranno in mostra, come un prezioso compendio di meravigliose appendici, antiche stampe, disegni, modelli, volumi e documenti originali dell’epoca concessi in prestito da importanti collezioni italiane. (Immagine: Incisione del XVI secolo)

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