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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Posts Tagged ‘migranti’

Migrantes: Decreto flussi, “un segnale positivo ma ancora insufficiente”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 gennaio 2023

Il Decreto flussi 2023 approvato recentemente dal Governo Italiano – e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 gennaio u.s. – fissa una quota massima di 82.705 lavoratori non comunitari che nei prossimi mesi potranno fare ingresso legalmente in Italia per lavorare. Si tratta di un segnale positivo, ma ancora non sufficiente. Da più parti, infatti, e soprattutto fra le associazioni di categoria e le organizzazioni professionali, da tempo si domanda di incrementare le quote di ingresso legali riservate ai lavoratori non comunitari. Si tratta di confrontarsi realisticamente con la grave mancanza di addetti in alcuni settori specifici, in particolare nell’agricoltura, nel turismo e nell’industria.Già il Decreto flussi 2022 prevedeva una quota massima di 69.700 lavoratori non comunitari subordinati, stagionali e non stagionali, e di lavoratori autonomi. Una cifra ben più significativa rispetto alle poche migliaia degli anni precedenti.In questa occasione si impone, però, un’ulteriore riflessione. Mentre da un lato si continuano a limitare oltre il necessario le opportunità di ingresso legali in Italia, dall’altro, in base al memorandum Italia-Libia, sono state respinte 100mila persone dal 2017 ad oggi.Oltre all’evidente tragedia umana, si tratta di risorse umane preziose che rischiano di essere sprecate, che, unitamente alle decine di migliaia di lavoratori immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale, con opportune misure di regolarizzazione (protezione sociale, incontro fra domanda e offerta, sanatoria…) crediamo potrebbero essere più e meglio valorizzate per costruire insieme il futuro sociale ed economico del Paese. ByMons. Pierpaolo Felicolo Direttore Generale Fondazione Migrantes

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“La versione Buzzi ‘i migranti rendono più della droga’

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2022

Ha dilagato anche in Unione europea perdendo quel cinismo del criminale incallito per assumere la ‘nobiltà’ della crescita sociale: ‘le Ong servono a far girare i soldi’, secondo quanto afferma Francesco Giorgi, il braccio destro di Panzeri e compagno della vicepresidente Eva Kaili. Il che significa che questi europarlamentari di sinistra hanno sfruttato la disperazione dei popoli africani e medio-orientali come forma di creazione e appropriazione della ricchezza. Una nuova teoria economica: sono passati dall’esproprio proletario al business della solidarietà e della filantropia, mantenendosi sempre fedeli al Capitale, ma non certo quello del filosofo di Treviri. Ho sempre sostenuto che la corruzione è un fatto individuale, né di sinistra, né di destra. Ma qui ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso rispetto al ‘semplice’ arricchimento personale. C’è la costruzione di un sistema di solidarietà che, ben lungi dal voler risolvere i problemi umanitari, risolve i problemi economici di chi se ne occupa. Anche sulla questione immigrazione occorre sgranare bene gli occhi e riattivare indagini approfondite tenendo presente che la madre di tutte le battaglie deve essere la guerra ai trafficanti di uomini, per riconquistare il diritto a una immigrazione regolare accompagnata da interventi di sviluppo e crescita nel Terzo mondo, unico vero modello di solidarietà scevra da ogni sfruttamento. E oggi dobbiamo aggiungere un contrasto deciso anche ai complici della nuova tratta di schiavi, smascherando insieme all’Ue il giro d’affari costruito intorno a tutte le declinazioni della disperazione”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Migranti, fumo negli occhi e drammi in corso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Abbiamo poco da aggiungere allo sdegno per la squallida situazione che si è creata al porto di Catania per lo sbarco di migranti che, grazie al ministro dell’Interno e al governo, dovrebbero essere selezionati in base all’urgenza dei bisogni specifici di ognuno di essi, rimandando indietro quelli che non vi rispondono. Al rifiuto del comandante della nave che ha rispettato le “leggi del mare” salvando e portando in porto tutti senza fare specifici “pedigree” e al conseguente braccio di ferro anche legale, vedremo quali saranno i risultati. Ci preme sottolineare che siamo anche qui di fronte a fatti simbolici che, di per sé, non implicano disagi e pericoli per il nostro territorio e regime. E’ stato così quando il governo si è detto disponibile (proposta della Lega di Salvini) ad aumentare la soglia per i pagamenti in contanti, ed altrettanto col provvedimento contro i rave-party. Solo atti a simboleggiare prove di forza ideologica e arroganza del comando (anche se ricevuto dagli elettori).Al 4 novembre di quest’anno i migranti sbarcati in tutto il 2022 sono meno di 90mila, mentre in Europa (fino al 31 ottobre) sono quasi 150mila. Hanno quindi ragione al governo? Per niente, visto che quest’anno di tutte queste persone, ben 114mila hanno fatto domanda di asilo in Germania e solo 37mila in Italia. Siamo quindi un Paese di transito. A questo si aggiunga che i migranti ucraini in fuga dall’invasione di Putin ad oggi, in Europa, sono quasi 7millioni e 800mila, e poco più di 170mila sono in Italia, quasi 1milione e mezzo in Polonia, più di 1 miiione in Germania e quasi mezzo milione nella Repubblica Ceca.Questo a significare che i problemi di accoglienza per la situazione oggettiva in corso (fuggiaschi ucraini e migranti), lambiscono marginalmente il territorio italiano. L’impegno delle nostre autorità c’è ma per una quantità che, se fosse ai livelli dei nostri partner Ue, avremmo ben altri problemi. Insomma, stiamo dando il nostro contributo su dei numeri molto piccoli. Solo che al governo ci vogliono far credere che siamo invasi e che rispettando la legge – dicono al governo, tutto da dimostrare – stiamo dando il meglio di noi stessi anche coi fatti in corso al porto di Catania.Sui migranti sono anni che va avanti questa storia dell’invasione. Chi ce la propina vorrebbe che in Italia entrassero solo i migranti in regola… e fa orecchie da mercante sul fatto che le regole che abbiamo sono ridicole (migranti entrano in regola solo se hanno già un lavoro in Italia) e superate/travolte dalla guerra in Ucraina (per cui sono state fatte norme specifiche dai governi precedenti) e dal globale scombussolamento economico e climatico.Il problema è che nelle ultime elezioni gli elettori hanno dato credito a queste menzogne sull’invasione e alle promesse elettorali che l’Italia diventerebbe “felix” se chiusa in una sorta di fortino per far fronte alla crisi europea e mondiale.La situazione è drammatica, soprattutto perché oltre che a giocare sulla nostra sicurezza ed economia, si nasconde e si ignora il fatto che “nostra” non vale per l’Italia, ma per l’Europa e tutto il Pianeta. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Lo sguardo di umanità del Vescovo Scalabrini nei confronti dei migranti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2022

Il Vescovo Giovanni Battista Scalabrini è Santo. Una santità che nasce dal suo impegno sacerdotale e parrocchiale, nella catechesi e nella predicazione, nell’insegnamento e nella cura dei presbiteri, ma ha al centro il suo impegno pastorale e sociale a favore degli emigranti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Allora dal nostro Paese, a causa della povertà in campagna e in collina partivano fino a un milione di italiani l’anno: metà verso le Americhe e l’altra metà verso i Paesi dell’Europa, del Nord Africa e del Medio Oriente. Un impegno condiviso con un altro Vescovo amico, Geremia Bonomelli, di due diocesi vicine – Piacenza e Cremona – che alla fine si divideranno il lavoro pastorale con i migranti: Scalabrini, con i suoi missionari, in America e Bonomelli, con i preti diocesani, in Europa. L’impegno pastorale sarà soprattutto nel condividere il viaggio e la vita con gli emigranti italiani, perché avessero la possibilità di continuare un cammino di fede, con le celebrazioni e la catechesi in lingua italiana e l’assistenza spirituale. Il clero autoctono, infatti, non solo non curava la vita religiosa degli emigranti, ma talora ostacolava l’attività dei missionari. Il Vescovo Scalabrini aveva compreso che abbandonare gli emigranti e le loro famiglie che partivano avrebbe generato l’abbandono anche della fede e della pratica religiosa, oltre che l’adesione a movimenti socialisti e anarchici. L’impegno sociale sarà diretto a promuovere la tutela dei migranti, contro gli agenti e mediatori di manodopera approfittatori, contro i datori di lavoro sfruttatori, per la promozione dei diritti dei lavoratori e delle loro famiglie e dei minori, sensibilizzando l’opinione pubblica e la politica in diverse occasioni – all’ Expo di Torino del 1898, al Convegno dell’Opera dei Congressi di Ferrara del 1899, ad esempio – e formulando anche proposte di legge. A questo proposito, in una relazione alla Congregazione di Propaganda fide del 4 settembre 1889 il Vescovo Scalabrini scriveva: “Nelle fazendas gli emigranti lavoravano in condizioni durissime, come braccianti salariati, in genere a cottimo, alle dipendenze di fazendeiros in gran parte dispotici e sfruttatori, con conseguenze negative sia sul piano morale che religioso”. Bella è poi l’amicizia per quasi quarant’anni tra i due Vescovi, Scalabrini e Bonomelli, testimoniata dal fitto Epistolario, dove si respira la passione per la cura degli emigranti che per Scalabrini sfocerà nella fondazione della Congregazione degli Scalabriniani e per Bonomelli nella creazione dell’Opera di assistenza per gli italiani emigrati in Europa. Esemplari sono le parole del Vescovo Bonomelli commemorando l’amico Scalabrini nella Chiesa di S. Bartolomeo a Como, nel 1913: “La Provvidenza mi pose in contatto con molti uomini collocati in alto nella Chiesa di Dio per ufficio, per scienza e pratica di affari, conoscitori della società; ma posso affermarlo con tutta coscienza: non ne trovai uno o ben pochi che conoscessero al pari di lui le condizioni nostre vere, sociali e religiose, e i bisogni relativi dei nostri tempi!… Il suo sguardo spaziava al di là della sua diocesi, dell’Italia e dell’Europa”. Questo sguardo di Scalabrini è carico di santità perché esperto di umanità, capace di dialogare con le istituzioni, di “uscire dal tempio”. Ed è questo sguardo pieno di umanità che la santità del Vescovo Scalabrini ci sollecita, perché “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini, soprattutto dei poveri e dei malati” (G.S. 1) non ci lascino indifferenti, abbattono i muri dell’indifferenza e della prepotenza, spingano all’impegno e alla condivisione. È uno sguardo, quello del Vescovo Scalabrini, che ha una preferenza per i poveri, che allora erano i salariati sfruttati, costretti a partire per le Americhe. È uno sguardo che coinvolge oggi noi, le nostre comunità per educarci alla prossimità nei confronti dei migranti, in questo tempo in cui – come scrive Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti – “riappare “la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare i muri, muri nel cuore, muri nella terra per impedire questo incontro con altre culture, con altra gente. E chi alza un muro, chi costruisce un muro finirà schiavo dentro ai muri che ha costruito, senza orizzonti. Perché gli manca questa alterità” (F.T. 27). By S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Presidente della Cemi e della Fondazione Migrantes

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Migranti: Mura (Pd), ministri della Lega giustizialisti a orologeria

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

“I ministri della Lega si attengano al loro ruolo istituzionale e provino a ricordarsi che dopo l’epoca del cappio in Aula dicono di esser diventati garantisti: il loro invece è giustizialismo a orologeria. Sarebbe auspicabile che un minimo di certezza del diritto abitasse anche tra i membri leghisti del Governo, che dovrebbero sapere che il giudizio di primo grado non è una condanna definitiva. Teniamoci alle regole, distinguiamo tra procedimenti giudiziari e valutazioni di opportunità politica: ne guadagnerà la qualità della democrazia”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) replicando ai ministri della Lega Erika Stefani, Massimo Garavaglia e Giancarlo Giorgetti, che hanno chiesto a Mimmo Lucano “un passo indietro dopo la durissima condanna”.

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Italiani e migranti esclusi dall’anagrafe

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Giovedì 22 luglio alle ore 10.30 ActionAid lancia la campagna #DirittiInGiacenza per denunciare che troppo spesso nel nostro paese l’esclusione dalla residenza è discrezionale, illegittima e discriminatoria verso le persone più fragili, sia italiane che straniere. Per chiedere alla politica e alle amministrazioni di garantire l’iscrizione anagrafica, attiviste e attivisti invaderanno piazza Montecitorio a Roma con pacchi vuoti restati “in giacenza”, tornati al mittente per mancanza di indirizzo, simbolo dei diritti sospesi. Un’azione dal forte impatto visivo denuncia un problema sommerso e sconosciuto che accomuna italiani indigenti e migranti, la fascia della popolazione più fragile che spesso vive in condizioni abitative precarie e senza titoli di possesso delle proprie case e che subisce gli effetti più gravi della negazione di diritti fondamentali. All’azione prenderanno parte anche parlamentari di diversi schieramenti a cui ActionAid chiede di porre l’attenzione sulle discriminazioni collegate alla mancata registrazione all’anagrafe, rese ancora più gravi dalla pandemia.

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Vaccino ai migranti irregolari

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

L’associazione medici di origine straniera in Italia(AMSI) ,la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) ,L’unione medica euro mediterranea (UMEM)e il movimento Uniti per Unire dopo il loro apprezzamento e ringraziamento alle Regioni Veneto ,Emilia Romagna ,Puglia e Friuli Venezia Giulia estendono il loro apprezzamento e ringraziamento alla Regione Lazio e al Presidente Nicola Zingaretti e all’Assessore Alessio D’Amato per avere invitato tutti i direttori degli ASL di provvedere a includere gli immigrati irregolare con tesserino STP e ENI come segue; Queste le indicazioni della Regione Lazio inviate alle ASL (vedi allegato)Le ASL del Lazio sono invitate a individuare un Ufficio unico di riferimento per procedere nel piano di vaccinazione per persone prive di tessera sanitaria, di STP e/o di codice fiscale; -le persone vengono iscritte nella lista di vaccinazione – viene dato STP a chi ne è privo- viene privilegiato vaccino monodose- attenzione a patologie contratte nella vita precaria- dopo il vaccino la persona va registrata nell’anagrafe vaccinale regionale (AVR).La nota della Regione raccomanda le ASL di attivare la collaborazione delle associazioni nel territorio. A breve La Regione fornirà materiali informativi in più lingue. Serve una svolta nella comunicazione a livello nazionale in Italia coordinata dal Ministero della Salute per tutto quello riguarda l’emergenza Covid compreso le vaccinazioni ,la seconda dose ,vaccino mix ,varianti per evitare e archiviare le confusioni creati da tanti pareri ed opinioni contrastanti e tante volte purtroppo archè irresponsabili .Basta seguire come succede nella maggior parte dei paesi del mondo dove siamo impegnati con UMEM e AMSI che indicazioni e informazioni ufficiali vengono dati solo dal Ministero della Salute del paese e non tramite le trasmissioni televisive con l’esperto di turno. Così dichiara il Presidente Amsi e UMEM e Membro Commissione Salute Globale Fenomeno

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Il PE chiede maggiore protezione dei migranti dalle violazioni dei diritti umani

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

Bruxelles. Il Parlamento critica la Commissione europea e alcuni paesi dell’UE per l’uso eccessivo di accordi informali sul rimpatrio e la riammissione dei migranti irregolari. Il Parlamento ha adottato una risoluzione, con 358 favorevoli, 309 contrari e 26 astensioni, che fornisce raccomandazioni sulla protezione dei diritti umani nel quadro della politica esterna di asilo e migrazione UE. Il testo rileva che, dal 2016, l’UE e alcuni Stati membri hanno concluso molti accordi e intese bilaterali informali con paesi terzi sul rafforzamento delle capacità di controllo e gestione delle frontiere, sulla lotta al traffico di esseri umani e sul rimpatrio e la riammissione dei migranti irregolari. La risoluzione evidenzia diverse tendenze preoccupanti sui diritti umani che derivano da tali accordi informali, che sono conclusi senza il dovuto controllo democratico e la supervisione parlamentare e non sono soggetti al controllo giudiziario. I deputati inoltre esortano la Commissione europea a negoziare e firmare accordi formali di riammissione con i paesi terzi e notano l’assenza di adeguati meccanismi operativi di segnalazione, monitoraggio, valutazione e responsabilità per seguire i casi individuali e rispondere alle potenziali violazioni, così come la mancanza di rimedi giudiziari efficaci per le persone i cui diritti potrebbero essere stati violati. Il PE sottolinea che i diritti dei richiedenti asilo dipendono proprio dalla possibilità che un tribunale verifichi l’avvenuta violazione dei loro diritti umani.Una panoramica completa e pubblica dei finanziamenti UE ai paesi terzi per facilitare la cooperazione sulle questioni migratorie rimane tutt’ora indisponibile, nota il testo. I deputati chiedono alla Commissione di garantire la piena trasparenza, anche stabilendo una tale panoramica. Il PE chiede infine informazioni dettagliate su qualsiasi altra misura di sostegno fornita dalle agenzie europee, come Frontex, al fine di garantire che i deputati possano controllare efficacemente come viene speso il bilancio UE.

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Migranti, Cirielli (FdI): “Polfer merita encomio, altro che indagini”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

“In merito alla presunta aggressione ai danni di due migranti irregolari da parte della Polfer, a bordo di un treno nella stazione di Genova Brignole, si evitino speculazioni mediatiche e politiche. Totale sostegno e fiducia nell’operato degli agenti”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e coordinatore della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli (FdI): “Altro che indagini, inchieste o spiegazioni a Striscia la Notizia. Ci vorrebbe un encomio per i poliziotti che, ormai ogni giorno, rischiano la loro incolumità e a volte anche la vita per garantire la nostra sicurezza sui treni, messa sempre più a repentaglio dalla presenza illegale di tantissimi stranieri. La responsabilità politica, ovviamente, è delle sinistre e dei Cinque Stelle che, con la complicità del ministro Luciana Lamorgese, continuano a favorire l’immigrazione clandestina e incontrollata, al di fuori anche delle norme in vigore dell’Unione Europea. Piuttosto, ora, si accerti perchè i migranti irregolari che si nascondevano nel bagno del treno fossero liberi di circolare per l’Italia senza alcun controllo. Chi doveva vigilare e non lo ha fatto?” conclude Cirielli.

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La Colombia intende regolarizzare i rifugiati e i migranti venezuelani

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, e l’OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, hanno elogiato ieri l’iniziativa della Colombia di riconoscere uno status di protezione temporanea di dieci anni ai venezuelani presenti nel Paese.La Colombia ospita 1,7 milioni di venezuelani, che rappresentano più del 37% dei circa 4,6 milioni di rifugiati e migranti venezuelani in America Latina e nei Caraibi. Più della metà della popolazione venezuelana in Colombia non ha uno status regolare, il che influisce sulla sua capacità di accedere a servizi essenziali, protezione e assistenza.“Questo coraggioso gesto umanitario serve da esempio per la regione e per il resto del mondo. È un gesto che cambia la vita a 1,7 milioni di venezuelani costretti a fuggire che ora beneficeranno di maggiore protezione, sicurezza e stabilità mentre sono lontani da casa”, ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi, che si trova attualmente in Colombia per valutare i bisogni umanitari.“Ci congratuliamo con la Colombia per la sua straordinaria generosità e il suo impegno a garantire protezione ai venezuelani costretti a fuggire. Questa decisione è un modello di pragmatismo e umanità”.Con la pandemia di COVID-19 che aggrava i bisogni in tutta la regione, molti rifugiati e migranti venezuelani, così come le comunità locali, lottano per sopravvivere mentre affrontano l’aggravamento della povertà, la perdita del lavoro, gli sfratti, la fame e la mancanza di cibo e di accesso alle cure mediche.Lo status di protezione temporanea permetterà anche l’accesso ai servizi di base, tra cui il sistema sanitario nazionale e i piani di vaccinazione anti COVID-19. La regolarizzazione è anche la chiave per soluzioni a lungo termine, compreso l’accesso al mercato del lavoro, il quale a sua volta serve a diminuire la dipendenza delle persone dall’assistenza umanitaria, contribuendo anche alla ripresa socio-economica del paese dopo il COVID-19.“La regolarizzazione dei rifugiati e dei migranti venezuelani in Colombia attraverso la concessione di un generoso status di protezione temporanea è una chiave per facilitare la loro integrazione socio-economica e l’accesso al sistema sanitario nazionale e alle campagne di vaccinazione anti COVID-19”, ha detto il direttore generale dell’OIM António Vitorino.“Il governo della Colombia ha dimostrato ancora una volta grande solidarietà e leadership. La sua decisione serve da esempio per il mondo”.L’attuazione di un’iniziativa di tale portata richiederà un investimento significativo in termini di tempo, logistica e risorse. OIM e UNHCR, come co-leader della Piattaforma Regionale di Coordinamento Inter-agenzia per i Rifugiati e i Migranti dal Venezuela (R4V), e in coordinamento con i loro 159 partner, sono pronti a contribuire con le loro competenze tecniche, la presenza sul campo, la capacità logistica e le risorse per sostenere la realizzazione di questa importante iniziativa.
Ribadendo la necessità di solidarietà e sostegno alla Colombia e ad altri paesi che ospitano rifugiati e migranti, l’OIM e l’UNHCR chiedono alla comunità internazionale di continuare a fornire finanziamenti adeguati e tempestivi per garantire il successo di questo impegno innovativo.

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Il 3% dei contagiati totali in Italia sono migranti e cittadini di origine straniera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Amsi,UMEM e Uniti per Unire; Appello al nuovo Governo, Urge una nuova legge d’immigrazione italiana-Europea, presentano statistiche “Osservatorio interculturale anti-Covid 19* Cosi l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), l’Unione medica euro mediterranea (UMEM) e il Movimento Uniti per Unire presentano le statistiche e riflessioni osservatorio inter culturale anti Covid in Italia e nel mondo in base allo sportello congiunto online e della collaborazione delle numerose associazioni in Italia e all’estero che sono più di 1000 ed i nostri rappresentanti UMEM e Amsi negli 80 paesi euro mediterranei, in Africa, Paesi del Golfo, Europa, Russia, Iran, Paesi sudamericani ed asiatici.Iniziamo ad elencare alcuni punti importanti delle statistiche e delle riflessioni Anti Covid 19 in Italia tra i migranti e cittadini di origine straniera:
-il 3% dei contagiati totali in Italia sono migranti e cittadini di origine straniera, la percentuale si è dimezzata negli ultimi 6 mesi;
– È aumentata del 30% la richiesta di un consulto psicologico per combattere ansia, paura e depressione e questi disagi nascono anche da motivazioni economiche;
– Sono aumentate del 50% le patologie articolari e vertebrali tra i migranti per motivi di stress, sovrappeso, maggiori sforzi e lavoro da domicilio;
-Sono aumentate le richieste per tutte le visite specialistiche; in Gastroenterologia del 25%, Ginecologia del 30%, Cardiologia del 15%, Pediatria del 30%, Neurologia del 20%, Psichiatria del 10%, Pneumologia 60%e la diagnostica d’immagine del 35%;
-sono aumentate del 40% le richieste di circoncisioni da parte delle famiglie musulmane viste le difficoltà a recarsi alle strutture sanitarie e ritornare nei Paesi di origine;
– Il protocollo più utilizzato dai cittadini stranieri è quello domiciliare e nei primi 5 giorni con quarantena fiduciaria;
-le comunità straniere si informano maggiormente tramite i medici di famiglia, medici di fiducia e medici di madre lingua;
– È aumentato il numero dei medici e professionisti di origine straniera che desidera recarsi in Italia per lavoro ma ci sono difficoltà riguardo il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e il periodo lungo di riconoscimento del titolo ottenuto all’estero;
– È aumentata la collaborazione e solidarietà tra i cittadini italiani e di origine straniera testimoniata sia a livello personale che con iniziative congiunte a favore di chi sta in difficoltà sia italiani che migranti.
“La sanità italiana ha bisogno di fare un salto di qualità amministrativo, organizzativo e bisogna valorizzare le buone pratiche, valorizzando i professionisti della sanità sia italiani che di origine straniera oltre che con una maggiore internazionalizzazione e collaborazioni a livello mondiale, per arricchirsi ulteriormente di buone pratiche e di esperienze costruttive per combattere tutte le problematiche irrisolte”, spiega Foad Aodi.

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Migranti, Cirielli (FdI): interrogazione a Lamorgese per poliziotti senza misure di sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

“Le fotografie dei poliziotti assembrati insieme ai migranti a bordo di un aereo di Stato, in barba ad ogni normativa in vigore anti-Covid, sono indegne di un Paese civile. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese si scusi subito con gli agenti della Polizia di Stato, anche se è ormai evidente che non è in grado di gestire l’emergenza legata al fenomeno degli sbarchi”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e presidente della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli che annuncia: “Su questo sconcertante episodio presenterò un’interrogazione parlamentare sia al ministro Lamorgese che al ministro della Salute Roberto Speranza perché, per colpa delle scellerate politiche dell’accoglienza indiscriminata messe in atto dal Governo Pd – M5S, si continuano a mettere in pericolo, ogni giorno, la salute e la sicurezza sia delle Forze dell’Ordine che degli italiani. Il premier Conte e il ministro Lamorgese, piuttosto, facciano prevalere il buon senso: adottino subito il blocco navale proposto da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia e garantiscano a tutte le Forze dell’Ordine gli strumenti di protezione utili per evitare la diffusione del virus tra il personale in servizio” conclude Cirielli.

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Migranti: misure di contrasto immigrazione clandestina

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

“Oggi finalmente il ministro dell’Interno Lamorgese annuncia al suo omologo francese che l’Italia contrasterà gli sbarchi illegali con “il posizionamento di assetti navali o aerei che possano avvertire le autorità tunisine di eventuali partenze da quei territori in modo che possano intervenire in autonomia nelle loro acque territoriali”. Come ha giustamente fatto notare il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni si tratta della storica proposta di FDI del “blocco navale al largo delle coste africane in accordo con le autorità locali”. Se serve aiuto, visto che il Governo italiano si ritrova solo ora a lavorare a questa ipotesi dopo anni di politiche immigrazioniste, Fratelli d’Italia si mette a disposizione per condividere le ampie conoscenze acquisite sulla materia”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Lojze Kovacic: I migranti – Libro 1

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

collana Oceani, trad. Martina Clerici, pp. 360, 20 euro La nave di Teseo. La più grande opera letteraria slovena arriva finalmente in Italia. Il primo volume di questa serie autobiografica in tre parti inizia nel 1938 con l’espulsione della famiglia Kovacic dalla loro casa in Svizzera, portando infine al loro insediamento nel paese di origine del padre, in Slovenia. Prima di lasciare la casa, il figlio di dieci anni immagina il paese di suo padre come un paese dalla bellezza fiabesca, ma mentre si dirigono verso la terra del loro esilio, la famiglia si rende conto che ogni sforzo per rendere questo posto la loro casa sarà vano. Di fronte alla miseria, alla fame e all’ostilità, il ragazzo rifiuta di imparare lo sloveno e tace, i suoi dintorni diventano un abisso sociale, culturale e mentale. Narrato in prima persona da questo ragazzo dall’ingenuità misteriosa, il romanzo segue il viaggio della sua famiglia in un frammentato mosaico di ricordi. Alcuni sono innocenti e teneri, mentre altri sono infelici e spietati, dando vita a una descrizione profonda e straziante di un periodo lacerato dal conflitto, che si riflette nella potente e innovativa padronanza del linguaggio dell’autore.

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Immigrazione: Netto calo dei migranti non comunitari

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Per la prima volta, dopo diversi anni, nel 2019 è diminuito il numero degli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia: dai 3.717.000 dell’anno precedente a circa 3.615.000 (una quota sostanzialmente analoga a quella del 2011), per un calo di ben 101.600 unità (-2,7%). In 10 anni, l’unico altro decremento si è verificato nel 2016, a causa del contestuale boom di acquisizioni di cittadinanza (oltre 201.000): una spiegazione che però non vale per il calo del 2019, quando le acquisizioni di cittadinanza non hanno conosciuto un aumento così significativo rispetto all’anno precedente. Lo anticipa il Dossier Statistico Immigrazione 2020, 30° edizione, realizzato dal Centro studi e ricerche IDOS in partenariato con Confronti, che verrà presentato il prossimo 28 ottobre. Al forte decremento del 2019 fa da contrappeso, piuttosto, un corrispondente aumento del numero dei non comunitari scivolati nell’irregolarità: già stimati in 562.000 alla fine del 2018, quando è entrato in vigore il primo Decreto “sicurezza”, si è calcolato che, proprio per effetto di quest’ultimo, sarebbero cresciuti di 120-140.000 nei due anni successivi, arrivando a oltre 610.000 a fine 2019 e a quasi 700.000 alla fine del 2020, se nel frattempo non fosse intervenuta la regolarizzazione della scorsa estate, che ha raccolto in totale circa 220.500 domande.L’abolizione dei permessi per motivi umanitari, stabilita dal Decreto “sicurezza” del 2018, congiunta sia alla politica dei “porti chiusi” e dei respingimenti sia alla perdurante mancanza, dal 2011, di una programmazione degli ingressi stabili di lavoratori stranieri dall’estero, ha contribuito per un verso a svuotare i centri di accoglienza (i cui ospiti sono scesi da 183.800 nel 2017 a 84.400 a fine giugno 2020, per una fuoriuscita netta di quasi 100.000 migranti in appena due anni e mezzo) e per altro verso a un drastico calo della percentuale di riconoscimento delle domande di protezione presentate in Italia (dal 32,2% del 2018 ad appena il 19,7% del 2019, la metà della media europea). Due circostanze che concorrono strutturalmente a ingrossare le fila già assai nutrite degli immigrati irregolari nel paese.Nel primo caso, perché molte delle persone espulse dai centri di accoglienza, dopo il varo del Decreto del 2018, erano richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria che, dispersisi sul territorio, sono di lì a poco divenuti irregolari sia per le più ridotte possibilità di accedere a una forma di protezione sia per l’impossibilità di rinnovare quella umanitaria; e, nel secondo caso, perché l’aumentata quota di “diniegati”, congiunta all’alta probabilità di non poter effettuare il loro rimpatrio a causa dei limitati accordi di riammissione con i paesi d’origine (appena 7.000 rimpatri effettuati nel 2019, il 30,1% dei 23.400 migranti irregolari intercettati nell’anno, solo di poco superiori ai 6.800 rimpatri del 2018 e ai 6.500 del 2017), destina anche costoro al rilascio sul territorio nazionale in una situazione di irregolarità (dopo una inutile reclusione media di circa 60 giorni in un Cpr, su un limite massimo di 180 stabilito – raddoppiando il termine precedente – sempre dal Decreto del 2018).È noto come lo stato di irregolarità esponga gli immigrati non solo a venire sfruttati come lavoratori in nero, e quindi privi di diritti, ma anche a essere reclutati da organizzazioni criminali, che prediligono pescare nel sommerso la manodopera necessaria per le proprie attività illegali. Del resto, ancora una volta nel 2020 il Decreto flussi, appena pubblicato, destina ben i tre quinti degli appena 30.850 “ingressi” annui previsti o a lavoratori stagionali o a conversioni del permesso di soggiorno, cioè o a ingressi temporanei o a immigrati già presenti in Italia.

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Migranti: l’Europa non può rimanere in silenzio di fronte alla tragedia di Lesbo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Sono circa 12.000 le persone abbandonate a sé stesse dopo l’incendio del campo di Moria. Tra rimpalli di responsabilità, silenzi e rifiuti i paesi europei stanno tradendo, in un solo colpo, la propria fede democratica e l’ambizione di divenire un modello internazionale basato su una proposta politica e culturale improntata all’accoglienza, all’inclusione, al rispetto dei diritti umani e civili.Mentre lentamente l’UE annuncia di voler mettere mano a un nuovo Patto per l’immigrazione nel campo profughi si muore di fame, si sopravvive in condizioni precarie e inumane.È necessario non temporeggiare nell’immobilismo e intervenire prontamente per accogliere i migranti che si trovano sull’isola in una situazione drammatica.È vero che ogni paese sta facendo i conti con la crisi economica causata dalla pandemia, con le disuguaglianze e le iniquità che ha determinato: le istituzioni sono impegnate a studiare piani e stanziamenti per impiegare le risorse necessarie a rilanciare le economie nazionali più o meno compromesse. Ma questo non può e non deve far dimenticare a nessuno che, perdendo la forte vocazione umanitaria e solidale che ha ispirato la costituzione della comunità europea, l’Europa sarà sempre più relegata a un ruolo marginale, circoscritto all’ambito economico-finanziario e burocratico.È indispensabile, in questa fase delicata, riprogrammare non solo il piano di azione e di intervento dell’Europa, ma ridefinirne gli obiettivi politici e culturali: scegliere la tutela dell’ambiente e dei diritti comporta precise responsabilità a cui è chiamata a rispondere ora e negli anni a venire.

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Migranti minorenni

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Oltre 200.000 minori stranieri non accompagnati, in fuga da conflitti, persecuzioni o violenze, hanno chiesto asilo in Europa negli ultimi cinque anni, ma è probabile che il numero di bambini e ragazzi arrivati sia molto più alto, molti tra loro, infatti, sono costretti a un’esistenza nell’ombra in Europa, a rischio di sfruttamento e abuso. Lo afferma il nuovo rapporto “Protection Beyond Reach” di Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e garantire loro un futuro, diffuso oggi a cinque anni dal giorno in cui il piccolo Alan Kurdi perse la vita in un naufragio di fronte alla costa turca nel tentativo di raggiungere la salvezza in Europa. Da allora, più di 700 minori, neonati compresi, hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee[1], durante pericolosi viaggi via mare.Mentre ad alcuni minori sono state garantite sicurezza e protezione, molti altri incontrano ostacoli nell’ottenere lo status di rifugiato, o comunque la tutela prevista per la loro minore età, vivono nella paura costante di essere espulsi o detenuti e si vedono negare la possibilità di ricongiungersi con i membri della famiglia che vivono altrove in Europa, segnala con preoccupazione il rapporto. I bambini e gli adolescenti che viaggiano da soli o con la loro famiglia, hanno diritti e bisogni specifici e devono essere garantite loro innanzitutto sicurezza e protezione. Al contrario, nonostante alcuni importanti passi avanti come l’adozione da parte dell’Italia della “Legge Zampa” (L. 47/2017) sulla protezione e l’accoglienza dei minori non accompagnati, l’UE e gli Stati membri hanno risposto con misure sempre più restrittive e pericolose, afferma l’Organizzazione.In Italia si segnala che l’attuale incremento di arrivi via mare a Lampedusa vede coinvolti anche molti minori non accompagnati, 2.168 dall’inizio dell’anno al 31 agosto, e nuclei familiari con bambini, sui quali il gravissimo sovraffollamento dell’hotspot e il prolungarsi dei tempi di trasferimento verso centri di accoglienza idonei a ospitarli, rischia di avere un impatto fortemente negativo. Save the Children è presente sull’isola con un team di operatori per la protezione dei minori. “Auspichiamo che la condizione delle persone più fragili, dei bambini, dei minori soli, delle donne vittime di violenze e di tutti coloro che giungono in Italia spesso dopo situazioni di grave sofferenza vissute durante il viaggio e, in molti casi nei centri di detenzione in Libia, sia al centro dell’incontro di oggi tra le autorità locali e il Governo. E’ necessario velocizzare le procedure di trasferimento, assicurando che ai minori non accompagnati vengano riconosciuti tutti i fondamentali diritti sanciti dalla Legge Zampa, a partire da un’accoglienza immediata degna di questo nome, l’assistenza sanitaria e la nomina di un tutore” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.
Altrettanta attenzione merita la situazione dei minori presso un confine lontano dai riflettori, quello tra Italia e Francia, in particolare nell’area di Ventimiglia, dove al momento minori accompagnati e nuclei familiari, a fronte della chiusura del campo Roja, risultano, al pari degli altri migranti e richiedenti asilo, privi di accoglienza e rischiano di finire nelle mani dei trafficanti allo scopo di varcare il confine verso la Francia. Notizie preoccupanti arrivano anche dalla rotta balcanica.

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A proposito dei migranti in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Nota del Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, l’On. Decio Terrana, sulla decisione del Governo Nazionale di impugnare l’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.“Non possiamo che condividere totalmente i dubbi e le perplessità del Presidente Musumeci sulla decisione del Governo Nazionale di impugnare l’ordinanza di chiusura dei centri per migranti in Sicilia. La sua è una battaglia di civiltà e per il primato della Politica”.“Il presidente Musumeci – si legge ancora nella nota condivisa anche dai Deputati Regionali dello Scudocrociato – ha sollevato in maniera plateale un problema vero e grave, una questione di dignità e di civiltà che riguarda i migranti ma anche tutti i siciliani. Purtroppo il Governo Nazionale anzichè raccogliere l’allarme proveniente dalla Sicilia e dare pronta risposta ad una grave emergenza ha preferito ingaggiare una inutile battaglia politico-giudiziaria”.“Sarebbe servito il primato della Politica per affrontare le scandalose condizioni dei Migranti ammassati negli Hotspot siciliani; ancora una volta, invece, si butta la palla in fuorigioco portandola nelle aule di Tribunale e, di fatto, scegliendo di non prendere alcuna decisione” conclude Decio Terrana.

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“La situazione dei migranti in Sicilia è la cronaca di un’emergenza annunciata”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

“Se un sindaco di centrosinistra, il primo cittadino di Lampedusa, vicino al governo rossogiallo chiede da quasi due mesi lo stato d’emergenza e non viene ascoltato allora c’è da preoccuparsi. In queste ore a parlare sono i numeri: su 65 casi positivi da Covid 19, 58 sono migranti dovuti al sovraffollamento degli hotspot di Lampedusa. È grave che iI Governo di fronte all’ordinanza del governatore Musumeci, che dà disposizione di sgomberare i centri di accoglienza, non abbia ritenuto di dover dare disposizione alle forze dell’Ordine e alle prefetture per intervenire in tal senso. Ancor più vergognoso che il ministero dell’Interno ribadisca senza alzare un dito che la gestione della sicurezza sanitaria è competenza del governo. Cosa ha fatto quindi il governo quando tra luglio e agosto sbarcavano migliaia di clandestini in Sicilia? Nel frattempo la ‘Sea Watch 4’, guidata dall’impunita Karola Rackete e con a bordo 221 migranti, punta dritta verso le coste siciliane. Governo latitante, confusione cronica, porto di Lampedusa intasato di barchini e barconi, centri d’accoglienza trasbordanti, infezione galoppante, affari d’oro per scafisti, crimini in cerca di manovalanza e cooperative rosse: il ministro Lamorgese si dimetta subito”. È quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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La mia Europa: non per amore ma per interesse

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Il caso dei migranti che affollano le spiagge siciliane e l’incapacità dell’Europa di dare una risposta unitaria a questa incontrollata invasione di campo mi fa riflettere. La prima impressione che ne traggo è che per troppa fretta di allargare i confini dell’Unione Europea abbiamo finito con l’imbarcare anche Stati poco convinti sul piano istituzionale e più interessati ai benefici economici e di mercato che potevano derivarne. Non solo. Le autorità comunitarie oggi non sono più capaci di tenere nascoste le forti divergenze interne che di fatto bloccano il normale funzionamento dell’intero apparato. Si è pensato ad un ammortizzatore social-economico con una guida autoritaria attraverso la “dittatura economica e finanziaria” dei grandi gruppi bancari e industriali. Avrebbero potuto mettere in ginocchio ogni sia pur modesto tentativo di opposizione. In questo modo, e non troppo inconsapevolmente, si è dato vita a una comunità dove i partner non si amano ma sono uniti per interesse e ben consapevoli che se osano distaccarsi saranno crocifissi dalle fronde economiche e finanziarie che lo stato guida è capace di scatenare contro. E da qui emerge la convinzione che chi comanda è solo uno Stato, quello, guarda caso, economicamente più in salute e che ha tutto l’interesse di coltivare le debolezze altrui nella logica del divide et impera. In questo modo si diventa sudditi nella gerarchia imperiale dei vassalli, valvassori e valvassini. A questo punto una Europa che non si ama o si ama sempre meno ci farà perdere quell’idea romantica e nostalgica di un’Europa unita e solidale dai Pirenei agli Urali. È diventata un’Europa autarchica senza anima e sarà destinata prima o poi a implodere. Intanto ci teniamo i nostri piccoli, meschini interessi di bottega. Un domani sarà probabilmente un’altra storia. Ed è una storia che non cambia con l’apparente generosità mostrata in questi giorni con l’elargizione di duecento e passa miliardi di euro. Salvare l’Italia è una necessità per la sopravvivenza dell’Europa dei banchieri e degli affaristi e non per la bella faccia degli italiani. Non dimentichiamolo. (Riccardo Alfonso)

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