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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 301

Posts Tagged ‘migranti’

Migranti: Necessaria strategia condivisa

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2016

fuga migranti2“L’immigrazione resta un problema che assume di volta in volta sfaccettature diverse, che ci chiedono di rimanere attenti nel cogliere i segni del cambiamento d un fenomeno che non accetta a diminuire. Ora tocca alla Lombardia stare sotto la lente di ingrandimento e la lotta al terrorismo ha richiesto ad Angelino Alfano misure decisamente eccezionali, a cui non eravamo abituati: la task force dedicata alla nostra sicurezza è stata di quasi 50.000 persone . Ha fatto impressione vedere i soldati sulla spiaggia per tutelare i bagnanti; arrivare in stazione, a me è capitato a Como, e vedere le forze dell’ordine impiegate per controllare arrivi e partenze dà nello stesso tempo sicurezza e timore; gli sbarchi sulle coste del sud hanno confermato che non solo sono in arrivo nuove ondate di profughi, ma che tra questi potrebbero nascondersi terroristi ed attivisti della guerra. Un clima indubbiamente complicato che ha fatto di questa vacanza un continuo alternarsi di stati d’animo diversi.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “ Ma se Alfano è apparso varie volte in tv per rassicurare e raccontare i risultati positivi ottenuti dalla stretta collaborazione tra i Servizi e le forze dell’Ordine, il ministro degli Esteri è stato assai più teso e drammatico nelle sue affermazioni, rivelando qualcosa che è tra i peggiori timori degli Italiani: l’Europa ci sta lasciando soli. Ancora una volta sembra che il problema dei rifugiati, con il rischio del terrorismo collegato, sia un fatto puramente nazionale, a cui ogni paese deve far fronte da solo. L’estate che volte al termine ripropone l’urgenza di una strategia condivisa,non solo per l’accoglienza dei migliaia di rifugiati, ma anche per la sicurezza di milioni di cittadini europei. Sono due facce di una stessa medaglia: l’umanità del farsi carico degli stranieri in condizioni desolate e la responsabilità di rispondere al proprio paese, che prevede un autunno caldo sotto fronti molto diversi, “conclude la Binetti.

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Migranti: dall’Europa un silenzio scandaloso

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

migranti1“Nel momento in cui la questione immigrazione impegna Milano con i suoi 3.300 immigrati, sembra che acquisti maggior peso il tema della qualità dell’accoglienza, non solo della qualità attuale della vita dei rifugiati, ma anche la loro prospettiva di futuro. Eppure 3.300 tra immigrati e rifugiati non sono tanti, se paragonati alle migliaia di persone sbarcate sulle coste siciliane e accolte in quei Centri, ormai saturi di persone e privi di progettualità a breve e medio termine. Con la complicità del bel tempo e con l’inasprirsi delle condizioni di vita in Libia, gli arrivi si susseguono a ritmo incalzante. Ma non fanno più notizia. Nessuno si chiede più quanto tempo resteranno, dove andranno, e come raggiungeranno quelle mete che sognavano al momento di mettersi in viaggio. Subentra una assuefazione che esprime solo una quiete apparente. Ma da Milano si rilancia il tema-problema, per motivi di umanità, per ragioni di decoro della città, ma anche per quella innata efficienza meneghina, che non si accontenta di una relazione puramente formale”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare. “La soluzione europea all’immigrazione appare sempre più sbiadita, priva di vero slancio umanitario e decisamente miope nel non vedere come l’ammassarsi di tanta gente ai confini non può che essere foriera di successive tensioni. Ne dà conferma quello che accade al confine Como-Chiasso, dove cresce il numero delle persone accampate nei pressi della stazione, dove si accumulano ogni giorno un numero maggiore di rifiuti e dove solo il bel tempo di questi giorni rende tollerabile il dormire all’aria aperta, con una temperatura che inequivocabilmente sta calando. Parlare con queste persone con il loro italiano improbabile, ma comunque chiaro nelle richieste che pone, stringe il cuore da una parte, ma fa crescere l’indignazione dall’altra. Indignati non con i i rifugiati, non con i comaschi singolarmente pazienti e disponibili, non con Angelino Alfano, il ministro che sembra fare tutto quello che può, ma con il sistema complessivo di una Europa che si sta autocondannando all’implosione. Non saranno i terroristi a far saltare il nostro equilibrio precario già messo a dura prova, sarà piuttosto la pressione interna, che viene da numeri sempre meno controllabili, da condizioni di vita sempre meno tollerabili, e da un giudizio sempre più severo delle popolazioni autoctone. La maggioranza di loro non capisce e non riesce ad accettare l’immobilismo strutturale a cui la chiusura delle frontiere condanna l’Italia. Non possiamo e non vogliamo respingerli, ma non possiamo neppure continuare ad accettarli; e se pure li accettassimo, loro stanno maturando uno spirito di rivolta interna che mette a dura prova la loro proverbiale capacità di sofferenza e di tolleranza. Urgono soluzioni che facilitino le vie di deflusso, non quelle di accesso. L’attenzione va posta sulle vie di uscita, facendo dell’Italia una sorta di corridoio umanitario attraverso cui passare, ma in cui non è possibile restare, anche perché il tanto decantato decollo dell’economia con relativa crescita del PIL appare sempre più come una chimera sprovvista di fondamento reale”, conclude Binetti.

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Migranti: Se le cifre non fanno paura

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

ventimigliaI migranti alla frontiera con Francia e Svizzera e le minacce del governo turco di aprire i propri centri rifugiati, hanno riproposto all’attenzione pubblica il problema dell’immigrazione. L’allarme e’ diffuso, sebbene siano solo 1,3 milioni i migranti richiedenti asilo su una popolazione europea di piu’ di 500 milioni di abitanti, comprendente i 28 Paesi dell’Unione Europea, piu’ Svizzera e Norvegia. Per valutare il problema abbiamo preso in considerazione le cifre dei richiedenti asilo, relative al 2015, elaborata dal Pew Research Center, su dati Eurostat. In percentuale si tratta dello 0,2% di richiedenti asilo sulla popolazione europea.
Fa paura una percentuale del genere o il panico e’ provocato da una sovraesposizione mediatica e da qualche interessato leader europeo alla ricerca del facile consenso per acquisire e mantenere il proprio potere?Secondo certa vulgata popolare, i migranti sono “brutti, sporchi e cattivi” se poi si aggiunge che sono “negri”, si completa il quadro delle negativita’. Se, pero’, esaminiamo la tabella possiamo notare che, nel 2015, i richiedenti asilo in Italia sono stati circa 80 mila, cioe’ lo 0,1% della popolazione italiana, mentre in Gran Bretagna sono stati circa 39 mila, cioe’ lo 0,06% della popolazione britannica; eppure, il recente referendum, relativo alla separazione dall’Unione europea, ha avuto come tema centrale il “pericolo immigrati”. Lo stesso dicasi della Germania dove i richiedenti asilo sono stati lo 0,5% della popolazione tedesca, ma la avversione ai migranti ha fatto le fortune politiche di alcuni partiti di estrema destra. Ovviamente, ci sono difficolta’ per alcuni Paesi ma se non si affronta il problema a livello europeo e si ricorre a semplici attivita’ emergenziali i dilemmi rimarranno tutti sul tappeto. C’e’, inoltre, la difficolta’ della gestione degli immigrati che rimane macroscopicamente carente da parte del nostro Governo.
Se la RAI, che è una emittente pubblica, affrontasse l’argomento fornendo informazione ai cittadini, probabilmente l’avversione all’immigrato assumerebbe toni e aspetti differenti da quello che sentiamo e leggiamo sulla cosiddetta rete sociale.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Migranti, Binetti (Ap): “Riappropriamoci dei fondi dati alla Turchia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2016

fuga migranti2“Oggi l’Italia è un Paese di passaggio per tanti immigrati, ma per capire cosa rappresenti questa semplice affermazione basterebbe arrivare alla stazione di Como. Sul lato lungo della stazione, parallelo ai binari dei treni, sia all’interno che all’esterno della stazione c’è una lunga distesa di sacchi a pelo, di coperte buttate per terra, di zaini accumulati negli angoli, e di panni stesi lungo le ringhiere. E’ il nuovo Campo rifugiati di questa provincia. Il luogo è denso di simbolismo: queste persone, per lo più siriane, sono li perché vogliono andare in Germania, ma prima devono attraversare una terra che allo stato attuale appare loro del tutto inospitale: la Svizzera. Ovviamente non vogliono andarci in treno, vorrebbero andarci a piedi, magari seguendo gli antichi percorsi dei contrabbandieri, per sfuggire ai controlli svizzeri. Ma finora non è stato facile e solo pochi ce l’hanno fatta. Sufficienti però a mantenere alta la speranza e la tenacia: sembrano persone giovani, dalle facce pulite, con una gran voglia di costruirsi un futuro migliore. Non voglio accattonare, ma in Italia non c’è lavoro, o per lo meno loro non ne trovano”. Lo afferma l’onorevole Paola BInetti, di Area popolare.
“A parte qualche scaramuccia con i barboni locali, sono sostanzialmente un popolo in cammino, che vorrebbe lasciare questo accampamento di fortuna per costruire qualcosa di più e di meglio per loro stessi e per le loro famiglie. Non sono tutti musulmani, alcuni sono cattolici e speravano di trovare un clima di accoglienza diverso, ma pur tuttavia non si lamentano: molte associazioni comasche si prendono cura di loro, portano da mangiare, facilitano eventuali controlli sanitari, rinnovano per quanto necessario il loro abbigliamento. Alla stazione – prosegue Binetti – hanno vicini i bagni per qualsiasi necessità, compresa quella di potersi lavare. Ma soprattutto la frontiera è vicina, anzi vicinissima e vorrebbero poterla attraversare. Ogni notte alcuni di loro ci provano, per lo più con risultati negativi. E’ davvero strano che son si possa predisporre per loro un treno per andare oltre la Svizzera: l’esperienza turca si rivela ogni giorno di più fragile e ad alto rischio. Reinvestire in modo diverso i fondi assegnati alla Turchia ci sottrarrebbe all’ennesimo ricatto da parte loro e forse premetterebbe di offrire a queste persone di trovare una soluzione più umana e Como non apparirebbe più, per chiunque arriva, la città dell’accoglienza a metà; dei controlli benevoli ma inefficienti; della solidarietà concreta ma inadeguata. Della speranza dura a morire, ma troppo lenta a raggiungere il suo oggetto…”.

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Migranti: emergenza nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2016

“La missione Eunavfor Med ha riportato risultati limitati, non è stata ancora avviata la fase 3 dell’operazione, proprio quella più importante, che prevede la possibilità di arrestare gli scafisti e di sequestrare o affondare le barche direttamente sulla costa di partenza e sullo stesso territorio libico”. Lo ha detto l’onorevole di Forza Italia, Roberto Occhiuto, intervenendo nell’Aula di Montecitorio alla discussione della mozione del M5S sulle linee della politica europea ed estera dell’Italia alla luce delle recenti emergenze internazionali. “La fase 3 – ha aggiunto – è la fase fondamentale della missione, perché permetterebbe di entrare nelle acque territoriali libiche, combattendo in maniera efficace gli scafisti. Rimanere bloccati alla fase 2 significa per il nostro Paese continuare a sostenere una missione che è in grado solo di alimentare l’immigrazione clandestina, come dimostrano appunto gli sbarchi degli ultimi giorni”.

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Migranti: Cimitero Mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIA“La contabilità terribile sulle migrazioni ci dice che sono quasi 3000 le persone che ufficialmente hanno perso la vita nelle traversate della morte tra la costa libica e l’Europa meridionale. Ma i numeri veri di questa carneficina nessuno li conosce per davvero, tranne il Mediterraneo, trasformato da mare culla di civiltà e centro del mondo a gigantesca fossa comune. Morti che pesano sulla coscienza dell’Unione Europea e di chi ha trasformato il mar Mediterraneo in un porto franco dell’illegalità e del traffico di essere umani. Se Mare nostrum, Triton, …, dovevano servire a salvare uomini, donne e bambini dall’annegamento ne è evidente il fallimento”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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UNICEF/migranti: diventa operativo l’accordo di collaborazione con il Governo italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

unicef“Le morti dei bambini nel Mar Mediterraneo non si fermano: ancora qualche giorno fa due sono annegati al largo dell’isola di Lesbo. Un dramma che non può lasciarci indifferenti. Per questo l’impegno dell’UNICEF prosegue senza sosta: la recente missione svolta da una delegazione dell’UNICEF – guidata dal Vicedirettore generale dell’UNICEF Justin Forsyth – in Sicilia in alcuni Centri di accoglienza con minorenni non accompagnati ha operativamente avviato l’accordo di collaborazione tra il Governo italiano e l’UNICEF su questo importante tema; ringraziamo per il sostegno il Ministro dell’Interno Alfano e il Capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione Morcone”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.In base all’accordo, nei prossimi mesi l’UNICEF sosterrà il Governo italiano in alcune attività: dal monitoraggio degli standard di accoglienza dei minorenni migranti e rifugiati – soprattutto quelli non accompagnati- alla verifica delle condizioni di vita dei minorenni migranti nei Centri di accoglienza presenti in Sicilia, Calabria e Campania; inoltre l’UNICEF promuoverà il monitoraggio delle attività a sostegno della prima integrazione e dell’inclusione sociale dei bambini e degli adolescenti migranti e rifugiati.L’UNICEF sta già attentamente monitorando la difficile situazione dei bambini migranti a Ventimiglia.

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Migranti: Dal terzo settore soluzioni realistiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIA“Anche oggi notizie drammatiche sul fronte dell’immigrazione: stanno diventando talmente frequenti che il rischio è quello di confondere quelle di un giorno con quelle del giorno precedente e anestetizzare la propria coscienza. Ma questo è proprio quello che non può accadere, che non deve accadere, se non vogliamo perdere la nostra dignità di uomini e di donne impegnate sul piano umano prima ancora che politico. Ci sono richieste di aiuto che ci giungono dalle più importanti organizzazioni umanitarie, da Save the Children all’Alto Commissariato per i Rifugiati; da ONG presenti nei vari campi di accoglienza e da piccole organizzazioni che lavorano nelle nostre città, nelle mense e nelle parrocchie. In altri termini ci sono da un lato i numeri sempre più impressionanti dei flussi di migranti con la loro sofferenza a tutto campo e dall’altro ci sono alcune delle risposte di diversa portata che emergono da donne e uomini di buona volontà.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Anche oggi, prima domenica di giugno, ho incontrato un discreto gruppo di professionisti, seriamente impegnati in alcuni progetti che si occupano di programmi umanitari in Libano. Sostanzialmente chiedevano risorse economiche per far fronte ai loro obiettivi e mostravano come garanzia cose già fatte, per esempio una scuola professionale, che sta funzionando molto bene e che accoglie molti giovani profughi siriani. La loro argomentazione più convincente era più o meno questa: se li aiutiamo a restare nei loro paesi o nelle immediate vicinanze, saranno più facilmente disponibili a ricostruire il loro paese non appena sarà possibile. Non dovranno tornare da dove sono fuggiti, perché in un certo senso sono già li vicino. Un discorso serio e concreto, di alto respiro sociale, ma anche di concreta e prossima realizzazione. Una buona alternativa tra chi dice rimandiamoli tutti a casa e chi vorrebbe accoglierli tutti a casa nostra. Una soluzione di compromesso, in un certo senso; ma tutto sommato un buon compromesso che potrebbe rilanciare anche in quelle terre martoriate dalla guerra, dalla persecuzione e dalla discriminazione, un po’ di quella sana filosofia che è alla base della nostra legge sul Terzo settore. Forse è quella una delle chiavi potenziali per ricostruire con la cooperazione internazionale e con le nuove norme delle imprese sociali soluzioni ponte efficaci per evitare che si alzino muri o si rispediscano in mare gente che ha più fame di solidarietà e di opportunità professionali che di cibo, anche se una cosa non esclude l’altra”, conclude la Binetti.

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Chi sono i migranti? Perché emigrano? Quali sogni, speranze, paure li muovono?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2016

migrantiMilano 7 GIUGNO 18.30 La Feltrinelli piazza Duomo con Pierluigi Vercesi
Roma 8 GIUGNO 18.30 La Feltrinelli Galleria Colonna con un migrante ospitato dalla Comunità di Sant’Egidio
Bologna 9 GIUGNO 18.30 La Feltrinelli piazza Ravegnana 1 con Marcello Fois I migranti: i sogni, le paure, le speranze che li muovono nel racconto di Domenico Quirico. Questo libro è la cronaca dei viaggi fatti in compagnia dei migranti nei principali luoghi da cui partono, e in cui sostano o si riversano. In questo senso, è il racconto in presa diretta dell’Esodo che sta già mutando il mondo e la storia a venire. Una Grande Migrazione che ha inizio là dove parti intere del pianeta si svuotano di uomini, di rumori, di vita: negli squarci sterminati di Africa e di Medio Oriente, dove la sabbia già ricopre le strade e ne cancella il ricordo; nei paesi dove tutti quelli che possono mettersi in cammino partono e non restano che i vecchi. Termina nel nostro mondo, dove file di uomini sbarcano da navi che sono già relitti o cercano di sfondare muri improvvisati, camminano, scalano montagne, hanno mappe che sono messaggi di parenti o amici che già vivono in quella che ai loro occhi è la meta agognata: l’Europa, il Paradiso mille volte immaginato.
In realtà, il Paradiso è soltanto l’albergo fatiscente di civiltà sfiancate e inerti, destinate, come sempre domenico quiricoaccade nella Storia, a essere prese d’assalto da turbini di uomini capaci di lasciarsi dietro il passato, l’identità, l’anima.
Da Melilla, l’enclave spagnola che si stende ai piedi del Gourougou, in Marocco – dodici, sonnolenti chilometri quadrati cinti da un Muro in cui l’Europa è, visivamente, morta – fino alla giungla di Sangatte, a Calais, dove la disperata fauna dei migranti macchia, agli occhi delle solerti autorità francesi, le rive della Manica con la sua corte dei miracoli, tutto l’Occidente, dai governanti ai sudditi, sembra ingenuamente credere di poter continuare a respirare l’aria di prima, di poter vivere sulla medesima terra di prima, mentre «il mondo è rotolato in modo invisibile, silenzioso, inavvertito, in tempi nuovi, come se fossero mutati l’atmosfera del pianeta, il suo ossigeno, il ritmo di combustione e tutte le molle degli orologi».
Giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino e, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori (Adua, Squadrone bianco, Generali e Naja) e Primavera araba per Bollati Boringhieri. Presso Neri Pozza ha pubblicato Il Grande Califfato, Il paese del male e Gli Ultimi. La magnifica storia dei vinti. Neri Pozza Editore S.p.a. © Copyright 2007 (foto: migranti, domenico quirico)

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Migranti: Gelmini, sinistra ha fallito in pieno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2016

migranti1“La sinistra si accorge soltanto adesso che Milano è al limite. Sorge spontanea una domanda: finora chi ha governato la nostra città? Chi sta governando l’Italia? La responsabilità della gestione della cosa pubblica impone di pensare in primo luogo al bene comune e questo significa dire basta ad un’ accoglienza casuale e disordinata.
Dati gli sbarchi sempre più frequenti e numerosi, occorre organizzare e pianificare un piano immigrazione della nostra città. Giusta la richiesta di Parisi di un vertice immediato. I milanesi sono stati abbandonati per cinque anni da una giunta che ha pensato solo agli immigrati, nonostante i profughi rappresentino soltanto il 5 per cento. Dobbiamo pensare prima ai nostri pensionati, che vivono con 700 euro al mese, ai padri di famiglia senza lavoro e alle donne che si dividono fra la casa e la propria professione.
Sulla questione immigrati occorre dire basta al finto buonismo. I frutti fallimentari della sinistra sono chiarissimi a Milano e in tutt’Italia”. Così Mariastella Gelmini, candidata capolista di Forza Italia alle prossime amministrative di Milano e coordinatrice lombarda.

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Migranti: occorre un piano strategico per superare le criticità

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2016

migranti“È fondamentale predisporre un piano pluriennale di accoglienza per far fronte all’aumento di flussi di richiedenti protezione internazionale. Un piano da costruire insieme a tutti gli attori della società civile(terzo settore, parrocchie, volontariato) con la regia di un Comune nuovo non più dirigista, ma che abbia come faro la sussidiarietà. Il tema dei migranti e’ delicatissimo, ma dobbiamo distinguere fra chi richiede asilo e gli irregolari che non possono essere accolti”.Cosi’ Mariastella Gelmini, candidata capolista di Forza Italia alle prossime amministrative di Milano e coordinatrice lombarda di Forza Italia in seguito all’appello del direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti. “Fino ad a oggi – continua Gelmini – a Milano è mancata ogni forma di strategia, perché in questi cinque anni c’e’ stato esclusivamente un approccio ideologico. Adesso il tempo è scaduto! La sinistra ha fallito e i cittadini si sentono abbandonati. Ci sono associazioni impegnate da sempre nel volontariato, espressione autentica e genuina della solidarietà ambrosiana. Nostro dovere e’ non solo ascoltarle, ma condividere con loro le strategie giuste”, conclude Gelmini.

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Migranti: tra sgomberi e nuovi centri

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2016

giachetti roberto“E’ vergognoso che un esponente politico come Giachetti che si candida a guidare la città di Roma difenda chi occupa abusivamente un edificio in barba ad ogni principio di legalità. E’ ogni giorno più evidente che la prima preoccupazione per gli esponenti della sinistra buonista e demagogica sono gli immigrati e non i cittadini italiani. Roma deve tornare alla legalità e uscire dalla condizione di degrado totale nella quale è stata fatta precipitare. Non possiamo consegnarci a chi non ha a cuore la sicurezza e il benessere dei cittadini e non accettiamo limitazioni dei nostri diritti. Chiediamo a tutti il rispetto delle regole. Bene ha fatto la polizia a procedere tempestivamente allo sgombero dell’ ex Ittiogenico in via della stazione Tiburtina occupato da attivisti di ‘Baobab Experience’. Se è con le occupazioni abusive che si vuol risolvere il problema dell’immigrazione ed è questo che si intende per integrazione e accoglienza è evidente che qualcuno non ha le idee molto chiare. La legge è uguale per tutti non è possibile che gli unici a doverla rispettare siano gli italiani” Lo afferma in una nota Barbara Saltamartini, vicepresidente dei Deputati del gruppo Lega-Noi con Salvini e coordinatrice della lista Lega Nord – Noi con Salvini Roma – che conclude – “Noi siamo e saremo sempre a fianco del Comitato cittadini stazione Tiburtina.

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“Migranti”, concerto-spettacolo per soli, recitanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2016

pannofinoRoma Mercoledì 13 aprile alle 18.00 nell’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) per la stagione dei concerti dell’Associazione Roma Sinfonietta è in programma “Migranti”, concerto-spettacolo per soli, recitanti, coro, orchestra da camera, ed elettronica, con libretto di Filomena Di Pace e musica di Luciano Bellini. Le composizioni elettroacustiche sono di Giovanni Costantini, gli effetti elettronici di Luciano Bellini e le elaborazioni fotografiche di Alfredo Bernacchia. Questo complesso spettacolo multimediale sarà interpretato da Francesco Pannofino e Alessia Patregnani (voci recitanti), dalla mezzosoprano Chiara Chialli, dal baritono Valerio Aufiero e dalla vocalist Isabella Valeri, con l’Orchestra da Camera Roma Sinfonietta, il Coro “Claudio Casini “ dell’Università di Roma Tor Vergata diretto da Stefano Cucci, il Coro “Nomentum” diretto da Roberto Murra, tutti con la direzione di Luciano Bellini.Come ricordano gli autori, l’emergenza profughi si impone quotidianamente alla nostra attenzione come un fenomeno epocale che attualmente ha assunto i connotati di un esodo disperato dai risvolti spesso tragici ed esige nuove e più adeguate risposte politiche e sociali a livello internazionale.In questo quadro ma con lo sguardo rivolto anche al passato, sia recente che lontano, l’opera ‘Migranti’ – in prima esecuzione assoluta – mette in scena il dramma della migrazione nei suoi molteplici aspetti e, senza avere la pretesa di dare una rappresentazione esauriente di una realtà così complessa, attraverso l’intreccio di musica, testi ed elaborazioni fotografiche, propone un affresco caleidoscopico di donne e uomini in viaggio dai paesi d’origine verso mondi sconosciuti e spesso vagheggiati come terre promesse.La musica di Luciano Bellini, improntata da anni alla ricerca di una fusione tra modelli di composizione diversi – dagli stilemi del patrimonio classico e contemporaneo al recupero di tradizioni popolari di differente provenienza – costituisce il tessuto multiforme su cui si inseriscono gli interventi vocali (sia canori che recitati), gli inserti di musica elettronica – tra cui due composizioni originali di Giovanni Costantini – e le elaborazioni fotografiche.Il testo di Filomena Di Pace, attraverso testimonianze di migranti, sia uomini che donne, sia di epoca recente che passata – tratte da fonti letterarie, storiche, giornalistiche – intende non solo evocare emozioni ma anche suggerire, tramite le molte voci di provenienza diversa (nello spazio e nel tempo), la ricchezza e la complessità del fenomeno migratorio, le motivazioni, i sentimenti, le difficoltà, le speranze, nel tentativo di superare quell’atteggiamento generalizzante e diffuso che finisce per omologare tutti i migranti in un’unica categoria povera e stereotipata.Le elaborazioni fotografiche di Alfredo Bernacchia ripropongono ed esaltano questa visione caleidoscopica della realtà dell’emigrazione, non limitandosi quindi ad illustrare o documentare la narrazione ma piuttosto ad evocare, attraverso la sovrapposizione di piani e di contesti e l’intreccio di volti e di spazi del presente e del passato, analogie e somiglianze e a suggerire, nonostante le molteplici differenze tra i vari attori di questa umana vicenda, una nostra comune appartenenza. (foto: pannofino)

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Migrazione: un nuovo sistema centralizzato con quote nazionali per le richieste di asilo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2016

migranti1Il sistema di asilo dell’UE per far fronte al numero sempre crescente di arrivi dei migranti non funziona, si afferma in una risoluzione approvata dalla commissione libertà civile, nella quale si propone una revisione radicale delle cosiddette norme di Dublino. I deputati propongono pertanto di istituire un sistema centralizzato per la raccolta e l’assegnazione delle domande di asilo.Tale sistema, che includerebbe quote nazionali, dovrebbe funzionare a partire della prima accoglienza negli “hotspot”, da cui poi i rifugiati dovrebbero essere redistribuiti.La proposta di revisione del regolamento di Dublino III (che determina quale Stato membro è responsabile di vagliare la domande di asilo) è stata approvata in una risoluzione votata in commissione. Il testo, redatto da Roberta Metsola (PPE, MT) e Kashetu Kyenge (S&D, IT) è stato approvato con 44 voti favorevoli, 11 contrari e un’astensione.”La situazione è gravissima. Lo scorso anno, 3771 persone sono annegate nei nostri mari. Quest’anno oltre 450 persone, tra cui 77 bambini, sono morte. Abbiamo il dovere come politici di assicurare che queste persone non siano solo statistiche senza nome. Si tratta di persone reali, con vite vere. Dobbiamo tutti impegnarci a fare meglio – l’indifferenza non è un’opzione. È il momento di agire sotto tutti i punti di vista e questo è ciò che il nostro rapporto richiede”, ha dichiarato la relatrice Metsola.”L’Europa ha bisogno di stabilire un approccio globale alla migrazione basato sul principio di solidarietà tra Stati. È necessario un piano di organizzazione internazionale che permetta a questo principio di essere applicato, così da distribuire in modo equo le responsabilità e mettere al centro del processo il valore della vita e dei diritti fondamentali”, ha aggiunto la relatrice Kyenge.Nel testo è evidenziato come l’attuale sistema europeo di gestione delle domande di asilo non tenga adeguatamente in considerazione le particolari pressioni migratorie affrontate dagli Stati membri alle frontiere esterne dell’UE. I deputati chiedono delle modifiche al fine di garantire equità e condivisione delle responsabilità, solidarietà e tempi rapidi nella presa in esame delle domande.Nel 2015, 1,83 milioni di persone hanno cercato di attraversare irregolarmente le frontiere esterne dell’UE (282.500 nel 2014) e 1,4 milioni di domande di protezione internazionale sono state presentate nell’UE, in Norvegia e in Svizzera, con numeri in costante aumento a partire da aprile.Misure urgenti di ricollocamento e assistenza per Paesi di “primo arrivo” come Italia e Grecia. Nel testo si invitano gli Stati membri ad adempiere ai loro obblighi per quanto riguarda le misure urgenti di ricollocamento in quanto, alla data del 3 marzo 2016, solo 660 su 106.000 richiedenti asilo, e in attesa di essere assegnati da Italia e Grecia agli altri Stati membri, sono stati effettivamente ricollocati.Per quanto riguarda il reinsediamento, i deputati insistono sulla necessità per l’Unione di adottare un “approccio legislativo vincolante”, aggiungendo che, affinché esso sia efficace, si dovrà garantire il reinsediamento di un numero “significativo” di rifugiati in relazione al numero complessivo dei richiedenti asilo nell’Unione.
La commissione per le libertà civili ha inoltre affrontato il tema del funzionamento degli “hotspot”, avanzando la richiesta di assistenza tecnica ed economica agli Stati membri che si trovano a gestire per primi gli arrivi, come Italia e Grecia. Secondo il Parlamento, questi Stati devono poter effettuare la registrazione di tutti i migranti e accettare l’aiuto dell’UE.I deputati hanno evidenziato inoltre la posizione di vulnerabilità dei minori, in particolare di coloro che viaggiano soli, insistendo sull’attuazione di un sistema di protezione rispettoso delle esigenze dei minori, al fine di prevenire abusi e sfruttamento.Nel rapporto si esprime preoccupazione riguardo alla decisione, da parte di alcuni Stati membri, di chiudere le frontiere nazionali o introdurre controlli temporanei: queste misure mettono in discussione il funzionamento stesso della zona Schengen.I nuovi accordi comunitari sulla cosiddetta “riammissione” dovrebbero avere la precedenza su quelli bilaterali tra Stati membri e Paesi terzi. Il Parlamento insiste nel ricordare che i migranti possono essere rimpatriati solamente se il Paese cui sono destinati versa in condizioni di sicurezza.La risoluzione sarà votata nella prossima sessione Plenaria, il 13 aprile, a Strasburgo.

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Bambini migranti e rifugiati, dichiarazione dell’UNICEF su Vertice Ue-Turchia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2016

unicefA seguito dell’esito del Vertice dell’Unione Europea con la Turchia, l’UNICEF ribadisce che nella realizzazione di queste decisioni il principio umanitario di base del “non nuocere” deve guidare le autorità in tutta l’Europa, nei Balcani e in Turchia in ogni passo quando si ha a che fare con i bambini rifugiati e migranti.Dato che i dettagli su come questo nuovo piano sarà portato avanti non sono ancora chiari, l’UNICEF ricorda agli Stati di rispettare i propri obblighi e responsabilità:
– Garantire, prima di tutto, i diritti dei bambini a richiedere protezione internazionale.
– I bambini non dovrebbero essere rimandati indietro se corrono rischi, inclusi detenzione, reclutamento forzato, traffico o abuso.
– Stabilire canali sicuri e legali per i bambini in fuga da guerra e conflitti attraverso misure che comprendano la riunificazione familiare, così che questi bambini, in particolar modo quelli non accompagnati, non cadano vittime dei trafficanti.
Nell’immediato, la situazione disperata che si sta compiendo ai confini della Grecia e della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, rimane inaccettabile per i bambini che rappresentano la maggioranza di coloro che si trovano al confine di Idomeni, nel nord della Grecia. I bambini hanno già sopportato troppo – scappando da guerre e conflitti e intraprendendo traversate pericolose. È un altro colpo il fatto che debbano dormire all’aperto, senza accesso ai servizi di base e senza sapere se potranno continuare il loro viaggio o se saranno costretti a tornare indietro.I bambini in queste situazioni sono a maggior rischio di essere vittime di trafficanti e i loro diritti devono avere la priorità. L’UNICEF è pronto a sostenere il Governo della Grecia per trovare soluzioni immediate per i bambini migranti e rifugiati.

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