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Posts Tagged ‘migrazione’

Convegno nazionale Migrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Roma 14 marzo 2019, ore 15.00 -18.30 Camera dei Deputati – Auletta dei Gruppi Parlamentari, via di Campo Marzio 78. Il ruolo delle Diaspore Med-Africane in Italia è essenziale per facilitare l’inclusione dei nuovi arrivati e per contrastare possibili derive jihadiste o terroristiche, non solo per promuovere progetti di co-sviluppo nei Paesi d’origine.Il Convegno è volto a dare voce innanzitutto proprio a queste organizzazioni diasporiche, alle loro istanze e alle loro concrete esperienze sul terreno, cui i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali sono chiamati a dare risposta. Il Convegno si propone altresì di creare canali di contatto e di comunicazione tra le diverse istituzioni nazionali e locali, le cui iniziative talora procedono in parallelo.Il Convegno si propone come complementare al recente Summit delle Diaspore, tenutosi nel Dicembre 2018 a Milano, che è stato centrato sulle questioni del Co-Sviluppo, mentre questa iniziativa è focalizzata sulle politiche di inclusione dei migranti nel medio periodo. Programma
ore 14.30 Registrazione partecipanti ore 15.00 Apertura lavori Presiedono:
Janiki Cingoli, Presidente del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO)
Claudio Paravati, Direttore del Centro Studi e Rivista Confronti
Welcome speech:
Lia Quartapelle, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati
Intervento di apertura:Emanuela C. Del Re, Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Una panoramica della situazione:Antonio Ricci, Vice Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS
Panel I: La voce delle Diaspore Med- Africane Introduce e modera:
Cleophas Adrien Dioma, Coordinatore del Gruppo di lavoro “Migrazione e sviluppo” del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo. Intervengono:
Marie Thérèse Mukamitsindo, Presidente della Cooperativa sociale Integrata A.R.L. Karibu di Latina, Vincitrice del Moneygram Awards 2018
Ouejdane Mejri, Presidente dell’Associazione Pontes – Mediterraneo, docente all’Università di Roma Tre e al Politecnico di Milano
Diye Ndiaye, Assessore alla Pubblica Istruzione e Cooperazione Internazionale del Comune di Scandicci, Presidente dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario e Presidente di Fasi – Federazione delle Associazioni Senegalesi in Italia
Berthin Nzonza, Responsabile Staff Mosaico Azioni per i rifugiati
Ada Ugo Abara, membro del direttivo del CoNNGI – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane e responsabile dell’associazione Arising Africans di Padova
Panel II: La risposta delle Istituzioni Introduce e modera: Rando Devole, Sociologo, esperto di migrazioni. Intervengono: Lorenzo Fioramonti, Vice Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Nicola Molteni, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno (tbc) Tatiana Esposito, Direttrice Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Leonardo Carmenati, Direttore Vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)
Daniela Di Capua, Direttrice del Servizio centrale SPRAR/SIPROIMI Carlos Talamas, Responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali di Formaper – Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi. Conclusioni:
Armando Barucco, Capo Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.L’Iniziativa è promossa dal Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente – CIPMO – in partnership con la Centro Studi e Rivista Confronti, con la collaborazione del Centro Studi e Ricerche IDOS – Dossier Statistico Immigrazione, del Centro Piemontese di Studi Africani (CSA) e del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), sostenuta dall’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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“E’ necessario guardare a migrazione e sviluppo con un approccio più globale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Lo ha affermato il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing. “Contrariamente a quanto si creda la migrazione non è solo un fenomeno Sud-Nord.” “Meno della metà dei migranti in tutto il mondo, infatti, si sposta da paesi in via di sviluppo verso paesi sviluppati.” I nuovi dati presentati nel rapporto mostrano che i migranti adulti che si muovono da Sud a Nord rappresentano solo il 40% del totale mondiale.
Circa il 33% dei migranti si muove tra paesi del Sud, il 22% tra paesi del Nord e il 5% dal Nord al Sud del mondo. Nel complesso, la migrazione migliora il benessere soprattutto per chi si trasferisce al Nord. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, sono i migranti che si spostano da Nord a Nord (tra paesi ad alto reddito), piuttosto che da Sud a Nord, a segnalare maggiori benefici. I migranti Sud-Nord risultano infatti meno propensi a sentirsi soddisfatti della loro vita rispetto a chi è nato nei paesi di destinazione. Le persone che migrano da Nord a Sud hanno esperienze contrastanti. Mentre, in un ambiente relativamente più economico, riescono a ottenere di più con il loro denaro, essi tendono ad avere un minor numero di contatti sociali e hanno meno probabilità di avere qualcuno su cui contare per un aiuto. Chi si sposta da Sud a Nord valuta invece la sua vita in modo simile, o leggermente peggiore, rispetto alle persone con un profilo analogo rimaste nel loro paese d’origine.
La migrazione Sud-Sud tra paesi a basso o medio reddito è in gran parte una questione di sopravvivenza, porta a pochi miglioramenti e i migranti continuano a dover affrontare grandi difficoltà, alla stessa stregua della popolazione locale. Di fatto, le condizioni di vita dei migranti nel Sud spesso sono uguali o peggiori rispetto a quelle che avrebbero sperimentato in patria se non avessero deciso di migrare. Molti affermano, infatti, di vivere peggio, di avere difficoltà nell’ottenere un alloggio adeguato, e di essere insoddisfatti delle loro condizioni di salute.
La maggioranza tende anche a essere pessimista riguardo al proprio futuro. Il rapporto fornisce anche una serie di nuove informazioni concernenti il rapporto tra migrazione e sviluppo. Ad esempio, anche se circa i due terzi dei migranti internazionali sono originari del Sud, le persone provenienti da paesi del Nord sono più propense a migrare. In effetti, le persone emigrate costituiscono tra il 3,6 % e il 5,2 % della popolazione del Nord, mentre nel Sud, gli emigrati rappresentano circa il 3% della popolazione. Questo rilevamento è impor-tante perché spesso si presume che le persone migrino a causa di una mancanza di sviluppo e che la migrazione diminuisca quando un paese diventa più sviluppato. I nuovi risultati suggeriscono inoltre che solo una minoranza di migranti invia rimesse. In realtà, solo l’8% dei migranti adulti nel Sud, e il 27% nel Nord, riferiscono di inviare un “aiuto finanziario” a dei parenti che vivono in un altro paese. Un altro luogo comune sfatato dal rapporto riguarda il livello di disoccupazione tra i migranti. Il tasso di disoccupazione globale per i migranti è di circa il 13%, contro l’8% delle popolazioni locali. E’ stato inoltre osservato siano ben sette milioni i migranti in movimento da Nord a Sud.
Si tratta, per esempio, di cittadini provenienti dagli Stati Uniti che si trasferiscono in Messico e in Sud Africa, ma anche di tedeschi che si spostano in Turchia e di portoghesi che vanno in Brasile. Questo sembra essere un trend migratorio emergente, che spinge a ripensare vecchie nozioni di migrazione e sviluppo, giacché sempre più persone si spostano da paesi sviluppati ai paesi meno sviluppati.
Il Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2013 pone infine l’accento sulla necessità di comprendere come il benessere dei migranti vari in base al luogo e all’esperienza personale. Questa variazione si nota, ad esempio, nell’effetto della migrazione sul benessere di diverse categorie di migranti, tra cui lavoratori migranti, studenti, migranti irregolari, migranti rientrati nel paese d’origine, o migranti in difficoltà a causa di conflitti o disastri ambientali. (Riccardo Alfonso)

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Gestione della migrazione: la Commissione approfondisce i concetti del sistema degli sbarchi e dei “centri controllati”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Rispondendo all’invito formulato dai leader dell’UE nel Consiglio europeo di giugno, oggi la Commissione approfondisce il concetto dei centri controllati e le misure a breve termine che potrebbero essere prese per migliorare la gestione dei migranti sbarcati nell’Unione e presenta un primo schema del possibile modus operandi per la conclusione di intese regionali sugli sbarchi coi paesi terzi. L’operatività delle intese regionali sugli sbarchi va vista come attività parallela e complementare allo sviluppo dei centri controllati nell’UE: insieme, i due concetti dovrebbero contribuire a una vera condivisione della responsabilità a livello regionale nella risposta alle sfide complesse poste dalla migrazione.Il Commissario Avramopoulos ha dichiarato: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni alla questione migratoria. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri e i paesi terzi ai fini di una migliore cooperazione sugli sbarchi delle persone soccorse in mare. Per ottenere risultati concreti e immediati dobbiamo però essere uniti: non soltanto oggi, ma a lungo termine. Dobbiamo adoperarci per soluzioni durature.”
Per rendere più ordinata ed efficace la gestione delle persone sbarcate nell’Unione europea, i leader hanno auspicato l’istituzione di “centri controllati” nell’UE. L’obiettivo primario sarebbe migliorare il processo di distinzione tra le persone bisognose di protezione internazionale e i migranti irregolari che non hanno diritto di restare nell’UE, accelerando al contempo i rimpatri.I centri sarebbero gestiti dallo Stato membro ospitante con il pieno sostegno dell’UE e delle agenzie dell’UE; potrebbero essere temporanei o ad hoc, a seconda dell’ubicazione. I principali elementi dei centri sono i seguenti:pieno sostegno operativo, con squadre di sbarco formate da guardie di frontiera europee, esperti di asilo, addetti allo screening di sicurezza e agenti addetti ai rimpatri, i cui costi sarebbero coperti integralmente dal bilancio dell’UE;
gestione rapida, sicura ed efficace che riduca il rischio di movimenti secondari e sveltisca la determinazione dello status della persona;
pieno sostegno finanziario agli Stati membri volontari per la copertura dei costi delle infrastrutture e i costi operativi e sostegno finanziario agli Stati membri che accettano i trasferimenti delle persone sbarcate (6 000 € per persona).
Per sperimentare questo concetto potrebbe essere avviata appena possibile una fase pilota con l’applicazione di un approccio flessibile.La Commissione fungerà da cellula centrale di coordinamento per gli Stati membri che partecipano agli sforzi di solidarietà: si tratterà di una misura temporanea in attesa che possa essere creato un vero e proprio sistema nel contesto delle riforme in corso del sistema europeo comune di asilo.

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Vertice UE / migrazione: il Parlamento chiede soluzioni congiunte basate sulla solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

I deputati esortano i leader dell’UE di trovare una soluzione all’attuale impasse in materia di migrazione e asilo e lo stress la loro disponibilità ad avviare colloqui per riformare le regole esistenti.In vista di un Consiglio europeo cruciale, durante il quale i leader europei discuteranno come affrontare al meglio con l’afflusso di migranti e richiedenti asilo, i deputati sottolineano che l’Europa ha bisogno di un efficace sistema comune di asilo europeo che rispetti i diritti fondamentali, in coppia con controlli alle frontiere avanzate e rinforzata sicurezza.Il Parlamento ha già adottato la propria posizione su tutti i fascicoli legislativi relativi alla riforma della politica di asilo dell’UE ed è pronto per iniziare i colloqui con i Ministri dell’UE.Claude Moraes (S & D, UK) , presidente della commissione per le libertà civili, ha dichiarato: “E ‘fondamentale che il Consiglio si presenta con soluzioni complete, umanitari ed efficaci per la migrazione a questo incontro. Il Parlamento europeo ha fatto il suo lavoro in qualità di co-legislatore, mettendo avanti la sua posizione su Dublino. Con la riforma del sistema europeo comune di asilo la soluzione per un approccio europeo basato sulla solidarietà e la responsabilità condivisa è sul tavolo e il Consiglio deve agire ora – e se non è possibile prendere una decisione all’unanimità, è il momento di decide a maggioranza”.“I casi di Acquario e Lifeline ci ha mostrato una volta di più l’importanza di un approccio decente e umana dell’UE e del Consiglio non possono più bloccare il file di Dublino, che è la chiave per questo”, ha insistito Moraes.Infine, ha chiarito che “non sosterremo soluzioni politiche non redditizie, come off-shore che ha messo a rischio i diritti umani. Questa è una linea rossa per il Parlamento “.Cecilia Wikström (ALDE, SE), relatore del PE per la riforma del regolamento di Dublino, ha aggiunto: “E ‘tempo per il Consiglio di consegnare e unire. Il Parlamento europeo è stato pronto ad avviare negoziati sul regolamento di Dublino da novembre. Mi auguro che i governi dell’UE durante il vertice sono disposti a mettere abbastanza di parte le loro differenze, a questo punto, al fine di consentire negoziati tra il Parlamento e il Consiglio per iniziare”.“Dobbiamo trovare il modo di andata che consentono la creazione di un sistema di asilo funzionante con un adeguato supporto per gli stati in prima linea, le responsabilità condivise e corretta gestione delle frontiere esterne. Senza tali negoziati, ci troviamo a mani vuote con l’attuale sistema di asilo fallito e risposte per i cittadini”, ha concluso Wikström.
Il Parlamento ha adottato nel novembre 2017 il suo mandato sulla riforma del regolamento di Dublino , che determina lo Stato membro responsabile dell’esame di una domanda d’asilo ed è il fulcro di una riforma globale della politica di asilo dell’UE, ma le trattative sulla forma finale del testo inizierà solo una volta gli stati membri concordano sulla loro posizione.
I deputati hanno ripetutamente chiamato il Consiglio a dimostrare una reale volontà politica di andare avanti con le riforme e porre fine alle persone che muoiono nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa.Gli stati del Parlamento e membro hanno esaurito offerte preliminari su diversi altri file del pacchetto asilo, come ad esempio la direttiva sulle condizioni di rifusione reception e il nuovo regolamento di qualificazione e la nuova Agenzia per l’Asilo dell’UE , ma quelli possono essere confermati solo se esiste un accordo sulla chiave regolamento Dublino. Sono stati inoltre compiuti progressi significativi nel corso colloqui su un sistema Eurodac rafforzato e un nuovo quadro UE per il reinsediamento .La versione aggiornata di Regolamento Procedure e la revisione della Carta blu UE per i lavoratori altamente qualificati sono altre due proposte sulle quali i co-legislatori hanno lo scopo di raggiungere un accordo prima della fine della legislatura.

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La migrazione verso l’UE e la riforma dell’asilo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Con l’Europa a un bivio in materia di migrazione, il Parlamento europeo in quanto colegislatore svolge un ruolo chiave per spingere per un efficace, decente e umana approccio dell’UE.
In vista di un Consiglio europeo decisiva il 28-29 giugno per le libertà civili, presidente della commissione Claude Moraes (S & D, UK) ha detto: “Il Parlamento europeo continuerà a spingere per una soluzione efficace e umana, che onora i nostri valori europei e le libertà e le libertà l’Unione europea rappresenta. Il nostro approccio alla migrazione è decisiva perché sarà non solo toccare i nostri valori, ma anche pilastri fondamentali della UE, come ad esempio l’area Schengen, che sono in gioco.” I leader europei discuteranno i file chiave della prossima settimana, come l’aggiornamento del regolamento di Dublino e la riforma del sistema europeo comune di asilo (CEAS) nel suo complesso. Border e strumenti relativi alla sicurezza sono strettamente collegate e faranno parte del dibattito anche. Il Parlamento europeo è co-legislatore in questi settori e ha bisogno di essere strettamente coinvolto in questo processo.
Claude Moraes ha detto: “Il Parlamento europeo nel suo ruolo di colegislatore in materia di migrazione, gestione delle frontiere e la sicurezza deve essere incluso fin dall’inizio in tutte le più importanti iniziative a livello di UE da parte degli Stati membri dell’UE. Alla fine il Parlamento europeo avrà la sua voce in ogni iniziativa che diventerà legislativo. Il Consiglio deve astenersi da metodi intergovernativi, e ascoltare i rappresentanti direttamente eletti dei cittadini dell’Unione europea.” Il presidente della commissione per le libertà civili sottolinea che “tutte le iniziative devono essere efficaci, decente e rispettare i diritti umani. Off-shoring non è una soluzione praticabile e umano. Con la riforma del sistema europeo comune di asilo che abbiamo già in tutta l’UE soluzione sul tavolo. Il Parlamento europeo non sarà coinvolto nelle politiche che non funzionano e che sono contro i diritti umani”.

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Migrazione: mese record di ricollocazioni dall’Italia e dalla Grecia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

mediterraneoBruxelles. La Commissione ha adottato la quattordicesima relazione sui progressi compiuti in materia di ricollocazione dei richiedenti asilo all’interno dell’UE e di reinsediamento dei rifugiati provenienti da paesi terzi. Il livello record di ricollocazioni registrato a giugno (oltre 2 000 persone rilocalizzate dalla Grecia e quasi 1 000 dall’Italia) e il fatto che la quasi totalità degli Stati membri abbia assunto impegni e proceda a regolari ricollocazioni fanno sperare che entro settembre sarà possibile ricollocare tutte le persone ammissibili. Tuttavia, sono necessari maggiori sforzi per accelerare i trasferimenti dall’Italia, soprattutto alla luce dell’attuale situazione nel Mediterraneo centrale. Nel frattempo si continuano a registrare buoni progressi in materia di reinsediamento e la Commissione ha lanciato un nuovo sistema di impegni per il reinsediamento delle persone più vulnerabili da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan, in parallelo ai reinsediamenti dalla Turchia.
Dimitris Avramopoulos, Commissario UE responsabile per la Migrazione, ha dichiarato: “I risultati conseguiti finora dimostrano chiaramente che, se esiste la volontà politica, il sistema di ricollocazione funziona. Ora c’è bisogno di un ultimo sforzo per realizzare il nostro comune obiettivo di ricollocare entro settembre la maggior parte di tutti i richiedenti asilo ammissibili presenti sul territorio greco e italiano. L’Italia in particolare è soggetta a enormi pressioni, per cui esorto tutti gli Stati membri a intensificare gli sforzi di ricollocazione da questo paese.
Il ritmo delle ricollocazioni ha continuato a crescere negli ultimi mesi: dal novembre 2016 vi sono stati oltre 1 000 trasferimenti al mese e nel giugno 2017 è stato raggiunto un nuovo record con più di 3 000 trasferimenti mensili. Al 24 luglio il numero totale di ricollocazioni era pari a 24 676 (16 803 dalla Grecia e 7 873 dall’Italia).
Occorre un impegno costante di fronte ai 4 800 candidati attualmente in attesa di ricollocazione dalla Grecia – che potrebbero salire a 6 800 – e ai continui arrivi di candidati ammissibili in Italia. L’Italia deve ancora completare con urgenza la registrazione nel regime delle persone ammissibili arrivate nel 2016 e nel primo semestre del 2017. Si tratta, in particolare, di eritrei, 25 000 dei quali sono giunti in Italia dall’inizio del 2016, ma di cui solo 10 000 sono stati registrati in vista di una ricollocazione. Come indicato dalla Commissione nel piano d’azione per sostenere l’Italia, le autorità italiane dovrebbero registrare rapidamente tutti gli eritrei attualmente presenti nel paese e centralizzare la procedura di ricollocazione presso appositi centri. L’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) sostiene gli sforzi del paese con una campagna di sensibilizzazione online per l’identificazione di tutti i potenziali richiedenti. La Commissione accoglie inoltre con favore il recente annuncio di un aumento degli impegni mensili della Spagna e l’annunciata accelerazione del ritmo dei trasferimenti da parte della Germania.

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Agenda europea sulla migrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, la Commissione presenta quattro relazioni sui progressi compiuti relativamente alle misure adottate nell’ambito dell’Agenda europea sulla migrazione per stabilizzare i flussi e gestire meglio le frontiere esterne. Poiché la maggior parte degli Stati membri ha dimostrato che la ricollocazione funziona se vi è la volontà politica, la Commissione esorta tutti quegli Stati membri che ancora non lo hanno fatto ad adoperarsi per rispettare i loro obblighi giuridici e contribuire equamente e proporzionalmente a tale meccanismo. La Commissione ribadisce il suo appello ad accelerare il dispiegamento della guardia di frontiera e costiera e a colmarne il più rapidamente possibile le carenze di personale e di attrezzature. La dichiarazione UE-Turchia continua a produrre risultati, come dimostrano il costante calo degli attraversamenti irregolari verso la Grecia e l’avvenuto reinsediamento di oltre 6 000 siriani che hanno ottenuto canali sicuri e legali per entrare in Europa. Sono tuttora necessari sforzi continui per garantire la piena attuazione della dichiarazione, in particolare per migliorare l’esame delle richieste d’asilo in Grecia.
Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Due anni dopo il varo dell’Agenda europea sulla migrazione i nostri sforzi congiunti per gestire i flussi migratori iniziano a dare frutti. Permangono però i fattori alla base della migrazione verso l’Europa e la tragica perdita di vite umane nel Mediterraneo. Con il graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, dobbiamo moltiplicare le nostre attività di cooperazione: con i paesi terzi, nella protezione delle frontiere esterne dell’UE, nell’accoglienza da parte di tutti di coloro che ne hanno bisogno e nel garantire un rimpatrio rapido a chi non ha il diritto di rimanere. Solo lavorando tutti insieme in uno spirito di solidarietà e responsabilità possiamo gestire efficacemente la migrazione in Europa.”
Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “La nostra Unione è fondata sulla solidarietà e la condivisione di responsabilità. Questi valori fondamentali si applicano a tutte le nostre politiche e la migrazione non è un’eccezione. Non possiamo abbandonare e non abbandoneremo gli Stati membri che hanno una frontiera esterna. E quando si tratta della ricollocazione, sarò molto chiaro: l’attuazione delle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione è un obbligo giuridico, non una scelta.”
Nel 2017 il ritmo delle ricollocazioni è aumentato significativamente, con la ricollocazione di quasi 10 300 persone da gennaio, il quintuplo rispetto allo stesso periodo del 2016. Al 9 giugno il numero totale di ricollocazioni è pari a 20 869 (13 973 dalla Grecia e 6 896 dall’Italia). Considerato che quasi tutti gli Stati membri procedono alla ricollocazione dall’Italia e dalla Grecia, sarà possibile ricollocare tutti gli aventi diritto (attualmente circa 11 000 registrati in Grecia e circa 2 000 in Italia, mentre gli arrivi del 2016 e 2017 sono in attesa di registrazione) entro settembre 2017. In ogni caso l’obbligo giuridico di ricollocazione per gli Stati membri non terminerà dopo settembre: le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione sono applicabili a tutti coloro che arrivino in Grecia o in Italia fino al 26 settembre 2017 e i richiedenti ammissibili dovranno quindi essere ricollocati in tempi ragionevoli.
Negli ultimi mesi la Commissione ha ripetutamente invitato gli Stati membri che non hanno ancora proceduto ad alcuna ricollocazione, o che rifiutano di farlo, ad adoperarsi in questo senso. Nonostante i ripetuti appelli, purtroppo la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia, violando gli obblighi giuridici sanciti dalle decisioni del Consiglio e gli impegni nei confronti della Grecia, dell’Italia e di altri Stati membri, non hanno ancora intrapreso le azioni necessarie. Viste le premesse e come indicato nella precedente relazione sulla ricollocazione e sul reinsediamento, la Commissione ha deciso di avviare procedimenti di infrazione contro questi tre Stati membri.
I progressi relativi al reinsediamento continuano, con quasi tre quarti (16 419) dei 22 504 reinsediamenti concordati nel giugno 2015 già effettuati. I reinsediamenti nell’ambito della dichiarazione UE-Turchia hanno raggiunto un nuovo livello record nel maggio 2017, con quasi 1 000 rifugiati siriani cui sono stati forniti canali sicuri e legali per entrare in Europa. Il numero complessivo dei reinsediamenti dalla Turchia nell’ambito della dichiarazione si attesta ora a 6 254 persone.
Dichiarazione UE-Turchia: i risultati concreti della gestione congiunta della migrazione
Ad oltre un anno di distanza dall’adozione della dichiarazione UE-Turchia da parte dei capi di Stato o di governo dell’UE e della Turchia e nonostante le sfide, la dichiarazione continua a produrre risultati concreti, garantendo una gestione efficace dei flussi migratori lungo la rotta orientale del Mediterraneo.
Il numero di attraversamenti quotidiani dalla Turchia verso le isole greche si attesta a circa 50 e, nonostante i recenti tragici incidenti, il numero di vite perse nel Mar Egeo è sceso drasticamente. Nel complesso gli arrivi sono diminuiti del 97% dal momento in cui la dichiarazione è diventata operativa. Alcuni sviluppi positivi si sono registrati per quanto riguarda il ritmo delle operazioni di rimpatrio, con ulteriori 311 rimpatri eseguiti dalla pubblicazione, in marzo, della relazione precedente, per un numero complessivo di migranti rimpatriati pari a 1 798. Gli arrivi superano tuttavia il numero dei rimpatri dalle isole greche verso la Turchia, creando una pressione sulle strutture di accoglienza di queste isole. Per aumentare i rimpatri e migliorare le condizioni di accoglienza nelle isole, sono necessari ulteriori sforzi da parte delle autorità greche, delle agenzie dell’UE e degli Stati membri.
Si registrano progressi anche in altri ambiti della dichiarazione, mentre l’UE e la Turchia proseguono gli sforzi per accelerare l’erogazione del sostegno finanziario nell’ambito dello strumento per i rifugiati in Turchia. Sono stati assegnati quasi tutti i fondi per il periodo 2016-2017 (2,9 miliardi di EUR su 3 miliardi di EUR) e sono già stati firmati contratti per complessivi 1,57 miliardi di EUR. Attualmente oltre 600 000 rifugiati in Turchia sono sostenuti dalla rete di sicurezza sociale di emergenza e, secondo le stime, il numero dei Siriani assistiti attraverso trasferimenti diretti di denaro dovrebbe raggiungere gli 1,3 milioni.
immigratiLa Commissione si è maggiormente adoperata per agevolare la conclusione rapida delle procedure operative standard per il programma volontario di ammissione umanitaria e continua inoltre a incoraggiare la Turchia per completare i sette parametri restanti previsti dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti.
Guardia di frontiera e costiera europea: è necessario accelerare il dispiegamento
Negli ultimi mesi sono proseguiti i progressi relativi alla guardia di frontiera e costiera europea. Grazie agli oltre 1 600 funzionari a sostegno delle forze nazionali in Grecia (944), Italia (402), Bulgaria (166) e Spagna (65), le frontiere esterne dell’UE non sono mai state così ben protette. L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha portato a termine le delle frontiere esterne degli Stati Schengen e sono state formulate raccomandazioni destinate a 20 di questi Stati. Si sono registrati ulteriori progressi nelle negoziazioni con la Serbia per quanto riguarda l’accordo sullo status; la Commissione intende proporre a breve l’avvio delle negoziazioni con altri paesi limitrofi, tra cui l’Albania, la Bosnia-Erzegovina e il Montenegro.
Il ritmo delle operazioni di rimpatrio organizzate dalla guardia di frontiera e costiera ha continuato a crescere nel 2017, con il rimpatrio, ad oggi, di 6 799 migranti in soggiorno irregolare , pari a un incremento di oltre il 157% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli Stati membri devono tuttavia incrementare rapidamente il ricorso alla capacità rafforzata di cui dispone l’Agenzia per i rimpatri e avvalersi pienamente del suo sostegno per organizzare le operazioni di rimpatrio. È inoltre necessario che gli Stati membri compiano ulteriori sforzi per rispondere alle richieste di dispiegamento per le operazioni in corso e colmare le carenze sia di risorse umane, sia di mezzi tecnici. È necessario colmare tali carenze in via prioritaria per garantire il proseguimento delle operazioni in corso e la piena disponibilità delle riserve di reazione rapida, in particolare della riserva di attrezzature cui hanno finora contribuito solo 14 Stati membri.Quadro di partenariato e rotta del Mediterraneo centrale: progressi tangibili
Oggi la Commissione presenta anche i risultati e le esperienze acquisite nel quadro di partenariato sulla migrazione, a un anno dall’avvio. Si sono registrati progressi nella lotta ai trafficanti grazie ad una maggior cooperazione con i paesi chiave in Africa, che ha consentito di affrontare il problema dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale, con un’attenzione particolare alla cooperazione con la Libia. Il Fondo fiduciario dell’UE ha finanziato le priorità politiche mobilizzando in un anno circa 1,9 miliardi di EUR destinati a 118 progetti per affrontare alla radice le cause della migrazione e sostenere una miglior gestione della migrazione nei paesi di origine e di transito. In diversi ambiti sono tuttavia necessari ulteriori sforzi, in particolare per accelerare i rimpatri e la riammissione nei paesi partner.

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G7: Save the Children, i leader hanno mancato ai loro impegni per i bambini su migrazione, nutrizione ed educazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 Mag 2017

migranti1Save the Children è profondamente delusa da un vertice in cui i leader del G7, pur riunendosi in un luogo simbolico come la Sicilia, cuore del flusso migratorio del Mar Mediterraneo, non sono riusciti ad impegnarsi su una visione comune sul tema della migrazione. L’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti, accoglie con favore invece il riconoscimento da parte dei leader della necessità di proteggere i più vulnerabili tra i migranti, tra cui adolescenti, bambini e minori non accompagnati. Ma ancora una volta l’attenzione si sposta sui temi della sicurezza e del controllo delle frontiere, pregiudicando fortemente il primo dovere dei leader del G7 che è quello di proteggere i bambini dalla violenza, dagli abusi e dallo sfruttamento, incluso il traffico dei minori. I minori migranti hanno esigenze comuni e affrontano sfide comuni. L’opportunità persa del G7 significa che a pagarne il prezzo saranno 28 milioni di bambini che sono stati costretti a lasciare la propria casa, fuggendo dalla guerra e dalle violenze,“I leader G7 hanno fallito prima di tutto nei confronti dei bambini. Non sono stati all’altezza delle aspettative sia sulla migrazione che sull’educazione, la sicurezza alimentare e la nutrizione. Questo vertice finisce oggi lasciandosi alle spalle milioni di bambini vulnerabili. Siamo delusi perché i leader hanno semplicemente riaffermato principi esistenti senza assumere nuovi impegni”, denuncia Egizia Petroccione, portavoce di Save the Children al G7.I leader del G7 hanno ribadito i loro impegni sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione, che erano già stati concordati negli ultimi due vertici, ma hanno perso l’opportunità di tradurre queste promesse in azioni concrete. Save the Children accoglie favorevolmente l’appello delle Nazioni Unite per il Sud Sudan, Nigeria, Somalia e Yemen, ma sottolinea che i governi del G7 hanno concluso il vertice senza stanziare nuove risorse finanziarie né per interventi a lungo termine, che affrontino i temi dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione, né per combattere le crisi umanitarie in corso. Sono 159 milioni i bambini affetti da malnutrizione acuta che ne subiranno le conseguenze.
I sette grandi della terra hanno anche dimostrato una mancanza di leadership sul tema dell’educazione e oltre ad aver rinunciato a impegnare nuove risorse, hanno anche deciso di non pubblicare l’Accountability Report del G7, che avrebbe potuto dare conto dei progressi del G7 a favore dell’educazione. Anche in questo caso saranno i bambini a pagare il prezzo di questo mancata azione politica, in particolare i 263 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola, di cui 3,7 sono rifugiati.

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Migrazione e asilo: Da eurodeputati, Italia e Sicilia mostrano la via per risposta collettiva Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

immigrazione-via-mareA conclusione della visita della commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni del Parlamento europeo in Italia fra il 18 e il 21 aprile 2017, I presidenti della delegazione Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D) e Barbara Cudricka (PPE) hanno dichiarato:
“La delegazione ha visitato l’Italia per fare il punto della situazione su come il paese gestisce l’alto numero di arrivi via mare di migranti e rifugiati.
Siamo rimasti colpiti e impressionati dagli enormi sforzi che le autorità italiane – e in particolar modo siciliane, la popolazione tutti gli attori coinvolti nel circuito del soccorso e dell’accoglienza stanno mettendo in atto perché i diritti fondamentali dei migranti e di coloro che richiedono protezione internazionale siano rispettati.
Allo stesso tempo, l’identificazione di chi arriva via mare ha raggiunto tassi vicino al 100%, con enormi miglioramento rispetto al passato.
L’ottima cooperazione fra autorità italiane, agenzie (Frontex, Easo ed Europol) e Ong e l’abnegazone e la disponibilità della popolazione siciliana, però, non sono solo un merito che dobbiamo ascrivere all’Italia: questi aspetti rappresentano un beneficio per l’Unione europea nel suo complesso.Da apprezzare l’impegno che l’Italia sta profondendo per salvare vite umane e allo stesso tempo per rendere la lotta ai trafficanti di uomini sempre più efficace, anche in una situazione di estrema instabilità di alcuni paesi di origine e di transito (la Libia in particolare).
Inoltre, la nuova legislazione approvata dal governo italiano riguardante i minori non accompagnati è, secondo noi, un passo importante nella giusta direzione e siamo ansiosi di vederla all’opera e di valutarne i risultati concreti, soprattutto in un contesto in cui il numero di minori non accompagnati, spesso vittime di tratta, è in costante aumento mentre è in diminuzione l’età media dei minori stessi.
Abbiamo però constatato quanto, visto il carico di responsabilità a cui è sottoposta l’Italia, molte autorità locali siano a corto di risorse sia umane che finanziarie per affrontare la grande sfida posta dall’accoglienza di numeri così alti di arrivi di migranti e rifugiati, e la stessa carenza di risorse affetta anche l’autorità giudiziaria.
Infine, ancora una volta, la nostra visita in Italia ci ha confermato l’idea che l’attuale regolamento di Dublino non funziona e deve essere urgentemente emendato, insieme al pacchetto riguardante l’asilo, ed è quanto il Parlamento europeo sta facendo..
Il bisogno di operazioni di search and rescue su larga scala ci dimostrano l’esigenza di istituire canali legali per i migranti che arrivano in Europa. In questo senso lo schema di resettlement dei migranti direttamente dai paesi di origine deve essere attuato appieno, così come i ricollocamenti concordati fra i ventisette Stati membri.
Per concludere, vogliamo sottolineare come tutto quello che l’Italia sta facendo dovrebbe servire a Richiamare gli altri paesi dell’Unione europea a una più forte risposta collettiva e a una migliore e più giusta ripartizione delle responsabilità in materia di immigrazione.

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Migrazione e asilo: Commissione Parlamento europeo in Sicilia

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

cataniaCatania Conferenza stampa Sala Giunta, Comune di Catania, 21 aprile ore 10.45. La Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento Europeo sarà in visita a Roma e in Sicilia dal 18 al 21 aprile per fare il punto della situazione sulla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo da parte dell’Italia, e per visitare il Cara di Castelnuovo di Porto, il porto di Augusta (primo sito in Italia per sbarchi di migranti) e l’hotspot di Pozzallo.
Martedì 18 aprile gli eurodeputati visiteranno l’International Coordination Centre (ICC) di Pratica di Mare e successivamente incontreranno rappresentanti dell’UNHCR, dell’OIM, dell’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e dell’ARCI (Tavolo Asilo). Seguirà un confronto con Federico Gelli, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza ed espulsione dei migranti, con la Commissione per i diritti umani del Senato, con Mauro Palma, Garante dei diritti dei detenuti e con Filomena Albano, Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Infine la delegazione incontrerà Domenico Manzione, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno.
Nella mattinata di mercoledì 19 aprile, gli eurodeputati si recheranno al centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto, per poi trasferirsi a Catania dove saranno ricevuti dal Prefetto Silvana Riccio, dal Questore Giuseppe Gualtieri e dal Procuratore Carmelo Zuccaro.
Sempre nel pomeriggio del 19 aprile è previsto un incontro con le Ong (Save the Children, Terre des Hommes e Comunità di Sant’Egidio), a cui parteciperanno rappresentanti dell’UNHCR e del Comune di Catania. In serata gli europarlamentari incontreranno il sindaco Enzo Bianco.
Giovedì 20 aprile la delegazione visiterà il porto commerciale di Augusta e le aree riservate alle operazioni di sbarco dei migranti, per poi entrare nell’hotspot di Pozzallo, dove si terrà un incontro con la partecipazione del Prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi, del Questore Giuseppe Gammino e del sindaco Luigi Ammatuna.
Infine, venerdì 21 aprile, gli eurodeputati si incontreranno con esperti dell’agenzia Frontex, dell’Ufficio europeo per l’Asilo e della Commissione europea presso l’European Regional Task Force (EURTF) di Catania.
La visita si chiuderà con una conferenza stampa, alle ore 10.45, nella Sala Giunta del Comune di Catania.
La delegazione sarà presieduta dalla vice presidente della commissione Libertà Civili del parlamento europeo Barbara Kudrycka (PPE, Polonia) e da Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D, Spagna), e sarà composta dai seguenti eurodeputati: Branislav Škripek (ECR, Slovacchia), Jaromír Stetina (PPE, Repubblica Ceca), Miltiadis Kyrkos(S&D, Grecia), Anna Maria Corazza Bildt (PPE, Svezia), e Morten Helveg Petersen (ALDE, Danimarca). Ad accompagnare la delegazione anche i seguenti eurodeputati italiani: Alessandra Mussolini (PPE), Cécile Kashetu Kyenge (S&D), Barbara Spinelli (GUE/NGL) e Salvatore Domenico Pogliese (PPE).

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Seminario di studio su “Migrazione e Comunicazione: i media raccontano l’uomo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

migrantePalermo giovedì 9 febbraio 2017, alle ore 9.30 presso il salone Lavitrano della Curia arcivescovile in via Bonello, 2 l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Palermo, in occasione dell’annuale incontro dei giornalisti con l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice, organizza un seminario di studio sul tema: “Migrazione e Comunicazione: i media raccontano l’uomo”. L’iniziativa è stata organizzata insieme all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia che rilascerà i crediti formativi, Ucsi Sicilia, Assostampa, Gus e Unci.
Dopo il saluto del dr. Riccardo Arena, presidente Ordine dei giornalisti di Sicilia, interverranno dr. Mario Sedia, v. direttore Caritas diocesana: “L’impegno della Caritas a Palermo”, dr. Davide Camarrone Rai 3: “L’esperienza a Lampedusa con gli immigrati”, dr. Mario Affronti “La carta di Roma” e la dott.ssa Alessandra Turrisi Avvenire: “Storie di accoglienza”. Conclude l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice. Introduce il direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Palermo dr. Pino Grasso. (foto. migrante)

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Migrazione: Sì a cooperazione con Africa, timori su accordi “modello Turchia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

federica_mogheriniNel corso del dibattito con il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e con l’Alto Rappresentante Federica Mogherini, in cui è stata presentata la proposta per un nuovo “quadro di partenariato con i Paesi terzi”, la maggioranza dei deputati ha accolto con favore il rafforzamento della cooperazione con questi Paesi, mentre molti hanno criticato l’eventualità di replicare l’accordo raggiunto con la Turchia con altri paesi.La Commissione vuole stabilire un “compact su misura” con alcuni Paesi selezionati – Giordania e Libano nella prima fase, successivamente Niger, Nigeria, Senegal, Mali, Etiopia e infine Tunisia e Libia – per migliorare il controllo delle frontiere, aumentare i rientri e migliorare la vita e le condizioni di migranti e rifugiati. I partenariati strategici dovrebbero premiare i paesi disposti a collaborare con l’UE e penalizzare quelli che rifiutano tale collaborazione.

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Migrazione: Sì a cooperazione con Africa, timori su accordi “modello Turchia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

mogheriniNel corso del dibattito con il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e con l’Alto Rappresentante Federica Mogherini, in cui è stata presentata la proposta per un nuovo “quadro di partenariato con i Paesi terzi”, la maggioranza dei deputati ha accolto con favore il rafforzamento della cooperazione con questi Paesi, mentre molti hanno criticato l’eventualità di replicare l’accordo raggiunto con la Turchia con altri paesi. La Commissione vuole stabilire un “compact su misura” con alcuni Paesi selezionati – Giordania e Libano nella prima fase, successivamente Niger, Nigeria, Senegal, Mali, Etiopia e infine Tunisia e Libia – per migliorare il controllo delle frontiere, aumentare i rientri e migliorare la vita e le condizioni di migranti e rifugiati. I partenariati strategici dovrebbero premiare i paesi disposti a collaborare con l’UE e penalizzare quelli che rifiutano tale collaborazione.

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Migrazione, accoglienza, inclusione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

milano10Milano Lunedì 18 aprile 2016, ore 15.00 Sala Conferenze di Palazzo Reale Piazza Duomo 14. Il Convegno sarà l’occasione per presentare, con il contributo di alcuni dei maggiori esperti italiani in materia, il nuovo progetto CIPMO sul ruolo delle Diaspore Med-Africane nell’accoglienza e nell’inclusione dei rifugiati e degli immigrati che parte dalle comunità ormai stanziali in Italia (si stima circa 6 milioni di individui), originarie del Medio Oriente e dell’Africa – ove maggiormente oggi sono concentrati i focolai di crisi – per sviluppare, in raccordo con le principali istituzioni e la società civile, un percorso pluriennale e su scala nazionale che porti queste comunità ad essere protagoniste, in prima persona, della lotta al radicalismo e al terrorismo, grazie a un processo di medio periodo che parta dall’accoglienza, per favorire l’inclusione dei nuovi arrivati e anche il co-sviluppo economico con i paesi di origine.Obiettivo principale del progetto è sviluppare il dialogo tra queste comunità, le istituzioni e la società civile circostante, per combattere il radicalismo tramite l’interazione economica, l’integrazione educativa, il dialogo interreligioso, lo scambio culturale e la cooperazione. In specifico, nel medio periodo si faciliterà la creazione di un network dei principali soggetti coinvolti e la realizzazione di una serie di attività articolate su tutto il territorio, per una gestione concreta e positiva della questione, per supportare i processi di inclusione dei nuovi arrivati, anche ai fini economici, sociali e culturali, affidando alle comunità stanziali anche un ruolo di ambasciatori e di “ponte” verso i paesi di provenienza.Il Convegno di presentazione del progetto, aperto da un intervento di Mario Giro, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si svilupperà attraverso tre panel successivi che vedranno dibattere alcuni tra i maggiori esperti italiani in materia. Il primo panel, moderato Khalid Chaouki – membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati – inquadrerà gli aspetti generali della questione; Il secondo panel, moderato da Lia Quartapelle – Segretaria della Commissione Esteri della Camera dei Deputati – darà voce ad esponenti di alcune delle principali comunità Med-Africane ed organizzazioni religiose presenti in Italia; il terzo panel, moderato da Paolo Branca – Docente di Lingua e letteratura araba all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – metterà a fuoco esempi di best practices, dalle importanti esperienze dei Comuni di Milano e Torino, ad altre innovative iniziative volte a promuovere l’imprenditorialità di questi nuovi protagonisti che vivono nel nostro paese.
Il progetto su scala nazionale è promosso da CIPMO in collaborazione con l’On. Khalid Chaouki e CSA – Centro Piemontese di Studi Africani, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Unità di Analisi e Programmazione, con il Patronato di Regione Lombardia, con il Patrocinio del Comune di Milano e con il sostegno di Fondazione Cariplo.

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Migrazione, “Corsa a ostacoli verso l’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

medici senza frontiereMSF denuncia, in un rapporto diffuso oggi a livello internazionale, il catastrofico fallimento dell’Unione Europea nel rispondere ai bisogni umanitari di rifugiati, richiedenti asilo e migranti nel 2015 e presenta una fotografia drammatica, emersa dai progetti MSF per la migrazione, dell’impatto medico-umanitario delle politiche europee su migliaia di persone in fuga.“Non solo l’Unione Europea e i governi hanno fallito collettivamente nell’affrontare la crisi, ma con le loro barriere e la risposta caotica ai bisogni umanitari delle persone in fuga hanno di fatto peggiorato le condizioni di migliaia di uomini, donne e bambini già vulnerabili” ha dichiarato Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di MSF.Attraverso le testimonianze dirette di operatori e pazienti di MSF e i dati medici raccolti in decine di progetti, il rapporto “Corsa a ostacoli verso l’Europa” mostra le medici senza frontiere1conseguenze umanitarie delle decisioni europee e dimostra come le politiche di deterrenza abbiano costretto MSF e altre organizzazioni ad aumentare drasticamente le proprie attività nei punti di ingresso all’Europa.“Mai prima d’ora abbiamo dovuto avviare così tanti progetti in Europa o imbarcarci per salvare vite in mare. Mai prima d’ora abbiamo dovuto assistere così tanti disperati alle frontiere, curando le conseguenze fisiche e psicologiche dei drammatici viaggi, delle violenze subite e della mancanza di assistenza” ha detto la dott.sa Federica Zamatto, responsabile medico progetti migrazione MSF. “Nel 2016 i paesi europei devono fare un bilancio del costo umano delle loro decisioni, assumersi le loro responsabilità e imparare dagli errori commessi per mettere al centro i bisogni dei più vulnerabili.” (foto: medici senza frontiere)

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Migrazione e lavoro: il Parlamento adotta il bilancio per il 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2015

european parliamentIl Parlamento, mercoledì, ha approvato il bilancio Ue per il prossimo anno, disponendo stanziamenti d’impegno pari a 155 miliardi di euro e 143,9 miliardi di euro in stanziamenti di pagamento, così come concordato con il Consiglio il 14 novembre. Il Parlamento ha garantito il massimo importo possibile per il finanziamento della gestione dell’emergenza migratoria, delle piccole e medie imprese, degli studenti e del programma di ricerca UE Orizzonte 2020.Il Parlamento ha adottato in via definitiva il bilancio UE 2016 con 516 voti favorevoli, 179 contrari e 8 astensioni, in seguito promulgato dal Presidente Martin Schulz.
Il Parlamento si è assicurato che tutte le risorse disponibili nel quadro finanziario pluriennale UE (QFP) saranno utilizzate nella gestione della crisi migratoria in corso, che necessità di essere affrontata sia all’interno degli Stati membri sia in quei Paesi che sono limitrofi ai conflitti dai quali i migranti stanno fuggendo. L’accordo include 1.6 miliardi di euro previsti nella proposta originale della Commissione e va incontro a molte delle richieste del Parlamento.Per finanziare il deficit, il Parlamento, con un voto separato, chiede agli Stati membri di devolvere una somma pari a 2.3 miliardi di euro ricavata da entrate più alte del previsto da multe sulla concorrenza e dazi doganali. Altri 2.3 miliardi di euro sono richiesti agli Stati membri per adempiere la promessa di finanziare i fondi per l’Africa (affrontare alla radice le cause della migrazione) e la Siria (aiutare i rifugiati e i migranti che si trovano in Siria e nelle sue vicinanze).La priorità del Parlamento di migliorare la competitività si traduce in risorse extra per le piccole e medie imprese (14,3 milioni di euro), in finanziamenti per Orizzonte 2020 (184,5 milioni di euro) e per le infrastrutture per collegare l’Europa (150 milioni di euro) che vanno a ripristinare parte del denaro che era stato in un primo momento riallocato nel fondo per gli investimenti voluto da Juncker e in risorse economiche al programma di studi Erasmus+ (6.6 milioni di euro).Inoltre, il Parlamento ha convinto il Consiglio e la Commissione a impegnarsi a continuare anche nel 2016 l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, attualmente in fase di revisione, e di mantenere ad un livello accettabile le fatture non pagate.
Nel corso del dibattito del 24 novembre, diversi oratori hanno sottolineato che le priorità di spesa dell’UE, stabilite nel quadro finanziario pluriennale dell’UE (QFP) dovevano essere riesaminate, alla luce delle differenti circostanze rispetto alla sua adozione nel 2013. Il Parlamento intende sfruttare al massimo tale revisione, in arrivo nel 2016.

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Migrazione e crisi dei rifugiati: i deputati reagiscono alle nuove proposte della Commissione

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

rifugiatiLe nuove proposte di gestione della migrazione, tra cui il ricollocamento di 120.000 richiedenti asilo all’interno dell’UE, in aggiunta alla proposta di maggio di ricollocarne 40.000, un meccanismo di distribuzione permanente per il futuro, un elenco di paesi di origine sicuri al fine di garantire un ritorno rapido per coloro a cui la richiesta di asilo è stata respinta e l’apertura di canali di migrazione legale, sono state illustrate dalla Commissione e discusse in Parlamento questa mattina. I deputati hanno esortato gli Stati membri ad agire e hanno lodato i cittadini dell’Unione europea per l’accoglienza calorosa riservata ai rifugiati. Al dibattito sono intervenuti il ministro lussemburghese del Lavoro, dell’occupazione e della economia sociale e solidale, Nicolas Schmit, il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Federica Mogherini e il Commissario per la migrazione Dimitris Avramopoulos, seguiti dagli interventi dei deputati che hanno espresso il punto di vista dei gruppi politici.Durante il dibattito, la maggior parte dei deputati ha espresso parere favorevole sulla proposta di maggio scorso di trasferire i 40.000 richiedenti asilo. La stessa procedura si applicherà per la ricollocazione degli ulteriori 120.000 richiedenti asilo. Sul meccanismo permanente invece, il Parlamento e il Consiglio decideranno su un piano di parità.

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Nasce la Biorivolumetria, nuovo approccio alla bellezza naturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2015

biovolumetriaIl processo di invecchiamento del viso interessa tutti gli strati che lo compongono, dalla struttura ossea, di sostegno, ai vari tessuti molli. Il riassorbimento del tessuto osseo, maggiore in alcune aree, porta alla riduzione degli angoli glabellare, piriforme e mascellare con conseguente collasso dei tessuti molli ed obbiettivamente ad un appiattimento nella proiezione del visoIn realtà, nel corso degli anni, ciò che si manifesta più precocemente ed è maggiormente responsabile delle modificazioni volumetriche del viso, sono le alterazioni che avvengono a livello dei compartimenti del grasso sottocutaneo. Infatti, la sua riduzione nelle aree dove è già presente in quantità moderata – tipo l’area temporale, quella frontale, la guancia e altre ancora – causerà l’effetto di scheletrizzazione, mentre in altre zone si avrà, sia per effetto della gravità con conseguente migrazione verso il basso, sia per un processo ipertrofico, un accumulo di grasso con formazione di pliche più o meno accentuate; ne sono un esempio la plica naso-labiale e la Jowl deformity.Si determina, dunque, uno squilibrio fra contenente in eccesso (cute) e riduzione del contenuto (grasso) con perdita della tridimensionalità del viso e comparsa di rughe e pliche. Dal punto di vista terapeutico bisognerà effettuare un accurato studio fisiognomico del viso e ripristinare una corretta distribuzione dei volumi intervenendo sulle aree che si presentano maggiormente ipotrofiche.Da poco è stato messo a punto un nuovo metodo in medicina e chirurgia estetica che prende il nome di Bio-Rivolumetria; la parola è sinonimo di volumizzazione e rigenerazione. L’obbiettivo è quello di associare ad una semplice azione volumetrica, una forte azione di rigenerazione. In altre parole un trattamento anti-ageing vero e proprio. Ciò è possibile grazie all’utilizzo di speciali formulazioni a base di acido ialuronico purissimo, privo di residui proteici e solventi; il tutto è realizzato attraverso un esclusivo e brevettato processo chimico. La particolarità consiste nel fatto che l’acido ialuronico, cross-linkato con BDDE, contiene intrappolato al suo interno acido ialuronico nativo intercalato, in quantità diverse a seconda delle formulazioni. Quindi l’acido ialuronico cross-linkato può essere paragonato ad una sorta di scaffold che protegge e racchiude al suo interno HA biointerattivo.E’ stato dimostrato che l’acido ialuronico biointerattivo, essendo protetto dallo scaffold, viene rilasciato nel tempo più lentamente rispetto allo stesso acido iniettato nella cute e non protetto; in questo modo esplica una prolungata azione di stimolo recettoriale. Inoltre la presenza di HA nativo conferisce a questi prodotti una grandissima elasticità, intesa come capacità di un prodotto di adattarsi in uno spazio tridimensionale. Ciò significa che questi prodotti biorivolumetrici seguono perfettamente i movimenti mimici del viso, apportando correzioni naturali. Cosa viene stimolato in realtà? Sappiamo da numerosi lavori scientifici che i recettori specifici per l’acido ialuronico sono i CD 44 e che questi si trovano sulla superficie di varie cellule tra cui i noti fibroblasti e le cellule mesenchimali staminali presenti nel tessuto adiposo. Così quando si inietta il biorivolumetrico a varie profondità nell’ipoderma, non solo si induce un effetto fisico volumetrico, ma si innesca un’azione biologica di stimolazione sui recettori CD 44 delle cellule mesenchimali staminali, determinando un aumento del processo dell’adipogenesi e quindi una produzione di nuovo tessuto adiposo. Dalle ricerche effettuate questo incremento del tessuto adiposo si aggira sul 10-15%.I prodotti biorivolumetrici utilizzati presentano diverse formulazioni a seconda delle varie esigenze correttive, dell’entità della destrutturazione e delle aree da trattare. Il Regenyal Idea Bio-Expander, altamente morbido ed elastico, è adatto per essere utilizzato nell’ipoderma superficiale ed è indicato nelle zone maggiormente destrutturate come guance, area frontale, temporale, bar-code e area peri-buccale in genere. Questo prodotto, essendo iniettato nella parte più superficiale dell’ipoderma, a ridosso della giunzione dermica, può interagire con i recettori CD 44 dei fibroblasti determinando un miglioramento della struttura reticolare dermica e della cute. I prodotti Regenyal Super Idea e Regenyal Idea sono ideali da iniettare nelle aree più profonde, dove occorre un’azione volumetrica più marcata: regione zigomatica, solco naso labiale e angoli buccali. (intervento del Prof. Andrea Alessandrini, specializzato in chirurgia Vascolare, Medicina e Chirurgia Dermo-Estetica, responsabile del Centro Polispecialistico S.A.S.N. del Ministero della Salute e Docente della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della ‘Fondazione Internazionale Fatebenefratelli’ dell’Isola Tiberina di Roma)

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“Migrazione” mostra di fotografia

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Firenze dal 5 al 14 marzo 2011 Galleria Tannaz Via dell’oche, 9-11r. La mostra di Monique Erba Robin, dal titolo  Migrazione  è a cura di Tannaz Lahiji e Massimo Innocenti con un testo critico di Serena Bedini La mostra resterà aperta, orario apertura da lunedì al sabato dalle 16.00 alle 20.00.

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Rapporto sulla Migrazione nel Mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Ginevra, Il mondo sarà colto impreparato dal passo incessante della migrazione se gli Stati, le organizzazioni internazionali e la società civile non uniranno le loro forze per rispondere alle sfide che il fenomeno comporta. E’ quanto sostiene il Rapporto sulla Migrazione nel Mondo 2010 lanciato oggi a Ginevra dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Il rapporto “Il Futuro delle Migrazioni:  capacity building per il cambiamento” rileva che, nonostante le centinaia di milioni di dollari spesi ogni anno per rafforzare la capacità di gestione dei flussi migratori da parte degli Stati,  le risposte ai cambiamenti delle migrazioni attuali o emergenti sono spesso a breve termine, lacunose e frammentarie.  Il numero di migranti internazionali  è oggi stimato intorno ai 214 milioni e, se continuerà a salire allo stesso ritmo nei prossimi 20 anni, potrebbe raggiungere quota 405 milioni entro il 2050, mentre la forza lavoro nei paesi in via di sviluppo crescerà da 2.4 miliardi del 2005 a 3.6 miliardi nel 2040. In questo scenario, considerando che la domanda di lavoro dei paesi di destinazione è al momento superiore all’offerta di lavoro dei paesi di origine, i canali di migrazione illegale resteranno una regola e non l’eccezione. Le nuove forme di migrazione irregolare inoltre stanno sempre più interessando categorie che hanno bisogno di protezione internazionale: minori non accompagnati, richiedenti asilo, vittime di tratta e persone che fuggono dagli effetti del cambiamenti climatici. Un fenomeno che sfiderà ulteriormente gli Stati nella loro capacità di rispondere con un approccio umanitario ai flussi migratori. Il rapporto mostra che, nonostante la crisi economica, il numero totale dei migranti è rimasto stabile nel corso degli anni, in quanto relativamente pochi hanno fatto ritorno a casa nonostante l’elevato tasso di disoccupazione. Disoccupazione che però nel 2009 ha causato il calo solo del 6% delle rimesse verso i paesi in via di sviluppo, mentre alcuni paesi, come Bangladesh, Pakistan e Filippine, hanno registrato un aumento del volume delle rimesse. Lo studio dell’OIM identifica mobilità lavorativa, migrazione irregolare, migrazione e sviluppo, integrazione e cambiamenti climatici come le aree che subiranno i maggiori evoluzioni nei prossimi anni e in cui è necessario investire. Tra le raccomandazioni del rapporto:
Rafforzare legislazioni nazionali e politiche sugli spostamenti interni causati dai cambiamenti climatici.
Elaborare  dati più esaustivi su migrazione irregolare e mercati del lavoro.
Contrastare la tratta di migranti e il traffico di esseri umani consolidando la capacità dei paesi di transito a dare assistenza ai migranti irregolari.
“In tema di migrazione non è necessario reinventare la ruota e nemmeno dare fondo ai conti bancari. Soluzioni umane ed efficaci per le problematiche migratorie sono a portata di mano. Si tratta solo di  stabilire delle collaborazioni e di stanziare risorse  in modo efficiente, con uno sguardo al futuro per delineare politiche  oculate e di lungo termine, basate sui fatti e non sull’opportunismo politico di breve periodo”, conclude Swing.

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