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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘migrazioni’

Migrazione: due Fondi UE per sostenere le politiche di asilo e di frontiera

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

Il Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione 2021-2027, del valore di 9,88 miliardi di euro, ha l’obiettivo di rafforzare la politica comune di asilo, sviluppare la migrazione legale in linea con le esigenze degli Stati membri, sostenere l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi e contribuire alla lotta contro la migrazione irregolare.Su richiesta del Parlamento, il fondo dovrebbe servire anche a convincere gli Stati membri a condividere più equamente la responsabilità di ospitare rifugiati e richiedenti asilo in tutta l’UE.La maggior parte dei fondi (63,5%) sarà assegnata a programmi gestiti congiuntamente dall’UE e dagli Stati membri, con i finanziamenti che varieranno a seconda, tra gli altri fattori, del numero di cittadini di paesi terzi residenti nel paese, delle richieste di asilo ricevute, delle decisioni di rimpatrio prese e dei rimpatri effettuati.L’altro 36,5% sarà gestito direttamente dall’UE e dedicato, tra le varie azioni, all’assistenza d’emergenza, al reinsediamento e all’ammissione umanitaria da paesi non-UE e al trasferimento di richiedenti asilo e rifugiati in altri Stati membri, “come parte degli sforzi di solidarietà”.Maggiori informazioni sugli obiettivi, le priorità e gli stanziamenti di bilancio del Fondo sono disponibili nel comunicato stampa pubblicato dopo l’accordo con il Consiglio.Il Fondo per la gestione integrata delle frontiere, per un valore di 6,24 miliardi di euro, contribuirà a rafforzare la gestione delle frontiere esterne, garantendo al tempo stesso il rispetto dei diritti fondamentali. Sosterrà anche a una politica comune e armonizzata dei visti e finanzierà misure di protezione per le persone vulnerabili che giungono in Europa, in particolare i bambini non accompagnati.Maggiori informazioni sugli obiettivi dello strumento di frontiera e sulle priorità del Parlamento sono disponibili nel comunicato stampa pubblicato dopo l’accordo con il Consiglio.Entrambi i testi legislativi sono stati approvati senza votazione finale, poiché nessun emendamento al testo concordato col Consiglio è stato adottato (conformemente alla seconda lettura della procedura legislatura ordinaria).

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“Migrazioni forzate: identità e fede nelle testimonianze della comunità Copta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Giovedì 24 giugno dalle 17.00 alle 18.00 si terrà il webinar di approfondimento “Migrazioni forzate: identità e fede nelle testimonianze della comunità Copta”. Secondo le più recenti elaborazioni di Fondazione ISMU su dati Istat e Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim) che tengono conto delle ultime revisioni post-censuarie, si valuta che al 1° gennaio 2021 gli stranieri residenti in Italia di religione cristiana (oltre 2,8 milioni, pari al 56,2% del totale dei residenti stranieri) siano più del doppio dei residenti stranieri musulmani (meno di 1,4 milioni[1], pari al 27,1% del totale). Tra gli stranieri di fede cristiana i più numerosi sono i cristiani ortodossi (1,6 milioni, pari al 32,3% del totale delle appartenenze religiose tra gli immigrati), seguiti da cattolici (855mila, pari al 17%), cristiani evangelici (164mila, pari al 3,3%), altri cristiani (152mila, pari al 3%) e copti (32mila, pari allo 0,6%). Dall’analisi delle stime preliminari, al 1° gennaio 2021 rispetto alla situazione dei 24 mesi antecedenti, si rileva da un lato una diminuzione sia della componente musulmana (-8,4%) sia di quella cattolica (-8,1%), dall’altro un aumento degli ortodossi (+8,3%). Tra gli stranieri di fede cristiana, gli ortodossi sono quasi il doppio rispetto ai cattolici. Al 1° gennaio 2021 la maggioranza assoluta degli stranieri residenti che professano il cristianesimo è di religione ortodossa (57,5%), quasi il doppio rispetto ai cattolici (30,2%). Pur non essendo ancora disponibili i dati Istat sulle cittadinanze dei residenti al 1° gennaio 2021, ISMU ipotizza che più della metà dei musulmani stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2021 sia rappresentato da marocchini, albanesi e bangladeshi. Per quanto riguarda i cattolici stranieri, si valuta che più della metà del collettivo sia composto da rumeni, filippini, peruviani e albanesi. Passando agli ortodossi stranieri, invece, si rileva una prevalenza del gruppo nazionale rumeno (pari al 61% del collettivo). Tra i cristiani copti stranieri residenti in Italia, i tre quarti provengono dall’Egitto. I cristiani evangelici stranieri sono principalmente nigeriani e ghanesi, seguiti da filippini e cinesi. Il report completo di dati e tabelle è disponibile al seguente link: https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2021/06/Lappartenenza-religiosa-degli-stranieri-residenti-in-Italia.-Prime-ipotesi-al-1%C2%B0-gennaio-2021.pdf

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Migrazione: Il PE chiede vie legali per l’ingresso di lavoratori in UE

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

In una risoluzione non legislativa adottata giovedì con 495 voti favorevoli, 163 contrari e 32 astensioni, il Parlamento sottolinea che dal 2015 la migrazione legale figura a malapena nello sviluppo della politica migratoria dell’UE e che il Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo non include alcuna proposta specifica in questo settore.Secondo i deputati, “le politiche dell’UE e nazionali in materia di migrazione legale dovrebbero concentrarsi sul fornire una risposta alle carenze dei mercati del lavoro e delle competenze”, tenendo presente l’invecchiamento della popolazione e la contrazione della forza lavoro. Il PE chiede che la legislazione in vigore sia rivista e che il campo di applicazione sia più ampio, dato che attualmente copre soprattutto i lavoratori altamente qualificati (o altamente retribuiti) e le multinazionali, mentre solo la direttiva sui lavoratori stagionali si rivolge alla migrazione meno retribuita.Nel testo viene sottolineato il ruolo importante delle rimesse e i benefici che una migrazione sicura, regolare e ordinata comporta sia per i paesi d’origine che per quelli di accoglienza. Riconoscendo i rischi connessi alla “fuga dei cervelli” per i paesi di origine, i deputati suggeriscono di promuovere la migrazione circolare, dove il migrante ritorna dopo un certo periodo di tempo nel suo paese e potrebbe poi ripartire per ragioni di lavoro. A questo scopo, la Commissione dovrebbe analizzare l’approccio adottato da altri paesi, come un sistema a punti.Suggeriscono inoltre di permettere ai lavoratori stranieri di trascorrere periodi più lunghi lontano dal paese ospitante senza perdere il lavoro, in modo da poter viaggiare più facilmente verso i loro paesi d’origine.Per una risposta più efficiente ai bisogni o alle carenze di manodopera sui mercati nazionali, i deputati propongono di sviluppare un bacino di talenti e una piattaforma di corrispondenza a livello europeo, che possa coprire tutti i settori e i livelli di occupazione e che funga da sportello unico per i lavoratori non UE, i datori di lavoro UE e le amministrazioni nazionali.Si raccomanda infine di facilitare e accelerare la valutazione e il riconoscimento di diplomi, certificati e altre qualifiche professionali. Ciò rafforzerebbe la mobilità intra-UE, che, a sua volta, può contribuire agli aggiustamenti del mercato del lavoro e alla crescita economica generale nei paesi dell’UE.

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Le migrazioni e i cambiamenti sociali nell’Italia dell’età del Bronzo svelati dall’analisi del DNA antico

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

Un nuovo studio pubblicato dall’Institute of Genomics di Tartu (Estonia) sulla rivista Current Biology ha rivelato nuovi aspetti della storia genetica delle popolazioni umane della Penisola Italiana durante la transizione dall’età del Rame all’età del Bronzo circa 5.000 anni fa. L’analisi genomica di campioni antichi ha permesso ai ricercatori appartenenti ad istituzioni in Estonia, Italia e Regno Unito di datare a 3.600 anni fa l’arrivo in Italia centrale di una componente genetica associata ai gruppi nomadi delle steppe. Questa transizione sarebbe associata a cambiamenti nella tipologia delle sepolture e nella struttura sociale.Negli ultimi anni la storia genetica delle popolazioni antiche è stata studiata in maniera estesa in particolare in relazione ai movimenti avvenuti in Eurasia. Nonostante ciò, le dinamiche e le trasformazioni della transizione dal Calcolitico all’età del Bronzo avvenuta circa 5.000 anni fa in Italia risultavano ancora inesplorate. Per questo motivo i ricercatori dell’Institute of Genomics (Università di Tartu, Estonia), in collaborazione con università in Italia e nel Regno Unito, hanno analizzato resti umani risalenti all’età del Rame e del Bronzo in Italia, sequenziandone il genoma. “In questo studio abbiamo estratto il DNA antico di 50 individui selezionati da quattro siti archeologici presenti in Italia centrale e del nord-est datati tra l’età del Rame e l’età del Bronzo. Siamo stati in grado di generare per la prima volta dati genetici da campioni italiani dell’età del Bronzo tramite un approccio di sequenziamento genomico ed abbiamo osservato l’arrivo nella Penisola di una componente genetica proveniente dalle steppe. Questa componente, già ampiamente conosciuta in Eurasia occidentale in individui dell’età del Bronzo ed originaria delle steppe a nord posizionate tra il Mar Nero e il Mar Caspio, è stata rinvenuta anche in Italia, suggerendo dinamiche comuni a quelle di altre aree del continente” ha detto Tina Saupe, prima autrice della pubblicazione. “Per le analisi genetiche abbiamo confrontato i nuovi genomi con campioni della Penisola Italiana, della Sicilia e della Sardegna risalenti ad un arco temporale che va dal Neolitico all’età del Ferro, così da avere una idea più precisa dei cambiamenti genetici avvenuti in questi periodi” ha aggiunto Francesco Montinaro, co-autore dello studio e ricercatore all’Università di Bari. I ricercatori hanno messo in evidenza come i campioni del Neolitico e dell’età del Rame della Penisola italiana siano più simili ai primi agricoltori in Europa Orientale e in Anatolia che agli agricoltori presenti in Europa occidentale: un risultato che suggerisce la possibilità di ulteriori differenze genetiche presenti nella componente neolitica Europea. “Grazie alla distribuzione geografica dei siti archeologici analizzati fino ad oggi e ai nuovi genomi da noi generati siamo in grado di datare l’arrivo della componente genetica legata alle steppe a circa 4.000 anni fa in Italia settentrionale e a 3.600 anni fa in Italia centrale. Questa componente non è stata trovata in individui del Neolitico e del Rame, ma appare in individui dell’età del Bronzo, aumentando nel tempo” ha sottolineato Luca Pagani, Professore Associato all’Institute of Genomics e all’Università di Padova, e autore co-senior di questo lavoro.“Durante questa transizione abbiamo anche riscontrato un cambiamento nelle pratiche funerarie in associazione con un cambiamento nei rapporti di parentela in due dei siti analizzati, ma non abbiamo identificato cambiamenti fenotipici nelle popolazioni antiche italiane di questo periodo” ha aggiunto Christiana L. Scheib, leader del gruppo di studio del DNA antico all’Institute of Genomics e corresponding author.”È stato interessante seguire lo sviluppo di questa ricerca nel corso del tempo e come sia cambiata l’interpretazione dei risultati una volta che abbiamo incluso i campioni dell’Italia centrale, grazie alla collaborazione con le università di Oxford (Regno Unito), Durham (Regno Unito), Groningen (Paesi Bassi), Bologna e Roma “Tor Vergata” (Italia)” ha detto Cristian Capelli (Università di Parma), autore co-senior di questo studio.”I risultati di questo studio dimostrano che i profili genetici delle popolazioni antiche della penisola italiana sono cambiati con i movimenti che si sono susseguiti a partire dagli insediamenti del Neolitico. Questa conoscenza ci permette di avere un’idea più precisa della nostra origine genetica e consente di pianificare ulteriori studi che includano un campionamento più esteso di individui dell’età del ferro ed imperiale”, ha concluso Christiana L. Scheib.

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Fame e ora il Covid-19 fanno aumentare le migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

GINEVRA/ROMA – La fame globale e gli sfollamenti di popolazione – entrambi già a livelli record quando ha colpito il Covid-19 – potrebbero subire un’impennata, con migranti e quanti vedono diminuire il flusso delle rimesse che cercano disperatamente lavoro per sostenere le proprie famiglie.Il rapporto, il primo nel suo genere, pubblicato oggi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e l’agenzia ONU World Food Programme (WFP), mostra come la pandemia abbia fatto aumentare l’insicurezza alimentare e la vulnerabilità per i migranti, per le famiglie che contano sulle rimesse dall’estero e per le comunità costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di conflitti, violenze e calamità.Le due agenzie ONU avvertono che il costo economico e sociale della pandemia potrebbe essere devastante e fanno appello al mondo perché ciò si eviti, rafforzando il sostegno alla risposta ai bisogni umanitari immediati e in crescita, affrontando l’impatto socioeconomico della crisi e facendo in modo che i più vulnerabili non siano dimenticati.‘L’impatto socioeconomico della pandemia è più devastante della malattia stessa. Nei paesi a basso e medio reddito, molte persone che fino a pochi mesi fa, anche se povere, riuscivano ad andare avanti, ora si trovano con i mezzi di sussistenza distrutti. Le rimesse inviate dall’estero alle famiglie a casa si sono prosciugate, causando difficoltà immense. Il risultato è che i livelli della fame sono schizzati alle stelle nel mondo’, ha detto David Beasley, Direttore esecutivo del WFP.‘L’impatto della crisi di Covid-19 sulla salute e sulla mobilità delle persone minaccia di far tornare indietro gli impegni globali, incluso quello sul Global Compact on Migration, e di ostacolare gli sforzi in corso a sostegno di chi ha bisogno di assistenza. Deve essere nostra responsabilità collettiva salvaguardare i diritti delle persone in movimento e assicurare loro protezione da ulteriori mali’, ha detto António Vitorino, Direttore Generale dell’OIM.E’ senza precedenti l’impatto che la pandemia ha avuto sul modi in cui le persone si spostano. Le misure e le restrizioni messe in campo in oltre 220 paesi, territori o aree del mondo per contenere la diffusione della malattia hanno limitato gli spostamenti umani, le opportunità di lavoro e di guadagno, mettendo a dura prova la capacità dei migranti e degli sfollati di potersi permettere cibo e altre necessità di base.L’insicurezza alimentare e gli sfollamenti sono strettamente connessi. La fame, specialmente quando dovuta a conflitti, è un fattore chiave nello spingere le persone a partire. Nove tra le dieci peggiori crisi alimentari al mondo sono in paesi con il maggior numero di sfollati. La maggior parte degli sfollati, inoltre, si trova in paesi colpiti da insicurezza alimentare acuta e malnutrizione.I 164 milioni di lavoratori migranti nel mondo, specialmente chi lavora nei settori informali, sono tra i più colpiti dalla pandemia. Spesso lavorano a giornata e hanno impieghi stagionali, con paghe basse e senza accesso a sistemi di protezione sociale. Durante le crisi economiche, queste popolazioni sono spesso le prime a perdere il lavoro. Allo stesso tempo, le interruzioni nei lavori agricoli stagionali potrebbero avere conseguenze sulla produzione, sulla lavorazione e sulla distribuzione di cibo, con possibili effetti sulla disponibilità di cibo e sui prezzi a livello locale e regionale. Il rapporto avverte che, senza un reddito sicuro, molti migranti non solo saranno spinti a tornare nei propri paesi ma che ci sarà, almeno temporaneamente, un calo delle rimesse che forniscono un sostegno essenziale a circa 800 milioni di persone nel mondo, una su nove.La pandemia ha reso sempre più scarse le opportunità di creazione di mezzi di sostentamento per i migranti, e la Banca Mondiale prevede un calo del 14 per cento nelle rimesse verso paesi a basso e medio reddito entro il 2021. Le conseguenze per la sicurezza alimentare potrebbero essere devastanti. Le proiezioni del WFP prevedono che, entro la fine del 2021, almeno 33 milioni di persone in più potrebbero scivolare verso la fame solo per il calo previsto delle rimesse.Le due agenzie fanno appello alla comunità internazionale affinché si assicuri che tutti gli sforzi vengano fatti per limitare l’impatto immediato sui più vulnerabili, così come che vengano predisposti investimenti di lungo termine per una ripresa nel futuro.

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Conferenza annuale virtuale della rete europea sulle migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

La Commissaria pronuncerà il discorso di apertura sul tema “Il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo”. La conferenza offrirà l’opportunità di discutere di strategie pratiche per una gestione efficace dell’asilo e della migrazione, come l’utilizzo delle informazioni nel contesto della migrazione, la trasformazione digitale della procedura di asilo e l’ammissione umanitaria di chi necessita di protezione. Sarà anche l’occasione per uno scambio di opinioni ed esperienze in merito all’impatto della pandemia di coronavirus sulla gestione della migrazione. La rete europea sulle migrazioni è una rete composta dalla Commissione europea e dai punti di contatto nazionali in ciascuno Stato membro e in Norvegia. Alla conferenza parteciperanno rappresentanti degli Stati membri dell’UE, della Commissione, delle organizzazioni internazionali, della società civile e della comunità dei ricercatori.

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Tlc: Investimenti, telemarketing, migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

In queste settimane particolarmente delicate vista la tragedia che ha investito il Paese, siamo intervenuti su tutti i gestori di servizi fondamentali e delle reti di comunicazione per evitare il distaccamento per motivi di morosità, stante le gravi difficoltà economiche, oltre che sanitarie, in cui si sono venute a trovare le famiglie e moltissimi operatori economici.
Per Federconsumatori è importante in questo momento soprattutto che gli operatori delle reti di comunicazione realizzino, nel più breve tempo possibile, investimenti necessari in direzione di una estensione ed un potenziamento delle infrastrutture per renderle accessibili e fruibili in tutte le aree del Paese e a tutti i cittadini. In questa stessa ottica ci siamo mossi affinché, per il tempo limitato alla situazione di emergenza, si evitassero ingenti investimenti in campagne promozionali in una forsennata rincorsa a proporre offerte non sempre chiarissime e si arrestasse il telemarketing.Perciò abbiamo salutato positivamente la proposta di limitare l’attività dei call center ai soli servizi di assistenza agli utenti e sospendere le attività di telemarketing o promozionali sia per ragioni di sicurezza degli operatori dei call center sia per evitare disturbo e di aggiungere ansia al dolore che è piombato nella vita di noi tutti a causa della pandemia. Ci paiono perciò comprensibili le iniziative, tese a limitare nel tempo strettamente legato allo stato di emergenza, la migrazione delle utenze tra gli operatori che così possono dedicarsi al potenziamento delle infrastrutture senza intaccare i diritti degli utenti e della concorrenza.

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Cosa sappiamo della storia delle migrazioni in Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Quando, come e perché sono emigrati all’estero i cittadini italiani? Da chi e come è composta l’immigrazione straniera? Quali sono le principali traiettorie delle migrazioni interne? Per rispondere a queste e ad altre domande i ricercatori dell’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr – Ismed) in collaborazione con Biblioteche di Roma propongono un breve ciclo di lezioni in video, pensato per rispondere alle domande degli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori e per supportare il lavoro del corpo docente ma anche per tutto il pubblico curioso di saperne di più su un argomento al centro del dibattito pubblico. http://www.romamultietnica.it ,www.bibliotechediroma.it

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Sulla loro pelle. Il fenomeno migratorio d’Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Edizioni San Paolo. Il fenomeno migratorio d’Africa ostaggio della politica di Paolo Lambruschi, giornalista di Avvenire esperto di fenomeni migratori.La Prefazione del volume è stata scritta da Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. Sulla loro pelle si scrive, sulla loro pelle si genera consenso, sulla loro pelle si specula, sulla loro pelle si litiga: mai come oggi la questione migratoria sta cambiando il dibattito politico, mettendo addirittura in dubbio il ruolo dell’Unione europea. Distorta dalle fake news, stravolta da una narrazione tossica, la materia soffre anche per la cronica assenza del doppio sguardo, capace cioè di raccontare quello che sta accadendo in Africa: se infatti la crisi migratoria di questo decennio è stata caratterizzata inizialmente dagli esodi siriani, oggi il flusso momentaneamente tappato in Libia nelle galere dei trafficanti è quello che scorre dalle rotte africane. La sete, la fame e i piedi che fanno male, la sensazione di alienazione, la paura di non farcela: su 20 milioni di persone in movimento ogni anno in Africa in cerca di opportunità di lavoro e vita migliori, solo 2 milioni si dirigono verso nord. Ma la popolazione africana in due anni raddoppierà, quella europea resterà stabile. Occorre allora rivedere le politiche migratorie che non possono limitarsi a chiusure, muri e a spaventare i cittadini, ma devono trovare un equilibrio tra la libertà di restare, quella di partire e le necessità europee di manodopera, di preservazione del welfare e della identità. Serve una nuova visione per crescere con reciproci vantaggi, cambiando i paradigmi: una visione alla quale la Chiesa cattolica ha offerto molti contributi, perché, d’altra parte, siamo tutti migranti…
Paolo Lambruschi, Sulla loro pelle. Il fenomeno migratorio d’Africa ostaggio della politica, Edizioni San Paolo 2019, pp. 224, euro 17,00 PAOLO LAMBRUSCHI – Nato a Milano nel 1966, è giornalista professionista dal 1992.

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Migrazioni. Oltre l’indignazione. Il razzismo nella storia d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Torino Giovedì 6 giugno, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 L’estate scorsa ha offerto innumerevoli occasioni per indignarsi: la chiusura dei porti italiani alle navi dei naufraghi; la criminalizzazione dell’attività umanitaria delle Ong; la vergogna dei lager libici; il cinismo dell’Italia e dell’Europa che fanno finta di non vedere e si trincerano nella loro fortezza. È necessario capire che cosa sta succedendo. Confrontarsi con la realtà. Per affrontare questi temi, la Scuola per la buona politica di Torino si è rivolta alle competenze di chi da anni si occupa di fenomeni migratori: demografi, giuristi, antropologi, storici, ma anche esponenti politici e giornalisti alle prese con la gestione concreta dell’accoglienza o con la sua rappresentazione mediatica. Giovedì 6 giugno ore 18, al Circolo dei lettori, con Gad Lerner e Marco Revelli, si conclude la serie di incontri con un appuntamento dal titolo Il razzismo nella storia d’Italia.
Perché tante persone, oggi, lasciano i loro Paesi? Si tratta di un fenomeno senza precedenti? Ha senso distinguere tra chi “ha diritto” e chi “non ha diritto” di emigrare, tra profughi e migranti economici? E, ancora: qual è l’impatto economico e demografico dell’immigrazione dall’Africa e dal Medio Oriente verso la vecchia Europa? Che cosa c’è di vero nella denuncia del business dell’accoglienza? È vero che stiamo diventando razzisti?

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Migrazioni e sostenibilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Maggio 2019

Roma 23 maggio 2019, ore 9:30 – 23:00 Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Macroarea di Lettere e Filosofia Via Columbia, 1 e in particolare il Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società e il Dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’arte – dedicherà un’intera giornata al tema “Migrazioni e Sostenibilità” nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.
Dopo i saluti istituzionali, previsti alle 9.30 in Piazzetta Macroarea, del Rettore Giuseppe Novelli, della Coordinatrice della Macroarea di Lettere e Filosofia Marina Formica, del Direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società Giorgio Adamo e del Direttore del Dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’arte Emore Paoli, con un contributo video del Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Enrico Giovannini, la giornata sarà divisa in due grandi sezioni, le cui attività saranno coordinate dal giornalista e portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini.
La mattina (dalle 10 alle 14) sarà dedicata ai laboratori e ai percorsi di ricerca, su temi sensibili e di competenza della Facoltà di Lettere e Filosofia (di cui i Dipartimenti proponenti fanno parte), rivolti a tutti i cittadini ma in particolare alle associazioni e agli studenti delle scuole superiori del territorio, data l’attualità dei singoli argomenti trattati. Gli incontri si svolgeranno nelle aule universitarie e vedranno gli interventi di docenti, dottorandi, ricercatori, esperti e associazioni. Si passa dalle “Migrazioni nella Preistoria: oggetti, idee, persone e cibo” agli “Incontri di cibi, spezie, aromi e culture”, dalla “Accoglienza, integrazione e cooperazione allo sviluppo: il contributo delle associazioni e dei cittadini” alle “Migrazioni ottocentesche e la sostenibilità della prima globalizzazione: per comprendere il mondo di oggi”, dalle “Forme di integrazione, strumenti di inclusione e contributo dei migranti alla crescita economica” alle “Testimonianze migranti, dalle scuole, dall’università, dal territorio”, dalle “Migrazioni ambientali” alla proiezione in Piazzetta Macroarea del docu-film “Torre Angela: spazi di dialogo tra ieri e domani”.
La mostra fotografica “Tutti sulla stessa barca. Storie di un viaggio fino alla periferia romana”, che si inaugurerà alle ore 14 e che sarà dedicata alla narrazione degli aspetti di integrazione del tessuto migrante all’interno del Municipio VI, grazie al coinvolgimento dell’Associazione Bella Vera, farà da spartiacque della giornata.
La seconda sezione, che si aprirà alle 14.30 con l’intervento del Rettore Giuseppe Novelli sul tema “Università e Migrazioni”, si svolgerà tutta nella Piazzetta Marcoarea e sarà un susseguirsi di incontri, dibattiti e laboratori musicali con la partecipazione di esperti e di docenti dei due Dipartimenti proponenti. Ci si addentrerà nel tema “Migrazioni e Sostenibilità” in tutta la sua complessità, con la volontà di oltrepassare il linguaggio accademico aprendosi all’interesse di un pubblico più ampio, grazie anche alla differenziazione dei linguaggi e all’inserimento nel programma di momenti performativi e musicali di grande impatto. Dal dibattito sul corto “My Tyson” del regista Claudio Casale, che ha vinto il premio di miglior documentario MigrArti alla 75ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, all’incontro-concerto “Musiche Migranti 1”, con tre formazioni corali presenti sul palco; dalle letture sceniche con momenti performativi “Tutta un’altra storia. Racconti vitali di migranti”, con il CLICI Centro di Lingua e Cultura Italiana dell’Ateneo e il Laboratorio MILLA Scritture Letterarie per le scene dello spettacolo, al dialogo “Clima, conflitti, migrazioni” a partire dall’ultimo libro sul clima di Grammenos Mastrojeni; dal dibattito “Migrazioni internazionali e nuovi assetti geopolitici globali”, che coinvolgerà docenti ed esperti di geografia, antropologia e diritto, al dialogo sul tema dei “Diritti in mezzo al mare”; dall’incontro “Integrazione, diritto d’asilo e sicurezza”, in cui interverranno esponenti politici della Regione, del Comune di Roma, di Grottaferrata e di altri Comuni limitrofi, al concerto “Musiche migranti 2” che comincerà alle 21 e sarà l’ultimo evento di questa densa giornata.
L’intero evento sarà seguito dagli studenti, italiani e cinesi, del Master congiunto ArtLab Linguaggi dell’arte Grafica (Università di Tor Vergata – Accademia di Belle Arti di Roma) che realizzeranno in Live Drawing un dittico ispirato ai temi trattati sul palco e dalla suggestioni degli spettatori, regalando contemporaneamente ai passanti e uditori piccole opere grafiche su cartolina. Nel corso della Giornata, saranno presenti dei corner informativi gestiti dalle associazioni coinvolte e sarà possibile gustare alcuni prodotti tipici dello street food etnico. Ogni incontro della giornata, come si evince dal programma dettagliato, risponde ad uno, o più, dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall’ONU per risolvere le problematiche riguardanti lo sviluppo economico e sociale.

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Incontro “Migrazione in Italia e in Europa: opinioni e fatti”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Parma Lunedì 15 aprile, alle 16.30, nell’Aula K9 del Polo Didattico Universitario di via Kennedy, si terrà il seminario Migrazione in Italia e in Europa: opinioni e fatti, aperto alla cittadinanza interessata. L’incontro sarà l’occasione per presentare “Migration Facts”, un’iniziativa del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (CUCI) che nasce nell’ambito del progetto “Seminari di Europa”, di cui è responsabile organizzativo il prof. Alessandro Pagliara, docente del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC.Parteciperanno all’incontro Fabio Landini, economista dell’Università di Parma e organizzatore dell’evento, Paolo Pinotti, economista dell’Università Bocconi di Milano, Elly Schlein (in videoconferenza), Europarlamentare del Gruppo S&D, e Ayomide Folorunso, studentessa e atleta dell’Università di Parma e delle Fiamme Oro Atletica della Polizia di Stato.
Migration Facts nasce nel quadro del progetto “Seminari di Europa” e prende le mosse dalla duplice consapevolezza che le migrazioni sono un fenomeno complesso che coinvolgerà il nostro paese nei decenni a venire, e che buona parte del cosiddetto “problema immigrazione” è dovuta a una percezione distorta dei fatti riguardanti le migrazioni.
Su tale basi, il progetto si propone di favorire la condivisione di informazioni ed esperienze sul tema delle migrazioni avendo come riferimento particolare gli studenti delle scuole superiori. Tale attività prende due forme:
a) il coinvolgimento di un gruppo di studenti universitari nello sviluppo e gestione del portale “Migration Facts” e di pagine sui principali social network (per es. Facebook e Instagram) contenenti dati e informazioni sui fatti riguardanti il fenomeno migratorio
b) l’organizzazione di un ciclo di incontri con studenti delle scuole superiori in cui discutere di questi temi, con la partecipazione di giovani migranti di prima o seconda generazione che racconteranno il loro vissuto, favorendo la comprensione del cosa significhi essere “straniero” nell’Italia di oggi.Gli obiettivi del progetto sono i seguenti:
migliorare la conoscenza di tutti i soggetti coinvolti (studenti, ricercatori e la collettività) in merito alla portata e alle tendenze del fenomeno migratorio
stimolare la discussione e il dibattito pubblico inerente al tema dell’immigrazione favorire l’acquisizione da parte degli studenti universitari di competenze associate alla raccolta ed elaborazione di dati statistici.

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Umberto Eco: Migrazioni e intolleranza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Dopo il grande successo di Il fascismo eterno, oltre 42.000 copie ad oggi e 10 edizioni, una nuova illuminante riflessione civile. Un’agile raccolta di quattro saggi, di cui due inediti, che affrontano il tema dell’intolleranza e dei fenomeni migratori con la forza delle idee e delle argomentazioni, contro ogni pregiudizio.
Una lezione civile, folgorante e profetica, su temi di grande sensibilità e attualità: i migranti, le forme di razzismo e intolleranza esplicite e subdole, l’identità europea, il confronto con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre.“Eliminare il razzismo non vuol dire mostrare e convincersi che gli Altri non sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità.”
UMBERTO ECO (Alessandria 1932−Milano 2016), filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (Premio Strega 1981), seguito da Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015). Tra le sue numerose opere di saggistica (accademica e non) si ricordano: Trattato di semiotica generale (1975), I limiti dell’interpretazione (1990), Kant e l’ornitorinco (1997), Dall’albero al labirinto (2007), Pape Satàn aleppe (2016), Il fascismo eterno (2018). Ha pubblicato i volumi illustrati Storia della Bellezza (2004), Storia della Bruttezza (2007), Vertigine della lista (2009), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013) e Sulle spalle dei giganti (2017).

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Il puzzle cinese e il rebus delle migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Pechino. Nei giorni scorsi a Pechino è stato firmato un memorandum of understanding tra Sdsn (il network mondiale sotto l’egida dell’Onu creato per promuovere soluzioni pratiche alla sfida della sostenibilità), la grande università Tsinghua ed Eco Forum Global, una piattaforma non profit che ogni anno organizza in Cina una conferenza sulla sostenibilità. L’accordo mira “alla messa a punto di una classificazione di corretto comportamento ecologico per i Paesi coinvolti nella Belt and Road”, l’iniziativa che in italiano chiamiamo Via della seta. Sappiamo che il grande progetto cinese raggiungerà l’Europa via mare e via terra, attraverso nuove infrastrutture, ma se guardiamo la descrizione originale vediamo che nella concezione cinese la Via della seta raggiungerà ben 90 Paesi, articolandosi in tanti flussi fino al Kenya e all’Uruguay. Con questo memorandum apprendiamo che il presidente cinese Xi Jinping non vuole esportare solo merci e servizi, ma anche rispetto per l’ambiente.​ La dirigenza cinese è certamente meno attenta ad altri aspetti dell’Agenda 2030, come i diritti civili, ma anche sull’ambiente la situazione non è molto chiara. Non ha avuto risposta, per esempio, lo studio di CoalSwarm del settembre scorso: secondo questa Ong ambientalista, in Cina sono attualmente in costruzione centrali a carbone per 259 gigawatt, pari all’intera produzione elettrica da carbone degli Stati Uniti. C’è chi ritiene che le buone intenzioni ambientaliste di Xi Jinping si scontrino con progetti già avviati dalle autorità locali del gigantesco territorio cinese. Insomma la riconversione energetica sarà un processo lungo. Del resto, in altre parti del mondo i governi fanno poco o addirittura disattendono gli impegni presi in precedenza. Lo studio di Nature proietta la situazione del Mediterraneo fino al 2100 in base a quattro scenari e infatti quando si parla di sviluppo sostenibile è necessario ragionare sui tempi lunghi, perché le conseguenze delle mancate soluzioni tenderanno a farsi sentire con crescente gravità nei prossimi decenni. La tecnologia può risolvere questi problemi? Forse, in parte. Tra quelli “lasciati indietro” ci sono i migranti. Con una carovana di camion attrezzati per proiezioni cinematografiche, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo cerca di portare nei villaggi africani una corretta informazione sulle migrazioni. Ma servirebbe anche più collaborazione internazionale, come aveva riconosciuto nel settembre 2016 l’Onu, con la carta di New York firmata da tutti i Paesi allo scopo di trovare nuove forme di cooperazione su questo scottante tema. Purtroppo il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, messo a punto dopo quella decisione, sta rischiando di insabbiarsi. Infatti il progetto è già stato respinto da cinque Paesi: Stati Uniti, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca a cui si è ora aggiunta la Polonia. C’è da chiedersi se da parte di alcuni dei 193 Paesi firmatari dell’Agenda 2030 non sia in atto un processo per ritirarsi dagli impegni assunti. E non parliamo solo degli Stati Uniti di Donald Trump.Il Global compact delle migrazioni sarà comunque sottoposto all’approvazione di una Conferenza intergovernativa a Marrakech il 10 e 11 dicembre. Ecco il commento di Beppe Severgnini, direttore di Sette, il settimanale del Corriere della Sera.

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Convegno internazionale sulle migrazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Università tunisina di Sfax 17-19 dicembre 2018 Convegno internazionale pluridisciplinare organizzato a Sousse dall’Associazione Tunisina degli Studi Mediterranei (ATEM) in collaborazione con l’università di Sfax sul tema “L’immigrazione – Sguardi incrociati”. I lavori dei convegno si svolgeranno dal 17 al 19 dicembre 2018. Del comitato scientifico fanno parte anche illustri sociologi e demografi italiani.
Il coordinatore, il prof. Ali Slah Chebbi, nel presentare l’iniziativa da una parte sottolinea che il fenomeno migratorio è intrinseco allo svolgimento della storia dell’umanità e, dall’altra, si sofferma sugli attuali aspetti problematici, che richiedono nuovi approcci a livello scientifico e culturale. Inoltre il professor Chebbi cita il naufragio di 87 immigrati nei pressi delle isole di Kerkennah in Tunisia, la notte del 2 giugno 2018: l’auspicio è che il Mediterraneo cessi di essere un mare di morte e che gli apporti al convegno contribuiscano a una nuova e più fruttuosa visione geopolitica dei flussi migratori.
L’impostazione multidisciplinare ha indotto gli organizzatori a prevedere cinque sezioni:
– Immigrazione e storia;
– Immigrazione e relazione internazionale;
– Immigrazione e diritto;
– Immigrazione, identità e integrazione;
– Immigrazione, letteratura e arte.
Proposte di interventi e i relativi riassunti, di circa mezza pagina, accompagnati da un indice bibliografico, devono essere inviati unicamente tramite posta elettronica entro il 15 settembre 2018 al seguente indirizzo: achebby@gmail.com. Le lingue di lavoro al convegno saranno l’arabo, il francese, l’inglese e l’italiano. Per temi di rilevante importanza in via eccezionale, verranno accettati, interventi scritti (nel caso che i relatori siano impossibilitati a partecipare). Non si può che apprezzare la disponibilità dimostrata a esaminare un tema diventato politicamente rovente.

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Migrazioni e soccorso in mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Ginevra. L’OIM, Agenzia ONU per le Migrazioni, ha accolto con favore la decisione della Spagna di offrire un porto sicuro agli oltre 600 migranti – compresi decine di bambini e sette donne incinte – che sono in attesa da domenica a bordo della nave Acquarius.“Sono lieto che la Spagna si sia fatta avanti per attenuare questa crisi, ma temo in ogni caso che sarebbe davvero grave se gli stati iniziassero a rifiutarsi di accogliere i migranti salvati in mare, come è stato minacciato di fare”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing.“Tenere in mare le persone soccorse non dissuaderà altri migranti dall’attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa e anche questi ultimi dovranno essere salvati prima o poi,” ha aggiunto. Con il peggioramento delle condizioni metereologiche e le crescenti preoccupazioni per il benessere dei migranti più vulnerabili a bordo dell’Aquarius, il governo spagnolo si è offerto di accogliere la nave, anche se ci vorranno altri due giorni per raggiungere il porto di destinazione. L’Aquarius ha soccorso nella giornata di sabato (9 giugno) circa 630 migranti, tra i quali oltre 120 minori non accompagnati e sette donne in gravidanza.
La nave di SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere (MSF), dopo aver soccorso alcuni migranti che si trovavano su gommoni, ne ha poi caricati altri trasferiti da “navi della guardia costiera italiana e da navi mercantili”.L’OIM ritiene che tutti gli Stati membri dell’Unione Europea debbano fare di più per sostenere gli Stati in prima linea e ha accolto favorevolmente l’iniziativa spagnola di portare i migranti al sicuro.“Fermare una o più barche nel Mar Mediterraneo non è la risposta alle sfide poste all’Unione Europea dalla questione migrazione,” ha detto il Direttore Generale Swing. “E’ necessario affrontare il fenomeno migratorio con un approccio globale e complesso che riesca combinare la necessità di creare opportunità di movimento sicuro e regolare, la realizzazione di una più efficace gestione delle frontiere e il rafforzamento della lotta al traffico di esseri umani.”
“Salvare vite deve sempre rimanere la nostra preoccupazione principale. Dobbiamo trovare con urgenza un modo per aiutare i migranti portati in salvo e lavorare per sostenere sia loro sia gli Stati in tutta Europa”, ha sottolineato Swing.
L’OIM sollecita quindi l’Unione Europea a riconsiderare una revisione del Regolamento di Dublino sulla base della proposta del Parlamento Europeo e a raggiungere un accordo all’interno del Consiglio garantendo la solidarietà tra gli Stati membri nel pieno rispetto delle disposizioni dei trattati.

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Il caso Aquarius: politiche migratorie

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Di fronte al caso della nave Aquarius, bloccata nel Mediterraneo con 629 profughi a bordo, l’Italia deve restare ancorata ai principi di umanità che sono nella sua tradizione, a partire dal dovere di salvare le vite umane in pericolo, così come ha fatto negli ultimi anni di fronte ad una delle più grandi tragedie di inizio millennio: la morte in mare e nel deserto africano di migliaia di persone, tra cui molti bambini, in fuga dal Sud del mondo verso l’Europa.
La Comunità di Sant’Egidio chiede di continuare a salvare e, al tempo stesso, invita i Paesi dell’Unione Europa ad assumere la loro responsabilità: le navi, come l’Aquarius, possono attraccare nei porti italiani o in altri porti del Mediterraneo, ma i differenti Stati europei, non solo l’Italia o la Grecia, dovrebbero condividere l’accoglienza facendosi carico, ognuno, di una quota di profughi. Il ricollocamento immediato di chi chiede asilo – come già sperimentato – alleggerirebbe l’impegno del nostro Paese e faciliterebbe l’integrazione che, occorre ricordarlo, è la più grande sfida vissuta attualmente dall’Europa alle prese con l’immigrazione. Interventi più incisivi e di lunga durata nei Paesi di origine dei migranti aiuterebbero ad affrontare il fenomeno alla sua radice insieme alla riapertura di vie di ingresso regolare per motivi di lavoro, dato anche il preoccupante calo demografico in atto in Europa e in Italia.

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“Migrazioni della lingua: Nuovi studi sull’italiano fuori d’Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 aprile 2018

Perugia giovedì 3 maggio – ore 14.30 aula magma di palazzo Gallenga. “Migrazioni della lingua. Nuovi studi sull’italiano fuori d’Italia” è il tema del convegno internazionale in programma giovedì 3 maggio, con inizio alle 14.30, nell’aula magna di palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. All’apertura delle giornate di studio, che proseguono fino a venerdì, intervengono il rettore della Stranieri, prof. Giovanni Paciullo, il viceministro degli Affari Esteri Mario Giro e il segretario generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi.
Negli ultimi decenni si è assistito alla nascita degli studi sull’italiano fuori d’Italia, lingua tanto di cultura che di comunicazione, diffusasi nello spazio e nel tempo senza una dominazione politica ma grazie al prestigio culturale e al successo dell’italiano come veicolo efficiente di scambio nel Mediterraneo e nell’Oriente balcanico. Nel mondo si sono diffuse le parole della musica, delle arti, dell’artigianato artistico e, su altro piano, delle operazioni commerciali e finanziarie. È nota la fortuna dell’italianismo nel periodo del grand tour e, in epoche recenti, sono divenute comuni nel mondo parole e stili della cucina, della moda e del Made in Italy. Il convegno, che coinvolge linguisti e storici affermati e giovani ricercatori, intende fare il punto sui ruoli dell’Italia nel mondo continentale e mediterraneo.

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Non si può disgiungere la vendita delle armi dal fenomeno delle migrazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

armiNel 2014 l’Italia ha esportato armi nei Paesi asiatici e africani per 2,9 miliardi di euro. Nel 2015 l’esportazione di armi verso quei Paesi è lievitata fino a 8,2 miliardi di euro. La conflittualità e l’insicurezza dei Paesi da cui provengono i migranti è anche diretta conseguenza delle politiche scellerate attuate dal neoliberismo in tema di esportazioni di armi. Esportiamo allegramente guerra e disperazione e non sappiamo gestirne le conseguenze. Il fenomeno migratorio non ha le dimensioni catastrofiche che certa politica vuole far credere, mentre ciò che è catastrofica è l’incapacità politica di gestire l’accoglienza e l’integrazione, alimentando paure e razzismo. I dati reali danno la misura di quanto il fenomeno migratorio, in termini numerici, abbia assunto dimensioni apparentemente ingestibili solo nella strumentalizzazione dei partiti xenofobi e populisti.La Germania ha registrato il numero totale più elevato di immigrati (884 900) nel 2014, seguita dal Regno Unito (632 000), dalla Francia (339 900), dalla Spagna (305 500) e dall’Italia (277 600).In rapporto al totale della popolazione residente, il tasso di immigrazione più elevato nel 2014 è stato registrato dal Lussemburgo (40 immigrati per 1 000 abitanti), seguito da Malta (21 per 1 000 abitanti) e dall’Irlanda (15 per 1 000 abitanti).Un immigrato, un rifugiato un profugo, rispondono a condizioni umane differenti e la tutela giuridica che ne consegue è altrettanto differente.
Gli immigrati sono coloro che lasciano il proprio Paese in cerca di una condizione di vita migliore, e la permanenza nello stato in cui giungono è regolamentata da autorizzazioni amministrative.
Il profugo è un immigrato che lascia il proprio Paese fuggendo da guerre, da persecuzioni o catastrofi. Ma è profugo anche chi subisce queste condizioni pur non riuscendo a fuggire dal proprio Paese.
Il richiedente asilo, dal punto di vista giuridico-amministrativo, è una persona cui è riconosciuto lo status di rifugiato perché se tornasse nel proprio paese d’origine potrebbe essere vittima di persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale.
Gli immigrati che arrivano nel nostro Paese per tentare di migliorare le proprie condizioni di vita sono soggetti alla regolamentazione della legge che prende il nome dai suoi primi firmatari ovvero Bossi-Fini, e che ha sostituito la precedente legge Napolitano-Turco.La ratio contenuta nella Bossi-Fini aveva una chiara finalità repressiva e l’effetto, ampiamente previsto, ha alimentato nella società una legittimazione agli istinti della xenofobia che nel corso degli anni si è trasformata in consenso politico verso quelle formazioni che hanno fatto del razzismo la loro bandiera.Democrazia Atea propone di abrogare la legge Bossi-Fini e di ripristinare, con correttivi per le mutate condizioni anche del quadro internazionale, la legge Napolitano-Turco.Quanto al diritto d’asilo occorre ricordare che già nella Roma imperiale aveva una sua regolamentazione, e l’evoluzione normativa, nel corso dei secoli, è approdata alla Costituzione italiana nella quale all’art.10 si statuisce che «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.»Nel 2003 è intervenuta la Convenzione europea di Dublino II, che fu ratificata in Italia quando il Governo era sostenuto da Forza Italia e dalla Lega Nord. Furono dunque queste due forze politica a ritenere quel trattato idoneo a regolamentare i flussi migratori in Italia, e oggi possiamo misurare quanto fu miope la loro prospettiva.Nel 2013 la Convenzione di Dublino ha subito ulteriori implementazioni con la Convenzione Dublino III e anche in questo caso sono state due forze politiche di destra ad occuparsene, il Partito Democratico e il Nuovo Centro Destra.Il disastro umanitario, per ciò che attiene all’Italia, si è vergognosamente aggravato con gli accordi bilaterali per il respingimento dei migranti nei centri di detenzione libici che l’Italia ha sottoscritto in spregio ad ogni ragionevole sensibilità umanitaria.
Credere di poter arrestare la migrazione umana equivale a credere di poter fermare le onde del mare.
Democrazia Atea ritiene, piuttosto, che sia doveroso fermare immediatamente la violenza dei centri di detenzione dei migranti nei quali si consuma una barbarie disumana.E nel contempo ritiene che siano necessari progetti di integrazione affidati a soggetti qualificati e non ad organizzazioni criminogene, come si è maggiormente fatto fino ad ora.Ma non è sufficiente. (fonte: democrazia atea)

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Odissee Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

odisseeTorino Mercoledì 15 novembre 2017 ore 11.00 conferenza stampa – ore 18.00 inaugurazione Palazzo Madama – Corte Medievale Piazza Castello dal 16 novembre 2017 al 19 febbraio 2018. L’esposizione, ideata dal direttore di Palazzo Madama Guido Curto e curata insieme agli storici dell’arte del museo, racconta il cammino dell’Umanità sul pianeta Terra nel corso di una Storia plurimillenaria. In mostra un centinaio di opere provenienti dalle raccolte di Palazzo Madama e da vari musei del territorio e nazionali: dipinti, sculture, ceramiche antiche, reperti etnografici e archeologici, oreficerie longobarde e gote, metalli ageminati e miniature indiane, armi e armature, avori, libri antichi, strumenti scientifici e musicali, carte geografiche, vetri, argenti ebraici e tessuti.Il percorso si articola in dodici sezioni: la preistoria, i viaggi mitologici di Ulisse ed Enea, la Diaspora ebraica, l’espansione dell’impero Romano, le cosiddette invasioni Barbariche, l’espansione Islamica, le Crociate, i Pellegrinaggi, le Esplorazioni, le Colonizzazioni, l’emigrazione europea verso le Americhe tra milleottocento e inizio ‘900, le migrazioni contemporanee. Sezioni disposte in ordine cronologico, ma anche in base a nessi di consequenzialità geopolitici. A far da sfondo a ciascuna vetrina, ci sono le grandi carte geografiche elaborate appositamente per questa mostra da Libreria Geografica che pubblica anche il catalogo.La mostra prende il via dal lento processo di diffusione della specie umana sulla Terra iniziato 60-70.000 anni fa dall’Africa verso gli altri continenti, e prosegue grazie a un impulso innato all’esplorazione ben rappresentato nei racconti dell’Odissea. Dopo un focus sulla diaspora ebraica, dall’antichità al XIX secolo d.C., il tema del viaggio è analizzato rivolgendo lo sguardo alla rapida espansione dell’Impero Romano lungo le vie consolari, che viene poi messo a confronto con le contrastanti “invasioni” delle popolazioni germaniche e asiatiche in arrivo da Ovest verso Sud. In seguito alle quali, dal IV secolo d.C., avviene una profonda trasformazione del tessuto istituzionale e sociale dell’impero romano, fino alla sua repentina disgregazione. Alcuni reperti di arte ostrogota e longobarda rinvenuti in territorio piemontese testimoniano l’immissione di tradizioni e stili di vita nuovi che contribuirono nei secoli a definire progressivamente l’identità europea.Momento cruciale è il confronto tra la grande tradizione della cultura islamica e le élites europee avvenuto con le Crociate, germe di parallelismi anche culturali e figurativi. Comune a tutti i tempi e a tutte le religioni è la pratica del pellegrinaggio, che porta ogni anno milioni di persone a spostarsi, solitarie o in massa alla ricerca di un contatto più diretto con il sacro.Il racconto prosegue con i viaggi di esplorazione verso l’Africa, alla ricerca di una possibilità di circumnavigare il globo verso Oriente e verso Occidente, che portarono alla scoperta dell’America e successivamente a una politica di colonizzazione di nuovi territori da parte delle potenze europee. Gli oggetti in vetro provenienti dal Museo dell’arte vetraria di Altare (Savona) e un pianoforte meccanico di inizio Novecento dal Musée Savoisien di Chambéry sono invece gli emblemi di quell’emigrazione di cittadini italiani che tra Otto e Novecento si spostarono in Francia e in Sud America in cerca di un futuro migliore portando con sé competenze professionali importanti per lo sviluppo economico e culturale dei loro Paesi d’adozione. Il percorso si conclude con un accenno alle migrazioni di oggi, emblematicamente rappresentate da un’opera specchiante dell’artista contemporaneo Michelangelo Pistoletto intitolata Love Difference che raffigura il bacino del Mar Mediterraneo sullo sfondo di una bandiera immaginaria. Al centro dell’allestimento si libra un’antica Piroga di Panama proveniente dai depositi del Museo civico di Arte Antica di Palazzo Madama, che qui assurge ad emblema del viaggio nei secoli.Numerosi e significativi i prestiti di musei e istituzioni culturali della Città e del territorio, quali i Musei Reali di Torino, il Museo Egizio, il Museo Regionale di Scienze Naturali, il Museo di Anatomia Umana, il Museo Archeologico di Aosta, il Museo Leone di Vercelli, la Fondazione Arte, storia e cultura ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale Onlus, la Comunità ebraica di Torino e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo. Altri importanti prestiti arrivano da vari musei italiani, tra cui il Museo Nazionale del Bargello di Firenze, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, Palazzo Ducale di Urbino e il Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini. Arricchisce la sezione dedicata all’emigrazione italiana tra Otto e Novecento anche un significativo prestito proveniente dal Musée Savoisen di Chambery.
Accompagna la mostra un fitto calendario di iniziative per il pubblico: conferenze con specialisti (storici dell’arte, antropologi, archeologi, storici) in collaborazione con la casa editrice Il Mulino; attività di laboratorio sulla rappresentazione grafica del mondo in collaborazione con Libreria Geografica; laboratori per le scuole dai 3 ai 18 anni; laboratori con stranieri aderenti ai CPIA – Centri Provinciali Istruzioni Adulti; laboratori di educazione alla cittadinanza in collaborazione con Onlus del territorio. Sarà anche creato un archivio partecipativo grazie al contributo dei visitatori a cui sarà chiesto di lasciare la propria testimonianza proveniente dal passato di migrazione proprio o di familiari a loro vicini: il ricordo di un cibo, di un oggetto, di un profumo, di una situazione saranno il bagaglio che la mostra lascerà alla comunità cittadina.

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