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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘militari italiani’

Attentato in Iraq: cinque militari italiani coinvolti

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

“Piena solidarietà e vicinanza ai cinque soldati italiani rimasti coinvolti, oggi, in un attentato in Iraq”. Lo dichiara il Questore della Camera Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia): “Mi auguro che i nostri militari che, da anni, sono in missione in Iraq per garantire sicurezza e libertà al popolo iracheno, vengano assistiti nel migliore dei modi. Il Governo italiano, tramite il Ministero della Difesa, faccia la sua parte. Ci auguriamo – conclude Cirielli – una pronta guarigione loro e degli altri soldati colpiti dall’ordigno”.
A sua volta Giorgia Meloni scrive su Facebook: «Seguiamo con apprensione le preoccupanti notizie che arrivano dall’Iraq, dove 5 militari italiani impiegati in attività di addestramento in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis sono rimasti feriti in un attentato esplosivo. Ci stringiamo ai feriti, alle loro famiglie e all’Esercito Italiano».

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Il Comando italiano del Settore Ovest di UNIFIL a sostegno dell’Associazione “Martire Tenente Colonnello Sobhi Akoury”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

associazione_Martire_Tenente_Colonnello_Sobhi_AkouryI militari italiani in Libano del Comando del Settore Ovest di UNIFIL hanno organizzato nei giorni scorsi una iniziativa dedicata all’Associazione “Martire Tenente Colonnello Sobhi Akoury”. L’evento, che ha voluto rappresentare un’occasione per far sentire ancora una volta la vicinanza e l’affetto dei militari di UNIFIL per la popolazione libanese, spiegano dal Ministero della Difesa, ha visto la partecipazione di circa 50 mogli di caduti delle forze armate libanesi che, assieme ad una folta rappresentanza di personale femminile di UNIFIL dei diversi contingenti internazionali schierati in Libano, hanno avuto la possibilità di cimentarsi in attività pratiche tra cui lezioni di Metodo di Combattimento Militare, Primo Soccorso e di cucina italiana. Tutto sotto la guida di istruttrici del Contingente Nazionale.
associazione_Martire_Tenente_Colonnello_Sobhi_Akoury2L’associazione “Martire Tenente Colonnello Sobhi Akoury” è una organizzazione no-profit sostenuta dalle Forze armate libanesi (Laf), intitolata all’ufficiale superiore delle forze speciali libanesi caduto nel 2007 nella battaglia di Nahr El Bahred e fondata dalla vedova Lea nel 2008 con lo scopo di accogliere gli orfani dei militari libanesi ed organizzare eventi di beneficenza e attività ricreative rivolte all’infanzia.
Dal 18 Ottobre 2017 il Comando del Settore Ovest di UNIFIL, composto da oltre 4.000 peacekeepers di 12 diverse Nazioni, è affidato al Generale di Brigata dell’Esercito Rodolfo Sganga.
Le Forze Armate partecipano alla missione di UNIFIL con circa 1100 militari al momento principalmente su base Paracadutisti della Brigata “Folgore”.

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Libia e partecipazione militari italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

“E’ necessario riconoscere al personale militare e civile delle Forze armate italiane, impegnato nelle attività  di supporto all’operazione in atto per l’applicazione della risoluzione dell’Onu n. 1973, o in quelle svolte direttamente sul territorio libico, i benefici per campagna di guerra per effetto della legge 11 dicembre 1962, n. 1746.”. Da un comunicato del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia.

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L’aviazione afgana a lezione dai militari italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

Shindand, Afghanistan. Si vedono sempre più spesso piloti afgani decollare nei cieli della Provincia di Herat in Afghanistan a bordo di elicotteri MI-17 della nuova aviazione afgana. Parte di questo importante traguardo passa attraverso la base aerea di Shindand, dove il personale dell’Afghan Air Force (AAF) sta scoprendo che i soli piloti non bastano per consentire alla loro forza armata di andare avanti, e stanno acquisendo preziose competenze per supportare l’attività di volo. A Shindand, a sud di Herat, Ufficiali e Sottufficiali italiani e statunitensi forniscono la loro consulenza per la formazione del personale afgano. I militari dell’AAF stanno apprendendo una vasta gamma di competenze che verranno messe a frutto nei propri aeroporti militari, ha detto il Col. Girolamo Ladicicco, Provider Team Commander dell’Aeronautica Militare (ITAF) a Shindand. Il personale del Col. Iadicicco lavora in stretta sinergia con quello degli Stati Uniti, inquadrati nell’ 838° Air Force Expeditionary Advisory Group. Le capacità che gli aviatori dell’AAF stanno acquisendo sono: la gestione delle reti e depositi POL (petrolio, olio e lubrificanti), la manutenzione dei velivoli, rifornimento, le forze specializzate nella protezione degli aeromobili e aeroporti, l’utilizzo del computer, l’attività antincendio, la gestione, installazione e riparazione di antenne e sistemi di comunicazione, il supporto medico, il trasporto e la gestione degli automezzi aeroportuali, e gli aspetti amministrativi. “Stiamo lavorando con i colleghi statunitensi per estendere la capacità dell’AAF”, ha detto il Luogotenente Emilio Poli, POL Advisor “I nostri colleghi afgani sono molto motivati e assetati di conoscenza.” Il Luogotenente Poli, e i suoi colleghi advisor, impiegano le loro mattinate nell’attività di assistenza e formazione del personale afgano e, nel pomeriggio, addestrano i Sottufficiali dell’AAF sulle procedure e modalità di rifornimento di carburante agli elicotteri MI-17, con la simulazione di operazioni reali. Nel frattempo, prelevato da una linea di volo italiana e trasferito in una clinica di recente costruzione, il Tenente Colonnello Alberto Autore, medico di bordo dell’ITAF, condivide ogni giorno le proprie conoscenze con un medico dell’AAF, quattro infermieri e uno specialista. Gli argomenti sono quelli tipici della medicina aeronautica: dalla fisiologia del volo, ad aspetti più estremi come la gestione di un incidente aereo e delle emergenze connesse ad incidenti di massa. “Siamo nella fase iniziale dello sviluppo di una clinica dell’AAF”, ha detto il Ten. Col. Autore. “Al momento forniamo assistenza medica a circa 300 aviatori dell’AAF e circa 400 soldati dell’esercito nazionale afgano. Tuttavia, abbiamo bisogno di crescere per supportare un numero maggiore di soldati; la clinica Shindand dovrà probabilmente poter supportare in futuro diverse migliaia di soldati afghani”. Il personale medico dell’AAF è d’accordo, avranno bisogno di altri medici, più sottufficiali ed avieri per essere in grado di sostenere le future operazioni senza assistenza delle forze della coalizione. Il Maggiore Ghalam Shah, medico afgano, ha detto che la sua squadra ha la fortuna di avere a disposizione un chirurgo italiano, nonché altri consulenti medici della coalizione che stanno dando il loro contributo nel settore della formazione medica, anche nella reale attività di assistenza medica quotidiana. Poco distante dalla clinica, nella base del personale antincendio della NATO Training Mission Afghanistan, un sottufficiale statunitense e due italiani stanno svolgendo il training ai primi due Vigili del Fuoco dell’AAF, impegnati nello spegnere un incendio scoppiato all’interno di elicottero abbattuto. Con i lampeggianti accesi e le sirene spiegate, i vigili del fuoco dell’AAF, Abdull Fatho e Asis Ahmed, si spostano a tutta velocità verso un vecchio elicottero russo, una volta sulla scena, escono dal mezzo antincendio, e non appena Fatho simula di spegnere le fiamme, Ahmed entra nell’elicottero, spegne il sistema di rifornimento e di alimentazione elettrica, e tira fuori un manichino dal fuoco. “L’addestramento è importante perché siamo in grado di salvare un pilota abbattuto e vite umane coinvolte in un incidente aereo”, dice Ahmed, che ha recentemente completato un corso basico antincendio, della durata di quattro mesi, presso l’Accademia di Kabul. “Se non estinguiamo l’incendio in modo rapido e non riusciamo a spegnere l’alimentazione elettrica e del combustibile, un elicottero abbattuto può rapidamente trasformarsi in una gigantesca bomba”, ha detto Ahmed. I vertici delle forze aeree della coalizione sono soddisfatti delle capacità del personale dell’AAF e nutrono grandi speranze per il futuro del AAF. “Dare il nostro supporto alla nascita dell’aviazione afgana è per noi un onore” ha detto il Col. Iadicicco. “Un giorno questa forza aerea e questi piloti afgani saranno i responsabili della difesa della loro Patria, del sostegno alle forze di terra e della sicurezza dei loro cieli. (Magg. Igor PIANI)

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Afghanistan: quattro militari italiani uccisi

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Alle nove di stamani, ora locale, quattro militari italiani sono rimasti uccisi ed uno ferito da un raid talebano ad una colonna militare che andava a portare rifornimenti ad una base avanzata della coalizione. Non conosciamo al momento né i nomi dei soldati coinvolti nel conflitto a fuoco e che hanno perso la vita, né le modalità dell’aggressione. Pare si sia trattato di un ordigno fatto esplodere a distanza al passaggio della colonna. Vi è stato, subito dopo, un conflitto a fuoco con armi leggere con un gruppo talebano che ha cercato di approfittare della situazione per provocare altre vittime e danneggiamenti alla colonna. Sono stati subito respinti dal pronto e tempestivo fuoco di contrasto. Il ferito, ci dicono, è grave ma non in pericolo di vita. E’ stato prontamente trasportato, per le prime cure, in un ospedale da campo.
Un altro grave lutto colpisce l’Italia su una terra lontana. Ci chiediamo sino a quando questo stillicidio di vittime dovrà continuare per quella idea di libertà e di legalità che intendiamo esportare. Il dolore per il lutto oggi non ci permette di aggiungere altro. Siamo vicini ai familiari delle vittime come lo siamo stati con gli altri in passato. Ulteriori particolari li forniremo nel corso dei nostri servizi giornalistici.

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Militari italiani in Kosovo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Nel tardo autunno, il 1° reggimento della Brigata meccanizzata “Granatieri di Sardegna”, al comando del colonnello Carlo Emiliani, sarà impegnato in Kosovo, nell’operazione “Joint Entreprise; la compagnia “Dardo” in teatro libanese nell’operazione Leonte con la Brigata Pozzuolo del Friuli e, nel 2011, un affiancamento all’attività dell’OMLT, in Afghanistan, per l’addestramento delle forze armate afgane. Mentre, l’8°reggimento a cavallo, Lancieri di Montebello, sarà occupato in Strade sicure, a Roma e il 33° reggimento artiglieria, di stanza a l’Aquila, continuerà l’operazione “Gran Sasso” e strade sicure in Abruzzo. Per dimostrare di essere in grado di affrontare tali compiti, per i quali il personale militare è comunque sempre pronto, si è svolta a Monte Romano l’esercitazione denominata “Lost Holiday 2010, dal 26 al 31 luglio scorso. Monte Romano è il poligono di tiro, di 4600 ettari demaniali, situato nei pressi di Viterbo, in cui si sono svolte le varie attività operative, ad alcuna delle quali abbiamo potuto assistere, ospiti del comandante della Brigata “Granatieri di Sardegna”, generale Filippo Ferrandu.(fonte:  Cybernaua InformAction Magazine) (militari italiani)

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Afghanistan: attacco a militari italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

“L’attacco subito dai militari italiani del contingente ISAF dovrebbe suscitare forti preoccupazioni per la sicurezza dei nostri militari impegnati in una missione di pace che sta assumendo sempre più le caratteristiche di un vero e proprio conflitto armato. Il ministro della Difesa, estremamente solerte nel compiacersi per il fatto che i due militari feriti abbiano deciso di riprendere il loro servizio, dovrebbe spiegarci con altrettanta solerzia come mai ancora non vi è alcuna notizia sull’invio dei nuovi mezzi Freccia e delle maggiori protezioni per i reparti che operano in quei territori, annunciate fin dallo scorso mese di luglio. Ai due militari vanno i nostri auguri per una rapida guarigione.” Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari e delle forze di polizia. (Luca Marco Comellini – segretario Pdm)

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Quale futuro per i militari Italiani?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2009

Roma 9 maggio si svolgerà presso la John Cabot University – Aula Magna, via della Lungara 233 (dalle ore 10.30 alle 15.30) il convegno organizzato dall’associazione “Carabinieri in servizio Pastrengo”, dal titolo: Associazionismo, Rappresentanza e Sindacato Militare. Quale futuro per i militari Italiani? In tale sede i Carabinieri, rompendo il proverbiale silenzio, esporranno le loro considerazioni sull’attuale legislazione italiana che non prevede per i militari, a differenza della quasi totalità delle nazioni europee, nè il diritto ad associarsi liberamente nè quello di formare liberi sindacati. L’ultima “protesta” organizzata di militari italiani in servizio attivo risale agli anni 70. Questa volta a fare da apripista al diffuso malessere che circonda il comparto Difesa sull’assoluta mancanza di rappresentatività sociale e di diritti fondamentali sono i Carabinieri, che attraverso la Pastrengo, un’associazione che nel corso di 9 anni ha raccolto 29.000 iscritti, ha deciso di rendere pubbliche le conseguenze prodotte da un sistema normo-legislativo che su tali argomenti è rimasto fermo rispetto alle conquiste sociali ottenute dai militari in ambito europeo. Alla manifestazione interverranno i rappresentanti di importanti organismi europei.

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