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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘militari’

Il sindacato alle prese con i diritti dei militari

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

La proposta di legge approvata dalla Camera dei Deputati e approdata mercoledì 23 u.s. al Senato, appare ictu oculi gravemente lesiva del principio costituzionale di libertà sindacale dei lavoratori militari, per i quali la sentenza n. 120/2018 della Corte costituzionale ha tardivamente cancellato l’anacronistico divieto di sindacalizzazione.Essa è frutto di una vetusta e deleteria concezione di separazione dei corpi militari dello Stato dal resto della società e del mondo del lavoro. Se il testo venisse definitivamente approvato, le nuove formazioni sindacali sarebbero prive di reale potere contrattuale e avremmo di conseguenza delle rappresentanze militari privatizzate! Gattopardescamente, cambierebbe il nome ma non la sostanza, col rischio anzi di un arretramento sul piano dei diritti. Questo è semplicemente inaccettabile.Eppure sarebbe ragionevole pensare all’estensione tout court dei diritti sindacali dei poliziotti – contenuti in una non avanzatissima normativa del lontano 1981, senza dubbio da migliorare per la Polizia di Stato – a tutto il personale delle Forze armate e delle forze di polizia a ordinamento militare.I sindacalisti militari devono poter tutelare i diritti dei cittadini in divisa semplicemente “senza interferire nella direzione dei servizi o nei compiti operativi”, come stabilisce la legge n. 121/1981 di riforma della Polizia di Stato.Davvero bizzarra è la norma che esclude dalla competenza dei sindacati «la trattazione delle materie attinenti all’ordinamento, all’addestramento, alle operazioni, al settore logistico-operativo, al rapporto gerarchico-funzionale e all’impiego del personale”. Quindi cosa farà il sindacato militare, tratterà di buoni pasto e sceglierà se mettere a mensa le pere o le mele?Incomprensibile è la giurisdizione della magistratura amministrativa per le condotte antisindacali: per quale valido motivo le condotte antisindacali dei poliziotti vanno valutate dal giudice del lavoro e quelle dei finanzieri dal giudice amministrativo? Non può poi sfuggire l’iniquità della regola che collegherebbe la rappresentatività delle organizzazioni sindacali alla forza effettiva e non alla forza sindacalizzata (come nella Polizia di Stato), che peraltro introdurrebbe una inspiegabile disparità di trattamento tra forze armate con organici nettamente diversi. I militari, dopo aver vissuto per oltre 70 anni in una condizione di incostituzionalità di fatto, meritano non pacche sulle spalle o ipocrite manifestazioni di vicinanza, ma una fattiva e concreta attenzione della politica per i loro diritti civili e sociali.Per noi sindacalizzazione significa democratizzazione, significa modernizzazione, significa maggiore efficienza nell’interesse della collettività!È su questo terreno che deve muoversi il dibattito parlamentare, per avere una buona legge che sappia rispettare e promuovere i diritti costituzionali dei cittadini in divisa, ed è per questi motivi che chiediamo ai gruppi parlamentari e ai singoli senatori della Commissione Difesa di farsi promotori di emendamenti che modifichino sostanzialmente la legge Corda, solo così il Parlamento saprà raccogliere le istanze che vengono dal mondo del lavoro in divisa.

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Approvata la legge alla Camera sui sindacati militari. Ora passa al Senato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

Non piace al sindacato che in un comunicato afferma: “Una legge “farsa”, per il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM, poiché non riconosce ai lavoratori militari i medesimi diritti sindacali riconosciuti ad altri lavoratori. Dall’intervento della relatrice, On. Corda, emerge che la maggioranza è giunta a questo testo dopo una lunga mediazione. Mediazione, sostiene il SIAM, portata avanti certamente con gli Stati Maggiori, non di certo con i sindacati e con il personale militare. Se da una parte è vero che tutte le associazioni sindacali sono state audite in Commissione Difesa nella fase istruttoria del provvedimento, dall’altra parte, però, si deve prendere atto che nessuna delle osservazioni poste, nessuna, è stata presa in considerazione, a differenza di quelle sostenute dai vertici militari. Ciò emerge anche dagli interventi di alcuni Parlamentari che hanno votato contro il provvedimento che, in varie forme e a più riprese, sottolineano come questo testo non garantisca il pieno esercizio dei diritti invece sanciti dalla Suprema Corte”. L’insoddisfazione si estende, inoltre, alla decisione di affidare la giurisdizione al giudice amministrativo per le condotte antisindacali invece di quello del lavoro. Inoltre, questa norma pone importanti limiti nell’espletamento del mandato sindacale, stabilendo turnazioni restrittive delle cariche e dubbi calcoli percentuali di rappresentatività che fanno perdere sostanza al diritto previsto dalla Corte.Da una parte, quindi, si dice di essere vicini alle forze armate e al suo personale, si promette una legge giusta, con le dovute competenze al giudice del lavoro (come dichiarato dal Ministro DI MAIO), dall’altra si esibisce un testo vergognoso che di fatto consegna ai cittadini in uniforme un sindacato gradito solo agli Stati Maggiori.Una mancanza di coraggio antistorica, conclude il SIAM, che pone questa maggioranza di Governo in una posizione non certamente di consenso agli occhi del personale militare, soprattutto dopo la blindatura del testo di legge avvenuta alla Camera.L’auspicio è che il Senato possa essere più ragionevole e consenta di intervenire in maniera compiuta tenendo conto delle sentenze piuttosto che dei suggerimenti delle sole gerarchie militari.

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Militari malati e minacciati

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

By Michele Fornicola. “Il Fatto quotidiano descrive situazioni terribili. Colleghi militari minacciati dai superiori affinchè non dicano la verità. Una situazione drammatica che, nel 2020, mette in discussione lo “spirito democratico” della FFAA e la totale assenza di tutele e di sicurezza dei militari. Molti Carabinieri, dopo aver letto l’articolo, penseranno che quello che accade nell’Esercito e nelle altre FF.AA. non ci riguarda; Non può accadere. Nulla di più sbagliato. Anche noi siamo vittime inconsapevoli di un sistema a comparti stagni. Del fatto che le notizie faticano ad essere condivise. Oggi meno di ieri, per fortuna, grazie ai social ed ai nuovi strumenti di messaggistica. Ed ecco, puntuale, il Sindacato UNARMA che torna alla carica descrivendo situazioni inimmaginabili. Carabinieri costretti a dormire in camerate da cinque in piena epidemia”.

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Israele ha sventato una “serie di attentati contro civili e militari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Sono stati organizzati da Hamas, uno dei quali al Teddy Stadium di Gerusalemme, impianto utilizzato dalle squadre di calcio della capitale (Beitar Gerusalemme, Hapoel Gerusalemme e Hapoel Katamon Gerusalemme) e che spesso ospita le partite della nazionale.A renderlo noto è stato lo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano, che ha svelato altri particolari sui tre membri della cellula terroristica.Tutti avevano frequentato l’università di Bir Zeit di Ramallah, dove Hamas, che ha elogiato l’attentato avvenuto ieri in un check point vicino Gerusalemme, gestisce la sua principale cellula studentesca, finanziata con molto denaro proprio dal gruppo terroristico che controlla la Striscia di Gaza.In più, uno dei tre terroristi palestinesi di Hamas, originari di Qalandiya, Kafr ‘Aqab e Deir Jarir, era in possesso di carta d’identità israeliana che nel dicembre scorso gli ha consentito di poter effettuare diversi sopralluoghi al Teddy Stadium.Teddy Stadium che spesso è stato messo nel mirino dal terrorismo palestinese.
Correva l’anno 2001, quando due terroristi palestinesi persero la vita nell’esplosione della bomba che stavano confezionando nei pressi dell’impianto a poche ore dall’inizio delle Maccabiadi, una manifestazione multisportiva, simile ai Giochi olimpici, nata in ambiente ebraico ed organizzata sia nello Stato ebraico che in Europa.Era il 16 luglio e il tentativo palestinese di minare lo sport israeliano e di uccidere gli atleti ebrei provenienti da vari paesi non si concretizzò. Tentativo che il terrorismo provò a ripetere, senza successo, sia a cavallo tra il 2010 e il 2011 e sia nel 2014.La risposta più immediata è quella relativa alla possibilità di uccidere più persone possibile in uno stadio, la cui capienza massimo è di 20mila spettatori. Un’altra è che è la casa sportiva del Beitar Gerusalemme, club noto per il conservatorismo dei suoi tifosi.Un’analisi più approfondita, invece, fa ricercare la risposta nella volontà dei terroristi di colpire lo sport e il calcio nello specifico, visto come sinonimo di libertà personali (le divise delle giocatrici) e luogo di promiscuità dove uomini e donne assistono vicini all’evento.Caratteristiche intollerabili per il terrorismo islamico, che tenta di colpire lo sport, quale mezzo di avvicinamento tra le persone che contribuisce alla formazione di quella base valoriale tanto osteggiata da chi vuole solo la morte altrui.

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Riconoscere indennità di rischio a Professioni sanitarie militari

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

“Ho presentato un emendamento al dl Cura Italia per tutelare le Professioni sanitarie militari e riconoscergli un’indennità di rischio alla luce dell’enorme impegno e sacrificio che stanno profondendo per contrastare la gravissima emergenza dell’epidemia Covid-19”. A dirlo è la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, vicepresidente vicario del gruppo e componente della Commissione Difesa, presentando l’emendamento al decreto ‘Cura Italia’ nel quale viene riconosciuta un’indennità per esposizione al rischio biologico corrisposta al personale militare medico delle Professioni sanitarie e Operatori socio–sanitari.“Fratelli d’Italia una volta di più vuole riconoscere il grande impegno di tutte le Professioni Sanitarie e in particolare di quelle in divisa che scontano l’assenza di una vera rappresentanza in seno alla Federazione Nazionale degli Ordini Professioni Infermieristiche e di un sindacato che li tuteli. Attraverso questo emendamento, su cui mi auspico ci sia la massima condivisione politica, vogliamo dare ai nostri militari un adeguato riconoscimento per chi è impegnato in prima linea e sta dando una grande prova di coraggio anteponendo la vita degli altri alla propria” conclude la senatrice Rauti.

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Stipula di copertura assicurativa per i militari colpiti da Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Apprendiamo con soddisfazione che, a seguito della richiesta congiunta firmata da SIM Carabinieri, SAP Polizia di Stato e SIM Guardia di Finanza riguardo la stipula di copertura assicurativa per i militari colpiti da Covid-19, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha comunicato, con una nota odierna, che il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ha disposto di interpellare alcune compagnie assicurative di primaria importanza per la stipula a carico del Fondo Assistenza Previdenza e Premi di polizza sanitaria, a favore dei Carabinieri che hanno contratto o che contrarranno il virus. Nella polizza dovranno essere coperte parte delle spese per:
– ricovero ospedaliero prevedendo: una diaria per un periodo di almeno 10 giorni e, “una tantum”, nel caso di ricovero in unità di terapia intensiva o sub intensiva; l’impiego di ambulanza per raggiungere il domicilio a seguito di dimissione ospedaliera; l’assistenza infermieristica domiciliare per una/due settimane;
– quarantena presso il domicilio o camerata prevedendo una diaria ridotta.
Per i militari che hanno contratto la malattia in epoca pregressa l’assicurazione o il Fondo Assistenza Previdenza e Premi si faranno carico di garantire analogo sostegno. Il Comando Generale ha, inoltre, richiesto la disponibilità di un call center per il consulto psicologico dei Carabinieri. Sarebbe auspicabile che tali iniziative fossero intraprese anche a livello di Comando Generale della Guardia di Finanza e di Dipartimento della P.S., visto che in strada a controllare le prescrizioni dell’esecutivo ci siamo tutti, fianco a fianco.

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Militari contagiati da Coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Il Sindacato Aeronautica Militare (SIAM) denuncia casi accertati di Coronavirus nel reparto dell’Aeronautica Militare di Sigonella in Sicilia. Sono stati trovati positivi al tampone del COVID-19 due militari dell’11° Reparto Manutenzione Velivoli. Il primo, il Maresciallo S.A. si trova attualmente ricoverato in ospedale mentre P.P. è un portatore asintomatico.
A far temere che presso l’Aeroporto di Sigonella possa esserci un potenziale focolaio di COVID vi è il fatto che esistono altri due casi particolari. Il primo è riferito ad un dipendente civile che il 28 febbraio scorso è andato in pensione per poi scoprire giorni dopo di essere positivo al tampone, il secondo riguarda un altro dipendente civile presente in servizio fino al giorno 11 c.m. il cui genitore è risultato contagiato dal virus.A destare la preoccupazione del SIAM è il fatto che all’interno dell’Aeroporto militare di Sigonella, oltre all’11° RMV sono co-ubicati altri reparti militari come il 41° Stormo, il Comando Aeroporto, il 61° Gruppo volo di aerei a pilotaggio remoto e l’ Alliance Ground Surveillance della NATO (AGS) con presenza di personale molto elevata e che, nonostante l’emergenza in atto, non hanno subito riduzioni dell’orario di servizio o la sua rimodulazione per evitare maggiori presenze, specialmente nelle aree comuni.Il SIAM considera questa situazione grave e potenzialmente pericolosa poiché i due militari positivi al COVID sono stati costantemente in contatto con gli uffici e le sale di lavoro ed hanno frequentato l’affollata mensa di Sigonella che verrà irragionevolmente riaperta dopo soli due giorni di chiusura.Il SIAM chiede al Ministro della Difesa Guerini di valutare la quarantena per tutto il personale dell’Aeroporto di Sigonella entrato in contatto con i due militari contagiati e ogni altra misura precauzionale di salvaguardia per il personale come visite mediche mirate, smart working, dotazioni di protezione individuale, che ancora mancano , nonché la chiusura della mensa e una rimodulazione dell’orario di servizio in analogia ad altri reparti dell’Aeronautica che hanno già messo in atto alcune di queste precauzioni. Il Sindacato Aeronautica Militare

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I sindacati militari uniti per rivendicare i propri diritti!

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

By Paolo Melis. I sindacati militari si uniscono per approvare il manifesto dei diritti sindacali di tutti i militari, ecco il Comunicato congiunto: ” In risposta alle forze politiche che ci hanno descritto divisi ed incapaci di indicare delle soluzioni condivise da inserire nella legge sui sindacati oggi in discussione in Commissione Difesa della Camera.Ora non ci sono più alibi, se la politica sceglierà di ignorare questo messaggio forte, si toglierà definitivamente la maschera e dimostrerà che le sue uniche attenzioni erano rivolte a tutelare la classe dirigente della Difesa. Insieme a loro perdono la faccia quelle sigle che per meri interessi di bottega non hanno neanche voluto partecipare a questa iniziativa, nella speranza di accreditarsi con i vertici militari come i sindacati più allineati e mansueti. Che ne penseranno i loro iscritti?

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Militari dell’Arma: emanate direttive per garantire la sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

A proposito della violenza nei confronti dei militari dell’Arma, sono state emanate direttive per garantire la sicurezza e per ridurre l’esposizione al rischio attraverso il reciproco sostegno all’interno del dispositivo.E’ del tutto evidente che ci sono ancora problemi nell’organizzare un’adeguata pianificazione dei servizi, che consenta di evitare che il personale riporti lesioni nel caso di interventi svolti.
Una cornice di sicurezza che, purtroppo, troppe volte, sta nelle circolari romane ma non nella realtà. Solo i sindacati dei militari potranno ottenere risultati concreti. Solo i sindacati potranno tutelare il personale che si sente abbandonato anche dalla Rappresentanza Militare
Vi allego due significativi interventi dei sindacati “veri”. Quelli che guardano con sguardo critico a Roma che non potrà mai più dire “non sapevo”.La trasmissione televisiva (di inchiesta) “REPORT” è stata informata per ottenere, magari, una osservazione ed una sintetica valutazione che coinvolga l’opinione pubblica. Visto che i Generali parlano solo quando vanno in pensione.Immaginate una pattuglia radiomomile con tre uomini. Uno dei carabinieri per sei ore viaggia all’interno della “cellula” per i fermati. La pattuglia interviene per un agitato violento che viene arrestato. Questa pattuglia rientra in caserma con il “fermato” violento che viaggia chiuso nella “cellula” insieme a questo povero carabiniere (armato). Immaginate una pattuglia radiomomile che rientra perché l’ufficiale non ha voglia di guidare la macchina e vuole andare a fare qualche ispezione costringendo il capo pattuglia a stare chiuso nella “cellula”.

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Militari: Silenzio tombale delle istituzioni sui diritti sindacali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Lettera aperta al Ministro della Difesa ed ai presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. “Sono passati 48 giorni dal giuramento del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e 43 giorni dalla Fiducia all’attuale Esecutivo. Eppure non una sola parola si è levata in tema di Diritti Sindacali, sia dallo stesso Ministro che dai membri della Commissione Difesa.Improvvisamente il problema sembra non esistere più. Evidentemente pare giunto a destinazione il messaggio degli ex Capi di Stato Maggiore, che intimava un profilo particolarmente basso e soprattutto silenzioso, al capo del dicastero Difesa, nonché una posizione più prudente ed attendista in materia di Sindacati Militari. Parimenti le amministrazioni si sono fatte più superbe e meno inclini al dialogo con le neonate associazioni sindacali.Non a caso, anche il Movimento 5 Stelle sembra essersi arreso ai nuovi equilibri politici, dopo essersi ripetutamente proclamati “paladini della sindacalizzazione”. Allineandosi, così, alla linea di contrasto ai sindacati dei nuovi alleati del PD, che poi è la medesima della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.Eppure una sentenza della Corte Costituzionale non è un qualcosa che può essere pacificamente ignorato. Rinviare ulteriormente la ripresa del dibattito parlamentare, costringerà di fatto i Sindacati Militari a cercare nuovi percorsi per veder riconosciuti i diritti dei lavoratori con le stellette. Infatti è bene chiarire che, allo stato attuale di vuoto normativo, in quanto soggetti esterni all’amministrazione, i Sindacati Militari non sono regolamentati dalle circolari del Ministro, che invece sono dirette esclusivamente all’organizzazione interna della struttura militare, ma dalle regole dettate nell’ambito civilistico, in primis la legge 300 del 1970, meglio nota come Statuto dei Lavoratori o nella peggiore delle ipotesi, per analogia, dalla normativa prevista per le Forze di polizia ad ordinamento civile.Il perdurare di questo stato di cose è il presupposto inevitabile all’avvio di una serie di azioni legali, volte a scardinare i veti ingiustificati da parte dell’Amministrazione ed a garantire l’operatività delle Organizzazioni Sindacali e la piena tutela del personale militare.Di fronte al silenzio del Ministro della Difesa che non avoca al Governo la soluzione di questo problema, chiediamo a lui un incontro urgente per chiarire quali sono le sue posizioni in materia sindacale.Sebbene siamo pienamente consapevoli che, a fronte dell’assenza di uno specifico indirizzo del Governo, sono le forze politiche parlamentari a doversi fare carico della questione, assumendosi in toto la responsabilità di riconoscere i Diritti Sindacali ai militari. A meno che non preferiscano che la nuova legge sia scritta al posto loro dalle sentenze dei tribunali.” (fonte: SIAM Sindacato Aeronautica Militare)

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La guerra nata in sordina e nuove strategie militari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Dal 1° settembre del 1939 al 10 giugno del 1940 trascorsero ben 284 giorni di “non belligeranza”, non solo per l’Italia, se escludiamo l’attacco tedesco alla Norvegia avvenuto solo il 9 aprile del 1940 e la guerra russo-finlandese scoppiata il 30 novembre del 1939.Fu proprio all’alba del 10 giugno del 1940 che si comprese appieno cosa avrebbe significato scatenare una guerra mondiale con tecniche militari innovative e con l’uso strategico d’armi e di mezzi ancora poco digeriti dagli stati maggiori militari francesi e britannici. Pensiamo alla mobilità delle truppe, all’uso massiccio di carri armati e degli aerei. Fu la data che scatenò un volume di fuoco senza precedenti e con ritmi impressionanti. L’offensiva, a occidente iniziò, infatti, con una guerra lampo che portò le truppe della Wehrmacht, in poco tempo, a sfilare con i suoi carriaggi per le vie di Parigi e a prendersi beffa della linea Maginot aggirandola. Cosa ci insegna tutto questo? Senza dubbio che i nostri padri disponevano di una visione statica della società dove la tradizione impediva la nascita di un pensiero nuovo che non riguardava di certo solo la logica delle strategie militari ma interessava il mondo della cultura e ancora di più la consapevolezza che i tempi stavano mutando. (Riccardo Alfonso)

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Sindacato aeronautica: La crisi di governo non comprometta i diritti dei militari

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Preso atto delle dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM segue l’evolversi della crisi di governo con preoccupazione ma totalmente scevro da ogni comportamento di partigianeria politica che possa in qualsiasi modo minare l’unico e vero interesse legittimo che un sindacato come il nostro debba perseguire, ossia la conquista di quei diritti sindacali a lungo attesi per la tutela del personale militare.Il SIAM ritiene che un ritorno alle urne bloccherebbe molti provvedimenti che stanno a cuore a tutto il personale del comparto Difesa e Sicurezza, non ultimo l’iter di approvazione della legge che dovrà disciplinare l’attività delle associazioni sindacali ferme da mesi in Commissione Difesa della Camera. Per questi motivi la nostra speranza è riposta in tutte le forze politiche che intendono assumersi quel giusto senso di responsabilità per cooperare affinché, prima ancora di tornare al voto, si approvino tutti quei provvedimenti urgenti di cui il paese ha bisogno, ed il nostro comparto in particolare, non ultimo evitare l’aumento dell’ IVA, che sarebbe un colpo pesantissimo per le tasche dei cittadini delle fasce più deboli in un momento delicato di crisi economica, il rinnovo del contratto ed i correttivi del Riordino.Il SIAM fin da subito si dichiara a disposizione di tutte quelle forze politiche che vorranno confrontarsi con noi sui temi di interesse del personale militare al fine di fornire un utile contributo alla soluzione della crisi.

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DL Sicurezza: militari trascurati dal governo, siamo pronti a scendere in piazza a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Roma. “E’ chiaro a tutti che sugli interventi necessari alle nostre donne e ai nostri uomini con le stellette si giochi la sicurezza del paese e il benessere del personale e delle proprie famiglie. Le lotte intestine all’interno del governo iniziano a favorire i colleghi della Polizia e dannegiare i militari dell’Esercito. Dal decreto sicurezza bis escono umiliati i militari dell’Esercito orfani di una solida rappresentanza sindacale indipendente dalle amministrazioni.Nel decreto sicurezza si parla di nuove assunzioni, straordinari, alloggi, nuove sedi, straordinari, carriere, buoni pasto, ecc.
Nel decreto non si parla dell’impiego dei militari in strade sicure, tutto tace sul passaggio in servizio permanente dei P4, da 192 giorni e’ scaduto il contratto dei militari, misteri sui correttivi del riordino, ma il governo fa finta di nulla, un comportamento irrispettoso nei riguardi di una parte dei servitori dello Stato.
Noi di Libera Rappresentanza dei Militari siamo pronti ad organizzare un grande raduno dei nostri iscritti in piazza del Popolo a Roma per manifestare il nostro dissenso contro il governo.Per supportare il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta nel suo impegno a favore del personale. Fonte: http://www.liberarappresentanzadeimilitari.it

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I sindacati militari per la tutela dei loro diritti si rivolgono ai componenti della Commissione Difesa della Camera

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Dopo mesi di audizioni e fasi pre-emendative, la IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, nella stesura del testo definitivo della proposta di legge sulla sindacalizzazione militare, stabiliva i confini secondo i quali i militari avrebbero potuto godere degli stessi diritti sindacali riconosciuti ad altri lavoratori del comparto sicurezza. Per tali ragioni il SIM Carabinieri e il SIULM nei giorni scorsi hanno inviato a tutti i membri della IV Commissione Difesa una dura missiva, con toni molto aspri, con la quale sono stati sfiduciati tutti i membri della IV Commissione e le parti politiche di riferimento, se non venissero presi in considerazioni gli emendamenti alla legge segnalati dalle organizzazioni sindacali, indirizzati ad ottenere uno strumento normativo equo e strumentale alla tutela dei diritti dei lavoratori in divisa.L’invito è stato in parte recepito dal Movimento5Stelle, il quale ha presentato un emendamento che introduce la regola generale della devoluzione alla giurisdizione del giudice ordinario di tutte le controversie promosse dalle associazioni sindacali nel rapporto di impiego del militare.
Nella mattinata odierna in Commissione, durante la discussione di questo emendamento, ritenuto dai Sindacati Militari fondamentale per la tutela dei diritti sindacali dei nostri militari, si avrà prova di quali partiti vorranno ostacolare questa norma, negando così lavoratori in divisa delle tutele sindacali adeguate.Se verranno confermate le posizioni contrarie a quanto chiesto dai sindacati militari, questi sono pronti a sfiduciare l’attuale classe politica e potrebbero decidere di non dare il loro consenso ai rappresentanti politici, ritenuti colpevoli di non aver avuto il necessario coraggio per porre in essere il vero cambiamento ed evoluzione della rappresentatività dei lavoratori in divisa. (n.r. Condividiamo l’amarezza di chi crede che la politica stia prendendo delle decisioni sbagliate nei confronti dei militari che si battono per avere al loro interno una forza sindacale operativa a tutti gli effetti, ciononostante consigliamo prudenza. La politica è mediazione tra opposti interessi e il politico è il primo a dover convivere con le idee altrui e a sapersene fare una ragione. In tutto questo vi possono essere delle eccezioni ma la regola resta immutata. Non dimentichiamo che stiamo attraversando un momento difficile in cui tutte le istituzioni sono state messe in discussione con giudizi critici spesso fuori misura che minano dalle fondamenta gli stessi sistemi democratici di governo. Per quanto ci riguarda, come giornalisti, siamo sempre con tutti coloro che si battono per la tenuta e la salvaguardia dei loro diritti in specie dove è più arduo affermarli.)

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Difesa: Più alloggi per i militari

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

“Settanta milioni per il prossimo quadriennio per affrontare le emergenze abitative e strutturali per il benessere militare ma, soprattutto, nei primi 6 mesi del 2019 saranno resi disponibili in Alto Adige 180 nuovi alloggi per il personale della Difesa, oltre ai 35 appartamenti appena ristrutturati. Complessivamente, il Protocollo d’Intesa con la Provincia di Bolzano prevede la realizzazione di 390 nuovi alloggi per militari e la ristrutturazione di ulteriori 53. In Trentino-Alto Adige vi sono 800 alloggi di proprietà del Demanio militare, di cui 287 in attesa di lavori di manutenzione”.Lo ha comunicato il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta al capogruppo di FDI in commissione Difesa Salvatore Deidda rispondendo ad un’interrogazione e all’appello che il parlamentare aveva lanciato da Bolzano con il consigliere regionale Alessandro Urzì.
“A Bolzano, lo scorso ottobre – dichiara Deidda – abbiamo ascoltato tanti uomini e donne delle nostre Forze Armate e lanciato un appello al Ministro della Difesa ed allo Stato maggiore, con interrogazioni ed interventi durante le Audizioni. Le Forze Armate sono patrimonio comune e non devono essere oggetto di scontro, si lavora per trovare insieme le giuste soluzioni. Come nel caso della questione alloggi in Trentino Alto Adige.”
“La richiesta di soluzioni abitative per il personale della Difesa – ha dichiarato il consigliere Urzì- in una provincia con un altissimo costo della vita è un dovere da parte delle Istituzioni pubbliche. Spicca il dato relativo agli alloggi che ristrutturati potrebbero rappresentare un’importante risposta alle attuali esigenze del personale militare. Apprezzabile in ogni caso è la sensibilità mostrata al tema”.

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Militari per coprire le buche a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

“Errare è umano ma perseverare è diabolico. Il Genio Militare ha le professionalità per affrontare qualsiasi necessità ma utilizzare i militari per coprire le buche è offensivo e offre la sponda agli antimilitaristi per pensare che i nostri uomini e le nostre donne siano nelle caserme senza far niente. Giusto affrontare le emergenze e ed é giusto avvalersi delle professionalità del Genio ma non per porre rimedio alle incapacita’ di una amministrazione comunale. Oltre a svilire la divisa che indossano, destinarli a sistemare le buche del manto stradale vuol dire tempo sottratto al loro importante addestramento. Questa Manovra grilloleghista sarà ricordata anche per i tagli alla Difesa (cosi come si vanta lo stesso Vicepremier Di Maio) e per i tentativi dei 5 Stelle di depredare i fondi della Difesa. Quando infine si destinano per il comparto pochi fondi lo si fa solo per salvare l’amministrazione Raggi. Fratelli d’Italia dice no a tutto questo e ribadisce con forza che le Forze Armate vanno rispettate”. Lo dichiara Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI in Commissione Difesa.

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Nessuna risorsa per addestramento e potenziamento tecnologico dei militari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

“Sorprende che il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si dichiari soddisfatta perché non ci saranno tagli importanti sul comparto difesa. Evidentemente, il ministro considera le forze armate semplicemente uno stipendificio”. Lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli di Italia. “Al contrario di quanto afferma il ministro Trenta, questo governo non investe né sull’addestramento dei militari né sul potenziamento tecnologico degli apparati militari. Ogni altro datore di lavoro che non assicuri ai propri dipendenti formazione e innovazione andrebbe incontro ad azioni penali” – spiega Cirielli “Non investire su addestramento e innovazione tecnologica espone non solo l’Italia a pericoli ma gli stessi militari a gravi rischi per la propria sicurezza personale. E questo è inaccettabile per chi sacrifica per la propria vita per la Nostra libertà e difesa della Patria”- conclude Cirielli.

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Uranio impoverito e la salute dei militari italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

“Bene il ministro Trenta sui provvedimenti assunti circa il delicato tema che riguarda l’uranio impoverito e la salute dei nostri militari. E’ una battaglia storica del M5S, che il Movimento porta avanti da anni e che ora, con il Governo del cambiamento, conduce a risultati ancora più concreti, dando voce a tutti quei casi abbandonati per anni dalle istituzioni, a tutte quelle famiglie che hanno vissuto momenti difficili, inascoltate dallo Stato. Oggi c’è un Governo che è al loro fianco e quel Governo è a guida M5S”. Lo dichiara in una nota il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

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Buon lavoro al ministro difesa Trenta

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Auguriamo buon lavoro al neo Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e a tutto il nuovo Governo del cambiamento, con l’auspicio che tra le priorità vi sia quella dell’attuazione della recente sentenza della Corte Costituzionale che sancisce il diritto, anche per i militari, di costituire sindacati e associazioni di categoria considerato che il mondo dei militari è l’unico settore lavorativo dello Stato italiano senza reali tutele sindacali.Lo dichiarano i delegati del Cocer Aeronautica e membri del Cocer Interforze Alfio Messina e Antonsergio Belfiori.

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Dall’Europa via libera per i diritti dei militari

Posted by fidest press agency su domenica, 18 febbraio 2018

Arriva da Bruxelles un’altra novità che rafforza la decisione con la quale, in agosto, il TAR Pescara ha deciso di investire la Consulta della questione di legittimità costituzionale della Riforma Madia, che ha soppresso il Corpo Forestale dello Stato e militarizzato i suoi membri, limitando enormemente le libertà civili ed i diritti anche sindacali. A pochi mesi dalle udienze dinanzi alla Corte Costituzionale in cui si discuterà sia il riconoscimento dei diritti sindacali a tutte le categorie di militari (il prossimo 10 aprile 2018), sia la legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e la militarizzazione forzata dei suoi membri, trasferiti all’Arma dei carabinieri (il 5 giugno), il Comitato europeo dei diritti sociali, con una importantissima decisione pubblicata il 12 febbraio interviene, nuovamente, sui limiti che hanno gli Stati aderenti alla Carta sociale europea nell’imporre divieti a queste categorie di lavoratori.In questo dibattito entra ora, con una decisione i cui principi potranno ulteriormente sensibilizzare i Giudici costituzionali sul tema, anche il Comitato europeo dei diritti sociali, dinanzi al quale peraltro pende anche il ricorso promosso dalle ex associazioni sindacali dei Forestali (già dichiarato ammissibile a settembre) e di cui a breve si chiuderà l’istruttoria. Nella decisione sul caso “Euromil contro Irlanda” (vedi sintesi allegata), resa pubblica il 12 febbraio 2018, tale organismo europeo ha dettato principi assolutamente innovativi e di grande apertura verso la tutela dei diritti dei dipendenti militari, che sovvertono anche le regole oggi vigenti in Italia. Nell’accogliere il ricorso di Euromil – organizzazione europea delle associazioni militari che unisce 30 organismi europei e di cui fa parte per l’Italia Assodipro – il Comitato ha accertato che la legge irlandese che inibisce ai militari il diritto di organizzazione sindacale e la contrattazione collettiva, viola la Carta sociale europea.
Le associazioni militari irlandesi non godevano, infatti, a pieno dei diritti sindacali quali il diritto di associarsi ad organizzazioni collettive come il Congresso irlandese dei sindacati e ciò implicava che le associazioni dei militari fossero escluse dalle negoziazioni collettive nazionali, tra cui anche quelle sui salari dei dipendenti pubblici. Il Governo irlandese ha fondato le sue difese argomentando che tali limiti siano funzionali ad assicurare il mantenimento dell’ordine pubblico e la tutela della sicurezza nazionale, ma il Comitato europeo ha dichiarato che tali divieti non siano necessari a tali fini e che, privare le associazioni rappresentative di un efficace strumento di negoziazione delle condizioni di impiego per conto dei loro iscritti, è in contrasto con i principi stabiliti dalla Carta sociale e sottoscritti dall’Irlanda.
“Del pari l’Italia ha sottoscritto tale Carta – spiega l’avvocato Egidio Lizza, legale degli ex Forestali dinanzi alla Corte Costituzionale ed al Comitato europeo dei diritti sociali – ma applica regole analoghe, anzi maggiormente restrittive di quelle irlandesi. Questo trattato internazionale costituisce per i diritti sociali ciò che la Convenzione europea dei diritti dell’uomo rappresenta per i diritti umani, ovvero il minimo costituzionale che ai cittadini europei, di ogni categoria, deve essere assicurato. Le questioni a breve in discussione dinanzi alla Corte Costituzionale, per i militari e per la vicenda, assolutamente singolare, degli ex Forestali, traggono origine anche dall’affermazione di tali sacrosanti principi, che oramai da tempo, ed in maniera sempre più forte, in Europa vanno affermandosi. Le limitazioni alle prerogative dei militari sono anacronistiche e non ha più alcun senso non permettere loro una legittima negoziazione dei loro diritti salariali ed una tutela delle condizioni di lavoro. Un maggior riconoscimento di libertà e diritti – conclude Lizza – è opportuno anche in Italia ed, anzi, i recenti risultati condotti dalle Commissioni d’inchiesta parlamentari sull’utilizzo dell’uranio impoverito sono a dimostrarne la necessità”. Il 10 aprile, dunque, si discuterà dinanzi alla Consulta la legittimità della norma che limita i diritti dei militari italiani di iscriversi ad associazioni sindacali o di costituirne al fine della tutela dei loro diritti. Gli ex Forestali, che tale status hanno acquisito per imposizione e non per scelta, in base alla riforma Madia della P.A., hanno svolto in tale procedimento un intervento ad adiuvandum rispetto alle questioni sollevate dal Consiglio di Stato sul ricorso promosso dall’Associazione Assodipro. A stretto giro, seguirà poi l’udienza del 10 giugno in cui la Corte, interessata dal TAR abruzzese, dovrà decidere se era legittimo sopprimere il Corpo Forestale dello Stato e militarizzare i suoi membri, trasferendoli all’Arma dei carabinieri, privandoli di libertà costituzionali e diritti, anche sindacali, di cui prima della riforma godevano come qualsiasi altro dipendente civile dello Stato.

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