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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘militari’

Caso Libia e interventi militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

libia“Pensare che la situazione in Libia possa essere risolta con un intervento di terra senza mettere dei paletti ben precisi è fuori da ogni logica. È infatti impensabile mettere gli scarponi in quel territorio senza la seguente premessa: la presenza di un governo solido che, data la situazione, non può che essere di tipo federale prevedendo larghe autonomie a Cirenaica, Tripolitania e Fezzas. In un sistema federale di questo tipo saranno sia la Lega Araba che l’Unione africana, l’Ue, la Russia e gli Usa a volerne fare parte. E questo è un bene”.Lo dichiara l’on. di Area Popolare, Alessandro Pagano.“In Libia gli equilibri sono fragili e l’Occidente non può pensare di entrare in una terra così difficile come farebbe un elefante in una cristalleria… La nostra priorità – spiega Pagano – deve essere il depotenziamento del rischio che la presenza occidentale diventi il collante fra i Paesi arabi disposti ad annientare differenze e diffidenze pur di contrastare un nemico comune”.“Se il nostro Paese dovesse decidere di dare l’ok a un intervento militare dovrà essere pienamente consapevole che – conclude Pagano – i rischi per questo contingente, che sarebbe logico fosse a guida italiana, arriverebbero da due fronti: da parte dell’Isis e di fazioni contrarie al nuovo governo pronti a mettere in pratica attacchi terroristici e rivolte popolari da parte di chi si dice contrario alle scelte politiche/gestionali della nuova amministrazione. Alla luce di tali rischi è ovvio che i paletti cui abbiamo fatto riferimento in precedenza debbano essere insuperabili”.

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Basi militari in Sardegna

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

Cagliari_panoramaLe basi militari e il lavoro in Sardegna non si toccano! Chi parla di riconversione senza parlare di progetti e finanziamenti sta parlando del nulla. Inoltre la riconversione dei grandi siti della difesa come Capo Frasca, Capo Teulada, Decimomannu e Salto di Quirra si può realizzare solo nello stesso ambito ovvero la Difesa perché tale è la vocazione da oltre 50 anni. Come? Cyber security, high tech, sviluppo software, esercitazioni simulate, radaristica e droni. Investimenti e lavoro. Già la Difesa e l’industria italiana stanno investendo tanto nel settore tecnologico e della ricerca coinvolgendo università e istituti di ricerca privati. In questo modo la Sardegna può ottenere un ampio ritorno economico dalla presenza militare e garantire alle migliaia di lavoratori militari e civili sardi serenità e lavoro. Basta mistificazione su questi temi e si dia inizio subito a nuovi e virtuosi percorsi industriali legati alla sicurezza prima che altre regioni depredino importanti pezzi dell’industria e dei progetti realizzabili in Sardegna. Questo è il futuro delle basi militari in Sardegna e non la chiusura senza condizioni. (Antonsergio Belfiori Delegato nazionale del Cocer interforze)

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Sicurezza: militari e poliziotti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 febbraio 2015

DSC_0023Nel cotesto delle polemiche seguite alle violenze dei tifosi olandesi che hanno ridotto ad un letamaio, il centro storico di Roma, sino a danneggiare la “barcaccia”, il capolavoro del Bernini, che tutto il mondo ci invidia, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato l’assegnazione, per l’apparato di sicurezza della Capitale, di 500 militari. Indubbiamente, tenendo conto del personale dei mezzi a disposizione, le Forze di Polizia stanno facendo ogni possibile sforzo per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica nella Capitale. C’è da tener presente che a Roma, gli obiettivi sensibili, sono un numero indefinibile e che le opera d’arte, veri capolavori unici, a “cielo aperto”, sono innumerevoli ed a questo va aggiunto che a Roma, quotidianamente, vi sono manifestazioni e proteste, di tutti i tipi, che richiedono, ovviamente, la presenza delle Forze di Polizia. A questo va aggiunto il contrasto alla micro e macro criminalità, che in una città come Roma, con milioni di turisti che vi transitano ogni anno, rende indispensabile un aumento degli organi delle Forze di Polizia, di almeno il 40% . Certo, l’assegnazione di 500 militari, è utile e positivo, ma ci vuole ben altro, dal momento che se si considera la turnazione, i riposi settimanali, le malattie ecc. , la disponibilità quotidiana, nei vari turni di servizio, veramente esigua e, c’è poi da sperare che attenuatasi l’emergenza, questi militari non siano ritirati. – così ha dichiarato il Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.), Antonio de L IETO – Certo, è sin troppo facile scaricare ogni responsabilità, per le cose che non vanno per il verso giusto, sul Prefetto, sul Questore, sui Funzionari, forse anche sul più giovane piantone. C’è da sottolineare la carenza di personale e di mezzi, la politica della “lesina” posta in essere, da anni, nei confronti delle Forze di Polizia. Ben pochi pensano al lavoro del personale dei Reparti Mobili – ha continuato de Lieto – sempre in prima linea per assicurare l’ordine e la sicurezza pubblica che, forse, meriterebbero la riconoscenza e la solidarietà dell’interro Paese. Certo, è facile, seduti davanti la TV, criticare, se si ritiene che la Polizia è intervenuta con eccessiva o poca energia, ma chi critica forse, dovrebbe tener presente le condizioni in cui gli uomini e le donne delle Forze di Polizia, sono chiamati a fare il loro dovere e certamente, le critiche si tramuterebbero in un plauso. Non si può certamente ridurre gli organici – ha concluso de Lieto – assumendo meno operatori di Polizia, di quelli che vengono collocati in pensione: è necessario aumentare gli organici, anche con l’assunzione dei tanti giovani idonei e “non ammessi “.

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Giustizia: disabili, militari e poliziotti il 17 aprile in protesta davanti il Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

(GrNet.it) Crescono di giorno in giorno le adesioni alla manifestazione di poliziotti, militari e disabili prevista per il prossimo 17 aprile a Roma. Con lo slogan “non siamo cittadini di serie B”, si contesteranno le decisioni della quarta Sezione del Consiglio di Stato che penalizzano i cittadini in uniforme che assistono parenti disabili e, più in generale, si stigmatizzerà la forte stretta giuridica impressa dalla Giustizia amministrativa ai diritti di militari e poliziotti. Di particolare significato simbolico è l’adesione formulata dall’European Organisation of Military Associations (EUROMIL ), l’organizzazione fondata nel 1972 che raccoglie 42 associazioni e sindacati militari di 27 paesi europei. L’EUROMIL, da tempo, ha messo in agenda il caso Italia, manifestando preoccupazione ed attenzione per la condizione dei diritti dei miliari italiani.
Particolare significato ha pure l’adesione del Movimento Italiano Disabili (MID), che ha anche pubblicizzato la manifestazione tramite la propria radio web, intervistando l’avvocato Giorgio Carta, organizzatore della manifestazione insieme a GrNet.it. Francesco Ferrara, Presidente del MID, ha dichiarato che «numerosi sono i casi di dipendenti del settore pubblico a cui è stata negata la possibilità di un “avvicinamento-sostegno” ad un loro prossimo congiunto. Negare aiuto a chi è bisognoso di cure e sostentamento fisico e psicologico giustificando tale diniego con una pseudoburocrazia del sistema-lavoro non è da Paese civile. Per questo motivo abbiamo risposto positivamente all’invito dell’ avv. Giorgio Carta garantendo la nostra partecipazione alla manifestazione – Il 17 aprile davanti al Consiglio di Stato sentiranno anche la nostra voce,la voce del MID affinché Nè i militari tantomeno i loro congiunti disabili siano trattati da cittadini di serie B».
Parteciperanno attivamente alla manifestazione anche il Partito Popolare Sicurezza e Difesa e il sindacato COISP della Polizia di Stato. «E’ uno scandalo che i cittadini in uniforme siano trattati, a seconda della convenienza, ora come normali impiegati dello Stato – specie quando si tratta di penalizzarli sotto l’aspetto retributivo-previdenziale – oppure come lavoratori “specifici” quando si tratta di negare loro quei diritti sacrosanti che sono di normale fruizione da parte dei “normali” lavoratori, come il diritto ad assistere un congiunto disabile, vergognosamente negato dal Consiglio di Stato. Questo gioco al massaco deve finire». E’ quanto dichiara Giuseppe Paradiso, Segretario nazionale del PPSD che sottolinea: «E’ ridicolo che appena il 5% delle sentenze emesse dai giudici di palazzo Spada siano favorevoli ai ricorrenti quando questi indossano l’uniforme. Siamo dinnanzi ad una vera e propria discriminazione». «In buona sostanza, i Poliziotti, i Carabinieri, i Finanzieri, Penitenziari, Militari, Vigili del Fuoco, non valgono un accidenti ed i loro figli disabili valgono ancora meno! Ebbene, poiché tutto ciò, che rappresenta soltanto l’apice di una serie illimitata di sentenze volte a negare diritti che ad altri vengono ampiamente riconosciuti, costituisce un’offesa per tutti gli uomini e le donne in divisa e per i loro familiari, costretti a vedersi negata finanche un’assistenza in caso di disabilità grave, il 17 aprile p.v., saremo anche noi del COISP, davanti al Consiglio di Stato per reclamare i diritti dei propri iscritti e di tutti i poliziotti in generale. Invitiamo tutti a partecipare».

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Difesa: recepite due richieste transito militari ruoli civili

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

“Apprendiamo che nel testo della legge di stabilità 2012, approvato ieri alla Camera dei deputati, sono state recepite due delle richieste che già avevamo presentato come emendamenti in tutte le precedenti manovre finanziarie che si sono succedute dal 2009 in poi, e da ultimo in quelle approvate negli scorsi mesi di agosto e settembre. In particolare i commi 96 e 98 dell’articolo 4 stabiliscono la possibilità per i militari fino al grado di tenente colonnello di transitare a domanda nei ruoli civili delle altre pubbliche amministrazioni dello Stato e l’obbligo di fruire di vitto e alloggio presso le strutture dell’amministrazione per il personale militare inviato missione fuori dall’ordinaria sede di servizio nell’ambito del territorio nazionale.” Dichiarazione di Luca Marco Comellini segretario del Pdm.

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Militari in affitto?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“La norma contenuta dal decreto legge 107/2011 di rinnovo delle missioni all’estero che consente agli armatori della marina mercantile di poter affittare i militari per garantirsi la sicurezza ai propri affari è solamente l’ennesima dimostrazione della più totale mancanza di rispetto che il Governo , e in primis il Ministro della difesa, ha per il personale delle Forze armate. Per fare cassa il Governo ha ceduto alle richieste degli armatori ma domani potrebbe anche cedere a quelle dei banchieri e degli industriali ma a questo punto agli Italiani non resta che augurarsi che non ceda mai a quelle di chi avendo enormi disponibilità economiche decida un giorno di affittarli per avere il suo esercito privato.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

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Difesa: La Russa tarocca I numeri

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

“Dalle agenzie apprendo che come al solito la Lega abbaia ma non morde” – Lo dichiara Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)- “Ma non solo questo – prosegue Comellini- i leghisti si lasciano pure prendere in giro sulla riduzione dei numeri che è assolutamente fittizia. Infatti –aggiunge- dal sito della Difesa risulta che al 30 giugno erano 7.224 i militari in 29 missioni in 28 Paesi e non 9250 come riferito oggi alle agenzie di stampa, quindi ridurli a 7172 mi sembra ben poca cosa. Delle due una –sottolinea Comellini -o Bossi non sa fare i conti, oppure La Russa ha aumentato strumentalmente i numeri per poi ridurli e mantenere sempre lo stesso risultato di impegno perché i conti non tornano e al riguardo c’è sempre meno chiarezza da parte della Difesa. Credo che i cittadini, ai quali il Governo chiede sempre maggiori sacrifici, abbiano tutto il diritto di sapere quanto spendono per mandare i loro saldati in guerra. Una cosa è certa -conclude Comellini- in questo periodo di crisi gli unici che se la godono sono quelli che forniscono le armi mentre alla vera cooperazione, che dovrebbe essere il solo scopo di queste missioni, vengono riservate le briciole.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia)

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Crosetto a “cittadini in divisa” su radio radicale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

«Tutti devono dare il buon esempio, in momenti di difficoltà, soprattutto chi è più in alto. Questo deve valere per tutti anche per chi ha compiti di rappresentanza. Inviterò Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Abrate, a mandare un segnale di “moral suasion” in modo che tutti si adeguino a un tenore più basso». Lo ha dichiarato il sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Guido Crosetto, nell’ambito della trasmissione Cittadini in Divisa condotta dal Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm), Luca Marco Comellini. Comellini, nel corso della trasmissione che andrà in onda su Radio Radicale oggi, alle ore 20.00, ha affrontato la questione della proroga del mandato delle rappresentanze militari particolarmente sgradita al personale della base e, facendo riferimento alla questione che aveva sollevato nelle settimane scorse in merito alla spesa di 40 milioni di euro all’anno necessari al mantenimento degli organismi rappresentativi dei militari (Cocer Coir e Cobar) e alla possibilità di utilizzarli per incrementare il fondo destinato a sopperire i tagli di bilancio riferiti alle indennità e stipendi attuato dalla legge 122/2010, e riferendosi anche alla decisione dello Stato maggiore della Difesa di garantire ai soli delegati del Cocer di beneficiare del trattamento di missione intero a forfettario di 110 euro al giorno mentre il resto del personale per esigenze di bilancio viene aggregato presso le strutture logistiche dell’amministrazione, ha chiesto al Sottosegretario di assumersi l’impegno di garantire a tutti i militari lo stesso identico trattamento economico di missione di aggregazione. «Perché -ha detto Comellini- un conto è andare in missione potendo usare alberghi e ristoranti e altro è andarvi dovendosi accontentare degli alloggi che per la cronica carenza di fondi sono spesso in condizioni trascurati.». Crosetto ha replicato domandando «Lei mi vede contrario?». Comellini e Crosetto hanno inoltre discusso di Difesa Servizi S.p.a., impegnandosi a riprendere l’argomento quando la società del Ministro della Difesa avrà raggiunto i primi obiettivi positivi.

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“No a riduzione militari in Libano”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

“Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà ai militari italiani feriti nei due attentati in Libano ed Afghanistan e alle loro famiglie”. Lo ha dichiarato l’on. Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia è già Sottosegretario agli Affari esteri, intervenendo in Aula alla Camera dopo l’informativa urgente del Ministro della difesa La Russa. “Ritengo che Unifil II – ha continuato Vernetti – sia una missione importante perché dopo il conflitto dell’estate del 2006 ha permesso di difendere con efficacia i confini tra Libano e Israele, garantendo la stabilità ed evitando scontri a ridosso della frontiera”. “Un bilancio positivo – ha continuato l’on. Vernetti – nonostante il pericoloso riarmo della milizia sciita di Hezbollah che, secondo alcune fonti, sarebbe riuscita ad accumulare quantitativi di armi maggiori rispetto a quelli precedenti la guerra del 2006. Hezbollah rappresenta un fattore di instabilità, soprattutto in relazione ai legami che questa milizia libanese ha con l’Iran e con la vicina Siria”. “Auspichiamo, pertanto – ha continuato l’on. Vernetti – che il Governo libanese collabori con l’Italia per scoprire gli autori dell’attentato che ha coinvolto i nostri militari. Su questo punto riteniamo sbagliato parlare di una riduzione del contingente militare italiano in Libano, proprio perché valutiamo di fondamentale importanza il lavoro di stabilizzazione per l’intera regione che i nostri militari stanno portando avanti”.

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Tagli retribuzioni ai militari

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

Il Co.ce.r. dell’aeronautica militare, valuta negativamente il contenuto del d.l. 27/2011, licenziato il 3 maggio scorso dalla camera dei deputati in sede di conversione in legge e attualmente all’esame del senato. Nei fatti, si e’ assistito al mancato rispetto degli impegni assunti dal governo per lenire gli effetti degli ingiustificati e discriminanti tagli alle retribuzioni dei militari. Detti tagli, infatti, hanno determinato per il personale del settore congelamenti salariali totali che si aggiungono al blocco dei rinnovi contrattuali subito dal personale del pubblico impiego. Non sono bastate le rassicurazioni e gli impegni assunti dalle autorità governative e dal capo del governo; gli innumerevoli ordini del giorno approvati in parlamento e accolti dalla compagine governativa; i giusti emendamenti al citato provvedimento approvati dalle commissioni difesa e affari costituzionali della camera e, paradossalmente, respinti in commissione bilancio. Peraltro, non deve essere sottaciuto che il decreto in parola, che dovrebbe ristorare il personale in uniforme dagli ingiusti tagli subiti è stato finanziato con risorse endogene sottratte all’atteso riordino/riallineamento delle carriere, senza che preventivamente il vertice tecnico e politico dell’amministrazione abbia compiutamente valutato mirati interventi di correzione alle altre poste di bilancio, quasi fosse inevitabile far pagare lo scotto della crisi economica interamente ed unicamente al personale militare. Ora, il configurarsi di misure “una tantum”, alla stregua di una “social card” per i militari, rischia di essere percepito dal personale per quello che e’: l’ennesimo segnale di disattenzione verso la tanto sbandierata specificita’ del comparto difesa e sicurezza. Si invita, pertanto, il governo a mantenere fede agli impegni ripristinando nella loro interezza gli effetti economici derivanti dalle promozioni, dalle omogeneizzazioni stipendiali e dagli assegni funzionali, che non rappresentano “privilegio”, termine da ricercare in altri ambiti, bensi’ strumenti indispensabili alla equilibrata e funzionale operativita’ delle forze armate e delle forze di polizia. Il personale che da sempre e’ posto a salvaguardia delle istituzioni repubblicane chiede rispetto!

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I militari manifestano ad Arcore

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Oggi, davanti i cancelli di Arcore, la residenza del Presidente del Consiglio, a protestare contro i devastanti effetti della politica economica del governo in materia di Sicurezza e Difesa, insieme ai sindacati delle Forze dell’ordine c’erano anche i militari aderenti al Partito Sicurezza e Difesa, la neo-formazione politica che già il 2 dicembre scorso ha portato le donne e gli uomini con le stellette a manifestare il proprio dissenso davanti il ministero della Difesa e il Comando Generale dell’Arma dei carabinieri. “Berlusconi non pensi a dare lustro alle sirene di Arcore ma a riaccendere le sirene delle Forze dell’ordine”, questo lo slogan scelto dal PSD nel manifesto di protesta con il quale le donne e gli uomini del PSD si sono dati appuntamento il 14 marzo.

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Cocer Marina: governo ambiguo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

“Il Cocer Marina, con condivisione unanime dei rappresentati delle basi, convocati nella sede di Roma, esprime profonda delusione per l’ambiguità del Governo nei confronti dei militari”. E’ quanto di legge in una nota del Consiglio centrale di Rappresentanza della Marina militare di concerto con i Comitati intermedi confluenti. “Le promesse e rassicurazioni formali e solenni che il Governo ha espresso ai militari e alle Forze di Polizia – prosegue la nota – riguardo l’applicazione della manovra economica estiva (legge 122/2010), sono ad oggi totalmente disattese. Anche la chiara promessa del Capo del Governo, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, dove ha dichiarato che ‘al 99,9% le richieste provenienti dal Comparto Difesa/Sicurezza saranno accolte’, non ha ancora avuto seguito”. “I militari sono educati al sacrificio per il bene della Nazione, perché ‘specifici’ e pagando anche con la vita. Da luglio scorso subiamo il blocco dei contratti e la sottrazione delle risorse già stanziate nel riordino delle carriere. Ulteriori tagli sulle voci stipendiali sono, quindi, inaccettabili. Quali rappresentanti della Marina riteniamo improcrastinabile un incontro urgente con il Governo, Ministero dell’Economia compreso, visto l’insostenibile stato di malessere del personale militare e delle loro famiglie. Quest’ultimo percepisce lo stato di indifferenza del sistema Paese verso le funzioni svolte e il sacrificio sostenuto. Tale stato di rabbia è ancor più acuito dal costante impegno delle  nostre navi e delle motovedette della Guardia Costiera, nel garantire gli obblighi per la stabilità internazionale e la difesa nazionale”. “Se non ci sarà un concreto e risolutivo intervento politico/legislativo – sottolinea il Cocer – non potremo che prendere atto della continua indifferenza verso il mondo militare e a trarre le dovute conseguenze politiche. I marinai non escludono di invocare la via giudiziaria per verificare la costituzionalità o meno dei tagli applicati ai loro stipendi. Infine, esprimiamo anche forti preoccupazioni per le azioni spontanee che si potrebbero manifestare a terra, a bordo e nei porti nazionali; comprensibili espressioni del malessere del mondo militare”. “Al nostro Ministro chiediamo  – concludono i marinai del Cocer – di continuare a battersi per tutti noi fino all’estrema conseguenza politica. Non vorremo che a queste condizioni il premier Silvio Berlusconi, nel compimento dei 150 anni dall’Unità d’Italia, sia ricordato come il primo Capo del Governo che ha realmente messo le mani in tasca ai militari”. (fonte grnet.it)

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Militari: Benefici fiscali agli alpini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

“La proposta di legge dal titolo Incentivi per favorire, nelle regioni dell’arco alpino, il reclutamento di militari volontari nei reparti delle truppe alpine – spiega Porfidia – prevedeva la possibilità per Regioni ed Enti Locali di riconoscere benefici di carattere fiscale ai volontari in ferma prefissata e in rafferma residenti nelle regioni dell’arco alpino. Questa norma avrebbe escluso tutti gli altri alpini della penisola dalla possibilità di ricevere analogo trattamento.” Grazie alla battaglia politica compiuta dall’on. Porfidia in Commissione Difesa, la norma è stata cambiata ed ora tutti gli alpini possono usufruire dei benefici fiscali predetti, elargiti dagli enti locali in cui risiedono. “Grazie al nostro intervento – conclude Porfidia – il glorioso Corpo degli Alpini continuerà a rappresentare tutta l’Italia e non solo una parte di essa. Ne siamo umilmente fieri”

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Militari: cercasi “specificità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

Mi vedo costretto a tornare sull’argomento specificità militare. La norma di legge non trova applicazione, ovvero dalla sua approvazione nulla a cambiato al funzionamento della Rappresentanza Militare e questo è davvero incredibile!!! La LEGGE 4 novembre 2010, n. 183 è regolarmente munita del sigillo dello Stato e inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. L’assenza di una specifica delega non può limitare l’applicazione di un “veste negoziale” del COCER sancita appunto dalla Legge. Urge adeguare, in ossequio della Legge 4 novembre 2010, n. 183, il Decreto Legislativo 12 maggio 1995, n. 195 e tutte le normative che disciplinano il funzionamento della Rappresentanza Militare ovvero disciplinare il ruolo negoziale del COCER che per Legge dovrebbe sedere di diritto alla contrattazione collettiva su tutte le materie relative al rapporto di lavoro del personale militare. Ricordo a me stesso le dichiarazioni entusiastiche del Senatore Gasparri all’indomani dell’approvazione, alla Camera dei Deputati, della specificità: “Una svolta di importanza storica quella sancita oggi alla Camera. E’ stata approvata la specificita’ delle forze dell’ordine e armate ed e’ stato riconosciuto il ruolo negoziale dei Cocer in sede di rinnovo dei contratti…….”. Al senatore Maurizio Gasparri rivolgo il mio appello affinché venga data attuazione e concretezza alla Legge ovvero che questa “svolta di importanza storica” non resti uno sterile proclama politico!!! (Luca Tartaglione delegato Cocer)

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Afghanistan: Attività di Medical Campaign

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

E’ l’attività effettuata dal 5° reggimento alpini il 28 febbraio 2010. L’intento è quello di far conoscere non tanto e non solo il ruolo delle forze armate italiane in Afghanistan quanto di far emergere un aspetto dei compiti assegnabili ai reparti militari, e parliamo soprattutto dei riflessi che questi rapporti possono instaurarsi con i militari afghani una volta passate le consegne. Occorre, infatti, stabilire un approccio diverso tra i militari e la popolazione locale. Quest’ultima deve vederli come una componente della società, di sentirli amici e disponibili ad aiutarla. In questo è spiccata la figura del cap. Ranzani, quale ufficiale CIMIC che giorni fa ha perso la vita in un’operazione di scorta convogli. Riportiamo alcune foto più significative che raffigurano i nostri militari in operazioni di assistenza ai civili.

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Anche i militari manifestano ad Arcore

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

Arcore. 14 marzo, davanti i cancelli di Arcore, la residenza del Presidente del Consiglio, a protestare contro i devastanti effetti della politica economica del governo in materia di Sicurezza e Difesa, non ci saranno solo i sindacati delle Forze dell’ordine ma anche i militari e le forze dell’ordine aderenti al Partito Sicurezza e Difesa, la neo-formazione politica che già il 2 dicembre scorso ha portato le donne e gli uomini con le stellette a manifestare il proprio dissenso davanti il ministero della Difesa e il Comando Generale dell’Arma dei carabinieri. “Berlusconi non pensi a dare lustro alle sirene di Arcore ma a riaccendere le sirene delle Forze dell’ordine”, questo lo slogan scelto dal PSD nel manifesto di protesta con il quale le donne e gli uomini del PSD si sono dati appuntamento il 14 marzo.

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I militari italiani “sotto attacco”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

Il cocer a.m. comunica: “ Se il fronte dell’afghanistan continua a mietere vittime, sul fronte interno l’attacco che il governo sta perpetrando nei confronti delle ff.aa. non desta meno preoccupazione. l’accanimento della politica nei confronti dei militari, senza precedenti storici, e’ un atto difficilmente qualificabile che si sta perpretando nei confronti di chi, preposto alla difesa, non ha all’interno adeguati mezzi di difesa. Se la politica ha l’intento di scardinare l’ordinamento delle ff.aa. rendendolo del tutto omogeneo ai rimanenti comparti del pubblico impiego, allora il personale militare chiede di avere i medesimi mezzi di tutela al pari di tutti i lavoratori. a questo punto si chiede alla politica di essere conseguenziale accogliendo le richieste che sono necessaria conseguenza di tale atteggiamento. Se il vuoto di tutela e’ occasione per incidere sulla condizione di chi, per legge, non ha voce per protestare, allora e’ giunto il momento per porre sul tavolo le seguenti rivendicazioni del personale dell’arma azzurra: consentire che il personale militare possa dotarsi di proprie rappresentanze sindacali per la tutela dei diritti come nel rimanente pubblico impiego;
1. provvedere all’estensione a favore del personale militare di tutti i diritti spettanti ai lavoratori del pubblico impiego (mobilità, giurisdizione, part time, flessibilita’, incompatibilita’);
2. prevedere la regolamentazione di forme legittime e democratiche di protesta e manifestazione del personale militare.Se la politica dovesse continuare a ritenere che l’accezione di specificita’ del comparto e’ qualla sin ad ora intesa e dimostrata con le continue vessazioni nei confronti del personale rappresentato, da ora in poi, l’accoglimento delle citate rivendicazioni saranno condizione imprescindibile per ogni utile proseguo di ogni trattativa  rientrante nelle competenze di questo consiglio, consapevoli che il personale militare si ricorderà nelle “opportune sedi” del trattamento ricevuto da questo governo”.

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Proroga organo rappresentanza militari

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

“Nel maxi emendamento presentato alla Camera dei deputati è ancora presente il comma 2-quinquies dell’articolo 1 che proroga il termine del mandato dei Cocer al 30 aprile 2012. La proroga dei Consigli della rappresentanza militare, il cui mandato è già in regime di proroga e scade il prossimo 30 luglio, è un atto  di protervia assolutamente ingiustificato con cui il Governo vuole assicurarsi la complicità di un organismo docile e servile che già da tempo non gode più di alcuna fiducia da parte dei militari di tutta Italia. Non vi è alcuna ragione di necessità ed urgenza, ne il Ministro della difesa ha indicato alcuna logica e credibile motivazione per questo ennesimo atto di arroganza e di regime. Non vorrei scoprire che sia il cedimento ad un ricatto, ciò sarebbe peggio. È noto che il Cocer carabinieri il maggiore artefice della richiesta di proroga confluita in extremis nel milleproroghe e a questo punto è naturale domandarsi quali siano i reali rapporti tra i delegati dei carabinieri il Ministro della difesa e il Presidente Berlusconi, che costringono tutto il Governo ad assecondare ogni loro richiesta e a tacere sulle tante interrogazioni che abbiamo presentato con il deputato radicale Maurizio Turco per fare luce sulle strane attività e sui rapporti politici intercorsi tra i delegati dell’Arma e alcuni esponenti politici del PdL.”

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Le idee sono come le farfalle: togli le ali e non possono volare

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

L’espressione è stata tratta dalle parole  del professor Vecchioni vincitore del festival di Sanremo che dopo anni di grigiore musicale proveniente dai reality ha ridato dignità agli artisti e alla musica italiana andando a ripescare il filone popolare. L’analogia si attaglia, a mio avviso, a quanto accade oggi all’organo di rappresentanza dei militari, (C.O.C.E.R.) che si rianima proprio andando a tastare il polso ai rappresentanti dei  graduati e volontari di truppa e se vogliamo dare a Cesare quel che è di Cesare lo dobbiamo anche all’impegno assunto da Girolamo Foti. Uomo che “uno ne pensa e cento ne fa”. Si inventa, anticipando tutti, il sitowww.girolamofoti.com per denunciare i problemi del personale che non trovavano risalto mediatico e si fa sentire con il programma “Rotocalco Militare” andato in onda su SKY 840 dal 2006 al 2010 In questo modo riesce a portare dalla sua un altro delegato Co.Ce.R, più esperto tecnicamente qual è l’Avvocato Leonardo Bitti. Il Foti conduttore televisivo ha dato fiato alla categoria dei graduati e volontari di truppa che nessuno conosceva.  Noi della Fidest ne abbiamo intuita la potenzialità e il carisma e abbiamo cercato di risaltarne il contributo di idee dandone spazio mediatico. Ne è seguito un interesse diffuso ponendolo all’attenzione della società civile a partire dall’associazione antimafia Idea Legalità, di Pino Maniaci direttore di Telejato, la piccola grande tv dell’antimafia. E, come si suol dire, da cosa nasce cosa e la base di consenso per Foti e Bitti si è ampliata all’interno dell’esercito tanto da spingerli a fare pressing sul sottoimpiego denunciando pubblicamente i tagli del governo che non solo hanno messo le mani al portafoglio degli italiani congelando retribuzioni,indennità e accessori, ma anche messo in ginocchio l’intero comparto difesa-sicurezza con l’aumento della precarietà dell’impiego dei professionisti e dopo di essersi serviti per le missioni all’estero si son ritrovati, al loro rientro, a pulire le strade di Napoli in soccorso non tanto dei napoletani ma della disastrosa gestione dei rifiuti in Campania. Questa presa di coscienza incomincia a fare breccia tra i militari e altri delegati come Filippo Scicchitano, Marrone, Salma e Ricci che si sono associati ai promotori. Su questa scia è nato il portale http://www.graduati.net con oltre 11000 visite in pochi giorni. Ed ora il boom: alcuni network danno risalto al nuovo sito dei graduati e volontari di truppa. Dentro questo crogiuolo d’idee e di proposte non mancano le iniziative poitiche di  Turco-Commellini pronti a portare avanti con sincero impegno la loro battaglia contro la proroga della rappresentanza militare. Ma a costoro dobbiamo dire che di là dei principi sostenuti restano pur sempre i problemi reali del personale ed in particolare dei graduati e dei volontari di truppa. In questo senso Foti ha dimostrato che è una battaglia che si combatte su più fronti ed è pur sempre necessario, anche se si marcia divisi, di colpire uniti. Non così è andata con l’interrogazione parlamentare del pd nei confronti di Foti per la sola colpa di aver attaccato i benefici della casta compresa quella di parlamentari non scelti dal popolo ma imposti dalle segreterie dei partiti. Ma vi sono pure parlamentari come l’On.le Presti avvocato palermitano e l’On. Di Biagio entrambi del gruppo parlamentare di Futuro e Libertà che hanno seriamente preso coscienza delle legittime richieste dei militari tanto da presentare di recente un’interrogazione parlamentare con risposta scritta al Ministro On. Ignazio La Russa denunciando il sottoimpiego dei militari, dei tagli alla difesa e hanno propostodi parificare i graduati delle forze armate ai pari gradi delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile. Ma non sono solo i politici più attenti e sensibili alle problematiche che investono il comparto militare. Abbiamo, ad esempio, il Presidente del Co.Ce.R Interforze il Gen.C.A. Domenico Rossi  che ha dimostrato ripetutamente e con atti concreti di essere vicino alla base e già in diverse occasioni ha puntualizzato il problema del sottoimpiego in commissione difesa al senato, Questo atteggiamento ha permesso al Cocer, in maniera unanime, di votare in favore delle delibere che denunciavano il sottoimpiego. Dobbiamo, quindi, dare atto a questi giovani, over 35,  dell’Esercito  di aver fatto qualcosa di storico. Erano partiti truppa e sono graduati.Si e dato il via ad una svolta culturale senza precedenti. Si e ottenuto la tredicesima per i vfb e vfp4. Hanno portato all’attenzione pubblica il precariato dei militari sconosciuto ai media e al grosso pubblico.  Il tutto è stato possibile anche perché tra le alte sfere delle gerarchie militari hanno creduto alla bontà delle idee espresse dalla base e le hanno in buona parte prese in considerazione.(A.R.)

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Libro: “Gheddafi 40 anni di storia libica”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

Nota editoriale. Abbiamo inteso aprire una nuova pagina titolata “Pubblicazioni Fidest” nell’intento di divulgare i nostri lavori di approfondimento che sono stati approntati nel corso degli anni e aggiornati correlandoli all’attualità. Il primo testo che pubblichiamo è Gheddafi 40 anni di storia libica”. Parla di una rivoluzione e dell’avvento al potere di un militare l’allora tenente Muammar Gheddafi. In quella circostanza furono i militari ad andare al potere deponendo un dittatore e corrotto politico e i suoi dignitari.Non a caso in Egitto la politica è ora gestita dai militari e in Tunisia non sembra diverso lo scenario. L’intento è di portare un contributo all’informazione e alla conoscenza di una società che è stata per secoli a noi vicina ma anche attraversata da contrasti e conflitti per predomini territoriali e lotte religiose. L’autore, Riccardo Alfonso, non ha nascosto le sue simpatie per questo “rivoluzionario” ante litteram per i fini che si era proposto e per il modello politico che intendeva instaurare nel suo paese. Da qualche anno, purtroppo, gli scenari sono cambiati e lo stesso Gheddafi sembra aver mutato pelle esponendosi ad un severo giudizio critico da parte degli stessi suoi sostenitori. D’altra parte la Libia nel XX secolo ha convissuto con la storia d’Italia, nella sua avventura colonialista, con tante luci e ombre che tale occupazione ha comportato e le vittime che ha generato e di questo vi è traccia nel testo dell’autore.Precedenti: qui

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