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Presentazione del libro di Mimma Forlani e AA. VV “I mille volti di Umberto Zanetti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Bergamo alta Domenica 2 dicembre 2018 alle ore 11:00 Museo Cividini nella Antica Zecca di Bergamo, via Donizetti 18/a presentazione del libro “I mille volti di Umberto Zanetti – Saggi e ricordi”.La presentazione sarà preceduta dalla proiezione di un video a cura di Filippo Occhino. Il libro è nato dall’amicizia che Mimma Forlani, giornalista e scrittrice, e Pierantonio Volpini, artista ed editore, hanno avuto per Umberto e dalla stima per l’immane lavoro da lui svolto al fine di salvaguardare il nostro dialetto, le nostre tradizioni e recuperare dall’oblio testi e storie di personaggi che hanno fatto grande nelle arti e in ogni campo dello scibile Bergamo.Entrambi convinti che il miglior modo di ricordare l’amico sia quello di conoscere le sue opere e di diffonderle, hanno organizzato l’opera come primo tentativo di sistematizzare il grande patrimonio letterario ed artistico di Zanetti.
Nella prima parte intitolata I mille volti di Umberto Zanetti Mimma Forlani ha tracciato il profilo della personalità dell’uomo, del poeta e dello studioso quando l’emozione per la sua scomparsa era ancora viva, soffermandosi soprattutto sul volto del poeta in lingua bergamasca.Nella seconda parte che porta il titolo di Prefazioni, Postfazioni il libro accoglie le voci di alcuni amici che hanno presentato le sue raccolte, a partire da Giacinto Gambirasio, il suo mentore, per proseguire con Giorgio Longo, Maria Tosca Finazzi, Gabrio Vitali, Stefania Burnelli, e Vincenzo Guarracino.Nella terza parte che porta il titolo Ricordi il libro accoglie i ricordi di alcuni amici (Mario Rondi, Silvio Bordoni, Ornella Bramani oltre a quelli già citati per le loro prefazioni).Il libro a mo’ di spartito si apre con il rigo musicale dell’aria donizettiana Una furtiva lacrima e si chiude con un Finale gioioso e sentimentale in cui appaiono alcune delle sue poesie scherzose dedicate all’amico Giacinto Gambirasio, alla moglie e ai due figli e l’incipit della seconda strofa della stessa aria. Questo libro corale è uno dei modi per “custodire il fuoco della memoria”, per tenere Umberto ʼn cör come dice il dialetto, usando lo stesso vocabolo per memoria e cuore.

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Letture Bergamasche presenta “Canzoniere e romanzero di assenze”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

letture bergamascheBergamo Domenica 5 novembre alle ore 11 presentazione presso il Museo Cividini del Canzoniere e romanzero di assenze di Miguel Hernandez, per la cura e la traduzione di Gabriele Morelli, Passigli, 2014. Saranno presenti i professori Gabriele Morelli e Mimma Forlani, letture di Diego Bonifaccio.
Ci sono vite tragiche sulle quali la malasorte infierisce con particolare crudeltà: Miguel Hernández si iscrive a pieno diritto nell’album degli sventurati. Nato a Orihuela (Alicante) nel 1910 da una famiglia di pastori, frequenta saltuariamente le scuole della città fino al 1925, anno in cui per ordine del “Padre-padrone” va a custodire le pecore. La sua vocazione poetica non cessa, tuttavia, di vivere perché è lava incandescente, vento inarrestabile, è forza creativa alimentata dalla lettura di San Juan de la Cruz, Gabriel Miró, Paul Verlaine, Virgilio e degli scrittori del siglo de oro. In vita, i suoi maestri e protettori saranno i poeti Vincente Aleixandre e Pablo Neruda. Il poeta-pastore pubblica Perito en lunas (1933), El rayo que no cesa (1936). Faticosamente trova un ruolo nel ricco panorama letterario madrileno e un impiego come segretario e redattore dell’enciclopedia Los toros. Sono questi gli anni in cui esperimenta la passione amorosa per la pittrice Maruja Mallo, la musa ispiratrice dei sonetti di Rayo que no cesa. Nel luglio 1936, la guerra civile lo vede combattente nelle file dei Repubblicani. La voce poetica di Miguel diventa quella di un uomo in lotta per la democrazia e la libertà del proprio popolo. Nel 1937 sono pubblicati i poemi civili di Viento del pueblo e i drammi Teatro en la guerra.
Dopo la sconfitta dei Repubblicani, Miguel è un uomo braccato. La sua fuga si ferma solo un giorno: il 9 marzo del 1937 a Orihuela dove sposa Josefina Manresa. Scappa di nuovo e raggiunge il Portogallo. La polizia di Salazar lo cattura e lo consegna alla Guardia Civile; inizia così la sua via crucis per le carceri spagnole. Scrive Pastor de la muerte e numerose poesie che confluiranno nella silloge El hombre acecha, pubblicata postuma così come Canzoniere e romanzero di assenze, curato da Gabriele Morelli. Il professore di spagnolo della nostra Università si trattò di Miguel Hernandez già nella sua tesi di laurea; ora ritorna al suo primo amore occupandosi soprattutto delle ultime liriche di questo poeta che muore nell’infermeria della prigione di Alicante nel 1942. Gli occhi aperti che nessuno riuscirà a chiudere. Il Canzoniere e romanzero di assenze è il diario poetico di un uomo che fluttua tra sogno e disperazione. La privazione della libertà, l’indigenza e la crudeltà del carcere, dove gli unici frequentatori sono i topi, ci raccontano un uomo, un poeta che riesce a sopravvivere pensando a Josefina, la sua Sulamita. Donna dagli occhi neri, neri e dallo sguardo dorato.
letture bergamasche1Da prigioniero egli canta lo slancio amoroso di due innamorati che entrano nel giardino dell’abbraccio e danzano il loro giro di valzer intorno al rosso roseto. Mai sazio di abbracci e di baci, Miguel arde dal desiderio amoroso: baciarsi, donna,/ al sole, è baciarci/ per tutta la vita(.) Baciarsi alla luna,/ donna, è baciarci/ per tutta la notte. La sua poesia è un canto di vita e di morte. In quegli anni la donna con la falce in mano visita dapprima il figlio Miguel Ramon che muore a pochi mesi dalla sua nascita. Tuttavia, la vita rifiorisce con Miguel Miguel che nasce nel gennaio del 1939, al quale il padre dedicherà La Ninna nanna della Cipolla. Divertito e straziante canto d’amore paterno. Una delle ultime poesie di Miguel che ama la parola, ne conosce il peso, la fatica e la capacità trasformante.
Nel settantacinquesimo anno della sua morte, la Spagna sta ricordando ovunque questo poeta dal volto di terra. “Scaturito dalla natura come la pietra intatta, con verginità selvatica e forza vitale travolgente”, come scrisse Neruda. In Italia qualcuno lo ricorderà? A Bergamo sicuramente. Grazie all’opera amorevole del prof. Gabriele Morelli e dell’artista Pierantonio Volpini che apre il suo atelier per gli incontri di “Letture Bergamasche” programmati, da ormai dieci anni, la prima domenica di ogni mese alle ore 11. (Mimma Forlani) (foto: letture bergamasche)

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