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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Afghanistan e le promesse mancate del ministro

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

Dichiarazioni del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm che cadenzano passo dopo passo le promesse mancate del Ministro La Russa:  “Ancora un attacco agli italiani. La Russa: “Rimpiazzeremo anche i Blindati”. (20 ottobre 2008 – La Repubblica).  La Difesa: in Afghanistan quanto prima arriveranno i Freccia, nuovissimi blindati dell’esercito, attrezzati per proteggere i soldati dalle mine. (21 giugno 2009 – La Stampa). Attentato, morto il Parà Di Lisio e feriti 3 suoi commilitoni. La Russa: “I Lince sono superati, presto i nuovi blindati Freccia, salveranno molti soldati”. (15 luglio 2009 – La Stampa). La Russa: “Il Governo ha deciso l’invio in Afghanistan di nuovi mezzi blindati, nei prossimi mesi arriveranno 54 Freccia”. (16 luglio 2009 – La Stampa ). Il ministro La Russa ha parlato poi dei nuovi veicoli blindati Freccia che verranno mandati in Afghanistan. La partenza di questi mezzi era in realtà prevista da due mesi, come scritto da L’Espresso. (16 luglio 2009 – L’Espresso)
Il Freccia, il blindato che sta per fare il suo esordio sul territorio afghano, è un bestione da 30 tonnellate. (22 luglio 2009 – La Stampa). Dall’Afghanistan si chiedono non tanto uomini, ma mezzi … va aumentata la componente corazzata. La risposta alle nuove esigenze sono i Freccia. (27 luglio 2009 – La Stampa). Per migliorare la sicurezza dei militari ci sarà la progressiva sostituzione dei mezzi Lince con i Freccia, il tutto assicura La Russa senza altri aggravi sul bilancio. (29 luglio 2009 – Corriere della Sera).  Di Lisio è morto proprio a bordo di un Lince. Adesso i nostri invieranno sul campo i blindati Freccia. (3 agosto 2009 – Bruno Vespa su Panorama).  Attentato in Afghanistan, muoiono 6 militari italiani. Due mesi fa il Ministro La Russa, in un’informativa in Parlamento, aveva annunciato la prossima sostituzione dei Lince con i Freccia, he garantiscono maggiore protezione ai soldati. Presentati lo scorso febbraio però, sono rimasti in Italia. (18 settembre 2009 – Libero). La Russa: “Nuovissimi mezzi blindati in Afghanistan, sono i Freccia”. (11 dicembre 2009 – Il Sole 24 Ore).  Corsa contro il tempo per inviare i Freccia in Afghanistan. La Russa: “Incrementeremo la sicurezza delle truppe”. (6 febbraio 2010 – Italia Oggi) . Ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Con il prossimo arrivo in Afghanistan del nuovo blindato Freccia, i militari italiani potranno avere una protezione maggiore di quella assicurata dai Lince”. (18 maggio 2010 – Sky Tg24). 4 morti e un ferito, Lince salta su uno IED. (9 ottobre 2010). “Il Partito per i diritti di militari e forze di polizia ha sollevato la questione della inadeguatezza dei mezzi Lince al conflitto in cui sono costrette ad operare le nostre forze armate fin dal luglio del 2009. È trascorso più di un anno da quando La Russa ha annunciato l’impiego dei blindati Freccia in Afghanistan eppure questi mezzi sono ancora un miraggio e non sappiamo fino a quando lo saranno. Intanto siamo costretti ad assistere ai suoi annunci mentre i nostri militari continuano a morire”.

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Fermiamo gli investimenti esplosivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

Roma 25 maggio 2010 ore 11.00 sala Caduti di Nassiriya (sala stampa) Senato della Repubblica Piazza Madama, 2. A pochi mesi dall’entrata in vigore della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM)[i] prevista per il 1 agosto 2010, ed in attesa della ratifica da parte dell’Italia, in linea con altre iniziative legislative internazionali viene proposto un DDL che prende in esame la necessità di creare coerenza tra quanto sottoscritto con la firma di alcuni Trattati e la proibizione del sostegno indiretto garantito dalle banche anche nazionali ad aziende di Paesi, che non avendo aderito a tali Convenzioni,  continuano a produrre mine antipersona o cluster bombs.  La Campagna Italiana Contro le Mine Onlus in occasione del lancio in Italia della Campagna  Fermiamo gli investimenti esplosivi Il disegno di legge rappresenta la prima iniziativa legislativa nazionale sul tema dei finanziamenti da parte degli istituti bancari verso i produttori di armi promossa da Campagna Italiana Contro le Mine e Fondazione Culturale Responsabilità Etica e sostenuta dalla Rete Italiana per il Disarmo.  Saranno presenti: la Sen. Silvana Amati (PD), la Sen. Barbara Contini (PDL), Sen. Roberto Di Giovanpaolo (PD). Santina Bianchini Campagna Italiana Contro le mine – Onlus Sabina Siniscalchi Fondazione Culturale Responsabilità Etica Giuseppe Schiavello Campagna Italiana Contro le mine – Onlus  Gianna Zappi Ufficio Responsabilità Sociale Impresa ABI Alessandra Viscovi Etica SGR

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Mine Action

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

Roma 3 aprile 2010 dalle 16.00 alle 16.05 Piazza del Popolo ( davanti alla Chiesa di Santa Maria in Montesano – Chiesa degli artisti) Quinta Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine e sostegno alla giornata indetta dalle Nazioni Unite (4 aprile 2010). L’obiettivo sarà di richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disabilità di cui tre importanti Trattati Internazionali evidenziano importanti punti di connessione. La Campagna Italiana contro le mine celebra oggi la Giornata Internazionale sul problema delle mine giunta alla sua quinta edizione richiamando l’attenzione su diritti di tutte le persone con disabilità, siano esse vittime di mine antipersona, di bombe cluster e di ordigni inesplosi in generale, sia di tutte quelle persone colpite da disabilità per motivi diversi dall’incontro con un ordigno inesploso. Tutte queste persone sono accomunate dalla difficoltà dell’integrazione e vittime di pregiudizi. “Dal Cartagena Action Plan (piano d’azione 2010-2014), firmato da circa 100 paesi a dicembre scorso in occasione della Seconda Referenza di Revisione del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine, è emersa come priorità per gli anni a venire l’assistenza alle vittime, ed il loro reinserimento socio-economico, ma tutto questo passa in secondo piano se non si garantisce a queste persone il pieno rispetto della loro dignità come esseri umani dichiara Santina Bianchini presidente dalle Campagna Italiana contro le mine.”. Ancora oggi ci sono circa 70 paesi inquinati da mine e ordigni inesplosi in cui le popolazioni vivono sotto la costante minaccia di un incidente in cui perdere un arto, entrambi, o la vista e sperimentare così la condizione di disabilità.  “Abbiamo deciso di fare di questa Giornata O.N.U sul problema delle mine un momento di riflessione sulle condizioni di vita e sui diritti negati delle persone che nelle diverse parti del mondo si trovano a lottare quotidianamente con ostacoli e barriere non solo architettoniche, ma soprattutto culturali” dichiara Giuseppe Schiavello direttore nazionale della Campagna Italiana . Dall’entrata in vigore del trattato di Ottawa (che oggi conta 156 Stati parte) sono state distrutte 44 milioni di mine contenute negli arsenali,  molte zone sono state sminate e le terre restituite ad un uso produttivo. Ma c’è ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo di un mondo libero dalle mine ed in cui tutti abbiano garantita l’accessibilità a servizi ed alle opportunità. Sin dalla prima edizione della Giornata O.N.U. dedicata al problema delle mine la Campagna Italiana ha organizzato le iniziative per la ricorrenza coinvolgendo i giovani.

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Campagna italiana contro le mine

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2009

Da quando nel 1997 il Trattato di Ottawa, che mette al bando l’uso delle mine, è entrato in vigore, sono stati fatti enormi passi in avanti per sradicare questi ordigni dal mondo. C’è, tuttavia, ancora molto lavoro da fare, secondo il Landmine Monitor Report 2009: toward a Mine-Free World, il report realizzato dall’International Campaign to Ban Landmines (ICBL – Campagna Internazionale contro le Mine), presentato oggi presso il Palazzo delle Nazioni Unite. L’uso globale, la produzione e il commercio di mine antipersona è stato radicalmente ridotto. Circa 3,200 chilometri quadrati di terreno sono stati bonificati, da mine e da altri ordigni inesplosi (ERW) e gli incidenti avvenuti nel 2008 sono stati 5.197, segnando così un significativo ridimensionamento del fenomeno rispetto agli anni precedenti. Ci sono ancora sfide importanti da affrontare, però: più di 70 paesi sono ancora contaminati da ordigni inesplosi e l’assistenza alle vittime è ancora insufficiente. L’80% dei paesi nel mondo hanno firmato la Convenzione che vieta l’uso, la produzione e il commercio di mine antipersona; rimangono tuttavia ancora 39 paesi – tra cui la Cina, l’India, il Pakistan, la Russia e gli Stati Uniti – che non ne fanno parte, anche se la maggior parte di questi sta osservando gran parte delle condizioni previste dal Trattato. Negli ultimi anni, il Myanmar e la Russia sono gli unici paesi rimasti a utilizzare le mine. L’utilizzo di questi tipo di ordigni da parte di gruppi armati non statali è riconducile nel 2008 in soli 7 paesi, segnando una forte diminuzione rispetto al 2001, quando, cioè, l’uso delle mine da parte di questi gruppi era radicato in 19 paesi. La produzione è significativamente diminuita nel corso del 2008: 38 paesi hanno formalmente bloccato la produzione di armi e solo 13 paesi ne sono ancora produttori. Nessun commercio accreditato tra stati è stato confermato dal 1999; negli ultimi 10 anni, infatti, il commercio di mine antipersona è consistito solamente in trasferimenti illeciti, non ufficiali e sempre di piccole dimensioni. Negli ultimi anni, gli Stati membri del Trattato hanno distrutto 44 milioni di mine dai propri depositi; di questi, 86 paesi hanno già completato la distruzione dei propri arsenali di mine – l’Etiopia, l’Indonesia e il Kuwai tra il 2008 e il 2009 – mentre 3 paesi (Bielorussia, Grecia e Turchia) non hanno rispettato i termini per la demolizione previsti per il 2008. Dal 1999, le operazioni di bonifica hanno salvato milioni di vite, rimuovendo più di 2,2milioni di mine antipersona, 250.000 mine antiveicolo e circa 17milioni di altri ordigni inesplosi, per un’area che complessivamente equivale al doppio delle dimensioni di Londra (3.200 chilometri quadrati). Nel 2008, più di 160 chilometri quadrati sono stati ripuliti da questi ordigni, la più estesa bonifica degli ultimi 10anni. Nel corso del 2009, la Tunisia è diventato l’undicesimo paese membro della Convenzione ad aver completato la bonifica dei propri territori. Altri paesi che non hanno ancora aderito, come il Libano, il Nepal e lo Sri Lanka, stanno portando avanti operazioni di bonifica importanti ed efficaci. Sebbene la percentuale degli incidenti si sia ridotta negli ultimi anni, il numero totale delle vittime è ancora troppo elevato: dal 1999 al 2008 il Landmine Report ha individuato 73.576 vittime in 119 paesi/aree. La raccolta delle informazioni in alcuni paesi, però, è estremamente complessa e difficile, pertanto è presumibile che il numero sia drammaticamente più alto. L’assistenza alle vittime negli ultimi anni ha registrato un significativo calo rispetto agli altri settori della mine action malgrado rivesta una fondamentale importanza. Il sostegno internazionale per la mine action ha raccolto 517.8milioni di dollari nel 2008. I fondi sono stati stanziati da 23 paesi e dalla Commissione Europea (EC). I cinque donatori più “generosi” sono stati la Commissione Europea, gli Stati Uniti, il Giappone, il Canada e la Norvegia, mentre i cinque paesi che hanno ottenuto i maggiori finanziamenti sono stati l’Afghanistan, il Sudan, l’Iraq, il Libano e la Cambogia. Più di 4miliardi di dollari sono stati stanziati nella mine action dal 1999.
Il Landmine Monitor è il programma di ricerca e di monitoraggio realizzato dalla Campagna Internazionale contro le Mine, premio Nobel per la Pace nel 1997. Ogni anno, dal 1999, il Landmine Monitor ha pubblicato analisi sulle conseguenze umanitarie e sociali delle mine, delle cluster munitions e di altri ordigni inesplosi, e ha sorvegliato affinché le condizioni del Trattato di Ottawa venissero osservate.
Il Landmine Monitor Report 2009 affronta politiche di messa al bando e riporta vittime, incidenti, attività di educazione e assistenza alle vittime, operazioni di bonifica e sostegno per la mine action in ogni paese e area nel mondo; include anche uno speciale studio sui risultati ottenuti da quando il Trattato di Ottawa è entrato in vigore nel 1999.Il report è stato presentato a pochi giorni prima della Seconda Conferenza di Revisione del Trattato di Ottawa che si terrà a Cartagena, in Colombia,Il Landmine Monitor Report 2009 e i documenti relativi sono disponibili dal 12 novembre al sito http://www.lm.icbl.org/lm/2009.

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Gli studenti italiani dicono mai più mine

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

In occasione della Giornata Internazionale per la Pace indetta dalle Nazioni Unite la Campagna Italiana contro le mine onlus ha inviato all’Ambasciatore della Georgia in Roma S.E. Kostantine Gabashvili le firme raccolte dagli studenti italiani nell’ambito del Trattato dei Giovani contro la guerra (YAW) per richiedere l’adesione della Georgia al Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine. I ragazzi italiani a seguito del percorso di educazione allo Sviluppo ed alla Cooperazione “Non c’è pace con le mine” sono venuti a conoscenza del problema delle mine e delle cluster nel mondo ed hanno deciso di attivarsi per sensibilizzare al problema più persone possibili e unire tutte le loro voci nelle 2431 firme raccolte. “Spesso si parla dei nostri giovani come privi di interessi e di valori, ma noi della Campagna Mine siamo lieti di scoprire ancora una volta quanto possa fare l’entusiasmo dei ragazzi” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine. Lo scorso aprile Song Kosal l’ideatrice del Trattato dei Giovani contro la guerra è stata a Roma ospite della Campagna Italiana contro le mine per presenziare alle diverse iniziative realizzate in occasione della IV Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine e sostegno alla Mine Action indetta dalle Nazioni Unite, in quell’occasione ha lodato l’impegno dei ragazzi italiani e li ha esortati a continuare così, ad andare avanti nella lotta contro le mine con la loro creatività e fantasia. I giovani italiani non hanno disatteso  l’esortazione. http://www.campagnamine.org

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