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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Salario minimo: via libera all’avvio dei negoziati con il Consiglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Strasburgo. Il Parlamento ha approvato il mandato concordato dalla commissione per l’occupazione e gli affari sociali con 443 voti a favore, 192 contro e 58 astensioni. I negoziati possono iniziare non appena il Consiglio avrà concordato la propria posizione. La proposta di direttiva su un salario minimo mira a stabilire dei requisiti di base per garantire un reddito che permetta un livello di vita dignitoso per i lavoratori e le loro famiglie. I deputati propongono due possibilità’ per raggiungere questo obbiettivo: un salario minimo legale (il livello salariale più basso consentito dalla legge) o la contrattazione collettiva fra i lavoratori e i loro datori di lavoro Inoltre, il Parlamento vuole rafforzare ed estendere la copertura della contrattazione collettiva obbligando i Paesi UE con meno dell’80% dei lavoratori coperti da questi accordi a prendere misure efficaci per promuovere questo strumento.La decisione della commissione per l’occupazione di intraprendere i colloqui con il Consiglio è stata annunciata all’apertura della Plenaria di lunedì a Strasburgo.

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Lavoro domestico e salario minimo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2021

Oltre il 60% degli anziani ha un reddito complessivo al di sotto dei 20 mila euro annui, ovvero al di sotto di circa 14.600 euro annui spendibili (al netto delle tasse), e oltre un quarto è addirittura sotto i 10 mila euro annui. L’Osservatorio DOMINA sul Lavoro Domestico riscontra che l’introduzione del salario minimo aumenterebbe i costi annui del +41,1% nei casi di utilizzo solo per 25 a settimana senza convivenza, fino ad un +91,5% nel caso di 54 ore settimanali con convivenza. Secondo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, le elaborazioni dell’Osservatorio DOMINA sul lavoro domestico evidenziano come il costo medio di un’assistente alla persona già oggi non sia sostenibile per la maggior parte dei pensionati italiani, che quindi devono essere sostenuti dai figli o attingere ai risparmi. L’introduzione del “salario minimo” anche per i lavoratori domestici renderebbe di fatto impossibile questa spesa per le famiglie italiane, alimentando inevitabilmente il lavoro nero. Considerando che già oggi il lavoro domestico registra il 57% di irregolarità, l’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre gli oneri per le famiglie, non certo aumentarli.

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Europa: Dibattito sul salario minimo

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

Il ministro degli esteri Luigi Di Maio, parlamentari europei e nazionali e rappresentanti delle parti sociali discutono di uno degli ultimi strumenti pensati per proteggere i lavoratori contro i rischi di povertà. Entra in questi mesi nel vivo in Europa la discussione sulla direttiva che punta a introdurre lo strumento del salario minimo in tutti gli Stati membri. La norma, proposta dalla Commissione europea il 28 ottobre scorso e ora all’esame del Parlamento, punta, tra le varie cose, a garantire che i salari minimi siano sempre fissati al di sopra della soglia di povertà. Un dibattito che interessa da vicino anche l’Italia, uno dei 6 Paesi UE in cui questo sistema di protezione è fornito esclusivamente dai contratti collettivi. Della situazione italiana e dell’iter legislativo europeo si parlerà in un webinar organizzato dall’Ufficio in Italia del Parlamento europeo, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, a cui parteciperà il ministro degli esteri Luigi Di Maio. Interverranno, inoltre, gli europarlamentari Antonio Tajani –Tbc (PPE – FI), Elisabetta Gualmini (S&D – PD), Elena Lizzi (ID – Lega), Vincenzo Sofo (ECR – FdI) e Daniela Rondinelli (M5S) e i deputati Susy Matrisciano (M5S) e Romina Mura (PD), presidenti, rispettivamente, della commissione Lavoro del Senato e della Camera. In rappresentanza delle parti sociali parteciperanno Maurizio Stirpe, vicepresidente Confindustria, Susanna Camusso, responsabile politiche internazionali della CGIL, Donatella Prampolini, vicepresidente Confcommercio, Giulio Romani, segretario confederale CISL, Tiziana Bocchi, segretaria confederale UIL e Francesco Paolo Capone, segretario generale UGL. Saluti istituzionali di Carlo Corazza, capo dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, e di Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.Modera il giornalista di La7 Frediano Finucci.

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Sanders e il salario minimo: sconfitto ma non si arrende

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

By Domenico Maceri, PhD. “Vorrei proprio sentire da qualcuno in questo gruppo che potrebbe vivere con sette dollari l’ora”. Ecco come Bernie Sanders, senatore liberal del Vermont, ha sfidato nell’aula del Senato i suoi colleghi per incoraggiarli a votare a favore della proposta di aumentare il salario minimo federale da 7,25 a 15 dollari l’ora. Lo stipendio annuale dei senatori di questi giorni è 174mila dollari annui quindi notevolmente superiore al salario minimo federale. Da aggiungere inoltre che non pochi dei senatori attuali sono milionari.Sanders non è riuscito a convincere 60 dei suoi colleghi ad approvare il suo emendamento di includere la clausola dell’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora come parte della proposta di legge sullo stimolo. Tutti i senatori repubblicani e 8 dei democratici hanno votato contro. La parliamentarian, la garante delle regole al Senato, aveva indicato che l’aumento al salario minimo non poteva fare parte del disegno di legge di 1900 miliardi mediante la manovra della “reconciliation” che solo richiede una semplice maggioranza per l’approvazione. Il salario minimo è stato tolto e poco dopo il pacchetto di stimolo è stato approvato (50 sì, 49 no) ed è ritornato alla Camera dove è stato approvato anche lì con voti esclusivamente democratici (220 sì, 211 no). Biden firmerà la legge a breve.Nonostante la sconfitta in questo round Sanders non si arrende ed ha promesso di continuare la battaglia che per lui è divenuta una sorta di crociata iniziata anche prima delle primarie del 2016 e continuata in quelle del 2020. Il presidente Joe Biden aveva indicato che anche lui appoggiava l’aumento a 15 dollari l’ora ma il paladino dell’aumento è stato ovviamente Sanders.Il bisogno di aumentare il salario minimo viene spesso citato da Sanders come indispensabile a coloro che lo percepiscono. Influirebbe positivamente su 32 milioni di lavoratori, il 60 percento dei quali sono in grande misura lavoratrici di colore. Questo è un gruppo di persone che tipicamente vota per i democratici, riconoscendosi nelle politiche supportate da Sanders. Si tratta di individui che con frequenza guadagnano così poco che qualificano per sussidi governativi. In uno studio del governo richiesto da Sanders si viene a sapere che i dipendenti di Wal-Mart e McDonald’s sono le aziende più grosse con le più alte percentuali di lavoratori che ricevono sussidi a causa dei bassi stipendi.Il salario minimo è rimasto congelato a 7,25 dollari l’ora dal 2009, il che vuol dire che il potere di acquisto attuale equivale solo 5,97 dollari. Ecco perché 20 Stati e 32 città americane lo hanno già aumentato. L’aumento proposto da Sanders si applicherebbe a tutti gli Stati e beneficerebbe direttamente 17 milioni di lavoratori che adesso guadagnano meno di 15 l’ora. Inoltre altri 10 milioni che al momento guadagnano poco più di 15 dollari l’ora ci guadagnerebbero per la pressione verso l’alto su tutti i salari. Il 60 percento degli americani è favorevole all’aumento del salario minimo anche in alcuni Stati dominati dai repubblicani. In Florida, per esempio, Stato vinto da Trump nel 2016 e nel 2020, i cittadini hanno approvato l’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora mediante un referendum nella scorsa elezione. Storicamente, però, la filosofia dei repubblicani è sempre stata quella di salari sempre più bassi, lasciando al mercato e non al governo il compito di determinare i costi, incluso quello del lavoro. I legislatori repubblicani continuano ad essere contrari all’aumento come hanno dimostrato recentemente nell’emendamento di Sanders. Ciononostante alcuni si sono resi conto della popolarità dell’idea ed hanno cominciato ad offrire alternative. Il senatore Tom Cotton, (Arkansas) ha proposto un aumento a 10 dollari, includendo l’indicizzazione al Consumer Price Index (Indice di prezzi di consumo) ogni due anni. Il senatore Josh Hawley del Missouri ha proposto 15 dollari, limitando però la sua idea solo alle aziende con entrate di un miliardo di dollari.Si tratta però di proposte teoriche fatte solo per dare l’impressione di essere sensibili ai poveri. Aprono però all’idea che forse qualcuno dei repubblicani potrebbe accettare un aumento a meno di 15 dollari l’ora. Incoraggia anche quei pochi senatori democratici come Joe Manchin (West Virginia) e Kyrsten Sinema (Arizona) ad avvicinarsi alla posizione di Sanders. Il caso di questi due senatori è di vitale importanza poiché una delle strategie legislative dei democratici consiste di eliminare il “filibuster”, la regola al Senato di ottenere 60 consensi per procedere ai voti. Considerando che nessuno dei senatori repubblicani ha votato per lo stimolo si è iniziato a parlare di eliminare il filibuster o almeno di renderlo più difficile di applicarlo. Manchin ha dichiarato che i continui rifiuti di cooperazione dei colleghi repubblicani lo stanno convincendo ad alcune modifiche per ridurre il potere di 40 senatori di bloccare l’agenda legislativa del presidente Biden. Con il filibuster ancora in vigore, la strada aperta alle nuove proposte di legge rimane quella della manovra di reconciliation, limitata a questioni di bilancio, che solo richiede una semplice maggioranza. Un’altra manovra di reconciliation è già prevista per affrontare la questione delle infrastrutture nella quale Sanders e i democratici potrebbero tentare di nuovo l’inclusione dell’aumento al salario minimo. Il traguardo dell’aumento sarebbe utile non solo per i beneficiari ma anche dal punto di vista politico per i democratici i quali lo potrebbero usare nelle prossime elezioni di midterm del 2022.Alla fine, come ha dichiarato il senatore democratico Ron Wyden (Oregon), dato che la maggioranza degli americani favorisce l’aumento del salario minimo in qualche modo si farà. “Non lo abbiamo potuto fare entrando dalla porta principale né dalla porta di dietro, quindi lo dovremo compiere da una finestra” ha continuato Wyden. La “finestra” potrebbe riferirsi alla prossima reconciliation oppure l’eliminazione del filibuster.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Salario minimo come rimedio alla disuguaglianza e alla povertà lavorativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles.Per combattere disuguaglianza e povertà lavorativa, il PE chiede un salario minimo, condizioni eque per i lavoratori delle piattaforme digitali ed equilibrio tra lavoro e vita privata.Il principio secondo cui il lavoro è il mezzo migliore per combattere la povertà non si applica ai settori a bassa retribuzione e a quelli che lavorano in condizioni di lavoro precarie e atipiche. I deputati esortano dunque la Commissione e i Paesi UE ad includere la prevenzione della povertà lavorativa nell’obiettivo globale di porre fine alla povertà nell’Unione.I deputati accolgono la proposta della Commissione di direttiva UE su salari minimi adeguati, descrivendola come un passo importante per garantire che tutti possano guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro e partecipare attivamente alla società. Dove applicabile, la direttiva dovrebbe garantire che i salari minimi legali siano sempre fissati al di sopra della soglia di povertà.Inoltre, i datori di lavoro non dovrebbero adottare prassi che prevedono la deduzione dai salari minimi dei costi necessari per l’esecuzione del lavoro, come l’alloggio, gli indumenti necessari, gli strumenti, i dispositivi di protezione personale e altre attrezzature.I deputati sottolineano che il quadro legislativo relativo alle condizioni minime di lavoro deve essere applicato a tutti i lavoratori come ulteriore elemento della lotta contro la povertà dei lavoratori, inclusi i lavoratori precari e atipici della gig economy.I lavoratori delle piattaforme digitali devono essere inclusi nelle leggi vigenti in materia di lavoro e nelle disposizioni in materia di sicurezza sociale. Inoltre, la proposta legislativa della Commissione dovrebbe garantire che i lavoratori delle piattaforme possano costituire rappresentanze dei lavoratori e formare sindacati per concludere contratti collettivi.I deputati invitano gli Stati membri a recepire rapidamente la direttiva sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare e a darle piena attuazione. Poiché, tendenzialmente, le donne sono in media più esposte degli uomini al rischio di povertà e di esclusione sociale rispetto agli uomini, è fondamentale far fronte al divario retributivo di genere e garantire l’accesso a un’assistenza all’infanzia di qualità ed economicamente accessibile. Il testo non legislativo è stato approvato con 365 voti favorevoli, 118 contrari e 208 astensioni.

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Lago di Como verso il minimo storico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

E’ il lago di Como, il cui livello (7,6% della capacità di riempimento) si avvicina rapidamente al minimo storico, a ben rappresentare la sempre più preoccupante situazione idrica del Nord Italia, dove l’assenza di significative precipitazioni si accompagna allo scarso manto nevoso ancora presente sulle montagne.Nel comprensorio del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, a cavallo tra Lombardia ed Emilia Romagna, è iniziato l’invaso dei canali per garantirsi l’acqua necessaria nell’ormai probabile caso di siccità.“Il prelievo idrico avviene dal fiume Po nel comune di Boretto tramite due stazioni di pompaggio idraulico per 20.000 litri al secondo – indica il direttore dell’ente consortile, Raffaele Monica – L’acqua viene immessa nel canale Derivatore e poi distribuita nel comprensorio attraverso canali irrigui, costruiti appositamente nel secondo dopoguerra; in pochi giorni tutti gli alvei stanno raggiungendo la quota indicata.” “Il Consorzio – aggiunge la presidente, Ada Giorgi – attivandosi in anticipo, è riuscito ad ottenere il rinnovo della concessione fino al 2046, confermando gli attuali limiti di portata; così, concluse le operazioni di rimozione della sabbia depositata dal fiume in corrispondenza delle pompe, ha potuto avere inizio l’attività di derivazione. Questo per aumentare la resilienza del territorio ai cambiamenti climatici e rispondere alle necessità degli agricoltori, che non possono certo attendere i tempi della burocrazia: se la risorsa serve, va erogata immediatamente.”“Per avere futuro – conclude Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – bisogna affrontare le sfide con lungimiranza. Trasformare i canali in bacini per trattenere acqua in previsione della possibile siccità, fa parte della concreta cultura del territorio, praticata dai Consorzi di bonifica ed alla quale vanno abbinati interventi infrastrutturali, quali quelli previsti dal Piano Nazionale Invasi e dal Piano Irriguo Nazionale, la cui fase realizzativa è ora finalmente in rampa di partenza.”

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