Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘ministeri’

Vaccini: Caos per incompetenza Ministeri e Regione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

vaccini“Ribadiamo che sui vaccini ci vuole informazione ampia e corretta e non coercizione. L’enorme caos di questi giorni è generato dall’incompetenza di due Ministeri e dalla posizione incerta di Regione Lombardia. Il governo ha avuto una fretta del tutto ingiustificata nel trattare il tema scegliendo l’assurda via dell’imposizione, scaricando sulle scuole il peso di verifica senza valutare il caos che si sarebbe scatenato. E’ ovvio che su questo tema le linee guida del 18 agosto non potevamo trovare immediata applicazione per il 4 settembre. La Lombardia cerca di accontentare il governo e i genitori che chiedono di essere prima informati correttamente per poi decidere se far vaccinare i propri figli scontentando tutti e creando ulteriore confusione. La ciliegina sulla torta è arrivata oggi dal Ministro Fedeli che annuncia che arriveranno nuove linea guida. E’ una presa in giro, Governo e Regione hanno gettato le famiglie nel caos a pochi giorni dall’inizio delle scuole”, così Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. “Con una question time, che sarà presentata nel prossimo Consiglio regionale utile, chiederemo alla Lombardia di comportarsi come le Marche e il Trentino applicando la norma transitoria per avere un tempo adeguato per informare con calma le famiglie e permettere intanto alle famiglie di mandare i propri bimbi a scuola, invochiamo un metodo degno di un paese civile”, concludono i consiglieri regionali.

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Manovra economica e tagli ministeriali

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

Palazzo chigi1“Il governo e il ministro Padoan tirino fuori il Dpcm sui ‘tagli’ ai ministeri”. Lo afferma, in una nota, Rocco Palese, deputato di Forza Italia. “Il decreto della presidenza del Consiglio attuativo della manovrina di primavera, quella che l’Europa ha imposto al governo, nonostante sia stato approvato il 28 giugno scorso non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Non si sa che fine abbia fatto. E indiscrezioni di stampa ci raccontano che i ministeri che rischierebbero di più sarebbero quelli dell’istruzione e del lavoro. Insomma – conclude -, il solito gioco delle tre carte del governo e della sinistra. Prima hanno distribuito mance e mancette, adesso sono costretti a ridurre capitoli di spesa in ministeri fondamentali. L’ennesimo imbroglio”.

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Ministeri europei: quarta proposta

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

L’Europa comunitaria costituita da tanti e diversi schemi nazionali tende ad accentuare i divari istituzionali, economici e sociali e ad accrescere la conflittualità e i distinguo. Su tre ministeri oggi è, invece, possibile operare un cambiamento. Parliamo del ministero degli affari esteri, della difesa e dell’istruzione. Se diventassero di competenza europea noi potremmo avere una politica estera, un sistema di difesa e un’istruzione sovranazionale unificati con significativi vantaggi sia in termini economici sia logistici e funzionali. D’altra parte un dibattito serio è stato già avviato per passare ad una politica estera che veda l’U.E., muoversi con una sola testa e ad un parlamento europea che possa ritrovarsi con poteri più ampi in materie d’interesse generale. La stessa difesa con l’attuale allargamento dei confini di “sicurezza” dei singoli stati sarebbe più credibile nei confronti di potenziali nemici esterni di quanto non possa fare un singolo Stato costretto, per giunta, a mantenere e aggiornare il proprio potenziale bellico e con spazi di bilancio limitati. L’istruzione, infine, permetterebbe ai giovani di trovare meno ostacoli alla loro mobilità ed impiego avendo la possibilità di costruire la propria istruzione su un modello unitario di accesso allo studio e ai conseguenti titoli professionali e accademici.
L’Italia per la sua vocazione europeistica, per essere tra le prime nazioni che hanno creduto in un’Europa comunitaria, dovrebbe farsi promotrice di questa evoluzione istituzionale dell’Europa e in un contesto nel quale sempre di più si punta su un mondo globalizzato e dove le realtà tendono a superare il frazionamento nazionale per esprimersi a livello continentale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ministeri a Monza

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

“Il governo sta vivendo sulla luna. In una giornata come questa, in cui i mercati hanno messo nel bersaglio il nostro paese proprio per l’instabilità politica e per l’incapacità di dare risposte concrete alla crisi e alla riduzione del debito, ancora ci tocca sentire questa assurda idea di spostare i Ministeri a Monza, pensando di trovare altresì una soluzione per la mala-gestione della Villa Reale. Abbiamo bisogno di un segnale di responsabilità per il bene del Paese, non di incompetenti e superficiali demagoghi che credono che si possa continuare a ballare su un Titanic, cercando di arraffare quello che possono e chiudendo la porta. I Ministeri a Monza non li vogliono neppure i monzesi, perche loro, più di quanti ci governano, si rendono conto che di ben altre risposte c’è bisogno in questo momento”. Lo scrivono, in una nota congiunta, Enrico Farinone e Alessia Mosca, parlamentari monzesi del PD.

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La Lega e le cose che valgono

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

Clandestinoweb ha intervistato in esclusiva al riguardo il direttore dell’istituto demoscopico Ispo, il professor Renato Mannheimer. Con un servizio di Monica Gasbarri. Ecco le domande e le risposte:
D. La leadership di Umbero Bossi convince ancora gli elettori leghisti?
R. Il popolo dei “lumbard” ha accolto tiepidamente le ultime proposte del leader del Carroccio a partire dalla questione dello spostamento dei ministeri al Nord. Nel frattempo nell’elettorato leghista si fa sempre piu’ strada la figura di Giulio Tremonti come prossimo inquilino di Palazzo Chigi, ma quanto influira’ sulla sua immagine la manovra economica?
D. Professor Mannheimer, gli ultimi avvenimenti politici hanno evidenziato una divisione all’interno del partito della Lega Nord. Possiamo parlare di una spaccatura vera e propria anche alla luce dell’opinione degli elettori?
R. “Dobbiamo attendere e vedere come si evolveranno le cose. Di fatto, quello che è certo è che, all’interno della Lega, si sta verificando una spaccatura mai vista prima. Questo dato è emerso soprattutto per quel che riguarda una delle proposte centrali del programma di Umberto Bossi, lo spostamento dei Ministeri: come rilevano anche i dati del mio ultimo osservatorio, è molto ampia la fetta degli elettori leghisti che non si sono trovati d’accordo con la proposta di traferirli al Nord. Si stanno manifestando delle differenze di opinioni inedite per quel che riguarda la base leghista”.
D. Passando ad un dato più generale, invece, negli ultimi sondaggi è emersa l’ottima considerazione che gli italiani (e il dato sembrerebbe confermato anche nell’elettorato leghista) hanno del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che molti vedrebbero bene anche per un post Berlusconi. Quanto influira’ la manovra economica sull’idea che gli italiani hanno di lui?
R. “Non sono un economista, ma di certo il ministro Tremonti è molto stimato e sicuramente la riforma non influirà su quello che gli italiani pensano di lui”.

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Petizioni per spostamento ministeri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

“Non ho firmato la petizione di Alemanno e della Polverini perché la trovo un’iniziativa semplicemente propagandistica, tanto quanto quella del Ministro Calderoli. Alla propaganda non si deve rispondere con altrettanta propaganda. Siamo contro lo spostamento dei Ministeri da Roma non per ragioni di “lesa maestà”, ma perché il decentramento si attua trasferendo le competenze, non spostando gli uffici. I Ministeri non verranno mai spostati, lo sappiamo tutti, ma rispondendo alle provocazioni della Lega solo per motivi di “orgoglio romano”, prestiamo il fianco ad una sinistra priva di idee propositive. Ad esempio il Capo-Gruppo del PD del Lazio Esterino Montino, sostenendo che Alemanno e Polverini stiano firmando contro il governo, dimostra chiaramente di non aver neanche letto il testo della petizione.” Lo dichiara Carlo De Romanis, Vice-Capogruppo del PDL alla Regione Lazio, il quale aggiunge: “Domani presenterò in Consiglio regionale, come Vice-Presidente della Commissione Federalismo e Roma Capitale, una Mozione alternativa a quella del PD, solo per disinnescare la “trappola” dell’opposizione”.

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I ministeri e le rappresentanze operative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

“Le ‘rappresentanze operative’ dei ministeri sono una consapevole presa in giro, fin dalla scelta del nome”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani commentando l’ordine del giorno al decreto sviluppo presentato alla Camera da Pdl, Lega e Responsabili, che apre alla possibilità di istituire sedi operative decentrate dei ministeri. Secondo Serracchiani “i dirigenti della Lega, assieme agli altri della maggioranza, dovrebbero vergognarsi per l’ignobile giochetto delle tre carte con cui si vogliono imbrogliare i cittadini. Il voto-burla sulle ‘rappresentanze operative’ che va in scena al Parlamento è la logica conseguenza delle trombonate di Pontida, ma dovrebbero spiegarci – ha puntualizzato – che coerenza c’è a predicare il taglio dei costi della politica e poi pretendere la moltiplicazione delle sedi ministeriali. Bossi e i suoi sembrano convinti di poter tirare ancora a lungo la corda che trattiene l’elettorato leghista, eppure – ha concluso Serracchiani – il loro credito si esaurisce di giorno in giorno”. (Giancarlo Lancellotti)

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Ministeri trasferiti? No! solo rappresentanze

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Altero Matteoli, Italian politician. Festival ...

Image via Wikipedia

Il ministro Altero Matteoli in un comunicato ci informa che “L’ordine del giorno presentato dalla maggioranza sulle sedi di rappresentanza dei Ministeri in altre aeree del territorio rispetto alla Capitale è pienamente condivisibile e attua lo spirito della Costituzione”. Ora è chiaro il tutto. A Pontida Bossi si è espresso male e i leghisti hanno inteso altrettanto male. Non si vogliono trasferire i ministeri ma avere solo un ufficio di rappresentanza come già lo ha il ministro della difesa La Russa in una caserma milanese. Ma cosa sono questi uffici di rappresentanza? Nient’altro che la segreteria del ministro e dei sottosegretari. Sono preposti alla cura del collegio dei rispettivi uomini politici poichè tutti gli altri uffici sono e restano a Roma. Ora che abbiamo un ministro Virtuoso qual è Tremonti ci vorrà di certo spiegare quanto verrà a costare all’erario questa “rappresentanza”. Noi invece, come ha già fatto pubblicamente l’on.le sottosegretario Alessandra Mussolini, insistiamo per l’abolizione dei ministeri “doppioni” che già furono ridotti dal precedente governo Prodi e portati a 20 mentre l’attuale governo pensa di raddoppiarli e di triplicare i sottosegretari. E’ troppo comodo parlare di risparmi e di soldi che non ci sono per le riforme, e quella fiscale in prima fila. Perché non facciamo i conti di quanti soldi possiamo risparmiare se:
• riduciamo del 50% il numero dei parlamentari e degli amministratori locali;
• riduciamo a 20 i ministeri e conteniamo il numero degli addetti alle segreterie dei ministri e segretari;
• recuperiamo le strutture pubbliche abbandonate in corso d’opera o le cediamo ai privati per cambio d’uso;
• riduciamo le spese militari per gli armamenti;
• accorpiamo i diversi uffici della presidenza del Consiglio sparsi al centro di Roma;
• aboliamo le province;
• razionalizziamo il servizio sanitario eliminando gli sprechi;
• cerchiamo di recuperare l’evasione fiscale almeno al 50% del suo ammontare che oggi si aggira sui 200 miliardi di euro e facendo in modo che i soldi entrino nelle casse dello stato anche perché è noto come l’accertamento non è sufficiente per garantire l’introito delle somme evase.
E da tutto questo potremmo offrire due opportunità: aboliamo l’Irpef per i redditi inferiori a 600 euro mensili e miglioriamo le infrastrutture nei trasporti e tecnologiche. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Editoriale: Alessandra Mussolini ad Otto e mezzo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Editoriale Fidest. Alessandra Mussolini ha partecipato ieri alla trasmissione di La sette condotta da Lilly Gruber. Il tema del giorno era il trasferimento dei ministeri da Roma per destinazione Lombardia. A differenza dei suoi illustri colleghi Renata Polverini, governatore del Lazio e Gianni Alemanno sindaco di Roma non ha aderito alla pubblica sottoscrizione per scongiurarne lo spostamento, ma ha detto, in proposito, qualcosa che mi è piaciuta: “Io, sono favorevole ai ministeri al Nord Italia a condizione che siano assegnati in alta montagna, in località disagiate, ma, sia chiaro, una volta avvenuto il trasloco i leghisti non ci devono ripensare”. Per chi vuole intendere la Mussolini ha toccato realisticamente il nodo della questione. Prima di tutto i “ministeri” non sono una risorsa ma una macchina mangia soldi per lo Stato e, probabilmente, anche per le amministrazioni locali. Secondariamente la Lega sarebbe stata più credibile se avesse proposto la riduzione dei ministeri incominciando da quelli senza portafoglio e per finire ai sottosegretari (ne basterebbero al massimo una trentina). Perché il “leghista virtuoso” non si è chiesto quanto oggi costa all’erario gestire decine di sottosegretariati e di ministeri inutili come quello del loro leader carismatico, mentre quanto aggraverebbe il bilancio pubblico un trasferimento (per altro impossibile) o anche solo un ufficio di rappresentanza? Altro discorso andrebbe fatto se le regioni “tanto virtuose” del Nord  non incominciassero a chiudere i battenti delle loro rappresentanze romane e a Bruxelles e utilizzassero i soldi per finalità più adeguate ai bisogni regionali. E’ che la regola è sempre la stessa di chi dice “armiamoci e partite”. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi. E allora perché il popolo del web non si rende promotore di una petizione popolare per ridurre il numero dei ministeri e dei sottosegretari? Questo popolo della rete che tanto successo ha ottenuto per dimostrare ai politici che i referendum valgono qualcosa se si sanno sostenere con fermezza e determinazione ha oggi una nuova possibilità d’affrontare, a partire dagli sprechi ministeriali, il vero nodo che avviluppa i partiti e li rende schiavi delle loro stesse trame. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Storace sui ministeri al Nord

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

“E’ La Russa che sta esagerando. Dovrebbe appartenere alla mia stessa scuola di pensiero, ovvero dovrebbe sostenere l’unità della Nazione. Anche La Russa dovrebbe capire che i ministeri sono a Roma non per fare un favore a chi ci abita, ma perchè Roma è la Capitale d’Italia. Se pensa che questo sia sbagliato, allora cambi l’articolo della Costituzione e dica che la Capitale è a Milano, Torino, o dove gli pare. E si ricordi che ci rimprovera di fare ciò che ha sempre fatto anche lui”. L’ha detto il leader de la Destra Francesco Storace in un’intervista rilasciata al giornale online Clandestinoweb.com.Leggi l’intervista completa: http://www.clandestinoweb.com/in-primo-piano/10869-intervista-a-storace-la-russa-ci-rimprovera-cio-che-ha-sempre-fatt.html

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Ministeri: spostiamoli al Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Se per la Lega è di vitale importanza spostare i ministeri da Roma, allora sarebbe necessario per il rilancio dell’Italia avere i Ministeri non al nord bensì al Sud del Paese – è quanto giunge da una nota della Giovane Italia. Luciano Cavaliere, dirigente nazionale del movimento giovanile del PdL continua: Se un giorno davvero si dovesse decidere di spostare i ministeri dalla capitale, portiamo il ministero dell’Economia, dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture in Puglia, in Calabria, in Campania, in Basilicata o in Sicilia. Comunque siamo dinanzi a meri spot propagandistici che appartengongono al folklore di alcuni esponenti, i ministeri stanno bene a Roma la capitale della nostra Italia.

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Il Salento rilancia: vogliamo 7 ministeri

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Gira voce che delle persone vogliano spostare alcuni Ministeri da Roma al nord. Pare anche che le stesse persone abbiano detto che non è un progetto esclusivo, nel senso che altri Ministeri possono spostarsi nel sud. Ora ci chiediamo, come funzione la cosa? Chi prima chiede più ottiene? Se così fosse, il Salento, area a sud della Puglia, mette subito le opzioni sui seguenti 7 ministeri:
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Il Salento è noto per essere una delle aree in cui natura e mare siano ancora rimaste intatte, dimostrando una particolarissima e unica sensibilità verso la tutela dell’ambiente
Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari I vigneti, gli uliveti e le altre coltivazioni salentine sono al top per qualità. E’ capitale naturale della Dieta Mediterranea
Ministero della Salute La qualità della vita nel Salento è tra le più alte in Italia. L’aria buona, il mare, il clima e lo stile di vita sono un toccasana
Ministero del Turismo Il Salento è tra le pochissime aree in Italia in assoluta controtendenza. Ogni anno registra incrementi sempre più importanti e sta diventando un “modello” di riferimento
Ministero per i Beni e le Attività Culturali Quasi superfluo fare l’elenco dei beni (arte barocca, musei, …) e delle attività culturali (musica, arte, teatro, cinema, ..) con cui il Salento si è saputo e sa distinguersi
Ministero dell’Istruzione. E’ nel Salento la scuola più premiata d’Italia
Ministero della Gioventù Pace, musica, arte, sport, ambiente, sicurezza stradale, …i giovani salentini si distinguono per dinamismo, inventiva e savoir faire

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Scilipoti: ministeri in tutta Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

http://politicalcomicsblog.wordpress.com

Image by gianlucacostantini via Flickr

“Il leader leghista Umberto Bossi propone di spostare alcuni dicasteri al Nord. Ma dicasteri a Nord significa anche decentrare in tutto il territorio italiano”. Così l’On. Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale che, nel dichiararsi possibilista, pone evidenti e importanti condizioni. “Se il decentramento deve essere attuato – continua il deputato MRN – va da sé che alcuni ministeri debbano essere trasferiti a Sud e nelle isole”. Il parlamentare MRN esprime anche un pensiero sulla Libia. “Sulla Libia la penso come Bossi: bisogna sospendere i bombardamenti. La vita è sacra e la morte, inutile, di civili è assurda”. Anche l’ex IdV On. Antonio Razzi concorda e condivide le idee dell’on. Scilipoti sul decentramento dei ministeri e sulla Libia. Conclude l’On. Scilipoti: “Il Governo vada avanti, con la massima coesione, per l’attuazione urgente di una politica che porti meno tasse e meno burocrazia, al fine di evitare un possibile sfilacciamento della maggioranza”. (n.r. come abbiamo fatto a non capirlo? L’Italia si salva solo se trasferiamo due ministeri a Napoli, quattro a Milano, due a Torino, due a Palermo, uno a Messina e gli altri a Firenze, Bologna, ecc. E il consiglio dei ministri dove lo faremo? L’on.le Scilipoti non lo dice. Presumiamo in Patagonia)

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Ministeri: operazione anti-Pontida

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

“E’ una mozione ‘anti Pontida’ che si è resa necessaria dopo le ultime esternazioni di Bossi, di Berlusconi e di Calderoli”. Così il senatore del Pd Raffaele Ranucci annuncia di aver depositato in Senato una mozione contro il trasferimento dei Ministeri dalla città di Roma. La mozione è stata firmata dall’ex sindaco di Roma e presidente dell’Api Francesco Rutelli, da Riccardo Milana (Api) e dai senatori del Pd Luigi Zanda, Ignazio Marino, Marco Perduca, Stefano Ceccanti, Lionello Cosentino, Lucio D’Ubaldo, Mauro Del Vecchio, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo, Francesco Ferrante, Mario Gasbarri, Francesca Marinaro, Silvio Sircana, Giorgio Tonini e Vincenzo Vita. “Questo atto formale è un’iniziativa dovuta, non solo a seguito della decisione di Calderoli di depositare in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare sulla territorializzazione dei ministeri, ma anche perché – continua Ranucci – le parole di oggi di Berlusconi non sono sufficienti a scongiurare il trasferimento dei ministeri. L’opposizione chiede che il Senato approvi al più presto la mozione. E’ necessario un atto formale che impegni il governo a togliere immediatamente dalla sua agenda la futura localizzazione dei ministeri al Nord”. “L’augurio- conclude Ranucci – è che i senatori della maggioranza, almeno gli eletti nel Lazio, votino a favore della mozione, del resto le motivazioni a sostegno del mantenimento dei ministeri a Roma sono valide e numerose. Innanzitutto nessun ordinamento statale moderno prevede la dispersione dei Ministeri. Poi, il trasferimento dei ministeri, se attuato, comporterebbe un aumento abnorme dei costi di funzionamento delle Amministrazioni, per le retribuzioni dei lavoratori che si dovranno trasferire al Nord, determinando un folle aumento della spesa pubblica e rischiando di mettere a dura prova le già esigue casse dello Stato”.

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Ministeri al Nord

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“La proposta del leader leghista Umberto Bossi, di portare alcuni dicasteri al Nord, scuote maggioranza ed opposizione. L’idea paventata dal Senatore non sembra trovare molti riscontri positivi, e non è stata ancora argomento di discussione dell’attuale nuova maggioranza PDL-LEGA-IR”. Così l’On. Scilipoti, leader dei Responsabili, che però si dichiara possibilista sulla discussione riguardante il decentramento di ministeri, anche se con alcune riserve importanti. “Se il decentramento deve essere attuato – continua il deputato MRN – va da sé che alcuni ministeri
debbano essere trasferiti a Sud e nelle isole. Ciò, però, oltre a creare evidenti disagi, comporterebbe ulteriori enormi spese e l’aumento probabile delle tasse, non adatte all’attuale situazione di crisi”. Il parlamentare responsabile prosegue oltre. “Sono tutte proposte di cui si può discutere. Ma dobbiamo chiederci cosa voglia la gente! Ebbene, il popolo chiede meno tasse e meno burocrazia. Poco interessa dello spostamento dei Ministeri al Nord o al Sud. Dobbiamo impegnarci per tutelare chi non arriva alla fine del mese e rilanciare urgentemente il mercato e l’economia italiana.” (n.r.L’on.le Scilipoti il Leader dei responsabili che con il suo voto e quello di altri ha salvato il governo Berlusconi sembra avvedersi, sia pure con il contagocce, di cosa e chi ha votato e confidiamo che si renda conto del suo macroscopico abbaglio, anche se siamo certi che in cuor suo ne è convinto anche se ora si sente intrappolato nel suo stesso errore e stenta ad esternarlo.)

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Firme per spostare i ministeri

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“L’incredibile quanto ridicola iniziativa del ministro Calderoli, finalizzata a raccogliere le firme per spostare i ministeri al Nord, è ben degna del provincialismo e della limitatezza di vedute di taluni esponenti della Lega. Ma pensano davvero che l’Italia intera, e per primo il Nord, sia abitata da un popolo distratto che pensa che un problema del Paese sia la territorializzazione dei ministeri? 50 mila firme per fermare tanta tracotanza a Roma le raccoglieremmo in un pomeriggio, basterebbero un paio di banchetti a via del Corso, dove certo si fermerebbero anche tanti non romani, tutti quegli italiani stufi di vedere ministri che con il loro comportamento dimenticano il lavoro e le responsabilità alle quali dovrebbero dedicarsi per gettarsi in demagogiche quanto provinciali iniziative che contrastano con gli incarichi di governo. Invece di continuare a fantasticare sul medievale quanto presunto giuramento di Pontida, Calderoli pensi all’altro giuramento, quello che ha fatto lui, e per onorare il quale ogni italiano lo paga ogni giorno”, lo dichiara in una nota il consigliere Pdl Fabrizio Santori, intervenendo sulla questione di un eventuale spostamento di uffici ministeriali al Nord. “Lavoriamo invece di fare chiacchiere e sollevare polveroni. Per esempio aboliamo le province, come recita il programma elettorale, vero passo anche verso la semplificazione, che dovrebbe essere la materia forte del ministro. E soprattutto piantiamola di trattare i cittadini come dei fessi per strappare il consenso di pochi fanatici”, conclude Santori.

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Ministeri al Nord: Alemanno tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

“Non c’è che dire, Gianni Alemanno è un uomo politicamente affidabile e coerente, di incrollabili principi politici”. Lo afferma il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda in merito alla disponibilità dichiarata dal sindaco di Roma di spostare alcuni uffici dei ministeri al Nord.
“Solo pochi giorni fa Alemanno aveva definito ‘tutte balle’ le esternazioni della Lega in merito al trasferimento dei ministeri. Il 22 maggio aveva rassicurato i romani pregandoli di non ‘fare drammi’ e, nello stesso giorno, aveva ammonito Bossi che la sua insistenza avrebbe fatto ‘saltare ogni equilibrio e ogni intesa’ di coalizione. Il 24 maggio Alemanno aveva addirittura annunciato di essere pronto a ‘scendere in piazza’ pur di difendere i ministeri a Roma. Di ieri è il cambiamento, sorprendente e plateale, probabilmente per la necessità di ricollocarsi politicamente sulla scena nazionale, lasciando così Roma in quella trascuratezza e in quell’abbandono che già hanno contraddistinto la sua giunta”. “Alemanno, dichiarando la sua disponibilità a spostare degli uffici ministeriali al Nord, ha di fatto dimostrato quanto poco abbia a cuore gli interessi della città che amministra e le sue ambizioni di crescita. Succube dell’agonizzante governo nazionale – conclude Zanda -, Gianni Alemanno ha smesso di difendere gli interessi di Roma e dei romani”.

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Ministeri decentrati

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2011

“Calderoli afferma che Berlusconi ha congelato e non superato il tentativo di trasferimento dei tre ministeri. Al di là della proposta in questione, c’è molta preoccupazione per il modo in cui vengono affrontati i problemi dall’attuale governo”. Questo il commento di Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, in merito alla proposta di qualche giorno fa avanzata dal presidente del Consiglio e accolta con soddisfazione dalla Lega Nord, che prevedeva di decentrare alcuni ministeri senza portafoglio, quali il dipartimento per le Riforme, per la Semplificazione e per le Pari Opportunità, i primi due trasferiti a Milano, il terzo a Salerno. Il particolare progetto d’allocazione dei tre dipartimenti di Palazzo Chigi ha suscitato molte critiche.
Tortosa ha tenuto a precisare che quanto sta succedendo a Milano e Napoli, sia segno di cambiamento, verso un’alternanza di governo che rispecchi realmente le esigenze del Paese: “Milano e Napoli ci fanno capire che le cose stanno cambiando. Come in qualsiasi democrazia bipolare è bene che ci sia l’alternanza, soprattutto a fronte di un Governo incapace di contrastare i reali problemi del paese. Un’amministrazione insensibile e non curante davanti alla disperazione delineata nelle coscienze degli italiani, piegati dalla crisi. Ringraziamo l’Onorevole Antonio Di Pietro per aver sottolineato, in una recente dichiarazione televisiva, l’importanza di protesta ma anche di proposta. L’ideologia berlusconiana e leghista dell’inventare sempre nuovi problemi, che poco riguardano il popolo italiano, deve essere abbandonata. Quanto sta succedendo nel mondo arabo – conclude il rappresentante del movimento extraparlamentare -, ma anche in Europa, con la recente rivolta di piazza spagnola, potrebbe verificarsi anche in Italia. Sono aspetti che ci riguardano molto da vicino e prima che avvengano episodi simili, sarebbe bene cominciare ad agire negli interessi del popolo”.

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Anche Torino sede ministeriale?

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

Ipotizzare che Torino possa diventare sede di un Ministero non è certo un’eresia. Il tema della capitale ‘reticolare’ o ‘policentrica’ non si pone certo oggi, ma affonda le sue radici in autorevoli analisi e studi fatti in tempi non sospetti. Non è ragione di scandalo pensare che importanti funzioni direzionali del sistema pubblico possano avere una sede che non è necessariamente Roma e che, quindi, possano venire trasferite dalla capitale ad altre città. Un decentramento amministrativo di questo tipo potrebbe rappresentare uno degli elementi di modernizzazione del nostro Paese, purché venga sempre fatta salva l’identità e l’unità nazionale. Ma è evidente che si tratta di un tema complesso che non può essere affrontato se non nell’ottica di una più complessiva riforma della pubblica amministrazione, della ridefinizione del ruolo dei Ministeri, dello snellimento degli apparati burocratici e del recupero della loro efficienza. Invece, i tempi e i modi con i quali il Presidente Cota e lo stato maggiore leghista hanno rispolverato la proposta di ricollocare alcuni ministeri in città del Nord fa sì che il tutto appaia come un’operazione sfacciatamente elettorale. Proporre Milano e Torino come sedi di Ministeri o di Dipartimenti alla vigilia di un ballottaggio tanto importante, ha come sola conseguenza quella di ridurre una questione importante come il decentramento amministrativo ad una mera spartizione geografica volta a favorire i desiderata di questo o quel governatore. Il PD è disposto a discutere seriamente di decentramento ma non ad assistere ad una sorta di gioco dei bussolotti o ad un mercanteggiamento degno di Monopoli.
Se poi il Presidente ritiene di far qualcosa subito per il Piemonte, gli ricordo che da tempo giace in Parlamento una proposta di legge per l’istituzione con sede in Torino e Genova dell’autorità nazionale dei trasporti. Un’idea costruita di concerto tra le associazioni industriali piemontese e ligure, tra i due governi regionali e sostenuta, almeno a parole, anche da diversi parlamentari del centrodestra. Sarebbe bene partire da qui, anziché inseguire proposte vaghe destinare a svanire una volta che le urne si sono chiuse.

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Ministeri e sedi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

Trasferire le sedi ministeriali da Roma a Milano o Napoli costerà al contribuente e all’ambiente. Nessuno ha fatto i conti ma possiamo far riferimento ai costi dei due parlamenti europei, quello di Bruxelles e quello di Strasburgo. Ebbene, il trasferimento delle sessioni parlamentari, da una sede all’altra, costa al contribuente europeo la modica cifra di 200 milioni di euro l’anno, piu’ 20mila tonnellate di anidride carbonica, pari a 13mila voli da Londra a New York. Inoltre, ironia della sorte, una sede milanese o napoletana, di fatto comportera’ averne una analoga, almeno di rappresentanza se non effettiva, a Roma, come e’ avvenuto per l’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), che formalmente risiede a Napoli ma che ha una bella sede nel quartiere Parioli a Roma, con i relativi costi. E il contribuente paga! (fonte Aduc)

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