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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘ministero istruzione’

Il ministero della pubblica istruzione rinuncia all’uso della lingua italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

respect-costituzione“Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con un bando pubblicato il 27 dicembre scorso ha imposto la compilazione, esclusivamente in lingua inglese, delle domande per ottenere il finanziamento dei progetti universitari di ‘interesse nazionale’. Sostanzialmente, una domanda rivolta alla PA abolisce l’uso della lingua italiana e costringe al solo utilizzo di una lingua straniera. Ma la lingua italiana è, nella sua ufficialità, vettore della cultura e della tradizione immanenti nella comunità nazionale, tutelate anche dall’articolo 9 della Costituzione”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“La Corte Costituzionale (Sentenza 21 febbraio 2017, n. 42), anche con riguardo ai corsi di studio in lingua straniera, ha chiarito che: – l’obiettivo dell’internazionalizzazione deve essere soddisfatto senza pregiudicare i principi costituzionali del primato della lingua italiana, della parità nell’accesso all’istruzione universitaria e della libertà d’insegnamento.L’autonomia universitaria riconosciuta dall’articolo 33 della Costituzione, infatti, deve pur sempre svilupparsi ’nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato’ e, prima ancora, dai diversi principi costituzionali che nell’ambito dell’istruzione vengono in rilievo. Ancor più rilevante appare, in questa prospettiva, il trattamento giuridico riservato alle procedure del MIUR ai fini della partecipazione a bandi pubblici che deve egualmente ispirarsi a criteri di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza.Sempre la giurisprudenza costituzionale in materia, ferma la tutela delle minoranze linguistiche, ha infatti ribadito – in via generale – come la lingua sia ‘elemento fondamentale di identità culturale e […] mezzo primario di trasmissione dei relativi valori’, ’elemento di identità individuale e collettiva di importanza basilare’. Ciò che del pari vale per l’’unica lingua ufficiale’ del sistema costituzionale: la lingua italiana.La soluzione più ragionevole appare dunque quella di consentire la presentazione della domanda nella lingua nazionale e/o in lingua inglese, riservando la scelta a coloro che presentano le domande in base all’opzione più conveniente ed adeguata alla disciplina per la quale si propone un progetto di ricerca. Ogni altra soluzione appare semplicemente irrazionale e, forse, frutto di un orientamento meramente politico che pare caratterizzare non solo il MIUR ma l’intero Governo Gentiloni: la dismissione culturale dell’identità nazionale e l’abbandono, in ogni occasione, degli elementi fondanti della cultura nazionale e della trasmissione dei relativi valori.Anche il messaggio distorto che deriva dalla errata ed irragionevole decisione del MIUR, richiede una immediata precisazione del Ministro che, peraltro, non appare certamente il migliore esempio di difesa della lingua italiana”, conclude Brunetta.

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Scuola: Si chiude il 2017 desolante per i sindacati

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’esperienza travolgente della neonata organizzazione dei dirigenti scolastici, contrassegnata da un’impennata di seguito e di adesioni, dimostra che in Italia c’è reale interesse per chi propone un nuovo modo di fare sindacato. Udir ha infatti posto l’accento su alcune problematiche che nel corso dell’anno hanno fatto parlare l’opinione pubblica e politica, sollevando diversi punti critici: dalla sicurezza nelle scuole che purtroppo rimane un auspicio lontano dal compiersi perché la metà degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1971 e la loro assistenza-ristrutturazione è lenta e a macchia di leopardo, ai problemi di gestione, dagli eccessi di carico di lavoro e di responsabilità, fino alla carenza stipendiale che colloca i presidi oltre 38mila euro annui sotto i colleghi della stessa area.

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Stabilizzazione del personale precario della Pubblica Amministrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 6 Mag 2017

ministero-pubblica-istruzione“Accogliamo positivamente le anticipazioni sul parere delle Commissioni Parlamentari relative alla norma di stabilizzazione del personale precario della Pubblica Amministrazione” dichiara Cristiano Fiorentini dell’ Esecutivo Nazionale Usb Pubblico Impiego. “Tali anticipazioni vanno infatti nella direzione di una maggiore inclusione di questo personale nel percorso di stabilizzazione, così come da noi richiesto sia in sede di audizione alla Commissione Lavoro della Camera, sia in sede di incontro avuto con il ministero della Funzione Pubblica lo scorso 30 marzo ” continua Fiorentini. “Spetta adesso alla Ministra Madia estendere il più possibile la platea dei destinatari della norma, partendo dal presupposto che abbiamo di fronte precari ormai storici, che da anni svolgono funzioni indispensabili per l’erogazione dei servizi alla cittadinanza”.
“Maggiore flessibilità per il raggiungimento dei requisiti, inclusione degli LSU nel percorso di stabilizzazione e questione delle risorse necessarie sono i punti fondamentali che devono essere affrontati e risolti per raggiungere l’obiettivo dichiarato dalla Madia di voler superare il precariato nella Pubblica Amministrazione. La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, che ha visto una numerosissima partecipazione allo sciopero ed alla manifestazione indetti da USB il 30 marzo, riprenderà sia a livello centrale che a livello territoriale se le risposte del Governo saranno ritenute insufficienti” conclude Fiorentini. “In particolar modo sulla questione delle risorse, nodo cruciale da sciogliere affinché la norma sia realmente efficace per la stabilizzazione dei lavoratori precari e rappresenti la svolta necessaria al rilancio del settore pubblico, insieme ad un rinnovo contrattuale che ripiani il debito che lo Stato ha nei confronti dei propri dipendenti dopo otto anni di blocco contrattuale”.

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Scuola – Precariato: Giannini umilia gli abilitati TFA e PAS

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

ministero pubblica istruzioneIl titolare del Ministero dell’Istruzione ha detto che questi corsi “sono fabbriche di illusioni, che hanno prodotto solo frustrazioni per chi li ha frequentati (pagando)”. Il sindacato non ci sta: sono affermazioni gravi, perché vanno a mortificare una lunga schiera di candidati insegnanti, la cui unica colpa è quella di aver partecipato a dei corsi abilitanti organizzati dall’amministrazione pubblica. Pensando, a torto, che dopo la loro formazione, come è avvenuto sempre in passato, lo Stato avrebbe creato anche le condizioni per valorizzarli professionalmente anziché abbandonarli al loro destino. Nei prossimi giorni, Anief metterà a disposizione dei tanti docenti abilitati con Tirocinio Formativo Attivo (TFA) e Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) un apposito modello, attraverso cui si chiederà la restituzione dei pagamenti effettuati. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è assurdo che a distanza di anni dallo svolgimento di iperimpegnativi corsi universitari, un ministro della Repubblica italiana sostenga che averli frequentati non è servito e non servirà a nulla. Forse Giannini ha dimenticato che il 70 per cento delle 100 mila supplenze annuali, sottoscritte pure nel 2016, vengono affidate a questi docenti: anziché fare in modo di avviare il doppio canale di reclutamento che, in caso di mancanza di precari delle GaE, preveda che si attinga pure dalle graduatorie d’istituto, il Ministro si lascia andare a commenti infelici. Indicare, poi, il nuovo reclutamento scolastico previsto dalla Buona Scuola come la soluzione di tutto, è un altro errore: i tempi di pubblicazione della legge delega sono infatti decisamente lunghi. Chi ha speso tanto tempo e soldi per formarsi merita rispetto; se, invece, si vuole continuare a far finta che questi docenti non esistano e che siano dei fantasmi, ora pure frustrati, chiediamo allora allo Stato di restituire loro almeno i soldi del corso svolto: dai 3 mila ai 4 mila euro.

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