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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘ministero’

Scuola: Anief chiede la ripresa degli incontri del tavolo permanente sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

ANIEF sollecita al ministero la ripresa degli incontri del tavolo permanente voluto dallo stesso sindacato nel mese di ottobre 2020 e la conseguente indizione di tavoli tematici in materia di uso dei DPI, di gestione dei lavoratori fragili, oltre che per il lavoro agile, tenendo anche conto degli incontri già svolti con il ministero della Salute e dei Trasporti, dei rappresentanti degli istituti non statali, anche sui temi della povertà educativa. La terza ondata di contagi sembra essere arrivata, i numeri in risalita riguardano solo alcune regioni, ma se dovessero aumentare in tutto il Paese la situazione sarebbe più complicata. Inoltre si continuano a non avere dei numeri ufficiali dei contagi dentro le scuole, come non si è mai attivato uno screening tra gli studenti, più volte proposto dal sindacato e posto in essere solo a livello locale e parziale. Appare pertanto opportuno organizzare il prima possibile un nuovo tavolo permanente per verificare l’adeguatezza dei protocolli sia per il prossimo rientro in classe e sia sugli Esami di Stato conclusivi oramai imminenti”.

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Ancodis: completato l’assetto politico-amministrativo del Ministero. Quale futuro immaginare?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

A poco più di una settimana dal giuramento del Ministro Prof. Patrizio Bianchi, la governance politica e amministrativa del ministero si completa con la nomina dei Sottosegretari Sen. Floridia e On.le Sasso (in attesa delle deleghe) cui si aggiungono Luigi Fiorentino capo gabinetto del Ministro, Stefano Versari alla guida del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione e Giovanna Boda confermata alla guida del Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali.Una squadra di “donne e uomini di scuola” cui è affidata la gestione di un pilastro fondamentale del sistema paese messo a dura prova nella gestione pandemica. Ancodis si chiede quale visione questa squadra abbia per il futuro del sistema scolastico italiano e confida – a partire dalla straordinarietà di questa emergenza – nella possibilità di innestare quegli “elementi innovativi” che devono riportare la scuola italiana ad essere riferimento culturale e modello per gli altri paesi europei.Vogliamo confidare in una squadra che abbia una visione di sistema che guardi ai grandi e irrisolti temi di questo ventennio nel quale la nostra scuola ha avuto “l’onore” di essere considerata uno dei bancomat statali, utili solo a sottrarre direttamente o indirettamente le risorse finanziarie, concorrendo a destrutturare la storica identità della scuola e dei suoi protagonisti. Il moderno sistema scolastico deve partire da un cambio di visione che abbia a caposaldo un solo obiettivo: “più scuola per tutti” con l’obbligo scolastico e formativo da 0 a 18 anni; “più scuola per tutti” in ogni area territoriale; “più scuola per tutti” in ogni famiglia; “più scuola per tutti” per l’intero anno solare!
Per affrontare questa scommessa è necessario rivedere il modello scolastico attuale che – seppur segnato da tanti punti di forza – è contraddistinto da evidenti elementi di criticità. Per fare “più scuola per tutti” occorre in primis dare attenzione ai suoi protagonisti che – a diverso titolo – saranno impegnati quotidianamente nella costruzione del nuovo modello scolastico dove però le regole contrattuali non possono restare ancorate all’arcaica visione novecentesca.
Cosa fare dunque?Si incominci a cambiare il paradigma nel quale l’asserzione “spesa per l’istruzione” (non dimentichiamo i famosi tagli) si sostituisca con “investimento per la formazione” (in questo anno abbiamo registrato segni di inversione di rotta!) a partire da un adeguato riconoscimento etico che uno Stato assegna ai suoi insegnanti impegnati nella costruzione culturale e professionale delle future generazioni: non si possono dimenticare gli indigesti attacchi mediatici anche di “fuoco amico” e la precarizzazione divenuta sistemica che hanno di fatto indebolito la figura dell’insegnante. Ma in un moderno sistema scolastico occorre infrangere una arcaica condizione: l’impossibilità di una vera carriera docente oltre l’orizzonte dirigenziale! Un sistema moderno capace di fare “più scuola per tutti” deve prevedere la possibilità di una carriera docente per tutti che non lasci su un piano indifferenziato l’insegnante che svolge la sola attività didattica e chi, invece, assume anche un incarico di governance scolastica per il funzionamento organizzativo e didattico a sostegno del complesso sistema qual è la scuola autonoma.Non possiamo più censurare questa evidenza: prevedere il riconoscimento professionale di chi – oltre l’attività di docenza – svolge quella di collaborazione al Dirigente Scolastico nell’ambito gestionale, organizzativo, del coordinamento e della progettazione didattica è una scelta culturale non più eludibile. Una scuola impegnata a “fare più scuola” non può prescindere da questo presupposto che deve avere una formalizzazione giuridica e contrattuale, aperta e trasparente a quanti vogliono investire nella loro professionalità oltre la sfera didattica. Inoltre, nella gestione della complessità – oggi affidata al dirigente scolastico – non è più possibile disconoscere la necessità del distaccamento dall’attività di insegnamento di un docente Collaboratore del DS (ex vicepreside) del quale è nota la presenza in tutte le scuole ma non gode di alcun riconoscimento giuridico e contrattuale. La scuola autonoma e moderna ha bisogno di questa figura istituzionalizzata che copra un vulnus nella governance scolastica. Per l’assenza del dirigente scolastico ai sensi degli artt. 13-14-15-16-17-21-22-23 del CCNL o nelle scuole in reggenza non è prevista una figura che possa sostituirlo assumendo formalmente – entro certi limiti – la responsabilità della guida dell’istituzione scolastica. Infine, occorre rivedere il modello di reclutamento dei docenti con adeguata formazione prevedendo – per quanti decidessero di impegnarsi nella governance scolastica consapevoli degli effetti che produrranno nella loro carriera professionale – l’obbligo di frequenza a percorsi di formazione in gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione, sicurezza e progettazione didattica.Ancodis ritiene che le risposte a questi temi potranno concorrere costruttivamente a dare alla scuola quel nuovo modello nel quale al “più scuola per tutti” si affianchi una rinnovata “riconsiderazione” della funzione docente prevedendone la piena valorizzazione strutturata anche in una moderna carriera professionale ma con nuove forme di selezione.
Oggi chiediamo con forza quegli interventi normativi e contrattuali che dovranno dare quel necessario impulso sociale e orgoglio professionale a tutti i suoi protagonisti.Alla nuova squadra ministeriale auguriamo – facendo nostre le parole del Ministro Bianchi – di “ripristinare l’idea che la scuola è il perno dello sviluppo dell’Italia e della formazione di buoni cittadini” sapendo che tutto questo sarà più facile soltanto se si rimette in discussione il modello contrattuale superato dalla realtà.Per ANCoDiS Prof. Rosolino Cicero

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Ministero della transizione ecologica ma con quali funzioni?

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, gli italiani si dicono molto attenti alle tematiche ambientali ed oltre il 50% di loro accoglie favorevolmente l’istituzione del nuovo Ministero; mentre risulta contrario appena il 3,1% del campione intervistato. Dai dati della medesima indagine, però, appare chiaro come la funzione del nuovo dicastero non sia stata finora adeguatamente spiegata tanto è vero che, alla domanda Il nuovo governo appena formato da Mario Draghi ha istituito un ministero denominato della transizione ecologica; cosa pensa della istituzione di questo nuovo ministero? ben il 31,5% dei rispondenti dichiara di non averne capito la funzione.

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Ministero del Turismo. Un inutile baraccone

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Col nuovo governo abbiamo la ricomparsa del ministero del Turismo. Lo guida il leghista Massimo Garavaglia. Nel 1993, l’82,28% degli italiani lo abolì con un referendum. E fu istituzionalizzato un dato di fatto che da tempo era un doppione: ogni Regione si gestisce il proprio. Di conseguenza le Regioni si sono organizzate, anche rappresentanze all’estero. Le infrastrutture si sono adeguate. Gli aeroporti, per esempio. Prima ce n’erano due grossi e alcuni piccoli, ogni Regione oggi ne ha più d’uno. C’è bisogno di un ministero per gestire anche tutti questi aeroporti? Il fatto che il Turismo sia fondamentale per l’economia nazionale giustifica il passaggio dalle Regioni al Governo? Ma non sarà un passaggio… ogni Regione continuerà le proprie politiche, e lo Stato si aggiungerà. Per cosa? Distribuire meglio i fondi Ue?… e c’era bisogno di un ministero per questo? Non bastava il ministero dello Sviluppo Economico?
Abbiamo un presentimento. Come è accaduto per il ministero delle Politiche Agricole (abolito nel 1993 con referendum: 70,23% a favore) e reistituito da tempo, una nuova burocrazia rispetto a politiche che sono solo comunitarie e regionali.Ci sono diversi elogi per la ricomparsa del ministero del Turismo. I disperati di una delle economie più colpite dalla pandemia, talvolta vi si aggrappano come a quelli che portano le sigarette e le arance in prigione. Era questo l’effetto desiderato? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Codici: preoccupazione per il tavolo vaccini al Ministero

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

L’associazione Codici lancia un monito alla vigilia della riunione convocata dal Ministero della Salute sulla prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale.“Si discute della disponibilità dei vaccini a favore della popolazione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – si coinvolgono i farmacisti, ma non si tiene conto della libertà di scelta delle persone. Non c’è nessuna indicazione scientifica seria che colleghi, anche in forma preventiva, la vaccinazione antinfluenzale con il Covid-19. Non solo. Il vaccino antinfluenzale risulta efficace in una quota tra 70% e 85% dei vaccinati e non protegge da tutti i ceppi circolanti. Quando gli interessi della collettività passano per gli interessi delle imprese, si tende a conculcare i diritti delle persone. Siamo contro le vaccinazioni obbligatorie e chiediamo alle istituzioni di rispettare e garantire la libertà di scelta dei cittadini”.

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Torna il ministero alle pari opportunità

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

“Salutiamo con favore il ritorno delle Pari Opportunità tra le deleghe del Consiglio dei Ministri del nostro Paese, dopo anni in cui quel tema era stato spostato a livello dei sottosegretari”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “Vogliamo leggere in questo ritorno il riconoscimento della centralità delle politiche di Pari Opportunità nel contrasto alle diseguaglianze, che affliggono a più livelli il nostro Paese e che sono un freno ostinato allo sviluppo e alla realizzazione degli obbiettivi di ogni cittadino o cittadina. L’associazione di questa delega a quella della famiglia suggerisce una prospettiva interessante, che ci riguarda da vicino: in questo senso accogliamo con grande sollievo l’uso del plurale – “famiglie” – che la neoministra Elena Bonetti ha usato nella sua prima dichiarazione pubblica, sintomo di una cultura inclusiva che si fa carico di tutti i tipi di famiglie, compreso quelle omogenitoriali. Rinnoviamo l’auspicio che questo governo voglia farsi carico di un’importante azione di contrasto all’odio, indispensabile dopo 14 mesi di vero e proprio odio istituzionale. Con speranza e con ottimismo, e con la promessa di non far mancare la nostra collaborazione ma anche le nostre critiche se necessarie, rivolgiamo quindi il nostro augurio di buon lavoro alla ministra Elena Bonetti e a tutta la compagine di governo.”, conclude Piazzoni.

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L’Anief ottiene dal TAR Lazio la dichiarazione di inadempienza da parte del Ministero dell’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Riguardo l’ordinanza cautelare n. 2391/2019 con cui lo stesso tribunale amministrativo ordinava all’Amministrazione l’immediata revisione dei posti di sostegno autorizzati per i corsi di specializzazione e la produzione di una dettagliata relazione “allegando ogni relativo supporto documentale” che giustificasse il numero dei posti e la sua distribuzione sul territorio nazionale. Anief avvia le procedure di adesione al ricorso ad adiuvandum per ottenere l’immediato aumento dei posti per il TFA Sostegno.
Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, infatti, ha constatato come i 60 giorni utili per l’esecuzione dell’Ordinanza cautelare ottenuta dagli Avvocati Anief Fabio Ganci e Walter Miceli siano ormai trascorsi “senza che l’amministrazione onerata abbia adempiuto o abbia altrimenti rappresentato difficoltà o impedimenti a provvedere al disposto riesame ed al deposito dei richiesti chiarimenti” e, pertanto, accoglie l’istanza di esecuzione dell’ordinanza cautelare avanzata da parte ricorrente “in ragione dell’essersi reso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del tutto inadempiente rispetto all’obbligo giuridico di conformarsi alla citata pronuncia cautelare” e ordina allo stesso “di dare integrale esecuzione all’ordinanza cautelare n. 2391/2019, entro un termine che appare equo al Collegio fissare in trenta giorni dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, della presente ordinanza”. “Avevamo impugnato presso il TAR Lazio il Decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 21 febbraio 2019 n. 118 di autorizzazione all’avvio dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo propedeutici all’acquisizione della specializzazione per le attività di sostegno didattico degli alunni con disabilità – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – denunciando l’insufficienza dei posti complessivamente autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, nonché l’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto al fabbisogno territoriale. Il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, aveva condiviso le ragioni patrocinate dai nostri legali e aveva ordinato al Miur l’immediato riesame della situazione. Ad oggi il Ministero dell’istruzione ha creduto bene di poter ignorare gli ordini del tribunale, ma ora dovrà dare corretta esecuzione a quanto disposto già da tempo dal TAR e rivedere in modo consistente il numero dei posti attivati per il TFA Sostegno. Per questo abbiamo inviato una specifica richiesta al Miur di far accedere subito tutti gli attuali 5 mila idonei esclusi dalla frequenza del corso e di riaprire nuove procedure per ammettere gli altri candidati che non hanno superato le prove”.

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Un Ministero per la Solitudine

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

sant'egidio1L’istituzione nel Regno Unito di un Ministero per la Solitudine (Ministry for Loneliness) – da salutare come un significativo segno di attenzione al problema – fa emergere uno dei più grandi temi che l’Europa deve affrontare pensando al suo presente, ma soprattutto al suo futuro: l’isolamento sociale che colpisce in modo trasversale giovani e anziani, tanto che Londra ne ha dovuto prenderne atto e considerarlo alla stregua di una malattia per gli effetti che provoca. Basta pensare alle crescenti forme di depressione o di altre patologie connesse al fenomeno, alcune delle quali comuni, ma aggravate proprio dalla solitudine.Se in Gran Bretagna si calcola che siano 9 milioni le persone che vivono “isolate” e 2 milioni quelle che abitano “sole” (con 200 mila anziani che trascorrono settimane senza incontrare nessuno), in Italia come negli altri Paesi dell’Unione Europea, c’è bisogno di maggiori interventi a tutela di chi è in queste condizioni, a partire dalla popolazione anziana, dato che nel nostro continente ben il 33 % delle famiglie è composto da una sola persona e all’interno di questa categoria gli ultrasessantacinquenni sono circa il 40 %.La Comunità di Sant’Egidio lancia un appello a non sottovalutare il problema e invita ad affrontarlo creando reti di protezione dal fenomeno dell’isolamento sociale. Da una rilevazione condotta recentemente dalla Comunità su un campione di 2412 anziani di Roma, Novara, Genova, Napoli e Catania è emerso che il 6% degli ultrasessantacinquenni non ha nessuno su cui contare in caso di necessità ed il 24% pensa di poter contare su qualcuno solo in maniera occasionale. L’esperienza del programma “Viva gli anziani” di Sant’Egidio dimostra che è possibile intervenire coinvolgendo più anzianisoggetti all’interno dei quartieri dove vivono le persone sole, in modo da costituire una trama di relazioni con il vicinato, il personale medico e sanitario, le istituzioni e il volontariato. Il risultato è quello di un miglioramento significativo, per tutti, della qualità della vita. Prima di tutto per gli anziani, dato che con il monitoraggio effettuato (grazie a visite, telefonate e altri interventi di prossimità) oltre a diminuire il tasso di istituzionalizzazione si sono registrati effetti positivi sulla salute delle persone, come quando, durante l’ondata di calore del 2015, nei rioni del centro di Roma dove opera “Viva gli anziani!”, la mortalità è aumentata del 50% in meno rispetto ai quartieri limitrofi. Ma conseguenze positive esistono anche per le altre generazioni, visto che la solitudine non è di appannaggio esclusivo della Terza o Quarta Età ma riguarda da vicino anche chi ha molti anni di meno. Significativo è a questo riguardo l’impegno del movimento Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio (giovani delle scuole superiori) nel vivere e favorire il contatto diretto con gli anziani: un’alleanza tra generazioni da cui trae beneficio tutta la società.

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Dichiarazione del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

Il Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia vuole esprimere gratitudine per coloro che sono vicini al popolo turco e che manifestano il loro sostegno dopo il terribile attacco terroristico che è accaduto ieri, 28 giugno 2016, all’Ataturk Airport di Istanbul. Tutte le misure di sicurezza sono state prese dalle forze dell’ordine immediatamente dopo il cruento attacco. Il Ministero rende noto al pubblico che l’aeroporto è aperto al trasporto aereo e che garantisce i suoi servizi già da oggi.

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Ministro difesa e sede rappresentanza

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2011

“Il Ministro della Difesa ieri ha dichiarato che «pochi sanno che da due anni il mio ministero ha già una sede a Milano, presso la caserma di piazza Novelli. Io ho un mio ufficio, ma non ho fatto di questo un annuncio particolare» ma la caserma alla quale si riferisce La Russa è la sede del Comando 1° Regione Aerea dell’Aeronautica militare ed è normale che il ministro possa utilizzare le strutture del suo dicastero per svolgere i suoi compiti quando è in visita presso gli enti e reparti delle Forze armate, perché diversamente si dovrebbe indagare sulle ragioni della costituzione di quello che potrebbe essere considerato un secondo “Gabinetto ministeriale” le cui spese potrebbero non trovare alcuna giustificazione nei bilanci della Difesa, visto che l’ufficio del ministro per legge ha sede a Roma in via XX settembre.”. Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Benedetto XVI: solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

“Completa e incondizionata adesione” alla persona del Santo Padre e ai Suoi insegnamenti, restando uniti al “Capo visibile della Chiesa con tutte le nostre energie e la fedeltà di cui siamo capaci in questi particolari momenti”.  È quanto si legge in una lettera di solidarietà a Benedetto XVI che l’intera comunità accademica della Pontificia Università della Santa Croce ha inviato al Papa nell’imminenza della Pasqua del Signore. Nel testo firmato dal Rettore Magnifico dell’Università, prof. Luis Romera, e da rappresentanti del corpo docente, degli studenti e del personale tecnico e amministrativo, si esprime inoltre ringraziamento al Santo Padre “per avere indetto l’Anno Sacerdotale, che ci ha portati a riflettere sulla grandezza del ministero sacerdotale, nonostante le nostre mancanze”. La lettera si conclude assicurando a Benedetto XVI la “quotidiana preghiera per la Sua Augusta Persona e le Sue intenzioni” di tutti i membri della Pontificia Università della Santa Croce.

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Ru486. Garantire il diritto ad abortire

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Vista la “caciara” a-ntiscientifica che continua a far rumore inseguito alla decisione dell’Aifa sulla commercializzazione della pillola abortiva Ru486, sara’ bene che le autorità svolgano uno dei loro principali compiti: garantire l’applicazione della legge 194 sull’interruzione della gravidanza. Visto che: – le percentuali di medici obiettori sono sempre molto alte (quasi sempre dovute all’effetto trascinamento carrieristico causato dai primari obiettori); – i recenti dati diffusi dal ministero le danno anche in aumento; – ci sono zone del nostro Paese in cui abortire (con o senza Ru486 e’ irrilevante) e’ impossibile e chi vuole farlo e’ costretta a lunghi viaggi; – gli aborti sono si’ in calo nelle donne italiane, ma non in quelle immigrate. Le recenti norme che hanno introdotto il reato di clandestinità non potranno che far aumentare il numero degli aborti fra le immigrate e soprattutto effettuato fuori delle strutture ospedaliere e con gravi pericoli per la loro salute; e l’assenza di una diffusa presenza territoriale non potrà che incrementare questa situazione; Ci domandiamo cosa verrà fatto per far si’ che ciò che la legge garantisce, il diritto ad abortire, non sia vanificato dall’assenza di strutture. Crediamo che debba essere preciso compito dell’autorita’ far si’ che ogni ospedale, così come avviene per operazioni semplici che non richiedono particolari professionalità, in presenza di un reparto di ginecologia debba far sì che in quel reparto possa essere praticato l’aborto. La caciara sulla Ru486 non deve far perdere di vista questo problema che esisteva prima dell’introduzione dell’aborto farmacologico e che, in questo contesto di totale a-scientificità mascherata da morale, corre il rischio di subire un nuovo incoraggiamento. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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