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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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L’Anief ottiene dal TAR Lazio la dichiarazione di inadempienza da parte del Ministero dell’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Riguardo l’ordinanza cautelare n. 2391/2019 con cui lo stesso tribunale amministrativo ordinava all’Amministrazione l’immediata revisione dei posti di sostegno autorizzati per i corsi di specializzazione e la produzione di una dettagliata relazione “allegando ogni relativo supporto documentale” che giustificasse il numero dei posti e la sua distribuzione sul territorio nazionale. Anief avvia le procedure di adesione al ricorso ad adiuvandum per ottenere l’immediato aumento dei posti per il TFA Sostegno.
Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, infatti, ha constatato come i 60 giorni utili per l’esecuzione dell’Ordinanza cautelare ottenuta dagli Avvocati Anief Fabio Ganci e Walter Miceli siano ormai trascorsi “senza che l’amministrazione onerata abbia adempiuto o abbia altrimenti rappresentato difficoltà o impedimenti a provvedere al disposto riesame ed al deposito dei richiesti chiarimenti” e, pertanto, accoglie l’istanza di esecuzione dell’ordinanza cautelare avanzata da parte ricorrente “in ragione dell’essersi reso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del tutto inadempiente rispetto all’obbligo giuridico di conformarsi alla citata pronuncia cautelare” e ordina allo stesso “di dare integrale esecuzione all’ordinanza cautelare n. 2391/2019, entro un termine che appare equo al Collegio fissare in trenta giorni dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, della presente ordinanza”. “Avevamo impugnato presso il TAR Lazio il Decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 21 febbraio 2019 n. 118 di autorizzazione all’avvio dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo propedeutici all’acquisizione della specializzazione per le attività di sostegno didattico degli alunni con disabilità – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – denunciando l’insufficienza dei posti complessivamente autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, nonché l’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto al fabbisogno territoriale. Il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, aveva condiviso le ragioni patrocinate dai nostri legali e aveva ordinato al Miur l’immediato riesame della situazione. Ad oggi il Ministero dell’istruzione ha creduto bene di poter ignorare gli ordini del tribunale, ma ora dovrà dare corretta esecuzione a quanto disposto già da tempo dal TAR e rivedere in modo consistente il numero dei posti attivati per il TFA Sostegno. Per questo abbiamo inviato una specifica richiesta al Miur di far accedere subito tutti gli attuali 5 mila idonei esclusi dalla frequenza del corso e di riaprire nuove procedure per ammettere gli altri candidati che non hanno superato le prove”.

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Un Ministero per la Solitudine

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

sant'egidio1L’istituzione nel Regno Unito di un Ministero per la Solitudine (Ministry for Loneliness) – da salutare come un significativo segno di attenzione al problema – fa emergere uno dei più grandi temi che l’Europa deve affrontare pensando al suo presente, ma soprattutto al suo futuro: l’isolamento sociale che colpisce in modo trasversale giovani e anziani, tanto che Londra ne ha dovuto prenderne atto e considerarlo alla stregua di una malattia per gli effetti che provoca. Basta pensare alle crescenti forme di depressione o di altre patologie connesse al fenomeno, alcune delle quali comuni, ma aggravate proprio dalla solitudine.Se in Gran Bretagna si calcola che siano 9 milioni le persone che vivono “isolate” e 2 milioni quelle che abitano “sole” (con 200 mila anziani che trascorrono settimane senza incontrare nessuno), in Italia come negli altri Paesi dell’Unione Europea, c’è bisogno di maggiori interventi a tutela di chi è in queste condizioni, a partire dalla popolazione anziana, dato che nel nostro continente ben il 33 % delle famiglie è composto da una sola persona e all’interno di questa categoria gli ultrasessantacinquenni sono circa il 40 %.La Comunità di Sant’Egidio lancia un appello a non sottovalutare il problema e invita ad affrontarlo creando reti di protezione dal fenomeno dell’isolamento sociale. Da una rilevazione condotta recentemente dalla Comunità su un campione di 2412 anziani di Roma, Novara, Genova, Napoli e Catania è emerso che il 6% degli ultrasessantacinquenni non ha nessuno su cui contare in caso di necessità ed il 24% pensa di poter contare su qualcuno solo in maniera occasionale. L’esperienza del programma “Viva gli anziani” di Sant’Egidio dimostra che è possibile intervenire coinvolgendo più anzianisoggetti all’interno dei quartieri dove vivono le persone sole, in modo da costituire una trama di relazioni con il vicinato, il personale medico e sanitario, le istituzioni e il volontariato. Il risultato è quello di un miglioramento significativo, per tutti, della qualità della vita. Prima di tutto per gli anziani, dato che con il monitoraggio effettuato (grazie a visite, telefonate e altri interventi di prossimità) oltre a diminuire il tasso di istituzionalizzazione si sono registrati effetti positivi sulla salute delle persone, come quando, durante l’ondata di calore del 2015, nei rioni del centro di Roma dove opera “Viva gli anziani!”, la mortalità è aumentata del 50% in meno rispetto ai quartieri limitrofi. Ma conseguenze positive esistono anche per le altre generazioni, visto che la solitudine non è di appannaggio esclusivo della Terza o Quarta Età ma riguarda da vicino anche chi ha molti anni di meno. Significativo è a questo riguardo l’impegno del movimento Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio (giovani delle scuole superiori) nel vivere e favorire il contatto diretto con gli anziani: un’alleanza tra generazioni da cui trae beneficio tutta la società.

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Dichiarazione del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

Il Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia vuole esprimere gratitudine per coloro che sono vicini al popolo turco e che manifestano il loro sostegno dopo il terribile attacco terroristico che è accaduto ieri, 28 giugno 2016, all’Ataturk Airport di Istanbul. Tutte le misure di sicurezza sono state prese dalle forze dell’ordine immediatamente dopo il cruento attacco. Il Ministero rende noto al pubblico che l’aeroporto è aperto al trasporto aereo e che garantisce i suoi servizi già da oggi.

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Ministro difesa e sede rappresentanza

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

“Il Ministro della Difesa ieri ha dichiarato che «pochi sanno che da due anni il mio ministero ha già una sede a Milano, presso la caserma di piazza Novelli. Io ho un mio ufficio, ma non ho fatto di questo un annuncio particolare» ma la caserma alla quale si riferisce La Russa è la sede del Comando 1° Regione Aerea dell’Aeronautica militare ed è normale che il ministro possa utilizzare le strutture del suo dicastero per svolgere i suoi compiti quando è in visita presso gli enti e reparti delle Forze armate, perché diversamente si dovrebbe indagare sulle ragioni della costituzione di quello che potrebbe essere considerato un secondo “Gabinetto ministeriale” le cui spese potrebbero non trovare alcuna giustificazione nei bilanci della Difesa, visto che l’ufficio del ministro per legge ha sede a Roma in via XX settembre.”. Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Benedetto XVI: solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

“Completa e incondizionata adesione” alla persona del Santo Padre e ai Suoi insegnamenti, restando uniti al “Capo visibile della Chiesa con tutte le nostre energie e la fedeltà di cui siamo capaci in questi particolari momenti”.  È quanto si legge in una lettera di solidarietà a Benedetto XVI che l’intera comunità accademica della Pontificia Università della Santa Croce ha inviato al Papa nell’imminenza della Pasqua del Signore. Nel testo firmato dal Rettore Magnifico dell’Università, prof. Luis Romera, e da rappresentanti del corpo docente, degli studenti e del personale tecnico e amministrativo, si esprime inoltre ringraziamento al Santo Padre “per avere indetto l’Anno Sacerdotale, che ci ha portati a riflettere sulla grandezza del ministero sacerdotale, nonostante le nostre mancanze”. La lettera si conclude assicurando a Benedetto XVI la “quotidiana preghiera per la Sua Augusta Persona e le Sue intenzioni” di tutti i membri della Pontificia Università della Santa Croce.

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Ru486. Garantire il diritto ad abortire

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Vista la “caciara” a-ntiscientifica che continua a far rumore inseguito alla decisione dell’Aifa sulla commercializzazione della pillola abortiva Ru486, sara’ bene che le autorità svolgano uno dei loro principali compiti: garantire l’applicazione della legge 194 sull’interruzione della gravidanza. Visto che: – le percentuali di medici obiettori sono sempre molto alte (quasi sempre dovute all’effetto trascinamento carrieristico causato dai primari obiettori); – i recenti dati diffusi dal ministero le danno anche in aumento; – ci sono zone del nostro Paese in cui abortire (con o senza Ru486 e’ irrilevante) e’ impossibile e chi vuole farlo e’ costretta a lunghi viaggi; – gli aborti sono si’ in calo nelle donne italiane, ma non in quelle immigrate. Le recenti norme che hanno introdotto il reato di clandestinità non potranno che far aumentare il numero degli aborti fra le immigrate e soprattutto effettuato fuori delle strutture ospedaliere e con gravi pericoli per la loro salute; e l’assenza di una diffusa presenza territoriale non potrà che incrementare questa situazione; Ci domandiamo cosa verrà fatto per far si’ che ciò che la legge garantisce, il diritto ad abortire, non sia vanificato dall’assenza di strutture. Crediamo che debba essere preciso compito dell’autorita’ far si’ che ogni ospedale, così come avviene per operazioni semplici che non richiedono particolari professionalità, in presenza di un reparto di ginecologia debba far sì che in quel reparto possa essere praticato l’aborto. La caciara sulla Ru486 non deve far perdere di vista questo problema che esisteva prima dell’introduzione dell’aborto farmacologico e che, in questo contesto di totale a-scientificità mascherata da morale, corre il rischio di subire un nuovo incoraggiamento. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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