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Difesa: Sindacati a Trenta, basta promesse, 30 maggio sarà mobilitazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

“I lavoratori civili della Difesa sono stanchi delle incertezze del Ministro Trenta. Basta con le promesse, via alla giornata nazionale di protesta giovedì 30 maggio”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, aggiungendo che: “Dopo l’avvio dello stato di agitazione dei dipendenti civili della Difesa, e in vista della manifestazione nazionale di sabato 8 giugno a Roma ‘Il Futuro È Servizi Pubblici’, abbiamo ritenuto di organizzare per giovedì assemblee e presidi unitari di protesta nei maggiori enti della Difesa e sotto tutte le prefetture per testimoniare il nostro fermo dissenso nei confronti dell’inerzia istituzionale fin qui palesata dal Ministro Trenta verso il personale civile della Difesa”.A un anno dall’insediamento del vertice politico per i sindacati “non una delle criticità discusse con il ministro Trenta è stata risolta”, ovvero: “Il superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012; un urgente piano straordinario di almeno 5.000 assunzioni nel triennio 2019/2021; il recupero del divario economico esistente (certificato attorno al 30% in meno) tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della Difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni; lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile; la definizione del Ccni parte normativa; il legittimo riconoscimento dei benefici previsti per i lavori insalubri e polverifici espletati nel corso degli anni; la ricollocazione su base volontaria in altri Ministeri o pubbliche amministrazioni del personale ex militare transitato nei ruoli civili della Difesa; la risoluzione di problemi legati alla pessima gestione delle buste paga del personale civile, che fa della Difesa un unicum negativo in tutta la Pa”. Per i sindacati è giunto, quindi, “il momento di dire basta alle promesse non mantenute e alle solite vuote dichiarazioni di disponibilità del Ministro Trenta, è tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dal ruolo istituzionale di fronte ai propri 27 mila dipendenti e alle loro famiglie, e realizzi senza ulteriore ritardo gli impegni che ha assunto nei loro confronti”. Per queste ragioni il 30 maggio appuntamento con la mobilitazione dei lavoratori civili della Difesa “Basta Promesse”.

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“Il Ministro Trenta non si tocca!”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Questo è l’urlo del SIM Carabinieri, pronto a scendere nelle piazze per dimostrare la sua vicinanza al titolare del Ministero della Difesa. Questa duro appello del primo sindacato militare delle FF.AA. è la reazione all’attacco gratuito e anacronistico che il Generale di Corpo d’Armata Giangabriele Carta, 30° Comandante della Brigata Sassari, ha indirizzato al Ministro Elisabetta Trenta, ritenuta dall’Alto Ufficiale “colpevole” di aver rivolto un messaggio d’auguri a due donne appartenenti alla Marina Militare, che lo scorso 31 marzo si sono unite civilmente. Il Ministro Trenta ha commentato la lieta notizia: “Sono stata davvero felice di vedere le immagini del vostro giorno più bello, con le famiglie riunite e tanta gioia nei vostri sguardi. Lorella e Rosy sono l’esempio di una importante evoluzione culturale, nelle Forze Armate e nel nostro Paese. Auguri ragazze!”. Ovviamente anche il SIM Carabinieri non può non essere concorde con il Ministro della Difesa nell’esprimere felicitazioni nei confronti delle colleghe, che con la loro unione hanno dimostrato che la professionalità delle FF.AA. non può e non deve essere messa in discussione dal proprio orientamento sessuale, nel rispetto delle libertà costituzionalmente garantite e del decoro dell’immagine dell’amministrazione militare di appartenenza.Ma questo è invece bastato per spingere il generale di Corpo d’Armata Giangabriele Carta a scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quanto capo delle Forze Armate, per esprimere la sua indignazione e il “profondo disagio”. Il SIM Carabinieri condanna con forza i contenuti espressi dal Generale Carta, che evidentemente ha inteso strumentalizzare l’evento per rivolgere un attacco indegno al Ministro della Difesa, venendo meno al proprio giuramento sul rispetto e tutela dei fondamenti costituzionali di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo.Quello del Generale Carta è solo l’ultimo degli infelici attacchi da parte di vertici militari all’indirizzo del Ministro Trenta, probabilmente vista come una minaccia ai privilegi acquisiti nel tempo dagli appartenenti alla “casta” del mondo militare.
Il SIM Carabinieri, in questo momento più che mai, è vicino al nostro Ministro della Difesa, condividendo da subito la sua volontà di rendere le FF.AA. democraticamente più aperte al riconoscimento dei diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione e al progetto di razionalizzare le spese per la difesa, indirizzandole verso il miglioramento delle condizioni dei lavoratori in divisa.

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Il ministro Trenta incontra i rappresentanti del sindacato Italiani Militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

sindacato italiano militariNel primo pomeriggio di oggi le delegazioni del SINDACATO ITALIANI MILITARI sono state ricevute dal Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a Palazzo Baracchini.
A rappresentare il SIM Carabinieri il Segretario Generale Antonio Serpi, il Segretario Generale Aggiunto Massimiliano Zetti e il Segretario Nazionale Riccardo Monti, che hanno innanzitutto ringraziato il Ministro per la celerità con la quale, nel pieno rispetto della sentenza n. 120 della Corte Costituzionale, emanando circolari di riferimento, ha intrapreso le iniziative necessarie affinché anche i militari italiani possano associarsi, dimostrando una profonda sensibilità sul tema della sindacalizzazione delle Forze Armate avvalorata, nei fatti, dall’importante incontro di oggi.
I Segretari Generali Serpi e Zetti hanno voluto rimarcare come sia urgente e necessario giungere alla piena applicazione di quanto previsto dall’art. 18 della citata sentenza della Corte Costituzionale che, per non rinviare il diritto di associazione, in attesa dell’intervento del legislatore in materia, consente nei confronti dei sindacati l’applicazione della disciplina in materia di rappresentanza militare. In parole povere, ad oggi, i rappresentanti sindacali, per poter svolgere le proprie funzioni e potersi riunire, sono costretti a farlo fuori dall’orario di servizio, a proprie spese e al di fuori di luoghi militari, quasi che il diritto sindacale sia una sorta di associazione di volontariato.
Si è poi passati ad illustrare, confermando la posizione già assunta dal SIM Carabinieri nel corso dell’audizione presso la IV Commissione Difesa, quali siano considerati i punti indispensabili perché l’iter legislativo in corso possa generare una norma efficace in tema di sindacati militari. In tale ottica si è ribadito come si ritenga opportuna l’estensione alle Forze Armate, effettuati i necessari adeguamenti, dell’art. 3 del D.Lgs. 195/95 che disciplina i contenuti del rapporto di impiego delle Forze di Polizia a ordinamento civile.
Ancora riguardo all’iter legislativo, il SIM Carabinieri, pur ammettendo la validità generale dei principi contenuti nella Proposta di Legge A.C. 875 Corda, ha chiesto:
– che venga implementata da una riflessione sulla validità o meno di associazioni sindacali interforze con gli ovvi adeguamenti in rapporto alla rappresentatività di ogni Forza Armata e delle diversità di esigenze tra i comparti Sicurezza e Difesa;
– che venga rivista la possibilità di coesistenza tra Rappresentanza Militare attraverso le Rappresentanze Unitarie di Base e le associazioni sindacali militari, che di fatto creerebbe un sistema “ibrido”;
– che venga prevista la contrattazione decentrata a livello di Comando o Ente dotato di autonomia gestionale e di spesa (diverso per ogni singola forza armata in base alla peculiarità). (copyright foto: sindacato italiano militari carabinieri)

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