Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘ministro’

Positive dichiarazioni del Ministro della Salute sulle vaccinazioni in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2021

Il Comitato Centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani accoglie con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro della Salute, Onorevole Roberto Speranza, che prospettano un imminente coinvolgimento dei farmacisti e delle farmacie nella campagna vaccinale contro la COVID-19. E’ uno sviluppo proposto da tempo dalla professione, che allineerebbe l’Italia alla gran parte dei paesi europei e consentirebbe di rendere capillare l’accesso ai vaccini. In questi mesi i farmacisti italiani si sono preparati a questo compito, che va a inserirsi nel modello della farmacia presidio sanitario polifunzionale, e chiedono di fare come sempre la loro parte. Fonte: Ufficio Stampa FOFI

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I Consulenti del Lavoro incontrano il Ministro Orlando

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Accelerare sulle politiche attive, semplificare regole e istituti del lavoro con nuovi modelli organizzativi, ridisegnare l’architettura attuale degli ammortizzatori sociali e riformare concretamente le pensioni: è l’agenda per la crescita del Paese e per la ripartenza del mercato del lavoro, suggerita dai Consulenti del Lavoro in un documento presentato oggi dalla Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, nell’incontro con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando. Per una vera riforma delle politiche attive del lavoro le direttrice da seguire, secondo la Categoria, sono numerose. Tra queste: il rifinanziamento dell’Assegno di Ricollocazione, rendendolo obbligatorio e differenziato in base ai beneficiari e diversificando la remunerazione degli operatori; una ridefinizione per scaglioni del meccanismo di funzionamento del Reddito di Cittadinanza; una rivisitazione dei sistemi di accreditamento dei soggetti erogatori delle politiche attive; l’introduzione di importanti incentivi per i datori lavoro che assumono con queste misure e, infine, l’apertura di uno “sportello dedicato al lavoro autonomo”.

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Ancodis esprime l’augurio di buon lavoro al Ministro Prof. Patrizio Bianchi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

E auspica che il suo dicastero ponga le basi per un nuovo e moderno sistema scolastico, più coerente ai nuovi bisogni formativi degli alunni (0-18 anni), attento alla valorizzazione della funzione docente e del personale non docente, coraggioso nelle innovazioni giuridiche e contrattuali relative alla governance scolastica delle quali c’è davvero necessità. Ins. Kelia Modica

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“Bianchi ministro tecnico?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Ma per favore, è stato organico al Pci, al Pds, ai Ds e infine al Pd. Ricordo bene, infatti, quando nel 1990 si candidó a Ferrara nelle liste del PCI e fu eletto in Consiglio comunale dove io sedevo all’opposizione. E rimase consigliere comunale per due legislature, seguendo disciplinatamente gli ordini del Pci, prima, poi del Pds e infine dei Ds. Poi me lo sono ritrovato nel Consiglio regionale dell’Emilia Romagna nel 2000 in qualità di assessore in quota Pd per dieci anni, e anche in questo lungo periodo di tempo sempre organico al suo partito e disciplinato esecutore degli ordini di Errani e poi di Bonaccini. Ma quale ministro tecnico, è il più politico dei ministri, mascherato da tecnico solo per fare avere al Pd un posto in più. Altroché governo di alto profilo, siamo al Manuale Cencelli della Prima Repubblica e alla peggiore ipocrisia di quei tempi”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni.

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Su sicurezza risponde il ministro Lamorgese

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

“E’ estremamente grave che il ministro dell’Interno Lamorgese, riscontrati i numerosi insediamenti abusivi di cittadini stranieri e che le infrastrutture viarie della Capitale hanno necessità imminente di manutenzione, risponda all’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Francesco Lollobrigida sostenendo che l’unica soluzione è interdire la circolazione di questi spazi ai cittadini italiani”.Lo dichiara Marco Silvestroni, deputato di Fratelli d’Italia e presidente provinciale di Roma commentando l’interrogazione di FDI al ministro dell’Interno sul pericolo derivante dall’occupazione dei sottovia e delle strade sotterranee nel centro della Capitale.“Il Governo e la Capitale – aggiunge Silvestroni – sono in mano a degli incapaci: lo Stato non può e non deve mai rinunciare al suo ruolo e alle sue prerogative. Dal governo abbiamo ricevuto una risposta indegna ma a differenza del Ministro Lamorgese, Fratelli d’Italia non si arrenderà di fronte all’illegalità e al degrado e insieme al responsabile regionale del Dipartimento della sicurezza Federico Rocca continueremo a denunciare e a segnalare queste situazioni surreali”. “Tra meno di un anno – conclude Silvestroni – quando i cittadini romani saranno chiamati a scegliere il loro sindaco, anche la Capitale d’Italia tornerà una città degna di questo nome”.

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Gli “orecchi da mercante” del Ministro Azzolina

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

“In questi mesi il ministro dell’Istruzione Azzolina avrebbe dovuto comprendere e farsi carico di quelle che erano le reali esigenze della popolazione scolastica in tempo di Covid. Ad oggi, invece, il responsabile per la scuola ha fatto veramente poco, se è vero che ancora mancano docenti e solamente il 22% di questi è stato utilizzato, così come gli Ata. Inoltre, le GPS sono piene di errori, i banchi monoposto non sono arrivati in tutti gli istituti ed esistono ancora le classi pollaio. Per l’edilizia scolastica dopo 8 mesi di tira e molla, gli stanziamenti sono risultati insufficienti e non c’è traccia di coordinamento con gli enti locali. Per non parlare dei docenti positivi o in quarantena che non avranno possibilità di partecipare al concorso. Altro che Istruzione, alla Azzolina dovrebbero dare il ministero alla Distruzione”. Così i deputati di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile scuola del dipartimento istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura.

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La ministra dell’Istruzione è sotto scorta

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 Maggio 2020

A riferirlo all’Adnkronos è stata Bianca Laura Granato, capogruppo del M5S in Commissione istruzione al Senato. “La ministra Azzolina oltre ad insulti sessisti ha subito delle minacce per il concorso. Da ieri è stata messa sotto scorta come il sottosegretario Sileri. Hanno tentato di hackerarle il profilo Facebook e il conto corrente”. Secondo l’Adnkronos, a occuparsi della sicurezza della ministra Azzolina sono gli uomini della Guardia di Finanza. Secondo Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief, “qualsiasi espressione non deve mai travalicare le regole del rispetto dell’altro. Le minacce alla ministra dell’Istruzione sono gravi e inaccettabili. Solo attraverso un confronto vero e franco è infatti possibile fare il bene della cittadinanza e della nostra scuola. Chi pensa di imporre la propria idea, spesso la propria ideologia, praticando l’ingiuria o l’attacco alla persona, ha una concezione ottocentesca della democrazia, contro la quale non possiamo rimanere indifferenti. L’unico modo per raggiungere il bene comune rimane quella del dialogo costruttivo”. Il sindacato Anief esprime quindi piena solidarietà verso la ministra Lucia Azzolina, al centro di vere e proprie aggressioni da parte di personaggi facinorosi che non condividono la sua politica scolastica. Pensare di cambiare le idee degli altri con le intimidazioni e l’odio gratuito, cercando di accendere delle inutili e dannose tensioni, calpestando il confronto costruttivo, rappresenta una modalità di approccio del tutto errato verso l’istituzione, dalla quale l’organizzazione Anief prende la massima distanza. Alla titolare del ministero dell’Istruzione va la totale e incondizionata solidarietà del sindacato autonomo.

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Opposizione plaude alle dimissioni del ministro Fioramonti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Scrive Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi: ““Il Governo ha rifilato agli italiani una pessima manovra a crescita zero. Le dimissioni di Fioramonti – da ministro più preoccupato di chiudere l’Eni o di bandire il crocifisso nelle aule che a porre con forza il tema dell’edilizia scolastica – confermano i pessimi giudizi sulla legge di bilancio, zero servizi e crescita zero. Tagliare fondi per scuola, ricerca e università significa sottrarre ai nostri ragazzi altro futuro, non bastasse quello già funestato dal debito pubblico.
Da questo versante a Fioramonti nn si può dare torto, semmai il problema è che dovrebbero dimettersi in blocco ben altri ministri dal bilancio fallimentare, a iniziare da quelli preposti agli affari sociali ed economici, in perfetta continuità con i peggiori governi avuto dalla Repubblica italiana. Nessuno di loro pare voler capire che il nostro problema sta nell’incapacità di creare ricchezza e, per farlo, occorre uno shock fiscale per far ripartire ed espandere le aziende nostrane”. Si aggiunge Giorgia Meloni con un comunicato trasmesso dalla sua segreteria: “Non sentiremo la mancanza del ministro Fioramonti, che avrebbe dovuto rassegnare le sue dimissioni già da tempo per i suoi post ignobili e deliranti contro le Forze dell’Ordine e le donne. Lo ha fatto solo dopo l’approvazione della manovra, ammettendo il fallimento su scuola e università di un Governo guidato da un professore. La sua eredità è un pessimo decreto scuola e la sciagurata invenzione di sugar e plastic tax, due folli tasse che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia. Senza contare la sua proposta di aumentare l’Iva, come ci riportano alcune indiscrezioni di stampa di queste ore. Se ne va uno dei peggiori ministri che l’Italia repubblicana abbia avuto. E ora questo Governo faccia un altro bel regalo agli italiani: vada a casa”.

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Di Maio: se questo è un ministro

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

L’ultima del ministro Di Maio è stata: non firmeremo il documento al buio. Trattasi del Meccanismo europeo di stabilità (fondo salva Stati). C’è un piccolo particolare: il documento è stato approvato, nelle linee guida, dal governo a dicembre del 2018 e definito a giugno 2019, quando il Di Maio era vicepremier e bi-ministro. Che cosa dirà ai ministri europei? Che il documento è stato redatto a sua insaputa?
Sulle acciaierie Ilva, abbiamo assistito a vere e proprie capriole da funambolo. Quando era all’opposizione, voleva farne un parco, da bi-ministro conferma l’acciaieria e firma il contratto con la società Arcelor Mittal, poi abolisce lo “scudo penale”, poi lo re-inserisce e poi lo ri-abolisce. Risultato: le acciaierie continueranno a produrre acciaio, ma con un intervento dei soldi dei contribuenti, mentre, in precedenza, la ristrutturazione e il piano ambientale erano a carico della Arcelor Mittal.
Sull’Alitalia aveva dato per scontato una soluzione di mercato, quando era bi-ministro; da ministro, invece, si accorge che la soluzione non c’è e approva un altro prestito ponte e, così, siamo a 1,5 miliardi di prestito estratti dalle tasche del contribuente.
A proposito delle manifestazioni a Hong Kong, contro il governo cinese, il ministro Di Maio ha dichiarato che non vuole intromettersi nelle vicende interne di altri Paesi, in questo caso la Cina, ma da bi-ministro era andato a Parigi a incontrare i gilet gialli che manifestavano contro il governo francese. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il linguaggio dei politici: Le “merendine” del ministro Fioramonti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Qualche giorno fa il ministro della pubblica istruzione esprimendo la sua opinione sugli stipendi degli insegnanti e condividendone il disagio vi aggiunse la necessità di trovare le risorse e a questo punto parlò del costo delle merendine e la convenienza di ridurne la spesa anche perché, soggiunse, non fanno granché bene ai bambini. E’ stato, a mio avviso, un ragionamento logico ma sbagliato nell’identificare un certo tipo di prodotto per definirlo persino sconsigliabile per l’alimentazione dei giovanissimi. Questo piccolo esempio dà la misura della superficialità della comunicazione da parte di taluni politici. Posta la missiva all’attenzione popolare, ha significato una sola cosa: il ministro vuole togliere le merendine ai bambini per finanziare gli aumenti di stipendio degli insegnanti. Lascio al lettore considerare l’argomento nell’immaginario collettivo e nelle sue diverse sensibilità. La mia riflessione non si ferma, ovviamente, a questo passaggio narrativo ma apre il discorso su un piano più generale. Oggi il difetto di molti politici è quello di non parlare pensando ai possibili interlocutori che lo osservano e lo ascoltano dagli schermi della televisione e che questa indistinta massa di persone è formata da soggetti di tutte le età, livello culturale e a volte con una capacità di ascolto limitata ora per sordità, ora perché distratta da altri impegni. Alla fine il popolo degli elettori identificherà il suo consenso o dissenso solo su due o tre parole chiave che si sono fissate nella mente. Non dimentichiamo, alla fine, che proveniamo da un passato remoto e recente dove gli avversari di ieri e quelli di oggi se le son detti di tutti i colori anche con frasi offensive e se ora i loro rispettivi leader, come se nulla fosse, si stringono la mano e si scambiano i sorrisi non è detto che i rancori passati si siano del tutto diradati dai fan delle due parti. Ecco perché il messaggio che deve filtrare è di armonia e non tendente ad attizzare altro fuoco anche se per certi la tentazione è forte. Deve essere un messaggio deciso e chiaro perché a partire dalla scuola, e non solo, sono stati commessi molti errori e ora occorre porvi riparo parlando di meno e facendo molto di più. (Riccardo Alfonso)

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Scuola: precariato e il ministro Fioramonti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Poiché lo stesso nuovo titolare del Miur non vuole perdersi in chiacchere, annunciando che al primo Consiglio dei Ministri utile sarà “pronto a far ripartire il decreto Salva precari”, riteniamo doveroso incontrarlo il prima possibile. In questo modo, Anief, che nell’ultimo decennio ha difeso a spada tratta il popolo dei precari come nessun altro sindacato, potrà indicargli qual è la strada da tracciare per cancellare il fenomeno tutto italiano della supplentite. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Quelle indicate nel decreto salva-precari erano disposizioni per nulla risolutive. Basta andarsi a vedere che fine hanno fatto tantissimi vincitori di concorso, anche riservato, degli ultimi dieci anni. Se si vuole intervenire per garantire la continuità didattica e le immissioni in ruolo, bisogna ripartire da una riformulazione delle graduatorie d’istituto, ad esaurimento e di merito esistenti, programmando concorsi e corsi abilitanti ordinati. Se il precariato ha assunto una mole mai vista, non può essere vinto con strategie ordinarie. È bene che il ministro Fioramonti questo lo sappia e glielo diremo al primo incontro: i precari rimarranno in eterno, ad esempio, se ci sono decine di migliaia di posti con furbizia collocati in organico di fatto, perché pur essendo vacanti e disponibili permettono allo Stato di risparmiare sul pagamento dei mesi estivi, sulle ricostruzioni di carriera e sugli scatti di anzianità automatici. Vanno, piuttosto, creati dei posti ulteriori, per potenziare l’insegnamento e ancora prima l’orientamento scolastico nelle aree più a rischio abbandoni e con un’alta presenza di alunni difficili e stranieri. Dopo aver creato le condizioni per assorbire i precari, nel decreto da approvare vanno previste delle modalità che permettano di non fermarsi ai già annunciati interventi per stabilizzare i supplenti storici, entrati nel mirino della Commissione UE, utilizzando appieno il doppio canale di reclutamento parallelo alle graduatorie di merito, da utilizzare, a domanda, anche su scala nazionale per assumere gli attuali vincitori e GaE, assorbendo le attuali GaE, e proseguendo con immissioni in ruolo da graduatorie d’istituto provinciali, con corsi abilitanti ordinari per il personale di terza fascia e concorsi aperti ai giovani laureati, senza dimenticare di confermare nei ruoli chi è stato assunto con riserva e ha superato l’anno di prova”. Anief accoglie con fiducia la volontà del nuovo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, di approvare al più presto il decreto salva-precari, non prima però di averlo rimodulato perché a suo dire “presenta criticità”.

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Scuola: Il ministro Fioramonti parte bene

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Nel giorno del giuramento al Quirinale del Governo Conte bis, il neo ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti rilascia delle dichiarazioni promettenti: sostiene di volere far approvare il prima possibile il decreto salva-precari saltato nell’esecutivo precedente, con l’intenzione di migliorarne i contenuti, perché sostiene che la piaga della supplentite deve essere debellata; si oppone a qualsiasi forma di regionalizzazione, poiché ricorda, come ha sostenuto sempre l’Anief, che nella scuola già esiste ampia autonomia; infine, si dimostra deciso nel chiedere finanziamenti immediati, pari a due miliardi di euro, attraverso la prossima Legge di Stabilità reputandoli indispensabili per risollevare il settore minacciando di rimettere il mandato nel caso ciò non avvenisse. Fa ben sperare anche il programma predisposto dalla nuova maggioranza governativa, nel quale si parla apertamente di cancellazione delle classi pollaio, valorizzazione economica del ruolo dei docenti, miglioramento della sicurezza e del diritto allo studio, contrasto degli abbandoni precoci e del fenomeno del bullismo. Marcello Pacifico (Anief): Quella del ministro Lorenzo Fioramonti ci sembra un’ottima partenza, perché va a toccare dei tasti dolenti per la Scuola italiana, per i quali il nostro sindacato si batte da anni senza avere però mai ottenuto riscontri positivi da parte dei precedenti titolari del Miur. Riteniamo anche importante stabilire al più presto un confronto con il neo ministro, per entrare nei dettagli su come agire per stabilizzare le tante tipologie di precari che esistono e fanno andare avanti oggi l’istruzione pubblica. Confidiamo inoltre nella concretizzazione della questione economica che continua a far rimanere i lavoratori della scuola italiana su livelli indecorosi e addirittura molto al di sotto del tasso di inflazione.

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I pediatri di famiglia al ministro della salute

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Bisogna garantire su tutto il territorio nazionale studi di pediatri di famiglia dotati di personale qualificato e di attrezzature diagnostiche a risposta rapida (o self-help). Chiediamo al Ministero della Salute di mettere in atto azioni per favorire l’acquisto di queste apparecchiature e anche l’assunzione di nuovi collaboratori di studio. Si possono, per esempio, prevedere interventi di decontribuzione e sgravi fiscali ed utilizzare alcuni meccanismi previsti dal reddito di cittadinanza”. E’ questo la richiesta avanzata oggi dal Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Paolo Biasci durante un incontro con il Ministro della Salute Giulia Grillo. “Le cure primarie pediatriche sono ormai in grado di affrontare e risolvere negli studi dei pediatri di famiglia la grande maggioranza delle condizioni cliniche – aggiunge Biasci -. Ciò avviene grazie anche a percorsi assistenziali e diagnostico-terapeutici in collegamento con le strutture di secondo-terzo livello ospedaliere alle quali devono essere riservati solo gli interventi più complessi. Se riusciamo a rendere ancora più efficienti gli studi dei pediatri di famiglia possiamo favorire ulteriormente l’appropriatezza prescrittiva e ridurre le ospedalizzazioni. La pediatria di famiglia rappresenta il primo livello assistenziale, ad accesso diretto, senza liste di attesa, con presenza capillare su tutto il territorio, per ogni esigenza assistenziale ed opera nel rapporto di fiducia con le famiglie. Quest’ultimo è l’elemento di forza irrinunciabile del sistema delle cure primarie e si realizza grazie al rapporto convenzionale. Chiediamo quindi a tutte le istituzioni, anche quelle locali, di tutelare la nostra professione così da poter continuare a permetterci di assistere in modo continuativo milioni di giovanissimi italiani”. Nell’incontro tra il Ministro Grillo e il Presidente Biasci si è parlato anche del futuro dell’assistenza pediatrica e quindi degli aspetti legati al ricambio generazionale e della disponibilità di giovani specialisti pediatri. “Abbiamo molto apprezzato l’aumento del numero delle borse di studio ed in particolare quelle per la pediatria, che è la seconda per disponibilità di borse rispetto alle altre specialità – sottolinea Biasci -. La FIMP ritiene che sulla programmazione debba essere preso in considerazione anche il forte calo della natalità, che preoccupa molto e per il quale si auspicano interventi legislativi di supporto che siano in grado di produrre un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. È evidente, quindi, che la programmazione dell’assistenza pediatrica debba tener conto di tutti i fattori che incidono sulle future necessità, cioè il numero di pensionamenti, il numero di nuovi giovani pediatri, e il conseguente ridimensionamento delle strutture ospedaliere”. “La riunione è stata positiva e sembrano esserci i presupposti per guardare ad un futuro in cui il servizio sanitario nazionale garantisca ancora equità, solidarietà ed universalità a bambini e adolescenti – conclude il Presidente FIMP -. Ringraziamo il Ministro Grillo per la disponibilità e l’attenzione che dimostra alle problematiche dell’assistenza in età pediatrica proprio in un momento così importante di programmazione di azioni concrete e necessarie, in vista del Patto per la Salute e della trattativa aperta in SISAC per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale nel quale si stanno delineando le caratteristiche del futuro assetto organizzativo ed assistenziale”.

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Scuola: Domani Bussetti incontra i sindacati al Miur

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

È bene che il Ministro dell’Istruzione si rechi all’appuntamento con i rappresentanti dei lavoratori della scuola portando buone nuove su autonomia regionale, rinnovo del contratto, stipendi al palo, precariato in crescita, reclutamento da rifare. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che come sindacato rappresentativo, in attesa della certificazione definitiva, ha presentato formale richiesta e si dichiara disponibile a partecipare all’incontro di domani, l’amministrazione conosce quali sono le richieste compatte dei lavoratori: se vuole davvero avviare un confronto costruttivo è bene che dimostri disponibilità a cambiare. Altrimenti avremo solo perso tempo.“I cambiamenti della società sono una sfida. Con la collaborazione delle forze politiche e sociali possiamo governare le dinamiche demografiche, riuscendo a offrire più #scuola ai nostri ragazzi. Di questo parleremo domani nell’incontro con i sindacati al MIUR Social”. A scriverlo è stato oggi il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, alla vigilia dell’incontro al Miur con i sindacati della scuola durante il quale dovrà portare elementi innovativi così convincenti da far desistere le organizzazioni sindacali dallo sciopero unitario già prefissato per il prossimo 17 maggio.“Prendiamo atto – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che durante il periodo in cui il governo è stato sino in carica, non c’è stata alcuna disponibilità a venire incontro alle esigenze dei lavoratori: ha lasciato tutto inalterato, ad esempio, sul trattamento diversificato tra personale di ruolo e precario, come sulla stabilizzazione dei precari con oltre 36 mesi, ignorando quanto indicato sul finire del 2018 dall’avvocato generale Szpunar della Corte di Giustizia Europea, che sull’interpretazione della clausola 5 della Direttiva 70/99 UE, con l’Italia che continua a vessare i precari di lungo corso concedendo loro solo supplenze, si è detto d’accordo con le tesi già espresse dalla Commissione UE e dai legali Italiani contro lo Stato italiano”.“Come non si può di certo ragionare – continua Pacifico – che chi vuole imporre la regionalizzazione dei servizi pubblici, scuola in testa, lasciando al suo destino il Sud e tutte quelle scuole che oggi già navigano a vista per colpa di uno Stato che concede alle scuole solo i finanziamenti per “tirare avanti” e senza alcuna possibilità di sviluppo, proprio mentre si continua a parlare di autonomia scolastica”.“E che dire della vertenza contrattuale, che Anief sta conducendo da tempo, sulla pochezza degli stipendi di docenti e Ata che l’esecutivo ha cercato di contrastare molto a parole ma poco nei fatti, se si considerano i 5 euro scarsi di incremento, dovuto all’indennità di vacanza contrattuale che peraltro deve scattare per legge quattro mesi dopo la scadenza naturale del contratto collettivo nazionale? Sono argomenti su cui il ministro si deve soffermare. E con risposte convincenti”, conclude il sindacalista autonomo.

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Giovanni Tria nuovo ministro economia e finanza

Posted by fidest press agency su domenica, 3 giugno 2018

GIOVANNI TRIA.jpgÈ il Professor Giovanni Tria, Preside della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, il nuovo Ministro dell’Economia e Finanze. “Un economista di straordinarie capacità – è il commento del Rettore di “Tor Vergata” Giuseppe Novelli – fortemente impegnato nel processo di crescita e di internazionalizzazione del nostro Ateneo. Con grande equilibrio e attenzione, nell’ambito delle attività accademiche di questi ultimi anni e confermando l’indiscusso valore della nostra scuola di economisti, Tria ha saputo consolidare partnership istituzionali di alto livello e instaurare in maniera proficua relazioni strategiche con numerosi Paesi esteri. Non a caso, il Dipartimento di Economia e Finanza cui afferisce è stato riconosciuto dal MIUR come uno dei Dipartimenti di eccellenza in Italia. A nome di tutto l’Ateneo, faccio al neo Ministro Tria, collega di lunga data, le mie più sincere congratulazioni, certo che saprà offrire la sua esperienza e competenza a beneficio dell’intero Paese”. Giovanni Tria è anche membro dell’Advisory Board Tor Vergata, l’organo strategico di Ateneo presieduto dal Premio Nobel Aaron Ciechanover.

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“No al ministro delle Finanze europeo”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

Jean-Claude Juncker“Se questo volesse dire egemonia della Germania, commissariamento da parte della Germania di tutti gli altri Paesi Ue. Diciamo no”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Juncker non è credibile, Juncker è stato un pessimo presidente della Commissione, il suo piano per gli investimenti è miseramente fallito, non ha alcuna credibilità per proporre alcunché. La nostra idea di Europa è un’idea di Europa della crescita, dello sviluppo, degli investimenti, ma non attraverso l’egemonia della Germania. Questo sia ben chiaro.
Forza Italia, ma dico tutto il centrodestra, è per questa posizione: riforma, cambiamento dell’Europa e no a che la Germania si appropri anche del controllo della finanza pubblica dei singoli Paesi. Dovrà cambiare tutto e non sarà certamente nella direzione del pessimo Juncker”.

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Casapound contesta il ministro Boschi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2016

casapoundLamezia. “Siamo stufi delle passerelle elettorali a spese dei cittadini. Il Ministro Boschi a Lamezia per propagandare un “referendum truffa”. La Calabria ha bisogno di lavoro, sicurezza e di una buona sanità. Contro le pagliacciate del Governo Renzi il 4 dicembre occorre votare no”. Sono queste le dure dichiarazioni del consigliere comunale di Lamezia Mimmo Gianturco che, insieme a una delegazione di militanti di CasaPound e a decine di cittadini, questa mattina hanno contestato il Ministro Boschi.
“Da diverso tempo la nostra città – afferma Mimmo Gianturco – è utilizzata dai vari governi per le solite passerelle elettorali a spese dei cittadini. Oggi, ad ascoltare il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, c’erano soltanto poche decine di simpatizzanti del Partito Democratico. Per quella che si è rilevata una semplice riunione di partito, organizzata volutamente nel teatro più piccolo di Lamezia per far sembrare la sala colma di gente, sono stati spesi centinaia di migliaia di euro dei contribuenti per un incredibile spiegamento di forze dell’ordine”.“Matteo Renzi – continua il leader regionale di CasaPound – ha inviato in Calabria la Boschi per propagandare una riforma costituzionale che in realtà è una truffa ai danni del popolo italiano. Un governo nato con manovre di palazzo, sostenuto da partiti che il giorno delle elezioni neanche esistevano, con più di 250 parlamentari che hanno cambiato casacca, non dovrebbe neanche esister, figuriamoci cambiare la costituzione. Questo governo nazionale, riscrivendo l’articolo 117 della Costituzione, vorrebbe renderci definitivamente schiavi dell’Unione Europea e dei burocrati di Bruxelles. Per non parlare poi della riforma del Senato della Repubblica che invece di abolirlo definitivamente, diventerà un costo passatempo per sindaci e consiglieri regionali”.
“La Calabria ha bisogno di lavoro, sicurezza e di una buona sanità – conclude Gianturco – ma questi illustri personaggi, anziché illustrarci il loro lavoro su questi punti fondamentali, usano il nostro territorio per passerelle elettorali e per i loro squallidi interessi, rifiutando anche il confronto con i cittadini, così come accaduto questa mattina che addirittura il Ministro Boschi ha deciso di entrare dalla porticina del retro del Teatro Umberto pur di non farsi vedere dai contestatori. Per porre fine a tutte le pagliacciate del Governo Renzi, il 4 dicembre occorre votare convintamente per il no, così da dare uno scossone alla politica nazionale”

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La sguattera del Guatemala e la sguattera di Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2016

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 Nella foto Federica Guidi ex ministro Sviluppo Economico

Un ministro della Repubblica si adatta ad un linguaggio volgare in difesa dei soliti interessi “particolari” e invoca il diritto alla privacy, come se si trattasse di una casalinga alle prese con il verduraio del mercatino rionale. “Mi tratti come una sguattera del Guatemala”, così l’ex ministra Guidi apostrofò il padre di suo figlio alle pressanti pretese di sempre nuovi e autorevoli interventi istituzionali, finalizzati a favorire una banda dedita agli interessi personali sulla pelle degli interessi collettivi.
Così ci vanno di mezzo le ragazze guatemalteche, spregevolmente apostrofate con l’appellativo “sguattere”, come a voler prendere le distanze tra la propria condizione sociale (ed economica) e quella di tante sventurate che per sopravvivere “onestamente” si dedicano a lavori umili e, spesso, umilianti, quando capita loro di incontrare personaggetti del livello dell’ex ministra Guidi.
Ma perseguire un comportamento a favore di illeciti istituzionali, senza il minimo pudore, non fa la pari con quelle ragazzotte del Guatemala, quando si ritrovano a dover soccombere alle richieste di una datrice di lavoro, priva di scrupoli ma convinta di appartenere alla casta dominante? Dal ministero gestito da cotanto ministro, partivano segnalazioni, appoggi, compromessi, promozioni e bocciature, a seconda delle convenienze del giorno. Di comportamenti ai limiti delle convenienze etiche, ne abbiamo visti tanti, spesso coperti da leggi ad personam e tutelati dalla ridotta durata delle prescrizioni; ma con quello di questi giorni sembra si sia raggiunto il fondo del pozzo, quando per scendere ancora più in basso occorre scavare sempre più alacremente. Sarebbe bastato respingere, dignitosamente, le pretese avanzate dal ”compagno”, lasciare in pace le “collaboratrici domestiche” del Guatemala e salvare la proprie capre e i cavoli del governo; invece l’ex ministro ha preferito ubbidire, profittando del potere scaturito dalla carica, con un comportamento che non si può definire diversamente da “sguattera di Palazzo Chigi”. (Rosario Amico Roxas)

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Sgravi fiscali per il Sud: Ci risiamo!

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2015

padoan“La proposta del ministro Padoan di sgravi fiscali per il Sud è esattamente la ricetta più volte proposta dal Nuovo Centrodestra, in particolare anche da me. Al Sud serve più Stato e politiche che favoriscano lo sviluppo e rilanciare Infrastrutture, turismo e agricoltura”. A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario di Stato alla Difesa e coordinatore regionale in Campania del Nuovo Centrodestra. “E’ necessario, infatti, – conclude – favorire gli investimenti industriali con una riduzione del carico fiscale per le imprese e con la concessione di un credito di imposta per gli investimenti produttivi. Il Mezzogiorno, come nel dopoguerra, deve tornare a essere un fulcro dello sviluppo italiano. La condizione di arretratezza del Sud è la conseguenza di fallimentari politiche assistenzialiste e clientelari che non hanno stimolato lo sviluppo”. (n.r. Quante volte abbiamo sentito la stessa musica? Non sarebbe il momento di prima fare e poi dire? Pensiamo alle migliaia di miliardi di lire spese dalla Cassa del Mezzogiorno di antica memoria per l’industrializzazione del Meridione e oggi, più che mai, il risultato e sotto i nostri occhi. Il tutto si può sintetizzare con una sola parola: Un disastro. (foto: fonte il foglio)

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Luca Marco Comellini, ha scritto al Ministro della difesa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2011

“Ill.mo Sig. Ministro Di Paola, nell’esprimerLe il più cordiale augurio di buon lavoro mi permetto di rappresentarLe la prepotente esigenza di vedere effettivamente riconosciuti ai militari quei diritti e quelle prerogative che la Costituzione e le leggi già gli affidano in quanto cittadini italiani. Sono numerose le iniziative e le interrogazioni parlamentari presentate alla Camera dei Deputati per contrastare le negazioni del diritto e dei diritti che da anni si verificano nei confronti del personale militare, come ad esempio le continue richieste di proroga del mandato dei Consigli della Rappresentanza militare che gli attuali membri dei Cocer hanno rivolto al suo predecessore, privando così gli stessi loro colleghi del diritto di poter liberamente esprimere con il voto i loro rappresentanti.
Le chiedo, fin da ora, di avviare le procedure per il rinnovo dei Consigli della Rappresentanza militare al fine di rimettere il potere di rappresentanza nelle mani di tutti i militari titolari di quel diritto di voto che per ben due volte gli è stato negato al solo scopo di assecondare le ingiustificabili pretese degli attuali membri del Cocer a vantaggio esclusivo dei loro soli interessi personali.A seguire, inoltre, Le rappresento sinteticamente le proposte e le richieste che ritengo essere necessarie per portare le Forze armate e le Forze di polizia verso l’Europa, attraverso una attenta razionalizzazione delle risorse umane ed economiche che consentirebbero, inoltre, di ottenere non trascurabili risparmi valutabili in più di 7 miliardi di euro/anno:
1) unificazione delle Forze di polizia – smilitarizzazione dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza per ridurre la duplicazione delle spese che necessariamente si hanno quando sul territorio operano contemporaneamente le Forze di polizia a ordinamento civile e quelle a ordinamento militare;
2) sospensione dei programmi di acquisizione JSF e rimodulazione della spesa destinata all’acquisizione di nuovi armamenti in rapporto alla sostenibilità dell’attuale modello Difesa;
3) estensione dei diritti sindacali al personale delle Forze armate al fine di una completa integrazione nell’ambito dell’Unione Europea che oggi vede l’Italia ultima sul fronte dei diritti e delle tutele dei cittadini militari;
4) promozione in sede europea di una iniziativa per la creazione di un Esercito comune europeo con funzioni e organizzazione subordinate ai principi dell’Unione, secondo una logica di maggiore razionalizzazione delle risorse singole e collettive.
Nella convinzione che quanto precede riceverà da parte Sua la dovuta considerazione, resto a Sua disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordiali saluti.” (Luca Marco comellini Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia)

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