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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘minore’

Collezionismo minore

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

“Tutti conosciamo l’importanza mondiale che nei secoli e tutt’oggi riveste il collezionismo, grazie al quale è stato possibile creare prestigiose collezioni museali. L’Italia racchiude un notevole patrimonio culturale e storico dell’umanità, tutelato e promosso dalla nostra Costituzione e dal Codice dei beni culturali (Codice Urbani). Partendo da questa premessa riteniamo opportuno attribuire la giusta rilevanza al settore del collezionismo minore che pur differenziandosi dalla categoria del collezionismo d’arte racchiude cimeli e reperti che costituiscono eccellenti testimonianze dell’evoluzione storica e culturale della nostra Nazione. A tal fine si darà vita ad una Fondazione e un museo permanente, nella città di Roma, per promuovere e tutelare il collezionismo minore”. Lo dichiara il Questore della Camera Edmondo Cirielli (FdI) che, questa mattina, presso la sala stampa di Palazzo Montecitorio, ha presentato una proposta di legge sul collezionismo minore. “Il collezionismo (che va dal settore tessile a quello pittorico fino a quello meccanico/automobilistico e anche sportivo) è presente nella nostra Nazione da secoli, ed attraverso esso si possono conoscere moltissime sfaccettature delle epoche storiche. Tradizioni in fondo mai abbandonate; il collezionismo minore consente di ricercare nel passato le radici, le usanze e soprattutto i valori che sono all’origine della nostra identità. Non solo, rappresenta anche un modo simbolico per individuare e classificare le sensazioni di una comunità nazionale. Mi affascina l’idea della tutela dello Stato che entra anche nell’aspetto tradizionale di una nazione e nel suo essere comunità. Pertanto, oggi, abbiamo presentato la prima proposta di legge, in assoluto, nella storia parlamentare, che mira ad attribuire la giusta dignità a questo fenomeno che registra un notevole indotto economico sia in Italia che a livello internazionale. Di qui la nascita di una Fondazione che possa collegarsi ad associazioni nazionali, senza scopo di lucro, per promuovere mostre ed eventi del collezionismo minore. Mi adopererò affinchè tale proposta venga sostenuta da tutti i gruppi parlamentari che – conclude Cirielli – hanno a cuore la storia, la tradizione e la cultura della nostra Patria”.

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Proiezione del film Fiore – La (ri)educazione del minore autore di reato

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

Roma Lunedì 14 Novembre 2016, ore 16:00 Dipartimento di Giurisprudenza – Aula 1 Via Ostiense 159 Con la proiezione del film Fiore di Claudio Giovannesi inizia la serie di incontri dell’attività formativa “Diritto penale al cinema” (2 CFU) per l’a.a. 2016-2017, tenuta dalla prof.ssa Antonella Massaro e dal prof. Luca Loschiavo. La partecipazione è libera, aperta anche a coloro che non fossero interessati al conseguimento dei CFU. Il film di Claudio Giovannesi, presentato a Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, racconta la storia di Daphne e Josh, che, dopo aver commesso delle rapine, devono scontare la pena in un carcere minorile. Fiore si mostra interessante nella prospettiva di “Diritto penale al Cinema” anche per le sue modalità di realizzazione. Come scrive il regista “La realizzazione di Fiore, dalla scrittura alla messa in scena, si è basata sulla documentazione: sull’incontro con la realtà e successivamente sulla sua trasformazione in drammaturgia e racconto per immagini, con l’obiettivo di realizzare un film con il massimo grado di verosimiglianza possibile. Con questo intento, io e gli sceneggiatori abbiamo trascorso un periodo di quattro mesi (da gennaio a maggio 2014) di insegnamento volontario all’interno dell’Istituto Penale per i Minori di Casal del Marmo: il carcere minorile di Roma. Abbiamo coinvolto i detenuti, ragazzi e ragazze, in una serie di laboratori sul tema del linguaggio video e cinematografico, per riuscire a scrivere la sceneggiatura all’interno del carcere e basarla sulle loro esperienze e sulle loro reali biografie”. All’incontro successivo alla proiezione, durante il quale si discuterà del tema “La (ri)educazione del minore autore di reato”, parteciperanno Francesco Cascini (Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità) e Alessio Scandurra (Coordinatore dell’Osservatorio di Antigone sulle condizioni di detenzione in italia). Interverrà anche Daphne Scoccia, l’attrice protagonista di Fiore.

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Illegale esame del minore senza consenso

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Una psicologa impugnava giudizialmente la delibera del Consiglio dell’Ordine degli psicologi con la quale le veniva inflitta la sanzione dell’avvertimento per  violazione dell’art. 31 del codice deontologico avendo sottoposto ad osservazione psicologica una minore di circa cinque anni, figlia naturale riconosciuta dai genitori, su incarico del padre di cui era Consulente Tecnico di Parte [CTP] nella controversia dinanzi al Tribunale dei Minori con la madre e senza il consenso di costei, affidataria della medesima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il precedente giudizio e dando rilievo al principio – di cui al suddetto art 31 del codice deontologico – per cui le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono generalmente subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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L’audizione del minore nei procedimenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Due recenti sentenze ampiamente riprese dai giornali, una della Corte di Cassazione e l’altra della Corte d’appello di Lecce, riportano in primo piano il tema della volonta’ dei minorenni nella determinazione delle condizioni di separazione dei genitori. Secondo la Corte d’Appello di Lecce, il figlio di marito e moglie separati e’ libero di decidere, anche se ancora minorenne, se incontrare il papa’, o la mamma, “non affidatario/a”. La sentenza muove dal caso di una bambina di 12 anni, data  in affidamento condiviso alla madre che vive in Puglia, che si rifiuta di vedere il padre dal momento in cui ha saputo che questi ha sporto denuncia contro la madre. Di senso diametralmente opposto la decisione della Corte di Cassazione di poco precedente (8 luglio 2009) secondo cui: “Risponde penalmente la madre che, eludendo il provvedimento del giudice civile in ordine all’affidamento del minore, impedisca al padre di tenerlo con se’ durante le vacanze nel periodo stabilito”. Nel caso in questione, la mamma e’ stata condannata a sei mesi di reclusione e al risarcimento danni in favore del padre non affidatario della bambina, poiche’ “non si era adoperata per favorire gli incontri con il marito separato”, dimostrando cosi’ di non tutelare l’effettivo interesse della bambina, ma piuttosto di “coltivare il proposito di vulnerare l’interesse del marito a frequentarla”. Il ruolo del minore (e delle sue dichiarazioni) nella nuova legge sull’affidamento condiviso (n. 54/2006) si presta ad applicazioni molto controverse e criticate, come accaduto per queste due pronunce, e riveste un ruolo particolarmente delicato. La nuova legge infatti sancisce la possibilita’ per il giudice di “sentire” i minori coinvolti in procedure di separazioni e divorzio, quando abbiano compiuto dodici anni o anche prima a seconda della loro capacita’ di disconoscimento. La dichiarazioni del minore nel procedimento sebbene non siano vincolanti, aiuteranno comunque il giudice a comprenderne i desideri e le necessita’. Ma l’audizione del minore e’ operazione tutt’altro che semplice per diversi motivi. In primo luogo perche’ avviene in un contesto giudiziario spesso altamente conflittuale, contesto in cui i genitori possono essere tentati di utilizzare il “minore” come grimaldello per strappare concessioni all’altro coniuge, o come “ariete” per ferire l’altro. Ed e’ altrettanto innegabile la frequenza con cui il genitore “affidatario” o con il quale il minore convive, cerchi di fare sul minore un vero e proprio lavaggio del cervello per proiettare una immagine estremamente negativa dell’ex coniuge e condizionare il rapporto del minore con l’altro genitore. Il rischio di contaminazioni della volonta’ del minore da parte di uno dei due genitori e’ dunque molto elevato, ma non ci sembra questo un motivo sufficientemente valido ad escluderlo da decisioni che riguarderanno il suo futuro, il suo rapporto con i propri genitori, l’assiduita’ della frequentazioni con l’uno o con l’altro. Ne’ e’ sufficiente a dare per scontato che la sua volonta’ sia traviata da uno dei due genitori. E qui interviene il delicato ruolo del giudice, il cui scopo principale nel sancire la frequenza dei rapporti con il genitore non convivente  e’ prima di tutto “tutelare l’effettivo interesse” del minore, applicando ove possibile i principi della bigenitorialita’ e dell’affidamento condiviso, utilizzando l’affidamento ad uno solo dei genitori solo come extrema ratio. L’audizione di un minore in un processo non e’ prassi comune e soprattutto nelle situazioni in cui il minore dichiara di non voler vedere uno dei due genitori e’ indispensabile che questo ascolto non avvenga da parte del solo giudice, ma che questi si faccia affiancare da pedagoghi o psicologi infantili che verifichino con accertamenti mirati se questa e’ l’effettiva volonta’ del minore o se sia stato invece oggetto di “plagio”. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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