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Posts Tagged ‘minorenni’

Al via servizio del Campidoglio in favore di donne vittime e figli minorenni

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Roma. E’ stato aggiudicato per 12 mesi il servizio di accoglienza in favore di 24 vittime di tratta e sfruttamento sessuale. Obiettivo: tutelare le donne inserite nei piani di protezione e inclusione per le vittime di circuiti criminali accolte nelle strutture protette di Roma Capitale, offrendo uno “spazio protetto” e, nel contempo, assicurare collaborazione agli organi di Sicurezza e di Magistratura.Le donne, in prevalenza immigrate comunitarie ed extracomunitarie, dovranno manifestare l’intenzione ad un percorso individualizzato. Saranno accolte in strutture suddivise in due lotti (12 posti ciascuno), in grado di ospitare anche i figli di minore età, gestanti o minorenni: in casa famiglia (6 posti) o avviate a programmi di semi autonomia (6) disponibili per le donne già in struttura e per le ospiti del sistema antitratta nazionale, che siano abbastanza autonome da proseguire il percorso senza dover contare sulla presenza continuativa degli operatori.
La casa famiglia sarà attiva h24 con 7 operatori qualificati coordinati da un responsabile specializzato, 365 giorni all’anno. Garantirà accoglienza immediata nelle 24 ore, qualora ci siano posti disponibili, a seguito di richiesta delle Forze dell’ordine. Operativi anche i mediatori culturali. Tra gli obiettivi: protezione e assistenza; formazione professionale e inserimento lavorativo; sostegno al recupero delle condizioni psicofisiche e alla scelta di emancipazione; comprensione interetnica e integrazione culturale. Obiettivi dei programmi di semi autonomia: consolidamento dell’autogestione; recupero di rapporti personali rilevanti; sostegno all’accantonamento economico, all’autonomia alloggiativa e al percorso di conversione del permesso di soggiorno.
Il servizio “Roxanne” che presidia i servizi di sensibilizzazione, contrasto e sostegno nella duplice dimensione sociale e di riduzione del danno, può prorogare il soggiorno delle donne (massimo 18 mesi) nella struttura protetta. Ciò tenendo conto dell’evoluzione del percorso e di eventuali ulteriori esigenze di protezione. “Un servizio innestato in un sistema preesistente già articolato”, sottolinea l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “La tratta di essere umani, di bambini e donne, specie per sfruttamento sessuale è un fenomeno che una comunità solidale deve affrontare con coraggio e preparazione. Mettiamo professionisti a disposizione delle donne, coinvolgendole in un piano personalizzato in cui siano sempre attive. Noi le affianchiamo e le sosteniamo, ma la loro scelta è fondamentale per uscire dal circuito criminale”.

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Gli emigranti minorenni sono un problema nel problema se consideriamo la mortalità infantile

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Dentro questa tragedia, infatti, s’inserisce drammaticamente un’altra che la stessa marea migratoria avrebbe voluto in qualche modo esorcizzare: Nel 2012, circa 6,6 milioni di bambini in tutto il mondo – 18.000 di bambini ogni giorno – sono morti prima di aver compiuto cinque anni. Da allora ad oggi il loro numero tende a crescere. È quanto dichiara il nuovo rapporto presentato da UNICEF, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Banca Mondiale e Dipartimento degli Affari sociali ed Economici delle Nazioni Unite- Divisione Popolazione.
“La maggior parte, di questi decessi, può essere evitata, utilizzando misure semplici che molti paesi hanno già messo in atto – ma ciò di cui abbiamo bisogno è che dobbiamo agire con molta più urgenza”.
Le principali cause di morte dei bambini sotto i cinque anni sono polmonite, nascite premature, asfissia neonatale, diarrea e malaria. A livello mondiale, circa il 45% dei decessi sotto i cinque anni sono legati alla malnutrizione. Circa la metà dei decessi sotto i cinque anni avvengono solo in cinque paesi: Cina, Repubblica Democratica del Congo, India, Nigeria e Pakistan. L’India (22%) e la Nigeria (13%) insieme contano oltre un terzo di tutte le morti di bambini sotto dei cinque anni. I neonati sono particolarmente a rischio. “La cura della madre e del bambino, nelle prime ventiquattro ore di vita dalla nascita, è fondamentale per la salute e il benessere di entrambi” dice Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS. “La metà di tutte le morti neonatali avvengono entro il primo giorno”. Le vite della maggior parte di questi bambini potrebbero essere salvate se essi avessero accesso ad alcuni servizi di assistenza sanitaria di base, quella durante e dopo il parto; farmaci a basso costo come gli antibiotici, pratiche come il contatto pelle a pelle tra madre e neonato e l’esclusivo allattamento al seno per i primi sei mesi di vita.
Mentre a livello globale il tasso medio annuale di riduzione della mortalità dei bambini sotto i cinque anni è cresciuto dall’1,2% l’anno per il periodo 1990-1995 al 3,9% per il periodo 2005-2012 e al 4% dal 2012 ad oggi, esso rimane insufficiente per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio numero quattro, che si propone di ridurre il tasso di mortalità sotto i cinque anni di due terzi tra il 1990 e il 2018. “I continui investimenti da parte dei paesi per rafforzare i sistemi sanitari sono essenziali per garantire che tutte le madri e i bambini possano disporre delle cure accessibili e di qualità di cui hanno bisogno per vivere una vita sana e produttiva.” L’Africa subsahariana, in particolare, deve affrontare sfide importanti come regione con i più alti tassi di mortalità infantile nel mondo. Con un tasso di novantotto morti ogni 1.000 nati, un bambino nato nell’Africa subsahariana corre un rischio sedici volte maggiore di morire prima del suo quinto compleanno di un bambino nato in un paese ad alto reddito. Tuttavia, l’Africa subsahariana ha registrato una notevole accelerazione nel suo progresso, con un tasso annuale di riduzione delle morti cresciute dallo 0,8% nel periodo 1990-1995 al 4,1% nel 2005-2012. Salvare i propri figli dalla fame e dalle malattie diventa, quindi, un motivo più che valido per emigrare e se i familiari dei minori si rendono conto che non hanno i mezzi per trasferirsi preferiscono affidare la loro prole ad altri nella speranza che almeno loro possono avere qualche chance in più per sopravvivere. (Riccardo Alfonso)

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96.500 minorenni non accompagnati hanno chiesto asilo in Europa nel 2015

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2016

Giacomo_Guerra_UnicefL’UNICEF oggi ha chiesto misure urgenti per proteggere i bambini rifugiati e migranti non accompagnati n Europa – che sono a serio rischio di abusi, traffico e sfruttamento, il cui numero ha raggiunto lo scorso anno la cifra record di oltre 95.000.Tra i bambini rifugiati e migranti non accompagnati, l’Interpol stima che uno su nove risulti disperso o mancante, ma le cifre devono ritenersi di gran lunga superiori. In Slovenia, per esempio, oltre l’80% dei bambini non accompagnati risulta scomparso dai centri di accoglienza, mentre in Svezia fino a 10 bambini ogni settimana risultano dispersi. All’inizio di quest’anno 4.700 bambini non accompagnati sono stati registrati come mancanti in Germania.”I minorenni non accompagnati sono vittime di falle. Molti semplicemente scappano dai centri di accoglienza per unirsi alle loro famiglie allargate mentre aspettano, o perché non hanno avuto un pieno ascolto della determinazione del loro superiore interesse o i loro diritti non sono stati spiegati”, ha detto Marie Pierre Poirier, coordinatore speciale UNICEF per i rifugiati e la crisi migranti in Europa.Questo appello giunge mentre gli Stati membri dell’Unione europea iniziano le negoziazioni volte a creare un sistema più equo e più sostenibile per i migranti e rifugiati. L’UNICEF ha sottolineato che qualsiasi decisione che riguarda i bambini dovrebbe essere basata sul loro superiore interesse e ha chiesto che questo principio sia rafforzato nel Regolamento di Dublino, attualmente in discussione.L’UNICEF ha anche sottolineato l’importanza di accelerare le decisioni che coinvolgono un minorenne, sottolineando che i bambini attualmente devono aspettare fino a 11 mesi tra registrazione e trasferimento in un paese che ha accettato di accoglierli. L’UNICEF chiede di abbreviare il periodo di attesa in non più di 90 giorni, con la nomina immediata di un tutore, e che il ricongiungimento familiare sia accelerato. Questa è la chiave per proteggere i bambini non accompagnati e impedire che scompaiano.Gli ultimi dati disponibili mostrano che 96.500 minorenni non accompagnati hanno chiesto asilo in Europa nel 2015 – circa il 20% del numero totale di bambini che hanno cercato protezione. La maggior parte erano adolescenti provenienti dall’Afghanistan, mentre i siriani rappresentavano il secondo gruppo. Un numero significativo di questi minorenni ha meno di 14 anni, hanno viaggiato da soli, senza la protezione dei familiari, adulti o tutori.
In alcuni paesi, i minori non accompagnati rappresentavano più della metà di tutti i bambini che sono arrivati nel 2015. In Svezia, gli adolescenti non accompagnati erano il 50% di tutti i bambini rifugiati, mentre in Italia sono arrivati 12.300 bambini non accompagnati e ulteriori 4.000 con le loro famiglie.

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Forte aumento del numero di bambini rifugiati e migranti che attraversano l’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIACon un numero record di bambini rifugiati e migranti – 700 al giorno in cerca di asilo in Europa – l’UNICEF ha identificato cinque gruppi di bambini vulnerabili – i neonati; i minorenni con disabilità, i dispersi, gli abbandonati e gli adolescenti non accompagnati – e sta portando avanti attività specifiche per venire incontro alle loro esigenze.Dall’estate del 2015, il numero di bambini e donne è aumentato costantemente e non si arresta con l’avvicinarsi dell’inverno. Non è solo senza precedenti – nella storia recente – il numero totale di bambini richiedenti asilo nell’Unione europea – 214.000 in totale da gennaio a settembre di quest’anno, secondo gli ultimi dati di Eurostat – ma è senza precedenti anche il numero di bambini in movimento. Nel mese di giugno, solo uno rifugiato/migrante su 10 tra quelli registrati che hanno attraversato il confine dalla Grecia alla ex Repubblica Jugoslava di Macedonia attraverso Gevgelija era un bambino. Ad ottobre, era uno su tre tra quelli registrati allo stesso confine. Solo in Svezia, il numero totale dei minorenni non accompagnati richiedenti asilo – 24.000 – è superiore a quello totale dello scorso anno nell’intera Europa.”Questi giovani sono determinati ad ottenere una vita migliore per loro stessi, ma il loro futuro è in bilico mentre attraversano l’Europa. Non possiamo deluderli”, ha detto Marie-Pierre Poirier, Coordinatore speciale UNICEF per la crisi dei Rifugiati e Migranti in Europa. “La domanda per noi è: siamo pronti per questo? L’Europa è adatta, saremo in grado di dare a questi bambini il futuro per cui stanno rischiando la vita?”. A sostegno di questi 5 gruppi di bambini vulnerabili sono già state attivate dalle autorità governative, dall’UNICEF, dall’UNHCR, dalla Croce Rossa, dagli operatori per la protezione umanitaria e dagli assistenti sociali nazionali alcune azioni che però devono essere intensificate con urgenza:
1. neonati e bambini piccoli: è necessario far fronte all’inverno, prevenendo malattie e morti ed evitando cambiamenti imprevedibili e improvvisi durante le procedure alla frontiera.
2. Bambini con disabilità e con particolari necessità: hanno bisogno di adeguate strutture e servizi specializzati.
3. Bambini dispersi: per impedire ai bambini di essere separati dalle loro famiglie o da chi si prende cura di loro durante il viaggio, è importante garantire un adeguato controllo da parte degli operatori sociali e degli interpreti, utilizzando un sistema per rintracciare le famiglie.
4. Bambini abbandonati: quelli che non hanno mezzi finanziari, contatti o reti di supporto per evitare di finire nelle mani dei trafficanti e delle bande criminali e sono esposti a violenza, abuso e sfruttamento sessuale; hanno bisogno di cure urgenti e di protezione, come un qualificato tutore individuato dai servizi sociali per i minori.
5. Adolescenti non accompagnati coinvolti nelle migrazioni – Si tratta soprattutto di ragazzi di età compresa tra i 14 ei 17 anni, molti provenienti dell’Afghanistan, che non vogliono essere identificati come minori non accompagnati o separati. E’ nel loro interesse permettergli di continuare il loro viaggio e prevenire ulteriori danni. Quando i bambini rimangono nei centri di accoglienza per mesi, mentre le loro richieste di asilo vengono esaminate, l’UNICEF richiede che siano aumentate le misure per la loro sicurezza (servizi igienici separati, illuminazione adeguata e personale 24 ore su 24, 7 giorni su 7).

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Rilascio minorenni palestinesi detenuti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2011

UNICEF and Fairy

Image by HowardLake via Flickr

L’UNICEF ha accolto con favore il rilascio da parte del governo israeliano di 55 minorenni palestinesi detenuti, come parte di un accordo con scambio di prigionieri; l’UNICEF ha auspicato ulteriori progressi sulla questione dei bambini e degli adolescenti detenuti. “Accogliamo con favore questo rilascio di minorenni da parte delle Autorità
Israeliane e ci aspettiamo ulteriori progressi nella vicenda dei minorenni detenuti”, ha dichirato Jean Gough, Rappresentante Speciale dell’UNICEF nel Territorio palestinese occupato.I 55 ragazzi liberati sono di età compresa tra 14 e 17 anni. Al 1° dicembre erano complessivamente 161 i palestini sotto i 18 anni di età detenuti nelle carceri militari israeliane.

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Accertamenti identità e burocrazia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Roma. “L’intervento degli Agenti del Gruppo XIX a Torrevecchia nei confronti di tre nomadi che avevano commesso furti in alcuni negozi è iniziata alle 12,45 e finita alle 23.00,  ha impegnato ben 7 Agenti della Polizia Municipale che hanno provveduto al fermo delle minorenni romene, al loro  accompagnamento e piantonamento all’Ospedale Gemelli per verificare l’età anagrafica tramite visite ed esami medici e al controllo della validità dei loro documenti presentati dai genitori solo in un secondo momento.” lo ha dichiarato in una nota Alessandro Marchetti, Segretario Generale aggiunto Sulpm
“Gia’ siamo pochi e per ogni intervento restiamo poi imbrigliati nella burocrazia.” ha concluso Marchetti “Il Corpo della Polizia Municipale di Roma dovrebbe avere un organico del 60% piu’ grande rispetto a quello attuale. A Milano  per esempio, gli agenti sono 3.500 su un territorio 4 volte più piccolo rispetto a quello della Capitale. Il Sindaco Alemanno ha fatto molto per la Polizia Municipale tra stabilizzazioni, assunzioni e indizione del nuovo concorso, ma è necessario  velocizzare l’ampliamento dell’organico  con i restanti 400 idonei in graduatoria, altrimenti si rischia che non possano entrare in servizio neanche per Natale.”

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No chirurgia estetica sulle minorenni

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2010

L’83% degli italiani è favorevole alla nuova legge che vieta gli interventi di chirurgia plastica per scopi estetici alle minorenni, ma il 58% ricorrerebbe ad un intervento per fini estetici. Questi alcuni dei risultati del sondaggio commissionato dal Professor Michele Zocchi, chirurgo plastico ed estetico, effettuato tramite mail e controllo dati dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1025 italiani fra i 18 e i 60 anni. E’ d’accordo con la nuova legge che vieta alle minorenni gli interventi di chirurgia plastica al seno per ragioni estetiche? Sì 83%  No 17%   Lei ricorrerebbe mai ad un intervento di chirurgia plastica per ragioni estetiche? Sì 58%  No 42%  Farebbe fare un intervento a sua figlia minorenne? Sì 9%  No 81%  Ha mai fatto ricorso a chirurgia plastica? Sì 8%   No  82% “Molti non sanno – spiega il Professor Zocchi – che dopo un intervento di mastoplastica additiva (aumento del seno)  rimangono cicatrici di 7 centimetri circa per ciascuna mammella, eredità scomoda da avere già in giovane età. Inoltre inserendo protesi prima dei 18 anni, inesorabilmente intorno ai 30 si dovranno rimuovere e ci si troverà con un eccesso cutaneo. Gli interventi futuri saranno quindi più invasivi e demolitivi”.

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Minicar, minorenni e multe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

“Due, in particolare, sono le proposte del Pd per evitare che le minicar siano ancora protagoniste di tragedie simili a quelle cui abbiamo assistito negli ultimi giorni e sono state tradotte, da tempo, in due emendamenti al Ddl sulla sicurezza stradale fermo in commissione lavori pubblici del Senato da ormai troppo tempo. Sono i due emendamenti che il governo dovrebbe approvare”. Lo dichiara il senatore del Pd Raffaele Ranucci, primo firmatario dei due emendamenti, che spiega: “La prima proposta dispone l’innalzamento dell’eta’ in cui e’ possibile mettersi al volante: dai 14 ai 16 anni e prevede anche un patentino ad hoc distinto da quello previsto attualmente per gli scooter. Questo farà sì che anche agli anziani a cui non viene rinnovata la patente per motivi medici, non a caso altri grandi utilizzatori di questi mezzi, dovranno conseguire il patentino necessario prima di mettersi alla guida”.  “Il secondo emendamento presentato al Ddl sul codice della strada – continua Ranucci – prevede poi multe più salate per chi ‘trucca’ le minicar per renderle piu’ veloci, passando dai 40-50 chilometri orari per cui sono state progettate agli 80-100 chilometri all’ora. Cinquemila euro di multa per chi le modifica oltre al sequestro immediato del mezzo e sospensione del patentino per chi guida le vetture modificate”.  Ranucci ricorda infine che il Ddl in questione e’ fermo “da luglio scorso in Commissione Lavori pubblici. Ci auguriamo ovviamente che vi sia un’accelerazione e che governo e maggioranza vogliano approvare i due emendamenti sulle minicar. Sarà utile per far sì che al più presto si abbiano misure più consone per scongiurare i pericoli per la sicurezza dei cittadini che provengono dalla strada”.

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Allarme giovani: la mappa dei reati

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Roma dal 24 al 29 agosto 2009 presso la Sala Treviri dell’Ergife Hotel (via Aurelia 619),17mo Congresso Internazionale Gruppi in Tempo di Conflitti. Non è  solo bullismo: dietro questi atti ci sono paure, angosce e vuoti valoriali  La maggior parte dei reati è rappresentata da quelli contro il patrimonio: si tratta di 20.432 casi divisi perlopiù in furti (quasi 12.000), danni a cose, animali, terreni, etc… (poco più di 3.000) e truffe (poco più di 3.000). Le ragazze minorenni denunciate costituiscono circa il 16% del totale. Sono 6.495 i minorenni denunciati nel 2007 ma non imputabili perché minori di 14 anni: costituiscono il 17% del totale. È quanto emerge da un’elaborazione C.O.I.R.A.G. su dati Istat riferiti all’anno 2007. Sono dati che mettono in rilievo le conseguenze negative della deriva di un conflitto, o dell’assenza di un conflitto che dovrebbe invece aiutare a crescere e a maturare. La costruzione e il consolidamento di una identità personale sono le questioni che un certo tipo di letteratura clinica sottolinea come il problema fondamentale del nostro tempo: epoca di identità diffuse, fragili, liquide, indefinite, normotiche, ecc., secondo le definizioni inventate da psicologi e sociologi. Queste “nuove” mal definite identità, sembrano essere la risposta individuale pseudo-adattiva in un tempo, il nostro, di conflitti esternalizzati, giocati sul piano etnico, religioso, politico (agiti nel reale), ma evitati a livello intrapsichico o intersoggettivo, perché un funzionamento psichico primitivo tende a spostare lo scontro fuori da sé e dal proprio contesto. L’adolescente è un soggetto alla ricerca di un’identità ma allo stesso tempo vuole scappare dal limite che assumersi un’identità comporta.  Una realtà  sociale e psichica tanto indefinita, che fa vacillare l’identità  personale e interferisce con il riconoscimento di sé attraverso gli altri, che minaccia le alleanze inconsce a fondamento della costruzione dei legami intersoggettivi, crea un mondo particolarmente instabile per gli adolescenti che devono affrontare il complesso intersecarsi di esigenze diverse: essere da sé il proprio fine, essere conformi ai miti fondatori e occupare il posto prescritto loro, tener conto delle esigenze contraddittorie della modernità e raccoglierne l’eredità. Le conseguenze sono gravi perché senza le garanzie e le certezze che consentono di affrontare ed elaborare i limiti e le mancanze, non si possono compiere i processi necessari al raggiungimento del sentimento basico di appartenere a un sé proprio.  Bisogna poter evitare gli eccessi dell’imitazione e dell’opposizione per affiancare al riconoscimento e alla riconoscenza per i nostri modelli (genitori, maestri, analisti) la potenzialità personale di differenziarsi e di elaborare una posizione propria.
La Peer Education. L’educazione tra pari rappresenta uno dei più significativi modelli di lavoro con e per gli adolescenti: di questa metodologia, di disagio adolescenziale e  metodi di prevenzione del rischio si discuterà al. Esperti ed ospiti di livello internazionale affronteranno le grandi questioni globali che hanno una diretta influenza sui singoli individui e sulle società, analizzando quelle istanze sociali e culturali e i loro effetti sulla vita di tutti i giorni. http://www.coirag.org

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Ddl che vieta vendita di sigarette ai minori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

«Tempi rapidi per l’approvazione del ddl che vieta di vendere le sigarette ai minorenni». Ad assicurarlo dal Sanit 2009, IL 6° ffrum internazionale della Sanità che si sta svolgendo a Roma in questi giorni, è il senatore del Pdl Stefano De Lillo, tra i promotori del disegno di legge. «In Italia sono 1.200.000 i giovani che si accostano al fumo tra i 15 e i 24 anni, ben 130.000 di loro hanno tra i 15 e i 17 anni – fa sapere De Lillo – mentre 26% dei ragazzi accende la prima sigaretta prima dei 15 anni e il 58% dei giovani comincia a fumare tra i 15 e i 17 anni. «Questi dati dimostrano la pericolosità e i grandissimi costi sociali che il fumo ha per la popolazione italiana», spiega il senatore del Pdl che assicura su come «il ddl sia condiviso da tutte le forze politiche. I tempi di attuazione saranno quindi rapidi anche perché è stata chiesta l’approvazione in via legislativa, senza quindi passare in aula». «Con questa legge – spiega De Lillo – vogliamo recepire una direttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che estende almeno a 18 anni il limite di fumo. Chiediamo che non sia possibile fumare negli ambiti scolastici, cortili compresi e tutta una serie di altre iniziative per dissuadere e informare soprattutto i giovani che sono i fruitori più deboli».

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