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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Minzolini: Voto di scambio?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

minzolini“Nessuno scambio, nessun voto di favore, come va farneticando il M5S ma l’applicazione della libertà di voto dei senatori del Partito democratico su un caso controverso come quello di Minzolini”. Lo dichiara la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd. “Rigetto con forza – aggiunge Maturani – le accuse e le illazioni provenienti dai 5stelle che evidentemente hanno difficoltà ad accettare che altri, come è avvenuto nel voto di oggi, possano decidere in piena libertà di coscienza di astenersi, di votare a favore o contro o di uscire dall’Aula. Rispettare le scelte altrui, riconoscere il valore della libertà di voto, rispettare l’istituzione di cui si fa parte sarebbero principi che il M5S dovrebbe imparare a praticare”, conclude Maturani. (fonte foto: Il fatto quotidiano)

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Forza Italia salva Lotti, il Pd salva Minzolini

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

Forza Italia ha dato una mano al PD a salvare il ministro renziano Luca Lotti dalla mozione di sfiducia del M5S; oggi il PD salva dalla decadenza il senatore forzista Augusto Minzolini, condannato in via definitiva per peculato continuato: questo è un vero e proprio scambio di favori, un do ut des all’insegna dell’impunità, ‘io salvo i tuoi, tu salvi i miei’.
PD e Forza Italia sono sempre a braccetto quando si tratta di salvarsi le poltrone e la pensione. Ieri hanno ignorato le accuse pesantissime della Procura che sta indagando su Lotti per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento per il caso Consip, oggi addirittura se ne sono fregati delle sentenze dei giudici.
Augusto Minzolini a novembre 2015 è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi di carcere per peculato continuato. Quando era il ‘direttorissimo’ del TG1, in epoca berlusconiana, ricevette una carta di credito aziendale come benefit aggiuntivo e, secondo i giudici che lo hanno condannato, usò la sua disponibilità di denaro in maniera spregiudicata e senza rendicontare le sue spese in maniera corretta. I giudici dicono che Minzolini non ha fornito le giustificazioni per circa 65 mila euro spesi per pranzi e cene con la sua carta di credito aziendale. Minzolini fu inizialmente assolto in primo grado, poi condannato in secondo grado nell’ottobre del 2014. La condanna venne successivamente confermata in Cassazione. Per la Legge Severino doveva decadere immediatamente dalla carica di senatore. La Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato a luglio scorso aveva dato parere favorevole alla decadenza di Minzolini da senatore. Ma oggi l’Aula del Senato, con un escamotage parlamentare, ha capovolto l’esito della decisione della Giunta. In un colpo solo sono andati contro La Legge Severino, contro la Relazione della Giunta e hanno disatteso le sentenze di condanna dei giudici che prevedevano anche l’interdizione di Minzolini da qualsiasi carica pubblica. E’ chiaro che si sentono sempre e comunque al di sopra della legge e dei cittadini.
I berlusconiani di ferro hanno esultato come allo stadio: “Oggi finalmente è decaduta la legge Severino!”, quella legge di civiltà che permetteva ai politici condannati in via di definitiva di non mettere più piede in Parlamento. Minzolini è stato salvato dai senatori di Forza Italia, PD, i verdiniani di Ala, Lega, Ap-Ncd: questo è il garantismo del PD, questo è il garantismo di Renzi! (fonte: movimento 5 stelle)

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