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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘miocardite’

Miocardite da vaccino nei più giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2022

Studio del Cardiocenter Niguarda al convegno nazionale di Cardiologia. Il vaccino del Covid 19 in dieci casi su centomila può provocare nella popolazione compresa tra i 16 e i 30 anni un’infiammazione del cuore. «Il rischio di una miocardite da vaccino – spiega Enrico Ammirati, cardiologo del Cardiocenter di Niguarda, sostenuto dalla fondazione De Gasperis – è reale ma non è chiaro se e quanto dipenda da fattori individuali. La fascia di età interessata, infatti, è quella che normalmente non viene sottoposta a vaccinazioni e stiamo cercando di capire se la concentrazione di casi in questa fascia di età possa dipendere ad esempio da fattori ormonali e non solo nello specifico dal vaccino anti-COVID19». Ammirati discuterà questo problema al 56° convegno nazionale di cardiologia che si terrà a Milano dal 19 al 22 settembre e che è promosso dalla fondazione De Gasperis. Il Cardiocenter, all’inizio del 2021, ha seguito il primo caso al mondo di miocardite da vaccino e non ha smesso di studiare il fenomeno, che nel 95% dei casi si risolve con la guarigione del paziente. «il rischio del miocarditi da vaccino non cancella l’utilità della vaccinazione» puntualizza Ammirati. (Credit Foto: Ospedale Niguarda) https://www.degasperis.it

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Miopericardite, ecco il livello di rischio dopo vaccino anti-Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Il rischio di miopericardite dopo vaccino contro COVID-19 è basso, non maggiore, ma in alcuni casi addirittura inferiore, a quello osservato dopo altre vaccinazioni. Ecco quanto conclude Ryan Ruiyang Ling, studente della Yong Loo Lin School of Medicine dell’Università Nazionale di Singapore, che assieme ai colleghi ha valutato su The Lancet Respiratory Medicine i dati di quattro database internazionali.«Fino a marzo 2022 sono state somministrate nel mondo oltre 10 miliardi di dosi di vaccini contro COVID-19 e, nonostante gli effetti collaterali siano generalmente lievi e autolimitanti, la miopericardite è un evento avverso sempre più segnalato» scrivono i ricercatori, che hanno svolto una revisione sistematica e una meta-analisi confrontando l’incidenza di miopericardite dopo la vaccinazione contro COVID-19 con quella successiva al vaccino per altre malattie.Lo scopo era esplorare il rischio di miopericardite negli individui vaccinati per COVID-19 e quantificare l’incidenza di miocardite e pericardite dopo aver ricevuto altri vaccini. Oltre alle vaccinazioni anti-COVID-19 (395 milioni, di cui 300 a mRNA), sono stati esaminati di i dati relativi al vaccino contro il vaiolo (2,9 milioni), l’influenza (1,5 milioni) e altre malattie infettive (5,5 milioni) somministrati tra gennaio 1947 e dicembre 2021. E tirando le somme, l’incidenza totale di miopericardite per milione di dosi di vaccino contro COVID-19 è risultata di 18 casi, un tasso significativamente inferiore rispetto ad altri vaccini per i quali la media era di 56 casi per milione di dosi, con un picco a 132 casi per milione della vaccinazione contro il vaiolo. «Va segnalata un’incidenza di miopericardite leggermente superiore nei maschi con età media di 25 anni, specie in associazione ai vaccini mRNA» riprende Ling, precisando che l’analisi ha incluso una bassa percentuale di persone sotto i 12 anni, cosa che mette in discussione la trasferibilità dei risultati per questa fascia di età.E in un editoriale di commento Margaret Ryan, professore di sanità pubblica all’Università di California San Diego, scrive: «Le probabilità di sviluppare la malattia, comunque, non sembrano maggiori per i vaccinati con più di 12 anni rispetto ad altri vaccini e i benefici superano di molto il rischio di miopericardite che, anche con altri vaccini, potrebbe dipendere una reazione infiammatoria post-vaccinale, che in rari casi può colpire il cuore». (fonte doctor33)

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Miocardite dopo vaccino anti-Covid-19, chi colpisce e quanto è grave

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2022

Dall’analisi dei casi di miocardite segnalati negli Stati Uniti a seguito della vaccinazione contro il SARS-CoV-2 con un vaccino a mRNA, è emerso che il rischio di incorrere in questo effetto collaterale è maggiore negli adolescenti maschi e nei giovani uomini, soprattutto dopo la seconda dose. La miocardite sembra avere comunque una durata inferiore rispetto a quella che si presenta a seguito di un’infezione virale, e spesso si risolve con la sola assunzione di antinfiammatori. Come riportato in uno studio pubblicato su JAMA, su un totale di oltre 354 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech o Moderna, somministrate a oltre 192 milioni di persone, le miocarditi segnalate al Vaccine Adverse Event Reporting System sono state 1.991. Di queste, 1.626 rientravano nella definizione di caso di miocardite probabile o confermato del Centers for Disease Control and Prevention. Si è visto che l’età media delle persone colpite era 21 anni e la maggior parte (73%) delle miocarditi si è verificata in giovani con meno di 30 anni. L’effetto collaterale ha riguardato soprattutto gli uomini, che rappresentavano l’82% degli individui interessati, e nella stragrande maggioranza (82%) è insorto dopo la seconda dose di vaccino, prevalentemente entro 7 giorni e con un tempo mediano di insorgenza dei sintomi di 2 giorni. Tra i più colpiti dopo la seconda dose c’erano i maschi di 12-15 anni (con un tasso di miocardite pari a 70,73 per milione di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech), tra quelli di 16-17 anni (105,86 per milione di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech) e di 18-24 anni (52,43 e 56,31 per milione di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech e del vaccino Moderna, rispettivamente). Tra i sintomi riferiti nelle persone con meno di 30 anni, vi erano per lo più malessere, pressione o dolore al petto, ma anche dispnea o respiro corto. Tra i 676 casi di cui si disponeva di dati sul trattamento, l’87% ha ricevuto farmaci antinfiammatori non steroidei e il 12% glucocorticoidi e immunoglobuline per via endovenosa. Per 12 casi è stato necessario ricorrere a medicinali vasoattivi e in 2 si è arrivati all’intubazione o alla ventilazione meccanica. Comunque, quando lo studio si è concluso, il 98% dei ricoverati in ospedale era stato dimesso. Inoltre, alla dimissione i sintomi si erano risolti per l’87% dei pazienti. Gli autori ricordano come, al contrario delle miocarditi insorte dopo un vaccino, i tipici casi di miocardite virale possono avere un decorso clinico più variabile. «Per esempio, fino al 6% dei tipici casi di miocardite negli adolescenti richiede un trapianto di cuore o provoca il decesso» ricordano. (fonte Doctor33)

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Vaccini Covid e miocardite

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

“Analisi preliminari” di nuovi dati, relativi alle segnalazioni di effetti cardiaci indesiderati successivi a vaccinazione anti-Covid con prodotti a mRna, e “provenienti da Paesi nordici” fra cui anche Svezia e Danimarca, “indicano la possibilità che il rischio di miocardite negli uomini più giovani possa essere maggiore dopo una seconda dose di Spikevax*”, il vaccino di Moderna, “rispetto a una seconda dose di Comirnaty*” di Pfizer/Biontech, “sebbene sia necessaria un’ulteriore valutazione. A sottolinearlo l’Ema dopo che la Svezia e la Danimarca hanno annunciato la sospensione precauzionale delle somministrazioni del vaccino Spikevax, rispettivamente nelle popolazioni under 30 e under 18. Il Prac valuterà i nuovi dati per determinare se è necessario aggiornare i consigli attuali nelle informazioni di prodotto. Risultano infatti “in aumento le segnalazioni di effetti collaterali come miocardite e pericardite”, ha spiegato l’Agenzia svedese per la sanità pubblica, pur precisando che “il rischio di essere colpiti da questi effetti collaterali è molto basso”. “Come comunicato in precedenza – torna a raccomandare l’Ema – gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite nelle persone vaccinate con Comirnaty o Spikevax”. In ogni caso, l’agenzia ribadisce che “i vaccini Covid-19 autorizzati sono efficaci nel ridurre il rischio di Covid-19”, nonché “i ricoveri ospedalieri e i decessi dovuti a Covid-19. Come per tutti i vaccini, l’Ema continuerà a valutare i dati emergenti su questi prodotti, per garantire che i loro benefici continuino a superare i loro rischi”. E se l’Ema ha messo sotto attenzione l’uso dei vaccini a mRna negli under 18 uno studio di coorte condotto negli Usa e basato su una popolazione di quasi 2,4 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose ha evidenziato come i casi di miocardite acuta che si sono verificati dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid a mRna risultano essere “estremamente rari nella popolazione adulta dai 18 anni in su”. Sulla coorte analizzata – composta da over 18, della rete di centri medici Kaiser Permanente Southern California (Kpsc) – l’incidenza di questi eventi rari è stata di 5,8 casi per 1 milione di persone dopo la seconda dose (1 caso per 172.414 soggetti completamente vaccinati). I dati di incidenza ricavati su questa coorte sono stati confrontati con quelli di persone non esposte al vaccino Covid. Fra i 2,4 milioni di soggetti con almeno una dose di vaccino all’attivo esaminati, metà aveva ricevuto Moderna e metà Pfizer/Biontech. In questa coorte, il 54,0% erano donne, il 31,2% bianchi, il 6,7% neri, il 37,8% ispanici e il 14,3% erano asiatici. Età media: 49 anni, con un 35,7% di under 40 anni e un 93,5% di vaccinati con ciclo completo. Nel gruppo dei vaccinati ci sono stati 15 casi di miocardite confermata (due dopo la prima dose e 13 dopo la seconda), per un’incidenza osservata di 0,8 casi per 1 milione di prime dosi e 5,8 casi per 1 milione di seconde dosi in un’osservazione di 10 giorni finestra. Tutti i pazienti in questione erano uomini, con età media di 25 anni, in linea anche con quanto emerso da altri studi. Nel gruppo dei soggetti non esposti, ci sono stati 75 casi di miocardite durante il periodo di studio, di cui 39 (52%) uomini, età media 52 anni. Dei pazienti con miocardite post-vaccinazione, nessuno aveva una precedente malattia cardiaca. Otto pazienti avevano ricevuto Pfizer e sette Moderna. Tutti sono stati ricoverati in ospedale e sono risultati negativi per Sars-CoV-2. Il 93% ha riportato dolore toracico da 1 a 5 giorni dopo la vaccinazione. I sintomi si sono risolti in tutti i casi e nessun paziente ha richiesto il ricovero in terapia intensiva o è rientrato in ospedale dopo la dimissione. Data la natura osservazionale dello studio, non è stata stabilita alcuna relazione tra la vaccinazione anti-Covid a mRna e la miocardite post-vaccinazione. (fonte doctor33)

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Miocardite fulminante

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

Milano dal 23 al 26 settembre 53° convegno nazionale di Cardiologia promosso dalla fondazione De Gasperis. Si tratta del più importante appuntamento scientifico del settore cardiologico a livello nazionale. Nel corso dei lavori sarà presentato, tra l’altro, uno studio coordinato dal Cardio Center sulla miocardite fulminante e la possibilità, tramite la biopsia cardiaca, per individuarla tempestivamente. Detto studio è stato pubblicato su JACC (Journal of the American College of Cardiology) una delle più prestigiose riviste americane di cardiologia: http://www.onlinejacc.org/content/74/3/299
La miocardite è un’infiammazione del cuore che spesso interessa soggetti giovani. “L’età media è 40 anni, con una prevalenza tra le donne del 40%” spiega il responsabile della ricerca Enrico Ammirati della Cardiologia 2, unità operativa dell’Ospedale Niguarda diretta da Maria Frigerio e soggiunge: “Abbiamo analizzato un elevato numero di casi per capire il rischio di morte o la necessità di trapianto cardiaco che comporta questa infiammazione acuta del cuore. Chi ne soffre presenta in genere un’instabilità emodinamica e una compromissione delle condizioni generali (pressione bassa e malessere)”. Su 165 pazienti colpiti da questo tipo dalla miocardite fulminante con evidenza di infiltrato infiammatorio alla biopsia, quasi il 30% è morto entro 60 giorni dall’ospedalizzazione oppure ha dovuto subire un trapianto.

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