Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘miracolo’

Miracolo cristiano-musulmano con Francesco

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), la Confederazione Internazionale laica inter-religiosa (Cili-Italia) e il movimento internazionale “Uniti per Unire”, con le associazioni e le comunità aderenti, esprimono grande soddisfazione per lo storico ed importantissimo documento firmato, ad Abu Dhabi,dal Papa e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib sulla “Fratellanza Umana” per la pace mondiale e la convivenza comune e la storica messa di oggi 05.02 con più di 200 mila tra cristiani e musulmani dentro e fuori lo stadio che hanno testimoniato una giornata che auguriamo sia solo l’inizio del miracolo cristiano-musulmano nella penisola arabica e con il mondo musulmano a favore della convivenza inter-religiosa e il rispetto dei diritti umani e di trovare soluzioni urgenti per il massacro nello Yemen e la sofferenza dei milioni di bambini Yemeniti .Il dialogo inter-religioso torna ad essere il fulcro principale dell’azione che viene intrapresa tra il Cristianesimo e L’Islam, dove la pace, la convivenza e la collaborazione tra i popoli sono elementi fondamentali di unione e non di divisione. Le due guide spirituali chiedono a tutti i religiosi del mondo di combattere, con fermezza , chiunque usi qualsiasi religione per scopi politici o la strumentalizzi per farne del terrorismo criminale. Entrambi auspicano che tutte le risorse naturali del pianeta vengano messe a disposizione di tutti gli uomini, in nome della fratellanza. Il prof Foad Aodi, Fondatore e Presidente Nazionale delle Co-mai, medico fisiatra e consigliere all’OMCEO di Roma commenta l’evento con gioia” Con tutte le nostre associazioni e movimenti ci siamo sempre messi in gioco senza paura e ambiguità per promuovere il dialogo inter-religioso ed inter-culturale, anche in momenti in cui nessuno doveva tirarsi indietro (osservanti e laici) e decidere di non aderire a queste importanti iniziative. nelle giornate del 11 e 12.09.2016 abbiamo ottenuto un enorme riscontro di partecipazione con la nostra iniziativa #CristianinMoschea, dopo quella di #MusulmaninChiesa il 31.07.2016 dove è stata grande la presenza di autorità religiose e cittadini italiani e di origine straniera, cristiani , musulmani e laici uniti tutti contro il terrorismo e le guerre alle religioni, mentre nel 2017 abbiamo organizzato le 1000 #Cenedeldialogo, le quali hanno ottenuto grande successo, promuovendo un evento culturale senza precedenti. Ha perso l’occasione storica chi non ha aderito e addirittura cercato di ostacolare il gesto forte di aprire tutte le moschee ai cristiani e le chiese ai musulmani e laici -continua Aodi-ha solo dimostrato un inutile chiusura mentale ed inutile individualismo. Il gesto di Papa Francesco e del Grande Imam, invece, vanno nella direzione opposta, la stessa che abbiamo sempre seguito e continueremo a seguire nel nome della pace e del rispetto della dignità umana.
Il nostro appello al Governo Italiano di riconoscere il patto della fratellanza umana firmato ad Abu Dhabi come PattodiReciprocità e intensificare politiche a favore del dialogo inter-religioso e andare oltre l’esperienza delle consulte islamiche che non hanno prodotto niente di concreto e anzi ha diviso le associazioni musulmane in “accreditati “e “non accreditati” presso il Ministero degli Interni trascurando l’85 per cento di musulmani laici e numerose associazioni e comunità rappresentative che non sono mai state coinvolte.

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Il Miracolo di Marcellino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Roma dal 21 al 23 dicembre 2018 Nuovo Teatro San Paolo Viale di San Paolo, 12 Orari spettacolo: Venerdì ore 21.00 Sabato ore 17.00 e ore 21.00 domenica ore 17.00 e ore 21.00 Prezzi Intero 20.00 euro Ridotto 10.00 euro (under 18 – over 65 – Soci Cral). Il musical “Il miracolo di Marcellino” è un tributo alla dolce storia più coinvolgente e divertente di sempre, raccontata attraverso gli occhi di un bambino. Ricavata da un’antica leggenda popolare spagnola, la storia narra di un neonato abbandonato, raccolto in fasce ed allevato con amore dai frati di un convento. Crescendo Marcellino sente il bisogno di un amico, che trova in un crocifisso abbandonato nella soffitta abbandonata del convento.
Ogni giorno, Marcellino porta al suo Amico pane e vino presi di nascosto dalla dispensa dei frati.Gesù ascolta i suoi desideri e quando Marcellino chiede di poter vedere la sua mamma, Gesù lo accontenta, con un gesto d’Amore che sarà poi ricordato come il Miracolo di Marcellino.Il Miracolo di Marcellino è uno spettacolo profondo che commuove e che diverte allo stesso tempo; parla al cuore di ognuno con parole dolci, semplici e rassicuranti che solo un genitore amorevole e premuroso può trovare. Uno spettacolo che riporta alla luce quei valori genuini che si sono un po’ persi, ma che aspettano solo di essere riscoperti.
Regia associata Riccardo Trucchi e Antonio Melissa Con Giosuè Karol Vagnoli/ Giorgio Marchigiani, Roberto Lovera, Myriam Somma, Giovanni De Filippi, Francesco Polizzi, Arsenio Spinillo, Andrea Lami, Emanuele Revalente, Simone Manzotti, Veronica Di Giacobbe Ensemble Giada Cambria, Piero Coffano, Mariandrea Filpo, Rachele Marchegiani, Chiara Paita e Alessandro Serio.La voce di Gesù è di Giò di Tonno, con la supervisione artistica del M°Gino Landi.

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Se la Sindone fosse un falso, sarebbe un miracolo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

sindoneQuest’anno formuliamo gli auguri per la Pasqua di Resurrezione parlando di un oggetto che con la Resurrezione ha legami storici: la Sindone di Torino. Sino ad oggi nessuno aveva dato una risposta scientifica alla domanda: in che modo è stata prodotta la immagine sindonica? Ebbene, recenti studi condotti presso il qualificatissimo centro Enea di Frascati, ad opera dei fisici e direttori di ricerca, prof. Baldacchini prima e dal prof. Di Lazzaro oggi, hanno individuato l’unica fonte sinora conosciuta capace di riprodurre su tessuto di lino una traccia superficiale come quella sindonica.
La scienza ha accertato che nessun mezzo meccanico, termico, elettrico o chimico è capace di lasciare su un tessuto di lino una traccia della sottigliezza di quello sindonico, un quinto di micron (millesimo di millimetro). Nessuno sistema è capace di riprodurre una traccia tanto sottile e superficiale. Il segno della Sindone sembrava irriproducibile. Ora si sono avvicinati alla soluzione del problema i fisici dell’Enea, con un raggio laser di luce ultravioletta di adeguata lunghezza d’onda, producendo su un cmq di tessuto linoso, un segno paragonabile a quello sindonico. Un’energia appena di poco superiore brucerebbe il tessuto – sostiene il prof. Di Lazzaro, mentre un’energia appena di poco inferiore, non lascerebbe segno. Conclusione? Se la Sindone fosse un falso, sarebbe un miracolo. (Fausto Carratù)

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Giobbe, Ratzinger, e il sangue di San Gennaro

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Lettera al direttore. Barbara Serra, durante la sua trasmissione Cosmo (Rai3 – 15 giugno), chiede ad un serio giornalista di una seria rivista cristiana: “Perché alle volte il miracolo non avviene e il sangue di San Gennaro non si liquefa?”, e il giornalista risponde: “Questo bisogna chiederlo a Dio”. Ora, io comprendo la domanda di Giobbe sull’eterno problema che assilla l’uomo – la sofferenza del giusto – anche se il patriarca commetteva l’errore di attribuire alla volontà di Dio i mali da cui era afflitto. Comprendo la profondità della domanda di papa Ratzinger al Signore, nel maggio del 2006 ad Auschwitz: «Perché Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto quest’eccesso di distruzione e questo trionfo del male?». Però trovo ridicola la domanda: “Dio, perché alle volte non fai liquefare il sangue di San Gennaro?”. Il pensiero – contraddetto dalla storia e dall’esperienza della vita di tutti i giorni – che Dio possa intervenire nelle vicende umane, è comprensibile, ma che possa intervenire in un’ampolla, è semplicemente assurdo e offensivo, giacché significa considerare il Signore una sorta di mago. Però, se proprio vogliamo osare, allora forse potremmo domandargli: “Dio, perché hai bisogno che il prete agiti, e giri sottosopra l’ampolla? Non potresti, mentre l’ampolla resta immobile, far ribollire il sangue, facendolo risalire lungo le sue pareti?”. Ma comportiamoci seriamente, e non osiamo, perché il cristianesimo è una religione seria. (Renato Pierri)

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L’amico importuno

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Lettera al direttore. La parabola evangelica dell’amico importuno, insegna che bisogna insistere per ottenere qualcosa. Ed io ho insistito con decine e decine di mail e lettere, e alla fine è avvenuto il miracolo. Un po’ come se il Papa si recasse a visitare un’umile sconosciuta chiesetta di campagna. Peccato non ci fosse un fotografo presente. Un elegantissimo simpatico signore napoletano, la mattina del 14 aprile, era davanti ad un davvero poco elegante stabile d’edilizia popolare del Comune di Roma. Irraggiungibile per un inquilino del Comune, si è recato lui dagli inquilini del palazzo di via Mammucari 25. I sacerdoti che circondavano l’elegante signore napoletano, dirigente della Romeo Gestioni di Roma, erano: una signora architetto, un geometra, e uno stuolo d’operai. La prima cosa che mi ha detto, stringendomi la mano, è stata: “Signor Pierri, lei deve farmi la cortesia, deve smettere d’inviare mail”. Ed io: “Ragionier Scotto d’Antuono, se portate a termine i lavori nella giusta maniera, smetterò d’importunarvi”. L’irraggiungibile si è trattenuto per più di un’ora, ha fatto prendere appunti, ha impartito ordini. Speriamo che alle parole seguano i fatti. Il simpatico signore napoletano, accondiscendente ( “e mettiamocél ‘sta staff!), sarà uomo di parola? Renato Pierri (scrittore)

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Il miracolo deludente

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Mag 2010

Lettera al direttore. Gesù avendo pietà della folla affamata che rischiava di “venire meno per la  via”, dopo aver guarito “zoppi, storpi, ciechi, muti e molti altri infermi” (cf Mt 25), fece il miracolo della moltiplicazione dei pani. Quasi un paio di millenni dopo, il 13 ottobre 1917, la Madre di Gesù, fece un miracolo che non sfamava nessuno, che non guariva nessuno. Fece danzare il sole nel cielo, terrorizzando la gente. Ma le mamme che avevano i figli al fronte, le famiglie distrutte dalla miseria, i malati, si aspettavano un miracolo simile a quelli del Vangelo, e così presero a chiedere a Lucia, la pastorella veggente: «Ed il miracolo? Il grande miracolo promesso?» E la fanciulla se la cavò rispondendo: «Cosa volete di più? Oggi finisce la guerra; i soldati tornano a casa. C’è forse miracolo più grande?» (cf. Luigi Gonzaga da Fonseca – Le meraviglie di Fatima – Edizioni San Paolo). La gente, però, quel giorno, e per molto tempo ancora, attese invano che fosse dichiarata la fine del conflitto mondiale. (Veronica Tussi)

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La “testa” di Bersani

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

‘’Chi oggi vuole la testa di Bersani vuole chiudere il Pd. Riaprire davanti al paese la lotta interna tra le leadership della maggioranza e delle minoranze congressuali che ha paralizzato il Pd per mesi equivale a balcanizzare il Partito democratico e a decretarne la dissoluzione’’. Lo Scrive oggi in un articolo pubblicato su ‘’Europa’’ Gianni Pittella, membro della direzione del Partito Democratico. ‘’Da un segretario eletto sulla proposta di un netto cambiamento di rotta rispetto al passato non si poteva pretendere il miracolo, cioe’ trasformare in 5 mesi un partito fermo e indeciso in una poderosa macchina elettorale in grado di riportare indietro al 2006 l’orologio della politica, per se’ e per il centrosinistra’’ argomenta l’europarlamentare, per il quale ‘’ora e’ venuto il momento di accelerare su quel progetto, moltiplicando porte e finestre del Pd in ogni paese, in ogni quartiere, scuola e posto di lavoro e aprendole alla partecipazione di tutti’’. ‘’Dobbiamo tornare a essere il partito delle salsicce, delle feste dell’Unita’, dell’Avanti e dell’amicizia, della diffusione domenicale porta a porta dei nostri giornali, dei banchetti nei mercati rionali, delle sezioni trasformate in straordinari punti di aggregazione di ceti e di generazioni, di forum e sezioni virtuali sulla Rete – auspica Pittella – dobbiamo cambiare la legge elettorale, per riportare in Parlamento gli eletti dal popolo e dai territori. Dobbiamo riportare il Mezzogiorno al centro della prospettiva e dell’azione del Partito Democratico, perche’ la’ ci sono le maggiori energie morali e materiali per far ripartire il paese. Dobbiamo costruire con pazienza un quadro ampio di alleanze, sul modello ligure e lucano uscito vincente da queste elezioni’’. ‘’Presentiamoci subito ai cittadini italiani con un manifesto, il nostro progetto per il Paese e l’Europa – propone Pittella – alcuni punti chiari e argomentati, facilmente comunicabili, nei quali il Pd lancia il suo progetto per il paese e per le singole realta’ locali. Lavoro, sviluppo, sanita’, ambiente, protezione sociale, istruzione, infrastrutture, casa, giustizia, sicurezza, rafforzamento dell’Unione Europea, della prospettiva euromediterranea ed euroadriatica: c’e’ molto da fare, da immaginare, da proporre in questi campi intorno al quale mobilitare le forze vitali del paese in una battaglia comune, per il governo’’.

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Facciamoci valere!

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

di Lisa Frankfort e Patrick Fanning Ogni giorno incontriamo persone fastidiose a cui cediamo pur di essere lasciati in pace: il vicino maleducato, il parente irritante, il collega aggressivo. In cuor nostro sappiamo benissimo che il modo migliore per trattare con queste persone è rimanere fermi sui nostri propositi, esprimere con sincerità i nostri sentimenti, le nostre preferenze.  Ma come smettere di essere remissivi e iniziare a farsi valere?  Questo libro, rivolto particolarmente alle donne, ma utilissimo anche agli uomini, è un arsenale di armi retoriche a cui attingere per rintuzzare gli attacchi verbali quotidiani dei maleducati e degli invadenti. Offre un campionario di formule facili, divertenti e irriverenti per destreggiarsi con successo in tutte le occasioni. E, miracolo!, insegnandoci a rispondere come si deve ci aiuta a rafforzare anche la nostra autostima. Collana: Donna Oggi (DON) Codice libro: DON004 Prezzo: €12.00 Pagine:128

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Miracolo meridionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Di Nunziante Minichiello. Gli onesti paiono in minoranza; la presunta maggioranza, invece, devota del dio danaro,  spende e  spande; i governanti sono tutti presi dalla  autoconservazione: gli onesti però non demordono, forti della eredità latina “probe vivere, neminem laedere, cuique suum tribuere” e confortati dai successi dei tutori della legge.  Rispettando le norme scritte il Popolo italiano avrebbe l’omogeneità indispensabile per  essere protagonista. Per mettere le cose a posto, viene da concludere, basta la volontà politica! Ogni politica, infatti, ottiene sempre quello che si propone di ottenere, ma non quello che non si propone: chiarisce il concetto il problema del Mezzogiorno che non è stato mai risolto perché non è stato mai posto e non verrà risolto che quando sarà posto. Scritti, congressi e simili hanno sempre avuto il compito di farlo conoscere, ma mai di risolvere il problema del Mezzogiorno: scienziati, studiosi e inventori di enti riguardanti il Mezzogiorno hanno prodotto esattamente quanto loro richiesto.  I risultati e la realtà, in proposito, parlano chiaro: che non si attenda che il problema del Sud lo risolvano i diseredati, i degradati, gli ignoranti e gli impotenti in genere, che, da più diretti interessati, dovrebbero decidere se rimanere come tradizione ricorda o se avviarsi sulla via del progresso, da soli e con la certezza di trovare sul cammino solo ostacoli e  trappole della speranza? Si immagini che la volontà politica ci sia:  allora, ad una certa ora, da un certo posto partirebbe un messaggio diramato ad altri pochi posti; da questi pochi posti il messaggio sarebbe inoltrato a numerosi posti: dopo non molto tempo “radio fante” farebbe sapere ovunque che in alto si sarebbe cambiato registro e che quindi la pacchia sarebbe finita!  Non è fantapolitica ma semplice attività politica di governo democratico di popolo sovrano. Potere, impegnato nell’ autoconservazione,   conseguente  stato assente  e  cittadinanza abituata a difendersi, sarebbero convinte o costrette ad entrare nel solco della Costituzione. Con un semplice atto di volontà politica, che però sarà arduo ottenere dai politici diventati quasi decemviri e dalla maggioranza della popolazione italiana usa ad  abitudini  non sempre encomiabili: principalmente interessati, i Meridionali siano Popolo sovrano ed impongano l’atto di volontà politica. http://www.minichi8ello.it

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Scienza e fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

Roma 13 ottobre 2009, a Roma, alle ore 17, all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190) istituito dalla Facoltà di Filosofia dello stesso ateneo, diretto dai Legionari di Cristo inizierà l’ottavo anno d’attività del Master in Scienza e Fede. La prima conferenza, con ingresso libero, sarà tenuta dal Prof. Gianluca Casagrande, Docente della Facoltà di Scienze Storiche dell’Università Europea di Roma, sul tema “Il miracolo eucaristico di Bolsena: un panorama storico”. Il miracolo, verificatosi nell’estate del 1263, è fra i più narrati e famosi eventi di questo tipo. Le cronache tramandano la storia di un sacerdote dubbioso, testimone di un improvviso sanguinamento dell’Ostia spezzata sul corporale e i purificatori dell’altare. L’evento, riconosciuto nel giro di pochi mesi da Papa Urbano IV, ebbe un ruolo di rilievo, seppure non determinante, nell’istituzione della festa del Corpus Domini, stabilita per la Chiesa Universale dalla bolla “Transiturus” dell’8 settembre 1264. La conservazione delle reliquie del miracolo, trasferite da Bolsena a Orvieto, portò o contribuì alla realizzazione di importanti opere d’arte, quali il famoso Reliquiario del Corporale di Ugolino da Vieri e la grandiosa fabbrica del Duomo di Orvieto. Altre celebri opere furono successivamente realizzate per la tradizione sul miracolo e la celebrazione del culto. Fra queste il famoso affresco “La messa di Bolsena”, dipinto nel 1512 da Raffaello nella stanza di Eliodoro, ai palazzi vaticani. Bolsena e Orvieto celebrano ogni anno solenni cerimonie religiose in occasione della festività del Corpus Domini e in ricordo dell’evento miracoloso. Il Prof. Gianluca Casagrande è anche curatore del volume “I miracoli eucaristici” (edizioni ART), insieme a Padre Rafael Pascual, L.C., Direttore del Master in Scienza e Fede e Decano della Facoltà di Filosofia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Il Master in Scienza e Fede rientra nel quadro del Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), portato avanti dall’Ateneo insieme ad altre cinque università pontificie: Lateranense, Gregoriana, Santa Croce, Salesiana e San Tommaso d’Aquino, sotto gli auspici del Pontificio Consiglio della Cultura e con il supporto della John Templeton Foundation. http://www.upra.org

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Marino e il miracolo delle fontane

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Marino (castelli romani) Letteralmente invasa dalla folla di visitatori, la Città di Marino per l’85° volta ha rinnovato il famoso Miracolo delle Fontane. Quattromila litri di vino hanno preso il posto dell’acqua e, dalla storica Fontana dei Quattro Mori, gli zampilli sono stati dorati e sufficienti per gli oltre centomila brindisi che si sono innalzati anche a Villa Desideri, Corso Trieste e Borgo Garibaldi.  Un fiume in piena quello che, dalle prime ore del mattino, con auto, moto, camper e bus ha inondato le principali arterie che portano alla “Miracolosa” Marino. La stima, solo per la giornata di domenica, è di 160 mila visitatori accolti, già nei centri di benvenuto e d’informazioni posti nei cinque punti d’ingresso alla cittadina, con un simbolico grappolo d’uva (150 quintali messi da parte per gli ospiti) e dallo spirito festoso e conviviale che da sempre contraddistingue i marinesi per l’attenzione all’ospitalità.  Immersa nello scenario magico dei Castelli Romani, Marino è “La Grande Uva” del Lazio che spicca, infatti, tra i comuni che ne colorano il paesaggio, per l’unico appuntamento mondiale capace di trasformare miracolosamente l’acqua in vino e miscelare il sacro al profano. E così, alla presenza delle Istituzioni, della cittadinanza e dei visitatori, Marino, la “capitale del vino”, con i riti religiosi, prima, ed il corteo storico per la Rievocazione de “Il Ritorno di Marcantonio Colonna” dalla battaglia di Lepanto del 1571 interpretato per quest’anno da Sara Varone,(Felice Orsini) Costantino Vitagliano (Marcantonio) con la partecipazione straordinaria di Eva Henger, ha incantato il pubblico.L’ombelico di tutte le sagre italiane, luccica nelle scenografie e nelle, più o meno, composte coreografie lasciando di stucco gli astanti quando dà alla luce, con cuore ed orgoglio, il mito che si sdoppia tra sacro e profano. E’ poi il tema “vino, musica e poesia” quello scritto sulle pagine dell’annata ’09 che ha vinto il premio dell’inedito. Quest’anno, infatti, si sono spezzate le antiche catene con la Turchia durante la cerimonia solenne svoltasi a Palazzo Colonna. Tra le tipiche fraschette e gli itinerari di gusto è sempre il sapore esclusivo, quello che ha esaltato il senso della vista: inaugurata l’illuminazione della Basilica San Barnaba Apostolo di Marino metafora di apertura e di avvicinamento alle tradizioni storico culturali oltre confine che rimarrà per sempre accesa. Una Sagra che sembra un festival ricco di arte e cultura in continua “Metamorfosi”. E’ Raf l’artista atteso per la colonna sonora che anticipa i titoli di coda scritti su un cielo illuminato dai fuochi d’artificio.

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Il miracolo del monaco

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2009

il miracolo del moncoBologna) 1 ottobre 2009, alle ore 18  presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli  Sala Vasari del Complesso Monumentale di San Michele in Bosco (Via G.C. Pupilli, 1) presentazione dell’affresco di Alessandro Tiarini (1577-1668) Il miracolo del monaco  dissotterrato e assolto di disobbedienza  restaurato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna  L’affresco di Alessandro Tiarini, rimosso dal Chiostro Ottagonale detto “dei Carracci” in San Michele in Bosco, torna al luogo di origine dopo l’intervento di restauro ad opera del laboratorio Ottorino Nonfarmale. La Fondazione CARISBO ha stipulato nel luglio del 2007 una convenzione con la Curia Arcivescovile e l’Istituto Ortopedico Rizzoli per la cura, la valorizzazione e la gestione della parte monumentale di San Michele in Bosco. In virtù di tale convenzione la parte monumentale del complesso diventa uno dei luoghi del Museo della Città.  Primo atto concreto di collaborazione fra lo IOR e la Fondazione CARISBO è stato il restauro a cura della Fondazione di un grande affresco di Alessandro Tiarini staccato dal chiostro dei Carracci oltre trent’anni orsono per salvaguardarlo dall’umidità e dagli altri agenti atmosferici che minacciavano di rovinarlo definitivamente come accaduto agli altri scomparti del Chiostro Ottagonale. Da allora è rimasto custodito nei laboratori di Ottorino Nonfarmale, che ne eseguì a suo tempo il distacco e che oggi, su incarico della Fondazione CARISBO, ha eseguito il restauro che lo ha riportato all’antico splendore. L’affresco verrà ricollocato temporaneamente nella “manica lunga” del convento, il più lungo vano architettonico della città di Bologna. È il luogo più vicino al Chiostro che permette una corretta conservazione dell’affresco.  Il dipinto murale figurava nello scomparto centrale della settima campata del Chiostro Ottagonale. Raffigura Il miracolo del monaco dissotterrato e assolto di disobbedienza, parte del ciclo di storie della Vita di San Benedetto, eseguite tra il 1604 e il 1605 da Ludovico Carracci e i suoi allievi e da Guido Reni. Lo scomparto, realizzato a cantiere chiuso da Alessandro Tiarini, era in origine uno dei due assegnati a Guido Reni, che tuttavia ne realizzò solo uno.
Alessandro Tiarini (1577-1668), si forma a Bologna presso Prospero Fontana e Bartolomeo Cesi, prima di entrare a Firenze nella bottega di Domenico Cresti detto il Passignano. Tornato nella sua città si avvicina a Ludovico Carracci, recependone le istanze naturalistiche della sua nuova pittura. Oltre alle opere licenziate a Bologna (tra cui i dipinti in San Petronio e San Domenico), si ricordano i lavori svolti a Reggio Emilia, tra cui gli affreschi nella Basilica della Ghiara e diverse pale d’altare nelle chiese cittadine.

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Il miracolo di San Gennaro

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

reliquia san gennaro19 settembre nell’imminenza del biannuale prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro, conservato in due ampolline nella Cappella del Tesoro del Duomo, l’attesa dei napoletani, e non soli, è grande.  “Il sangue di San Gennaro, conservato in due balsamari vitrei di foggia diversa, databili al IV secolo, si scioglie costantemente, a partire dal 1389, il  19 settembre, anniversario del martirio, avvenuto come è noto nella Solfatara il 305 ed il primo sabato di maggio, con qualche sporadico fuori programma il 16 dicembre, anniversario della apocalittica eruzione del Vesuvio del 1631, quando la lava giunse a lambire Napoli e venne fermata sul ponte della Maddalena dal pronto intervento del Santo, da allora indiscusso patrono della città ed eccezionalmente anche il 14 gennaio, in ricordo del ritorno a Napoli delle spoglie del martire, nascoste a Montevergine sino al 1497. La fama universale del sangue di San Gennaro, un prodigio osservato nei secoli da tanti smaliziati visitatori stranieri, a Napoli per il Grand Tour, scettici ed illuministi, ma sempre cauti nel cercare una spiegazione razionale del fenomeno, ha rubato la scena alle numerose altre testimonianze del fenomeno liquefattivo, che si ripete da secoli in numerose chiese napoletane e nel segreto di cappelle gentilizie di antiche e nobili famiglie. Cominceremo ora un’ appassionante carrellata attraverso l’affascinante universo esoterico partenopeo, partendo da alcune tra le reliquie più note quali: il sangue di Santo Stefano, custodito nel monastero di Santa Chiara, che si liquefa il 3 agosto ed il 25 dicembre, quello di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, conservato nella chiesa della Redenzione dei Captivi, che si scioglie il 2 agosto, quelli di San Pantaleone e di San Luigi Gonzaga, nel Gesù Vecchio, attivi entrambi il 21 giugno o quello di Santa Patrizia, il più dinamico in assoluto, conservato in San Gregorio Armeno. Sorprendente è il comportamento del sangue del Battista, scioltosi per la prima volta nel 1554 durante la celebrazione della messa nel convento di Sant’Arcangelo a Baiano, dove era custodito, proveniente dalla Francia, sin dal Duecento. Quando il convento venne soppresso, per il leggendario comportamento licenzioso delle monache, il sangue del santo, diviso ab antico in due ampolle, venne affidato alle monache di San Gregorio Armeno e di Donnaromita. Il primo continua regolarmente a sciogliersi, mentre il secondo ha cessato ogni attività dal Seicento. Quando anche il monastero di Donnaromita venne soppresso, l’ampolla “inattiva” ritornò vicino alla gemella conservata in San Gregorio Armeno e stranamente ha ricominciato a manifestarsi anche se in formato ridotto, con un semplice arrossamento, in occasione della festa del Santo. Questa moltitudine di eventi prodigiosi rappresenta per il credente un valido motivo di orgoglio, con il sangue che tanti martiri versarono per la loro fede, il quale si riversa, come una pioggia ristoratrice, su tutti noi, in un periodo così difficile per la Chiesa e per l’umanità tutta; ma anche per i laici deve rappresentare un motivo di profonda meditazione, perché le spiegazioni fino ad ora proposte dalla scienza, per cercare di dare una spiegazione razionale al fenomeno, sono poco più che risibili. Basta leggere le conclusioni del Cicap, un’associazione scientifica che si propone di trovare la soluzione ai tanti quesiti ancora aperti della parapsicologia, per convincersene. Si è dato grande risalto ad una pubblicazione, nell’ottobre del 1991, sulla prestigiosa rivista Nature, di una equipe dell’università di Pavia, guidata dal ricercatore Garlaschelli, che riteneva di saper riprodurre il fenomeno del passaggio dallo stato solido allo stato liquido in un fluido, adoperando poche sostanze elementari già note agli alchimisti medioevali, dal carbonato di calcio al cloruro di ferro in soluzione, per ottenere una sostanza gelatinosa ”reversibile” a piacimento, purché dall’esterno venga fornita energia attraverso lo scuotimento del contenitore; condizione del tutto assente nella liquefazione di gran parte dei grumi di sangue dei santi precedentemente descritti, incluso lo stesso San Gennaro, che si “manifesta” nelle più diverse condizioni. Un’ipotesi alchemica, affascinante, ma forse vicina alla verità, era stata avanzata dal compianto Mario Buonoconto, uno studioso autore di un prezioso libretto sulla Napoli esoterica, ancora reperibile sulle bancarelle in edizione economica, profondo conoscitore della antica scuola napoletana specializzata nell’apertura della materia e nella possibilità di trasformare gli elementi naturali in maniera reversibile, come ridurre il ferro malleabile o le interiora umane dure come il marmo. E nell’attesa che parte del mistero che circonda i sacri grumi possa dissolversi attraverso l’indagine della scienza resta l’oggettività del prodigio sotto gli occhi di tutti, credenti e scettici, a fornire agli uni il coraggio della fede, agli altri una giusta dose di meditazione e riflessione”. (fonte in sintesi amico47) (miracolo san gennaro)

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