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L’UE ha bisogno di servizi di assistenza alle vittime più mirati

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 gennaio 2015

Brafa 2011 - Musée Mayer van den Bergh - La Mise au Tombeau de Saint André, Bruxelles, vers 1510-1515L’assistenza alle vittime, se basata su risorse adeguate e ben mirate, è fondamentale per garantire che le vittime della criminalità abbiano un reale accesso alla giustizia per le sofferenze subite e che i loro diritti siano rispettati. Nella prima valutazione globale dei servizi di assistenza alle vittime in tutta l’Unione europea, pubblicata oggi, l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) sottolinea che, nonostante i miglioramenti riscontrati, in molti Stati membri vi sono ancora situazioni problematiche.
“L’assistenza deve essere messa a disposizione delle vittime prima, durante e dopo il procedimento penale – e non deve essere soltanto assistenza legale, ma anche psicologica ed emotiva” dichiara il direttore della FRA Morten Kjaerum. “Fra 10 mesi gli Stati membri dovranno aver recepito la direttiva Vittime dell’UE nella loro legislazione nazionale e c’è ancora molto da fare.”Per contribuire a garantire un’assistenza efficace per le alle vittime in tutta l’UE, nella sua relazione la FRA dà diverse indicazioni, fra cui:
Gli Stati membri dell’UE devono garantire la prestazione di servizi di assistenza mirati -fra cui l’assistenza ai traumi e la consulenza- per le vittime con esigenze particolari, ad esempio le vittime con una disabilità, le vittime di violenza sessuale o i migranti irregolari che diventano vittime della criminalità.Gli Stati membri devono garantire di essere conformi agli obblighi sanciti nella direttiva Vittime per di addestrare gli agenti di polizia e il personale giudiziario e rendere disponibili le ulteriori risorse necessarie per l’attuazione di queste misure.Devono rimuovere gli ostacoli burocratici affinché sia garantita l’assistenza legale alle vittime nel contesto di procedimenti penali, allo stesso modo in cui tale assistenza è attualmente garantita agli imputati.Gli Stati membri devono introdurre misure volte ad assicurare che le vittime abbiano accesso alle informazioni sui loro diritti e sui servizi di assistenza disponibili, nonché alle informazioni pertinenti sul loro caso.Per incoraggiare un numero maggiore di vittime a farsi avanti e denunciare i reati, gli Stati membri devono garantire che le informazioni sull’assistenza alle vittime siano rese immediatamente disponibili da tutte le autorità e i servizi pubblici con cui le vittime vengono a contatto, compreso il servizio sanitario.La ricerca della FRA ha riscontrato costantemente che il problema della scarsa denuncia impedisce di garantire che le vittime abbiano pieno accesso ai loro diritti. Sistemi di assistenza mirata e concreta alle vittime sono un elemento cruciale di qualsiasi strategia volta ad accrescere la fiducia nelle autorità e ad aumentare il numero di casi denunciati, senza i quali è impossibile migliorare l’accertamento e la repressione dei reati. A questo riguardo, la direttiva Vittime, o Direttiva che istituisce norme minime riguardanti i diritti, l’assistenza e la protezione delle vittime di reato è un grande passo avanti. Gli Stati membri dovranno recepire gli articoli della direttiva entro il 16 novembre 2015.L’argomento dell’assistenza alle vittime è strettamente legato al lavoro svolto dalla FRA sull’accesso alla giustizia, sulla discriminazione e sui reati generati dall’odio e, in particolare, ai risultati dei sondaggi su larga scala effettuati dall’Agenzia sulle persone che sono più spesso vittime.

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Partito del sud, gli eletti all’estero dicono no

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2009

“Strutturare un partito che abbia l’ambizione di riscattare il sud dalla sua condizione di stallo, rappresenta una strategia sbagliata ed improduttiva soprattutto perché si celerebbe dietro ad esigenze di carattere ben diverso, sollecitate da bisogni di natura molto meno nobile di quelli che si evidenziano nelle dichiarazioni dei sostenitori”. Queste le parole di Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel Mondo del PdL insieme ai parlamentari del PdL eletti nella Circoscrizione estero, che dichiarano in una nota congiunta la loro piena contrarietà alla definizione di un partito del Sud. “Esprimiamo pieno sostegno al progetto annunciato dal Premier Berlusconi di tracciare un piano innovativo per il mezzogiorno – continuano – che parta dallo sblocco dei fondi Fas e che soprattutto intendi definire un piano di rilancio delle regioni meridionali, basato su interventi mirati e concreti”.  “Riteniamo – si legge nella nota – che la chiave di accesso ad una riconfigurazione economica e sociale del nostro mezzogiorno stia in politiche chiare tracciate da referenti politici competenti e capaci che sappiano operare nell’ottica di partito senza ambizioni o pretese personalistiche che tutti sanno mal conciliare con il bene comune. L’approdo ad un partito atomizzato e personalistico potrebbe rappresentare l’espressione del decadimento morale e politico del mezzogiorno e del Paese intero”. “Adeguati interventi infrastrutturali, commerciali ed ambientali sono il presupposto di una crescita regionale – concludono i parlamentari – con queste linee guida il sud potrà diventare forte e competitivo, riscoprendo con forza le sue riconosciute e molteplici potenzialità”.

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